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  • Elena Andreoli quartet e Paolo Tomelleri a tutto swing domenica 15 febbraio allo Spirit de Milan


    I musicisti eseguiranno alcuni brani dell’album “Beautiful Love”, firmato dalla cantante Elena Andreoli e dal clarinettista Paolo Tomelleri: un percorso nella Golden Era dello swing, con un’attenzione particolare alle composizioni di Duke Ellington e Irving Berlin. In scaletta anche alcuni standard rivisitati con arrangiamenti moderni e brillanti 

     
     

    MILANO – È in programma domenica 15 febbraio allo Spirit de Milan (inizio live ore 18.30, ingresso libero) il concerto del quartetto della vocalist Elena Andreoli (con Stefano Pennini al pianoforte, Raffaele Romano al contrabbasso e Alberto Traverso alla batteria) e del grande clarinettista Paolo Tomelleri, decano del jazz italiano.
    Nel locale di via Bovisasca 59, i musicisti proporranno alcuni brani tratti dall’album Beautiful Love di Elena Andreoli e Paolo Tomelleri, uscito lo scorso autunno e presentato al Teatro degli Arcimboldi durante il festival JAZZMI: un percorso nella Golden Era dello swing, con un’attenzione particolare ai brani intramontabili di Duke Ellington e Irving Berlin. Non mancheranno neppure alcuni standard rivisitati con arrangiamenti moderni e brillanti. Il risultato? Il repertorio classico è stato rivestito di nuove geometrie sonore, rendendo i pezzi originali più audaci e dinamici. Spiega Elena Andreoli, autrice jazz e cantante capace di mescolare in modo personale e convincente swing, blues, ragtime, bebop ed early jazz: «Beautiful Love non vuole essere solo un omaggio al passato, ma anche il manifesto di un jazz contemporaneo, fresco e potente. Abbiamo rielaborato il jazz e lo swing degli anni Venti e Trenta con energia e libertà, pur nel rispetto della tradizione. Nella scelta dei brani che compongono il mio album d’esordio e che propongo nei live ho privilegiato gli standard meno conosciuti e meno sfruttati, dando particolare importanza alle parole delle canzoni».

    È un periodo ricco di impegni e appuntamenti quello che sta vivendo la cantante milanese: dopo il concerto allo Spirit de Milan, infatti, Elena Andreoli sarà per due volte protagonista sui palchi itineranti del festival Dolomiti Ski Jazz, la manifestazione che da trent’anni porta la musica in alta quota, sulle Dolomiti trentine delle valli di Fiemme, Cembra e Fassa, direttamente sulle piste da sci. Elena si esibirà con il Trio Manouche in un omaggio al grande Django Reinhardt, insieme ai chitarristi Yann Maréchal e Davide Parisi, lunedì 9 marzo (ore 14) al Rifugio Fuciade, al Passo S. Pellegrino, in Val di Fassa, e martedì 10 (sempre alle ore 14) allo Chalet Caserina, in località Pampeago-Tesero, in Val di Fiemme.

    Il mese successivo, inoltre, Andreoli volerà in Giappone per la prima tournée internazionale di Beautiful Love. Tre le date in programma: il 7 aprile a Yokohama, l’8 a Tokyo e il 10 a Osaka.
    Non solo: con il trombonista e compositore Andrea Andreoli, jazzista di grande talento, la  vocalist milanese sta lavorando a un album di inediti che vedrà la luce nei prossimi mesi. Da segnalare, infine, che proprio con il trombonista bergamasco e con il batterista Alberto Traverso Elena ha firmato, come autrice, il brano Girl in the Mirror che interpreta nella commedia Stella gemella del regista Luca Lucini (con Margherita Buy e Laura Morante), presto sul grande schermo.
  • “Forever” è il nuovo singolo di Dario Distasi

    Dal 6 febbraio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “FOREVER”, il nuovo singolo di Dario Distasi.

     

    “Forever” è un brano che parla di un momento così vivo nella memoria da voler diventare presente. Nonostante sia impossibile, la tentazione di abbandonarsi alla certezza di una gioia passata — appunto, un momento eterno nel quale si è stati davvero felici — bussa alla propria porta. Il presente è molto diverso e non cedere alla malinconia è difficile.

    Il sound sa di pop internazionale, con le chitarre acustiche di Dario che vanno a cercare l’elettronica, per poi aprirsi in un ritornello ampio e melodico. La voce femminile nel duetto è dolce e tipicamente americana (la vocalist viene infatti da Nashville, TN, città nella quale il brano è stato anche prodotto).

    Commenta l’artista sul nuovo singolo: “Avevo in testa questo modo di usare la chitarra acustica così fresco e moderno e, allo stesso tempo, un loop che mi faceva pensare tanto a della musica elettronica vintage. Ancora, sul significato del brano: “D’altronde, non ci chiediamo continuamente se riusciremo mai a essere felici come quella volta?”

     

    Per il video di “Forever”, per la prima volta Dario ha deciso di affidarsi a un lyric video basato sull’IA. Immagini, suggestioni e scene di vita dei personaggi di questa storia si intrecciano senza mai risolversi, proprio come il brano: “Forever” non ha un happy ending. È la canzone di un amore tormentato, sfiorato ma mai rimasto nel tempo, che proprio per questo ferisce.

    Il significato del brano si espande verso una nuova dimensione, andando da un lato a chiedersi in che chiave l’intelligenza artificiale leggerà la storia dietro al brano, dall’altro affrontando il titolo stesso del singolo: solo poco tempo fa realizzare un video in questo modo non sarebbe stato possibile — cosa significa ora “per sempre”?

    Guarda il videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=7uf4apohVxM

    Biografia

    Dario Distasi (all’anagrafe Dario Di Stasi) è un artista italiano con un lungo trascorso internazionale, attivo come cantautore da dieci anni.

    Formatosi prima di tutto come chitarrista, aveva iniziato studiando con maestri come Nicola Cordisco (jazz), Gianni De Chellis (rock) e William Stravato (fusion), per poi proseguire con un diploma in chitarra al Modern Musician Institute di Alex Stornello con il massimo dei voti. Al Saint Louis di Roma (dove si era spostato anche per l’università) ha deciso che la sua chitarra non doveva più essere la sua unica voce.

    Da sempre, il suo lato più sviluppato è quello dell’ascolto, da cui nasce la sua passione per le lingue e la decisione di scrivere sempre in inglese. D’altronde, nelle band delle quali era stato componente, era sempre stato autore di musiche e testi. Ha quindi iniziato lo studio del canto con Alessandra Piroddi (Santa Cecilia), proseguendo poi nel Regno Unito con Jonny Black (The Royal Central School of Speech and Drama) e, una volta tornato in Italia, con Marco Priotti (The Voice).

    Ha suonato la sua musica per cinque anni nei locali di Manchester, arrivando alle finali di Open Mic UK. Lì ha deciso di “cedere” lo spazio nel cognome per rendere il suo nome d’arte più memorizzabile per il pubblico britannico. Ha registrato un EP a Nashville (TN) e pubblicato diversi singoli e videoclip.

    I suoi riferimenti sono vari: da chitarrista ascolta tutto ciò che attraversa rock, fusion, progressive, hard & heavy e ovviamente pop. Infatti, il suo vero amore resta la “forma canzone”. Le influenze della scena britpop inglese e di quella hard-rock, alternative e grunge americana si sommano a quelle di songwriter dalla scrittura essenziale ed evocativa. Al suo attivo ha più di 100.000 ascolti su Spotify, oltre alla presenza su tutte le altre piattaforme e YouTube.

    Tre brani essenziali nella discografia di Dario: “Again”, “Stuck In Here”, “Say”.

    Dario ha avuto la grande soddisfazione di scrivere le musiche per il docufilm Varchi Attivi, con la partecipazione di Michele Placido. Scrive e registra la sua musica curando in completa autoproduzione tutte le parti strumentali e gli arrangiamenti. Il rapporto con i produttori del suo progetto solista e di quello della Dario Distasi Band britannica è fondamentale per confrontarsi e poter esplorare opzioni diverse.

    Dal punto di vista grafico, del management e dell’approccio visivo, la gestione è sempre stata autonoma, mentre per la realizzazione dei videoclip la collaborazione più prolifica è stata quella con il regista britannico Mat Johns.

    Il progetto musicale individua un target principale “teen+” (15-40 anni e oltre). Le tematiche sono universali (amore, sentimenti, relazioni), ma il genere musicale è un pop senza tempo che interessa anche i più adulti. Si tratta di musica scritta per emozionare, che invita a farsi domande su se stessi e sulle proprie vite.

    Il percorso da indipendente lo ha portato a un’evoluzione della sua musica, prima più ruvida, ora più varia e aperta. L’obiettivo è essere percepito come un artista a tutto tondo, puntando alla programmazione in radio e TV nazionali per stabilire un rapporto diretto con la sua audience. Lo spazio primario resta quello del lavoro in studio: scrittura, registrazione e promozione sono i suoi focus principali. In particolare, Dario reputa la sua musica molto cinematografica e il suo obiettivo principale sarebbe l’inclusione dei suoi brani in colonne sonore di rilievo.

    “Forever” è il nuovo singolo di Dario Distasi, disponibile in streaming su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica dal 6 febbraio 2026.

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  • Atelier Musicale: il quintetto del trombettista Marco Mariani omaggia Miles Davis sabato 7 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano

    La formazione guidata da Marco Mariani, con Rudi Manzoli  al sax tenore,  Samuele Lindo al pianoforte e alle tastiere, Margherita Carbonell al contrabbasso e Daniele Delfino alla batteria, sarà protagonista di un tributo al grande trombettista americano, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita   

    MILANO – Quest’anno ricorre il centenario della nascita di Miles Davis, figura chiave nella storia del jazz e della musica del Novecento, nato ad Alton, nell’Illinois, il 26 maggio 1926. A questo straordinario artista dedica il suo nuovo progetto Marco Mariani, che nel suo percorso musicale ha già realizzato progetti originali anche su altre grandi personalità della tromba e della composizione jazz quali Kenny Wheeler e Wynton Marsalis.
    La novità di questo tributo, in programma sabato 7 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano nell’ambito dell’Atelier Musicale, la rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio (inizio live ore 17.30, ingresso 10 euro con tessera associativa di 5/10 euro), è dovuta al fatto che i riferimenti, con due significative eccezioni, sono i brani registrati da Davis con il suo secondo quintetto, quello con Shorter, Hancock, Carter e Williams, formazione iconica della storia jazzistica che portò la concezione modale a un punto estremo di realizzazione. Gli altri due brani sono, invece, Teo (legato alla fase di transizione tra il primo e il secondo quintetto) e il celeberrimo Sanctuary, d’impronta funk-jazz. 
    Quella del quintetto del trombettista Marco Mariani è una proposta originale per far rivivere oggi pagine importanti e poco esplorate della storia del jazz degli anni Sessanta. Mariani si è diplomato sia in tromba classica sia in jazz ed è solista della Civica Jazz Band di Enrico Intra, della Artchipel Orchestra di Ferdinando Faraò, della Montecarlo Night di Nick The Nightfly e della Swing Band di Paolo Tomelleri, oltre a dirigere da anni il Bocconi Jazz Business Unit dell’Università Bocconi, con il quale ha partecipato a importanti rassegne e realizzato progetti speciali sul rock progressivo, sulla musica per film e su quella di Kenny Wheeler. Docente ai Civici Corsi di Jazz (di cui fu studente), ha scritto con Emilio Soana tre metodi didattici per tromba jazz ed è un musicista che unisce alla profonda conoscenza del moderno trombettismo jazzistico la predilezione per il Miles Davis elettrico e per l’improvvisazione radicale nell’ambito della noise music.
    Anche i musicisti con cui si presenta all’Atelier sono tutti  legati ai Civici Corsi di Jazz di Milano, a cominciare da Rudi Manzoli (prima studente e oggi docente  della prestigiosa scuola  milanese), tenorista di esperienza e di vasta conoscenza linguistica. Diplomati ai Civici Corsi di Jazz sono pure la contrabbassista Margherita Carbonell, anch’essa con la  doppia preparazione classica e jazzistica, già partner di Enrico Intra in ambito concertistico e discografico, e il batterista Daniele Delfino, nuova realtà del drumming italiano. In fase di diploma al biennio di specializzazione è, invece, il pianista Samuele Lindo.

    Atelier Musicale – XXXI edizione
    Sabato 7 febbraio 2026, ore 17.30
    Marco Mariani Quintet – Cent’anni di Miles Davis
    Marco Mariani (tromba), Rudi Manzoli (sax tenore), Samuele Lindo (pianoforte e tastiere), Margherita Carbonell (contrabbasso), Daniele Delfino (batteria).
     
    Programma
    M. Davis: Teo;
    W. Shorter: Orbits;
    M. Davis/R. Carter: Mood;
    W. Shorter: Nefertiti;
    M. Davis/R. Carter: Eighty One;
    W. Shorter: Sanctuary.

    Prima esecuzione assoluta.

    Introduce Maurizio Franco.

    Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.
    Inizio concerti: ore 17.30.
    Ingresso: 10 euro con tessera ordinaria (5 euro) o di sostegno (10 euro).
    Per informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.it
    Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
    Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
    Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.
  • Dal 3 al 24 febbraio “Il rito del jazz” alla Cascina Cuccagna di Milano con Boggio Ferraris, Parisi, Straniero, Rusnak, il trio Aeronauts e la Panorchestra di Tino Tracanna


     
    Tornano, ogni settimana, gli appuntamenti con la musica dal vivo sul palco del Cuccagna Jazz Club presso il ristorante un posto a Milano

    MILANO – Saranno quattro, nel mese di febbraio, gli appuntamenti con la musica dal vivo alla Cascina Cuccagna di Milano nell’ambito della rassegna Il rito del jazz, a cura dell’associazione culturale Musicamorfosi, un posto a Milano e Cascina Cuccagna, in collaborazione con I-Jazz e con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano. La formula è sempre quella del doppio set (alle ore 19.30 e 21.30) con ingresso libero (prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it).
    Il primo concerto del mese è in programma martedì 3 febbraio e sarà all’insegna del jazz manouche, protagonisti il vibrafonista Gabriele Boggio Ferarris, il chitarrista Davide Parisi e il contrabbassista Jimmy Straniero. Il repertorio di questo trio nasce dalla passione comune per Django Reinhardt, di cui verranno proposti alcuni grandi classici come Minor Swing ma anche brani meno conosciuti del celebre chitarrista gitano. Boggio Ferraris, Parisi e Straniero esploreranno anche altri mondi sonori, sempre di matrice jazzistica, attingendo dagli standard americani di autori come Thelonious Monk e Charlie Parker. Non mancheranno, infine, alcune composizioni originali dei tre musicisti. Gabriele Boggio Ferraris è uno dei vibrafonisti più apprezzati della scena nazionale e ha pubblicato cinque album da leader. Diplomatosi con il massimo dei voti e perfezionatosi sotto la guida di Andrea Dulbecco, ha all’attivo collaborazioni con alcuni dei più noti esponenti del jazz italiano ed internazionale, tra cui Dave Douglas, Hindi Zara, Steven Bernstein, Stochelo Rosenberg e molti altri. Classe 2001, Davide Parisi è un chitarrista specializzato nello stile Gypsy Jazz. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano, milita in diverse formazioni e collabora regolarmente con figure di spicco del panorama italiano tra cui Dario Napoli, Alessandro di Virgilio (Accordi Disaccordi), Paolo Tomelleri, Alfredo Ferrario, Tonino de Sensi ma non solo.

    Martedì 10 febbraio spazio al quartetto del contrabbassista polacco Jaromir Rusnak, che propone un jazz moderno fatto di composizioni originali che uniscono struttura e improvvisazione, con un linguaggio contemporaneo e aperto alle influenze europee. Il leader sarà affiancato dal sassofonista Jossy Botte, dal pianista Giuseppe Blanco e dal batterista Andrea Lo Palo. Il suono coeso del gruppo, nato nel 2021 e già con tre album all’attivo (due anni fa il quartetto si è aggiudicato il Premio del Conservatorio di Milano), è il risultato di una forte intesa musicale.

    La settimana successiva, martedì 17 febbraio, si esibirà il trio Aeronauts composto da Francesco Sensi (chitarra), Frank Masetti (basso elettrico) e Riccardo Marchese (batteria): alla Cascina Cuccagna i tre giovani musicisti presenteranno Automata, il loro album d’esordio, uscito lo scorso anno per l’etichetta Filibusta Records. Il jazz moderno del gruppo è aperto alle contaminazioni con altri generi musicali, a cominciare dal pop e dal rock. Il risultato è un suono coinvolgente, ricco e robusto. Le composizioni originali di Automata sono state lodate dalla critica specializzata: «Gli Aeronauts suonano una musica fisica e malinconica nello stesso tempo, animata da una nervosa elettricità che tuttavia non soverchia il tratto gentile dell’emozione con cui riescono a far partecipe l’ascoltatore».

    Infine, per l’ultimo concerto del mese, martedì 24 febbraio riflettori puntati sulla Panorchestra diretta dal sassofonista e compositore Tino Tracanna, nome di primo piano della scena jazz italiana. Formazione che fa della trasversalità, dell’improvvisazione e della ricerca la sua cifra stilistica, la Panorchestra è un’estensione del collaudato quartetto Double Cut di Tracanna con il sassofonista Massimiliano Milesi, il contrabbassista Giulio Corini e il batterista Filippo Sala. A questi quattro musicisti si aggiungono Paolo Malacarne alla tromba, Andrea Andreoli al trombone, Gianluca Zanello al sax contralto e Federico Calcagno ai clarinetti, che completano il gruppo condividendone pienamente l’estetica. L’aspetto che più di altri colpisce nel sound della Panorchestra è la marcata tensione che caratterizza i brani, costruiti su solide e propulsive basi ritmiche con arrangiamenti e assoli che si fondono con coerenza. Qua e là si notano assonanze con le avanguardie storiche afroamericane e le sue diramazioni, che fanno di questo ensemble una formazione felicemente in bilico tra contemporary mainstream e free jazz.

    CUCCAGNA JAZZ CLUB – IL RITO DEL JAZZ
    Un posto a Milano, Cascina Cuccagna, via Cuccagna 2/4, Milano.
    Ingresso libero. Informazioni e prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it

    I CONCERTO DI FEBBRAIO 2026 
    Martedì 3 febbraio h. 19.30 e 21.30  
    JAZZ MANOUCHE
    Gabriele Boggio Ferraris, vibrafono
    Davide Parisi, chitarra
    Jimmy Straniero, contrabbasso

    Martedì 10 febbraio h. 19.30 e 21.30
    JAROMIR RUSNAK QUARTET 
    Jossy Botte, sax tenore
    Giuseppe Blanco, pianoforte
    Jaromir Rusnak, contrabbasso
    Andrea Lo Palo, batteria

    Martedì 17 febbraio h. 19.30 e 21.30
    AERONAUTS 
    Francesco Sensi, chitarra
    Frank Masetti, basso elettrico
    Riccardo Marchese, batteria

    Martedì 24 febbraio h. 19.30 e 21.30
    PANORCHESTRA
    Tino Tracanna, sax soprano e tenore, composizioni e arrangiamenti
    Massimiliano Milesi, sax tenore, composizioni e arrangiamenti
    Andrea Andreoli, trombone
    Gianluca Zanello, sax alto
    Paolo Malacarne, tromba
    Federico Calcagno, clarinetto e clarinetto basso
    Giulio Corini, contrabbasso
    Filippo Sala, batteria
  • A 17 anni ha vinto il Premio Bigazzi e ha scelto l’assenza dai social: il debutto di Madda con “Ma ci sei tu” contro l’apatia generazionale

    Esistere in un’epoca che consuma ogni slancio vitale sotto il peso di notifiche e algoritmi significa, spesso, rassegnarsi a un’apatia indotta. Ci siamo trasformati in «animali da divano» che pretendono di cambiare il mondo con un semplice click, mentre fuori le cronache narrano di mari che inghiottono sogni e di un’ecologia che resta confinata tra le pagine di un giornale, incapace di restituirci l’aria. In questo contesto di “dipendenza cerebrale”, dove la città assume le sembianze di un alienante «alveare blu», si innesta “Ma ci sei tu”, il debutto discografico di Madda, già vincitrice della sezione interpreti del Concorso Nazionale Premio Giancarlo Bigazzi 2023.

    Oggi, a soli diciannove anni, Madda ha fatto una scelta radicale: quella di non possedere profili social. E nell’epoca che impone la reperibilità costante e la scomposizione della vita privata in frame da quindici secondi, la sua assenza digitale non è un rifiuto del presente, ma il bisogno di preservare uno spazio personale non mediato. Una decisione che intercetta una sensibilità sempre più diffusa tra i giovanissimi, attenti a difendere la propria dimensione privata e a ridurre l’esposizione costante. Ma anche un segnale, che invita il mondo adulto a interrogarsi sui modelli proposti finora e sul rapporto tra identità, visibilità e tempo. Madda abita il proprio percorso artistico esclusivamente con la musica, sottraendosi a quella soggezione che «addormenta il cervello» per preservare una personalità che non ha bisogno di feed per esistere.

    Scritta da Marco Falagiani e Valentina Galasso e prodotta da Marco Falagiani e Diego Basso per GB Music, “Ma ci sei tu” non è una semplice ballata: è il racconto di una presenza che diventa punto fermo in un tempo che non si ferma mai. In un mondo che corre, calpesta e divora, Madda individua nell’altro l’unica vera oasi di sicurezza, l’unico «mezzo grammo di poesia» capace di contrastare un’indifferenza sempre più sistemica. Il brano racconta una generazione divisa tra la tentazione di fuggire verso orizzonti da cartolina e la necessità di restare per «ammazzare le paure figlie della diffidenza».

    «Nel caos della quotidianità moderna – racconta -, c’è sempre più bisogno di un cuore che batte forte e che ci fa sentire vivi aldilà di tutto. La benzina che lo alimenta è sempre l’amore che non passa mai di moda, che costruisce intorno a noi un’oasi di tranquillità e sicurezza e che ci rende invincibili davanti agli ostacoli che giorno dopo giorno la vita con indifferenza ci pone davanti.»

    Trionfare al Premio Giancarlo Bigazzi senza aver mai ceduto alla dittatura del “mi piace”, oltre ad essere un merito artistico, è un sabotaggio gentile ad un sistema che ci vuole tutti prevedibili, tutti iper-connessi e profondamente soli.

    Con un’interpretazione che omaggia la grande tradizione autorale italiana — nobilitata dal legame con il nome di Bigazzi — Madda si fa portavoce di un desiderio: quello di non risvegliarsi mai dal sogno in cui l’altro è presente, perché solo attraverso questa connessione reale si può sperare di «fermare la violenza» e cambiare, finalmente, la direzione del nostro cammino.

  • “Forse è meglio stare male” è il nuovo singolo di Ruben Coco

    Da venerdì 6 febbraio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Forse è meglio stare male” (Maionese Project) il nuovo singolo di RUBEN COCO, già disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale dal 30 gennaio.

    “Forse è meglio stare male” è un brano che affronta la tematica del distacco e della solitudine. Una “migrazione” mentale e fisica grazie alla quale ritrovare se stessi in una città dalle dinamiche completamente nuove.

     

    Spiega il cantautore e autore abruzzese a proposito del brano: “È una canzone che parla di distanze: quelle che misuri con i chilometri e quelle che senti addosso anche quando non ti muovi. È il mio modo di raccontare quel momento in cui non ti riconosci più, ma continui a cercarti.”

     

    RUBEN COCO | BIOGRAFIA

    Ruben Coco canta da sempre e scrive musica dal 2015. Pubblica nel 2018 i suoi primi singoli “E invece io” e “Non sei più con me” seguiti l’anno successivo da “Io e te”, tutti e tre brani “auto prodotti”. Nel 2022 entra in studio con Luigi Tarquini (Etrusko) e Federico Fontana (Phonez) per la produzione del suo primo disco, una serie di storie-canzoni autobiografiche e universali. Il primo singolo nato dalla collaborazione con i due producer è “Perché non ci riesco”, uscito nel Gennaio del 2023. “Anche se non conviene” è il titolo del suo secondo singolo, il primo dopo la firma con l’etichetta LaPop. È presente su tutte le piattaforme streaming con il suo Ep “Nel frattempo”. Attualmente in studio per la realizzazione del suo disco di cui “Forse è meglio stare male” è il primo singolo estratto e pubblicato con Matilde Dischi.

    “Forse è meglio stare male” è il nuovo singolo di Ruben Coco disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 gennaio e in rotazione radiofonica da venerdì 6 febbraio.

     

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  • “Mai più” è il nuovo singolo di Michee

    Dal 6 febbraio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Mai più”, il nuovo singolo di Michee che anticipa l’uscita del nuovo album di inediti.

    “Mai più” è un brano che mette a nudo la cruda realtà dei conflitti moderni, spesso confusi con memorie storiche sbiadite. Attraverso la testimonianza di Michee, che ha vissuto in prima persona l’orrore dei bombardamenti, il racconto trasforma il concetto di “Mai più” da semplice dichiarazione d’intenti a un imperativo umanitario. Il fulcro del messaggio è una critica aperta alla memoria corta dell’umanità e all’inutilità della sofferenza bellica, ponendo al centro del dibattito pubblico una domanda cruciale: “perché il mondo continua a ripetere gli stessi tragici errori nonostante le lezioni del passato?”

    Commenta l’artista a proposito del nuovo singolo:«Mai più» non è politica, è un grido umano. Un grido contro errori che tornano sempre, contro guerre che fanno soffrire il mondo senza motivo, contro una domanda che non smette di bruciare: perché dimentichiamo, ogni volta, le promesse fatte a noi stessi?”

    Il videoclip di “Mai più”, girato negli studi di TVOberwallis, montato ed elaborato da Dieter Zuber, è un viaggio viscerale nella memoria e nel dolore. Le sequenze catturano l’essenza della sofferenza umana causata dai conflitti: attraverso una narrazione visiva potente e un sound design immersivo, Michee trasforma il trauma in arte. Il video ci ricorda che dietro ogni statistica di guerra batte un cuore e resta una ferita che non si rimargina. Non è solo la cronaca di ciò che è stato, ma un monito urgente sulla nostra cronica incapacità di imparare dal passato.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=NPBtjG5Gq7k

    Biografia

    Michee nasce a Zurigo, ma ha origini lucane. All’età di sei anni il nonno gli regala una fisarmonica: è l’inizio della sua passione per la musica. Dopo anni tra piano bar e orchestre, continua a scrivere canzoni che per molto tempo rimangono nel cassetto. Dopo aver composto brani per Billy Todzo, Larry Woodley e Dhenibe, arriva finalmente l’esordio come solista con i singoli Voglia Di Te, Elettrica, Tu Ce Faci e Quante Vite Costa.

    Nel 2021 l’Espresso ha pubblicato un articolo con l’anteprima del video Tu Ce Faci, mentre Wonderland Magazine ha lanciato in anteprima il video di Pennies, una ballata in inglese. La prima radio nazionale svizzera, SRF 1, gli ha dedicato una puntata della trasmissione Swissmade, con un’intervista e la presentazione dei suoi brani. L’obiettivo di Michee è raggiungere il maggior numero di persone con la sua musica, trasmettendo emozioni autentiche.

    “Mai più” è il nuovo singolo di Michee disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in radio dal 6 febbraio 2026.

     

     

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  • “Malua” è il nuovo singolo dei Sinedades

    Dal 6 febbraio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Malua”, il nuovo singolo dei Sinedades. Il brano, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 Gennaio, anticipa l’uscita del terzo album di inediti del duo per Blackcandy Produzioni.

    Malua” segna una nuova tappa nel percorso dei Sinedades, portando la loro poetica verso una dimensione intima, notturna e sensoriale. Il brano sceglie la via della sottrazione: un tempo lento, arpeggi sospesi e una voce narrativa registrata in Presa Diretta, senza sovraincisioni, per preservare la verità e l’energia irripetibile dell’istante.

    Il brano è una canzone aperta, carica di suggestioni cinematografiche e oniriche. Malua è al contempo persona, simbolo e stato dell’essere; viene descritta come “luna piena” e “foglia intera”, figure che vivono di luce propria e diventano specchio di un dialogo interiore. La narrazione esplora un’intimità fatta di vicinanza immaginata e desiderio contenuto, dove l’attrazione convive con un rispetto profondo che sa custodire la giusta distanza.

    Attraverso questo paesaggio sensoriale sospeso tra sogno e realtà, il duo italo-sudamericano trasforma la relazione con l’altro in un confronto silenzioso con il proprio io. Con “Malua”, i Sinedades confermano una ricerca stilistica basata sull’essenzialità, unendo delicatezza e corporeità in un universo musicale profondamente emotivo.

    Commenta il duo a proposito del nuovo singolo: Malua nasce come una canzone dedicata a una presenza che, in qualche modo, riflette una dimensione a cui aspiro.: piena, centrata e consapevole della propria identità e indipendenza. Nel rapporto con l’altro c’è sempre lo specchio del rapporto con se stessi, e Malua abita proprio quello spazio: tra desiderio e distanza, attrazione e fragilità, attesa e intimità. Cantarla ci riconnette con la nostra essenza: un sound acustico, intimo e fragile. Sono pochi accordi, ma scelti con molta cura, e per noi rappresentano una vera rivendicazione della semplicità.”

    Il videoclip di “Malua” è stato girato al General Recording Studio di Blackcandy Produzioni, lo stesso luogo in cui i Sinedades hanno registrato l’intero disco. Il video fa parte di una serie di riprese live che documentano il processo creativo del duo: ogni brano è registrato e filmato in Presa Diretta, senza sovraincisioni né correzioni, mantenendo tutte le sfumature e le piccole imprecisioni tipiche delle performance reali.

    Lo studio diventa così il centro visivo e sonoro del progetto: uno spazio intimo e autentico, in cui voce e chitarra vengono catturate esattamente così come nascono, senza artifici. L’estetica del video rispecchia quella del disco: suoni naturali, esecuzioni vive e Verità Musicale.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=cXRrqoeTFX4&feature=youtu.be

    Biografia

    Sinedades è un progetto musicale italo-sudamericano nato nel 2015 dalla cantante italiana Erika Boschi e dal chitarrista argentino Agustín Cornejo.

    Ispirati dal Tropicalismo degli anni ’70, viaggiano liberamente tra lingue, scrittura e tradizione, fondendo sonorità latinoamericane con sensibilità mediterranea per costruire un universo musicale personale e profondamente emotivo. Da un punto di vista filosofico, il duo esprime idee e valori umani e sociali, difendendo una visione artistica in cui bellezza e fragilità diventano forme di resistenza e Connessione Emotiva.

    Musicalmente, i Sinedades sono innamorati della musica popolare brasiliana, della Nueva Canción Latinoamericana e della tradizione musicale italiana. Il loro lavoro trova un equilibrio tra eleganza mediterranea e ritmi afro-latini, creando una proposta che unisce radici, modernità e Diversità Sonora.

    Più che una band, Sinedades è un progetto culturale e poetico che celebra l’imperfezione umana e la bellezza dello spontaneo, entrando in risonanza con un pubblico ampio che cerca emozione e autenticità nell’era digitale. Attraverso musica, scrittura, viaggi e un linguaggio visivo fatto di fotografia e video, il duo costruisce ponti tra culture e persone, fondendo arte, emozione e pensiero in un’Esperienza Poetica Condivisa.

    Sinedades sono autori, interpreti, produttori musicali e creatori audiovisivi, oltre a essere ideatori e organizzatori del Firenze World Music Festival, un evento che unisce Italia e Sudamerica attraverso musica e collaborazioni artistiche. Con oltre 700 concerti alle spalle e due dischi pubblicati, stanno attualmente lavorando al loro Terzo Album (in uscita a Febbraio 2026) e a un Tour Internazionale tra Europa e America Latina.

    “Malua” è il nuovo singolo dei Sinedades disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 gennaio 2026 e in radio dal 6 febbraio.

     

     

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  • “Con relax” è il nuovo singolo di Joline Terranova

    Da venerdì 6 febbraio 2026 sarà in rotazione radiofonica “CON RELAX”, il nuovo singolo di JOLINE TERRANOVA, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 gennaio.

     

    “Con Relax” è un brano dalle sonorità R&B e pop-rock, arricchite da elementi elettronici, che racconta la frenesia della vita contemporanea e la pressione costante del dover essere sempre all’altezza, tra notifiche, impegni ed aspettative. Il desiderio di rallentare diventa così un invito a prendersi una pausa, ritrovare sé stessi e restituire valore alla pace interiore.

     

     

    Spiega l’artista a proposito del brano: «Questo brano si inserisce nel mio progetto musicale come un momento di respiro e calma che apre spazio all’ascolto di sé stessi, mantenendo le sonorità intense degli altri miei brani. Il brano celebra il valore del rallentare, del fermarsi in un mondo che corre, con la libertà di scegliere il proprio ritmo di vita quotidiana. A tal proposito questo brano è nato tutto d’un fiato. Una sera, durante una discussione tra me e mio marito, in cui non trovavamo un accordo comune sul pensiero che avevo espresso, vista la sua eccessiva precisione nel fare le cose, io gli dissi: “Relax, relax, relax, prendi la vita con relax”, e da lì iniziai a scrivere il brano in poche ore, ed eccolo qui. Un altro aneddoto che mi ha fatto tanto ridere è che in studio Andrea e Francesco Muratore, co-autori, mi dissero di provare a fare una cosa con la voce ed io risposi che era una cosa impossibile, ma ci provai lo stesso e la feci nello stesso momento. Questa cosa ci fece ridere un bel po’ quel giorno, anche perché voi non lo sapete, ma sono conosciuta come la signora “non si può fare”, ahahahah, e dopo due secondi riesco a fare ciò che non penso di saper fare».

     

     

    Il videoclip di “Con Relax” è stato girato presso il Limen Wellness Hotel di Campofelice di Roccella, in provincia di Palermo. Le riprese e il montaggio sono a cura di Plances Film, con la regia di Joline Terranova e Nico Bellone, e la partecipazione di comparse e attori.

    Il video alterna immagini di frenesia quotidiana a sequenze ambientate in un centro benessere, dove vapori, acqua e luci calde segnano un netto cambio di ritmo. Piscina e momenti di pausa diventano elementi visivi centrali, accompagnando lo sviluppo del brano e sottolineandone il messaggio: rallentare, prendersi spazio e ristabilire un equilibrio personale come gesto consapevole nel presente.

     

    Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=vbZRPzq9HT4

     

    Biografia

    Maria Grazia Terranova, in arte Joline, deve la sua cultura pop agli ascolti che faceva fin da bambina. Quando è riuscita a creare la propria band, Joline ha ripescato la musica che l’ha formata, da Battisti a Lennon, senza disdegnare il beat dei complessi anni ’60/’70 non solo italiani, adeguandosi ai tempi con sonorità moderne e sposando anche le ballade acoustic version. Grazie a queste molteplici esperienze canore, oggi Joline spazia dal pop al rock, dal reggae al soul fino alla disco, quindi non resta altro che ascoltarla in uno dei suoi live, dove rende al massimo grazie alle sue naturali doti vocali. Dopo anni di ascolti e interpretazioni, Joline decide di comporre testi e musica, diventando anche cantautrice e trattando temi intimistici che fanno parte del suo vissuto e in primis delle sue emozioni, lasciando con umiltà a voi ogni giudizio.

    L’eccellente formazione musicale di Joline si deve ai suoi studi accademici e all’accesso all’Accademia “Area Sanremo”. Specializzata in musica impattante, annovera nel suo percorso artistico esperienze in studio che le hanno dato la possibilità di essere notata da importanti produttori, tra cui Piero Cassano dei Matia Bazar, e convocata nelle sedi di alcune importanti etichette discografiche italiane come Sony Music e Warner Music.

    Grazie al suo talento, Joline ha avuto l’occasione di fare provini per artisti italiani e direttori d’orchestra come Beppe Vessicchio, Fio Zanotti e Mauro Mengali (famoso cantante degli Oro), con cui ha collaborato insieme a Rory Di Benedetto (autore/compositore di artisti come Marco Mengoni, Lorenzo Fragola, Anna Tatangelo ecc. e recentemente giudice alle sfide di Amici di Maria De Filippi e auditore di X Factor) per la realizzazione di un brano inedito nell’anno 2013, classificatosi tra i 60 semifinalisti per Sanremo Giovani 2014.

    Joline ha partecipato a programmi televisivi importanti come The Voice of Italy su Rai Due nell’anno 2013 (con Riccardo Cocciante, Raffaella Carrà, Piero Pelù e Noemi) ed è stata finalista in coppia con Fausto Leali al programma I Raccomandati su Rai Uno, condotto da Pupo, nel 2011.

    Attualmente Joline continua la sua gavetta esibendosi in pubblico e rigorosamente live. È impegnata durante il 2025 in collaborazioni insieme a Fausto Leali per concerti in Sicilia. Da qualche anno è diventata autrice di testi e musica insieme ad Andrea Muratore e Francesco Muratore, anche arrangiatori e produttori esecutivi insieme alla stessa Joline del singolo pubblicato e già presente sulle principali piattaforme digitali (tra cui iTunes, YouTube, Instagram, Facebook, TikTok, Spotify ecc.).

    Attualmente è in studio per nuove composizioni ispirate ad accadimenti ed emozioni vissute in prima persona e non. Le sue nuove composizioni aprono le porte a suoni ricchi di contaminazioni, attingendo dalla musica pop, soul e R&B.

     

    “Con relax” è il nuovo singolo di Joline Terranova disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 gennaio e in rotazione radiofonica da venerdì 6 febbraio 2026.

     

     

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  • “A Gambler’s Demise” è il nuovo album degli State Of Neptune

    Da venerdì 6 febbraio 2026 sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale, cd e vinile “A Gambler’s Demise” (Overdub Recordings), il nuovo disco degli State Of Neptune.

    “A Gambler’s Demise” è un disco che ruota attorno al tema della consapevolezza e al rapporto dell’essere umano con la sofferenza. Un interrogativo antico quanto la storia: se il dolore è inevitabile, che uso possiamo farne? Nel corso dei secoli, concetti come caso, fortuna, destino e divinità sono nati dal tentativo di dare un senso a questa domanda. L’album si confronta apertamente con l’idea della “scommessa” come risposta esistenziale: affidarsi ad una promessa futura, delegando altrove il significato della propria vita. Il lavoro discografico mette però in discussione ciò che si perde in questo affidamento: la possibilità di scegliere nel presente un percorso autonomo, libero da dogmi e imposizioni. La fine dell’azzardo diventa così il simbolo di un cambio di prospettiva, che rimette al centro l’essere umano, le relazioni, la natura e il valore delle cose semplici. L’album invita a riconoscere e celebrare il qui e ora, rivendicando il senso dell’esistenza come esperienza concreta e condivisa, senza rimandarla ad una promessa astratta di salvezza futura.

    Spiega la band a proposito del nuovo album: «“A Gambler’s Demise” è per noi un nuovo inizio e una fine, come da titolo. Non una fine della vita della band, beninteso, quanto più di un lungo e densissimo primo ciclo di vita, con tutte le storie e le esperienze che ha portato con sé. Il cammino della nostra band ha avuto un incipit atipico: il primo disco “Pulp Of Stones” (2022) è stato scritto e inciso solo da Frallo (chitarra/voce) e Manfredi (batteria). Elia ancora non lo si conosceva, ma sarebbe entrato nella band più o meno alla vigilia di quella pubblicazione. Da lì in poi, tutti e tre insieme, abbiamo vissuto tantissime esperienze e momenti bellissimi come band, ed abbiamo scritto tantissimo. “A Gambler’s Demise” racconta di questi anni insieme: delle nuove amicizie che abbiamo vissuto, delle fasi difficili che ognuno di noi ha attraversato personalmente e collettivamente, di nuove rivelazioni che abbiamo avuto sulla vita e sul senso di essere in una band, delle nostre opinioni su ciò che accade nel mondo e su quello che vorremmo accadesse, e infine, sul senso profondo di connessione alla vita che proviamo quando siamo con le persone a cui vogliamo bene, quando suoniamo in sala o su un palco, o quando ci troviamo di fronte alla bellezza della natura, della storia della nostra terra e del mondo. Sappiamo già dove vogliamo andare come band e cosa verrà dopo questo disco, e, proprio per questo, esso rappresenta simultaneamente una chiusura e un’apertura: musicalmente si connette a quello che abbiamo già seminato in passato, lo espande, lo arricchisce di tante nuove sperimentazioni e, infine, guarda più in là a quello che sboccerà nel futuro prossimo».

     

     

    “A GAMBLER’S DEMISE” TRACKLIST

    1.Now I Remember My Face Again

    2.Killersplinter

    3.Friendlywords

    4.Pool Of Consciousness

    5.Breathoftheworld

    6.Stone Lady

    7.A Gambler’s Demise

     

    Biografia

    Gli State Of Neptune sono un power trio di Palermo. Amano i suoni grossi e saturi e saturarsi le orecchie quando suonano dal vivo. Sentono la loro musica come un tributo all’isola in cui sono nati, tra mare e montagna, isolazionismo e accoglienza, attaccamento e migrazione. Hanno iniziato il loro percorso nel 2022 con l’album “Pulp Of Stones”, con brani per loro fondativi come Fury ed Endolith. Si ispirano a tutti i generi che amano, dal punk allo stoner, passando per il post-metal e l’alternative (alcuni nomi importanti per loro: Slint, Boris, Kyuss, QOTSA, Tool, Gilla Band, Nine Inch Nails).

    Anticipato dai singoli “Killersplinter” e “Now I Remember My Face Again”, “A Gambler’s Demise” è il nuovo album degli State Of Neptune pubblicato da Overdub Recordings disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale, cd e vinile da venerdì 6 febbraio 2026.

     

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