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  • “E nella vita non si sa mai”, il nuovo libro dell’architetto, docente e scrittore Raffaele Di Palma

    Raffaele Di Palma è tornato in libreria con “E nella vita non si sa mai” per Genesi Editrice, nella collana Ōkeanós, 15.

    Amante dell’arte, della musica e di tutto il bello della vita, lo scrittore napoletano già noto alla critica per la sua scrittura a forte impatto emozionale nasce come architetto, incontra poi l’insegnamento e approda alla letteratura incoraggiato da un numero molto ristretto di amici.

    Partendo da aforismi, passando per composizioni e poesie, giunge nel 2023 alla prima pubblicazione “Sospeso nei pensieri – un viaggio senza confini”. Ma per lui non è abbastanza, sente la necessità di un ulteriore passo ed ecco che arriva il romanzo “E nella vita non si sa mai”.

    Il palcoscenico su cui si susseguono gli eventi in queste nuove pagine spazia tra Torino, Napoli, Parigi e Fuerteventura.

    Antonio è un ragazzo cresciuto nella periferia del capoluogo campano. Dopo gli studi superiori di tipo artistico, lavora costantemente nella tipografia di famiglia passando molto tempo con il padre. Improvvisamente persone a lui estranee iniziano a interessarsi all’attività, soprattutto dal punto di vista gestionale. Ricordando come in passato il gioco d’azzardo avesse quasi rovinato suo padre, Antonio associa tale accaduto alla cessione della tipografia e, non volendo essere causa di inutile astio in famiglia, decide di accettare la prima offerta di lavoro soddisfacente trasferendosi a Torino. Se da un lato subisce il trauma del distacco dai suoi affetti, amplificati dalle non poche difficoltà incontrate nell’individuare un alloggio adatto, da un altro, ritrova il suo amico fraterno Paolo, grazie al quale conosce Giada, una ragazza che lavora come segretaria e a cui mancano pochi esami al conseguimento di una laurea in economia.

    “Ho iniziato a scrivere E nella vita non si sa mai a pochi giorni dall’uscita del mio primo libro Sospeso nei Pensieri – un viaggio senza confini, ha dichiarato Di Palma. A inverno ormai inoltrato, mi ritrovai nel mio studio in un pomeriggio in cui avrei potuto scegliere di mettermi a disegnare o di leggere qualcosa, insomma di passare il tempo cercando di rilassarmi un po’ come avevo sempre fatto. Non ci misi però molto ad accorgermi di quanto qualcosa mancasse: scrivere.

    Fu in quel momento a tornarmi in mente un’intervista dello scrittore Javier Marías che, rispondendo a una delle domande della giornalista, rivelò quanto scrivere lo aiutasse a quantificare il tempo. Quel pomeriggio, non solo mi resi conto una volta in più di quanto avesse ragione Marías, ma anche di come la scrittura aiutasse anche me a quantificare il tempo e quanto fosse per me fondamentale.

    Decisi poi di scrivere un romanzo che potesse contenere anche delle poesie, sia perché partendo dal mio essere architetto sentivo di essere in grado di scrivere qualsiasi cosa, e poi per sfida. Dato che quasi la totalità degli addetti ai lavori è solita ragionare per categorie, considerando i poeti capaci di scrivere solo poesie, i saggisti solo saggi e così via, decisi che nel mio romanzo fosse lo stesso protagonista a scriverne di poesie e che dovessero servire a ‘cerchiare’ i momenti, quasi a sottolineare l’importanza di alcuni passaggi.

    Ovviamente, di base doveva esserci una donna ad animare la vicenda, così immaginai Giada con i suoi capelli che con quel rosso intenso ricordavano le rocce del Grand Canyon, i suoi occhi verdi poi, carichi di luccicante meraviglia, posizionati sul suo viso solo per ammaliare il prossimo: due gemme a risplendere.”.

    La scrittura di Di Palma, dal forte impatto emozionale, è rappresa nella cifra del ‘ritorno del rimosso’ e nell’evanescenza della ‘memoria involontaria’ – si legge nella postfazione curata dal docente di letteratura italiana all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e critico militante Carlo Di Lieto.

    ‘Le intermittenze del cuore’ affidano alla scrittura una connessione empatica, offrendo uno scenario del ‘principio di realtà’, in chiave fantasmatica, su cui è possibile riconoscere l’agnizione del ‘lato nascosto delle cose’ e del funzionamento del ‘pensiero emozionale’ dell’autore.

    L’ordito della narrazione vive di attese, fulmineo e icastico, nella scansione unitaria di una prosa asciutta e scabra, senza orpelli o lenocini stilistici. Il narratore racconta una storia avvincente, dai risvolti imprevedibili, calamitando l’attenzione del lettore fino alla fine.

    La chiave giusta, per aprire il varco, è disvelare l’ignoto dell’anima femminile, rileva l’autore, per non essere attratti prima dalla forma, dal suo involucro, dal modo con cui si presenta, ma poi una volta aperta, non facciamo altro che ricercarne il contenuto, provando ad andare dritto al sodo, sperando che quanto scoperto possa non solo esserci utile, ma soprattutto possa essere in grado di renderci felici”.

    La storia esplora le dinamiche dei sentimenti: l’amore per due donne, il rapporto complesso tra padre e figlio, un’amicizia fraterna, e la passione per l’arte e la natura, dando vita a un viaggio emozionante di resilienza, riconciliazione e rinnovamento, mettendo al centro l’amore e la famiglia come porto sicuro nelle tempeste della vita.

    Non da ultimo, l’ammirazione per Massimo Troisi permea la narrazione, influenzando lo stile e i dialoghi, immaginati come un continuo scambio tra l’autore e l’attore.

    DATI TECNICI

    Titolo: E nella vita non si sa mai

    Autore: Raffaele Di Palma
    Editore: Genesi Editrice
    Collana: Ōkeanós, 15
    Pagine: 180

    Prezzo: 15,00 Euro
    ISBN/EAN: 9791281996007

    https://www.genesi.org/prodotto/e-nella-vita-non-si-sa-mai/

     

    L’AUTORE

    Raffaele Di Palma, trentotto anni, nasce come architetto, poi incontra l’insegnamento e, sentendo di avere qualcosa da esprimere, incoraggiato da un numero molto ristretto di amici, partorisce una prima idea folle: scrivere.

    Partendo da aforismi, passando per composizioni e poesie, giunge alla prima pubblicazione. Ma per lui non è abbastanza, sente la necessità di un ulteriore passo ed ecco che arriva la seconda idea folle, un romanzo: E nella vita non si sa mai. Amante dell’arte, della musica e di tutto il bello della vita, Raffaele sente di appartenere alla generazione di chi, una sera a settimana restava sintonizzato alla tv a guardare Superquark. Sempre affascinato dal perché delle cose, tende a registrare tutto ciò che gli accade intorno, perché tutto ciò che lo circonda può diventare spunto ideale per una storia e per sognare. Immaginare di continuo non è incurabile follia ma solo un dolce pretesto per tornare al fanciullo che è in lui, riattivando la curiosità mai persa e che spera non cesserà mai di esistere.

    CARLO DI LIETO

    Docente di letteratura italiana all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, critico militante, allievo di Salvatore Battaglia, Francesco Orlando e Nicola Cilento, collabora con numerose riviste ed è autore di pubblicazioni inerenti al rapporto tra letteratura e psicoanalisi, di saggi critici sulla letteratura europea, sulla poesia tra Otto-Novecento e su quella contemporanea. È socio dell’Accademia Internazionale Il Convivio e dell’Unione Nazionale Scrittorie Artisti. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali.

  • Un padre, una figlia e il silenzio tra loro: Vi Skin ne fa musica, emozione e cura

    Un pugno nello stomaco. Un grido silenzioso. Una lettera mai spedita. “Mi avevi perso già” (Pako Music Records), il nuovo singolo di Vi Skin, è tutto questo e molto di più. È la storia di una bambina che ha cercato per anni lo sguardo di un padre fisicamente presente, ma emotivamente assente. È la voce di chi cresce nel silenzio di chi dovrebbe esserci, ma non c’è stato come avremmo voluto. È un pezzo che scuote, scava nell’anima, risveglia ferite sopite e le lascia respirare per trasformarle in consapevolezza e, finalmente, guarirle.

    Un colpo al cuore, una canzone che squarcia il silenzio: «Sai, papà un giorno ti mancherà la tua bimba che ti chiederà “Ti va di giocar con me, papà?”». Ferite invisibili che segnano l’intera esistenza e che Vi Skin racconta senza filtri. Senza retorica, senza edulcorazioni, senza paura.

    Perché il bisogno di essere visti, accettati e amati non è mai un capriccio. È una necessità che definisce chi siamo. In un’epoca di apparenze, superficialità, like e filtri, l’attenzione è diventata una moneta di scambio. Ma qui non si parla di visibilità effimera: si parla del bisogno viscerale di essere visti da chi, per primo, ha il compito di insegnarci a guardare noi stessi e il mondo con occhi curiosi e comprensivi.

    Ma cosa succede quando quella comprensione e quell’amore non arrivano nella maniera sperata? Vi Skin risponde con versi che graffiano.

    «Quanti “Non posso”, “Non voglio”, “Non posso”» sono le parole non dette, i gesti mancati, gli sguardi sfuggiti. Il testo di “Mi avevi perso già” si sviluppa come un monologo interiore che ripercorre l’infanzia di una bimba in cerca di attenzione, fino alla presa di coscienza di un’adulta, una donna che ha imparato a bastare a se stessa: «Mi voglio bene quando scrivo, allora scrivo, scrivo, scrivo, scrivo».

    Vi Skin non cerca pietà né vuole dipingersi come una vittima. Al contrario, attraverso questo brano, si fa portavoce di chi si sente inascoltato. Una realtà che accomuna molti giovani, spesso incapaci di trovare il sostegno emotivo di cui avrebbero bisogno all’interno delle mura di casa. Non è un atto d’accusa, ma una riflessione sincera su un’ombra invisibile più comune di quanto si creda.

    Lo dimostrano i numerosi messaggi che l’artista ha ricevuto da ragazzi e ragazze che si sono riconosciuti nelle parole delle sue canzoni. Giovani che hanno trovato nella sua musica quella comprensione e vicinanza che non riescono a trovare in famiglia. Per loro, la musica diventa un rifugio, uno spazio sicuro in cui sentirsi visti e ascoltati. E “Mi avevi perso già” è anche per loro, come afferma la stessa Vi Skin:

    «Con questo brano ho cercato di dare voce alle grida silenziose dei molti giovani che mi scrivono, raccontandomi di non sentirsi compresi, capiti, accettati dai propri genitori. Spero che i versi e le note che ho scritto, possano rompere quei muri di incomprensione e indifferenza che sembrano insormontabili, portando le persone a riflettere e ad avvicinarsi, convertendo i silenzi in parole comprensive e accoglienti.»

    La mancanza di dialogo in famiglia è una carenza che, secondo le ricerche più recenti, lascia cicatrici profonde sulla salute mentale e sulle relazioni future. Secondo uno studio dell’Università di Harvard, infatti, il legame affettivo con la figura paterna influisce direttamente sull’autostima, sulla sicurezza emotiva e sulla capacità di costruire legami sani. Chi cresce senza quel riconoscimento può sviluppare insicurezze, ansie e difficoltà relazionali. Vi Skin riesce a dare voce a tutto questo con un realismo che non fa sconti, in un pezzo che potrebbe diventare il punto di riferimento per chi ha vissuto esperienze simili, offrendo un senso di riconoscimento e appartenenza. Perché la musica ha questo potere: far sentire meno soli.

    E quando le parole restano bloccate in gola, quando un mancato confronto si tramuta in vuoto, c’è chi si lascia sopraffare e chi, invece, trova un modo per sopravvivere e poi rinascere. Vi Skin ha scelto di ripartire da se stessa, e lo esprime in un verso che racchiude straordinariamente l’essenza dell’intero brano:

    «Ti ho sostituito con uno spartito.»

    Ed è così che l’eco di distanza che chiedeva di essere colmata si riempie di suono, dando forma al silenzio e diventando, finalmente, qualcosa che può essere ascoltato, accolto e, per la prima volta, davvero compreso.

    L’artista non cerca risposte, non cerca vendetta, ma esprime una consapevolezza maturata nel tempo: essere genitori è difficile. Anche quando ci si impegna al massimo, non sempre si possiedono gli strumenti – emotivi e relazionali – per farlo al meglio. Ogni genitore offre ciò che può, e a volte questo non è sufficiente. Ma riconoscerlo è parte del percorso di crescita.

    «Da bambini vediamo i nostri genitori come eroi – conclude Vi Skin -. Crescendo, ci rendiamo conto che sono persone, con fragilità, limiti e storie non sempre semplici. E, come tutte le persone, commettono errori. Ma fanno del loro meglio con ciò che sanno e possono dare. Spetta a noi riconoscere ciò che abbiamo ricevuto, liberarci dei fardelli che non ci appartengono e provare a migliorare quello che possiamo. Solo così possiamo davvero crescere e costruire la nostra felicità.»

    In un’epoca in cui il dibattito sulla salute mentale è più acceso che mai, canzoni come questa non sono solo musica: sono una terapia emozionale, uno strumento di sensibilizzazione, una cura per l’anima.

    Il dolore esiste, è reale, ma può tradursi in forza. E spetta soltanto a noi avviare questa conversione.

    “Mi avevi perso già” è come uno specchio. Ti ci guardi dentro e ci trovi un’assenza, un nodo in gola, un’emozione che non sapevi di avere. Non sempre la sofferenza si può spiegare, ma può essere cantata. E quando una voce riesce a farlo, non resta che ascoltarla. È un brano che lascia il segno, scavando a fondo, senza paura di toccare corde scomode e far male. Perché solo facendo i conti con il proprio passato e dando un nome a ciò che ci ha segnato possiamo, finalmente, voltare pagina e iniziare a vivere.

  • Il maestro del thriller psicologico John Marrs torna finalmente in Italia con “Il giorno in cui sei scomparso”

    Dopo una carriera spesa intervistando celebrità del mondo della televisione, del cinema e della musica per numerosi quotidiani e riviste nazionali, l’ex giornalista e ora scrittore a tempo pieno John Marrs, noto per il bestseller n. 1 e la serie Netflix “La coppia quasi perfetta”, arriva in Italia grazie a Indomitus Publishing con la traduzione di “Il giorno in cui sei scomparso” a cura di Maria Pia Smiths-Jacob.

    Quando Catherine si sveglia una mattina e scopre che suo marito Simon non è a casa, pensa che sia uscito a correre prima del lavoro come al solito. Ma le sue scarpe da corsa sono ancora lì, vicino alla porta. Il portafoglio, il telefono, persino le chiavi dell’auto: tutto al suo posto. L’unica cosa che manca è lui.

    In preda al panico, Catherine è certa che gli sia successo qualcosa. Simon non l’avrebbe mai abbandonata. Non avrebbe mai lasciato i loro figli. Ma c’è qualcosa che lei non sa: Simon non è scomparso per caso. Lui conosce la verità, una verità troppo devastante per essere rivelata. Sa cose sul loro matrimonio che distruggerebbero tutto ciò che Catherine credeva di sapere. Ogni ricordo felice che custodisce è solo una bugia.

    Mentre Catherine lotta con una nuova e inquietante realtà, Simon è dall’altra parte del mondo, vivo e determinato a non farsi trovare. Sta giocando d’anticipo, disposto a tutto pur di restare un passo avanti a quella verità.

    Ma nessun segreto può restare sepolto per sempre. Quando Simon riapparirà, venticinque anni dopo, Catherine scoprirà finalmente chi è davvero l’uomo che ha sposato. Tutto ciò che desiderava era la verità. Ma non immaginava che scoprirla sarebbe stato il suo incubo peggiore.

    A sette anni dal successo di “Una coppia quasi perfetta”, il maestro del thriller psicologico John Marrs torna finalmente in Italia con Il giorno in cui sei scomparso, un romanzo sconvolgente che scava nelle pieghe più oscure della mente umana e delle relazioni – ha dichiarato l’editore Davide Radice.

    Acclamato dai lettori anglosassoni per la sua trama avvincente, i colpi di scena inaspettati e uno stile di scrittura tanto raffinato quanto insolito, è un libro intenso e impossibile da mettere giù, perfetto per chi ama i thriller psicologici che sondano le profondità dell’animo umano.

    Indomitus Publishing è orgogliosa di riportare in Italia uno degli autori più amati dai fan della suspense, in un’edizione curata per offrire ai lettori un’esperienza di lettura indimenticabile”.

    John Marrs, con questo romanzo, si conferma come una delle voci più affilate del genere già apprezzata da milioni di fan nel mondo e ci conduce in un viaggio emotivo e inquietante, dove ogni certezza si sgretola e la verità è più pericolosa della menzogna.

    

    DATI TECNICI

    Titolo: Il giorno in cui sei scomparso

    Autore: John Marrs

    Casa editrice: Indomitus Publishing

    Data di pubblicazione: 6 marzo 2025

    Pagine: 382

    Costo: ebook € 6,99 (in esclusiva su Amazon, incluso in Kindle Unlimited) / paperback € 17,99 in libreria e su tutti gli store online

    Link al sito: https://www.indomitus-publishing.it/product/il-giorno-in-cui-sei-scomparso-john-marrs/

    BIOGRAFIA AUTORE

    John Marrs è uno scrittore ed ex giornalista che vive a Londra e nel Northamptonshire. Dopo aver trascorso la sua carriera intervistando celebrità del mondo della televisione, del cinema e della musica per numerosi quotidiani e riviste nazionali, ora è uno scrittore a tempo pieno. I suoi libri includono il bestseller n. 1 e la serie Netflix “La coppia quasi perfetta”, “Il giorno in cui sei scomparso” e “La buona samaritana”. Seguitelo su www.johnmarrsauthor.co.uk, su X @johnmarrs1, su Instagram @johnmarrs.author e su Facebook all’indirizzo www.facebook.com/johnmarrsauthor


    CASA EDITRICE

    Indomitus Publishing è una casa editrice alternativa, indipendente e attenta nello scegliere accuratamente storie avvincenti per il mercato editoriale dando fiducia ai bravi Autori italiani e rispettando la natura grazie ad un’attenta pianificazione delle tirature per evitare sprechi.


  • “The Goat” è il nuovo singolo di Anduze

    Dal 4 aprile 2025 sarà in rotazione radiofonica “The Goat”, il nuovo singolo di Anduze per Irma Records disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale dal 28 marzo.

     

    “The GOAT” è la prima uscita del 2025 per Anduze, e un assaggio di ciò che possiamo aspettarci dal suo prossimo album. Prendendosi 9 mesi di pausa dopo un anno di tour come frontman dei Parov Stelar, Anduze ha usato il tempo per dare alla luce il suo ultimo disco da solista, la cui uscita è prevista per questa primavera! Anduze si unisce ad altri artisti soul come Leon Bridges e Teddy Swims, che hanno avuto successo in radio pur rimanendo amati

    dall’underground che li ha cresciuti.

    Oltre a essere co-autore e cantante principale dei Parov Stelar, Anduze ha collaborazioni degne di nota con Gramatik, Dirty Vegas, Satin Jackets, LTJ Xperience, Groove Culture, Francesco Farias (Jestofunk), Klangkarussell ecc.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=g8NM8_QUk3A

    Biografia

    Anduze è uno dei due cantanti principali della band austriaca Parov Stelar. Ha anche collaborato con artisti come Gramatik, Satin Jackets e Jestofunk, per citarne alcuni… 

    Nel genere che appartiene a crooner come Marvin Gaye, Sam Cooke, James Brown e Otis Redding, l’autenticità è una necessità. Ecco Anduze, un vocalist unico, le cui melodie evocano i suoni retro degli artisti appena citati, ma reinterpretati in modo personale – un marchio fresco, rielaborato e trasformato in una moderna rappresentazione dell’epoca. Anduze è cresciuto nella terra natale di suo padre, St. Croix, nelle Isole Vergini Americane. La sua crescita distintiva si riflette ancora nel tessuto creativo della sua musica, che continua a espandersi in tutti gli angoli del panorama musicale odierno.

    “The Goat” è il nuovo singolo di Anduze disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 28 marzo 2025 e in rotazione radiofonica dal 4 aprile.

     

     

     

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  • “Errori” è il nuovo singolo di Michee

    Dal 4 aprile 2025 sarà in rotazione radiofonica “Errori”, il nuovo singolo di Michee disponibile sulle piattaforme di streaming digitale dal 21 marzo. 

    In “Errori”, l’artista italo-svizzero Michee guida gli ascoltatori in un viaggio autentico attraverso gli errori della sua vita. Racconta sia piccoli incidenti quotidiani, leggerezze e sbagli comuni, che errori più gravi, che hanno lasciato il segno. Tuttavia, invece di lasciarsi sopraffare dal passato, affronta tutto con un atteggiamento positivo: “Se cado, mi rialzo. Il passato non mi interessa – cerco solo di non ripetere gli stessi errori.” Errori non è solo una canzone, ma un invito a guardare avanti, a vivere il presente senza rimpianti e a trasformare gli sbagli in lezioni di vita. Con una melodia accattivante e un messaggio profondo, Michee sprona il pubblico a non arrendersi mai e a trovare la forza di ricominciare.

    La passione di Michee per la musica nasce fin da bambino, quando suo nonno gli regalò una fisarmonica a sei anni, accendendo in lui una passione destinata a durare per sempre. I grandi cantautori italiani hanno influenzato il suo percorso artistico, ispirandolo a scrivere brani propri. Per anni, le sue composizioni sono rimaste nel cassetto, finché i suoi figli, Michele e Luca – entrambi musicisti – aprirono uno studio di registrazione e lo incoraggiarono a pubblicare finalmente la sua musica. Oltre ai suoi progetti personali, Michee ha scritto per artisti come Billy Todzo, Thierry Condor, Larry Woodley e Dhenibe.

    Commenta l’artista a proposito del brano: “Non lasciatevi sopraffare dal passato, affrontate tutto con un atteggiamento positivo: ‘Se cado, mi rialzo. Il passato non mi interessa – cerco solo di non ripetere gli stessi errori.’ Errori è più di una semplice canzone: è un invito a guardare avanti, a vivere il presente senza rimpianti e a trasformare gli sbagli in lezioni di vita, trovando la forza di ricominciare.”

    Ascolta il brano: https://distrokid.com/hyperfollow/michee/errori-2

    Guarda il lyric video su YouTube:  https://youtu.be/t2XD62WoONY

    Biografia

    Michee nasce a Zurigo, ma ha origini lucane. All’età di sei anni, suo nonno gli regala una fisarmonica, e da lì nasce la sua passione per la musica. Dopo anni di esibizioni in piano bar e orchestre, continua a scrivere canzoni che per molto tempo rimangono nel cassetto. Dopo aver scritto brani per Billy Todzo, Larry Woodley e Dhenibe, arriva finalmente il suo esordio con i primi singoli Voglia di Te, Elettrica, Tu Ce Faci e Quante Vite Costa. Nel 2021, un articolo su L’Espresso anticipa il video di Tu Ce Faci. Wonderland Magazine pubblica l’anteprima del video di Pennies, una ballata in inglese. La prima radio nazionale svizzera, SRF 1, gli dedica una puntata della trasmissione Swissmade, con un’intervista e la presentazione delle sue canzoni. L’obiettivo di Michee è raggiungere il maggior numero di persone con la sua musica e trasmettere emozioni.

    “Errori” è il nuovo singolo di Michee disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 21 marzo 2025 e in rotazione radiofonica dal 4 aprile.

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  • Davide “Boosta” Dileo Il nuovo album “Soloist” in uscita l’11 aprile per Sony Music in tour dal 29 aprile

    Si chiama Soloist, il nuovo album in solo di Davide “Boosta” Dileo, in uscita su vinile e digitale l’11 aprile 2025 per Sony Music.

     

    All’uscita dell’album seguirà anche un tour di presentazione che partirà il 29 aprile dal Teatro Olimpico di Vicenza, per poi proseguire il 30 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 2 maggio all’Auditorium S. Francesco di Perugia, il 3 maggio al Teatro F. Bibiena di Sant’Agata Bolognese (BO), il 4 maggio al Teatro La Rondinella di Montefano (MC), il 7 maggio alla Sala Vanni di Firenze, l’8 maggio al Centro Culturale Candiani di Mestre (VE), il 9 maggio al Teatro Zancarano di Sacile (PN), il 10 maggio al Mercato Nuovo di Taranto, il 14 maggio all’Oratorio Santa Pelagia di Torino, il 16 maggio al Giardino della Triennale di Milano e il 17 maggio al Teatro Verdi di Genova. Le date del Soloist tour, prodotto da Tema e in collaborazione con Ventidieci, sono in continuo aggiornamento.

     

    Un pianoforte a coda e una postazione elettronica. Questi i riferimenti strumentali di cui Dileo si serve per esprimere nel nuovo album, e sul palco, le diverse tonalità di colore e le sfumature timbriche che caratterizzano la sua (nuova) musica.

     

    Terminato a fine marzo il tour 2025 dei Subsonica, Boosta si presenta nuovamente al pubblico in una chiave più intima e personale, aggiungendo un nuovo capitolo al suo percorso artistico e riaffermando il suo ruolo di innovatore e narratore sonoro.

    La sua carriera solista – parallela al percorso con i Subsonica – lo ha portato a sviluppare un’identità musicale, in bilico tra il lirismo del pianoforte e le infinite possibilità offerte dalla tecnologia. Proseguendo un percorso iniziato con Facile (2020) e le Post Piano Session (2022), con Soloist, Davide “Boosta” Dileo torna a esplorare e celebrare il pianoforte come protagonista assoluto, declinandolo in tre distinti “abiti” sonori che raccontano altrettanti mondi emotivi e stilistici.

     

    Il primo abito: lo specchio. Nel suo stato più puro, il pianoforte si presenta nudo, essenziale, senza filtri. Il suono diretto e intimo, come riflesso di un dialogo interiore, restituisce una dimensione contemplativa, dove ogni nota è spazio e respiro.

    Il secondo abito: la manipolazione elettronica. Attraverso l’uso dell’elettronica, il pianoforte si trasforma, perdendo i confini tradizionali dello strumento e aprendo a paesaggi sonori più complessi. Le manipolazioni sonore non distolgono l’attenzione dal pianoforte, ma lo reimmaginano, tracciando percorsi inesplorati e spingendo l’ascoltatore verso nuove frontiere di percezione.

    Il terzo abito: quattro suite ambientali. In queste composizioni, il pianoforte dialoga con tessiture sonore che richiamano le atmosfere di Brian Eno e Harold Budd, filtrate attraverso una sensibilità contemporanea. Qui il suono diventa paesaggio emozionale: un viaggio intimo, capace di evocare immagini interiori più che visive, con una sottile componente narrativa che si snoda tra le note.

     

    Soloist non è solo un disco di piano, né un semplice concerto, un’opera di elettronica o neoclassica: è un viaggio in cui il paradigma sonoro si sposta e si reinventa, sperimentando il punto di incontro tra tradizione e avanguardia. Un’esperienza immersiva di condivisione autentica e connessione intima con chi ascolta.

    Il viaggio di Boosta con Soloist prende forma anche grazie al sostegno di partner che condividono la stessa visione: Yamaha, con i suoi pianoforti dallo spirito innovativo e dal suono inconfondibile; Volvo Car Italia, che accompagna ogni tappa del tour con stile, comfort, sicurezza e attenzione all’ambiente; e Algam EKO, che mette a disposizione strumenti e tecnologia all’avanguardia per dare voce alla musica, senza compromessi.

     

    Anche grazie a questo nuovo progetto, Boosta continua a spingersi oltre i confini dell’arte, esplorando nuove forme espressive, dalla musica alla scrittura, dalla produzione al sound design.

    Infatti, oltre alla sua carriera musicale, continuano in parallelo le attività di sound artist. Suoi i progetti ManGroove, una foresta di microfoni interattiva installata nel 2023 alle OGR di Torino e Galleria Sonore per le Gallerie d’Italia, nel quale quattro opere iconiche, una per sede museale, sono state trasformate in una partitura visiva eseguita dal vivo. All’interno di Sonogramma, il nuovo spazio dedicato al suono, all’arte e alla tecnologia, inaugurato a Torino nel 2024. Un ex laboratorio di ceramica, oggi diventato il suo studio d’artista, tra fotografie, macchine da scrivere e altoparlanti, esplora il suono attraverso i vari mediumLe sue opere fotografiche e sonore sono entrate in grandi collezioni private.

     

    Dileo è costantemente impegnato anche con dei laboratori musicali per i più piccoli, attivati all’interno di diversi ospedali d’Italia, con l’obiettivo di dare alla luce una scuola di musica elettronica per l’infanzia. Un’occasione per conoscere ed esplorare la musica, attraverso la meraviglia e il gioco dei suoni.

     

    Davide Dileo, noto anche come Boosta, è un musicista, DJ, compositore, produttore e sound artist con una carriera lunga 25 anni. Co-fondatore e tastierista dei Subsonica, Dileo ha contribuito a otto album di platino, vendendo centinaia di migliaia di copie. Il suo lavoro come produttore include collaborazioni con MinaPlacebo e Depeche Mode, tra gli altri. Nel 2021, il suo album di musica elettronica e pianoforte Facile è entrato nelle classifiche di musica classica ed è stato trasmesso dai principali canali internazionali. Nello stesso anno, Dileo ha inaugurato il suo primo spazio espositivo a Torino, esplorando il suono come mezzo artistico trasformativo. L’anno successivo ha visto l’uscita globale del suo album in sei parti Post Piano Session con la sua etichetta, Torino Recording Club, che è stato eseguito in luoghi iconici, dal Servant Jazz Quarter di Londra a Castel Sant’Angelo a Roma. Il lavoro di Dileo è stato presentato ed eseguito in prestigiose istituzioni, dal Teatro della Scala all’OGR e in collaborazione con artisti e performer acclamati come Roberto Bolle. Le sue opere incarnano la convergenza di suono, arte e spazio, in un’esperienza immersiva a 360°.

     

     

    SOLOIST Tour 2025

    Davide “Boosta” Dileo

     

    29 aprile VicenzaTeatro Olimpico

    30 aprile RomaAuditorium Parco della Musica E. Morricone

    2 maggio PerugiaAuditorium San Francesco

    3 maggio Sant’Agata Bolognese (BO), Teatro F. Bibiena

    4 maggio Montefano (MC)Teatro la Rondinella

    7 maggio Firenze, Sala Vanni

    8 maggio Mestre (VE), Centro Culturale Candiani

    9 maggio Sacile (PN)Teatro Zancanaro

    10 maggio Taranto, Mercato Nuovo

    14 maggio Torino, Oratorio Santa Pelagia

    16 maggio MilanoGiardino della Triennale

    17 maggio Genova, Teatro Verdi

     

     

    Davide Dileo

    SOLOIST

    Disc 1 LP side A 00:20:57

     

    1 Cortex (Davide Dileo) 00:04:04

    2 Short walk (Davide Dileo) 00:01:05

    3 BTW (Davide Dileo) 00:02:50

    4 In my room pt.3 (Davide Dileo) 00:03:33

    5 An old theatre (Davide Dileo) 00:02:55

    6 Slave to my rhytm (Davide Dileo) 00:02:07

    7 My endless love (Davide Dileo) 00:01:46

    8 Black hole sun (Christopher Cornell) 00:02:37

     

    Disco 1 LP side B 00:21:54

     

    1 Re (Davide Dileo) 00:07:48

    2 Case of proof (Davide Dileo) 00:03:49

    3 Overloading (Davide Dileo) 00:01:58

    4 In my room pt.2 (Davide Dileo) 00:05:45

    5 The drummy melody of M spleen (Davide Dileo) 00:02:34

     

    (P) 2025 UNDERDOG S.R.L. distributed by Sony Music Entertainment Italy S.p.A.                   

    Repertoire Owner: UNDERDOG S.R.L.     

     

    This album was recorded in Turin, Italy, at TORINO RECORDING CLUB,

    except for the piano parts in tracks (2), (4), (5), (8), (10), (11), and (13), which were recorded at RIVERSIDE STUDIO in Turin. Recorded and mastered by Nick Foglia.

     

    I wrote these songs because I had to. Music is like calligraphy: it shifts with the seasons of life. Writing it down is a way of capturing who you are in that moment, a powerful keepsake of our ever-changing selves.

    I’m deeply grateful to my family, in order of their arrival in this world: my parents, Rita and Claudio, my brother Giampaolo, and my beloved daughters, Lua and Ira—your happiness is my greatest wish.

    A heartfelt thank you to Lucia Maggi, Silvia Magoni, and Andrea Scaccia for truly understanding what I needed.

    And to my Subsonica family—you’re one of the reasons I’m still doing what I love.

    I hope this album becomes part of the soundtrack of your life, even if just for a short while.

    Because if it does, it means the images in this film are yours now.

  • Bosso e Mazzariello inaugurano martedì 6 maggio la XIII edizione del festival Monza Visionaria con un tributo jazz a Pino Daniele

    Il trombettista Fabrizio Bosso e il pianista Julian Oliver Mazzariello, tra i più apprezzati jazzisti della scena italiana, saranno i protagonisti dell’evento “Il cielo è pieno di stelle”, omaggio al grande cantautore napoletano, che apre la nuova edizione del festival. Doppio set nel bellissimo Teatro di Corte, finalmente restituito al pubblico 

    MONZA – Sarà “Il cielo è pieno di stelle”, omaggio al grande Pino Daniele, l’evento di apertura della XIII edizione di Monza Visionaria, il festival organizzato dall’associazione culturale Musicamorfosi fino al 15 maggio nei luoghi più suggestivi e negli angoli meno conosciuti del capoluogo della Brianza.
    I protagonisti del concerto inaugurale di Monza Visionaria, realizzato in collaborazione con la rassegna “sorella” Musique Royale e ospitato martedì 6 maggio nel rinnovato Teatro di Corte della Reggia di Monza (che finalmente riapre al pubblico dopo lunghi lavori di restauro), saranno il trombettista Fabrizio Bosso e il pianista Julian Oliver Mazzariello: i due jazzisti, tra i più apprezzati protagonisti della scena italiana, ripercorreranno le diverse traiettorie musicali di Pino Daniele, cercando di restituire un ritratto inedito del cantautore napoletano e puntando soprattutto sulle interpretazioni dei suoi brani più celebri. In programma due set (alle ore 19, prevendita online su www.mailticket.it/evento/45945/il-cielo-%c3%a8-pieno-di-stelle–ore-19-00 e alle ore 21, prevendita su www.mailticket.it/evento/45946/il-cielo-%c3%a8-pieno-di-stelle–ore-21-00ingresso 15/10 euro).
    L’intenzione dei due jazzisti non è una semplice rilettura, bensì (ri)vestire una musica già grande con colori nuovi. Con “Il cielo è pieno di stelle” (progetto diventato un album pubblicato dalla Warner nel 2024), Bosso e Mazzariello celebrano un genio della musica che ha influenzato e che continua a ispirare intere generazioni di artisti, anche a distanza di anni.
    Il repertorio del concerto abbraccia un’ampia rosa di brani, dall’immancabile Napule è, uno dei capolavori del cantautore napoletano, alla trascinante Je so’ pazzo, dalla magica Quanno chiove alla più recente Quando, senza dimenticare Allora sì e Sicily, quest’ultima registrata all’epoca con il jazzista americano Chick Corea, autore della musica alla quale Pino Daniele aggiunse il testo.
    Afferma Fabrizio Bosso: «La musica e la poetica di Pino Daniele hanno influenzato generazioni di musicisti, me compreso. Nelle sue melodie non c’è mai una nota fuori posto e non c’è solo il blues, il rock o il funky ma anche tantissimo jazz. Tutti abbiamo cantato Pino Daniele nella nostra vita». Aggiunge Julian Oliver Mazzariello, che condivide con Bosso un’amicizia e un sodalizio artistico ventennale: «Era il 1995 ed ero appena arrivato dall’Inghilterra con la mia famiglia in Italia, a Cava de’ Tirreni, quando ho sentito da casa mia la città che cantava. Era il concerto di Pino Daniele allo stadio».

    Il calendario completo della XIII edizione di Monza Visionaria sarà svelato nei prossimi giorni.
  • “Keep Moving” è il nuovo singolo di 4EIGNER

    Da venerdì 4 aprile sarà in rotazione radiofonica “Keep Moving”, il nuovo singolo di 4EIGNER, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 13 marzo.

    “Keep Moving” è un brano che ci trascina in un viaggio sonoro all’insegna della resilienza e della forza di andare avanti, nonostante le sfide della vita. Con un sound incisivo e un testo che riflette un percorso di crescita personale, si afferma come un inno alla determinazione e alla continua ricerca del successo.

    La canzone racconta la lotta per emergere, il duro lavoro e la volontà necessaria per superare ogni ostacolo. Le liriche, sospese tra realtà e sogno, trasformano il pezzo in una spinta motivazionale per chi insegue i propri obiettivi senza arrendersi. Il ritornello “Know yourself, that’s imperative / Hustle hard, gotta keep it real” sintetizza il cuore del messaggio: conoscersi, impegnarsi e rimanere fedeli alla propria autenticità.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Con Keep Moving voglio trasmettere la forza di non fermarsi mai, di andare avanti nonostante le difficoltà. La vita può essere difficile, ma è fondamentale restare fedeli a se stessi e continuare a lavorare duramente per raggiungere i propri sogni”.

    Il videoclip di “Keep Moving” è stato girato a Marghera Neve di Vero Veneto e trasmette un messaggio di motivazione, mostrando come il duro lavoro e la perseveranza possano portare al raggiungimento dei propri obiettivi. Nel video, l’artista racconta la sua esperienza di essere arrivato in Italia senza nulla, ma con la determinazione di lavorare sodo e di scrivere canzoni per inseguire i propri sogni. 

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=sE4GClC6788

    Biografia

    Patrick Pardiotse, in arte 4EIGNER, è un rapper ghanese nato nel 1996. Canta in inglese e rappa in italiano. Oltre a essere un artista, è anche il CEO della CASH GANG.

    Patrick è nato nella regione orientale del Ghana, dove ha frequentato diverse scuole, completando gli studi superiori presso la Normal Technical School a Koforidua. Nel 2015 si è trasferito in Libia e, l’anno successivo, è arrivato in Italia. Qui ha iniziato a studiare la lingua italiana presso il CPIA di Belluno.

    Parallelamente, ha intrapreso la sua carriera lavorativa senza mai abbandonare la passione per la musica, continuando a sviluppare il proprio percorso artistico.

    “Keep Moving” è il nuovo singolo di 4EIGNER disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale dal 13 marzo 2025 e in rotazione radiofonica da venerdì 4 aprile. 

     

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  • SABATO 5 APRILE AL TEATRO ASTRA DI SCHIO (VI)  Alla ricerca dell’Uomo Ragno con Mauro Repetto, FONDATORE DEGLI 883

    SABATO 5 APRILE AL TEATRO ASTRA DI SCHIO (VI) 

    Alla ricerca dell’Uomo Ragno con Mauro Repetto, FONDATORE DEGLI 883

    INIZIO ORE 21.15

    Prezzi da euro 35 a 40

    Biglietti

    www.vivaticket.com/it/ticket/alla-ricerca-dell-uomo-ragno-con-mauro-repetto/255514

    Nel 1988 Mauro Repetto fonda gli 883 insieme a Max Pezzali. Scrive con lui tutti i pezzi di maggior successo, pietre miliari della musica italiana. Mauro oggi non è più il biondino che saltava a destra e sinistra ma canta finalmente le sue canzoni, le canzoni degli 883. Racconta la sua fuga dall’Italia, il suo incontro con l’Uomo Ragno e il segreto nascosto nei sogni.

    Lo spettacolo, musicale e a tratti comico, raccoglie molti dei brani e dei videoclip di grande successo degli 883 (ideati e diretti dal regista Stefano Salvati). Alla ricerca dell’uomo ragno è un one man show, a metà tra realtà e finzione, con una trama autobiografica e surreale al tempo stesso. È una favola ambientata nel Medioevo, in cui Mauro dal palco interagirà (con il supporto dell’intelligenza artificiale) con sè stesso e Max com’erano da ragazzi, prima dell’arrivo della grande ondata di successi, e con i personaggi che hanno partecipato alla nascita e alla carriera degli 883, tutti proiettati sugli schermi con straordinari effetti visivi. Tra questi ritroveremo, ad esempio, il Conte Claudio Cecchetto, il barone Fiorello, il principe Jovanotti, il marchese Jerry Scotti. Tra momenti di comicità e di nostalgia, Repetto si racconta e ripercorre la storia della band, istantanee di momenti intramontabili, con aneddoti e curiosità sulla genesi dei loro maggiori successi, cantando le hit che hanno fatto da colonna sonora a intere generazioni, con qualche omaggio ad artisti che lo hanno ispirato, e presentando al pubblico anche un suo brano inedito.

    La scena si compone di tre grandi cornici prospettiche all’interno delle quali sono proiettati i personaggi con i quali Mauro interagisce in diretta. Gli schermi all’interno delle cornici si animano e danno vita, come per magia, ai personaggi reali. Con l’uso dell’intelligenza artificiale Mauro parla con sé stesso all’età di 20 anni, con il suo amico Pezzali di oggi e di molti anni prima.
    Note
    One Man Show con Mauro Repetto
    Regia di Maurizio Colombi e Stefano Salvati 

    Evento di SchioLife music network e Claudio Canova

     


  • VENERDI’ 11 APRILE ALLO STORICO CAFFE’ CENTRALE DI PESARO, DI FRONTE AL TEATRO ROSSINI SI APRE UN NUOVO CORSO

    VENERDI’ 11 APRILE

    ALLO STORICO CAFFE’ CENTRALE DI PESARO, DI FRONTE AL TEATRO ROSSINI

    SI APRE UN NUOVO CORSO

    “Un angolo di Romagna a Pesaro”, dice Umberto Ferri (già conosciuto ai pesaresi per avere fondato il Transilvania di Misano, dove tanti  pesaresi negli anni 90 hanno passato le loro nottate)che ha rilevato il caffè storico di Pesaro con l’idea di portare in territorio marchigiano i sapori e le specialità della Romagna. Quindi caffè e i mitici bomboloni della Romagna, freschi tutti i giorni dalla pasticceria che rifornisce il Caffè Centrale di Rimini (gestito ormai da 7 anni da Umberto Ferri). E alla sera aperitivi con stuzzichini a base di prodotti tipici della terra di Romagna.

    Umberto Ferri ha vissuto in California dal 200 fino al 3 gennaio, giorno in cui, a causa degli incendi a Los Angeles, la sua casa è andata completamente distrutta. Stava già pensando di tornare in Italia (lo scorso anno ha inaugurato un hotel a Pian Del Voglio ;Transilvania Horror Hotel) e un Transilvania Cafè a Misano Adriatico. La disgrazia subito gli ha fatto decidere di tornare a investire in Italia.

    https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/25_gennaio_11/incendio-a-los-angeles-umberto-ferri-ice-fondatore-dei-locali-transilvania-ho-perso-la-villa-a-pacific-palisades-mi-sono-salvato-851cea0c-4ea1-4bc9-bf3b-4c7a6944axlk.shtml