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  • Jaboni pubblica “Blu” il nuovo singolo e videoclip

    Dal 16 gennaio 2026 è disponibile su tutte le piattaforme “BLU”, il nuovo singolo di Jaboni prodotto da Giorgio Lorito per Gil Produzioni. Il brano, accompagnato dal videoclip ufficiale, attraversa ciò che resta dopo una storia d’amore: memoria che scalda e punge, il tentativo di dimenticare mentre tutto continua a tornare.  

    “BLU” racconta un amore che non c’è più, ma che continua a vivere nei ricordi. È la storia di chi tenta di dimenticare, ma scopre che certi ricordi non possono, e forse non devono, svanire. Perché sono proprio quei ricordi, anche i più dolorosi, a dare forma alla nostra storia e a renderci ciò che siamo oggi. Ci si perde a ripensare agli errori, a ciò che è stato dato per scontato, a ciò che si è perso lungo il cammino, ma alla fine si comprende che ogni percorso ha avuto un valore, per il fatto stesso di essere stato vissuto.

    Il blu diventa il mare interiore dell’artista: profondo, freddo, carico di nostalgia. Jaboni ci nuota dentro cercando di restare a galla, mentre il dolore, che resta silenzioso, arriva dritto al cuore.

    Il videoclip, per la regia di Daniele Tofani, adotta un piano-sequenza: Jaboni in cammino, la camera lo accompagna a distanza costante. La narrazione è nel passo; il ritmo del brano guida respiro e traiettoria, con la città a fare da fondale. Un movimento continuo che apre spazio e misura la distanza.

    Con “BLU”, Jaboni continua il percorso inaugurato con i brani in italiano dopo una prima fase di singoli pubblicati in inglese: una scrittura che guarda ai gesti minimi e li porta al centro, senza cornici superflue. La canzone non chiude la ferita, la mette a fuoco e, nel farlo, apre una via d’uscita: respirare, nuotare, tornare a casa anche quando casa non è più la stessa.


  • Manaus: “Disappearing” è il nuovo album in uscita il 20 gennaio

    Dal 20 gennaio 2026 sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale e in vinile “DISAPPEARING” (Overdub Recordings), il nuovo disco dei MANAUS.

    “Disappearing” è un viaggio che conduce altrove, una deriva controllata in cui la frattura tra ciò che accade fuori e ciò che vibra dentro diventa paesaggio sonoro. Il nuovo lavoro discografico si muove come una massa in metamorfosi: astratto, pesante, potente, capace di fondere coscienza e universo in un’unica corrente. Le otto canzoni sono le camere di un castello sospeso tra le nuvole, spazi lisergici collegati da passaggi nascosti, porte che si aprono su altri luoghi e altri stati mentali.

    Al centro del disco emergono i grandi temi che attraversano l’immaginario dei Manaus: alienazione e rinascita, solitudine, viaggi spazio–mentali, introspezione e fusione con l’infinito.

    Le sonorità amplificano questo universo: chitarre fuzz e distopiche che costruiscono paesaggi spaziali, batterie e bassi lenti dal passo rituale, una voce che fluttua eterea e poi graffia, come un’onda che pulsa e si ritrae.

    Nell’immaginario visivo, la copertina introduce a questo mondo sospeso: toni scuri, figure senza volto che sembrano fuggire da sé stesse, dissolversi, forse trovare finalmente pace.

    Spiega la band a proposito del nuovo album: “Disappearing ha il tono dell’inquietudine. Otto brani introspettivi, sognanti, un viaggio nelle profondità del suolo e della mente, dove il tempo si piega al ritmo di riff distopici e voci eteree. Un rituale per ritrovarsi o scomparire”. 

    “DISAPPEARING” TRACKLIST

    1.ORION

    2.IMPULSES

    3.SIGNS

    4.DATURA

    5.TALEA

    6.CONNECTIONS

    7.VENERA

    8.ENTITY 

    Biografia

    I Manaus sono una band Alt/Psych/Doom rock di Macerata nata nel 2018 che si propone di esorcizzare con la musica gli spettri dell’anima. La band nasce da Miriana Santamaria (voce e basso) e Daniel Sick (chitarra), entrambi già VoodooPank. A loro si è subito aggiunta Micol Ottina (batteria) sostituita nel 2022 da Eugenio Bordacconi.

    Dopo un periodo fatto di vari live nel maceratese e due EP il power trio firma per Overdub Recordings, con la quale uscirà il loro album d’esordio “Manaus” (2024). Le loro influenze spaziano dall’heavy rock dei Pentagram ai Blue Oyster Cult, dai TAD agli Spaceman 3.

    Chitarre distopiche, vorticose, creano un ambiente claustrofobico dove a fare da guida è una voce eterea e graffiante: un alternarsi di momenti dilatati e onirici a spazi serrati e incalzanti.

    Attualmente la band dopo altri due EP esce con il loro secondo lavoro in studio “Disappearing” (Overdub Recordings, 2026) e si prepara ad una serie di concerti promozionali in giro per l’Italia, restate connessi.

    Anticipato dai singoli “Orion” e “Datura”, “Disappearing” è il nuovo album dei Manaus pubblicato da Overdub Recordings disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale e in vinile dal 20 gennaio. 

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  • “L’immagine dipinta” è il nuovo singolo di Maurizio Crudi

    Da venerdì 23 gennaio 2026 sarà in rotazione radiofonica “L’immagine dipinta” (Qanto Records), il nuovo singolo di Maurizio Crudi, già disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale.

    Il brano “L’immagine dipinta” è un viaggio onirico nell’amore eterno, dove la realtà si fa poesia e i sogni prendono forma su tele di luce. La canzone trasforma ogni istante condiviso in un quadro impressionista, sospeso tra cieli alla Chagall e tramonti che promettono arcobaleni. Come una notte di mezza estate, il pezzo invita a volare verso un paradiso accessibile solo attraverso l’autenticità del sentimento. Un inno romantico che colora la vita e trasforma i baci in opere d’arte senza tempo. 

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Ho scelto di raccontare l’immagine che un pittore ha magicamente fissato con i suoi colori su una tela. Volevo scegliere l’immagine che può aprire i cuori per l’innegabile bellezza e armonia dei suoi colori, quella finestra che si apre alla vita di una natura fresca, pura e accogliente, come in una nuova primavera.

    Con questo brano ho voluto creare un viaggio onirico nell’amore eterno, dove la realtà si fa poesia e i sogni prendono vita. Ogni istante condiviso diventa un quadro impressionista, sospeso tra cieli di Chagall e tramonti che promettono arcobaleni. Quell’immagine così dipinta può raggiungere le anime sensibili alla delicatezza e alla raffinatezza.

    La vedo fragile e potente al tempo stesso, come se stesse fluttuando nell’aria con ali leggere e aperte in un volo magico. Le note sono nate ispirate da quei colori per poi ritornare e fondersi con loro in un fluido emotivo. Come una notte di mezza estate, la canzone ci porta a volare verso quel paradiso accessibile solo attraverso l’autenticità del sentimento”. 

    Biografia

    Maurizio Crudi scopre la musica a 14 anni, quando una chitarra classica diventa lo strumento attraverso cui dare forma alle proprie emozioni. Nei primi anni ’70 suona con diverse band di quartiere, spaziando tra progressive rock e soul Motown, alla ricerca di un linguaggio espressivo che gli appartenga.

    Negli anni ’80 si trasferisce a Bologna e si immerge nella vivace scena new wave della città. Con i Wild Strawberries incide “Resistenza” (1986), firmandosi come bassista e voce, mentre in parallelo esplora nuove sonorità attraverso i sintetizzatori e compone musiche per il delfinario di Riccione, dimostrando fin da subito una curiosità artistica senza confini.

    Dopo un periodo di pausa creativa, nei primi anni 2000 Crudi torna in studio con rinnovata energia e pubblica quattro album strumentali: “Alchimia Sonora”, “Ventoso”, “Delfinese” e “Messengers of Peace”. Lavori che confermano la sua capacità di attraversare generi diversi rimanendo fedele a un’espressività musicale intensa, personale e mai scontata. 

    “L’immagine dipinta” è il nuovo singolo di Maurizio Crudi già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 23 gennaio 2026.

     

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  • “Oleandri” è il nuovo singolo di Alberto Conti, dal 23 gennaio in radio

    Dal 23 gennaio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Oleandri”, il nuovo singolo di Alberto Conti estratto dall’omonimo album disponibile sulle piattaforme digitali dal 9 gennaio.

    Oleandri” è un brano pop emotivo che esplora la parte più fragile dei rapporti: l’instabilità di una storia che non può salvarsi, la delicatezza dei legami e la difficoltà di trattenere ciò che sfugge.

    Le immagini, dai “no di vetro” agli “oleandri verdi” fino alle “ombre appese”, costruiscono un paesaggio interiore sospeso, in cui presenza e distanza, desiderio e resa si rincorrono continuamente. Nel brano, gli oleandri — piante affascinanti ma velenose — diventano il simbolo di un amore intenso che custodisce al suo interno una dimensione tossica e irrisolta: luci che, inevitabilmente, proiettano ombre.

    Il singolo racconta l’incapacità di proteggere un rapporto che si sgretola e il senso di smarrimento che segue ogni separazione. “Oleandri” non descrive semplicemente una fine, ma un passaggio: l’accettazione che, anche annientandosi, nulla tornerà come prima (“e per quanto mi annienterò nulla sarà più lo stesso”).

    Commenta l’artista a proposito del nuovo singolo: “Questo brano parla di un amore che è ormai finito, in questo brano avviene la resa all’inevitabile rottura del rapporto. Oleandri l’ho pensato come conseguenza di Cuore Dentro, brano dove si parla di un amore che sta per finire, ma che però lascia qualche speranza di ripresa.  Secondo me, la scena del tuffo, presente nel videoclip, è emblematica per capire il significato di questo brano: la liberazione da un legame ormai tossico.”

    Il videoclip di “Oleandri” è ambientato in una piscina deserta in una notte d’inverno, una cornice che rappresenta visivamente la tensione tra resistenza e resa emotiva. La piscina vuota e gelida diventa metafora di uno spazio interiore disabitato, mentre il tappeto e i lumini richiamano un’intimità domestica: un ricordo caldo custodito dentro un luogo ormai freddo.

    L’artista appare sdraiato su un tappeto, circondato da decine di candele che illuminano la scena; la camera si muove lentamente attorno a lui, catturando ogni respiro e ogni incertezza. La regia lavora su piani ampi e sguardi ravvicinati, alternando staticità e movimenti fluidi per sottolineare il fragile equilibrio del racconto.

    Nel ritornello, il gesto simbolico di cadere vestito in acqua segna un momento di crollo e, al tempo stesso, di liberazione: un’immersione nella parte più oscura e fragile di sé. Il risultato è un video minimale e visivamente potente, capace di amplificare profondamente l’emotività del brano.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/C47E2u1RDIY

    “Oleandri” è un album che parla di relazioni fragili, di promesse non mantenute e di desideri che resistono nonostante tutto. Le canzoni nascono in momenti di attesa, quando qualcosa sta per cambiare ma non si sa ancora in quale direzione.

    L’album esplora l’incertezza, la paura e le distanze che crescono, ma anche la speranza che continua a spingere a credere nei sentimenti. Il brano omonimo, “Oleandri”, rappresenta il cuore emotivo del disco: proprio come i fiori che gli danno il nome — bellissimi ma velenosi — il brano simboleggia un amore che appare vivo e promettente, ma che nasconde un lato distruttivo.

    L’opera è una raccolta di nove tracce dai testi diretti, capaci di trasformare le fragilità quotidiane in immagini nitide e riconoscibili. La musica alterna momenti delicati a esplosioni emotive, riflettendo la tensione costante tra il desiderio di salvare ciò che amiamo e l’inevitabilità del cambiamento.

    Ascolta l’album su Spotify: https://open.spotify.com/album/6lt0IbOIYEB2cWz8889YXA?si=nH4TJbQLRaSmuF9r8jdmLg

    Biografie

    Alberto Conti (Modena, 15 agosto 2003) è un cantautore e chitarrista che unisce formazione classica e influenze contemporanee. Inizia a suonare la chitarra a otto anni, prosegue gli studi al Liceo Musicale di Modena dove si diploma in Chitarra Classica e si laurea poi in Chitarra Jazz al Conservatorio di Parma.

    Nel 2022 partecipa a Italia’s Got Talent, dove si fa conoscere distinguendosi per la qualità della sua esibizione, ottenendo così una splendida accoglienza da parte dei giudici. Nel 2025 avvia il suo percorso discografico in collaborazione col produttore Alex Bagnoli. Assieme a lui ha realizzato i brani che andranno a comporre il suo primo disco, un progetto che unisce ricerca sonora e autenticità espressiva. Nel team creativo è presente anche Marco Baroni, che contribuisce come coautore dei testi, arricchendo ogni canzone di nuove sfumature e profondità narrativa. I suoi attuali artisti di riferimento sono John Mayer, Sam Fender e Jacob Collier.

    Le sue canzoni sono scritte per le ragazze e i ragazzi della sua età, ma non nega che gli piacerebbe arrivare al cuore di un pubblico il più ampio possibile. Con la sua musica desidera raccontare la vita di tutti i giorni e le esperienze che vivono i suoi coetanei. Dal vivo, Alberto trova la sua dimensione più naturale: chitarra e voce diventano strumenti diretti per raccontare la sua musica con semplicità e autenticità. Il suo obiettivo, infatti, è quello di costruire una carriera musicale incentrata sulla chitarra e sulla voce, strumenti che desidera mantenere al centro del suo percorso artistico.

    “Oleandri” è il primo album di Alberto Conti disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 9 gennaio 2026 dal quale è estratto l’omonimo singolo in rotazione radiofonica dal 23 gennaio.

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  • “Madonna Dei Veggenti” è il singolo d’esordio dei Nudapietra

    Da venerdì 23 gennaio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Madonna Dei Veggenti” (Overdub Recordings), il primo singolo dei Nudapietra.

    Il brano “Madonna dei Veggenti” è un viaggio lisergico ed extracorporeo, a tratti inquietante, che ci trascina dolcemente in un vuoto lungo e perpetuo. La canzone inizia come uno stravagante blues ipnotico, per poi svilupparsi in una cavalcata stoner e dissonante. 

    Spiega la band a proposito della nuova release: “Il brano è la sintesi perfetta della proposta musicale della band. Nel suo sviluppo abbiamo tutti gli elementi che caratterizzano il nostro sound, dalle sonorità psichedeliche alle ritmiche pesanti e stoner, accompagnate con tempi dispari e ossessivi. Il testo veicola il nostro interesse per le tematiche psichedeliche ed esoteriche.

    La canzone, come tutte quelle della band, è nata in sala prove, con il contributo di tutti, provando soluzioni diverse di volta in volta, aggiustando e cesellando le parole attorno alla musica”.

    Biografia

    Il gruppo si forma nel 2021, inizialmente come trio con due chitarre, doppia voce e batteria; dal 2022 la formazione si completa con l’ingresso del basso. Le influenze prog e psichedeliche, affiancate da solide sonorità stoner rock, sono elementi centrali del sound e rivestono un ruolo fondamentale nello spirito compositivo della band, insieme all’uso della lingua italiana nei testi.

    L’obiettivo del progetto è quello di creare musica che soddisfi prima di tutto i membri della band e, lungo il percorso, conquistare la curiosità di una comunità di ascoltatori e appassionati.

    Tra le principali influenze figurano Pink Floyd, King Crimson, Black Sabbath, Alice in Chains, Motorpsycho, Temple Fang, King Buffalo e Yob.

    “Madonna Dei Veggenti” è il singolo d’esordio dei Nudapietra disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 23 gennaio 2026. 

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  • L’amore prima delle notifiche: quando l’intimità passava dalla pelle, non dallo schermo

    C’era un jukebox che cantava, la sabbia ancora tiepida sotto i piedi, il mare come unico testimone. Niente notifiche, niente schermi, solo corpi che si cercavano prima ancora delle parole. È da questa istantanea che prende forma “Cartoline”, il nuovo progetto di Christian De Curtis: un brano autobiografico che rievoca un’estate vissuta in Sardegna nel 2006 e che oggi riaffiora in quattro versioni diverse, raccolte nell’omonimo EP.

    Nel racconto di “Cartoline” c’è soprattutto un confronto silenzioso tra due epoche: quella in cui ci si conosceva guardandosi negli occhi, e quella in cui le relazioni passano sempre più attraverso uno schermo. Una riflessione matura e consapevole sul modo in cui abbiamo smesso di esserci davvero, sostituendo la presenza con la mediazione continua del digitale.

    La contrapposizione tra l’esperienza fisica, diretta e imperfetta del passato e la comunicazione filtrata, frammentata e superficiale del presente.

    Nato da un taccuino impolverato ritrovato dopo quasi vent’anni, pieno di appunti sparsi, immagini e frasi mai diventate canzone, il brano racconta un flirt estivo, breve ma intenso, vissuto lontano dai social. Un’estate fatta di sguardi, silenzi, contatti reali. «Ci toccavamo con rispetto e follia», scrive De Curtis, sintetizzando una generazione che si è conosciuta senza chat, senza messaggi cancellabili, senza profili da costruire. Un ricordo rimasto cristallizzato nel tempo, fino a trovare finalmente una dimensione musicale che dialoga con il presente senza nostalgia, riportando al centro la presenza nel modo di stare con l’altro, di parlarsi, di guardarsi, di vivere davvero dentro ciò che accade.

    Oggi, quella stessa storia, è disponibile in quattro versioni, come se cercasse ogni volta una voce diversa per farsi ascoltare:

    1. Cartoline
    2. Cartoline – Go To Disco Project Remix
    3. Cartoline – De Curtis Electrix
    4. Cartoline – PianoLove Version

    Se le prime tre mantengono il legame con il background dance e house dell’autore, è la PianoLove a stringere l’inquadratura, portando il testo in un registro più intimo. Una rilettura essenziale, costruita intorno al pianoforte, dove sono le immagini a parlare.  È lì che “una cartolina, due righe e un addio” diventa l’ultima forma di contatto prima dell’era delle chat.

    «Con questa release – dichiara l’artista – voglio lanciare un messaggio che mi sembra si sia un po’ perso: il valore del rispetto. Oggi ci si conosce tramite chat, ci si mette insieme su WhatsApp, tutto è mediato da uno schermo. In “Cartoline” racconto l’esatto opposto. Anche se parlo di una storia fugace, quello che mi preme sottolineare è che la persona che abbiamo davanti merita sempre rispetto. Quel rispetto, unito alla follia tipica dell’innamoramento, è ciò che rende un momento indimenticabile. Scrivendolo, volevo celebrare il volersi conoscere davvero, il raccontarsi guardandosi negli occhi, il viversi il presente in prima persona senza filtri digitali. In quel ricordo del passato, io e lei parlavamo faccia a faccia e il mare faceva il resto, diventando il complice di quei segreti. Mi piacerebbe che chi ascolta si prendesse il tempo per fermarsi a riflettere su questo: sulla bellezza di un contatto effettivo, di un’emozione vissuta sulla pelle e non attraverso un clic. È quel segno indelebile, come un tatuaggio, che un algoritmo non potrà mai darci.»

    De Curtis – voce radiofonica e producer con un percorso ventennale legato alla dance – sceglie qui di scrivere per la prima volta in italiano, spostando l’attenzione dalla pista alla parola, per dar voce a un’estate “scritta sotto pelle”, ma soprattutto al parallelo tra un tempo in cui “i corpi parlavano prima delle parole” e quello dove restano “faccine e bugie”, “messaggi spuntati e mezze poesie”.

    Una distanza che non è solo temporale e geografica – «tu in una città, io in un’altra metà» -, ma anche e soprattutto comunicativa. La riduzione dell’intimità a segnale, l’abitudine a restare in contatto senza esporsi, a sfiorarsi senza toccarsi davvero. Ed è qui che “Cartoline”, da un brano-ricordo del passato, diventa immediatamente attuale: perché non racconta un’epoca svanita, ma lo svanire della forma più piena di stare insieme dentro la nostra.

    Anche l’immagine scelta per accompagnare il progetto va in questa direzione.
    L’artwork, firmato Pamela Tallarita, mostra un gruppo di amici sulla spiaggia al tramonto, accanto a un’auto carica di bagagli. La luce è calda, le figure sono in controluce, il mare resta sullo sfondo.

    “Cartoline” racconta cosa abbiamo guadagnato e cosa abbiamo perso, e lo fa con un immaginario semplice, fisico, pieno di dettagli: la schiena salata, il vento, la spiaggia vuota, il mare come testimone, le parole pagate a messaggio, gli abbracci lasciati agli squilli. Con questo brano, De Curtis intercetta un tema che riguarda tutti – relazioni, linguaggio, educazione sentimentale, tecnologia – e lo porta in una forma accessibile e immediata. È una canzone che si presta a essere citata, ripresa, discussa. E soprattutto, ci ricorda che le emozioni non hanno bisogno di schermi per esistere.

  • Andrea Sabatino – Fatata. Da sabato 17 gennaio 2026, disponibile questo nuovo album in copia fisica e in formato digitale


    Da sabato 17 gennaio 2026, disponibile questo nuovo album in copia fisica e in formato digitale. Il disco, nello stesso giorno d’uscita, alle 20:30, sarà presentato ufficialmente in concerto al Teatro Don Orione di Arnesano (provincia di Lecce)
    Consegnato alle stampe dall’etichetta indipendente Encore Music, disponibile in formato fisico e sulle piattaforme digitali a partire da sabato 17 gennaio, coprodotto da Roberto Passaro, responsabile organizzativo del festival Francavilla è JazzFatata è la nuova opera discografica del trombettista jazz e compositore Andrea Sabatino, puro talento accompagnato in questo lavoro da una sezione ritmica di assoluto valore: Claudio Filippini (pianoforte e tastiere), Antonio De Luise (basso) e Dario Congedo (batteria). A impreziosire il disco, tre valenti partner artistici che figurano in qualità di ospiti: Badrya Razem (voce in Life), Francesco Mariozzi (violoncello in I Remember Ludwig) e il rapper Done (in Fafa).
    La tracklist del CD comprende dodici brani, di cui otto sono originali figli dell’ispirata vena compositiva di Sabatino (Hub10.10.10For AvishaiTattaI Remember LudwigFafaSouth e Road to Nazareth), mentre Starmaker (Lou Marini), Life (Desirée Annette Weeks) e Fatata (Andrea Sabatino – Claudio Filippini) completano la set list.
    Concepito in solco contemporary jazz, in cui confluiscono varie declinazioni stilistiche che spaziano dal jazz moderno alla musica mediterranea, dal funk a echi di musica colta, dove l’utilizzo dell’elettronica rappresenta un vero e proprio valore aggiunto per caratterizzare il sound di gruppo, “Fatata” è un progetto estremamente interessante che proietta Andrea Sabatino verso l’esplorazione di territori sonori e stilistici molto differenti rispetto all’ambito del jazz più tradizionale che il musicista salentino ha frequentato abitualmente negli ultimi anni della sua carriera. “Fatata” rappresenta un concreto punto di svolta nel percorso artistico del jazzista pugliese, che crea una sapida commistione di groove, travolgente energia comunicativa, innovazione e profonda ricerca melodica, armonica, ritmica e timbrica.
    L’artista descrive così la gestazione e il mood di questa sua nuova creatura: «Fatata è il disco della mia vita. Per me ha un valore ancora più importante in quanto è dedicato alle mie tre splendide figlie. In questo lavoro ho cercato di uscire dai canoni del jazz più legato alla tradizione per virare verso paesaggi sonori diversi, fra colorazioni mediterranee, contaminazioni con generi come il rap, il funk, il pop internazionale e pennellate di musica classica. Ciò che desidero esprimere è far ascoltare la mia musica attraverso la mia “voce”, con un’identità artistica riconoscibile».
    A rendere “Fatata” ancor più prezioso ci pensa Paolo Fresu, eccellenza della tromba jazz italiana in ambito internazionale, che nelle note di copertina scrive: «Un ottimo lavoro pieno di bella musica, di idee, di visione e di passione. Vi si percepisce un bisogno di indagine e di cambiamento».
    Sabato 17 gennaio alle 20:30, al Teatro Don Orione di Arnesano (provincia di Lecce), tutti gli amanti della buona musica in generale, a prescindere dal jazz strettamente mainstream, avranno la ghiotta possibilità di assistere al concerto ufficiale di presentazione in cui Andrea Sabatino sarà affiancato da Claudio Filippini (pianoforte e tastiere), Antonio De Luise (basso) e Dario Congedo (batteria). Un imperdibile appuntamento per percepire le vibrazioni sonore ed emozionali, direttamente dal vivo, del disco “Fatata”.
  • Laura J Marras Plays Joe Henderson – Serenity

    Da venerdì 16 gennaio 2026, disponibile questo nuovo disco in copia fisica e in formato digitale
    Pubblicato dall’etichetta indipendente Wow Records, disponibile in formato fisico e sulle piattaforme di streaming da venerdì 16 gennaioSerenity è la nuova realizzazione discografica della sassofonista Laura J Marras, talentuosa jazzista affiancata in questo progetto da quattro brillanti partner di note: Francesca Corrias (voce, flauto e autrice dei testi), Alessandro Di Liberto (pianoforte), Gabriele Loddo (basso) e Alessio Cogotti (batteria e percussioni).
    La tracklist dell’album è formata da otto brani, sette autografati da un gigante del sassofono jazz come Joe Henderson e La Mesha firmato dall’immenso trombettista Kenny Dorham. “Serenity” non è un mero tributo all’iconica figura di Henderson, bensì un ardente desiderio di raccogliere e reinterpretare la sua eredità musicale. I temi e le strutture armoniche farina del sacco del leggendario sassofonista statunitense rappresentano una fonte di ispirazione per esplorare e reinventare, dando vita a una visione personale della sua musica. Anche grazie ai notevoli arrangiamenti figli dell’estro del pianista Alessandro Di Liberto, il quintetto si muove nel segno del feeling e dell’interplay per dare nuova linfa vitale in modo autentico e generoso, puntando su una propria identità espressiva e su una spiccata personalità musicale.
    Laura J Marras spiega così i tratti distintivi della sua creatura discografica: «Per me Serenity non è solo un titolo: è il filo sottile che attraversa ogni nota. Ho voluto dar vita a uno spazio creativo dove le diverse sensibilità musicali potessero incontrarsi e dialogare liberamente. Ogni melodia ha il suo respiro, ogni suono un colore, lasciando alla musica il tempo di mostrarsi nella sua pienezza. Questo album è il mio omaggio alla musica di Joe Henderson, interpretata secondo la mia personale visione artistica, che si intreccia e crea un mosaico sonoro di nuovi colori insieme ai miei compagni di viaggio».
  • “Come un Temporale” di Nikasoul segna la rinascita di un’artista trasversale

    Nikasoul è una figura che ha attraversato linguaggi e piattaforme diverse, costruendo negli anni una presenza riconoscibile tra televisione, musica, live e social. Un percorso articolato, fatto di esposizione mediatica e sperimentazioni espressive, che oggi trova una nuova direzione con “Come un Temporale” (Jayworks Music/Discolove), brano che segna un passaggio netto verso una dimensione più musicale, più corporea, più centrata sulla voce.

    Questa uscita rappresenta un ritorno all’essenziale: meno sovrastrutture, più spazio all’identità sonora e alla relazione diretta tra voce e ritmo. “Come un Temporale” unisce ballabilità e presenza vocale, collocandosi in quella zona di confine tra pop, soul e club culture che in Italia resta ancora poco frequentata.

    Per Nikasoul non si tratta solo di un nuovo singolo, ma di una svolta professionale. Dopo anni di attività in ambiti diversi – tra televisione, palchi e collaborazioni – il brano diventa il punto di avvio di una fase più definita, in cui l’artista sceglie di riportare al centro una parte di sé rimasta a lungo in secondo piano.

    La simbologia del temporale, infatti, precede il racconto sentimentale e ne diventa la vera chiave di lettura: non solo l’irruzione improvvisa di un amore, ma l’arrivo di qualcosa che rompe le abitudini, sposta il percorso, rimette ordine in ciò che sembrava ormai sedimentato.

    «Il progetto è nato dal bisogno di tornare alla mia parte più pura, alla mia anima bambina – racconta -. In apparenza sembra una storia d’amore, ma per me è un incontro con ciò che avevo lasciato in silenzio. “Come un Temporale” è stato un momento di svolta.»

    Sul piano sonoro, il brano si articola su un impianto ritmico solido: groove stabile, linea soul, suoni synth e voce in primo piano. Una scelta che fonde immediatezza radiofonica e funzione da club, evitando le coordinate più prevedibili della dance contemporanea e puntando su una dimensione più fisica, vocale, identitaria.

    Il videoclip ufficiale, diretto da Newstars Soundworks, segue la stessa direzione: ritmo serrato, movimento centrale, ambientazione ridotta all’essenziale. L’attenzione resta sulla relazione tra musica e corpo, senza costruzioni superflue.

    “Come un Temporale” introduce un filone musicale quasi inesistente oggi in Italia: una dance che non rinuncia alla voce, che mette insieme ballabilità e racconto, presenza scenica e direzione artistica. Non solo una nuova uscita discografica, ma un passo preciso nella ridefinizione dell’identità di Nikasoul.

  • Venerdì 16 Gennaio esce su tutte le piattaforme digitali “Il silenzio uccide”, un brano che rompe l’indifferenza

    Venerdì 16 Gennaio esce “Il silenzio uccide”, il nuovo singolo di Monica Brown, una canzone che affronta senza filtri il tema della violenza contro le donne e del silenzio che spesso la circonda. Il brano dà voce a una donna che osserva la realtà con consapevolezza e dolore, rifiutando la narrazione delle vittime come numeri o notizie da archiviare. Non si parla di casi isolati, ma di un sistema che normalizza la paura e rende l’indifferenza una forma di complicità. Con un linguaggio diretto e civile, “Il silenzio uccide” chiede memoria, responsabilità e il diritto di vivere senza dover essere coraggiose. Una canzone che trasforma la musica in atto politico e umano. Con questo nuovo lavoro, Monica Brown sceglie di esporsi e di usare la sua voce per rompere un silenzio che pesa più di qualsiasi rumore.

    Spotify: https://open.spotify.com/intlit/artist/5XCS94Xt1NeFBsBt5e943T?si=wwoN16HiS7KIH5FAvm6Z9g