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  • “Mr Renato & Lady Giulia”: il progetto spontaneo che mescola pop, rock, funky e sentimento

    A volte la musica nasce da un’idea precisa. Altre volte, invece, sembra quasi comparire da sola, come quelle conversazioni che iniziano per caso e finiscono per cambiarti qualcosa dentro. “Mr Renato & Lady Giulia” (McRenyRecords) appartiene decisamente alla seconda categoria: un album nato in modo spontaneo, cresciuto lentamente nel tempo e trasformato in un piccolo universo fatto di emozioni vere, libertà, memoria e voglia di vivere.

    Pubblicato il 9 maggio 2026 e disponibile su tutte le piattaforme digitali, “Mr Renato & Lady Giulia” vede protagonisti Renato Panniello e Giulia Belemmi, due artisti uniti da un incontro musicale nato quasi per caso. Tutto ebbe inizio dopo la vittoria di Giulia a un concorso canoro in cui Renato faceva parte della giuria: quello che doveva essere semplicemente il premio per la registrazione di un brano si trasformò rapidamente in un percorso creativo condiviso, dando vita a otto canzoni nate con spontaneità e naturalezza.

    Da quell’incontro nacque così un album composto da otto brani che si muovono tra pop, rock, dance e funky, mantenendo però un’identità ben precisa e riconoscibile. L’obiettivo di Renato e Giulia era quello di realizzare un progetto lontano dai dogmi della musica attuale, capace di mettere davvero al centro le persone, i legami e la ricerca costante di autenticità.

    La tracklist attraversa anche tre lingue diverse — italiano, inglese e spagnolo — contribuendo a rendere il progetto ancora più aperto, internazionale e sfaccettato. Si passa così da brani come “Start To Be Honest”, “Die For You”, “Come With Me”, “Meaning Of The Life”, “Another Day” e “Feeling Of Freedom”, fino all’energia latina di “Amar La Vida” e all’intimità emotiva di “Se Fossi Qui”. Una varietà linguistica che non appare mai forzata, ma che accompagna perfettamente le diverse atmosfere dell’album.

    Nel corso del tempo, Renato aveva già realizzato diversi progetti che gli avevano dato soddisfazione, mentre Giulia continuò a fare esperienze musicali, ognuno con la propria storia ed il proprio percorso artistico. Eppure questo progetto riuscì a stimolarli in modo particolare. Forse perché dentro “Mr Renato & Lady Giulia” non c’è soltanto musica, ma anche il peso degli anni, delle pause, delle distanze e di tutto ciò che la vita aggiunge alle persone prima di riportarle nello stesso punto.

    Dopo un lungo periodo di stop dovuto agli impegni quotidiani, al lavoro e alla distanza, Renato e Giulia decisero infatti di riprendere in mano quelle canzoni rimaste in sospeso. Lavorando a distanza, incastrando idee, emozioni ed ispirazioni, riuscirono a completare un album che oggi suona come una piccola perla fuori dal tempo: “un frullato ben shakerato di pop, rock, dance e funky” che non pretende di essere perfetto, ma riesce ad essere davvero umano.

    Renato Panniello e Giulia Belemmi, BIOGRAFIA

  • “Come due acrobati” è il nuovo singolo di Pete Jersey

    Dal 22 maggio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Come due acrobati”, il nuovo singolo di Pete Jersey per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “Come due acrobati” è il secondo singolo che anticipa l’EP “Storie D’annate” di Pete Jersey. Il brano si sviluppa su un binario eminentemente autobiografico, nascendo dall’esigenza profonda di raccontare la paura che spesso accompagna il primo passo verso l’altro. Il testo analizza la tensione tra il timore del rischio e il desiderio di conoscersi davvero, nel tentativo di superare le proprie difese per costruire un legame che abbia un valore autentico.

    Musicalmente, il pezzo rappresenta una sintesi perfetta tra l’estetica Pop degli anni ’80 e le produzioni contemporanee. La struttura sonora rende omaggio alla visione pionieristica di Giorgio Moroder, filtrandola attraverso le influenze di artisti globali che ne hanno raccolto l’eredità, come The Weeknd, Calvin Harris o Post Malone. Il risultato è un equilibrio tra nostalgia elettronica e modernità, capace di trasformare un’emozione intima in un suono energico e coinvolgente.

    Così l’artista commenta il nuovo singolo: Come due acrobati, non é soltanto una canzone che parla della paura di fare il primo passo, in realtà, é una storia autobiografica. Oggi é molto più semplice trascorrere una notte insieme a qualcuno che imparare a conoscersi davvero. Dalla mia esperienza personale é nato questo pezzo, che mi girava in testa da molto tempo, poi con il mio team di produzione, siamo finalmente riusciti a tradurlo in musica. Credo che oggi rappresenti perfettamente quello che cerco di comunicare attraverso la mia musica. E’ anche il brano che ho registrato più volte in studio, perché amo molto il registro vocale alto e mi sono divertito davvero tanto durante le sessioni di registrazione.” 

    Biografia

    Piergiuseppe Gereschi, in arte Pete Jersey, nasce a Roma nel 2003. Inizia giovanissimo a studiare musica, dapprima come diversivo, poi come un obiettivo da raggiungere. Ama tutti gli strumenti ma, prima ancora del canto, si appassiona allo studio degli strumenti armonici come la chitarra e il pianoforte.

    Comincia ad abbozzare alcune idee attingendo dalla realtà che lo circonda e da circa sei anni – ovvero dal periodo post-pandemia – lavora a un progetto personale che possa rappresentare la sua estetica musicale. Da sempre grande fan di Michael Jackson, grazie ad album come “Thriller” scopre il mondo della West Coast americana, innamorandosi del sound degli anni ’80, che risulta essere la sua maggiore influenza musicale, sempre presente in ogni sua produzione.

    L’idea del titolo dell’album, “Storie d’annate”, gli nasce un giorno osservando due ragazzi seduti su una panchina che, invece di parlarsi, stavano chattando tra loro sui rispettivi smartphone. Questo totale scollamento dalla realtà è presente nei primi due singoli: “Come due acrobati” e “Via”. Nel primo si parla del timore di esporsi con l’altra persona e della necessità di cercare a ogni costo una “comfort zone” anche nell’ambito delle relazioni interpersonali; nel secondo brano, invece, si affronta il tema della dipendenza affettiva che rappresenta, oggi più che mai, il male di questo secolo.

    Pete Jersey è affiancato dal musicista e produttore Marco Iacobini, con cui realizza tutte le sue produzioni discografiche. Essendo anche un grande amante della fotografia, collabora spesso con il fotografo Simone Cecchetti, che ha curato personalmente sia le copertine dei due singoli sia lo shooting dell’album (fatta eccezione per la cover del disco).

    Pete Jersey è un artista che parla alla sua generazione ma che, trattando tematiche universali, si rivolge a un pubblico ampio, anche anagraficamente più adulto e smaliziato. Punta a raccontare la fragilità dell’animo umano attraverso l’osservazione della realtà e spera di poter raggiungere una platea sempre più vasta, lavorando con costanza: senza fretta, ma senza sosta.

    Ad aprile 2026 pubblica il brano “Via”.

    “Come due acrobati” è il nuovo singolo di Pete Jersey disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 22 maggio 2026 per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

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  • “Ombra di seta” è l’album d’esordio di Joline Terranova

    Da venerdì 22 maggio 2026 sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale e in formato vinile a tiratura limitata “OMBRA DI SETA”, il primo disco di JOLINE TERRANOVA.

    “Ombra di seta” è un album che racconta un viaggio emotivo intenso e autentico attraverso undici tracce che descrivono esperienze personali, relazioni, fragilità e rinascita. Il progetto alterna sonorità intime e riflessive a momenti più energici, mantenendo sempre al centro la dimensione emotiva dell’artista.

    Le canzoni affrontano temi contemporanei come la distanza nelle relazioni digitali, la guerra, il bisogno di rallentare nella società attuale e il valore dei legami familiari, senza rinunciare a lasciare spazio all’amore e alla leggerezza. Il risultato è un racconto musicale coerente e moderno, capace di unire profondità e immediatezza. Ad arricchire il disco anche due remix firmati da Giuseppe Lo Iacono, che ampliano ulteriormente l’identità sonora del progetto. 

    Spiega l’artista a proposito del disco: “Questo album nasce da esperienze vere, da emozioni vissute in prima persona o raccolte da storie che mi hanno profondamente toccata. Ho voluto raccontare la realtà senza filtri, con tutte le sue contraddizioni: il dolore che resta, l’amore che salva, la distanza che unisce e separa.

    Ogni brano è una parte di me, ma anche uno specchio in cui chi ascolta può riconoscersi. Ho cercato un equilibrio tra fragilità e forza, tra riflessione e leggerezza, perché credo che la musica debba far sentire meno soli. Questo progetto è il mio modo di tendere la mano, di trasformare le emozioni in qualcosa di condiviso”. 

    “OMBRA DI SETA” TRACKLIST

    1. Ombra di seta
    2. Connessioni sospese
    3. Nel cuore è Natale
    4. Tutto può cambiare
    5. Specchi rotti
    6. Con relax
    7. I tuoi occhi sono stelle
    8. Come un fulmine
    9. Baila
    10. Con relax (DJ Giuseppe Lo Iacono Remix)
    11. Baila (DJ Giuseppe Lo Iacono Remix) 

     

    JOLINE TERRANOVA | BIOGRAFIA

    Maria Grazia Terranova, in arte Joline, deve la sua cultura pop agli ascolti che faceva fin da bambina. Quando è riuscita a creare la propria band, Joline ha ripescato la musica che l’ha formata, da Battisti a Lennon, senza disdegnare il beat dei complessi anni ’60/’70 non solo italiani, adeguandosi ai tempi con sonorità moderne e sposando anche le ballade acoustic version. Grazie a queste molteplici esperienze canore, oggi Joline spazia dal pop al rock, dal reggae al soul fino alla disco, quindi non resta altro che ascoltarla in uno dei suoi live, dove rende al massimo grazie alle sue naturali doti vocali. Dopo anni di ascolti e interpretazioni, Joline decide di comporre testi e musica, diventando anche cantautrice e trattando temi intimistici che fanno parte del suo vissuto e in primis delle sue emozioni, lasciando con umiltà a voi ogni giudizio. L’eccellente formazione musicale di Joline si deve ai suoi studi accademici e all’accesso all’Accademia “Area Sanremo”. Specializzata in musica impattante, annovera nel suo percorso artistico esperienze in studio che le hanno dato la possibilità di essere notata da importanti produttori, tra cui Piero Cassano dei Matia Bazar, e convocata nelle sedi di alcune importanti etichette discografiche italiane come Sony Music e Warner Music.

    Grazie al suo talento, Joline ha avuto l’occasione di fare provini per artisti italiani e direttori d’orchestra come Beppe Vessicchio, Fio Zanotti e Mauro Mengali (famoso cantante degli Oro), con cui ha collaborato insieme a Rory Di Benedetto (autore/compositore di artisti come Marco Mengoni, Lorenzo Fragola, Anna Tatangelo ecc. e recentemente giudice alle sfide di Amici di Maria De Filippi e auditore di X Factor) per la realizzazione di un brano inedito nell’anno 2013, classificatosi tra i 60 semifinalisti per Sanremo Giovani 2014. Joline ha partecipato a programmi televisivi importanti come The Voice of Italy su Rai Due nell’anno 2013 (con Riccardo Cocciante, Raffaella Carrà, Piero Pelù e Noemi) ed è stata finalista in coppia con Fausto Leali al programma I Raccomandati su Rai Uno, condotto da Pupo, nel 2011.

    Attualmente Joline continua la sua gavetta esibendosi in pubblico e rigorosamente live. È impegnata durante il 2025 in collaborazioni insieme a Fausto Leali per concerti in Sicilia. Da qualche anno è diventata autrice di testi e musica insieme ad Andrea Muratore e Francesco Muratore, anche arrangiatori e produttori esecutivi insieme alla stessa Joline dei singoli pubblicati e già presenti sulle principali piattaforme digitali (tra cui iTunes, YouTube, Instagram, Facebook, TikTok, Spotify ecc.).

    Attualmente è in studio per nuove composizioni ispirate ad accadimenti ed emozioni vissute in prima persona e non. Le sue nuove composizioni aprono le porte a suoni ricchi di contaminazioni, attingendo dalla musica pop, soul e R&B.

    “Ombra di seta” è l’album d’esordio di Joline Terranova disponibile in digitale e in formato vinile a tiratura limitata da venerdì 22 maggio.

     

     

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  • “E poi arrivi tu” è il nuovo singolo di Veneficus

    Dal 22 Maggio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming “E poi arrivi tu”, il nuovo singolo di Veneficus (Up Music / Il Branco Publishing SRL). 

    “E poi arrivi tu” affronta una tematica attuale e diffusa, soprattutto tra i più giovani: l’insicurezza personale, che spesso può trasformarsi in un profondo senso di smarrimento e depressione. Il brano racconta un periodo buio, in cui il protagonista si sente perso, senza obiettivi né sogni, convinto di aver toccato il fondo.

    La svolta arriva inaspettata: l’incontro con qualcosa — o qualcuno — capace di riportare luce, forza e consapevolezza. È l’inizio di una risalita, un ritorno alla vita e alla capacità di riscoprire la bellezza nelle cose semplici. Un messaggio universale di rinascita e speranza, che invita a non arrendersi anche nei momenti più difficili.

    Il brano si distingue per un sound in stile reggae che alleggerisce il peso del racconto, creando un contrasto efficace tra contenuto e atmosfera musicale. Un equilibrio che rende il messaggio ancora più diretto e accessibile.

    Nel videoclip viene rappresentato il percorso emotivo del protagonista, attraverso immagini che alternano momenti di solitudine e fragilità a scene di rinascita e apertura. La narrazione visiva accompagna il significato del brano, enfatizzando il passaggio dal buio alla luce e rafforzando il messaggio di cambiamento e speranza.

    Guarda qui il videoclip

    https://www.youtube.com/watch?v=JzwBPH9rD00

    Biografia

    Alessandro La Rosa, in arte Veneficus, classe 1982, nasce e cresce a Piazza Armerina, in Sicilia. Proveniente da un contesto semplice, affianca alla sua attività lavorativa come cuoco una forte passione per la musica, presente fin dall’infanzia. Negli ultimi anni intraprende un percorso più strutturato, entrando nel mondo musicale in maniera professionale e lavorando sulla propria identità artistica. Seguito dalla vocal coach Vanessa Grey, sviluppa le sue capacità vocali e interpretative, ampliando il proprio approccio musicale. Ascolta e sperimenta diversi generi, con l’obiettivo di creare brani accessibili a tutti. Nei suoi testi racconta realtà quotidiane e vissuti personali, cercando di trasmettere messaggi importanti con un approccio diretto ma accompagnato da sonorità spesso leggere e coinvolgenti. Il suo percorso artistico si sviluppa grazie anche al supporto dello staff di Up Music Studio. “E poi arrivi tu” rappresenta un nuovo passo nel suo percorso, confermando la volontà di trasformare esperienze comuni in messaggi positivi e universali.

    “E poi arrivi tu” è il nuovo singolo di Veneficus disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 22 maggio 2026.

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  • Non solo una storia finita: i Bar33 raccontano una generazione cresciuta tra aspettative, AI e paura di fallire

    «Quanto è difficile vivere
    senza avere mai sognato.
    »

    A vent’anni si dovrebbe ancora poter immaginare tutto. Anche quando l’alba si fa strada tra i tetti di Roma dopo una notte passata a fare i conti con una relazione finita male, con il dubbio di non essere stati capiti, con la paura di avere dato troppo peso a qualcosa che per l’altro era soltanto un passatempo. Ed è proprio “Passatempo” il titolo del singolo di debutto dei Bar33, disponibile da venerdì 22 maggio su tutte le piattaforme digitali.

    Il brano nasce dall’esigenza di raccontare un rapporto vissuto in modo opposto dai due protagonisti — da una parte con leggerezza, dall’altra con un coinvolgimento difficile da accantonare — portando in forma canzone un punto di osservazione più ampio, un quesito che si pongono molti ragazzi cresciuti in un presente veloce, competitivo, automatizzato, nel quale diventa sempre più complesso pensare al futuro senza sentirsi in ritardo, sostituibili o fuori postoche spazio resta per i sogni quando tutto sembra chiedere rendimento, efficienza e adattamento continuo?

    Un sentimento vissuto su frequenze asincrone, dove i bisogni non riescono mai a trovare un baricentro comune: rifugio da un lato, poco più di una parentesi dall’altro. Da questo squilibrio emergono senso di colpa, incomprensioni e incapacità di leggersi davvero.

    Il testo mette in discussione una società in cui il progresso tecnologico e lo sviluppo delle intelligenze artificiali sembrano aver ridotto al minimo il campo dell’immaginazione, della creatività e della capacità di sognare. Perché «ora che l’intelligenza è diventata artificiale», il rischio non è soltanto delegare alle macchine una parte del pensiero, ma abituarsi a desiderare meno, a considerare ingenuo tutto ciò che non produce immediatamente un risultato, a vivere anche i sogni come qualcosa da giustificare.

    La fine di una storia d’amore diventa così la perfetta metafora di un’alienazione sociale più vasta, dove perfino i legami affettivi vengono consumati con la logica predatoria dell’usa e getta. Se la tecnologia promette di colmare ogni vuoto, la realtà descritta dai Bar33 è la radiografia di una generazione iperconnessa ma profondamente isolata, costretta a negoziare i propri sentimenti con lo spettro della performance a tutti i costi. I quattro musicisti scelgono però di non assecondare il cinismo imperante, preferendo vivere ogni sfumatura di quel dolore senza l’anestesia digitale dei social, senza quel filtro immediato che impone di mostrarsi sempre risolti, vincenti e distaccati. Accettandolo, lo traducono nell’onesta di un suono analogico, di un confronto diretto che nasce tra le pareti di una sala prove.

    “Passatempo”, prodotto da Daniele Tiddia, prende quindi le distanze dal semplice sfogo per un addio consumato troppo in fretta, assumendo le sembianze di un rifiuto deciso alla standardizzazione dei sentimenti e, al contempo, di un invito a rallentare per ritrovare lo spazio sacro dell’imprevisto e del sogno.

    I Bar33 nascono dall’incontro tra Matteo Barachini, Angelica Bocchino Cossar, Alessia Pignataro e Pietro Caniato tra i banchi di una scuola di musica. Da quel momento decidono di proseguire insieme, iniziando a lavorare su brani originali capaci di raccontare il passaggio fragile e spesso confuso tra adolescenza e vita adulta.

    All’interno del gruppo, Matteo Barachini firma testi e musiche ed è voce e pianoforte del progetto, affiancato da Alessia Pignataro al basso e Pietro Caniato alla batteria e alle percussioni. Angelica Bocchino Cossar, che in questo primo capitolo si è dedicata esclusivamente alla chitarra, sarà anche voce nei prossimi brani in uscita. Per “Passatempo”, la voce femminile è quella di Lavinia La Rosa, artista legata alla prima fase del progetto e al singolo d’esordio.

    Con questa debut release, i Bar33 aprono il loro percorso senza la pretesa di imporre verità o risposte pronte. C’è solo la fotografia nitida di una generazione che, per non farsi anestetizzare da un mondo che pretende la perfezione a tutti i costi, sceglie di difendere l’unica cosa che le appartiene davvero: il diritto di sognare ancora, anche a costo di sbagliare strada.

  • “Nonostante tutto e tutti” è il nuovo singolo di Massimo De Simone

    Dal 22 maggio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Nonostante tutto e tutti”, il nuovo singolo di Massimo De Simone, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 15 maggio.

     

    “Nonostante tutto e tutti” è un inno alla rinascita che racconta il confine tra smarrimento e ritrovamento. Il brano descrive il risveglio dell’anima dopo un lungo isolamento, celebrando la scoperta dell’Altro non come fuga, ma come atto di coraggio. Perdersi negli occhi di chi si ama diventa l’unico modo per ritrovarsi davvero, accettando che il tempo possa graffiare la forma esteriore senza però intaccare l’essenza.

    La genesi del pezzo è profondamente biografica: nasce dal contrasto tra la forza del primo amore e il baratro di perdite fisiche ed economiche. Quando il protagonista sembra soccombere al dolore e all’abbandono, è proprio il legame con l’amata — basato sulla sostanza e non sull’apparenza — a fornirgli la linfa per riemergere.

    Il sound rispecchia questo percorso di resilienza attraverso un pop-rock d’autore raffinato. La produzione, curata e cinematografica, evolve da atmosfere intime e acustiche verso esplosioni sonore liberatorie. La voce di De Simone guida l’ascoltatore in un’esperienza spirituale dove l’amore è la forza per continuare a camminare, nonostante le ferite del mondo.

     

     

    Commenta l’artista sul nuovo brano: “Questo brano non è solo un mio singolo isolato, ma rappresenta un vero e proprio ‘manifesto programmatico’ del mio percorso artistico. Ho sempre cercato l’esplorazione tra microcosmo (l’uomo, i sentimenti) e macrocosmo (la scienza, l’universo), e le relative connessioni. Se alcuni miei brani si concentravano su analisi sociologiche e filosofiche (come Web e solitudine, Nel tutto, Sogni e Voglie) o sui sentimenti umani e la fantasia (ad esempio La canzone dei pianeti), Nonostante tutto e tutti funge da ponte emotivo tra gli aspetti apparentemente dicotomici della filosofia e quelli dei sentimenti. Il brano sposta il focus sulla resilienza dell’individuo. Per me l’essere umano non è solo un poeta osservatore delle stelle, nato per volare con la fantasia, come L’albatro di Charles Baudelaire, ma una creatura legata al peso della terra, che deve lottare per “ritornare a vivere”. La mia musica è sempre un’alchimia. Questo ultimo mio brano si inserisce perfettamente nel filone della “speranza” che attraversa tutte le mie canzoni: in Il Soave Assolo, la speranza è la risposta alla guerra; in Natale è qua, è la risposta all’odio; in Nonostante tutto e tutti, la speranza è la risposta allo smarrimento personale. Molti miei brani hanno titoli legati alla fisica (ad esempio Antimateria, Linea di Kármán). In Nonostante tutto e tutti, pur non essendoci termini tecnici espliciti, ho utilizzato lo stesso approccio: analizzare la forza motrice dell’uomo come se fosse una legge fisica. Il “senso di questa forza mia” che ripeto nel testo è la versione poetica di quell’energia che cerco di descrivere in chiave scientifica negli altri miei lavori. Nonostante tutto e tutti è la chiave di lettura emotiva di tutto il mio lavoro. È il brano che spiega “perché” scrivo: per celebrare la vita e la capacità umana di rigenerarsi, sia che parli di una storia d’amore, sia che parli della rotazione dei pianeti.”

    Il videoclip di “Nonostante tutto e tutti”, diretto e prodotto dallo stesso Massimo De Simone, realizzato dalla videomaker Emanuela Laurenti, si configura come un’opera visiva basata su ricercati contrasti cromatici e simbolici che riflettono fedelmente il tema della rinascita descritto nel brano.

    L’elemento centrale di questo racconto è l’acqua, che funge da fulcro simbolico per l’intero video. Il costante passaggio tra l’immersione subacquea e la riemersione richiama un rito di purificazione e una ricerca profonda nelle profondità del sé. Questa dinamica è rafforzata dalle potenti inquadrature aeree delle onde che si infrangono, immagini che sottolineano l’energia incessante di una vita che prosegue impetuosa contro ogni avversità. La spiaggia emerge così come un luogo di apertura e contatto primordiale, dove il dettaglio dei piedi sulla sabbia lambiti dal mare suggerisce un ritorno alle radici dell’esistenza.

    Verso il cuore del filmato, il montaggio introduce frammenti di quotidianità urbana, come passanti al tramonto o persone in bicicletta, che sottraggono il messaggio alla pura astrazione. In questo modo, la voglia di vivere si manifesta nel suo stadio più autentico: la normalità ritrovata tra la gente. L’intera struttura visiva asseconda il crescendo emotivo della musica, passando da inquadrature inizialmente statiche e raccolte a una dinamicità sempre più accesa in coincidenza con il ritornello. L’uso del drone amplia infine l’orizzonte verso l’infinito marino, traducendo visivamente la conquista di una nuova libertà.

    Guarda il videoclip: https://youtu.be/Hr3miUHYb7A?si=r9SUz6mmEIpJDlWl

     

    Biografia

    Massimo De Simone è un poliedrico cantautore romano la cui identità artistica si muove con naturalezza tra le sfumature del pop-rock, del musical e della musica per immagini. Il suo legame con l’universo sonoro ha radici profonde e precoci: lo studio del pianoforte, iniziato a soli sei anni, ha trasformato lo strumento nel compagno inseparabile di un’intera vita, diventando il fulcro della sua intera produzione. Definito un songwriter dal talento cristallino, De Simone si distingue per la capacità di intrecciare suoni e parole in un gioco creativo originale, frutto di una costante voglia di esplorare mondi diversi. La sua arte vive di connessioni sottili tra musica e poesia per narrare l’emozione, tra scienza e fantasia per espandere i confini dell’immaginazione, e tra il quotidiano e il trascendente per elevare il vissuto a forma d’arte.

    Questa ricerca di “alchimie musicali” uniche invita l’ascoltatore a immergersi in paesaggi sonori densi di significato, dove la tecnica compositiva si fonde con una rara sensibilità emotiva. La visione di Massimo abbraccia lo spettacolo a 360 gradi, superando i confini della forma-canzone. Come autore e produttore di musical, riesce a far convergere il linguaggio della musica con la potenza della messinscena, dando vita a esperienze teatrali immersive. Radicato nel panorama culturale di Roma e provincia, collabora attivamente con diversi studi di registrazione, influenzando la scena locale con una versatilità che nasce da una gavetta autentica. Dalle esperienze nel pianobar e nell’animazione fino ai palchi dei grandi teatri del Centro Italia, ogni sua performance rappresenta un’occasione di incontro diretto e sincero con il pubblico.

    La sua determinazione lo ha portato a distinguersi in numerosi concorsi musicali nazionali, raggiungendo regolarmente le fasi finali e ottenendo riconoscimenti che fungono da trampolino di lancio per una ricerca stilistica senza sosta. La cifra di De Simone è caratterizzata da un approccio solare e raffinato, dove la musica cerca costantemente una connessione con la realtà sociale o spirituale. Un esempio significativo è il brano Il Soave Assolo del 2022, nato dalla complessa necessità di spiegare la guerra a un bambino, contrapponendo l’orrore del conflitto alla purezza del canto dei più piccoli. Le sue influenze spaziano dal rock classico alla grande melodia italiana, con una particolare attenzione alla composizione per il teatro musicale e il cinema.

    Nella sua carriera di autore teatrale spiccano opere di ampio respiro come il musical a sfondo religioso Sui passi suoi, dove emerge l’abilità nel legare narrazione e spiritualità, e Uomo senz’anima, ispirato al Frankenstein di Mary Shelley, che ha consolidato la sua fama come produttore e arrangiatore. Parallelamente all’attività live, che vanta oltre vent’anni di esperienza, la sua produzione discografica recente si è rivelata particolarmente prolifica. Dopo il successo di Laila nel 2021, Massimo ha esplorato diverse sfumature dell’animo umano con brani come Natale è qua, una celebrazione dell’amore universale, e Sogni e voglie, che indaga il bisogno di connessione umana.

    Un tratto distintivo e unico della sua poetica è l’interesse per i temi scientifici e astrofisici, trasformati in musica attraverso brani suggestivi come Antimateria, Danza Aliena, Stringhe di energia e La canzone dei pianeti. Questa fascinazione per l’infinito prosegue in composizioni come Quasar viola, Linea di Kármán e Valzer onirico, dove il rigore della fisica si fonde con la libertà della fantasia. Massimo De Simone continua oggi a essere una voce indipendente e autorevole, capace di mantenere una propria identità distinta grazie a un’originale sintesi tra rigore compositivo e slancio onirico, scrivendo la propria storia attraverso melodie capaci di restare nel tempo.

    “Nonostante tutto e tutti” è il nuovo singolo di Massimo De Simone disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 15 maggio 2026 e in rotazione radiofonica dal 22 maggio. 

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  • ALEX DONOVAN – “LE TUE STELLE” Il singolo e videoclip d’esordio dal 15 maggio in radio e su tutte le piattaforme digitali

    Il 15 maggio Alex Donovan pubblica “Le tue stelle”, il suo primo singolo prodotto e distribuito da Atlantis Music. Per l’artista marchigiano è un debutto discografico che arriva al termine di un percorso costruito tra produzione cinematografica, regia teatrale e studio del canto lirico, e che ora trova nel formato canzone una direzione propria. A firmare il brano — testo, musica e arrangiamenti — è il compositore Raffaele Petrucci, già autore di colonne sonore premiate in festival internazionali come Fimucité. La pubblicazione è accompagnata da un videoclip diretto da Alice Pievaroli.

    Il brano scritto, composto e arrangiato da Raffaele Petrucci si muove sul filo della memoria: il riflesso delle luci sull’acqua, una canzone alla radio — “At last” — e l’eco di una relazione che continua a tornare. Tra le notti d’estate al mare e i luoghi condivisi, la donna evocata nel testo — “la mia Audrey, la mia poesia” — diventa la coordinata emotiva di un dialogo che il protagonista intrattiene con un’assenza. Lui resta ancorato al ricordo, mentre lei, trasformata dal tempo, si allontana.

    Diretto da Alice Pievaroli e prodotto dalla Guasco S.R.L., il videoclip è girato nelle Marche e interpretato dallo stesso Alex Donovan con Emma Barca. In un paesaggio sospeso tra sogno e realtà, la figura femminile si trasforma in un cigno, attraverso movimenti lenti e quasi rituali, mentre la voce narrante maschile attraversa lo spazio della memoria. Il cigno diventa il simbolo di una distanza definitiva e di una bellezza che sopravvive nel ricordo, lasciando lo spettatore sospeso tra perdita e contemplazione.

  • Ansia, FOMO e iperconnessione: Luka Flame e Camille Cabaltera raccontano il fiato corto della Gen Z

    Prima ancora di diventare pensiero, l’ansia passa dal corpo. Sale nel petto, altera il respiro, si confonde con la fretta, con le notifiche, con il bisogno di restare reperibili, con quella sensazione sempre più diffusa di dover correre anche quando non si sa più esattamente verso cosa. In questa pressione ormai strutturale, che riguarda da vicino la Gen Z ma non si esaurisce in una questione generazionale, nasce “Ansia”, il nuovo singolo di Luka Flame feat. Camille Cabaltera, disponibile su tutte le piattaforme digitali per Orangle Records e Star-m srl.

    Il brano, scritto a quattro mani dai due artisti in collaborazione con Mitch DJ, che ne firma anche la produzione, non racconta l’ansia come un argomento semplificato da mettere in musica, ma come una presenza costante che entra prepotentemente nel corpo e nelle giornate, invadendo il sonno, attraversando la pelle, insinuandosi nella frenesia del quotidiano e arrivando fino a quel «non mi staccare il wi-fi» che, più che parlare di tecnologia o digitalizzazione delle relazioni, descrive una forma ormai  interiorizzata di FOMO e della paura di restare senza contatto, senza risposta, senza un appiglio immediato. Il wi-fi diventa così il segnale da non perdere, il filo che tiene agganciati al mondo, agli altri, alla possibilità di non sentirsi tagliati fuori. Perché anche se la disconnessione dovrebbe coincidere con il riposo, sempre più spesso assume le sembianze di una nuova forma di inquietudine.

    A dare equilibrio al racconto sono due voci che non si sovrappongono. Da una parte Luka Flame, autore e artista della nuova scena pop contemporanea, con una scrittura diretta e vicina al linguaggio di una generazione che ha imparato a convivere con notifiche, connessione, velocità e timore di rimanere esclusa dal flusso. Dall’altra Camille Cabaltera, cantante, cantautrice e polistrumentista italo-filippina, una voce che ha già attraversato televisione e cinema d’animazione internazionale: dal percorso a X Factor 11 al legame con l’universo Disney, per cui nel 2021 ha interpretato “Scegli”, versione italiana di “Lead the Way”, brano dei titoli di coda di “Raya e l’Ultimo Drago”, prestando inoltre la propria voce per un cameo nella versione italiana del film.

    In “Ansia”, il loro incontro evita la logica del featuring come semplice aggiunta vocale, funzionando proprio perché nato da una direzione condivisa e non dall’esigenza di aggiungere un nome alla traccia. Il risultato è un dialogo tra due mondi: quello di un pop che sottolinea la costante pressione del presente e quello di una vocalità che arriva da un percorso diverso, più legato alla grande interpretazione e alla capacità di dare ampiezza melodica senza togliere centralità alla narrazione. Due registri diversi, ma perfettamente compatibili, che si intrecciano in un singolo capace di parlare di ansia senza farne una frase da social.

    Perché il brano, alla fine, non cerca la frase giusta per descrivere uno stato d’animo: prova a capire cosa succede quando quello stato d’animo entra davvero in una canzone. «Vedo cosa la mia musica potrebbe fare» diventa allora uno dei versi più importanti, non perché prometta una risposta, ma perché mostra una via diversa, quella in cui si smette di subire soltanto quella presenza e si prova a lavorarci sopra. L’ansia resta lì, non viene resa più gentile e non sparisce, ma passa dal corpo alla voce, dalla pressione al ritmo, da qualcosa che stringe a qualcosa che può essere cantato.

    Con “Ansia”, accompagnato dal videoclip ufficiale diretto da Davide Enrico Agost, Luka Flame e Camille Cabaltera firmano un singolo che prende una parola ormai entrata nel linguaggio comune e prova a delinearne i tratti. Non ansia come etichetta, non come tema immediatamente spendibile, ma come esperienza fisica, ricorrente, difficile da spegnere. Il brano la segue nel petto, nel sonno, nella corsa delle giornate, nel bisogno di restare connessi e in quella paura silenziosa che il segnale cada proprio quando si ha più bisogno di una risposta.

    E proprio lì, tra il petto che accelera e il segnale da non staccare, i due artisti lasciano aperta una domanda che va oltre la canzone: quanto possiamo continuare a correre, restare connessi, essere sempre raggiungibili, prima di accorgerci che non è il segnale a mancare, ma il tempo per ascoltarci?


  • “Sbuccio la frutta” è il nuovo singolo di Oltremanu

    Dal 22 maggio 2026 sarà disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali “Sbuccio la frutta”, il nuovo singolo di Oltremanu (Up Music/Il Branco Publishing).

    “Sbuccio la frutta” descrive il bagaglio emotivo provato nell’istante di una prima infatuazione verso un’altra persona, o il momento di una storia amorosa ancora in fase embrionale; racconta pensieri e atteggiamenti provati e fatti da un individuo alle prese con una prima cotta, compresi gesti semplici come sbucciare la frutta, una mossa solitamente destinata ad una persona alla quale riserviamo il nostro affetto. Una canzone dal sapore antico, con sonorità richiamanti gli anni 80, dove i piccoli gesti avevano ancora un’importanza primaria.

    Commenta l’artista a proposito della canzone: “Ho provato a pensare ad un gesto genuino, nel quale potrebbero riconoscersi più persone, legato all’affetto verso un’altra persona e allo stesso tempo che riporta alla vita semplice, calma, nella quale custodisco i miei ricordi più belli”. 

    Biografia

    Emanuele Tassinari, in arte Oltremanu, nasce a Cento (Fe) il 25/01/1995. Dimostra una passione per la musica fin da bambino, cominciando a suonare la chitarra a 8 anni e a cantare in una band già dai 15. Scrive il suo primo brano a 16 anni, dedicato al primo amore, per poi riprendere l’arte della scrittura più avanti, pubblicando il suo primo singolo “Ti riconosco” nel 2018. Nel 2022 supera un’audizione per Bor Production, produzione di spettacolo londinese, che gli consente di firmare il suo primo contratto professionale come Production Singer ed entrare nel mondo dello spettacolo internazionale. Negli ultimi anni gira l’Italia con alcune cover band, in collaborazione con Fabio Supernova. Le produzioni sono state fatte con il contributo di Valerio Fuiano e Fabio Ferraboschi. Oltremanu attinge ispirazione e sonorità dalla musica soul e blues, dalle colonne portanti come Stevie Wonder, ai riferimenti moderni come Bruno Mars; non si può non citare il genere da lui prediletto, il country, da cui inevitabilmente trae illuminazioni melodiche; ripone la sua stima in artisti come Alan Jackson e Dolly Parton, o i più moderni Chris Stapleton e Sabrina Carpenter. I lavori a cui tiene di più sono sicuramente l’album “Fatto in casa da Oltremanu”, un album volutamente economico, che risalta la sua natura più vera da cantautore, “Sogni d’asporto” e “Supereroi nei fumetti”. Per ora ha sempre fatto quasi tutto in autonomia, indice di una passione innata verso questo settore e di un attaccamento ai propri lavori quasi viscerale; lo scopo primario è sempre quello di rivolgersi al proprio pubblico, per lo più compreso nella fascia d’età dai 20 ai 35 anni, con una sincerità spiazzante, a volte quasi esente dai canoni che vengono imposti dalle case discografiche e dal mercato, sottolineando i problemi e le virtù, appartenenti principalmente alla sua generazione, quella dei Millennials. Il suo sogno, con la speranza che si tramuti in una reale professione nei prossimi 3 anni, sarà quello di raccontare il mondo attraverso gli occhi di un artista, essendo certo che le emozioni provate dalle persone, abbiano un filo conduttore nella storia di tutta la società.

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  • “Specchi Rotti” è il nuovo singolo degli ALAN

    Da venerdì 22 maggio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “SPECCHI ROTTI” il nuovo singolo degli ALAN.

    “Specchi Rotti” è un brano electro rock che affronta con lucidità il divario sempre più profondo tra identità reale e rappresentazione digitale. In un mondo fatto di vetrine illuminate, filtri e immagini costruite, il pezzo racconta la distanza tra ciò che scegliamo di mostrare e ciò che siamo davvero. I social diventano così uno specchio deformante, capace di restituire immagini idealizzate e spesso irraggiungibili, dove la perfezione sembra contare più della verità. Ma è proprio quando quello specchio si incrina che emerge il senso più autentico del brano.

    Il ritornello mette al centro il bisogno di autenticità: un rifiuto dell’apparenza e un ritorno all’essenza. Le ferite nascoste, proprio come le crepe nei vetri, diventano segni distintivi, elementi che definiscono e raccontano chi siamo. 

    Spiega la band a proposito del brano: “Quando scriviamo musica come questa, non partiamo da un’idea astratta, ma da una consapevolezza precisa: abbiamo superato i quarant’anni e abbiamo visto il mondo cambiare davvero. Sappiamo cosa c’era prima. Abbiamo vissuto un tempo in cui l’identità non passava da uno schermo, in cui l’approvazione non si misurava in numeri e in cui mostrarsi non era un atto costruito ma una conseguenza naturale dell’essere. Per questo oggi percepiamo con chiarezza lo scarto tra realtà e rappresentazione, tra ciò che siamo e ciò che scegliamo di mostrare. Non è un rifiuto del presente, anzi. Accogliamo questa rivoluzione digitale con curiosità ed entusiasmo perché ha aperto possibilità enormi, ha dato voce a chi non ne aveva, ha creato connessioni impensabili fino a pochi anni fa. Allo stesso tempo però, non possiamo ignorare il prezzo che spesso viene richiesto. Un prezzo sottile, quasi invisibile.

    Ci accorgiamo di quanto sia facile barattare la propria originalità per una luce effimera, per un riflesso che dura il tempo di uno sguardo. E forse è proprio questo che ci spaventa: non la tecnologia in sé, ma la tentazione di adattarsi a un’immagine che non ci appartiene. Il nostro pensiero va soprattutto a chi in questo mondo ci è nato, a chi non ha un “prima” con cui confrontarsi. A chi non ha memoria di un tempo senza filtri, senza vetrine digitali, senza questa costante esposizione. Per loro, distinguere tra reale e costruito può essere molto più difficile. Noi quella differenza la vediamo. Alla fine, Noi sappiamo che quello che resta non è l’immagine. È l’identità”. 

    Il videoclip di “Specchi Rotti”, realizzato interamente con l’intelligenza artificiale, traduce in immagini i temi centrali del brano attraverso una narrazione distopica e frammentata. Al centro del video compaiono quattro figure umane immerse in una realtà alterata, dove il confine tra percezione e verità sembra dissolversi.

    L’immaginario richiama le atmosfere di “Inception” di Christopher Nolan tra continui slittamenti di prospettiva, realtà instabili e identità che si sdoppiano. I protagonisti si muovono in ambienti artificiali e apparentemente perfetti, ma privi di autenticità. È proprio nel momento in cui questo equilibrio si incrina che emerge il significato più profondo del videoclip: il ritorno ad una dimensione più reale e umana, lontana dalle costruzioni digitali e dalle apparenze.


     

    ALAN | BIOGRAFIA

    Gli ALAN sono una band electro rock italiana attiva da oltre 20 anni nella scena underground, con un sound ispirato agli anni ’90 e un’identità artistica fortemente legata a temi sociali e contemporanei.

    Nati da sessioni creative online, il progetto unisce l’esperienza di Alex Malaguti (voce), Andrea Chirico (chitarra, arrangiamenti e produzione), Marco Mancin (batteria) e Giuseppe Dalano (basso), con l’obiettivo di trasformare in musica riflessioni su politica, relazioni e società.

    Il debutto arriva nel 2021 con “Tempi bui”, che raggiunge la #30 nella classifica indipendenti italiani.

    Nel 2023 la band consolida la propria presenza con una serie di release, tra cui l’EP “Nero” e il singolo “Andiamo al Mare”, che ottiene visibilità su testate come Sky TG24, Rockit e AllMusic Italia.

    Con “Dormici Su Stasera” (2023) arrivano collaborazioni editoriali con portali come Il Sole 24 Ore e Libero.

    Nel 2024 pubblicano “Hawaii”, singolo estivo dal tono nostalgico che supera i 70.000 ascolti su Spotify e le 150.000 visualizzazioni su YouTube, confermando il crescente interesse del pubblico per un progetto totalmente autoprodotto.

    Gli ALAN propongono un’electro rock diretto e incisivo: per loro fare musica significa prendere posizione, raccontare la realtà senza filtri e stimolare un ascolto consapevole.

    “Specchi Rotti” è il nuovo singolo degli ALAN disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 22 maggio 2026.

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