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  • Tramo torna con “Piombo” e rimette il proprio nome dentro la contesa del rap

    Dopo tre anni di fermo successivi alla pubblicazione di “Sto facendo la hit”, brano che aveva segnato una deviazione netta, estiva e volutamente spiazzante rispetto al suo percorso precedente, il rapper milanese Tramo torna con “Piombo”, una traccia che riporta il discorso su coordinate più dure, frontali e dichiaratamente conflittuali.

    Prodotto da Garelli, “Piombo” è un rientro in pieno stile, ma soprattutto è un pezzo che usa il linguaggio del dissing e della sfida per parlare di credibilità nel rap. Dentro il brano c’è la voglia di rivalsa maturata in questi anni, c’è la decisione di chiudere con ogni tono interlocutorio, e c’è una critica diretta alla scena rap italiana attuale, letta come un sistema spesso più attento alla superficie, alla replica continua di codici già consumati e all’esibizione che alla scrittura, all’incisività delle barre, al valore reale di ciò che viene detto.

    Non è un caso che “Piombo” arrivi dopo un’interruzione lunga. Quel vuoto, anziché essere aggirato, viene assunto fino in fondo e trasformato nel punto da cui ripartire. Tramo lo usa come innesco, un punto di rilancio per rimettere a fuoco il proprio posto nel rap-game con un messaggio chiarissimo: il tempo del gioco è finito. Adesso si fa sul serio.

    La canzone procede come un corpo a corpo, marcando un confine, respingendo l’omologazione e riaffermando una presenza che non intende confondersi con il resto. Il lessico è esplicito, il tono è agonistico, l’impianto lirico unisce punchline, attitudine battagliera e una precisa volontà di demarcazione. “Piombo” è un banger perentorio, compatto, e da tale non chiede né attende legittimazione, ma la conquista sul campo. E nel farlo riattiva uno dei nuclei originari del rap: il conflitto come strumento di riconoscimento, la parola come terreno in cui si misura la differenza tra chi occupa una scena e chi riesce a sostenerne davvero il livello.

    A rendere il pezzo incisivo non è soltanto la sfrontatezza del dettato, ma il fatto che questa spinta, questa insolenza, non suoni gratuita e trovi ragione nella traiettoria stessa del testo. In “Piombo” l’attacco alla scena non viene impiegato come semplice provocazione e non si riduce a una polemica: è la forma scelta per rivendicare una collocazione precisa dopo anni di stop, cambi di traiettoria e frizioni con il sistema. “Piombo” riporta Tramo dentro il rap-game con una collocazione chiara: meno compiacente, meno accomodante, più identitaria.

    Il percorso dell’artista, del resto, aveva già mostrato una vocazione a non restare dentro un solo recinto. L’esordio discografico “Fai il bravo”, al fianco di Pepito Rella, insisteva su barre graffianti, attitudine Old School e intuizione sperimentale; “Solo Quando Fumo” spostava l’asse su un impatto più immediato e su una scrittura capace di unire autoaffermazione e incastro tecnico. “Piombo” compie un passo ulteriore, togliendo gli elementi laterali, asciugando il quadro e portando tutto sul terreno del tecnicismo e del dissing.

    Anche per questo il singolo ha un valore che supera il discorso del come back, perché segna un ritorno da indipendente che non viene raccontato come semplice ripartenza, ma come riaffermazione del proprio profilo artistico e riapertura del discorso su basi molto più definite. E in una contemporaneità in cui spesso il rap italiano oscilla tra caricatura del personaggio, cifra derivativa e ricerca del pezzo immediatamente spendibile, “Piombo” sceglie la via della risposta, dell’affondo e lo fa senza dimenticare tecnica e radici.

    Il videoclip ufficiale che accompagna la traccia, girato da Brace BelTempo di WARP-VIDEO, guida visivamente questo nuovo capitolo, rafforzando la natura di un brano che sceglie il conflitto come forma di riaffermazione.

    «Con “Piombo” ho voluto rimettere le cose in chiaro – dichiara -. Arrivo da tre anni di fermo, da un periodo in cui ho osservato molto e parlato poco. Questo brano nasce dalla rivalsa, ma anche dalla necessità di tornare a dire la mia nel modo che mi appartiene davvero. Ho smesso di giocare: adesso si fa sul serio.»

    Con “Piombo”, Tramo non torna semplicemente a pubblicare: torna a misurarsi, a esporsi e a rimettere il proprio nome dentro una contesa che riguarda linguaggio, valore e credibilità.

  • L’universo letterario di Annamaria Farricelli approda in Sicilia

    Pluripremiata a livello nazionale ed internazionale, Annamaria Farricelli è riconosciuta per il suo contributo alla letteratura e alla poesia. La sua opera è caratterizzata da un profondo esame dell’anima e delle emozioni della Donna, spesso affrontando temi di rinascita e di speranza attraverso un linguaggio semplice, ma mai banale. Le sue “creature” sono accolte in sillogi, antologie, racconti, romanzi, e parlano di mondi ed universi femminili (tra i suoi ultimi due riconoscimenti ricevuti, a Gennaio scorso il Premio “Storie di Donne” ed il “Maria Callas Tribute Prize NY” in occasione dell’ultima Giornata internazionale della Donna). La nota Autrice arriverà a Vittoria (Ragusa)  il 5 Giugno 2026 presso la Sala delle Capriate Gianni Molè, alle ore 18.00.

    Annamaria Farricelli presenterà in una veste rinnovata per Amazon il racconto che le assomiglia di più, “L’Eco del Silenzio”, e accennerà alla sua ultima silloge “ABYSSUM”, edizioni Il Cuscino di Stelle. In carriera la Farricelli ha trasformato con la scrittura la fragilità psichica in potenza letteraria, restituendo voce a chi è nel silenzio e incarnando lo spirito di resilienza e audacia che ha reso Maria Callas un’icona immortale di New York.

    A sostenere fortemente l’incontro siciliano sono stati Giancarlo Francione e la giornalista Concita Occhipinti, coadiuvati da un insieme di prestigiosi Club ed Associazioni: Kiwanis Club Vittoria – Presidente D.ssa  Maria Scicli; Associazione Antea, Vittoria – Presidente Dr. Piero La Terra; Associazione Il Filo di Seta, Vittoria – Presidente Ins. Rosa Perupato; FIDAPA, Vittoria – Presidente D.ssa Giovanna Zagra; Convegno Maria Cristina di Savoia, Vittoria – Presidente Sig.ra Gianna Picci; Circolo Laudato Sì, Vittoria – Presidente sig. Umberto Virgadavola; Italia Nostra, Vittoria – Prof.ssa Maria Arangio; Città di Vittoria, Prof. Arturo Barbante – Ass.re ai Beni e Attività Culturali, e il blog cittadino Vittoria Daily.net .

    I saluti istituzionali saranno affidati al Prof. Arturo Barbante, e modererà l’incontro la giornalista Lisa Bernardini.

    Ingresso è gratuito.

    Per saperne di più

    “L’Eco del Silenzio”

    È il romanzo biografico che racconta la sua vita. Incontrare la scrittura di Annamaria Farricelli significa attraversare un confine sottile tra dolore e rinascita. L’eco del Silenzio  ci parla di una ferita profonda, vissuta fin dall’infanzia, che non è stata negata né nascosta, ma trasformata in parola, in voce, in possibilità. Ed è proprio in questa trasformazione il messaggio chiave: Annamaria porta con sé valori di dignità, ascolto, futuro  e  li consegna al mondo con forza, delicatezza e consapevolezza. Far conoscere al lettore la sua storia umana e letteraria significa aver creato uno spazio di attenzione condiviso, in cui la scrittura non è solo testimonianza, ma anche salvezza, dimostrando che, anche nei luoghi più bui dell’esperienza umana, può nascere una luce capace di orientare altre donne, altre vite. Annamaria Farricelli ha avuto il coraggio di rompere il silenzio, e di affermare la potenza della cultura come strumento di emancipazione. Dobbiamo tutti insieme, come lei,  lottare contro ogni forma di violenza di genere, con una determinazione che non deve arretrare.

    Ulteriori info su Annamaria Farricelli si possono trovare al sito ufficiale www.annamariafarricelli.com

  • “Solo amore” è il nuovo singolo dei CTRL+Z

    Da venerdì 15 maggio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “SOLO AMORE” il nuovo singolo dei CTRL+Z per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “Solo Amore” è un brano rock alternative italiano che racconta, in prima persona, il conflitto interiore di un protagonista segnato da disagio emotivo e difficoltà comunicative. Al centro, la lotta con il proprio malessere, tra isolamento, rabbia e senso di inadeguatezza. Dietro l’apparente normalità — il fingere che “vada bene così” — si nasconde una fragilità profonda, in cui l’amore si rivela più una maschera che una soluzione. La canzone restituisce un ritratto diretto e intenso di alienazione e introspezione.

    Spiega la band a proposito del brano: “Solo Amore è una canzone che nasce in un modo e poi cambia costantemente. Nella scrittura e composizione della canzone ci siamo lasciati trasportare dagli umori e dai drastici cambiamenti che hanno attraversato le nostre vite ed il mondo nell’ultimo anno. Un anno incredibile, di cui ci sarebbe da parlare per una discografia intera e noi vogliamo vederli tutti i riflessi di questo anno e della vita stessa… E non parlare, cantare e suonare solamente d’Amore. Per questo la prima stesura è stata fatta in un modo e poi è cambiata completamente fino al momento in cui si è entrati in studio. In studio ha mutato ancora forma e lo ha fatto di nuovo in post-produzione adattando musica e testi al momento sino a fermare un’istantanea nel caos”.

     

    Il lyric video di “Solo Amore”, prodotto internamente dalla band, accompagna il testo del brano attraverso grafiche ispirate all’estetica dei CTRL+Z e al loro logo, caratterizzate da colori psichedelici, acidi e ipnotici, che creano un’atmosfera visiva coerente e immersiva.

    Guarda il lyric video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=ZezxPlKvRp4

     

    CTRL+Z | BIOGRAFIA

    I CTRL+Z sono un’alternativa rock band nata a Bari e attiva dal 2019, frutto della creatività di Claudio Salvucci (voce e testi), Massimiliano Santamato (basso) e Giulio Chirico (chitarra), completata nel 2021 da Fabio Zampetta (batteria) e Claudio Lacalamita (chitarra). In più di quattro anni, la band ha sviluppato un sound unico che fonde alternative rock, hard rock, grunge, hip hop, rap hardcore, indie e rock progressivo.

    Le loro influenze spaziano da Incubus, Tool, King Crimson, Yes, A Perfect Circle ed altri ancora, con contaminazioni che vanno dal new-metal all’hip-hop. Tutti i membri hanno formazione musicale e hanno sviluppato e proposto diversi arrangiamenti ricchi e sperimentali per ogni brano concepito.

    CTRL+Z lavora con un team di produttori, grafici e consulenti per portare la loro musica e la loro estetica al massimo livello. Il loro pubblico ideale è giovane-adulto (18-40 anni), curioso e aperto a generi diversi.

    Con le loro canzoni raccontano esperienze urbane, sfide personali e la ricchezza della diversità musicale. L’obiettivo? Affermarsi nel panorama musicale nazionale nei prossimi due-tre anni, raggiungendo un pubblico sempre più vasto e partecipando a festival e collaborazioni di rilievo.

    “Solo amore” è il nuovo singolo dei CTRL+Z disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 15 maggio 2026.

     

     

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  • “Arcobaleni” è il nuovo singolo di Kanestri

    Dal 15 maggio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Arcobaleni”, il nuovo singolo di Kanestri (Maionese Project) disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dall’8 maggio.

    “Arcobaleni” è il nuovo singolo di Kanestri che prosegue il suo percorso artistico ed emotivo accompagnando l’ascoltatore ancora più in profondità verso il disco d’esordio, in uscita a giugno 2026. L’amore è sempre al centro del rock di Kanestri, tra consapevolezze acquisite, emozioni che restano vive e sogni di rinascita; in “Arcobaleni” si respira tutto questo, perché alla fine non si può disimparare a volersi bene.

    Commenta l’artista a proposito del brano: “Arcobaleni è una canzone d’amore. L’ho scritta pensando a quanto sia difficile disimparare a voler bene a qualcuno. E quando sei a passeggio tra le tue crepe non puoi che rimanere fottutamente autentico. Per me è la forma più sincera di terapia. Un modo per provare a capirmi meglio, accettarmi e trovare la forza di reagire nel caso la strada dovesse farsi più dura.”

    Biografia

    Kanestri è lo pseudonimo di Matteo Manzoni, cantautore marchigiano cresciuto tra il riverbero di chitarre distorte e il ritmo dei campi da basket. La sua musica è un universo dove l’amore viene esplorato nelle sue pieghe più autentiche, muovendosi con disinvoltura tra verità scomode e sogni di rinascita.

    Il legame di Matteo con la musica ha radici profonde: scrive e suona da oltre quindici anni. Ha iniziato durante l’adolescenza con le prime band punk della provincia, portando sui piccoli palchi quell’urgenza emotiva che oggi è diventata la cifra distintiva del suo percorso solista.

    Il suo sound si definisce come un “vicino di banco” del nuovo pop: un mix energico e sensibile che abbraccia con naturalezza influenze indie e venature punk rock melodico. Al centro di tutto resta sempre la canzone, intesa come uno spazio di verità assoluta.

    Dopo le prime uscite discografiche, che hanno catturato l’attenzione degli addetti ai lavori, il percorso di Kanestri si è consolidato attraverso brani come “Resto qui”, “Indispensabile” e il successo radiofonico “Nel buio”.

    Attualmente, l’artista prosegue il suo viaggio con il nuovo singolo “Arcobaleni”, un brano che segue la scia di “In rotta con lo sport” e segna l’ultima tappa fondamentale verso il suo primo disco d’esordio. L’album è previsto per giugno 2026, pubblicato dall’etichetta Matilde Dischi e prodotto da Davide Maggioni.

    «Scrivo canzoni per rimettere a posto i pezzi» Il suo claim sintetizza perfettamente la sua poetica: un vero messaggio di rinascita e un invito all’autenticità per chiunque cerchi, attraverso la musica, di ricomporre la propria strada.

    “Arcobaleni” è il nuovo singolo di Kanestri disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dall’8 maggio 2026 e in rotazione radiofonica dal  15 maggio.

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  • Un disco da consegnare prima che da distribuire: i .francabandiera e il master in bici da Milano a Roma

    Un disco può uscire su tutte le piattaforme in pochi secondi. Può essere caricato, distribuito, programmato, annunciato, consumato con la stessa rapidità con cui scompare nel flusso quotidiano delle nuove pubblicazioni. I .francabandiera hanno scelto un’altra strada: sottrarre il loro debutto discografico all’automatismo della distribuzione digitale e farlo diventare un vero e proprio viaggio, con una partenza, una scadenza e un margine di rischio.

    Il loro primo album, “mezzo minuto di raccoglimento”, in uscita il 18 maggio, arriverà al pubblico soltanto se l’unica copia fisica del master, trasferita su vinile, riuscirà a raggiungere Roma entro la mezzanotte del 17. A portarla sarà Cosmo Ponticella, mix e master engineer del disco e membro ad honorem del gruppo, partito da Milano con un solo mezzo a disposizione: una bicicletta.

    Da questa corsa contro il tempo, affidata a un vinile e a una bicicletta, nasce uno dei lanci indipendenti più anomali e identitari della stagione: un album che non viene semplicemente annunciato, ma messo in cammino; quasi 600 chilometri da percorrere perché possa arrivare davvero a destinazione, in un tragitto su strada che affianca e amplifica quello discografico, fino a trasformarsi in una storia concreta, partecipata e documentata in tempo reale.

    Nelle settimane precedenti alla pubblicazione, i .francabandiera hanno raccontato sui propri canali social l’attesa del master definitivo senza diffondere anticipazioni dei brani. Il 10 maggio, Cosmo Ponticella ha annunciato il completamento del lavoro. Il giorno successivo, però, la narrazione ha cambiato direzione: i file risultavano smarriti. L’unica copia disponibile è rimasta quella impressa sul vinile. Da quel momento, l’album non è più soltanto un contenuto da pubblicare, ma un oggetto da consegnare.

    La corsa da Milano a Roma viene documentata attraverso dirette Instagram, aggiornamenti, contenuti video e tappe intermedie, durante le quali Cosmo incontra il pubblico e, in occasioni selezionate, offre ascolti in anteprima alle prime persone presenti. Il disco, prima di atterrare sulle piattaforme, sta quindi attraversando una forma di ascolto rara per il giorno d’oggi: non un’anteprima distribuita in massa, ma un incontro fisico, limitato, legato alla presenza di chi si trova nel posto giusto al momento giusto.

    “mezzo minuto di raccoglimento” sceglie di andare in controtendenza rispetto alle dinamiche frenetiche del mercato attuale, rallentando il lancio fino a trasformarlo in un evento. E questo non per nostalgia del supporto fisico, ma per riportare attenzione su quanto la musica, prima di diventare dato, stream, contenuto o campagna, abbia bisogno di una storia capace di orientare e cristallizzare l’ascolto.

    «Con questo album volevamo prenderci la libertà di non scegliere una sola direzione – dichiara la band -. Ogni brano è nato seguendo una necessità diversa, senza l’obbligo di rientrare in un genere preciso o in un’idea già definita di band. Ci interessa una musica che possa arrivare subito, ma che non finisca al primo ascolto; qualcosa che si possa cantare, ballare, smontare, riascoltare, capire meglio dopo. La storia del vinile portato da Milano a Roma nasce dallo stesso principio: rimettere tempo, rischio e partecipazione dentro un’uscita discografica. In un periodo come questo, in cui la musica viene pubblicata in modo rapidissimo, volevamo che questo disco avesse un percorso visibile, fisico, prima di arrivare alle persone.»

    Il titolo dell’album, “mezzo minuto di raccoglimento” è una piccola pausa ironica e insieme serissima, dentro una scena che parla moltissimo e ascolta pochissimo. Nei brani dei .francabandiera convivono scrittura intimista, sarcasmo, nevrosi quotidiana, slanci melodici, elettronica, derive progressive, frammenti teatrali e una forma canzone che non si lascia ridurre a un solo codice. Il risultato è un disco che alterna impatto immediato e stratificazione, leggerezza apparente e brusche deviazioni di tono, momenti di vulnerabilità scoperta e improvvisi sabotaggi del linguaggio pop.

    La prima traccia, “grazie”, apre l’album come una presa di posizione feroce e sarcastica sullo stato della musica italiana. Il brano parte da un attacco frontale — «qui in Italia si è spento da almeno 30 o 40 anni ogni tipo di sentimento» — e converte il ringraziamento in una forma di accusa, con un’ironia che colpisce tanto l’industria quanto chi la critica senza rischiare davvero nulla. È il brano più apertamente polemico del disco, una dichiarazione di insofferenza verso un sistema percepito come esausto, in cui l’arte sembra spesso piegata alla superficie, all’immagine e alla monetizzazione del personaggio.

    Subito dopo, “mal di mare” sposta il baricentro dal commento esterno al disorientamento interno. L’immagine della nave diventa la sintesi dell’instabilità: «Siamo tutti su una nave e mi sale il mal di mare». L’ansia, la difficoltà di guardarsi allo specchio, la paura di cadere e affogare trovano una possibile risposta nel movimento: «Se perdo l’equilibrio, no, non mi resta che ballare».

    Con “faccio schifo”, i .francabandiera lavorano su una forma di autoaccusa che si trasforma in complicità. Il titolo, volutamente brusco, viene disinnescato dal dialogo sentimentale: «Faccio schifo e te ne accorgerai» trova una risposta inattesa in «Fai schifo pure più di me». Il brano racconta due imperfezioni che si riconoscono, si prendono per mano e provano a immaginare uno spazio in cui smettere di difendersi.

    “il tuo nome” racconta la fine di una relazione attraverso il tentativo, quasi ossessivo, di riscriverne i tratti— «Non ricordo più il tuo nome» — e procede per riscritture, cancellazioni, rimorsi, contraddizioni, fino a renderla un flusso instabile di memorie e negazione. Il brano ha una struttura più ampia, quasi episodica, dove la canzone cambia pelle mentre il protagonista tenta di ricostruire ciò che non riesce più a riconoscere.

    In “ritratto”, la scrittura si fa più luminosa, senza perdere intensità. Il rancore viene nascosto «sotto la neve» e superato non da una spiegazione, ma da una melodia elementare, quasi infantile, che permette di dire ciò che le parole non riescono più a contenere. È una canzone sulla fine dell’odio, sulla possibilità di riconoscere una nuova versione di sé a partire dai dettagli quotidiani come il caffè, un amico, le fotografie, un ritornello che torna per ricordarci chi siamo.

    “timido” porta il disco in una zona più disturbata, volutamente eccessiva. Il brano mette in scena una voce che oscilla tra aggressività, senso di colpa, ironia e parodia della violenza verbale contemporanea. I riferimenti pop, da Old Boy a Lost, si inseriscono in un testo che lavora sull’esagerazione come forma di autoritratto deformato: il “timido” del titolo è in realtà una maschera che cade, lasciando emergere una tensione comica e inquieta.

    Con “festa phonk”, l’album entra in una dimensione più cupa e notturna. Il corpo diventa luogo di sovraffollamento, desiderio, confusione e attrazione: «Nel mio corpo c’è una festa phonk». La festa, però, non è soltanto esterna; è interna, caotica, sensuale, quasi claustrofobica. Il brano usa l’immaginario del club e della phonk per raccontare una forma di intimità accelerata, dove ballare significa anche perdere momentaneamente il controllo.

    A chiudere il disco è “nozze d’oro”, il brano più ampio e quasi cerimoniale della tracklist. Le immagini delle voci oltre il fiume, delle spose che attraversano il campo, del cuore che sanguina in mano, della corona d’oro e dei piedi nudi sulla terra fredda portano l’album verso una conclusione corale e visionaria. Dopo sarcasmo, ansia, memoria, desiderio e collisioni verbali, i .francabandiera ci ricordano che «a ballare resteremo noi».

    “mezzo minuto di raccoglimento” nasce dal desiderio di trovare un equilibrio tra il bisogno di libertà creativa e la volontà di arrivare comunque a chi ascolta; la necessità di non farsi imprigionare da un genere e quella di dare a ogni brano una traiettoria distintiva; l’energia del linguaggio contemporaneo e una formazione musicale che affonda le proprie radici nello studio, nell’ascolto e nella composizione.

    I .francabandiera sono Fabrizio Casale, Achille Mazzola e Francesco Luigi Onida. Fabrizio e Achille crescono a Formia, dove si avvicinano alla musica attraverso percorsi di studio diversi — chitarra classica per Fabrizio, pianoforte jazz per Achille — e si incontrano intorno ai vent’anni in una band progressive rock locale. Dopo lo scioglimento di quella prima esperienza, si trasferiscono a Roma e danno vita ai Mercanti di Orecchie, documentando su Twitch il proprio processo creativo e costruendo una piccola comunità attorno alla scrittura in diretta.

    Tra gli spettatori c’è Francesco, musicista e produttore milanese, già attivo nello studio di diversi strumenti e nella produzione elettronica. L’incontro diventa collaborazione, poi formazione definitiva. Dopo alcuni anni di attività online, il trio sceglie di spostare il centro del lavoro sulla produzione discografica e abbandona progressivamente la dimensione streaming. Il suono, inizialmente legato a coordinate progressive, si apre a una materia più ibrida, in cui l’elettronica dialoga con la forma canzone, la scrittura teatrale, l’ironia e una forte identità compositiva.

    Nel 2024 prende forma il primo album, completato all’inizio del 2025. Nello stesso periodo il gruppo lascia il nome Mercanti di Orecchie e diventa definitivamente .francabandiera, sigla più aderente alla nuova fase artistica. Dopo alcuni tentativi di collaborazione con realtà discografiche, la band sceglie la via indipendente e, insieme a Cosmo Ponticella, elabora un piano di uscita che porta alle estreme conseguenze una domanda:

    come si può rendere davvero visibile un album in un tempo in cui tutto viene pubblicato e dimenticato troppo in fretta?

    La risposta è un disco che deve essere consegnato, non soltanto distribuito. Un vinile che attraversa l’Italia. Una bicicletta. Una scadenza. Un pubblico chiamato a seguire la storia prima ancora di ascoltare le canzoni.

    Il 18 maggio, se il viaggio arriverà a destinazione, “mezzo minuto di raccoglimento” sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali.

    Tracklist:

    1. grazie
    2. mal di mare
    3. faccio schifo
    4. il tuo nome
    5. ritratto
    6. timido
    7. festa phonk
    8. nozze d’oro

  • “Sabbie immobili” è il nuovo singolo di Samuele CYMA

    Dal 15 maggio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Sabbie immobili”, il nuovo singolo di Samuele CYMA per PLUMA Dischi.

     

    “SABBIE IMMOBILI” è un brano che si fonda sull’immagine ossimorica di una materia che, pur dovendo scorrere per natura, resta qui paralizzata. Nato da un impulso immediato, il pezzo sprigiona una tensione più diretta e fisica rispetto a “Dissolvimi”, costruendosi su un contrasto netto tra strofe serrate e ossessive — dominate da pattern ritmici insistenti e una vocalità frammentata — e un ritornello che si dilata in atmosfere sognanti di matrice shoegaze. La produzione riflette questa dualità alternando elementi abrasivi, come glitch e percussioni taglienti, a superfici liquide e avvolgenti, alimentando una dinamica continua tra compressione ed espansione. In questo spazio instabile l’energia non trova mai sfogo, restando trattenuta sotto forma di tensione costante, proprio come il corpo descritto nel testo: una presenza che non reagisce, non cade e non affoga, ma che al contempo consuma e dissolve. La relazione diventa così uno spazio arido e privo di linfa in cui si sceglie comunque di restare; persino il ritornello, nel suo recitare “dormi e soffrirò con te”, non offre una via d’uscita, ma rappresenta l’accettazione consapevole di quella stessa immobilità.

    Commenta l’artista a proposito del brano: “‘Sabbie Immobili’ è nato in modo molto istintivo, in una notte.. Volevo lavorare su una forma di ripetizione ossessiva, soprattutto nelle strofe: una voce che insiste, che gira intorno alle stesse immagini fino a consumarle. Il ritornello invece è un’apertura, ma non è una liberazione vera. È più una sospensione, come se il tempo si dilatasse senza risolversi, paralizzato. L’immagine della sabbia immobile viene da lì: qualcosa che dovrebbe scorrere, ma resta fermo, trattenendo tutto.”

     

     

     

    Biografia

    Samuele Cima, in arte Samuele CYMA, è un producer, songwriter e sound artist romano, diplomato in chitarra jazz al Conservatorio Saint Louis di Roma. L’ampio spettro delle sue influenze musicali — dal jazz contemporaneo alla musica corale, dal post-rock all’elettroacustica di metà Novecento — viene condensato attraverso una dettagliata cura per il sound design e una particolare predilezione per la sperimentazione sonora. Il risultato è una musica introspettiva, delicata e sospesa, al confine tra l’elettronica astratta e il songwriting più trasversale: una poetica in cui è centrale l’estrema fluidità di generi, stili e suoni.

    A marzo 2026 pubblica il brano “Dissolvimi”.

    “Sabbie immobili” è il nuovo singolo di Samuele CYMA disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 15 maggio 2026.

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  • Ilenia Suffredini: il nuovo singolo “Tu mi mandi in hype”

    Da venerdì 15 maggio sarà in rotazione radiofonica “Tu mi mandi in hype”, il nuovo singolo di Ilenia Suffredini disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 1° maggio.

     

    “Tu mi mandi in hype” è un brano che racconta un amore intenso e travolgente, sospeso tra nostalgia, desiderio e bisogno dell’altro. La protagonista si muove in una città soffocante, segnata da rabbia e confusione, mentre dentro di sé resta viva una voce che la richiama continuamente alla persona amata. Il ritornello segna il punto di svolta: un’esplosione emotiva in cui l’amore diventa rifugio e liberazione, capace di annullare paure e incertezze. Il titolo sintetizza proprio questa euforia, quel senso di riconoscimento reciproco che accende il legame.

    Dal punto di vista sonoro, il brano si colloca in un pop contemporaneo dalle influenze urban ed elettroniche, alternando atmosfere sognanti a aperture più energiche e coinvolgenti.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Questo brano nasce da un momento molto emotivo e rappresenta bene la direzione del mio progetto artistico. Nella mia musica cerco sempre di raccontare sentimenti intensi e contrastanti: fragilità, desiderio, mancanza e quella sensazione di essere travolti dalle proprie emozioni.

    “Tu mi mandi in Hype” si muove proprio in questo spazio. Da una parte c’è l’immagine di una città che schiaccia, della pioggia, del caos e della solitudine; dall’altra c’è la presenza di una persona capace di trasformare tutto, di portare luce, energia e quasi una sensazione di fuga dalla realtà. Nel mio progetto mi interessa unire un immaginario molto emotivo e quasi onirico con immagini quotidiane e contemporanee, come il traffico, il telefono, la città. Questo contrasto rende il brano molto rappresentativo del modo di scrivere: personale, diretto, ma anche molto visivo”.

     

     

    ILENIA SUFFREDINI | BIOGRAFIA

    Ilenia Suffredini è impegnata nello sviluppo di un progetto artistico personale, nato diversi anni fa e cresciuto nel tempo attraverso un percorso di ricerca e sperimentazione. Avvicinatasi alla musica fin da giovanissima come ascoltatrice, ha progressivamente trasformato questa passione in un mezzo di espressione autentico, dando vita a un progetto strutturato e in continua evoluzione.

    Le sue influenze spaziano dal pop al blues, con riferimenti ad artiste come Elisa, Annalisa, Rose Villain e Clara. Nel corso degli anni ha lavorato intensamente sulla propria formazione vocale, studiando con diversi insegnanti e approfondendo generi come jazz, lirica e pop, sviluppando così una solida consapevolezza tecnica e interpretativa.

    Parallelamente all’attività di studio, ha preso parte a numerosi concorsi nazionali e internazionali, ottenendo risultati significativi. Tra questi, la partecipazione al programma televisivo All Together Now su Canale 5 nel 2019, la vittoria di Baby Voice 2014 (Castrocaro dei piccoli) con apparizione su Rai 1, e il primo posto al Premio Gianni Ravera “Una canzone è per sempre”. Nel suo percorso figurano anche la finale ad Area Sanremo 2021, la semifinale a “Una voce per San Marino” 2024 e la partecipazione al programma E viva il videobox! su Rai 2. Nel tempo ha avuto l’opportunità di condividere il palco con artisti di primo piano come Al Bano, Diodato, Orietta Berti, Marco Masini e Rita Pavone. Tra le collaborazioni artistiche spicca, inoltre, quella con il maestro Adriano Pennino per la composizione di un suo brano inedito.

    Attualmente collabora con Namida e Marco Marra per la produzione e con Cristian Gallana per l’identità visiva e grafica, mantenendo al tempo stesso un forte controllo diretto sul processo creativo. Il suo progetto si rivolge a un pubblico ampio, interessato a sonorità pop e a un immaginario contemporaneo, con l’obiettivo di raccontare esperienze ed emozioni condivisibili e costruire nel tempo un percorso artistico solido e riconoscibile.

    “Tu mi mandi in hype” è il nuovo singolo di Ilenia Suffredini disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 1° maggio 2026 e in rotazione radiofonica da venerdì 15 maggio.

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  • LUVESPONE & Mikilootzu: “Fiesta Animal” è il nuovo singolo in radio e nei digital store dal 5 maggio. Disponibile su Youtube anche il visual video

    Dal 5 maggio arriva “Fiesta Animal”, il nuovo singolo di LUVESPONE & Mikilootzu (si legge Michilùzzu), voci siciliane provenienti dal progetto Big Island Movement, collettivo musicale che promuove eventi reggae in Sicilia.

    Caratterizzato da sonorità reggae, dance hall e latin, il brano in uscita con Maqueta Records accoglie, al suo interno, un’esplosione di ritmo, energia e connessione tribale. “Fiesta Animal”, scritto interamente in lingua spagnola, invita gli ascoltatori a lasciarsi andare, sì, ma allo stesso tempo anche a considerare il divertimento come un’esperienza collettiva.

    La ‘fiesta’, infatti, non è solo un momento in cui si balla in modo superficiale ma contiene anche una consapevolezza più profonda, che tocca la sfera ancestrale e spirituale. Nel rito del divertimento, la gente si fonde in un’unica identità che rivela se stessa.

    Inoltre, il brano è contenuto all’interno del trailer e del film “Baracoa” che porta la regia di Ernesto Luis Donas e che vede, al suo interno, un cast di rilievo come Giancarlo Giannini, Carlos Luis González, Yadier Fernández.

    «Non mi era mai capitato di cimentarmi con la lingua spagnola, tanto apprezzata dal pubblico; è stato divertente ma, soprattutto, è stato un modo per continuare a osservare da vicino le parole e le loro sfumature – dichiara LUVESPONE – Cambiare l’ottica e vedere la ‘fiesta’ come un momento di riconoscimento collettivo è stato anche interessante e infatti, con Mikilootzu, ci siamo proprio divertiti a ragionarci su e, allo stesso tempo, a trovare melodie e concetti non banali e facilmente intelligibili».

     «Fiesta Animal nasce dal desiderio di raccontare un momento sospeso, in cui la musica diventa un rifugio leggero ma autentico, capace di unire corpi, lingue e storie diverse – sostiene Mikilootzu – In continuità con quanto espresso da LUVESPONE, questo brano rappresenta per me anche un percorso artistico e umano: un incontro che si trasforma in energia creativa, in visione comune. Il fatto che poi sia entrato a far parte del film “Baracoa”, che vede la presenza di Giancarlo Giannini, per noi è sicuramente un grande motivo di orgoglio».

    https://www.youtube.com/watch?v=N0J8F_62_Os

    Il visual video della canzone, invece, si concentra nel ritrarre con cura e intensità tutti quei preparativi che precedono il momento della festa, trasformandoli in un vero e proprio racconto visivo.

    «Il piano sequenza domestico trasforma l’attesa in un rito vibrante. Senza tagli, la camera cattura il puro flow del duo LUVESPONE e Mikilootzu, un’energia magnetica che si propaga tra le stanze – dichiara Francesco Scala, regista del videoclip – Questa scelta elimina ogni filtro e rende lo spettatore partecipe dell’euforia che precede l’animalesca serata. Girando le molteplici riprese vi assicuro che non riuscivo a stare fermo. È l’essenza dell’autenticità: la festa non è solo un luogo, ma l’anima che esplode già in casa». 

    Non si tratta solo dell’attesa, ma di un insieme di gesti, dettagli e movenze che costruiscono gradualmente l’energia della “fiesta”. Ogni scena contribuisce a creare un senso di crescendo, come se il pubblico venisse accompagnato passo dopo passo verso il party.

    «Il concept vuole essere essere fluido, dinamico ma soprattutto spontaneo. La “fiesta” non è la meta ma il viaggio, l’attesa del momento e la voglia di condividerlo insieme. Tutto quello che realmente accade nella vita quotidiana prima di salire in auto verso una nuova avventura, una nuova serata, una nuova festa – afferma Renata Prado, aiuto regista della clip – La scelta è voluta fortemente perché rispecchia Mikilootzu e LUVESPONE, ambasciatori di autenticità e positività».

    LUVESPONE, all’anagrafe Guido Savatteri, è un cantautore reggae siciliano e insegnante di Lingua e Letteratura Italiana. Muove i primi passi nel mondo della musica nel 2008, grazie alla fondazione del progetto Reggae Connection, nato dall’amore per la reggae music e dalla voglia di diffonderla con tutti i mezzi possibili.

    Tra il 2012 e il 2017, pubblica il mixtape “Mattone su Mattone” e l’album “Io Resto Qua”, realizzati in collaborazione con l’artista MicroRico.

    Nel 2020, con l’ingresso in Maqueta Records, ha pubblicato nuovi singoli come “Time taking over”, “Ubriachi fino alle tre feat. Tarsia” e “Pioggia su di me”. Nel 2026 è prevista l’uscita del suo primo album da solista.

    Mikilootzu, nome d’arte di Michele Fugali (classe 1983), è un cantante reggae/dancehall siciliano. Grazie al suo stile distintivo e alla sua energia travolgente, si è affermato nel panorama reggae siciliano e italiano, esibendosi in importanti festival e aprendo i concerti di artisti di fama internazionale.

    Nel corso della sua carriera, ha fondato e collaborato con diverse realtà musicali, tra cui: Timpakatona, Rudelion, Rockstone e La Isla Fondation, live band di cui è stato il frontman.

    Oltre alle esibizioni dal vivo, Mikilootzu ha prestato la sua voce a produzioni e riddim sui quali hanno cantato artisti di rilievo globale, pubblicando singoli che continuano a risuonare nelle yard, alcuni dei quali pubblicati su Reggaeville, prestigioso portale di musica reggae internazionale. Sempre in evoluzione, Mikilootzu attualmente fa parte del collettivo Big Island Movement.

  • “Tutto L’ Amore Che C’è” è il nuovo singolo di VELLUTI

    “Tutto l’amore che c’è” è un brano dalle sonorità morbide e avvolgenti che racconta l’amore in una dimensione allo stesso tempo intima e universale. La canzone nasce in uno spazio soffuso e personale: una storia d’amore che sembra attraversare una crisi, immersa in un sentimento di malinconia e in una lieve desolazione emotiva. Da qui, il racconto si apre progressivamente, trasformandosi in una riflessione più ampia su ciò che l’amore rappresenta davvero nell’immaginario dell’autore. L’amore si espande, da esperienza privata diventa visione universale. Alzando lo sguardo sul mondo, il brano si fa riflessione esistenziale: una connessione profonda di pensieri, emozioni e fragilità tra due persone. Intimo e delicato, il brano colpisce per la sua dolcezza rara e per un testo semplice ma intenso, ricco di immagini poetiche e potenti. Un racconto che attraversa nostalgia e pensieri più complessi, mantenendo sempre un equilibrio tra maturità e freschezza, tra vulnerabilità e consapevolezza. “Tutto l’amore che c’è” celebra l’amore nella sua interezza e umanità, raccontando una storia apparentemente comune che racchiude, in realtà, uno spirito unico e profondamente personale.

    Biografia
    VELLUTI, nome d’arte di Marco Velluti, è un cantautore, compositore e polistrumentista romano. Si avvicina alla musica fin da bambino e cresce artisticamente nel solco della grande canzone d’autore italiana, ispirandosi a figure come De André, Guccini, Battiato e De Gregori.  Nel corso della sua carriera si distingue in importanti rassegne di musica d’autore, è finalista al Premio Fabrizio De André e partecipa a progetti di rilievo tra musica, cinema e televisione, tra cui la colonna sonora della serie Braccialetti Rossi. Parallelamente porta avanti un’intensa attività compositiva e didattica, conseguendo con il massimo dei voti i titoli accademici in Chitarra Classica e Composizione di Musica Applicata alle Immagini. Con uno stile che unisce poesia, tecnica e sensibilità contemporanea, VELLUTI sviluppa un percorso artistico personale e coerente, capace di muoversi con naturalezza tra cantautorato, musica per immagini e impegno culturale.

  • APEIRON il nuovo lavoro del duo Jacopo Ferrazza / Sebastian Marino per Teal Dreamers Factory. In uscita il 15 maggio 2026

    Apeiron è il nuovo progetto del contrabbassista e compositore Jacopo Ferrazza e del pianista e compositore Sebastian Marino, in uscita venerdì 15 maggio su cd e digitale per Teal Dreamers Factory.

    Il disco nasce da una pratica di improvvisazione radicale e composizione istantanea, in cui ogni elemento — scrittura, improvvisazione e sound design elettroacustico — converge in un unico flusso musicale in continua trasformazione.

    Contrabbasso, pianoforte ed elettronica sperimentale convivono senza gerarchie, generando un ambiente sonoro in cui le origini timbriche diventano spesso indistinguibili.

    Il suono del contrabbasso — tra arco, pizzicato e processamenti elettronici — si intreccia con pianoforte, hammond, mellotron, synth e mini moog, dando vita a un paesaggio acustico ed elettroacustico integrato.

    L’elettronica non è un elemento aggiunto, ma un’estensione del gesto strumentale: un dispositivo attraverso cui i due musicisti ampliano le possibilità di ascolto e relazione reciproca.

    La musica di Apeiron, articolata in 21 tracce che compongono due macro-blocchi, Epanastasi e Oneiro, attraversa ambienti sonori differenti — dalle atmosfere rarefatte a momenti di forte densità espressiva — mantenendo una struttura aperta e in costante evoluzione.

    Il titolo richiama il concetto presocratico di ἀπείρον: l’indefinito, l’illimitato, ciò che contiene in potenza tutte le forme.

    Apeiron diventa così una pratica musicale fondata su ricerca, rischio e ascolto, che rifiuta categorie prestabilite per costruirsi interamente nel presente.

    Registrato in un’unica sessione senza editing presso La Strada Recording Studio di Roma, il disco rappresenta una testimonianza diretta e non mediata del dialogo tra i due musicisti, frutto di oltre quindici anni di collaborazione.

    Apeiron sarà disponibile dal 15 maggio 2026 per Teal Dreamers Factory.

    Line-up
    Jacopo Ferrazza – contrabbasso, synths, live electronics
    Sebastian Marino – pianoforte, hammond, mellotron, mini moog, synth

    Tracklist
    1 Close Your Eyes
    2 And Step Beyond the Edge of What You Know
    3 There Is a Flame Inside You
    4 Ancient Patient Waiting
    5 It Has No Name
    6 It Has No Beginning
    7 It Is the Breath Before the First Word Was Spoken
    8 Feel It
    9 Rising Softly Through Your Spine
    10 Like Liquid Gold in the Dark
    11 You Are Not the Body
    12 You Are Not the Thought
    13 You Are the Pulse Beneath the Silence
    14 Let the World Dissolve
    15 Let the Noise Fall Away
    16 There Is Only This Moment
    17 This Warmth This Sacred Unfolding
    18 Whisper to Yourself: I Remember
    19 Because You Do
    20 You Have Always Known
    21 And Now the Flame Awakens