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Piano Olimpico: il concerto Piazzolla loves Gershwin lunedì 2 febbraio al Volvo Studio Milano
Tango e jazz: alcuni dei brani più famosi dei due grandi compositori americani si mescoleranno nella performance che vedrà protagonisti l’Orchestra Canova, la cantante Paola Fernandez Dell’Erba e il fisarmonicista Nadio Marenco.Ingresso libero al concerto con prenotazione onlineMILANO – Piano Olimpico, il fitto programma di eventi (concerti di classica, jazz e world music, spettacoli di danza, laboratori musicali ma non solo) organizzato dall’Orchestra da Camera Canova, dall’associazione culturale Musicamorfosi e da DANCEHAUSpiù, il centro nazionale di produzione della danza, che concorre alla formazione del palinsesto di appuntamenti denominato Giochi della Cultura che animerà Milano e la Valtellina prima, durante e dopo i Giochi Olimpici invernali, farà di nuovo tappa nel capoluogo lombardo: lunedì 2 febbraio, il Volvo Studio Milano (viale della Liberazione angolo via Melchiorre Gioia, ore 19.30, ingresso libero con prenotazione online su https://tinyurl.com/369xnk3h ) ospiterà il concerto intitolato Piazzolla loves Gershwin, protagonisti l’Orchestra da Camera Canova, la cantante argentina Paola Fernandez Dell’Erba e il fisarmonicista Nadio Marenco. Alla base della performance (si tratta di una produzione originale di Musicamorfosi), l’incontro immaginario, nelle strade di New York, tra Astor Piazzolla e George Gershwin, che come pochi altri hanno saputo raccontare la bellezza e la profondità di due città apparentemente lontane come Buenos Aires e la Grande Mela. Con gli arrangiamenti originali di Julian Caeiro e Hernan Fassa, i musicisti eseguiranno sensazionali tanghi a cavallo tra grande classica e jazz e rivisiteranno alcuni dei brani più famosi (da Adios Nonino a Summertime) dei due grandissimi compositori del Novecento.Fondata da Enrico Pagano nel 2014, l’Orchestra da Camera Canova si è velocemente fatta notare a livello nazionale come uno dei più interessanti complessi giovanili in circolazione. Nata come una vera e propria start-up di ventenni, la Canova è stata capace di autocostituirsi e trasformarsi in pochi anni in un’orchestra invitata presso le più importanti istituzioni italiane. Dal 2021 è in residenza presso l’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, presso la quale proseguirà la sua residenza fino al 2027. Nel corso degli anni la Canova ha collaborato con l’Arena di Verona (2020), il Teatro Comunale di Ferrara (2020), il Teatro Sociale di Mantova (2018), Ravenna Musica – Teatro Alighieri di Ravenna (2021), il Teatro Fraschini di Pavia (2023, 2024), il Teatro Dal Verme di Milano (2023), il Teatro Sociale di Como (2024), l’Accademia Chigiana di Siena (2024), il Festival Internazionale di Sintra – Portogallo (2023) e il Teatro dell’Opera di Roma (2024). Con la Canova si sono esibiti artisti come Alessandro Baricco, Leonora Armellini, Gloria Campaner, Erica Piccotti, Vittorio Prato, Tommaso Lonquich, Thomas Hobbs, Mirko Guadagnini e molti altri.Dall’autunno del 2023, per volontà dell’assessorato alla Cultura della Regione Lombardia, la formazione diretta da Enrico Pagano è stata chiamata a coordinare e programmare l’offerta di musica classica presso il Teatro di Corte e gli spazi al chiuso e all’aperto della Villa Reale di Monza. La Canova ha quindi iniziato una nuova fase del suo percorso artistico, indipendente dagli inviti di realtà terze e nella quale ha, per la prima volta, realizzato una propria programmazione autonoma. Parallelamente alla sua presenza e al suo ruolo nella Reggia di Monza, l’orchestra continua a muoversi sul territorio delle città di Milano e Varese, presso le quali continua a esportare diverse produzioni.La cantante argentina Paola Fernandez Dell’Erba, da tempo residente in Italia, ha svolto nel corso della sua carriera un’approfondita ricerca etnomusicologica della musica sudamericana e del tango tradizionale. Come interprete di tango si è esibita in numerose città argentine ed europee e ha condiviso esperienze e progetti con musicisti e ballerini del calibro di Sexteto Mayor, Miguel Angel Zotto, Los Hermanos Macana, Tangoseis, Tango Tinto, Jorge Bosso, Giovanni Falzone, Nuevos Aires, Orchestra d’archi italiana di Mario Brunello e Amores Tangos. Ha inoltre collaborato con musicisti quali Franco Finocchiaro, Piercarlo Sacco, Paolo Alderighi, Ferdinando Faraò, Javier Pérez Forte, Felice Clemente, Francesco D’Auria ma non solo.Fuoriclasse della fisarmonica, Nadio Marenco spazia dal tango alla musica classica, dal jazz al folk fino agli indiavolati ritmi balcanici che affronta con il Rhapsodija Trio di cui è parte integrante dal 2010. Tra le sue tante collaborazioni spiccano quelle con il jazzista Gianni Coscia, il soprano islandese Halla Margret Arnadottir, il Manasco Quintet, l’Ensemble Oblivion, la Fisorchestra Pattacini e quelle con personaggi quali Bruno Gambarotta, Cochi e Renato, Iva Zanicchi e Memo Remigi. Con il chitarrista Alessio Nebiolo forma un duo stabile che esegue un repertorio orientato alla musica del Novecento, con particolare riferimento ad Astor Piazzolla.Il calendario completo di Piano Olimpico è on line qui: www.musicamorfosi.it -

Jazz e memoria: Rossy, Donatiello, Tonolo e Chevillon omaggiano Carla Bley sabato 24 gennaio al Milestone Live Club di Piacenza
Con il progetto “Play Carla Bley” il quartetto guidato dal batterista spagnolo Jorge Rossy, nome di punta della scena jazz internazionale, ricorderà la grande pianista e compositrice americana, fra le più originali rappresentanti dell’avanguardia
PIACENZA – Ha il sapore dell’evento speciale il concerto intitolato “Play Carla Bley” che sabato 24 gennaio vedrà protagonista il quartetto di Jorge Rossy sul palco del Milestone Live Club di Piacenza (ore 21.30; ingresso 12-15 euro): la formazione guidata dal batterista spagnolo (per diversi anni componente del primo storico trio di Brad Mehldau) e completata dal sassofonista Pietro Tonolo, dal chitarrista Walter Donatiello e dal contrabbassista Bruno Chevillon renderà omaggio a Carla Bley, una fra le più interessanti pianiste e compositrici nella storia della musica improvvisata, nonché una fra le più originali rappresentanti dell’avanguardia. Scomparsa nel 2023, la musicista americana, figura di riferimento di un jazz che cercava nuove forme d’espressione e nuovi contenuti, è stata l’autrice dei brani più significativi di Paul Bley (il suo primo marito) e, insieme a Charlie Haden, l’ispiratrice e la guida della Liberation Music Orchestra.
A Piacenza, Carla Bley sarà ricordata da quattro jazzisti di vaglia: com’è noto, Jorge Rossy è uno dei più apprezzati batteristi della scena internazionale e con il suo drumming intelligente e creativo ha fornito un contributo sostanziale alla definizione dello stile del trio di Mehldau. Spaziando attraverso una grande varietà di timbriche e sfoderando all’occorrenza uno swing definitivo e trascinante, Rossy (che è anche un eccellente pianista e vibrafonista) ha dimostrato di essere uno dei batteristi più interessanti e stimolanti a livello mondiale. Tra le sue collaborazioni spiccano quelle con Joshua Redman, Steve Swallow, Charlie Haden e Wayne Shorter.
Pietro Tonolo è uno dei più conosciuti sassofonisti europei ed è molto stimato anche negli Stati Uniti (ha iniziato la sua attività giovanissimo, suonando in Europa e in America con le band di Gil Evans e Chet Baker). Ha collaborato con Paul Motian e i principali jazzisti italiani, tra cui Franco D’Andrea, Massimo Urbani, Enrico Rava, Rita Marcotulli, Danilo Rea e Roberto Gatto).
Walter Donatiello è considerato uno dei chitarristi di maggior talento della scena jazz tradizionale e contemporanea e ha all’attivo innumerevoli collaborazioni con alcuni tra i principali protagonisti del panorama italiano e internazionale, tra cui Gerry Mulligan, Steve Lacy, Samuel Blaser, Daniel Humair, Michel Portal, Tiziana Ghiglioni, John Riley, Flavio Boltro, Gianluigi Trovesi, Jean-Jacques Avenel e John Betsch.
Bruno Chevillon è ritenuto dalla critica uno dei migliori contrabbassisti nell’ambito della musica contemporanea, al confine tra libera improvvisazione e free jazz: si è affermato grazie al suo notevole talento sia come accompagnatore sia come improvvisatore in grado di esplorare con duttilità le capacità espressive dello strumento. Tra le sue collaborazioni più note si ricordano quelle con Louis Sclavis, Daniel Humair, Michel Portal, Marc Ducret ed Elliott Sharp.
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Casa Bontempi torna a Sanremo 2026 e diventa il centro della cultura pop italiana Michele Monina direttore artistico Selvaggia Lucarelli media partner con il suo canale “Vale Tutto” All Music Italia partner di Punkremo
Direzione artistica di Michele Monina, media partner Selvaggia Lucarelli con il suo “Vale Tutto”: Casa Bontempi nel cuore di Sanremo, a due passi dall’ Ariston evolve e diventa molto più di una “casa festivaliera”, uno spazio visivo e modulare: uno studio televisivo, un salotto culturale, una tavola apparecchiata per conversazioni senza filtri, un palco per chi ha qualcosa da dire — che sia un big, un emergente o una voce fuori dal coro.
Michele Monina e il suo “Bestiario Pop”.
Bestiario Pop è il cuore dell’edizione 2026: il format di Michele Monina e Luccioola, che racconta la musica italiana fuori dalla comfort zone, tra ironia, profondità e visione pop. Interviste che diventano conversazioni, spesso a tavola, tra piatti veloci e domande scomode.
Ospite d’eccezione delle interviste Selvaggia Lucarelli, che in collegamento porterà il suo sguardo diretto, libero e mai accomodante, arricchendo il confronto e spostando il racconto oltre la comfort zone promozionale.
All’ora di pranzo il format si sposta a tavola, in un set “apparecchiato” che rompe le liturgie dell’intervista classica: artisti e protagonisti del mondo culturale siedono con Monina, tra una portata e una domanda scomoda, serviti da uno chef che accompagna il ritmo della conversazione con piatti veloci e creativi. Idea ormai quasi decennale, nelle ultime edizioni sono transitati in questo spazio nomi, tra gli altri, del calibro de Il Volo, Emma, Negramaro, Modà e Gabbani per la musica e Stefano Massini e i podcaster di Tintoria per il mondo dell’entertainment.
Punkremo – la musica che verrà: torna il format dedicato agli emergenti e alle nuove generazioni, condotto da Etta Di Marco e Giorgieness, con il supporto editoriale di All Music Italia. Linguaggi diretti, musica dal vivo, creator e community Generazione Z. Qui la musica prende spazio, senza chiedere permesso.
Con Cioè, storica testata teen, un pizzico di nostalgia e tanto colore per le strade di Sanremo e il Festival scende in strada.
Ogni giorno Casa Bontempi e Cioè produrranno un giornale cartaceo gratuito, distribuito per Sanremo: news, pagelloni, posta del cuore. Un co-branding pop destinato a diventare uno dei simboli dell’edizione 2026 e oggetto di collezione
Casa Bontempi ospiterà inoltre la presentazione ufficiale di Arcobalì, mascotte del progetto Coloriamo i Sogni, simbolo di sorriso, inclusione e speranza.
Con “Arcobalì – Un sogno da colorare” nasce un progetto itinerante dedicato a grandi e piccoli, pensato per regalare momenti di spensieratezza e dimostrare come piccoli gesti possano generare felicità condivisa. Grazie alla collaborazione con importanti organizzatori di eventi, Arcobalì sarà protagonista di appuntamenti speciali, incontrando pubblico, artisti e promotori, diventando segno distintivo di una catena solidale che unisce sorrisi ed emozioni.
In accordo con Caritas, il progetto prevede inoltre la donazione di ingressi agli eventi a persone in difficoltà, per offrire occasioni di gioia e partecipazione.
Casa Bontempi 2026 vive su più piattaforme e parla a pubblici diversi:
● Vale Tutto – il canale e la newsletter di Selvaggia Lucarelli
● All Music Italia, punto di riferimento dell’informazione musicale
● Cioè / Panini, con edizioni speciali da collezione distribuite quotidianamente a Sanremo
● I canali social di Michele Monina, Casa Bontempi, Etta, Giorgieness
● Social partner streaming e YouTuber, per ampliare la diffusione video e intercettare nuove community digitali.
Un ecosistema editoriale che amplifica tutto.
Michele Monina commenta così questa nuova edizione di Casa Bontempi:
“Quest’anno Casa Bontempi diventa davvero il luogo dove andare a Sanremo durante il Festival, anche se poi dovrai passare dall’Ariston a cantare. Sarà infatti qui che si sposta il collaudato format di Bestiario Pop, nel quale con mia figlia Luccioola intervistiamo tutti i cantanti in gara, oltre che ospiti vari di passaggio in città. Sempre a Casa Bontempi anche PunkRemo sale di livello, con un importante media partner e con incluso il talk che già l’anno scorso ha animato l’ora dell’aperitivo sanremese. Interviste ai Big in gara e musica dal vivo dei migliori emergenti in circolazione, non so proprio cos’altro ci si potrebbe aspettare”.
Così Andrea Ariola amministratore unico di icom Spa titolare dei brand Bontempi e Farfisa.
«Sanremo è il luogo in cui la musica diventa patrimonio condiviso, ed è naturale che Bontempi, marchio storico della musica italiana dal 1937, continui a essere presente in questo contesto.
Con Casa Bontempi celebriamo la nostra storia ma, soprattutto, rinnoviamo il nostro impegno verso le nuove generazioni, gli artisti e i professionisti della musica, creando uno spazio di incontro tra tradizione, innovazione e business. Essere a Sanremo significa continuare a dare valore alla musica come esperienza, come industria e come linguaggio capace di unire persone, idee e sogni».
Nel 2026, mentre Sanremo guarda avanti, Casa Bontempi sceglie di andare più a fondo. E invita tutti a sedersi al tavolo.
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WOW! – Presentazione nazionale del primo contest musicale promosso da un CUG
Nell’ambito dell’evento “Equità. Salute globale e comunicazione”, in programma il giorno 6 febbraio 2026, presso Europa Experience – David Sassoli Piazza Venezia, 6, 00187 Roma RM, si terrà alle ore 15,30 una conferenza stampa dedicata alla presentazione nazionale di WOW!, il primo contest musicale organizzato da un Comitato Unico di Garanzia (CUG).WOW! rappresenta un’iniziativa di assoluta novità nel panorama universitario e istituzionale italiano, configurandosi come il primo contest musicale ideato e promosso da un CUG, con l’obiettivo di valorizzare il talento, la creatività e le voci femminili attraverso il linguaggio universale della musica.La presentazione ufficiale sarà affidata alla Direzione Artistica, composta da Elisa Spinelli, Fabrizio Silvestri e Maurizio Lozzi, che illustreranno il progetto, le finalità e le modalità di svolgimento del contest.Alla conferenza stampa sarà presente la Presidente del CUG dell’Università della Tuscia, Prof.ssa Sonia Maria Melchiorre, che sottolineerà il valore culturale, sociale e istituzionale dell’iniziativa.Considerato il carattere pionieristico del progetto, la partecipazione degli organi di informazione è ritenuta di particolare rilevanza.E’ necessario l’accredito a questo indirizzo mail: info@immaginecitta.orgSeguirà aperitivo al termine dei lavori. -

Top Jazz 2025 Enrico Rava vince nella categoria “Musicista dell’anno” Jacopo Fagioli nella categoria “Nuovo Talento”
Enrico Rava è il Musicista dell’anno al Top Jazz 2025, mentre Jacopo Fagioli, anche lui trombettista, si aggiudica il premio come Nuovo Talento.
La rivista Musica Jazz, punto di riferimento della scena jazzistica italiana e internazionale da oltre 80 anni, ha reso noti i vincitori dell’edizione 2025 del suo prestigioso referendum annuale Top Jazz, che ogni anno premia i protagonisti del jazz sulla base del voto dei critici del settore.
Enrico Rava, da sempre considerato una delle voci più autorevoli del jazz italiano nel mondo, sarà in concerto il 25 febbraio a Monopoli con il suo quintetto Fearless Five. In vista dell’uscita del nuovo album, prevista per la primavera, inizierà un lungo tour che partirà venerdì 3 e sabato 4 aprile dal Blue Note di Milano, per poi proseguire a Correggio, Bologna, Vicenza, Mantova e in numerose altre città italiane.
Jazzista italiano tra i più conosciuti e apprezzati a livello internazionale, Rava si distingue per una personalità artistica fuori dagli schemi e per una poetica immediatamente riconoscibile. La sua sonorità lirica e intensa, unita a una straordinaria freschezza d’ispirazione, continua a caratterizzare ogni suo progetto.
Nuovo Talento dell’anno è Jacopo Fagioli, giovane trombettista toscano nato a Prato nel 1997, che si è affermato come una delle figure più interessanti della nuova generazione jazzistica.
Diplomato con lode al Conservatorio e con una formazione solida tra jazz e musica contemporanea, Fagioli ha recentemente pubblicato per Aut Records il suo secondo album da leader, Dialogue. Un progetto in quartetto dalla forte personalità espressiva, che affronta in musica temi come il potere, il dominio, la crisi climatica e il greenwashing, ma anche la spiritualità, l’identità e l’eredità culturale.
«Non ho fatto questo disco per cercare delle risposte – dichiara Jacopo – ma per lasciare spazio alle domande. Dialogue è questo: un tentativo sincero di comunicare, di mettersi in ascolto, di abitare il confronto senza evitarlo».
Oltre a portare avanti i suoi progetti in ambito jazzistico, ha condiviso il palco con la cantautrice Emma Nolde e collabora la cantante di origine turca Burçin Cingöz. A febbraio sarà impegnato in diversi concerti nel quartetto di Simone Alessandrini, Giacomo Ancillotto e Ferdinando Romano.
La doppia affermazione di Rava e il riconoscimento a Fagioli evidenziano, da una parte, l’autentica grandezza artistica di un protagonista del jazz contemporaneo e, dall’altra, la ricchezza espressiva un giovane talento che contribuisce a far evolvere il linguaggio jazzistico.
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Francesco Chebat Trio – The Wand, Chick Corea and Beyond Da sabato 24 gennaio 2026, disponibile questo nuovo disco in formato fisico e in digitale
Dato alle stampe dall’etichetta indipendente Clessidra Records, disponibile in copia fisica e su tutte le piattaforme streaming da sabato 24 gennaio, The Wand, Chick Corea and Beyond è la nuova creatura discografica firmata Francesco Chebat Trio, brillante formazione diretta dal talentuoso e intraprendente pianista jazz Francesco Chebat e completata da una formidabile sezione ritmica: Riccardo Fioravanti al contrabbasso e Maxx Furian alla batteria.La tracklist del CD consta di nove brani, quattro frutto dell’inesauribile vena compositiva del leggendario pianista statunitense Chick Corea (Hymn of the Seventh Galaxy, Tone Poem, Duende e Silver Temple), mentre Night Radio, Lume, The Wand, A Weird Storyteller e Underwater Blue sono composizioni originali scaturite dal fervido estro di Chebat.“The Wand, Chick Corea and Beyond” non è solo un tributo all’immenso pianista americano, soprattutto sotto l’aspetto compositivo. Ma è un vero e proprio atto di gratitudine da parte del leader di questo lavoro verso colui che ha rappresentato, probabilmente, la stella polare più luminosa nel corso del suo cammino artistico. La «stortezza» melodica, armonica e ritmica del trio alla testa di Francesco Chebat, la libertà creativa ed espressiva, la visione aperta e spregiudicata nelle intenzioni stilistiche e comunicative rappresentano il comun denominatore di “The Wand, Chick Corea and Beyond”. Un disco impreziosito dall’energia, dal feeling, dall’interplay, dal groove e dalla carica swingante che rende questa formazione coinvolgente e travolgente.Chebat descrive così la genesi e le peculiarità di questa sua nuova fatica discografica: «La musica di Chick Corea è stata una fonte di ispirazione costante nel mio percorso musicale fin da ragazzo. Le sue composizioni hanno segnato in modo decisivo la mia formazione e, ancora oggi, continuano ad essere ispirative nel mio modo di suonare e comporre. Ho scelto di rendere omaggio a Corea riprendendo alcuni suoi pezzi dai dischi elettrici e scrivendo nuovi brani ispirati al suo mondo musicale: un tributo al compositore, non solo al pianista. Questo progetto si è sviluppato nell’arco di diversi mesi di lavoro insieme a Riccardo (Riccardo Fioravanti, ndr) e Maxx (Maxx Furian, ndr), che condividono con me l’interesse e l’ammirazione nei confronti di Chick Corea». -
精進 (Shōjin) il nuovo progetto del pianista Luca Dell’Anna in uscita venerdì 23 gennaio 2026 per Artesuono
Il tour in dieci città italiane parte il 30 gennaio da Udine, poi Vicenza, Rovereto, Ferrara, Cividale del Friuli, Biella, Pordenone, Milano, Azzano Decimo e Piacenza
Si chiama Shōjin (精進) il nuovo album del pianista Luca Dell’Anna, in uscita, venerdì 23 gennaio 2026 su cd e digitale per l’etichetta Artesuono. Il progetto, quarto da leader per Luca Dell’Anna, prende il nome dal concetto giapponese di dedizione, concentrazione e percorso di crescita, evocando un processo di riflessione costante, centrale nella filosofia Zen.
Shōjin è un dialogo continuo tra culture diverse, che intreccia tradizioni giapponesi e italiane in una prospettiva jazz contemporanea.
All’uscita dell’album seguirà un tour di dieci date nei principali jazz club italiani. La prima tappa è il 30 gennaio al Caucigh di Udine, in formazione trio, per proseguire poi in quartetto il 9 febbraio al Bar Borsa di Vicenza, il 12 febbraio al Jazz Lab di Rovereto, il 13 febbraio al Torrione di Ferrara, il 20 febbraio all’Arsenale di Cividale del Friuli, il 24 febbraio al Jazz Club di Biella. Il tour riprenderà il 12 marzo al Naon di Pordenone (nuovamente in trio), il 26 marzo al Bonaventura di Milano, il 17 aprile presso lo Showroom Biasin di Azzano Decimo, per concludersi il 10 ottobre al Milestone di Piacenza.
Nel disco partecipa il sassofonista giapponese Ryoma Mano, mentre nel tour italiano il suo ruolo è affidato al clarinettista Mauro Negri, che porta al progetto una voce personale e coerente con l’impianto musicale. Insieme ad Alessandro Fedrigo al basso elettrico e a Luca Colussi alla batteria, il pianoforte di Luca Dell’Anna guida il quartetto con una scrittura raffinata e aperta, capace di alternare momenti di grande delicatezza a passaggi più energici. Ne nasce un concerto che unisce jazz contemporaneo, ricerca timbrica e una forte dimensione narrativa.
Registrato nel 2025 e prodotto da Stefano Amerio, che ne ha curato magistralmente anche il missaggio, Shōjin è un lavoro interamente composto da Luca Dell’Anna, autore di tutte e nove le tracce contenute nell’album. Nove episodi che delineano un’idea di jazz moderno e “metropolitano”, ispirato al caos frenetico, ma controllato e organizzato, che si respira in città come Tokyo e Osaka.
In ogni singolo brano si possono ritracciare codici, linguaggi e metalinguaggi, illusioni ritmiche e strutture armoniche mai del tutto svelate. Shōjin, la ricerca costante di un equilibrio interiore, passa sempre attraverso il superamento delle complessità che ci circondano.
Nato a Ferrara e udinese d’adozione, Luca Dell’Anna si è formato nella scena jazz sperimentale e avant-garde (improvvisatore Involontario, El Gallo Rojo), affiancando esperienze legate anche alla fusion e alla musica sudamericana.
Un percorso che lo ha portato a vivere in diverse città e paesi, tra cui il Giappone, dove nel 2012 nasce l’idea di Shōjin in occasione di uno spettacolo a Nagoya. Qui incontra per la prima volta il sassofonista Ryoma Mano, ritrovato poi nel 2022 al Blue Note di Tokyo: un nuovo incontro che, unito a una visione comune della musica e del suo linguaggio, ha dato origine al progetto che oggi prende forma nell’album.
FORMAZIONE CD
Luca dell’Anna, piano
Alessandro Fedrigo, basso elettrico
Luca Colussi, batteria
Ryoma Mano, sassofono
FORMAZIONE TOUR
Luca Dell’Anna, piano
Alessandro Fedrigo, basso elettrico
Luca Colussi, batteria
Special guest Mauro Negri, clarinetto
TRACKLIST
01. Yin-Yang
02. This Means That
03. Sungaze
04. Mall Stop
05. Still Keepin’ It
06. Warning: Vitals
07. Crackling Hue
08. Feather Pulse
09. Then Tuesday It Is
Date live – Shojin
30 gennaio – Udine, Caucigh (trio)
9 febbraio – Vicenza, Bar Borsa
12 febbraio – Rovereto, Jazz Lab
13 febbraio – Ferrara, Torrione
20 febbraio – Cividale del Friuli, Arsenale
24 febbraio – Biella, Jazz Club
12 marzo – Pordenone, Naon (trio)
26 marzo – Milano, Bonaventura
17 aprile – Azzano Decimo, Showroom Biasin
10 ottobre – Piacenza, Milestone
Artesuono ART249
Prodotto da Stefano Amerio
Registrato, mixato e masterizzato da Stefano Amerio 12,13,14 giugno 2025.
Artesuono recording studios – Cavalicco (Udine) – Italy
Luca Dell’Anna suona Fazioli F278 MK II
Luca Colussi suona Politti drums
Il basso di Alessandro Fedrigo è realizzato a mano da Marco d’Andrea – Shangrilab guitars
Grafica e copertina di Elisa Caldana
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ELETTRICA Il 23 Gennaio vola ALI CORTE Il volo imperfetto dell’antieroe
Uscirà venerdì 23 gennaio il nuovo singolo de gli Elettrica “ Ali corte ”. Si tratta di un pezzo indie rock capace di attraversare i propri limiti, nonostante la misura corta dei mezzi. “ Ali corte” è una tappa mentale: essenziale, inquieta e necessaria. Quel momento in cui prima di saltare si conta: 1, 2, 3, 4 — per prendere coraggio. In un mondo dominato dall’idea di crescita continua, Elettrica ne immagina uno tutto sbagliato e anti-spettacolare: tra errori, tentativi, inciampi e ostinazione. Le loro storie mostrano un mondo di emozioni analogiche: un walkman e un quotidiano, in cui la protagonista non è la crescita, ma l’incapacità e il tentativo ostinato. “Ali corte” è quella canzone inadatta al primo posto di una classifica, ma scritta per restare nell’angolo inconscio di una playlist personale.
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“Trattieni il respiro” il nuovo singolo di AvA che anticipa l’uscita dell’album “Fammi fallire”
Dal 23 gennaio 2025 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e rotazione radiofonica “Trattieni il respiro”, il nuovo singolo di AvA che anticipa l’uscita dell’album “Fammi fallire” disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 gennaio.
“Trattieni il respiro” è un brano che scaturisce da una relazione ciclica, capace di riaffiorare anche dopo la sua fine. Esplora i legami tossici, la dipendenza affettiva e quella persistente sensazione di apnea tipica dei rapporti disfunzionali: un restare immobili, trattenendo il fiato, con la vana speranza che il peggio passi.
Il pezzo descrive una quotidianità densa di piccoli gesti e grandi tensioni: parcheggi vuoti, semafori rossi e conflitti che si reiterano identici. Svestito di romanticismo o nostalgia, il racconto mette a nudo l’usura emotiva di chi avverte la necessità di fuggire, eppure continua a tornare. Il ritornello irrompe senza mediazioni; è un taglio netto, volutamente brutale. Rappresenta l’istante in cui si smette di cercare spiegazioni e si ricorre all’unico linguaggio rimasto quando ogni altro tentativo è fallito: una frase secca, pronunciata per difendersi anziché per ferire.
Sotto il profilo sonoro, il singolo spazia tra urban pop ed elettronica, con una produzione essenziale. Se le strofe appaiono trattenute e quasi sussurrate, il ritornello esplode senza mai risultare pienamente liberatorio. La tensione permane, simile all’aria compressa nei polmoni, sorretta da una voce che non cerca l’effetto, ma resta coerente con il limite del racconto. È una fotografia onesta di quei momenti in cui i corpi reagiscono prima della ragione, una presa di coscienza adulta e priva di filtri.
Commenta l’artista sul nuovo brano: “Trattieni il respiro è nato quando ho capito di essere rimasta troppo a lungo dentro qualcosa che non funzionava più. L’ho scritto di getto per fissare quella sensazione di apnea che provi quando sai di dovertene andare e invece resti. In studio ho voluto che il brano rimanesse teso e irrisolto, come quelle storie che non hanno mai una vera chiusura. Il ritornello è nato senza filtri: una frase di difesa, perché a volte è l’unico modo per non tornare indietro. Questo pezzo non spiega i sentimenti, li fotografa. Non cerca consolazione, ma verità, anche quando fa male.”
Guarda il lyric video: https://youtu.be/NN9fVrjMoXE
Con il nuovo album “Fammi Fallire”, AvA si conferma una voce fuori dal coro nel panorama urban ed alt-pop italiano. Il disco è un’indagine senza filtri sull’apnea emotiva, un’analisi cruda di quei legami ciclici che si consumano senza mai spezzarsi definitivamente. Rinunciando a ogni retorica rassicurante, l’artista sceglie di raccontare il dolore nella sua forma più nuda e autentica.
La scrittura di AvA abbandona le astrazioni per ancorarsi a una quotidianità fatta di dettagli minimi ma carichi di tensione: un parcheggio vuoto, un bacio rubato o l’eco di un litigio infinito. In questi frammenti si consuma il dramma della dipendenza affettiva e dei rapporti tossici. Il disco diventa così un manifesto di ribellione silenziosa che rivendica tre diritti fondamentali: la lentezza per ritrovarsi, la disperazione vissuta senza vergogna e, soprattutto, il fallimento come tappa necessaria per la crescita personale.
Sotto il profilo sonoro, le produzioni elettroniche giocano su contrasti dinamici: strofe sussurrate sfociano in ritornelli diretti e a tratti brutali che, tuttavia, non offrono mai una vera liberazione catartica, mantenendo l’ascoltatore in uno stato di tensione sospesa. La voce di AvA non cerca l’effetto, ma resta ferma sul limite della narrazione, usando il linguaggio come scudo e mai come mera provocazione.
“Fammi Fallire” è un lavoro organico e maturo che evita le logiche effimere delle mode attuali. Non promette redenzione, ma offre qualcosa di più prezioso: il riconoscimento della propria vulnerabilità. È un invito a smettere di nascondere le proprie crepe e a imparare, finalmente, ad abitarle.
Spiega l’artista sul nuovo album: “Fammi Fallire è un disco scritto senza l’idea di dover funzionare. È nato da dinamiche ripetitive che non si chiudevano, da ritorni continui e da una stanchezza emotiva che non trovava sfogo. Scriverlo è stato il modo più semplice che ho trovato per restare dentro quello che stava succedendo, senza addolcirlo e senza cercare risposte. Questo album parla di legami tossici, di dipendenza emotiva e di cicli che si ripetono anche quando sai benissimo dove portano. Non c’è romanticismo, non c’è redenzione. Ci sono gesti quotidiani, parole dette male o troppo tardi, silenzi che pesano più delle discussioni: tutto quello che resta quando smetti di giustificarti. Ho scritto queste canzoni trattenendo il respiro, spesso più per difesa che per paura. In studio non ho cercato di rendere le cose più belle o più accettabili; volevo che restassero tese, irrisolte, come certe relazioni che non finiscono mai davvero. Anche quando i ritornelli esplodono, non lo fanno per liberare, ma per dire basta, almeno per un attimo. Quando l’ho ascoltato per intero, mi sono accorta di aver toccato principalmente tre macro rivendicazioni: il diritto alla lentezza/leggerezza, il diritto alla disperazione e il diritto al fallimento. Sono tutti argomenti tabù in un momento in cui tutto sembra viaggiare alla velocità della luce e siamo sottoposti a pressioni sociali insostenibili. Dobbiamo essere sempre al top, sempre performanti, fare “numeri da urlo”, essere infallibili: in pratica, disumani. Con questo album io canto la mia dissociazione da questa dinamica pericolosa e tossica, soprattutto per l’arte che, in questo modo, viene ridotta a strumento di consumo e intrattenimento ‘mordi e fuggi’, rinunciando alla sacralità della poesia. Non volevo un disco rassicurante, ma un disco onesto; uno che non spiegasse troppo, che non desse soluzioni e che lasciasse le cose così come sono. Fammi Fallire non è una richiesta di aiuto né una provocazione. È la presa d’atto che a volte fallire è l’unico modo per smettere di ripetere sempre la stessa storia. Questo disco non nasce per consolare, ma per riconoscersi. Se servirà a qualcuno per sentirsi meno solo dentro certi passaggi, allora avrà già fatto il suo lavoro.”
TRACK-LIST:
- Formentera
- Requiem
- Fammi Fallire
- Trattieni Il Respiro
- Per Aspera Ad Astra
- Josè
- La Fine Dell’Estate
- Scegli Me
- Vida Lenta Vida Loca
Biografia
Di AvA si è detto di tutto. Che è una predatrice come il suo avatar (lo squalo bianco), che è stata troppo giovane per sfondare e che ora è “troppo grande” per avere un posto nella discografia italiana. Si dice che sia una delle poche in Italia in grado di scrivere, produrre, dirigere videoclip e immaginare un universo narrativo ed estetico coerente e autentico, ma che, nonostante questo, continui a sfuggire alle definizioni più classiche.
Lo conferma con il suo nuovo album, in arrivo a cinque anni di distanza da “Lo Squalo”, il suo primo disco solista pubblicato dopo dodici anni come frontwoman della band all-female Calypso Chaos. In questo nuovo lavoro, AvA cambia di nuovo le carte in tavola, regalandoci un progetto più maturo e introspettivo, scritto senza pensare al “dopo” e capace di usare un’ironia pungente per trattare argomenti scomodi.
È difficile definirla in una sola parola o in un solo genere. La sua musica rappresenta l’eterogeneità degli ascolti che ama. Figlia degli anni ’80, ha goduto del pop degli anni d’oro e collezionato dischi di icone della musica cantautorale internazionale. Ha passato notti ad ascoltare i vinili di Tori Amos, Björk, Kate Bush, Mina e Lucio Dalla, per poi ritrovarsi nei ritmi di Rosalía, nei temi di Lady Gaga e nell’eleganza di Lana Del Rey e Amy Winehouse. L’amore per la Callas l’ha portata a studiare musica classica per oltre un decennio, mentre deve ai Queen l’imprinting per iniziare il suo percorso individuale, iniziato quando era appena un’adolescente. Da quel momento non si è mai fermata, producendo la propria musica in autonomia e studiando produzione e armonia.
Nei primi anni 2000 ha fondato le Calypso Chaos, esibendosi fino al 2017 in centinaia di live in Italia e all’estero, calcando palchi prestigiosi come l’Auditorium Parco della Musica di Roma e aprendo l’unica data italiana del tour di Peaches.
Dalle ceneri di quel progetto è nata AvA. Dal 2019, nel suo percorso solista, ha prodotto in totale autonomia “Lo Squalo”, trascinato da tracce come Shazam, Adesso il Capo sono io e Donna Alpha. Un disco aggressivo e diretto che ha introdotto in Italia il genere moombahton, totalizzando quasi mezzo milione di streaming senza etichetta né sponsor, nonostante le difficoltà della pandemia.
AvA sceglie l’onestà fino in fondo, anche quando è scomoda. Non offre soluzioni o pillole magiche; parla alle persone comuni perché è, e resta, una di loro. Racconta le storie di chi combatte per uno spicchio di felicità, di chi rimane incastrato in dinamiche tossiche o in rancori che finalmente trovano il coraggio di esprimersi senza filtri.
La cura dell’estetica, intesa come estensione della musica e coerenza stilistica, rende i suoi videoclip (firmati dal pluripremiato regista Adriano Giotti e dal direttore della fotografia Giuseppe Pignone) produzioni di alta qualità e fortemente riconoscibili, disponibili sul suo Canale YouTube https://www.youtube.com/@ava_official7923.
Con un target che va dai 24 ai 45 anni e una fanbase equamente divisa tra uomini e donne, AvA non rincorre le mode. Ha uno stile di scrittura unico e una voce che molti hanno definito “figlia della Bertè”. Non fa musica affinché “funzioni”, ma perché arrivi e rimanga. Questo la colloca fuori dalle dinamiche discografiche attuali, rendendola un’indipendente per eccellenza: una scelta consapevole con tutto ciò che essa implica.
AvA racconta la sua verità e non cerca il consenso unanime. L’unica cosa che conta è mantenere un approccio intellettuale onesto nei confronti della musica. Il suo sogno? Mantenere il coraggio di restare fedele a se stessa fino alla fine, per poter dire un giorno: “Sono stata me stessa nonostante tutto. Nonostante lo schifo, non mi avete fatto niente e la mia musica lo racconterà per sempre”.
“Fammi fallire” è il nuovo album di AvA disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 gennaio 2026 e anticipato in radio e in digitale dal singolo “Trattieni il respiro” il 23 gennaio.
