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  • “Bazar” è il nuovo singolo di Alberto Conti

    Dal 10 aprile 2026 sarà in rotazione radiofonica “Bazar”, il nuovo singolo di Alberto Conti estratto dall’omonimo album disponibile sulle piattaforme digitali dal 9 gennaio.

    “Bazar” è un brano pop dal tono leggero e ironico che scatta una fotografia di quelle relazioni un po’ complicate, sospese in un limbo dove non si capisce mai bene cosa si sia l’uno per l’altra.

    Il testo racconta la storia di due persone che continuano a sfiorarsi senza mai incontrarsi davvero, quasi come se giocassero a nascondino. Attraverso immagini quotidiane e un pizzico di sarcasmo, emerge una confusione emotiva molto comune: quella sensazione di cercarsi continuamente, ma finire per perdersi proprio nel momento in cui ci si guarda negli occhi.

    Il titolo stesso, Bazar, evoca perfettamente l’idea di un luogo caotico e rumoroso, un disordine mentale pieno di stimoli dove è difficile mettere ordine ai sentimenti.

    Commenta l’artista a proposito del nuovo singolo: Bazar parla proprio del momento in cui capisci che ogni scelta ha un prezzo e che, per uscire dall’incantesimo di una storia, bisogna avere il coraggio di fermarsi e guardare le cose per quello che sono. Musicalmente resta leggero, ma sotto quella leggerezza c’è una riflessione su quanto sia difficile interrompere certi incantesimi emotivi”.

    Il video del singolo “Bazar” è una versione live acoustic, registrata in presa diretta. Questo arrangiamento più intimo mette al centro la voce, la dinamica e l’interazione spontanea tra i musicisti.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/tEhyK_g2W2M?si=jbN_JNKsSDoXv63g

    “Oleandri” è un album che parla di relazioni fragili, di promesse non mantenute e di desideri che resistono nonostante tutto. Le canzoni nascono in momenti di attesa, quando qualcosa sta per cambiare ma non si sa ancora in quale direzione.

    L’album esplora l’incertezza, la paura e le distanze che crescono, ma anche la speranza che continua a spingere a credere nei sentimenti. Il brano omonimo, “Oleandri”, rappresenta il cuore emotivo del disco: proprio come i fiori che gli danno il nome — bellissimi ma velenosi — il brano simboleggia un amore che appare vivo e promettente, ma che nasconde un lato distruttivo.

    L’opera è una raccolta di nove tracce dai testi diretti, capaci di trasformare le fragilità quotidiane in immagini nitide e riconoscibili. La musica alterna momenti delicati a esplosioni emotive, riflettendo la tensione costante tra il desiderio di salvare ciò che amiamo e l’inevitabilità del cambiamento.

    Ascolta l’album su Spotify: https://open.spotify.com/album/6lt0IbOIYEB2cWz8889YXA?si=nH4TJbQLRaSmuF9r8jdmLg

    Biografia

    Alberto Conti (Modena, 15 agosto 2003) è un cantautore e chitarrista che unisce formazione classica e influenze contemporanee. Inizia a suonare la chitarra a otto anni, prosegue gli studi al Liceo Musicale di Modena dove si diploma in Chitarra Classica e si laurea poi in Chitarra Jazz al Conservatorio di Parma.

    Nel 2022 partecipa a Italia’s Got Talent, dove si fa conoscere distinguendosi per la qualità della sua esibizione, ottenendo così una splendida accoglienza da parte dei giudici. Nel 2025 avvia il suo percorso discografico in collaborazione col produttore Alex Bagnoli. Assieme a lui ha realizzato i brani che andranno a comporre il suo primo disco, un progetto che unisce ricerca sonora e autenticità espressiva. Nel team creativo è presente anche Marco Baroni, che contribuisce come coautore dei testi, arricchendo ogni canzone di nuove sfumature e profondità narrativa. I suoi attuali artisti di riferimento sono John Mayer, Sam Fender e Jacob Collier.

    Le sue canzoni sono scritte per le ragazze e i ragazzi della sua età, ma non nega che gli piacerebbe arrivare al cuore di un pubblico il più ampio possibile. Con la sua musica desidera raccontare la vita di tutti i giorni e le esperienze che vivono i suoi coetanei. Dal vivo, Alberto trova la sua dimensione più naturale: chitarra e voce diventano strumenti diretti per raccontare la sua musica con semplicità e autenticità. Il suo obiettivo, infatti, è quello di costruire una carriera musicale incentrata sulla chitarra e sulla voce, strumenti che desidera mantenere al centro del suo percorso artistico.

    A gennaio 2026 esce l’album d’esordio “Oleandri”.

    “Bazar” è il quarto singolo di Alberto Conti disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 9 gennaio 2026 e in rotazione radiofonica dal 10 aprile.

     

     

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  • In uscita il 10 aprile il volume Hammond Organ Complete | Edizione Italiana, di Dave Limina (traduzione di Giorgio Barozzi), pubblicato dalla casa editrice Volontè & Co.

    Il mondo delle tastiere si prepara ad accogliere una nuova pubblicazione molto importante: dal 10 aprile 2026 sarà disponibile Hammond Organ Complete | Edizione Italiana, la guida firmata da Dave Limina e tradotta in italiano da Giorgio Barozzi, pubblicata dalla Casa Editrice Musicale Volontè & Co.
    Questo volume rappresenta una risorsa completa e aggiornata per chi desidera approfondire l’arte dell’organo Hammond e degli strumenti a drawbar, un universo sonoro che ha segnato generazioni di musicisti tra jazz, rock, gospel funk.

    Una guida completa, dalla teoria alla pratica
    Hammond Organ Complete è pensato come un percorso strutturato che accompagna il lettore passo dopo passo.    Il libro introduce innanzitutto il funzionamento dello strumento, chiarendo in modo accessibile elementi fondamentali come:
    • drawbar e la costruzione del suono
    • il pedale d’espressione
    • il sistema Leslie e il suo impatto timbrico
    Da qui, il percorso si sviluppa attraverso esercizi progressivi che permettono di acquisire sicurezza tecnica e consapevolezza musicale.
    Dalla tradizione agli stili moderni
    Uno dei punti di forza del volume è l’attenzione agli stili che hanno reso iconico l’organo Hammond. Il metodo affronta infatti:
    • gospel
    • blues
    • jazz
    • funk
    • rock
    Ogni linguaggio viene esplorato attraverso esempi pratici strategie esecutive, offrendo strumenti concreti per affrontare contesti musicali reali.
    Tecnica e controllo in tempo reale
    Oltre allo studio degli stili, il libro dedica ampio spazio agli aspetti più avanzati dell’esecuzione:
    • tecniche di accompagnamento
    • uso del pedale
    • gestione dinamica di registri ed effetti durante la performance
    Questi elementi sono fondamentali per sviluppare un approccio espressivo e professionale allo strumento.
    Repertorio e applicazione
    La sezione finale propone un repertorio mirato, pensato per mettere in pratica le competenze acquisite lungo il percorso. Un passaggio cruciale per trasformare la teoria in musica concreta.
    A chi è rivolto
    Il volume si rivolge sia a studenti in fase di formazione sia a tastieristi già esperti che vogliono approfondire il linguaggio dell’organo Hammond con un approccio sistematico moderno.
    Disponibilità
    “Hammond Organ Complete – Edizione Italiana” sarà disponibile dal 10 aprile 2026.

    Per maggiori informazioni e per l’acquisto, è possibile consultare la pagina ufficiale del prodotto sul sito dell’editore.
    Con questa pubblicazione, Dave Limina porta, grazie al traduttore Giorgio Barozzi anche al pubblico italiano un metodo autorevole e pratico, destinato a diventare un punto di riferimento per chiunque voglia padroneggiare uno degli strumenti più espressivi della musica contemporanea.
  • “MangiaMaschi” è il nuovo singolo di AvA

    Dal 10 aprile 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e rotazione radiofonica “MangiaMaschi”, il nuovo singolo di AvA per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “MangiaMaschi” è un pezzo dark pop dalle forti influenze urban che affronta il tema del potere nelle relazioni con un mix di ironia e provocazione. La canzone ci immerge in un’atmosfera notturna e magnetica, dove la protagonista si muove tra seduzione e vulnerabilità, mantenendo sempre un equilibrio instabile. Attraverso un linguaggio tagliente e sensuale, emerge la figura di una donna pienamente consapevole della propria forza: una persona che sa come attirare e respingere, trasformando il desiderio in un sottile gioco psicologico di controllo e sfida.

    Il cuore del brano sta nel suo ritornello ipnotico, capace di ribaltare i ruoli tradizionali per mettere in scena una femminilità potente e volutamente sopra le righe. A livello musicale, la produzione contemporanea unisce suoni scuri e avvolgenti a un’estetica quasi cinematografica, che richiama la sensualità teatrale delle ultime produzioni di Rosalía. In definitiva, il pezzo non è solo il racconto di un conflitto emotivo, ma un vero e proprio manifesto di libertà espressiva che fonde autoironia e pop moderno in modo elegante e diretto.

    Commenta l’artista a proposito del brano: «“MangiaMaschi” nasce da una provocazione, quasi da una filastrocca dark che mi divertiva proprio per il suo tono un po’ irriverente. Mi interessava raccontare una femminilità che non chiede il permesso di essere complessa: seduttiva, contraddittoria, a volte spietata ma anche ironica. Nel mio progetto musicale mi piace giocare con queste ambiguità emotive, trasformarle in immagini forti e quasi teatrali. “MangiaMaschi” si inserisce proprio in questa dimensione: è una canzone notturna, un po’ pericolosa, dove il potere dell’attrazione diventa quasi un gioco mentale. In studio l’abbiamo trattata come una piccola scena cinematografica: volevo che il brano avesse quell’atmosfera dark pop, sensuale e magnetica, dove la protagonista sembra brillare ancora di più proprio quando tutto intorno diventa più buio.»

    Il videoclip di “MangiaMaschi” traduce in immagini l’oscurità del brano, trasformando il potere seduttivo in un’esperienza visiva quasi ipnotica. Grazie alla regia di Adriano Giotti e alla fotografia profonda di Giuseppe Pignone, lo spettatore viene trascinato nel mondo notturno di AvA, dove la dinamica del gatto col topo diventa un loop psicologico senza via d’uscita. In questo scenario, la protagonista emerge come una figura luminosa e spietata che, proprio quando tutto si fa più cupo, assume il ruolo di una predatrice consapevole e priva di pudore.

    La narrazione non segue un percorso lineare, ma si sviluppa attraverso simboli, sguardi e movimenti che suggeriscono un piacere quasi sadico nel controllare chi la circonda. È una metafora cruda della seduzione contemporanea: un gioco circolare fatto di attrazione e allontanamento che, come il mito di Sisifo, sembra destinato a ricominciare all’infinito in una sorta di tortura psicofisica. Se il testo gioca con l’ambiguità e l’ironia, il video estremizza questi concetti con immagini forti e provocatorie, consolidando un’estetica dark pop coerente dove la tensione emotiva e il ribaltamento dei ruoli di potere diventano i veri protagonisti del racconto.

    Guarda il video su YouTube: https://youtu.be/3GU0ILwRZ8U

     

     

    Biografia

    AvA è una predatrice: è una donna che ha calpestato i peggiori stereotipi femminili in scarpe da tennis e che si è conquistata una posizione sociale alternando la sua vita diurna lavorativa per trasformarsi, di notte, in un mostro fatto di beat, moombahton e urban pop che hanno infuocato le dancehall.

    La musica di AvA è il manifesto della ribalta personale a discapito di una società che ci vorrebbe inermi, disillusi e arresi all’impotenza. È il costume da supereroe nascosto sotto la divisa da lavoro.

    È la dimostrazione che chiunque ha il potere di cambiare la propria vita senza dover scendere a compromessi, anche se si è donne. Soprattutto se si è donne.

    Il progetto è nato nel 2019 dalle ceneri della band tutta al femminile nota come Calypso Chaos, di cui AvA era la frontwoman, e ha pubblicato il primo disco solista (interamente scritto e prodotto da lei) intitolato “Lo Squalo”, distribuito da Artist First su tutte le piattaforme digitali, che ha totalizzato circa 500mila streaming e decine di migliaia di visualizzazioni su YouTube.

    Oltre ai singoli estratti dal disco, complice la pandemia e un clima di totale immobilità, tra il 2020 e il 2021 AvA ha prodotto e pubblicato altri due singoli extra album: “Ti Auguro Ogni Male” e “Canzone Triste”, che a loro volta hanno totalizzato migliaia di streaming e visualizzazioni sui relativi videoclip.

    Nel 2025 AvA torna sulla scena urban pop con un nuovo album (sempre interamente scritto e prodotto da lei con la collaborazione di Manuel Finotti) che fa della leggerezza la sua cifra stilistica principale.

    Bisogna però fare un distinguo, perché spesso si tende a confondere la leggerezza con la superficialità, quando invece per leggerezza si intende una capacità profonda di accettazione del proprio destino, imparando a “surfare” sulle onde invece che affogarci dentro, godendosi le emozioni nel mentre.

    AvA ci invita a “prendere le cose come vengono” e a distaccarsi, in modo anche brutale, da questo vortice nauseabondo in cui si è trasformata l’industria musicale (e non solo), per rimettere al centro la propria sanità mentale e la propria felicità, anche attraversando profondi momenti di disperazione e solitudine.

    Il diritto alla lentezza (Vida Lenta Vida Loca), il diritto alla disperazione (Requiem), il diritto alla malinconia (La fine dell’estate, Per Aspera ad Astra), il diritto di godersi la vita nei suoi momenti effimeri e caotici (Formentera, Josè), ma soprattutto il diritto di fallire per ricominciare da capo (Fammi Fallire), sono i punti cardine da cui prendono vita le storie raccontate in questo disco.

    Un album dalle sonorità fresche ed eleganti, capace di catapultarci, tra una traccia e l’altra, da spiagge caraibiche a deserti di desolazione.

    A questo momento storico intriso di accelerazioni incontrollabili e senso di precarietà continuo, dove solo chi è all’apice della catena alimentare sembra avere qualche chance di sopravvivenza, AvA risponde alla velocità con la lentezza, alla voracità con il piacere effimero e alla felicità ostentata con lacrime vere.

    E mentre tutti sgomitano per accaparrarsi dieci minuti di notorietà in un mare pieno di pesci rossi, da bravo squalo bianco, AvA preferisce nuotare invisibile sotto il pelo dell’acqua: discreta… ma imminente.

    “MangiaMaschi” è il nuovo singolo di AvA disponibile sulle piattaforme di streaming digitale e in rotazione radiofonica dal 10 aprile 2026 per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

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  • “Per sempre” è il nuovo singolo di Varanasi

    Da venerdì 10 aprile 2026 sarà in rotazione radiofonica “Per sempre” (Overdub Recordings), il nuovo singolo di Varanasi già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 7 aprile.

    “Per sempre” è un brano che esplora il confine tra l’estasi del suono e la crudezza della parola. Ispirato alle atmosfere eteree degli Slowdive, trasforma l’immaginario dream pop in un racconto più lucido e disilluso, che affronta la perdita di sé e la decadenza interiore. La traccia costruisce un paesaggio sonoro avvolgente, tra chitarre eteree, sintetizzatori e un basso pulsante, spingendo oltre i confini dello shoegaze tradizionale e unendo la densità degli anni ’90 a una sensibilità pop contemporanea. Il contrasto tra la luminosità del suono e l’oscurità del testo genera una tensione emotiva costante, sospesa tra incanto e inquietudine.

    Spiega la band a proposito del brano: “Con questo brano abbiamo voluto esplorare il contrasto tra la luce dei suoni e l’oscurità delle parole. Al centro del pezzo c’è l’idea del vuoto splendente: una melodia che sembra un sogno, ma che nasconde una visione cruda sulla perdita di sé e sulla ‘fame oscena’ che consuma la propria interiorità. Non cercavamo un rifugio sicuro, ma un modo per far convivere la bellezza del suono con la cupezza del racconto”.

    Il videoclip di “Per sempre”, diretto da Giacomo Santini, si ispira al film “Lo specchio” di Andrej Tarkovskij. Attraverso l’uso di elementi primordiali come l’acqua, traduce in immagini la natura stratificata del brano: un viaggio introspettivo e ciclico che restituisce la sospensione tra nostalgia e oblio, con il protagonista alle prese con la propria coscienza.

     

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=FaR7SjFfjkw

     

    Biografia

    Varanasi nasce nel 2019, dopo la conclusione del percorso decennale dei Japan Suicide, con l’esigenza di costruire un progetto più coerente e in lingua italiana. Tra post-punk, shoegaze e psichedelia, la band attraversa sonorità cupe e malinconiche, mantenendo una tensione costante tra impatto e introspezione. Dall’EP omonimo fino all’album Cattedrali per principianti, il suono si muove tra trasformazione e continuità, dando forma a una nuova identità. Le influenze della band sono: Interpol, Fontaines D.C., Slowdive, Beach House. Il nuovo album in fase di finalizzazione verrà pubblicato da Overdub Recordings.

    La band è composta da: Matteo Luciani (basso), Stefano Bellerba (voce e chitarra), Leonardo Mori (tastiere), Saverio Paiella (chitarra), Matteo Bussotti (batteria).

     “Per sempre” è il nuovo singolo di Varanasi pubblicato da Overdub Recordings disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 7 aprile e in rotazione radiofonica da venerdì 10 aprile.

     

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  • In uscita il 10 aprile il volume Hammond Organ Complete | Edizione Italiana, di Dave Limina (traduzione di Giorgio Barozzi), pubblicato dalla casa editrice Volontè & Co.

    Il mondo delle tastiere si prepara ad accogliere una nuova pubblicazione molto importante: dal 10 aprile 2026 sarà disponibile Hammond Organ Complete | Edizione Italiana, la guida firmata da Dave Limina e tradotta in italiano da Giorgio Barozzi, pubblicata dalla Casa Editrice Musicale Volontè & Co.
    Questo volume rappresenta una risorsa completa e aggiornata per chi desidera approfondire l’arte dell’organo Hammond e degli strumenti a drawbar, un universo sonoro che ha segnato generazioni di musicisti tra jazz, rock, gospel funk.

    Una guida completa, dalla teoria alla pratica
    Hammond Organ Complete è pensato come un percorso strutturato che accompagna il lettore passo dopo passo.    Il libro introduce innanzitutto il funzionamento dello strumento, chiarendo in modo accessibile elementi fondamentali come:
    • drawbar e la costruzione del suono
    • il pedale d’espressione
    • il sistema Leslie e il suo impatto timbrico
    Da qui, il percorso si sviluppa attraverso esercizi progressivi che permettono di acquisire sicurezza tecnica e consapevolezza musicale.
    Dalla tradizione agli stili moderni
    Uno dei punti di forza del volume è l’attenzione agli stili che hanno reso iconico l’organo Hammond. Il metodo affronta infatti:
    • gospel
    • blues
    • jazz
    • funk
    • rock
    Ogni linguaggio viene esplorato attraverso esempi pratici strategie esecutive, offrendo strumenti concreti per affrontare contesti musicali reali.
    Tecnica e controllo in tempo reale
    Oltre allo studio degli stili, il libro dedica ampio spazio agli aspetti più avanzati dell’esecuzione:
    • tecniche di accompagnamento
    • uso del pedale
    • gestione dinamica di registri ed effetti durante la performance
    Questi elementi sono fondamentali per sviluppare un approccio espressivo e professionale allo strumento.
    Repertorio e applicazione
    La sezione finale propone un repertorio mirato, pensato per mettere in pratica le competenze acquisite lungo il percorso. Un passaggio cruciale per trasformare la teoria in musica concreta.
    A chi è rivolto
    Il volume si rivolge sia a studenti in fase di formazione sia a tastieristi già esperti che vogliono approfondire il linguaggio dell’organo Hammond con un approccio sistematico moderno.
    Disponibilità
    “Hammond Organ Complete – Edizione Italiana” sarà disponibile dal 10 aprile 2026.                                                                Per maggiori informazioni e per l’acquisto, è possibile consultare la pagina ufficiale del prodotto sul sito dell’editore.
    Con questa pubblicazione, Dave Limina porta, grazie al traduttore Giorgio Barozzi anche al pubblico italiano un metodo autorevole e pratico, destinato a diventare un punto di riferimento per chiunque voglia padroneggiare uno degli strumenti più espressivi della musica contemporanea.
  • Higetori Furà debutta con un brano che parla di crescita e disorientamento

    Scrivere e cantare d’amore, oggi, rischia spesso di produrre canzoni intercambiabili; più raramente, invece, diventa il punto da cui iniziare a parlare davvero di crescita, disorientamento e passaggio all’età adulta. Ma quando succede, una vicenda privata non riguarda più soltanto due persone e finisce per raccontare una fase della vita più ampia. “You Were By My Side”, il singolo d’esordio di Higetori Furà, è un crossover che non si limita a mescolare linguaggi, ma entra sottopelle: parte da una storia conclusa, da una vicinanza spezzata, da quel passaggio brusco e spesso inspiegabile che trasforma un “noi” in distanza, senza però fermarsi alla superficie della classica storia d’amore giunta al capolinea. La relazione finita, infatti, è soltanto la soglia da cui affiora un’altra narrazione, più sottile e più ampia: quella di chi, scrivendo tra i venticinque e i trent’anni, si trova per la prima volta a misurarsi davvero con la crescita, con le aspettative tradite, con ciò che significa diventare adulti e con la fatica di capire e percorrere il mondo circostante senza più appigli.

    Il titolo stesso, “You Were By My Side” – letteralmente “Eri al mio fianco” -, contiene già il senso del brano: il trauma silenzioso di un’assenza che continua ad agire sul presente. In quei versi attraversati da immagini di corsa, specchi, cicatrici, attrazione e frustrazione, Higetori Furà non porta in musica una sofferenza levigata o romanzata, ma uno stato d’animo irregolare, nervoso, talvolta contraddittorio, che alterna ricordi, rabbia, dipendenza affettiva e istinto di sopravvivenza. Ne risulta una canzone che conserva i segni dell’esperienza e, al contempo, li trasforma in una scrittura compatta, credibile e già riconoscibile nella sua direzione.

    Dal punto di vista puramente musicale, il brano si colloca in un territorio ibrido in cui il rap dialoga con una forte componente nu metal, mentre la lingua inglese contribuisce a rendere il racconto ancora più diretto, quasi confessionale, ma mai chiuso in un intimismo compiaciuto. C’è un attrito costante tra durezza e apertura, tra colpo ritmico e linea emozionale, tra istinto e razionalità. Ed è proprio in questo gioco di contrasti – che finisce con il creare un nuovo equilibrio – che il pezzo trova la sua identità, dando corpo a un dolore ancora vicino senza sacrificare la resa musicale.

    Eppure, ciò che rende questo esordio interessante non è soltanto il modo adulto in cui l’artista racconta la fine di una relazione. È, soprattutto, la consapevolezza con cui lo stesso guarda al suo passato. Higetori Furà riconosce che l’amore, nei suoi primi testi, ha avuto un ruolo decisivo, quasi propulsivo, come una prima benzina creativa nata in una fase ancora acerba del percorso. Allo stesso tempo, ne prende le distanze senza rinnegarlo: sa che quel tema è stato un innesco, ma sente anche che, nel tempo presente, esistono questioni più urgenti da esporre, più aderenti al momento storico e al disordine che attraversa le vite individuali ben oltre la sfera romantica.

    È qui che “You Were By My Side” comincia a funzionare come un varco di passaggio. Perché dentro il brano si avverte già la traiettoria di una scrittura che vuole andare oltre, che usa l’esperienza affettiva come soglia e non come approdo, e che nei lavori successivi intende spostare il baricentro verso altre domande: com’è il mondo intorno a noi? Che cosa produce? Che cosa toglie? Che cosa lascia addosso? E soprattutto:

    quanto pesa diventare adulti in un tempo che sembra consumare tutto in fretta, persino i sentimenti?

    In tal senso, il debutto di Higetori Furà ha un interesse particolare proprio perché non arriva già chiuso in una formula. Al contrario, mostra un artista nel momento in cui sta definendo la propria direzione, lasciando scorgere sia l’origine del proprio percorso sia il desiderio di allargarne il raggio. “You Were By My Side” è dunque un primo tassello che ha il merito di restare fedele alla propria matrice senza esaurirsi in essa: dentro c’è una relazione finita, certo, ma c’è anche il soqquadro più grande di una generazione che si scopre fragile mentre prova a sostenere il passaggio verso una nuova età della vita.

    Il progetto di Higetori Furà nasce nel 2019, dopo una notte insonne in Spagna, quando un momento di riflessione si traduce nel primo tentativo di scrivere testi. Da quel passo iniziale, nato in forma quasi poetica, prende il via un percorso che si sposta progressivamente verso il rap e l’alternative rock, senza perdere però il richiamo della melodia e una forte attenzione alla componente emotiva. La musica, del resto, ha sempre occupato uno spazio centrale nella formazione dell’artista: dai Linkin Park ai Kasabian, da Santana a Bob Marley, fino a Stromae, all’elettronica, alla musica classica del Boléro di Ravel, e poi ancora a figure come Juice WRLD, Lil Peep, Rod Wave, XXXTentacion, Kanye West ed Eminem, che hanno contribuito a orientarne l’approccio alla scrittura e alla forma-canzone.

    Anche lo pseudonimo Higetori Furà racconta molto di questa identità in movimento. Nato da un rapporto personale con la lingua giapponese, il moniker traduce liberamente e in maniera giocosa il cognome dell’artista, lasciando spazio a un’ironia consapevole e a un immaginario culturale che guarda anche all’universo di Akira Toriyama e di Dragon Ball. Non si tratta di una citazione fine a sé stessa, ma di un indizio ulteriore: la volontà di fondere serietà espressiva e leggerezza mentale, introspezione e distanza critica, senza irrigidire il proprio racconto in un’immagine univoca.

    Con “You Were By My Side”, Higetori Furà consegna dunque il primo capitolo di un cammino ancora in divenire, ma già leggibile nei suoi nuclei principali: una scrittura nata dall’esperienza, un impianto sonoro che intreccia incastri e melodie, e soprattutto un’inclinazione crescente verso temi che eccedono il perimetro della delusione sentimentale per toccare la crescita, il disagio, l’identità e il rapporto con il tempo presente.

    «“You Were By My Side” – dichiara l’artista – è la prima canzone del mio progetto, ed è nata da una storia finita, da quella sensazione straniante per cui si può essere stati vicinissimi a qualcuno e ritrovarsi poi a un divario che sembra impossibile da colmare. Ho scritto molto partendo da questo, anche perché nella mia vita ho avuto davanti un esempio d’amore saldo, quello dei miei genitori, e proprio per questo mi faceva soffrire l’idea di non riuscire a vivere qualcosa di simile in prima persona. Oggi sento il bisogno di parlare anche d’altro, perché credo che le questioni più forti che attraversano una persona vadano oltre il dolore romantico. Però non rinnego questo brano, anzi: è stato uno dei punti di partenza del mio cammino musicale e resta uno dei pezzi a cui sono più legato, anche per come è riuscito musicalmente. Nelle canzoni che sto scrivendo ora cerco di allargare lo sguardo, di raccontare anche le paure della crescita, il rapporto con gli altri e il modo in cui guardo il mondo attorno a me.»

    “You Were By My Side”, accompagnato dal videoclip ufficiale girato al Teatro Belloni di Barlassina (MB), sotto la direzione di Chiara Bettiga, segna l’avvio di un percorso che parte dal vissuto senza rimanerne prigioniero, convertendo una fine in un punto di osservazione più ampio sul tempo della crescita e sul modo in cui ci si misura con sé stessi, con gli altri e con ciò che rimane quando un legame si interrompe.


  • Cristian Calabrese nuovi appuntamenti per lo spettacolo “E loro lo sanno”

    Dopo il debutto a Brescia e a Monza, si aggiungono nuove date per il nuovo spettacolo satirico e provocatorio (da Perfect Day Artist Management) che smaschera le ipocrisie del sistema dell’ex comico e regista, voce fuori dal coro con oltre 3,7 milioni di visualizzazioni mensili. La tournée arriva anche a Roma, Prato e a Cervarese Santa Croce (PD). Biglietti disponibili.

     

    Cristian Calabrese arriva a teatro con il suo nuovo spettacolo live, “E Loro Lo Sanno”, un’opera cruda e provocatoria vietata ai minori di 18 anni. Lontano dal “politicamente corretto”, Calabrese analizza la società di oggi trasformando il disagio in satira e usando la provocazione per far riflettere il pubblico.

    In 90 minuti di racconto serrato, lo spettacolo esplora il concetto di “utopia obbligatoria”: in un mondo che ci impone felicità e sicurezza a ogni costo, cosa stiamo perdendo davvero? Calabrese mette a nudo i meccanismi che ci hanno trasformato in consumatori dipendenti dalle emozioni, mostrando come il controllo sociale stia limitando la nostra libertà individuale.

    “E Loro Lo Sanno” non è uno spettacolo comico, ma un invito a risvegliare il pensiero critico. È dedicato a chiunque sia stanco delle “favole del sistema” e sospetti che, dietro il benessere apparente, si nasconda una nuova forma di schiavitù moderna.

    Commenta l’artista prima del debutto: “Salgo sul palco dopo dodici anni di stop dalle mie prime esperienze da comico. Nel frattempo sono cambiato io e con me è cambiato il mondo che mi circonda. Non mi interessa piacere, non mi interessa compiacere, e cambio spesso opinione. Non ho paura di contraddirmi, perché non ho attaccamenti: se mi smentisco, non tradisco nessuna bandiera. Salgo sul palco senza filtri, rumoroso e pericolosamente sincero. È un atto egoistico: lo faccio perché ne ho bisogno. Altrimenti dovrei esplodere. Questo spettacolo è il mio modo di trasformare paranoia e rabbia in un rituale collettivo. Non vedo l’ora di guardare negli occhi i miei ‘Folliwer’ dal vivo. Ce lo meritiamo. Il teatro sarà il nostro luogo sacro: intimo e liberatorio.”

    CALENDARIO APPUNTAMENTI

    27 febbraio @ Der Mast – BRESCIA (SOLD OUT)

    05 marzo @ Teatro Villoresi – MONZA

    12 aprile @ Cinema Teatro Astra – SAN GIOVANNI LUPATOTO (VR)

    23 aprile @ Teatro Monterosa – TORINO

    24 aprile @ Teatro Degli Eroi – ROMA
    14 maggio @ Teatro Il Garibaldi – PRATO
    27 giugno @ Arena Montemerlo – CERVARESE SANTA CROCE (PD)

    Per info biglietti: https://cristiancalabrese.it/

    Biografia

    Cristian Calabrese è un regista, ex comico e creatore di contenuti che si è imposto nel panorama mediatico come una vera e propria voce fuori dal coro. Il suo stile comunicativo è caratterizzato da una costante sfida al buonismo, dove la realtà si mescola alla provocazione con l’obiettivo dichiarato di stimolare dibattiti autentici e profondi.

    La sua poliedrica carriera si è sviluppata attraverso diversi linguaggi espressivi, a partire dalla radio, dove per otto anni è stato il volto e la voce di Radio Studio Più. In quel contesto ha ideato e condotto “Radiofornication”, un programma diventato cult per la sua capacità di unire satira e discussioni provocatorie. Parallelamente, Calabrese ha calcato palcoscenici televisivi di grande prestigio nel mondo della comicità, partecipando a trasmissioni come Zelig Off, Zelig 1, Central Station e Metropolis.

    Negli ultimi anni il suo percorso si è arricchito di importanti esperienze nel cinema internazionale. Ha interpretato un ispettore di polizia nel film Code Karim del 2021 e, più recentemente, ha vestito i panni di un prete nel thriller The Contract, recitando in un cast di rilievo al fianco di Kevin Spacey. Questa versatilità lo ha reso una figura di spicco anche nel mondo digitale, dove vanta oggi una presenza massiccia con una media di 3,7 milioni di visualizzazioni mensili e una comunità di oltre 300.000 follower distribuiti tra TikTok, Instagram, Facebook, YouTube e Telegram.

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  • Un album nato in detenzione porta il reinserimento oltre le dichiarazioni

    Nelle carceri italiane il silenzio non coincide solo con l’assenza di suono, ma con tutto ciò che la detenzione, col tempo, comprime, interrompe e finisce per relegare in secondo piano: il ruolo sociale, la possibilità di essere riconosciuti per qualcosa che non sia soltanto l’errore commesso, l’identità stessa. Una sottrazione che segna la differenza sostanziale tra parlare di reinserimento e mettere qualcuno nelle condizioni di lasciare una traccia concreta. “Free For Music Vol. 1” nasce da questa differenza: all’interno della Casa Circondariale Sanquirico di Monza, dove il laboratorio musicale promosso e finanziato da Orangle Records con la supervisione socio-educativa di Paolo Piffer arriva oggi ad un esito compiuto: un disco.

    L’album, disponibile tutte le piattaforme digitali, è stato presentato in anteprima nel corso di una conferenza stampa — la prima in Italia ammessa all’interno di un penitenziario — e raccoglie sei brani scritti e interpretati dai detenuti che hanno partecipato al laboratorio, trasformando un’attività nata entro il perimetro del carcere in una pubblicazione vera e propria, con titoli, crediti, autori, compositori, interpreti e una destinazione chiara all’interno del mercato discografico.

    “Free For Music Vol. 1” rappresenta, almeno per questa prima fase, il punto di approdo di un lavoro cominciato mesi fa all’interno dell’istituto e sviluppato con continuità, metodo e una chiara direzione educativa: fornire ai partecipanti competenze concrete, strumenti espressivi e uno spazio in cui rielaborare rabbia e vissuti personali complessi in una forma diversa, non distruttiva, non violenta e orientata, con disciplina, alla scrittura e alla musica.

    Gli incontri con Lazza, Fedez, Jake La Furia e Camilla Ghini — con Emis Killa presente in ognuno degli appuntamenti —, sono stati momenti diversi, ma guidati dalla stessa intenzione; quella di rendere la musica un mezzo di confronto, assunzione di responsabilità, rielaborazione individuale e acquisizione di abilità spendibili anche oltre il periodo detentivo.

    In un sistema penitenziario in cui i percorsi formativi devono spesso misurarsi con limiti strutturali, tempi burocratici, autorizzazioni e margini operativi ridotti, portare un laboratorio interno fino alla soglia del mercato discografico significa spostare il baricentro dalla semplice attività al risultato, dall’intenzione all’esistenza di un prodotto culturale compiuto.

    Già nei mesi scorsi Free For Music si era distinto per la volontà di non lasciare i brani chiusi nelle celle o nelle sale del laboratorio, ma di portarli fuori, metterli in circolazione, assegnare loro un’effettiva possibilità di ascolto. Con “Free For Music Vol. 1”, quell’opportunità prende vita.

    L’uscita del disco conferma, del resto, la natura del progetto fin dal suo avvio. Free For Music non è nato come una visita occasionale di artisti all’interno del carcere, né come un’iniziativa pensata per il solo valore testimoniale. Fin dal primo appuntamento, il laboratorio si è posto il problema di come trasformare l’arte in competenza, in un linguaggio capace di fondere espressione individuale, lavoro e possibilità futura.

    Quando Lazza ed Emis Killa sono entrati per la prima volta a San Quirico, l’essenza dell’incontro non era la straordinarietà della loro presenza, ma l’ascolto dei brani, il poter parlare di mestiere, la condivisione di errori, pressioni, scelte, occasioni colte o mancate. Più avanti, con Fedez, il confronto si è allargato ai temi della libertà, della responsabilità, dell’influenza della musica sulle nuove generazioni, del rapporto tra espressione e conseguenze. Con il terzo appuntamento, il discorso si è ulteriormente approfondito, toccando il valore del tempo, la possibilità di cambiare, il significato del reinserimento e il rapporto tra credibilità, disciplina e lavoro.

    È la stratificazione di questi confronti a suggerire che il reinserimento non può restare un enunciato di principio, ma deve passare anche dalla creazione di strumenti, competenze e occasioni che permettano ai detenuti, a fine pena, di non portare con sé soltanto il marchio dell’errore.

    “Free For Music Vol. 1” raccoglie sei tracce, ciascuna legata a una voce, a una scrittura e a un messaggio distinto:

     Tracklist:

    1. “Amor Verdadero” – Ezequiel
    2. “Amore Paranoia” – Reda
    3. “Provenienza” – Cuba
    4. “Hey My Girl” – Mappa
    5. “Billete Falso” – Yandre
    6. “Tuta Arsenal” – Falco Cash

    Bastano i titoli a far percepire provenienze, lessici, urgenze e immaginari differenti. Dall’album affiorano i sentimenti, filtrati dalla distanza e dal senso di colpa, il denaro, l’appartenenza, l’errore, le radici e il modo in cui ciascun partecipante prova a guardare al futuro senza lo stigma del proprio passato. Una pluralità di voci, sguardi e vissuti che, per una volta, non raccontano la detenzione da chi la osserva dall’esterno, ma portano con sé individualità diverse che nella scrittura e nella musica hanno trovato non solo un unico codice espressivo, ma un modo per arginare quel silenzio, quel vuoto, che la detenzione finisce spesso per scavare attorno all’identità e all’idea stessa di futuro.

    “Free For Music Vol. 1” non è una parentesi filantropica, ma una prova tangibile, udibile e pubblica depositata fuori dalle mura. È la conferma che in alcuni luoghi scrivere una canzone non è un modo per passare il tempo, ma l’affermazione del diritto di riprendere la parola e rientrare nel mondo da un punto diverso rispetto a quello in cui si era interrotto tutto.

    La realizzazione dell’album e dell’intera iniziativa è stata possibile grazie alla collaborazione delle istituzioni e al lavoro dei funzionari giuridico-pedagogici, della coordinatrice dott.ssa Mariana Saccone, della dott.ssa Elena Balia e della dott.ssa Laura Fumagalli, insieme alla Direzione, agli educatori e alla Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale Sanquirico di Monza, che hanno seguito ogni fase organizzativa.

    Free For Music è pensato come un percorso continuativo, destinato a proseguire all’interno del carcere di Monza e ad aprirsi progressivamente anche ad altri istituti penitenziari che hanno manifestato interesse, con interlocuzioni e pratiche già avviate.

    Immagini e video sono stati realizzati dalla fotografa Aurora Ingargiola.

  • Don Pasquale Ferone torna con “Tenacia”: una canzone che invita a resistere

    Ci sono canzoni che non hanno bisogno di effetti, di grandi produzioni o di suoni complessi per arrivare. Hanno bisogno solo di arrivare alle orecchie giuste.
    “Tenacia” di Don Pasquale Ferone è una di quelle: nasce in punta di piedi, con voce e chitarra, ma riesce a entrare dentro con una forza sorprendente.

    Il brano si presenta come un dialogo sincero, quasi una preghiera sussurrata, che invita a non perdere mai la fiducia, nemmeno quando tutto sembra andare storto. Il testo è un incoraggiamento continuo a restare saldi, a credere, a non avere paura, anche nei momenti in cui il mondo sembra offrire poche certezze. Non è un messaggio distante o solenne, ma qualcosa di vicino, quotidiano, che parla a chiunque si sia sentito smarrito almeno una volta.

    Musicalmente, “Tenacia” sceglie la strada più diretta: un arrangiamento completamente unplugged, fatto solo di voce e chitarra, incarnando lo stile di Don Pasquale. La chitarra accompagna con delicatezza, senza mai invadere, mentre la voce si muove con naturalezza, portando avanti il racconto con autenticità. Il ritmo è lento, disteso, quasi a voler dare il tempo di ascoltare davvero ogni parola.

    C’è un passaggio che colpisce più di altri:
    “Tieni sempre forte la tua mano nella Sua e rimani sempre nella gioia del Signore”
    Una frase semplice e potente, che racchiude tutto il senso del brano. La tenacia qui non è ostinazione ma risolutezza, quella che ti fa andare avanti anche quando non hai tutte le risposte.

    “Tenacia” è quindi più di una canzone, è un messaggio, una guida, un invito a rallentare e ritrovare sé stessi. Un brano che punta dritto all’anima, senza artifici, e proprio per questo riesce a essere autentico e diretto.

    Il brano sarà in rotazione radiofonica e disponibile su tutte le piattaforme digitali pronto a farsi spazio tra le emozioni di chi saprà ascoltarlo davvero, mentre il videoclip ufficiale è già disponibile sul canale Youtube del cantautore.

    Don Pasquale Ferone BIOGRAFIA

  • Un assassino spinto dalla vendetta. Una detective perseguitata dal passato. Un duello al cardiopalma nel thriller mozzafiato “Uno stallo mortale” del maestro del brivido Robert Dugoni

    Robert Dugoni, autore thriller che ha venduto oltre 10 milioni di copie nel mondo e più di 150.000 copie in Italia, firma il nuovo attesissimo capitolo della serie che ha conquistato milioni di lettori e domina da anni le classifiche Amazon.

    In “Uno stallo mortale”, in uscita il 26 marzo per Indomitus Publishing, la detective Tracy Crosswhite affronta la sfida più personale e pericolosa della sua carriera.

    Nonostante il sangue freddo che la caratterizza e non la lascia mai scuotere, l’interrogatorio di Erik Schmidt, un killer spietato sospettato di due omicidi irrisolti, la spinge al limite. Schmidt infatti ha dei legami sinistri con l’assassino della sorella di Tracy: vecchie ferite si riaprono inaspettatamente e risvegliano il trauma che ha forgiato la sua vita.

    Quando durante un’esercitazione di tiro un errore fatale la fa crollare, Tracy cerca rifugio nella quiete di Cedar Grove, con suo marito, sua figlia e la tata, in cerca di un weekend ristoratore nella casa della sua città natale. Ma la pace è solo un’illusione. Un cavillo legale rimette infatti in libertà Schmidt e Tracy teme che il predatore possa essere sulle sue tracce.

    In un gioco del gatto col topo, dove ogni mossa può essere l’ultima, Tracy dovrà sfruttare astuzia, coraggio e ogni grammo del suo addestramento per proteggere chi ama. Riuscirà a sconfiggere un maestro del crimine o questo stallo mortale le costerà tutto?

    “I lettori americani hanno già decretato il successo del romanzo: «Emozionante dall’inizio alla fine», «Uno dei migliori della serie», «Colpi di scena continui e un finale carico di suspense», «Tracy è più umana e complessa che mai» – ha commentato l’editore Davide Radice. Molti lo definiscono uno dei capitoli più intensi e coinvolgenti dell’intera saga, con un ritmo serrato, un eccellente approfondimento dei personaggi e un coinvolgimento emotivo che non dà tregua”.

    Punto di riferimento assoluto del thriller poliziesco a livello internazionale, la serie Tracy Crosswhite continua a collezionare infatti record di vendite e un consenso crescente sia tra i fan storici sia tra i nuovi lettori.


    DATI TECNICI

    Titolo: Uno stallo mortale

    Autore: Robert Dugoni

    Casa editrice: Indomitus Publishing

    Data di pubblicazione: 26 marzo 2026

    Costo: ebook € 7,99 (in esclusiva su Amazon, incluso in Kindle Unlimited) / paperback € 19,99 in libreria e su tutti gli store online

    Pagine: 404

    Link al sito: https://www.indomitus-publishing.it/product/uno-stallo-mortale-robert-dugoni/

    https://www.amazon.it/dp/B0FHKY7LZP


    BIOGRAFIA AUTORE

    Robert Dugoni è autore di numerosi thriller di successo. I suoi libri sono stati paragonati a quelli di Scott Turow e Nelson DeMille ed è stato definito “il re indiscusso del legal thriller” e “l’erede al trono letterario di Grisham”.

    Il talento di Dugoni nel mescolare trame intricate con personaggi profondi e riconoscibili gli ha guadagnato un seguito devoto e numerosi premi, inclusa la Nancy Pearl Award per la Fiction. Le sue opere non sono solo storie ma esplorazioni nella psiche umana, nella giustizia e nelle linee sfocate tra giusto e sbagliato.

    Acclamato dalla critica, bestseller del New York Times, Wall Street Journal, Washington Post e #1 su Amazon con oltre 10 milioni di copie vendute in tutto il mondo e più di 150 mila in Italia, è noto soprattutto per la sua serie poliziesca Tracy Crosswhite ambientata a Seattle. È anche l’autore della serie di spionaggio Charles Jenkins, della serie di thriller legali David Sloane e di diversi romanzi stand-alone. Diversi suoi romanzi sono stati opzionati per film e serie televisive. I libri di Dugoni sono venduti in più di venticinque paesi e sono stati tradotti in più di trenta lingue.

    CASA EDITRICE

    Indomitus Publishing è una casa editrice alternativa, indipendente e attenta nello scegliere accuratamente storie avvincenti per il mercato editoriale dando fiducia ai bravi Autori italiani e rispettando la natura grazie ad un’attenta pianificazione delle tirature per evitare sprechi.