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  • “Acqua Ossigenata” è il nuovo singolo di Rey

    Da venerdì 13 marzo 2026 è in rotazione radiofonica “Acqua Ossigenata”, il nuovo singolo di Rey, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 27 febbraio.

    “Acqua Ossigenata” è una ballad indie-pop che utilizza una sostanza capace di bruciare come metafora di una dipendenza affettiva totalizzante. Il titolo nasce dall’immagine chimica dell’acqua ossigenata, soluzione di perossido di idrogeno dall’azione ossidante che può diventare corrosiva e tossica. L’idea paradossale di “berla” diventa così l’estremizzazione di un amore che consuma e corrode, trasformando la cura in veleno. Tra elettronica pulsante e aperture più intime, il brano racconta fragilità, senso di inadeguatezza e bisogno di appartenenza, delineando il profilo di una relazione tossica ma imprescindibile.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “L’ispirazione per questo brano è arrivata in un mercoledì sera qualunque. Ero a casa, senza rumore attorno, in uno di quei momenti in cui la testa vaga libera. All’improvviso mi è passata per la mente una frase: ‘Ed ora bevo solo acqua ossigenata’. Può sembrare assurda, quasi stupida, ma mi ha colpito in modo istantaneo. Dentro quella frase ho sentito un’immagine forte, quasi dolorosa: qualcosa che brucia, che disinfetta, che pulisce ma allo stesso tempo fa male. Da lì ho iniziato a costruire tutto il mondo del brano. Mi sono seduto al pianoforte e ho iniziato a cercare dei giri armonici che potessero sostenere quella sensazione, qualcosa di malinconico ma luminoso allo stesso tempo. Le parole sono scese senza filtri, come se fossero già lì ad aspettare. È stato uno di quei rari momenti in cui non devi forzare nulla: la canzone si è scritta praticamente da sola.

    Dopo un’ora era finita. L’ho sentita completa, necessaria. Era come se avessi avuto un’urgenza precisa di esprimere quelle emozioni in quel momento esatto, e il brano è diventato il modo più diretto e sincero per farlo.”

    Biografia

    REY lavora al suo progetto artistico da circa otto anni. Ha iniziato a sedici anni scaricando FL Studio per puro divertimento; la pratica della produzione si è rapidamente trasformata in ossessione, accompagnata dalla scoperta della scrittura di testi e dall’amore per la forma-canzone pop/indie-pop. Oggi, a ventiquattro anni, affronta il percorso in modo strutturato tra studio, produzioni e live. Le principali reference musicali di REY includono artisti italiani e internazionali: fra i riferimenti nazionali cita TANANAI e Calcutta; a livello internazionale trae ispirazione dalla scena indie-pop come The 1975, Keshi e Bleachers. Stilisticamente integra influenze synth anni ’80 nella palette sonora.

    REY ha una formazione tecnica in produzione audio: studia presso SAE Institute Milano e sta imparando a suonare la chitarra. La combinazione di formazione tecnica e pratica autodidatta nella produzione è centrale nel suo processo creativo. Brani da conoscere assolutamente: AFTER SEX (singolo uscito a dicembre 2025).

    Per le produzioni REY collabora con Alessandro Fava e con il team Cosmophonix; per l’immagine e la fotografia si affida a Carlo Bianchetti, amico di lunga data e fotografo personale fin dall’inizio del percorso.

    Il target musicale di REY è costituito da ragazzi e ragazze (con una prevalenza femminile dato il focus sui temi amorosi) tra i 14 e i 30 anni, ascoltatori di pop, indie pop, alternative pop e bedroom pop. Questo segmento ricerca testi riconoscibili, melodie immediate e sonorità che alternino intimità e dinamismo.

    Con la sua musica REY punta a raccontare esperienze di vita personali e altrui: le piccole sfaccettature dell’amore, le insicurezze quotidiane, i rimpianti e i momenti di crescita. Vuole creare canzoni che facciano sentire l’ascoltatore visto e compreso, combinando liriche dirette e arrangiamenti che mescolano intimacy e atmosfere synth-pop.

    L’obiettivo professionale di REY è portare la sua musica sui palchi di tutta Italia, svolgere un tour internazionale e vivere pienamente il progetto artistico come attività principale; questo traguardo è previsto e desiderato entro circa 3 anni. Parallelamente punta a costruire una community di ascoltatori che si identifichino nella sua musica, trasformando l’ascolto in partecipazione attiva (fanbase, live, interazione digitale).

    “Acqua Ossigenata” è il nuovo singolo di Rey disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 27 febbraio e in rotazione radiofonica da venerdì 13 marzo 2026.

     

     

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  • “Amore universale” è il nuovo singolo di Linn

    Dal 13 marzo 2026 sarà in rotazione radiofonica “Amore universale”, il nuovo singolo di Linn disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 6 marzo.

     

    “Amore universale” è un brano  immerso in un’atmosfera pop venata di malinconia e affronta il delicato tema dell’accettazione dopo la fine di un legame profondo. Attraverso un dialogo diretto, l’artista si rivolge alla controparte liberandosi da ogni forma di rancore, ma ribadendo la necessità del distacco come atto fondamentale di auto-protezione.

    Commenta l’artista proposito del brano: “Per la prima volta mi ritrovo ad interpretare un brano che mi è stato scritto e che non ho creato completamente di mio pugno. Tuttavia, ho avuto con Juliana Nikollaj un’intesa fortissima da subito, ed è riuscita a captare quello che desideravo comunicare. Il brano parla sì di una rottura, ma non della parte più dolorosa di quest’ultima, piuttosto, della fase in cui i cocci sono stati raccolti tutti e si ricomincia ad incollarli insieme, facendogli prendere una nuova forma.”

    Il video di “Amore Universale” ha un’impronta visiva intima e malinconica, caratterizzata da un’estetica vintage che richiama la pellicola, con colori caldi, grana marcata e bagliori di luce soffusi.

    Il visual gioca magistralmente con l’estetica degli specchi infranti: frammenti di sguardi e dettagli dell’artista si riflettono nelle crepe, trasformando l’immagine in una potente metafora della ricostruzione interiore e del ritorno a se stessi. Questi riflessi spezzati dialogano con le inquadrature della protagonista stesa sopra un collage di fotografie, suggerendo un faticoso ma necessario viaggio tra i frammenti dei propri ricordi.

    Guarda qui il visual video su YouTube: https://youtu.be/6zu64lnVZsI?si=qTtnnZ5-6fGL9P_D

    Biografia

    Sangue a metà strada tra Piemonte e Veneto, Linda Antosiano, in arte Linn, classe 1999, sputa su musica complessi e paranoie di chi, a vent’anni, si ritrova a fare i conti con il futuro.

    Alle spalle una formazione professionale presso l’accademia “MTS – Musical! The School” nell’ambito del teatro musicale, dove si è formata come artista a tutto tondo, includendo anche le discipline della danza e della recitazione.

    Ha preso infatti parte alla tournée teatrale di “Raffaella! – Omaggio alla Carrà” nel ruolo di voce dell’orchestra.

    A seguire si è laureata presso l’istituto “VMS” di Loretta Martinez in canto pop; è stato proprio durante questo percorso che ha iniziato a produrre veri e propri inediti.

    Tra gli ultimi singoli pubblicati troviamo “Siamo stati dinosauri”, “Iride” e “Mille ferite per te”, un vero viaggio all’interno della sensibilità dell’artista.

    Tra le sue esperienze artistiche, ha dato voce alle sigle della serie Netflix “I misteri di Barbie”.

    Nel 2025 si è classificata tra i 40 finalisti del “Fatti Sentire Festival”.

     

    “Amore universale” è il nuovo singolo di Linn disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 6 marzo 2026 e in rotazione radiofonica dal 13 marzo.

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  • Risuona il quarto movimento della “sinfonia urbana” dei Monza Music Meetings:  dal 15 al 29 marzo torna la rassegna con concerti, spettacoli e conversazioni culturali


    Con l’organista e compositore francese Thierry Escaich, la performer statunitense Zosha Warpeha, l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano e prestigiosi solisti, oltre a protagonisti del dibattito culturale come Cecilia Balestra, Stefano Jacoviello e Ambra Redaelli, la quarta edizione dei Monza Music Meetings intreccia grandi concerti, conferenze, progetti per l’infanzia e le scuole  ed esperienze immersive nei luoghi simbolo della città, dalla Reggia al Duomo. La rassegna, ideata dall’Orchestra Canova con l’Accademia Chigiana di Siena e l’associazione Musicamorfosi, si conferma come uno degli appuntamenti più dinamici della primavera musicale lombarda

    MONZA – Torna la rassegna Monza Music Meetings con un fitto programma di concerti, spettacoli e incontri che dal 15 al 29 marzo animeranno il capoluogo della Brianza. Progettata e organizzata dall’Orchestra Canova insieme all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e all’associazione culturale Musicamorfosi, in collaborazione con il Comune di Monza, la manifestazione, giunta alla quarta edizione, si rivolge a pubblici differenti per età, competenze e sensibilità, dai bambini agli adulti, dai melomani più smaliziati ai semplici curiosi, con un’offerta di proposte articolate e diversificate.
    La nuova edizione approfondisce, in particolare, il rapporto tra musica, comunità e trasformazione, esplorando il suono come strumento di relazione, consapevolezza e rigenerazione culturale. Il programma intreccia proposte dedicate all’infanzia e alle scuole, appuntamenti concertistici di rilievo, esperienze immersive e interventi musicali diffusi nello spazio urbano, coinvolgendo luoghi simbolici della città: dalla Reggia al Duomo, dagli istituti culturali alle vie e negozi del centro storico. Dal repertorio antico alla creazione contemporanea, dalla musica sacra alla sperimentazione, i Monza Music Meetings mettono in dialogo tradizione e attualità, artisti affermati e nuove generazioni, promuovendo una visione della musica come pratica viva, capace di interrogare il presente, attivare il territorio e generare nuove forme di ascolto e partecipazione.
    Il tutto grazie al contributo del Comune di Monza, Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e Regione Lombardia, il supporto di Acinque, BrianzAcque, Banco Desio ed Elli e la collaborazione di una pluralità di partner tra cui l’associazione musicale Rina Sala Gallo di Monza, l’associazione culturale Novaluna, il Sistema Carrobiolo, il Carlo Alberto District e la Cappella Musicale del Duomo di Monza.
    Nello spirito stesso dell’incontro, motivo propulsore della rassegna, la città di Monza è protagonista della manifestazione nella sua totalità. A partire dal suo Duomo che, lunedì 16 marzo (ore 21, ingresso libero con libera donazione), ospiterà il concerto intitolato Cantus in Memoriam Benjamin Britten con l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano, il baritono Giacomo Nanni, la violista Maria Cecilia Villani e l’oboista Daniele Arzuffi. L’evento è dedicato a quattro grandi compositori come Benjamin Britten (di cui ricorrono i 50 anni dalla morte), John Dowland, Arvo Pärt e Johann Sebastian Bach in un percorso che attraversa quattro secoli, dal Rinascimento inglese al minimalismo contemporaneo fino alla scoperta delle emozioni più intime e profonde della musica strumentale e vocale. Apre Flow my Tears di John Dowland (1596), celebre pavana nella trascrizione per orchestra da camera a cura di Enrico Pagano. Segue Lachrymae, op. 48 di Benjamin Britten (1950), variazioni per viola e archi sul tema di Dowland, ponte tra Rinascimento e modernità, a cui risponde Arvo Pärt con il Cantus in Memoriam Benjamin Britten (1977). Chiude Ich habe genug, BWV 82 di J.S. Bach, cantata per basso, oboe e archi composta nel 1727 ed eseguita in occasione della Festa per la purificazione di Maria: un percorso meditativo sull’immagine della morte e sul significato che questa assume per il credente.

    Sempre nel Duomo l’evento centrale di questa nuova edizione, a cura dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena: il concerto, in programma mercoledì 25 marzo (ore 21, ingresso libero con offerta libera a favore del progetto Sinfonia territoriale presso la Fondazione della Comunità di Monza e della Brianza), intitolato Notre Dame di Monza. Protagonista sarà il celebre compositore, organista e improvvisatore francese Thierry Escaich, docente di composizione e improvvisazione al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi, organista titolare della Cattedrale di Notre-Dame e figura di riferimento assoluto della scena musicale contemporanea europea. Dal 2025 Escaich è docente del corso estivo di alto perfezionamento in organo dell’Accademia Musicale Chigiana – L’improvvisazione all’organo tra tradizione e creazione – restituendo vita, dopo oltre vent’anni di assenza, a uno storico insegnamento che nel Novecento ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per la scuola organistica internazionale. La sua presenza a Monza si inserisce, dunque, idealmente in un progetto artistico e formativo di ampio respiro, che intreccia alta formazione, creazione contemporanea e valorizzazione del patrimonio organistico europeo. Il concerto si configura come un ponte ideale tra la grande tradizione organistica francese e la storia spirituale e civile custodita dal Duomo di Monza. Se Notre-Dame è simbolo universale di memoria, resilienza e rinascita, il Duomo monzese custodisce la Corona Ferrea, emblema del potere imperiale e della storia europea, con cui fu incoronato anche Napoleone Bonaparte. In questo dialogo tra luoghi-simbolo, l’organo diventa voce di una continuità culturale che attraversa i secoli, mettendo in risonanza Parigi e Monza, la dimensione sacra e quella civile, la tradizione e l’improvvisazione contemporanea. L’appuntamento rappresenta così uno dei momenti più significativi del respiro europeo che caratterizza la progettazione culturale dei Monza Music Meetings. L’indagine su “lo spazio della musica” trova nell’organo – strumento monumentale e comunitario per eccellenza, al tempo stesso arcaico e contemporaneo – una sintesi particolarmente intensa, capace di connettere architettura, storia e creazione sonora. L’iniziativa è sviluppata nell’ambito del progetto Spiritual Music di Musicamorfosi cofinanziato dall’Unione Europea.

    Quindi gli appuntamenti al Teatro di Corte della Reggia di Monza, all’interno delle rassegne Musique Royale Teatrino Piccino. Si parte domenica 15 marzo (ore 11 e 16.30; ingresso 5-8-10 euro), con replica il giorno successivo per le scuole con lo spettacolo Differenzio e Ricicletta, indicata in particolare per i bambini dai sei agli undici anni di età. Tutto può avere una seconda vita, tutti hanno diritto a una seconda opportunità. E così Differenzio e Ricicletta, due nobili decaduti vissuti da sempre nello sfarzo e nello spreco, decidono di viaggiare con il loro cassonetto, trasformato in forziere, per promuovere la cultura del riuso. Attraverso canzoni e giochi a premi i due personaggi incoraggiano a differenziare e riciclare gli scarti delle nostre città con maggiore consapevolezza.
    Venerdì 20 marzo riflettori puntati sulla compositrice e performer statunitense Zosha Warpeha, in scena al Teatro di Corte della Reggia di Monza (ore 21, ingresso 10-15 euro), i cui lavori sono in bilico tra improvvisazione contemporanea e tradizioni folk. Nella sue composizioni che esplorano le trasformazioni del tempo e della tonalità, Warpeha utilizza strumenti a corda con arco (come l’Hardanger d’amore, strettamente imparentato con il violino norvegese Hardanger) e la propria voce. I suoi progetti più recenti sono influenzati dalle forme cicliche, dall’elasticità ritmica e dal folklore nordico.
    Sabato 21 marzo, sempre al Teatro di Corte, in occasione dell’International Early Music Day, doppio appuntamento con Happy Bachday! (ore 17.30 e 20, ingresso 10-15 euro), protagonisti i solisti Donatella Gibboni (violino), Tommaso Maria Maggiolini (flauto) e Nicolò Pellizzari (clavicembalo) e l’Orchestra Canova, che eseguiranno concerti per soli e orchestra di J. S. Bach e A. Vivaldi. Il Teatro di Corte offre anche in questa occasione la cornice perfetta per apprezzare l’ingegneria e lo sfarzo della musica barocca. Il giorno prima, venerdì 20 marzo, Happy Bachday! andrà in scena per le scuole (alle ore 10 e alle ore 12).
    Il Teatro di Corte vedrà infine esibirsi, domenica 22 marzo (ore 11 e 16.30, ingresso 10-15 euro), i chitarristi Giulio Tampalini e Daniele FabioTwelve Strings è l’incontro di due vulcanici musicisti che presenteranno un coinvolgente programma tra antico e contemporaneo, tra classica e canzoni popolari. Il concerto è realizzato in collaborazione con La Società dei Concerti di Milano.
    Sabato 28 marzo, il salotto di Monza – e in particolare le botteghe dei commercianti del Carlo Alberto District – sarà animato da intermezzi musicali diffusi: shopping e cultura andranno a braccetto, nelle vie del centro, per tutta la giornata inaugurando anche un nuovo spazio cittadino di accoglienza, l’Ostello del Carrobiolo. Infine, domenica 29, nell’ultima giornata dei Monza Music Meetings, il Moderno, accogliente lounge bar e pasticceria nel cuore della città, ospiterà la conversazione culturale Note ribelli (ore 11, ingresso libero), con la presenza di Cecilia Balestra (direttrice di Milano Musica), Stefano Jacoviello (responsabile progetti culturali e media dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena) e Ambra Redaelli (presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Milano). I relatori si confronteranno soprattutto su ciò che sta “dietro” la musica: la visione, la missione, gli obiettivi e le strategie che gli operatori culturali mettono in campo. Al centro della conversazione, moderata da Marianna Musacchio (responsabile comunicazione di Musicamorfosi), l’idea di una “resistenza gentile” che passa attraverso l’educazione all’ascolto, intesa come pratica consapevole e condivisa per contribuire alla costruzione di una società più attenta, inclusiva e coesa.
    Afferma Arianna Bettin, assessora alla Cultura del Comune di Monza«La quarta edizione dei Monza Music Meetings conferma la sua altissima qualità e l’apertura internazionale, con ospiti d’eccezione e nel segno della sperimentazione nella riscoperta della musica classica e da camera. Siamo pronti ad aprire il ricco anno concertistico monzese facendo risuonare alcuni dei luoghi più simbolici e belli del nostro territorio. Monza non intende solo proporsi come città in cui si fa e si ascolta musica, ma anche dove si accoglie la musica: è con questo spirito che ci accingiamo ad ospitare tanti straordinari artisti da oggi, con Monza Music Meetings, al concorso Rina Sala Gallo, all’interno del calendario di MusicAmonza 2026».
    Le fa eco Annamaria Di Ruscio, vicepresidente di Acinque, storico punto di riferimento nelle forniture e nei servizi legati all’energia: «Sosteniamo con convinzione il progetto dei Monza Music Meetings che declina la suggestione delle sette note in grandi concerti, rendez-vous, esibizioni e progetti che coinvolgono le scuole e le comunità. La quarta edizione riafferma lo spessore di una manifestazione già stabilmente inserita fra gli appuntamenti più significativi della regione e del territorio, cui porta valore attraverso una proposta articolata e carica di suggestioni che coinvolge i luoghi chiave di Monza. La nostra azienda vuole concorrere alle occasioni di socializzazione per le comunità locali e allo sviluppo del marketing territoriale che genera visibilità e indotto attraverso una proposta di eccellenza e di qualità».

    Programma completo e modalità di accesso: www.musicamorfosi.it 


  • “Mora” il nuovo singolo di Dj Malvi. Il 26 marzo evento esclusivo al JUSTME di Milano con Lele Mora

    Dal 23 gennaio 2026 è disponibile sulle piattaforme digitali “MORA”, il nuovo singolo di Dj Malvi che racconta una delle figure più iconiche e discusse dello spettacolo, Lele Mora. Giovedì 26 marzo, il JUSTME di Milano ospiterà il “LELE MORA Show”, un evento esclusivo che vedrà la presentazione in anteprima nazionale del nuovo singolo e del relativo disco tour.

    “Mora”, disponibile su etichetta MR Records e nato dalla collaborazione con Marco Rotelli, è il ritratto sonoro tra potere, successo e fragilità umana. Non una semplice traccia da club, ma un progetto di “dance d’autore” che esplora attraverso il ritmo una delle figure più iconiche, discusse e centrali dello spettacolo italiano: Lele Mora.

    “Mora” è un brano che attraversa i temi del successo e del potere, trasformando una storia reale in un racconto sonoro capace di evocare un’intera epoca della televisione italiana. Il brano costruisce un ritratto cinematografico, concentrandosi sull’impatto simbolico della fama e sulla sua esposizione totale.

    Lele Mora è stato il più influente talent manager tra gli anni ’90 e i primi 2000, capace di lanciare carriere e dominare la scena mediatica nazionale. Con questo singolo, Dj Malvi fonde memoria e attualità, confermandosi un artista attento alle storie che hanno segnato l’immaginario collettivo.

    Spiega Dj Malvi a proposito del brano: Volevo raccontare una storia vera, forte, piena di contrasti. La figura di Lele Mora mi ha sempre colpito perché racchiude il successo e la visibilità, ma anche la fragilità che spesso sta dietro a quel mondo. ‘Mora’ gioca proprio su questo contrasto: l’energia della musica dance e il racconto di un personaggio simbolo”.

    Il videoclip di “Mora” (in uscita il 20 marzo), diretto da Simone Nicolaci, ha comune protagonista lo stesso Lele Mora, intento a giocare con la propria immagine e il proprio ruolo nella cultura pop italiana.

    Il video si arricchisce inoltre di un cameo ironico e surreale: la partecipazione dell’avvocato Massimo Lovati (noto per il caso di Garlasco e ribattezzato “Jerry la Rana”). La sua apparizione insieme a Mora aggiunge un ulteriore livello di carattere a un progetto che unisce musica, cronaca e intrattenimento.

    Giovedì 26 marzo il JUSTME Milano farà da cornice al “LELE MORA Show”. Durante l’evento verrà svelata in anteprima nazionale il nuovo singolo “Mora” e il relativo tour promozionale. Il programma prevede l’accoglienza degli ospiti alle 21:30 con un Royal Dinner Buffet, l’inizio dello spettacolo alle 22:30 e il cerimoniale del taglio della torta a mezzanotte, per poi concludersi con un party che proseguirà fino a tarda ora.

    Biografia

    DJ Malvi è un progetto musicale italiano che unisce energia dance, immaginario pop e narrazione contemporanea. Nato dall’idea di esplorare il mondo della musica elettronica attraverso storie e personaggi della cultura pop italiana, DJ Malvi sviluppa un linguaggio musicale diretto, ritmico e fortemente visivo.

    Il progetto prende forma grazie alla collaborazione con Marco Rotelli, che con la sua agenzia MR Management ha ideato e prodotto il concept artistico, dando vita a un percorso che unisce musica, immaginario mediatico e storytelling.

    Lo stile di DJ Malvi mescola sonorità dance ed elettroniche con un approccio narrativo che rende ogni brano parte di un racconto più ampio. Non solo musica da club, quindi, ma tracce capaci di evocare atmosfere, personaggi e frammenti della cultura contemporanea.

    Il debutto discografico arriva con “Mora”, un brano dance che racconta la figura di Lele Mora, simbolo di un’epoca dello spettacolo italiano. Con questo primo singolo, DJ Malvi si presenta come un progetto artistico capace di fondere ritmo, immaginario e racconto.

    DJ MALVI Instagram| Spotify

    Lele Mora Instagram

  • “Altrove” è il nuovo singolo di Cardo

    Dal 13 marzo 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Altrove”, il nuovo singolo di Cardo.

     

     

    “Altrove” non è solo un titolo, ma la destinazione di un viaggio interiore. Il brano si presenta come una ballata rock melodica che esplora il desiderio umano di spingersi verso mete immaginarie, lasciandosi guidare dal vento — simbolo di energia, spirito e anima.

    Musicalmente, il pezzo abbatte le barriere di genere: l’impeto del rock si fonde con la modernità delle 808 e dei sintetizzatori, arricchendosi di una sezione orchestrale dove trombe, corni e archi conferiscono al brano un respiro epico e senza tempo.

    Commenta l’artista sul nuovo singolo: “Il brano è nato grazie alla collaborazione fondamentale di Loris Ceroni, Cristian ‘Cicci’ Bagnoli e Tommy Graziani. Un sogno nel cassetto era quello di avere un assolo di chitarra in un brano, sogno esaudito!”

     

     

    Nel videoclip di “Altrove”, diretto da Nicola Gamberi, la ricerca di un luogo ideale è rappresentata dal cammino di un uomo accompagnato da una ragazza, figura metaforica del vento. Tra le sale di una villa storica, binari deserti e boschi innevati, la loro interazione guida la narrazione verso una dimensione onirica e simbolica. Il passaggio verso una nuova consapevolezza si manifesta attraverso elementi surreali, come fumo scuro e un tornado, culminando nella distruzione fisica della villa che segna il definitivo superamento del passato.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/fp1ClXC22vA

    Biografia

    Simone Cardelli nasce a Imola il 15 Giugno 2002.

    Inizia gli studi di pianoforte all’età di 5 anni per poi interromperli all’età di 13 proseguendo da autodidatta. All’età di 18 anni si avvicina da autodidatta alla produzione musicale servendosi principalmente di FL Studio. Da sempre scrive ed inizia così a comporre i primi brani.

    Le reference musicali che lo ispirano sono molte, dato l’ascolto dei generi più disparati.

    Attraverso la sua musica, Simone si racconta, condividendo sentimenti, dolori e riflessioni sulla società, con l’obiettivo di connettersi con più persone possibili, senza distinzione di età.

    “Altrove” è il nuovo singolo di Cardo disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 13 marzo 2026.

     

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  • “Un po’ ci conviene” è il nuovo singolo dei Lingue

    Da venerdì 13 marzo 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Un po’ ci conviene” (Matilde Dischi), il nuovo singolo della band Lingue.

    “Un po’ ci conviene” è un brano che racconta la convivenza con un dolore che non passa e che, con il tempo, diventa quasi familiare. Nasce da un senso di inadeguatezza difficile da nominare e dal tentativo di reagire scegliendo strade istintive, sfacciate, talvolta scomode. Al centro c’è la ricerca di un equilibrio tra amore e sofferenza: non una guarigione definitiva, ma il bisogno di trovare — o almeno inseguire — un luogo emotivamente sicuro. La canzone è costruita esclusivamente con strumenti reali e analogici: batterie suonate, chitarre registrate live e un approccio al suono che restituisce una maturità raggiunta dopo anni di ricerca. La produzione punta all’essenzialità e alla materia sonora, lasciando spazio alle imperfezioni come parte integrante del linguaggio espressivo. Le chitarre, insieme alla voce, diventano il veicolo di un racconto generazionale che si colloca consapevolmente nell’onda underground, fondendo sonorità ruvide e abrasive con dinamiche ed estetiche indie rock.

     

     

    Spiega il gruppo a proposito del brano: “Alcune cose non passano: restano addosso, si cronicizzano come il dolore, e a forza di conviverci finisci quasi per chiamarle casa. Questa canzone nasce da lì, da quel senso di inadeguatezza che non sai mai se chiamare davvero così, e dal bisogno di sopraffarlo lasciandoti trascinare su strade scelte apposta per provare a colorare diversamente la stessa ferita. Con sfacciataggine, con maleducazione, come unico modo possibile per capire cosa sia l’amore. Perché alla fine conviene a tutti cercare un posto sicuro, o almeno tentare di tenere in equilibrio dolore e amore nello stesso momento.”

     

     

    Il videoclip di “Un po’ ci conviene” racconta la presa di coscienza del protagonista: la scoperta che nei rapporti umani convivono sempre bisogno, fragilità e interesse personale.

    All’inizio lo vediamo a terra, sporco e sopraffatto. Le parole del brano diventano un mantra che lo conduce verso l’accettazione di questa verità. Man mano che la consapevolezza cresce, lo sporco – simbolo del conflitto interiore – si dissolve, restituendo un’immagine più definita. Il racconto procede per contrasti: alla trasformazione del protagonista si affianca una tensione crescente nella band, accentuata da un montaggio in reverse.

    Nel finale, tutto si ricompone nello studio di uno psicologo: la camminata che attraversa il video si rivela un flusso di coscienza, chiudendo il racconto in una dimensione intima e introspettiva.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=IjvXlIf4H5Q

     

    LINGUE | BIOGRAFIA

    Lingue è una band abruzzese nata nel 2017 da Federico Vittorini e Marco Fontana ai quali nel 2024 si unisce Valerio Giuliani.

    Sin dagli esordi, Lingue si distingue per una spiccata necessità comunicativa. Il debutto avviene nel 2017 con l’EP Neve, seguito da oltre cento date in tutta Italia dove la band ha modo di conoscere Marco Diniz Di Nardo (Management del dolore post operatorio) che sarà il Co-produttore del disco Umani (2020) e i ragazzi di Pioggia Rossa Dischi che hanno curato la pubblicazione del disco. Uscita che però viene penalizzata dalla pandemia, segnando un periodo di svolta nel gruppo.

    Durante il loro percorso, Lingue calca importanti palchi di club di rilievo della scena underground italiana, tra cui Serraglio, Mood Social Club, Le Mura e molti altri, e all’attivo ha numerose aperture a band come MaDeDoPo, Ex-Otago, Lo Stato Sociale, Pop X, Le mandorle ecc.

    Appaiono con anteprime ed articoli su Rolling Stone, Rumore e altre riviste e webzine di settore. In ultimo vincono Arezzo Wave Abruzzo e arrivano alle fasi finali del premio Buscaglione e di Musica contro le mafie.

    Oggi la band è in studio per ultimare il nuovo disco che rappresenta l’insieme di esperienze personali, storie condivise e il forte legame di amicizia che li unisce. L’uscita è programmata per il 2026.

    Sarà l’album più rappresentativo di Lingue in quanto è stato curato in modo maniacale a partire dai suoni fino ad arrivare all’immagine complessiva per creare un universo coerente, dove la forza comunicativa della musica si fonda con l’estetica visiva.

    Durante i live, ai tre membri si affiancano due turnisti, musicisti che non solo completano il suono della band sul palco, ma sono parte integrante della propria quotidianità.

    Il sound della band è un mix tra indie rock, rock, indie pop e alternative, con influenze elettroniche che arricchiscono e definiscono la spina dorsale dei loro brani.

    “Un po’ ci conviene” è il nuovo singolo della band Lingue disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 13 marzo.

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  • Francesco Cavestri in concerto lunedì 30 marzo nella prestigiosa rassegna internazionale Paradiso Jazz Festival

    Prosegue il tour del pianista e compositore jazz italiano Francesco Cavestri (classe 2003), tra i più interessanti talenti della nuova generazione europea, che durante il suo tour internazionale  lo vedrà esibirsi in Europa, USA e Canada farà tappa nella sua città per esibirsi nella rassegna internazionale del Paradiso Jazz Festival

     

     

     

     

    Francesco Cavestri, pianista e compositore classe 2003, è tra i protagonisti più interessanti della nuova scena jazz contemporanea. Dopo le collaborazioni discografiche e artistiche con musicisti del calibro di Fabrizio Bosso, Paolo Fresu e Malika Ayane, e dopo essersi esibito in importanti festival e jazz club in Italia e all’estero, lunedì 30 marzo alle ore 21:30 torna nella sua città per la 18ª edizione del Paradiso Jazz Festival, prestigiosa rassegna internazionale che negli anni si è affermata come uno dei punti di riferimento culturali del territorio, portando a San Lazzaro alcuni tra i più autorevoli nomi del jazz mondiale.

    Cavestri sarà protagonista di uno dei quattro appuntamenti in programma, esibendosi in trio insieme a Mattia Bassetti alla batteria e Moreno Di Matteo al basso, per un concerto che si annuncia tra i momenti più significativi dell’edizione.

    Entrare nel cartellone del Paradiso Jazz Festival significa per Cavestri prendere parte a una rassegna che rappresenta un crocevia di linguaggi, estetiche e visioni contemporanee. Un contesto che conferma la proiezione internazionale del pianista bolognese e la solidità di un percorso artistico capace di coniugare ricerca, narrazione e apertura verso nuovi linguaggi e verso nuove generazioni.

    Negli ultimi anni Cavestri ha ottenuto importanti riconoscimenti: inserito da Forbes Italia tra gli Under 30 — primo musicista jazz a entrare nella selezione — è stato premiato per tre anni consecutivi da Musica Jazz come “Nuovo Talento” ed è divenuto Steinway Artist, titolo che lo colloca tra i pianisti di riferimento della nuova scena internazionale.

    Al festival presenterà un progetto che intreccia brani originali, tributi e riletture personali, in un dialogo continuo tra jazz, elettronica e cultura pop. In questa occasione proporrà anche alcune anticipazioni del nuovo album di prossima uscita per Universal Music Italia, aprendo al pubblico una nuova fase del proprio percorso discografico.

    Il concerto si sviluppa come un racconto in capitoli: dall’intimismo cinematografico di “Souvenir di un bacio” alla tensione spirituale di “Noè”, dalle contaminazioni tra trip hop e grunge fino all’omaggio per il centenario della nascita di Miles Davis, figura centrale nella formazione musicale di Cavestri.

    Il trio costruisce una trama sonora dinamica e interattiva, in cui l’improvvisazione si intreccia con strutture contemporanee e suggestioni della musica elettronica internazionale, passando con naturalezza da John Coltrane ai Radiohead, fino a “Entropia”, brano realizzato con il rapper e cantautore Willie Peyote.

    Partecipare al Paradiso Jazz Festival con questo progetto significa affermare una visione generazionale del jazz: radicata nella tradizione ma proiettata verso il futuro, capace di dialogare con pubblici diversi senza rinunciare alla profondità artistica.

    È possibile acquistare i biglietti per l’evento direttamente online al seguente link: https://www.boxerticket.it/eventi/francesco-cavestri-trio/?fbclid=IwRlRTSAQFpUVleHRuA2FlbQEwAGFkaWQAAAZVuxMjQXNydGMGYXBwX2lkCjY2Mjg1NjgzNzkAAR64L8xx2qYo4PufO8PYNGn4W4fTGC_sgQFQAKebN0M38kDvgBp5-yVo-nn6ag_aem_1iUdw4HhqhS7WkrpMzLb8w

    Prezzi e Riduzioni: Intero: 25 €, Ridotto: 15 € (riservato a minorenni, studenti universitari, studenti di conservatorio e persone con disabilità)

    Per cenare prima o durante l’evento, è richiesta la prenotazione telefonica al numero 051 6279931

    Biografia

    Francesco Cavestri (nato nel 2003) è un pianista, compositore e divulgatore musicale italiano. Inizia lo studio del pianoforte all’età di quattro anni e si diploma con il massimo dei voti in Pianoforte Jazz presso il Conservatorio di Bologna a soli vent’anni. Negli Stati Uniti studia al Berklee College of Music di Boston, dove ottiene due borse di studio dalla The New School for Jazz and Contemporary Music, per poi entrare nella vivace scena musicale di New York.

    La sua discografia comprende tre album. Il disco d’esordio, Early17 (2022), raccoglie nove composizioni originali scritte e registrate quando aveva appena diciassette anni e include una collaborazione speciale con il celebre trombettista Fabrizio Bosso. Il secondo album, IKI – Bellezza Ispiratrice (“IKI – Inspiring Beauty”), è uscito il 19 gennaio 2024, distribuito da Universal Music Italia, e vede la partecipazione di uno dei più importanti jazzisti italiani, Paolo Fresu. Il terzo album, Una Morte da Mediano, pubblicato il 16 febbraio 2024, presenta una colonna sonora originale composta da Cavestri per un progetto di Rai Play Sound.

    Gli album sono stati presentati attraverso un tour nazionale a partire dalla primavera del 2024, con un concerto inaugurale al Blue Note Milano il 14 aprile 2024, andato sold out con largo anticipo. Cavestri si è esibito in numerosi festival e club jazz tra i più prestigiosi in Italia e nel mondo, tra cui l’Alexanderplatz Jazz Club (Roma), la Cantina Bentivoglio (Bologna), il Wally’s Jazz Club (Boston), lo Smalls Jazz Club (New York), la Casa del Jazz (Roma), il festival Time in Jazz (Berchidda) e il JazzMi Festival, dove ha partecipato a due eventi alla Triennale Milano (un concerto in trio al Teatro Triennale e un workshop presso la Sala Agorà). Nel gennaio 2024 ha ricevuto un importante riconoscimento dalla rivista Musica Jazz, venendo nominato il più giovane tra i “Nuovi Talenti dell’Anno 2023”, titolo ottenuto per il secondo anno consecutivo anche nel 2025.

    In qualità di educatore musicale e ambasciatore culturale, Cavestri collabora con l’associazione Il Jazz Va a Scuola, organizzando lecture-concert, workshop e masterclass in teatri, scuole e festival, spesso insieme ad artisti di primo piano. Il 30 aprile 2024, in occasione dell’International Jazz Day UNESCO, ha ricevuto l’IJVAS Award per giovani divulgatori e compositori presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, accanto a icone del jazz come Stefano Bollani.

    Nel settembre 2024 ha avviato la collaborazione con Steinway & Sons Italia, venendo poi ufficialmente nominato Steinway Artist, entrando a far parte di una ristretta cerchia di pianisti di fama mondiale. Il 31 ottobre 2024 si è esibito al Teatro Triennale di Milano per il JazzMi Festival insieme al rapper Willie Peyote: il concerto ha registrato il tutto esaurito con oltre un mese di anticipo e ha visto la prima esecuzione del loro singolo inedito Entropia, pubblicato poi il 21 gennaio 2025.

    Nell’aprile 2025 è stato inserito nella lista Top 100 Under 30 di Forbes Italia, primo musicista jazz a entrare nella selezione dei giovani italiani più talentuosi e influenti dell’anno. Durante l’estate 2025 il suo tour ha toccato tappe internazionali come Monaco di Baviera e luoghi simbolo come Portrait Milano. Il 23 settembre 2025 è tornato al Blue Note Milano per un nuovo sold out, ospitando Malika Ayane come sorpresa speciale.

    Il 9 novembre 2025 si è esibito per il Bologna Jazz Festival in un duo storico con Enrico Intra (classe 1935). Dal 10 gennaio 2026 è partito il suo tour internazionale dalla Steinway Hall di Dubai,  proseguito con lo Spirio Cast di Stoccarda e che toccherà ancora Colonia, Amburgo a marzo e a maggio negli USA (New York e Chicago) e in Canada a Toronto per arrivare a Malta, a Londra e a Parigi.

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  • NDG risponde ai social con una canzone: “Scomparso”

    Dopo il platino di “Panamera”, dopo Amici e dopo una fase in cui la sua assenza è stata raccontata più dagli altri che da lui, NDG torna con un brano che prende di petto proprio l’etichetta che gli è stata cucita addosso negli ultimi anni: quella di essere sparito. Si intitola “Scomparso”, esce il 19 marzo 2026 per Troppo Records, e parte da un’intuizione: trasformare una narrazione subita, amplificata dai social e ridotta a commento in canzone.

    Per un periodo, intorno a NDG si è consolidato un racconto esterno, spesso sbrigativo. C’era chi lo dava per finito, chi riduceva il suo percorso all’eco di una sola hit, chi utilizzava il suono di “Panamera” per accompagnare video e didascalie costruite attorno alla stessa formula: ha fatto una canzone ed è sparito, scomparso. Il suo nuovo singolo nasce esattamente lì, nel punto in cui l’ironia degli altri intercetta una presa di parola.

    Il risultato non è un pezzo autoassolutorio, né il classico brano sul ritorno. L’artista capitolino sceglie una linea più difficile e più interessante: usare sarcasmo, insofferenza e autoironia per raccontare cosa significhi, oggi, essere percepiti come assenti appena si interrompe il flusso dell’esposizione. In “Scomparso” c’è il disagio di chi si sente osservato anche quando prova soltanto a vivere, ci sono i perfetti sconosciuti che fanno domande, il fastidio verso le dinamiche di un ambiente in cui tutto sembra ridursi a convenienza, facciata. Ma soprattutto c’è un verso che sposta l’attenzione da un piano personale a uno più ampio, evidenziando perfettamente il tempo in cui viviamo: «Sono due mesi che non posto e voi pensate che sia morto». Basta quasi quello, da solo, a definire la misura di un presente in cui sparire dai radar digitali viene letto subito come una fine.

    Per NDG, l’umorismo diventa l’arma per scardinare l’ansia da prestazione sociale. Su un crinale sonoro peculiare e identitario, l’artista canta la fierezza di chi non accetta di essere ridotto a un contenuto digitale, rivendicando il diritto di fermarsi, di sbagliare, di non essere “in hype” a tutti i costi. È un testo che porta in superficie la parte meno glamour del circuito: quella in cui l’immagine precede la sostanza e finisce per sostituirla. Quella fatta di rapporti opportunistici, solitudini mascherate da business, in cui l’esposizione non produce appartenenza, ma una sorta di sorveglianza. Quella tipica di un’industria che consuma i volti prima ancora di ascoltare le voci.

    NDG non rivendica una caduta né propone una rinascita ben confezionata. Fa una cosa più sottile: si prende la parola su un’assenza che fino a quel momento era stata raccontata da fuori. E nel farlo sottolinea una questione che riguarda molti più artisti della sua generazione: il peso di un sistema che pretende una continuità insostenibile e che interpreta ogni pausa come un insuccesso. Il brano rovescia proprio questo automatismo, ricordando che fermarsi non equivale a finire e che il tempo sottratto a una vetrina può coincidere, semplicemente, con la vita. Personale, ma anche professionale.

    «Dopo Amici e tutta l’esposizione che ne è seguita – racconta -, ho attraversato una fase di silenzio. In quel periodo mi sono sentito addosso molte aspettative e anche parecchie letture superficiali. C’era chi mi dava per finito, chi parlava di me senza sapere davvero dove fossi o cosa stessi vivendo. A un certo punto ho visto circolare quel trend con “Panamera”, con la gente che scriveva che avevo fatto una canzone e poi ero scomparso. Non mi ha fatto piacere, certo, però mi ha acceso qualcosa. Ho capito che potevo prendere quella frase e ribaltarla. “Scomparso” è nato proprio così, come risposta, ma anche come modo per dire che non c’è niente di sbagliato nel rallentare, nel non essere sempre visibili, nel prendersi il proprio tempo senza sentirsi cancellati.»

    Il videoclip ufficiale che accompagna l’uscita del singolo, segue la medesima linea. NDG compare con una scatola in testa, ricoperta di volantini che segnalano il suo “smarrimento”: un’immagine straniante e immediata al contempo, pensata con il direttore artistico Garfo per dare una forma tangibile all’ansia sociale, al desiderio di nascondersi e alla percezione di essere diventato, agli occhi degli altri, uno che non esiste più. Solo nel finale quella scatola cade. E con lei, anche la versione di sé che gli altri avevano fissato al posto suo. È il momento in cui NDG smette di riconoscersi nella maschera costruita su di lui e torna a parlare in prima persona.

    Con questa release, il cantautore romano classe 2000, fa qualcosa di molto maturo: prende il peso del successo, dell’esposizione e della successiva rarefazione, e lo converte in una scrittura che assorbe il contraccolpo e lo rilancia, un punto di vista finalmente diretto che sostiene il peso della propria storia.

    Ma il comeback di NDG non si esaurisce online: l’artista ha fissato un appuntamento in Piazza del Popolo a Roma per domenica 15 marzo. A partire dalle 16:00, la piazza diventerà il perimetro di un incontro fisico con la propria fanbase, un passaggio necessario per oltrepassare il filtro dello schermo e riprendere il filo di un discorso interrotto, lontano dalle dinamiche puramente digitali.

    “Scomparso” non indica solo che NDG è tornato. Indica, soprattutto, come ha scelto di farlo.

    Non per riprendersi un posto nella classifica dei trend, bensì per parlare al cuore di chi cerca nella musica qualcosa che abbia ancora sostanza. Con “Scomparso”, inaugura il primo tassello di un 2026 che lo vedrà finalmente protagonista del suo primo progetto ufficiale. Il ragazzo di “Panamera” è cresciuto; ha smesso di correre per restare fermo dove ha più senso rimanere: nella propria musica.

  • Annamaria Farricelli, tra premi, viaggi e crescenti apprezzamenti

    Periodo di grazia e molti spostamenti per la scrittrice e poetessa Annamaria Farricelli, che dura oramai da mesi. Tanti premi in giro per l’Italia, critica favorevole ai suoi libri, sincero apprezzamento da parte dei lettori. Tra gli ultimi impegni in calendario, la presentazione a Casa Sanremo Writers della sua opera “In un soffio d’amore” (ed. WE) durante l’omonimo Festival della Canzone Italiana, la ristampa in una veste rinnovata per Amazon del racconto che le assomiglia di più, “L’Eco del Silenzio”,  ma soprattutto l’ovazione ricevuta a NY in occasione della sesta assegnazione del prestigiosissimo Maria Callas Tribute Prize. Pluripremiata a livello nazionale ed internazionale, Annamaria Farricelli è riconosciuta per il suo contributo alla letteratura e alla poesia. La sua opera è caratterizzata da un profondo esame dell’anima e delle emozioni, spesso affrontando temi di rinascita e di speranza attraverso un linguaggio semplice, ma mai banale. Le sue “creature” sono accolte in sillogi, antologie, racconti, romanzi. La nota Autrice si e’ recata nella Grande Mela  in occasione della Giornata Internazionale della Donna, dove ha ritirato, tra illustre presenze femminili presenti, il suo award dedicato alla indimenticabile soprano drammatica d’agilità. In carriera la Farricelli ha trasformato con la scrittura la fragilità psichica in potenza letteraria, restituendo voce a chi è nel silenzio e incarnando lo spirito di resilienza e audacia che ha reso Maria Callas un’icona immortale di New York e del mondo.  La cerimonia di premiazione  si   è  tenuta    il   7 marzo 2026   presso   la  prestigiosa Columbus   Citizens   Foundation,  punto  di  riferimento  per  la  comunità  italo – americana nella Big Apple. L’happening, prodotto da Melos International in collaborazione con la Columbus Citizens Foundation, ha visto la partecipazione di numerose personalità del mondo istituzionale e culturale italo-americano e ha premiato, oltre ad Annamaria, altre donne che si sono distinte in ambiti diversi – dal sociale all’informazione, dall’arte alla musica – contribuendo     in     maniera significativa      alla        crescita culturale e civile  della società contemporanea.
    Tra i nomi delle altre premiate “Maria Callas Tribute Prize” 2026: Marina Abramović, celebre perfomer; Maria Grazia Cucinotta, attrice e produttrice; Isabel Allende, scrittrice; DEBORAH RENNARD, star hollywoodiana americana, attrice e cantante, Mariarita Grieco, Direttrice Offerta Estero RAI; Daniela Reboldi, pianista. Presenti nella serata di New York  DEBORAH RENNARD, che ha duettato con l’attore connazionale Al Sapienza;  la mezzosoprano Mariangela Zito; Lisa Bernardini, giornalista della Stampa Estera e Presidente dell’Associazione Culturale Occhio dell’Arte APS; Daniela Reboldi; la giovane soprano americana Sidney Kucine. Insignito dell’award anche l’attore salentino Ivan Raganato, che ha deliziato il pubblico presente declamando liriche (di Annamaria Farricelli e – in coppia con l’attrice e produttrice Jo Champa – letture di Pasolini e Callas).

    Jo Champa e’ stata la madrina d’onore della serata, nel corso della quale sono avvenuti omaggi musicali interpretati da alcune artiste premiate.

    Presente tra gli altri il Console  Generale d’Italia a New York, Hon. Giuseppe Pastorelli e Diana De Marchi, Presidente Commissioni Pari Opportunita’ e Diritti Civili Comune di Milano, nonche’  Assessore con Delega Lavoro e Politiche Sociali Citta’ Metropolitana. 

    I premi sono stati realizzati dalla bravissima scultrice siciliana Rosa Maria Raffaele.

    Molto soddisfatta Maria Palandra, Advisor to the Executive Director (Columbus Citizen Foundation).

    L’evento a cui Annamaria Farricelli ha partecipato rappresenta  un ponte culturale tra Italia e Stati Uniti ed intende celebrare il coraggio, la passione e la creatività femminili, sostenendo al contempo i talenti emergenti.

    Ulteriori info sull’Autrice si possono trovare al sito ufficiale www.annamariafarricelli.com

  • Bobby Tumultous: dal 13 marzo in digitale demo (2002) e “Be Bop or Be Dead” (2004) per Blackcandy Produzioni

    Dal 13 marzo 2026 su tutte le piattaforme digitali, per Blackcandy Produzioni, le prime due pubblicazioni dei Bobby Tumultous: il demo omonimo del 2002 e l’album “Be Bop or Be Dead” del 2004.

    Un’operazione di digitalizzazione che rende per la prima volta disponibili in streaming due lavori finora disponibili esclusivamente in formato fisico, riportando alla luce una delle realtà rock underground dei primi anni Duemila.

    “Rock, bassa fedeltà in salsa garage e melodia dosata con il contagocce: siamo lieti di condividere su tutte le piattaforme digitali il demo ed il disco dei Bobby Tumultous! Ascoltate e godete”, commenta Blackcandy Produzioni.

     

    “BOBBY TUMULTOUS” (2002)

    Il demo omonimo dei Bobby Tumultous registrato e pubblicato nel 2002 nasce con un obiettivo preciso: uscire dalla sala prove e portare quei brani direttamente sul palco. Nelle tracce del demotape è già evidente il DNA della band: un suono grezzo, abrasivo e istintivo, privo di sovrastrutture e costruito sull’urgenza espressiva. È il primo manifesto di un trio che vive di chilometri macinati, club sudati e volumi spinti al limite. Un esordio che fotografa l’origine di un’identità sonora destinata a consolidarsi negli anni successivi.

    Pre-save: https://bfan.link/bobby-tumultous-s-t

    Tracklist:

    True story

    Bobby

    She’s so fucked up

    Rooster

    Average

    Liquor girl blues

    You make me feel

    Try sex

     

     

    “BE BOP OR BE DEAD” (2004)

    Dopo due anni, trascorsi macinando chilometri e palchi, con un demo consumato tra club e festival, per i Bobby Tumultous era inevitabile arrivare al primo album. Pubblicato nel 2004 per Anti-dot Records, “Be Bop or Be Dead” cattura e cristallizza l’urgenza live della band: un rock’n’roll diretto, nervoso, abrasivo, privo di compromessi. Il disco restituisce su nastro l’impatto fisico dei concerti, trasformando l’energia grezza del trio in un manifesto sonoro essenziale e viscerale.

    Un lavoro che non cerca mediazioni: è puro impulso elettrico, nato dalla strada e riportato su disco senza filtri.

    Pre-save: https://bfan.link/bobby-tumultous-be-bop-or-be-dead

    Tracklist:

    Party stomp

    Night out!

    So so Soviet

    Laudanum mood

    Secret agent man

    Call us the soul army

    You make me feel

    Liquor girl

    Kinky.44

    Seek destroy

    Owe you nuthin’

    BOBBY TUMULTOUS | BIOGRAFIA

    Formatisi nel 2001, dall’unione di intenti musicali tra Steev Collera (guitars), Daytona Staller (guitar, vocals) ed Al Tormenta (drums) i Bobby Tumultous (a.k.a. BTS) prendono lentamente forma ispirati dal rock’n’roll, dall’acido lattico e dalla pretesa di somigliare ad un ibrido tra Jon Spencer Blues Explosion, Arab on Radar, Turbonegro, Melvins, Crass, Tito & Tarantula, The Hospitals, Peaches, Billy Cobham. Nessuna di queste influenze prenderà mai il sopravvento ed il trio, originariamente doppia chitarra e batteria, cederà alla voglia di basso solo dopo l’uscita del primo album ‘Be Bop or Be Dead’, avvenuta nel 2004 in totale autoproduzione ma a nome di Anti-dot Records. Tra sagre e Festival si perdono le memorie dei live, spesso terminati con le congratulazioni dei proprietari dei locali che però invitavano a non ripresentarsi causa danni al palco ed alla strumentazione. Dopo lo scioglimento, avvenuto nel 2007, i BTS si ritrovarono al Black Dog di Firenze, per un concerto che significò il Canto del Cigno (cignale?) per la band.

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