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  • “Maracaibo” è il nuovo singolo dei Mercanti di Liquore feat. Filippo Pax

    Dal 17 luglio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Maracaibo”, il celebre brano di Lu Colombo e David Riondino reinterpretato da Mercanti di Liquore feat. Filippo Pax.

    Spiegare il tema di “Maracaibo” è come fare il riassunto di un romanzo di Salgari. La canzone narra l’avventurosa vita di Zazà, una bellissima donna dalla pelle bruna che lavora come ballerina in un locale notturno (il Barracuda) ma che, segretamente, gestisce un traffico d’armi verso Cuba, proprio mentre è in corso la rivoluzione.

    Zazà ha una relazione amorosa nientemeno che con Fidel Castro; questi, tuttavia, la trascura perché troppo impegnato con la guerriglia. L’assenza del leader spinge l’eroina del brano tra le braccia del fatidico terzo incomodo, un uomo di nome Pedro. Scoperti i due amanti, Fidel reagisce con impulsività e spara quattro colpi di pistola contro la donna. Zazà riesce a scappare e affronta l’oceano su un’imbarcazione di fortuna.

    Dopo aver fatto naufragio nella notte ed essere stata morsa da un pescecane, la protagonista riesce comunque a salvarsi approdando finalmente a Maracaibo, dove trova la pace e ricostruisce la propria vita. Lì diventa la tenutaria di una casa di piacere e ai clienti più fortunati, di tanto in tanto, mostra la “zanna bianca come la luna” che il pescecane ha lasciato come cicatrice sulla sua pelle bruna.

    Il sound resta fedele alle sue origini tropicali e latine, ma nella versione del gruppo i fiati sono stati interamente sostituiti dagli strumenti a corda (chitarre, mandolini e ukulele) e dalla fisarmonica. Questa scelta permette di avvicinare il brano allo stile caratteristico della formazione, pur mantenendo intatto l’orizzonte e lo spirito originale.

    Commenta Lorenzo Monguzzi dei Mercanti di Liquore a proposito del brano: Ho pensato di registrare Maracaibo perché, insieme ai miei compagni di viaggio, volevamo avventurarci nella rilettura di un pezzo che ci mettesse un po’ in difficoltà, che ci costringesse ad allontanarci dalla cosiddetta “comfort zone” Normalmente i Mercanti di Liquore si muovono in quella che viene definita musica d’autore (termine alquanto discutibile) o, peggio ancora, musica impegnata. Maracaibo ci sembrava il giusto compromesso per rivendicare una libertà stilistica vitale per ogni musicista e magari ampliare un pochino il nostro vocabolario musicale. Tutti quanti avevamo nelle orecchie la mitologica versione di Lu Colombo e non è stato facile trovare una nostra strada, abbiamo provato a stravolgere completamente la ritmica e l’arrangiamento del pezzo, ma il risultato non ci convinceva, sembrava più un esercizio di stile che una sincera rilettura. Alla fine abbiamo optato per un arrangiamento più simile all’originale, prendendoci qualche libertà sulla scelta degli strumenti e sull’utilizzo delle voci. Penso che Maracaibo abbia un testo potente ed evocativo che ti costringe a rispettarne le suggestioni e i colori. Oltre a questo la scelta del brano è stata anche dettata dall’improvvisa scomparsa di David Riondino, co-autore insieme a Lu Colombo del pezzo. David l’ho incontrato spesso e qualche volta abbiamo anche condiviso il palcoscenico. Registrare Maracaibo era anche un modo tenero di ricordarlo.”

    LINE-UP:

    Lorenzo Monguzzi – voce e chitarra

    Andrea Verga – chitarra, banjo, mandolino

    Elio Biffi – tastiere e fisarmonica

    Nadir Giori – basso

    Lorenzo Bonfanti – batteria 

    Biografia

    I Mercanti di Liquore, in quasi trent’anni di attività, hanno suonato molto più dei dischi che hanno pubblicato, cinque in totale (Mai Paura, 1999 – La Musica dei Poveri, 2002 – Che cosa te ne fai di un titolo, 2005), più il doppio Live in Dada nel 2006, a cui si aggiunge, nel 2025, l’ultima produzione Non ci troverete mai.

    Partendo dal loro primo amore indiscusso, Fabrizio De André, da cui deriva sia l’origine del loro nome che buona parte della scaletta del loro esordio discografico, la band ha legato per diversi anni il proprio nome alla collaborazione, in teatro e in studio, con Marco Paolini, scrivendo le musiche e accompagnando in scena l’attore e drammaturgo veneto. Con Paolini registrano ben due dischi, tratti dagli omonimi spettacoli (Sputi nel 2004 e Miserabili nel 2008).

    Dopo una lunga pausa tornano nel 2021 con “Lombardia”, un 45 giri in vinile per un progetto speciale legato a Emergency e alla pandemia Covid-19 a cui partecipano quasi trenta artisti, tra cui Edda, Giorgio Canali, Omar Pedrini, elementi di Bandabardò, Punkreas, Ministri, Fast Animals and Slow Kids, Pinguini Tattici Nucleari e molti altri.

    Con una formazione rinnovata e uno spirito indomito, i Mercanti di Liquore pubblicano il 14 maggio 2025 Non Ci Troverete Mai, un nuovo album solido e carico di emozioni, anticipato il 5 maggio dal singolo Coltivare l’ortica (distribuzione digitale A1 Entertainment – distribuzione fisica IRD/Maremmano Records).

    “Maracaibo” è il nuovo singolo dei Mercanti di Liquore feat. Filippo Pax disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 17 luglio 2026. 

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  • “Udinì” è il primo singolo di Gio DeCaprio

    Dal 17 luglio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Udinì”, il primo singolo di Gio DeCaprio per Jazzy Records disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 27 maggio.

    “Udinì” è un brano ritmico e travolgente che fonde l’energia di riff marcatamente funky a un andamento teatrale e narrativo. La musica si muove con un passo dinamico — quasi fosse un piccolo numero scenico — capace di trovare un perfetto equilibrio tra l’immediatezza del groove e lo spessore della canzone d’autore.

    Il titolo evoca in modo “felliniano” la figura del celebre illusionista Harry Houdini. Qui, catene, chiavi e giochi di prestigio diventano una metafora universale della necessità di evadere dai vincoli visibili e invisibili della quotidianità. Con un mix di ironia e profondità, DeCaprio firma un pezzo che parla di fuga, identità e rinascita, tracciando con forte personalità l’inizio del suo percorso artistico.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Udinì è il brano con cui ho sentito di poter aprire davvero questo nuovo capitolo del mio percorso musicale. Non è solo il mio primo singolo: per me rappresenta una specie di dichiarazione d’intenti. Dentro ci sono molte delle cose che mi interessano come autore: il racconto, l’ironia, il gioco tra verità e finzione, il gusto per i personaggi un po’ laterali, quelli che sembrano usciti da un piccolo film. L’idea è nata intorno alla figura di Houdini, ma non volevo scrivere una canzone semplicemente ‘su’ Houdini. Mi interessava di più usare quell’immaginario — le catene, le chiavi, la fuga, il numero di magia — come metafora. In fondo tutti, a modo nostro, abbiamo qualcosa da cui liberarci: un’abitudine, una paura, un ruolo, un’idea di noi stessi che non ci corrisponde più. Udinì parla anche di questo, ma lo fa con leggerezza, senza diventare troppo esplicita o didascalica. Durante la scrittura mi sono divertito molto a stare su quel confine ambiguo tra gioco e verità. C’è una parte teatrale, quasi da cantastorie, che sento molto vicina al mio modo di intendere la musica. Io non penso mai a una canzone solo come a una sequenza di accordi e parole: la immagino come una scena, con una luce, un’atmosfera, dei personaggi, un piccolo colpo di scena. Anche la registrazione in studio, agli Abbey Rocchi Studios di Roma, è stata un momento importante. Sentire il brano prendere forma con musicisti come Dario Rosciglione, Amedeo Ariano, Max Filosi, Enrico Solazzo e Juan Carlos Albelo Zamora mi ha dato la conferma che “Udinì” poteva diventare qualcosa di più del semplice debutto discografico. Ognuno ha portato una sfumatura, un colore, una possibilità narrativa in più. Credo che Udinì si inserisca nel mio progetto musicale come una porta d’ingresso: introduce il mio mondo, il mio modo di scrivere, il mio rapporto con la canzone d’autore, con il jazz, con il racconto e con una certa idea di libertà. È un brano leggero solo in apparenza. In realtà, dietro il gioco, c’è il desiderio di ricominciare, di sciogliere qualche catena e di arrivare alla musica con il mio tempo, anche se magari in controtempo.”

    Il videoclip di “Udinì” traduce in immagini l’universo ambiguo e teatrale del brano, costruendo una scena in cui si compenetrano cabaret, magia e seduzione. Sul palcoscenico, tra sipari rossi, luci calde, catene, chiavi, carte da gioco e oggetti da illusionista, compare Gio DeCaprio in una versione trasfigurata: non una riproduzione realistica, ma un suo doppio disegnato, volutamente “fumettoso”, proiettato dentro l’immaginario fantastico della canzone.

    La scelta visiva accentua proprio questa dimensione di finzione dichiarata. Il protagonista diventa una figura da racconto illustrato, un prestigiatore-cantastorie capace di attrarre, confondere e promettere meraviglia. Il volto e la presenza scenica rimandano all’artista reale, ma vengono reinterpretati in chiave visionaria, come se Giò DeCaprio entrasse nel proprio stesso spettacolo attraverso una maschera narrativa.

    La messa in scena gioca così sul confine tra incanto e inganno, spettacolo e identità, verità e artificio. Le parole del testo entrano nello spazio scenico e diventano parte dell’immaginario, trasformando il video in un lyric video narrativo, ricco di suggestioni simboliche. “Udinì” diventa un piccolo numero di magia in forma audiovisiva: ironico, seducente e inquieto, dove anche l’immagine dell’artista partecipa al gioco dell’illusione.

    Il videoclip è stato realizzato dal team di comunicazione interno di Jazzy Records, con la direzione creativa di Valentina Gramazio.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/seKDCxmrOdU 

    Biografia

    Autore, pianista, cantante e narratore musicale nato in Campania nel 1962, Gio DeCaprio approda alla discografia attraverso un percorso personale e professionale non lineare, fatto di deviazioni, pause e nuove consapevolezze. La sua è una storia costruita fuori dagli schemi convenzionali: un cammino maturato nel tempo, lontano da ogni urgenza generazionale, e proprio per questo segnato da una forte autenticità espressiva.

    Avvicinatosi al pianoforte da bambino, sviluppa negli anni un rapporto istintivo e autodidatta con lo strumento, nutrito dall’ascolto, dalla pratica e dal confronto con altri musicisti. Più che un interprete accademico, DeCaprio si ritrova nella figura del cantastorie, capace di trasformare in musica immagini, ricordi e contraddizioni della vita quotidiana. Se negli anni ’80 vive alcune esperienze significative accanto al chitarrista jazz Nunzio Barraco frequentando ambienti stimolanti per il suo gusto artistico, successivamente la vita lo porta lontano dai palcoscenici, impegnandolo prima in una multinazionale e poi nell’attività forense. È proprio dopo questa lunga parentesi che la musica torna a imporsi come un linguaggio necessario, ridefinendosi come uno spazio profondo di espressione e libertà.

    Il suo stile originale nasce dall’incontro tra la grande canzone d’autore italiana, il jazz, la musica brasiliana e spiccate suggestioni cinematografiche. Nelle sue composizioni convivono l’eleganza armonica, l’ironia, il senso della scena e un gusto raffinato per la parola, elementi capaci di dare vita a veri e propri luoghi sonori in cui si muovono personaggi, fragilità e desideri di fuga.

    Il debutto ufficiale avviene con il singolo “Udinì”, registrato presso gli Abbey Rocchi Studios di Roma con la produzione artistica di Dario Rosciglione, il mix di Enrico Solazzo e il supporto di una formazione di grandi professionisti. Pubblicato da Jazzy Records e distribuito da DistroKid, il brano inaugura la collaborazione con l’etichetta e con il team guidato da Valentina Gramazio, che ne cura l’identità e lo sviluppo strategico.

    Pensato per un pubblico attento alla qualità interpretativa, alla musica autenticamente suonata e alle sfumature della canzone d’autore, questo primo singolo anticipa la pubblicazione dell’album “Controtempo”. Un titolo manifesto che racchiude perfettamente il senso dell’intera vicenda artistica di Giò DeCaprio: arrivare alla musica seguendo un tempo personale, inatteso, ma profondamente necessario.

    “Udinì” è il primo singolo di Gio DeCaprio disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 27 maggio e in rotazione radiofonica dal 17 luglio.

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  • In Italia “L’ultimo incarico a Parigi” di Rhys Bowen, un romanzo epico e commovente sulla Resistenza, il coraggio femminile e il prezzo devastante della guerra

    Rhys Bowen, una delle voci più amate e premiate della narrativa storica internazionale con oltre 10 milioni di copie vendute nel mondo e più di 100 mila nel nostro Paese, torna per Indomitus Publishing con “L’ultimo incarico a Parigi”, edizione italiana di “The Paris Assignment”.

    Parigi, fine anni ’30. Madeleine Grant, giovane londinese brillante e idealista, crede di aver trovato la felicità tra le braccia di Giles Martin, giornalista francese e uomo di grande carisma. Insieme crescono il loro bambino, Olivier, sotto il cielo della Ville Lumière. Ma quando le ombre della guerra si allungano sull’Europa, la loro vita va in frantumi.

    Giles sceglie di restare a combattere nella Resistenza. Madeleine, costretta a fuggire in Inghilterra con il figlio, si rifugia nella fragile illusione della normalità. Finché la tragedia non bussa con violenza alla sua porta: Olivier viene portato via in un istante e con lui ogni certezza.

    Ma Madeleine non è fatta per arrendersi. Quando il ministero britannico le offre un incarico clandestino nella Francia occupata, accetta senza esitare. Il dolore si fa forza. La speranza si fa arma. E la vendetta diventa missione. In una Parigi spezzata dalla paura, Madeleine affronterà il tradimento, la crudeltà dei nazisti e il peso insostenibile della memoria. Ma ogni passo che compirà la avvicinerà alla vendetta. E, forse, alla possibilità di ritrovare almeno Giles.

    Specializzata in storie ambientate durante la Seconda Guerra Mondiale e acclamata per la sua ricerca storica meticolosa, la profondità emotiva e la capacità di creare protagoniste indimenticabili, Rhys Bowen viene elogiata da autrici del calibro di Jacqueline Winspear e Deborah Crombie per la sua magistrale narrazione e l’attenzione ai dettagli storici.

    Ne ‘L’ultimo incarico a Parigi’ ci consegna uno dei suoi romanzi più intensi e di grande impatto emotivo, mescolando storia, spionaggio, amore e resilienza.

    I lettori anglosassoni lo hanno definito ‘straordinario’, ‘impossibile da mettere giù’, con personaggi realistici, una scrittura elegante e una ricostruzione storica ricca e accurata”.

    Ambientato tra Parigi, Londra e l’Australia, è un libro perfetto per chi ama le grandi eroine della narrativa storica, le storie di coraggio femminile, i romanzi sulla Seconda Guerra Mondiale e le trame che uniscono tensione, commozione e speranza.

    Un tributo al sacrificio, all’amore materno e alla capacità umana di rialzarsi anche di fronte alle prove più dure. Un libro che resta nel cuore.


    DATI TECNICI

    Titolo: L’ultimo incarico a Parigi

    Autrice: Rhys Bowen

    Casa editrice: Indomitus Publishing

    Data di pubblicazione: 2 luglio 2026

    Costo: ebook € 6,99 (in esclusiva su Amazon, incluso in Kindle Unlimited) / paperback € 19,99 in libreria e su tutti gli store online

    Pagine: 446

    Link al sito: https://www.indomitus-publishing.it/product/ultimo-incarico-a-parigi-rhys-bowen/ e https://www.amazon.it/dp/B0FGHZGRPY  

    BIOGRAFIA AUTRICE

    Le opere di Rhys Bowen hanno venduto oltre 10 milioni di copie nel mondo e oltre 100 mila in Italia, e sono state tradotte in più di 30 lingue. È stata candidata a tutti i principali premi del genere giallo e ha vinto numerosi premi Agatha, Anthony e Macavity.

    Tra i suoi libri figurano i gialli storici, oltre a diversi romanzi indipendenti bestseller internazionali.

    Rhys vanta una fedele base di fan in tutto il mondo, con oltre 215.000 follower sui social media. Per maggiori dettagli visitate il suo sito https://rhysbowen.com/

    PROFILO CASA EDITRICE

    Indomitus Publishing è una casa editrice alternativa, indipendente e attenta nello scegliere accuratamente storie avvincenti per il mercato editoriale dando fiducia ai bravi Autori italiani e rispettando la natura grazie ad un’attenta pianificazione delle tirature per evitare sprechi.


  • In libreria “Avevo un piano, la vita no. Una mamma in corriera” di Elisa Benedetto: una commedia brillante e sincera sulla resilienza femminile

    Dopo anni nel marketing e nella comunicazione, Elisa Benedetto debutta come autrice con “Avevo un piano, la vita no. Una mamma in corriera”, per Edizioni Clandestine, Collana Narrazioni Clandestine.

    Beatrice è ironica, disastrosa e irresistibilmente umana. Cresciuta in una famiglia “da copertina”, ha sempre avuto il talento innato di trasformare ogni momento perfetto in una catastrofe spettacolare. Da centralinista pasticciona a commerciale in carriera, tra voli prenotati nel giorno sbagliato e caffè rovesciati, Bea affronta il mondo con il sorriso e la convinzione che prima o poi tutto si sistemi — o almeno, che se ne possa ridere.

    Dopo un salto imprevisto in una multinazionale e una parentesi londinese con Andrea — collega, complice e poi marito — la sua vita sembra finalmente aver trovato un equilibrio. Il ritorno in Italia, il matrimonio, la nascita di Camilla portano felicità e rivoluzione, finché il lavoro non si trasforma in un campo minato: un capo glaciale, colleghi silenziosi, un clima che da competitivo diventa ostile. Beatrice si ritrova al centro di un lento ma inesorabile mobbing, fino al licenziamento che le toglie il terreno sotto i piedi.

    Ma Bea non è il tipo da restare ferma alla fermata sbagliata. Riparte da sé: tra colloqui surreali, imprevisti domestici, un marito che la sostiene e una piccola rete di vicini che diventano famiglia, ritrova la sua bussola più preziosa — l’ironia.

     

    “‘Avevo un piano, la vita no’ non è nato da un progetto studiato a tavolino – ha dichiarato l’autrice.

    Per anni questa storia mi è rimasta in testa senza essere davvero cercata, tornando ogni tanto a bussare. Poi, a un certo punto, è uscita e basta.

    È un’autobiografia estremizzata e romanzata all’eccesso, ma tutto quello che succede a Beatrice nasce da qualcosa che ho vissuto davvero.

    Credo che sia successo perché anch’io, come lei, sono una pianificatrice seriale che la vita si è divertita parecchio a smentire.

    Volevo raccontare una donna vera: imperfetta, ironica, a volte un po’ casinista, che prova a tenere insieme tutto senza perdere sé stessa. E volevo farlo con leggerezza, perché credo che l’ironia sia uno dei modi migliori per sopravvivere alle cose difficili”.

    “Come casa editrice, abbiamo scelto di pubblicare ‘Avevo un piano, la vita no’ di Elisa Benedetto perché abbiamo riconosciuto in questa storia una voce autentica, contemporanea e profondamente vicina alla realtà di molte donne e famiglie di oggi – ha commentato l’editore.

    Il romanzo affronta temi universali: il lavoro, la maternità, l’identità personale, il cambiamento improvviso e la necessità di reinventarsi, con uno sguardo originale che unisce ironia, leggerezza ed emozione. Beatrice è una protagonista imperfetta, brillante e vera: una donna che sbaglia, cade, si rialza e continua a cercare il proprio posto nel mondo senza perdere la capacità di sorridere anche nei momenti più difficili.

    Ci ha colpito la capacità di Elisa Benedetto di raccontare con ritmo e sensibilità il fragile equilibrio tra ambizione professionale e vita privata, trasformando esperienze comuni in una narrazione fresca, divertente e profondamente umana. La sua scrittura riesce a parlare con sincerità di precarietà, aspettative sociali e resilienza femminile, senza mai rinunciare alla leggerezza e all’ironia che rendono il romanzo così coinvolgente.

    Abbiamo creduto in questo libro perché offre alle lettrici e ai lettori una storia in cui riconoscersi, emozionarsi e ritrovare speranza. ‘Avevo un piano, la vita no’ ci ricorda che spesso i percorsi più inaspettati sono quelli che ci portano davvero verso una nuova versione di noi stessi”.

     

    Questo libro non rappresenta infatti un lieto fine, ma un nuovo inizio: quello di una donna che trova la forza di ripartire, ogni volta, con una tazza di caffè in mano e la certezza che, in fondo, si può sempre ricominciare.

     

    Dati tecnici

    Autore: Elisa Benedetto

    Titolo: Avevo un piano, la vita no. Una mamma in corriera

    Editore: Edizioni Clandestine

    Collana: Narrazioni Clandestine

    Anno edizione: 2026

    Pagine: 179 p., Brossura

    Costo: 15,99 Euro

    EAN: 9791259871954

     

    Elisa Benedetto

    Torinese di nascita e viaggiatrice per vocazione: prima di fermarsi (forse) nell’hinterland milanese ha vissuto tra Parigi, Ravenna e Dublino.

    Dopo anni nel marketing e nella comunicazione, debutta come autrice con Avevo un piano, la vita no. Una mamma in corriera.


  • “E Si Va, Si Va” è il nuovo singolo di Manuela Dia

    Da venerdì 17 luglio 2026 sarà in rotazione radiofonica “E Si Va, Si Va” il nuovo singolo di Manuela Dia, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 12 giugno.

     

    “E Si Va, Si Va” è un brano d’antan dal sapore senza tempo, una marcia trionfale che accompagna l’ascoltatore in un viaggio tra le contraddizioni dell’essere umano, costantemente alla ricerca di un senso. Allo stesso tempo, la canzone offre uno sguardo su un’Italia che fu e che oggi appare profondamente cambiata, intrecciando memoria, riflessione e consapevolezza. “E Si Va, Si Va” vuole essere un inno a non arrendersi mai nonostante tutto.

    Spiega l’artista a proposito del brano: «“E Si Va, Si Va” è per me un affresco multiforme, un brano maturo ma non troppo, perché conserva quella parte giocosa e fanciullesca che ogni tanto si rivela. Fortunatamente».

     

    Il videoclip di “E Si Va, Si Va” trasforma un viaggio in autobus in una metafora del tempo, dei ricordi e delle occasioni perdute. Tra scorci di un’Italia dal fascino d’altri tempi e immagini dal sapore cinematografico, prende forma il racconto di un amore giunto al capolinea, sospeso tra nostalgia, eleganza e disincanto. Il video è stato realizzato con l’intelligenza artificiale da Marco Marati.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=EBn2Bsv8TM0

     

     

    MANUELA DIA| BIOGRAFIA

    Manuela Dia è una cantante, autrice e compositrice piacentina. Artista poliedrica e prolifica che sfugge ad ogni cliché. Nata come vocalist, ha collaborato con alcuni tra i più famosi artisti italiani, tra cui Celentano, Jovanotti, Dalla, Toto Cutugno e Pino Donaggio. Ha poi intrapreso un suo cammino creativo con grande determinazione, studiando chitarra classica, canto, armonia jazz, improvvisazione e composizione. Canta e scrive in quattro lingue, si definisce un’artigiana prestata alla musica. Scrive inseguendo memorie e silenzi armata di matita e pentagramma, tra una pausa e l’altra. Ha vinto il Premio Tenco e il Premio Recanati per la musica d’autore, ma l’incontro con il jazz cambiò il suo modo di scrivere e di rapportarsi con la musica. Musicista schiva e poco incline alle ribalte, adora Tom Waits, Chet Baker, la poetica di Leonard Cohen, Marvin Gaye, David Bowie, Erik Satie, David Sylvian, Paolo Conte, Enzo Jannacci, Serge Gainsbourg e Jobim. Appassionata di cinema, poesia, letteratura e pittura, si divide tra arte e famiglia. Ha lavorato per la pubblicità, per il teatro, passando dal blues al pop, dalla bossa nova alla dance e dal soul al latin-jazz, perchè la musica è un linguaggio universale che non ha confini territoriali, mentali o creativi. Lavora da sempre con Massimo Braghieri Paramour amico e musicista eclettico che ha curato gli arrangiamenti e le produzioni di gran parte dei brani facenti parte dell’album “La Danza Umana”, registrati tra l’Elfo Studio di Tavernago, l’Intonoise Studio di Londra e infine masterizzati da Geoff Pesche agli Abbey Road di Londra.

    Hanno partecipato al progetto, scritto e cantato interamente da Manuela: Massimo Paramour al pianoforte, Renato Podestà alle chitarre, Roberto Lupo alla batteria, Federico Malaman al basso, Mauro Ottolini al trombone, Giovanni Guerretti alle tastiere, Davide Ghidoni alla tromba e Matteo Pescarolo e Gianni Azzali al sax. Nelle sue canzoni c’è sempre una vena d’ironia, parole sospese tra leggerezza e malinconia. Manuela Dia cerca di raccontare il suo tempo, con tutte le sfumature e le contraddizioni che questo tempo ha.

     

    “E Si Va, Si Va” è il nuovo singolo di Manuela Dia disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 12 giugno e in rotazione radiofonica da venerdì 17 luglio.

     

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  • “Eh No!” è il nuovo singolo dei Relief

    Da venerdì 17 luglio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “EH NO!” il primo singolo dei RELIEF per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “Eh No!”, prodotto da Massimo Calabrese e Marco Lecci per Musica & Rivoluzione, è un brano che affronta il tema della responsabilità individuale nell’epoca delle semplificazioni sociali e delle narrazioni polarizzate. Attraverso un linguaggio ironico e provocatorio, la canzone racconta la crescente tendenza ad attribuire le proprie difficoltà a fattori esterni, senza mettere in discussione il proprio ruolo nelle dinamiche personali e relazionali. Pur prendendo spunto da alcune derive del dibattito online contemporaneo, il brano non si rivolge a una categoria specifica, ma propone una riflessione su un atteggiamento umano universale.

    Musicalmente, il pezzo si sviluppa tra sonorità pop-funk e un’attitudine ironica, dando forza a un messaggio che richiama l’importanza dell’autocritica e della responsabilità personale.

    Spiega la band a proposito del brano: “Abbiamo scritto ‘Eh no!’ osservando quanto sia diventato facile trovare un colpevole e quanto sia diventato difficile mettersi in discussione. Non è una canzone contro qualcuno: è una canzone contro l’idea che la responsabilità appartenga sempre agli altri”.

    Il videoclip di “Eh No!”, diretto e montato da Lorenzo Lecci e Diego Buonanno (Visionari Lab), sceglie di non rappresentare in modo letterale il contenuto del brano, sviluppandone invece i temi attraverso un linguaggio ironico e surreale. I componenti della band si muovono in una successione di situazioni quotidiane, personaggi insoliti e continui giochi visivi che richiamano l’estetica della comunicazione digitale contemporanea. Ne nasce un racconto leggero e autoironico che accompagna la riflessione sulla responsabilità personale e sulla tendenza, sempre più diffusa, a ricercare un colpevole esterno.

    Guarda il videoclip di “Eh No!” su YouTube

    https://www.youtube.com/watch?v=ktdgc4VCrBE

     

    RELIEF| BIOGRAFIA

    I Relief sono una band pop italiana attiva da circa due anni, nata a Roma dall’incontro di musicisti con percorsi e sensibilità diverse ma un’idea comune di canzone: un pop contemporaneo che unisce melodia, ricerca sonora e ironia. Il progetto prende forma attraverso la scrittura di brani originali in italiano e una forte attenzione agli arrangiamenti, con l’obiettivo di costruire un’identità riconoscibile sia dal vivo sia in studio. Uno degli elementi distintivi del sound dei Relief è l’uso non convenzionale del flauto traverso, che grazie a loop, armonizzazioni ed effetti diventa non solo uno strumento melodico, ma anche ritmico e armonico, dialogando con un basso groovy, una chitarra dal sapore vintage e una batteria che alterna suoni acustici ed elettronici. Le principali influenze musicali spaziano tra pop e rock internazionale e italiano, con riferimenti che vanno dai Queen ai Beatles, dai Genesis ai Jethro Tull, passando per i Wheater Report, Yes, Jamiroquai, Pino Daniele e il pop italiano contemporaneo. Questa varietà di ascolti si riflette in un linguaggio musicale che guarda al passato senza nostalgia, rielaborandolo in chiave moderna.

    I Relief sono una band polistrumentale: voce principale e chitarra, flauto traverso con multieffetti e beatbox, basso elettrico con forti influenze funk e groove-oriented e batteria acustica ed elettronica. La formazione musicale dei membri è mista, tra studio accademico e percorso autodidatta, con una particolare cura per le armonie vocali e la resa live. La formazione attuale è composta da Lorenzo Corsi – flauto, chitarra, cori; Leonardo Fortini – basso, cori; David Le Pera – batteria e Lorenzo Politi – voce, chitarra e pianoforte.

    Ad oggi la band ha un repertorio originale è già definito e ruota attorno a brani che affrontano temi come l’idealizzazione amorosa, l’incomunicabilità, le relazioni sospese, le amicizie che attraversano il tempo e il rapporto tra emozioni e tecnologia. Le canzoni dei Relief raccontano la quotidianità emotiva contemporanea con uno sguardo che alterna leggerezza e profondità, cercando di parlare di cose serie senza prendersi troppo sul serio. Il progetto è prodotto da Massimo Calabrese e Marco Lecci per Musica & Rivoluzione.

    Il target principale dei Relief è un pubblico tra i 18 e i 35 anni, senza distinzione di genere, attento alla scrittura, alle armonie e a una proposta pop italiana moderna e consapevole.  Nel medio periodo la band punta a pubblicare i primi singoli ufficiali e a consolidare la propria presenza nel circuito dei live e dei festival, con l’obiettivo di rendere la musica il centro del proprio percorso professionale.

     

    Dopo “Cristalli Liquidi”, “Eh No!” è il nuovo singolo dei Relief disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 17 luglio.

     

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  • “Right here, right now” è il nuovo singolo di Titta

    Dal 17 luglio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Right here, right now”, il nuovo singolo di Titta per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “Right Here, Right Now” è un brano pop internazionale che racconta una storia d’amore vissuta in presenza e a distanza, attraverso un messaggio universale: vivere il presente, senza lasciare che la paura del futuro o il peso del passato rubino spazio a ciò che conta davvero. Perché, a volte, la felicità non è un traguardo da raggiungere, ma un momento da riconoscere e vivere. Qui e ora.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Right Here, Right Now è probabilmente la canzone d’amore più bella che abbia mai scritto, forse perché non parla solo d’amore. Parla di una scelta. Per molto tempo ho vissuto rincorrendo il futuro o ripensando al passato, dimenticandomi di abitare davvero il presente. Questa canzone è nata quando ho capito che la felicità non è qualcosa che arriva “quando succederà qualcosa”, ma qualcosa che possiamo riconoscere nelle piccole cose che stiamo vivendo adesso, e soprattutto che la felicità è una scelta, perché possiamo sempre scegliere se pre-occuparci (occuparci prima) del futuro o se viverci la bellezza del momento presente. È dedicata al mio compagno, Mohamed, e racconta anche la nostra storia a distanza, ma in realtà semplicemente racconta di noi. Girare il videoclip insieme a lui ha reso questo brano ancora più autentico e prezioso. Vorrei che, guardando il videoclip, le persone non pensassero solo “che storia romantica”, ma “che bello… mi ha ricordato quanto siano preziose le piccole cose”. Credo che, tra molti anni, riguardando quelle immagini, ritroveremo esattamente ciò che stavamo vivendo in quel momento, un po’ come sfogliando un album di vecchie foto, che ti riporta nella mente e nel cuore i momenti più semplici vissuti insieme che sono, allo stesso tempo, quelli più belli e anche più importanti. Ed è questo, in fondo, il senso di Right Here, Right Now, ricordarsi che qui e ora è sempre più importante di ieri e domani. Diciamo comunque che se CRONIKA raccontava la fatica di restare in piedi, Right Here, Right Now racconta il motivo per cui vale la pena farlo. 

    Biografia

    Titta è un’artista multidisciplinare, attrice, cantautrice e formatrice teatrale, la cui identità artistica si muove con naturalezza tra musica, teatro e ricerca emotiva. Da anni porta avanti un percorso originale e stratificato, capace di intrecciare la dimensione autobiografica con la critica sociale, mettendo la vulnerabilità al centro della propria narrazione. La sua scrittura, che rappresenta il suo punto di forza, affronta in modo lucido e senza filtri temi caldi della contemporaneità come la salute mentale, l’identità, il corpo, le relazioni e il senso del lavoro artistico, alternando con disinvoltura ironia, rabbia, introspezione e un profondo desiderio di evoluzione.

    Forte di una solida formazione multidisciplinare teatrale e vocale, Titta utilizza la scrittura come principale strumento espressivo e comunicativo. Accanto alla carriera sul palco, ha approfondito gli studi nelle artiterapie espressive, collaborando attivamente in contesti educativi e performativi, e portando la propria esperienza fino alla Camera dei Deputati, dove ha partecipato più volte in veste di relatrice con speech dedicati al potere terapeutico dell’arte. Attualmente sta completando il proprio percorso didattico studiando per il conseguimento di un Diploma in Canto Moderno.

    Il suo sound originale risente di influenze eterogenee, che spaziano dal cantautorato italiano contemporaneo e il teatro-canzone fino alle sonorità alternative/pop, senza dimenticare la forte impronta legata al repertorio del musical anglo-americano. Tra i suoi brani più rappresentativi spiccano la traccia d’esordio “Ostaggi”, il toccante ritratto familiare di “Mimma” e “Perfetta”, un vero e proprio inno all’unicità e all’imperfezione.

    Con il nuovo progetto “FUORI ASSE – carta celeste per stelle inclinate”, sostenuto da un team di professionisti del settore musicale e audiovisivo, Titta inaugura un percorso narrativo e musicale che attraversa la fragilità, la resistenza e la possibilità di riscatto. Il primo tassello di questo viaggio è il singolo “Cronika”, un brano che fotografa il momento in cui il corpo e la mente smettono di sostenere il passo frenetico imposto dalla società. Al brano si accompagna un videoclip diretto da Armando Di Lillo ed editato da Ilaria Tonali ambientato in un teatro vuoto: un’opera dall’estetica psico-punk ed elegantemente disturbante che, attraverso la coreografia contemporanea creata e interpretata da Anna Bucci, racconta non una lotta contro il dolore, ma la ricerca di una convivenza possibile con esso.

    A giugno 2026 pubblica il brano “Cronika”.

    “Right here, right now” è il nuovo singolo di Titta per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 17 luglio 2026.

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  • “Il bisogno d’amare (This is love)” è il nuovo singolo di Stefano Fucili

    Dal 17 luglio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Il bisogno d’amare (This is love)”, il nuovo singolo di Stefano Fucili per Maionese Project disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 10 luglio.

    “IL BISOGNO D’AMARE (This Is Love)” è un brano che nasce da una serie di esperimenti in studio. Tutto è partito dalla volontà dell’artista di testare nuovi linguaggi di produzione, sfruttando le tecnologie più recenti per esplorare territori sonori inediti rispetto al suo percorso precedente. Da questa fase di ricerca – arricchita dalla fondamentale collaborazione con il producer Giordano Donati – è emerso un arrangiamento dal sapore nu-soul e funk, raffinato e capace di muoversi con naturalezza tra atmosfere sensuali e sfumature di intensa romanticità.

    Il tappeto musicale è impreziosito da chitarre classiche e groove black, che si intrecciano con un elegante disegno di archi, il tutto guidato da una ritmica incalzante che crea una veste ricca e sofisticata. Come già accaduto in passato, anche in questo pezzo Stefano Fucili ha voluto dare un tocco internazionale al progetto, inserendo una parte rap in inglese che arricchisce ulteriormente la struttura del brano e ne amplia il respiro stilistico.

    Il testo, ripreso e rielaborato da un’idea scritta diversi anni prima, racconta la riflessione di un uomo nei confronti di una donna che non riesce a sciogliere il proprio dilemma interiore: vivere pienamente la relazione o restare libera. Attraverso questa tensione, la canzone dà voce a un sentimento universale: quel bisogno di amare e di donarsi a qualcun altro, al di là delle incertezze e delle paure che spesso accompagnano i sentimenti.

    Con “IL BISOGNO D’AMARE (This Is Love)”, Stefano Fucili firma una traccia che unisce sperimentazione e profondità emotiva, confermando la sua capacità di rinnovarsi pur restando fedele all’autenticità del proprio racconto e del proprio stile.

    Commenta l’artista a proposito del brano: Mentre ero in studio a lavorare su idee per nuovi brani, mi trovavo in una fase di totale sperimentazione: volevo testare nuovi metodi di produzione, nuovi arrangiamenti e spingermi oltre, sfruttando anche le potenzialità delle nuove tecnologie. Tra un esperimento e l’altro, ho deciso di riprendere in mano una vecchia bozza scritta anni fa. Quasi per gioco, è venuta fuori questa nuova versione, completamente stravolta in chiave nu-soul e funk. È stata una scintilla immediata: ha conquistato subito me e tutto lo staff con cui lavoro, dal mio producer Giordano Donati a Nico Spinosa della mia label, RNC MUSIC. Abbiamo capito all’istante che doveva essere questo il nuovo singolo. Per dare il tocco finale al brano e chiudere il cerchio, ho deciso di contattare un mio vecchio amico e grandissimo producer, Davide Maggioni, a cui ho affidato il mix e il mastering. È così che è nata ‘Il Bisogno d’amare (This Is Love)’.”

    Biografia

    Cantautore, chitarrista, compositore e arrangiatore. Una carriera solida che unisce la grande scuola della canzone d’autore italiana a una fortissima vocazione internazionale.

    Cresciuto sotto l’ala di Lucio Dalla — che ne è stato il produttore alla fine degli anni Novanta e con cui ha scritto a quattro mani il brano Anni Luce (2001, dall’album Luna Matana) — ha aperto i concerti di giganti della musica italiana come Ron, Luca Carboni, Giorgia, Paola Turci e i Nomadi.

    Parallelamente all’attività cantautorale, si è affermato come compositore per il cinema e la televisione globale: le sue musiche hanno vestito serie TV di culto internazionali del calibro di The Kardashians (Disney+/Hulu), The Flight Attendant (HBO), Madam Secretary (CBS) e Missing (ABC USA), oltre a prestigiose produzioni per la 20th Century Fox e spot istituzionali (come quello per il Ministero del Lavoro a Expo 2015).

    Poliedrico e trasversale, firma anche successi per l’infanzia (i suoi brani per Coccole Sonore superano i 100 milioni di views su YouTube, a cui si aggiungono le collaborazioni con il Coro dell’Antoniano).

    Dal 2019, grazie al sodalizio con il manager Giordano Donati e la label RNC Music, la sua musica ha conquistato i mercati esteri: il singolo Bella Bella Bella è volato al primo posto delle classifiche di vendita in Polonia e Turchia all’interno di compilation internazionali distribuite in tutto il mondo (dalla Russia alla Corea del Sud), mentre l’album Una bella giornata ha conquistato il podio dei Best Seller di Amazon.

    Sul fronte live, porta avanti con successo un’intensa attività di concerti in omaggio a Lucio Dalla, in teatri e piazze, con i due progetti Piazza Grande e la Temporary Band, anche con storici collaboratori di Dalla come il discografico e scrittore Marcello Balestra e il pianista Stefano Scartocci.

    Questa estate sarà in tour esibendosi anche alle Isole Tremiti e alla Rocca Malatestiana di Fano.

    “Il bisogno d’amare (This is love)” è il nuovo singolo di Stefano Fucili disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 10 luglio 2026 e in rotazione radiofonica dal 17 luglio.

     

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  • “Right here, right now” è il nuovo singolo di Titta

    Dal 17 luglio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Right here, right now”, il nuovo singolo di Titta per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “Right Here, Right Now” è un brano pop internazionale che racconta una storia d’amore vissuta in presenza e a distanza, attraverso un messaggio universale: vivere il presente, senza lasciare che la paura del futuro o il peso del passato rubino spazio a ciò che conta davvero. Perché, a volte, la felicità non è un traguardo da raggiungere, ma un momento da riconoscere e vivere. Qui e ora.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Right Here, Right Now è probabilmente la canzone d’amore più bella che abbia mai scritto, forse perché non parla solo d’amore. Parla di una scelta. Per molto tempo ho vissuto rincorrendo il futuro o ripensando al passato, dimenticandomi di abitare davvero il presente. Questa canzone è nata quando ho capito che la felicità non è qualcosa che arriva “quando succederà qualcosa”, ma qualcosa che possiamo riconoscere nelle piccole cose che stiamo vivendo adesso, e soprattutto che la felicità è una scelta, perché possiamo sempre scegliere se pre-occuparci (occuparci prima) del futuro o se viverci la bellezza del momento presente. È dedicata al mio compagno, Mohamed, e racconta anche la nostra storia a distanza, ma in realtà semplicemente racconta di noi. Girare il videoclip insieme a lui ha reso questo brano ancora più autentico e prezioso. Vorrei che, guardando il videoclip, le persone non pensassero solo “che storia romantica”, ma “che bello… mi ha ricordato quanto siano preziose le piccole cose”. Credo che, tra molti anni, riguardando quelle immagini, ritroveremo esattamente ciò che stavamo vivendo in quel momento, un po’ come sfogliando un album di vecchie foto, che ti riporta nella mente e nel cuore i momenti più semplici vissuti insieme che sono, allo stesso tempo, quelli più belli e anche più importanti. Ed è questo, in fondo, il senso di Right Here, Right Now, ricordarsi che qui e ora è sempre più importante di ieri e domani. Diciamo comunque che se CRONIKA raccontava la fatica di restare in piedi, Right Here, Right Now racconta il motivo per cui vale la pena farlo. 

    Biografia

    Titta è un’artista multidisciplinare, attrice, cantautrice e formatrice teatrale, la cui identità artistica si muove con naturalezza tra musica, teatro e ricerca emotiva. Da anni porta avanti un percorso originale e stratificato, capace di intrecciare la dimensione autobiografica con la critica sociale, mettendo la vulnerabilità al centro della propria narrazione. La sua scrittura, che rappresenta il suo punto di forza, affronta in modo lucido e senza filtri temi caldi della contemporaneità come la salute mentale, l’identità, il corpo, le relazioni e il senso del lavoro artistico, alternando con disinvoltura ironia, rabbia, introspezione e un profondo desiderio di evoluzione.

    Forte di una solida formazione multidisciplinare teatrale e vocale, Titta utilizza la scrittura come principale strumento espressivo e comunicativo. Accanto alla carriera sul palco, ha approfondito gli studi nelle artiterapie espressive, collaborando attivamente in contesti educativi e performativi, e portando la propria esperienza fino alla Camera dei Deputati, dove ha partecipato più volte in veste di relatrice con speech dedicati al potere terapeutico dell’arte. Attualmente sta completando il proprio percorso didattico studiando per il conseguimento di un Diploma in Canto Moderno.

    Il suo sound originale risente di influenze eterogenee, che spaziano dal cantautorato italiano contemporaneo e il teatro-canzone fino alle sonorità alternative/pop, senza dimenticare la forte impronta legata al repertorio del musical anglo-americano. Tra i suoi brani più rappresentativi spiccano la traccia d’esordio “Ostaggi”, il toccante ritratto familiare di “Mimma” e “Perfetta”, un vero e proprio inno all’unicità e all’imperfezione.

    Con il nuovo progetto “FUORI ASSE – carta celeste per stelle inclinate”, sostenuto da un team di professionisti del settore musicale e audiovisivo, Titta inaugura un percorso narrativo e musicale che attraversa la fragilità, la resistenza e la possibilità di riscatto. Il primo tassello di questo viaggio è il singolo “Cronika”, un brano che fotografa il momento in cui il corpo e la mente smettono di sostenere il passo frenetico imposto dalla società. Al brano si accompagna un videoclip diretto da Armando Di Lillo ed editato da Ilaria Tonali ambientato in un teatro vuoto: un’opera dall’estetica psico-punk ed elegantemente disturbante che, attraverso la coreografia contemporanea creata e interpretata da Anna Bucci, racconta non una lotta contro il dolore, ma la ricerca di una convivenza possibile con esso.

    A giugno 2026 pubblica il brano “Cronika”.

    “Right here, right now” è il nuovo singolo di Titta per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 17 luglio 2026.

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  • “Rien Club” è il nuovo singolo di UBO

    Dal 17 luglio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Rien Clubt”, il nuovo singolo di UBO estratto dall’album “WHAT IF? (il raschio del fondo celeste)” disponibile sulle piattaforme di streaming dal 6 febbraio.

    “Rien Club” è una ballata che traccia il flusso di coscienza dell’autore, quasi fosse una confessione durante una seduta psicanalitica.

    Seguendo il filo conduttore dell’intero album, si tratta del primo pezzo successivo alla consapevolezza enunciata nel brano di apertura, Rapida. Con questa traccia l’autore inizia una profonda riflessione sulla propria esistenza: il tempo passato, il futuro, i rimpianti, le colpe, i rancori, la misantropia conclamata e le relazioni sentimentali, malate e surreali.

    Le due chitarre sovraincise si intrecciano in un connubio tra accompagnamenti accennati, arpeggi minimali, impennate improvvise di controcanto e assoli frammentati. Il basso interviene con note lunghe e risonanze controllate, completando un’atmosfera cupa e trasognata, mentre il pianoforte accenna ad accordi e arpeggi delicati, a cadenza controllata; un dialogo tra opposti con la chitarra, quasi a volerla riappacificare con se stessa. Anche gli arrangiamenti delle tastiere sono posati, sempre opportuni e speculari al lirismo del brano.

    Il finale, volutamente libero da schemi armonici e melodici, non garantisce alcuna certezza: dopo la confessione rimane solo una grande confusione, perché le parole non bastano più o, semplicemente, non ci crede più nessuno. Rien Club è un meteorite scagliato dal braccio di un antico dio lovecraftiano sulla canzone italiana, troppo spesso edulcorata e accademica.

    Commenta l’artista a proposito del nuovo brano: Con Rien club è come se mi immaginassi già morto, proiettato in un Aldilà che non avrei mai voluto, dove finalmente ho il tempo per riflettere sul nonsense della mia vita terrena trascorsa. È un bilancio spietato tra rimpianti e falsità, specchio di un’era distratta e di nazioni che non si parlano più. Il ‘Club del Nulla’ diventa così il rifugio metaforico di questo limbo, dove l’unico barlume di senso e di salvezza rimane la bellezza di uno sguardo che resiste al tempo.”

    WHAT IF? (il raschio del fondo celeste)” è un concept album; è la consapevolezza che una nuova era è cominciata, le guerre sono più vicine e la storia si è accorciata. Un senso di impotenza e nichilismo caratterizza tutta l’opera: i testi sono un grido sussurrato di colpa e rabbia verso il proprio disimpegno politico.

    Non rimane che rifugiarsi nell’amore, al quale non si crede quasi più, o fuggire in qualche parte incontaminata del globo per cambiare vita, allontanandosi dall’abbondanza del consumismo, dalla velocità e dal cosiddetto progresso.

    Questo album nasce dalle improvvisazioni chitarristiche di Corrado Terenziani, che le forgia in canzoni strutturate. Sandro Animini ed Elisa Minari sono i musicisti che contribuiscono all’arrangiamento e alla produzione di “What if?”, e insieme il trio prende il nome di UBO.

    Le chitarre si muovono scattose e sornione, con suoni acidi e puliti, alternando parti melodiche ad accompagnamenti minimalisti, dissonanze e giri armonici improbabili ma efficaci. Il basso è un pulsare di armonizzazioni e melodie, suonato con gusto e sapienza. Le tastiere coprono una gamma di suoni infiniti a comporre una scenografia che rappresenta vividamente i testi, come in una colonna sonora paranoica e psichedelica.

    “What if?” è suonato con classe e talento, sapienza e ambizione, scarsità di mezzi e abbondanza degli stessi. Un suono lo-fi, garage, tendente al naïf, che non impedisce a questo disco di essere un’assoluta novità e rarità nel panorama della musica italiana degli ultimi trent’anni.

    Ascolta l’album su Spotify: https://open.spotify.com/album/61cLBciBriG9ZVE7cDdegZ?si=3jnYoO7yQ4-Arsz1_ax2dg

     

    Biografia

    Corrado, in arte UBO, comincia a suonare la chitarra a 14 anni. Tra i 14 e i 16 anni forma il suo primo gruppo per eseguire brani di sua composizione: con i Travel Boys partecipa a tre concorsi per band emergenti, vincendone uno a Traversetolo (PR) nel lontano 1983.

    Dopo una pausa di tre anni, nel 1987 torna a suonare come chitarra solista con i Cea Park dei fratelli Fontanili, lasciando però la formazione dopo il primo anno. Segue un nuovo allontanamento dalla musica, causato dalle difficoltà legate al suo disturbo bipolare.

    Dal 1991 al 1993 fonda i Dr. Divago insieme a Stefano Lugli (voce), Marco Pecchini (basso) e Marco Salvemini (batteria) — musicisti provenienti dal fervido e talentuoso ambiente della bassa reggiana (nello specifico, di Gualtieri). Nonostante il materiale sia pronto per la registrazione di un album e la band abbia alle spalle un concerto di grande successo alla nota Festa dell’Unità di Gorganza, il progetto sfuma a causa di divergenze sui testi.

    Nel 1994 lascia il gruppo per unirsi ai Korova Milk Bar di Daniele Gallinari (batteria), Ezio Moscatelli (basso) e Giovanni Guerri (voce), dando vita a una serie di concerti di ottimo riscontro a Reggio Emilia.

    Dopo un’ulteriore interruzione dell’attività musicale tra il 1995 e il 1998, registra un EP di tre brani autografi insieme all’amico e cantante Stefano Lugli e ad altri noti musicisti reggiani, tra cui Alessandro Lugli, Lucio Boiardi e la stessa Elisa Minari.

    Dal 1999 abbandona completamente la musica. Solo nel 2020, durante il periodo del COVID-19, riprende in mano la chitarra: inizialmente si esercita in modo disordinato, ma rispolverando un vecchio libro di chitarra jazz nascono le primissime idee per WHAT IF?. Nonostante ciò, il progetto non decolla e l’attività si interrompe nuovamente.

    La svolta arriva nell’aprile del 2024: riprendendo lo strumento e riascoltando due pezzi registrati quattro anni prima, sviluppa definitivamente il progetto UBO. La realizzazione dell’album WHAT IF? (Il raschio del fondo celeste) prende vita grazie al coinvolgimento della straordinaria Elisa Minari e del geniale maestro Sandro Animini.

    Il titolo del disco è un chiaro riferimento alle frequenti interruzioni della sua attività musicale, all’incostanza del suo operato, alla totale mancanza di disciplina e a un approccio autodidatta particolarissimo, confuso e disturbato, malato e insicuro. Cosa sarebbe stata la sua vita se…? Come sarebbe stata la sua musica se…? Il raschio del fondo celeste rappresenta i suoi ultimi afflati in musica.

    “Rien Club” è il nuovo singolo di UBO in rotazione radiofonica dal 17 luglio 2026 estratto dal nuovo album “WHAT IF? (il raschio del fondo celeste)” disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 6 febbraio. 

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