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  • “Sister Gone” è il nuovo singolo dei Fujiiro

    Da venerdì 20 marzo 2026 sarà in rotazione radiofonica “Sister Gone” (Overdub Recordings), il nuovo singolo dei Fujiiro, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 17 marzo.

    Il brano “Sister Gone” è una preghiera, un’invocazione rivolta a una figura assente e indefinita. In questa celebrazione dell’assenza, la Sister Gone assume i tratti di una musa, di una divinità o di una figura femminile lontana, forse reale, forse immaginata. Nel testo ricorrono immagini legate allo sguardo e agli occhi, insieme ai temi dell’immaginazione, dell’intuito e dell’autoesplorazione. 

    Dal punto di vista sonoro, la canzone attraversa atmosfere e suggestioni differenti. L’inizio è sospeso e quasi ipnotico: due voci – maschile e femminile – si muovono su una chitarra ubriaca e una ritmica dolcemente sudamericana, creando un clima intimo e visionario. Progressivamente il brano si apre verso un paesaggio sonoro più ampio e onirico, sostenuto da un beat incalzante e da un synth che richiama atmosfere new wave.

    Nella seconda strofa il drumming assume un carattere tribale, mentre una chitarra vibrante entra in dialogo serrato con il cantato, accentuando il contrasto tra momenti rarefatti e improvvise aperture ritmiche. Ne emerge una scrittura sonora stratificata e dinamica, capace di muoversi tra introspezione e slancio emotivo.

    Spiega la band a proposito del brano: “Il brano è una preghiera, un’invocazione verso una figura assente, un’immagine che appare allo stesso tempo consolatoria e consolata. È anche la celebrazione poetica dell’assenza, se vogliamo.

    Sin dall’inizio questo pezzo doveva avere una musicalità “ubriaca” e liquida, un po’ come se fosse suonata e cantata in un saloon situato sul fondo dell’oceano. Via via che ci lavoravamo in fase di produzione ha assunto ulteriori e diverse sfaccettature più sognanti, grazie alle variazioni ritmiche, all’uso delle chitarre, alla doppia voce maschile-femminile…”.

    Biografia

    I Fujiiro nascono ufficialmente nel 2026 a Firenze, dalle ceneri dei Malva, precedente progetto alternative attivo dal 2019. Ritmi spigolosi e atmosfere esotiche ed oniriche, a tratti violente e a tratti distese, caratterizzano il primo disco dei Fujiiro in uscita nell’aprile del 2026 per Overdub Recordings.

    Il genere della band è difficilmente catalogabile, a tratti ricorda uno Psych Rock contemporaneo di matrice internazionale (King Gizzard and the Lizard Wizard, Tropical Fuckstorm, Queens of the Stone Age), a tratti sono evidenti i rimandi ad una sorta di cantautorato italiano, sensoriale ed onirico (Iosonouncane, Verdena, C.S.I.).

    I testi ed il cantato in italiano sono irrequieti e tormentati, appoggiandosi su figure archetipiche e immagini simboliche. Il primo disco dei Fujiiro racconta in prima persona i pensieri e le pulsioni di un individuo alla spasmodica e insoddisfatta ricerca di un qualcosa di indefinito, inserito in una società apparentemente fuori dal tempo, a tratti distopica e a tratti spaventosamente contemporanea. Da riferimenti socialmente e culturalmente lontanissimi si arriva ad introspezioni psicologiche senza soluzione di continuità.

    I Fujiiro cercano di congiungere l’amore per la canzone con l’interesse per la sperimentazione, decostruendo la forma canzone e alternando melodie classiche a cantati frenetici (a tratti “spoken”). I Fujiiro si rivolgono agli amanti dei live e della musica rock trasversale, con uno spiccato interesse per la psichedelia.

    La band è formata da Dario Errico (chitarrista e cantante principale), Lorenzo Niccolai (chitarrista e “rumorista elettronico”) e Andrea Biancotti (batterista e percussionista). In formazione completa, dal vivo, hanno come turnista un bassista (basso elettrico e bass synth).

    Dopo il singolo d’esordio “Sioux”, “Sister Gone” è il nuovo singolo dei Fujiiro pubblicato da Overdub Recordings disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 17 marzo e in rotazione radiofonica da venerdì 20 marzo 2026. 

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  • “Hiding” è il nuovo singolo di Kostja

    Dal 20 marzo 2026 sarà in rotazione radiofonica “HIDING”, il nuovo singolo di KOSTJA per Pluma Dischi, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 18 marzo.

     

    Hiding” è il secondo singolo estratto dal nuovo album di Kostja intitolato Drift Migration, termine scientifico che descrive la deviazione di un uccello migrante dalla propria rotta originaria.

    Il testo, conciso e lapidario, parla di una relazione dal carattere simbiotico, nascosta dietro una spessa membrana fatta di giornate che si ripetono uguali l’una all’altra e in cui sembra non ci sia più spazio per sorprendersi a vicenda. È in queste situazioni di immobilità che possono avvenire — forse per noia o per un’apatica indifferenza — inaspettati terremoti in grado di fare da spartiacque in un rapporto, portandolo al limite.

    “Hiding” esplora territori di elettronica sperimentale, alternando atmosfere cupe a ritornelli dal taglio più luminoso. Il brano vede la collaborazione con Eleonora Franchina alla voce ed Eros Terzuoli al sassofono tenore.

    L’artwork di Davide Palombo prosegue la narrazione avviata nella copertina del primo singolo: se lì il protagonista era un volatile smarrito, questa volta viene ritratto in uno spazio “metafisico”, nascosto al mondo esterno.

    Commenta l’artista sul nuovo singolo: “Non sono mai riuscito a scrivere una vera canzone d’amore, quando ci provo trovo tutto banale. Con Hiding ho però messo in mostra quegli anfratti stagnanti delle relazioni sentimentali di cui non si parla spesso, in cui tutti i giorni sono uguali e apparentemente non c’è più nulla da dirsi…”

     

    Biografia

    Kostja è un chitarrista, cantautore e compositore nato a Leningrado e residente a Bologna. Dopo una laurea in Geologia che lo ha portato a esplorare le Alpi italiane, ha deciso di dedicarsi interamente alla musica.

    Nella primavera del 2021 ha pubblicato il suo primo EP autoprodotto, “Be Defenceless”, con Giovanni Miatto al basso, Evita Polidoro alla voce e Anton Sconosciuto alla batteria. Il concept grafico del progetto è incentrato sulle diapositive — uno strumento fotografico in disuso che lo riconnette alla sua infanzia — e sui disegni ad acquerello realizzati dallo stesso Kostja.

    Il suo secondo EP di quattro tracce, intitolato “Negative of a Reverie”, è uscito a gennaio 2024 tramite PLUMA Dischi / IRMA Records.

    “Hiding” è il nuovo singolo di Kostja, disponibile in streaming su tutte le piattaforme digitali dal 18 marzo 2026 e in rotazione radiofonica.

     

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  • Gianluca Pennino torna con il quarto saggio “Il mago meccanico: Dietro il sipario dell’intelligenza artificiale”, un’analisi del presente per capire come governare il cambiamento invece di subirlo

    Gianluca Pennino, Chief Strategy & Innovation Officer già autore dei tre volumi “L’intelligenza oltre il biologico”, “Dalla fabbrica all’algoritmo” e “L’Umano invisibile” con cui ha affrontato il tema da tre angolazioni complementari (filosofica, politica e operativa), torna con “Il mago meccanico: Dietro il sipario dell’intelligenza artificiale” (Amazon KDP) per sciogliere il nodo epistemologico dell’intelligenza artificiale generativa, distinguendo tra comprensione e verosimiglianza e proponendo una guida all’uso consapevole degli strumenti linguistici automatizzati.

    Un’opera in quattro volumi che analizza l’era algoritmica come trasformazione strutturale della conoscenza, dell’economia, delle organizzazioni e della responsabilità individuale. La tetralogia affronta l’intelligenza artificiale non come fenomeno tecnico isolato, ma come svolta sistemica che ridefinisce il modo in cui produciamo valore, prendiamo decisioni e costruiamo significato.

    «Ho scritto questi libri perché sentivo l’urgenza di fermarmi e osservare con maggiore profondità il tempo che stiamo attraversando. Viviamo immersi nell’innovazione, ma raramente ci chiediamo quale direzione stia prendendo e quale ruolo abbiamo nel determinarla – ha dichiarato l’autore.

    La stesura è stata un percorso intenso, fatto di studio, esperienza concreta e riflessione personale. Non volevo offrire risposte facili, ma strumenti per interrogarsi.

    Il messaggio che desidero lasciare è semplice: il futuro non è qualcosa che accade, è qualcosa che si costruisce. E si costruisce solo se impariamo a leggere ciò che si muove sotto la superficie

    Nel primo volume Pennino intreccia riflessione esistenziale, neuroscienze, filosofia della mente e intelligenza artificiale, offrendo una prospettiva unica sulla futura coesistenza tra uomo e macchina, nel secondo dà vita a un saggio fondamentale per comprendere come l’IA non risolva i conflitti del passato, ma li riarticoli in forme nuove e invisibili, nel terzo affronta la verità scomoda secondo cui l’innovazione tecnologica contemporanea non fallisce per limiti tecnici, ma per cecità antropologica. Con la quarta uscita della tetralogia la domanda che pone va dritta all’obiettivo: Pensi che l’intelligenza artificiale ti capisca davvero?

    Quest’ultimo libro ti porta dietro il sipario. Ti mostra come funziona il meccanismo, perché le allucinazioni non sono un difetto ma una conseguenza logica del sistema, e cosa succede quando milioni di persone smettono di verificare quello che leggono. Non ti chiederà di buttare via lo strumento. Ti darà quello che serve per usarlo senza diventarne schiavo: la capacità di distinguere ciò che suona vero da ciò che lo è.

    Perché la vera minaccia non è la macchina che pensa. È l’umano che smette.

    Nel loro insieme, i quattro volumi costruiscono quindi una mappa integrata dell’era algoritmica: dall’ontologia dell’intelligenza alla struttura del capitalismo cognitivo, dalla cultura organizzativa alla responsabilità del singolo individuo di fronte alla delega cognitiva.

    Non si tratta di una critica alla tecnologia, né di una celebrazione del progresso.
    È un progetto di chiarificazione concettuale e di orientamento strategico per attraversare con consapevolezza la transizione in atto
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    Sinossi

    L’Intelligenza oltre il biologico esplora la natura ontologica della cognizione artificiale, proponendo il superamento del paradigma imitativo dell’AGI e introducendo una nuova grammatica per comprendere le forme di intelligenza computazionalmente native.

    Dalla Fabbrica all’Algoritmo analizza la riconfigurazione dei sistemi produttivi nell’economia dei dati, mostrando come algoritmi e piattaforme stiano ridefinendo lavoro, potere e sovranità digitale.

    L’Umano Invisibile indaga la dimensione antropologica della trasformazione tecnologica, evidenziando il ruolo delle culture organizzative, delle credenze implicite e delle dinamiche relazionali nel determinare il successo o il fallimento dell’innovazione.

    Il Mago Meccanico affronta il nodo epistemologico dell’intelligenza artificiale generativa, distinguendo tra comprensione e verosimiglianza e proponendo una guida all’uso consapevole degli strumenti linguistici automatizzati.

    Biografia

    Gianluca Pennino è innovation strategist e si occupa di trasformazione digitale, affiancando aziende e pubbliche amministrazioni nei processi di cambiamento organizzativo, tecnologico e culturale.

    Il suo lavoro si concentra sull’integrazione tra tecnologie emergenti, modelli di business e dimensione umana dell’innovazione, con l’obiettivo di progettare sistemi sostenibili e orientati al valore.

    Nei suoi saggi e interventi pubblici analizza l’impatto delle evoluzioni tecnologiche sul lavoro e sulle organizzazioni, interrogandosi su come governare la complessità senza perdere centralità umana.

     

    Dati tecnici

    Titolo: L’Intelligenza oltre il biologico: Dalla società algoritmica alla coscienza sintetica
    Tagline: L’intelligenza artificiale non ridefinisce le macchine. Ridefinisce l’idea stessa di intelligenza.
    Autore: Gianluca Pennino
    Editore: Self Publishing
    ASIN: B0G1HQ98RJ
    Genere:
     Saggistica – Innovazione e digitale
    Prezzo eBook: € 8,99
    Prezzo cartaceo: € 19,99 (brossura), € 28,98 (rilegato)
    Data di pubblicazione:  8 novembre 2025
    Pagine: circa 643 pagine

     

    Titolo: L’Umano Invisibile: Perché l’innovazione fallisce quando dimentica l’umano
    Tagline: Quando l’innovazione corre più veloce della consapevolezza, il rischio non è fermarsi. È dimenticare chi siamo.
    Autore: Gianluca Pennino
    Editore: Self Publishing
    ASIN: B0GCVMHNPG
    ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8241454096
    Genere:
     Saggistica – Innovazione e digitale
    Prezzo eBook: € 8,99
    Prezzo cartaceo: € 19,75 (brossura), € 25,99 (rilegato)
    Data di pubblicazione: 27 dicembre 2025
    Pagine: circa 264 pagine

    Titolo: Dalla Fabbrica all’Algoritmo: Una Rivoluzione Silenziosa
    Tagline: La trasformazione digitale non è solo tecnologica: è una rivoluzione culturale che cambia il modo in cui lavoriamo, decidiamo e pensiamo.
    Autore: Gianluca Pennino
    Editore: Self Publishing
    ASIN: B0GCKFZ6L1
    ISBN-13: ‎ 979-8241205841
    Genere:
     Saggistica – Innovazione e digitale
    Prezzo eBook: € 8,99
    Prezzo cartaceo: € 19,75 (brossura), € 25,99 (rilegato)
    Data di pubblicazione: 25 dicembre 2025
    Pagine: circa 237 pagine

    Titolo: Il mago meccanico: Dietro il sipario dell’intelligenza artificiale
    Tagline: Un’analisi del presente per capire come governare il cambiamento invece di subirlo.
    Autore:  Gianluca Pennino
    Editore: Self Publishing
    ASIN: B0GMH2KHJM
    ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8247475903
    Genere:
     Saggistica – Innovazione e digitale
    Prezzo eBook: € 7,99
    Prezzo cartaceo: € 14,99 (brossura)
    Data di pubblicazione: 8 febbraio 2026
    Pagine: circa 198 pagine

  • Un romanzo, una causa: “I miei umani difettosi” di Elly Bennet e la battaglia contro la vivisezione e lo sfruttamento degli animali

    A un anno esatto dall’uscita in libreria di “I miei umani difettosi”, il nuovo romanzo di Elly Bennet pubblicato da Accornero Edizioni continua a far parlare di sé non solo per la sua storia, ma anche per il forte impegno civile che lo accompagna.

    Il libro si distingue infatti per la sensibilità con cui affronta il tema della difesa degli animali, un messaggio che l’autrice ha scelto di trasformare anche in un gesto concreto: parte dei proventi derivanti dalle vendite sarà devoluta all’associazione LEAL – Lega Antivivisezionista, impegnata da anni nella battaglia per l’abolizione della vivisezione e per la promozione di metodi scientifici alternativi che non utilizzino il modello animale, più etici e anche più sicuri per la ricerca.

    Blanca nasce in un piccolo nido accanto alla sua mamma e ai fratelli, ignara di ciò che la vita ha in serbo per lei. Bastano poche settimane perché il suo mondo venga stravolto. Dietro le pareti di una teca, osserva mani enormi che decidono il destino suo e di tanti altri animali: alcuni diventeranno giocattoli temporanei, altri vittime di un destino ben più oscuro.

    Blanca, però, è diversa. Ha uno spirito ribelle, un carattere forte e una determinazione che la porta a non arrendersi mai. Quando finalmente incontra degli umani apparentemente diversi dagli altri, capaci di offrirle affetto invece che prigionia, la sua diffidenza le impedisce di credere davvero nella loro bontà. Ma questi umani sembrano… difettosi. Diversi dagli altri.

    “Ho iniziato a scrivere questo libro quando ancora non avevo le idee ben chiare su cosa volessi trattare come tematica. Desideravo sicuramente parlare di animali, ma non sapevo in quale modo, di romanzi in giro sull’argomento ne esistono moltissimi e sono tutti bellissimi, ma di solito si parla di cani o gatti e io volevo scrivere, invece, di un animale meno convenzionale, per così dire – ha dichiarato l’autrice.

    In quel periodo faceva parte della mia vita una cricetina di nome Blanca, ed è stata lei che alla fine mi ha ispirata. Purtroppo quando ho iniziato a stendere i primi capitoli è venuta a mancare e pensavo che non sarei riuscita a portare a termine questo romanzo, invece è come se mi avesse trasmesso quell’ispirazione che mi mancava.

    Ho deciso così di raccontare lo sfruttamento di animali di ogni genere e tipo da parte dell’uomo, nei laboratori, ma anche nei parchi di divertimento, nell’industria della moda e dell’alimentazione, persino negli allevamenti di animali da affezione.

    Questa storia non nasce con l’intento di essere una critica, né tanto meno vuole giudicare, semplicemente nasce dal bisogno di far riflettere e informare il lettore su determinate tematiche, che io personalmente reputo importanti.

    Il messaggio che vorrei arrivasse è che siamo tutte creature viventi e come tali tutte quante proviamo sentimenti ed emozioni: credo fermamente che ogni essere vivente su questo pianeta non debba soffrire per mano di qualcun altro”.

    “Elly Bennet ha raccontato una storia di nicchia, e proprio per questo preziosa. Siamo abituati alle vicende di cani o gatti coraggiosi; qui invece abbiamo un esserino minuscolo di nome Blanca che ci apre le porte del suo mondo e ci costringe, con delicatezza, a cambiare prospettiva – ha dichiarato la casa editrice.

    Questo libro ci mette a nudo. Ci fa riflettere sulle scelte che compiamo ogni giorno, spesso senza pensarci, e ci fa conoscere una realtà di cui si parla troppo poco: lo sfruttamento di piccoli animali come Blanca per testare cosmetici e farmaci.

    Conosco del resto Elly da diversi anni. Ho creduto in lei quando ho pubblicato ‘Che casino noi donne’ e, poco dopo, ‘Questa vita non è la mia’. La sua scrittura ha la capacità di portare la nostra attenzione su argomenti importanti. Socrate diceva ‘so di non sapere’, credo che questo libro ci inviti proprio a questo: a riconoscere che esistono altri mondi, sofferenze e punti di vista da conoscere, per diventare persone migliori”.

    In un racconto emozionante e a tratti ironico, Blanca ci accompagna in un viaggio che esplora il rapporto tra uomo e animale, mettendo a nudo le contraddizioni della nostra società.

    “I miei umani difettosi” è una storia intensa e profonda, un inno alla libertà raccontato attraverso gli occhi di chi non ha voce. Sempre attraversato da un filo di speranza, è un romanzo capace di toccare il cuore e far nascere domande che restano dentro.

     

    Dati tecnici

    Titolo: I miei umani difettosi

    Editore: Accornero Edizioni

    Collana: Universi Narrativi

    Data pubblicazione: 5 Marzo 2025

    Pagine: 116

    Costo: 14,00 euro cartaceo, 9,90 euro formato Kindle

     

    Elly Bennet

    Nata a Lecco, è amante dell’arte in tutte le sue forme, della natura, dei viaggi e degli animali. È un’avida lettrice e disegnatrice, oltre che una cantante emergente. Da sempre dalla parte dei più deboli, scrive sin da ragazzina. Nel 2022 ha pubblicato “Che casino noi donne”, nel 2024 “Questa vita non è la mia” e nel 2025 “I miei umani difettosi”. Tutti i romanzi sono stati pubblicati con la casa editrice Accornero edizioni.

  • “Nelle mie mani” è il nuovo singolo di Sgvmo

    Dal 20 marzo 2026 sarà in rotazione radiofonica “Nelle mie mani”, il nuovo singolo di Sgvmo disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 6 marzo.

     

    “Nelle mie mani” è un brano notturno e introspettivo che racconta il momento in cui la fragilità smette di essere una condanna e diventa consapevolezza. Tra insonnia, scrittura e ferite ancora aperte, il pezzo attraversa il buio senza negarlo, fino ad arrivare a una presa di responsabilità: il proprio posto nel mondo non è promesso da nessuno, va costruito.

    Con un sound e un ritornello dal tono intimo ma determinato, “Nelle mie mani” è una dichiarazione silenziosa di rivincita: senza arroganza, ma con fame e verità.

    Commenta l’artista a proposito del brano: “Nelle mie mani è nata alle tre di notte, in uno di quei momenti in cui il silenzio amplifica tutto. È un brano che parte dalla sensazione di sentirsi sbagliato, fuori posto, in ritardo rispetto al mondo. Ma non volevo scrivere l’ennesima canzone sulla sofferenza: volevo scrivere il momento esatto in cui smetti di subirla. Nel testo c’è la mia parte più fragile, quella che si mette in discussione, che si sente un mostro, che si fa male da sola. Ma c’è anche la parte che non accetta di restare ferma. Quando scrivo il mio posto sarà nelle mie mani non è una frase motivazionale: è una presa di responsabilità. È il passaggio da spettatore a protagonista. In studio abbiamo lavorato molto sulle dinamiche, lasciando respirare le parole e costruendo un crescendo emotivo che accompagnasse questa trasformazione. Non volevo un brano aggressivo, ma nemmeno rassegnato. Doveva avere dentro la notte, ma anche la promessa del giorno dopo. Questo pezzo si inserisce nel mio progetto come un punto di svolta: continuo a raccontare la fragilità, ma da una prospettiva diversa. Non più solo come ferita, ma come energia che può ribaltare i piani. Se qualcuno ascoltandolo si sente perso, vorrei che arrivasse questo messaggio: non è il mondo a decidere dove sarà il tuo posto. A un certo punto diventa una scelta. E quella scelta è nelle tue mani.”

     

     

    Biografia

    Sgvmo, classe 1996, lavora al suo progetto artistico da oltre quindici anni. Inizia a scrivere testi a 13 anni, utilizzando il rap come primo strumento per dare forma a pensieri, inquietudini e conflitti interiori: quella che nasce come esigenza personale diventa, nel tempo, un percorso strutturato e consapevole.

    Cresciuto con l’influenza del rap italiano più introspettivo, trova riferimenti nella profondità lirica di Marracash, nella scrittura emotiva di Claver Gold e nell’attitudine di Axos. Parallelamente, sviluppa una forte attrazione per l’urban pop internazionale e per artisti come Drake e The Weeknd, che influenzano la sua evoluzione verso sonorità più melodiche e contemporanee.

    Negli ultimi anni, il suo stile si è trasformato in una sintesi tra rap e cantato, con un’identità sonora che unisce introspezione, atmosfere cupe e aperture melodiche. Lo studio del canto gli ha permesso di affinare tecnica e interpretazione, consolidando un approccio sempre più maturo alla scrittura e alla performance. Ha portato il suo progetto live in diversi locali e contest, costruendo un rapporto diretto con il pubblico e sviluppando una dimensione dal vivo intensa e intima, coerente con il suo immaginario artistico.

    Tra i brani più rappresentativi del suo percorso si segnalano: “Brani nel cloud”, “Moncler”, “Idee” e “Svegliami” (disponibili su Spotify, Apple Music e tutte le principali piattaforme digitali).

    Il suo target principale è composto da uomini e donne tra i 16 e i 35 anni, una generazione che vive pressione sociale, fragilità emotiva e bisogno di autenticità. La sua musica parla a chi si sente fuori posto, a chi combatte con l’ansia, con il senso di inadeguatezza e con la paura di non essere abbastanza.

    L’obiettivo di Sgvmo è costruire un progetto artistico capace di lasciare un segno reale nel panorama urban pop italiano, portando al centro la fragilità come forma di verità e non come debolezza. Nei prossimi anni punta ad ampliare in modo significativo la propria fanbase, consolidare un’identità sonora riconoscibile e trasformare il live in uno spazio emotivo condiviso, dove il pubblico possa sentirsi rappresentato senza filtri.

    L’ambizione è costruire una carriera solida e duratura, capace di crescere nel tempo e di parlare a una generazione che ha bisogno di autenticità, profondità e coraggio emotivo.

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  • Emis Killa, Jake La Furia e Camilla Ghini nel laboratorio musicale Free For Music con i detenuti

    Un confronto diretto sul valore del tempo, sugli errori e sulle possibilità di riscrivere il proprio percorso. Sono questi i temi su cui si è sviluppato il terzo appuntamento di Free For Music, il laboratorio musicale promosso e finanziato da Orangle Records con la supervisione socio-educativa di Paolo Piffer, che coinvolge i detenuti della Casa Circondariale Sanquirico di Monza in un progetto di scrittura, produzione e formazione musicale.

    Dopo i primi incontri che nei mesi scorsi hanno portato all’interno dell’istituto artisti come Lazza e Fedez, l’iniziativa è proseguita con un nuovo momento di confronto che ha coinvolto Emis Killa, Jake La Furia e Camilla Ghini – questi ultimi due colleghi a Radio 105, dove insieme a Daniele Battaglia conducono il programma “105 Take Away”, tra le trasmissioni più seguite della fascia pomeridiana.

    Come nei precedenti appuntamenti, la giornata si è articolata in due momenti distinti. In una prima fase, gli ospiti si sono confrontati con un ampio gruppo di detenuti su aspetti che, all’interno di un carcere, assumono un significato ancora più concreto: gli errori, il giudizio sociale, la possibilità di cambiare, il rapporto con il tempo e il senso della libertà quando questa viene sottratta. A seguire, i ragazzi che hanno aderito al laboratorio hanno presentato e fatto ascoltare i propri brani, condividendo il lavoro portato avanti negli ultimi mesi e ricevendo osservazioni, stimoli e consigli.

    La presenza di Camilla Ghini ha portato all’interno del penitenziario uno sguardo diverso, giovane e femminile, particolarmente significativo in un contesto come quello carcerario. Il confronto con una professionista attiva nel mondo dei media ha offerto ai presenti una prospettiva ulteriore sul lavoro, sulla responsabilità personale e sulle possibilità di creare una carriera partendo dalle proprie passioni.

    Tra i temi più discussi è emerso il rapporto tra errori e responsabilità. Durante l’incontro è stato più volte sottolineato come sbagliare faccia parte della vita, ma anche come il reinserimento nella società debba poter diventare un processo effettivo e non solo concettuale. In questo senso, il tempo trascorso in carcere può trasformarsi in uno spazio utile per acquisire e implementare competenze per il futuro.

    Proprio sul valore del tempo si è soffermato Jake La Furia, che ha invitato i detenuti a utilizzarlo nel modo più consapevole possibile:

    «Leggete qualsiasi cosa. Anche libri che all’inizio possono sembrarvi lontani da voi. La lettura apre la mente e può offrirvi idee e prospettive che non immaginate.»

    Alla domanda su cosa serva oggi a un artista per fare successo nella musica, il rapper milanese ha aggiunto un altro elemento chiave:

    «Se fai musica pensando solo al successo hai già perso. La musica deve prima di tutto divertire chi la fa. Quando ti diverti davvero, questa cosa arriva anche a chi ti ascolta. Le persone devono identificarsi in quello che racconti; per questo è fondamentale parlare di quello che conosci, di quello che hai vissuto o che vivi davvero. Se racconti qualcosa che non ti appartiene, la gente se ne accorge subito. La credibilità è fondamentale.»

    Camilla Ghini ha poi richiamato l’attenzione sul valore del sacrificio e della costanza, ricordando come la passione – nella musica come nella radio o in qualsiasi altro ambito professionale – non possa prescindere da disciplina e impegno quotidiano. Un intervento che ha completato il discorso, evidenziando quanto fare ciò che si ama sia prezioso, ma farlo seriamente è ciò che permette di trasformarlo in un lavoro.

    Emis Killa, al suo terzo incontro con i partecipanti al laboratorio, ha evidenziato l’importanza di assumersi la responsabilità delle proprie scelte senza lasciare che gli errori definiscano per sempre una persona:

    «Nella vita tutti sbagliano. La differenza sta in cosa fai dopo. Gli errori non spariscono, ma possono diventare il punto da cui ripartire. L’importante è non smettere di lavorare su sé stessi e non convincersi che la propria storia sia già scritta.»

    Il rapper di Vimercate, soffermandosi sul valore delle seconde possibilità, ha invitato i ragazzi a non considerare mai definitivo il punto in cui si trovano oggi, incoraggiandoli a continuare a lavorare sulle proprie potenzialità.

    Tra le preziose riflessioni emerse, c’è stata anche quella sul rapporto con il denaro. Jake La Furia, Emis Killa e Camilla Ghini hanno sottolineato come i soldi siano uno strumento necessario per sostenere le proprie scelte e realizzare progetti e desideri. Allo stesso tempo, però, non possono diventare l’unica misura delle decisioni o delle aspirazioni personali. Imparare a sviluppare un rapporto sano con il denaro, senza diventarne dipendenti o inseguirlo come unico obiettivo, è una condizione indispensabile per mantenere la propria autonomia.

    Anche in questo terzo appuntamento, la musica è andata ben oltre l’intrattenimento, confermandosi una possibilità concreta di confronto e di espressione, capace di offrire strumenti nuovi per rileggere il proprio percorso.

    Free For Music si prepara ora a una nuova tappa importante. Il 27 marzo 2026 uscirà infatti l’album che raccoglie i brani scritti e interpretati dai detenuti, portando all’esterno il lavoro nato nell’istituto e trasformando l’esperienza del laboratorio in una vera produzione musicale.

    Come sottolineato da Paolo Piffer, responsabile esterno della supervisione socio-educativa, Free For Music affida alla musica un ruolo centrale nel favorire una ricodifica delle storie personali e nello sviluppo di competenze che, oltre alla dimensione formativa, possono aprire anche a prospettive future.

    La realizzazione dell’iniziativa è stata possibile grazie alla collaborazione delle istituzioni e al lavoro dei funzionari giuridico-pedagogici, della coordinatrice dott.ssa Mariana Saccone, della dott.ssa Elena Balia e della dott.ssa Laura Fumagalli, insieme alla Direzione, agli educatori e alla Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale Sanquirico di Monza, che hanno seguito ogni fase organizzativa.

    Free For Music è pensato come un percorso continuativo, destinato a proseguire all’interno del carcere di Monza e ad aprirsi progressivamente anche ad altri istituti penitenziari che hanno manifestato interesse, con interlocuzioni e pratiche già avviate.

    Immagini e video sono stati realizzati dalla fotografa Aurora Ingargiola.

  • “Sexting” è il nuovo singolo di Elena Romano e Jilhara

    Dal 20 marzo 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica “Sexting” (PLUMA dischi/IRMA Records), il nuovo singolo di Elena Romano e Jilhara.

    “Sexting” nasce dall’incontro di Elena Romano e Jilhara, due voci emergenti che si intrecciano in un racconto intimo e contemporaneo. È l’amore immaginato, quello che prende forma nello spazio fragile di uno schermo illuminato, dove le parole accendono desideri e i sentimenti crescono sospesi tra attesa e illusione. Un legame che brama la realtà, ma resta intrappolato nella distanza.

    Prodotto da Roden, il brano fonde R&B ed elettronica in atmosfere sognanti e avvolgenti, dando voce a un erotismo delicato e malinconico, in cui desiderio e amarezza convivono e si confondono.

    Spiegano le artiste a proposito del brano: “Con SEXTING vogliamo dare voce a quell’amore immaginato, che sempre più spesso, di questi tempi, prende forma nello spazio fragile di uno schermo illuminato, dove il desiderio cresce e rimane sospeso fra attesa e illusione. Condividendo un forte legame di amicizia e di conseguenza le vicissitudini del quotidiano, abbiamo deciso per la prima volta di mostrarci insieme al pubblico mettendo insieme le nostre individualità artistiche e parlando di un qualcosa di molto intimo. Venendo da mondi musicali diversi, ma con lo stesso percorso di studi alle spalle, ci siamo divertite sperimentando tra i nostri due mondi, con l’aiuto di Roden, produttore di grande sensibilità e talento.”

    Biografia

    Elena Romano è una cantante e cantautrice fiorentina con una formazione nel canto jazz e diverse esperienze artistiche maturate tra l’Italia e la Germania. Il suo stile si colloca in un ambito “pop-elettronico”, caratterizzato da un approccio fuori dagli schemi e aperto a continue sperimentazioni.

    La sua musica ingloba generi diversi — dalla classica al jazz fino all’elettronica — dando vita a un affascinante contrasto che diventa connubio tra antico e moderno, ravvisabile anche nell’estetica dell’artista. Questa commistione di stili ed epoche è la piena espressione della personalità di Elena, dove la ricerca sonora cammina di pari passo con l’urgenza comunicativa.

    Tra il 2024 e il 2025, dopo aver collaborato con musicisti di spicco, Elena lavora all’EP “Lorena” insieme al fratello e compositore Lorenzo. Il progetto solista si concretizza in una fusione unica dove la canzone tradizionale italiana si unisce a sonorità elettroniche, creando una narrazione avvincente fatta di emozioni e racconti introspettivi.

    Il suo percorso accademico è d’eccellenza: dopo il diploma presso la Siena Jazz University, completa gli studi all’Università di Musica e Danza di Colonia (HFMT) e al Conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara, dove ottiene il diploma di secondo grado in canto jazz. Tra le collaborazioni di rilievo spicca quella per l’album “Arie” di Ferruccio Spinetti, registrato nel 2022 con il celebre batterista statunitense Jeff Ballard.

    Negli anni Elena Romano ha collezionato importanti traguardi e riconoscimenti. Il suo percorso inizia a distinguersi già nel 2021, quando vince il premio per la migliore composizione al concorso Bianca d’Aponte con il brano “Il Sole (cattivi pensieri)”. Successivamente, nel 2024, partecipa al Rock Contest di Controradio aggiudicandosi il Premio Ernesto De Pascale per la miglior canzone con testo in italiano grazie al brano “Sogno”, oltre a ricevere una menzione speciale da parte di MITA Academy per la coerenza audio-visiva del suo progetto. La sua ascesa prosegue nel 2025 con la selezione tra i 150 semifinalisti di 1M NEXT per il Concerto del Primo Maggio a Roma, fino ad arrivare al 2026, che la vede tra i finalisti di MArteLive Connect.

    L’evoluzione musicale di Elena rivela una personalità eclettica e versatile che trova la sua sintesi perfetta nel recente EP “Lorena”. A febbraio 2026 compare nel disco dell’artista Hachiko nella traccia “90MILA”.

    JilHara è il progetto artistico di Gaia Angiolini, cantautrice fiorentina. Cresciuta con la musica come punto di riferimento, ha dedicato gran parte della sua vita allo studio e alla ricerca musicale, sviluppando un linguaggio personale attraverso cui esprimere sé stessa.

    Le sue canzoni nascono in modi diversi: a volte da un’idea testuale, altre da una progressione di accordi al pianoforte o dalla collaborazione con vari producer.

    Con una voce che intreccia influenze jazz, R&B, pop ed elettronica, JilHara racconta storie di vita e frammenti di quotidianità. Nei suoi brani emergono esperienze e fragilità personali: un viaggio, una serata andata male, una sbronza di troppo o il desiderio di vivere senza rimpianti. Attraverso la sua scrittura, trasforma momenti imperfetti e situazioni comuni in racconti sinceri, con la speranza di far sentire chi ascolta un po’ meno solo.

    “Sexting” è il nuovo singolo di Elena Romano e Jilhara disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 20 marzo 2026.

    ELENA ROMANO Instagram | Spotify

    JILHARA Instagram

     

  • White Mask – Mirror: un nuovo capitolo per la Dark Wave italiana

    White Mask – Mirror: un nuovo capitolo per la Dark Wave italiana

    Nel panorama della musica alternativa italiana emerge con forza il progetto artistico White Mask, che con il nuovo EP Mirror conferma la propria identità sonora e il forte legame con la scena Dark Wave contemporanea.

    Pubblicato dall’etichetta Label 33 Records, l’EP è prodotto da Andy Milsi , mentre la distribuzione è affidata a Virgin Music Italia, realtà internazionale che negli ultimi anni ha consolidato la presenza di progetti indipendenti italiani sui principali store digitali.

    L’EP Mirror, composto da cinque brani – tra cui My Pain”, Bad Dream”, Mirror”, Mr Jekill and Mr Hide” e The Prison”rappresenta un viaggio sonoro intenso e introspettivo che attraversa atmosfere oscure e suggestive, tipiche della tradizione dark wave.

    Uno dei singoli che anticipano il progetto, Mirror, è stato descritto dalla critica come un brano capace di costruire un’atmosfera intensa e coinvolgente, dove le sonorità oscure e profonde accompagnano un percorso di introspezione e mistero.

    Un linguaggio sonoro tra passato e contemporaneità

    White Mask si inserisce in quella corrente artistica che guarda alla grande tradizione dark wave degli anni ’80, reinterpretandola con un approccio contemporaneo. Le sonorità sintetiche, le linee melodiche malinconiche e le atmosfere notturne richiamano l’estetica del genere, ma vengono rielaborate attraverso una produzione moderna e curata nei dettagli.

    La produzione di Andy Milsi contribuisce a costruire un sound immersivo e cinematografico, dove sintetizzatori, texture elettroniche e dinamiche vocali si fondono in un equilibrio tra profondità emotiva e ricerca sonora.

    Un impegno per la scena Dark Wave italiana

    Uno degli aspetti più significativi del progetto White Mask è il suo impegno nella valorizzazione della scena dark wave italiana, un movimento che negli ultimi anni sta vivendo una nuova fase di attenzione e crescita. Attraverso un linguaggio musicale coerente e riconoscibile, l’artista contribuisce a mantenere vivo un immaginario sonoro che unisce introspezione, estetica dark e sperimentazione elettronica.

    White Mask si distingue inoltre per una spiccata capacità comunicativa, che emerge sia nella scrittura dei testi sia nella costruzione dell’immaginario visivo del progetto. L’artista riesce a trasformare emozioni intime e riflessioni personali in un linguaggio universale, capace di entrare in sintonia con un pubblico sensibile alle atmosfere più profonde e riflessive.

    Mirror: un manifesto identitario

    Con Mirror, White Mask firma un lavoro che non è soltanto una raccolta di brani, ma un vero e proprio manifesto artistico. L’EP riflette sul concetto di identità, sul rapporto tra luce e ombra e sul dialogo costante tra l’interiorità dell’artista e il mondo esterno.

    In questo senso, il progetto rappresenta una tappa importante nel percorso di White Mask: un’opera che consolida la sua presenza nella scena alternativa e che contribuisce a rafforzare il ruolo della Dark Wave italiana nel panorama musicale contemporaneo.

  • Deja Vu …. il nuovo singolo segna una rinascita artistica

    Deja Vu …. il nuovo singolo segna una rinascita artistica

    Nel panorama emergente della musica italiana, Lulù torna con un nuovo singolo che segna una tappa significativa nel suo percorso artistico. Il brano, pubblicato dall’etichetta 33 Records, è prodotto da Andy Milsi e Giovanni Nicotera e distribuito a livello digitale da Altafonte, realtà internazionale che negli ultimi anni ha sostenuto numerosi progetti indipendenti.

    Lulù si presenta al pubblico con un’identità artistica precisa e fortemente simbolica. Il colore che più la rappresenta è il nero, un elemento che nella sua visione non rappresenta oscurità, ma trasformazione, rinascita e ripartenza. Proprio come accade nella musica, ogni brano diventa per lei un nuovo capitolo, una tela su cui ricominciare e raccontarsi.

    Il nuovo singolo si inserisce in questo percorso come una tappa importante di crescita personale e musicale. La produzione, curata da Andy Milsi insieme al maestro Giovanni Nicotera, costruisce un sound contemporaneo che unisce sensibilità pop e profondità emotiva, valorizzando la voce dell’artista e la sua capacità interpretativa.

    Lulù ha dimostrato negli ultimi anni una forte determinazione nel costruire la propria strada nella musica, pubblicando diversi brani e partecipando a contesti artistici e contest musicali che ne hanno messo in luce le qualità vocali e interpretative.

    Con questa nuova uscita discografica, l’artista conferma la volontà di raccontare emozioni autentiche e di trasformare ogni esperienza in musica. Il risultato è un brano che rappresenta non solo un momento creativo, ma anche una nuova ripartenza artistica, coerente con il simbolismo del nero che accompagna la sua immagine.

    Il singolo segna quindi un nuovo passo nel percorso di Lulù: un progetto che unisce produzione, identità visiva e ricerca emotiva, aprendo la strada ai prossimi sviluppi discografici dell’artista.

  • “Paint It, Black” è il nuovo singolo di Gabbo

    Da venerdì 20 marzo 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Paint it, black” per Culto Diskey / Blackcandy Produzioni il nuovo singolo di GABBO.

    L’artista reinterpreta “Paint It, Black”, uno dei grandi classici rock dei Rolling Stones: un brano che mette in evidenza la malinconia e diventa metafora di disperazione, con armonie e sonorità innovative per il genere. Nella sua versione, Gabbo enfatizza e rinnova questi elementi grazie a un sound dalla vena black che lo contraddistingue.

    “Paint It, Black” si inserisce nel progetto Gabbass, un percorso sempre aperto in cui l’artista propone le sue versioni di brani iconici, caratterizzate da un sound che attraversa Nu Jazz, Funk e Hip Hop. Spaziando dal jazz all’hip hop, Gabbo ripropone, con uno stile personale, tutto il suo background musicale, che riesce a esprimere a 360 gradi grazie a una solida preparazione tecnica. Questo gli consente di dedicarsi, attraverso il suo strumento, ai tre aspetti fondamentali della musica – armonia, melodia e assolo – rendendo il basso elettrico il vero protagonista.

    Il brano è prodotto da Squarta insieme a Gabbo (Rugbeats), mentre la grafica è firmata da Ivan “Ibbanez” Donadello.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Con questo brano malinconico esterno esattamente ciò che sto provando interiormente in questo momento, sia per quanto ci riguarda tutti, a livello globale, viste le vicende purtroppo spiacevoli che ci circondano, sia a livello personale. E proprio per augurarci un avvenire migliore ed aprire uno spiraglio di positività, nello special del brano ho voluto inserire delle parole di speranza, che probabilmente sono le stesse che ripeto a me ogni giorno.”

    Presave di “Paint it, black” https://bfan.link/gabbo-paint-it-black

     

     

    Biografia

    Gabriele (Gabbo) Centofanti [Bassista/ Produttore] già dal 1999 svolge attività concertistica con diverse formazioni spaziando tra vari generi musicali (dalla classica al rock, passando per il funk/jazz e il pop) fino ad arrivare al rap, genere del quale diventa uno dei maggiori esponenti musicali grazie alla collaborazione iniziata nel 2006 e tutt’ora in essere con la band storica dei Cor Veleno, inizialmente formata da Primo, Grandi Numeri e Squarta e diversi anni dopo da Gabbo stesso.

    Nel 2008 Squarta & Gabbo fondano ”Rugbeats”, studio di produzione musicale che ha prodotto e collaborato con numerosi artisti della scena rap e non solo, tra i quali gli stessi Cor Veleno, Coez, Gemitaiz, Madman, Fabri Fibra, Franco126, MezzoSangue, Roy Paci, Giuliano Sangiorgi, Jovanotti, Marracash, Mostro, Clementino, Colle der Fomento, Tormento, En?gma, Raiz, Gemello, Cranio Randagio, Rancore, Tre Allegri Ragazzi Morti e molti altri.

    La forte passione per il jazz e la musica R&B ereditata da suo padre trombettista e la grande passione per il rap, portano Gabbo a dare vita a vari progetti musicali Nu-Jazz e a collaborare con alcuni dei più grandi nomi del jazz nazionale ed internazionale come Massimo Moriconi, Danilo Rea, Emilia Zamuner ed altri.

     

    “Paint It, Black” è il nuovo singolo di Gabbo disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 20 marzo 2026.

     

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