Blog

  • “Via” è il nuovo singolo di Pete Jersey

    Dal 24 aprile 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Via”, il nuovo singolo di Pete Jersey.

     

    “Via” è un brano con cui viene affrontata una delle tematiche più delicate e urgenti del nostro tempo: la dipendenza affettiva. Si tratta di un’opera visceralmente autobiografica, nata dall’esperienza diretta dell’artista, che ha scelto di trasformare un momento di fragilità personale in un potente messaggio di rinascita.

    Il brano racconta il coraggio di chiedere aiuto, visto come la vera chiave per aprire la porta alla speranza. Attraverso il racconto di un percorso di superamento delle proprie difficoltà, Pete Jersey sottolinea come la musica possa assumere una funzione catartica, non solo per chi la crea, ma anche per chi la ascolta. Tradurre in musica questo viaggio interiore è stato per l’artista un atto liberatorio, reso possibile grazie alla stretta sinergia con il suo team di produzione.

    Sotto il profilo sonoro, “Via” rappresenta una sintesi perfetta dell’estetica musicale di Pete Jersey. Il brano è un sofisticato omaggio alle influenze che hanno segnato la sua crescita artistica: da un lato le vibrazioni del sound EDM di Los Angeles, dall’altro la solidità del pop tradizionale italiano.

    Questo mix unico di modernità internazionale e melodia nostrana rende “Via” un tassello fondamentale nel percorso di Pete Jersey, un artista capace di parlare al cuore della sua generazione con sincerità e consapevolezza.

    Così l’artista commenta il nuovo singolo: “‘Via’ racconta la mia storia e il coraggio di venire fuori da una situazione difficile. Grazie al supporto del mio team, sono riuscito a trasformare la mia esperienza in musica, creando un ponte tra le sonorità internazionali e la melodia italiana.”

     

     

    Biografia

    Piergiuseppe Gereschi, in arte Pete Jersey, nasce a Roma nel 2003. Inizia giovanissimo a studiare musica, dapprima come diversivo, poi come un obiettivo da raggiungere. Ama tutti gli strumenti ma, prima ancora del canto, si appassiona allo studio degli strumenti armonici come la chitarra e il pianoforte.

    Comincia ad abbozzare alcune idee attingendo dalla realtà che lo circonda e da circa sei anni – ovvero dal periodo post-pandemia – lavora a un progetto personale che possa rappresentare la sua estetica musicale. Da sempre grande fan di Michael Jackson, grazie ad album come “Thriller” scopre il mondo della West Coast americana, innamorandosi del sound degli anni ’80, che risulta essere la sua maggiore influenza musicale, sempre presente in ogni sua produzione.

    L’idea del titolo dell’album, “Storie d’annate”, gli nasce un giorno osservando due ragazzi seduti su una panchina che, invece di parlarsi, stavano chattando tra loro sui rispettivi smartphone. Questo totale scollamento dalla realtà è presente nei primi due singoli: “Come due acrobati” e “Via”. Nel primo si parla del timore di esporsi con l’altra persona e della necessità di cercare a ogni costo una “comfort zone” anche nell’ambito delle relazioni interpersonali; nel secondo brano, invece, si affronta il tema della dipendenza affettiva che rappresenta, oggi più che mai, il male di questo secolo.

    Pete Jersey è affiancato dal musicista e produttore Marco Iacobini, con cui realizza tutte le sue produzioni discografiche. Essendo anche un grande amante della fotografia, collabora spesso con il fotografo Simone Cecchetti, che ha curato personalmente sia le copertine dei due singoli sia lo shooting dell’album (fatta eccezione per la cover del disco).

    Pete Jersey è un artista che parla alla sua generazione ma che, trattando tematiche universali, si rivolge a un pubblico ampio, anche anagraficamente più adulto e smaliziato. Punta a raccontare la fragilità dell’animo umano attraverso l’osservazione della realtà e spera di poter raggiungere una platea sempre più vasta, lavorando con costanza: senza fretta, ma senza sosta.

    “Via” è il nuovo singolo di Pete Jersey disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 24 aprile 2026.

    Instagram | Facebook | TikTok |Threads

  • Dalla disciplina del corpo alla scrittura musicale: Papi· On pubblica il concept album “Euforia”

    Il rumore del mondo non è mai stato così assordante, eppure c’è chi sceglie di sintonizzarsi su una frequenza diversa: quella del proprio battito cardiaco.

    Euphoría, in greco, indica una condizione favorevole. Nel lessico contemporaneo, però, l’euforia è diventata un modo elegante per richiamare l’urgenza, la sovraesposizione, l’idea che spegnersi non sia previsto. O, al contrario, viene spesa come premio, come promessa, come anestetico. Ha assunto la funzione di nome comodo per quello che rincorriamo quando il ritmo ci supera, quando il lavoro invade le ore, quando persino l’amore viene misurato a disponibilità e reattività. Papi· On, artista e personal trainer bergamasco, parte da questa etimologia ormai stravolta per il suo primo album, intitolato proprio “Euforia”, con l’obiettivo di trasformare quell’espressione in materia concreta: energia che spinge e che ha un costo, in termini di sonno che salta, di tempo che stringe, di confini da difendere, e un passaggio che cambia la gerarchia delle cose, la paternità.

    Registrato presso il 1901Studio di Bergamo sotto la direzione tecnica di James & Kleeve e realizzato con il contributo del Nuovo IMAIE, il disco è un concept dal sapore pop rock che lavora sui contrasti: la ruvidità delle chitarre e il motore ritmico sorreggono la voce in un viaggio che è, prima di tutto, una fuga dalla prigionia dell’ordinario. Un album che racconta cosa significa restare “accesi” oggi, tra appetito di vita, cronofobia, intimità da proteggere e un prima/dopo inciso dalla nascita di un figlio.

    Da personal trainer, abituato per mestiere a stare dentro corpo, resistenza, disciplina, Papi· On trasferisce la stessa attenzione nella scrittura e nel suono: sei brani che alternano abrasioni melodiche e aperture più ariose, tra il bisogno di correre e la necessità di proteggere qualcosa e, soprattutto, qualcuno.

    “Euforia” nasce da un’urgenza comunicativa e da un’educazione sentimentale al rock vissuto in casa dell’artista come sottofondo identitario, ascoltato in famiglia per anni, prima ancora di diventare una scelta stilistica. Non un genere, ma un modo di reagire. Da lì prende forma un suono fisico, che alterna riff affilati e testi a presa diretta, con un’immagine centrale che è anche un simbolo grafico: il punto tra Papi e On, dichiarato come spazio di pensiero, equilibrio e privacy.

    Il nome d’arte fa il resto: Papi· On nasce infatti dal diminutivo di “papà” e dialoga con “Papillon”, cioè con l’idea di evasione dalla prigionia della routine. “On” è la condizione permanente. E in quell’interruttore sempre su, “Euforia” trova la sua centratura: non l’esaltazione facile, piuttosto la febbre di chi si muove per non spegnersi.

    Le sei tracce che compongono il disco raccontano una giornata intera, con i suoi picchi e i suoi avvallamenti. Nella scrittura convivono due estremi: l’infanzia di chi, a sei anni, cerca l’infinito in un oratorio, e l’età adulta di chi si ritrova a gestire ansie, insonnia, pensieri ricorsivi.

    In brani come “L’infinito” e “È un segreto”, Papi· On scava nel silenzio per trovarvi un battito cardiaco che sia, finalmente, sincero. Lo fa affrontando la cronofobia, quella “Time Compression” psicologica che studi recenti attribuiscono all’accelerazione tecnologica: oggi riceviamo più stimoli in un’ora di quanto un uomo del secolo scorso ricevesse in una settimana, alimentando un senso di inadeguatezza e la sensazione che il tempo non basti mai per processare la realtà. È la cosiddetta “Follia del Presentismo”, dove schiacciati da notifiche e reperibilità costante non riusciamo più a pianificare il futuro o metabolizzare il passato, lasciando che il tempo scivoli via senza lasciare traccia.

    Questa “ansia temporale”, che secondo i più recenti dati sulla salute mentale (OMS, 2024) colpisce ormai circa il 25% della popolazione, non è solo paura di invecchiare, ma il timore che ogni istante non vissuto in modo memorabile sia un istante sprecato.

    E in questo contesto frenetico, dove i genitori sono spesso ridotti a terminali di una performance lavorativa senza tregua, compressi tra l’incudine della produttività e il martello della reperibilità digitale, Papi· On propone una controtendenza squisitamente umana, basata sulla presenza e sul limite.

    Insegnare ai figli la bellezza della vita non significa mentire loro edulcorandola o nascondendone le ombre, ma dimostrare come si possa «stringere i denti e sopravvivere» senza smettere di correre verso il sole. La sua “Euforia” si rivolge a chi, tra una muta stretta sulla pelle e cento giorni senza luce, sceglie di non abbassare l’interruttore della meraviglia.

    Nell’era che corre per dimenticare, Papi· On corre per ricordare a sé stesso e a sua figlia che il vero traguardo non è il successo di facciata, ma il coraggio di restare accesi. Anche quando fuori piove, anche quando la notte scende a zero gradi.

    A seguire, tracklist e track by track del disco.

    “Euforia” – Tracklist:

    1. Ancora qui
    2. L’infinito
    3. 15 settembre
    4. Io sono euforia
    5. È un segreto
    6. Into the Wild

    “Euforia” – Track by Track:

    Ancora qui. Il disco si apre dove il «silenzio infinito» viene squarciato dal «rumore del cuore». Un’overture di riappropriazione che va oltre la dedica per riconoscere un’àncora di salvezza in un deserto di incertezze e allucinazioni esistenziali. Papi· On ammette che «sarebbe potuto impazzire» senza quella presenza specifica, quella della figlia, lasciando che la voce tremi mentre il cielo «si spegne». È un pezzo che si snoda tra il peso delle «schegge» sottopelle e la leggerezza di un viaggio a piedi nudi sotto le stelle, offrendo una promessa di stabilità che si traduce in un porto sicuro capace di difendere, di fare da scudo contro tutto e tutti.

    L’infinito parla del peso dell’infanzia, dei pensieri precoci, della paura del tempo che scorre, delle domande spirituali («cercavo Dio e mi sono perso»). Ma parla anche una risposta improvvisa, spostata sugli occhi di chi si ama: l’infinito come esperienza, un’esperienza che passa per le mani che si stringono. È il salto liberatorio verso un luogo dove il tempo non esiste più e dove, finalmente, è permesso essere sé stessi.

    15 Settembre. La data che, per l’artista, segna un prima e un dopo. La paternità viene raccontata tra immagini domestiche e vertigini che superano le dimensioni dell’universo: il primo respiro, la sensazione che la vita non sia più solo tua, la paura di non essere all’altezza, il desiderio di proteggere. Un passaggio di testimone dove il timore di un «ciao papà» che sancisce l’autonomia si scioglie nella promessa di non lasciare mai quel «foglio bianco», offrendo una presenza che è, al contempo, scudo e testimonianza di una magia che «esiste davvero».

    Io sono euforia è notte, velocità, cuore esposto, un fuoco che non si spegne. Un’attitudine istintiva, quasi animale, che trasforma il «cuore nudo» in un motore cinetico capace di «correre più forte della vita». Qui l’artista opera un vero e proprio «disinnesco del dolore», trasfigurando ciò che per il mondo è «follia» nella propria, personalissima, «poesia».È il brano che dà il nome al disco e lo sintetizza: essere “ON” come stato naturale, con tutto ciò che comporta.

    È un segreto. L’ossessione, il corpo che non dorme perché «incastrato negli incubi», il respiro controllato, le cose non dette che diventano una maschera necessaria per «ingannare la verità». Qui, il segreto è una «forma di sopravvivenza» che porta con sé lo sforzo logorante di chi «stringe i denti» e adotta un «respiro quadrato, come un soldato» per proteggere gli altri da una verità che «investe come una marea». Questo conflitto interiore, descritto da Papi· On come un «veleno» che scorre sottopelle, trova sfogo solo nell’atto creativo: scrivere una canzone diventa l’unico modo per «dare un nome» a quell’ombra e trasformare un grido solitario in una forma di liberazione, cercando un «silenzio» che finalmente curi.

    Into the Wild è un finale in fuga. L’immaginario è quasi cinematografico, sospeso tra immersione, rischio e istinto primordiale. L’artista trascina l’ascoltatore in una «gabbia di squali», dove la lotta per la sopravvivenza rivela la natura animale dell’essere umano, ma lo fa con l’intenzione dichiarata di «rinascere». Il brano chiude l’album spalancando una porta: andare via per ritrovare spazio, cercare un luogo che sia proprio, quel «posto mio» che Papi· On individua come necessità primaria, non come capriccio.  Un pezzo che si consuma tra il brivido di cento giorni senza luce e la voglia di toccare il sole. E qui, in questo scenario selvaggio, l’amore diventa un istinto che «porta via», un’ascesa verso un luogo dove «tutto è presente» e dove la volontà di trovare la propria dimensione supera ogni concezione dogmatica del divino.

  • “Con fuoco” è il nuovo album di Daniela Spalletta e Stefania Tallini disponibile dal 24 aprile

    Dal 24 aprile 2026 sarà disponibile “Con fuoco”, il nuovo album di Daniela Spalletta e Stefania Tallini per TRP Music dal quale è estratto il singolo in radio “Alfonsina Y El Mar”.

    “Alfonsina Y El Mar” è un tributo personale e sentito a un capolavoro della musica folk: questa rivisitazione della celebre zamba argentina ripercorre con intensità l’ultimo viaggio di Alfonsina Storni. Tra le note emerge il racconto poetico del suo addio a Mar del Plata, un cammino verso l’oceano che trasforma il dolore in bellezza eterna. Dalla spiaggia de ‘La Perla’ alle profondità dell’abisso, il brano avvolge l’anima della poetessa ‘vestita di mare’, celebrando in musica il mito di una donna indimenticabile attraverso un’interpretazione moderna, vibrante e profondamente accorata.”

    Commentano le artiste sul nuovo singolo: “La melodia che racconta di Alfonsina ha una forza sorprendente, che spinge il cuore verso una dimensione profonda e piena delle mille emozioni che affollano l’animo umano: la nostalgia, il dolore, la speranza, l’amore, la rinuncia, le domande, la tenerezza, il mistero della vita. Ed è proprio la forza della melodia che ci ha fatte incontrare in questo cammino artistico: è il fil rouge che scorre attraverso tutto l’album e che ci ha guidato nella scelta dei brani. Alfonsina y el mar racchiude tutto in un’unica sintesi, quella di un appassionante cammino insieme, alla costante ricerca del nostro ‘fuoco’ musicale.”

    Nel videoclip di “Alfonsina y el Mar”, scritto e realizzato da Giorgio Rizzo, la storia di Alfonsina Storni viene reinterpretata lontano dai canoni del gesto tragico fine a se stesso. Alfonsina non entra nel mare: è il mare che, con lentezza e rispetto, impara a parlarle. Inizialmente la vediamo seduta, ancora separata dal resto del mondo, finché qualcosa non inizia a muoversi intorno a lei. Non sono onde, ma presenze leggere, ricordi che prendono forma: sono le sirene, che la riconoscono e la accolgono come una di loro. In questo incontro non c’è violenza né eroismo, ma solo un abbandono dolce, consapevole e coraggioso. Le sirene svaniscono lentamente, lasciando spazio a un saluto senza parole. Alfonsina non scompare: si trasforma. Diventa mare, voce, silenzio.

    Guarda il videoclip: https://youtu.be/fE1Afmw5swY  

    Con fuoco” è l’album che suggella l’incontro tra Daniela Spalletta e Stefania Tallini, due artiste che arrivano a questo appuntamento discografico forti di un’intesa matura, consolidata da decine di concerti e da una profonda complementarietà musicale. Già la scelta del titolo sottolinea l’attitudine di entrambe nei confronti della musica e delle reciproche interazioni: passione, energia, vigore e intensità emotiva. La cover di Paolo Galletta ben traduce in immagine il contenuto sonoro dell’album: due personalità artistiche diverse e complementari, che si muovono e si integrano in un dialogo sinuoso e intenso. In questo progetto, curiosità e ricerca diventano l’approccio creativo fondamentale alla musica e ai rispettivi strumenti. Le musiciste si ritrovano al crocevia di passioni condivise — jazz, repertorio antico e cameristico, musica contemporanea e tradizionale — esplorando e rielaborando ogni elemento attraverso un ampio ricorso all’improvvisazione. Ne scaturisce un concertare multiforme, in cui epoche ed estetiche, pur lontane nel tempo e nello spazio, dialogano costantemente creando un gioco di rimandi dall’imprevedibile divenire.

    Spiega il duo a proposito del nuovo progetto discografico: “Dal primo concerto del nostro duo, nel 2021, sono trascorsi cinque densi anni, decine di performance nei teatri e festival di tutta Italia, e il desiderio crescente di continuare a esplorare insieme i mondi musicali che più amiamo. “Con fuoco” è, dunque, il risultato di un lungo lavoro di ricerca e introspezione, da un lato, e di esperienza sul campo, dall’altro. Consapevolmente, abbiamo scelto di attendere il momento giusto per entrare in studio e fotografare la nostra intesa artistica, nella quale sentiamo le nostre identità camminare insieme e completarsi, nelle affinità e nelle divergenze, guidate dallo stesso fuoco d’amore per la Musica, che ci lega in un vincolo di sorellanza artistica.”

    Track list:

    1. Cardacìa (S. Tallini, D. Spalletta)
    2. Partita per violino solo No.2 in D minor, BWV1004: I. Allemande / Bachianas Brasileiras No.5, W389: I. Aria “Cantilena” / Yaşam Akişini (J.S. Bach / H. Villa-Lobos, H. Officer/ Spalletta, Tallini)
    3. Yasam (D. Spalletta)
    4. Lilith Dance (S. Tallini)
    5. Zahara (D. Spalletta)
    6. Agitata da due venti / Scirocco e Maestrale (A. Vivaldi, P. Metastasio / Spalletta, Tallini)
    7. Silent Moon (S. Tallini)
    8. Ballo / Con fuoco (L. Berio, Anonimo / Spalletta, Tallini)
    9. Rosa (D. Spalletta)
    10. Festa no sertão (H. Villa-Lobos, D. Spalletta)
    11. Alfonsina y el mar (A. Ramírez, F. Luna)

    Biografia

    Il duo formato da Daniela Spalletta e Stefania Tallini, due fra le più rappresentative musiciste del panorama jazzistico nazionale ed europeo, è un progetto artistico nel quale curiosità stilistica e ricerca tecnica ed espressiva costituiscono l’approccio creativo al repertorio e ai rispettivi strumenti.

    Le due musiciste, accomunate da background accademici e percorsi artistici affini, si incontrano al crocevia di alcune passioni comuni: jazz, repertorio antico e cameristico, musica contemporanea e tradizionale e brani originali, il tutto esplorato e rielaborato attraverso un ampio ricorso al linguaggio dell’improvvisazione. Il materiale musicale classico (fra gli autori trattati: Vivaldi, Berio, Villa-Lobos), nel quale centrale è l’attenzione al melos e al gusto belcantistico delle arie, nonché agli aspetti linguistici e fonetici (in particolare l’italiano, depositario della grande eredità classica dell’opera e del melodramma, e il siciliano, lingua madre di Spalletta), è trattato con perizia tecnica e cura dei parametri stilistici, ma restituito all’ascoltatore trasformato attraverso il filtro del jazz contemporaneo e delle musiche folk provenienti da diversi luoghi del mondo.

    In questo contesto, le composizioni originali delle due musiciste si integrano con naturalezza, apportando una prospettiva personale e contemporanea. Il risultato è un concertare multiforme in cui epoche ed estetiche, seppur lontane nel tempo e nello spazio, dialogano creando un gioco di rimandi dall’imprevedibile divenire.

    DANIELA SPALLETTA – Cantante e compositrice, definita “una voce di seta, dalla notevole agilità ed estensione” dalla celebre rivista americana DownBeat, Daniela Spalletta è considerata una delle principali voci italiane ed europee. Il suo stile fonde influenze provenienti dal jazz, dalla musica classica e dalla world music. Nel 2019, fra oltre 600 cantanti da tutto il mondo, vince il secondo premio del prestigioso Sarah Vaughan International Jazz Vocal Competition, premiata da una giuria composta da Christian McBride, Dee Dee Bridgewater, Jane Monheit, Monifa Brown e Matt Pierson. Vincitrice di numerosi premi internazionali, collabora stabilmente con importanti musicisti del panorama jazz e classico (fra cui Glauco Venier, Don Thompson, Gegè Telesforo, Giovanni Mazzarino, Ruslan Sirota, Roberto Taufic, Jacek Kochan, Valter Sivilotti, Enrico Intra, Jani Moder, Roberto Occhipinti, Aviv Cohen, Gilad Abro, Fabrizio Bosso, Max Ionata, FVG Orchestra, Orchestra Sinfonica Siciliana, Coro Lirico Siciliano, ecc.), esibendosi nei più importanti festival e venue del mondo.

    Sito Web | Instagram

    STEFANIA TALLINI – Pianista, compositrice e arrangiatrice – con all’attivo 13 dischi da leader – Stefania Tallini è considerata una delle più originali realtà del jazz italiano. Vanta una carriera ricca di collaborazioni con i più importanti musicisti del panorama internazionale jazz, classico e della musica brasiliana: Jaques Morelenbaum, Jorge Pardo, Gabriel Grossi, Gregory Hutchinson, John Taylor, Dino Piana,  Franco Piana Guinga, Stefano Di Battista, Gabriele Mirabassi, Javier Girotto, Roberto Gatto, Dario Deidda, Roberto Taufic. In ambito teatrale ha collaborato con Mariangela Melato e Michele Placido; in ambito classico con Corrado Giuffredi, Alessandro Carbonare e Natalia Suarevich. Si è esibita più volte nell’ambito dei Concerti del Quirinale e ha suonato in Francia, Spagna, Germania, Lituania, Stati Uniti, Israele, Brasile e Canada.

    Sito Web | Instagram

    “Con fuoco” è il nuovo album di Daniela Spalletta e Stefania Tallini disponibile dal 24 aprile 2026.

  • “46” è il nuovo singolo di Grace

    Dal 24 aprile 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “46”, il nuovo singolo di Grace per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “46” è un brano che colpisce per onestà e coraggio. Al centro del racconto c’è la lotta contro i disturbi alimentari e il superamento di una relazione violenta e manipolatoria. Il titolo richiama il punto più basso toccato dall’artista, quel peso sulla bilancia che oggi diventa il simbolo di una battaglia vinta. Con una melodia pop raffinata, Grace esorcizza i suoi demoni, trasformando le cicatrici del passato in una forza creativa straordinaria.

    Così l’artista commenta il nuovo singolo:Non ha senso abitare un corpo se non provi amore per esso. Io abitavo un corpo che non era il mio”

    Il videoclip di “46” restituisce in modo autentico, viscerale e crudo le emozioni narrate nel brano. Ripercorre senza filtri la storia di Grace: la lotta con i disturbi alimentari e l’ombra di un ex fidanzato violento che la faceva sentire costantemente sbagliata.

    Una caratteristica distintiva del video è la scelta di mantenere gli elementi di realtà del set: trovano spazio le voci fuori campo degli operatori e le lacrime vere di Grace, scaturite dall’agitazione e dal peso dei ricordi durante lo shooting. Questi dettagli non filtrati rendono il racconto visivo profondamente onesto, trasformandolo in una testimonianza reale e sofferta della sua rinascita.

    Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=ntD9TLgXsKc&feature=youtu.be  

     

    Biografia

    Grace è una cantautrice energica con una voce versatile, capace di passare da toni graffianti a momenti più dolci e sensibili. La sua formazione artistica ha radici profonde: inizia a studiare canto pop e moderno all’età di 8 anni, integrando negli anni lo studio della recitazione e della performance nel mondo del musical.

    Il consolidamento del suo profilo professionale avviene a Milano, dove si laurea in Canto e Musica Pop presso il CPM Music Institute, affinando le proprie doti interpretative e la scrittura autoriale, che conduce spesso accompagnandosi con pianoforte e chitarra.

    La proposta musicale di Grace si configura come una narrazione autobiografica e “senza filtri”. Le sue influenze artistiche riflettono un mix eterogeneo che unisce l’anima soul di Amy Winehouse all’energia delle grandi popstar del primo decennio duemila (come Lady Gaga e Katy Perry), fino ad approdare a un cantautorato moderno ispirato a Lauren Spencer Smith.

    Nella sua discografia emergono brani chiave come “Peggiore Mostro”, analisi cruda del logoramento relazionale, ed “In bilico”, manifesto generazionale dedicato ai dubbi e alle ambizioni dei ventenni di oggi. I suoi lavori più recenti “Ti divora” e “Tilt”, rappresentano una svolta energica incentrata sulla resilienza e la riscoperta di sé.

    Sostenitrice del lavoro collettivo, Grace coordina un team di professionisti con l’obiettivo strategico di consolidare un progetto che parli direttamente a un pubblico giovane, consapevole e ambizioso (target 20-30 anni). La sua missione professionale punta a trasformare la musica in un rifugio identitario per l’ascoltatore, trattando temi universali come la ricerca di casa, l’indipendenza e la costruzione costante del proprio futuro.

    “46” è il nuovo singolo di Grace disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal  24 aprile 2026 per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    Instagram | TikTok | Spotify | YouTube | Facebook

  • Premio Corona d’Oro 2026: premiati Fabrizio Basso e Gino Castaldo. A Cosimo Alemà il Film Videoclip Award

    Sabato 18 aprile 2026, presso il Ridotto del Teatro Comunale, si è tenuto il convegno formativo deontologico “Etica, musica e algoritmi — Il giornalismo musicale nell’era dell’intelligenza artificiale”. Nel corso dell’evento sono stati assegnati prestigiosi riconoscimenti: a Fabrizio Basso è andato il Premio Corona D’Oro, mentre a Gino Castaldo è stato conferito il Premio Corona D’Oro alla Carriera. A Cosimo Alemà è stato invece assegnato il Film Videoclip Award. Infine, durante le sessioni di casting di “Una Voce per l’Europa”, è stato attribuito il Premio Red&Blue. 

    La città di Ferrara, patrimonio dell’Umanità e culla della cultura europea, è tornata a essere l’epicentro del dibattito critico musicale sabato 18 aprile. L’evento, organizzato da Nove Eventi e AGIMP (Associazione Giornalisti Italiani di Musica Popolare), in stretta collaborazione con il Comune di Ferrara e la Fondazione Teatro Comunale, ha visto la partecipazione di esperti del settore e firme storiche della critica. L’iniziativa ha goduto del fondamentale sostegno di Regione Emilia-Romagna, Confindustria e Confcommercio. Nove Eventi e il Comune di Ferrara rinnovano la loro collaborazione anche per i prossimi due anni.

    La mattinata si è aperta presso il Ridotto del Teatro Comunale con il convegno formativo deontologico “Etica, musica e algoritmi — Il giornalismo musicale nell’era dell’intelligenza artificiale”. L’incontro, che ha visto la partecipazione attiva di circa 60 giornalisti, ha analizzato il delicato equilibrio tra automazione e creatività umana. Il valore dell’evento è stato sottolineato dal patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna (con il riconoscimento di 5 crediti formativi) e dal supporto di Nuovo IMAIE e Assoconcerti.

    Nel cuore del convegno ha avuto luogo la cerimonia di premiazione delle eccellenze italiane. I prestigiosi riconoscimenti consegnati sono opere realizzate dal celebre Maestro orafo Michele Affidato, eccellenza del Made in Italy, accompagnate dalle creazioni del M° Giuliano Grittini.

    • Premio Corona D’Oro alla Carriera: Il prestigioso riconoscimento per l’edizione 2026 è stato conferito a Gino Castaldo, firma storica della critica musicale italiana, presente in sala.
    • Premio Corona D’Oro (Miglior Critico dell’Anno): Il premio è stato assegnato a Fabrizio Basso per l’articolo “Radiohead in concerto a Bologna, il loro Rock romanticamente ruvido sa sempre come sedurre”, pubblicato su Sky Tg 24 il 15/11/2025.
    • Film Videoclip Award (IV edizione): Il premio che celebra l’audiovisivo come forma d’arte autonoma è stato vinto dal regista Cosimo Alemà per il videoclip di Fabri Fibra feat. Tredici Pietro “Che gusto c’è”. Alemà, impossibilitato a partecipare fisicamente, ha inviato un sentito video di ringraziamento.

    Nel corso dell’evento Mauro Repetto ha presentato il videoclip del nuovo singolo ‘Quel niente che è tutto’, portando sul palco una testimonianza artistica che ha emozionato l’intera platea. 

    Commenta l’Assessore alla Cultura di Ferrara Marco Gulinelli: “Il Premio Corona d’Oro ha celebrato non solo l’eccellenza, ma anche la profondità e l’evoluzione del giornalismo musicale contemporaneo. Il riconoscimento alla carriera è stato conferito a Gino Castaldo, voce autorevole e punto di riferimento imprescindibile per intere generazioni di appassionati. Il premio per il miglior critico dell’anno va a Fabrizio Basso per il suo intenso e lucido racconto dei Radiohead in concerto a Bologna, capace di restituire con sensibilità e precisione l’esperienza live. Ma il Premio Corona d’Oro non è soltanto un momento di celebrazione: si conferma sempre più come un osservatorio privilegiato sul mondo del giornalismo musicale, uno spazio di confronto, analisi e visione capace di intercettare tendenze, linguaggi e nuove prospettive della critica e del racconto musicale” 

    Dalle ore 15:30, le attività si sono spostate presso la Sala Prove 2 per i casting nazionali della 58ª edizione di “Una Voce per l’Europa”. Circa 25 giovani talenti si sono esibiti davanti alla giuria tecnica. In questa occasione è stato assegnato il Premio Red&Blue per la promozione discografica professionale a Davide Flauto, che si è aggiudicato un mese di promozione e distribuzione per il proprio progetto artistico.

    Il percorso 2026 di “Una Voce per l’Europa” proseguirà con le selezioni e semifinali dal 18 al 21 giugno, per culminare nella Finalissima del 5 settembre in Piazza Municipale a Ferrara, dove verranno assegnate borse di studio e opportunità internazionali come il progetto “Sing for Italy” in Canada.

     

    Si ringraziano il Comune di Ferrara, la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, la Regione Emilia Romagna, l’Ordine dei Giornalisti, AGIMP, Vivaticket, Nuovo Imaie, Assoconcerti, Michele Affidato, M° Giuliano Grittini, Twinkle Agency. 

     

    COMUNE DI FERRARA

    SITO UFFICIALE

     

    FONDAZIONE TEATRO COMUNE DI FERRARA

    SITO UFFICIALE

    NOVE EVENTI SRL

    SITO UFFICIALE | FACEBOOK

    AGIMP

    SITO UFFICIALE | INFO@AGIMP.IT

     

    PARTNER TECNICI E SPONSOR:

    VIVATICKET, NUOVO IMAIE, ASSOCONCERTI, MICHELE AFFIDATO, M° GIULIANO GRITTINI, WILLY VECCHIATTINI, TWINKLE AGENCY

  • Don Pasquale Ferone porta un messaggio forte con “Ogni male vincerai”

    C’è una linea sottile, ma sempre più necessaria, tra musica e spiritualità nel mondo di oggi. Ed in questo spazio si inserisce con coerenza Don Pasquale Ferone, che con il nuovo singolo “Ogni male vincerai” propone un brano dal forte impatto valoriale, costruito attorno a un messaggio chiaro e immediato: la fede come strumento quotidiano di resistenza al male.

    Il testo si sviluppa attraverso una struttura semplice e chiara, puntando su un linguaggio diretto che richiama la dimensione della riflessione personale e della preghiera moderna. L’autore invita l’ascoltatore a vivere con “la pace dentro il cuore” e a non lasciarsi sopraffare dalle difficoltà, trasformando il concetto di fede in un elemento concreto e operativo nella vita di tutti i giorni. Le sue parole insistono su valori come perseveranza, speranza e fiducia, anche nei momenti più complessi.

    Particolarmente significativa la frase “Se fedele tu sarai, ogni male vincerai”, che sintetizza l’intero impianto del brano. Qui la fedeltà non è intesa in senso strettamente religioso, ma come coerenza dentro se stessi e capacità di restare saldi nei propri principi, anche quando il contesto esterno appare ostile. Il messaggio si amplia così a una platea universale, non per forza solo a chi segue i dettami della Chiesa.

    Dal punto di vista musicale, “Ogni male vincerai” si sviluppa in una dimensione totalmente acustica, cifra stilistica distintiva dell’artista. L’arrangiamento è ridotto all’essenziale: chitarra e voce costruiscono un dialogo diretto, senza sovrastrutture, che mette in primo piano il contenuto del brano. La chitarra accompagna con un arpeggio sobrio e regolare, creando una base intima e raccolta, mentre la voce guida l’ascoltatore con un’interpretazione autentica e priva di artifici. Il ritmo è naturale e confidenziale, aspetto che contribuisce a rafforzare la sensazione di vicinanza e sincerità.

    L’atmosfera complessiva è raccolta e contemplativa, con un andamento che accompagna progressivamente l’ascoltatore verso una dimensione di maggiore apertura e fiducia. Una scelta stilistica coerente con l’intento comunicativo, che privilegia il messaggio rispetto alla ricerca di soluzioni sonore complesse.

    Con questo nuovo singolo, Don Pasquale Ferone prosegue un percorso artistico ben definito, confermandosi come una voce riconoscibile nel panorama della musica a contenuto spirituale, capace di dialogare con un pubblico ampio attraverso un linguaggio semplice ma efficace.

    “Ogni male vincerai” è  disponibile su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica dal 15 Aprile.

    Chi è Don Pasquale Ferone?

    Don Pasquale Ferone è un sacerdote e cantautore di ispirazione cristiana originario della provincia di Napoli. Nel 1998 ha risposto pienamente alla vocazione, diventando sacerdote e continuando a coltivare la musica come strumento privilegiato per esprimere fede, riflessione interiore e vicinanza alle persone.

    Dal 2017 ha intrapreso in modo più strutturato l’attività di compositore e autore di brani cristiani, con l’intento di usare la musica come mezzo di evangelizzazione, consolazione e lode. Nel 2025 ha arricchito la sua già ampia discografia con brani come “Grandi cose”, “Solo il bene”, “Una luce” e “Meraviglie”, opere che raccontano la presenza di Dio nella quotidianità e invitano a riscoprire la fiducia anche nei momenti di difficoltà.

    Nel 2026 ha proseguito questo cammino con singoli come “Il tuo riparo”, “Pace regnerà” e “Alzati dal buio”, confermando uno stile sempre più essenziale e diretto, capace di mettere al centro il messaggio spirituale attraverso una dimensione intima e autentica.

    Il suo stile musicale unisce semplicità e intensità: una chitarra, una voce sincera e testi che parlano di speranza, fede e fiducia anche nei momenti di maggiore fragilità.

    Segui Don Pasquale Ferone:

    📸 Instagram
    👍 Facebook
      YouTube
    🎧 Spotify

    Don Pasquale Ferone BIOGRAFIA

  • “Tra le mie felpe” è il nuovo singolo di Nùvo

    Dal 24 aprile 2026 sarà in rotazione radiofonica “Tra le mie felpe”, il nuovo singolo di Nùvo, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 27 marzo.

    “Tra le mie felpe” è un brano che esplora il delicato intreccio tra nostalgia e quotidianità successivo alla fine di una storia d’amore. Il testo racconta la difficoltà di lasciarsi il passato alle spalle quando il ricordo della persona amata continua a riaffiorare nei piccoli dettagli: un profumo che persiste, un vestito dimenticato o gli oggetti di tutti i giorni che diventano improvvisamente carichi di significato.

    Spiega l’artista a proposito del nuovo brano:Ho scritto questo brano dopo diversi anni di blocco, è stato come riaprire un cancello chiuso dall’interno, dopo questo è stato un fiume di musica.”

     

     

     

    BIOGRAFIA

    Nùvo ha iniziato a fare musica all’età di 12 anni suonando il violino, per poi passare alla scrittura di brani dance verso i 16 anni; da lì è nata la voglia di studiare canto e di dare lui stesso la voce alle proprie canzoni. Dopo aver preso parte ad alcuni progetti di musica dance per qualche anno, si è approcciato a una musica pop con sonorità più leggere e romantiche.

    Le sue ispirazioni arrivano sempre e comunque dalla dance: per citarne alcuni, artisti come David Guetta, Black Eyed Peas, Lady Gaga, Cascada, ecc. Al momento Nùvo ha all’attivo un primo singolo e collabora con un suo arrangiatore personale.

    Il target a cui sono rivolte le sue canzoni può spaziare dai 15 ai 60 anni, a seconda dei gusti. Con la sua musica racconta l’amore, non sempre però in chiave triste, ma anche come sentimento libero e spensierato e, a volte, con una punta di ironia. Il suo obiettivo è quello di arrivare al cuore della gente e, per questo, sa che non c’è un tempo misurabile: può succedere in un anno o richiedere più tempo.

    “Tra le mie felpe” è il nuovo singolo di Nùvo disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 27 marzo 2026 e in rotazione radiofonica dal 24 aprile.

     

     

     

    TikTok | Instagram | Spotify

  • “Amore Clandestino” è il nuovo singolo di Carmen Ferrante

    Da venerdì 24 aprile 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Amore Clandestino”, il nuovo singolo di Carmen Ferrante.

    “Amore Clandestino” è un brano che esplora le dinamiche delle relazioni tossiche, raccontando il conflitto interiore di chi, pur consapevole del dolore, sceglie di restare. Il titolo riflette un doppio livello di segretezza: verso l’esterno e, soprattutto, verso se stessi. Tra attrazione e autodistruzione, la canzone si muove sul confine emotivo di un amore che ferisce ma continua a rappresentare un punto di riferimento, l’unico capace di dare intensità a una realtà altrimenti spenta. Nel ritornello emerge il contrasto tra la possibilità di salvezza – rappresentata dagli “angeli”, simbolo di affetti e protezione – e la scelta consapevole di lasciarsi cadere nel vuoto, abbracciando una dimensione dolorosa ma vitale. Costruito su un equilibrio tra tensione e apertura, il brano restituisce l’instabilità emotiva di un legame da cui è difficile liberarsi.

    Scritto da Carmen Ferrante e prodotto da Marco Di Martino (in arte Dima), il singolo nasce da un’esperienza autobiografica.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Ho scritto Amore Clandestino in un momento in cui ero incastrata in una relazione tossica. Ripensandoci oggi, mi rendo conto che mi mancava la consapevolezza di me stessa; probabilmente non mi volevo abbastanza bene. Oggi sentiamo troppe storie ‘malate’, persone che non riescono a uscire da certi circuiti e che spesso vivono anche questa condizione con un profondo senso di vergogna. E io vivevo proprio questa condizione con i miei angeli (amiche, genitori) che cercavano di proteggermi”.

    Il videoclip di “Amore Clandestino”, diretto da Raffaele Silvestri, Francesco Marullo e Maria Melandri, traduce in immagini il paradosso claustrofobico di un legame che si nutre di mancanze. La narrazione si sviluppa all’interno di un’abitazione che diventa rifugio e prigione, spazio di un amore nascosto in cui i protagonisti si incontrano lontano dagli sguardi esterni, ma incapaci di sottrarsi alla natura distruttiva del loro rapporto. Il video mette in scena un’altalena emotiva logorante: al bisogno di presenza della protagonista si contrappone un’assenza costante, generando un vuoto che trova nell’intimità fisica l’unica, illusoria forma di compensazione. L’artista sceglie di interpretare sé stessa, portando in scena una vicenda autobiografica da cui nasce il brano. Accanto a lei, nel videoclip, Francesco Nardo.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=qUXoDfYtgio

     

    Biografia

    Carmen Ferrante è una cantautrice italiana che fonde l’anima cantautorale con sonorità elettro-pop. I suoi testi, spesso autobiografici e attraversati da una sottile ironia, affrontano temi sociali e fragilità della contemporaneità.

    Fin da piccola sviluppa un forte interesse per la musica grazie all’influenza del padre: da un lato il rock degli anni ’70 e ’80 – in particolare i Rolling Stones e la figura di Mick Jagger, modello di un’identità ribelle ed estroversa – dall’altro il cantautorato italiano, che rappresenta la matrice più sensibile e malinconica del suo percorso. Tra i riferimenti principali figurano Vasco Rossi, Loredana Bertè e Rino Gaetano.

    Parallelamente, assorbe le influenze della musica dance e pop degli anni ’90 e 2000, con artisti come i Black Eyed Peas, Britney Spears e Shakira, quest’ultima punto di riferimento per sensualità e presenza scenica.

    Inizia lo studio del canto a 15 anni e, a 18, si trasferisce a Roma, dove affianca al percorso musicale la laurea in Chimica Organica. Negli anni successivi si avvicina anche allo studio del pianoforte.

    I brani “Estrema” e “Respiro” rappresentano due manifesti intensi della femminilità contemporanea, mentre “Diamanti” segna l’inizio di una nuova fase artistica, caratterizzata da sonorità pop elettroniche e dalla produzione di Marco Di Martino (in arte Dima), che accompagna una crescente maturità espressiva.

    L’artista è attualmente al lavoro su un nuovo EP, in uscita il prossimo inverno.

    “Amore Clandestino” è il nuovo singolo di Carmen Ferrante disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 24 aprile.

     

    Instagram | Facebook | YouTube

  • “Grande” è il nuovo singolo di Emanuele Tavano

    Da venerdì 24 aprile 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Grande” (Maionese Project), il nuovo singolo di EMANUELE TAVANO.

    “Grande” è un brano rock-pop che racconta il desiderio di crescita personale sul piano psico-emotivo, insieme alle difficoltà inevitabili che questo percorso comporta. 

    Spiega l’artista a proposito del brano: «“Grande” è una canzone che ho scritto diverso tempo fa e rivisitato da un paio d’anni. Con il mio produttore artistico, durante le varie sessioni in studio, abbiamo cercato un’impronta di rottura, senza distaccarsi dalla linea pop orecchiabile che rende il brano fluido. Ed ecco il sapore rock-pop, che mi aiuta a lanciare dei validi messaggi umanistici in maniera più dirompente e scoppiettante».

    EMANUELE TAVANO | BIOGRAFIA

    Emanuele Tavano, è un cantautore romano che vive e lavora nella capitale. La sua passione per la musica nasce in adolescenza, intorno ai 14 anni, grazie all’influenza materna: il canto diventa subito il fulcro della sua espressione artistica, affiancato dalla chitarra, utilizzata come strumento di accompagnamento e composizione.

    Autodidatta, Emanuele sviluppa nel tempo una scrittura personale, legata al cantautorato pop-rock, con riferimenti che spaziano tra scena italiana e internazionale: da Elisa a Vasco Rossi, passando per Tiziano Ferro, Coldplay, James Blunt, Jovanotti, Cesare Cremonini, Lucio Dalla, Avril Lavigne, Max Pezzali e Nek.

    Da alcuni anni è impegnato in un percorso di crescita artistica e produttiva all’interno di uno studio di registrazione professionale a Roma, dove lavora a stretto contatto con un produttore artistico che segue arrangiamenti, mix e mastering dei suoi brani. Il progetto si avvale inoltre del supporto di una figura dedicata alla comunicazione visiva e digitale, tra fotografia, grafica e contenuti video, e della consulenza artistica di Davide Maggioni per le realtà Matilde Dischi e Maionese Project.

    Le sue canzoni si rivolgono a un pubblico ampio e trasversale, con una particolare attenzione alla fascia tra i 20 e i 30 anni, affrontando tematiche legate alla crescita personale, alle relazioni e alla società contemporanea. Al centro della sua scrittura emerge una forte esigenza comunicativa: contrastare la superficialità diffusa, valorizzando principi come il rispetto, l’empatia, la sensibilità e la trasparenza.

    Emanuele Tavano sceglie consapevolmente di non utilizzare un nome d’arte, presentandosi al pubblico in modo diretto e autentico. La sua musica si fonda proprio su sincerità e identità, con l’obiettivo di affermarsi come cantautore professionista nei prossimi anni, senza compromessi e con una visione chiara del proprio percorso.

    “Grande” è il nuovo singolo di Emanuele Tavano disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 24 aprile. 

    Instagram

  • “Walking, Moving, Loving, Living” è il nuovo album di Max from Gabin, dal quale è estratto il singolo in radio “Loving Living”

    Dal 24 aprile 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming “Walking, Moving, Loving Living”, il nuovo album di MAX FROM GABIN per Irma Records, dal quale è estratto il singolo in rotazione radiofonica “Loving Living”.

    “Loving Living” è un brano le cui sonorità rievocano il sound raffinato dei Gabin (con un richiamo particolare all’uso del pianoforte), ma presentano un arrangiamento dal carattere più elettronico e moderno. Nell’inciso, Max esegue un trascinante riff vocale cantando le parole “Walking-Moving-Loving-Living”, il mantra che dà il titolo all’intero album.

    “Walking, Moving, Loving Living” è un album che rappresenta un viaggio sonoro poliedrico in cui Max fonde la sua essenza di bassista con una produzione elettronica moderna e sofisticata. Il disco si apre con sonorità che omaggiano il sound dei Gabin, caratterizzate da un pianoforte evocativo che si intreccia a un arrangiamento contemporaneo, definendo fin da subito l’identità dell’opera attraverso il riff vocale della title track. In ogni traccia emerge prepotentemente il ruolo del basso, strumento che guida l’ascoltatore attraverso atmosfere che ricordano viaggi on the road californiani o raffinati club grazie a contaminazioni Funk, Acid Jazz e Soul. La struttura del disco alterna con fluidità momenti di pura energia New Disco a ballate pop in 6/8 dal forte impatto emotivo, senza disdegnare esperimenti ritmici audaci come l’uso della cassa dritta su tempi in 3/4 o suggestioni Electro Bossa. Max arricchisce il progetto collaborando con voci storiche come Mia Cooper e talenti emergenti come Marta o Angelo De Bonis, esplorando temi che spaziano dalla forza interiore e l’accettazione di sé fino alla spiritualità della reincarnazione e a intimi ricordi personali trascorsi nella natura. Nonostante le sfumature fusion anni ’80 e i richiami rétro, l’uso sapiente di tastiere elettroniche e batterie sintetiche attualizza costantemente il sound; inoltre, l’uso del basso elettrico in molti brani, che culmina nell’assolo di “Play that damn Bass  Max!”, celebra la vera anima dell’artista.

    Spiega l’artista a proposito del nuovo album: “Dopo il grande successo internazionale ottenuto con il progetto Gabin e le collaborazioni con artisti come Dee Dee Bridgewater, Edwyn Collins, China Moses, Chris Cornell, Flora Purim e Gary Go, e dopo aver visto le nostre canzoni diventare colonne sonore per film e serie come Monster In Law, Fantastic Four, Ugly Betty, Sex Drive, Notes From The Underbelly, The Fast and the Furious: Tokyo Drift, Modern Men e The Umbrella Academy, ho sentito il bisogno di riprendere un percorso interrotto troppo presto. Anche dopo lo scioglimento del gruppo, il catalogo Gabin ha continuato a vivere tra streaming e sincronizzazioni e, mentre ero in America a registrare nuova musica, l’ennesima richiesta per il film Black Bag (regia di Steven Soderbergh con Michael Fassbender e Cate Blanchett) mi ha fatto capire che era il momento di tornare. Così nasce Max from Gabin: per dare continuità a quella storia aprendo un nuovo capitolo. In questo album non mi sono posto limiti di genere: ho semplicemente creato la musica che avrei voluto ascoltare, con la stessa libertà e curiosità che hanno sempre guidato il mio lavoro.” 

    TRACK-LIST:

    LOVING LIVING

    INTO MIDNIGHT (feat. Phantoman)

    AROUND (feat. Marta)

    MAKE UP (feat. Mia Cooper)

    I GUESS (feat. Phantoman & Mia Cooper)

    AFRAID OF THE DARK (feat. Mia Cooper)

    MY LOVE (feat. Diana Winter)

    UNIVERSE’S LOVERS (feat. Marta)

    RED AND BLUE DRAGONFLY (feat. Angelo De Bonis)

    TAKE ME AWAY (feat. Angelo De Bonis)

    BANGING JUST LIKE A DYNAMITE (feat. Armando Muro)

    PLAY THAT DAMN BASS MAX!

     

    BIOGRAFIA | MAX from GABIN

    Nel nuovo progetto di MAX from GABIN, al secolo Max Bottini, rimane intatta la radice lounge e soul clubbing, tanto cara ai GABIN, ma con atmosfere decisamente più attuali e moderne.

    Nel mondo di MAX c’è sempre stata la grande passione per il jazz, ma anche quel desiderio di sperimentare e contaminare; ed è così che nascono le collaborazioni con il Bluesman Roberto Ciotti, con Ginger Baker (Cream), con Billy Cobham e Enrico Rava, con Roberto Gatto. Con quest’ultimo collabora alla pubblicazione di due album, il primo dei quali con la partecipazione del chitarrista di Miles Davis John Scofield.

    Una pausa in Olanda, in cui affronta anche delle produzioni pop e dance, rivela la sua grande capacità di produttore che metterà a frutto alle soglie del 2000 quando incontra il DJ Filippo Clary; è con lui che crea e produce i GABIN.

    Pubblicato con la Virgin Music Italy, il primo album, che includeva la hit internazionale “Doo uap, doo uap”, è stato pubblicato in 35 paesi e alla fine del 2001 conquistò il mercato americano attraverso la leggendaria etichetta Astralwerks.

    Dopo tre anni di immenso successo mondiale, nel 2004, i GABIN mettono a segno il loro secondo colpo con “Mr Freedom”, con la collaborazione di grandi artisti internazionali quali Dee Dee Bridgewater, Edwyn Collins e China Moses. Il successo di questo secondo disco contagia anche il cinema e la televisione, i singoli contenuti diventano colonne sonore per film e serie tv e nuove frontiere.

    “Third and double” segna il confine nel 2010: il terzo album dei GABIN è infatti un doppio cd, uno ciascuno, una scelta produttiva che introduce l’esigenza per Max Bottini di lasciare la band e affrontare un nuovo percorso artistico.

    Si trasferisce negli Stati Uniti dove decide di iniziare la sua carriera come compositore di musica per film e TV e avviare nello stesso tempo un nuovo progetto musicale: MAX from GABIN.

    L’esigenza, espressa chiaramente anche nel nome, non è quella di gettare via, ma, al contrario, di conservare l’eredità musicale dei GABIN, alimentandola attraverso la sua insaziabile voglia di contaminazione, spingendosi oltre.

    Nel 2017 pubblica “Keep on driving”, con la collaborazione di Mia Cooper, un album creato ad hoc per il mercato americano delle sincronizzazioni.

    In questi anni MAX ha capitalizzato una grande esperienza come produttore, songwriter e compositore, mettendo a punto un’alchimia di suoni e stili di grande efficacia e originalità.

    Tornato recentemente in Italia inizia a registrare un nuovo album di prossima pubblicazione e ricostruisce qui la sua Band per puntare sui concerti, ritrovando il contatto più diretto ed efficace con l’enorme pubblico che è rimasto legato a quel mondo. È in allestimento un nuovo Tour e sarà uno spettacolo che saprà evocare, in giusta misura, le atmosfere del suo passato storico ed esprimere, con energia, il nuovo ed affascinante mondo musicale di MAX from GABIN.

    “Walking, Moving, Loving, Living” è il nuovo album di Max from Gabin per Irma Records disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 24 aprile 2026 dal quale è estratto il singolo in rotazione radiofonica “Loving Living”.

     

    Instagram | Facebook