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  • “Voglia di te” è il nuovo singolo dei SAMAR

    Dal 31 luglio sarà in rotazione radiofonica “Voglia di te”, il nuovo singolo dei SAMAR disponibile sulle piattaforme di streaming digitale dal 24 luglio per Maionese Project.

     

    “Voglia di Te” è un brano vivo, energico, che strizza l’occhio alle hit estive degli ultimi anni in termini di sound, pur mantenendo la sua anima pop-rock, alternando strofe più intime a ritornelli potenti. Racconta momenti ed immagini vissuti insieme ad una persona, ed esprime il desiderio di vivere tutto ancora ed ancora, sempre insieme. Il contesto è prettamente estivo, e fotografa i concerti negli stadi, il mare, le chiacchierate in riva al mare e le feste in cui ballare e cantare a squarciagola.

     

    Spiega l’artista a proposito del brano:Questo brano arriva subito dopo una ballad, e abbiamo sentito il bisogno di tornare ad un qualcosa di più movimentato, che portasse gioia nell’ascoltatore: Voglia di Te quindi è un brano semplice e diretto, nato in soli 20 minuti. Abbiamo scelto di non soffermarci troppo sul testo, raccontando immagini semplici, estive, che parlano più alla pancia che alla testa, a differenza di altri nostri pezzi dove c’è stata una ricerca più concreta e intensa. Voglia di Te è stata suonata e presentata per la prima volta allo stadio San Nicola di Bari, in apertura a Vasco Rossi durante il concerto del 18 giugno 2026, ben prima che fosse disponibile online. Questo ha reso il tutto ancora più vero per noi: è stato il momento in cui abbiamo capito davvero che questo pezzo appartiene a un’energia live, immediata, senza mediazioni. Speriamo siano in tanti a potersi divertire ascoltando questo pezzo”

    Biografia

    I SAMAR sono una band di sei elementi, unita da un forte legame umano e da un mix di influenze che convivono in un sound fresco e coinvolgente. Il progetto nasce dall’esigenza di condividere emozioni forti attraverso una scrittura diretta e sincera.

    Le loro principali reference musicali spaziano tra pop rock, rock and roll e cantautorato, arricchite da elementi di virtuismo di matrice metal, creando un perfetto equilibrio tra immediatezza melodica ed energia strumentale.

    La formazione è composta da Fabio (voce), Francesco (chitarra), David (chitarra), Jhonny (basso), Edoardo (batteria) e Nicolò (tastiere). Ogni membro contribuisce attivamente alla costruzione dell’identità sonora della band, con arrangiamenti curati e un approccio corale alla composizione.

    All’interno della loro discografia, i brani più rappresentativi sono “Quello che Manca”, “Jukebox”, “2017”, “Viola” e “Vorrei”: tracce che sintetizzano le diverse anime della band e il loro percorso artistico.

    Nel corso degli anni i SAMAR hanno portato avanti il progetto in modo indipendente, senza un team strutturato alle spalle. Uno dei più grandi traguardi raggiunti è stato aprire il concerto di Vasco Rossi sia nel 2024 che nel 2026 allo stadio San Nicola di Bari, esibendosi davanti a oltre 45 mila persone.

    Di recente hanno avviato una collaborazione con Davide Maggioni di Maionese Project, segnando l’inizio di una nuova fase di crescita e sviluppo artistico.

    La proposta musicale dei SAMAR si rivolge principalmente a un pubblico giovane (15-35 anni), con l’obiettivo di creare un connessione sincera con chi ascolta attraverso un racconto autentico fatto di emozioni, relazioni e vissuti condivisi.

    Nei prossimi 2–3 anni, i SAMAR puntano a consolidare la propria identità artistica, ampliare il pubblico e portare il progetto su palchi sempre più importanti e professionali, concentrandosi su nuove uscite discografiche e un’attività live costante per garantire una crescita strutturata.

    “Voglia di te” è il nuovo singolo dei SAMAR per Maionese Project disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 24 luglio e in rotazione radiofonica dal 31 luglio.

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  • Sissy Castrogiovanni protagonista dell’opera-musical “La Regina di Sicilia”: 11 agosto a Piazza Armerina

    Martedì 11 agosto 2026 SISSY CASTROGIOVANNI sarà protagonista de “LA REGINA DI SICILIA”, l’opera-musical dedicata alla figura di Costanza d’Altavilla, ultima Regina di Sicilia. Lo spettacolo debutterà nell’ambito della 71ª edizione del Palio dei Normanni di Piazza Armerina, la più importante rievocazione storica medievale del Sud Italia.

    Il progetto si inserisce nel programma delle manifestazioni dedicate alla tradizione normanna promosse dal Comune di Piazza Armerina e rappresenta uno degli appuntamenti di punta dell’edizione 2026 del Palio dei Normanni. La prima nazionale andrà in scena martedì 11 agosto, come evento inaugurale della storica manifestazione, nella suggestiva cornice di Piazza Duomo, uno dei luoghi simbolo e di maggiore interesse storico e turistico della città.

    “Per me è un immenso onore essere chiamata ad indossare le vesti di Costanza d’Altavilla.  Nel mio lavoro da cantante, artista, e come docente Berklee, da anni porto la Sicilia all’estero attraverso la mia musica e attraverso le mie masterclass. Racconto della nostra terra, da dove e come si sono sviluppate la nostra musica e la nostra cultura, da dove viene la moltitudine di contaminazioni che abbiamo. Nel raccontarlo, parto sempre dalla figura storica cruciale che ha segnato la trasformazione della Sicilia nel centro nevralgico della cultura e della scienza: Federico II di Svevia, figlio della Regina Costanza d’Altavilla.

    Le contaminazioni di quel tempo derivano dalla mentalità all’avanguardia della madre, poi insegnate e tramandate al figlio. La convivenza tra Arabi e Normanni, resa possibile durante quegli anni, ce la ritroviamo ancora oggi viva e contemporanea nella nostra musica, nelle nostre sonorità e nel nostro linguaggio.

    Come artista, mi rendo conto che la mia musica oggi viene proprio da là, e la mia voglia di contaminare la sicilianità con altre influenze artistiche credo ne sia una naturale conseguenza: la Sicilia, da allora, è ed è sempre stata contaminazione di culture, e continuerà ad esserlo.

    Interpretare il ruolo di Costanza D’Altavilla, Regina di Sicilia, donna incredibilmente forte e carismatica, è al tempo stesso un grandissimo onore e una grandissima responsabilità sia in qualità di donna che di artista Siciliana”, dichiara Sissy Castrogiovanni.

    La Regina di Sicilia è un progetto teatrale legato alla nascita del Regno di Sicilia, con una particolare attenzione rivolta alla carismatica figura di Costanza D’Altavilla, Costanza I di Sicilia, ultima regina della Casa d’Altavilla, regina e I sovrana di Sicilia, in quanto erede designata del nipote Guglielmo II di Sicilia e reggente del medesimo regno, per conto del figlio Federico II di Svevia. È simbolo della grande forza delle Donne ed in particolare della capacità strategica di riuscire a far convivere in pace più popoli tra loro: Arabi e Normanni.

    È uno spettacolo teatrale, musicale con musiche e canzoni originali appositamente scritte dal cantautore siciliano Lello Analfino. La drammaturgia e la regia sono affidate a Gisella Calì, esperta di teatro culturale- musicale e di performance immersive in location storiche e si basa sul best seller La Sposa Normanna di Carla Maria Russo. Il cast sarà composto da 20 artisti professionisti (attori, cantanti e ballerini).

    Protagonista dello spettacolo, nelle vesti di Costanza D’altavilla, Regina di Sicilia, la cantante Sissy Castrogiovanni.

    Il racconto non sarà soltanto una ricostruzione storica. Sarà il racconto della nascita di una civiltà. Dalla conquista normanna di Ruggero I d’Altavilla, passando attraverso la straordinaria figura di Adelasia del Vasto, fino a Costanza d’Altavilla e alla nascita di Federico II, lo spettacolo accompagnerà gli spettatori lungo il percorso che trasformò la Sicilia nel centro politico, culturale e scientifico del Mediterraneo.

     

    SISSY CASTROGIOVANNI | BIOGRAFIA

    Pluripremiata cantautrice Siciliana, compositrice, produttrice e polistrumentista, Sissy Castrogiovanni, è una delle artiste più originali e creative del panorama jazz contemporaneo americano.

    Con la sua travolgente personalità artistica e il fascino di una voce che arriva dritta al cuore, ha incantato pubblico e critica ricevendo consensi che le hanno portato importanti apparizioni su palchi di rilievo e Festival Jazz internazionali negli Stati Uniti, Sud America ed Europa, inclusi la storica Symphony Hall di Boston e il Parlamento Europeo.

    Tra le più prestigiose collaborazioni, i concerti con il leggendario cantante, multi-Grammy Awards winner, Bobby McFerrin e le esibizioni con luminari del jazz come Jack DeJohnette, Patrice Rushen e il produttore Latin-Grammy winner, Javier Limon.

    Il suo ultimo disco “TERRA” è stato il primo disco interamente cantato in Siciliano ad arrivare al ballottaggio per le nomination dei GRAMMY Awards in quattro categorie Jazz – “Best Vocal Jazz Album”, “Best Arrangement”, “Best Improvised Jazz Solo” e “Best Engineered Album” – segnando un traguardo storico per la lingua e la cultura siciliana nella scena

    musicale internazionale.

    Le radici musicali di Sissy Castrogiovanni risiedono nei ritmi, nei colori e nei sapori della sua nativa Sicilia e si irradiano verso l’esterno miscelandosi con le influenze della tradizione afroamericana e del Jazz contemporaneo vissuto e ricercato negli oltre quindici anni in America, dove attualmente vive.

    Nelle sue composizioni si crea un’originale sintesi, unica e personale, di culture musicali che affiancate da una straordinaria presenza scenica e un’attenzione inebriante per la melodia, fanno di Sissy una voce davvero singolare nel mondo del Jazz.

    I media definiscono il suo stile “Sicilian-Jazz”: la tradizione Siciliana e le influenze world si intrecciano con l’armonia del Jazz Contemporaneo, creando un linguaggio originale e inconfondibile in cui la lingua siciliana viene utilizzata in chiave moderna, e non folkloristica, aprendo la tradizione a nuove visioni artistiche.

    Con il suo carisma e i suoi emozionanti spettacoli dal vivo, ha catturato l’attenzione delle più autorevoli testate giornalistiche, Downbeat e Jazziz Magazine, che l’hanno elogiata per il suo preciso controllo vocale, e per l’indiscussa capacità di emozionare e commuovere chiunque l’ascolti.

    All’attività concertistica, Sissy affianca anche un’importante attività di didattica presentando masterclass su territorio internazionale e come docente al Dipartimento di Voce del prestigioso Berklee College of Music, di Boston (USA).

    Degno di nota è il suo costante lavoro culturale di promozione della Sicilia e della lingua siciliana nel mondo, attraverso la musica, l’insegnamento e la progettualità artistica.

    Finalista all’International Songwriting Competition con uno dei suoi primi brani, “Africannu” e vincitrice del Live Art Boston Award, Sissy debutta nel jazz nel 2013 con il suo primo album “Intra Lu Munnu”.

    Tra gli altri lavori, anche la collaborazione con il batterista e percussionista peruviano Jorge Perez-Albela, per il quale ha registrato come cantante solista il suo ultimo disco “The Time Is Now” in tre lingue diverse: inglese, spagnolo e portoghese.

    E infine il disco “SungDeep” in collaborazione con Joey Blake (Bobby McFerrin) per il quale Sissy apre con un suo dirompente arrangiamento vocale del famoso standard jazz “Afro Blue”.

     

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  • Andrea Mingardi presenta il romanzo “L’ultima porta” il 31 luglio alla Fiera di San Lazzaro

    Venerdì 31 luglio alle ore 19:30 Andrea Mingardi presenterà il suo nuovo romanzo “L’ultima porta”, pubblicato da Edizioni Pendragon, a San Lazzaro di Savena (BO), nell’ambito degli appuntamenti della Fiera di San Lazzaro.

     

    Tutti i dettagli dell’evento sono disponibili a questo link https://www.pendragon.it/component/icagenda/4434-4030-2020-08-24-16-47-27.html

     

     

    Disponibile in libreria e nei principali store digitali dal 29 maggio 2026, il libro affronta con sensibilità e ironia temi universali come la vita, la morte, l’amore, la fede e il mistero di ciò che potrebbe esistere oltre la soglia dell’esistenza. Attraverso il protagonista Marco Rossi, Andrea Mingardi dà vita a una storia che alterna leggerezza e riflessione, accompagnando il lettore in un viaggio tra realtà e dimensione spirituale osservata attraverso uno sguardo profondamente umano.

     

    Spiega Andrea Mingardi a proposito del libro: “Sono andato nell’aldilà e poi sono riuscito a tornare. Credo di essere l’unico ad aver fatto il viaggio di andata e ritorno. Ho bussato all’ultima porta. Per un attimo si è aperta. Poi qualcuno mi ha detto che non era ancora il mio turno. Tornato indietro, ho deciso di raccontare questa esperienza in un libro. È il mio viaggio tra la vita e il mistero che ci accompagna ogni giorno. Così ho scritto L’ultima porta, per raccontarvi cosa ho visto e cosa ho capito dall’altra parte.”

     

     

    SINOSSI

    Marco Rossi è un architetto bolognese di cinquantasei anni: un uomo concreto, ironico, innamorato della moglie Elisa, del Bologna calcio, del suo cane Pippo e di una vita ordinaria che, senza fare troppo rumore, sembra finalmente mettersi dalla parte giusta: il lavoro ingrana alla grande, Elisa aspetta un figlio, il futuro appare roseo. Poi, all’improvviso, tutto si spezza. Un infarto fulminante, nove minuti senza battito, il coma, l’attesa. E quando ogni speranza sembra finita, Marco torna. Ma torna da dove? Che cosa ha visto oltre quella soglia? E perché il suo ritorno sembra portare con sé qualcosa che nessuno riesce più a spiegare? Tra Bologna, cantieri, salotti borghesi, ospedali, medium e incontri impossibili, L’ultima porta racconta con tono brillante e profondamente umano il mistero più antico: che cosa ci aspetta dopo la vita.

    Andrea Mingardi firma un romanzo sentimentale e visionario, dove la morte non cancella l’amore, la fede convive con il dubbio e l’aldilà, più che una risposta, diventa una domanda. Perché certe porte, una volta aperte, non si richiudono mai del tutto.

     

     

    ANDREA MINGARDI | BIOGRAFIA

    Andrea Mingardi, musicista, cantante, scrittore, bolognese D.O.C, in prima fila nell’impegno solidale, è tra i fondatori della Nazionale Cantanti di calcio. Vincitore del “Premio miglior bluesman Italiano”, e il “Premio Stella d’Argento”. Nella sua carriera collabora con grandi artisti, tra cui Gianni Morandi, Franco Califano, Jose’ Feliciano, Wilson Picket, Lucio Dalla, Mina, Blues Brothers, Patty Smith. Nel 2000 esce il CD “Ciao Ràgaz”, raccolta di canzoni dialettali a cui partecipano Morandi, Guccini, Carboni, Stadio e altri. Disco di platino in un mese dall’uscita, si propone di esportare il nostro idioma dandogli dignità di lingua. Nel 2001 rilegge “Pierino e il lupo”, di Prokofiev, accompagnato dall’orchestra dell’Università di Bologna. Nel 2004 partecipa a Sanremo con i Blues Brothers ispirando la formazione della nuova “RossoBlues Brothers Band”, con la quale registra dal vivo il nuovo LP, “Tribute to Ray Charles”. È autore del brano “Mogol Battisti”, interpretato con Mina e contenuto nell’album “Bau” e del libro “Permette un ballo, Signorina?”, edito da Mondadori, in breve best seller per la collana “Gli Oscar Mondadori”. Sua è la canzone “Amiche mai”, scelta da Mina e Ornella Vanoni per il primo duetto della loro storia musicale e per il quale è insignito del “Premio Personalità Europea” in Campidoglio. A Los Angeles ha ricevuto il prestigioso premio Italian Music Awards per il suo disco “Tribute to the Genius” dedicato a Ray Charles. È del 2023 il conferimento della TURRITA D’ARGENTO del Comune di Bologna.  Il primo Agosto 2024 alla presenza di Luciano Tirincanti, responsabile dell’Associazione Gaspare Tirincanti, Paolo Gualandi di Coswell, e la sindaca di Riccione, Daniela Angelini, è stata conferita all’artista bolognese la pergamena di “Ambasciatore di Riccione nel mondo”, il riconoscimento che viene assegnato per la frequentazione e l’affetto dimostrato verso la città che Mingardi considera come una seconda casa.

     

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  • Dopo Nuova Scena, Dubrazil apre il suo percorso solista con “Dudu”

    Nel 2025 il brazilian funk è cresciuto del 36% tra i generi capaci di superare i 50 milioni di dollari in royalties su Spotify. Abbattuti i confini geografici e linguistici, questo suono è penetrato nelle produzioni pop e urban internazionali, esportando fuori dal Sudamerica una cultura nata nelle favelas di Rio de Janeiro e ridefinita dall’asfalto di San Paolo. Per Dubrazil, tuttavia, la spinta di questo fenomeno globale non rappresenta un trend passeggero da intercettare a favore di algoritmo. È, semplicemente, la sua storia.

    Dopo aver convinto pubblico e critica nella prima edizione di “Nuova Scena” – il rap show di Netflix che l’ha vista confrontarsi con Fabri Fibra, Geolier e Rose Villain – e dopo la palestra espressiva all’interno del collettivo 02TM, l’artista italo-brasiliana inaugura la propria traiettoria solista con “Dudu” (Orangle Records/mgmt Jake La Furia & MAVE MGMT). Prodotto da keyoshin e Fato W, il singolo anticipa il primo EP, atteso nei prossimi mesi.

    Dubrazil è il nome che Martina Vedani ha scelto per racchiudere le due coordinate della propria storia: il Brasile delle origini e l’Italia in cui è cresciuta e si è formata musicalmente. Con “Dudu”, le due anime del suo percorso trovano per la prima volta una forma musicale pienamente compiuta. Il brano prende forma due anni fa in studio da un’intuizione: prima ancora di strutturare il beat, la voce dell’artista è stata sezionata e campionata, trasformandosi nella spina dorsale della produzione. La voce genera il ritmo, il nome lo scandisce. Nel ritornello, infatti, la ripetizione ossessiva di «Du-du-du-DuBrazil» perde la funzione puramente semantica e assume un valore percussivo, una firma che rende superflua qualsiasi presentazione. Il Brasile non è stato aggiunto al brano per caratterizzarlo; in “Dudu” c’era già, con i suoi colori, i suoi accenti e le sue contraddizioni. Perché inciso nella storia di chi lo canta.

    Italiano e portoghese convivono senza gerarchie e senza traduzioni: «garota», «cuidado», «tenho um gringo», «adeus» entrano nelle barre con la naturalezza di parole appartenenti allo stesso vocabolario quotidiano, non come richiami inseriti per sottolinearne le origini. Dubrazil, anziché alternare due lingue per rivendicare la doppia appartenenza, le tiene nello stesso respiro, lasciando che siano il suono, la cadenza e il significato a decidere quale utilizzare. Le radici brasiliane, così, non restano confinate nel suo racconto biografico, ma si fanno strada nella metrica e nell’andamento stesso della traccia.

    «“Dudu” – dichiara – è il pezzo in cui ho smesso di tenere separate le mie due parti. Non volevo fare un pezzo funk soltanto perché oggi quel suono sta crescendo. Volevo far sentire il modo in cui parlo, reagisco e vivo la musica. Il portoghese arriva quando deve arrivare, il rap rimane la mia casa e il mio nome, nel ritornello, diventa quasi un colpo di batteria. Questa canzone dice chi sono senza chiedermi di scegliere da quale parte stare.»

    La stessa urgenza espressiva attraversa il videoclip ufficiale, presentato in anteprima nazionale su Sky TG24 e realizzato a Milano all’interno della comunità brasiliana locale, durante gli ottavi di finale della nazionale di calcio. La telecamera, lontana dal set, si immerge in un rituale già esistente fatto di cori, bandiere e unione. Milano diventa così lo scenario in cui le due anime del progetto si sovrappongono: metropoli dell’urban nazionale e sede di una diaspora che conserva intatta la propria appartenenza. Il video mette in luce un’identità transculturale che può abitare contemporaneamente territori diversi senza risultare incompleta in nessuno di essi.

    Il passaggio televisivo ha mostrato l’attitudine e la presenza scenica di Dubrazil; l’esperienza con 02TM ne ha affilato la tecnica; ora, “Dudu”, segna il suo primo capitolo interamente autonomo in cui il brazilian funk è la matrice e il rap linguaggio. In una fase in cui il Brazilian funk sta raggiungendo un pubblico sempre più ampio, Dubrazil apre il proprio percorso solista partendo da una cultura che non ha dovuto cercare né adottare. Perché, nel suo caso, il Brasile non è una destinazione, ma parte della sua cifra espressiva.

  • Game Over un percorso emotivo

    La cantautrice Lulù, all’anagrafe Lucia Anna Mercuri, nasce a Lamezia Terme, il 26 luglio 2007. La sua più grande passione è stata sicuramente la musica; infatti, a soli 7 anni ha studiato canto moderno e a 13 anni ha cominciato a scrivere alcuni testi. Nel novembre 2022 ha pubblicato il suo primo singolo “Dimmi” e il 16 giugno 2023 è uscito il secondo, “Paranoia”. Un brano autobiografico, in cui si parla di tutti quelli che vivono in simili situazioni. Successivamente, nel 2024, ha pubblicato altri due singoli. Per lei, la musica, è una valvola di sfogo e la sua cura, un posto di vera e sincera rinascita. Lei, nei suoi testi, parla dell’emozione e del coraggio, così come della capacità di ricominciare…anche nei momenti più difficili, sperando quindi di far sentire le persone comprese. Si apprezza molto la primissima canzone “Dimmi”, in cui si nota una tenera semplicità nelle sue parole così come nel successivo pezzo, “Paranoia”. Mentre, musicalmente parlando, le successive tracce sono apparse più similari, nella penultima canzone “Déjà-vu”, si nota una certa maturità artistica. Sono presenti considerazioni e spunti sulla vita molto importanti, con riferimenti ad una forte e giusta connessione emotiva. Ed ecco in arrivo l’ultimo brano di Lulù: il 20 luglio esce Game over, scritto in collaborazione con il compositore e autore Giovanni Nicotera coadiuvato nella parte tecnico/produttiva da Andy Milesi. Tra tutte le altre, si ritiene che il suo incipit sia il più godibile. Il testo molto più equilibrato con una composizione orecchiabile! Inoltre, prestando attenzione più e più volte a questo pezzo, ci si rende conto di quanto sia maturata in questi anni l’artista. In conclusione, questa giovane cantante ha senz’altro le potenzialità per diventare una nuova artista italiana riconosciuta e di successo. 

    Lorena Ruisi

  • I Tarantolati di Tricarico e Lello Analfino: il nuovo singolo “Baila Carmen” feat. Elio Biffi e Saturnino

    Dal 24 luglio 2026 è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Baila Carmen” (distribuzione Artist First), la versione spagnola di “Balla Carmè”, realizzata da I Tarantolati di Tricarico e Lello Analfino feat. Elio Biffi e Saturnino.

    Dopo il grande successo della versione italiana, “Balla Carmè” torna in una nuova e coinvolgente versione spagnola, pronta a portare l’energia della taranta oltre ogni confine linguistico e culturale. Dalla terra della Taranta Lucana al mondo, I Tarantolati di Tricarico pubblicano un singolo realizzato insieme a Lello Analfino, feat. Elio Biffi dei Pinguini Tattici Nucleari e Saturnino, storico bassista di Jovanotti.

    “Baila Carmen” è una dedica che un nonno rivolge alla sua nipotina, un brano carico di affetto che celebra il legame tra generazioni attraverso la musica e la danza. Carmen diventa il simbolo della gioia, della speranza e della continuità delle tradizioni popolari, tramandate con amore all’interno della famiglia. Musicalmente, il singolo unisce il calore della musica popolare del Sud Italia a sonorità moderne e world music, dando vita a un brano coinvolgente e ricco di energia.

    La versione spagnola della canzone rappresenta un ulteriore passo nel percorso artistico del gruppo, con l’obiettivo di far conoscere la forza della terra lucana, delle sue tradizioni e della sua musica popolare a un pubblico sempre più ampio, costruendo un ponte culturale tra il Mediterraneo e il mondo.

    Spiega il gruppo a proposito del brano: “Con Baila Carmen abbiamo voluto raccontare una storia semplice ma universale: l’amore di un nonno per la propria nipotina. È una dedica che nasce dal cuore e che parla di affetto, famiglia e tradizioni che si tramandano di generazione in generazione. Crediamo che la musica popolare abbia proprio questo compito: custodire la memoria, emozionare e creare legami. Con questo brano abbiamo cercato di unire la forza delle nostre radici a un sound capace di parlare anche alle nuove generazioni, perché la tradizione continua a vivere solo quando sa emozionare il presente”.

    Ascolta ora il brano al seguente link

    https://itarantolatiditricaricolelloanalfino.lnk.to/BailaCarmen

    Il videoclip di “Baila Carmen”, diretto da Angelo Capalbo e Alessandro Romaniello, è un inno alla vitalità, alla condivisione e alla forza aggregante della musica popolare. Attraverso un montaggio dinamico si alternano immagini dei Tarantolati di Tricarico durante le loro esibizioni al Jova Beach Party al fianco di Lorenzo Jovanotti, testimonianza di una collaborazione che negli anni ha portato il gruppo sui palchi del celebre tour estivo, insieme a suggestive riprese realizzate tra Sant’Angelo Le Fratte e la Città dell’Utopia.

    Le immagini raccontano un viaggio tra musica, danza e condivisione, dove ballerini e musicisti danno vita a un racconto di energia e partecipazione. Gli scorci della Basilicata valorizzano il territorio e le sue tradizioni, mentre la danza diventa il simbolo di un linguaggio universale capace di unire persone e generazioni.

    Il videoclip restituisce l’essenza dei Tarantolati di Tricarico: una festa di colori, suoni ed emozioni, dove la musica popolare incontra la contemporaneità e diventa condivisione, libertà e identità. Ogni scena trasmette il calore di una comunità che si ritrova nel ritmo, nel ballo e nella forza della tradizione, trasformando “Baila Carmen” in un racconto visivo capace di coinvolgere ed emozionare spettatori di ogni età.

    Guarda il videoclip di “Baila Carmen” su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=Jjdw4tyk8PM

     

    Biografia

    I Tarantolati di Tricarico nascono nel 1975 in Basilicata dall’iniziativa di un gruppo di giovani musicisti accomunati dalla volontà di recuperare e valorizzare la musica popolare lucana. Fin dagli esordi il progetto si è sviluppato attraverso un intenso lavoro di ricerca sul campo, raccogliendo canti, ritmi e tradizioni tramandati oralmente e trasformandoli in uno spettacolo capace di coniugare autenticità e innovazione. In cinquant’anni di attività il gruppo ha portato la propria musica sui palchi italiani e internazionali, diventando uno dei principali ambasciatori della cultura musicale lucana. Le principali influenze dei Tarantolati di Tricarico affondano le radici nella musica tradizionale della Basilicata e del Sud Italia, aprendosi alle sonorità del Mediterraneo e alla world music. Nel corso della loro carriera hanno condiviso il palco e collaborato con importanti protagonisti della musica e della cultura italiana, tra cui Dario Fo, Roberto Benigni, Renato Carosone, Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Biagio Antonacci, Lorenzo Jovanotti, Antonella Ruggiero, Marco Furio Forieri, oltre a esibirsi con Francesco Fry Moneti dei Modena City Ramblers. Queste esperienze hanno contribuito a definire uno stile unico, capace di unire il patrimonio della tradizione popolare lucana a una visione musicale contemporanea e internazionale. L’identità artistica dei Tarantolati di Tricarico nasce dall’incontro tra musicisti provenienti da esperienze differenti ma accomunati da una profonda conoscenza della tradizione popolare. Nel gruppo convivono strumenti tipici della musica mediterranea, come tamburi a cornice, cupa cupa, chitarra battente, mandolino e fisarmonica, insieme a strumenti moderni che arricchiscono il sound e ne ampliano le possibilità espressive. La formazione si è evoluta nel tempo mantenendo sempre vivo il legame con le radici della musica lucana. Tra i brani più rappresentativi della loro discografia figurano Vi Cumm’ Abball’ Bell’, Cara Ninella, Ravatan e Quaranta di Taranta,opere che raccontano l’evoluzione artistica del gruppo e la capacità di reinterpretare la tradizione popolare lucana con uno stile originale, coinvolgente e contemporaneo. I Tarantolati di Tricarico lavorano con un team composto da musicisti, tecnici, professionisti della comunicazione e collaboratori che seguono le produzioni discografiche, la promozione, la grafica, l’organizzazione dei concerti e il management. Negli anni il gruppo ha inoltre collaborato con numerosi artisti, produttori e realtà culturali italiane e internazionali, sviluppando progetti che uniscono musica, ricerca e valorizzazione del territorio. La musica dei Tarantolati di Tricarico si rivolge a un pubblico trasversale, senza distinzioni di genere. Attraverso la propria musica i Tarantolati di Tricarico raccontano la storia, la cultura e l’identità del Sud Italia. Ogni brano nasce dal desiderio di custodire e tramandare il patrimonio musicale della Basilicata, reinterpretandolo con uno sguardo contemporaneo. La musica diventa così uno strumento di incontro tra generazioni e culture diverse, capace di trasformare la memoria in un linguaggio vivo, attuale e universale.

    L’obiettivo dei Tarantolati di Tricarico è continuare a essere un punto di riferimento della musica popolare italiana, portando la tradizione lucana sui palchi nazionali e internazionali e avvicinando sempre nuove generazioni a questo patrimonio culturale. Dopo cinquant’anni di attività il gruppo continua a investire in nuovi progetti discografici, collaborazioni artistiche e produzioni originali, con l’ambizione di consolidare ulteriormente la propria presenza nel panorama della world music e della musica d’autore, mantenendo viva una tradizione che guarda costantemente al futuro.

     

    “Baila Carmen” è il nuovo singolo de I Tarantolati di Tricarico e Lello Analfino feat. Elio Biffi e Saturnino, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 24 luglio.

     

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  • Debutta al Teatro Politeama lo spettacolo musicale ‘A voce d’e criature con Gianni Fiorellino e Ciro Villano scritto da Ciro Villano

    Dopo il grande successo del concerto alla Reggia di Caserta davanti a 9.000 spettatori, Gianni Fiorellino torna a teatro con una commedia musicale esplosiva tra canto, prosa e risate, dove la dura realtà dei quartieri di frontiera si accende di speranza e la forza dell’innocenza sfida le regole della strada. Una storia vera di riscatto e coraggio, ispirata all’azione di Don Luigi Merola, per salvare il futuro un bambino alla volta. Prevendita online su Bigliettoveloce e Ticketone e al botteghino del Teatro Augusteo. Salvo esaurimento, i biglietti saranno in vendita anche al botteghino del Teatro Politeama a partire da un’ora prima dello spettacolo. 

    Scritto e diretto da Ciro Villano, già autore della commedia musicale “Io speriamo che me la cavo”, “’A voce d’e criature — Il musical” è una commedia esplosiva liberamente ispirata all’attività di Don Luigi Merola. Lo spettacolo intreccia prosa, risate ed emozioni con le musiche inedite di Gianni Fiorellino, coprotagonista in scena insieme a Villano.

    La trama segue Alferio, un indolente assistente sociale, e Don Luigi, un prete di frontiera, uniti in una lotta ad armi impari contro la criminalità organizzata napoletana per strappare i ragazzi alla strada. Nonostante le difficoltà, la loro sinergia salverà molte vite innocenti.

    A rendere l’opera un potente manifesto di riscatto sociale è la partecipazione di cinque bambini della Fondazione di Don Luigi, simbolo vivente di un futuro che vince sulla strada.

    Lo spettacolo rappresenta anche il momento perfetto per omaggiare i vent’anni di attività sul campo di Don Luigi Merola e della sua Fondazione “A Voce d’e Criature” che, istituita nel 2007, si appresta a raggiungere un importante traguardo.

    Dichiara Gianni Fiorellino sul suo ritorno in scena: “A distanza di molti anni ritorno a teatro con una commedia musicale prodotta da Carmine Gambardella. Dalla mia esperienza in Masaniello – Il musical di Tato Russo nelle vesti del protagonista, ho sempre immaginato un ritorno emblematico, e per me ‘A voce d’e criature lo potrà essere. Oltre a rivestire i panni di Don Luigi Merola, prete anticamorra e combattente, mi occuperò della direzione musicale, essendo uno spettacolo per la gran parte cantato da me e da altri bravissimi cantanti e per la prima volta debutteranno in uno spettacolo così impegnativo i miei figli Mattia e Lorenzo. Accanto a Ciro Villano, che ha ideato e scritto l’opera, sarà un’avventura unica; sono sicuro che lo sarà anche per la gente che vedrà lo spettacolo. Partiremo dal Teatro Politeama, proprio dove nel 2000 ho vinto il Festival di Napoli con la canzone Girasole, in diretta su Rete 4 con la bravissima e compianta Enrica Bonaccorti.”

    Biglietti disponibili in prevendita:

    https://bigliettoveloce.it/spettacolo?id=8493

    https://www.ticketone.it/eventseries/a-voce-de-creature-4201477/

     Biografia

    Gianni Fiorellino, classe 1982 (con ben 18 album all’attivo), è un cantautore italiano. A 7 anni inizia gli studi di pianoforte, strumento in cui conseguirà in seguito il diploma al Conservatorio. Sin da giovanissimo si esibisce in pubblico nei locali e nei teatri napoletani, ottenendo un successo che, a soli 12 anni, gli consente di incidere E io canto, il suo primo disco.

    Nel 2002 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con la canzone Ricomincerei, classificandosi al quarto posto. Sempre nel 2002 si concede una prestigiosa parentesi jazz come protagonista, in acustico al pianoforte, di un concerto al Festival dei Due Mondi di Spoleto, insieme a musicisti del calibro di Massimo Moriconi al contrabbasso, Alessandro Canini alla batteria, Lino Esposito alle chitarre, il bluesman Roberto Ciotti e l’incantevole voce di Kelly Joyce.

    Nel 2003 torna al Festival di Sanremo presentando il brano Bastava un niente, posizionandosi al 5° posto nella classifica finale.

    Nel 2004 partecipa a Music Farm, il primo reality show musicale di Rai 2, e nello stesso anno incide il suo primo “live” durante un memorabile concerto tenutosi a Napoli in Piazza Diaz.

    Nel 2005 realizza, con la collaborazione di Kevin Hettenne, Dodi Battaglia e Mario Reyes, le dieci tracce che compongono l’album Passion.

    Nel 2006 affronta una lunga e fortunata parentesi teatrale che lo vede protagonista di Masaniello, il musical, per la regia di Tato Russo.

    Nel 2007 incide un duetto con Fiordaliso dal titolo Io muoio, caratterizzato da sperimentazioni pop-melodiche.

    Nel 2008, oltre a partecipare alle fasi di qualificazione per la Bulgaria all’Eurovision Song Contest, incide la sua seconda raccolta intitolata XLMC – Per la mia città, presentata dal vivo il 27 dicembre in un concerto nella centralissima Piazza Dante a Napoli.

    Dopo una pausa personale, torna nel 2015 su etichetta Zeus Records: firma insieme a Vincenzo D’Agostino il disco interamente in napoletano Io mantengo le promesse, che vede la partecipazione di Lele Melotti alla batteria.

    Tra il 2017 e il 2023 intraprende un lungo tour teatrale che registra il tutto esaurito nei più grandi teatri della Campania.

    Il 31 maggio 2024 arriva “l’occasione della vita”: la sua musica riunisce 17.000 persone nel luogo più suggestivo della città, lo Stadio Diego Armando Maradona. L’evento riceve il patrocinio del Comune di Napoli e della Città Metropolitana. Sempre nel 2024 presenta, in collaborazione con Prime Video, il docu-film Aspettami stanotte, patrocinato dal Comune di Sanremo, che supera le 50.000 ore di streaming.

    Nel 2025 registra un sold out all’Arena Flegrea con uno spettacolo rock accompagnato dalla leggenda Mike Terrana. L’evento, patrocinato dal Comune di Napoli e dalla Città Metropolitana, rientra nelle celebrazioni per i 2.500 anni della città.

    Nello stesso periodo pubblica il suo primo libro, Solo se c’è amore, diventato Bestseller Amazon per 7 mesi e presentato al Salone del Libro di Torino. A luglio il volume viene inserito nella rassegna del Circolo Letterario di Sanremo, riscuotendo un notevole successo. Grazie a questo progetto culturale, partecipa all’iniziativa “Io leggo perché”, visitando circa 50 scuole della Regione Campania.

    A settembre è uno dei protagonisti di Napoli Musa Live, il grande concerto in Piazza del Plebiscito per i 2.500 anni della città.

    Il 24 giugno 2026 presso Piazza Carlo di Borbone, Reggia di Caserta si esibisce davanti a 9.000 persone accompagnato da Maria Grazia Cucinotta, Federico Zampaglione dei Tiromancino, Andrea Sannino, Franco Ricciardi e Roberto Colella.

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  • Folkstone: si aggiungono nuove date al tour estivo. Il 15/08 opening act dei Litfiba e il 27/08 dei Wolfmother

    I Folkstone annunciano nuove date che li vedranno protagonisti sui palchi italiani per tutta l’estate 2026. Tra gli appuntamenti più attesi gli opening act dei Litfiba (15 agosto, Bellaria-Igea Marina) e dei Wolfmother (27 agosto, Empoli), oltre a una lunga serie di concerti nei principali festival italiani. Le date del 30 e 31 ottobre al Teatro Filodrammatici di Treviglio (BG) sono già sold out. 

    LE PROSSIME DATE

    7 agosto – Serravalle di Chienti (MC) – Montelago Celtic Festival – Altopiano di Colfiorito

    8 agosto – Serravalle di Chienti (MC) – Montelago Celtic Festival – Altopiano di Colfiorito (Acoustic Medieval Set)

    9 agosto – Verbania (VB) – Festival Allegro con Brio – Villa Maioni

    15 agosto – Bellaria-Igea Marina (RN) – Becky Bay Beach Village – Lungomare Viale Pinzon, 227 (opening act dei Litfiba) NUOVA DATA

    16 agosto – Borghetto (PD) – Summer Crock Fest – Via Sandra 39A

    20, 21, 22 e 23 agosto – Finale Ligure (SV) – Viaggio nel Medioevo (Acoustic Medieval Set)

    27 agosto – Empoli (FI) – Beat Festival – Parco di Serravalle (opening act dei Wolfmother)

    28 agosto – Trescore Balneario (BG) – Bum Bum Festival – Parco Le Stanze

    29 agosto – Ossimo Inferiore (BS) – Area Feste (Acoustic Medieval Set) NUOVA DATA

    5 settembre – Vigo Cavedine (TN) – Una Festa che fa Vigo – Area Feste

    6 settembre – Modena – Modena Nerd – Quartiere Fieristico di Modena – NUOVA DATA

    12 settembre – Milano – Birrificio Lambrate – Festa 30 Anni – Spazio Rubattino56 – NUOVA DATA

    2 ottobre – Campiano (RA) – Rumagna Unite – Via Trava 2

    3 ottobre – Brescia – Castello di Brescia – NUOVA DATA

    (Calendario in aggiornamento)

    Per maggiori informazioni: www.folkstone.it

    Al termine della stagione dei festival e degli appuntamenti open air, la band approderà al Teatro Filodrammatici di Treviglio (BG) per due concerti speciali in programma il 30 e 31 ottobre 2026, già SOLD OUT.

    Un sogno nel cassetto che diventa realtà. I Folkstone a teatro. La loro musica, la vostra storia. Il gruppo porterà le proprie canzoni a teatro, sotto una nuova veste, una nuova visione. Un viaggio sonoro unico che porterà ad emozioni che rimarranno impresse, ne siamo sicuri. Canzoni di una vita che sembreranno mai udite.

    «Non vedevamo l’ora di farvelo sapere. Un sogno che si realizza, grazie anche al vostro supporto nel corso di tutti questi anni. Siamo pronti a farvi scoprire nuove sfumature della nostra musica e del nostro immaginario, con la voglia di ampliare l’universo creativo Folkstone e vivere nuove esperienze da cui trarre ispirazione insieme. Vi aspettiamo! 30 e 31 ottobre, Teatro dei Filodrammatici, Treviglio (BG)», commentano i Folkstone.

     

    FOLKSTONE AL TEATRO FILODRAMMATICI DI TREVIGLIO (BG)

    30 ottobre 2026 ore 21.00 – SOLD OUT

    31 ottobre 2026 ore 21.00 – SOLD OUT

     

    FOLKSTONE | BIOGRAFIA

    I Folkstone sono una rock metal band che si forma nel 2004 da un’idea di Lorenzo “Lore” Marchesi, frontman della band. All’attivo oggi hanno 7 album studio e 2 DVD live. Ciò che rende unica questa band è la miscela esplosiva tra strumenti antichi quali cornamuse, arpa, flauti, bouzuki, ghironda e la granitica base rock/metal di basso, chitarra e batteria. Il cantato è interamente in italiano ed i loro testi sono ricercati e coinvolgenti tra il narrativo, l’interiorità ed il sociale. La loro naturale dimensione è sin dall’inizio il puro live, dove riescono ad esprimere tramite un’attitudine punk tutta la loro potenza ed espressività maturata attraverso centinaia e centinaia di live in Italia ed Europa. Dopo una separazione durata qualche anno nel 2023 annunciano la Reunion con un’esibizione al Live Club di Trezzo sull’Adda come Headliner del MetalItalia Festival. Data l’incredibile e calorosa risposta dei fan la band decide di proseguire con concerti, singoli e video che confermano la solidità del sound dei Folkstone ed il suo spazio all’interno del panorama rock italiano. Arrivano così a pubblicare un nuovo lavoro, un doppio album dal titolo “Natura Morta” presentato a marzo 2025 in 3 date sold out al Legend Club di Milano. Seguono un potente tour estivo ed uno invernale al ritmo delle nuove canzoni che dal vivo rapiscono come gli storici brani.

    Ad ottobre 2025 ricevono il Premio alla Carriera da parte del Mei consegnato al Meeting delle Etichette Indipendenti a Faenza.

    Nell’inverno sempre del 2025 decidono di rimasterizzare l’album “Il Confine” del 2012 in quanto esaurito da tempo e di farne un doppio vinile mai pubblicato in edizione limitata, numerata ed autografata.

    Ad oggi sono in pieno Tour Estivo con date in tutta Italia.

     

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  • ILENIA MARZANO.. nuovo disco..leggi l’intervista

    ILENIA MARZANO.. nuovo disco..leggi l’intervista

    ILENIA MARZANO

    dà voce alla libertà di essere sé stessa …nel nuovo album>>>

    I Am Done Conforming

    Registrato e Mixato Presso CREATIVA MUSIC

    Mastering – Razik Mastering

    Distribuzione: Distrokid

    L’INTERVISTA

    INTERVISTA invoga


    1. Ilenia, I Am Done Conforming esce il 22 giugno 2026. Come si sente un’artista alla vigilia di un debutto atteso così a lungo?

    In realtà c’è stato un piccolo cambio di programma e l’album è uscito il 21 giugno! A parte questo dettaglio, mi sento davvero molto emozionata, ed è del tutto naturale che sia così dopo averci lavorato così a lungo. C’è quella scarica di adrenalina mista a felicità nel vedere questo progetto finalmente alla luce e a disposizione di chi vorrà ascoltarlo.

    2. Sei nata nel 1992. La tua generazione ha vissuto trasformazioni enormi — internet, social, pandemia. Queste trasformazioni sono entrate in questo disco?

    Non più di tanto. Il mio percorso artistico ed individuale nel frattempo ha seguito una sua direzione. Chiaramente questi grandi cambiamenti storici e sociali mi hanno colpito frontalmente come chiunque altro, ma a livello creativo ho preferito tenermi lateralmente, concentrandomi su me. Per necessità ho tenuto a mente i miei obiettivi e li ho perseguiti nonostante la scenografia mondiale.

    3. La title track dice: ‘Don’t be a copy, be an original.’ Come si diventa originali, concretamente?

    In realtà lo siamo già. C’è un famoso studio scientifico, condotto da George Land, che ha testato la creatività e il pensiero divergente su un gruppo di bambini. A 5 anni, ben il 98% di loro è risultato avere un potenziale da genio. Gli stessi bambini sono stati ricontrollati a 10 e a 15 anni, dopo essere entrati nel sistema scolastico tradizionale: le percentuali di quel “genio creativo” sono crollate prima al 30% e poi al 12%. Tra gli adulti, solo il 2% mantiene quella scintilla.

    Questo significa che non dobbiamo diventare originali: nasciamo già originali. Il vero lavoro, semmai, è fare il percorso inverso. Dobbiamo disimparare tutti i condizionamenti che ci sono stati imposti nel tempo per ritrovare l’unicità e la purezza che avevamo all’inizio. Il disco parla proprio di questo.

    4. Hai insegnato canto a molte persone. C’è una qualità che noti subito nelle voci che ‘ce la faranno’?

    Tutti ce la fanno. Non misuro il successo dei miei allievi basandomi sulle dinamiche discografiche odierne o sulle visualizzazioni. Per me il vero successo sta nella capacità di fare passi avanti e raggiungere i propri personali traguardi nel percorso contestuale alla propria idea di realizzazione o successo. Ad esempio molte persone iniziano a studiare canto perché hanno difficoltà ad esprimersi. Hanno parole bloccate in gola, proprio lì. Il mio compito è aiutarli a tirarle fuori, ma il grande passo nel riuscirci lo fanno sempre loro..

    5. I Am Done Conforming parla di metamorfosi. Qual è la cosa di te che è cambiata di più negli ultimi anni?

    Direi tutto. Sono cambiata profondamente: ho imparato a essere paziente, una qualità che prima non mi apparteneva affatto, e ho fatto molta pulizia nella mia gestione dell’energia, allontanando ciò che non mi faceva bene.

    Oggi mi sento finalmente adulta, ma il percorso non è stato lineare. Durante gli anni del liceo ho passato momenti di forte crisi, mi sentivo un po’ la pecora nera della situazione e facevo fatica a trovare il mio posto. La metamorfosi vera è stata proprio questa: superare quel senso di inadeguatezza. Ora non mi sento più così, ho fatto pace con me.

    6. Come descrivi il tuo rapporto con il pubblico — non quello dei concerti, ma quello ideale, quello che immagini mentre scrivi?

    Rispettoso. Una cosa che mi dispiace sono le maldicenze della gente. il mio desiderio più grande è che la musica un giorno unisca le persone, e spero davvero che questo venga capito. Quando scrivo, io immagino un pubblico con cui creare una connessione vera, oltre lo schermo.

    .. I social sono diventati una piazza pubblica, qualcosa che mi preoccupa molto e ci allontana dal contatto con il reale dietro degli avatar..

    7. Ci sono canzoni di altri artisti che ti hanno salvata in momenti difficili?

    L’equilibrio è un miracolo, di Patrizia Laquidara. Un brano di squisita dolcezza e tenerezza.

    8. Babylon chiede di riportare l’amore. Pensi che la musica possa ancora essere un atto politico?

    Parlare di musica e politica significa fare confusione tra due cose molto diverse. Se guardiamo alle società arcaiche, la musica nasceva per guarire, non per fare streaming o visualizzazioni. La sua funzione originaria è quella di essere un dono perfetto per ispirare le persone ed educarle all’amore e alla bellezza. Non passa attraverso la logica o la razionalità, non nasce per essere capita: si riceve e basta, e va alimentata dentro come un fuoco perché tocca corde profondissime.

    È un po’ come la filosofia, che oggi molti considerano inutile o astratta solo perché non la capiscono. Niente di più falso: arte e filosofia insegnano a pensare e a ragionare. In una società che sa fare questo, la politica serve davvero? No. Al contrario, è una società politica ad aver disperatamente bisogno degli artisti. La politica senza ispirazione, senza ideali e senza bellezza fallisce sempre, trasformandosi in pura ideologia e fazioni per mercanteggiare consensi durante le elezioni.

    In breve: la politica dovrebbe occuparsi di cose pratiche e concrete, anche se oggi viene usato più che altro il motto “divide et impera” per governare, che sembra funzionare di più rispetto al fare le cose per bene. Gli artisti non c’entrano nulla con queste logiche. Quando parlo di amore in Babylon non c’è nessun intento politico o morale, ma solo umano e universale. La musica si muove davvero su un piano che va oltre tutto questo.

    9. Come stai?

    Benissimo, grazie! E’ stata una piacevole chiacchierata.

    10. Cosa vuoi che resti di te quando non ci sei?

    Io ci sarò sempre, anche quando non ci sarò più. Rimarrò in una voce, un’idea, dentro un qualsiasi pomeriggio d’estate.

    Ilenia Marzano – Biografia

    Ilenia, nata a Roma nel 1992, ha scoperto la sua passione per il canto all’età di 10 anni. Sin da giovane ha partecipato a vari contest, concorsi e stage, facendo la sua prima esperienza nel mondo della musica durante lo Stage internazionale di musica di Gallodoro-Taormina, dove si è esibita con il Cet di Mogol a soli 12 anni. Questo ha rappresentato il primo input fondamentale della sua carriera.

    Nel 2006, ha vinto una borsa di studio presso la scuola di musica “Discanto” di Bracciano, dove ha iniziato a studiare seriamente il canto, una forma d’arte che avrebbe continuato ad amare per tutta la vita. Ha proseguito la sua formazione frequentando il corso personalizzato di canto pop al Saint Louis College of Music di Roma con Maria Grazia Fontana durante l’anno accademico 2008-2009. Parallelamente, ha studiato anche canto lirico, dimostrando la sua versatilità e il suo impegno nel mondo della musica.

    Nel corso degli anni, Ilenia ha raggiunto numerosi traguardi significativi. Nel 2011-2012, si è classificata al primo posto al concorso canoro “La principessa dei Laghi Italy”. Nel 2013, è stata selezionata per partecipare a un corso teatrale organizzato dalla Regione Lazio chiamato “Recitare per crescere”, durante il quale ha studiato teatro con l’attore Massimo Venturiello, dizione e interpretazione vocale con la cantante Tiziana Tosca Donati (in arte Tosca), lavorando intensamente per due mesi nella messa in scena teatrale di “Opera da tre soldi” di Bertolt Brecht.

    Parallelamente ai suoi studi di canto, Ilenia ha anche iniziato a studiare pianoforte d’accompagnamento al Saint Louis College of Music di Roma, ottenendo la laurea in Canto Pop nel 2021. Durante questi anni, ha approfondito la sua formazione con corsi di armonia, ear training, arrangiamento, songwriting e improvvisazione jazz, tenuti da musicisti e maestri di fama internazionale.

    A partire dal 2016, Ilenia è entrata a far parte della Soul Train Orchestra del noto tastierista di Noemi, Michele Papadia, con cui ha condiviso il palco al teatro Eliseo insieme a Fabrizio Bosso e Serena Brancale nel giugno 2018. Si è esibita in vari locali di Roma, come il Piper e il Cotton Club, e in prestigiosi hotel come il resort Borgo di Fiuzzi e il Grand Meliá Hotel.

    La sua carriera artistica ha anche visto collaborazioni televisive. Ha partecipato al Festival della Musica Italiana in TV con il gruppo Abba Celebration, oltre ad aprire il concerto di Antonella Ruggero nel Lazio ad Alatri nel 2019. Durante l’estate del 2022, ha intrapreso un tour esclusivo lungo la Costa D’Amalfi, con concerti proposti e finanziati dai comuni di Positano, Ravello, Minori, Praiano e Benevento Città Spettacolo.

    Oltre alla sua attività di esibizione, Ilenia ha lavorato come turnista per registrazioni di spot pubblicitari per diverse aziende, tra cui Mediaset, Accademia Artisti, Enrico Coveri – Striscia la Notizia, Amazon Prime e altre.

    Come insegnante di canto moderno, Ilenia ha condiviso la sua passione e la sua esperienza presso diverse scuole di musica, tra cui la CDM Casa della Musica, 432 Hz di Trevinano Romano e Key Music, a partire dal gennaio 2017.

    Ha anche svolto attività come corista, unendosi al coro Sat & B di Maria Grazia Fontana, insieme a Giorgia, nelle prime due tappe del tour “Dietro le Apparenze” nel 2012, che si sono tenute a Roma e Milano. Ha anche partecipato a rappresentazioni teatrali come “Strimpelli e Vinile” al Teatro Italia di Roma, recitando e cantando nel coro insieme ai protagonisti Attilio Fontana ed Emiliano Reggente.

    Ilenia è apparsa su Rai Gulp e Radio Popolare come corista mentre accompagnava la cantante Ilaria Porceddu nella canzone sarda “No potho reposare” durante la presentazione del suo album presso la Feltrinelli di Roma il 28 marzo 2017. La sua voce corale è stata anche presente in due brani eseguiti all’Auditorium Parco della Musica il 21 settembre 2013.

    Al momento, Ilenia sta componendo nuova musica e crea nuove canzoni e musiche strumentali per RTI Music, dimostrando la sua versatilità e creatività come artista.

    La dedizione, la passione ed il talento hanno portato Ilenia ad avere un impatto significativo sia come esecutrice che come insegnante, e la sua carriera continua a evolversi, lasciando spazio a nuove avventure e successi futuri.

    CREDITI

    Artista: Ilenia Marzano

    Arrangiamento – Synth – Tastiere – Chitarra Elettrica: Fabio Codega

    Chitarra Acustica ed Elettrica – Basso: Simone Zecca

    Archi e Violino: Peter Voronov

    Chitarra elettrica solista: Joao Corceiro

  • “She” è il nuovo singolo di Tony Fortunato & Angarita

    Da venerdì 24 luglio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “SHE”, il nuovo singolo di TONY FORTUNATO & ANGARITA per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “She” è un brano pop dalle influenze funk ad alto impatto, costruito attorno ad una linea di basso travolgente che definisce l’architettura e il carattere dell’intero pezzo. Il groove si sviluppa attraverso un intreccio di chitarre ritmiche in palm muting e fraseggi funk che arricchiscono l’arrangiamento, supportati da un pumping incisivo di kick e drums. I synth stratificati aggiungono profondità, creando un’atmosfera coinvolgente da dancefloor, mentre l’inserimento di arpeggi di chitarra acustica conferisce al brano una sfumatura pop-melodica dai richiami leggermente folk. Questo elemento organico crea un affascinante contrasto con la produzione moderna e bass-heavy. L’unione tra la ricchezza strumentale e l’attitudine “baddie” del testo di Angarita genera un’atmosfera magnetica, culminando in un ritornello dall’hook immediato.

    Spiega l’artista a proposito del brano: «La genesi di “She” è legata a una linea di basso ben precisa che mi suonava in testa da parecchio tempo; era diventata un chiodo fisso, e ho voluto assolutamente registrarla e gettare le basi dell’intero pezzo. Da quel nucleo ritmico ho iniziato a stratificare il sound: ho inserito chitarre in palm muting per definire bene il groove e chitarre funky per dare dinamica e vivacità alla traccia. Volevo che il brano avesse un grande spessore sonoro, così l’ho arricchito con synth avvolgenti e una batteria molto incisiva. Al tempo stesso, cercavo un elemento che lo rendesse più aperto e melodico: l’inserimento degli arpeggi di chitarra acustica ha dato al pezzo una sfumatura pop e quasi folk, creando un contrasto perfetto tra l’anima acustica e la produzione elettronica. Per tradurre questa visione in un sound di caratura internazionale, ho affidato il mix e il mastering a Romuald Klemm, ingegnere che vanta collaborazioni con major del calibro di Universal e Warner. Angarita ha catturato subito questa doppia anima, scrivendo un testo dalla forte attitudine “baddie” e dando vita a una linea vocale magnetica. All’interno del mio EP “Blueprint”, “She” rappresenta l’equilibrio ideale tra la cura artigianale degli strumenti e l’energia pura dell’Urban Pop».

    TONY FORTUNATO | BIOGRAFIA

    Tony Fortunato è un polistrumentista e produttore autodidatta. Il suo percorso inizia con uno studio rigoroso della chitarra, consolidato nel tempo attraverso masterclass con turnisti di rilievo come Giorgio Secco e Luca Colombo. Questa base tecnica, maturata con disciplina e ricerca personale, è stata il punto di partenza per lo sviluppo di un profilo artistico poliedrico.

    Dal 2020 intraprende una sfida totale, investendo ogni risorsa nello studio della produzione e nell’apprendimento di basso, tastiere, percussioni e tecniche di mixing. Questa evoluzione gli permette di curare il sound design e la post-produzione vocale per progetti internazionali, inclusa la collaborazione del 2024 con l’attrice statunitense Katie Chonacas (nota per il ruolo di protagonista del video ufficiale di “Who Knew” di P!nk e per i suoi ruoli cinematografici hollywoodiani e in celebri serie TV). Per l’artista, Tony firma la produzione sonora del singolo poetico “Last Train to Paris” e della raccolta multimediale “Reflections of an Actor”, posizionandosi come uno dei pochi produttori italiani con un’esperienza reale e documentata nella sonorizzazione di NFT internazionali e opere audio-visive di nuova generazione nell’ecosistema Web3.

    La sua crescita artistica passa attraverso la sperimentazione visiva e sonora su YouTube e la pubblicazione di lavori come “Night Shift”, fino alla creazione di un network globale. Oggi coordina collaborazioni internazionali di prestigio, come quelle nell’album “Leave the World Behind”, che vanta i contributi di Jaidy Zavala, Vimoksha (Emina Bajtarević; Golden Buzzer a Croatia’s Got Talent, 2023), Angarita (artista colombiana dal forte potenziale internazionale) e Abigail Bignell.

    Il 2026 segna l’uscita del nuovo EP di 6 tracce, Blueprint: una sintesi tra anima Urban-Pop, inediti di ricerca e cover reinterpretate con un sound cross-culturale. Per questo progetto, l’artista sceglie di elevare ulteriormente lo standard qualitativo affidando il mix e il mastering a un team di eccellenze mondiali, collaborando con sound engineer del calibro di Mariano Beyoglonian (vincitore di due Latin Grammy), Romuald Klemm (Warner e Universal Music), Jimmy Cucchiara e Fabio Maiorano.

    Le sue reference musicali delineano un profilo artistico curioso e stratificato, che spazia dal rock e pop internazionale di band come Avenged Sevenfold, Dire Straits, Led Zeppelin e Fleetwood Mac fino alle ritmiche funk di Nile Rodgers. Fondamentale è l’influenza di Armik per la fusione di gipsy jazz e flamenco, a cui si uniscono il pop colto degli ABBA, dei Supertramp, degli Steely Dan, Daft Punk, Anderson .Paak e le tendenze globali del J-Pop/Rock contemporaneo (Zutomayo, Yoasobi) e del jazz (Chet Baker, Miles Davis). Nella sua discografia spiccano brani come “Desde cero” (Semifinalista all’International Songwriting Competition), “En su lugar”, “Departed”, “Same sun” e “Fly me to the moon”.

    L’artista opera come supervisore artistico del progetto coordinando in totale indipendenza creativa un network globale di professionisti e curando personalmente l’estetica visuale. Il suo target di riferimento è un pubblico curioso e cosmopolita compreso nella fascia 18-40 anni. Attraverso la sua musica punta a raccontare l’emozione pura catturata nell’istante creativo, con l’obiettivo di affermarsi nel panorama Urban Pop internazionale nel biennio 2026-2027.

    “She” è il nuovo singolo di Tony Fortunato & Angarita disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 24 luglio. 

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