Blog

  • Uscito “In Absentia e altri racconti di Voce Narrante” di Matteo Nerbi, un’opera in cui memoria, amore, nostalgia e perdita vengono esplorati attraverso la ricerca di ciò che Voce Narrante definisce, semplicemente, “l’anima”

    Matteo Nerbi, dopo il successo riscosso con “Utrum” (GFE, 2024), raccolta premiata in oltre venti concorsi letterari, tra cui il primo premio a “La via dei libri” nella cornice del Premio Bancarella, è tornato in libreria con il seguito ideale “In Absentia e altri racconti di Voce Narrante”.

    Cosa resta, quando qualcosa non c’è più?

    Non il vuoto, ma una presenza diversa: più sottile, più difficile da nominare. Una traccia che si annida nei gesti, negli oggetti, nei suoni. Qualcosa che continua a parlare, anche quando non c’è più nessuno a rispondere.

    I racconti di In absentia si muovono dentro questo spazio sospeso, tra memoria e presente, tra voce e silenzio, tra ciò che è stato e ciò che ancora resiste.

    Un incontro che non si è mai davvero interrotto.

    Una perdita che cambia forma.

    Un dialogo impossibile che trova voce altrove.

    Tra voci e silenzio, un carillon accende un legame inatteso.

    Ad accompagnare il lettore è Voce Narrante che osserva, interroga, talvolta si espone. Non solo testimone, ma coscienza che attraversa le storie, cercando un senso dove il senso sembra smarrito, con la consapevolezza che queste pagine non offrono risposte, ma aprono varchi.

    Come in un concept album musicale, tra una Intro e una Outro, ogni racconto risuona nell’altro, affidando alla metafora musicale il compito di dire ciò che il linguaggio, da solo, non riesce a trattenere.

    Perché ciò che è perduto non scompare davvero: muta, si trasfigura, e continua a esistere altrove.

    «Forse, domandandoci cosa sia davvero l’assenza di ciò che abbiamo perduto, potremo scorgerla nel riflesso di luoghi e cose che continuano a vibrare dentro di noi e che ancora abitiamo, nel silenzio delle nostre emozioni» – ha spiegato, infatti, l’autore.

    Fin dalle prime pagine, Voce Narrante invita a non limitarsi alla sola lettura: la musica, più volte invocata nel testo come colonna sonora di situazioni emotive, diventa parte integrante dell’esperienza narrata, come una vera e propria “metafora musicale”, attraverso cui i ricordi e gli stati d’animo possono essere percepiti in modo polisensoriale e profondo.

    Nel racconto In absentia”, che dà il titolo alla raccolta, la vita di Guido è scandita dall’incontro domenicale con Fosca, l’amore della propria vita, che tuttavia si disvela inaspettatamente come un amor perduto con la vita stessa, dal che il racconto trascende in un dialogo con l’assenza e in una struggente riflessione sull’amore oltre la morte; tuttavia, In absentia sottintende nel finale una doppia disvelazione che ribalterà ogni certezza, mettendo a dura prova sia Guido che il lettore, nell’arrendersi al fatto che c’è qualcosa di ancora più difficile da accettare “dell’amore oltre la morte”.

    Con Guida all’ascolto del mare in burrasca” la narrazione si apre a una dimensione più intimista: come due vecchi amici, Voce Narrante e Glauco si ritrovano sul litorale marittimo un giorno d’inverno, sconvolto dalla tempesta, un luogo freddo e inospitale che tuttavia attrae solitari esseri umani in cerca di risposte, alla portata soltanto di chi accetta di ascoltare le onde e di bagnarsi i piedi in quel mare. Lì, una poesia d’amore, donata con la timidezza dell’anonimato in un plico bagnato dalla pioggia, emerge come frammento di confessioni, affidate a un foglio tanto fragile, ma capace di sconvolgere lo “spazio tempo emotivo” dei personaggi.

    Ne I mille orologi di Valeri” il tempo diventa presenza concreta, simbolicamente rappresentata da antichi orologi a muro, collezionati con cura, oppure da un anacronistico orologio da tasca, custodito come un ricordo paterno, accompagnando personaggi sospesi tra nostalgia e bisogno di comprensione di sé; in quell’atmosfera, tra due mondi in apparenza irrimediabilmente chiusi all’esterno, come quello di Valeri, bambino autistico, e quello di un’anziana donna affetta da Alzheimer, lo scoccare della musica di un antico carillon darà vita a un “miracolo verosimile”, consumato nella decadente bottega di un vecchio orologiaio.

    Infine, Né fretta, né moka, solo freddo di primavera” conduce il lettore nella dimensione quotidiana e disillusa di Miche che, privato dal destino della sua amata Mina, si trascina in una fredda primavera, sopravvivendo in un’atmosfera carica di silenzi e sottintesi emotivi; tuttavia, un dialogo tra amici appassionati di cinema lo accompagnerà al sonno della notte, con un inconsapevole carico di speranza e quello che avrebbe potuto essere soltanto un sogno turbato si trasformerà in un ponte tra due mondi non comunicanti.

    In tutta l’opera, narrativa, musica e poesia convivono continuamente: versi declamati dai personaggi, richiami musicali (a opere antiche o contemporanee, così come a opere universalmente note oppure solo per appassionati di genere) e immagini liriche ampliano il racconto, trasformando la lettura in un’esperienza immersiva, con linguaggio polisemico; non è un caso che mediante il Qrcode stampato alle prime pagine, Voce Narrante rimandi il lettore a un proprio canale YouTube dove poter ascoltare, non soltanto la selezione ecclettica dei brani musicali invocati nel testo come “metafore musicali”, ma anche la lettura delle sue poesie, da sé medesimo musicate con pianistica passione, in una sorta di reading che è appendice dell’opera stessa, eventualmente replicabile “live” in occasione della presentazione dell’opera, così che l’evento possa trascendere in una dimensione musico-letteraria.

    DATI TECNICI

    Titolo: In absentia e altri racconti di Voce Narrante

    Autore: Matteo Nerbi

    Editore: GFE

    Data di uscita: 13 aprile 2026

    ISBN-13: 979-1281164772

    Costo euro: 15,00

    Lunghezza stampa: 154 pagine

    L’AUTORE

    Matteo Nerbi (Carrara, 1976) è avvocato civilista, laureato in Giurisprudenza all’Università di Pisa e abilitato alla professione forense. Da sempre appassionato di musica e letteratura, affianca all’attività professionale una intensa produzione narrativa e poetica. 

    Ha esordito nel 2024 con la raccolta di racconti “Utrum e altri racconti di Voce Narrante” (Edizioni GFE), seguita nel 2026 da “In absentia e altri racconti di Voce Narrante”, confermando una scrittura attenta alle dinamiche interiori e ai temi esistenziali. Parallelamente coltiva la poesia, pubblicando sillogi e componimenti su riviste letterarie specializzate, tra cui Luogos, e in numerose antologie italiane e internazionali. Alcune sue opere poetiche sono state tradotte e pubblicate anche in lingua polacca e inglese. 

    La sua attività letteraria ha ottenuto un significativo riscontro nel panorama dei concorsi nazionali e internazionali. “Utrum e altri racconti di Voce Narrante” ha ricevuto oltre venti riconoscimenti, tra cui il Premio della Presidenza al Cygnus Aureus 2024, il Primo Premio al Premio Internazionale La Via dei Libri – Città di Pontremoli, il Premio Speciale della Giuria al Premio Letterario Città di Latina e numerose menzioni d’onore, segnalazioni di merito e finali prestigiose. 

    Anche le opere confluite in “In absentia e altri racconti di Voce Narrante” hanno ottenuto importanti risultati prima della pubblicazione, tra cui il Primo Premio al Premio Nazionale Alda Merini per il racconto Oltre l’ultima sigaretta di Zeno (spin off di In absentia) e il Secondo Premio al Premio Jubileum Peregrinantes Spem per l’intera raccolta inedita. 

    Nel campo della poesia si distingue soprattutto con il testo “Nottetempo”, più volte premiato, oltre che con componimenti come Prestes, Prima neve, Fine Marzo e Lassù, la sera, che gli hanno valso premi, menzioni d’onore e riconoscimenti in numerosi concorsi letterari italiani. 

    Dal 2025 è inoltre chiamato a far parte delle giurie di diversi premi letterari, a testimonianza del riconoscimento acquisito nel panorama culturale contemporaneo.


  • “Chiamami” è il nuovo singolo di Halley

    Da venerdì 3 luglio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “CHIAMAMI”, il nuovo singolo di HALLEY per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

     

    “Chiamami” è un brano dal ritornello molto pop che racconta una storia attraversata da un sottile velo di malinconia. Non si tratta di una canzone triste: nel testo vengono ricordati molti momenti felici, che però appartengono ormai al passato. Una delle frasi più rappresentative è «Ma chi ci crede? Solo nei sogni», perché esprime il sentimento dell’artista, che non si sente mai pienamente soddisfatto dell’amore che riceve. Il brano non affronta un disagio specifico, ma si sviluppa come un racconto intriso di nostalgia e riflessione. Al centro della canzone non ci sono tanto l’amore o un’altra persona, quanto le emozioni e il vissuto interiore dell’artista.

     

    Spiega l’artista a proposito della canzone: «“Chiamami” è un brano nato in modo abbastanza casuale, come il precedente “Niente”. All’inizio era uno dei tanti testi che avevo lasciato lì a marcire, ma poi mesi dopo una sera casualmente l’ho ritrovato, e ho cercato di dargli una seconda vita perché mi piaceva molto la prima strofa. Quindi, insieme al mio produttore, ci siamo inventati un nuovo beat e l’abbiamo stravolta. Una volta sentito il risultato finale l’ho subito classificata come hit. La parte più divertente da registrare è stata sicuramente il ritornello, infatti credo sia la parte migliore della canzone».

     

    Il videoclip di “Chiamami” racconta una relazione sospesa tra vicinanza e distanza emotiva. La storia si apre all’interno di una villa, dove Halley e la protagonista femminile sono soli, seduti su un divano. Nonostante la vicinanza fisica, emerge una distanza emotiva evidente: lui evita il suo sguardo, quasi per imbarazzo. Successivamente l’azione si sposta a bordo piscina, nel mezzo di un festino caotico ripreso in slow motion, mentre la ragazza appare immobile e distante da tutto ciò che la circonda, quasi intrappolata nei propri pensieri. Il racconto si conclude sulla spiaggia durante la blue hour, con i due protagonisti che camminano lungo il bagnasciuga senza mai riuscire a incontrarsi davvero. Un finale evocativo che amplifica la malinconia del brano e il senso di un legame destinato a sopravvivere soltanto nei ricordi.


     

    HALLEY | BIOGRAFIA

    Alessandro Piazza, in arte Halley, nasce a Roma nel 2008, sin da piccolo si contraddistingue per una passione smisurata per la musica, infatti compone le sue prime opere amatoriali già da bambino. La sua svolta arriva all’età di 11 anni, quando per la prima volta incide un brano in sala di registrazione, conoscendo Lorenzo Celata, che da lì in poi diventerà il suo producer.

    Come raccontato spesso dall’artista la sua passione per la musica è in primis una vocazione personale (da sempre definita “parte di lui”), ma ciò che lo spinge davvero è l’obbiettivo di poter arrivare ad altra gente che si sente come lui, e far provare loro ciò che lui non ha mai provato, ovvero sentirsi capiti. “Halley” definisce i suoi testi come sfogo e consolazione, ha sempre voluto metterci tutte le sue emozioni.

    Sin dalla tenera età il suo sogno era di fare il cantante, di permettere ad altre persone di avere un supporto emotivo e di sentirsi meglio ascoltando la sua musica.

    Ad oggi, Alessandro, è nel roaster di Red&Blue di Marco Stanzani, e collabora con professionisti di livello come Massimo Calabrese, Marco Lecci e Valerio Calisse.

    Dopo “Blackout” e “Niente”, “Chiamami” è il nuovo singolo di Halley disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 3 luglio.

    Instagram | Spotify | YouTube

  • In libreria il nuovo saggio di Nello Di Micco “L’arte di stare soli. La solitudine come spazio creativo e come disagio del nostro tempo”, per uno sguardo equilibrato su una realtà spesso fraintesa o semplificata

    Curatore di diverse rubriche di psicologia su magazine nazionali, ospite ed opinionista fisso come esperto su temi di psicologia in diverse trasmissioni radiotelevisive e relatore a eventi tematici, culturali e sociali, lo psicoterapeuta Nello Di Micco torna in libreria con un nuovo saggio dal titolo “L’arte di stare soli. La solitudine come spazio creativo e come disagio del nostro tempo” (Editore Brè, Collana Bresag. Saggistica Brè).

    Viviamo in un mondo dove tutto è a portata di clic, eppure qualcosa continua a sfuggirci: il senso autentico della connessione. La solitudine non è scomparsa: si è trasformata. Non è più solo assenza, ma può diventare scelta. Spazio. Libertà.

    Questo libro ti accompagna dentro uno dei paradossi più profondi del nostro tempo: sentirsi soli anche quando non lo si è mai stati così poco, almeno in apparenza.

    Con uno sguardo lucido e coinvolgente, ribalta la prospettiva comune e ti invita a riscoprire la solitudine non come vuoto da colmare, ma come occasione preziosa per ritrovare te stesso. Perché è proprio lì, nel silenzio che spesso evitiamo, che nascono le connessioni più vere. Quelle che contano davvero.

    Se vuoi capire come trasformare la solitudine in una forza e costruire relazioni più autentiche, questo è il punto da cui iniziare.

    “Ho scritto quest’opera per riflettere su una condizione che appartiene a ogni essere umano – ha dichiarato il Dott. Di Micco.

    Ho sentito l’esigenza di esplorare questo tema nelle sue diverse sfaccettature, mostrando come possa essere sia un’occasione di crescita interiore e di conoscenza di sé, sia una fonte di disagio e sofferenza nella società contemporanea.

    Da un lato, la solitudine come spazio di introspezione, contemplazione e dialogo con se stessi, capace di favorire la crescita personale e la consapevolezza. Dall’altro, la solitudine come fenomeno sempre più diffuso nella società moderna, caratterizzato da isolamento, incomunicabilità e senso di smarrimento, nonostante le numerose possibilità di connessione offerte dal nostro tempo.

    La stesura è stata, infatti, un percorso di riflessione e approfondimento. Ho cercato di unire osservazioni personali, considerazioni filosofiche e aspetti legati alla realtà sociale odierna. È stato un lavoro che ha richiesto sensibilità e attenzione, perché l’argomento coinvolge esperienze profonde e molto diverse tra loro”.

    Il messaggio di queste pagine è, quindi, che la solitudine non è una realtà univoca: può essere una risorsa preziosa oppure una condizione dolorosa. La differenza sta nel modo in cui viene vissuta e affrontata. Attraverso questa opera il lettore è invitato a riscoprire il valore del tempo trascorso con se stesso, senza però dimenticare l’importanza delle relazioni umane autentiche, fondamentali per il benessere individuale e collettivo.

    Dati tecnici

    Autore: Nello Di Micco

    Editore: Brè

    Collana: Bresag. Saggistica Brè

    Uscita: 10 giugno 2026

    Pagine: 126 p., Brossura

    Prezzo: 13,00 Euro  

    EAN: 9791257760182

    Biografia

    Nello Di Micco, psicoterapeuta, si occupa di violenza di genere. Lavora esclusivamente online con donne che stanno vivendo un momento di difficoltà emotiva o si sentono bloccate in una situazione stagnante, grazie a percorsi di terapia breve online e ipnosi, clinica Ericksoniana. Laureato in Psicologia e in Filosofia, si è formato in Terapia Breve delle esperienze di equilibrio, specializzandosi in personalizzazione della psicoterapia con Mick Cooper. Inoltre ha conseguito il Master di II livello in Ipnosi Clinica e Psicoterapia Ericksoniana presso la Sipe di Roma, sotto la guida diretta del professor Camillo Loriedo. Precedentemente, ha conseguito la specializzazione quadriennale post-laurea in Psicoterapia presso l’ICLeS di Napoli. 

  • Bruno Desando torna in libreria con “Puritia. La città dell’acqua”, il nuovo capitolo della saga fantasy

    Dopo l’esordio con “Puritia. La città dell’aria” nel 2024, il giovane scrittore Bruno Desando è ora di nuovo in libreria con la prima parte di “Puritia. La città dell’acqua” (Ed. Narrazioni Clandestine, Collana Fantasy).

    In questo secondo volume della saga Emma torna nel Mondo degli Elementi, per ottenere delle risposte da parte di suo padre, eppure Alex sembra essere ancora una volta sfuggente. Nel frattempo, la sua vita si complica ulteriormente: il principe Edoardo e i suoi amici continuano a tormentarla, mentre oscuri misteri, legati alla particolare sfera fuoriuscita dal corpo del suo amico David l’anno precedente, la perseguiteranno sin da subito, ponendola di fronte a tante domande e continui pericoli.

    Scrivere per me significa poter trasformare idee, emozioni e immaginazione in qualcosa di concreto – ha spiegato l’autore.

    Mi piace creare storie e personaggi che possano coinvolgere il lettore e farlo entrare, anche solo per qualche ora, in un mondo diverso. La scrittura è anche un modo per esprimermi liberamente e dare voce alla creatività, cercando ogni volta di trasmettere emozioni, curiosità e messaggi significativi”.

    “Abbiamo scelto di pubblicare il secondo volume della saga ‘Puritia’ di Bruno Desando perché abbiamo riconosciuto in quest’opera una combinazione efficace di avventura, crescita personale e immaginazione fantastica, capace di parlare sia ai lettori più giovani sia a un pubblico più ampio appassionato di narrativa fantasy – ha commentato la casa editrice.

    La storia di Emma affronta temi universali e profondamente attuali: la ricerca della propria identità, il rapporto con la famiglia, la gestione delle emozioni e la responsabilità che deriva dalla scoperta delle proprie capacità. Attraverso l’ambientazione originale del Mondo degli Elementi e una trama ricca di misteri, l’autore costruisce un percorso narrativo coinvolgente che accompagna il lettore in una riflessione sul coraggio, sull’amicizia e sulle scelte che definiscono il nostro futuro.

    Abbiamo inoltre apprezzato la continuità e l’evoluzione della saga, che in questo secondo capitolo amplia l’universo narrativo di ‘Puritia’ introducendo nuovi personaggi, conflitti e segreti, mantenendo alta la tensione e il senso di meraviglia che caratterizzano il fantasy contemporaneo.

    Bruno Desando dimostra una passione autentica per la scrittura, coltivata fin dall’infanzia e maturata attraverso un percorso personale e culturale che emerge nella costruzione del racconto. La sua capacità di creare mondi immaginari e di raccontare il percorso di crescita della protagonista rappresenta uno degli elementi che ci hanno convinto a sostenere e valorizzare questo progetto editoriale”.

    Tra simboli enigmatici, una sfera potente e nuovi nemici nell’ombra, Emma dovrà così affrontare segreti sempre più oscuri. Perché questa volta, non è solo il suo destino a essere in gioco, ma quello di un intero mondo.

    DATI TECNICI

    Titolo: Puritia. La città dell’acqua – prima parte

    Autore: Bruno Desando

    Casa Editrice: Narrazioni Clandestine

    Collana: Fantasy

    Uscita: 09/06/2026

    Costo: 20,99 Euro

    Numero Pagine: 224

    Codice ISBN: 9791259872012

     

    BIOGRAFIA

    Bruno Desando (Curinga, 1997) ha conseguito la laurea in Scienze dell’Organizzazione a Milano, città dove ha vissuto e lavorato per circa sei anni, prima di tornare in Calabria. Fin da bambino, si è dilettato a scrivere storie e racconti di ogni genere, cercando sempre di metterci la passione e l’adrenalina che lo spingevano ad inventarle e a metterle nero su bianco. Non a caso ha partecipato ad alcune attività extrascolastiche che lo vedevano impegnato a scrivere diverse poesie per il quotidiano “La Gazzetta del Sud”, grazie alle quali ha avuto l’onore di vincere il primo premio con una sua opera nel 2011. Esordisce con il suo primo romanzo Puritia – La città dell’aria, pubblicato da Rossini Editore, nel 2024.


  • “Vuoti digitali” è il nuovo singolo di Tato

    Dal 3 luglio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Vuoti digitali”, il nuovo singolo di Tato per Maionese Project disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 18 giugno.

    Vuoti digitali” racconta il mondo virtuale in cui siamo immersi, dominato da numeri e finte interazioni che rischiano di falsificare la nostra percezione della realtà. Il brano, inoltre, invita a ignorare le connessioni effimere – le quali spesso amplificano la solitudine di ciascuno – per tornare a valorizzare i veri legami. In conclusione, con il verso “scorro ancora per abitudine”, si evidenzia l’utilizzo ormai automatico e disinteressato dei social, che finiscono per restituire all’utente un’esperienza vuota, priva di veri spunti da cui ripartire.

    Commenta l’artista a proposito del brano: “Vorrei che l’anima si riempisse di contatti umani e non telefonici, di dialoghi intensi e non di sterili messaggi, di relazioni durature e non passeggere.”

    Biografia

    Luigi Spagnuolo, in arte Tato, è un cantautore nato nel 2004 che ha fatto della musica il centro della sua intera vita. Il suo percorso inizia sin da bambino con lo studio del pianoforte e l’esperienza nel coro della sua città natale, Avellino. Un cammino proseguito fino all’adolescenza, che lo ha visto protagonista in diversi spettacoli televisivi ed eventi di rilevanza pubblica.

    Parallelamente allo studio del canto solistico, Tato sviluppa una forte urgenza espressiva che lo porta a scrivere brani focalizzati sia su tematiche personali sia sul forte impatto sociale. Nel 2023 si trasferisce a Roma con l’obiettivo di proseguire gli studi universitari e, al tempo stesso, ampliare la propria formazione artistica e musicale nella Capitale.

    “Vuoti digitali” è il nuovo singolo di Tato disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 18 giugno 2026 e in rotazione radiofonica dal 3 luglio.

    Instagram | TikTok | YouTube | Spotify

  • “We Were Young” è il nuovo singolo degli U-MAN

    Da venerdì 3 luglio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “We Were Young”, il nuovo singolo degli U-MAN per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    Il brano “We Were Young” racconta il passaggio dalla giovinezza all’età adulta attraverso uno sguardo sincero e nostalgico. La canzone riflette su come sogni e ambizioni si trasformino nel tempo, lasciando spazio a ciò che conta davvero: gli affetti, la stabilità, i legami autentici e la libertà di essere sé stessi. Una riflessione sul cambiamento e sul valore del tempo, che celebra la maturità come un percorso di consapevolezza e crescita personale, ricordando che il vero traguardo non è il successo agli occhi degli altri, ma la capacità di diventare pienamente sé stessi.

    Il ritornello, «We Were Young, it’s awfully beautiful», racchiude l’anima della canzone: uno sguardo affettuoso verso il passato che non si traduce in rimpianto, ma in gratitudine. La giovinezza viene ricordata come un tempo prezioso, intenso e formativo, da custodire nella memoria mentre si continua a guardare avanti.

    Spiega il gruppo a proposito del brano: «“We Were Young” è il secondo singolo che abbiamo scelto di pubblicare perché rappresenta la naturale evoluzione della nostra storia e di questo cammino che abbiamo deciso di riprendere. Eravamo giovani e pieni di sogni, siamo diventati grandi e continuiamo a sognare ancora più di prima, nonostante le priorità siano cambiate, o forse proprio perché le priorità sono cambiate: la consapevolezza acquisita negli anni ci porta a vivere tutto con un sorriso spontaneo, a prescindere da dove ci porterà questo sogno».

    Il videoclip di “We Were Young”, ideato e realizzato da Visionary Lab, è ambientato in uno spazio essenziale e senza tempo e alterna la performance della band ad una forte componente simbolica, costruita attraverso immagini di oggetti che si frantumano e si dissolvono in un’esplosione di frammenti. La scelta del bianco e nero rafforza il carattere emotivo della narrazione, creando un’atmosfera sospesa tra memoria e presente. Mentre il gruppo interpreta il brano con energia e intensità, la distruzione degli oggetti diventa la rappresentazione visiva del trascorrere del tempo e della trasformazione delle aspettative, delle illusioni e delle convinzioni che accompagnano la giovinezza. Ogni frammento che si disperde nello spazio richiama ciò che viene lasciato alle spalle per fare spazio ad una nuova prospettiva. Il videoclip non segue una storia lineare, ma costruisce un percorso emotivo. Le immagini suggeriscono che crescere significa accettare il cambiamento e lasciare andare ciò che non ci rappresenta più.

     

    Guarda il videoclip di “We Were Young” su YouTube

    https://www.youtube.com/watch?v=H7cQsMpd6Nw

     

     

    U-MAN | BIOGRAFIA

    Gli U-MAN sono una band composta da Jacopo Di Giuseppe (voce), Luca Fareri (batteria), Sebastian Marino (tastiere), Alessandro Borgo Caratti (chitarra) e Fabio Penna (basso). Cinque amici d’infanzia, legati dalla stessa passione per la musica, quindici anni fa decisero di trasformare i loro sogni in una band pop rock. Tra sale prove improvvisate, notti passate a scrivere testi e melodie, e l’energia di chi crede davvero in qualcosa, nacquero decine di canzoni che raccontavano la loro amicizia, le paure e le speranze di una generazione.

    Poi la vita li portò lontano: lavori, scelte diverse, città diverse. La band si fermò, lasciando quelle canzoni chiuse in vecchi demo e ricordi mai dimenticati. Ognuno prese la propria strada, convinto che quel capitolo fosse ormai finito. Ma il destino aveva altri piani. Circa un anno fa, quasi per caso, i cinque si sono ritrovati. Bastarono poche note, qualche vecchia registrazione e la stessa complicità di sempre per capire che quella storia non era davvero finita. Così hanno deciso di riformare la band originale, riportare in vita quei brani e dare finalmente voce a un progetto rimasto sospeso nel tempo. Oggi, con la maturità di chi ha vissuto esperienze diverse ma con lo stesso fuoco di allora, tornano insieme con un obiettivo chiaro: far uscire la loro musica e tentare, ancora una volta, la scalata al successo.

     

    “We Were Young” è il nuovo singolo degli U-MAN disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 3 luglio.

    Instagram | Facebook | TikTok

  • Uscito “Trenta e ‘na pizza” di Al Gallo: la vendetta degli ultimi contro il Sistema che li ha dimenticati

    Lo scrittore e sceneggiatore napoletano Al Gallo torna in libreria con “Trenta e ‘na pizza – Occhio per occhio, figlio per figlio” pubblicato da Bolis Edizioni nella collana CSI, crime story inside.

    Già noto al grande pubblico per la sua capacità di svelare il volto più spietato di Napoli, Al Gallo ci conduce nel quartiere Moro, dove la legge coincide con la volontà criminale di Giò Laurano, rampollo di un boss ergastolano.

    Tutti soccombono al clan che governa il Rione.

    Michele, un meccanico, per non perdere l’officina paterna chiede aiuto a Giò, iniziando a custodire droga.

    Il clan lo sacrifica per far passare un carico.

    Tradotto a Poggioreale, si impicca.

    Schiantata dal dolore, sua madre Miranda cova vendetta.

    Quando apprende che i Laurano stanno assumendo pensionate per confezionare droga in cambio di 30 euro e ‘na pizza a notte, implora gli aguzzini del figlio. Il vero scopo della madre-coraggio è vendicarsi, studiando da vicino l’obiettivo.

    Ad affiancarla in questa follia, Mario ex brigatista custode di tragiche verità…

    «Trenta e ‘na pizza non è soltanto una vendetta retributiva: è l’immagine speculare di una società che parcheggia gli ultimi, escludendoli poiché ritenuti pesi morti – ha spiegato l’autore.

    In questo nuovo libro, ho voluto raccontare due anziani – Miranda e Mario – che il Sistema, ambiguo termine che designa tanto lo Stato quanto l’anti-Stato, ha relegato ai margini.

    Miranda Giannon è una vedova, sola e ammalata.

    Vive nel rione Moro, ostaggio di un clan e del figlioccio volubile e burbero di un ergastolano.

    Quando suo figlio ha bisogno di lei, non sa ascoltarlo, non sa aiutarlo. E quando è troppo tardi, decide che l’unica soluzione è vendicarsi di chi glielo ha rubato.

    In fondo non ha più molto da perdere.

    Per lei, il camorrista non è solo un bersaglio piuttosto un simbolo, una figura emersa dal crollo delle illusioni in un mondo che ha fatto del denaro – ottenuto a qualsiasi prezzo – il fine ultimo dell’esistenza, smarrito ogni idealismo.

    In una Napoli di periferia, la vicenda di Miranda si intreccia con quella di un altro “sopravvissuto”: Mario Amato, cognato di un tempo lontano, da sempre innamorato perso di lei. 

    Mario oggi è un malato di Parkinson che non può curarsi, temendo che i suoi trascorsi di brigatista vengano scoperti.

    Rifiutati dai vivi e perseguitati dal ricordo dei morti, Miranda e Mario pianificano una vendetta dal sapore epico seppur inutile.

    Cercheranno di realizzare il loro sogno d’amore impossibile, in una città dura, sempre pronta a irridere coloro che ancora credono in qualcosa che non sia il proprio tornaconto».

    «La camorra raccontata da Al Gallo fa paura. È furba, istituzionale. A farne le spese, tutti noi» – ha commentato la casa editrice.

    Un libro, insomma, che va oltre i confini del crime e della denuncia sociale, trasformando il dolore privato in una riflessione universale sulla dignità umana.

    Dati tecnici

    Titolo: Trenta e ‘na pizza – Occhio per occhio, figlio per figlio

    Autore: Al Gallo

    Editore: Bolis Edizioni

    Collana: CSI, crime story inside

    Prezzo: 12,00 Euro

    SKU: 978878276932

    Nr. pagine: 100

    Genere: crime, camorra

     

    Biografia

    Al Gallo vive a Napoli. Ai libri, affianca la stesura di soggetti cinematografici. Ha pubblicato nel 2025 Indian Napoli, Mursia. A gennaio 2026 i racconti L’ultimo m’accompagna, Nulla die.

  • Un podcaster morto sulla riva del fiume Columbia. Cinque ragazzi scomparsi vent’anni prima. In Italia il thriller mozzafiato “Una scia di sangue” dell’autrice bestseller Kendra Elliot

    Con più di 15 milioni di libri venduti e oltre 130 mila copie in Italia grazie alle sue serie thriller, l’autrice bestseller Kendra Elliot torna in Italia dal 25 giugno con “Una scia di sangue”, il quinto adrenalinico capitolo della serie “Columbia River”.

     

    Vent’anni fa, cinque adolescenti scomparvero nella foresta dell’Oregon. Due furono ritrovati legati sulla riva del fiume Columbia, in fin di vita. Solo uno sopravvisse, Devin Bonner, ma senza ricordi.

    A distanza di decenni, un podcaster di true crime viene ucciso nello stesso punto e con lo stesso modus operandi. Il cold case si riaccende per l’agente speciale dell’FBI Mercy Kilpatrick e suo marito, il capo della polizia Truman Daly. Mentre gli incubi di Devin ritornano, il suo amico Ollie Smith – orfano sotto la tutela di Truman – inizia a scavare e finisce risucchiato in un mistero più grande e letale di quanto avesse immaginato.

    Mentre Kilpatrick e Daly seguono una scia di sangue fresco con omicidi sempre più ravvicinati, capiscono che la chiave per risolvere il mistero è nella mente di Devin: riusciranno a sbloccare i suoi traumi sepolti prima che il passato reclami un’altra vittima?

     

    “‘Una scia di sangue’ segna il tanto atteso quinto capitolo della serie thriller poliziesca bestseller ‘Columbia River’, che riunisce alcuni dei personaggi più amati di Kendra Elliot, una delle voci più apprezzate del thriller contemporaneo – ha commentato l’editore Davide Radice.

    Un cold case che torna a sanguinare, un’ambientazione mozzafiato nell’Oregon e una trama densa di colpi di scena che tiene il lettore con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina.

    I lettori della versione originale inglese hanno accolto l’opera con grande entusiasmo, definendolo «avvincente e scorrevole», «ricco di colpi di scena che creano un effetto a catena» e «impossibile da mettere giù». Apprezzano particolarmente lo sviluppo dei personaggi, la tensione costante e le rivelazioni che si susseguono fino a un finale sorprendente, considerandolo una delle migliori aggiunte ai libri con protagonista Mercy Kilpatrick.

    Perfetto per gli amanti di gialli, thriller, mystery e suspense, in particolare per chi cerca casi irrisolti che riemergono dal passato, indagini su scomparse di decenni prima, trame mozzafiato con colpi di scena e rivelazioni imprevedibili, protagonisti complessi e relazioni intense”.

    Con “Una scia di sangue” Kendra Elliot conferma quindi ancora una volta la sua capacità di scavare nei traumi più profondi e nei segreti meglio custoditi, in un thriller che mescola abilmente cold case, true crime e tensione emotiva.

    DATI TECNICI

    Titolo: Una scia di sangue

    Autore: Kendra Elliot

    Casa editrice: Indomitus Publishing

    Data di pubblicazione: 25 giugno 2026

    Costo: ebook € 7,99 (in esclusiva su Amazon, incluso in Kindle Unlimited) / paperback € 19,99 in libreria e su tutti gli store online

    Pagine: 402

    Link al sito: https://www.indomitus-publishing.it/product/scia-sangue-kendra-elliot/ e https://www.amazon.it/dp/B0G4RF8CFV

    BIOGRAFIA AUTORE

    Da bambina leggeva, leggeva e leggeva. Laura Ingalls, Nancy Drew e Trixie Belden erano le sue compagne più care e non rimaneva mai senza un libro in mano. Oggi i suoi generi di lettura preferiti sono i gialli e la suspense. Le piacciono Lee Child, Karen Rose, Robert Crais, Lisa Gardner, Michael Connelly e Tami Hoag. Ma anche evadere con un romanzo storico o un avvincente fantasy ambientato in un altro mondo. Gli autori sono sempre grandi lettori.

    Nel 2006 aveva appena terminato per l’ennesima volta uno dei romanzi di Diana Gabaldon e adorava quanto si sentisse soddisfatta e contenta alla fine. Un vero esempio di grande narrazione. Poteva offrire questa esperienza a un lettore? Si è quindi seduta e ha trascorso sei mesi a scrivere un romanzo contemporaneo. Stranamente continuava ad inciampare in cadaveri in ogni capitolo. Ha perciò colto l’allusione e le sue storie si sono evolute in suspense. Non ha mai sentito il bisogno di “raccontare le storie che le affollano la testa” o di “condividere il suo lavoro con il mondo” come alcuni autori. Il suo obiettivo era vedere se poteva intrattenere un lettore.

    Da allora Kendra ha vinto il premio Daphne du Maurier tre volte ed è entrata nella lista dei best seller del Wall Street Journal più di una decina di volte. È stata finalista dell’International Thriller Writers e finalista per il miglior Romantic Suspense della rivista Romantic Times. Ha venduto più di 15 milioni di libri e non cambierebbe questa carriera per niente al mondo. In Italia grazie alle serie “Columbia River”, “Bone secrets” e “Mercy Killpatrick” ha venduto più di 130 mila copie.

    PROFILO CASA EDITRICE

    Indomitus Publishing è una casa editrice alternativa, indipendente e attenta nello scegliere accuratamente storie avvincenti per il mercato editoriale dando fiducia ai bravi Autori italiani e rispettando la natura grazie ad un’attenta pianificazione delle tirature per evitare sprechi.


  • “Dionysus” è il nuovo singolo dei Venus Ship

    Dal 3 luglio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme di streaming e in rotazione radiofonica “Dionysus”, il secondo singolo dei Venus Ship che anticipa l’uscita del prossimo album, pubblicato da Irma Records.

    Dionysus” è uno swing scritto appositamente per il clarinettista e polistrumentista Daniele D’Alessandro. Ispirato agli anni ’30 e alle grandi orchestre del passato, il brano si distingue per il dialogo tra gli strumenti a fiato, dove molteplici linee si intrecciano e si sovrappongono in un fitto gioco di contrappunti. In particolare, il contrappunto tra legni e ottoni si sviluppa come un continuo rincorrersi di voci, generando una trama sonora ricca e dinamica.

    L’immaginario sonoro richiama le grandi orchestre da ballo dell’epoca, come quelle di Duke Ellington, Count Basie e Benny Goodman. A questa tradizione si ricollega anche lo stile percussivo della batteria, ispirato a Gene Krupa, sospeso tra lo swing e le sonorità della musica di New Orleans.

    Il titolo richiama lo spirito dionisiaco descritto dal filosofo Friedrich Nietzsche, che incarna l’ebbrezza, il caos e l’impulso vitale, elementi fondamentali della creatività.

    Commentano gli artisti a proposito del brano: L’idea del brano nacque in modo spontaneo. Ero al bar con il mio amico Daniele, clarinettista eccezionale e compagno di mille avventure musicali. Tra un discorso e l’altro, quasi senza pensarci troppo, gli chiesi: ‘Dan, che ne dici di registrare un brano con Venus Ship? Magari un featuring… se dovessi scrivere qualcosa per te, cosa ti piacerebbe suonare?’. La sua risposta arrivò immediata, semplice e diretta: ‘uno swing anni ’30’. Da lì, nel giro di pochi giorni, l’idea prese forma sullo spartito, trasformandosi in Dyonisus: un brano che, fin dal titolo, cercava di restituire quell’energia, quell’istinto e quell’immaginario che da sempre associo a lui.”

    Lo sguardo della cinepresa è silenzioso e diretto, capace di catturare la reale essenza della registrazione in studio: tutti i musicisti si trovano nella stessa stanza, impegnati a suonare contemporaneamente, proprio come in un concerto live. Le riprese, realizzate da diverse angolazioni, valorizzano la concentrazione e la professionalità dei singoli elementi, offrendo uno sguardo autentico sulla straordinaria sinergia della band.

    Il video è stato realizzato alternando diverse camere fisse a riprese in movimento. Queste ultime sono state guidate in prima persona dal fonico Leonardo Carletti che, in una performance fluida e dinamica, ha spaziato continuamente dalla regia del mixer alla cinepresa. Il risultato è un viaggio visivo e sonoro senza filtri.

    Guarda il video su YouTube: https://youtu.be/zsBQQOM_T2s

    LINE-UP:

    Ugo Moroni – Band leader (chitarra, arrangiamenti, composizioni originali)

    Andrea Salvato – Flauto e social media manager

    Marco Vecchio – Sassofono contralto

    Federico Privitera – Tromba

    Giuseppe Lastella – Trombone

    Michele Murgioni – Tuba e presentatore della band

    Daniele Marrone – Basso elettrico

    Michael Harding – Percussioni

    Mattia Bassetti – Batteria

    Biografia

    Venus Ship è un collettivo di nove musicisti nato dalla scena underground bolognese e attivo da diversi anni. La band si caratterizza per un sound orchestrale che fonde funk, soul, jazz, blues, rock, hip hop e musica cinematografica, creando un ponte tra gli anni ’60-’70 e la contemporaneità.

    Il collettivo propone inoltre una narrativa militante, dedicando la propria musica alle lotte e ai grandi personaggi che, in epoche lontane, si sono battuti contro ingiustizie ancora oggi dolorosamente attuali. Partendo da queste storie di ribellione, i Venus Ship costruiscono un legame con il presente, mostrando come la musica possa sfidare modelli sociali errati, accendere riflessioni e ispirare il cambiamento. Non a caso, l’album “Underground Foxes” (Irma Records, 2025) è stato definito un manifesto musicale contro le disuguaglianze sociali, capace di fondere ricerca sonora e impegno civile.

    A maggio 2026 esce il brano “Zweite Heimat”.

    “Dionysus” è il nuovo singolo dei Venus Ship per Irma Records disponibile sulle piattaforme di streaming digitale e in rotazione radiofonica dal 3 luglio 2026.

    Instagram | Spotify 

  • “Twin Peaks” è il nuovo singolo di Ruben Coco

    Dal 3 luglio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Twin Peaks”, il nuovo singolo di Ruben Coco (Maionese Project) disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 18 giugno.

    “Twin Peaks” è un brano che mette al centro la distanza improvvisa tra due persone che, fino a poco prima, condividevano ogni cosa: abitudini, rituali domestici, serie TV e persino le manie più intime. In questo scenario, il riferimento a Twin Peaks diventa il simbolo perfetto di una complicità perduta, un luogo affettivo rimasto ormai senza spettatori. È nel ritornello che la solitudine emerge con tutta la sua forza lirica — “E ora con chi guarderò Twin Peaks? / Chi abbraccerò nel letto la mattina?” — mentre il protagonista si ritrova a riorganizzare i propri spazi e la propria vita senza l’altro, tra i ricordi di piccoli gesti quotidiani come l’ordinare il cibo che l’altro non riusciva a finire.

    Musicalmente e narrativamente, la canzone alterna immagini delicate e taglienti, oscillando costantemente tra il desiderio viscerale di chiedere “Come stai?” e l’impossibilità di farlo davvero (“Poi ti vedo e non so più parlare”). L’ultimo verso — “Come fai a sorridere sempre / anche quando da ridere non c’è niente?” — chiude il cerchio con una domanda sospesa che è, al tempo stesso, una resa e una pura ammissione di vulnerabilità di fronte alla capacità dell’altro di “fare finta di niente”.

    “Twin Peaks” si rivela così una traccia intima e diretta, costruita su micro-dettagli quotidiani che riescono a diventare universali. È il racconto autentico di ciò che resta quando una storia finisce: le vecchie abitudini, i silenzi, un ultimo doloroso “addio” e quelle domande che continuano a tornare.

    Commenta l’artista a proposito del brano: “Scrivere questa canzone è stato un modo per guardare in faccia la mia vulnerabilità. Non volevo raccontare la fine con rabbia, ma con la delicatezza di chi riconosce che certe ferite non urlano il loro dolore ma lo raccontano con estrema consapevolezza”.

    Biografia

    Ruben Coco è un cantautore abruzzese attivo da oltre dieci anni. Cresciuto tra la musica italiana ascoltata in famiglia e un forte legame con il pianoforte, sviluppa un linguaggio personale che unisce cantautorato contemporaneo ed estetica elettroacustica.

    Dopo i primi singoli pubblicati a partire dal 2018, dal 2022 collabora stabilmente con i produttori Etrusko (Luigi Tarquini) e Phonez (Federico Fontana), con cui definisce un sound più maturo e riconoscibile. Tra i brani più rappresentativi del suo percorso recente figurano “Perché non ci riesco”, “Anche se non conviene”, “Gloria no”, “Nel frattempo” e “Forse è meglio stare male”, brano che anticipa il suo prossimo progetto discografico.

    A giugno è prevista l’uscita dell’inedito “Twin Peaks”, ulteriore tassello del nuovo album in arrivo a dicembre, un lavoro che approfondisce temi di identità, fragilità e trasformazione emotiva.

    La sua musica parla di scelte, relazioni e quotidianità emotiva, con uno stile diretto e narrativo che si rivolge a un pubblico young adult, tra i 20 e i 40 anni. Il suo obiettivo è consolidare un percorso artistico autentico e continuativo, ampliando la propria presenza nella scena cantautorale italiana.

    “Twin Peaks” è il nuovo singolo di Ruben Coco disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 18 giugno 2026 e in rotazione radiofonica dal 3 luglio.

    Facebook  | Instagram  | TikTok | YouTube