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  • “Caro Vecchio Neon” è il nuovo singolo dei Tidal Waves

    Da venerdì 11 settembre 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Caro Vecchio Neon” (Overdub Recordings) il nuovo singolo dei Tidal Waves.

    Il brano “Caro Vecchio Neon”, primo estratto dall’omonimo album di prossima uscita, prende il nome dal racconto di David Foster Wallace contenuto nella raccolta Oblio. Un intenso monologo interiore che riflette sull’inautenticità percepita e su una consapevolezza che, anziché liberare, finisce per intrappolare.

    Musicalmente, la canzone si sviluppa su un ritmo di batteria ossessivo e sincopato, che sostiene chitarre e synth in una tensione costante, destinata più ad accumularsi che a esplodere. Nel ritornello la voce si domanda: «Come si fa a resistere all’idea di meritare tutto?». La risposta è un invito a rinunciare al sogno di diventare ogni cosa, ad abbandonare la convinzione che «tutto ciò che conta è solo ciò che è mio» e a trovare, finalmente, il coraggio di essere sé stessi. 

    Spiega la band a proposito del nuovo brano: «Questo brano rappresenta bene il punto da cui siamo partiti per costruire il disco. Dentro ci sono molti degli elementi che caratterizzano il nostro modo di scrivere: le doppie voci, le chitarre sature, una struttura ritmica tesa e l’alternanza tra parti più dirette e momenti più sospesi.

    Durante la lavorazione abbiamo riscritto e modificato diversi passaggi, soprattutto in studio, cercando di non rendere il pezzo troppo ordinato o prevedibile. Joey Santoro e Andrea Caccese ci hanno aiutato a mettere a fuoco il suono senza ripulirlo eccessivamente, mantenendo le asperità e le imperfezioni che per noi erano importanti.

    Abbiamo scelto questo brano come primo singolo perché introduce in modo abbastanza chiaro il mondo di “Caro Vecchio Neon”: un disco che parla del peso del passato, della sensazione di essere fuori posto e della difficoltà di distinguere quello che siamo da quello che pensiamo di dover essere». 

    TIDAL WAVES | BIOGRAFIA

    I Tidal Waves sono una band alternative rock di base a Napoli. Il progetto nasce nel 2016 dall’incontro tra Antonio Ricciardi, voce e chitarra, Francesco Izzo, basso e voce, e Andrea Confessore, batteria. Dopo una prima fase di attività dal vivo, nel marzo 2018 pubblicano il videoclip di “All That You Have Tried”, singolo che anticipa il loro primo lavoro in studio, “Avalanches”.

    Nel 2021 Nunzio Garofalo subentra ad Andrea alla batteria, completando la formazione attuale. Il cambio di formazione coincide con un passaggio decisivo per la band: l’inglese lascia spazio all’italiano, che diventa il nuovo centro della scrittura e permette al gruppo di sviluppare un rapporto più diretto e personale con i testi. Da questa fase prende forma un linguaggio sonoro che unisce alternative rock, trame psichedeliche e derive new wave.

    Tra le principali influenze dei Tidal Waves figurano Verdena, Afterhours, Marlene Kuntz, Interpol, DIIV, The National, Nirvana, Alt-J, Elliott Smith, Fontaines D.C. e Wilco. Il loro suono combina chitarre abrasive e sature, strutture ritmiche tese, doppie voci e armonizzazioni, alternando passaggi più compatti e diretti a momenti sospesi e rarefatti. Negli arrangiamenti trovano spazio anche elementi elettronici, ambient e glitch.

    Questa ricerca confluisce in “Caro Vecchio Neon”, il nuovo album della band di prossima uscita pubblicato da Overdub Recordings.

    “Caro Vecchio Neon” è il nuovo singolo dei Tidal Waves pubblicato da Overdub Recordings disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 11 settembre 2026.

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  • “Soundbwoy” è il nuovo singolo di Digaonthemic feat. Elia1991

    Da venerdì 11 settembre 2026 sarà in rotazione radiofonica “SOUNDBWOY”, il nuovo singolo di DIGAONTHEMIC feat. ELIA1991, prodotto da JAMES CELLA ed estratto dal disco “CANTAUTORAP”, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 10 luglio.

    Il brano “Soundbwoy”, estratto dal nuovo disco “Cantautorap”, richiama il suono e la cultura che hanno accompagnato una parte importante del percorso musicale di Digaonthemic: il reggae e la dancehall. È un viaggio che parte dalla Jamaica, attraversa il Salento e arriva fino alla laguna, trasformando distanze geografiche e culturali in un unico spazio sonoro. Il ritmo diventa una forma di evasione, mentre l’estate è il momento in cui quella sensazione di libertà sembra diventare concreta.

    «Cosa fa la musica? Riempie le strade, poi le illumina». È questa una delle chiavi di lettura di “Soundbwoy”: non il semplice racconto di una serata, di un concerto o di un’estate, ma la capacità della musica di cambiare, anche solo per qualche ora, il modo in cui percepiamo ciò che ci circonda. Il testo alterna immagini quotidiane e riferimenti alla cultura dancehall, dai dreadlocks al viaggio ideale «dalla Jamaica al Salento», attraverso un linguaggio diretto ed evocativo.

    La partecipazione di Elia1991, presente con una strofa e nell’outro, aggiunge al pezzo una componente internazionale e completa uno degli episodi di CANTAUTORAP in cui il racconto lascia maggiormente spazio al ritmo e alla libertà. 

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Soundbwoy porta una ventata di aria fresca in Cantautorap, ho voluto coinvolgere Elia per ciò che nel suo piccolo mi ha insegnato, artista umile e di grande talento, ho voluto inserire un genere ed un artista che hanno influenzato il mio percorso artistico, insieme a James, che ha saputo creare un’atmosfera speciale facendo esplodere il concetto del brano.

    Ringrazio di cuore Luca Bortoletti dell’Old School Garage e sua moglie Chiara per averci ospitato sulla loro bellissima barca a vela”.

    Il videoclip ufficiale di “Soundbwoy” porta le influenze musicali che hanno accompagnato il percorso artistico di Digaonthemic in un paesaggio diverso da quello a cui vengono abitualmente associate. Nessuna ricostruzione esotica o tentativo di riprodurre un immaginario lontano: la dancehall arriva nel Nord Adriatico e trova qui una nuova ambientazione, tra una barca a vela, isole deserte, laguna e mare aperto. La musica accompagna il viaggio e lascia spazio alla tecnica e al flow dei due artisti, mentre le immagini seguono la navigazione attraverso scenari suggestivi.

    Il videoclip nasce così dall’incontro tra aria, acqua e musica, trasformando il paesaggio in parte integrante del racconto. Digaonthemic ed Elia1991 attraversano questo spazio lasciandosi guidare dal ritmo, in una dimensione in cui la distanza dalla terraferma coincide anche con un momentaneo distacco dalla quotidianità.

    Guarda il videoclip di “Soundbwoy” su YouTube

    https://www.youtube.com/watch?v=WAQoBPTGf6M 

    Il nuovo album “Cantautorap” è un progetto che fonde rap e cantautorato attraverso una scrittura personale e autentica. Nove tracce che raccontano ricordi, critica sociale, amore, famiglia, viaggio e crescita personale, senza rinunciare alla libertà espressiva dell’artista. L’album si sviluppa come un percorso autobiografico che attraversa esperienze, ricordi e riflessioni. Dall’infanzia evocata in Sagittario alle atmosfere notturne di Baleno, passando dalla riflessione sul mercato musicale e sull’identità artistica di Delinquente, fino al manifesto creativo della title track Cantautorap. Completano il racconto l’intimità di Giovanna, il desiderio di libertà di Unesco, le sonorità reggae e dancehall di Soundbwoy, la dedica ai figli di Boulevard e la chiusura simbolica di Vegeta, metafora di crescita e di continua ricerca di sé.

    Una delle particolarità del progetto è il suo processo creativo: le canzoni sono nate inizialmente senza basi musicali, prendendo forma attraverso voce, metrica e melodie vocali. Solo in un secondo momento le produzioni hanno accompagnato i brani, preservandone l’identità originaria.

    Registrato, mixato e masterizzato da James Cella, autore anche della produzione di sei tracce, l’album si arricchisce del contributo della band Mari Sugli Alberi, produttrice dei restanti tre brani, e dei featuring di Nez ed Elia. L’intero progetto grafico è stato affidato a Jonny Mancin, in arte Jeft, che ne ha curato l’identità visiva. 

    “CANTAUTORAP è il disco che mi rappresenta più di tutti. È nato senza schemi e senza l’idea di inseguire un genere o una tendenza. Le canzoni sono arrivate prima ancora delle produzioni: voce, metrica e melodie sono uscite in modo naturale, come se fossero già dentro di me, solo dopo la musica ha preso forma attorno a loro. In questo album convivono tutte le mie influenze: il rap con cui sono cresciuto e il cantautorato italiano che mi ha insegnato a raccontare storie. Per questo l’ho chiamato CANTAUTORAP: non è un’etichetta, è un modo di vivere la musica. Ogni brano racconta un pezzo della mia vita, dei miei ricordi, delle persone che amo e del mondo che mi circonda. Non volevo fare un disco perfetto, volevo fare un disco vero.  Se chi lo ascolta riuscirà a ritrovare un pezzo della propria storia dentro queste canzoni, allora avrò raggiunto il mio obiettivo”, commenta Digaonthemic.

    Ascolta il disco al seguente link

    https://distrokid.com/hyperfollow/digaonthemic/cantautorap?ref=release 

    DIGAONTHEMIC | BIOGRAFIA

    Digaonthemic è un artista che ha scelto di non stare dentro un genere, ma dentro una storia. Torinese di nascita e veneto d’adozione, sviluppa il proprio percorso tra rap, cantautorato, reggae, indie e contaminazioni urban, costruendo negli anni un linguaggio personale fondato sulla metrica, sulle melodie e su una scrittura fortemente narrativa.

    Lavora al suo percorso musicale dal 2010, ha iniziato con i The Fox, progetto con cui ha pubblicato 4 album e numerosi singoli, proseguendo l’esperienza fino al 2020.

    Da quell’anno ha intrapreso una carriera solista che lo porterà a pubblicare il suo primo album.

    A Luglio 2026 pubblica CANTAUTORAP, il suo nuovo album: nove tracce nate prima delle produzioni musicali, attraverso parole, metriche e melodie, e trasformate in un viaggio che attraversa memoria, amore, famiglia, identità, critica sociale e libertà.

    Tra gli artisti che hanno maggiormente influenzato il suo modo di scrivere e a concepire la musica ci sono Neffa, Fibra, Marracash, Salmo,Tormento e Coez per quanto riguarda il rap italiano, Alborosie e Sud Sound System e per il mondo della Reggae music.

    La sua cifra distintiva è una scrittura cinematografica, capace di trasformare esperienze personali e frammenti di vita quotidiana in immagini nelle quali l’ascoltatore può riconoscersi.

    Digaonthemic è un artista autodidatta, come ama scherzare “L’unico strumento che so suonare è il citofono”.

    Per rappresentare il percorso complessivo di Digaonthemic, alcuni brani fondamentali sono Darling, Rafiki e Maracuja. Il principale obbiettivo di Digaonthemic è di rimanere nel tempo.

    “Soundbwoy” è il nuovo singolo di Digaonthemic feat. Elia1991, prodotto da James Cella già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 10 luglio e in rotazione radiofonica da venerdì 11 settembre. 

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  • “Microbo” è il nuovo singolo di UBO

    Dall’11 settembre sarà in rotazione radiofonica “Microbo”, il nuovo singolo di UBO estratto dall’album “WHAT IF? (il raschio del fondo celeste)” disponibile sulle piattaforme di streaming dal 6 febbraio.

    Microbo“, seconda ballata dell’album, amplia la confessione di “Rien Club” trasportandola in una dimensione più onirica e surreale. Qui, paure e rimpianti si rifugiano nel sogno, nella pura fantasia di un’adolescenza ancora viva nello spirito dell’autore.

    Entrano così in gioco l’amore e il suo doppio. Tra un fiorire di promesse, giullari, cavalieri e regnanti che offrono servigi irrealizzabili, il sentimento viene ridotto e imprigionato in uno spazio fantastico dove, accanto all’estasi, convivono, senza invito, tormenti ed espiazione.

    In questo teatro spiritico e assurdo, la donna si trova finalmente dinanzi al grottesco tribunale del proprio karma, materializzatosi nelle sembianze di un fantomatico giudice dadaista.

    La sentenza, tuttavia, non è tragica: l’amata sarà vittima di un sortilegio che la condannerà ad amare senza volerlo e, al tempo stesso, senza saperlo, mentre il suo amore verrà accolto come autentico.

    Dal punto di vista musicale, “Microbo” è un brano progressive che ondeggia e si dibatte tra blues, baby jazz, chitarre schizoidi, marcette sinfoniche, mellotron e moog. Immerso in un’onnipresente psichedelia, il pezzo è sorretto da un basso pungente e sinuoso che, sul far della sera, indossa l’abito da gran galà.

    Commenta l’artista a proposito del nuovo brano: “Microbo è una confessione trasportata in una dimensione onirica e surreale, dove ho preso le paure e i rimpianti e li ho nascosti nella fantasia di un’adolescenza che sento ancora viva. È un pezzo sull’amore e il suo doppio, un teatro assurdo fatto di promesse irrealizzabili, giullari e cavalieri, in cui l’estasi convive inevitabilmente con il tormento. Qui la donna viene processata dal grottesco tribunale del suo stesso karma davanti a un giudice dadaista. La condanna alla fine è un sortilegio, ovvero amerà senza volerlo e senza saperlo, ma il suo amore verrà preso da tutti per vero. Musicalmente invece è un delirio progressive che oscilla tra blues, baby jazz, chitarre schizoidi, mellotron e moog. C’è tantissima psichedelia, ma tutto è tenuto in piedi da un basso sinuoso che sul far della sera si mette l’abito da gran galà.”

    WHAT IF? (il raschio del fondo celeste)” è un concept album; è la consapevolezza che una nuova era è cominciata, le guerre sono più vicine e la storia si è accorciata. Un senso di impotenza e nichilismo caratterizza tutta l’opera: i testi sono un grido sussurrato di colpa e rabbia verso il proprio disimpegno politico.

    Non rimane che rifugiarsi nell’amore, al quale non si crede quasi più, o fuggire in qualche parte incontaminata del globo per cambiare vita, allontanandosi dall’abbondanza del consumismo, dalla velocità e dal cosiddetto progresso.

    Questo album nasce dalle improvvisazioni chitarristiche di Corrado Terenziani, che le forgia in canzoni strutturate. Sandro Animini ed Elisa Minari sono i musicisti che contribuiscono all’arrangiamento e alla produzione di “What if?”, e insieme il trio prende il nome di UBO.

    Le chitarre si muovono scattose e sornione, con suoni acidi e puliti, alternando parti melodiche ad accompagnamenti minimalisti, dissonanze e giri armonici improbabili ma efficaci. Il basso è un pulsare di armonizzazioni e melodie, suonato con gusto e sapienza. Le tastiere coprono una gamma di suoni infiniti a comporre una scenografia che rappresenta vividamente i testi, come in una colonna sonora paranoica e psichedelica.

    “What if?” è suonato con classe e talento, sapienza e ambizione, scarsità di mezzi e abbondanza degli stessi. Un suono lo-fi, garage, tendente al naïf, che non impedisce a questo disco di essere un’assoluta novità e rarità nel panorama della musica italiana degli ultimi trent’anni.

    Ascolta l’album su Spotify: https://open.spotify.com/album/61cLBciBriG9ZVE7cDdegZ?si=3jnYoO7yQ4-Arsz1_ax2dg

     

    Biografia

    Corrado, in arte UBO, comincia a suonare la chitarra a 14 anni. Tra i 14 e i 16 anni forma il suo primo gruppo per eseguire brani di sua composizione: con i Travel Boys partecipa a tre concorsi per band emergenti, vincendone uno a Traversetolo (PR) nel lontano 1983.

    Dopo una pausa di tre anni, nel 1987 torna a suonare come chitarra solista con i Cea Park dei fratelli Fontanili, lasciando però la formazione dopo il primo anno. Segue un nuovo allontanamento dalla musica, causato dalle difficoltà legate al suo disturbo bipolare.

    Dal 1991 al 1993 fonda i Dr. Divago insieme a Stefano Lugli (voce), Marco Pecchini (basso) e Marco Salvemini (batteria) — musicisti provenienti dal fervido e talentuoso ambiente della bassa reggiana (nello specifico, di Gualtieri). Nonostante il materiale sia pronto per la registrazione di un album e la band abbia alle spalle un concerto di grande successo alla nota Festa dell’Unità di Gorganza, il progetto sfuma a causa di divergenze sui testi.

    Nel 1994 lascia il gruppo per unirsi ai Korova Milk Bar di Daniele Gallinari (batteria), Ezio Moscatelli (basso) e Giovanni Guerri (voce), dando vita a una serie di concerti di ottimo riscontro a Reggio Emilia.

    Dopo un’ulteriore interruzione dell’attività musicale tra il 1995 e il 1998, registra un EP di tre brani autografi insieme all’amico e cantante Stefano Lugli e ad altri noti musicisti reggiani, tra cui Alessandro Lugli, Lucio Boiardi e la stessa Elisa Minari.

    Dal 1999 abbandona completamente la musica. Solo nel 2020, durante il periodo del COVID-19, riprende in mano la chitarra: inizialmente si esercita in modo disordinato, ma rispolverando un vecchio libro di chitarra jazz nascono le primissime idee per WHAT IF?. Nonostante ciò, il progetto non decolla e l’attività si interrompe nuovamente.

    La svolta arriva nell’aprile del 2024: riprendendo lo strumento e riascoltando due pezzi registrati quattro anni prima, sviluppa definitivamente il progetto UBO. La realizzazione dell’album WHAT IF? (Il raschio del fondo celeste) prende vita grazie al coinvolgimento della straordinaria Elisa Minari e del geniale maestro Sandro Animini.

    Il titolo del disco è un chiaro riferimento alle frequenti interruzioni della sua attività musicale, all’incostanza del suo operato, alla totale mancanza di disciplina e a un approccio autodidatta particolarissimo, confuso e disturbato, malato e insicuro. Cosa sarebbe stata la sua vita se…? Come sarebbe stata la sua musica se…? Il raschio del fondo celeste rappresenta i suoi ultimi afflati in musica.

    “Microbo” è il nuovo singolo di UBO in rotazione radiofonica dall’11 settembre 2026 estratto dal nuovo album “WHAT IF? (il raschio del fondo celeste)” disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 6 febbraio. 

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  • “Periferie 1” è l’EP d’esordio dei tuttotace

    Da venerdì 11 settembre 2026 sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale “Periferie 1”, il primo EP dei tuttotace per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

     

    Con “Periferie 1” i tuttotace raccontano un percorso di crescita e presa di coscienza, costruito attraverso brani scritti tra il 2020 e il 2022, nei primi due anni di vita del gruppo. L’EP costituisce il primo capitolo di un progetto che proseguirà con “Periferie 2”, previsto per gennaio 2027. Questo nuovo lavoro prende le mosse dalla sensazione di un’incongruenza e conduce gradualmente verso una consapevolezza: esistono parti essenziali di ciascuno di noi che provengono dall’esterno, agiscono al di sotto della coscienza e si manifestano nelle parole e nelle convinzioni di tutti i giorni, arrivando a influenzare le nostre scelte. Ogni brano aggiunge un nuovo indizio e accompagna l’ascoltatore verso questa presa di coscienza.

    Il sound delle prime quattro tracce mescola influenze folk, progressive ed emo, dando spazio a emozioni che, per quanto intense, diventano luoghi da abitare e non da fuggire. Con l’ultimo brano si ha invece l’impressione di essere giunti a destinazione, dopo aver attraversato sentieri periferici e impliciti che hanno condotto alla meta senza anticiparla.

    La conclusione rompe così l’equilibrio, portando alla luce qualcosa che era presente sottotraccia fin dal primo brano, ma che diventa evidente soltanto alla fine. “Periferie 1” si presenta così come un EP denso ed eterogeneo, in cui influenze e atmosfere diverse contribuiscono a definire un sound coerente e riconoscibile.

     

    Spiega il gruppo a proposito dell’EP: «“Periferie 1” è la prima metà di un lavoro che condensa i nostri primi due anni di vita e di scrittura insieme. I brani che ne fanno parte sono stati scritti tra il 2020 e il 2022, e rappresentano una fase ormai conclusa della nostra scrittura. Da allora, abbiamo composto altri due album (che pubblicheremo nei prossimi due/tre anni) ed esplorato metodi di scrittura diversi, ma abbiamo fatto la scelta di pubblicare le canzoni in ordine cronologico, senza farci prendere dall’entusiasmo per le novità, che ci avrebbe portato a scegliere ogni volta i brani nuovi e scartare i più “anziani”. È stato un atto di rispetto verso ciò che siamo stati, la testimonianza di una crescita. I brani dell’EP compongono un percorso che ci rappresenta ancora, sia a livello compositivo che tematico e costituiscono, in fin dei conti, il racconto di una presa di coscienza. Lungo un percorso che diventa via via più esplicito quanto più ci si avvicina all’ultima traccia, ciascun brano è una tappa del cammino verso la consapevolezza più destabilizzante che abbiamo raggiunto finora: le nostre teste sono piene di parole già dette, discorsi già fatti e ambizioni altrui, così come la maggior parte delle strade che percorriamo sono già battute. L’unica cosa che ci resta da fare, allora, è partire da questa consapevolezza non per provare a creare un percorso “nuovo”, ma per interpretare a nostro modo quelli che abbiamo ereditato. Una via alternativa sarà prospettata nel nostro prossimo EP, “Periferie 2”, il secondo capitolo di questo percorso, che uscirà a gennaio 2027».

     

    “PERIFERIE 1” TRACKLIST

    1)Signori

    2)A cena

    3)Forse noi

    4)S2/Linea

    5)Questo suono

     

     

    Biografia

    tuttotace è l’incontro di Massimo Rusi (cantante e chitarrista), Riccardo Quell de Riso Paparo (batterista e percussionista), Federico Bentivoglio (bassista e corista) e Andrea El Khaloufi (chitarrista e corista). Il progetto affonda le radici nel 2019, con l’incontro tra Riccardo e Massimo, allora studenti di filosofia. L’ingresso di Federico e Andrea, anche loro conosciuti in facoltà, trasforma definitivamente il garage in cui Massimo e Riccardo “giocavano” alla musica nella sala prove di un gruppo che improvvisa e compone. Brano dopo brano, tuttotace prende forma senza che i quattro se ne accorgano, ma la consapevolezza di fare ormai parte di qualcosa di più grande di ciascuno di loro arriva nel corso del 2022. Il primo album è scritto in due anni improvvisati e inconsapevoli e ricalca il tempo dell’amicizia che si forma. Presto è concluso anche il secondo, scritto in pochi mesi, come in fretta cresce l’erba quando il terreno è pronto. Lottando con il tempo del lavoro, il primo album, “un’altra grande città”, è registrato solo nell’estate 2025, dopo cinque anni di prove ininterrotte.

    Il progetto unisce le influenze a prima vista incompatibili di ciascuno dei quattro membri, tutti polistrumentisti. Massimo suona la chitarra come se avesse un cappello di paglia e una spiga tra i denti, ama il country à la Bill Monroe, ma anche l’emo dei Pinegrove, gli intrecci dei Genesis e il cantautorato di De André e De Gregori. Ha studiato chitarra fingerpicking per anni, finché non si è accorto che c’è troppo da imparare, così ha smesso di studiare, e ha iniziato a scrivere. Riccardo è tecnico ma emotivo e, ispirata dalle bacchette di Carter Beauford e Vinnie Colaiuta, la sua batteria è un elemento centrale degli arrangiamenti: non a caso, i fan più vicini hanno rinominato la band “Ricky e i tuttotace”. L’apporto di Federico nella band gli è valso il titolo di “signore dell’armonia”. Tra le sue ispirazioni essenziali vanno citati almeno: Beatles, Artic Monkeys e Verdena. Il più lontano dal suono dei tuttotace è Andrea che, abbandonato il pianoforte classico nel conservatorio a causa della scoperta degli AC/DC, cresce a Metallica e Tool. Tuttavia, la sua sensibilità (musicale) lo porta a ispirare le sue chitarre allo shoegaze degli Alcest e al post-rock dei Mogwai. Senza il suo contributo compositivo i pezzi della band sarebbero delle lunghe suite di rock progressivo senza ritornelli e ciascun brano durerebbe dai 15 ai 20 minuti.

    La loro musica non nasce da un’unica fonte, e nemmeno con un motivo preciso. Hanno iniziato a suonare per esprimersi, più che per comunicare qualcosa di specifico. Tuttavia, almeno i testi in qualche modo parlano e sono tutti accomunati dall’esigenza di verbalizzare ciò che nel quotidiano non si riesce a dire, e che però si vuole tenere a mente. Così, la musica dei tuttotace finisce per essere un insieme di promemoria: ciascun testo parla di una sensazione, gli arrangiamenti però la trasformano in qualcosa di nuovo, e il risultato è che ciascun brano dice qualcosa che non è riducibile a ciò che i testi narrano, rimanda a delle sensazioni che non potrebbero essere ricordate se non ascoltando quella canzone. A chiunque si riconosca in questa esigenza è rivolta la musica dei tuttotace.

    Testo e musica si equivalgono e si confondono, perché la musica parla e dà nuovo senso alle parole. Così, tuttotace è più della somma dei suoi quattro membri, è come una quinta persona che dice più di quello che ognuno sarebbe capace di dire. Non parla perché ha qualcosa da comunicare, ma perché non può fare a meno di esprimersi con decisione, anche se non sa cosa vuole dire. E così lancia un urlo, come in preda alla gioia o alla sorpresa.

    I tuttotace hanno collaborato per la realizzazione dei videoclip di ‘Questo suono’ e ‘A cena’ con il team di Riccardo Baiocco, regista, scrittore e redattore della rivista Sentieri Selvaggi.

    Al momento, i tuttotace contano più di venti inediti. Il loro obiettivo è raggiungere con la musica quante più orecchie possibile, accrescere il pubblico e vederlo coinvolto nei brani, fino a cantarli con trasporto durante i concerti.

     

    “Periferie 1” è l’EP d’esordio dei tuttotace disponibile sulle piattaforme digitali da venerdì 11 settembre 2026.

     

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  • “È già domani” è il nuovo singolo di Federico Di Battista

    Da venerdì 11 settembre 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica “È già domani”, il nuovo singolo di Federico Di Battista, estratto dal primo disco “Video Pixelati”, già disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale dal 5 giugno per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy. 

    “È già domani” è un inno alla speranza e alla capacità di guardare avanti anche nei momenti più difficili. Attraverso il testo, l’artista vuole trasmettere forza a chi si trova ad affrontare giornate buie, segnate da dubbi, difficoltà e momenti di sconforto. Il brano invita a non lasciarsi sopraffare dal presente e a ricordare che anche le fasi più complicate sono destinate a passare. Il domani diventa così il simbolo di una nuova possibilità, della consapevolezza che dopo una giornata difficile può sempre arrivare un nuovo inizio. 

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Questo brano è nato da positività e dalla voglia di dire che, nonostante tutto, il peggio passa. Domani sarà sicuramente una nuova giornata e ogni giorno è il domani di ieri”. 

    “Video Pixelati” è un album che nasce come un viaggio interiore, un percorso che spinge l’artista a confrontarsi con sé stesso in modo diretto e senza filtri. Ogni traccia rappresenta una tappa di questa esplorazione personale, in cui ricordi, emozioni e dubbi emergono con chiarezza. Attraverso immagini di viaggi reali e simbolici, il lavoro racconta luoghi attraversati non solo fisicamente ma anche emotivamente. Le esperienze vissute diventano materia narrativa: incontri, distacchi, cambiamenti improvvisi e attimi sospesi nel tempo si intrecciano, dando forma a un racconto coerente.

    Non mancano momenti di riflessione più intima, in cui il ritmo rallenta e lascia spazio a pensieri introspettivi. In questi passaggi l’artista si mette a nudo, interrogandosi sul proprio percorso, sulle scelte compiute e su ciò che resta dopo ogni esperienza.

    “Questo album è un viaggio dentro di me. Mi ha portato a guardarmi in modo diretto e sincero. Ogni canzone racconta un pezzo di quello che ho vissuto, tra emozioni, ricordi e domande. Parlo di posti, ma anche di sensazioni, di incontri e cambiamenti che mi hanno segnato. Nei momenti più tranquilli mi fermo a pensare a chi sono e a cosa mi resta. È una storia semplice della mia crescita, tra il vivere e il capire me stesso”, dichiara il cantautore. 

    ASCOLTA SU SPOTIFY “VIDEO PIXELATI”

    https://open.spotify.com/intl-it/album/5PNDJc2VcWTAfv2WwyYE90?si=7R2FH5fSQ7GWPVh9Cbn5lw 

    FEDERICO DI BATTISTA | BIOGRAFIA

    Artista romano classe ’95, Federico muove presto i suoi passi nella musica. All’età di 10 anni prende parte del coro di voci bianche diretto da Paolo Lucci prendendo parte agli spettacoli “Pollicino” ed “Il Gatto Con Gli Stivali” e inizia le prime lezioni di canto privato. Appena maggiorenne si trasferisce in Irlanda dove amplierà la sua cultura musicale in varie scuole nella città di Cork. Nel 2016 è tra i coristi del programma “The Voice Of Ireland”. Nel 2019 decide di trasferirsi a Barcellona dove vive tutt’ora. Nel 2020 pubblica il suo primo singolo “Moltissime Cose Di Noi”, prodotto da Adelmo Musso. Nel 2021 conosce Marco Canigiula e la realtà di Cantieri Sonori con la quale scrive il singolo “Il Primo Uomo Sulla Luna”. Nel 2022 produce, concretizza la collaborazione con Marco Canigiula e danno vita, insieme, ad una serie di singoli. Nel 2023 conosce, a Barcellona, il musicista e produttore Pierfrancesco Ceregioli, con cui inizia a produrre il suo primo album “Video Pixelati”, uscito il 5 Giugno 2026.

    “È già domani” è il nuovo singolo di Federico Di Battista disponibile sulle piattaforme digitali dal 5 giugno 2026 e in rotazione radiofonica da venerdì 11 settembre.

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  • Colangeli: il nuovo singolo “Bologna Underground” in radio da venerdì 11 settembre

    Dall’11 settembre sarà in rotazione radiofonica “Bologna Underground”, il nuovo singolo di Colangeli per Maionese Project disponibile sulle piattaforme di streaming digitale dal 21 agosto. 

    “Bologna Underground” è un brano che racconta con speranza nostalgica la fine del periodo universitario per tutti quegli studenti fuoricorso. La narrazione, ambientata a Bologna, città universitaria per eccellenza, si avvale di citazioni relative ad alcuni dei più grandi esponenti del cantautorato bolognese: da Lucio Dalla a Francesco Guccini, da Luca Carboni a Cesare Cremonini.

    Spiega l’artista a proposito del brano:Il brano dal gusto retrò vede scorrere elementi musicali appartenenti al mondo British anni ’80 e ’90 sui quali si instaura un testo che si rifà in tutto e per tutto al cantautorato italiano vecchio stile.”

    Biografia

    Francesco Colangeli, noto semplicemente come Colangeli, è un cantautore formatosi musicalmente al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Nel 2022 pubblica il suo primo lavoro di inediti, l’EP “Studenti bohémien”, anticipato dal singolo “Fino a Roma nord” per conto dell’etichetta discografica Parecords. Nell’ottobre 2024 pubblica il suo secondo album di inediti “Background ’90” per conto dell’etichetta discografica Matilde Dischi. “Bologna underground” rappresenta il quinto singolo del suo terzo album, la cui uscita è in programma a novembre 2026.

    “Bologna Underground” è il nuovo singolo di Colangeli per Maionese Project disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 21 agosto 2026 e in rotazione radiofonica dall’11 settembre.

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  • Riccardo Scirè: il nuovo romanzo “E tutta questa infinita rabbia”

    Da venerdì 11 settembre 2026 sarà disponibile in libreria e nei principali store digitali “E tutta questa infinita rabbia”, il romanzo d’esordio di Riccardo Scirè, pubblicato da Fernandel Editore.

    Un progetto nato nell’arco di vent’anni che racconta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, osservato attraverso la distanza del tempo ma senza attenuarne conflitti, inquietudini e contraddizioni. “E tutta questa infinita rabbia” è un progetto multimediale inedito nell’editoria italiana: due band nate nelle pagine del romanzo prendono vita attraverso una discografia reale. Riccardo Scirè affianca così alla scrittura la sua esperienza nel mondo musicale, dando vita a una colonna sonora originale che offre una lettura parallela del libro.

    L’album disponibile da venerdì 11 settembre su tutte le piattaforme di streaming digitale include i brani delle Cause Perse, la band al centro della storia, e i brani dei Perfetti Sconosciuti, la band rivale, così da restituire anche musicalmente l’architettura emotiva del romanzo: la rabbia adolescenziale, la città come muro indifferente, il silenzio tra persone che non riescono a parlarsi.

    Spiega l’autore a proposito del libro: «Ho iniziato a scrivere questo libro da adolescente sui banchi di scuola, nel 2005, e l’ho finito da padre, nel 2025. È una lettera d’amore all’adolescenza, spedita con vent’anni di ritardo. È un romanzo di (de)formazione. È la storia, raccontata in maniera corale, di un gruppo di teenager che cerca di incanalare il rancore come meglio può: suonando in una band, imbrattando muri, cacciandosi nelle risse». 

    SINOSSI

    Milano. Prima dei social, prima che tutto si addomesticasse.

    Alex ha sedici anni, i capelli verdi e il cuore in cassaforte. Matt ha un basso tra le mani e un’allergia al gregge. Poi arriva Viola: suona il violoncello e ha uno sguardo che non chiede permesso.

    Da quel momento nasce qualcosa che ha il sapore di una salvezza: una band, le Cause Perse, e l’occasione per trasformare la rabbia in grammatica musicale.

    Attorno a loro un gruppo di ragazzi sospesi fra amicizie che resistono, amori che finiscono e famiglie che si sfaldano. E una città, Milano, che non offre riparo e non perdona niente.

    Tra concerti, murales e tradimenti, Alex e Matt imparano a stare al mondo come possono. Senza protezioni, senza istruzioni. Con la musica come unico strumento per non andare in pezzi.

    E tutta questa infinita rabbia è un romanzo corale in cui l’adolescenza non è ancora diventata un ricordo addolcito, ma resta una ferita aperta. Su ciò che si è stati e su ciò che si rischia di diventare.

    Biografia

    Riccardo Scirè, songwriter e produttore multi-platino, è nato a Milano nel 1987. I suoi brani hanno totalizzato oltre 1,5 miliardi di stream e ottenuto 28 dischi di platino e 7 dischi d’oro. Tra gli artisti con cui ha collaborato ricordiamo Marco Mengoni, Elettra Lamborghini, Carolina Benvenga, Riki, Sangiovanni, Madame, Paola & Chiara, Finley, Alessandra Amoroso, Elodie.

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  • “Come fai tu” è il nuovo singolo di Annachiara Cecere

    Dall’11 settembre 2026 sarà disponibile sulle piattaforme di streaming digitale e in rotazione radiofonica “Come fai tu”, il nuovo singolo di Annachiara Cecere per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “Come fai tu” è una ballad pop autobiografica che parla del costante dubbio dell’artista nel vedere le cose in maniera troppo profonda e ha l’intento di interrogare le persone sul senso delle cose dal loro punto di vista, più superficiale e meno intenso, almeno apparentemente. La verità è che tutti abbiamo paura di conoscere noi stessi fino in fondo e di porci dei dubbi, apparentemente leciti, sul senso della vita e dei nostri percorsi.

    Commenta l’artista a proposito del brano: “Questo brano nasce come un provino con molto potenziale e che grazie ad una sessione in studio con autori,ha fatto uscire fuori il suo potenziale! Non volevo scrivere d’amore ma portare una mia visione sul sentirsi sbagliati quando si tende ad essere troppo profondi! Vorrei provare a capire la superficialità del genere umano, ma alla fine molti si rifiutano di interrogarsi sul senso delle cose, perché temono di conoscere loro stessi in nuovi modi.”

    Biografia

    Annachiara Cecere è una giovane cantautrice salernitana, classe 1997. Il suo percorso artistico prende il via a 20 anni, quando inizia a dedicarsi allo studio del canto e della scrittura. Dopo tre anni di formazione, debutta con i primi singoli, tra cui “Una luna blu” e “Stasera non ti giudico”, che riscuotono un immediato successo virale superando il milione di visualizzazioni su YouTube e oltre 1,5 milioni su TikTok.

    Tra il 2023 e il 2024 prosegue la propria strada da artista indipendente, approfondendo le competenze tecniche con un anno di studio in composizione e pianoforte: un’evoluzione che le permette di curare in prima persona sia i testi sia le melodie dei suoi pezzi.

    Il 2025 segna una svolta grazie alla collaborazione con i Take Away Studios, sodalizio che le consente di definire una precisa identità sonora e ampliare il pubblico con brani come “Ti stupirò” e “Preferirei”. A giugno pubblica il brano pop-dance “La mia normalità”, per poi proseguire a settembre con l’intimo “Il mio presente”. Attraverso la sua musica, Annachiara esplora l’universalità dei vissuti umani per creare connessioni autentiche e sentirsi meno soli.

    Il 2026 si apre con la pubblicazione di “In apnea”, seguita dal singolo “I tuoi nei”per l’etichetta Red&Blue Music Relations con distribuzione ADA Music Italy.

    “Come fai tu” è il nuovo singolo di Annachiara Cecere disponibile sulle piattaforme digitali di streaming in rotazione radiofonica dall’11 settembre 2026 per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy. 

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  • “Disco rotto (Live Session Room)” è il nuovo singolo di Alberto Conti

    Dall’11 settembre 2026 sarà in rotazione radiofonica  “Disco rotto (Live Session Room)”, il nuovo singolo di Alberto Conti  disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 21 agosto.

    Disco Rotto (Live Session Room)” è un brano pop dal respiro ampio, che parte da una scrittura diretta e quotidiana«il coraggio di incontrarsi, neanche so come sei te», «beviamo due shot» — e cresce fino a un finale strumentale di grande impatto. Il ritornello è quasi un flusso di coscienza tra entusiasmo e smarrimento«non sarei sopra un aquilone se non fosse perché nessuna è come te» —, mentre l’immagine del «disco rotto che mi scarica» restituisce la sensazione di un legame instabile ma impossibile da lasciar andare. Il finale si apre a un assolo di chitarra melodico ed espressivo, non virtuosistico ma emotivo: è lì che il brano dice ciò che le parole non bastano più a spiegare. In questa versione live room — registrata con basso elettrico e chitarra — quell’espansione finale trova ancora più fisicità, trasformando un racconto frammentato in un flusso continuo e liberatorio.

    Commenta l’artista sul nuovo singolo: “Questo brano racconta del coraggio di incontrarsi senza sapere cosa succederà. Tra immagini leggere e contemporanee, il brano racconta un legame instabile ma necessario, “un’altra storia” fragile e impossibile da ignorare. In questa versione live, con basso elettrico e chitarra, il finale strumentale guadagna ancora più corpo ed espressività.”

    Biografia

    Alberto Conti (Modena, 15 agosto 2003) è un cantautore e chitarrista che unisce una solida formazione accademica a influenze contemporanee. Inizia a studiare la chitarra a soli otto anni, prosegue il percorso al Liceo Musicale di Modena — dove si diploma in chitarra classica — e consegue successivamente la laurea in chitarra jazz presso il Conservatorio di Parma.

    Nel 2022 partecipa a Italia’s Got Talent, facendosi conoscere dal grande pubblico e distinguendosi per la qualità della sua esibizione, accolta con entusiasmo da parte dei giudici.

    Nel 2025 avvia il suo percorso discografico in collaborazione con il produttore Alex Bagnoli: insieme a lui realizza i brani che comporranno il suo primo album, un progetto che unisce ricerca sonora e autenticità espressiva. Nel team creativo è presente anche Marco Baroni in veste di coautore dei testi, arricchendo ogni traccia di sfumature inedite e profondità narrativa. Ad anticipare l’album di debutto è il primo singolo «Sogni in svendita», testimonianza di una proposta originale e fresca, capace di delineare un linguaggio musicale personale e lontano dalle mode passeggere. Tra i suoi principali punti di riferimento figurano artisti come John Mayer, Sam Fender e Jacob Collier.

    Le canzoni di Alberto parlano la lingua dei suoi coetanei, raccontando la quotidianità, i sentimenti e le sfide della sua generazione, senza però rinunciare all’ambizione di arrivare al cuore di un pubblico trasversale. È nella dimensione live che l’artista trova la sua espressione più autentica: chitarra e voce diventano un tramite diretto e sincero con chi ascolta, ponendosi come elementi centrali e identitari di tutto il suo cammino artistico.

    “Disco rotto (Live Session Room)” è il nuovo singolo di Alberto Conti disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 21 agosto 2026 e in rotazione radiofonica dall’11 settembre.

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  • “Signori” è il nuovo singolo dei tuttotace

    Da venerdì 4 settembre 2026 è disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “SIGNORI”, il nuovo singolo dei tuttotace per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy. 

    “Signori” è un brano che affronta il tema della crescita e della ricerca della propria identità attraverso il confronto con il mondo degli adulti. La canzone racconta le difficoltà di chi cerca di costruire un percorso autentico, facendo i conti con le aspettative, con il timore di ripetere i modelli ereditati e con la consapevolezza di somigliare, almeno in parte, a chi lo ha preceduto. La frase «Non saremo mai come i tuoi genitori» rimane volutamente sospesa tra speranza, promessa e rimpianto, racchiudendo tutta l’ambivalenza di un passaggio inevitabile verso l’età adulta.

    I “signori” rappresentano il mondo esterno: le generazioni più adulte, già (apparentemente) “sistemate”, incarnano i percorsi che si devono ancora intraprendere o che, forse, non si intraprenderanno mai. 

    Spiega il gruppo a proposito del brano: «“Signori” è un brano nato dalla connessione di esperienze osservate e vissute nell’arco di sei anni in case differenti, ma tutte accomunate dalla convivenza di giovani ragazzi con signori adulti. “Signori” è il pezzo nella cui scrittura abbiamo dato di più. La ricerca dell’atmosfera, dell’armonia e dei suoni è stata lunga e ispirata, ogni passaggio è stato costruito per essere il mezzo più appropriato alle emozioni che volevamo esprimere. È un brano che ci parla in modo molto profondo, andando a smuovere parti più o meno sopite della nostra anima. Chissà che questo non avvenga anche a chi, di qui in poi, lo ascolterà». 

    Il videoclip di “Signori”, scritto, diretto e montato da Andrea Boccianti, nasce da una riflessione sul passaggio all’età adulta. Le immagini, girate integralmente tra gli spazi interni ed esterni di una grande villa nel centro di Roma, raccontano la convivenza di generazioni diverse sotto lo stesso tetto.

    Non è sempre facile accorgersi della differenza tra paura del futuro e premura per il futuro. Ogni giorno, consapevolmente o meno, si fanno le scelte che contribuiscono a determinare chi si è. Forse si ha l’impressione di poterlo decidere una volta per tutte, ma non è in un istante che si sceglie che tipo di “signori” si sarà. In un gioco interminabile di apprensione e spensieratezza, ci si trasforma di continuo e, chissà, forse a un certo punto sarà possibile guardare indietro e capire quand’è che si è diventati davvero “signori”. 

    Guarda il videoclip ufficiale di “Signori” su YouTube

    https://www.youtube.com/watch?v=wYX4x4Zbv40

     

    Biografia

    tuttotace è l’incontro di Massimo Rusi (cantante e chitarrista), Riccardo Quell de Riso Paparo (batterista e percussionista), Federico Bentivoglio (bassista e corista) e Andrea El Khaloufi (chitarrista e corista). Il progetto affonda le radici nel 2019, con l’incontro tra Riccardo e Massimo, allora studenti di filosofia. L’ingresso di Federico e Andrea, anche loro conosciuti in facoltà, trasforma definitivamente il garage in cui Massimo e Riccardo “giocavano” alla musica nella sala prove di un gruppo che improvvisa e compone. Brano dopo brano, tuttotace prende forma senza che i quattro se ne accorgano, ma la consapevolezza di fare ormai parte di qualcosa di più grande di ciascuno di loro arriva nel corso del 2022. Il primo album è scritto in due anni improvvisati e inconsapevoli e ricalca il tempo dell’amicizia che si forma. Presto è concluso anche il secondo, scritto in pochi mesi, come in fretta cresce l’erba quando il terreno è pronto. Lottando con il tempo del lavoro, il primo album, “un’altra grande città”, è registrato solo nell’estate 2025, dopo cinque anni di prove ininterrotte.

    Il progetto unisce le influenze a prima vista incompatibili di ciascuno dei quattro membri, tutti polistrumentisti. Massimo suona la chitarra come se avesse un cappello di paglia e una spiga tra i denti, ama il country à la Bill Monroe, ma anche l’emo dei Pinegrove, gli intrecci dei Genesis e il cantautorato di De André e De Gregori. Ha studiato chitarra fingerpicking per anni, finché non si è accorto che c’è troppo da imparare, così ha smesso di studiare, e ha iniziato a scrivere. Riccardo è tecnico ma emotivo e, ispirata dalle bacchette di Carter Beauford e Vinnie Colaiuta, la sua batteria è un elemento centrale degli arrangiamenti: non a caso, i fan più vicini hanno rinominato la band “Ricky e i tuttotace”. L’apporto di Federico nella band gli è valso il titolo di “signore dell’armonia”. Tra le sue ispirazioni essenziali vanno citati almeno: Beatles, Artic Monkeys e Verdena. Il più lontano dal suono dei tuttotace è Andrea che, abbandonato il pianoforte classico nel conservatorio a causa della scoperta degli AC/DC, cresce a Metallica e Tool. Tuttavia, la sua sensibilità (musicale) lo porta a ispirare le sue chitarre allo shoegaze degli Alcest e al post-rock dei Mogwai. Senza il suo contributo compositivo i pezzi della band sarebbero delle lunghe suite di rock progressivo senza ritornelli e ciascun brano durerebbe dai 15 ai 20 minuti.

    La loro musica non nasce da un’unica fonte, e nemmeno con un motivo preciso. Hanno iniziato a suonare per esprimersi, più che per comunicare qualcosa di specifico. Tuttavia, almeno i testi in qualche modo parlano e sono tutti accomunati dall’esigenza di verbalizzare ciò che nel quotidiano non si riesce a dire, e che però si vuole tenere a mente. Così, la musica dei tuttotace finisce per essere un insieme di promemoria: ciascun testo parla di una sensazione, gli arrangiamenti però la trasformano in qualcosa di nuovo, e il risultato è che ciascun brano dice qualcosa che non è riducibile a ciò che i testi narrano, rimanda a delle sensazioni che non potrebbero essere ricordate se non ascoltando quella canzone. A chiunque si riconosca in questa esigenza è rivolta la musica dei tuttotace.

    Testo e musica si equivalgono e si confondono, perché la musica parla e dà nuovo senso alle parole. Così, tuttotace è più della somma dei suoi quattro membri, è come una quinta persona che dice più di quello che ognuno sarebbe capace di dire. Non parla perché ha qualcosa da comunicare, ma perché non può fare a meno di esprimersi con decisione, anche se non sa cosa vuole dire. E così lancia un urlo, come in preda alla gioia o alla sorpresa.

    Per la realizzazione dei videoclip di ‘Questo suono’ e ‘A cena’ i tuttotace hanno collaborato con il team di Riccardo Baiocco, regista, scrittore e redattore della rivista Sentieri Selvaggi. Mentre, per il videoclip di ‘Signori’, con il team di Andrea Boccianti.

    Al momento, i tuttotace contano più di venti inediti. Il loro obiettivo è raggiungere con la musica quante più orecchie possibile, accrescere il pubblico e vederlo coinvolto nei brani, fino a cantarli con trasporto durante i concerti.

    “Signori” è il nuovo singolo dei tuttotace disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 4 settembre.

     

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