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Andrea Sabatino in tour con il suo nuovo disco “Fatata” Da martedì 24 marzo a sabato 28 marzo, il trombettista salentino presenterà questo album ad Ancona, Marostica, Recoaro Terme, Bari e Avellino
Tutto pronto per il tour di Andrea Sabatino, fra i più talentuosi trombettisti jazz e compositori italiani della sua generazione, che presenterà dal vivo il suo nuovo disco intitolato Fatata a partire da martedì 24 marzo presso l’Aion di Moroder (Tenuta Moroder), concerto inserito nel cartellone del prestigioso festival Ancona Jazz 2026 diretto da Giancarlo Di Napoli. Poi si proseguirà il 25 al Panic Jazz Club di Marostica (provincia di Vicenza), il 26 al jazz club La Piazzetta di Recoaro Terme (provincia di Vicenza), venerdì 27 al Duke Jazz Club di Bari e in chiusura, sabato, presso lo Spazio Arena di Avellino. La presentazione di questo album vedrà protagonisti gli eccellenti Claudio Filippini (pianoforte e tastiere), Antonio De Luise (basso) e Dario Congedo (batteria) al fianco del leader Sabatino.Consegnata alle stampe dall’etichetta indipendente Encore Music, disponibile in formato fisico e sulle piattaforme digitali a partire da sabato 17 gennaio, coprodotta da Roberto Passaro, “Fatata” è la nuova opera discografica del jazzista Andrea Sabatino, accompagnato in questo lavoro da una sezione ritmica di assoluto valore: Claudio Filippini (pianoforte e tastiere), Antonio De Luise (basso) e Dario Congedo (batteria). A impreziosire il disco, tre valenti partner artistici che figurano in qualità di ospiti: Badrya Razem (voce in Life), Francesco Mariozzi (violoncello in I Remember Ludwig) e il rapper Done (in Fafa).La tracklist del CD comprende dodici brani, di cui otto sono originali figli dell’ispirata vena compositiva di Sabatino (Hub, 10.10.10, For Avishai, Tatta, I Remember Ludwig, Fafa, South e Road to Nazareth), mentre Starmaker (Lou Marini), Life (Desirée Annette Weeks) e Fatata (Andrea Sabatino – Claudio Filippini) completano la set list.Concepito in solco contemporary jazz, in cui confluiscono varie declinazioni stilistiche che spaziano dal jazz moderno alla musica mediterranea, dal funk a echi di musica colta, dove l’utilizzo dell’elettronica rappresenta un vero e proprio valore aggiunto per caratterizzare il sound di gruppo, “Fatata” è un progetto estremamente interessante che proietta Andrea Sabatino verso l’esplorazione di territori sonori e stilistici molto differenti rispetto all’ambito del jazz più tradizionale che il musicista salentino ha frequentato abitualmente negli ultimi anni della sua carriera. “Fatata” rappresenta un concreto punto di svolta nel percorso artistico del jazzista pugliese, che crea una sapida commistione di groove, travolgente energia comunicativa, innovazione e profonda ricerca melodica, armonica, ritmica e timbrica.L’artista descrive così la gestazione e il mood di questa sua nuova creatura: «Fatata è il disco della mia vita. Per me ha un valore ancora più importante in quanto è dedicato alle mie tre splendide figlie. In questo lavoro ho cercato di uscire dai canoni del jazz più legato alla tradizione per virare verso paesaggi sonori diversi, fra colorazioni mediterranee, contaminazioni con generi come il rap, il funk, il pop internazionale e pennellate di musica classica. Ciò che desidero esprimere è far ascoltare la mia musica attraverso la mia “voce”, con un’identità artistica riconoscibile».A rendere “Fatata” ancor più prezioso ci pensa Paolo Fresu, eccellenza della tromba jazz italiana in ambito internazionale, che nelle note di copertina scrive: «Un ottimo lavoro pieno di bella musica, di idee, di visione e di passione. Vi si percepisce un bisogno di indagine e di cambiamento».Un tour in cui il quartetto alla testa di Andrea Sabatino saprà coinvolgere e travolgere il pubblico a suon di vibrazioni dall’alto tasso emozionale. -
ACCAME lancia “Deceleriamo”: una canzone che parla a chi vive sempre di corsa
Ci sono canzoni che nascono per accompagnare un momento. Altre, invece, sembrano nate per fermarlo. “Deceleriamo (tutto dipende da te)” di ACCAME appartiene a questa seconda categoria: un brano che non corre dietro alla musica del momento ma sceglie, con lucidità e coraggio, di rallentare il tempo e invitare chi ascolta a fare lo stesso.
Fin dalle prime immagini evocate dal brano emerge un universo fatto di strade, periferie silenziose e pensieri che scorrono come luci viste dal finestrino di un’auto. È da questo punto di osservazione che ACCAME costruisce il suo racconto: uno sguardo lucido sul mondo contemporaneo, dove tutto accelera ma raramente ci si ferma a chiedersi perché.
Al centro di “Deceleriamo” c’è un tema concreto e universale: la sicurezza stradale, ma il messaggio va oltre e diventa anche una riflessione più ampia sulla vita moderna, sulla fretta di arrivare e sull’incapacità collettiva di rallentare.
Una frase del brano riassume perfettamente questo concetto:
“Avevi solamente fretta di tornare… ma la strada può tradirti e darti i brividi.”In queste parole si condensa il cuore del messaggio: la fretta di tornare a casa, gesto umano e quotidiano, diventa simbolo di un mondo che corre senza interrogarsi sulle conseguenze. ACCAME suggerisce invece una verità controcorrente: la vera forza non sta nell’accelerare, ma nel saper frenare.
Per questo possiamo definire “Deceleriamo” un piccolo manifesto sulla responsabilità personale e sul valore del tempo.
Coerentemente con questa visione, ACCAME ha scelto una strada indipendente anche nella diffusione del suo singolo: “Deceleriamo” non sarà distribuito sulle piattaforme di streaming ma sarà disponibile esclusivamente su YouTube, mentre la presenza sui social è ridotta al minimo, con Facebook come unico punto di contatto diretto con il pubblico. Una scelta che riflette la volontà dell’artista di mantenere un rapporto più diretto e libero con chi ascolta, lontano dalle logiche degli algoritmi e delle piattaforme.
Proprio per questo motivo il videoclip ufficiale, in uscita il 19 marzo, diventa il cuore del progetto artistico. Non è un semplice accompagnamento al brano, ma una vera estensione narrativa della canzone: le immagini alternano auto che sfrecciano sotto la pioggia su strade notturne a scene di natura più lente e silenziose, creando un contrasto visivo che riflette perfettamente il messaggio del brano, sospeso tra la velocità della vita moderna e il bisogno di rallentare.
Con “Deceleriam”, ACCAME firma così una riflessione musicale sul tempo, sulle scelte e sulla responsabilità personale, con un invito semplice ma potente: a volte il gesto più coraggioso è rallentare.
Guarda il videoclip:
https://youtu.be/2_AL32rH-tI?is=hauiHZojK9-gbGAq -

“4 bianchi alla fragola” è il singolo d’esordio di Pepo
Da venerdì 20 marzo 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “4 bianchi alla fragola” (Up Music), il primo singolo di Pepo.
“4 bianchi alla fragola” è un brano fresco e ballabile, che racconta con leggerezza e ritmo l’incontro speciale tra due persone. Solare, coinvolgente e dal sapore estivo, è la colonna sonora perfetta per chi ha voglia di sorridere e muoversi a tempo.
Spiega l’artista a proposito della nuova release: “La canzone nasce da un ricordo speciale: un incontro leggero, divertente e spontaneo che ho voluto trasformare in musica. È un brano solare e ritmico, pensato per far sorridere, ballare e rivivere quelle emozioni semplici ma indimenticabili”.
Biografia
Pepo è un giovane artista che unisce energia, ritmo e autenticità. Con uno stile fresco e immediato, trasforma momenti di vita quotidiana in musica capace di far ballare e sorridere. Il suo singolo d’esordio, “4 bianchi alla fragola”, è l’inizio di un percorso artistico che punta a coinvolgere e far vibrare il pubblico con leggerezza e passione.
“4 bianchi alla fragola” è il singolo d’esordio di Pepo disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 20 marzo 2026.
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Il nuovo singolo di ACCAME “Deceleriamo” arriva con il videoclip ufficiale
Ci sono canzoni che nascono per accompagnare un momento. Altre, invece, sembrano nate per fermarlo. “Deceleriamo (tutto dipende da te)” di ACCAME appartiene a questa seconda categoria: un brano che non corre dietro alla musica del momento ma sceglie, con lucidità e coraggio, di rallentare il tempo e invitare chi ascolta a fare lo stesso.
Fin dalle prime immagini evocate dal brano emerge un universo fatto di strade, periferie silenziose e pensieri che scorrono come luci viste dal finestrino di un’auto. È da questo punto di osservazione che ACCAME costruisce il suo racconto: uno sguardo lucido sul mondo contemporaneo, dove tutto accelera ma raramente ci si ferma a chiedersi perché.
Al centro di “Deceleriamo” c’è un tema concreto e universale: la sicurezza stradale, ma il messaggio va oltre e diventa anche una riflessione più ampia sulla vita moderna, sulla fretta di arrivare e sull’incapacità collettiva di rallentare.
Una frase del brano riassume perfettamente questo concetto:
“Avevi solamente fretta di tornare… ma la strada può tradirti e darti i brividi.”In queste parole si condensa il cuore del messaggio: la fretta di tornare a casa, gesto umano e quotidiano, diventa simbolo di un mondo che corre senza interrogarsi sulle conseguenze. ACCAME suggerisce invece una verità controcorrente: la vera forza non sta nell’accelerare, ma nel saper frenare.
Per questo possiamo definire “Deceleriamo” un piccolo manifesto sulla responsabilità personale e sul valore del tempo.
Coerentemente con questa visione, ACCAME ha scelto una strada indipendente anche nella diffusione del suo singolo: “Deceleriamo” non sarà distribuito sulle piattaforme di streaming ma sarà disponibile esclusivamente su YouTube, mentre la presenza sui social è ridotta al minimo, con Facebook come unico punto di contatto diretto con il pubblico. Una scelta che riflette la volontà dell’artista di mantenere un rapporto più diretto e libero con chi ascolta, lontano dalle logiche degli algoritmi e delle piattaforme.
Proprio per questo motivo il videoclip ufficiale, in uscita il 19 marzo, diventa il cuore del progetto artistico. Non è un semplice accompagnamento al brano, ma una vera estensione narrativa della canzone: le immagini alternano auto che sfrecciano sotto la pioggia su strade notturne a scene di natura più lente e silenziose, creando un contrasto visivo che riflette perfettamente il messaggio del brano, sospeso tra la velocità della vita moderna e il bisogno di rallentare.
Con “Deceleriamo”, ACCAME firma così una riflessione musicale sul tempo, sulle scelte e sulla responsabilità personale, con un invito semplice ma potente: a volte il gesto più coraggioso è rallentare.
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Dormire in stazione per poi rinascere: Nuovo Chrisjane presenta l’EP “NOIR X”
Non è finzione cinematografica, è la vita vera di chi ha conosciuto il gelo dell’asfalto. Nuovo Chrisjane, artista fiorentino originario di Novoli e oggi residente a Terranova da Sibari, annuncia l’uscita del suo nuovo EP: NOIR X.Un progetto nato dal dolore e dalla necessità di riscatto, che vede la collaborazione costante di Sandonoir e la partecipazione di Kappa CT. L’opera è stata curata tecnicamente da nomi di rilievo come Joe Santelli e la Denn Icy Entertainment, fondendo produzioni italiane ed estere per creare un suono unico e viscerale.Dall’esperienza traumatica di vivere come senzatetto (“barbone”) nelle stazioni del Nord Italia, Nuovo Chrisjane ha tratto la forza per scrivere brani come “Schizofrenia” e “Sacrificio 2”. NOIR X è il racconto di una caduta e di una risalita che non accetta compromessi.
Biografia
Nuovo Chrisjane è la voce del “Noir” italiano. Cresciuto nel quartiere Novoli di Firenze, la sua vita ha preso una piega drammatica che lo ha portato a vivere per strada, affrontando violenze, furti e umiliazioni come senzatetto. Quell’oscurità è diventata la sua luce artistica. Grazie alla forza di rialzarsi e al supporto fondamentale di sua madre, Chrisjane ha trasformato le cicatrici in musica. Accompagnato dal talento di Sandonoir, ha creato un immaginario dove il dolore della strada si trasforma in ambizione regale.Oggi, da Terranova da Sibari (Calabria), l’artista lancia NOIR X: non solo un EP, ma la prova vivente che si può toccare il fondo e tornare per reclamare la propria “Tomba d’Oro”.”Ho vissuto tra i dimenticati, ora scrivo musica per essere ricordato.”
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SALVATORE SCARANTINO“ALICE” IL NUOVO SINGOLO IN USCITA IL 6 FEBBRAIO 2026
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Esce il 6 febbraio 2026“Alice”, il nuovo singolo di Salvatore Scarantinoin distribuzione con Sorridi Music.Il brano è scritto dallo stesso artista e arrangiato dal Maestro Nando Di Stefano.
“Alice” è un racconto intenso e autobiografico che affronta il tema del conformismo socialee della libertà individuale. Attraverso la storia di una madre e di sua figlia, il brano mette in luce il peso degli stereotipi imposti da una società che tende a omologare, facendo credere agli individui di aver trovato la propria realizzazione solo adeguandosi a modelli prestabiliti.
Crescendo, Alice sceglie di osare: rifiuta una vita già scritta e decide di seguire la propria vera essenza, anche a costo di deludere le aspettative familiari.
Il messaggio del singolo è chiaro: nessuno dovrebbe permettere ad altri di decidere la propria vita, perché vivere una realtà che non ci appartiene porta solo allo spegnersi dei sogni, tra noia e tristezza.
“Alice” è un brano profondo e attuale, che invita all’ascolto consapevole e al coraggio di essere sé stessi.
ascolta qui https://open.spotify.com/intl-it/artist/2BoSOyxGea49yaseMV8aLk?si=4acmnVUVR4yLKw9pv31cTg)
Video Ufficiale disponibile alle 20:00 dal 7 Febbraio
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Mariano Sabatini torna in libreria con “Mutevoli nascondigli”, un thriller mozzafiato, duro e scioccante, dove anche il lettore finirà per non fidarsi di nessuno
Il giornalista e scrittore Mariano Sabatini è in uscita dal 12 marzo con “Mutevoli nascondigli” (Indomitus Publishing), l’attesissimo terzo capitolo della serie con protagonista Leo Malinverno.
Nel cuore di una Roma oscura e corrotta, Leo Malinverno, audace giornalista investigativo, è pronto a sfidare di nuovo l’abisso. Il Tatuatore è tornato. Sfuggito alla giustizia, questa volta non esita e non sbaglia mira: un attacco brutale riduce Malinverno in fin di vita.
Ma il male non attende. Mentre il giornalista lotta per rimettersi in piedi, un nuovo orrore squarcia la capitale: la decapitazione del celebre scrittore Petronio Grigo, maestro dei bestseller e divo mediatico, ma anche burattinaio invisibile di intrighi malavitosi. E non è che l’inizio: una catena di omicidi si dipana, rivelando ipocrisie letali, invidie, violenze e inganni sepolti nei mutevoli nascondigli dell’animo umano, dove il confine tra vittima e carnefice si dissolve.
Tra dolori lancinanti, ferite dell’anima, nostalgie che divorano e assenze che urlano, Malinverno dovrà fronteggiare anche i demoni del suo ambiente: slealtà professionali e rivalità con giovani colleghi affamati di scoop. Riuscirà a riaccendere il fuoco interiore per smascherare la rete di corruzione in cui rischia di smarrirsi?
“Leo Malinverno era molto atteso da chi aveva letto i precedenti romanzi che lo vedono protagonista, i suoi estimatori me lo chiedevano da tempo sui social – ha dichiarato l’autore. A distanza di dieci anni torna il giornalista investigativo romano che, al solito in una Roma distratta e disseminata di insidie, dovrà cavarsela al meglio, cercando di far emergere verità molto scomode. Tra alterne vicende personali e qualche fermo, ho impiegato quattro anni per portare a termine ‘Mutevoli nascondigli’, che nella finzione narrativa riparte esattamente da dove era finito ‘Primo venne Caino’. I lettori e io siamo più vecchi di dieci anni, quindi, mentre Malinverno, nonostante le serie traversie sanitarie, viaggia sempre gagliardamente, intorno alla quarantina. Beato lui!”.
“Indomitus Publishing è orgogliosa di annunciare l’arrivo in catalogo di Mariano Sabatini, autore romano classe 1971 che da anni incanta i lettori con il suo stile unico, capace di intrecciare suspense mozzafiato, introspezione psicologica e un ritratto tagliente della Capitale – ha commentato l’editore Davide Radice.
Giornalista di lungo corso per i maggiori quotidiani, periodici e web, Sabatini ha firmato programmi TV di successo per la RAI e altri network nazionali, ideato rubriche radiofoniche e continuato a essere presenza costante in televisione come commentatore.
Con il suo esordio narrativo ‘L’inganno dell’ippocastano’ (2016) ha vinto il Premio Flaiano e il Premio Romiti; il secondo capitolo ‘Primo venne Caino’ (2018) si è aggiudicato tra gli altri il Premio Giallo Ceresio e il Premio Città di Como. Entrambi i romanzi sono stati recentemente ripubblicati da Indomitus e hanno costruito una fanbase fedele che da quasi dieci anni attendeva con impazienza il ritorno di Leo Malinverno, il giornalista investigativo più tenace e carismatico del noir italiano contemporaneo.
‘Mutevoli nascondigli’ – terzo capitolo della serie – segna l’ingresso ufficiale di Sabatini nella squadra di autori italiani bestseller di Indomitus Publishing, specializzata in gialli, thriller e noir di qualità. Qui ritroveremo una Roma oscura e corrotta, il ritorno del Tatuatore, una decapitazione che scuote il mondo letterario e malavitoso, una catena di omicidi che dissolve i confini tra vittima e carnefice, e un Malinverno ferito nel corpo e nell’anima, costretto a combattere anche contro slealtà professionali e demoni interiori.
Benvenuto, Mariano: la tua voce è esattamente ciò di cui avevamo bisogno per continuare ad appassionare i nostri lettori con la narrativa crime di qualità!”.
Un thriller duro, scioccante e psicologicamente profondo, che eleva ulteriormente il livello di una serie già iconica e che promette di conquistare sia i fan storici sia i nuovi lettori del genere.
DATI TECNICI
Titolo: Mutevoli nascondigli
Autore: Mariano Sabatini
Casa editrice: Indomitus Publishing
Data di pubblicazione: 12 marzo 2026
Costo: ebook € 6,99 (in esclusiva su Amazon, incluso in Kindle Unlimited) / paperback € 17,99 in libreria e su tutti gli store online
Pagine: 306
Link al sito: https://www.indomitus-publishing.it/product/mutevoli-nascondigli-mariano-sabatini/
BIOGRAFIA AUTORE
Mariano Sabatini è nato nel 1971 a Roma, dove vive. Ha scritto per i maggiori quotidiani, periodici e per il web, ha firmato programmi televisivi di successo (tra i quali “Tappeto volante”, “Parola mia” e “Uno Mattina”) per la RAI e altri network nazionali privati. Ideatore e conduttore di rubriche radiofoniche, continua a frequentare la TV come commentatore e scrive racconti per riviste popolari.
Ha partecipato a diverse antologie e proposto una novella per bambini dal titolo “Una cagnolina non vola mica” (Chiaredizioni, 2021). Dopo diversi libri saggistici, con “L’inganno dell’ippocastano” (2016), suo primo romanzo, ha vinto il premio Flaiano e il Romiti; “Primo venne Caino” (2018) si è aggiudicato tra gli altri il Giallo Ceresio e Pemio Città di Como. Entrambi sono tradotti all’estero.
CASA EDITRICE
Indomitus Publishing è una casa editrice alternativa, indipendente e attenta nello scegliere accuratamente storie avvincenti per il mercato editoriale dando fiducia ai bravi Autori italiani e rispettando la natura grazie ad un’attenta pianificazione delle tirature per evitare sprechi.
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“The Sisterhood 2” è il nuovo album di Sarah Jane Morris & Tony Rémy. Live a Roma, Milano e Pesaro
Dal 6 marzo 2026 è disponibile sulle piattaforme digitali e in formato vinile e CD “The Sisterhood 2”, il nuovo album di Sarah Jane Morris & Tony Rémy presentato dal vivo l’8 marzo al 229 Great Portland St. di Londra, in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Annunciati i concerti in Italia a Roma, Milano, Pesaro.
L’acclamata vocalist britannica Sarah Jane Morris e il chitarrista Tony Rémy presentano “The Sisterhood 2”, un album composto da 11 nuovi brani che celebrano alcune delle più influenti cantautrici del nostro tempo.
Molti conosceranno già The Sisterhood, il progetto che Sarah Jane Morris e Tony Rémy presentarono nel 2024 e in cui dieci delle più importanti cantautrici del Novecento erano al centro di un originale ciclo di canzoni, ma sia Morris che Rémy già sapevano non sarebbero state sufficienti: altre dovevano essere incluse. Lo slancio creativo non si è mai fermato e, già alla prima esecuzione dal vivo, The Sisterhood era salito a dodici song, con nuove canzoni di Patti Smith e Sinéad O’Connor, recentemente e scomparsa, aggiunte alle dieci originali. Da allora ne sono state scritte altre nove. Peggy Seeger, Etta James, Joan Baez, Dolly Parton, Bonnie Raitt, Joan Armatrading, Janis Ian, Tracy Chapman e Amy Winehouse sono diventate parte del progetto, riunite in questo secondo volume di straordinaria qualità.
Morris afferma che ci sono tre requisiti fondamentali perché una cantante entri nella “Sisterhood”. Condizione necessaria: tutte devono essere artiste di eccellenza e originalità. In secondo luogo, devono essere autrici oltre che interpreti. Infine, quasi tutte devono avere compreso durante la loro carriera, che talento e successo devono servire ad esprimersi su temi di coscienza civile. Hanno accettato la responsabilità che deriva dall’opportunità: essere testimoni, portavoce e sostenitrici di chi non ha voce. Tutte possiedono coraggio e guidano con l’esempio.
Sarah Jane Morris è perfettamente consapevole della potenza e della qualità del suo strumento vocale, rimasto intatto mentre domina il palco nel suo quinto decennio di carriera come cantante di fama internazionale. La sua intelligenza, l’estensione espressiva e la capacità di costruire narrazioni ed emozioni raggiungono qui uno dei loro punti più alti. La formazione teatrale le permette di interpretare testi lunghi e complessi con un’articolazione impeccabile. “The Sisterhood 2” offre nuovo materiale all’altezza di tali qualità.
Con Tony Rémy (amico e collaboratore sin dagli anni Ottanta) ha trovato il partner creativo ideale. Si conoscono così bene – condividendo standard elevatissimi e una pratica artistica di livello mondiale – che il loro lavoro procede con comprensione naturale e fiducia assoluta. Tony è da tempo considerato uno dei chitarristi più importanti e versatili al mondo: ha persino sostituito Clapton nella band di Jack Bruce, è maestro di Soul, Jazz, Funk e African Blues, oltre che compositore originale e inventivo. Il suo ruolo in The Sisterhood come coautore e coproduttore è l’altra metà di un’equazione magica: la voce, le parole, la chitarra, l’esperienza condivisa e una conoscenza infinita di ciò che serve e di come ottenerlo. Morris e Rémy hanno tutto questo, e “The Sisterhood 2” è il loro ultimo capolavoro.
Secondo Sarah, The Sisterhood riguarda il passaggio della torcia da sorella a sorella. Ascoltando queste splendide canzoni, diventa evidente che Sarah stessa è una delle portatrici di quella torcia, e che questo progetto è la prova definitiva del suo posto tra le migliori.
“Longing To Be Free” (Peggy Seeger): è un potente inno femminista e una narrazione biografica degli eventi, delle relazioni e delle battaglie di una vita leggendaria di attivismo musicale.
“Oh Mother My Mother” (Sinéad O’Connor): è al tempo stesso un’elegia celtica e un sogno ovidiano, in cui Sinéad e sua madre si ritrovano come uccelli accanto a un lago immaginario, tentando una riconciliazione fuori dal tempo.
“I Can Hear Jesus Weeping” (Tracy Chapman): melodicamente incantevole, esprime un’amara accusa per l’abbandono di chi ha più bisogno di protezione: “Abbi pietà di noi e di coloro che non possono sentire il pianto dei bambini.”
“The Edge is Where the Magic is Found” (Amy Winehouse) è una ballad jazz che Amy stessa avrebbe amato, focalizzata sull’arte della giovane cantante, accennando con delicatezza alla tragedia della sua caduta.
“Love Wit & Stardust” (Dolly Parton): rende omaggio alla donna che, forse più di chiunque altra, ha saputo comunicare valori universali di inclusione, generosità e chiarezza morale a tutti, “dal Paradiso al Grand Old Opry.”
“Always Both and Never” (Joan Baez): descrive il paradosso per cui la non violenza militante rischia comunque una rappresaglia mortale; il brano ricorda l’eroismo e il sacrificio che convivevano con l’edonismo degli anni Sessanta.
“Sweet Mama Raitt” (Bonnie Raitt): è impreziosita da un tributo vocale perfettamente cesellato: “Le tue canzoni mi fanno sentire come se avessi parlato con te”, e rende omaggio in particolare allo straordinario brano di Raitt sulla donazione di organi.
“Let Only Love Remain” (Joan Armatrading): è un tour de force musicale che dimostra una comprensione sottile della sua arte, avvolgendo al tempo stesso l’enigma della sua privacy gelosamente custodita.
“Crazy Angel” (Patti Smith): è una splendida poesia performativa sostenuta con eleganza, che deve molto alla stessa Patti ma che esprime con forza la propria intenzione artistica. Nelle mani di Morris, l’arte di Patti diventa uno specchio della magnificenza di Smith.
“Also Known as Etta James” (Etta James): è un brano oscuro e pulsante, carico dell’atmosfera di pericolo che caratterizzava la vita di un’artista nera senza compromessi nell’America del suo tempo.
“The Dignity of Love” (Janis Ian): è un brano che proclama con eleganza l’amore umano in tutta la sua diversità, chiude l’album con un finale gloriosamente sostenuto di oltre nove minuti, lasciando l’ascoltatore desideroso di ascoltare ancora.
Guarda il videoclip su YouTube del singolo in radio “The Edge is Where the Magic is Found”: https://www.youtube.com/watch?v=UiSc6fYMyz4
Sarah Jane Morris & band tornano in Italia per presentare dal vivo il nuovo album:
- 23 Aprile – Roma: Auditorium Parco della Musica (info biglietti: https://www.ticketone.it/event/sarah-jane-morris-the-sisterhood-vol-2-auditorium-parco-della-musica-ennio-morricone-20748918/)
- 8 e 9 Maggio – Milano: Blue Note (info biglietti: https://www.bluenotemilano.com/evento/concerto-sarah-jane-morris-the-sisterhood-8-maggio-2026-milano/)
- 22 Maggio – Pesaro: Teatro Sperimentale (info biglietti: https://www.teatridipesaro.it/spettacolo/sarah-jane-morris/)
BIO
Sarah Jane Morris è una delle forze creative più importanti del panorama musicale mondiale. Dovrebbe essere coccolata e conservata in una teca, perché persone come lei non capitano spesso: è così raro incontrare qualcuno così costantemente disposto a sperimentare e reinventarsi nella ricerca dell’eccellenza musicale.
Famosa per il suo duetto di “Don’t Leave Me This Way” con Jimmy Somerville, uno dei singoli più venduti del 1986, ha lanciato il suo primo album solista nel 1989 e ha supportato i Simply Red in giro per l’Europa, ottenendo un successo radiofonico con “Me and Mrs. Jones”. Nel 1991 Sarah Jane scrisse il testo di “I’m missing you (Se stiamo insieme)” la canzone con cui vinse il Festival di Sanremo insieme a Riccardo Cocciante. La versione inglese della canzone ebbe successo in Europa con la Virgin Records. Sarah Jane ha realizzato 16 album solisti, tra cui vari album per Irma Records di Bologna, con cui ha un’ottima amicizia musicale. Sarah Jane gestisce la sua etichetta discografica, Fallen Angel Records, ma considera l’Italia come una seconda casa, poiché le è stata molto vicina nel corso degli anni. Il suo ultimo album si intitola “The Sisterhood”, in cui ha scelto dieci artiste femminili, partendo da Bessie Smith e arrivando a Kate Bush, Annie Lennox e Sinead O’Connor. Le canzoni parlano delle donne e delle battaglie che spesso hanno dovuto affrontare per essere ascoltate su un piano di parità, o anche solo essere ascoltate.
L’album fu lanciato al Alexandra Palace Theatre di Londra il 8 marzo 2024, in occasione della Giornata Internazionale della Donna.
“The Sisterhood (vol. 2)” è il nuovo album di Sarah Jane Morris disponibile dal 6 marzo 2026.
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“Le Tue Ali”, il viaggio tra due mondi nel nuovo brano di Mouez
Il rischio, quando si parla di pop melodico, è di scivolare nell’ovvio. Ma la storia di Mouez, all’anagrafe Mouez Frejani, ha un sottotesto anomalo: è la storia di un’identità bifronte, tesa tra le due sponde del Mediterraneo, Mazara del Vallo e la Tunisia, e di un sogno tenuto sotto chiave per quindici anni. Un’ambizione confinata in un cassetto che, in questo caso, è rimasto serrato oltre ogni ipotesi di transitorietà. Un’interruzione iniziata nel 2009, quando il suo percorso ad Amici si arresta bruscamente, relegando testi e scrittura a una lunga invisibilità. Quindici anni passati a osservare la discografia accelerare, mentre la propria voce restava in apnea, in quel limbo transfrontaliero che appartiene a chi cresce nello specchio d’acqua che divide e unisce due mondi.
Oggi quel cassetto si apre per una convergenza inattesa, che colloca il ritorno di Mouez sotto l’egida di Mimmo Paganelli, figura centrale della canzone d’autore italiana (Rino Gaetano, Mia Martini, Vasco Rossi, Mina, Guccini, Tiziano Ferro, Roberto Vecchioni e molti altri), che sceglie di accompagnare un autore di 34 anni rimasto fuori dal mercato per oltre un decennio. Una decisione che va in controtendenza rispetto alle dinamiche dell’industria contemporanea, sempre più spesso fondate sull’urgenza, sulla precocità e sulla visibilità immediata.
“Le Tue Ali”, il suo nuovo singolo, non ha nulla a che vedere con un’operazione di rilancio né rappresenta un riscatto tardivo. Nasce da una telefonata notturna, da una conversazione protratta per ore, e dall’esigenza di scrivere una canzone che potesse sostenere qualcuno nel momento in cui stava cedendo.
Il brano prende forma in poche ore, assumendo fin dall’origine una funzione precisa. Il centro narrativo è infatti un girasole, fiore tatuato sul braccio della persona a cui la canzone è dedicata. Attorno a quell’immagine Mouez sviluppa una scrittura essenziale, che affida il proprio senso a microscopie riconoscibili, fotogrammi quotidiani. Il sorriso, nel testo, è una legittima difesa, uno strumento di sopravvivenza che non fa sconti al passato.
«Ho parlato con lei per ore al telefono – racconta Mouez -. Volevo regalarle un motivo per restare a galla. Mi ha raccontato di un girasole che ha tatuato sul braccio, un segno di rinascita che si è portata sulla pelle nei momenti più difficili. Da lì è nato lo special del brano. È una canzone che ho scritto per lei, ma che spero possa essere utile anche a chi ascolta.»

Nel pezzo, Mouez canta: «Ogni sorriso che doni è un seme che fiorirà nel giardino di girasoli che mai svanirà»; una frase frutto di una constatazione sviluppata nell’esperienza di chi ha imparato a coltivare il valore del ritorno proprio quando tutto sembrava destinato a scomparire.
La scelta di Paganelli di sostenere questo progetto, in un settore che tende a escludere chi non risponde ai tempi dell’algoritmo, sottolinea che investire su un autore con un percorso irregolare significa rimettere al centro un’idea diversa di maturazione artistica: non la velocità, ma la durata; non l’esposizione precoce, ma la responsabilità della scrittura.
Culturalmente, il brano dimostra che esiste ancora spazio per una canzone che nasce per accompagnare, non per intercettare una finestra di attenzione.
“Le Tue Ali” rimette infatti in circolo una possibilità dimenticata, quella che la musica possa tornare a essere una guida, una bussola per chi ha smarrito l’orientamento, senza bisogno di dichiararlo e di erigersi a messaggio.
Non ci troviamo di fronte alla classica d’amore; piuttosto, a un “intervento d’urgenza” per le persone che amiamo, nato da una telefonata notturna e cristallizzato attorno a un simbolo tatuato sulla pelle.
Nel tempo in cui il pop sembra aver smarrito la sua funzione sociale, Mouez recupera quella dimensione di “abbraccio virtuale”, portando con sé il peso di provini interrotti e ripartenze faticose, con l’approvazione di un veterano della Canzone Italiana come Mimmo Paganelli.
Un fallimento trasformato in volo, mediante la pazienza, la determinazione e la capacità di attraversare i momenti bui senza lasciarsi consumare. È qui che l’artista, dopo aver protetto un archivio di parole rimaste silenti dal 2009, decide che è il momento di regalare un paio d’ali ai propri demoni e a quelli di chi lo ascolta.
Anziché cantare per occupare una posizione in classifica, Mouez canta per occupare uno spazio nel giardino di chi, come la protagonista del brano, ha bisogno di ricordarsi che le nuvole passano, ma noi restiamo qui.
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Andrea Mucciarelli – 1St2Nd3Rd Da venerdì 13 marzo 2026, disponibile questo disco soltanto in formato digitale
Pubblicato dall’etichetta indipendente Wow Records, disponibile solo sulle piattaforme digitali da venerdì 13 marzo, 1St2Nd3Rd è la nuova realizzazione discografica del talentuoso chitarrista jazz Andrea Mucciarelli, la prima da leader. Al suo fianco, in questa avventura, due brillanti partner artistici: Marco Benedetti al contrabbasso e Andrea Beninati alla batteria.Il CD è formato da otto intramontabili standard appartenenti alla tradizione jazzistica: Wudy–Woody’N’ You – Dizzy Gillespie, Falling Grace – Steve Swallow, Bellae Melonae-Little Melonae – Jackie McLean, Along Came Betty – Benny Golson, Isfahan – Duke Ellington, Stablemates – Benny Golson, Lulu’s Back in Town – Al Dubin–Harry Warren e Puttin’ On the Ritz – Irving Berlin. È un album che, apertamente, rappresenta una dichiarazione d’amore per la tradizione del jazz, seppur reso ancor più interessante grazie alla notevole personalità musicale di Mucciarelli e del suo trio, con una brillante (ri)lettura melodica, ritmica e timbrica di alcuni brani. Altri, invece, sono stati selezionati direttamente in studio di registrazione e interpretati con maggiore spontaneità.Andrea Mucciarelli descrive così la genesi e il mood di “1St2Nd3Rd”: «Mi è sempre piaciuto suonare gli standard: in primis perché il loro studio è stato ed è fondamentale per la mia crescita come musicista, ma anche perché ho sempre avuto l’inclinazione a rimaneggiarli, sia come pretesto per lo studio di certi parametri musicali, sia come mezzo per l’espressione della mia creatività. Così ho deciso che il mio primo disco sarebbe stato proprio di soli standard, alcuni rivisitati e lavorati più a lungo, altri suonati in maniera più spontanea, scelti ed eseguiti direttamente in studio di registrazione. Ho anche scelto di essere il più sintetico possibile in termini di lunghezza dei brani, semplicemente perché credo che la forma breve sia quella che più mi si addice, sia umanamente che come musicista, sia da esecutore che da ascoltatore. Anche se questo è il mio/nostro primo lavoro discografico, il trio esiste da tanto tempo. Con il contrabbassista Marco Benedetti e con il batterista Andrea Beninati c’è un grande affiatamento umano e musicale».