Blog

  • “UNIVERSAL” non è una raccolta di tracce: MaxNeri costruisce un album elettronico con una traiettoria narrativa

    La club culture italiana degli anni Novanta incontra la nuova geografia elettronica globale con cinque voci femminili e un viaggio sonoro in 15 tracce che intreccia lingue, ritmi e immaginari diversi. Il DJ e producer italiano MaxNeri, con un percorso radicato nella cultura club dei primi anni Novanta e una formazione classica al sassofono, torna con un disco che affronta la struttura dell’album come atlante sonoro, “UNIVERSAL”.

    Il progetto non segue un unico genere, muovendosi tra afro house, melodic techno, synthwave e sonorità mediterranee, per tenere insieme lingue diverse — italiano, inglese, francese, portoghese, spagnolo, dialetto salentino e richiami partenopei —come parte integrante dell’architettura dei brani.

    La produzione, che lavora su una contrapposizione costante, vede da una parte l’elettronica, i synth analogici e i groove da club; dall’altra, l’uso di strumenti reali — sitar, oboe, sax, flauto, clarinetto, fisarmonica e fiati bandistici —, infondendo al disco un respiro acustico e una fisicità che richiamano la stagione aurea dell’elettronica europea, quando la cura per il suono analogico era il presupposto necessario di ogni incursione sintetica.

    Ogni traccia del disco è una rotta, una finestra aperta su un luogo specifico. Il Brasile caldo e fisico di “Pulso Dourado”, l’alba di “Before the Sunrise”, il mare come simbolo di libertà in “Non torno più”, la notte francese di “Dans la Nuit”, il mito mediterraneo di “Cor’e’Mar”, la piazza salentina e ribelle di “Mo’ sona la festa”, la scossa elettronica di “Far from Here”, fino alla chiusura ipnotica e d’ampio raggio di “To the Desert”.

    Le voci sono uno degli assi portanti di “UNIVERSAL”. Neuma, Nasha, Margot, Leonor ed Élen Virel non intervengono come semplici featuring, ma come presenze distinte e ben definite, ciascuna legata a una lingua, a una cultura, a una diversa idea di movimento. Neuma firma il versante notturno, elettronico e introspettivo in inglese; Nasha apre al calore mediterraneo tra spagnolo e mantra; Margot porta la lingua italiana, la ribellione e una presenza più terrena, istintiva, legata al corpo, al mare e alla piazza; Leonor delinea la dimensione lusofona e tribale; Élen Virel definisce il capitolo francese, urban e notturno.

    Questa pluralità di voci, suoni, atmosfere e colori diventa il tratto identitario di un album che non si presenta come una collezione di singoli slegati, ma come una sequenza di tappe di un unico viaggio.

    Con “UNIVERSAL”, MaxNeri prova a rispondere a una domanda che attraversa molta della musica elettronica contemporanea: come si può produrre un suono internazionale senza perdere provenienza, storia, radici, tradizioni? La risposta arriva con un progetto che guarda fuori dall’Italia, ma porta con sé una sensibilità tipicamente nostrana: la cura melodica, l’attenzione per la voce, il senso del contesto, del paesaggio, il gusto per la narrazione, il rapporto con la cultura dance e progressive.

    “UNIVERSAL” parte dal calore del corpo e arriva al deserto, passando per il mare, la città, la notte, la festa, i ricordi, il confine personale e il desiderio di un altrove possibile. Una sintesi tra la fisicità del dancefloor e la necessità di un racconto.

    A seguire, tracklist e track by track del disco:

    “UNIVERSAL” – Tracklist:

    1. “Pulso Dourado” (feat. Leonor)
    2. “Before the Sunrise” (feat. Neuma)
    3. “Non torno più” (feat.Margot)
    4. “Zama Leyo” (feat. Nasha)
    5. “Dans la Nuit” (feat. Élen Virel)
    6. “Eh vai, eh vai” (feat. Margot)
    7. “Back to You” (feat. Neuma)
    8. “Cor’e’Mar” (feat. Nasha)
    9. “Don’t Touch My Silence (Elettro Vision)” (feat. Neuma)
    10. “Roda Devagar” (feat. Leonor)
    11. “Move Your Body” (feat. Neuma)
    12. “Mo’ sona la festa” (feat. Margot)
    13. “Don’t Stop Now” (feat. Nasha)
    14. “Far from Here” (feat. Neuma)
    15. “To the Desert” (feat. Neuma)

    “UNIVERSAL” – Track by Track:

    Ad aprire il disco è “Pulso Dourado”, interpretata da Leonor: un brano attraversato da vibrazioni afro-tech, richiami brasiliani e melodic techno, in cui il portoghese diventa percussione, respiro, pulsazione. Il titolo — “battito dorato” — definisce subito il clima dell’album: sole, corpo, pelle, ritmo, movimento.

    Con “Before the Sunrise”, affidata alla voce di Neuma, il viaggio cambia prospettiva. Il pezzo si concentra sul tempo che precede l’alba, su quegli istanti in cui le cose non sono ancora concluse e non sono più interamente salve. Qui la trama synthwave ed electropop è sostenuta da una linea melodica che inserisce l’oboe come segno distintivo.

    Il primo capitolo italiano arriva con “Non torno più”, interpretata da Margot. Il titolo diventa la frase di chi decide di interrompere un ritorno, lasciare ciò che ferisce, cambiare rotta.

    “Zama Leyo”, con Nasha, sposta invece il baricentro verso una dimensione più organica, sensuale e fluida. Spagnolo, mantra vocali, flauto, clarinetto, afro house e deep house regalano al brano un ritmo che avvolge, accompagna, trascina.

    Con “Dans la Nuit”, cantata da Élen Virel, l’album entra in una notte francese dal respiro europeo. Italo-disco anni ’80, electropop contemporaneo, sax soprano, piano, pad analogici e drum machine filtrate definiscono una traccia in cui il francese crea intimità, mentre la frase inglese “Feel the fire” apre il pezzo a un’identità più ampia.

    La parte più solare e diretta del disco arriva con “Eh vai, eh vai”, ancora con Margot: un mantra pop-dance mediterraneo, immediato, da riva e notte estiva. Qui MaxNeri lavora sulla semplicità: poche parole, una ripetizione che si fissa nei pensieri, una voce che guida il movimento.

    “Back to You”, con Neuma, riporta “UNIVERSAL” in una zona più interiore. È una traccia sull’attrazione che continua a richiamare, sul ritorno mentale verso una persona, un ricordo, una figura con cui non si ha chiuso davvero. La scrittura si muove tra scintille, silenzi, eco, correnti e fuoco sotto la pelle, mentre la produzione mantiene un’andatura melodica costante.

    “Cor’e’Mar”, interpretata da Nasha, racconta il mito mediterraneo di Partenope. Tra spagnolo, richiami alla Città del Sole e immagini marine, la traccia assume la forma di una favola elettronica: una figura che danza nel mare, si trasforma, vive nella notte e continua a esistere nella musica.

    Una delle tracce che spostano l’album fuori dalla sola dimensione club, dando al progetto una densità narrativa più marcata, è “Don’t Touch My Silence (Elettro Vision)”, con Neuma. Il brano introduce il tema del confine: «Don’t come closer, don’t pretend» apre una dichiarazione netta di distanza, autodifesa e autonomia. Il silenzio diventa pelle, limite, spazio da non violare.

    Con “Roda Devagar”, affidata a Leonor, il viaggio torna nel corpo attraverso una danza lenta, circolare e ipnotica. Portoghese, fisarmonica sincopata, flauto pan, percussioni afro house, basso e synth stabs creano un pezzo sensuale ma controllato, pensato per entrare nel ritmo poco alla volta.

    “Move Your Body”, nella nuova versione inserita in “UNIVERSAL”, assume invece il ruolo di capitolo retro-futuristico da dancefloor: disco anni ’70, nu-disco, synthwave, melodic techno, EDM e afro-tech si incontrano in una traccia in cui basso disco, chitarre funky, archi, clavinet, handclap, tambourine, sax e synth analogici riportano il movimento al centro del progetto.

    “Mo’ sona la festa”, interpretata da Margot, è uno dei brani più originali dell’album: banda salentina, ska, folk-pop, synthwave scuro ed elettronica contemporanea si fondono in una scena da piazza notturna. Tromba, flicorno, clarinetto, trombone, tuba, tamburo rullante, grancassa da processione, tamburello e fisarmonica dialogano con bassi elettronici e pad analogici. Il testo, in italiano, dialetto salentino e spagnolo, rifiuta manipolazione, possesso e falso desiderio: «Nu sugnu tua, no soy tuya» diventa una frase-cardine di autonomia, mentre la festa non suona per chi ha ferito, ma per chi torna a riprendersi il proprio spazio.

    Nella parte finale, “Don’t Stop Now”, con Nasha, riapre il disco alla spinta collettiva: groove afro-melodico, percussioni, chant vocali, synth emozionali e una tromba riverberata che sembra arrivare da lontano. È il brano della ripartenza, del movimento che non si interrompe.

    “Far from Here”, con Neuma, recupera un’attitudine dance più minimale e memorabile, con un ritornello immediato e una scrittura fondata sull’idea di fuga: «Take me far, far from here. Far away, no fear». Il fischio home made di MaxNeri e il piano dream pluck diventano due firme sonore riconoscibili, piccoli segnali che rimandano alla memoria della dance vecchia scuola senza rinunciare a una produzione attuale.

    A chiudere l’album è “To the Desert”, ancora con Neuma: una traccia notturna, ipnotica, creata tra afrotech, melodic techno, synthwave, EDM, percussioni afro e richiami mediorientali. Il sitar, la scala Hijaz, i vocal chops femminili, gli archi ritmici e il basso EDM portano il disco verso un orizzonte finale che non ha il sapore della conclusione, ma quello di una nuova apertura.

    La traiettoria di MaxNeri aiuta a capire la portata del progetto. La sua formazione parte dalla teoria musicale e dal sassofono classico e jazz, studiati fin dall’infanzia, e si intreccia presto con l’elettronica, le tastiere, i sequencer, i suoni sintetici e le strutture dance. A metà degli anni Novanta vive da vicino la cultura club italiana, lavorando come DJ freelance tra Piemonte e Lombardia e avvicinandosi all’ambiente produttivo legato a diverse etichette dream-progressive.

    Da quella stagione eredita una concezione precisa della musica elettronica: non solo BPM, ma melodia; non solo pista, ma intensità emotiva; non solo produzione, ma riconoscibilità sonora. Negli anni il suo linguaggio attraversa dance, electropop, synthpop, synthwave, dream progressive, melodic techno, afro house, nu-disco, EDM e contaminazioni world, mantenendo una direzione costante: unire tradizione e futuro, club e racconto, strumenti reali e suoni sintetici.

    Ben oltre la logica della traccia funzionale — playlist, club edit, contenuto breve, produzione destinata a consumarsi nello spazio di un algoritmo — “UNIVERSAL” sceglie la forma dell’album con una traiettoria ampia, corale, in cui la dimensione fisica del ballo resta legata alla possibilità del racconto.

    Una cartografia sonora che parte dal dancefloor e si apre al mondo; un progetto che fonde club culture italiana, notte europea, calore afro-brasiliano, festa popolare, deserto, silenzio, corpo, tradizione e futuro.

    Un disco elettronico, ma non impersonale. Un disco da ballare, ma anche da seguire come una mappa, capace di tenere insieme ritmo, identità e racconto senza lasciare che la produzione si consumi come semplice sottofondo.

  • “Spingere” è il nuovo singolo di Charlie Cinelli feat. Manuel Roccia Battaglia

    Dal 26 giugno 2026 è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e dal 3 luglio sarà in rotazione radiofonica “Spingere”, il nuovo singolo di Charlie Cinelli feat. Manuel Roccia Battaglia. 

    Dall’incontro tra Charlie Cinelli, storico cantautore folk dialettale bresciano, e Manuel “Roccia” Battaglia, influencer agricolo e Campione Europeo di Braccio di Ferro (con oltre 100k follower su Instagram), nasce “SPINGERE”.

    Il brano è un vero e proprio inno alla determinazione, alle radici e all’orgoglio del territorio, caratterizzato da sonorità che richiamano la dance anni ’90 di Gigi D’Agostino. Un progetto sostenuto con entusiasmo anche da Orgoglio Bresciano, la community social da 350k follower che dà voce a chi ama Brescia e i bresciani.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Sono sempre stato affascinato da svariati generi musicali completamente diversi tra loro. Quando una melodia mi convince basta trovare la storia da abbinare e il personaggio del Roccia è proprio quello giusto da celebrare. Con il superbo arrangiamento di Cristian Piccinelli è nata questa power song che collocherei nel mio progetto musicale ‘Cassomanfrega’”.

     

    Ascolta il brano: https://ada.lnk.to/spingere 

     

    Il videoclip di “Spingere” è decisamente psichedelico e frenetico, pensato proprio per omaggiare l’estetica dei video musicali di fine millennio. Girato interamente su green screen presso gli studi di Perfect Day Music, il video porta la firma del regista Cristiano Mondini per TRK Studio, che è riuscito a tradurre in immagini la carica ironica e l’energia travolgente del pezzo.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=4NY70nzt6Sw 

     

    Biografia

    Giancarlo Cinelli, in arte Charlie Cinelli, nasce il 21 novembre 1958 a Sarezzo, nella Valtrompia bresciana. Nonostante i primi approcci alle scuole elementari si rivelino poco inclini al solfeggio tradizionale, il suo legame con la musica diventa presto viscerale. Affascinato dalle canzoni dei Pooh, di Battisti e Celentano, la vera folgorazione scatta con il rock dei Led Zeppelin e la vista di una chitarra elettrica sul palco del teatro parrocchiale.

    I primi accordi nascono nella bottega del barbiere del paese, per poi evolversi attraverso studi formali e lo scambio creativo con gli amici, tra il cantautorato di De André, De Gregori e Guccini e il progressive di Genesis e Jethro Tull. La scoperta del jazz (da Miles Davis a Charlie Parker) segna una svolta: Charlie imbraccia il basso e fonda la sua prima band, i Bluesettes. Frequenta per due anni la classe di contrabbasso al Conservatorio, un percorso interrotto solo dalla chiamata alla leva militare.

    Al suo ritorno, la voglia di esplorare il mondo lo spinge verso la musica leggera. Entra nella band di Iva Zanicchi e dà il via a una lunga serie di esperienze internazionali che lo portano a girare l’Europa. In Inghilterra mette radici per qualche anno tra Londra e la Cornovaglia, esibendosi nei contesti più disparati: dai trii jazz alle formazioni country&western, fino alle big band in stile Glenn Miller.

    È proprio la lontananza da casa a far nascere in lui l’esigenza di scrivere canzoni in dialetto bresciano. Al rientro in Italia, la sua carriera si sdoppia con successo: da un lato si afferma come stimatissimo turnista e session player televisivo (Rai, Mediaset) e in studio per i più grandi nomi della musica italiana — tra cui Mina, Zucchero, Ornella Vanoni, Renato Zero, Riccardo Cocciante e Mario Lavezzi — dall’altro dà vita ai Charlie & the Cats, un power trio capace di fondere rozzamente rock, ironia, inglese e dialetto.

    Nel 1998, tornato stabilmente alla chitarra, pubblica il suo primo album solista, Törölölö, una raccolta acustica che introduce sonorità folk grazie a mandolino e fisarmonica.

    Poliedrico e refrattario alle etichette, Charlie Cinelli si muove ancora oggi con totale disinvoltura tra i generi: passa dall’energia elettrica dei Cats alle atmosfere intime della sua Gibson J200 acustica, senza mai dimenticare l’amore per il basso (l’inseparabile Fender Jazz modificato in Inghilterra) con cui spazia tra funk, reggae e blues. Con una discografia ricca e una dimensione live incessante, Charlie continua a dimostrare che il dialetto, proprio come l’inglese, possiede una forza musicale universale capace di abbattere ogni barriera linguistica.

    “Spingere” è il nuovo singolo di Charlie Cinelli feat. Manuel Roccia Battaglia disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 26 giugno 2026 e in rotazione radiofonica dal 3 luglio.

    SOCIAL CHARLIE CINELLI Instagram  | Facebook

    SOCIAL MANUEL ROCCIA BATTAGLIA Instagram  | Facebook

  • “Labirinto” è il nuovo singolo di Ragone

    Dal 26 giugno 2026 è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Labirinto”, il nuovo singolo di Ragone (Up Music / Il Branco Publishing SRL).

    Scritto e composto dallo stesso Vito Domenico Ragone, “Labirinto” esplora le stanze più intime dell’anima, affrontando la delicata tematica della “guerra con se stessi”. Il brano racconta la complessa dinamica di due persone che si cercano e si rincorrono continuamente, faticando però a trovare un equilibrio autentico nel loro rapporto a causa di una profonda interdipendenza. È una riflessione aperta sugli ostacoli mentali che spesso ci costruiamo da soli, barriere apparentemente insormontabili che finiscono per intrappolare i nostri sentimenti, le nostre paure e le nostre fragilità. Attraverso immagini emotive legate alla quotidianità, la canzone descrive un amore forte, ma condizionato dalle esperienze passate e dai percorsi personali di ciascuno. Il sentimento resta vivo e intenso, ma rischia di perdersi nel labirinto dei ricordi e delle insicurezze, chiudendoci in noi stessi e impedendoci di vedere che la via d’uscita è, in realtà, molto più vicina di quanto pensiamo.

    Racconta l’artista a proposito del brano: “Con ‘Labirinto’ ho voluto mettere a nudo una delle dinamiche più complesse e comuni della nostra mente: la guerra con se stessi. Troppo spesso siamo proprio noi i primi a costruirci gabbie invisibili, labirinti mentali fatti di ansie e ostacoli che sembrano insormontabili, quando in realtà la via d’uscita è molto più vicina e semplice di quanto crediamo. La vera svolta arriva nel momento in cui smettiamo di isolarci. Guardandoci intorno, ci accorgiamo che non siamo soli: anche le persone che amiamo e che ci circondano stanno combattendo la nostra stessa identica battaglia. C’è una grande forza terapeutica nella condivisione“.

    Il videoclip ufficiale accompagna il brano traducendo queste emozioni in narrazione visiva, mettendo in scena una fuga continua e a tratti frenetica. Un percorso animato dalla speranza e dalla ricerca vitale di una luce, intesa come una vera e propria uscita d’emergenza dalle situazioni più complicate che la vita ci presenta.

    Guarda qui il videoclip: YouTube

    Biografia

    Ragone è un cantautore originario di Bari. Nutre fin da sempre una profonda passione per la musica, influenzato in modo particolare dallo stile e dalla sensibilità artistica delle grandi voci del pop femminile. Dopo essersi dedicato allo studio del canto con determinazione e aver affrontato le prime esibizioni dal vivo, nel 2025 pubblica le cover di “Arcade” (Duncan Laurence) e “La Nuova Stella di Broadway” (Cesare Cremonini). Nello stesso anno firma con l’etichetta Up Music, con cui realizza il singolo “Restart“, un inno dance alla rinascita interiore che entra nella Top 40 della Radio Airplay Indipendenti Italiani di Radiomonitor. A dicembre 2025 partecipa alla decima edizione del Concerto di Natale Rosso Al Tramonto – Associazione Amici di Martina, trasmesso su Gold TV (Canale 11 Lazio). A giugno 2026 torna sulla scena musicale con il nuovo inedito “Labirinto“, brano che lo porterà a esibirsi sul prestigioso palco dell’Irpinia Pride 2026.

    “Labirinto” è il nuovo singolo di Ragone, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 26 giugno 2026.

    Instagram | Tiktok

  • Real Brida trasforma le doppie radici in linguaggio urban: fuori “DIVINA”, il nuovo singolo per Techpro Records

    L’Italia musicale degli ultimi anni non si riconosce più soltanto negli accenti regionali, nelle scuole cittadine o nelle appartenenze di genere. Sempre più spesso passa da artisti cresciuti con più riferimenti culturali, capaci di portare nella stessa canzone lingue diverse, slang e sonorità internazionali senza sentirli come elementi separati. In questa trasformazione si colloca anche Real Brida, artista di origini albanesi nato a Modica, in Sicilia, che con “DIVINA”, il nuovo singolo pubblicato dalla label romana Techpro Records, firma un brano urban dal sapore estivo, attraversato da una doppia radice linguistica.

    La presenza albanese in Italia non è più da tempo un fenomeno marginale. Secondo i dati ISTAT, nel 2024 quasi 32mila cittadini albanesi hanno acquisito la cittadinanza italiana, confermando una delle comunità storicamente più radicate nel Paese. Dentro questa cornice, anche la musica registra un cambiamento: le origini non vengono necessariamente raccontate come tema esplicito, ma entrano nella scrittura, nella pronuncia, nelle parole lasciate senza traduzione, nel modo in cui un artista crea, consolida e porta avanti il proprio linguaggio.

    “DIVINA” nasce da questa sovrapposizione naturale. Il brano alterna italiano, slang urban e una sezione in albanese, mantenendo una struttura pensata per il club, con un ritornello immediato e una produzione moderna, cucita per avvolgere il testo e pensata per il dancefloor.

    Al centro della canzone c’è una notte fatta di attrazione, sguardi e istinto. Il linguaggio è esplicito ma mai volgare, aderente all’immaginario urban e reggaeton degli ultimi anni, ma sotto la superficie più leggera e danzereccia si fa strada anche un tratto preciso: la figura femminile raccontata in “DIVINA” vuole vivere secondo le proprie regole, fuori da ogni forma di controllo.

    «Malandrina lei divina vuole godersi la vita senza uno che gli dice non uscire con l’amica» è una delle frasi che definiscono meglio il concetto del pezzo: una libertà femminile che non deve chiedere il permesso per esistere.

    Non si tratta di trasformare “DIVINA” in un brano programmatico, né di forzare una lettura sociale su una canzone nata per il club. Il passaggio interessante è un altro: in un testo istintivo, leggero, costruito sull’attrazione e sul movimento, la donna non viene raccontata come figura da trattenere, controllare o ricondurre a un ruolo. È lei a voler uscire, scegliere, divertirsi, sottrarsi allo sguardo di chi decide al suo posto.

    La collaborazione con Techpro Records segna un passaggio importante nel percorso dell’artista. Real Brida ha iniziato a farsi notare grazie alla partecipazione a un concorso promosso dalla label in collaborazione con Stresi, tra i nomi più rilevanti della scena rap albanese. Da quell’esperienza è nato anche “Gun Shoot”, brano realizzato insieme allo stesso Stresi, che ha contribuito ad allargare il suo pubblico e a consolidare un primo ponte tra Italia e Albania. Dopo “Gun Shoot” e “Business”, “DIVINA” mostra una direzione più melodica e accessibile, senza perdere l’impronta street che caratterizza il suo percorso.

    «Con “DIVINA” volevo fare un brano più melodico, qualcosa che arrivasse subito – racconta Real Brida -. Dentro c’è il mio modo di vivere la musica: sono nato in Sicilia, ho origini albanesi, ascolto sonorità diverse e tutto questo entra nei pezzi senza che io debba pensarci troppo. Questa canzone parla di attrazione, di notte, di libertà femminile, ma anche del modo in cui mi muovo tra le lingue e tra i mondi che fanno parte della mia storia.»

    Con questo nuovo singolo, Real Brida porta nel panorama urban italiano il riflesso di una generazione che non separa più le proprie appartenenze. “DIVINA” è il brano con cui l’artista conferma una fase di crescita e una direzione sempre più chiara, sostenuta dal lavoro con Techpro Records e da una scrittura che guarda all’Italia contemporanea da una prospettiva più concreta e aderente alla realtà di chi la abita oggi.

  • “Non mi va” è il nuovo singolo di Alice Blasi

    Da venerdì 26 giugno 2026 è disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “NON MI VA” (TRP Vibes / Track Records Productions) il nuovo singolo di ALICE BLASI.

    “Non mi va” è un brano indie rock diretto e senza filtri che dà voce a chi è stanco di dover dimostrare continuamente qualcosa agli altri. Tra energia, chitarre e un’attitudine libera e anticonvenzionale, la canzone racconta la scelta di smettere di interpretare un ruolo per tornare a essere sé stessi. Un invito a lasciar andare la ricerca della perfezione, accettare le proprie fragilità e vivere con maggiore autenticità.

    “Non mi va” parla ad una generazione che rivendica il diritto di sbagliare, cambiare strada e sentirsi fuori posto senza dover chiedere scusa. È un promemoria che ci ricorda che la vita non è fatta per essere perfetta, ma per essere vissuta, amata e attraversata con coraggio e libertà.

     

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Mi sento di dedicare questa canzone, in particolare, a tutti gli artisti e a tutte quelle persone che ogni giorno scelgono di portare amore e bellezza nel mondo, a chi non accetta di restare in silenzio. Perché, in fondo, l’arte è proprio questo: umanità, bellezza e libertà. Non è sempre facile, in questo gioco di ruoli, scegliere di fare dell’arte una professione: spesso siamo abituati a giudicare e a frenare chi “vola”, chi non si riconosce nelle etichette rigide che noi stessi costruiamo.”

     

    Il videoclip di “Non mi va”, da un’idea di Alice, con i movimenti scenici di Alosha Marino, girato tra i vicoli di Acireale, abbandona una narrazione lineare per lasciarsi guidare dal flusso delle emozioni, della musica e degli incontri. Volti, sorrisi, gesti e movimenti si susseguono in una dimensione sospesa, dove l’arte diventa il linguaggio attraverso cui esprimere sé stessi. Alcune figure in giacca e cravatta attraversano la scena come simbolo di una realtà fatta di convenzioni, aspettative e ruoli imposti: corpi in movimento ma anime immobili, incapaci di lasciarsi sorprendere dalla bellezza che le circonda. Quando queste maschere iniziano a cadere, il rigore lascia spazio all’istinto: le giacche vengono abbandonate, le cravatte si sciolgono e il movimento si trasforma in liberazione. La danza diventa così un gesto di resistenza e consapevolezza, attraverso il quale riconquistare la propria autenticità. Il videoclip si trasforma in un inno alla libertà di espressione, al coraggio di liberarsi dai ruoli imposti e alla scelta di vivere pienamente, con autenticità e consapevolezza.

     

    Guarda il videoclip di “Non mi va” su YouTube

    https://www.youtube.com/watch?v=a9h0GeCfmxs

     

     

    ALICE BLASI | BIOGRAFIA

    Alice Blasi è una cantautrice e musicista emergente, profondamente legata alla musica e, in particolare, alla scrittura.

    Il suo percorso artistico prende forma alcuni anni fa con lo studio della chitarra, strumento che continua ad approfondire. A questo percorso si affiancano, nel tempo, lo studio della tecnica vocale e dell’interpretazione, elementi che hanno contribuito a definire una crescita artistica completa e consapevole.

    La sua cifra stilistica si basa su una scrittura istintiva e autentica, che mette al centro le emozioni. Nei suoi brani racconta le luci e le ombre delle giornate di ciascuno di noi: i momenti in cui l’amore si intreccia con la vita quotidiana e quei silenzi assordanti che spesso cerchiamo di riempire.

    A partire dallo scorso anno, ha pubblicato diversi singoli sotto l’etichetta TRP Music di Riccardo Samperi, dando avvio a un percorso cantautorale in continua evoluzione e crescita.

    Questo giugno torna con il suo quinto singolo, “Non mi va”, che segna un nuovo passo nel suo cammino artistico.

    “Non mi va” è il nuovo singolo di Alice Blasi disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 26 giugno.

     

    Instagram | TikTok| Spotify | Apple Music

     

  • Emilio celebra il successo di “Nada”: il videoclip raggiunge e supera il milione di visualizzazioni

    “Nada”, il nuovo singolo di Emilio, è arrivato in radio e su tutte le piattaforme digitali dal 1 Maggio. Firmato da Emilio e Lortex, il brano racconta una notte sospesa tra musica, sguardi e connessioni improvvise, dove il ballo diventa il linguaggio principale e il tempo sembra fermarsi.

    Il testo trasporta l’ascoltatore in una notte estiva dal sapore quasi irreale. Tra luci soffuse, musica e sguardi che parlano più delle parole, nasce un colpo di fulmine intenso, da togliere il respiro e la capacità di pensare. Il movimento rappresenta l’unico canale comunicativo, il mezzo attraverso cui due persone si avvicinano, si scoprono e si lasciano trasportare da un’energia condivisa, che appare inesauribile e sottraente al contesto, facendo piombare i protagonisti in uno spazio fuori dal tempo.

    Il brano è un invito a vivere pienamente il presente, ad ascoltare le emozioni senza filtri, ad ascoltare sé stessi e gli altri. “Nada” celebra proprio quell’attimo perfetto in cui tutto sembra possibile e l’unico desiderio è restare lì, senza lasciarlo svanire o affievolire. “Nada” non è solo una canzone, ma un’esperienza emotiva che invita a fermarsi, sentire e vivere davvero ogni momento della nostra esistenza.

    Ad accompagnare l’uscita del singolo, un videoclip suggestivo girato nella location dell’aperitif drink Babù a Latina. La regia è firmata da Jellyfish Studio di Davide Pezzella, con la collaborazione di Arianna Ferraioli e Davide Suale. Il video arricchisce la narrazione del brano grazie alla partecipazione delle componenti della Krystal Dancing School, guidate dall’insegnante Noemi Cimenton, dei musicisti della Emilio Live Band e degli attori della “Latina Film Commission”, “associazione culturale Ciak Sabaudia”.

    Con questa nuova hit Emilio apre un nuovo capitolo della sua carriera, confermando la volontà di crescere artisticamente e di continuare a emozionare il pubblico attraverso la sua musica. La sua sensibilità non si ferma al palco: imprenditore agricolo dell’agro pontino e grande amante degli animali, Emilio è attivamente impegnato anche nel sociale. Dedica infatti parte del suo tempo al volontariato, supportando ragazzi con disabilità e anziani fragili.

    Tra i suoi obiettivi futuri, oltre a proseguire il percorso musicale, c’è un progetto ambizioso e profondamente umano per Emilio: realizzare un centro dedicato a giovani con disabilità intellettiva e in condizioni di svantaggio sociale.

    Il comunicato è a cura di Luigi Cacciatori.

    Seguilo su

    📸 Instagram

    🎵 TikTok

    🎧 Spotify

    ▶️ YouTube

  • “Tutto Passa” è il nuovo singolo di Virgì

    Dal 26 giugno 2026 sarà disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali “Tutto Passa”, il nuovo singolo di Virgì (Up Music/Il Branco Publishing).

     

    “Tutto passa” è un brano pop/indie ritmato che affronta il tema della resilienza e del cambiamento, dello scorrere del tempo veloce e la frenesia di una vita che non riesce a rallentare, sottolineando una figura che rimane come punto fermo. Caratterizzato da un’atmosfera ottimista e liberatoria, rimarca il concetto di “viaggiare chilometri senza aspettare”, ma ricorda anche che qualsiasi situazione, bella o brutta, è sempre e solo transitoria. Perché “quando il tempo scivola fra le dita ed il mondo intorno corre troppo in fretta, fermati e respira: tra tutto ciò che passa, tu sei ciò che resta”.

    Racconta l’artista a proposito della canzone: Ognuno di noi ha delle fobie, la mia è quella del tempo. ‘Tutto Passa’ vuole essere un grido di propositività per tutte le persone che come me si ritrovano a rincorrere la vita, con la paura di lasciarsi scivolare il tempo fra le mani, non curanti però del pericolo più grande: perdersi tutto quello che realmente poi ci sta accadendo intorno e vivere”.

     

    Il videoclip della canzone è stato pensato girando una prima scena immaginando di essere davanti ad una tv su un divano rosso, raccontando la prima parte; poi una seconda, girata su sfondo nero in piedi, cercando di trasmettere anche quel senso di spensieratezza che è punto cardine di “Tutto Passa”. Ambientazioni semplici per lasciare alla cantante e al brano la possibilità di “colpire” lo schermo.

    Guarda il videoclip: https://youtu.be/48aHaGVO6_M

     

    Biografia

    Virgì, pseudonimo di Virginia Donnarumma, è una cantautrice salernitana, trasferitasi a Roma per continuare a seguire la sua predisposizione per la musica. Studia da diversi anni canto: nasce come cantante per eventi, ma porta con sé la voglia di trasmettere, con le sue parole e la sua musica, un messaggio alla gente; intraprende poi un percorso di studi con un Bachelor of Arts in Performing Arts per acquisire nuove competenze anche in ambito di composizione e produzione. Continua lo studio del piano e della chitarra, quest’ultima da autodidatta, e partecipa a diversi contest e premi tra cui il Christmas Contest che le permette di stringere la mano a Papa Francesco ed arrivare tra i semifinalisti. Dopo aver cantato anche come artista di strada a Valencia, si rende conto che la cosa che la appaga di più è emozionare il pubblico e decide di avviare un progetto artistico con l’etichetta Up Music, con cui esce con il primo inedito “Tutto Passa”. La sua musica è diretta ad un target di ragazzi che come lei alla sua età si trovano ad affrontare situazioni di vita, dalle più classiche alle più particolari, ma che hanno bisogno alle volte anche di una musica che li “curi”; punta a trasmettere PROPOSITIVITA’. Virgì si lancia nel mondo musicale, tanto determinata ed un po’, se possiamo dirlo, non curante del “pericolo”.

    “Tutto Passa” è il nuovo singolo di Virgì in uscita il 26 giugno 2026 in radio e su tutte le piattaforme digitali.

     

    Instagram | TikTok

  • Don Jio pubblica i nuovi singoli “Bacio Rubato” / “Beso Robado”

    Dal 26 giugno 2026 saranno disponibili sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica Bacio Rubato” / Beso Robado”, i nuovi singoli di Don Jio presentati in anteprima in concerto a Berlino il 21 giugno in occasione della Fête de la Musique durante un set piano e voce.

    Bacio Rubato” racconta il momento doloroso in cui Don Jio prende coscienza di non essere amato con la stessa intensità con cui ama. Il brano parte da un’immagine forte e intima: un bacio rubato” davanti ai suoi occhi, lasciato accadere come se la sua presenza non avesse più valore. Da lì nasce una confessione lucida e vulnerabile, sospesa tra desiderio, delusione e bisogno di salvarsi.

    La canzone esplora il contrasto tra il lasciarsi andare a un sentimento e il rendersi conto che l’altra persona sceglie la distanza, l’ambiguità o l’incapacità di dimostrare amore. Don Jio canta una caduta emotiva, ma anche un atto di dignità: quando capisce di volere di più per sé, comprende che l’unica strada possibile è costringersi a smettere di amare, e sparire da chi non sa o non vuole amarlo abbastanza.

    Con un linguaggio diretto, melodico e intensamente personale, “Bacio Rubato” trasforma una ferita sentimentale in un momento di consapevolezza: amare profondamente non basta, se dall’altra parte non c’è lo stesso coraggio.

    Il sound di “Bacio Rubato” rappresenta una delle cifre più riconoscibili di Don Jio: un pop melodico ed emotivo, costruito solamente su pianoforte, archi e basso, secondo una scelta essenziale ma cinematografica che attraversa molte delle sue canzoni. Un breve intervento di chitarra richiama il mondo latino e dialoga con la versione spagnola del brano, Beso Robado, aprendo a un immaginario passionale in cui amore, desiderio e malinconia convivono con naturale intensità.

    Commenta l’artista sul nuovo progetto: Sono davvero entusiasta di aver avuto l’idea di cantare in italiano. Per me segna una svolta importante, perché è stato tutto diverso fin dall’inizio: dalla composizione del testo al modo in cui sentivo ogni parola mentre la cantavo, quasi fino alla commozione. Le parole arrivavano in modo più naturale, meno cercato, come se fossero già dentro di me. Dopo anni in cui ho scritto e cantato solo in inglese, tornare alla mia lingua madre mi ha fatto riscoprire un rapporto più diretto e viscerale con la scrittura. Con Bacio Rubato” sento di confermare il mio stile e la mia identità artistica, ma allo stesso tempo di aprire una fase nuova del mio percorso. Sono molto curioso di vedere come reagirà il pubblico italiano, e anche quello latino con Beso Robado”. Mi sto dedicando a due universi artistici nuovi per me, ma a cui tengo moltissimo. Credo che da questo momento in poi questa sarà la mia direzione artistica, perché cantare in italiano e in spagnolo mi permette di esprimere qualcosa di più immediato, personale e autentico.”

    Il videoclip di Bacio Rubato” nasce con l’idea di essere essenziale, emotivo ed elegante. Dopo aver esplorato molte location diverse nei video precedenti, Don Jio ha scelto questa volta di concentrarsi soprattutto sull’interpretazione, sul testo e sul messaggio della canzone, senza elementi visivi che potessero distrarre troppo.

    Il video è stato girato a Berlino, in uno spazio raccolto dove ha trovato uno splendido pianoforte a coda. Don Jio appare in smoking, seduto al pianoforte, in una performance semplice ma intensa. Alcune frasi del testo compaiono nel video per rafforzare il contenuto emotivo del brano e guidare l’attenzione dello spettatore verso il significato della canzone.

    La scelta visiva è volutamente minimale: pianoforte, voce, eleganza e interpretazione.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/2iqXv2DNh8I

    Biografia

    Il percorso artistico di Don Jio si sviluppa attraverso una costante evoluzione stilistica e una profonda ricerca di indipendenza espressiva. Fin dall’infanzia, manifesta un legame viscerale con la musica: inizia a studiare pianoforte classico da bambino, canta nel coro dei Piccoli Cantori Veneziani a otto anni e compone la sua prima canzone a soli dieci anni. Durante l’adolescenza e gli anni universitari a Bologna, amplia le sue esperienze suonando la tastiera in una band e partecipando a tournée europee con il coro universitario. Dopo la laurea, consolida la sua formazione iscrivendosi al corso di canto professionale presso la Music Academy di Bologna, dove approfondisce armonia, composizione, blues e jazz.

    Nei primi anni 2000, con il primo nome d’arte Giio, l’artista muove i primi passi nella scena dance, collaborando con diversi DJ e produttori. Nel 2002 firma il suo primo cantato per una voce femminile con Follow Me, mentre nel 2003 esce Physical Attraction, il primo singolo interpretato da lui come Giio. Nel 2006 pubblica Something to Complain, una delle prime canzoni da lui cantate a ottenere un relativo successo. Nel 2009 esce Zigano, brano che raggiunge una buona posizione nelle classifiche inglesi.

    Parallelamente, l’artista co-fonda insieme al collega Dariush il progetto Lunatiq Phase, un duo dedito a un pop elettronico sofisticato, libero e ricercato. Dopo anni di sperimentazione in studio, solo nel 2015 il duo riesce a pubblicare con una casa discografica Different Perceptions, album che raccoglie gran parte della musica prodotta negli anni precedenti e testimonia la loro fase più dance. La piena maturità artistica del progetto arriva però nel 2018 con LP, album che rappresenta la loro opera più compiuta e definisce in modo chiaro il sound caratteristico del duo. Durante questo sodalizio, Giio padroneggia i principali software di produzione musicale digitale (come Cubase e Logic), evolvendo la sua scrittura da una dimensione acustica a una costruzione strumentale completa e autonoma. Con la conclusione naturale del progetto per divergenze artistiche, l’artista sviluppa un linguaggio del tutto indipendente.

    Nel 2010 si trasferisce a Berlino, città che diventa una forte fonte di ispirazione. Spinto dalla necessità di un’espressione più intima, l’artista decide di intraprendere la carriera solista, tornando alla semplicità delle canzoni nate al pianoforte e supportate da arrangiamenti acustici, archi e atmosfere cinematografiche. Questo radicale cambio di genere sancisce la nascita del nuovo nome d’arte: Don Jio. Durante l’emergenza Covid, l’artista si dedica a selezionare e perfezionare i brani a cui tiene di più, scritti in autonomia negli ultimi anni a Berlino, con l’obiettivo di presentare al mondo il suo progetto solista. In parallelo, sviluppa una forte passione per la videografia e il montaggio, imparando da autodidatta a utilizzare programmi di editing video per realizzare personalmente i videoclip di ogni singolo, considerandoli parte integrante della sua identità visiva.

    La produzione culmina nell’autunno-inverno del 2025. A ottobre esce il singolo All I Wanna Do, che anticipa la pubblicazione, nel dicembre 2025, dell’album Way Out. Questo lavoro rappresenta un traguardo di totale autonomia produttiva, curato interamente dall’artista dalla composizione al montaggio visivo. I temi centrali della sua poetica abbracciano i sentimenti, le storie d’amore, la libertà, la rinascita e la valorizzazione dell’imperfezione e della diversità.

    La svolta più recente coincide con il passaggio alla lingua madre. Dopo una produzione interamente in inglese, Don Jio avverte il bisogno di riconnettersi con le proprie radici attraverso il canto italiano e la lingua spagnola, dando vita al progetto Bacio Rubato”, disponibile in streaming dal 26 giugno 2026 insieme alla versione spagnola Beso Robado. L’omonimo singolo, in rotazione radiofonica, sintetizza un pop melodico ed emotivo in cui la fragilità si trasforma in espressione artistica.

    Guardando al futuro, l’obiettivo principale di Don Jio è abbandonare temporaneamente la solitudine dello studio e del computer per concentrarsi sulla dimensione dei concerti dal vivo e arricchire il proprio sound attraverso il confronto con altri musicisti. L’artista esprime il desiderio di lavorare con una band, ritornare al contatto diretto con il pubblico e dedicarsi pienamente al ruolo di cantante, riscoprendo una dimensione musicale collettiva e umana. Il suo primo live importante sarà il 21 giugno alla Fête de la Musique di Berlino.

    Bacio Rubato” è il nuovo singolo di Don Jio disponibile in streaming su tutte le piattaforme digitali dal 26 giugno 2026, insieme alla versione spagnola Beso Robado, e in rotazione radiofonica.

    Instagram | YouTube: DonJioMusic


  • Kanestri debutta con l’album “Difetti di fabbrica”, dal quale è estratto il singolo in radio “Me lo so aggiustare”

    Dal 26 giugno 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in formato cd e vinile “Difetti di fabbrica”, il primo album di Kanestri (Matilde Dischi) dal quale è estratto il singolo in rotazione radiofonica “Me lo so aggiustare”.

    Me lo so aggiustare” è il nuovo singolo di Kanestri, scelto come focus track dell’album d’esordio “Difetti di fabbrica”. Con questo lavoro, il cantautore marchigiano traccia un percorso ancora più profondo all’interno del proprio universo emotivo e sonoro. Il brano si sviluppa su coordinate rock dirette e vulnerabili: una produzione energica e travolgente, caratterizzata da chitarre distorte graffianti, una sezione ritmica incalzante e un ritornello pop-rock immediato e potente. Al centro della narrazione resta l’amore, vissuto nei suoi contrasti, nelle sue rotture e nella voglia di ricominciare: una scintilla vitale, nostalgica e universale da cui prende forma l’intera produzione artistica dell’autore.

    Commenta l’artista a proposito del brano: Ho scelto ‘Me lo so aggiustare’ come focus track del disco perchè è una canzone che per me contiene la soluzione: dar voce ai sogni per trasformare un dolore in una nuova possibilità di ripartenza, per ricostruirsi. Si racconta la fine di una storia amore, tra nostalgia, rabbia e voglia di rimettere insieme i pezzi di quello che resta. E in quel momento, per non avere ne vincitori ne vinti, bisogna essere capaci di guardare oltre e trovare il nostro modo di aggiustare le cose.”

    Il videoclip di “Me lo so aggiustare” è stato girato a Senigallia — città d’origine del cantautore marchigiano — tra la celebre spiaggia di velluto e un campetto da basket, il video è diretto da Andeola Mejia. La clip vede Matteo (alias Kanestri) alle prese con due versioni di se stesso: quella che cerca in ogni modo di fare canestro, anche nelle condizioni più proibitive, e quella che rappresenta la sua vecchia vita.

    Nella creatività di Kanestri, in netta contrapposizione con la sua vena poetica, c’è sempre spazio per un lato ironico e giocoso: il famoso “non prendersi troppo sul serio”. Questo videoclip ne è la prova lampante. Basta un’idea, la voglia di mettersi in gioco e la determinazione nel lavorare per un obiettivo.

    Con “Me lo so aggiustare”, Kanestri si conferma un artista autentico, capace di mettersi a nudo e fare i conti con se stesso senza filtri.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/JcmjvhGp4cs

    Difetti di fabbrica” nasce da un’esigenza precisa: rimettere a posto i pezzi di una vita andata a rotoli e ricercarne il senso. Ogni traccia è un frammento di questo processo, dove la creatività messa al servizio della musica diventa uno strumento per capirsi, accettarsi e, quando serve, ricominciare. “Difetti di fabbrica” è un viaggio dentro le cose che si aggiustano solo guardandole in faccia; il protagonista è l’amore, quello che ti cambia ma non lo dà a vedere, che sceglie un’altra forma ma non sparisce. Un luogo da abitare. È un album dal sound energico e sensibile, vicino di banco del nuovo pop, che abbraccia le influenze dell’indie e del punk rock.

    L’artista spiega il nuovo progetto discografico: “Difetti di fabbrica è un punto di partenza. Dentro ci sono canzoni alle quali devo molto, mi hanno letteralmente salvato la vita; le ho scritte per riempire il silenzio di una stanza vuota, senza immaginare che un giorno sarebbero finite in un disco. Mi sento soddisfatto perché raccontano senza filtri una parte della mia emotività ed esorcizzano anni difficili della mia storia recente. La strada è ancora lunga, ma questo album è il modo più sincero che conosco per provare a rimettere a posto i pezzi.”

    TRACK-LIST:

    1. Paniko
    2. Indispensabile
    3. Arcobaleni
    4. Me lo so aggiustare
    5. Un’altra chance
    6. Nel buio
    7. La musica intorno
    8. Resto qui
    9. In rotta con lo sport

    Biografia

    Kanestri è un cantautore marchigiano cresciuto tra chitarre distorte e campi da basket. Nel suo universo artistico si racconta l’amore nelle sue pieghe più autentiche, sospeso tra verità scomode e sogni di rinascita.

    Il suo percorso con la musica inizia oltre quindici anni fa, durante l’adolescenza, militando nelle prime band punk della provincia; un’esperienza formativa che ha impresso sui piccoli palchi locali quell’urgenza emotiva che oggi è diventata la vera cifra stilistica del suo progetto solista.

    Dopo i primi singoli, che hanno catturato l’interesse degli addetti ai lavori, Kanestri pubblica il 26 giugno 2026 il suo album d’esordio intitolato “Difetti di fabbrica”, stampato dall’etichetta Matilde Dischi e con la produzione artistica di Davide Maggioni. Il lancio del disco è accompagnato dalla focus track “Me lo so aggiustare”.

    Tra i brani più rappresentativi della sua evoluzione figurano anche “Indispensabile”, “Arcobaleni” e “In rotta con lo sport”, tutti disponibili su Spotify, Apple Music e sulle principali piattaforme digitali.

    La proposta musicale di Kanestri si muove su un sound energico e sensibile al tempo stesso: un pop-rock moderno che sposa la freschezza del nuovo pop alle influenze dell’indie e del punk rock. Il tutto guidato da un claim che è un vero e proprio manifesto di autenticità: «scrivo canzoni per rimettere a posto i pezzi».

    “Me lo so aggiustare” è il nuovo singolo di Kanestri in radio dal 26 giugno estratto dall’album d’esordio “Difetti di fabbrica” dal 26 giugno 2026.

    Instagram | Facebook | TikTok | Youtube


  • Suore Bologna feat. William Di Lello e Tiago Da Silva: esce il nuovo singolo “Per sempre estate”

    Dal 26 giugno 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Per sempre estate”, il nuovo singolo di Suore Bologna feat. William Di Lello e Tiago Da Silva. 

    “Per sempre estate” è un brano che descrive, con un linguaggio semplice e senza parolacce, una calda giornata estiva. Non vengono rivelati dettagli sul genere dei protagonisti: è un testo del tutto aperto e fluido, il che consente una varietà di interpretazioni.

    Si avverte una grande energia vibrante che comunica un senso di libertà e spensieratezza, invitando a vivere il momento con intensità attraverso il movimento del corpo, per un’estate indimenticabile per tutti.

    La musica del brano è un mix di culture musicali che include elementi pop, latin, dance e funky. Le percussioni brasiliane aggiungono una dimensione esotica, infondendo nel pezzo un’energia ritmica irresistibile. I suoni percussivi si uniscono ad altri elementi musicali, creando un’atmosfera festosa che invita a ballare e a lasciarsi trasportare dal ritmo.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Questo brano nasce dal desiderio di affermare la propria identità musicale del gruppo Suore Bologna. Dopo undici anni trascorsi a reinterpretare le canzoni del Festival di Sanremo, ho deciso che era finalmente il momento di realizzare il nostro primo inedito. L’incontro con l’artista brasiliano Tiago de Silva, avvenuto durante un evento di raccolta fondi per bambini in Madagascar, ha rappresentato una svolta cruciale. Questo evento è stato organizzato dal mister della Nazionale Italiana Suore Calcio, di cui siamo orgogliosamente parte. Desideravo creare qualcosa che esprimesse la gioia e la libertà tipiche dell’estate. Tiago ha coinvolto William Di Lello, un cantante italo-canadese, e da quel momento è iniziato tutto. Il brano è nato in soli cinque minuti, come se fosse stato sempre lì pronto per emergere da almeno vent’anni. Ricordo che durante una sessione di registrazione, l’aggiunta delle percussioni brasiliane ha finalmente chiuso il cerchio. La combinazione di elementi pop, latin e funky è nata in modo naturale. Ciascuno di noi ha portato le proprie influenze musicali e, senza rendercene conto, abbiamo creato questo accattivante mix di stili. Questo brano rappresenta un passo importante per il gruppo Suore Bologna, un sogno che si realizza grazie alla passione e alla dedizione di tutte le sorelle. L’energia contagiosa e la fusione di stili musicali diversi riflettono la nostra volontà di sperimentare e di portare qualcosa di nuovo e fresco nel panorama musicale italiano anche se non siamo più giovanissime. Il nostro desiderio è di portare al pubblico non solo la musica, ma l’emozione e il divertimento che proviamo nel crearla e nello stare sul palco. Un sogno? Vorremmo esibirci durante la serata delle cover al festival di Sanremo , non preparandola a casa, ma questa volta direttamente sul palco dell’Ariston . Direi che ce lo siamo meritato! Dopo Topo Gigio e Tony Pitoni ,adesso tocca a noi!!”. 

    Il videoclip di “Per sempre estate”, diretto da Caforio Immacolata e Francesco Cerillo — con Davide De Marco come aiuto regia, Filippo Bressan e Virginia Colombara nel ruolo di primo e secondo assistente, la scenografia di Sergio Blanchera, l’assistenza alla produzione di Vincenzo Sorrentino e la fotografia di scena — è ambientato nella splendida cornice di Villa Capriata a Bologna. Le protagoniste, le Suore Bologna, si trovano immerse in una tranquilla giornata in campagna, intente a curare il loro orto. Improvvisamente, una musica travolgente si diffonde nell’aria: c’è una festa nelle vicinanze! Decidono quindi di abbandonare le zappe e dirigersi senza esitazione verso il luogo del festeggiamento. Anche se all’ingresso i bodyguard sorvegliano attentamente gli accessi, le suore, grazie alla loro profonda conoscenza del territorio circostante, riescono a infiltrarsi abilmente. Una volta dentro, si uniscono alla festa, scatenandosi e diventando così le indiscusse protagoniste di Per Sempre Estate.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=cItbImfyRhI&feature=youtu.be

     

    Biografia

    Il progetto delle Suore Bologna nasce nel 2015 dal cortometraggio documentario “AMARE” della regista e pianista Ima Caforio, presentato fuori concorso al Festival di Cannes. L’ispirazione originaria si deve a Suor Alberta, la prima religiosa a suonare il pianoforte davanti al Papa; il suo sogno di far parte di una band viene oggi portato avanti dal gruppo, che la considera il proprio angelo custode. Fortemente ispirata allo spirito di “Sister Act”, questa comedy band è una comunità di donne — madri, amiche e sorelle — unite dalla musica per trasmettere gioia, forza e solidarietà dopo aver affrontato le sfide della vita.

    Dal 2017 il gruppo realizza annualmente la cover di un brano del Festival di Sanremo, pubblicando il video prima della fine della kermesse e conquistando sempre il podio. Anche quest’anno hanno cantato e ballato per le strade, sotto i portici di Bologna e davanti a San Petronio sulle note di “Per sempre sì” di Sal Da Vinci, ottenendo subito un grandissimo successo sul loro canale YouTube.

    I loro video musicali e gli arrangiamenti travolgenti continuano a sorprendere e conquistare il pubblico di tutte le età; tra questi, è diventata viralissima la loro personale versione di “Zitti e Buoni” dei Måneskin. Questo successo mediatico le ha portate spesso in TV, con partecipazioni a programmi RAI come Unomattina e La Vita in Diretta, fino al recente servizio speciale di 7 minuti a loro dedicato da Studio Aperto su Italia 1.

    La formazione dal vivo, guidata dalla lead voice e art director Ima Caforio (che cura arrangiamenti e cori), oscilla tra i 9 e i 15 membri e propone un repertorio di generi popolari reinterpretati con un tocco unico. Il gruppo ha raggiunto una grande popolarità arrivando alla finale di “Tu sì que vales”, confermando il proprio valore con la partecipazione a “Eccellenze Italiane” su RAI e con un servizio sul TG2000. Nonostante il successo, la band mantiene una forte vocazione benefica, utilizzando la propria notorietà per sostenere chi ha più bisogno.

    Instagram | YouTube | Sito Web|  TikTok

    William Di Lello è un cantante e performer italo-canadese nato a Winnipeg, in Canada, e cresciuto tra la Svizzera e l’Italia , un background internazionale che ha arricchito profondamente la sua arte e le sue influenze culturali. Fin da giovanissimo ha coltivato una grande passione per la musica e lo spettacolo , ma la notorietà presso il grande pubblico arriva con la partecipazione al talent show Amici di Maria De Filippi. Questa esperienza televisiva ha rappresentato un trampolino di lancio fondamentale , permettendogli di esibirsi davanti a milioni di spettatori , affinare le proprie doti e mettere in luce una potente versatilità vocale insieme a una spiccata presenza scenica nelle performance live. Caratterizzato da un percorso artistico in continua evoluzione guidato da determinazione e dedizione , Di Lello si distingue per la sua naturale capacità di creare un legame empatico e magnetico con il pubblico. Nel corso della sua carriera ha preso parte a diversi progetti dimostrando un’eccellente capacità di adattamento a differenti generi musicali e stili di performance.

    Instagram

    Tiago Da Silva è un artista, musicista e performer internazionale di origine brasiliana, nato a San Paolo, con oltre quindici anni di esperienza nel mondo dello spettacolo, della musica, della danza e dell’intrattenimento dal vivo. Cresciuto nella cultura del Carnevale, si è affermato come percussionista professionista ed ex “Mestre de Bateria” (direttore di percussioni) nel celebre Sambodromo di San Paolo per la storica scuola di samba Tatuapé. Forte di un’esperienza poliedrica che unisce musica live, danza e recitazione, Da Silva si distingue come creatore di format musicali originali capaci di fondere la tradizione brasiliana con l’etno-fusion e le contaminazioni elettroniche, dando vita a vere e proprie esperienze immersive. Tra le sue creazioni di maggior rilievo, dopo il precedente progetto Ritmo Do Brazil, spicca Ritmo Fit Dance™: un programma di fitness energico e ad alta intensità che combina musica, ritmi latini e movimenti cardio attraverso coreografie accessibili a ogni livello. Insieme al suo team di master trainer, l’artista esporta questo format guidando corsi, masterclass e convenzioni internazionali all’interno dei più grandi eventi fitness del settore.

    Instagram