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  • NORA LUX E IL CICLO DEL FEMMINILE: IL PROGETTO “LE ERETICHE, SANTE E PROFETESSE”

    Il prossimo 20 giugno a Roma, alle ore 17.00, presso il Palazzo di Giustizia in Piazza Cavour nel rione Prati, l’evento inaugurale del progetto “Le Eretiche, Sante e Profetesse” dell’Artista Nora Lux si pone come un’urgenza ontologica nel panorama della cultura contemporanea, un atto di risignificazione che trasforma la performance in un’interpellanza radicale verso i fondamenti della giustizia universale. Non si tratta di una mera rievocazione, ma di un intervento site-specific di portata internazionale, che sfida secoli di storiografia maschile proprio nel tempio della legge codificata. La scelta del Solstizio d’Estate e del Palazzo di Giustizia di Roma non è puramente estetica, bensì una mossa strategica di comunicazione simbolica: nel momento di massima luce solare, l’azione rituale penetra l’oscurità delle sentenze storiche per rivendicare la libertà di pensiero e l’autodeterminazione dell’essere.

    La nota artista visuale e transmediale Nora Lux presenterà in questa occasione la tappa inaugurale del suo nuovo ciclo monumentale, intitolata “LE ERETICHE”.  L’azione avrà quindi luogo nella cornice ieratica di Piazza Cavour, dinanzi al Palazzo di Giustizia, in perfetta coincidenza con il Solstizio d’Estate, e attraverso un linguaggio che fonde corpo, rito e installazione, la performance interrogherà l’istituzione giudiziaria sulla natura del “diritto alla scelta”, riaprendo un processo poetico e filosofico che lega l’attualità della libertà individuale alla profondità millenaria della ricerca di Nora Lux.

    Il baricentro speculativo del progetto risiede nella riscoperta del termine greco hairetikos, ovvero “colui che sceglie”. Nora Lux opera una trasformazione filosofica decisiva: l’eresia smette di essere un marchio d’infamia per divenire un manifesto di autodeterminazione spirituale. In un ribaltamento sistematico della storiografia tradizionale, che ha storicamente silenziato il dissenso femminile, il progetto si configura come un viaggio visivo ed emotivo attraverso sette figure femminili di cui le prime tre hanno osato deviare dal dogma. Questa azione non celebra la vittima, ma la potenza del pensiero non allineato, materializzando a Roma un nuovo paradigma dove l’atto di scegliere è l’unica vera forma di conoscenza sacra.

    L’utilizzo del Palazzo di Giustizia come scenario metafisico crea una frizione feconda tra l’ortodossia del potere e la fluidità del rito. L’imponente architettura giudiziaria diventa il fondale per un’azione dedicata a chi è stato condannato per non essersi piegato alla legge dell’uomo. I giardini di Piazza Cavour si trasformeranno così in uno spazio di connessione tra il “Corpo Terra Acqua” e l’ideale di giustizia intesa come equilibrio cosmico.

    La performance “LE ERETICHE” di Nora Lux, oltre alla Artista protagonista, sarà composta da figure centrali, corrispondenti a tre eretiche medievali che hanno pagato con la vita il proprio diritto alla scelta, Margherita PoreteGiovanna d’Arco e Guglielma di Milano, interpretate rispettivamente dalle attrici Stefania MorraAlberta Perini e Ottavia Dominici, le quali daranno corpo e voce a queste figure, agendo come veicoli di una memoria mai sopita. Sotto la luce del fuoco solstiziale, Nora Lux presenterà simboli inediti che fungeranno da archetipi di trasformazione, facendo diventare la performance un rito di sintonizzazione collettiva.

    L’originalità di Nora Lux risiede nella sua capacità di far convergere la ricerca accademica – attingendo agli studi di Carl Gustav Jung sugli archetipi, di Marija Gimbutas sul matriarcato e di Erich Neumann – con una pratica alchemica e sciamanica vissuta sulla pelle. L’opera non è solo visuale, ma transmediale, integrando video, installazione e sonorità ancestrali.

    I segni creati dall’artista richiamano le miniature circolari di Ildegarda di Bingen, dove la geometria medievale esprimeva l’ordine del cosmo. Questi “segni di trasformazione” agiscono come ponti teologici tra il microcosmo umano e il macrocosmo universale. La narrazione si snoda attraverso le cinque fasi della trasmutazione alchemica: nero, verde, bianco, oro e rosso. Questo percorso non è solo dell’Artista, ma dello spettatore, invitato a subire una metamorfosi interiore attraverso la visione. Infine, il cosmo è rappresentato come una serie di cerchi concentrici (fuoco, aria, acqua, terra, etere), elementi che Nora Lux manipola per restituire una percezione sacra del femminile.

    CHI E’ NORA LUX

    Profilo dell’Artista: vent’anni di Ricerca

    Nora Lux incarna la figura dell’artista-ricercatrice. Il suo percorso inizia con rigorose opere in pellicola bianco e nero, utilizzando l’autoscatto come strumento di indagine psichica nelle vie sacre e negli ipogei etruschi. La performance attuale è lo sviluppo naturale di quegli autoscatti: il corpo di Nora Lux non si limita più a specchiarsi nell’obiettivo, ma decide di sfuggire alla vocazione dello specchio per diventare parte degli elementi naturali.

    La sua carriera è segnata da collaborazioni di prestigio, come quella con Roberto Laneri, maestro del canto armonico, che sottolinea la dimensione sciamanica della sua arte. Tra i suoi riferimenti totemici spiccano il corvo (Nigredo), il pavone (Albedo) e l’aquila (Rubedo), figure centrali in lavori come Vitriolum e il serpente in  Unus Mundus.

    Un elemento distintivo è la presenza di Ygea, il serpente che l’artista alleva da sei anni: richiamando le antiche statuette minoiche delle Dee sacerdotesse guaritrici, Lux trasforma un animale storicamente demonizzato in un emblema di ciclicità vitale e potere oracolare.

    Evoluzione del Progetto: una nuova mappatura della memoria europea

    “Le Eretiche, Sante e Profetesse” è un’opera itinerante concepita per costruire una nuova geografia dello spirito attraverso l’Europa. Il progetto mira a risvegliare la memoria dei luoghi – castelli, dimore storiche e piazze – creando un dialogo profondo tra l’architettura e la narrazione del femminile sacro.

    Primi sviluppi futuri

    • Palermo (14 luglio):La seconda tappa si terrà a Piazza Villena (Quattro Canti), dedicata alla figura di Santa Rosalia a cura di Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona
    • Il Ciclo dei Sette Doni:Il percorso proseguirà includendo le visioni di Caterina da SienaTeresa d’Avila e Ildegarda di Bingen.
    • Sette Figure, Sette Visioni:L’intero ciclo sarà una riflessione sui “sette doni dello spirito”, intesi come strumenti di liberazione e conoscenza.

    L’invito rivolto alla stampa e alle istituzioni è quello di partecipare non a una semplice performance, ma a un atto di giustizia poetica volto a restituire al presente la forza di un pensiero che non ha mai smesso di brillare.

    Dettagli Evento Roma

    • Titolo:LE ERETICHE di Nora Lux  (Inizio del ciclo “Le Eretiche, Sante e Profetesse”)
    • Data e Ora:20 giugno 2026, ore 17.00
    • Location:Piazza Cavour (Spazio antistante il Palazzo di Giustizia), Roma
    • Altre interpreti:Stefania Morra, Alberta Perini, Ottavia Dominici

    Missione dell’Artista: Nora Lux propone un’arte che non intende fermare o dominare il tempo, ma lasciarlo scorrere, creando su di esso un dialogo sacro. La sua missione è il superamento delle categorie mentali inadeguate attraverso la creazione di nuovi paradigmi inclusivi, dove la performance diviene rito di sintonizzazione con l’inconscio collettivo.

  • “Inni generazionali”, il nuovo album di Tommaso Imperiali

    Dal 5 giugno 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in vinile “Inni generazionali”, il nuovo album di Tommaso Imperiali per Altavibe Music distribuito da The Saifam Group.

    “Inni generazionali”, il nuovo album di Tommaso Imperiali, raccoglie otto tracce scritte negli ultimi tre anni (3 brani sono già presenti nel primo EP “Meccanismi di difesa”, pubblicato nel 2023) che alternano ballad e rock ‘n’ roll, esito di un processo di oltre tre anni di scrittura e di numerosissimi concerti. Filo conduttore del lavoro è il rapporto con il tempo: un passato ingombrante con cui fare i conti, un presente che sembra sfuggire e un futuro che offre sempre meno certezze.

    Il vissuto di un ragazzo diventa così una voce collettiva, capace di dare forma alle paure e ai sogni di una generazione. Nei brani si nascondono le ansie dei ventenni, ma anche e soprattutto i loro antidoti: le amicizie, le canzoni, le rock ‘n’ roll band. Lo stile di Imperiali mescola una scrittura cantautorale a un sound rock di ispirazione americana, che prende le mosse da una tradizione che, partendo da Springsteen – dichiarato punto di riferimento di Tommaso –, arriva a nomi contemporanei come Sam Fender e Zach Bryan.

    La produzione dei brani è affidata a Lorenzo Cazzaniga, con la partecipazione straordinaria di Elio Rivagli alla batteria su due tracce. I testi sono interamente firmati da Tommaso Imperiali, a eccezione di un brano co-firmato da Daketo, chitarrista e cantautore che dal 2022 accompagna Imperiali in tutta l’attività live.

    Le foto e l’artwork del vinile sono stati realizzati da Giada Garattoni, fotografa e videomaker bolognese che da anni collabora con Tommaso e che ha curato anche i videoclip di ben 5 brani dell’album (Raccogli, Qualcuno ha visto Elvis, Inni generazionali, Ragazzini viziati, Le lune di Giove). 


    Spiega l’artista a proposito dell’album: «Se qualcuno mi chiedesse quali sono i miei “inni generazionali”, risponderei senza dubbio le canzoni di Springsteen e Dylan o, in Italia, di Guccini e De Gregori. Poi però mi fermo a pensare e mi accorgo che sono gli inni dei nostri genitori, se non dei nostri nonni: forse c’è un problema.

    Quest’album per me rappresenta un po’ il riassunto di questi ultimi anni. Ho un grande difetto: non riesco quasi mai a godermi i momenti migliori per la paura che debbano finire, e penso che fissarli su un vinile sia il modo migliore per provare a tenerli vivi.

    Anche se sul disco ci sono la mia faccia e il mio nome, senza la mia band tutto questo non sarebbe mai stato possibile. Suono con loro da quando avevamo 15 anni e, proprio per questo, nei crediti ufficiali del vinile troverete sia chi ha suonato, sia chi “non ha suonato, ma è come se l’avesse fatto”: non ho dubbi nel dire che la parte più bella di tutto questo viaggio sia il fatto condividere ogni passo e ogni palco con i miei migliori amici»

    Pre-ordina l’album: https://saifam.lnk.to/tommasoimperiali_innigenerazionali_vinilenero 

    TRACKLIST:

    Lato A

    Raccogli

    Qualcuno Ha Visto Elvis

    Inni Generazionali

    Ragazzini Viziati

    Lato B

    Le lune di Giove 

    Tom Waits

    Cosa vi siete persi

    I Motivi degli altri

    Biografia

    Tommaso Imperiali è un cantautore comasco classe 1999.

    Nel 2015 inizia a suonare con la band Five Quarters, come cantante e chitarrista. L’energia dei live e il sound caratteristico permettono alla band di diventare una delle realtà più seguite della scena musicale comasca. Con all’attivo oltre 150 concerti e la partecipazione a diversi concorsi (nel 2018 la band vince Obiettivo Bluesin ed è sul main stage del Pistoia Blues Festival, nel 2019 supera le audizioni di X Factor), nel 2021 i Five Quarters pubblicano l’album Storie nuove, che segna l’esordio alla voce di Tommaso e il passaggio all’italiano nella scrittura dei testi.

    Dal 2022 inizia la carriera solista, lavorando con il produttore Lorenzo Cazzaniga (Alari Park Studios). Nello stesso anno partecipa ad Area Sanremo, entrando tra i finalisti. A settembre 2023, insieme a Daketo, vince il contest nazionale Cover Me (dedicato a Bruce Springsteen) con la cover di The Wrestler.

    A ottobre pubblica Meccanismi di difesa, LP di otto tracce che coniuga una scrittura cantautorale a un sound da rock band nello stile di Sam Fender, The Wallflowers e Train.

    Dal 2025 è sotto contratto con l’etichetta Altavibe, con cui ha pubblicato cinque singoli: Le lune di Giove, Ragazzini viziati, Inni generazionali, Qualcuno ha visto Elvis e Raccogli.

    Tra il 2025 e il 2026 è impegnato in una ricca attività live (in duo con Daketo e con la band) con oltre 30 concerti tra la Lombardia e il Nord Italia. Tra i live spiccano l’apertura a Davide Van De Sfroos al Lake Sound Park di Como, il concerto in Piazza SS. Annunziata a Firenze, il live al Teatro Sociale di Como e la serata conclusiva del Milano Film Fest.

    Attivo anche come compositore di musiche per il teatro, dal 2023 collabora stabilmente con la compagnia Dimore Creative. Tra i suoi principali progetti teatrali spicca Ecologia Capitalista, una produzione Dimore Creative scritta e interpretata da Pietro Cerchiello, con la regia di Ariele Celeste Soresina. Lo spettacolo, che vanta oltre 70 repliche tra l’Italia e la Svizzera, vede Tommaso Imperiali salire sul palco nel duplice ruolo di musicista e attore al fianco di Cerchiello, in uno spettacolo che intreccia musica, narrazione e stand-up comedy.

    Sempre con la produzione di Dimore Creative, Imperiali ha firmato le musiche e curato la supervisione a regia e drammaturgia di Concerto per uno sconosciuto, spettacolo ideato e interpretato da Pietro Cerchiello che ha vinto il Premio Scenario 2026 per la sfida artistica ed è in tournée da gennaio 2026. La pièce porta in scena l’avventuroso cammino di un ragazzo sui sentieri della Lapponia, scandito dalla musica eseguita dal vivo da Daketo alla chitarra e Giacomo Tamburini al sax.

    Il suo percorso artistico lo vede inoltre impegnato nell’Aiace di Sofocle, una produzione del Teatro Pubblico Ligure di Imperia con la regia di Sergio Maifredi. In questo allestimento, che debutterà ad agosto 2026 nella prestigiosa cornice del Festival di Tindari, Imperiali compone le musiche insieme a Edmondo Romano e sale sul palco come attore e musicista all’interno di un cast che comprende Mino Manni, Mariella Speranza, Pietro Cerchiello e Alessandro Persichella.

    A completare il suo profilo si aggiunge, infine, una collaborazione stabile con la realtà bolognese Officina Roversi.

  • “Triste” è il nuovo singolo di Lingue

    Da venerdì 5 giugno 2026 è in rotazione radiofonica “TRISTE” (Matilde Dischi) il nuovo singolo di LINGUE, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 1° giugno.

    Il brano “Triste” racconta cosa significa inseguire un sogno che sembra sempre un passo più avanti, troppo grande, quasi irraggiungibile. Parla della fatica, della sensazione di non essere mai abbastanza pronti, ma anche di quell’adrenalina che continua a spingerti avanti nonostante tutto.

    Il pezzo vive di contrasti: da una parte la tristezza che resta addosso, dall’altra un suono pieno di energia e movimento. È una canzone sulla fragilità, ma anche sulla forza di continuare a crederci, trasformando il dolore in qualcosa che alimenta il desiderio di andare avanti.

    Spiega il gruppo a proposito del brano: “Triste è una delle prime canzoni scritte nel percorso che ci ha poi portato a realizzare l’album che uscirà dopo l’estate. È nata nello studio in cui registriamo e che abbiamo scelto di usare per autoprodurre il disco. Il brano è nato soprattutto da un riff di chitarra: come in altre canzoni presenti nell’album, abbiamo lavorato molto sul cantato e sulla voce, costruendo spesso le melodie vocali sopra riff che avevamo scritto in precedenza. È una canzone a cui siamo legati anche pensando alla dimensione live, perché vorremmo che diventasse uno dei momenti centrali dei prossimi concerti. Suonarla ci dà tantissima energia e crediamo che dal vivo possa essere un pezzo capace di coinvolgere davvero le persone sotto al palco.”

     

    LINGUE | BIOGRAFIA

    Lingue è una band abruzzese nata nel 2017, oggi formata da Federico Vittorini, Marco Fontana e Valerio Giuliani. Sin dagli esordi, Lingue si distingue per una spiccata necessità comunicativa. Il debutto avviene nel 2017 con l’EP Neve, seguito da oltre cento date in tutta Italia dove la band ha modo di conoscere Marco Diniz Di Nardo (Management del dolore post operatorio) che sarà il Co-produttore del disco Umani (2020) e i ragazzi di Pioggia Rossa Dischi che hanno curato la pubblicazione del disco. Uscita che però viene penalizzata dalla pandemia, segnando un periodo di svolta nel gruppo. Durante il loro percorso, Lingue calca importanti palchi di club di rilievo della scena underground italiana, tra cui Serraglio, Mood Social Club, Le Mura e molti altri, e all’attivo ha numerose aperture a band come MaDeDoPo, Ex-Otago, Lo Stato Sociale, Pop X, Le mandorle ecc. Appaiono con anteprime ed articoli su Rolling Stone, Rumore e altre riviste e webzine di settore.  In ultimo vincono Arezzo Wave Abruzzo e arrivano alle fasi finali del premio Buscaglione e di Musica contro le mafie.

    Oggi la band è in studio per ultimare il nuovo disco che rappresenta l’insieme di esperienze personali, storie condivise e il forte legame di amicizia che li unisce. L’uscita è programmata per il 2026. Sarà l’album più rappresentativo di Lingue in quanto è stato curato in modo maniacale a partire dai suoni fino ad arrivare all’immagine complessiva per creare un universo coerente, dove la forza comunicativa della musica si fonda con l’estetica visiva.

    Durante i live, ai tre membri si affiancano due turnisti, musicisti che non solo completano il suono della band sul palco, ma sono parte integrante della propria quotidianità. Il sound della band è un mix tra indie rock, rock, indie pop e alternative, con influenze elettroniche che arricchiscono e definiscono la spina dorsale dei loro brani.

    “Triste” è il nuovo singolo di Lingue disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 1° giugno e in rotazione radiofonica da venerdì 5 giugno.

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  • “Summer is magic” è il nuovo singolo di Cristian Marchi feat. Solea

    Dal 5 giugno 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Summer is magic”, il nuovo singolo di Cristian Marchi feat. Solea.

    “Summer Is Magic” di Cristian Marchi feat. Solea è una summer dance anthem che cattura quell’istante in cui attrazione, libertà ed euforia si fondono in una notte che sembra non finire mai. Scritta e prodotta tra Italia e Canada, la traccia non si limita a raccontare l’estate, ma trasforma un momento fugace in un ricordo destinato a restare. Tra tensione emotiva, desiderio ed energia dance, il brano unisce immediatezza pop e anima club, con un hook pensato per colpire fin dal primo ascolto.

    Il progetto prende vita attraverso quattro versioni, ognuna caratterizzata da una propria identità: la Original esalta il lato pop-dance del brano, mentre la Club Mix è costruita appositamente per il dancefloor e i momenti di massima energia. Si aggiungono poi la Cinematic Version, pensata con il respiro emozionale di una vera colonna sonora, e la Piano & Strings by Fatjon Zefi, una reinterpretazione essenziale e intensa che mette a nudo l’anima più autentica del pezzo.

    Così l’artista commenta il nuovo singolo: Volevo creare qualcosa che restasse. Non una canzone per l’estate, ma una canzone sull’estate, su quella notte specifica in cui attrazione, libertà ed euforia si fondono e non riesci più a distinguerle. Con Solea ci siamo trovati subito, lei dal Canada, io dall’Italia, e l’obiettivo era chiaro fin dall’inizio: catturare quell’istante esatto prima che sparisse. Summer Is Magic parla di quel momento in cui sai che stai vivendo qualcosa che ricorderai, anche mentre sta ancora succedendo. L’ho declinato in quattro versioni perché un’idea così meritava di essere esplorata fino in fondo. La Original è quella che ti aggancia subito: pop dance, diretta, pensata per colpirti al primo ascolto. La Club Mix è la mia firma. Chi mi conosce sa cosa aspettarsi quando salgo in consolle. La Cinematic è forse quella a cui tengo di più — volevo che il brano respirasse davvero, che avesse il peso di qualcosa che rimane. E poi c’è la Piano & Strings di Fatjon Zefi, che ha fatto una cosa straordinaria: ha tolto tutto e ha lasciato solo l’anima del brano. Sentirla per la prima volta mi ha detto che avevamo scritto qualcosa di vero. Questo progetto racconta dove sono arrivato.”

     

    Guarda il lyric video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=UvZBaJ969e0 

     

     

    Biografia

    Con il suo stile distintivo, Cristian Marchi, nato a Mantova il 31 marzo del 1976, ha consolidato la sua posizione tra i DJ e produttori italiani più seguiti e riconosciuti. Con un approccio unico che fonde ritmo e melodia in un’identità sonora inconfondibile, le sue produzioni hanno conquistato milioni di ascoltatori e le piste dei club più prestigiosi d’Europa, Asia e Australia. Dalla radio ai main stage internazionali, Cristian ha costruito una carriera fondata su coerenza, autenticità e continua evoluzione.

    I suoi singoli “Love Sex American Express”, “We Are Perfect”, “Feel The Love”, “I Got You”, “Let’s Fuck”, “I Got My Eye On You” e molti altri hanno segnato un’epoca, mentre le più recenti produzioni come “Fast Cars & Superstars” e “Motivation” hanno superato decine di milioni di streaming, diventando virali su TikTok e riconfermandone la capacità di connettere generazioni diverse attraverso la musica.

    Nel 2023 ha fondato la sua etichetta indipendente CM Music, punto di riferimento per le sue nuove produzioni originali e importanti cover. La visione è chiara: riportare al centro il valore del sound marchiato Cristian Marchi, un mix di energia, eleganza e immediatezza capace di unire club culture e gusto contemporaneo.

    Protagonista nei club e festival italiani e internazionali, Cristian continua a portare il suo sound in tour, con date che spaziano da Milano a Mykonos, da Dubai a Sharm el-Sheikh e dall’Albania a Palma de Mallorca. La sua presenza sui social, seguita da una community globale, è il prolungamento naturale della sua energia in console: reale, coinvolgente e sempre riconoscibile.

    “Summer is magic” è il nuovo singolo di Cristian Marchi feat. Solea disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 5 giugno 2026.

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  • Don Pasquale Ferone e la forza della fede quotidiana nel nuovo brano “Cose Nuove”

    Ci sono canzoni che sembrano nascere dal frastuono del mondo e altre che, invece, prendono forma nel silenzio. È proprio in quello spazio intimo e profondo, dove i pensieri si fermano e il cuore torna ad ascoltare, che prende vita “Cose Nuove”, il nuovo brano di Don Pasquale Ferone, una composizione spirituale che invita l’ascoltatore a riscoprire la fiducia, la speranza e la presenza costante di Dio nella propria esistenza.

    Con uno stile semplice ma profondamente evocativo, Don Pasquale costruisce una riflessione che parla direttamente all’anima, ricordando come anche nei momenti più difficili il Signore continui ad operare nella vita di ciascuno, rinnovandola attraverso la Sua grazia.

    Il cuore del brano è racchiuso in questo concetto: avere una fiducia incondizionata nel Signore significa riconoscere che, persino quando il male sembra circondarci, Dio continua a compiere “cose nuove”, trasformando il dolore in speranza, la paura in coraggio e la stanchezza in nuova forza interiore.

    Il testo si sviluppa come una preghiera cantata, un dialogo diretto con chi sta attraversando momenti di difficoltà. Le parole invitano a non lasciarsi sopraffare dalle prove della vita e a mantenere viva la certezza che l’amore di Dio non abbandona mai chi si affida a Lui.

    Particolarmente significativa è la frase:

    “Quando il male ti circonda non tremare, lotta sempre insieme a Lui.”

    Un passaggio che racchiude l’intero messaggio del brano: occorre affrontare  le difficoltà con la consapevolezza di non essere soli. La fede diventa così una forza concreta, capace di sostenere il credente anche nei momenti più bui e di accompagnarlo verso una rinascita spirituale.

    Dal punto di vista musicale, “Cose Nuove” mantiene la cifra stilistica che caratterizza molte delle opere di Don Pasquale Ferone: un arrangiamento essenziale ma efficace, dove le chitarre accompagnano dolcemente la linea melodica,

    L’atmosfera generale è rassicurante, luminosa e profondamente meditativa. La voce di Don Pasquale si muove con naturalezza all’interno dell’arrangiamento, trasmettendo autenticità e partecipazione, elementi fondamentali per un brano che punta più alla condivisione di un messaggio che all’esibizione tecnica.

    Con “Cose Nuove”, Don Pasquale Ferone firma un brano che parla di fede vissuta, di speranza concreta e della capacità di Dio di rinnovare continuamente il cuore umano. Un invito ad accogliere ogni giorno come un dono e a non perdere mai la fiducia nell’Amore che sostiene e accompagna il cammino di ciascuno.

    “Cose Nuove” è disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 29 Maggio 2026.

    Don Pasquale Ferone BIOGRAFIA

  • “Strega” feat. Flow: il nuovo singolo di Anastasia Anniemore24 dal 5 giugno in radio

    Dal 5 giugno 2026 sarà in rotazione radiofonica “Strega” feat. Flow, il nuovo singolo di Anastasia Anniemore24 estratto dall’EP “Un bacio di fortuna”, primo capitolo del progetto “30 brani per 30 voci”.

    “Strega” è un brano che analizza la figura della strega non come stereotipo negativo, ma come simbolo di un ancestrale e magnetico potere femminile. Il brano celebra il “soft power”: una forza fatta di intuizione e illogicità apparente che, sottraendosi al controllo razionale maschile, è stata storicamente etichettata come pericolosa o demoniaca.

    L’immaginario della canzone attinge al fascino enigmatico delle sirene e delle femme fatale, trasformando il termine “strega” nella spiegazione rassicurante che il mondo usa per giustificare un’attrazione a cui non sa resistere. La collaborazione con Flow arricchisce il progetto: la sua voce e la sua presenza nel video incarnano perfettamente questo equilibrio tra vulnerabilità e mistero.

    Dal punto di vista sonoro, il pezzo fonde una base moderna con una scrittura cantautorale sensuale e raffinata. La voce, morbida ma decisa, guida l’ascoltatore attraverso atmosfere sospese e aperture intense, culminando in un ritornello che diventa il fulcro del racconto. In definitiva, Strega non descrive un mostro, ma dà un nome a quella forza femminile profonda che, ancora oggi, scardina gli schemi di potere tradizionali.

    Spiega l’artista a proposito del nuovo singolo: “Strega è uno dei brani che ho scritto prima di conoscere i cantanti con cui avrei lavorato: come autrice e produttrice mi sono concentrata solo sulla storia, sul testo e sul mood senza pensare ad una voce precisa. Questa fase di talent scouting è stata affascinante ma anche molto complessa: grazie ai contatti nati lungo il percorso ho capito meglio le difficoltà dei cantanti nella scena pop italiana, le dinamiche del repertorio, le tendenze, i pregi e i difetti di questo mondo.​ Il profilo di Flow mi ha colpito subito: cantante siciliana bellissima e grintosa, con occhi da strega e una chioma di ricci inconfondibile, una vera streghetta con un timbro vellutato e pieno. Essere così lontane geograficamente ha reso l’organizzazione complicata; io cercavo di coordinare tutto ma ho presto capito che Flow segue i suoi tempi e le sue lune, che il risultato sarebbe arrivato quando lei si fosse davvero sentita pronta. Quando ha registrato la sua interpretazione ha dato a Strega l’energia e il carattere che cercavo. Fabio Vaccaro da Brescia ha fatto brillare la sua voce nel mix e, nonostante le difficoltà di una produzione gestita interamente a distanza, ne è valsa la pena: oggi sento che Strega porta con sé proprio quella forza femminile istintiva che avevo immaginato mentre la scrivevo. Per me è un brano in cui tante donne possono riconoscersi e ogni volta che lo riascolto ho la sensazione che Flow stia dando voce a una parte segreta anche di me stessa.”

    “Un bacio di fortuna” (2026) è il primo EP nato dall’ambizioso progetto di Anastasia Anniemore24: 30 inediti in italiano scritti e musicati da lei, affidati a 30 voci diverse della scena nazionale per proporre una nuova idea di canzone d’autore, radicata nella tradizione ma aperta a sonorità moderne e internazionali.

    In questo volume si incontrano cinque interpreti provenienti da varie regioni – Sakuna, Chiara Marzaroli, Chiara Giovanelli, Flow e Domenico Protino – che diventano portavoce dell’autrice in altrettanti brani: “Tu provieni da Marte”, “Sognare la luce”, “Viaggio”, “Strega” e “Samarra”. I pezzi attraversano il synth-pop elettronico da club, la ballata intimista e il racconto simbolico, mostrando come la scrittura di Anastasia cerchi un equilibrio tra italianità, sperimentazione sonora e profondità emotiva condivisa con i suoi interpreti.

    Il titolo “Un bacio di fortuna” richiama l’idea di un incontro tra destino, caso e scelte creative: ogni voce è come un bacio affidato alla sorte, un’unione irripetibile tra testo, interprete e arrangiamento che può cambiare la vita di un brano e di chi lo ascolta. Questo EP rappresenta il primo capitolo di un percorso previsto in più volumi da cinque brani ciascuno: una serie di uscite pensate per presentare, passo dopo passo, l’universo di storie e sonorità che compongono il progetto “30 brani per 30 voci”.

    Ascolta l’ep “Un bacio di fortuna” su Spotify: https://open.spotify.com/album/68Kya8Fw2mdXyEeOyNxW1l?si=7Lwr_nUPSRiH9JSGUhI0kw

    BIO

    Anastasia Anniemore24 è un’autrice, produttrice e artista italo-bielorussa che pone al centro del suo lavoro la parola e l’emozione, grazie a una formazione in giornalismo televisivo e a una lunga esperienza tra scrittura, comunicazione e attività commerciale. Dopo gli studi alla Facoltà di Giornalismo dell’Università Statale di Minsk e un inizio di carriera nella redazione musicale televisiva, la situazione politica del suo Paese la spinge a trasferirsi in Italia. Qui ricomincia da zero, lavorando per anni in altri settori prima di tornare alla sua vera vocazione: la scrittura e l’attività creativa visiva e musicale.

    In Italia inizia a scrivere poesie in russo e, successivamente, canzoni, costruendo melodie intorno alle parole e scoprendo nel testo il fulcro del suo processo creativo. Lo studio del pianoforte fin dall’infanzia, unito a una profonda passione per la lingua italiana, le permette di mettersi alla prova scrivendo direttamente in italiano, convinta che anche i generi più sperimentali – come il pop elettronico, la club music o l’ambient – possano restituire centralità al significato dei testi. Il suo primo singolo, “Quest’autunno”, ha segnato il debutto in questo percorso, ottenendo passaggi radiofonici in Italia e Svizzera.

    La sua scrittura nasce dall’incontro tra la tradizione della canzone italiana e un orizzonte sonoro vastissimo. Tra i riferimenti storici cita Mina, Mia Martini, Pino Daniele, Zucchero, Lucio Dalla e i Matia Bazar; accanto a loro convivono Björk, Cher, Freddie Mercury, Jimi Hendrix, Cyndi Lauper, Pink, i Pink Floyd e l’Alan Parsons Project. Il suo bagaglio include il jazz (Miles Davis, Billie Holiday, Chet Baker), la musica classica (da Bach e Chopin fino a Čajkovskij, Rachmaninov e Šostakovič) e la moderna neoclassica di Federico Albanese, Sofiane Pamart e il suo autore di riferimento, Max Richter.

    Dall’esperienza del primo singolo prende vita l’ambizioso progetto “30 brani per 30 voci / Un bacio di fortuna”, a cui Anastasia lavora ininterrottamente da febbraio 2025. In poco più di un anno concepisce, scrive e produce 30 brani originali in italiano, affidandoli a 30 interpreti diversi. Il cast coinvolge artisti nazionali e internazionali, inclusi talenti che non avevano mai inciso in lingua italiana o che avevano pubblicato solo in inglese. Il progetto è completato da un libro omonimo che raccoglie le liriche e le storie di tutti gli artisti coinvolti.

    I cantanti – 27 italiani e 3 stranieri – sono stati selezionati principalmente via social, cercando la timbrica perfetta per il carattere di ogni brano. Per la produzione musicale, Anastasia ha coinvolto tre studi differenti: Fabio Vaccaro, Mikor Studio e Giovanni Ferranti Music. L’identità visiva è invece curata da Lucilla Dosa (cover art) e Paolo Stefanelli (logo e grafica).

    Trasformatasi in una vera e propria etichetta indipendente “tutto in uno”, Anastasia segue ogni fase: dal talent scouting agli arrangiamenti, fino agli aspetti legali e video. Il progetto discografico si articola in sei volumi da cinque brani ciascuno. La sua proposta si rivolge a un pubblico trasversale (25-55 anni), con tracce che spaziano tra synth-pop, dance e atmosfere intime, affrontando temi universali come la solitudine, la ricerca di senso e la forza interiore in una sorta di “psicologia musicale”.

    L’obiettivo di Anastasia è posizionarsi come autrice per altri artisti e proseguire il proprio percorso di produttrice, con il sogno di vedere la lingua italiana dialogare sempre più alla pari con le grandi scene del pop mondiale.

    “Strega” è il nuovo singolo di Anastasia Anniemore24 (feat. FLOW), disponibile in rotazione radiofonica dal 5 giugno 2026. Il brano è il singolo estratto da “Un bacio di fortuna”, primo EP del più ampio progetto dell’autrice intitolato “30 brani per 30 voci”.

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  • Una pista, un quartiere, una comunità: Eric Mormile gira a Pianura il video di “Int’ ’o Quadrato”

    A volte basta un quadrato per cambiare la fisionomia e la percezione di un corpo. Non quello geometrico, ma quello della pista da ballo: il perimetro in cui l’imbarazzo perde autorità, la timidezza arretra e il movimento diventa un linguaggio più rapido e accessibile rispetto alle parole. E oggi, in un mercato musicale che spesso consuma la musica da club riducendola a un algoritmo usa e getta, privo di storia e di identità culturale, il cantautore, polistrumentista e insegnante partenopeo Eric Mormile sceglie di rivendicare il valore della danza libera con “Int’ ’o Quadrato”, il suo nuovo singolo pensato come secondo tassello delle atmosfere notturne di “ÆSTHETICA pt. II”. Dopo l’immaginario spaziale di “Gravità Zero”, Mormile sposta il viaggio dentro la pista: una zona franca in cui il ballo diventa disinibizione, energia catartica e possibilità di liberarsi, almeno per qualche minuto, dal peso dei pensieri quotidiani.

    Il brano si pone come un’alternativa netta alle logiche prevedibili delle attuali classifiche, compiendo una scommessa complessa: unire un pop leggero, solare e danzereccio ad una rigorosa architettura lirica. Il testo affronta il progressivo abbandono del corpo al groove, descrivendo quella scossa che parte dalle ossa, dilata le pupille e costringe la testa a muoversi prima ancora che la coscienza se ne renda conto.

    Ma la scrittura di Mormile, stratificata e da sempre attenta ai giochi fonetici del vernacolo, inserisce tra le pieghe del testo un contrappunto storico del tutto inatteso: il riferimento alla Piaga del Ballo del 1518, il celebre episodio di isteria collettiva avvenuto a Strasburgo, dove centinaia di cittadini danzarono ininterrottamente per giorni fino allo sfinimento. Un parallelismo ipnotico che unisce la trance rituale al potere sociale e psicofisico della cassa in quattro.

    La cura millimetrica dei versi è garantita, ancora una volta, da un sodalizio che nobilita la canzone napoletana moderna: il testo è passato sotto la supervisione del Maestro Salvatore Palomba, firma di rilievo della cultura partenopea e autore di Carmela”. Le parole si muovono su un impianto ritmico curato dalla produzione artistica del Maestro Nino Pomidoro, capace di tessere una tela sonora che flirta apertamente con l’estetica MTV Pop dei primi anni Ottanta e Novanta.

    Se l’idea di scrivere un brano concepito per la pista da ballo affonda le proprie radici nella grande tradizione della Black Music – dialogando idealmente con l’eredità di giganti come Kool & The Gang, Earth, Wind & Fire e Michael Jackson –, sul piano puramente compositivo il progetto prende una direzione differente. L’ispirazione sonora e le soluzioni armoniche si smarcano dai canoni più battuti oltreoceano per sintonizzarsi, invece, sulle frequenze pop-wave e synth-pop di Phil Collins, Go West, Level 42 e Giraffe.

    «“Int’ ‘o Quadrato” – dichiara Mormile – è un brano che celebra il piacere del ballo, pur nascendo da una confessione molto personale: non sono mai stato un frequentatore assiduo di discoteche, né tantomeno un ballerino disciplinato. I balli con passi prestabiliti mi rendono goffo, impacciato. Eppure, la volontà di misurarmi con questo territorio nasce da esperimenti passati come “Anema ‘e Lione” e “Animale ‘e Città”, canzoni che ho scritto per quel contesto. Mi sono chiesto: perché non proporre un brano che celebri la danza completamente libera, invitando le persone a perdersi? Il quadrato non è altro che la pista, un luogo in cui lasciarsi andare. Nel testo ho voluto sottrarre, usare meno parole possibili per lasciare spazio al movimento, inserendo però dinamiche fonetiche precise e un richiamo storico alla Piaga del Ballo del 1518, per raccontare l’estasi di un corpo che non può fare a meno di muoversi.»

    Dal punto di vista tecnico, il pezzo è animato da un’energia sintetica guidata da bpm più alti, Synth Bass e Arpeggiator martellanti, immersi in Pad profondi e riverberati, sorretti da una drum machine aggressiva e penetrante. Per le chitarre, Eric Mormile ha rispolverato il leggendario amplificatore Rockman di Tom Scholz (Boston), lo storico processore che ha definito il sound di capolavori epocali como “Hysteria” dei Def Leppard.

    Questa volta non c’è spazio per assoli virtuosi e divagazioni solistiche; la sei corde è posta al servizio di un’intelaiatura ritmica pura, un omaggio filologico al lavoro interpretativo che David Williams realizzò per Michael Jackson in pietre miliari come “Billie Jean” e “Smooth Criminal”.

    Il videoclip ufficiale, diretto da Michele De Angelis per Midea Video, è stato girato a Pianura, il quartiere napoletano in cui Mormile affonda le proprie radici e il proprio sguardo artistico. Le riprese, effettuate all’interno della Vi. Ba. Dance Eventi di Vittorio Gammieri e Barbara Russo, non si affidano a coreografie geometriche o a figuranti algidi, ma mettono in scena la verità di una stanza vissuta, affollata di vita: una comunità di amici reali dell’artista (tra cui Sara di Marzo, Antonietta di Marzo, Giuseppe Toscano, Gianluca Mazzi, Nicoletta Boccardi, Ettore Mariotti, Manuela Mari ed Enrico Rolfi) che si abbandona al groove in totale naturalezza. La fotografia interna comunica con l’artwork del singolo, uno scatto del cielo stellato firmato dalla stessa Sara di Marzo, a ribadire la connessione intima tra microcosmo di quartiere e macrocosmo celeste.

    «La cellula musicale di questa canzone – conclude Mormile – risale al giugno del 2019. Il mio cervello lavora h24, crea concetti e strutture che spesso non coincidono con il presente discografico di quel momento. Così ho protetto questa idea, custodendola per il futuro mentre registravo il primo album. Nel 2025 l’ho ripresa in mano ed è stata una vera e propria battaglia interiore: inizialmente il brano non riusciva a convincermi, non trovavo la quadra estetica. Ricordo una sessione decisiva, dieci ore consecutive chiuso in studio, dalle due del pomeriggio a mezzanotte. Quando sono uscito, scompigliato ma finalmente appagato, ho capito che avevamo tirato fuori una traccia veramente mia, un pezzo “alla Eric Mormile”. La più grande conferma è arrivata sul set del video, a Pianura: vedere i miei amici ballare e divertirsi sinceramente su queste frequenze, senza aver mai ascoltato la canzone prima, è stata la mia prima, vera vittoria.»

    Se i capitoli precedenti della sua discografia avevano abituato pubblico e critica a un forte e dichiarato impegno sociale, Mormile dimostra oggi che la vera sovversione può risiedere anche in un invito alla danza libera e che il disimpegno può essere una scelta conscia, nobile e squisitamente colta. La pista, nel suo caso, non è vuoto intrattenimento, ma un luogo di trasformazione immediata, dove per qualche minuto il corpo sabota le regole, si libera dei pesi e detta il proprio ritmo.

  • “Questo suono” è il nuovo singolo dei tuttotace

    Da venerdì 5 giugno 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Questo suono”, il nuovo singolo dei tuttotace per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “Questo suono” è un brano che mette in luce una parte sommersa della coscienza, fatta di convinzioni, giudizi e azioni che si compiono senza pensare, come un “rumore di fondo” che passa inosservato finché non viene scoperto. Il “suono normale” parla con milioni di voci che sembrano una sola e racconta cose bellissime e terribili con un tono assertivo. È una sorta di pilota automatico che precede ogni ragionamento, semplifica le scelte ma impone le proprie verità. Prima lieve e avvolgente, poi duro e liberatorio, l’andamento della canzone accompagna l’emergere di una consapevolezza: non si è mai davvero autonomi nei propri giudizi e la strada verso la libertà passa attraverso la ricerca di esempi, punti di vista inediti e modi di vivere alternativi al proprio. Il sound evoca atmosfere vicine al midwest emo e al rock alternativo, ma la cura dei suoni colloca il brano in un territorio ibrido e inedito. Nella prima parte, l’arrangiamento richiama il ritmo ciclico e inquieto dell’acqua durante il cambio di marea; nella seconda, prende il sopravvento un suono deciso e catartico, simile ad un temporale ormai inevitabile.

    Spiega il gruppo a proposito del brano: «”Questo suono” è nato mentre componevamo le musiche per uno spettacolo teatrale di cui ci era stata commissionata la colonna sonora. Mentre scrivevamo ci siamo resi conto subito che, in realtà, avevamo partorito il brano perfetto non per chiudere lo spettacolo, ma il nostro disco. “Questo suono” è l’esito più maturo di tre anni di prove insieme. Anche se è il primo a uscire, è l’ultimo pezzo che abbiamo composto mentre scrivevamo il primo disco. Per questo, è il punto di congiunzione con la direzione che abbiamo preso dopo, quando abbiamo iniziato a lavorare al secondo. Il brano con cui ci presentiamo al mondo rappresenta un punto d’arrivo, quello che siamo stati finora, ma nello stesso tempo prelude a qualcosa di nuovo, il secondo album, che non uscirà prima del 2027. Uno strano modo di esordire nel panorama musicale. Anche se ci piacerebbe goderci semplicemente la soddisfazione di pubblicare il nostro primo brano, siamo già a guardare avanti, e non potremmo fare altrimenti».

     

    Il videoclip di “Questo suono”, scritto e diretto da Riccardo Baiocco, descrive il conflitto interiore generato da quel “rumore di fondo” che spesso guida pensieri e azioni senza che ce ne accorgiamo. Un flusso di immagini gratuite o a basso costo sembra inizialmente sotto il controllo del protagonista, ma si rivela presto una trappola capace di intrappolarlo in un conflitto che non gli appartiene davvero. Come in un labirinto senza via d’uscita, il filo di Arianna appare perduto. Per ritrovarlo sarà necessario tornare a guardare le stelle e cercare nuovi punti di riferimento.

    Guarda il videoclip di “Questo suono” su YouTube

    https://www.youtube.com/watch?v=Vk8yLjzdsm4

     

     

    Biografia

    tuttotace è l’incontro di Massimo Rusi (cantante e chitarrista), Riccardo Quell de Riso Paparo (batterista e percussionista), Federico Bentivoglio (bassista e corista) e Andrea El Khaloufi (chitarrista e corista). Il progetto affonda le radici nel 2019, con l’incontro tra Riccardo e Massimo, allora studenti di filosofia. L’ingresso di Federico e Andrea, anche loro conosciuti in facoltà, trasforma definitivamente il garage in cui Massimo e Riccardo “giocavano” alla musica nella sala prove di un gruppo che improvvisa e compone. Brano dopo brano, tuttotace prende forma senza che i quattro se ne accorgano, ma la consapevolezza di fare ormai parte di qualcosa di più grande di ciascuno di loro arriva nel corso del 2022. Il primo album è scritto in due anni improvvisati e inconsapevoli e ricalca il tempo dell’amicizia che si forma. Presto è concluso anche il secondo, scritto in pochi mesi, come in fretta cresce l’erba quando il terreno è pronto. Lottando con il tempo del lavoro, il primo album, “un’altra grande città”, è registrato solo nell’estate 2025, dopo cinque anni di prove ininterrotte. Il progetto unisce le influenze a prima vista incompatibili di ciascuno dei quattro membri, tutti polistrumentisti. Massimo suona la chitarra come se avesse un cappello di paglia e una spiga tra i denti, ama il country à la Bill Monroe, ma anche l’emo dei Pinegrove, gli intrecci dei Genesis e il cantautorato di De André e De Gregori. Ha studiato chitarra fingerpicking per anni, finché non si è accorto che c’è troppo da imparare, così ha smesso di studiare, e ha iniziato a scrivere. Riccardo è tecnico ma emotivo e, ispirata dalle bacchette di Carter Beauford e Vinnie Colaiuta, la sua batteria è un elemento centrale degli arrangiamenti: non a caso, i fan più vicini hanno rinominato la band “Ricky e i tuttotace”. L’apporto di Federico nella band gli è valso il titolo di “signore dell’armonia”. Tra le sue ispirazioni essenziali vanno citati almeno: Beatles, Artic Monkeys e Verdena. Il più lontano dal suono dei tuttotace è Andrea che, abbandonato il pianoforte classico nel conservatorio a causa della scoperta degli AC/DC, cresce a Metallica e Tool. Tuttavia, la sua sensibilità (musicale) lo porta a ispirare le sue chitarre allo shoegaze degli Alcest e al post-rock dei Mogwai. Senza il suo contributo compositivo i pezzi della band sarebbero delle lunghe suite di rock progressivo senza ritornelli e ciascun brano durerebbe dai 15 ai 20 minuti. La loro musica non nasce da un’unica fonte, e nemmeno con un motivo preciso. Hanno iniziato a suonare per esprimersi, più che per comunicare qualcosa di specifico. Tuttavia, almeno i testi in qualche modo parlano e sono tutti accomunati dall’esigenza di verbalizzare ciò che nel quotidiano non si riesce a dire, e che però si vuole tenere a mente. Così, la musica dei tuttotace finisce per essere un insieme di promemoria: ciascun testo parla di una sensazione, gli arrangiamenti però la trasformano in qualcosa di nuovo, e il risultato è che ciascun brano dice qualcosa che non è riducibile a ciò che i testi narrano, rimanda a delle sensazioni che non potrebbero essere ricordate se non ascoltando quella canzone. A chiunque si riconosca in questa esigenza è rivolta la musica dei tuttotace. Testo e musica si equivalgono e si confondono, perché la musica parla e dà nuovo senso alle parole. Così, tuttotace è più della somma dei suoi quattro membri, è come una quinta persona che dice più di quello che ognuno sarebbe capace di dire. Non parla perché ha qualcosa da comunicare, ma perché non può fare a meno di esprimersi con decisione, anche se non sa cosa vuole dire. E così lancia un urlo, come in preda alla gioia o alla sorpresa.

    Al momento, i tuttotace contano più di venti inediti. Il loro obiettivo è raggiungere con la musica quante più orecchie possibile, accrescere il pubblico e vederlo coinvolto nei brani, fino a cantarli con trasporto durante i concerti.

     “Questo suono” è il nuovo singolo dei tuttotace disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 5 giugno.

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  • “Letto di vetro” è il nuovo singolo di Br3nd

    Dal 5 giugno 2026 sarà disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali “Letto di vetro”, il nuovo singolo di Br3nd (Up Music/Il Branco Publishing).

     

    “Letto di vetro” è la storia di un amore finito che porta Br3nd ad interrogarsi sulle sue scelte, fino ad arrivare al punto di avere un dialogo con la propria coscienza immaginando una maledizione verso di sé, che però rivelerà solamente le fragilità e le paure dell’artista; tutto ciò è scandito musicalmente da una base di pianoforte, accompagnato da quelli che sono i tratti di un artista rap, andando a mescolare quest’ultimo con il pop.

    Racconta l’artista a proposito della canzone: “Questa canzone è stata importantissima da tanti punti di vista, in primis è la mia prima canzone creata con una casa discografica, indubbiamente l’approccio con la professionalità di un’etichetta che ti supporta e sopporta in tutto e per tutto è fantastico. In secundis la canzone ha avuto un impatto importante all’interno del mio percorso musicale perché ha creato un punto di svolta dentro di me: prima di scrivere questa canzone uscivo dalla scrittura del mio album, che devo essere sincero mi aveva demoralizzato perché dopo di quello mi sembrava come se non riuscissi più a scrivere e ad avere l’ispirazione. Ma questa canzone ha posto in me domande che mi hanno aperto un mondo, e da lì ho ricominciato a scrivere non cercando più l’ispirazione da un mio pensiero, bensì da un avvenimento esterno. Questo penso sia un modo per rendermi conto delle cose che mi accadono e giudicarle con un occhio esterno, dando modo alle mie sensazioni, ascoltando la canzone, di esternarsi liberamente. Questo è quello che mi rende felice, perchè infondo è la scrittura stessa una bellissima canzone”.

     

    Il videoclip della canzone è stato girato all’interno di una torre di un parcheggio e sopra una terrazza, per mostrare e comunicare visivamente il dualismo presente nel brano: da una parte c’è un Br3nd più debole, che si esprime al meglio tirando fuori ogni sua piccola parte, mentre dall’altra c’è un Br3nd molto più forte e sicuro che ha ormai accettato i suoi demoni. Tutto ciò è stato realizzato per descrivere al meglio quella che è la canzone, ovvero un mix di emozioni che trasportano all’interno di essa.

    Guarda il videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=P902_ezIiaE

    Biografia

    Br3nd è un’artista classe 2005 di Genzano di Roma nei Castelli Romani, poco fuori Roma. Inizia a scrivere all’età di 17 anni per gioco, riscrivendo sopra alle basi delle sue canzoni preferite, anche senza avere nozioni o conoscenze in merito, capendo successivamente che in realtà fosse una sua grande passione. Negli ultimi tre anni l’artista ha partecipato a vari contest musicali fino ad arrivare alle porte di Milano dove, presentandosi con un album (contenente “Luci della città”, “Incontrati per caso” e tre singoli), ha iniziato un percorso musicale con Up Music per creare l’ultimo brano “Letto di vetro”. La sua scrittura usa parole semplici e concise, ispirandosi molto a rapper come Gemitaiz e Il Tre. Quello che l’artista cerca di fare con i suoi testi è di trasmettere un messaggio, una sensazione, un’esperienza vissuta in prima persona da lui e trasportarla all’interno degli ascoltatori, come se quella storia fosse stata vissuta da ognuno di loro. La musica di Br3nd cerca di portare le persone a identificarsi con le parole e le situazioni espresse nei suoi testi, grazie sicuramente anche alla semplicità con cui esprime i concetti.

    “Letto di vetro” è il nuovo singolo di Br3nd in uscita il 5 giugno 2026 in radio e su tutte le piattaforme digitali.

     

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  • Matteo Faustini, stop al silenzio lungo 4 anni: esce il video di “Siamo nati liberi”

    Quattro anni di silenzio discografico sono un tempo lungo, ma la musica non si è mai fermata davvero. Dopo il Festival di Sanremo e con 2 album all’attivo, Matteo Faustini ha continuato a suonare dal vivo, mantenendo un contatto stretto con le persone sui palchi di tutta Italia. Questa dimensione live è stata fondamentale per maturare una nuova identità, sia personale che artistica. Oggi questo cammino si condensa in un brano che suona come un vero e proprio manifesto: SIAMO NATI LIBERI, il nuovo singolo uscito venerdì 29 maggio in radio e su tutte le piattaforme digitali.
     A dare la spinta a questo ritorno è un’esperienza umana fortissima, che Matteo racconta così:

    «“Siamo Nati Liberi” è un brano nato in carcere che ho scritto dopo 8 mesi di lavoro con i detenuti dell’Istituto Penitenziario di Canton Mombello a Brescia. Ascoltare le loro storie e i loro errori mi ha portato a scrivere un brano che parla non solo di seconde possibilità, ma anche di cambiamento e di rinascita. Questa canzone non salva vite, ma dà speranza.»

    Il progetto è accompagnato dal video ufficiale fuori ora su YouTube, realizzato dalla casa di produzione CHAOSLAB SRL, con il producer Alessandro Garzaniti, regia di Davide Bresciani, fotografia di Silvia Menotto, camera operator Lorenzo Resta e il MUAH Flavio Cesaretti.

    Nel video (visibile a questo link) Matteo veste i panni di un Adamo contemporaneo. La mela diventa così l’elemento chiave del racconto visivo, inaugurando un momento di assoluta autenticità. Per la prima volta l’artista si spoglia di ogni sovrastruttura, mostrandosi nella sua purezza originaria senza filtri, in un ritorno alla bellezza più autentica e naturale.

    «La mela rappresenta il primo momento in cui l’essere umano smette di obbedire e inizia a scegliere, anche sbagliando, ma liberamente. Il nudo non è provocazione. È sottrazione. Ho tolto tutto quello che potevo togliere per lasciare soltanto una persona e una scelta».

    Stando a stretto contatto con chi ha perso la libertà, Matteo si è reso conto di come le sbarre più pesanti siano spesso quelle mentali che ci costruiamo da soli ogni giorno, quando restiamo prigionieri del giudizio degli altri. Da qui nasce una riflessione profonda sui dogmi e sui sensi di colpa religiosi con cui molti di noi sono cresciuti. Matteo affronta il tema prendendo i versi della liturgia della Chiesa, come “mia colpa mia colpa mia grandissima colpa” e “tu che togli i peccati ma non i sensi di colpa”, per raccontare un conflitto interiore reale. Diventa evidente che un’assoluzione formale non basta a dare la pace, se prima non si trova la forza di perdonare se stessi. La sorpresa del pezzo è che tutta questa densità non si traduce in una musica cupa. Al contrario, il brano reagisce con un’energia pop-soul liberatoria, un crescendo emotivo che punta ad alleggerire il cuore. Questo senso di riscatto si sente nel fitto coro di voci curato con la produzione artistica di Enrico Palmosi e le chitarre di Poncio Belleri.
    Un ritorno che, alla fine, si riassume in una scelta tanto semplice quanto necessaria:

    “Voglio stare bene” 

    Il percorso di Matteo Faustini inizia nel 2020 sotto i riflettori della 70esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Nel bene e nel male”, che esordisce al secondo posto della classifica iTunes e gli vale il Premio Lunezia per il valore musicale e letterario. Il suo album di debutto, “Figli delle favole”, entra subito tra i dischi più venduti nella classifica FIMI/GfK e dà il via a una serie di singoli importanti, tra cui “Il gobbo”, realizzato in collaborazione con il Centro Nazionale Contro il Bullismo BULLI STOP.
    Negli anni successivi la sua musica continua a muoversi tra i live e la solidarietà, come nel tour acustico “Merenda col Faustini” per raccogliere beni per l’emergenza in Ucraina. Sul fronte discografico arrivano l’EP in vinile “1+1 / Stanco di piangere”, il brano “Per Donare” (premiato al Christmas Contest e presentato al Concerto di Natale in Vaticano) e la partecipazione al contest eurovisivo Una Voce Per San Marino con “L’Ultima Parola”. Nel 2022, dopo la vittoria al festival New York Canta, pubblica il suo secondo album “CondiVivere”, anticipato dal singolo “Il girasole innamorato della luna”, realizzato in collaborazione con Gay Help Line per il sostegno dei diritti LGBTQI+. Il forte spessore umano e l’impegno sociale delle sue canzoni vengono riconosciuti nel tempo attraverso numerosi premi nazionali, tra cui il Premio Michele Merlo, il Premio dei Giovani e della Giuria Popolare di Amnesty International, il premio “Giovane dell’anno” e, a novembre 2025, il prestigioso Premio Pierangelo Bertoli. Parallelamente al suo percorso da cantautore, Matteo porta avanti la carriera di autore scrivendo per diversi nomi della musica italiana, tra cui Lola Ponce, Marco Carta, Silvia Salemi e Le Deva.
    “SIAMO NATI LIBERI” è il nuovo singolo che rompe il silenzio discografico e segna ufficialmente il suo ritorno.