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Atelier Musicale: il Madrigal Trio e lo sguardo in jazz a Monteverdi, Gesualdo e Marenzio sabato 15 novembre alla Camera del Lavoro di Milano
La formazione composta dal pianista Oscar Del Barba, dalla cantante Gaia Mattiuzzi e dal chitarrista Roberto Cecchetto protagonista del nuovo appuntamento della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo MaggioMILANO – L’interesse per il madrigale, soprattutto per i grandi maestri italiani Marenzio, Gesualdo e Monteverdi, non è nuovo nel mondo del jazz e anche l’Atelier Musicale, la rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, ha ospitato in passato concerti in tutto o in parte ispirati da quel mondo musicale, in particolare con Simona Severini e Carlo Morena. Anche nel live del Madrigal Trio (formazione composta dal pianista Oscar Del Barba, dalla cantante Gaia Mattiuzzi e dal chitarrista Roberto Cecchetto), in programma sabato 15 novembre alla Camera del Lavoro di Milano (ore 17.30; ingresso 10 euro con tessera associativa a 5/10 euro), non si assisterà, come in quelli citati, alla trasformazione dei madrigali in song da trattare jazzisticamente, ma all’utilizzo delle loro melodie, così evocative, e dei loro testi all’interno di un modo di fare musica molto moderno, che non tralascia il linguaggio storico del jazz, né l’uso contemporaneo della voce e dell’elettronica, ma li ripensa in un contesto che trova ispirazione dai colori della musica composta tra Rinascimento e Barocco.Il sapiente lavoro di arrangiamento di Oscar Del Barba, già ospite in passato dell’Atelier, è frutto di un lavoro accurato, nel quale emergono la conoscenza del mondo madrigalistico e la capacità di portarlo, come materiale ispiratore, all’interno del jazz. Del resto, Del Barba è un musicista eclettico, dalla doppia formazione (classica e jazz), e i suoi progetti includono anche incursioni nel pop e nel folk. Come pianista jazz ha collaborato con importanti musicisti del panorama internazionale, nel pop è stato al fianco di Francesco Guccini ed è molto richiesto come arrangiatore. Attualmente è docente della classe di Pianoforte jazz del Conservatorio di Musica G. Verdi di Milano.Roberto Cecchetto è un chitarrista di riferimento nella scena italiana ed europea del jazz, anch’egli docente a Milano e a Siena Jazz, due volte vincitore del Top Jazz della rivista Musica Jazz. Ha cominciato la sua carriera come membro dei celebri Electric Five di Enrico Rava, proseguendo poi il suo percorso al fianco di musicisti di livello internazionale, tra cui Lionel Loueke, con il quale ha inciso l’album Humanity.Gaia Mattiuzzi è una delle nuove realtà italiane nell’ambito della vocalità. Improvvisatrice e anche interprete di musica classica contemporanea, nonché docente di Conservatorio, è un’artista che si muove in ambiti di tipo sperimentale e che utilizza materiali eterogenei, anche di carattere folk o legati alle musiche tradizionali del mondo, senza dimenticare l’elettronica. Cantante dalla voce duttile e dalla grande preparazione, ha lavorato con musicisti di svariati ambiti espressivi.Atelier Musicale – XXXI edizioneSabato 15 novembre 2025, ore 17.30Madrigal TrioMarenzio, Gesualdo, Monteverdi: uno sguardo in jazzOscar Del Barba (pianoforte), Gaia Mattiuzzi (voce, elettronica), Roberto Cecchetto (chitarra, elettronica).Programma:O. Del Barba: Bastian Contrario;L. Marenzio: Amatemi ben mio;O. Del Barba: Little movement;C. Monteverdi: Maledetto sia l’aspetto;C. Gesualdo da Venosa: Gagliarda del principe;C. Monteverdi: Sì dolce è il tormento;C. Gesualdo da Venosa: Dolcissima mia vita;L. Marenzio: Al primo vostro sguardo;O. Del Barba: June 23.Arrangiamenti di Oscar Del Barba.Prima esecuzione a Milano.Introduce Maurizio Franco.Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.Inizio concerti: ore 17.30.Ingresso: 10 euro con tessera ordinaria (5 euro) o di sostegno (10 euro).Abbonamento stagionale: 80 euro.On line: www.secondomaggio.orgPer informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.itDirezione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra. -

Giovani autori pianisti jazz in gara: venerdì 31 ottobre al CPM di Milano la finale del Premio Lelio Luttazzi
I finalisti della sesta edizione del concorso organizzato dalla Fondazione Lelio Luttazzi
in memoria del grande artista triestino si sfideranno
presentando una propria composizione originale e interpretando un suo branoMILANO – Torna a Milano la finale del Premio Lelio Luttazzi: venerdì 31 ottobre, l’auditorium del CPM Music Institute ospita la finale della sesta edizione del Premio Lelio Luttazzi, concorso nazionale dedicato ai giovani autori pianisti jazz dai 16 ai 30 anni. Un appuntamento che rende omaggio al grande musicista e showman triestino, tra le figure più poliedriche della cultura italiana.
L’evento, organizzato dalla Fondazione Lelio Luttazzi sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo e con i patrocini di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Cultura, SIAE, AGIS, Comune di Milano, Comune di Roma (Assessorato alla Crescita culturale), Comune di Trieste e NuovoImaie, si svolgerà nell’auditorium del CPM (Centro Professione Musica, via Reguzzoni 15, Milano). Ingresso libero fino a esaurimento posti con prenotazione obbligatoria on line su https://www.eventbrite.it/e/finale-premio-lelio-luttazzi-tickets-1714144515389?aff=oddtdtcreator
La gara
Ciascun finalista presenterà al pubblico una composizione originale e, per rendere omaggio al Maestro, interpreterà un brano del repertorio di Lelio Luttazzi.Il vincitore riceverà una borsa di studio di 1.000 euro, mentre il brano originale sarà registrato a cura della Fondazione e distribuito sulle piattaforme digitali dall’etichetta Blue Serge di Sergio Cossu.
La serata musicale
La finale sarà introdotta dalla Jazz Company, sestetto diretto da Gabriele Comeglio (direttore artistico del Premio), con la voce di Caterina Comeglio. Le orchestrazioni di alcuni brani di Luttazzi sono state curate dagli studenti del corso di arrangiamento del CPM, tenuto del Maestro Comeglio.Dopo l’esibizione dei concorrenti, la giuria composta da Mario Rusca (presidente, decano del jazz italiano), Claudio Angeleri (pianista e compositore) e Luca Nobis (direttore didattico del CPM) decreterà il vincitore. Durante la deliberazione, un rappresentante del Parlamento europeo illustrerà i programmi culturali dedicati ai giovani. La serata si concluderà con la cerimonia di premiazione e una jam session collettiva sulle note di Drums Blues di Luttazzi.
Lelio Luttazzi, un gigante multiforme
Showman riluttante ma amatissimo, pianista per vocazione, compositore minuzioso e crooner dall’eleganza inconfondibile, Luttazzi è stato tra i pionieri del jazz italiano al fianco di Gorni Kramer e Franco Cerri. Autore di brani indimenticabili come Il giovanotto matto, Una zebra a pois, Vecchia America e Chiedimi tutto, seppe attraversare cinema, radio e televisione con leggerezza raffinata e ironia unica.
Le voci del Premio
Rossana Luttazzi, moglie del Maestro e presidente della Fondazione (istituita nel 2010 con l’obiettivo di promuovere la cultura, l’educazione e la formazione musicale), sottolinea: «Il Premio è un omaggio a Lelio e nasce per scoprire e sostenere nuovi talenti della musica italiana, in particolare giovani autori pianisti jazz. In questi anni molti giovani hanno partecipato con entusiasmo e diversi vincitori – Manuel Magrini, Danilo Tarso, Seby Burgio, Thomas Umbaca e Vittorio Esposito – sono oggi tra i protagonisti della scena jazz nazionale».
Aggiunge Gabriele Comeglio: «La carriera di Luttazzi partì proprio da Milano, nel 1948, quando Teddy Reno lo volle alla direzione artistica della neonata CGD. Oggi riportiamo a Milano il Premio in una sede prestigiosa come il CPM di Franco Mussida, scuola che unisce tradizione e innovazione e condivide i nostri valori: dare opportunità concrete ai giovani musicisti, nel nome di un grande della musica italiana come Lelio Luttazzi».
Info: www.premiolelioluttazzi.it e www.fondazionelelioluttazzi.it
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JAZZMI: Elena Andreoli e Paolo Tomelleri in concerto al Teatro degli Arcimboldi di Milano domenica 26 ottobre
Nel foyer del TAM la vocalist e autrice milanese Elena Andreoli presenterà il suo album d’esordio “Beautiful Love”, raccolta di standard degli anni Venti e Trenta rivisitati con arrangiamenti moderni e a tratti audaci: con lei sul palco un sestetto molto affiatato in cui spicca la presenza del clarinettista Paolo Tomelleri, decano del jazz italianoMILANO – A un anno di distanza dai due sold out fatti registrare al Teatro degli Arcimboldi di Milano, la cantante e autrice jazz Elena Andreoli e Paolo Tomelleri si esibiranno di nuovo nel foyer del TAM: domenica 26 ottobre, durante il festival JAZZMI, la vocalist milanese e il celebre clarinettista presenteranno, infatti, in anteprima nazionale l’album Beautiful Love, appena uscito. Con loro sul palco ci saranno Joe Zangaro (pianoforte), Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra e ukulele), Chiara Bianchi (contrabbasso) e Alberto Traverso (batteria e cori). Il concerto inizierà alle ore 18 (ingresso 20 euro, prevendita on line su https://www.ticketone.it/artist/elena-andreoli-paolo- ). L’evento è realizzato con il sostegno di Sergio Noviello-Cosmetic Surgery, nel segno della buona musica, dell’armonia e della bellezza.tomelleri/ Pubblicato dall’etichetta Snatch Noise, disponibile in formato fisico e digitale, registrato presso il Crossroad Studio di Milano e distribuito dalla A&R di Andrea Pellizzari, Beautiful Love è l’album di esordio di Elena Andreoli e include nove brani, noti e meno noti (da Blue Skies a Ain’t She Sweet, da On the Sunny Side of the Street a Whispering, da Happy Feet a Frim Fram Sauce), di compositori quali Duke Ellington, Irving Berlin, Jimmy McHugh ma non solo: il jazz e lo swing degli anni Venti e Trenta sono stati rielaborati con energia e libertà dalla vocalist lombarda e da Tomelleri, pur nel rispetto della tradizione. Il risultato? Il repertorio classico è stato rivestito di nuove geometrie sonore, rendendo i pezzi originali più audaci e dinamici. Beautiful Love non vuole essere solo un omaggio al passato, ma anche il manifesto di un jazz contemporaneo, fresco e potente. Spiega Elena Andreoli, autrice jazz e cantante dotata di una voce calda e trascinante, capace di mescolare in modo personale e convincente swing, blues, ragtime, bebop ed early jazz: «Nella scelta dei brani ho privilegiato gli standard meno conosciuti e meno sfruttati e ho dato particolare importanza alle parole delle canzoni. Per interpretare un testo, infatti, devo farlo mio, devo capire chi lo ha scritto, quando e perché».Aggiunge Paolo Tomelleri, probabilmente il clarinettista jazz più famoso d’Italia (nel corso della sua lunga carriera ha collaborato con musicisti del calibro di Bruno De Filippi, Tony Scott, Joe Venuti, Clark Terry, Bill Coleman, Phil Woods ma anche con i grandi big della musica leggera italiana, da Enzo Jannacci a Ornella Vanoni, da Giorgio Gaber ad Adriano Celentano fino a Luigi Tenco): «Ogni brano del disco è un piccolo universo a sé: le ballad si spogliano del superfluo per toccarci nel profondo e lo swing classico si trasforma in pura energia».L’album si apre con After You’ve Gone: «È una canzone che rivendica il proprio orgoglio e il proprio valore e il nostro arrangiamento – afferma Andreoli – presenta sonorità che ricordano i tamburi di guerra. La seconda traccia, Frim Fram Sauce, è un brano ironico sulle ossessioni legate al peso e alla dieta, molto divertente da cantare; Happy Feet è irresistibile e gioioso, allegro e spensierato, perfetto per far sorridere e far ballare chi ascolta; On the Sunny Side of the Street è un inno alla speranza e all’ottimismo, amo moltissimo questo testo di Dorothy Fields; Beautiful Love, la title track del disco, conquista tutti per la sua dolcezza; Ain’t She Sweet (uscito anche come singolo a fine settembre, ndr) è la prima canzone che ho imparato a cantare e suonare con l’ukulele; It Don’t Mean a Thing (If It Ain’t Got That Swing), l’intramontabile classico di Duke Ellington, diventa ancora più scoppiettante nella nostra nuova versione; Blue Skies, di Irving Berlin, è uno di quei pezzi semplicemente perfetti che non potevo non includere in questo lavoro; infine, di Whispering, l’ultima traccia del disco, nonostante il titolo significhi “Sussurrare”, proponiamo una versione a tutto groove, carica di energia».La collaborazione tra Andreoli e Tomelleri è destinata a proseguire, come spiega Elena: «Durante il concerto agli Arcimboldi presenteremo altri brani che sto preparando per il secondo disco che realizzerò sempre con lui. D’altronde, il suono del suo clarinetto si intreccia in modo sorprendentemente naturale con la mia voce. Scrivere, adesso, è la cosa che più mi coinvolge».Oltre al sodalizio artistico con Tomelleri, la cantante e autrice milanese è impegnata in altri progetti: con il trombonista e compositore Andrea Andreoli, jazzista di grande talento, sta lavorando a un album di inediti che vedrà la luce nei prossimi mesi. Da segnalare, infine, che proprio con il trombonista bergamasco e con il batterista Alberto Traverso Elena ha firmato, come autrice, il brano Girl in the Mirror che interpreta nella commedia Stella gemella del regista Luca Lucini (con Margherita Buy e Laura Morante), presto sul grande schermo. -

Ecco “Ain’t She Sweet”, il singolo che anticipa l’album d’esordio della vocalist e autrice jazz Elena Andreoli
La cantante e compositrice milanese Elena Andreoli reinterpreta il celebre brano composto quasi un secolo fa da Jack Yellen e Milton Ager: il pezzo è incluso nel disco “Beautiful Love” che verrà presentato a Milano con Paolo Tomelleri il prossimo 26 ottobre nel foyer del Teatro degli Arcimboldi in occasione del festival JAZZMIMILANO – È uscito a fine settembre ed è disponibile su tutte le piattaforme digitali Ain’t She Sweet, il singolo che anticipa Beautiful Love, il primo album della vocalist e autrice Elena Andreoli, che verrà presentato il prossimo 26 ottobre nel foyer del Teatro degli Arcimboldi di Milano durante il festival internazionale JAZZMI e che vedrà la partecipazione tra gli altri del clarinettista Paolo Tomelleri.La versione di Elena Andreoli di Ain’t She Sweet è stata incisa con Stefano Pennini (pianoforte), Davide Parisi (chitarra), Raffaele Romano (contrabbasso), Alberto Traverso (batteria e cori) e Paolo Tomelleri (clarinetto): il brano composto nel 1927 da Jack Yellen e Milton Ager (e interpretato, tra gli altri, da Frank Sinatra, Nat King Cole, Nicola Arigliano e i Beatles) mette in luce, ancora una volta, le qualità di Elena Andreoli, cantante milanese dotata di una voce calda, avvolgente e trascinante, capace di mescolare in modo personale e convincente swing, blues, ragtime, bebop ed early jazz.«Ho scelto questo pezzo – afferma Elena – perché è il primo che ho imparato a suonare con l’ukulele a cinque anni, sotto l’affettuosa supervisione di mio nonno Mario, a cui sono stata legatissima. La versione uscita come singolo è full band e l’abbiamo arricchita anche con un assolo di fischio e un solo di tip tap con le bacchette, mentre nella traccia contenuta nel disco ci siamo divertiti a riportare il brano alla sua natura più essenziale: abbiamo realizzato una versione acustica, con la mia voce, Tomelleri al clarinetto e Parisi all’ukulele. Un omaggio allo strumento che, dopo la chitarra, mi ha sempre accompagnato fin da piccola e una ricerca delle sonorità originali di questo brano: semplicità, ritmo e un che di scanzonato che solo l’ukulele può creare, con quel suono giocoso dovuto alle corde di plastica che lo fanno sembrare quasi un giocattolo, divertente come il testo della canzone».Ironia e leggerezza sono, d’altronde, elementi distintivi dello stile e della cifra artistica di Elena, che nel corso della sua carriera ha condiviso il palco con musicisti del calibro di Giorgio Gaslini, Bruno Martino, Antonio Faraò, Sergio Fanni e Michele Bozza e che si è esibita in manifestazioni e contesti prestigiosi come JAZZMI, Dolomiti Ski Jazz Festival e Monte Pisano Art Festival. La cantante milanese è stata anche voce solista con la Budapest Scoring Orchestra per l’incisione della Fuga di Benjamin Britten. Di recente, inoltre, ha registrato un brano (Girl in the Mirror) da lei composto a quattro mani con il trombonista Andrea Andreoli per il film Stella Gemella del regista Luca Lucini, presto nelle sale. Da alcuni anni, infine, Elena è alla guida di una formazione in cui spicca la presenza di Paolo Tomelleri con la quale (ri)propone, con un approccio moderno ma rispettoso della tradizione, il jazz delle origini, a partire da quello della Golden Age, in un’accurata ricerca di standard poco conosciuti, da far scoprire e apprezzare in tutta la loro bellezza, senza dimenticare il bebop, il ragtime, il charleston, il blues e il jive. -

Jazz all’Atelier Musicale: l’omaggio di Enrico Intra & friends a Emilio Soana sabato 4 ottobre alla Camera del Lavoro di Milano
Enrico Intra, Gianluigi Trovesi, Paolo Tomelleri, Franco Ambrosetti, Claudio Angeleri, Marco Mariani, Tony Arco, la small band diretta da Luca Missiti e molti altri musicisti si cimenteranno in un tributo al grande trombettista jazz scomparso lo scorso gennaioMILANO – Quando il 14 gennaio scorso è giunta la notizia che Emilio Soana era improvvisamente scomparso, tutto il mondo del jazz italiano ha capito di aver perso un musicista dalle doti rare, un artista autentico, un eccellente docente e un uomo di grande umanità. Nato a Rivarolo Mantovano, lo stesso paese di Gorni Kramer, il 16 luglio del 1943, fu scoperto proprio dal grande band leader, fisarmonicista e autore, che gli consigliò di iscriversi al Conservatorio di Parma, dove si diplomò nel 1961. Da allora la sua carriera di jazzista lo ha visto affermarsi come una delle migliori prime trombe da big band della scena continentale, unendo a questa dote anche quella, rarissima, di solista di qualità e creatività.Sabato 4 ottobre, per il terzo appuntamento della nuova stagione della rassegna Atelier Musicale (organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio), alcuni dei più noti e apprezzati jazzisti italiani tra cui Enrico Intra, Gianluigi Trovesi, Paolo Tomelleri, Claudio Angeleri e Tony Arco, ospiti di caratura internazionale come Franco Ambrosetti e la small band dei Civici Corsi di Jazz di Milano diretta da Luca Missiti gli tributeranno un doveroso omaggio alla Camera del Lavoro di Milano (inizio live ore 17.30, ingresso 10 euro con tessera associativa).Ispirato da Gillespie e poi dai trombettisti dello stile Hard-Bop, Soana guardava anche ad Armstrong e nel suo linguaggio portava una ricchezza di sonorità e di colori che ben pochi trombettisti possono vantare. Prima tromba dell’Orchestra della Rai di Milano, della Civica Jazz Band di Enrico Intra, della Monte Carlo Nights e talvolta delle big band di Gabriele Comeglio, Marco Gotti e Luca Missiti, Soana ha suonato con molti tra i più celebri jazzisti italiani, europei e americani. Per questo motivo il cast del concerto a lui dedicato poteva vantare un numero impressionante di ospiti, numero che è stato limitato dagli organizzatori a una parte di quei musicisti che più di altri si sono trovati al suo fianco. In primis Enrico Intra, punto di riferimento del tributo, poi Luca Missiti, che ha curato gli arrangiamenti e la direzione della band, gruppo del quale fanno parte jazzisti italiani di valore, appartenenti a generazioni diverse e accomunati da una lunga collaborazione orchestrale con Soana. In particolare, Marco Mariani è stato prima suo allievo, poi assistente e quindi co-autore di testi didattici firmati con lui.Gli altri ospiti, che porteranno ognuno un blues in onore del dedicatario, sono nomi di rilievo nazionale e internazionale, a cominciare, come detto, da Franco Ambrosetti e Gianluigi Trovesi, quindi Claudio Angeleri e Marco Gotti, il leader della J.W. Orchestra, poi Sergio Orlandi e, infine, Paolo Tomelleri. Un tributo in cui il numero e la qualità artistica dei partecipanti trasformeranno un imperdibile momento di musica in un memorial all’insegna del grande jazz, di cui Soana fu un artefice.ATELIER MUSICALE, XXXI EDIZIONESabato 4 ottobre 2025, ore 17.30Enrico Intra & friends – Tributo a Emilio SoanaEnrico Intra (pianoforte).Small Band dei Civici Corsi di jazz diretta da Luca Missiti e composta da Marco Mariani e Gabriel Otoya (trombe), Andrea Andreoli e Humberto Amesquita (tromboni), Giulio Visibelli, Rudi Manzoli e Giancarlo Porro (sassofoni), Mario Rusca (pianoforte), Marco Mistrangelo (contrabbasso), Tony Arco (batteria).Ospiti: Claudio Angeleri (pianoforte), Franco Ambrosetti (tromba), Marco Gotti (sassofoni), Sergio Orlandi (tromba), Paolo Tomelleri (clarinetto), Gianluigi Trovesi (clarinetti).Programma: musiche originali dei solisti ospiti, arrangiamenti di Luca Missiti.Esecuzione unica. Introduce Maurizio Franco.Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.Inizio concerti: ore 17.30.Ingresso: 10 euro con tessera ordinaria (5 euro) o di sostegno (10 euro).Abbonamento stagionale: 80 euro.On line: www.secondomaggio.orgPer informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.itDirezione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra. -

Riparte “Il rito del jazz” alla Cascina Cuccagna di Milano: al via martedì 7 ottobre la nuova stagione con il trio del pianista Max Cameroni
Tornano, ogni settimana, gli appuntamenti con la musica dal vivo organizzati dall’associazione culturale Musicamorfosi. I giovani talenti della scena italiana (ma non solo) animeranno il Cuccagna Jazz Club per tutto il mese di ottobre: sul palco milanese si esibiranno anche il duo formato da Simone Locarni e Giacomo Cazzaro e i gruppi guidati da Raffaele Garramone, Cecilia Carta e Jaromir RusnakMILANO – Scatterà martedì 7 ottobre la quarta stagione de “Il rito del jazz”, la rassegna organizzata dall’associazione culturale Musicamorfosi alla Cascina Cuccagna di Milano, negli accoglienti locali del ristorante Un posto a Milano, che per l’occasione si trasforma, una volta alla settimana, nel Cuccagna Jazz Club. I concerti sono realizzati con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma Per Chi Crea e di Nuovo Imaie, con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano. La formula è quella collaudata del doppio set (alle ore 19.30 e 21.30) con ingresso libero (prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it).Dal 2022 a oggi “Il rito del jazz” ha ospitato esponenti di primo piano della scena italiana e internazionale (da Giovanni Falzone a Tino Tracanna, da Antonio Zambrini ad Andrea Dulbecco, da Ethan Iverson a Nicole Johänntgen ma non solo) e ha contribuito al lancio di giovani e promettenti musicisti (tra cui Raffaele Fiengo, Sophia Tomelleri, Francesco Sensi e Thomas Umbaca). Anche quest’anno si punta a valorizzare, in particolar modo, i nuovi talenti del jazz tricolore, senza dimenticare i big.Per il primo concerto della nuova stagione, martedì 7 ottobre sarà protagonista il Max Cameroni Trio, formazione nata nelle aule del Conservatorio G. Verdi di Milano e composta da Max Cameroni (pianoforte), Samuele Frisenda (contrabbasso) e Matteo Traisci (batteria), che si è già esibita su palchi prestigiosi come quello del festival JazzMi e per la Società dei Concerti. Max Cameroni e i suoi sodali proporranno brani originali (firmati per lo più da Frisenda) e composizioni di grandi nomi del panorama contemporaneo (jazzistico e non solo, da Herbie Hancock a John Taylor), senza dimenticare l’amato Bach.La settimana successiva, martedì 14 ottobre, spazio a due gruppi: il Raffaele Garramone Trio per il primo set della serata (ore 19.30) e, successivamente, il duo composto dal pianista Simone Locarni e dal sassofonista Giacomo Cazzaro (per il secondo set). Classe 2001, Raffaele Garramone è un pianista versatile e, insieme ad Agata Garbin alla batteria e Christian Scaffidi al basso, guida una formazione che reinterpreta il jazz con eleganza e complicità musicale. Ispirato all’estetismo lirico di Bill Evans e al groove di Red Garland, il trio crea atmosfere intime, dinamiche e coinvolgenti, arricchite da composizioni originali. Alle ore 21.30 riflettori puntati su due giovani talenti in rapida ascesa della new wave italiana: Simone Locarni (una delle grandi promesse del jazz continentale, che ha fatto incetta di premi e riconoscimenti in Italia e in Europa) e Giacomo Cazzaro presenteranno un repertorio di brani originali di entrambi i musicisti in uno stile contemporaneo che tiene in considerazione le sonorità della tradizione jazzistica americana fondendola con le correnti nordeuropee e mediterranee, esplorando anche l’improvvisazione radicale. Il progetto è stato selezionato nell’ambito dell’iniziativa PRODJGI, riservata ai giovani talenti del jazz tricolore, con il contributo del Ministero della Cultura e di Siae nell’ambito del programma Per Chi Crea.Martedì 21 ottobre sarà la volta dello Swing Me Trio, ovvero della formazione composta dalla cantante Cecilia Carta, dal chitarrista Luciano Poli e dal contrabbassista Mauro Sereno. Il progetto nasce intorno alla voce di Cecilia Carta, rivelazione del panorama swing/jazz, affiancata da due musicisti di lungo corso quali Luciano Poli, chitarrista jazz e gypsy/manouche, e Mauro Sereno, contrabbassista jazz. Il trio attinge a piene mani nel repertorio jazz/swing dagli anni ‘20 agli anni ‘40 del Novecento, dai brani di Fats Waller, Duke Ellington, George Gershwin e Irving Berlin ai classici di autori come Cole Porter e Jimmy McHugh, senza trascurare le canzoni di alcune celebri colonne sonore (come “Puttin’ on the Ritz” dal film Frankenstein Junior e “One More Kiss, Dear” di Vangelis da Blade Runner).Per l’ultimo appuntamento del mese, martedì 28 ottobre sarà di scena il quartetto del contrabbassista polacco Jaromir Rusnak, che propone un jazz moderno fatto di composizioni originali che uniscono struttura e improvvisazione, con un linguaggio contemporaneo e aperto alle influenze europee. Insieme al leader si esibiranno il sassofonista Jossy Botte, il pianista Davide Cabiddu e il batterista Andrea Lo Palo. Il suono coeso del gruppo, nato nel 2021 e già con tre album all’attivo (due anni fa il quartetto si è aggiudicato il Premio del Conservatorio di Milano), è il risultato di una forte intesa musicale.CUCCAGNA JAZZ CLUB – IL RITO DEL JAZZUn posto a Milano, Cascina Cuccagna, via Cuccagna 2/4, Milano.Ingresso libero. Informazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.itI CONCERTI DI OTTOBRE 2025Martedì 7 ottobre, ore 19.30 e 21.30MAX CAMERONI TRIOMax Cameroni, pianoforteSamuele Frisenda, contrabbassoMatteo Traisci, batteriaMartedì 14 ottobre, ore 19.30 e 21.30RAFFAELE GARRAMONE TRIO (primo set)Raffaele Garramone, pianoforteChristian Scaffidi, basso elettricoAgata Garbin, batteriaLOCARNI-CAZZARO DUO (secondo set)Simone Locarni, pianoforteGiacomo Cazzaro, saxMartedì 21 ottobre, ore 19.30 e 21.30SWING ME TRIOCecilia Carta, voceLuciano Poli, chitarra elettricaMauro Sereno, contrabbassoMartedì 28 ottobre, ore 19.30 e 21.30JAROMIR RUSNAK QUARTETJossy Botte, sax tenoreDavide Cabiddu, pianoforteJaromir Rusnak, contrabbassoAndrea Lo Palo, batteria -

Sergio Rubini, Michele Fazio, Ian Shaw, Sarah Jane Morris, Luigi Martinale e Patrizia Conte: parata di big per la nuova edizione di Eventi in Jazz, in programma dal 4 ottobre al 22 novembre a Busto Arsizio e Castellanza
Grandi voci internazionali e nomi di spicco del jazz italiano caratterizzano la nuova stagione
della rassegna organizzata nel Varesotto dall’associazione VCO con la direzione artistica di Mario Caccia. Per l’evento inaugurale, l’attore e regista Sergio Rubini e il pianista Michele Fazio porteranno in scena lo spettacolo “Sud” al Teatro Sociale di Busto Arsizio insieme al batterista Mimmo Campanale e al bassista Carlos Buschini. Da segnalare, tra gli altri appuntamenti,
il Memorial Franco Cerri, concerto-omaggio al grande chitarrista scomparso quattro anni faMILANO – È affidato al regista, attore e sceneggiatore Sergio Rubini e al pianista e compositore Michele Fazio il compito di inaugurare la nuova edizione di Eventi in Jazz, in programma dal 4 ottobre al 22 novembre a Busto Arsizio e Castellanza, in provincia di Varese. La rassegna è organizzata dall’associazione VCO con la direzione artistica di Mario Caccia ed è realizzata con il sostegno dei due Comuni coinvolti.
Sabato 4 ottobre, al Teatro Sociale di Busto Arsizio, il primo appuntamento della nuova edizione sarà Sud, uno spettacolo di teatro e musica, parole e suoni, in cui Sergio Rubini racconterà di se stesso e delle disavventure tragicomiche che si colorano di ironia, sarcasmo e poesia, peculiarità riconoscibili degli uomini del Sud. Con lui e Michele Fazio (che ha composto le colonne sonore dei film Tutto l’amore che c’è e Dobbiamo parlare diretti da Rubini, oltre ad aver firmato le musiche di diversi suoi recital teatrali, tra cui anche Sud), sul palco ci saranno in via eccezionale altri due musicisti di talento: il batterista Mimmo Campanale e il bassista Carlos Buschini.
Per farsi un’idea di questo spettacolo, il pubblico deve immaginarsi, per un attimo, di non essere seduto tra le file di una platea a teatro, ma nello scompartimento di un treno. Un treno un po’ spericolato, perché a guidarlo è un attore: un tizio magrino, il profilo puntuto, Sergio Rubini per l’appunto. Già altre volte in passato, ma solo sul grande schermo, Rubini, pugliese di Grumo Appula (Bari), ha raccontato di treni, binari e piccole stazioni sperdute. Il capotreno ci dice che il motivo del viaggio a cui stiamo partecipando è il Sud, ma nemmeno lui sa dove si arriverà. Al Sud? È probabile, ma potrebbe anche andare diversamente. La destinazione, insomma, è incerta. E incerto è l’andamento del treno. Fin da subito gli spettatori avranno la sensazione di aver percorso lunghi tratti nell’arco di pochi minuti. Perché, per esempio, dalla lettura di La notte sull’isola di Pablo Neruda Rubini passerà al racconto di Matteo Salvatore, un cantastorie vissuto nel buio periodo del Dopoguerra, che ha fatto della sua miseria da pane nero la forza della sua poetica. A proposito di uomini del Sud: Rubini parlerà di un capostazione, suo padre, che negli anni Sessanta, in un paesino agricolo del profondo Mezzogiorno, coltivava, come altri suoi compaesani, la passione per il teatro, la recitazione e la poesia. Come i versi in vernacolo di Giacomo D’Angelo, che nel suo negozio di giocattoli scriveva poesie.
Il secondo appuntamento di Eventi in Jazz è in programma venerdì 10 ottobre, sempre a Busto Arsizio. Il Teatro Sociale ospiterà un doppio concerto, protagoniste due straordinarie voci in arrivo dal Regno Unito: Ian Shaw e Sarah Jane Morris. Considerato dalla critica uno dei migliori cantanti jazz a livello internazionale, Ian Shaw è un interprete raffinato e profondo, dotato di una voce duttile e di un innato senso dello swing. Con lui sul palco ci sarà il suo quartetto italiano, ovvero Alessandro Di Liberto (pianoforte), Tommaso Scannapieco (contrabbasso) ed Enzo Zirilli (batteria), con i quali Shaw proporrà, per lo più, i brani dell’album Integrity (pubblicato dall’etichetta Abeat Records), in cui spiccano, tra gli altri, un grande classico come People, noto cavallo di battaglia di Barbara Streisand nel film Funny Girl del 1964, la famosissima Smile di Charlie Chaplin, qualche brano funky come Use Me di Bill Withers, la meravigliosa evergreen My Foolish Heart e un’originale rilettura di She’s Leaving Home dei Beatles.
Il secondo set in programma venerdì 10 ottobre sarà l’esibizione in duo, con il chitarrista Elia Garutti, di Sarah Jane Morris, cantautrice inglese dalla voce unica e potente come un’onda sismica e dall’inesauribile talento, perfettamente a suo agio tra soul, jazz e rhythm and blues. Ispirata dalla ferma convinzione che il potere della canzone possa cambiare il cuore e la mente, Sarah Jane Morris ha sempre seguito la sua stella polare, conquistando ammiratori in tutto il mondo, incluso il pubblico italiano (nel 1991 è stata protagonista al Festival di Sanremo di un mitico duetto con Riccardo Cocciante, vincitore con il brano Se stiamo insieme).
La settima successiva, ovvero venerdì 17 ottobre, in accordo con la famiglia Cerri, la città di Busto Arsizio ospiterà il Memorial Franco Cerri in ricordo del grande jazzista milanese (scomparso esattamente quattro anni fa): un gruppo di musicisti tra i più prestigiosi della scena nazionale, tra cui Gianni Cazzola, Luciano Zadro, Lorenzo Cominoli, Davide Facchini, Riccardo Fioravanti, Sandro Gibellini, Alberto Gurrisi, Roberto Paglieri e Alessandro Usai, gli tributerà un sentito e doveroso omaggio al Teatro Sociale. Artista molto amato dal pubblico e dai suoi colleghi, Franco Cerri è stato una figura centrale nel panorama musicale italiano e il caposcuola assoluto della moderna chitarra jazz nel nostro Paese. La sua popolarità ha travalicato i confini di genere grazie a innovativi programmi televisivi (fu il primo a portare letteralmente il jazz nelle case degli italiani con una trasmissione in prima serata sulla Rai), alle collaborazioni con Gorni Kramer (il suo scopritore) e con il Quartetto Cetra, ma anche all’enorme visibilità ottenuta prestando il suo volto a una pubblicità di culto.
Il mese seguente, Eventi in Jazz si sposterà a Castellanza con altri due imperdibili appuntamenti: venerdì 14 novembre, il Cinema Teatro Dante ospiterà il concerto del Luigi Martinale Quartet feat. Stefano “Cocco” Cantini e la partecipazione dell’Orchestra da Camera del Conservatorio Ghedini di Cuneo. In scaletta i brani dell’album Invisible cities pubblicato dall’etichetta Abeat Records e realizzato con il sostegno del MiC e della SIAE nell’ambito del programma Per Chi Crea.
Com’è accaduto in sala di registrazione, anche sul palco del Cinema Teatro Dante il pianista e compositore Luigi Martinale sarà supportato da una formidabile coppia ritmica, composta dal brasiliano Zaza Desiderio alla batteria e dal russo Yuri Goloubev al contrabbasso, solista d’eccezione Stefano “Cocco” Cantini al sax tenore e soprano: un quartetto ben collaudato, che si è fatto valere anche in ambito internazionale. Accanto ai quattro jazzisti ci sarà, come detto, l’Orchestra da Camera del Conservatorio Ghedini di Cuneo diretta da Bruno Mosso. Caratterizzato da una ricchezza inventiva non comune e da un notevole equilibrio melodico, il disco Invisible cities è stato lodato dalla critica per l’eleganza degli arrangiamenti, la felice vena compositiva del leader (autore di tutti i brani originali) e il lirismo raffinato, alternato a momenti solistici di grande impatto e creatività.
Per l’evento di chiusura di Eventi in Jazz, sabato 22 novembre a Castellanza si esibirà il quartetto della vocalist Patrizia Conte, con Fabrizio Bernasconi al pianoforte, Alessio Pacifico alla batteria e Lele Garro al contrabbasso. Tarantina di origine e milanese di adozione, Patrizia Conte ha all’attivo numerose incisioni e tante collaborazioni prestigiose tra cui spiccano quelle con Lee Konitz, Cedar Walton, Billy Higgins, Mark Murphy, Jimmy Owens, Bobby Durham, Bobby Watson, Tullio De Piscopo, Gianni Basso, Dado Moroni, Mario Rusca, Andrea Pozza, Luciano Milanese e Massimo Moriconi. La sua ricerca introspettiva e musicale non ha conosciuto soste e gli addetti ai lavori hanno spesso lodato le sue capacità tecniche e interpretative, il suo stile inconfondibile e una notevole tensione vitale, che diventa intensa al massimo grado nei concerti dal vivo. La gamma di emozioni che Patrizia Conte (che lo scorso aprile si è aggiudicata il talent The Voice Senior in onda su Rai Uno) sa accogliere e trasmettere con generosità e ironia spazia dalla passione prorompente alla dolcezza struggente: le sue esibizioni diventano così momenti magici e irripetibili.
Da segnalare, infine, una data extra di Eventi in Jazz, una sorta di spin-off della nuova edizione, in programma all’inizio del 2026: sabato 9 gennaio, al Teatro Sociale di Busto Arsizio sarà di scena, infatti, il quintetto della cantante Rossana Casale, artista poliedrica con una luminosa carriera tra pop e jazz, affiancata da quattro jazzisti di prim’ordine come Carlo Atti (sax tenore), Luigi Bonafede (pianoforte), Alessandro Maiorino (contrabbasso) ed Enzo Zirilli (batteria). Il concerto sarà aperto dal live del trio del trombettista Fabio Buonarota con Max Tempia all’hammond e Massimo Serra alla batteria.
IL CALENDARIO DI EVENTI IN JAZZ
Sabato 4 ottobre 2025
Busto Arsizio (Va)
Teatro Sociale, via D. Alighieri 20.
Sud
Sergio Rubini (voce recitante), Michele Fazio (pianoforte), Mimmo Campanale (batteria), Carlos Buschini (basso acustico).
Venerdì 10 ottobre 2025
Busto Arsizio (Va)
Teatro Sociale, via D. Alighieri 20.
Ian Shaw quartet
Ian Shaw (voce), Alessandro Di Liberto (pianoforte), Tommaso Scannapieco (contrabbasso), Enzo Zirilli (batteria e percussioni).
Sarah Jane Morris duo
Sarah Jane Morris (voce), Elia Garutti (chitarra).
Venerdì 17 ottobre 2025
Busto Arsizio (Va)
Teatro Sociale, via D. Alighieri 20.
Memorial Franco Cerri
Con Gianni Cazzola, Luciano Zadro, Lorenzo Cominoli, Davide Facchini, Riccardo Fioravanti, Sandro Gibellini, Alberto Gurrisi, Roberto Paglieri, Alessandro Usai e altri ospiti.
Venerdì 14 novembre 2025
Castellanza (Va)
Cinema Teatro Dante, via Dante 5.
Luigi Martinale Quartet e Orchestra da Camera del Conservatorio Ghedini di Cuneo.
Luigi Martinale (pianoforte), Yuri Goloubev (contrabbasso), Stefano Cocco Cantini (sax tenore e soprano), Zaza Desiderio (batteria) e l’Orchestra da Camera del Conservatorio Ghedini di Cuneo.
Sabato 22 novembre 2025
Castellanza (Va)
Cinema Teatro Dante, via Dante 5.
Patrizia Conte Quartet
Patrizia Conte (voce), Fabrizio Bernasconi (pianoforte), Alessio Pacifico (batteria), Lele Garro (contrabbasso).Sabato 9 gennaio 2026 (spin-off di Eventi in Jazz)
Busto Arsizio (Va)
Teatro Sociale, via D. Alighieri 20
Rossana Casale Quintet
Rossana Casale (voce), Carlo Atti (sax tenore), Luigi Bonafede (pianoforte), Alessandro Maiorino (contrabbasso), Enzo Zirilli (batteria).
Ingresso libero con libera donazione.
Inizio concerti: ore 21.
Biglietti: ingresso 12 euro; ridotto (10 euro) dai 20 ai 26 anni; gratuito per gli Under 20 (da prenotare via mail scrivendo a management@abeatrecords.com).
Abbonamento a cinque concerti: 48 euro.
Prevendita on line: www.vivaticket.com
Informazioni: management@abeatrecords.com; cell: 3478906468.
On line: www.facebook.com/eventiinjazz
Instagram: Eventi in Jazz
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Royal Summer Stage: tre appuntamenti con l’Orchestra Canova, da Pergolesi a Mozart, alla Reggia di Monza dal 19 al 21 settembre
Venerdì 19 e sabato 20 settembre la formazione diretta da Enrico Pagano, il soprano Barbara Massaro e il baritono Francesco Samuele Venuti porteranno in scena “La serva padrona”, operina buffa di Pergolesi, in un allestimento site specific ideato da Francesco Grossi. Il festival Royal Summer Stage si concluderà domenica 21 con il concerto intitolato “Mozart Top Ten”, una sorta di hit parade delle arie più famose tratte dai capolavori del grande compositore austriacoMONZA – Dopo il tango (con l’emozionante live di Antonella Ruggiero) e il jazz (con la partecipazione di artisti del calibro di Uri Caine, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso e Giovanni Falzone), la prima edizione del festival Royal Summer Stage, organizzato alla Reggia di Monza dall’associazione Musicamorfosi e dall’Orchestra Canova con il contributo del MiC (il progetto si è aggiudicato il bando per gli enti partecipati del Ministero della Cultura), il patrocinio del Comune di Monza e il sostegno di alcuni sponsor (Acinque, Banco Desio, Brianzacque e Venus MG), si apre alla musica classica con tre appuntamenti in programma da venerdì 19 a domenica 21 settembre, in collaborazione con il Festival del Parco di Monza e la rassegna Musique Royale.Si parte venerdì 19 (ore 18.30, ingresso 12-15 euro, prevendite on line su www.mailticket.it/evento/48683/la-serva-padrona ) con “La Serva Padrona”, operina buffa di Pergolesi in un’inedita messa in scena site specific. I protagonisti saranno l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano, il soprano Barbara Massaro nei panni di Serpina, il baritono Francesco Samuele Venuti in quelli di Uberto, Filippo Lai (il servo muto Vespone) e Francesco Grossi (regia e mise en espace).Il pubblico sarà invitato a seguire i cantanti e i musicisti in un’esecuzione itinerante del capolavoro di Pergolesi, prima nei Giardini Reali e poi nel restaurato Teatro di Corte: una messa in scena “spazializzata” e pensata per vivere l’opera in modo immersivo, in prima persona, e non solo da semplici spettatori. Sabato 20 settembre si replica alle ore 18.Domenica 21 settembre, invece, per l’atto conclusivo del Royal Summer Stage, nei Giardini Reali della Reggia di Monza andrà in scena “Mozart Top Ten” (ore 17.30, ingresso libero), una sorta di hit parade senza tempo per orchestra e solisti di dieci grandi temi tratti da alcune delle più famose opere dell’immortale compositore austriaco, da “Le Nozze di Figaro” a “Così fan tutte”, da “Don Giovanni” a “Il flauto magico”. I protagonisti di questo concerto en plein air (gli spettatori si accomoderanno sul prato antistante la Villa Reale, si consiglia di portare con sé un cuscino o una stuoia) saranno i soprani Giulia Bolcato ed Elisa Balbo, il baritono Francesco Samuele Venuti e l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano. In caso di maltempo, il concerto, con un programma riadattato, si terrà nel Salone da Ballo della Villa Reale alle ore 17.30 e alle 18.30 con prenotazione on line su www.eventbrite.it/e/biglietti-mozart-top-ten-caso-pioggia- .1688135702329 Afferma Enrico Pagano, il direttore dell’Orchestra Canova: «È un weekend all’insegna del Settecento quello che caratterizza la coda autunnale del festival Royal Summer Stage. Il 19 e il 20 settembre eseguiremo “La serva padrona” di Pergolesi con un team creativo (protagonisti, regista, direttore e orchestra) tutto under 35. Quindi dieci grandi capolavori mozartiani risuoneranno nel parco della Reggia, proprio come si faceva nel diciottesimo secolo in tutta Europa. Proporremo alcune delle più belle pagine del connubio artistico Mozart-Da Ponte, oltre alla celeberrima aria della Regina della Notte dal Flauto Magico. Vi aspettiamo».On line: www.musicamorfosi.it/royal-
summer-stage e reggiadimonza.it -

Concerti, laboratori musicali e serenate a domicilio: dal 18 settembre riparte il festival “Milano la città che sale” nel Municipio 3 (ma non solo)
MILANO – Dopo un breve periodo di pausa, ripartono gli appuntamenti del festival Milano la città che sale, inserito nel cartellone di eventi del palinsesto Milano è Viva nei Quartieri, il progetto finanziato dal Ministero della Cultura e attuato e coordinato dal Comune di Milano con l’obiettivo di valorizzare e alimentare il tessuto sociale e culturale dei quartieri, in particolare delle periferie, attraverso il teatro, la musica, la danza, il circo e le arti performative. Organizzata dall’associazione culturale Musicamorfosi e ideata dal direttore artistico Saul Beretta, la rassegna è in programma fino a fine ottobre con concerti, laboratori musicali e iniziative speciali – tutti a ingresso libero – che animeranno, in particolare, il Municipio 3 (ma non solo).
Cinque gli appuntamenti previsti nel mese di settembre. Si parte giovedì 18 con le Serenate metropolitane a cura dell’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano (in collaborazione con Radio Popolare): nei cortili delle case popolari di piazzale Dateo 5 (alle ore 17.30) e viale Lombardia 65 (ore 18.30), sotto le finestre e i balconi dei palazzi gestiti da MM, gli orchestrali daranno vita a dei miniconcerti in cui celebri brani classici si alterneranno a note canzoni della tradizione italiana. Non solo: in serata (alle ore 19.30 e alle 20.30), in alcuni condomini del Municipio 3 i musicisti della Canova si cimenteranno con le Serenate metropolitane. Per prenotare i “live a domicilio” è necessario telefonare a Radio Popolare nel corso della trasmissione Vieni con me (tel. 0233001001) o scrivere una mail a vieniconme@radiopopolare.it, fino a esaurimento della disponibilità.
Sempre giovedì 18 settembre, l’auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare ospiterà (alle ore 21.30) il concerto del Baraccone Express, band valtellinese il cui suono ipnotico è a metà strada tra quello di un pianoforte, di un clavicembalo e di una chitarra. Molteplici i percorsi battuti dal quartetto formato da Paolo Xeres (cymbalom), Luca Radaelli (clarinetto, sax contralto, voce), Edoardo Tomaselli (tromba, flicorno soprano, voce) e Stefano Malugani (contrabbasso): spiccano, in particolare, i richiami al mondo delle colonne sonore (da Nino Rota agli Spaghetti Western), le incursioni nella musica gitana, gli echi dell’Old Time Jazz e le composizioni originali di Paolo Xeres.
Domenica 21 settembre (ore 14, prenotazioni on line su www.eventbrite.it/e/biglietti-
piantala-con-quei-bonghi- ), nel cortile del Teatro Martinitt di via Pitteri 58 si svolgerà il laboratorio musicale Piantala con quei bonghi, a cura del percussionista Tetè Da Silveira, originario del Togo: i partecipanti (il workshop è aperto a tutti) impareranno a familiarizzare con un ricco armamentario a base di djembè, maracas e mille altri piccoli strumenti a percussione per scatenare voci, mani e gambe in un rito collettivo catartico e liberatorio. Piantala con quei bonghi è un percorso di integrazione culturale realizzato attraverso la forza del ritmo primordiale e del suono dei tamburi della Madre Africa.1682177531279 Sabato 27 settembre, gli spazi di CasciNet-Cascina Sant’Ambrogio, in via Cavriana 38 (quartiere Ortica), ospiteranno il concerto del trio jazz guidato da Simon Spiess (inizio live ore 21.30). Sassofonista e compositore svizzero noto per il suono caldo, soul e trascendente dei suoi strumenti (sax alto e tenore, clarinetto basso e flauto), Simon Spiess è un musicista prolifico, che negli ultimi 12 anni ha pubblicato 15 dischi, esibendosi in tutta Europa, in Asia, in Africa e negli Stati Uniti. Uno dei suoi lavori più recenti è Euphorbia, progetto realizzato con il trio Quiet Tree, completato da Marc Méan (pianoforte & synth) e Jonas Ruther (batteria, percussioni) e con il ruolo fondamentale del produttore Dan Nicholls: l’album si caratterizza per un’alternanza di suoni morbidi, brani ipnotici, atmosfere sognanti e riflessive, echi orientaleggianti ma anche per il ricorso a campionamenti, effetti elettronici e molto altro. Il risultato? Un convincente avant jazz speziato di fibrillante psichedelia post-rock.
Infine, per l’ultimo appuntamento del mese di Milano la città che sale, ci si sposterà alla Casa Museo Spazio Tadini di via Jommelli 24, ex tipografia storica della città oggi sede dell’archivio del pittore e scrittore Emilio Tadini, con spazi dedicati all’arte e alla fotografia: il trio formato da Anaïs Drago (violino), Valentina Scheldhofen Ciardelli (contrabbasso) e Riccardo Angelo Strano (controtenore) darà vita al concerto (ore 21) intitolato Shake Your Duty, tributo all’irriverenza nella musica, in cui non ci si accontenta più delle regole, ma si guarda sempre oltre, deviando dalla norma, nella visione più profonda e cruda della vita e dell’arte di Frank Zappa. Non a caso, il repertorio è quasi interamente dedicato al dissacrante compositore americano, che ha fatto dell’irriverenza la sua cifra stilistica, ma include anche brani di epoca barocca e classica e composizioni originali di Ciardelli e Drago. In questo progetto, il trio si prende beffe degli orpelli del mondo accademico e più in generale della “musica seria”, offrendo un punto di vista differente, in cui tecniche, stili e armonie diverse possono coesistere e arricchirsi vicendevolmente. Gli ascoltatori più appassionati del progressive rock e della musica colta contemporanea non rimarranno delusi, così come gli amanti della classica più avvezzi alle sonorità rotonde di Wolfgang Amadeus Mozart o Alessandro Scarlatti. Prima del concerto (alle ore 20) è in programma una visita straordinaria allo Spazio Tadini (prenotazione consigliata on line qui: https://www.eventbrite.it/e/
biglietti-concerto-al-museo- ).1682325263149 -

Jazz e classica contemporanea: al via sabato 20 settembre con il quartetto di Claudio Fasoli la XXXI stagione dell’Atelier Musicale alla Camera del Lavoro di Milano
Tornano gli appuntamenti della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio. Tra i musicisti coinvolti spiccano i nomi
di Mauro Ottolini, Giovanni Falzone, Tino Tracanna, Florian Arbenz, Alessandro Solbiati, Simone Pedroni, Natalia Benedetti e Guido ArbonelliMILANO – La XXXI edizione dell’Atelier Musicale, la rassegna di jazz e classica contemporanea organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, scatterà sabato 20 settembre alla Camera del Lavoro di Milano e presenterà ancora una volta una varietà progettuale di grande interesse, nella quale le proposte non sono in linea con l’abituale programmazione concertistica sia nell’ambito jazzistico sia in quello eurocolto.
Molti dei concerti della nuova stagione, poi, sono in prima esecuzione (assoluta o milanese) ed evidenziano il senso di una filosofia propositiva che intende offrire al pubblico del capoluogo lombardo qualcosa che difficilmente potrebbe ascoltare altrove, in linea con l’idea che le vere operazioni culturali sono quelle che realizzano ciò che manca e non ripetono qualcosa di già esistente. Inoltre, la tanto apprezzata quanto rara formula della rassegna, che integra i concerti con dettagliati, ma agili, programmi di sala e brevi guide all’ascolto introduttive, contribuisce non solo all’educazione estetica del pubblico, ma forma una platea attenta, ricettiva e apprezzata enormemente da tutti i musicisti che, nell’arco dei decenni, si sono alternati sul palcoscenico dell’auditorium Di Vittorio. Anche l’orario pomeridiano delle 17.30 si è rivelato, nella sua applicazione più che trentennale, un modo di promuovere i concerti presso un pubblico non abituato alla frequentazione serale dei teatri e degli auditorium, svolgendo un ruolo socialmente utile e, generalmente, poco praticato.
Il programma della XXXI edizione si configura con la consueta e ampia articolazione progettuale, con performance che intrecciano il mondo jazzistico e quello eurocolto, come nel nel caso di Oscar Del Barba e Tino Tracanna, mentre altre evidenziano una concezione jazzistica prettamente europea, come l’apertura, sabato 20 settembre, con Claudio Fasoli, oppure presentano originali mix di mondi musicali, ben evidenti nei concerti di Mauro Ottolini e Giovanni Falzone, portatori di incroci con il rap, il funky e le musiche provenienti da vasti universi sonori. Non mancano poi i consueti e importanti omaggi, a partire da quello per il compianto Emilio Soana, scomparso lo scorso gennaio, che intorno a Enrico Intra riunisce grandi musicisti che hanno tante volte suonato con lui; quello a Miles Davis da parte di Marco Mariani, tra i primi a ricordare il centenario della nascita del grande artista africano americano, e, infine, il trombone summit, tributo a due trombonisti del valore di Jay Jay Johnson e dell’italiano Marcello Rosa.
Il jazz internazionale è rappresentato dal singolare trio svizzero-anglo-brasiliano del batterista Florian Arbenz, mentre la linea verde dal formidabile quartetto del sassofonista Lorenzo Simoni, che fonda le sue radici nel mondo di Ornette Coleman ma anche nel jazz contemporaneo più avanzato. Lo sguardo ai giovani, la loro valorizzazione, è da sempre un elemento centrale della rassegna ed è presente in quasi tutti i concerti, coerentemente a quanto fatto sin dalla prima edizione dell’Atelier.
L’originalità dei programmi investe anche il campo classico, con il progetto Pasolini di Alessandro Solbiati, il singolare recital di una nuova vedette del pianoforte quale Simone Pedroni, oltre alla ricognizione del sempre troppo poco eseguito mondo musicale statunitense da parte dell’Ensemble Garbarino. Completano il quadro lo sguardo ai giovani talenti come la violinista Jingzhi Zhang e il Trio Bedrich e il curioso incontro di due grandi virtuosi del clarinetto odierno quali Natalia Benedetti e Guido Arbonelli. Nel complesso, si tratta di una stagione in grado di far incontrare pubblici diversi, ma ugualmente animati dall’amore per la musica vista in tutte le sue declinazioni.
Superata la boa del trentennale, l’Atelier Musicale inizia la sua nuova stagione sabato 20 settembre (inizio live ore 17.30, ingresso 10 euro con tessera associativa) con l’esibizione di Claudio Fasoli, maestro assoluto di una visione europea e progettuale del jazz, artista dalla precisa linea compositiva e performativa, che è stato presente in diverse edizioni della rassegna, portando sempre un contributo di originalità e alta qualità espressiva. Stavolta torna con il Next Quartet, che dirige da più di quattro anni e con cui è già stato presente nella rassegna tre anni fa: è un gruppo costituito da musicisti che, com’è usuale nel mondo musicale di Fasoli, sono funzionali alla realizzazione dell’odierno pensiero artistico del leader. Si tratta di strumentisti di grande duttilità, a cominciare dal chitarrista Simone Massaron, in grado di sfruttare tutta la gamma timbrica del suo strumento e di utilizzare efficacemente l’elettronica, dimostrando altresì un’ampia padronanza linguistica che spazia lungo la storia del jazz e non solo. La stessa ricchezza di tratto la troviamo in Tito Mangialajo Rantzer che, come tutti i contrabbassisti con cui Fasoli ha suonato, riveste un ruolo centrale nella sua musica, muovendosi in molteplici direzioni. Infine, Stefano Grasso è un batterista capace di lavorare coloristicamente sul ritmo, inserendosi pienamente “dentro” la musica. Con loro Fasoli proporrà le sue composizioni, in cui emergono sia un magistrale uso dello spazio sonoro, sia la sinteticità dei temi, le cui cellule sono cesellate con estrema cura e creano paesaggi sonori originali e ben definiti. I brani scelti sono quasi tutti tratti dall’ultimo album del sassofonista, intitolato Hasard (registrato nel 2024 e pubblicato da Abeat Records). A questi si aggiungono un paio di temi scelti dai due precedenti cd del gruppo: Ambush e Next (quest’ultimo vincitore del referendum della critica italiana nel Top Jazz del 2021).
Personaggio che fa parte della storia e dell’attualità del jazz europeo, Claudio Fasoli vanta una carriera cominciata con la partecipazione al celebre gruppo jazz-rock Perigeo e proseguita come leader di molteplici formazioni e progetti in cui ha avuto al suo fianco grandi personalità del jazz nazionale e internazionale: da Franco D’Andrea a Enrico Rava, da Kenny Wheeler a J.F. Jenny-Clark, da Mick Goodrick ad Antonio Faraò, per citarne solo alcuni. Il concerto che apre, a Milano, la XXXI edizione dell’Atelier Musicale offre quindi la possibilità di ascoltare una formazione tra le più interessanti della scena jazzistica italiana ed europea.
ATELIER MUSICALE – XXXI stagione
Dal 20 settembre 2025 al 7 marzo 2026
Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.
Inizio concerti: ore 17.30.
Ingresso: 10 euro con tessera ordinaria (5 euro) o di sostegno (10 euro).
Abbonamento stagionale: 80 euro.
On line: www.secondomaggio.org
Per informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.it
Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
Introduzione ai concerti a cura di Maurizio Franco.
Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.