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Jazz, gospel e tamburi sacri giapponesi sul lago di Como dal 4 al 7 agosto e anteprima speciale il 29 luglio a Villa Carlotta per il Tremezzina Music Festival
Giovani talenti del jazz italiano (Sophia Tomelleri, Michele Tino, Thomas Umbaca), musicisti di fama internazionale (Ginger Brew, Anna Ferrer e Nicole Johänntgen), una travolgente street band di ottoni (la Rusty Brass) e la catarsi delle percussioni giapponesi (il trio Munedaiko): guida alla XXI edizione della manifestazione organizzata dall’associazione culturale MusicamorfosiMILANO – Un’imperdibile anteprima a Villa Carlotta, quattro giorni all’insegna della musica di qualità (dal jazz al gospel ai suoni ancestrali più remoti e affascinanti), artisti affermati a livello internazionale, giovani talenti della scena italiana e un coinvolgente laboratorio con i tamburi giapponesi: è questo, in estrema sintesi, il cartellone della XXI edizione del Tremezzina Music Festival, la manifestazione organizzata dall’associazione culturale Musicamorfosi (che gode del contributo del Comune di Tremezzina, BCC Lezzeno e Pro Helvetia e del patrocinio e contributo del Consiglio regionale della Lombardia) in programma dal 4 al 7 agosto sulla sponda comasca del Lario.In realtà, la nuova edizione verrà inaugurata un po’ prima: lunedì 29 luglio, infatti, è prevista un’anteprima speciale nella raffinata cornice di Villa Carlotta, a Tremezzina: qui, dalle ore 18.30 in poi si esibiranno il giovane pianista e compositore italiano Thomas Umbaca e, a seguire, la cantautrice catalana Anna Ferrer (ingresso 24-30 euro con accesso a villa e giardini; prevendita on line: www.mailticket.it/manifestazione/GF39 ). Talento emergente del jazz italiano, Umbaca presenterà i brani del suo album d’esordio, intitolato “Umbaka”, in cui il pianoforte la fa da padrone ma dove trovano spazio anche le percussioni, la voce e alcune sperimentazioni che danno vita a un linguaggio fortemente espressivo.Originaria di Minorca, Anna Ferrer è una delle musiciste più interessanti della Catalogna. Chitarra e voce, l’artista iberica ha saputo rielaborare le tradizioni musicali della sua terra, rinnovandole in modo originale e convincente e creando un folk elettronico e contemporaneo che seduce gli ascoltatori.Dopo l’anteprima di fine luglio, il Tremezzina Music Festival aprirà ufficialmente i battenti domenica 4 agosto con la Gospel Night di Ginger Brew e del Sisters and Brothers Gospel Choir Ensemble al parco Teresio Olivelli (ore 21, ingresso libero con libera donazione): un concerto dedicato alla musica religiosa afro-americana con un’interprete d’eccezione quale Ginger Brew, cantante ghanese di spessore internazionale, conosciuta in Italia come corista e voce solista di Paolo Conte. Con il Sister and Brothers Gospel Choir Ensemble, prestigioso coro gospel italiano diretto da Carla Baldini, Ginger Brew si cimenterà in una performance unica, capace di trasmettere il significato più profondo di questo genere trascinante e di coinvolgere il pubblico in un canto collettivo che regala profonde emozioni.Lunedì 5 agosto si tornerà a Villa Carlotta (ore 18.30, ingresso 24-30 euro; prevendita on line: www.mailticket.it/manifestazione/GG39 ) per il live del quartetto jazz guidato dai sassofonisti Sophia Tomelleri e Michele Tino (con Stefano Zambon al contrabbasso e Fabrizio Doberti alla batteria). Tra i nomi più interessanti della nuova scena nazionale, Michele Tino e Sophia Tomelleri proporranno un insieme di composizioni, originali e non, che cercano di sfruttare al massimo le potenzialità del gruppo, contrapponendo alla ricerca contrappuntistica dei due sassofoni la costante ambiguità armonica dovuta alla mancanza del pianoforte. Un approccio che dona ai due musicisti una libertà espressiva e una imprevedibilità notevoli, assottigliando sempre di più la linea che divide il lato compositivo da quello improvvisativo. In serata, al parco Olivelli (ore 21, ingresso libero con libera donazione), riflettori puntati su “Tremezzinorleans”, progetto a cura di tre formidabili jazzisti quali Nicole Johänntgen (sax), Jon Hansen (tuba) e David Stauffacher (percussioni): lodata dalla critica internazionale per le sue qualità strumentali e creative, la tedesca Nicole Johänntgen, alla guida della sua brass band tascabile, presenterà composizioni originali ispirate al jazz di New Orleans, “speziate” con le sonorità dell’Europa orientale.Nicole Johänntgen sarà protagonista anche il giorno successivo, martedì 6 agosto, quando nella piazzetta di Campo di Lenno darà vita (ore 9.30; brunch e colazioni presso la Locanda del Grifo a 9 euro) a un concerto in solo intitolato “Il soffio di Dioniso”: la sassofonista e compositrice tedesca esplorerà le potenzialità del sassofono, tra tradizione e innovazione. Alle 18.30, al parco Olivelli, si cambierà decisamente atmosfera con un workshop dedicato ai tamburi sacri giapponesi (quota di partecipazione 15 euro; prenotazioni su www.eventbrite.it/e/biglietti-tamburi-sacri-music-lab- ): si tratta di un laboratorio pratico nel corso del quale tutti potranno familiarizzare, suonare e danzare con i Taiko, i tamburi sacri giapponesi. I partecipanti scopriranno i “superpoteri” della musica, capace di radunare, collegare e porre in relazione le persone.923050357467 In serata, nella stessa location (ore 21, ingresso libero con libera donazione), il Taiko, strumento dal forte potere espressivo e liberatorio, sarà al centro dell’esibizione del trio italo-giapponese Munedaiko, composto da Mugen, Naomitsu e Tokinari Yahiro. Più che un concerto, quello che andrà in scena sarà un rito catartico in cui le percussioni dei tamburi incontreranno i delicati suoni dei flauti Shakuhachi e Shinobu: melodie primordiali e spirituali si fonderanno a gesti scenici in una performance straordinariamente potente.Infine, mercoledì 7 agosto, per l’ultima giornata della manifestazione, riflettori puntati sulla Rusty Brass, esuberante formazione di ottoni “arrugginiti” e anomali in arrivo dalla Val Camonica: alle 18.30, presso il Chiosco San Giorgio di Lenno, la brass band bresciana (in formato ridotto) proporrà una selezione di brani eseguiti dal vivo per accompagnare il rito dell’aperitivo (concerto+drink on the beach 10 euro). In serata, al parco Olivelli (ore 21, ingresso libero con libera donazione), i musicisti della Rusty Brass mescoleranno in modo davvero originale i ritmi funk-rock con le sonorità balcaniche, le incursioni nella tradizione classica con il jazz di New Orleans e il folklore messicano, il reggae con l’hip-hop ma non solo: uno spettacolo coinvolgente, anzi travolgente, per una chiusura di festival indimenticabile.In caso di maltempo, i concerti si svolgeranno presso l’auditorium della scuola statale di via degli Ulivi, località Ossuccio, Tremezzina (Co).On line:Info: 3314519922email: info@musicamorfosi.it -

JAZZaltro: l’Atelier Latin Jazz sabato 29 giugno al Museo MA*GA di Gallarate (Va)
GALLARATE (VA) – È all’insegna delle sonorità latin jazz il concerto in programma sabato 29 giugno al Museo MA*GA di Gallarate (Va) nell’ambito della rassegna JAZZaltro, che da sempre mescola con successo le musiche del mondo (inizio live ore 21.30; arena esterna MA*GA, via Egidio De Magri 1, ingresso con libera donazione): il gruppo Atelier Latin Jazz, formato dal pianista Nelson Betancourt Duarte e dal percussionista Alfredo Muñoz, due musicisti di spicco della scena latina, in particolare di quella cubana, e completato da Francesco Manzoni (tromba), Tarcisio Olgiati (sax tenore), Paolo Favini (sax baritono), Mario Caccia (basso) e Marco Castiglioni (batteria), proporrà un caleidoscopio di stili e generi musicali che vanno dal jazz al blues, dal soul al funk, dal latin al rock. Ospiti speciali della serata saranno il percussionista cubano Gabriel (el Chino) Delgado, la cantante Patrizia Conte e Marco Simoncelli (armonica cromatica).
L’Atelier Latin Jazz è una sorta di laboratorio dove si alternano musicisti di estrazione varia e provenienze diverse, che danno vita a incontri e progetti eterogenei. È una formazione ad assetto variabile, caratterizzata da un sound corposo (ma al tempo elegante e raffinato) e da una trascinante sezione ritmica. Il concerto rientra nel calendario di appuntamenti della manifestazione ARCHIVIFUTURI, terza edizione del Festival degli Archivi del Contemporaneo, ed è realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo nell’ambito degli Interventi Emblematici Provinciali, ovvero delle iniziative che sono in grado di produrre un impatto significativo sulla qualità della vita della comunità e sulla promozione dello sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio di riferimento. Lo spettacolo è inoltre parte della rassegna Estate all’HIC MA*GA MAJNO 2024, il programma di appuntamenti musicali che anima le serate estive dell’arena di via De Magri.ATELIER LATIN JAZZ
Sabato 29 giugno, ore 21.30
Arena esterna MA*GA, via E. De Magri 1, Gallarate (VA).
In caso di maltempo, l’evento si svolgerà all’interno, presso la Sala Arazzi Ottavio Missoni. -

Tango, blues, soul, classica, jazz, gospel e molto altro: dal 29 giugno torna “Suoni Mobili”, il festival itinerante che porta la musica del mondo tra Milano, Monza, Lecco e Como (ma non solo)
COMUNICATO STAMPAGuida alla XV edizione della manifestazione organizzata da Musicamorfosi e promossa dal Consorzio Brianteo Villa Greppi, che animerà le sere d’estate di diversi angoli della Lombardia con un ricco cartellone in cui troveranno spazio, con pari dignità, generi musicali tra loro molto diversi. Tra i gruppi e gli artisti coinvolti spiccano i nomi di Karima, Jimetta Rose, Fabrizio Bosso, Simone Zanchini, l’Orchestra Canova, Giovanni Falzone e Sophia TomelleriMILANO – Si alzerà sabato 29 giugno, a Milano, il sipario sulla nuova edizione di “Suoni Mobili”, il festival itinerante organizzato dall’associazione Musicamorfosi e promosso dal Consorzio Brianteo Villa Greppi che da sempre anima le estati della Brianza monzese e di quella lecchese e che, ormai da diversi anni, “sconfina” felicemente tra le province di Milano e Como, con ulteriori e sempre più numerose incursioni in nuovi territori. Anche la XV edizione sarà ricchissima e proporrà, come di consueto, un cartellone fitto di concerti in cui troveranno spazio, con pari dignità, generi musicali tra loro molto diversi: dalla classica al gospel, dal jazz al tango, dal blues al folk, dal flamenco all’afrobeat.L’evento di apertura della nuova stagione sarà il “Suoni Mobili Party”, in programma sabato 29 giugno nel Piazzale delle Armi del Castello Sforzesco di Milano con un doppio appuntamento intitolato “Dal Nuovo Mondo”, all’insegna della grande musica senza confini e dei giovani interpreti che la fanno vivere, per l’appunto, nel vecchio e nel nuovo mondo. Alle ore 21 andrà in scena la performance della Papayebrass, esplosiva formazione colombiana il cui suono nasce dall’incontro tra le brass band (papayeras) del Paese sudamericano e quelle nordamericane. Il repertorio, ampio e diversificato, comprende brani originali, cumbia, classici di Lucho Bermúdez (la più famosa big band colombiana degli anni Cinquanta e Sessanta) ma non solo. Prima del concerto serale, la Papayebrass sarà protagonista (alle ore 18.30) di una performance estemporanea nel cortile delle case MM di piazzale Dateo; poi i musicisti saliranno a bordo del Magic Bus che porterà gli abitanti degli alloggi popolari, gli ascoltatori di Radio Popolare e chi lo vorrà al Castello Sforzesco (prenotazioni on line: https://www.eventbrite.com/e/biglietti-viaggia-verso-il- ).castello-con-noi-sul-magic- bus-927088866757?aff= oddtdtcreator Alle 21.30 spazio alla classica con l’Orchestra sinfonica del Conservatorio della Svizzera italiana, composta dai migliori studenti del Conservatorio di Lugano e diretta dall’inglese Leo McFall, solista il clarinettista polacco Kamil Janas. In programma musiche di Beethoven, Weber e Dvořák. I biglietti (5 euro più diritti di prevendita; 8 euro alla porta) per il “Suoni Mobili Party” sono acquistabili on line (www.mailticket.it/manifestazione/6K39 ).La Papayebrass sarà protagonista di altri due live domenica 30 giugno, rispettivamente a Cinisello Balsamo (Mi) e a Seveso (Mb), nella sede di Musicamorfosi: saranno due concerti di ringraziamento in memoria di chi ha dedicato la sua esistenza al servizio delle comunità locali, nel segno dell’inclusione, della socialità e dell’associazionismo, con un’attenzione particolare alle persone più fragili.Anche quest’anno sono tantissimi gli artisti e i gruppi, spesso in arrivo dall’estero (tra cui Jimetta Rose, Ginger Brew e Ajate), che prenderanno parte a “Suoni Mobili”: in molti casi si tratta di nomi famosi (Karima, Fabrizio Bosso, Simone Zanchini) e di graditi ritorni (Giovanni Falzone), ma anche di novità assolute e di progetti originali, selezionati dal direttore artistico Saul Beretta in base all’unico criterio che conta, quello della qualità.Dopo l’inaugurazione milanese, la XV edizione del festival comincerà il suo viaggio regalando tanta musica ma anche interessanti momenti di approfondimento, guide all’ascolto, laboratori e appuntamenti culturali come, per esempio, la visita alla Chiesa di San Maurizio, a Monza, domenica 30 giugno (a cura della delegazione del Fai Monza), che precederà il concerto della sassofonista Sophia Tomelleri (con l’attrice Beatrice Marzorati voce recitante), e quella al Seminario di Seveso, lunedì 1 luglio, sempre a cura del Fai Monza e in programma prima dell’esibizione di Roberto Olzer all’organo e di nuovo Sophia Tomelleri al sax.Anche il tango, «il pensiero triste che si balla» (e che si ascolta), caratterizzerà il cartellone della nuova edizione di “Suoni Mobili”: il bandoneon di Gino Zambelli risuonerà, infatti, martedì 9 luglio nella Chiesina di Santa Margherita a Casatenovo (Lc) e mercoledì 10 luglio a Monticello Brianza (Lc), quando Villa Greppi si trasformerà in una suggestiva e affascinante milonga dove si potrà ballare fino a mezzanotte. Quanto a Giovanni Falzone, il grande trombettista e compositore siciliano, nome di punta della scena jazz nazionale e presenza familiare del festival, sarà il leader due progetti distinti, in quartetto e in duo, la mattina di domenica 7 luglio a Cremella (Lc). I concerti di Zambelli e Falzone (e molti altri) fanno parte della sezione Spiritual Jazz del festival, allestita con il contributo del Ministero della Cultura (grazie al Fus, il Fondo unico per lo spettacolo): si tratta di concerti ospitati in luoghi di culto e in complessi monumentali altamente simbolici per le comunità locali. Non solo: la Siae, con il bando “Per Chi Crea” ideato con l’obiettivo di promuovere e valorizzare i musicisti emergenti di età non superiore ai 35 anni, e il Ministero della Cultura hanno contribuito alla realizzazione di altri appuntamenti del festival, come il concerto jazz dell’Østrik Quartet in programma il 30 luglio a Casatenovo (Lc).Prima, al Roseto della Villa Reale di Monza andrà in scena, venerdì 12 luglio, l’evento “Astral Astor” con musiche di Piazzolla, Di Marino e Morricone, a cura dell’Orchestra Canova diretta da Enrico Saverio Pagano con la partecipazione di Simone Zanchini, fuoriclasse della fisarmonica (che il giorno dopo, il 13 luglio, si esibirà in duo con Roberto Olzer alla Cappella Reale della Reggia di Monza). Sempre sabato 13 luglio, ma a Seregno (Mb), nella Chiesa di S. Ambrogio, Lorenzo Zandonella Callegher all’organo ricorderà la figura e l’eredità spirituale di Ettore Pozzoli (noto pianista, compositore e didatta, originario della cittadina brianzola) e, subito dopo, lo Spiritual Trio del trombettista Fabrizio Bosso, jazzista di fama internazionale, regalerà emozioni uniche con un omaggio alla musica nera, declinata nella sua variante Gospel e Spiritual. A Seregno, lunedì 15 luglio, un altro imperdibile doppio evento sarà quello che vedrà protagonisti prima Lorenzo Zandonella Callegher nelle vesti di musicista-divulgatore e, poi, “Two of Us”, ovvero la cantante Karima e Alberto Marsico all’organo Hammond, che esploreranno molte delle sfaccettature e delle correnti musicali americane del ‘900: il gospel, gli spiritual, il jazz, il soul, ma anche brani tratti dal repertorio di Broadway e i grandi compositori statunitensi (Karima e Alberto Marsico, con il batterista Luca Guarino, saranno in scena anche a Lugano sabato 20 luglio).Nel cartellone della XV edizione sono presenti, inoltre, i Matojeni music-maniacs, gruppo blues “made in Zimbabwe”, in concerto giovedì 18 luglio al Lac di Lugano, e la formidabile cantante soul Jimetta Rose, in arrivo da Los Angeles, alla guida del suo coro The Voice of Creation il 19 luglio a Lugano, il 20 luglio a Lecco e il 21 luglio a Cesano Maderno (Mb). Da tenere d’occhio anche la formazione Ajate, che mescola in modo estremamente personale e convincente sonorità afrobeat e musica tradizionale giapponese (sabato 27 luglio a Milano e il giorno dopo a Cesano Maderno).Nel mese di agosto, infine, la carovana di “Suoni Mobili” approderà su entrambe le sponde del lago di Como: da segnalare, in particolare, giovedì 1 agosto, nella chiesetta di Sant’Egidio, a Lecco, i set in solo di due eccezionali musicisti quali lo svizzero Jon Hansen (tuba) e la tedesca Nicole Johänntgen (sax) che poi, sul versante lariano, insieme al percussionista David Stauffacher formeranno una brass band tascabile e presenteranno a Tremezzina (Co) composizioni originali ispirate al jazz di New Orleans, “speziate” con sonorità dell’Europa orientale.Tutti gli appuntamenti del festival, tranne quello di apertura, sono a ingresso libero (in alcuni casi è necessaria la prenotazione) con donazione suggerita.Qui il calendario completo: suonimobili.it -

L’Isidore String Quartet in concerto martedì 2 luglio alla Reggia di Monza
La formazione statunitense, che nel 2022 ha vinto il primo premio nel prestigioso Concorso internazionale per quartetto d’archi di Banff, eseguirà musiche di Bach, Wijeratne e Mendelssohn
MONZA – La vittoria nel prestigioso Concorso per quartetto d’archi di Banff nel 2022 ha rivelato l’Isidore String Quartet come una delle realtà giovani più interessanti del panorama quartettistico internazionale. Dopo Bologna, la formazione newyorkese farà tappa in Brianza: martedì 2 luglio la Sala degli Specchi della Villa Reale di Monza ospiterà, infatti, questo ensemble cameristico in rapida ascesa, nato nel 2019 con l’obiettivo di rivisitare, riscoprire e attualizzare il repertorio per quartetto d’archi. In programma musiche di Johann Sebastian Bach (L’arte della fuga), Felix Mendelssohn (Quartetto in mi bemolle maggiore op. 44 n. 3) e il contemporaneo Dinuk Wijeratne (The Disappearance of Lisa Gherardini, ispirato al furto della Gioconda e commissionato dal Banff Centre). Afferma Wijeratne: «La composizione di questo brano nasce dalla consapevolezza che sono stati proprio il furto e la successiva scomparsa del quadro a creare intorno alla Gioconda un’aura di leggenda». L’evento è organizzato dalla Fondazione Gioventù Musicale d’Italia e inizierà alle ore 18.30 (ingresso 12 euro; biglietteria in loco). Con il biglietto si potrà accedere solo alla Sala degli Specchi per assistere al concerto, dal primo piano nobile arrivando dall’Avancorte. È consigliata la prenotazione (tel: 3355492189).I musicisti dell’Isidore String Quartet, i violinisti Phoenix Avalon e Adrian Steele, il violista Devin Moore e il violoncellista Joshua McClendon, hanno iniziato a suonare insieme alla Juilliard School, studiando con tutti i componenti del Julliard Quartet e con altri importanti insegnanti statunitensi ed europei. In seguito al trionfo al Concorso di Banff si sono cimentati in un lungo tour nelle maggiori sale da concerto e per le più importanti Stagioni in Nordamerica ed Europa e hanno ottenuto una residenza al Banff Centre. L’ISQ collabora con numerosi importanti solisti e, oltre all’attività concertistica, lavora al progetto “Music Heals Us”, che supporta le persone emarginate, in particolare anziani, disabili, persone in comunità di recupero, carcerati e senzatetto. Con altri artisti ed esperti la formazione newyorkese utilizza la “Tecnica Alexander”, che permette di esplorare e sviluppare consapevolezza del corpo e preparazione mentale, applicandola alla performance dal vivo. Il nome Isidore vuole rendere omaggio al legame musicale dell’ensemble con il Juilliard Quartet: uno dei primi membri di quel gruppo era infatti il leggendario violinista Isidore Cohen.
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Dal 28 al 30 giugno torna La Casa del Jazz Italiano con i Mud Pie, il sestetto di Marco Mariani e la cantautrice Simona Severini a Palazzolo sull’Oglio e Sale Marasino
Tra la Franciacorta e il lago d’Iseo in programma tre appuntamenti, tutti a ingresso libero, per la XXXII edizione della rassegna organizzata dall’associazione culturale Musica OggiMILANO – I tre appuntamenti della nuova edizione de La Casa del Jazz Italiano, in programma dal 28 al 30 giugno a Palazzolo sull’Oglio e Sale Marasino (BS), tra la Franciacorta e il lago d’Iseo, sono l’estrema sintesi di un progetto culturale che valorizza i musicisti italiani, offre spazio ai giovani talenti e ai nuovi gruppi, commissiona concerti a tema e presenta il tutto in un format culturale che dà spazio anche alla formazione del pubblico. Per questi motivi la rassegna è diversa da molte altre programmazioni estive basate solo sull’attrazione turistica legata alla proposta concertistica e, grazie a questa impostazione, è stata premiata all’Aquila nel 2022, durante la manifestazione Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma, come festival italiano meritevole di riconoscimento. Un premio giunto alla fine della trentesima edizione del festival “Iseo Jazz”, che di questa casa è stato il fulcro sino a due anni fa.Ripensata come percorso più ampio, da sviluppare su scala nazionale, la rassegna, che gode del patrocinio di MIDI, l’associazione che raggruppa i musicisti italiani di jazz, e della media partnership di Rai Radio 3, sta vivendo un momento di ristrutturazione che non le impedisce, però, di continuare a seguire la sua filosofia progettuale. La presenza di un gruppo come i Mud Pie, che propone un intreccio tra le modalità espressive del jazz e le sue radici culturali afro (soprattutto quella del Blues), l’omaggio davvero unico a Wynton Marsalis, di cui per la prima volta viene riletta la musica da parte del sestetto di Marco Mariani, e, infine, la visione assolutamente contemporanea del canto di derivazione jazzistica di Simona Severini, capace di inglobare materiali assai diversi tra loro, formano nel loro insieme un programma estremamente originale. La Casa del Jazz Italiano prosegue, quindi, con fiducia il suo percorso culturale.Il primo appuntamento della XXXII edizione – tutti i concerti sono a ingresso libero – è in programma venerdì 28 giugno alla Casa della Musica di Palazzolo sull’Oglio con il live dei Mud Pie (ore 21): la proposta di questa formazione, dall’organico chiaramente legato all’universo afroamericano e all’area del Delta del Mississippi, si ispira al Blues delle origini, inteso nel senso di folclore immaginario e non di recupero filologico, costruendo intorno a questa base una serie di quadretti musicali nei quali l’elettronica, il rock progressivo e la memoria dei ritmi africani definiscono un variegato mondo sonoro, decisamente contemporaneo per la molteplicità dei materiali utilizzati. Del resto Mud significa fango, miscela, fusione e il Mud Pie è una torta al cioccolato originaria del Mississippi, un luogo dove l’unione di culture differenti è stata la chiave della sua scena musicale per buona parte dell’Ottocento. Lo stesso strumentario evidenzia i legami e le trasformazioni operate dal gruppo: la cigarbox guitar è l’erede elettronica ed elettrica della vecchia chitarra realizzata con le scatole di sigari, la dobro è la chitarra resofonica diventata famosa negli anni Venti e le percussioni (a cui però si aggiunge la moderna batteria) rappresentano l’estrinsecazione arcaica e moderna del ritmo. Infine, la voce è ovviamente l’elemento centrale del racconto sonoro. Una voce ricca di sfumature, intrisa di blues e gospel, legata al rapporto canto-parlato come all’improvvisazione jazzistica, con protagonista Marta Colombo, che tra le sue maestre ha avuto due icone del canto jazz italiano quali Tiziana Ghiglioni e Maria Pia De Vito. La batteria è nelle mani di Sebastiano Ruggeri, formatosi sotto la guida di Tony Arco ai Civici Corsi di Jazz di Milano e oggi valente didatta che ha compreso l’importanza di usare materiali provenienti dai più diversi ambiti musicali. Infine, Alex Stangoni, il più conosciuto tra i musicisti del gruppo, è chitarrista, tecnico del suono e maestro del live electronics, da lui realizzato innumerevoli volte e da oltre un ventennio al fianco di Enrico Intra nel progetto Sound Movie. Un concerto di grande appeal, dal fascino antico, ma dai suoni moderni.Sabato 29 giugno, sempre alla Casa della Musica di Palazzolo sull’Oglio (alle ore 18), sarà di scena il sestetto di Marco Mariani. Il grande trombettista afroamericano Wynton Marsalis, figura di assoluto rilievo nella storia jazzistica degli ultimi decenni, riceve per la prima volta un autentico tributo da parte di uno dei musicisti italiani più progettuali quale Marco Mariani. Strumentista e arrangiatore legato alla linea più moderna della storia del jazz, ma anche interessato alla musica di film e telefilm ispirata dal jazz oltre che improvvisatore radicale in progetti multimediali e attivo persino nei territori della noise music (ed erede di Enrico Intra alla presidenza dell’associazione Musica Oggi), Mariani affronta con il suo collaudato sestetto una parte del ricco songbook di Marsalis. Non solo, ma aggiunge due brani di Thelonious Monk presenti nel disco che il trombettista americano dedicò al geniale pianista, uno dei non numerosi esempi di lettura esteticamente corretta dell’arte monkiana. Del repertorio di Marsalis, molto vasto sul piano delle opere, che spaziano da una lettura integrale della storia del jazz (con riferimenti ad Armstrong, Mingus, Ellington e Morton) a balletti, oratori e pagine orchestrali, Mariani ha scelto i pezzi del disco “Black Codes”, inciso nel 1985 e ancora oggi pietra miliare dell’ultimo periodo di storia jazzistica (tra l’altro premiato con un Grammy Awards). Sono brani che più di altri evidenziano il legame con il linguaggio e il modus operandi del secondo quintetto di Miles Davis (quello degli anni Sessanta), a cui Marsalis ha guardato per svilupparlo ampiamente e in maniera definitiva, portandolo nell’attualità del jazz. Si tratta di un omaggio che non è certo un remake, bensì un consapevole sguardo a un artista che non è ancora stato studiato a fondo e spesso viene considerato con superficialità, senza cogliere il valore e la complessità della sua musica. La Casa del Jazz Italiano ospita quindi una produzione che si configura come un fatto nuovo e originale nella scena jazzistica, con protagonista un trombettista dalla tecnica eccellente e dalla vasta cultura musicale.Infine, domenica 30 giugno, nella splendida cornice della cinquecentesca chiesa di San Pietro dei Disciplini di Sale Marasino, è in programma il recital di Simona Severini, una delle voci più originali e interessanti della scena italiana legata al jazz. La sua scelta artistica fa parte di una delle linee espressive in cui si muove il canto jazz italiano, quella dell’interesse per l’uso di molteplici materiali sonori, che nel suo caso guardano al jazz come alla musica antica e alla chanson colta francese di fine Ottocento, senza dimenticare la scrittura di composizioni originali che riassumono questa varietà di interessi. Chitarrista di formazione classica, Simona presenterà, oltre a brani originali, anche song di Duke Ellington, pezzi di Carla Bley, arie di Monteverdi e di Purcell e brani pop di Joni Mitchell, affrontati con la libertà espressiva tipica dei jazzisti, ma anche con il rigore che deriva dalla consapevolezza della loro storia e della loro concezione musicale. Diplomata in canto presso i Civici Corsi di Jazz, di cui è ora docente, Simona Severini ha collaborato con noti musicisti e compositori italiani nell’ambito del jazz e del cantautorato, tra cui Pacifico, Enrico Pieranunzi, Giorgio Gaslini, Gabriele Mirabassi e altri. Ha cantato in prestigiosi festival, tra i quali Umbria Jazz, Paris Jazz Vocal, Festival dei due Mondi di Spoleto, London Jazz Festival, XJazz! di Berlino, Cagliari Jazz EXPO, Bologna Jazz Festival, Festival Jazz St. Moritz, JazzMI e Atelier Musicale di Milano. Con il trio Fedra si è esibita alla Cappella Paolina del Quirinale in diretta su Rai Radio Tre e in festival di musica classica. Ha inoltre avuto esperienze nel teatro come cantante-performer, debuttando al Piccolo Teatro di Milano nei panni di Miranda in un concerto-performance dedicato a La tempesta di Shakespeare. Nel 2019, in occasione della Festa della Donna, ha cantato al Quirinale davanti al Presidente Mattarella, che nell’occasione l’ha nominata Cavaliere della Repubblica Italiana. Il recital di Sale Marasino è, quindi, l’occasione per ascoltare una voce versatile e diversa, capace di creare peculiari suggestioni sonore.LA CASA DEL JAZZ ITALIANO – XXXII edizioneVenerdì 28 giugnoPalazzolo sull’Oglio (Bs)Casa della Musica, piazzale Dante Alighieri 2, ore 21.Mud PieDall’Africa al Delta – Suoni, canti, ritmi di un’etnia immaginariaMarta Colombo (voce, percussioni), Alex Stangoni (cigarbox guitar, dobro, elettronica), Sebastiano Ruggeri (batteria).Sabato 29 giugnoPalazzolo sull’Oglio (Bs)Casa della Musica, piazzale Dante Alighieri 2, ore 18.Marco Mariani SextetPlays Wynton MarsalisMarco Mariani (tromba), Franco Bagnoli (sax soprano e contralto), Nicola Pecchiari (sax tenore), Michelangelo Decorato (pianoforte), Luca Zollo (contrabbasso), Nicola Stranieri (batteria).Domenica 30 giugnoSale Marasino (Bs)Chiesa di San Pietro dei Disciplini, ore 18.Simona Severini – RecitalDa Monteverdi a EllingtonSimona Severini (voce e chitarra).Tutti i concerti sono a ingresso libero.Direzione artistica: Maurizio Franco.Organizzazione: associazione culturale Musica Oggi.Info: Casa della Musica di Palazzolo sull’Oglio, tel. 030/7301287; Comune di Sale Marasino, tel. 030/9820921.Media partner: Rai Radio 3. -

Jazz, Pop e Rock: a scuola di musica nella campagna toscana, dal 13 al 21 luglio, con i Summer Cemm Camp
A Bucine, in provincia di Arezzo, tornano i seminari intensivi organizzati dalla Cemm a cura di qualificati docenti italiani e del chitarrista statunitense David GilmoreMILANO – È sempre più qualificato il corpo didattico dei Music Summer Cemm Camp, i seminari estivi di jazz (in programma dal 13 al 17 luglio) e pop-rock (dal 17 al 21 luglio) organizzati dalla Cemm, scuola di musica tra le più note in Italia, nella splendida location del Poggio Cennina Resort, a Bucine, su un’altura che domina la Valdambra, in provincia di Arezzo: quest’anno tra i tanti insegnanti che metteranno la propria esperienza e la propria professionalità al servizio degli studenti ci sarà, infatti, anche il chitarrista David Gilmore, già accanto al sassofonista Steve Coleman e al trombettista Randy Breker e docente presso il prestigioso Berklee College of Music di Boston. Insieme a lui, per quanto riguarda il dipartimento jazz, gli insegnanti saranno Dario Deidda (basso), Pietro Tonolo (sax), Massimo Manzi (batteria), Ruben Bellavia (batteria), Tiziano Tononi (batteria), Walter Donatiello (chitarra), Dario Faiella (chitarra), Flavio Boltro (tromba), Valerio Silvestro (pianoforte) e Cinza Spata (canto). Per il dipartimento pop-rock, invece, le lezioni saranno a cura di Ruggero Brunetti (chitarra), Luca Colombo (chitarra), Roberto Gallinelli (basso), Maurizio Dei Lazzaretti (batteria), Tony Guerrieri (canto), Giovanni Boscariol (tastiere) e Claudia Marchetti (canto).I seminari sono aperti a tutti i musicisti professionisti, agli amatori e agli studenti iscritti a scuole di musica, istituti musicali e Conservatori. Gli studenti verranno suddivisi in due livelli (intermedio ed avanzato), in modo che tutti possano seguire il programma didattico in base alla propria preparazione personale. La durata giornaliera delle lezioni è di sei ore: quattro al mattino, rivolte allo studio dello strumento e al canto, e due al pomeriggio, dedicate agli ensemble (anch’essi strutturati in base al livello e alle conoscenze degli studenti).Oltre alle lezioni di strumento quest’anno verranno proposti laboratori specifici a seconda delle singole esigenze: i bassisti, i batteristi e i tastieristi seguiranno un workshop focalizzato sulla sezione ritmica, mentre gli insegnanti illustreranno e suoneranno diversi esempi di groove e pezzi di vari stili (rock, funk, blues, fusion, soul). I chitarristi parteciperanno a lezioni sulla lettura e sulla preparazione dei pezzi in situazioni live (studio, programmi televisivi, tour…), sull’elaborazione del suono e sull’utilizzo delle nuove tecnologie. Per i cantanti, invece, è stato pensato un corso di songwriting e performer. Nel corso del pomeriggio ci sarà una masterclass, tenuta da tutti gli insegnanti, che eseguiranno e spiegheranno un brano al giorno, dimostrando come si lavora in contesti professionali specifici. Agli studenti verrà offerta l’opportunità di suonare con i docenti e di sperimentare in prima persona come lavora un musicista professionista.Un altro laboratorio sarà a cura di Luca Chiaravalli, autore, arrangiatore, produttore artistico e direttore d’orchestra (più volte sul palco del Festival di Sanremo), che si occuperà di songwriting, arrangiamento e produzione. Tra le novità di quest’anno, per quanto riguarda il dipartimento jazz, anche un workshop dedicato alle big band. Gli incontri si svolgeranno in due momenti della giornata: al mattino si terranno lezioni collettive di lettura ritmica, poliritmica e polimetrica e si affronterà un repertorio più tradizionale (Duke Ellington, Count Basie e così via). Attraverso l’ascolto lo scopo è apprendere le prassi esecutive per la sezione ritmica e per i fiati. Il pomeriggio verrà, invece, dedicato alla performance di brani moderni per orchestra jazz con lo studio di pezzi di Buddy Rich, Bob Mintzer, Maria Schneider, Gordon Goodwin, Pat Metheny e Beppe Di Benedetto.Come si evince, i Music Summer Cemm Camp propongono un’interessante offerta formativa. Le lezioni sono strutturate impostando gruppi di lavoro suddivisi a seconda del livello individuale, agevolando così gli studenti nel percorso di approfondimento e nello sviluppo delle proprie capacità. Lo studio intensivo settimanale consente ai docenti di sviscerare argomenti che durante le tradizionali ore di lezione, inevitabilmente, non vengono approfonditi per motivi di tempo e agli studenti di focalizzare e chiarire tematiche e dubbi, grazie al costante quotidiano lavoro e al continuo confronto con gli insegnanti. Nelle ore libere, inoltre, i partecipanti alle masterclass potranno usufruire degli spazi della bellissima struttura per dedicarsi allo studio personale o semplicemente per suonare insieme al di fuori delle lezioni. Infine, nella piazzetta dello splendido borgo toscano tutte le sere verranno organizzate delle jam session.«L’obiettivo dei Camp è dare ai ragazzi gli strumenti e le conoscenze per crescere professionalmente, il tutto in un ambiente rilassato, pensato da musicisti per musicisti – afferma il chitarrista Walter Donatiello, docente del Cemm e organizzatore dei Summer Camp – L’impegno e lo studio hanno la priorità, ma c’è spazio anche per il divertimento, l’aggregazione e per serate musicali organizzate dagli stessi studenti, per vivere la musica a 360°».La quota di iscrizione ai Music Summer Cemm Camp è pari a 390 euro, con la possibilità di alloggiare, a tariffe convenzionate, presso l’accogliente Poggio Cennina Resort, immerso nella suggestiva campagna toscana, dove le colline del Chianti toccano la valle superiore dell’Arno. A chi frequenta i Camp verrà rilasciata la certificazione per la richiesta dei crediti formativi.Per avere maggiori informazioni è possibile contattare la segreteria del Cemm a questo indirizzo: segreteria@cemmusica.com; tel: 0295039675. -

I “Notturni” al Festival della Biodiversità: suoni, performance e danze aeree venerdì 14 e sabato 15 giugno all’Hangar Balossa del Parco Nord Milano
MILANO – Per due sere consecutive, venerdì 14 e sabato 15 giugno, i Notturni, il suggestivo format di performance con installazioni di luci e suoni ideato dall’associazione Musicamorfosi, animeranno la XVIII edizione del Festival della Biodiversità. La manifestazione, in programma fino al 16 giugno al Parco Nord Milano, si pone l’obiettivo di sottolineare il valore della biodiversità, inteso come fattore culturale che obbliga a ripensare il nostro stile di vita quotidiano e le nostre scelte politiche e sociali.
I Notturni andranno in scena, con il contributo di Fondazione Comunitaria Nord Milano, nell’Hangar Balossa, suggestiva cattedrale industriale e spazio di recente acquisizione del Parco Nord: in programma performance musicali, spettacoli di danza aerea ed esibizioni acrobatiche. Si parte venerdì 14 giugno, alle ore 20.30, con il duo di musica elettronica Frank Sinutre, che ha la peculiarità di utilizzare insoliti strumenti elettronici autocostruiti oltre a quelli tradizionali. Nei loro show, Isi Pavanelli e Michele K. Menghinez si avvalgono, inoltre, di un particolare visual show algoritmico (anch’esso home-made), che consiste in un flusso di immagini processate e rielaborate attraverso il segnale audio. In contemporanea, alla stessa ora, spazio alla danza aerea, perfetta fusione tra varie discipline artistiche e sportive che combinano la ginnastica con le arti circensi, a cura dell’associazione La Clé de l’Art, fondata nel 2013 da Clelia Fumanelli, coreografa, ballerina e acrobata. La serata si concluderà con il live del sitarista elvetico Roger Odermatt (dalle ore 21.30), che presenterà il progetto solista Monoh, fusione tra musica per sitar ed elettronica contemporanea. Odermatt ha studiato per più di dieci anni il sitar con Shalil Shankar, discepolo del leggendario Ravi Shankar. Gli spettatori assisteranno così a un’affascinante immersione visiva e sonora, catturati dal movimento dei corpi volanti dei danzatori-acrobati e dal sound davvero originale del musicista svizzero.
Sabato 15 giugno i Notturni danno appuntamento sempre alle 20.30 con un sound design curato da Saul Beretta con la voce di Sarra Douik, che celebrerà il Cantico delle Creature di Francesco d’Assisi, di cui quest’anno si celebrano gli 800 anni dalla composizione. Eclettica cantante tunisina e suonatrice di oud, Sarra Douik lo interpreterà nell’originale e in traduzione araba, esaltando le caratteristiche sonorità della sua lingua madre. La voce sarà immersa in un particolare flusso musicale su cui i danzatori de La Clé de l’Art si libreranno nello spazio dell’Hangar.
L’evento finale è il concerto, alle ore 21.30, dei Satoyama, quartetto jazz composto da Luca Benedetto (tromba e tastiera), Christian Russano (chitarre ed elettronica), Marco Bellafiore (contrabbasso ed elettronica) e Gabriele Luttino (batteria, glockenspiel ed elettronica), che si è aggiudicato l’edizione 2022 di Nuova Generazione Jazz. I Satoyama sono tra i giovani selezionati nell’ambito del progetto PRODJGI, che ha l’obiettivo di promuovere e valorizzare i musicisti emergenti di età non superiore ai 35 anni, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Siae (grazie al bando “Per Chi Crea”). Nati nel 2013, i Satoyama hanno dato vita fin da subito a una musica di confine, profondamente immaginifica ed onirica, con larghe influenze jazz e progressive rock, passando anche dalla world music e dall’elettronica, alla ricerca di un sound contemporaneo. Il quartetto si occupa di confini non solo in senso figurato: “Sinking Islands”, il suo ultimo album, accolto con entusiasmo dalla critica, tratta infatti di desertificazione, migrazioni e guerre per l’acqua, surriscaldamento globale, monocolture in agricoltura con impoverimento della terra, inquinamento. L’album ha però una connotazione positiva – si sente nel finale del brano “Magic forest” – e profuma di terra, di una passeggiata in un bosco dopo un acquazzone e di scelte etiche: l’unico modo in cui è possibile invertire questa tendenza è quella di cambiare in primis noi stessi.
L’ingresso ai Notturni (da via Balossa 55, Cormano, Mi) è libero con libera donazione on line o in loco.
Info e prenotazioni: www.musicamorfosi.it/
hangarbalossa2024
Donazioni on line: www.retedeldono.it/notturni-balossa -

Alfabeto di PARCO: mercoledì 19 giugno, a Milano, la conferenza-spettacolo “J come Jobim”, omaggio a uno degli inventori della bossa nova tra racconti, musica e proiezioni
Dopo i sold out dei primi due incontri, dedicati a Max Roach e Frank Sinatra, il terzo appuntamento della rassegna ospitata negli spazi del Polillo ARt COntainer riguarderà Tom Jobim: l’antropologo e musicista Nenè Ribeiro, il percussionista Kal dos Santos, la cantante Patrizia Di Malta e la dj Monica Paes ripercorreranno la parabola artistica di uno dei più grandi compositori del XX secoloMILANO – Dopo i sold out delle prime due date (dedicate, rispettivamente, al batterista e compositore jazz Max Roach e a Frank Sinatra), proseguono gli incontri di Alfabeto di PARCO, ciclo di conferenze-spettacolo – tra parole, suoni, racconti e visioni – sui grandi artisti che hanno rivoluzionato il Novecento. Il tutto ospitato nella sede di PARCO, acronimo di Polillo ARt COntainer, nuovalocation situata nello storico quartiere Barona, in via Binda 30, non lontana dal Naviglio Grande: un centro polifunzionale e multidisciplinare che punta a diventare un luogo di aggregazione e di promozione per chi opera nel campo della cultura, dell’arte, del digitale e del sociale. La rassegna, che gode del patrocinio del Municipio 6 del Comune di Milano, è stata ideata da Roberto Polillo, imprenditore e fotografo, e da Antonio Ribatti, direttore artistico di AHUM e di numerose iniziativemusicali nel capoluogo lombardo e nell’hinterland milanese. Il terzo appuntamento avrà luogo mercoledì 19 giugno con l’evento “J come Jobim”, sottotitolo «Una nota sola e molte culture» (ore 21; ingresso con contributo artistico di 15 euro). Conosciuto semplicemente come “O Maestro”, Antônio Carlos Jobim è stato uno degli inventori della bossa nova e tra i maggiori protagonisti della Musica Popolare Brasiliana. A partire dal racconto dell’enorme e importantissima produzione musicale di Jobim, la conferenza-concerto ripercorrerà la carriera del compositore originario di Rio de Janeiro e il suo ruolo nell’evoluzione della Musica Popolare Brasiliana che. ormai da tempo, ha guadagnato uno spazio importante, rappresentando un paradigma della convivenza cosmopolita moderna. La Musica Popolare Brasiliana, di fatto, si configura come un campo interculturale complesso e allo stesso tempo singolare, capace di conciliare radici diverse, un’estetica riconoscibile (e carica di connotati sociali) e l’inclinazione a favorire le diversità in un gioco teso e coerente tra celebrazione della tradizione e innovazioni della modernità.A raccontare la vita e il percorso artistico di Jobim (e delle sue fondamentali collaborazioni con Vinicius de Moraes, João Gilberto, Newton Mendonça e moltissimi altri) saranno l’antropologo e musicista Nenè Ribeiro, Kal dos Santos alle percussioni e alla voce e la cantante Patrizia Di Malta. La serata, inserita nel palinsesto della trentesima edizione della Festa Della Musica, evento internazionale che si celebra in occasione del solstizio d’estate, sarà aperta dal dj set di Monica Paes, conduttrice di “Avenida Brasil”, storica trasmissione in onda su Radio Popolare.Afferma il direttore artisticoAntonio Ribatti: «“Una nota sola” cantava Jobim, un puntino sul pentagramma capace di conciliare ogni diversità. Dire Jobim equivale a dire bossa nova. Considerato uno dei più grandi compositori del ventesimo secolo, è sicuramente il più importante nella storia della Musica Popular Brasileira. In Brasile, lo chiamano “il maestro sovrano”, perché al di sopra della sua arte non c’è nessuno. A trent’anni dalla scomparsa, le sue canzoni, ancora oggi, sono oggetto di studio nei Conservatori jazz di tutto il mondo. A partire dal racconto di questa straordinaria e variegata produzione musicale, ripercorreremo la sua carriera, che rappresenta un modello della convivenza cosmopolita moderna». Presso il bar Dizzy Gillespie il pubblico potrà degustare i vini dell’azienda agricola Panizzari, una storia di famiglia iniziata a fine Ottocento a San Colombano al Lambro, la collina di Milano. Questa cantina ha rafforzato la produzione con ricerche qualificate, seguendo metodi di lavorazione rigorosamente artigianali.Alfabeto di PARCO proseguiràfino a fine anno: la quarta conferenza-spettacolo, in programma mercoledì 3 luglio, si intitolerà “P come Piazzolla – Libertango, il tango nuevo parte da Milano” e tratterà della parabola artistica del grande musicista e compositore argentino Astor Piazzolla. Tra gli altri eventi in agenda ricordiamo, inoltre, “D come Duse – Eleonora senza trucco” (16 ottobre) ed “E come Ellington – Dalla Scala a Harlem, i sogni (26 novembre). Ci sarà spazio, infine, anche per la lettera J come Jolly: una serata speciale, a sorpresa, che verrà comunicata in prossimità della suasinfonici di Duke” realizzazione. -

Note jazz all’ora dell’aperitivo al Rosa Grand Milano-Starhotels Collezione: guida ai concerti di giugno
MILANO – Continua, settimana dopo settimana, la rassegna “The Golden Hour Aperitif-Jazz Edition” presso il Rosa Grand Milano-Starhotels Collezione, in piazza Fontana 3, a due passi dal Duomo, dalla Galleria e da corso Vittorio Emanuele: all’ora dell’aperitivo, in un ambiente tranquillo, raffinato e con una spiccata vocazione internazionale, è possibile coccolarsi con creazioni gourmet, cocktail preparati con cura e, come ingrediente speciale, musica di qualità dal vivo. I live set sono in programma tutti i mercoledì alle ore 18.30 al costo di 22 euro (drink incluso). E chi intende fermarsi per la cena potrà deliziarsi con i piatti dello chef Paolo Scaccabarozzi oppure gustare le prelibatezze della pizzeria Roses Pizza & More, che oltre alla pizza offre una selezione di insalate e piatti della tradizione italiana. La rassegna è curata dai direttori artistici Alessandro Ghassemi e Mirko Fait.
Il primo appuntamento del mese è previsto mercoledì 5 giugno con il live dei giovani chitarristi Matteo Mariani e Attilio Costantino, che proporranno un percorso attraverso la storia della chitarra jazz, suonando brani celebri dei più significativi protagonisti dello strumento (e non solo), da Tal Farlow a Wes Montgomery, da Django Reinhardt a Jim Hall.
Mercoledì 12 sarà la volta del duo composto dall’eclettico sassofonista Mirko Fait e dal valente chitarrista Carmelo Tartamella, musicista da sempre attratto dalle sonorità bepop e da quelle gypsy, che non dimentica la lezione del blues e che ha un’attenzione costante agli stili più moderni della chitarra jazz: in scaletta alcuni degli standard più belli del Great American Songbook.
La settimana successiva, ovvero mercoledì 19 giugno, riflettori puntati ancora sul sassofonista Mirko Fait, che si esibirà insieme al pianista Raffaele Rinciari, curioso e aperto a tutti i generi musicali nonché compositore prolifico con un debole per le colonne sonore del cinema.
Il mese di giugno si concluderà con il concerto, mercoledì 26 giugno, di un altro duo, formato dal chitarrista Giulio Maria Ferrari e dal contrabbassista Marco Sonzogni: Ferrari è un giovane chitarrista e compositore (e docente al Conservatorio Franco Vittadini di Pavia) che nei suoi progetti in duo propone un repertorio con sonorità acustiche e mediterranee di standard, canzoni popolari e brani originali.
“The Golden Hour Aperitif-Jazz Edition”: gli appuntamenti di giugno
Rosa Grand Milano-Starhotels Collezione, piazza Fontana 3, Milano.
Info e prenotazioni: 3273190623.Mercoledì 5 giugno, ore 18.30
Matteo Mariani, chitarra;
Attilio Costantino, chitarra.Mercoledì 12 giugno, ore 18.30
Mirko Fait, sax;
Carmelo Tartamella, chitarra.
Mercoledì 19 giugno, ore 18.30
Mirko Fait, sax;
Raffaele Rinciari, pianoforte.Mercoledì 26 giugno, ore 18.30
Giulio Maria Ferrari, chitarra;
Marco Sonzogni, contrabbasso. -

JAZZaltro Giovani: Aldo Di Caterino ensemble feat. Enrico Pieranunzi venerdì 31 maggio a Castellanza (Va)
Il talentuoso flautista pugliese e il grande pianista romano si esibiranno insieme a due giovani promesse del jazz tricolore: il contrabbassista Carlo Bavetta e il batterista Cesare Mangiocavallo. Il concerto è uno degli appuntamenti più attesi della rassegna organizzata da Abeat Records con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, che ha l’obiettivo di lanciare e valorizzare i musicisti under 35MILANO – Talento emergente della scena jazzistica nazionale, il flautista e compositore barese Aldo Di Caterino, 26 anni, è un autentico virtuoso dello strumento, un artista originale e dotato di grandi mezzi espressivi, molto stimato anche dai colleghi più navigati ed esperti. Non a caso, un big come Enrico Pieranunzi ha detto di lui: «Non ho mai amato il flauto fino a quando non ho suonato con Aldo Di Caterino». L’occasione per ascoltare un jazzista dal sicuro avvenire come Di Caterino, laureato con lode e menzione d’onore in flauto e musica jazz al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari, e un padre nobile del jazz italiano come il pianista e compositore romano è offerta dalla rassegna “JAZZaltro Giovani”, organizzata da Abeat Records nel Varesotto con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, che ha l’obiettivo di lanciare e valorizzare i musicisti Under 35: venerdì 31 maggio, Di Caterino e Pieranunzi, insieme al contrabbassista Carlo Bavetta e al batterista Cesare Mangiocavallo (altri due talenti in rapida ascesa), si esibiranno al CineTeatroDante di Castellanza (Va). Il concerto, che si annuncia imperdibile, inizierà alle ore 21 (ingresso con libera donazione). In scaletta alcuni brani composti da Di Caterino e contenuti nell’album “Amorè”, il disco d’esordio del flautista pugliese (edito da Abeat Records), una manciata di standard, arrangiamenti originali di pezzi celebri ma non solo.Innamorato della musica brasiliana e avvicinatosi al flauto traverso all’età di sei anni, Aldo Di Caterino è un solista dal fraseggio sciolto e sicuro, capace di lirismi inaspettati e di lampi poetici. Ha già all’attivo numerose collaborazioni, tra cui spiccano quelle con jazzisti del calibro di Gabriele Mirabassi, Bebo Ferra, Dario Deidda, Roberto Ottaviano, John Surman, lo stesso Pieranunzi, Vince Abbracciante e Nando Di Modugno.Come tutti sanno, Enrico Pieranunzi è, molto probabilmente, il pianista jazz italiano più conosciuto a livello internazionale e, nel corso della sua lunga e brillante carriera, è stato al fianco di alcuni miti leggendari, da Chet Baker a Charlie Haden, da Lee Konitz a Paul Motian, solo per citarne alcuni.Rassegna JAZZaltro GiovaniVenerdì 3 maggio, Olgiate Olona (Va)Cinema Teatro Nuovo-Area 101, via Bellotti 22Zamuner-Moriconi duet feat. Sea quartetEmilia Zamuner (voce), Massimo Moriconi (contrabbasso), Riccardo Zamuner (violino), Alberto Marano (violino), Andrea De Martino (viola), Raffaele Rigliari (violoncello).Ore 21.Ingresso con libera donazione.Venerdì 17 maggio, Olgiate Olona (Va)Cinema Teatro Nuovo-Area 101, via Bellotti 22Christian Mascetta trio – Out of SpaceChristian Mascetta (chitarre), Pietro Pancella (basso elettrico), Michele Santoleri (batteria).Ore 21.Ingresso con libera donazione.Venerdì 31 maggio, Castellanza (Va)CineTeatro Dante, via Dante Alighieri 5Aldo Di Caterino ensemble feat. Enrico PieranunziAldo Di Caterino (flauto traverso), Enrico Pieranunzi (pianoforte), Carlo Bavetta (contrabbasso), Cesare Mangiocavallo (batteria).Ore 21.Ingresso con libera donazione.Il calendario della rassegna è in costante aggiornamento.Maggiori info: www.jazzaltro.it