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Al via venerdì 18 ottobre, a Milano, la nuova stagione di PARCO, il Polillo ARt COntainer: degustazioni, dj set e il concerto-tributo a Charles Mingus dell’Attilio Zanchi septet ft. Dj Farrapo
Opening party e le note jazz del gruppo guidato dal contrabbassista Attilio Zanchi, che presenterà l’album “Mingus Portrait” nell’ambito della rassegna “Alfabeto di PARCO”: tutto sull’evento inaugurale della stagione 2024/2025 del nuovo aggregatore culturale di via Binda, in zona BaronaMILANO – È dedicata a Charles Mingus, tra i più influenti protagonisti della storia del jazz, la lunga serata in programma venerdì 18 ottobre a PARCO, acronimo di Polillo ARt COntainer, nuovo aggregatore culturale in via Binda 30, a Milano (zona Barona): l’evento, intitolato “M come Mingus”, fa parte della rassegna Alfabeto di PARCO, ciclo di conferenze-spettacolo – tra parole, suoni, racconti e visioni – sui grandi artisti che hanno rivoluzionato il Novecento. Sul palco si esibirà il settetto guidato dal contrabbassista e compositore Attilio Zanchi, tra i più stimati e apprezzati jazzisti della scena italiana, che per l’occasione presenterà ufficialmente “Mingus Portrait”, il suo ultimo lavoro discografico (prodotto dall’etichetta Mono Jazz). Nel corso della sua lunga e luminosa carriera Zanchi ha collaborato con musicisti del calibro di Dave Holland, Kenny Wheeler, Franco D’Andrea, Gianluigi Trovesi, Bobby Watson, Gary Burton, Tony Scott, Paolo Fresu, Massimo Urbani, Lee Konitz e molti altri. Con lui suoneranno Daniele Nocella (tromba), Andrea Andreoli (trombone), Tino Tracanna (sax soprano), Gianni Azzali (sax tenore, flauto), Massimo Colombo (pianoforte) e Tommy Bradascio (batteria) e, in alcuni brani, Dj Farrapo. Il concerto, che nasce da una collaborazione tra AHUM, Cernusco Jazz, Novara Jazz e Mono Jazz, è inserito all’interno del cartellone del festival JAZZMI e inizierà alle ore 21 (contributo artistico di 16-20 euro; prevendita on line su www.mailticket.it) e gode dei patrocini del Municipio 6 del Comune di Milano e del Consiglio di Regione Lombardia.Com’è noto, oltre che un magnifico contrabbassista, Mingus è stato anche un prolifico compositore, arrangiatore, pianista e leader di storiche formazioni e ha ispirato diverse generazioni di musicisti. I suoi gruppi, che vanno dal trio fino alla big band, hanno attraversato e influenzato diversi periodi stilistici a partire dagli anni ‘50 fino agli anni ‘70. Senza dubbio Mingus è stato uno dei più importanti compositori del Novecento: nelle sue musiche si possono sentire le radici del Blues, echi del Gospel, lo Swing, il Be Bop, il Soul Jazz fino ad arrivare al Free più furioso e ai suoni d’avanguardia: «È per questa ragione – afferma Attilio Zanchi – che la sua musica può essere quasi considerata come un ritratto enciclopedico della storia del jazz e può essere suonata ancora oggi senza apparire datata, ma fornendo anzi sempre nuovi spunti d’ispirazione. Nasce da queste considerazioni il mio desiderio di riproporre i brani del repertorio di Mingus, interpretandoli e rileggendoli influenzati dalle nostre singole esperienze di musicisti. Non mancheranno neppure alcune mie composizioni originali, ispirate o vicine alla sua poetica musicale». In alcuni brani interverrà e interagirà con i musicisti il Dj Farrapo con delle basi registrate e manipolate in tempo reale. Durante il concerto, inoltre, verranno proiettati diversi scatti di Roberto Polillo, fotografo, imprenditore e padrone di casa di PARCO, realizzati nel corso di varie esibizioni di Mingus.Negli spazi moderni ed eleganti del Polillo ARt COntainer, che punta a diventare un luogo di aggregazione e di promozione per chi opera nel campo della cultura, dell’arte, del digitale e del sociale senza rinunciare al divertimento e alla convivialità, si parte con l’aperitivo, alle 19:30, sonorizzato da Rocco Pandiani, fondatore dell’etichetta Right Tempo e produttore dell’album “Mingus Portrait” di Attilio Zanchi, che proporrà una selezione, con rari vinili originali, dedicata a Charles Mingus. Nel corso della serata sarà attivo il Bar Dizzy Gillespie gestito da 10gradinord, storico locale radicato nel quartiere Barona, specializzato in birre artigianali italiane e cibo sostenibile di qualità.Alle 20:30, prima del live, si terrà un brindisi di benvenuto con una breve introduzione alla nuova stagione di Alfabeto di PARCO, in programma da ottobre 2024 a luglio 2025, ideata da Roberto Polillo e da Antonio Ribatti, organizzatore di numerose iniziativemusicali nel capoluogo lombardo e nell’hinterland milanese. Ingresso con contributo artistico di € 20 (€ 16 per chi acquista il biglietto entro il 6 ottobre).Biglietti online: www.mailticket.it -

Jazz all’Atelier Musicale: il quintetto di Gianluigi Trovesi sabato 5 ottobre alla Camera del Lavoro di Milano
Il grande polistrumentista e compositore bergamasco, tra i più importanti jazzisti della scena italiana, in concerto all’auditorium Di Vittoriocon Paolo Manzolini (chitarra), Marco Esposito (basso elettrico), Matteo Milesi (batteria) e Fulvio Maras (percussioni)MILANO – Lo scorso 10 gennaio Gianluigi Trovesi ha compiuto 80 anni e l’Atelier Musicale, la rassegna in bilico tra jazz e classica contemporanea organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, lo festeggerà sabato 5 ottobre alla Camera del Lavoro di Milano con un concerto nel quale il grande polistrumentista e compositore di Nembro (Bg) proporrà una musica ispirata al mondo mediterraneo (inizio live ore 17.30, ingresso 10 euro con tessera associativa di 5/10 euro).Trovesi proseguirà così il suo cammino in un anno nel quale gli sono stati assegnati diversi riconoscimenti come il Premio alla carriera a L’Aquila, il Premio Sellani (recentemente istituito) e il prestigioso Premio Kramer a Rivarolo Mantovano, che si aggiungono alle onorificenze da lui ricevute negli anni quali Ufficiale della Repubblica Italiana, Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres de la République Française e Commendatore dell’ordine al merito della Repubblica Italiana.Il suo straordinario percorso artistico, oggetto di studi e tesi di laurea in Italia e all’estero, si fonda su un’eccezionale conoscenza musicale, grazie alla quale porta nel suo jazz di marca europea elementi del mondo eurocolto, dal Medioevo alla contemporaneità, e del folk del nord e del sud d’Europa. Il suo celebre trio, l’altrettanto conosciuto ottetto e il pluridecennale sodalizio con il fisarmonicista Gianni Coscia sono soltanto alcune delle formazioni da lui guidate e ispirate. Alla Camera del Lavoro di Milano presenterà in quintetto alcuni brani del progetto che vide la luce nell’album Mediterraneamente (pubblicato da Dodicilune e uscito nel 2018), che raccoglie composizioni originali, brani della tradizione partenopea e altre musiche riviste secondo l’ottica che ispira il disco. Parte di queste pagine, insieme ad altre della stessa natura, verranno scelte da Trovesi prima del concerto insieme ai musicisti che lo affiancano: si tratta di artisti ben noti, che più volte hanno suonato con lui, in particolare il percussionista Fulvio Maras (che fece parte del suo storico ottetto). Con Gianluigi Trovesi l’Atelier rende omaggio a un artista di grande originalità, a uno strumentista che ha fatto proseliti in tutta Europa, capace di pensare jazzisticamente un universo sonoro ampio e articolato. In sostanza, pienamente contemporaneo.ATELIER MUSICALE – XXX edizioneSabato 5 ottobre – Ore 17.30Gianluigi Trovesi QuintetTrovesi 80 – MediterraneamenteGianluigi Trovesi (sax alto, clarinetto contralto), Paolo Manzolini (chitarra), Marco Esposito (basso elettrico), Matteo Milesi (batteria), Fulvio Maras (percussioni).Programma:Musiche di Gianluigi Trovesi e brani storici ispirati al mondo mediterraneo.Introduce Maurizio Franco.Dove: Camera del Lavoro, auditorium G. Di Vittorio, corso di Porta Vittoria 43, Milano.On line: www.secondomaggio.orgIngresso: biglietto (10 euro) con tessera ordinaria (5 euro) o di sostegno (10 euro); abbonamento stagionale: 80 euro.Per informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.itDirezione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra. -

Atelier Musicale: l’omaggio di Anna Maria Castelli a Domenico Modugno sabato 28 settembre alla Camera del Lavoro di Milano
Sul palco dell’auditorium Di Vittorio, la “cantattrice” presenterà l’album “Cosa sono le nuvole”,magistrale spaccato del mondo dell’artista pugliese scomparso trent’anni faMILANO – Lo sguardo al mondo della grande canzone d’autore, all’unione tra aspetti teatrali e musicali, è il fulcro del tributo al grandissimo Domenico Modugno proposto dalla “cantattrice” Anna Maria Castelli nel trentennale della morte di una delle personalità più rilevanti della storia della canzone italiana del secolo scorso: l’appuntamento, il secondo della nuova stagione dell’Atelier Musicale, la rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, è in programma sabato 28 settembre alla Camera del Lavoro di Milano (inizio live ore 17.30, ingresso 10 euro con tessera associativa a 5/10 euro).Nato a Polignano a Mare nel 1928, Modugno è stato un pioniere nel portare la teatralità nell’interpretazione delle sue canzoni, oltre che un geniale cantautore, musicalmente molto più ispirato e competente di tanti altri, e un autore di testi che ha parlato della vita, dell’amore e anche del lavoro, portando in scena i drammi di tutti, anche degli ultimi, dei dimenticati. Per rendergli omaggio, Anna Maria Castelli, che sei anni fa ha pubblicato l’album “Cosa sono le nuvole”, presenterà proprio i brani di quel disco, che nell’insieme costituiscono un magistrale spaccato del mondo dell’artista pugliese. E lo farà con quelle capacità di personalizzare i testi, di renderli qualcosa di vivo, proiettandoli in quel tipo di interpretazione teatralizzata che la contraddistingue.Nata a Milano, ma di origini napoletane, Anna Maria Castelli ha vissuto per molto tempo in Svizzera, dove ha iniziato a cantare da giovanissima. La sua attività artistica è molto intensa e l’ha vista al fianco di musicisti di diversa estrazione, da Giorgio Gaslini a Gianni Coscia e Renato Sellani, dall’ensemble I Virtuosi Italiani a Luis Bacalov. Da anni si dedica alla canzone d’autore italiana, spaziando dalla “scuola genovese” a quella napoletana e raccogliendo il testimone del teatro-canzone di Giorgio Gaber, che l’ha definita “cantattrice”. Tanti i riconoscimenti ottenuti per il suo impegno “al femminile”: il Premio Portovenere Donna (2007); l’Onorificenza di Cavaliere OMRI (2008) conferitale dal Presidente Giorgio Napolitano; il Premio Musica Europa (2002); il Premio Antigone (2003).Con Anna Maria Castelli si esibiranno, sul palco dell’Atelier, il versatile chitarrista argentino Adriàn Fioramonti, un virtuoso della fisarmonica, compositore e arrangiatore quale Thomas Sinigaglia e il brillante batterista e percussionista Stefano Rapicavoli, attivo tra jazz e musica classica.ATELIER MUSICALE – XXX stagioneSabato 28 settembre, ore 17.30Cosa sono le nuvole – Omaggio a Domenico ModugnoAnna Maria Castelli (voce), Adriàn Fioramonti (chitarra), Thomas Sinigaglia (fisarmonica), Stefano Rapicavoli (batteria).Programma:D. Modugno/R. Pazzaglia: Meraviglioso;D. Modugno/R. Gigli: Tu si na cosa grande;D. Modugno: Musetto;D. Modugno: Strada ‘nfosa;D. Modugno/R. Pazzaglia: Io mammeta e tu;D. Modugno/P.P. Pasolini: Cosa sono le nuvole;D. Modugno: Dio come ti amo; La donna riccia;D. Modugno/D. Verde: Resta cu’mme;D. Modugno: Lu minaturi;D. Modugno/E. Bonaccorti: Amara terra mia;D. Modugno: Vecchio frac; Amaro fiore mio; Lu pisci spada; Piove.Dove: Camera del Lavoro, auditorium G. Di Vittorio, corso di Porta Vittoria 43, Milano.On line: www.secondomaggio.orgIngresso: biglietto (10 euro) con tessera ordinaria (5 euro) o di sostegno (10 euro); abbonamento stagionale: 80 euro.Per informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.itDirezione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra. -

La Monday Orchestra inaugura sabato 21 settembre a Milano la 30ª stagione della rassegna in bilico tra jazz e classica contemporanea
MILANO – Raggiungere la XXX edizione è un traguardo che nessuno avrebbe immaginato possibile quando l’avventura dell’Atelier Musicale, la storica rassegna in bilico tra jazz e classica contemporanea organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, è cominciata con la stagione 1993-1994. Questo risultato è il segno di una programmazione originale, di una formula altrettanto riuscita e di un seguito di pubblico e addetti ai lavori assolutamente significativo. Per questo motivo, l’evento di apertura della nuova edizione, in programma sabato 21 settembre alla Camera del Lavoro di Milano (ore 17.30; ingresso 10 euro con tessera associativa a 5/10 euro; 80 euro abbonamento all’intera stagione) con l’esibizione della Monday Orchestra, è dedicato a tre personalità oggi scomparse, ma da sempre vicine all’Atelier: Luigi Pestalozza, il grande storico della musica che ha più volte collaborato con la rassegna; Nadia Corradi, ex parlamentare e moglie di Riccardi Terzi, presenza costante all’auditorium Di Vittorio; Natalino Gugliotta, fine intellettuale e grande cultore di musica, anch’egli assiduo frequentatore della Camera del Lavoro.
L’apertura di questa storica trentesima stagione riflette in pieno la filosofia dell’Atelier: spazio ai giovani e alle nuove realtà della musica italiana accanto a nomi di esperienza e dalla carriera ben consolidata; linguaggio musicale contemporaneo; sguardo al passato inteso come patrimonio culturale e al tempo stesso come fonte d’ispirazione. La Monday Orchestra diretta da Luca Missiti rappresenta tutti questi aspetti grazie al lavoro del suo fondatore, figura di spicco nel panorama degli arrangiatori e dei direttori presenti sulla scena jazzistica del Vecchio Continente. Questa volta la sua big band si concentra sulle composizioni del pianista Bud Powell, di cui nel 2024 ricorre il centenario della nascita, che ha omaggiato con un superbo album intitolato “Un Poco Loco”. Il complesso mondo musicale di Bud Powell è stato proiettato nella dimensione orchestrale trovando nuove ed emozionanti sfaccettature e insoliti impasti timbrici, nei quali si evita di affidare i temi a un solo strumento, suddividendoli invece tra le varie sezioni dell’orchestra. Con l’obiettivo di creare un dialogo che offra un’immagine “tridimensionale” delle composizioni, rese in maniera nuova, ma perfettamente riconoscibili grazie a una scrittura chiara e capace di evidenziarne il colore di fondo, l’atmosfera generale. Il contributo dei notevoli solisti della band (che è nata diciotto anni fa dall’idea di un Missiti allora poco più che ventenne) aggiunge valore a una proposta che apre al più alto livello la nuova edizione dell’Atelier Musicale.Da tempo parte integrante del paesaggio sonoro milanese e italiano, portatore di una maniera originale di proporre musica, dove giovani, nuove linee espressive e storia si incontrano, in cui l’educazione all’ascolto assume un ruolo centrale e il singolo appuntamento diventa la tessera di un mosaico composito ma organico, l’Atelier Musicale festeggia dunque un compleanno importante. Il raggiungimento dei trent’anni di attività segna una tappa straordinaria, ma è un traguardo di assoluta rilevanza per qualunque manifestazione in quanto proietta nella storia l’attualità, consolida un lavoro, un progetto e lo trasforma in un piccolo patrimonio culturale. Un risultato che per l’Atelier non è stato facile conseguire, che lo ha visto attraversare periodi in cui ha navigato in acque agitate e superare con fatica, ma senza conseguenze, anche la tempesta del Covid e questo grazie alla fedeltà di un pubblico che, pur rinnovandosi nel corso del tempo, ha sempre dimostrato grande apprezzamento e gradimento per la particolare proposta della manifestazione.
Fin dal titolo (Atelier), è chiara la visione del laboratorio come luogo di incontro di culture musicali alla base della sua filosofia programmatica (in particolare, il jazz in tutte le sue forme e la musica eurocolta, soprattutto del Novecento e contemporanea), che in occasione di questo trentennale mantiene salde le coordinate della sua azione culturale proponendo un cartellone nel quale si ritrovano, tutte insieme, le varie linee che ne hanno animato la storia, in parte interpretate da quei musicisti che, nel corso del tempo, si sono rivelati una presenza ricorrente nei concerti dell’auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro di Milano.
Dalle prime esecuzioni alle riletture contemporanee di pagine storiche, dai giovani musicisti alle icone del panorama nazionale, dalle rarità strumentali agli artisti emergenti, dalla policulturalità allo sguardo a differenti universi sonori, l’Atelier presenta, anche per la XXX stagione, un calendario dalla sorprendente varietà. Sul fronte jazzistico spiccano l’invito a Gianluigi Trovesi (5 ottobre) a realizzare un progetto concertistico per i suoi ottant’anni e quello a Enrico Intra e Tullio De Piscopo a ritrovarsi (il 23 novembre) di nuovo insieme sul palcoscenico. Singolare anche l’incontro tra due grandi personalità del jazz italiano, ma di generazioni differenti, quali Antonio Faraò e Claudio Fasoli (il 25 gennaio prossimo), e il ritorno all’Atelier di Franco D’Andrea (8 febbraio) in un importante recital in piano solo. Una novità per Milano è anche il quartetto guidato dal famoso sassofonista toscano Stefano Cantini e dal pianista Francesco Maccianti, che chiuderà la rassegna il prossimo 15 marzo.
Nel nuovo cartellone dell’Atelier figurano tre importanti omaggi a grandi personalità del jazz: oltre a quello della Monday Orchestra a Bud Powell, genio del pianismo bebop, ecco il tributo, finora davvero unico, al celeberrimo sassofonista argentino Gato Barbieri ad opera di un altro personaggio del nuovo panorama jazz, il sassofonista Germano Zenga (in programma il 22 febbraio). Infine, ci sarà il doveroso ricordo (8 marzo) del chitarrista Franco Cerri, realizzato dal quartetto guidato da due musicisti di talento quali Alberto Gurrisi e Alessandro Usai, legati al suo ultimo periodo di vita musicale. Ancora: una grande voce del jazz contemporaneo, Simona Severini, spazierà sabato 9 novembre tra composizioni originali e musica antica, mentre un fotografo di fama mondiale quale Pino Ninfa presenterà il 16 novembre un percorso per immagini sulle “città” calviniane, affiancato alla libera improvvisazione di due talenti del jazz al femminile, Federica Michisanti ed Eloisa Manera.
Al grande Domenico Modugno, quindi alla canzone d’autore, è dedicato il recital della cantante Anna Maria Castelli, in programma il 28 settembre, mentre per la musica della tradizione colta europea spicca il concerto del Dedalo Ensemble (il 12 ottobre), dedicato a Schönberg nel 150° dalla nascita, con al centro la Kammersymphonie op. 9 nella revisione di Webern. Al mondo russo a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, e a Skriabin in particolare, si rivolge il piano solo di Antonio Di Cristofano, uno dei maggiori interpreti mondiali di questo singolare compositore (sabato 1 marzo). Il duo tra la viola e il pianoforte di Maria Ronchini e Monica Cattarossi metterà a confronto, sabato 26 ottobre, diverse modalità del Novecento musicale, mentre all’est italiano guarderà il Quartetto Pezzé (il prossimo 1 febbraio). Infine, diverse prime esecuzioni caratterizzeranno la proposta del pianista Danilo Lorenzini, che il prossimo 15 febbraio eseguirà musiche di Belloni, Del Corno, Godio, Molino, Reghezza e Spazzoli.ATELIER MUSICALE – XXX stagione – Dal 21 settembre 2024 al 15 marzo 2025.
On line: www.secondomaggio.org
Dove: Camera del Lavoro, auditorium G. Di Vittorio, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.
Ingresso: biglietto (10 euro) con tessera ordinaria (5 euro) o di sostegno (10 euro); 80 euro abbonamento all’intera stagione.
Per informazioni: 348-3591215; email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.it
Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra. -

Grande jazz con la big band di Gabriele Comeglio, Franco Ambrosetti, Sarah Jane Morris, Emilio Soana, Marko Djordjevic ma non solo domenica 22 settembre a Vigevano (Pv)
MILANO – Negli anni ’40 e ’50 ebbe un notevole successo, negli Stati Uniti, un format inventato dal manager e promoter Norman Granz, che gestiva artisti del calibro di Ella Fitzgerald, Louis Armstrong, Oscar Peterson e molti altri. La formula prese il nome di “Jazz at the Philarmonic” ed era la seguente: Granz affittava il più importante teatro della città (ad esempio la famosa Carnegie Hall di New York o il Philarmonic Auditorium di Los Angeles) e metteva in piedi un cartellone eclettico, adatto a tutti i gusti ma di grande valore artistico. C’era un gruppo più tradizionale, orientato allo swing, uno che faceva musica bop, una big band e un paio di grandi vocalist. Lo show si concludeva con l’immancabile jam session. Granz raggiunse i tre obiettivi che si era dato: portare il jazz nelle grandi sale da concerto, far esibire musicisti senza barriere razziali e dimostrare che il pubblico, quando c’era da ascoltare musica di qualità, era pronto ad affollare i teatri. “Jazz at the Philarmonic” rivivrà, ameno per una sera, al Teatro Cagnoni di Vigevano (Pv) domenica 22 settembre (inizio live ore 21).Sul palco la Big Band Jazz Company, una delle più longeve formazioni italiane, diretta da Gabriele Comeglio, con all’attivo oltre 500 concerti in Italia e all’estero e collaborazioni prestigiose con artisti di livello internazionale (Bob Mintzer, Dee Dee Bridgewater, Lee Konitz e molti altri). All’inizio l’orchestra proporrà, in prima esecuzione assoluta, due composizioni di Gianni Ferrio, del quale ricorre quest’anno il centenario dalla nascita. Ferrio è stato il più grande arrangiatore e orchestratore che l’Italia abbia mai avuto, uno dei pochissimi allo stesso livello dei grandi direttori americani (Nelson Riddle, Billy May e così via). Ferrio ha legato il suo nome a centinaia di show televisivi, è stato autore di canzoni di successo (Piccolissima serenata, Parole parole, Non gioco più) ed è noto al grande pubblico per la sua collaborazione pluriennale con Mina. La Jazz Company eseguirà alcuni brani tratti dal film “Frenesia dell’estate” di Luigi Zampa (1964), gentilmente messi a disposizione da Massimilano Pani, che cura l’eredità musicale di Ferrio con amore e passione autentici.Di volta in volta la big band accompagnerà poi i vari solisti, a cominciare dal bassista Riccardo Fioravanti e dal pianista Claudio Angeleri, i quali riproporranno il repertorio del grande bassista italiano Giorgio Azzolini, scomparso lo scorso aprile all’età di 96 anni.Poi sarà la volta di Marko Djordjevic, tromba solista della RTS, la big band della Radio di Stato della Serbia con sede a Belgrado, che eseguirà un paio di composizioni scritte da due eccellenti musicisti serbi: Stjepko Gut e Dusko Gojkovich.Subito dopo, il trombettista Franco Ambrosetti, uno dei più noti jazzisti europei (con collaborazioni che vanno da Michael a Randy Brecker, da Phil Woods a Dexter Gordon, da Cannonball Adderley a Joe Henderson, solo per citarne alcuni) proporrà due brani del suo repertorio arrangiati appositamente per l’orchestra da Gabriele Comeglio. Ambrosetti sarà affiancato sul palco dal giovane sassofonista luganese Filippo Valli.Per finire, spazio al jazz vocale. Dapprima salirà sul palco Maggie Charlton, seguita da Caterina Comeglio, impegnate in un repertorio che sarà un tributo a due tra i più importanti compositori americani: George Gershwin e Duke Ellington, di cui quest’anno ricorre il 50° anniversario dalla morte.Per il gran finale di “Jazz at the Philarmonic” riflettori puntati sulla cantante inglese Sarah Jane Morris, molto amata dal pubblico italiano e vincitrice del Festival di Sanremo 1990 con il brano “Se stiamo insieme”, cantato in coppia con Riccardo Cocciante. Tra i suoi maggiori successi figurano il remake di “Don’t leave me this way” con i Communards (al primo posto nella classifica dei singoli del 1986 nel Regno Unito, Belgio, Olanda e Spagna e al terzo in Italia con oltre un milione di copie vendute complessivamente in Europa) e di “Me and Mrs Jones”.“Jazz at the Philarmonic” – Domenica 22 settembre 2024, ore 21Teatro Cagnoni, corso Vittorio Emanuele II 45, Vigevano (Pv).Biglietti: (comprensivi dei diritti di prevendita): intero 20 euro, ridotto 15 euro (under 25 e over 60). Abbonati: 15 euro posto unico, loggione 10 euro.Prevendita presso il Teatro Cagnoni dal 14 settembre. -

Aperitivo in musica: il Jazz Tonic Quartet in concerto mercoledì 11 settembre al Rosa Grand Milano-Starhotels Collezione
MILANO – Riprendono, dopo la pausa estiva, gli appuntamenti con la musica dal vivo, all’ora dell’aperitivo, al Rosa Grand Milano-Starhotels Collezione, in piazza Fontana 3, a Milano, a due passi dal Duomo: negli ambienti raffinati ed eleganti di questo albergo, posizionato strategicamente nel cuore del capoluogo lombardo, mercoledì 11 settembre si esibirà il Jazz Tonic Quartet nell’ambito della rassegna “The Golden Hour Aperitif-Jazz Edition”.La formazione capitanata dal sassofonista Mirko Fait – e completata da Clara Luna Santos (voce), Joe Zangaro (pianoforte) e Raffaele Romano (contrabbasso) – presenterà un repertorio di standard, composizioni originali e incursioni nella bossanova, con un’attenzione particolare al Cool Jazz. In scaletta molti brani resi celebri da artisti quali Chet Baker, Miles Davis, Art Pepper, Stan Getz e Gerry Mulligan.Mirko Fait è uno dei più noti sassofonisti milanesi, con oltre 3.000 concerti in carriera (si è esibito in tutta Italia, Francia, Svizzera, Germania, Croazia, Slovenia, Grecia e Spagna) e ben 33 album e 7 singoli all’attivo. Tra le sue tante collaborazioni spiccano quelle con Flavio Boltro, Attilio Zanchi, Antonio Zambrini, Gendrickson Mena Diaz, Luca Garlaschelli, Marco Panascia e Fabrizio Bosso.Clara Luna Santos, vocalist, compositrice e figlia d’arte (suo padre è il percussionista e cantante brasiliano Kal dos Santos, originario di Salvador di Bahia), ha iniziato il suo percorso musicale come corista, per poi specializzarsi come solista presso i Civici Corsi Jazz di Milano. Cantante duttile ed equilibrata, esplora diversi generi tra cui la bossanova, il pop e l’R&B.Joe Zangaro si è diplomato in pianoforte jazz presso il Conservatorio di Cosenza. Nonostante la giovane età, ha già collaborato con molti musicisti di primo piano del panorama jazzistico nazionale, tra cui Ares Tavolazzi, Luca Garlaschelli, Attilio Zanchi ed Enzo Zirilli, e il trombettista statunitense Tom Kirkpatrick.Raffaele Romano si è diplomato in contrabbasso jazz presso il Conservatorio di Como e ha approfondito lo studio dello strumento con Paolino Dalla Porta e Larry Grenadier. Tra le sue collaborazioni principali citiamo quelle con Phil Maturano, Michael Weiss, Carlo Atti, Andrei Kondakov, Fabrizio Poggi, Gilson Silveira, Dario Faiella ed Eric Vaughn.Come di consueto, il concerto inizierà alle ore 19 e sarà disponibile una nuova e accattivante Drink List ispirata ai quartieri di Milano (aperitivo con servizio al tavolo, prenotazioni: tel. 3273190623).La rassegna “The Golden Hour Aperitif-Jazz Edition”, curata dai direttori artistici Alessandro Ghassemi e Mirko Fait, proseguirà con due concerti in programma in ottobre e altri due in novembre, tutti inseriti nel cartellone del festival JAZZMI: il 23 e il 30 ottobre si esibiranno, rispettivamente, il trio del contrabbassista Jaromir Rusnak e quello del chitarrista Gabriele Orsi; in novembre sarà la volta della formazione della cantante Elena Andreoli (il 6/11) e, la settimana successiva, del trio del chitarrista Daniele Rosa.“The Golden Hour Aperitif-Jazz Edition”: i prossimi concertiRosa Grand Milano-Starhotels Collezione, piazza Fontana 3, Milano.Info e prenotazioni: 3273190623.Mercoledì 11 settembre, ore 19Jazz Tonic QuartetMirko Fait (sax), Clara Luna Santos (voce), Joe Zangaro (pianoforte), Raffaele Romano (contrabbasso).Mercoledì 23 ottobre, ore 19Jaromir Rusnak TrioGiuseppe Blanco (pianoforte), Jaromir Rusnak (contrabbasso), Andrea Lo Palo (batteria).Mercoledì 30 ottobre, ore 19Gabriele Orsi TrioMirko Fait (sax), Gabriele Orsi (chitarra), Chiara Bianchi (contrabbasso).Mercoledì 6 novembre, ore 19Elena Andreoli TrioElena Andreoli (voce), Stefano Pennini (pianoforte), Alberto Traverso (batteria).Mercoledì 13 novembre, ore 19Rosa TrioGianluigi Vitali (contrabbasso), Daniele Rosa (chitarra), Mirko Fait (sax). -

“Per Giovanna Marini”: concerto-incontro in memoria della grande voce della canzone popolare sabato 14 settembre alla Camera del Lavoro di Milano
MILANO – Giovanna Marini è stata la protagonista di oltre mezzo secolo di cultura musicale italiana. Nata nel 1937 in una famiglia di musicisti, allieva di Segovia, si è dedicata alla scoperta e all’insegnamento della musica popolare, ma è stata anche compositrice di musiche da film e di teatro. La sua attività è stata marcata anche dall’impegno sociale: ha cantato le storie dei lavoratori, dei progressi civili e sociali, le tragedie e le stragi, l’antifascismo e l’accoglienza. Amica personale di Bruno Trentin e del sindacato, ha avuto con la Camera del Lavoro di Milano un rapporto di collaborazione, dando – fino alla fine della sua carriera – numerosi e memorabili concerti. È dunque giusto e naturale che la prima grande celebrazione che la città di Milano riserva a questa grande artista (scomparsa a 87 anni lo scorso maggio) avvenga, sabato 14 settembre, proprio nell’auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, in corso di Porta Vittoria 43 (ore 17.30, ingresso libero fino a esaurimento posti). Il concerto “Per Giovanna Marini”, organizzato dalla Camera del Lavoro di Milano in collaborazione con l’associazione culturale Secondo Maggio, sarà anche un momento di incontro con i suoi numerosi ammiratori e allievi, che portano avanti il suo insegnamento.Sarebbe impossibile rappresentare in una sola serata i molteplici interessi di Giovanna Marini e, quindi, è stato deciso di omaggiarla in tre percorsi essenziali della sua attività. Silvia Malagugini fu con lei dagli inizi, protagoniste assieme del leggendario Bella Ciao che nel 1964 fece nascere a Spoleto – fra scandali e denunce – il Folk revival italiano. Da molti anni Silvia Malagugini vive a Parigi, dove continua la sua ricerca e riproposizione di canti tradizionali. Alla Camera del Lavoro canterà le origini e lo sviluppo di una straordinaria stagione politica e culturale.Le Voci di mezzo sono un gruppo vocale protagonista della rinascita del canto popolare e sociale nella nostra città. Formatisi sotto la direzione del maestro Angelo Pugolotti (scomparso prematuramente nel 2015), che della Marini era un allievo e uno studioso, il gruppo si è dedicato alla polivocalità nelle sue forme più arcane e ardite. Nonostante il rigore formale, questo gruppo ha sempre mantenuto legami con gli ambienti più politicizzati della realtà sociale e anche sotto questo aspetto i “ragazzi del Pugolotti” denotano coerenza con il percorso di Giovanna Marini. Le Voci di mezzo saranno gli interpreti dell’evoluzione che portò alla nascita del Quartetto, con cui Giovanna ha trionfato in tutto il mondo, e poi delle esperienze delle numerose corali che sono nate sulla scia dei corsi di musica popolare nella scuola di Testaccio.Alessio Lega, “artista che disdegna i palchi troppo illuminati, si è creato una solida fama tutta fondata sulla coerenza stilistica e di contenuti e su un talento che nessuno oserebbe discutere”, come diceva di lui lo scrittore Valerio Evangelisti, è un cantastorie del nostro tempo, due volte Targa Tenco e ininterrottamente attivo in Italia e all’estero. Oltre che autore e musicista, Alessio ha dedicato allo studio dei cantori sociali monografie e Cd. Con i musicisti Guido Baldoni (fisarmonica e pianoforte) e Rocco Marchi (basso e percussioni), Alessio Lega interpreterà i canti più noti di Giovanna, da I treni per Reggio Calabria fino alla meravigliosa Io vorrei.L’evento di sabato 14 settembre sarà anche l’occasione per presentare un Cd uscito postumo, ma curato da Alessio Lega assieme alla stessa autrice nei suoi ultimi mesi di vita. Un concerto ritrovato del 1981, uno scrigno di tesori risorto e rimasterizzato da un archivio nel quale giaceva da oltre quarant’anni, un’antologia che è anche una storia d’Italia e della sua musica popolare. Il cd, intitolato Tutto questo vuole raccontato. Giovanna Marini dal vivo (Nota), sarà disponibile in anteprima in quest’occasione. -

JAZZaltro Giovani: i Fool Arcana, tra neo-soul, funk, R&B contemporaneo e hip-hop, martedì 30 luglio a Legnano (Mi)
La formazione guidata da Cecilia Barra (voce e chitarra) e Riccardo Oliva (basso) rivisita in modo convincente e personale i diversi generi della black music
MILANO – L’ultimo concerto del mese della rassegna “JAZZaltro Giovani”, organizzata da Abeat Records con il sostegno del Ministero della Cultura e della Siae nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, che ha l’obiettivo di lanciare e valorizzare i musicisti Under 35, è in programma martedì 30 luglio al Castello Visconteo di Legnano (Mi), in piazza della Concordia 1, quando saranno di scena i Fool Arcana, formazione guidata dai talentuosi Cecilia Barra (voce e chitarra) e Riccardo Oliva (basso) e completata da Gianluca Pellerito (batteria), Fabio Visocchi (tastiere) e Riccardo Sala (sax tenore). Il live inizierà alle ore 21.30 e, come sempre, l’ingresso sarà libero con libera donazione (in caso di pioggia il concerto sarà spostato in Sala Ratti).
Creativi e dinamici, i componenti del gruppo mescolano i diversi generi della black music e li spingono oltre il loro limite, alla ricerca di un sound unico e personale. A Legnano i Fool Arcana, che si sono già esibiti nei maggiori festival italiani (tra i quali JazzMI, Fano Jazz, Festivalle e Uno Jazz & Blues) presenteranno “Picaresque”, il loro album d’esordio, scritto, arrangiato e prodotto da Riccardo Oliva e da Cecilia Barra. Il progetto nasce dalla necessità di esprimersi fondendo i generi più amati dai due: otto brani, ciascuno di un colore diverso dall’altro, che rappresentano l’incontro delle loro due anime musicali, dove il neo-soul e il jazz incontrano l’R&B contemporaneo e il funk, con un tocco di hip-hop. I suoni degli strumenti tradizionali si mescolano ai suoni e alla strumentazione elettronica, tenendo sempre un occhio sul futuro
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Dal 26 luglio al 24 agosto la XXX edizione del festival LagoMaggioreMusica: 19 appuntamenti sulle due sponde del Verbano con grandi nomi del concertismo, vincitori di premi internazionali e giovani talenti in ascesa
La manifestazione organizzata da Gioventù Musicale d’Italia brilla, come di consueto, per l’alta qualità del cartellone: tra i nomi di maggior richiamo spiccano il Quartetto di Cremona, il clarinettista Fabrizio Meloni (che sarà accompagnato dalla band Musica da Ripostiglio), il chitarrista Io Yamada, i pianisti Dominic Chamot, Arsenii Moon e Can Çakmur e il violinista Simon Zhu
MILANO – È un traguardo importante quello che raggiunge quest’anno il festival LagoMaggioreMusica: la manifestazione – organizzata da Gioventù Musicale d’Italia sulle due sponde del Verbano – festeggerà, infatti, la trentesima edizione, in programma dal 26 luglio al 24 agosto, e lo farà offrendo agli appassionati, come di consueto, un programma musicale fitto di appuntamenti (con ben 19 concerti) e di altissima qualità, con la presenza di grandi nomi del concertismo (non solo) italiano, giovani interpreti e diversi vincitori di alcuni dei più prestigiosi concorsi internazionali. La musica classica la farà naturalmente da padrona, ma gli spettatori potranno assistere anche a concerti di jazz, folk, contemporanea ma non solo. Il tutto tra le bellezze architettoniche e naturali del lago Maggiore. Afferma Rita Virgili, presidente della Fondazione Gioventù Musicale d’Italia, tra i maggiori organismi musicali nazionali per diffusione e quantità di iniziative realizzate, con un’attenzione particolare ai giovani talenti: «La Gioventù Musicale è orgogliosa di presentare la trentesima edizione del Festival LagoMaggioreMusica. Per l’occasione è stato predisposto un programma artistico particolarmente prestigioso che vede la presenza di grandi musicisti che, giovanissimi, hanno debuttato sui nostri palchi e che ritornano ora, come il Quartetto di Cremona, per confermare il loro affetto per la nostra istituzione, accanto alle promesse della musica internazionale come i vincitori dei maggiori Concorsi Internazionali, dal Paganini al Busoni, dall’ARD di Monaco al Concorso di Ginevra. E, ancora, tanti nomi del concertismo internazionale come il clarinettista Fabrizio Meloni. Un cartellone che spazia dalla classica al jazz fino alla musica etnica, con proposte diverse ed originali. Un grazie particolare al pubblico, agli enti pubblici e ai privati che ci sostengono e a tutti coloro che nel corso di questi trent’anni ci sono stati vicini, consentendoci di promuovere la musica, i giovani e lo splendido territorio che ospita il Festival».
La XXX edizione prenderà il via, come detto, venerdì 26 luglio ad Arona (No), con il concerto del danese Novo Quartet, vincitore del primo premio del Concorso internazionale di Ginevra nel 2023. Nell’affascinante Casa Usellini, dimora privata eccezionalmente aperta al pubblico in occasione dei concerti di GMI, il quartetto d’archi scandinavo eseguirà musiche di Langgaard e Schumann. Una manciata di chilometri più a nord, a Lesa (No), sabato 27 luglio il Santuario della Madonna di Campagna accoglierà il giovane chitarrista giapponese Io Yamada, vincitore lo scorso anno del primo premio del Concorso internazionale Pittaluga di Alessandria. Dotato di un impressionante talento, Yamada presenterà un articolato programma con brani di Sáinz de la Maza, Sor, Ohana, Castelnuovo Tedesco e Ponce.
Il primo appuntamento del festival che si svolgerà sulla sponda lombarda del lago Maggiore avrà luogo, domenica 28 luglio, a Sesto Calende (Va), presso l’abbazia di San Donato: il quartetto d’archi Thumòs, formato da giovani musicisti che si sono diplomati al Conservatorio di Milano, eseguirà il Quartetto in fa maggiore op. 92 n. 2 di Prokofiev e il Quartetto in fa maggiore di Ravel.
Venerdì 2 agosto si tornerà ad Arona, sempre a Casa Usellini, dove saranno di scena il violoncellista giapponese Michiaki Ueno, che nel 2021 si aggiudicò il primo premio al Concorso internazionale di Ginevra, e la pianista di origini armene Ani Ter-Martirosyan. Il pubblico, che ascolterà pagine di Debussy, Beethoven, Clara Schumann e Brahms, potrà apprezzare la musicalità unica e la tecnica superlativa del primo (il celebre violoncellista statunitense Yo-Yo Ma lo ha definito “un musicista favoloso”) e il virtuosismo e la sensibilità della seconda.
Come di consueto, il festival si aprirà poi a nuovi panorami sonori: sabato 3 agosto, a Laveno Mombello (Va), nel Chiostro di Palazzo Perabò di Cerro, spazio alle percussioni, alle vibrazioni e alle evoluzioni del trio Munedaiko, che da sempre si dedica alla pratica e alla valorizzazione del tamburo tradizionale giapponese “Taiko”, mentre nella Chiesa di San Paolo, a Calogna, frazione di Lesa (No), domenica 4 agosto, sarà di scena un altro trio, i Simcha Ben, con un meraviglioso repertorio di musica Klezmer (prima del concerto è in programma una passeggiata nel bosco). Da non perdere neppure, martedì 6 agosto, sempre a Lesa, ma negli spazi della Società Operaia, il concerto all’insegna dell’improvvisazione del quartetto jazz guidato dai sassofonisti Sophia Tomelleri e Michele Tino, due tra i giovani più promettenti della nuova scena nazionale.
Sassofoni ancora protagonisti il giorno successivo, mercoledì 7 agosto, a Gavirate (Va), quando l’Adrian Sax Quartet, ensemble fresco ed energico, eseguirà nel Chiostro di Voltorre musiche di Bach, Boario, Morricone, Nyman, Piazzolla e Girotto. Il terzo concerto ospitato a Casa Usellini, ad Arona, vedrà protagonisti, venerdì 9 agosto, due interpreti di grande talento: l’acclamato violinista brasiliano Guido Sant’Anna, che nel 2022 si è aggiudicato il primo premio al Concorso internazionale Fritz Kreisler di Vienna e che è destinato a diventare una stella del concertismo internazionale, e Martina Consonni, una delle pianiste più promettenti della sua generazione, elogiata per la sua innata musicalità e la sua travolgente sensibilità, unite ad una notevole tecnica strumentale e alla brillantezza del suono. Sant’Anna e Consonni eseguiranno composizioni di Brahms, Ravel e Frolov.
Il Quartetto di Cremona, una delle realtà cameristiche più interessanti a livello internazionale, tornerà ospite del festival e sarà in scena sabato 10 agosto a Laveno Mombello (Va), sempre nel chiostro di Palazzo Perabò di Cerro, con musiche di Bartók, Schumann e Dvořák.
Tre giorni dopo, martedì 13 agosto, riflettori puntati sul Quantum Clarinet Trio a Lesa: nella Chiesa di San Rocco, nella frazione di Solcio, questa formazione, che è regolarmente presente sulla scena internazionale della musica da camera, presenterà tre opere di Brahms, Fruehling e Kahn. Sulla sponda opposta del Verbano, a Leggiuno (Va), nell’incantevole cornice dell’Eremo di Santa Caterina del Sasso, mercoledì 14 agosto è in programma l’esibizione in solo dell’arpista svizzera Tjasha Gafner, che lo scorso settembre ha vinto il Primo Premio e il Premio del Pubblico al prestigioso Concorso ARD di Monaco. Il programma proposto prevede musiche di Marcel Tournier, Henriette Renié e arrangiamenti della stessa Tjasha Gafner di brani di Johann Sebastian Bach e Joseph Haydn.
Due giorni dopo, venerdì 16 agosto, il talento cristallino del pianista Arsenii Moon illuminerà Casa Usellini, ad Arona: il vincitore assoluto del 64° Concorso pianistico internazionale Ferruccio Busoni (2023), nato a San Pietroburgo nel 1999, si è aggiudicato anche il prestigioso Premio Arturo Benedetti Michelangeli, che viene assegnato solo con verdetto unanime della giuria (un caso piuttosto raro, visto che questo riconoscimento non veniva concesso da quasi tre decenni) e il Premio del Pubblico. Ad Arona, Arsenii Moon, autentico ammaliatore del pianoforte, dotato di una tecnica brillante, raffinata e ricca di sfumature, si cimenterà con pagine di Bach-Busoni, Chopin, Rachmaninov, Ravel, Debussy e Musorgskij, dando sfoggio del suo virtuosismo.
Sabato 17 agosto, a Laveno Mombello, nel Chiostro di Palazzo Perabò di Cerro, sarà la volta di Simon Zhu, astro nascente del violino dal repertorio assai versatile (in questa occasione spazierà da Schumann a Janacek, da Paganini a Brahms). Lo scorso ottobre 2023 ha vinto il Primo Premio al Concorso Internazionale Paganini di Genova, aggiudicandosi anche il premio speciale per il miglior concerto di Paganini e una serie di importanti impegni concertistici, inclusa la rara opportunità di esibirsi sul violino “Cannone”, lo straordinario strumento realizzato da Giuseppe Guarneri del Gesù nel 1743 e appartenuto al grande compositore genovese.
Domenica 18 agosto la Chiesa di Sant’Alessandro, ad Angera, ospiterà il concerto del Moser String Quartet, ensemble coeso e pluripremiato che presenterà un programma con musiche di Purcell, Schubert, Webern e Mozart. Martedì 20 agosto il festival farà di nuovo tappa a Lesa per il recital del giovane pianista tedesco Dominic Chamot, vincitore di oltre trenta premi in concorsi nazionali e internazionali, considerato uno degli interpreti di maggior successo della sua generazione. Tra le sue più recenti vittorie spiccano il Primo Premio e il Premio del pubblico al Concorso Viotti di Vercelli lo scorso ottobre. Nella Chiesa Parrocchiale di San Martino, Chamot, che “è in grado di creare quell’esperienza emotiva intensa che è il motivo per il quale facciamo o ascoltiamo musica” come ha scritto di lui un critico, eseguirà pagine di Ganz, Sinding, Busoni, Ravel, Holliger e Liszt.Mercoledì 21 agosto, nel Chiostro di Voltorre di Gavirate, sarà la volta del Trio Klezmer: violino, clarinetti e fisarmonica porteranno in scena le trascinanti e struggenti melodie tradizionali della cultura yiddish arrangiate dagli stessi esecutori, che da oltre vent’anni operano in ambito cameristico e teatrale in Italia e all’estero e che in questa occasione saranno accompagnati dalla voce recitante dell’attore Paolo Zavattaro.
Venerdì 23 agosto si tornerà ancora ad Arona, ma questa volta nella splendida Sala degli Specchi di Villa Ponti, per un doppio concerto (alle ore 19 e alle 21) del virtuoso pianista turco Can Çakmur, vincitore del Concorso pianistico internazionale di Hamamatsu nel 2018, della Scottish International Competition di Glasgow nel 2017 e di due International Classical Music Awards. Çakmur, le cui incisioni hanno ricevuto il plauso della critica di tutto il mondo, eseguirà musiche di Schumann, Liszt, Bach-Brahms e Schubert. Tra un set e l’altro sarà possibile partecipare ad una visita guidata della villa, a cura dell’associazione culturale ProntoGuide-Visite & Cultura.
A chiudere in bellezza il festival, sabato 24 agosto nel Chiostro di Palazzo Perabò di Cerro di Laveno Mombello, un evento davvero imperdibile: Fabrizio Meloni, uno dei massimi esponenti del concertismo internazionale e primo clarinetto solista dell’Orchestra del Teatro e della Filarmonica della Scala dal 1984, dialogherà con la band Musica da Ripostiglio, formazione pop-swing che negli ultimi anni ha collaborato con alcuni fra i maggiori registi e attori del panorama italiano (tra cui Pierfrancesco Favino, Sergio Rubini e Rocco Papaleo). Sarà uno spettacolo pieno di sorprese, in cui la musica classica incontrerà i ritmi latini e le note klezmer in una scaletta dissacrante, ironica e musicalmente geniale. Prima del concerto si brinderà ai 30 anni del festival con i vini offerti dalla Cascina Piano di Angera e le prelibatezze de I Baldi – dal forno alla cantina di Laveno.
Biglietti: 12 euro ridotto (Under 25 e Over 65); 15 euro intero; ingresso gratuito fino ai 14 anni di età.
Prevendite on line su www.vivaticket.com; i biglietti sono acquistabili la sera stessa del concerto a partire da un’ora prima dell’inizio dell’evento.
Prenotazioni biglietti: 3333589577.
Info on line: www.jeunesse.it
