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  • “Le ultime ceneri dell’Avana”, il nuovo libro di Alessandro Zarlatti

    Alessandro Zarlatti, romano di nascita e viterbese d’adozione, è tornato sul panorama editoriale con “Le ultime ceneri dell’Avana”, la sua settima pubblicazione e la prima nelle collane de Il Foglio Letterario Edizioni.

    Un uomo gettato in un anno indescrivibile, il 2020 all’Avana – città che agonizza nel suo eterno tramonto, tra la pandemia e le ceneri dei suoi fuochi ormai spenti  – trova il coraggio di narrare una volta ancora una realtà che si presenta come un interminabile giorno prima della fine.

    Alessandro Zarlatti torna, forse per l’ultima volta, a dialogare con la sua Cuba, con le sue strade senza uscita, con le sue persone, con le sue maschere, con i suoi ricordi. Questa volta lo fa attraverso una raccolta di racconti che sembrano uscire dall’occhio di un ciclone buio e persistente che si abbatte su un paese senza più risposte. Una cronaca, quasi un diario, di un tempo disfatto e terrificante dove diventa impossibile raccontare il presente se non attraverso le lenti deformanti di un monologo interiore. Raccontare ciò che accade fuori, raccontando ciò che accade dentro, in una continua rimonta tra la tragedia privata e quella collettiva che s’impone, quest’ultima, in crescendo, privando ognuno del diritto di cadere in dolori più intimi e smarrirsi.

    Scrivere Le ultime ceneri dell’Avana è stata una specie di elaborazione di un lutto indeterminato – ha spiegato l’autore. Tutti sappiamo che la stagione della pandemia è stata una stagione di perdita, per alcuni è stata la perdita degli affetti in modo tragico e improvviso, ma più in generale è stata la perdita collettiva ed individuale di qualcosa a cui non riusciamo a dare un nome. Questo è un libro sulla perdita irreparabile della giovinezza, dell’amore, della felicità, dell’innocenza e anche della vita.  

    Inevitabilmente è stata una stesura difficile, tortuosa, dolorosa. La struttura diaristica mi ha obbligato a una ispezione quasi quotidiana nel malessere personale e collettivo di quell’anno. Non mi sono dato un canovaccio su cui elaborare un racconto ma ho scelto sin dall’inizio l’idea del mare aperto e dei venti che di volta in volta muovevano la mia scrittura.

    Mi è piaciuta l’idea di isolare per ogni capitolo una manciata di parole chiave che dessero una mappa provvisoria e il titolo a quelle mie riflessioni. Poi il prologo e la conclusione sono stati scritti per ultimi con l’intento di dare latitudine e longitudine a un lettore che volesse trovare quanto di più simile a un punto fermo nella ‘tempesta imperfetta’ della mia narrazione”.

    Da 26 anni Il Foglio Letterario Edizioni si occupa di Cuba, sia traducendo scrittori e poeti cubani, sia scrivendo saggi sulla realtà cubana – ha dichiarato l’Editore Gordiano Lupi. Inoltre, sono numerosi i romanzi e i racconti da noi editi negli anni con ambientazione Cuba. Il punto di vista di Zarlatti si aggiunge al lavoro che abbiamo fatto in questi decenni e si presenta con lo strumento del racconto breve, molto amato ai Caraibi e in Sudamerica, soprattutto con una narrazione letteraria da Pasolini dei Tropici, capace di indagare nel sottobosco dei quartieri più poveri di un’Avana decadente e spettrale“.

    Sono lontani, a una distanza incolmabile, i tempi e gli scenari delle prime raccolte di Alessandro Zarlatti, lontane e non più percorribili “Alcune strade per Cuba” che raccontavano un paese pieno di speranze diventate ben presto illusioni, lontani perfino gli echi malinconici e i residui di sogno di “Destino Cuba”. Appaiono quelli dei libri scritti secoli fa, improvvisamente inattuali. Con “Le ultime ceneri dell’Avana” sembra approdare tutto, scenari, uomini, sogni, speranze, amori, nelle latitudini agitate della poesia. È quello che resta. L’unico bagliore di divinità che ancora ci abita. L’unico gioiello da portare in salvo dalla casa che va in fiamme. E il libro racconta di un incendio che raggiunge dimensioni e paesi che sono ben più vasti dei confini di una città. La pandemia come una tragedia collettiva che ha avvelenato e messo in crisi gli uomini nei luoghi più riparati della propria individualità. Resta la narrazione cruda di un paese e di un uomo che hanno perso tutte le coordinate e a cui sono rimaste solo le parole per non smettere di raccontarsi e, quindi, di esistere. “Le ultime ceneri dell’Avana” parla di Cuba come potrebbe parlare di ogni parte del mondo perchè si interroga con ferocia, proprio quando sembrano cadere tutte le risposte, sul senso della nostra presenza e sul senso dei nostri amori.


    Dati tecnici

    Autore: Alessandro Zarlatti

    Titolo: Le ultime ceneri dell’Avana

    Editore‏: ‎ Il Foglio Letterario Edizioni (4 dicembre 2024)

    Pagine: 140

    Euro: 14,00

    ISBN-13: ‎ 979-1256860296

    AMAZON: https://www.amazon.it/ultime-ceneri-dellAvana-Alessandro-Zarlatti/dp/B0DPJL4R6P

    IBS: https://www.ibs.it/ultime-ceneri-dell-avana-libro-alessandro-zarlatti/e/9791256860296?srsltid=AfmBOorhz1WCa3mca6QwOrFphqN4QKwiEpaXg7onEaExSWOFnlD42gVjI

    Rivista www.ilfoglioletterario.it
    Casa Editrice www.ilfoglioedizioni.com

    Breve nota biografica

    Alessandro Zarlatti nasce a Roma nel 1967. Ha studiato filosofia e negli anni ha collaborato con diverse testate giornalistiche. Ha vissuto per molti anni all’Avana insegnando lingua italiana e scrivendo racconti e romanzi: Alcune strade per Cuba (Ouverture edizioni 2014) – Il salto (Ouverture edizioni 2015) – Quattro parti di lui (Ouverture edizioni 2018) – Destino Cuba edizione cubana (Editora Abril 2019) – Meditazione a 4 zampe (Writeup edizioni 2020) – Destino Cuba edizione italiana (Ouverture edizioni 2021).

    Attualmente vive in Italia, in provincia di Viterbo, è presidente dell’Associazione dell’idioma italiano per ispanofoni e insegna lingua italiana.

  • “Dall’idea all’azione”: esce il manuale di Morgan Fascioli per la realizzazione e la gestione di grandi eventi musicali

    Strategia, progettazione, organizzazione e gestione dello spettacolo: è disponibile da fine febbraio, per la casa editrice Aracne, il saggio di Morgan Fascioli, musicista, produttore discografico e direttore artistico con un’esperienza ultraventennale nel settore. Una guida preziosa che affronta i molteplici aspetti legati alla realizzazione di rassegne e festival musicali, dalla pianificazione alla produzione, dalla negoziazione alla promozione degli eventi 

    ROMA – Come si pianifica un grande spettacolo musicale? Come si crea un progetto dettagliato, definendo e gestendo il budget? Quali sono le esigenze tecniche e logistiche dell’evento? Quali sono gli obiettivi che l’organizzatore si propone di raggiungere? Quali sono le procedure per richiedere finanziamenti e contributi a istituzioni pubbliche? Come si possono coinvolgere sponsor e partner per massimizzarne la visibilità?  Come si negoziano gli aspetti contrattuali e i rapporti con le agenzie di booking e i promoter internazionali? E ancora: come si sviluppa un’efficace strategia di marketing e di comunicazione? Come si gestiscono gli eventuali contrattempi (per esempio, i rimborsi in caso di cancellazione dell’evento)? Come si garantisce la sicurezza e come si affrontano le situazioni di emergenza?
    A queste e a molte altre domande risponde il nuovo saggio di Morgan Fascioli, musicista, produttore discografico e direttore artistico di festival e rassegne con un’esperienza ultraventennale nel settore. Il volume, intitolato “Dall’idea all’azione: manuale per la realizzazione di grandi eventi musicali”, è pubblicato dalla casa editrice Aracne di Roma ed è disponibile da fine febbraio in libreria. Il manuale  (184 pagine, 18 euro) è pensato per essere adottato come libro di testo nelle istituzioni accademiche: può essere infatti integrato nei programmi di studio dei Conservatori, nei corsi di laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (DAMS), così come nei corsi di laurea in Economia. Inoltre, è indicato per i corsi di laurea in Comunicazione e le facoltà di Arti e Design nonché nei master e nei corsi di specializzazione post-laurea.
    Afferma l’autore: «Ho scritto questo saggio sulla base della mia lunga esperienza come direttore artistico e organizzatore, con l’obiettivo di fornire un supporto utile a tutti coloro che desiderano pianificare, coordinare e realizzare eventi musicali di grande portata. Per allestire una rassegna, un festival, occorrono creatività, competenza tecnica e pianificazione strategica, perché l’organizzazione e la gestione di questo tipo di manifestazioni presentano sfide complesse. Con il mio libro mi ripropongo di aiutare gli organizzatori, fornendo loro indicazioni e linee-guida sulla gestione delle risorse umane, sulle negoziazioni con i fornitori e gli artisti, sulla pianificazione logistica, sulla promozione e su tanti altri aspetti. Organizzare un grande evento musicale è un’arte che richiede passione, dedizione e competenza. Sono convinto che questo manuale fornisca agli addetti ai lavori e a chi vuole avvicinarsi a questo settore le conoscenze necessarie per realizzare eventi di successo che lascino un’impronta duratura nel panorama musicale».
    Gli fa eco, nella prefazione, Marco De Antoniis, affermato producer artistico con oltre trent’anni di esperienza nel settore (e storico collaboratore di Massimo Ranieri), che scrive: «Se lo show va bene, è merito degli altri, se va male è colpa mia. Quindi facciamo andare le cose bene e diamo il merito agli altri. L’organizzatore è un altruista, spinto soprattutto dalla passione per questo lavoro. Noi siamo gli uomini del backstage e, anche se non siamo i protagonisti sul palco, siamo anche noi artisti a modo nostro».

    Oltre che nelle librerie tradizionali, il manuale è disponibile sulle principali piattaforme di ecommerce (tra cui Amazon, IBS, Feltrinelli, Libreriauniversitaria e Unilibro). È, inoltre, possibile richiederlo direttamente alla casa editrice (on line: www.aracneeditrice.eu/it/pubblicazioni/dall-idea-all-azione-manuale-per-la-realizzazione-di-grandi-eventi-musicali-morgan-fascioli-9791221817270.htmlinfo@adiuvaresrl.it; tel. 0687646960; cell. 3423216798). Il volume verrà presentato nel mese di aprile nelle migliori librerie di Roma e Milano e nei Conservatori di Teramo, Fermo e Pescara.

    Morgan Fascioli BIOGRAFIA

  • CRISTIAN MARCHI feat. REVEREND HAUS DAL 7 MARZO 2025 IN RADIO “MOTIVATION” IL NUOVO SINGOLO

    Dal 7 marzo 2025 sarà rotazione radiofonica “Motivation”, il nuovo singolo di Cristian Marchi feat. Reverend Haus disponibile sulle piattaforme di streaming digitale dal 28 febbraio.

    “MOTIVATION” è un inno alla vita, perfetto per dare la giusta carica in palestra o affrontare la giornata con energia e passione. Il sound inconfondibile di Cristian Marchi torna a infiammare i dancefloor con groove, bassi potenti e la voce energica di Reverend Haus. Prodotta tra Italia e Los Angeles, la traccia nasce dalla collaborazione con Luis Rodriguez, Paolo Sandrini e la voce unica di Reverend Haus.

    Cristian Marchi, con oltre trent’anni di carriera, è un’icona della dance italiana, celebre per il suo stile unico e la capacità di far esplodere i dancefloor. Il suo successo iconico “Love Sex American Express” ne è la perfetta testimonianza, riflettendo la sua essenza audace ed energica. La sua passione nel creare musica e beat travolgenti, unita alla connessione con il pubblico, lo rendono uno dei DJ più acclamati, in grado di offrire set indimenticabili in club, festival ed eventi internazionali. Con il nuovo singolo “MOTIVATION”, Cristian Marchi torna a farci ballare con la stessa energia travolgente di sempre!

    Commenta l’artista sul nuovo brano: “Preparatevi a lasciarvi travolgere da un’esperienza musicale intensa e coinvolgente. Energia, musica, passione… tutto in MOTIVATION!”

    https://youtu.be/0tJ-THMMjF4



    CRISTIAN MARCHI BIOGRAFIA

  • ESSEFORTE presenta il nuovo video CREPA NEL BUCO tratto dall’album omonimo

    ESSEFORTE

     Crepa Nel Buco

    IL VIDEO

    link https://www.youtube.com/watch?v=RzYzI2VsNik

    Realizzato da Saturare Studio

    Regia di Riccardo Saraceni

    Scenografie di Ginevra Scipioni

    Coreografie di Alice Zucconi

    Interpretato da Alice Zucconi e Esseforte

    Una valigetta in mezzo alla strada attira l’attenzione della protagonista; a distanza, quattro misteriosi personaggi, camicia e badge ben in vista (burocrati o killer spietati?), seguono le sue mosse. Lei non resiste, si avvicina alla valigetta, la apre, è piena di soldi, la afferra e scappa: da questo momento inizia il suo calvario. Si sente inseguita, cerca di nascondersi, ma viene braccata da uno dei quattro loschi figuri. Riesce a sfuggirgli, cerca riparo, spaventata, ma al tempo stesso sempre più ossessionata dalla valigetta. La apre di nuovo, ora però al suo interno i soldi hanno lasciato il posto a coriandoli. Era tutto un piano ordito dai quattro per prendersi gioco di lei o solo uno scherzo dell’immaginazione?

    IL BRANO

    link https://open.spotify.com/intl-it/track/5axF49blo305z1NEoqvBB9?si=78757750a49e437d

    Title track del disco autoprodotto pubblicato dalla band lo scorso 17 gennaio, Crepa Nel buco è il primo singolo tratto dall’album e ne rappresenta una sorta di summa estetica: rap alternato ad altri registri vocali e immerso in una soluzione oscura e minacciosa di elettronica sinistra e chitarre acide che duettano tra post-punk e psichedelia.

    Il protagonista del brano è impegnato a scavare un buco, sospinto da un impulso alla ricerca di qualcosa di indefinito che promette di svelare un fantomatico mistero e lo induce a continuare a scavare. La ricerca non conduce a nulla: il buco è sempre più profondo, il buio sempre più fitto, ma il protagonista, perso ormai nel cunicolo che egli stesso ha creato, dimenticato ogni scopo o motivazione, imperterrito scava ancora. Quella che era iniziata come una ricerca ha assunto ormai i tratti di un’ossessione e quel buco finirà per essere la sua fossa.

    Da qui il titolo, Crepa Nel Buco, dove il termine “crepa” può essere inteso sia come verbo (muori nel buco!), che come sostantivo, una sorta di “buco nel buco”, a simboleggiare il circolo vizioso e autodistruttivo in cui il protagonista viene risucchiato, in una generale metafora psicologica dell’irrequietezza dell’animo umano e dei suoi aspetti più reconditi.

    LA BAND

    Accomunati da un’attitudine autenticamente indipendente e dalla voglia di sperimentare mischiando generi e influenze, gli Esseforte nascono nel 2022 a Jesi, nelle Marche, dall’incontro tra il rapper Matteo “boso” Bosi e tre musicisti provenienti dal mondo del rock ultra underground: Riccardo Franconi, Jonathan Iencinella e Tommaso Sampaolesi, coinvolti in passato in progetti noise/post-punk come Guinea Pig, Butcher Mind Collapse, Lebowski, Cora, o cantautorali, come Il Tipo Di Jesi, e più recentemente avvicinatisi a sonorità elettroniche e all’universo urban/rap con produzioni a firma Barabba e ITDJ.

    Amanti del lato oscuro della musica e interessati all’elaborazione di un linguaggio personale, più che all’appartenenza a scene o filoni, mescolano elettronica dal mood sinistro, chitarre, rap e altri registri vocali, facendo dialogare e interagire i background dei singoli e lasciando filtrare una varietà di suggestioni che va dalle derive rock più border line alla black music fuori dagli schemi di gente come Tyler The Creator, Danny Brown, Clipping, Shabazz Palaces, Kill The Vultures, fino all’old school del rap italiano, passando per il cantautorato indie più sghembo.

    Dopo una serie di singoli “di riscaldamento” pubblicati tra il 2023 e il 2024, il 17 gennaio 2025 esce Crepa nel Buco, primo full lenght della band.

    link https://open.spotify.com/intl-it/album/6M9fznibJ6ClvJWOQgN2rx?si=XFySbhp6QhaD0aabJQ0LvQ

  • Un nuovo spazio per parlare di benessere femminile: F.L.Y. lancia “Quel giorno del mese”

    Quando la tecnologia incontra il cambiamento culturale, nascono iniziative in grado di trasformare la società. È il caso di F.L.Y. – Free Like You, startup FemTech nata nel 2024 con una missione chiara: creare una rete di supporto ibrida tra online e offline per migliorare l’accesso alla cura e al benessere femminile.

    Con un approccio innovativo e inclusivo, F.L.Y. lancia “Quel giorno del mese”, un format di eventi mensili pensato per anticipare il debutto della loro app ufficiale. L’obiettivo? Sradicare lo stigma sulle mestruazioni, creare consapevolezza e offrire strumenti concreti per contrastare la povertà mestruale, un fenomeno che, a livello globale, colpisce circa 500 milioni di persone.

    Un tema sempre più centrale nel dibattito pubblico, considerando che solo recentemente in Italia si è iniziato a discutere seriamente di tampon tax e accesso gratuito ai prodotti mestruali, seguendo l’esempio di Paesi come la Scozia, prima nazione al mondo a renderli disponibili gratuitamente per tutte. Con “Quel giorno del mese”, F.L.Y. intende portare questo dialogo nella vita quotidiana, offrendo soluzioni pratiche e creando spazi dove la salute mestruale non sia più un tabù, ma parte integrante del discorso sociale.

    Ogni appuntamento si articolerà in tre momenti distintivi:

    • Talk ispirazionali con esperti del settore e attivistə, per aprire un dialogo su salute mestruale, benessere psicofisico e sostenibilità.
    • Networking e DJ set per favorire connessioni reali in un ambiente rilassato.
    • Live performance di artiste emergenti, per sottolineare l’importanza della rappresentazione femminile nella cultura contemporanea.

    «Vogliamo normalizzare conversazioni che da troppo tempo sono rimaste marginali – dichiara Eleonora La Monica, Co-Founder e CEO di F.L.Y. -. Quel giorno del mese non è solo un evento, ma un punto di incontro per chi crede che il benessere femminile debba essere al centro del discorso pubblico.»

    Nell’ambito di questa iniziativa, il prossimo appuntamento sarà sabato 8 marzo, in occasione della Festa delle Donne, con un evento speciale a Roma: “Aperitivo in Rosso”, in collaborazione con Il Talento di Roma. Dalle 19:30, presso il Tartarughe Bar & Bottega (Piazza Mattei, 7), si terrà un aperitivo tematico dal forte valore simbolico, pensato per sensibilizzare sul tema della salute femminile, in un’atmosfera di condivisione e consapevolezza. La serata prevede un DJ set di Flaxsa, momenti di networking e riflessioni sui diritti e il benessere delle donne.

    Il format di eventi che accompagnerà il lancio dell’app F.L.Y. è un ecosistema digitale pensato per fornire supporto concreto alle donne, o, per citare la filosofa femminista Adriana Cavarero, “alle persone con utero”. Tra le sue funzionalità:

    • Calendario mestruale interattivo con notifiche personalizzate.
    • Mappa geolocalizzata dei dispenser F.L.Y. per accedere facilmente ai prodotti igienici.
    • Sistema di FLYCoin, valuta virtuale per ottenere sconti su visite specialistiche e servizi wellness.

    Un dato significativo sottolinea l’urgenza del progetto: 2 persone su 3 in Italia temono di non avere a disposizione prodotti mestruali al momento del bisogno, mentre il 95% del campione analizzato da Ipsos e WeWorld sostiene la distribuzione gratuita di tali prodotti nei luoghi pubblici.

    F.L.Y. si inserisce in un contesto internazionale in cui il settore FemTech sta rivoluzionando il modo in cui viene affrontato il benessere femminile. Se in Nuova Zelanda e Francia il dibattito sulla distribuzione gratuita dei prodotti mestruali ha portato a importanti riforme, in Italia il percorso è solo all’inizio. Con l’app F.L.Y., l’obiettivo è rendere disponibili oltre 500 dispenser nelle principali città italiane nei prossimi 18 mesi, a partire da scuole, coworking e spazi pubblici. Una risposta concreta a un’esigenza che non può più essere ignorata.

    Il FemTech al servizio dell’empowerment: il mercato globale del FemTech è stimato a 50 miliardi di dollari (2023) e si prevede in crescita tra il 12% e il 15% annuo. In questo contesto, F.L.Y. – Free Like You si posiziona come una delle startup italiane più promettenti, combinando tecnologia, educazione e impegno sociale.

    «Crediamo che benessere significhi accesso, informazione e libertà di scegliere – aggiunge Jacopo Leonardi, Co-Founder e Commercial Strategist di F.L.Y -. Con Quel giorno del mese e la nostra App vogliamo offrire non solo servizi, ma strumenti di emancipazione.»

    F.L.Y. – Free Like You affronta un tema urgente e attuale, in un Paese dove l’unica ricerca specifica sulla giustizia mestruale è stata condotta solo nel 2024. Un progetto che, attraverso un linguaggio diretto e accessibile, abbatte i tabù e promuove un cambiamento culturale necessario.

    “Quel giorno del mese” ci invita a ripensare il concetto di benessere, consapevolezza e inclusività. Perché parlare di mestruazioni significa parlare di uguaglianza, salute e diritti.

  • Da oggi disponibile “Dall’altra parte della luna” l’ultimo episodio del podcast “Call Back” di Camilla Bianchini

    Dal 3 marzo 2025 è disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale l’ultima puntata di “CALL BACK”, il podcast fictional italiano prodotto da Blackcandy Produzioni e tratto dall’omonimo romanzo di CAMILLA BIANCHINI, edito da Bertoni Editore.

     

    In questo ultimo episodio dal titolo “Dall’altra parte della luna”, la nostra protagonista Nina deve affrontare due sfide importanti che segneranno un punto di svolta nella sua vita.  Da un lato, c’è il provino che aspettava da tanto tempo, dall’altro, l’incontro con suo padre, dopo quasi trent’anni. Riuscirà ad ottenere il ruolo che sembra fatto su misura per lei e a riappacificarsi con suo padre? Tra imprevisti, equivoci, nuove cadute e importanti consapevolezze, Nina affronterà ogni ostacolo con la sua ironia e caparbietà, guidata da un unico, grande faro: il suo sogno.

    Attrice, scrittrice e voce narrante del podcast, Camilla Bianchini attraverso questa storia, dà voce ad una generazione, quella dei Millennial, che, nonostante le incertezze, non smette mai di sognare. Diviso in sette episodi, “Call Back” racconta in una sorta di rocambolesco flusso di coscienza la storia di Nina, attrice trentaduenne che, in attesa di un call back per un ruolo nella serie Gente di Mare 50, spera di dare una svolta decisiva alla sua carriera. Nel frattempo, Nina si destreggia tra provini improbabili – come quelli per una pubblicità di dentifrici – lavoretti part-time mal pagati e l’instabilità del mondo dello spettacolo, lontano dai riflettori e dai red carpet. La svolta arriva con una proposta di lavoro da una celebre casting director, Soldonipertuttitrannecheperte, che trascina Nina in una serie di peripezie, costringendola a fare i conti con il proprio passato e il proprio presente. L’ironia è il tratto distintivo di questo podcast, che si rivolge ai Millennial e a tutti coloro – attori, attrici e non – che si trovano ancora in cerca del loro posto nel mondo.

    A proposito del podcast, Camilla Bianchini spiega: “Quando Call Back era solo nella mia mente avrebbe dovuto essere un monologo teatrale tragicomico che raccontava le avventure quotidiane di un’attrice trentenne precaria poi però mi è presa la mano ed è nato un romanzo edito da Bertoni Editore, durante le presentazioni mi divertivo così tanto a leggerlo e interpretarlo che ho pensato: si potrebbe fare un fictional podcast”.

     

    Ascolta “CALL BACK” su Spotify https://open.spotify.com/show/7t6IvW9YSp3FC9tER7GeYW

     

    Biografia

    Camilla Bianchini nasce a Roma nel 1987, nipote d’arte, il nonno infatti era la voce italiana di James Bond ( ma anche, ci tiene molto Camilla a ricordarlo, di Baloo de Il Libro della Giungla), si forma alla Scuola di recitazione Teatro Azione diretta da Cristiano Censi e Isabella Del Bianco e contemporaneamente si laurea in Letteratura Musica e Spettacolo con una tesi su Gli Indifferenti di Alberto Moravia a confronto con il celebre film di Citto Maselli ed effettivamente Letteratura e Cinema continuano ad avere una grande importanza nel suo percorso artistico. Camilla negli anni si muove tra teatro, quello off, grande palestra per chiunque decida di fare il mestiere dell’attore ma anche palchi più grandi, come quello di Segesta e di Ostia Antica. Ha ideato lo spettacolo “Ricomincio da G.”, omaggio a Giorgio Gaber in cui l’attrice insieme all’attore Pietro De Silva e a sei musicisti ripercorre il percorso artistico e umano di Giorgio Gaber, ha scritto monologhi per il teatro e un romanzo CALL BACK edito da Bertoni Editore da cui è tratto il podcast. Per quanto riguarda il cinema la prima esperienza importante è con un corto, L’Appuntamento, vincitore del Globo d’Oro nel 2013, tra i film a cui Camilla ha partecipato ricordiamo l’opera prima di Milena Cocozza “Letto n 6”, una ghost story prodotta dai Manetti Bros, in televisione ha l’occasione di interpretare la celebre scrittrice Emily Bronte in una versione de Le Interviste Impossibili per Rai5, ha partecipato recentemente anche alle serie Le indagini di Lolita Lobosco  per Rai1 regia di Renato de Maria e Vita da Carlo 3 regia di Carlo Verdone e Valerio Vestoso. Attualmente è in tournee con lo spettacolo Signorine nel tempo, l’epopea delle Signorine Buonasera, regia di Pietro De Silva.

    L’ultimo episodio di “Call Back” il podcast di Camilla Bianchini prodotto da Blackcandy Produzioni è disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale dal 3 marzo 2025.

     

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  • “Il rito del jazz”: fusion, tropical sounds e standard  alla Cascina Cuccagna di Milano dal 4 al 25 marzo con i Linda Melodia,  il Bramante Quartet, il trio di Max Cameroni e il duo Versus

    MILANO – Tre formazioni composte da giovani talenti in ascesa e un duo di musicisti già affermati animeranno, nel mese di marzo, la rassegna “Il rito del jazz”, organizzata alla Cascina Cuccagna di Milano dall’associazione culturale Musicamorfosi in collaborazione con I-Jazz e con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano. Come sempre, i concerti ospitati dal Cuccagna Jazz Club, presso il ristorante un posto a Milano, sono a ingresso libero (prenotazioni: www.unpostoamilano.itemail: info@unpostoamilano.it) e la formula è quella del doppio set (ore 19.30 e 21.30).
    Il primo appuntamento del mese è in programma martedì 4 marzo, quando saranno di scena i Linda Melodia, progetto musicale di tropical jazz/fusion che affonda le sue radici nella musica etnica e, più nello specifico, nella cultura capoverdiana. Dai brani tradizionali di questo affascinante Paese, situato al largo della costa nordoccidentale dell’Africa, fino alle interpretazioni della leggendaria Cesária Evora, la “Diva a piedi nudi” che ha reso celebre la morna in tutto il mondo e che con l’album “Voz D’Amor” ha vinto un Grammy nel 2003, i Linda Melodia presenteranno un repertorio suggestivo, in equilibrio tra passato, presente e futuro.
    La settimana successiva, martedì 11 marzo, tornerà alla Cascina Cuccagna il Bramante Quartet, formazione composta da Matteo Fanni (chitarre), Filippo Oggionni (sax), Vittorio Romano (contrabbasso) e Mattia Venturella (batteria). In scaletta una serie di standard e di classici rivisitati con arrangiamenti originali, contaminati da altri generi musicali.
    Sono giovani anche i musicisti che compongono il Max Cameroni Trio e che si esibiranno martedì 18 marzo: il pianista Max Cameroni, classe 2004, studia pianoforte classico dall’età di sei anni ed ora pianoforte jazz con Antonio Zambrini al Conservatorio G. Verdi di Milano. Insieme al contrabbassista Samuele Frisenda e al batterista Matteo Traisci, il leader reinterpreterà grandi standard della tradizione jazz con una nuova visione incentrata sul pianoforte.
    Infine, per l’ultimo concerto del mese, spazio martedì 25 marzo al duo Versus, progetto ideato dal vibrafonista Gabriele Boggio Ferraris e dal sassofonista Massimiliano Milesi, nomi di punta della nuova scena italiana: si tratta di un duo inedito che con leggerezza, autoironia e disinvoltura spazia dal free jazz più radicale alle ballads della Swing Era, da composizioni originali che guardano alla new wave del jazz europeo a complesse esplorazioni metriche delle forme musicali più disparate. Versus è il frutto di un’intensa collaborazione tra i due musicisti lombardi che, dopo aver condiviso decine di palchi e militanze in gruppi ed ensemble , hanno deciso di unire le forze per un progetto calzato su misura sulle loro personalità.

    CUCCAGNA JAZZ CLUB – IL RITO DEL JAZZ
    Un posto a Milano, Cascina Cuccagna, via Cuccagna 2/4, Milano.
    Ingresso libero. Informazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it
    Prenotazioni: www.unpostoamilano.it

    I CONCERTI DI MARZO 2025
    Martedì 4 marzo, ore 19.30 e 21.30
    TROPICAL JAZZ – LINDA MELODIA
    Elisa Simonetto, chitarra
    Elia Liotta, basso elettrico
    Riccardo Peverelli, tastiere
    Mattia Primon, sax
    Francesco Di Mauro, tromba
    Samuele Marelli, percussioni

    Martedì 11 marzo, ore 19.30 e 21.30
    SUPER JAZZ – BRAMANTE QUARTET
    Matteo Fanni, chitarre
    Filippo Oggionni, sax
    Vittorio Romano, contrabbasso
    Mattia Venturella, batteria

    Martedì 18 marzo, ore 19.30 e 21.30
    THE ART OF THE TRIO – MAX CAMERONI TRIO
    Max Cameroni, pianoforte
    Samuele Frisenda, contrabbasso
    Matteo Traisci, batteria

    Martedì 25 marzo, ore 19.30 e 21.30
    NEW HORIZONS – VERSUS
    Gabriele Boggio Ferraris, vibrafono
    Massimiliano Milesi, sax
  • Atelier Musicale: l’omaggio a Franco Cerri del quartetto di Alessandro Usai  e Alberto Gurrisi sabato 8 marzo alla Camera del Lavoro di Milano

      

    MILANO – Franco Cerri (1926-2021) è stato una figura centrale nella storia del jazz in Italia e il caposcuola assoluto della moderna chitarra jazzistica nel nostro Paese, ma la sua popolarità ha travalicato i confini di genere grazie a innovativi programmi televisivi sulla musica, alle partecipazioni a importanti trasmissioni quali Studio Uno, alla collaborazione con Gorni Kramer (il suo scopritore) e con il Quartetto Cetra, ma anche all’enorme visibilità ottenuta prestando il suo volto a una pubblicità di culto.
    Cerri è stato, inoltre, uno dei fondatori dei Civici Corsi di jazz insieme a Enrico Intra, con cui ha condiviso per decenni un sodalizio musicale di altissimo profilo. Nel penultimo concerto della XXX edizione dell’Atelier Musicalesabato 8 marzo, alla Camera del Lavoro di Milano, lo omaggerà un gruppo che assume sia le vesti del classico organ trio sia quelle di quartetto, in cui i due leader, Alberto Gurrisi e Alessandro Usai, sono stati prima studenti e poi partner di Cerri nell’ultimo periodo musicale della sua lunghissima vicenda artistica (inizio live ore 17.30; ingresso 10 euro).
    Alberto Gurrisi, formatosi come pianista e poi passato all’organo Hammond, di cui è uno dei maggiori specialisti europei, ha collaborato stabilmente con Cerri dal 2007 al 2018, mentre Alessandro Usai, che ha studiato con Cerri ai Civici Corsi di jazz (di cui oggi è docente), è stato membro del suo celebre quartetto di chitarre e poi, dal 2016, del suo ultimo quartetto. Usai è un chitarrista di valore, pluripremiato in concorsi importanti quali il Premio Massimo Urbani, il Chicco Bettinardi e il premio Eddie Lang. Con Gurrisi vanta una lunga partnership, in particolare con lo Spare Time Trio e con l’Alex Usai Blues Band, gruppi con cui i due musicisti hanno pubblicato quattro album e si sono esibiti in numerosi club e festival italiani.
    Anche Roberto Paglieri, brillante esponente del mainstream jazz, ha collaborato per due anni con Franco Cerri e nella sua carriera ha maturato esperienze con importanti artisti nazionali e internazionali. Infine, si unisce al gruppo in alcuni brani anche la voce di Irene Burratti, cantante ma anche attrice di valore, che con Alessandro Usai ha fondato nel 2018 il gruppo Irreale e, dal 2022, è diventata  la voce di questo progetto dedicato a  Franco Cerri, che ha già registrato  due cd: Caro Franco vol. 1 e 2. 
    Il repertorio scelto è quello che Cerri amava suonare, fatto di proprie composizioni originali dai titoli ironici o descrittivi, di pagine della commedia musicale italiana firmate da Trovajoli e Kramer e di alcuni standard della tradizione americana, ma anche europea, come evidenziato da Bluesette, il pezzo del più grande armonicista jazz di sempre, Toots Thielemans, che di Cerri fu un autentico amico. Un concerto che mantiene viva la tradizione del mondo musicale di un artista amatissimo dal pubblico e dai suoi colleghi.

    ATELIER MUSICALE – XXX stagione
    Sabato 8 marzo 2025, ore 17.30
    Usai-Gurrisi quartetto
    Caro Franco – Il mondo musicale di Franco Cerri
    Irene Burratti (voce), Alberto Gurrisi (organo Hammond), Alessandro Usai (chitarra), Roberto Paglieri (batteria).

    Programma
    F. Cerri: Pipo;
    A. Trovajoli: Roma nun fa la stupida stasera;
    F. Cerri: Bluessenza;
    T. Thielemans: Bluesette;
    F. Cerri/F. Califano: Passavo di qui;
    G. Kramer: Donna;
    G. Gershwiin: But Not For Me;
    F. Cerri/G. Calabrese: Racconto;
    F. Cerri: From Boss to Feet; One More 12 Bars; Romantico;
    B. Strayhorn: Take The “A” Train;
    F. Cerri/A. Testa: Stazione Termini.

    Introduce Maurizio Franco.

    Dove: Camera del Lavoro, auditorium G. Di Vittorio, corso di Porta Vittoria 43, Milano.
    Ingresso: 10 euro.
    Per informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.iteury@iol.it
    Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
    Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
    Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.
  • Naver e la simbologia di “530”: tra trap, vita e rinascita

    Dopo aver conquistato oltre 12 milioni di stream con “Via Libetta” ed aver collaborato con artisti internazionali come him$ e Street Active, Naver, ex membro della Shangai Blood, torna sulla scena musicale con “530” (Millenari), un intreccio di street culture e simbolismi che riflette l’essenza della sua generazione.

    In un’Italia in cui, secondo dati ISTAT, oltre il 20% dei giovani si trova in condizioni di inattività lavorativa o scolastica, intrappolato in una società che offre verdetti e poche possibilità, “530” si propone come la colonna sonora di chi non vuole più aspettare. Naver racconta la corsa di chi cerca riscatto, il confronto con giudizi costanti e la rinascita di chi sceglie di costruire il proprio destino.

    “530”, infatti, non è solo un titolo: è un manifesto generazionale. Un numero, tre capitoli della stessa storia. È un canto di battaglia urbana per chi vive in bilico tra sogni che spingono verso l’alto e realtà che tirano verso il basso. È la lotta per essere assolti da sentenze che non si meritano, la rivalsa di chi sceglie di scrivere il proprio percorso. Un progetto in cui sonorità trap innovative, curate dalla giovane promessa Shard, si intrecciano con testi taglienti e riferimenti che nessuno aveva mai osato unire prima.

    «”530” è un viaggio, una liberazione e una rinascita. È quel momento in cui capisci che il parere degli altri non può bloccarti. Devi andare, e basta.» – racconta Naver.

    “530” è un numero che racchiude in sé una molteplicità di significati e riferimenti: La Yamaha TMax 530 – scooter simbolo di libertà e velocità nelle metropoli, che è per Naver l’emblema della urban culture e della costante ricerca di movimento -, l’Articolo 530 del Codice di Procedura Penale – che riguarda la “sentenza di assoluzione”, rappresentando per l’artista la rivincita dai giudizi e dalle etichette imposte dalla società – e, il significato numerologico del 530, che, nella simbologia angelica, indica cambiamenti positivi, transizioni necessarie e incoraggiamento a intraprendere nuove strade, un segno di maturazione e crescita, perfettamente in linea con il percorso artistico e di vita di Naver.

    Tutti questi significati trovano la loro massima espressione nelle barre di “530”, nelle quali Naver mette a nudo le contraddizioni e le difficoltà quotidiane di chi vive al margine. Parole crude, ritmi serrati e immagini forti raccontano un microcosmo rapsodico e convulso, in cui fermarsi non è mai un’opzione.

    «Bevo finché non sto sobrio, fumo fino a che sto alto, corro finché non mi schianto»: “530” è il ritratto sonoro di chi vive sempre con il piede sull’acceleratore, senza tempo per un pit stop, con l’urgenza di trovare un senso tra sogni e realtà. Naver utilizza la velocità e l’adrenalina del TMax 530 come metafora della vita, quella di chi cresce in quartieri in cui ogni frenata può costare cara e l’unica possibilità è tenere il ritmo al massimo, senza voltarsi indietro.

    La produzione di Shard, avvolgente e pulsante, accompagna liriche dirette che raccontano una Roma notturna e inafferrabile, fatta di strade da percorrere e scelte da compiere. È il fotogramma di chi fugge dalle imposizioni per costruire un futuro, in una nazione che sembra non offrire alternative.

    Ma ogni corsa ha i suoi ostacoli. E quando le ruote smettono di girare, restano i volti, i giudizi e le condanne non scritte. Perché oltre la strada, quella culla dolceamara in cui il cemento custodisce desideri e delusioni, c’è il tribunale invisibile della società, pronto ad emettere sentenze senza ascoltare le storie di chi sta correndo.

    E proprio qui, “530” si fa confessione e sfida: nelle sue rime, Naver affronta a viso aperto le etichette e le aspettative preconfezionate da chi guarda senza conoscere: «Chiedo cosa commentate, uno che non conoscete? Non sapete nemmeno cosa combatte».

    Se il TMax 530 rappresenta la frenesia della vita, l’Articolo 530 del Codice di Procedura Penale introduce un tema ancora più profondo: il giudizio e l’assoluzione. In un tempo in cui il sistema sembra pronto a condannare tutto e tutti, Naver si schiera dalla parte di chi viene etichettato, processato senza appello.

    Con questa traccia, il rapper capitolino offre una riflessione lucida e attuale su questo aspetto, come lui stesso spiega:

    «”530 è per chi vive sotto giudizio, sotto accusa. Per strada, sui social, ovunque. Ma non sempre chi è accusato è colpevole. Questo pezzo è per chi cerca la sua assoluzione.»

    Un messaggio forte, privo di edulcorazioni, in linea con le discussioni contemporanee sulla cancel culture e sul diritto a una seconda possibilità, che rende “530” altamente rilevante e necessario.

    Naver si propone così come la voce di chi lotta per essere ascoltato in un mondo che preferisce voltarsi dall’altra parte e puntare il dito senza conoscere. Con “530”, racconta la quotidianità di chi è sospeso tra il desiderio di affermarsi e la battaglia per essere assolto da colpe che non gli appartengono. Un brano che non chiede permesso, ma pretende attenzione. Perché, a volte, essere assolti significa semplicemente essere compresi.

    Per Naver, questo brano, segna anche e soprattutto un momento cruciale di rinascita. Dopo la rincorsa frenetica e lo scontro con accuse costanti, arriva il momento di scegliere la propria strada: secondo la simbologia angelica, il 530 è un numero che invita al cambiamento, alla transizione e alla crescita personale. È un incoraggiamento a lasciare il passato alle spalle per intraprendere nuove vie. Un concetto che si lega perfettamente al percorso artistico e di vita del rapper:

    «Per me, 530 è un segnale – conclude -. È quel momento in cui smetti di correre per scappare e inizi a correre per costruire. È la strada che ho scelto.»

    Con “530”, NAVER supera il racconto della semplice sopravvivenza urbana e apre una nuova fase artistica, più matura e consapevole. La corsa diventa scelta, la fuga si trasforma in un viaggio verso qualcosa di edificante e desiderato. È qui che Naver si differenzia davvero: non è solo la voce della strada, ma di chi, dopo averla percorsa, sceglie di costruire qualcosa di duraturo.

    “530” diventa così l’inno di una generazione che non vuole più aspettare, che è pronta a prendersi ciò che le spetta. Senza scuse. Senza freni. Senza timori.

  • Disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Anni luce”, il nuovo singolo di Joe Barbieri che anticipa il nuovo album “Big bang” prevista per l’11 aprile 2025

    Dal 28 febbraio è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Anni luce”, il nuovo singolo di Joe Barbieri che anticipa il nuovo album “Big bang” prevista per l’11 aprile 2025. Il 7 maggio 2025 Barbieridebutterà dal Teatro Acacia di Napoli con il nuovo tour.

    Joe Barbieri ci ha abituati a canzoni straordinarie – molte delle quali d’amore – che hanno incarnato il sentire di tante persone fino a sublimarlo, redimerlo, trasformarlo in qualcosa di diverso. “Anni Luce” appartiene alla cerchia più ristretta di questi brani “illuminati” di un bagliore davvero speciale, di queste canzoni destinate a “rimanere”. Il testo, ispirato e potente, cammina al fianco di una voce che esplora oltre tre ottave per poterlo cantare, supportata da archi che sono come un urlo, il tutto arricchito dalla maestria dei musicisti che hanno suggellato questa piccola opera di quattro minuti e trentanove secondi.

    Il singolo arriva dopo “Il Mio Miglior Nemico” ed è il secondo brano che anticipa il nuovo album di inediti, “Big Bang”, in uscita l’11 aprile.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Ci sono canzoni che arrivano al mondo con sotto braccio una luce propria e ad averle scritte non si ha alcun merito, la sensazione è chiara: erano già così, un’entità completa già altrove in un’altra dimensione. tu non hai fatto altro che favorire un certo ‘passaggio di forma’. Tu sei stato un’ostetrica, tutto qui; ed ascoltarla mi lascia ogni volta emozionato e stupefatto, come avessi ricevuto un regalo che non mi aspettavo, come un abbraccio”.

    Il videoclip di “Anni luce” è un viaggio che si traduce nell’esperienza di riscoprire la bellezza di guardare le stelle, come se fosse dal giardino di casa. L’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo si intrecciano, si sovrappongono e, in un certo senso, diventano la stessa cosa. I vasti spazi e il più piccolo granello di sabbia si racchiudono l’uno nell’altro, si rispecchiano, si chiamano reciprocamente. Così come accade tra il vasto stupore di fronte all’infinito e la meraviglia perfetta dell’innamorarsi. Andare lontano, alla fine, non è altro che un ritorno a sé stessi.