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  • Storie che restano aperte: Spectrum Vates e il linguaggio rap della generazione sospesa

    Molte storie non finiscono davvero: restano aperte, cristallizzate in domande senza risposta. Gli psicologi lo chiamano closure e sottolineano che la difficoltà a chiudere una relazione è spesso legata non tanto alla fine in sé, quanto all’assenza di spiegazioni. “Dimmi perché”, il nuovo singolo di Spectrum Vates per PaKo Music Records con distribuzione Believe Digital, mette in musica proprio quel limbo: un ritratto scomposto, fatto di immagini che si incrinano e si sovrappongono, che racconta un amore giunto al capolinea senza punti definitivi.

    Negli ultimi anni, il termine closure è entrato nel linguaggio comune ben oltre l’ambito psicologico: su TikTok e Instagram, l’hashtag #closure supera i 2 miliardi di visualizzazioni, mentre podcast e rubriche di costume analizzano sempre più spesso la difficoltà di archiviare relazioni senza chiarimenti. In letteratura, autori come Joan Didion o Haruki Murakami hanno descritto nitidamente quel vuoto lasciato da storie interrotte, trasformandolo in materia narrativa. È in questo stesso solco culturale che si colloca “Dimmi perché”, ponendo in musica un’esperienza attualissima, condivisa da molti.

    Il rap diventa cinema a fotogrammi sparsi, il perfetto linguaggio per ricostruire la storia come la ricordiamo davvero: a tratti, tra luci calde e rassicuranti e zone d’ombra.

    Un rap, quello di Spectrum Vates, in grado di racchiudere nella stessa cornice nostalgia, passione, delusione, sentimento e ferite ancora aperte; un flusso che non si piega a schemi metrici rigidi, ma si muove per istantanee, lasciando che siano le parole a reggere il peso del non detto. Perché se certe storie non finiscono, si frantumano. E i ricordi che ci lasciano addosso, come scie che ci impediscono di voltare pagina, non seguono mai l’ordine cronologico, ma si accavallano senza preavviso, come polaroid cadute su un pavimento vuoto, abbandonate lì, senza nessuno a raccoglierle. È così che “Dimmi perché” si avvicina al nucleo del racconto senza mai ricomporlo del tutto: il ritratto di una relazione finita come un puzzle a cui mancano pezzi. Un mosaico incompleto, che proprio nella sua imperfezione dice una delle verità più complesse da accettare: alcune risposte non arriveranno mai.

    Dopo “Pupille d’alabastro”, brano in cui l’artista aveva scelto la lentezza, parlando dell’amore come un gesto quotidiano da proteggere, “Dimmi perché” cambia prospettiva e attraversa il “dopo”: non il rapporto di coppia in sé, ma i cocci che ne restano. L’album fotografico è lo stesso, ma le pagine non sono più rilegate: si disperdono, si sovrappongono, e ad un certo punto si strappano.

    Aretino classe 1999, Spectrum Vates ha intrapreso il proprio percorso artistico rifiutando facili espedienti e logiche dell’hype, scegliendo di restare fedele alla sostanza, al contenuto e alla poetica del rap. In una scena spesso affollata da strofe usa e getta, la sua è una scrittura che non teme la densità e l’immagine, capace di intrecciare il linguaggio diretto della strada alla precisione visiva di un obiettivo cinematografico. In “Dimmi perché” questo approccio si amplifica: le parole non raccontano in linea retta, ma si aprono in scene. «Sfiori i miei rimorsi come petali di rosa» e, poco dopo, «Fuoco che ci brucia e poi diluvio che ci spegne», sono versi che funzionano come inquadrature, dettagli isolati che, messi insieme, ricompongono la trama sentimentale. Non si tratta di semplice cronaca, ma di una sequenza di flashback tra ricordo idealizzato e la realtà bruciante di un amore arrivato alla fine.

    Prodotto dallo stesso artista, con mix e master a cura di Atomic, il brano prosegue la cifra estetica di Spectrum Vates: centralità della parola, suono che sostiene senza offuscare il senso del testo, fedeltà a un’identità che preferisce rivolgersi a chi resta – anche nelle difficoltà – piuttosto che farsi notare da chi passa. Se “Pupille d’alabastro” era una lettera scritta a mano, “Dimmi perché” è un cassetto aperto da cui cadono fogli, biglietti, istantanee: pezzi di un racconto che non si può – o non si vuole – ricomporre.

    «Non ho cercato un inizio e una fine – dichiara –. Ho scritto come ricordiamo davvero: a salti, passando dal bene al male senza preavviso. Volevo che il brano fosse un album di immagini spezzate, perché è così che restano certe storie: incompiute.»

    Ancora una volta, Spectrum Vates dimostra che il rap può essere letteratura orale e che la narrazione frammentaria, se sincera, può farsi portavoce di una verità più profonda della cronaca lineare. L’amore e l’odio si alternano in un montaggio serrato: sorrisi amari, piogge battenti, abbracci che graffiano e addii pronunciati sottovoce. L’artista non cerca colpe né colpevoli. E non vuole dare responsi a una storia finita: conserva le domande. E nel farlo, scatta la fotografia più conforme di ciò che resta.

    In “Dimmi perché”, accompagnato dal videoclip ufficiale diretto e prodotto da Giacomo Cassara’ e girato da Serena Giorgi, il rap diventa archivio di ciò che rimane quando una storia non si chiude: non un punto, ma una parentesi lasciata aperta, dove le domande continuano a vivere anche quando le parole sono finite.


  • “Il Ballo della Rabbia” è il nuovo singolo di Nico Del Greco

    Dal 29 agosto 2025 è disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale “Il Ballo della Rabbia” (Maionese Project ) il nuovo singolo di Nico Del Greco.

    “Il Ballo Della Rabbia” è il racconto di un mondo che a volte fa arrabbiare per davvero. È un richiamo a un sentimento, la rabbia, spesso visto come negativo, ma usato in questo pezzo come mezzo per raccontare una verità cruda sulle ingiustizie e le ipocrisie dell’essere umano. Il brano racconta la rabbia di chi si sente inascoltato, invisibile, mai abbastanza. È un invito a trasformare il dolore in movimento e la frustrazione in voce. Un ballo indie rock per chi ha fame di giustizia, di attenzione e di spazio. 

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Il Ballo Della Rabbia è il primo brano in cui mi sono concesso davvero di urlare e di non preoccuparmi delle conseguenze. L’ho scritto in un momento in cui sentivo una forte emozione che non riuscivo più a nascondere. Avevo bisogno di esprimermi, di muovermi, di dire che qualcosa non andava, e volevo farlo con il corpo, la voce e la scrittura. L’ho registrato in casa, come gran parte del mio lavoro, ma stavolta ho voluto spingermi oltre: vocalmente, emotivamente e nella produzione. Questo pezzo segna l’inizio di una nuova fase del mio progetto, più cruda, più fisica e più onesta. Scrivere questa canzone è stato doloroso, ma anche liberatorio. È uno sfogo, ma anche una dichiarazione d’intenti.” 

    Il videoclip di “Il Ballo Della Rabbia” è una trasposizione visiva del significato profondo del brano. Diretto, artisticamente curato e in post-produzione da Nico Del Greco, il video si impone con un’estetica potente e definita, realizzata con mezzi minimi e massima creatività. Girato nel salotto di casa, il video è come un quadro medievale in movimento: una cena simbolica in cui l’artista, in camicia bianca, interpreta un commensale disperato di fronte allo stato del mondo. Un cinghiale danzante, figura surreale e disturbante, rappresenta l’indifferenza di chi consuma e si sazia sotto lo sguardo impotente di chi osserva. Il risultato è un’opera intensa e teatrale, che unisce provocazione visiva, ironia e denuncia sociale in una messa in scena dal forte impatto simbolico.

     

    Guarda il videoclip su YouTube:  https://www.youtube.com/watch?v=LQ1LNcwO7A4 

    Biografia

    Nico Del Greco è un artista indipendente che cerca di affermarsi come una voce autentica e teatrale nel panorama musicale contemporaneo. Il suo percorso nasce da una profonda connessione con il canto e la scrittura, coltivati fin dall’adolescenza. Dopo aver conseguito una laurea in musica a Londra, Nico ha iniziato a sviluppare un universo artistico personale, dove sonorità, immagini e performance si fondono in una narrazione cruda, passionale e senza compromessi.

    Tra le influenze musicali di Nico Del Greco spiccano figure iconiche del cantautorato italiano, in particolare Fabrizio De André, a cui riconosce un ruolo fondamentale nella propria crescita artistica ed emotiva. Il suo immaginario prende forma da un ventaglio ampio di riferimenti, che spaziano dal teatro pop di Renato Zero e dall’estetica dirompente di Lady Gaga, fino alla scrittura affilata e viscerale di nuove voci come Anna Castiglia, La Niña e Max Gazzè. Un mix di eleganza, provocazione e autenticità che riflette la complessità del suo universo musicale.

    Oltre alla voce – suo strumento principale – Nico compone e scrive in autonomia, con solide basi di teoria musicale e una grande passione per la poesia e la scrittura creativa. Collabora regolarmente con produttori e fonici freelance, ma mantiene un controllo diretto sulla direzione artistica e visiva dei suoi progetti. Cura personalmente i videoclip, la grafica promozionale e l’identità estetica delle sue uscite, affidandosi occasionalmente a consulenti di immagine per l’elaborazione dei concept.

    Nico non identifica, al momento, canzoni della sua discografia passata come estremamente rappresentative del suo percorso. Riconosce l’importanza affettiva di “Caporale”, primo singolo da lui scritto, ma sente che il progetto attualmente in lavorazione – che include il brano “Il Ballo Della Rabbia” – sia il più significativo fino ad ora. È in questo nuovo lavoro che Nico ritrova con forza la propria voce artistica, una direzione sonora ed estetica che riflette in pieno ciò che oggi desidera raccontare.

    Il target di Nico è composto prevalentemente da giovani adulti (18-35 anni), senza distinzioni di genere, attratti da un linguaggio emotivo e visuale forte, dalla teatralità e dalla libertà espressiva. I suoi ascoltatori si riconoscono nei temi dell’identità, del corpo e del desiderio di autenticità.

    Con la sua musica, Nico vuole raccontare l’urgenza dell’espressione personale in un mondo che spesso impone silenzi, offrendo uno spazio per gridare, ballare, piangere e rinascere. Ogni brano è un atto performativo e visivo, che va oltre la semplice canzone.

    Il suo obiettivo come professionista è costruire una carriera sostenibile e coerente nel mondo della musica indipendente e performativa.

    “Il Ballo della Rabbia” è il nuovo singolo di Nico Del Greco disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 29 agosto 2025.

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  • “Formentera” è il nuovo singolo di AvA

    Dal 5 settembre 2025 sarà in rotazione radiofonica “Formentera”, il nuovo singolo di AvA disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 29 agosto.

    “Formentera” è un brano che racconta di un viaggio su un’isola paradisiaca come metafora di evasione e rinascita dopo una storia d’amore finita. AvA intreccia ritmi latin pop con atmosfere eleganti e raffinate, creando un contrasto emotivo tra il dolore del ricordo e la voglia di libertà e leggerezza. La canzone è un viaggio sonoro che accompagna l’ascoltatore attraverso le sfumature dell’anima, tra la malinconia del passato e la speranza di un futuro più luminoso.

    Spiega l’artista a proposito del nuovo singolo: “Avete presente la scena di ‘Shakespeare in love’ quando Colin Firth chiede alla Regina Elisabetta ‘Mia signora, come deve finire?’ E lei gli risponde: ‘Come ogni storia triste: con molte lacrime e un viaggio’. E Formentera parla proprio di questo: una storia d’amore finita male, un viaggio per dimenticare, un flirt su un’isola bellissima… Ma poi… Si dimentica davvero o i nostri fantasmi ci seguono anche in capo al mondo? E cos’è una canzone se non un regalo di immortalità a qualcosa, o qualcuno, che invece si vorrebbe solo dimenticare? Questo è il profondo contrasto che si muove tra le note di un brano apparentemente leggero e sognante che fa a pugni con un testo rabbioso e ambiguo.”

    Il videoclip di “Formentera” racconta una storia d’amore che finisce, un viaggio per dimenticare, un flirt estivo su un’isola bellissima. L’isola di Formentera, con le sue acque cristalline e le sue spiagge di sabbia bianca, diventa il set perfetto per un’estate di libertà e di divertimento, ma anche di riflessione e di introspezione. Il flirt estivo con uno straniero diventa un modo per dimenticare, ma anche per scoprire nuove emozioni e nuove sensazioni. Tuttavia, il passato non si dimentica facilmente e i fantasmi dell’amore perduto continuano a perseguitare il protagonista, creando un contrasto tra la leggerezza del presente e la pesantezza del passato.

    Biografia

    AvA è una predatrice: è una donna che ha calpestato i peggiori stereotipi femminili in scarpe da tennis e che si è conquistata una posizione sociale alternando la sua vita diurna lavorativa per trasformarsi di notte in un mostro fatto di beat, moombahton e urban pop che hanno infuocato le dance hall.

    La musica di AvA è il manifesto della ribalta personale a discapito di una società che ci vorrebbe inermi, disillusi e arresi all’impotenza. È il costume da supereroe nascosto sotto la divisa da lavoro.

    È la dimostrazione che chiunque ha il potere di cambiare la propria vita senza dover scendere a compromessi, anche se si è donne. Soprattutto se si è donne.

    Il progetto è nato nel 2019 dalle ceneri della band tutta al femminile nota come Calypso Chaos, di cui AvA era la frontwoman, e ha pubblicato il primo disco solista (interamente scritto e prodotto da lei) intitolato “Lo Squalo”, distribuito da Artist First su tutte le piattaforme digitali e che ha totalizzato circa 500mila streaming e decine di migliaia di visualizzazioni su YouTube.

    Oltre ai singoli estratti dal disco, complice la pandemia e un clima di totale immobilità, tra il 2020 e il 2021 AvA ha prodotto e pubblicato altri due singoli extra album: “Ti Auguro Ogni Male” e “Canzone Triste”, che a loro volta hanno totalizzato migliaia di streaming e visualizzazioni sui relativi videoclip su YouTube.

    Nel 2025 AvA torna sulla scena urban pop con un nuovo album (sempre interamente scritto e prodotto da lei con la collaborazione di Manuel Finotti) che fa della leggerezza la sua cifra stilistica principale.

    Ma bisogna fare un distinguo perché spesso si tende a confondere la leggerezza con la superficialità, quando invece per leggerezza si intende una capacità profonda di accettazione del proprio destino, imparando a “surfrare” sulle sue onde invece che ad affogarci dentro e godendosi le emozioni nel mentre.

    AvA ci invita a “prendere le cose come vengono” e a distaccarsi in modo anche brutale da questo vortice nauseabondo in cui si è trasformata l’industria musicale (e non solo), a rimettere al centro la propria sanità mentale e la propria felicità, anche attraversando profondi momenti di disperazione e solitudine. Il diritto alla lentezza (Vida Lenta Vida Loca), il diritto alla disperazione (Requiem), il diritto alla malinconia (La fine dell’estate, Per Aspera ad Astra), il diritto di godersi la vita nei suoi momenti effimeri e caotici (Formentera, Josè), ma soprattutto il diritto di fallire per ricominciare da capo (Fammi Fallire), sono i punti cardini da cui prendono vita le storie raccontate in questo disco. Un album dalle sonorità fresche ed eleganti, capace di catapultarci tra una traccia e l’altra, da spiagge caraibiche a deserti di desolazione.

    In questo momento storico intriso di accelerazioni incontrollabili e senso di precarietà continuo, dove solo chi è all’apice della catena alimentare sembra avere qualche chance di sopravvivenza, AvA risponde alla velocità con la lentezza, alla voracità con il piacere effimero e alla felicità ostentata con lacrime vere.

    E mentre tutti sgomitano per accaparrarsi 10 minuti di notorietà in un mare pieno di pesci rossi, da bravo squalo bianco, AvA preferisce nuotare invisibile sotto il pelo dell’acqua, discreta… ma imminente.

    “Formentera” è il nuovo singolo di AvA disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 29 agosto 2025 e in rotazione radiofonica dal 5 settembre.

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  • FORMOSO THERAPY SHOW

    FORMOSO THERAPY SHOW

    VENERDI’ 19 SETTEMBRE 2025

    Cine Teatro ORIONE

    BOLOGNA

    LA MUSICA CHE CURA, UN’ESPERIENZA  SCIENTIFICA E TERAPEUTICA

    Venerdì 19 Settembre 2025, alle ore 21.00, il Formoso Therapy Show farà tappa al Cine Teatro Orione di Bologna: un’esperienza unica che unisce musica e scienza per il benessere mentale.

    Dopo i sold out al Teatro San Babila di Milano e varie repliche in altre città, il Formoso Therapy Show arriva per la prima volta a Bologna, sul palco del CineTeatro Orione via Cimabue 14, Venerdì 19 Settembre alle ore 21:00.*

    Il fenomeno teatrale che sta conquistando il pubblico da Nord a Sud fa tappa “nell’affascinante città della cultura” come Adriano Formoso ama definirla . Il Formoso Therapy Show è lo spettacolo che fonde emozione, ironia e riflessione profonda, ideato e interpretato da Formoso, un artista e terapeuta che sta rivoluzionando il modo di raccontare il benessere interiore.

    Dopo il riscontro positivo e con entusiasmo da parte del pubblico in altre prestigiose location italiane, lo show approda anche in Emilia Romagna, portando con sé tutta la sua energia comunicativa e il suo messaggio di consapevolezza emotiva.

    Il Formoso Therapy Show è il primo format in Italia a fondere intrattenimento, psicologia e spiritualità, parlando al pubblico con un linguaggio autentico, diretto e profondamente trasformativo. Più che uno spettacolo, è una vera e propria esperienza. Adriano Formoso non solo guida alla scoperta della Neuropsicofonia, ma offre al suo pubblico una serie di consapevolezze per la propria crescita personale e il proprio benessere psicologico al semplice costo di una serata a teatro e con una modalità originale, piacevole e allegra.

    Sul palco si alternano storytelling coinvolgente, musica, ironia e spunti di riflessione capaci di far ridere, commuovere e, soprattutto, guardarsi dentro. È uno show che non lascia indifferenti, ma accompagna ogni spettatore in un viaggio emotivo unico e lo prepara per conquistare nuove consapevolezze nei futuri Therapy Show.

    Venerdì 19 Settembre alle ore 21 al CineTeatro Orione di Bologna, sarà un’occasione imperdibile per vivere una serata fuori dal comune, che promette emozione, leggerezza e consapevolezza. Un evento che fa bene all’anima, e che resterà nel cuore, in un luogo di periferia nato nel 1961, anima storica e comunitaria della città, luogo di resistenza poetica del capoluogo emiliano.

    Biglietti disponibili su WebTIC:

    https://share.google/8HLGGPlc4LjCxZ8OL

    Oppure attraverso il sito www.adrianoformoso.com

    o scrivendo una email a   staff@formosotherapy.show


    Biografia

    Adriano Formoso vive e lavora a Milano ed è il primo cantautore italiano, psicologo, omeopata, naturopata e psicoterapeuta ad aver portato la musica in un reparto ospedaliero di ostetricia e ginecologia, presso un importante ospedale milanese.

    Ricercatore nell’ambito delle neuroscienze, Adriano si dedica allo studio della relazione tra musica, cervello ed emozioni.

    Le sue competenze gli hanno permesso di essere protagonista della rubrica del TG2 “Tutto il bello che c’è”, dove propone le sue “pillole” di canzoneterapia e Neuropsicofonia, un approccio innovativo che coniuga arte, scienza e psicologia.

    Autore del libro Nascere a Tempo di Rock applaudito al Salone Internazionale del Libro di Torino, ha reso la musica uno strumento per il benessere psicologico e per la crescita personale, integrandola nel suo percorso terapeutico e artistico.

    Fondatore del Centro di Psicologia e Psicoterapia e del Centro di Ricerca in Psicoanalisi di Gruppo bioniana e di Neuropsicofonia a Garbagnate Milanese, ha iniziato la sua carriera unendo arte e terapia già in giovane età, lavorando presso il Carcere Minorile Beccaria di Milano.

    Da lì, ha proseguito la sua opera nei servizi territoriali per le tossicodipendenze, nelle comunità terapeutiche e nei centri psicosociali per pazienti con gravi patologie come la schizofrenia.

    Nel mondo dello spettacolo, Adriano ha portato la relazione di aiuto al servizio del benessere psicologico attraverso il suo innovativo Formoso Therapy Show. Questo spettacolo, che unisce musica e formazione, è stato accolto con entusiasmo nei teatri italiani, dove aiuta il pubblico a riflettere su temi come la crescita personale e la gestione dei disturbi psicologici.

    Cantautore apprezzato, opinionista radiotelevisivo, scrittore e autore di articoli scientifici, Adriano Formoso continua a ispirare con la sua capacità unica di intrecciare musica, psicologia e ricerca scientifica, rendendo l’arte un potente mezzo di trasformazione e benessere.

    Le canzoni di Adriano Formoso sono disponibili in rete sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica.

     

  • “Cosa Siamo Noi” è il nuovo singolo di Sofija Vukic

    Da venerdì 15 agosto 2025 è disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Cosa Siamo Noi”, il nuovo singolo di Sofija Vukic.

    Il brano “Cosa Siamo Noi” è un brano leggero dalle sonorità latine. Un piccolo gioiello pop per parlare d’amore.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “COSA SIAMO NOI è una canzone estiva che ha lo scopo di trasmettere leggerezza a chi la ascolta. È un brano che parla di un amore vissuto in maniera libera e spontanea, con un sentimento autentico e vivo. Questa canzone è nata dal desiderio di ballare, ridere e lasciarsi andare all’amore, senza troppe domande”

     

     

    Biografia

    Sofija Vukic è una ragazza di 16 anni molto curiosa e determinata nel raggiungere i suoi obiettivi. Canta, suona il pianoforte e gioca a tennis fin da piccola. Ama l’arte e lo sport e con queste attività riesce sempre a sfogarsi, ed è qua che entra in gioco anche la scrittura. Le piace scrivere canzoni ma anche libri e racconti. Infatti durante il Lockdown ha scritto molte storie che poi ha pubblicato nel 2021, che l’hanno aiutata a trovare il giusto equilibrio attuale.

    “Cosa siamo noi” è il nuovo singolo di Sofija Vukic disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 15 agosto 2025.

     

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  • MIRAI NO HAGAKI : in uscita His Black Orbit Never Ends

    Il prossimo 26 settembre uscirà su tutte le piattaforme digitali e su Bandcamp (ma non su Spotify) il nuovo lavoro musicale di Mirai Ho Hagaki. Da non perdere!

    Non lasciatevi ingannare dal termine ambient: ciò che Mirai No Hagaki propone con il suo nuovo lavoro non ha nulla della contemplazione rassicurante a cui spesso questo genere viene associato.
     “His Black Orbit Never Ends” è un disco che non carezza, non consola, non invita a fuggire dalla realtà. È un atto sonoro di resistenza, un urlo che squarcia il silenzio complice del nostro tempo.

    Un urlo, non una ninna nanna

    L’artista lo dichiara senza mezzi termini: questo non è un album atmosferico, è una denuncia. È un grido rivolto contro i signori della guerra, contro i politici corrotti, contro le ombre che riducono l’essere umano a moneta di scambio. Non è musica nata per intrattenere o decorare, ma per disturbare, per mettere a disagio, per ricordare che il suono può essere un’arma culturale e politica.

    Una gestazione tormentata

    Le otto tracce che compongono l’album non sono state “composte” nel senso tradizionale: sono state espulse, come un rigetto necessario, dopo notti di incubi, insonnia e ossessioni. Ogni suono nasce da un processo quasi catartico, un tentativo disperato di dare forma alle visioni che la realtà stessa impone con la sua brutalità.

    Una ricerca sonora radicale

    Musicalmente, His Black Orbit Never Ends è costruito su strutture microtonali e su un sound design che rifiuta la consolazione. È un lavoro che sfrutta l’esperienza di Davide Perico — il compositore e sound designer che si cela dietro lo pseudonimo Mirai No Hagaki — maturata nel mondo del cinema e dei videogiochi, per creare paesaggi acustici che sono allo stesso tempo visionari e abrasivi. È musica che non accompagna, ma costringe a guardare negli occhi il baratro.

    Un gesto politico anche nella distribuzione

    La protesta non è soltanto musicale: riguarda anche la modalità di pubblicazione. L’album sarà disponibile su tutte le principali piattaforme digitali e su Bandcamp — ma non su Spotify. Una scelta consapevole e ferma, motivata dal coinvolgimento del CEO della piattaforma in aziende e startup di natura militare. In un’epoca in cui l’ascolto sembra spesso ridursi a consumo passivo, Mirai No Hagaki riafferma con forza che anche la scelta dei canali di distribuzione è un atto politico.

    I titoli come manifesti

    Ogni brano è una provocazione, un piccolo manifesto poetico e sarcastico, un titolo che già da solo è un’accusa:

    1. Sing Along with the Void (It Misses You)

    2. July’s Slumber (He Sleeps Between the Signals and the Silence)

    3. The Black Echo Beyond (Still Not Loud Enough to Drown You Out)

    4. Orbit of Dread (But Please, Pretend It’s Fine)

    5. Event Horizon Lullaby (Sleep Tight, You’re Not Coming Back)

    6. Wormhole Whispers (They’re Talking About You Again)

    7. Frozen in the Nebula (You Always Did Love Being Stuck)

    8. Signals from the Silent Dark (Finally, Something That Listens)

    Conclusioni

    Con His Black Orbit Never Ends, Mirai No Hagaki rompe deliberatamente le regole del suo stesso linguaggio. Questo non è un album che troverete in una “chill playlist” né un sottofondo per lo studio. È un’esperienza sonora da affrontare, non da subire.
     Un disco che chiede responsabilità all’ascoltatore, che reclama un ascolto attivo, che non vi permetterà di restare neutrali.

    Non è un rifugio. È un campo di battaglia.

    L’album è già disponibile in preacquisto su bandcamp a questo link:

    https://mirainohagaki.bandcamp.com/album/his-black-orbit-never-ends

    Contatti Mirai No Hagaki:
    https://www.instagram.com/mirainohagaki

    https://x.com/mirainohagaki

    mirainohagaki@gmail.com

    Press: occhiodellarte@gmail.com

  • “Disordine” è il nuovo singolo di Clementia

    Da venerdì 5 settembre 2025 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Disordine” (Up Music), il nuovo singolo di Clementia.

    “Disordine” è una canzone che descrive un dialogo tra l’artista ed un maglione stropicciato lasciato in disordine su una poltrona. Lui giudica l’artista e la biasima per il suo disordine, ma lei ribatte che il caos non le pesa e che anzi le consente di ritrovarsi sempre in mondi diversi da quelli convenzionali.

    Spiega l’artista a proposito del brano:Disordine”: “Il mio disordine è la mia opera d’arte. A chi mi vuole più ordinata, più adulta, più come “dovrebbe essere” rispondo che ho imparato ad amare quello che sono, anche il mio disordine.”

     

     

    Biografia

    Elisa Zamboi, in arte Clementia, è una giovane salentina nata nel 1993, con una solida e affettuosa famiglia alle spalle. Diplomata al liceo classico, dopo un anno di università ha deciso di intraprendere la carriera militare, che l’ha portata a vivere esperienze in diverse regioni d’Italia, da Nord a Sud fino alle isole, dove ha costruito numerose amicizie. Elisa è una grande appassionata di sport, scrittura e musica, passioni che arricchiscono il suo percorso personale e professionale. Nel 2025 ha incontrato Up Music, con cui ha dato vita al suo singolo intitolato Disordine, che dal 5 settembre sarà distribuito sui digital stores e in radio.

     

    Instagram

     

  • “Shadows” è il nuovo singolo di MZT

    Da venerdì 5 settembre 2025 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Shadows”, il nuovo singolo di MZT.

    In un tempo non lineare, ma ciclico, come il movimento dei pianeti del sistema solare, questo brano, supportato da un bellissimo video, intende rappresentare la danza degli opposti, all’interno della quale la presenza della Luce della Coscienza consente di vedere oltre lo specchio, permette di andare oltre la proiezione e realizzare l’equilibrio. Connettersi alla propria fonte di Luce, onde illuminare le ombre, al fine di trasformarle e realizzare l’equilibrio. Le ombre aspettano la Luce della Luna per tornare a splendere. I raggi del sole aspettano l’oscurità per andarle incontro. Per ritrovare una nuova connessione e una nuova fratellanza.

     

    “A ray of light, is what my eyes need to find”

    Biografia

    Mzt nasce a Napoli, nel settembre del 1978, ma di quegli anni 80 ricorda poco. Quando si innamorò della Musica, circa all’età di 12 anni, erano già iniziati i ’90. All’età di 16 il padre gli regalò la tastiera che desiderava e fu così che cominciò subito a comporre musica strumentale. E nel mentre che completava i suoi studi universitari, entrò a far parte di varie band. Si trattava in particolare di tribute band di Rock anni ’80. Improvvisamente, la vita che conduceva prese una nuova piega quando MZT cominciò ad appassionarsi all’Astrologia. Fu quello un periodo di profonda trasformazione e a causa di ciò decise di trasferirsi a Milano per prendere parte ad un corso di Astrologia unitamente ad un corso di Animazione 3d. Fu così che una volta ritornato a Napoli fu chiamato per animare il film “La Notte della Stella” del regista Nicola Barile. Venne poi il giorno in cui Mzt decise di riaprire quel cassetto per dare forma ad un fiume di idee che alimentano la sua costante ricerca di Significato, Verità e Conoscenza, convinto che la vera libertà sia la Consapevolezza.

    “Shadows” è il nuovo singolo di MZT disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 5 settembre 2025.

  • “Lungo il fiume” è il nuovo singolo di Claudio Serrano

    Da venerdì 5 settembre 2025 sarà in rotazione radiofonica “Lungo il fiume” (Up Music), il nuovo singolo di Claudio Serrano disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale dal 29 agosto.

    ll brano dipinge il contrasto tra la bellezza di una notte estiva e la disconnessione del protagonista con il mondo che lo circonda. Le luci della fiera e l’atmosfera calda dell’estate offrono un conforto momentaneo, ma presto il protagonista si rende conto di essere immerso in una realtà che non gli appartiene più, cercando una via di fuga da tutto ciò che non riesce più a comprendere.

     

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Lungo il fiume nasce da un’immagine che mi è rimasta impressa di una notte d’estate. La città è viva, la gente si mescola alla frenesia della notte e io mi trovo a vivere un contrasto interiore. Mi perdo nel calore estivo e nelle luci della fiera, ma sotto quella bellezza c’è un senso di smarrimento, una voglia di scappare da un mondo che ormai non sento più mio.”

     

     

    Biografia

    Claudio Serrano nasce a Roma il 13/02/1991. Da molto piccolo si appassiona al rock classico, al suo immaginario, al blues e al folk. Inizia l’esperienza musicale al liceo, a soli 14 anni, con lo studio principalmente della chitarra e della batteria. Le prime esperienze musicali sono quelle di cantante in cover band, dove esegue brani classici rock di gruppi come Black Sabbath, Lynyrd Skynyrd, Iron Maiden, Metallica. Dopo queste prime esperienze, si avvicina al blues, al folk e al soul da cui prenderà ispirazione. Cantanti come Van Morrison, Bob Dylan, Bruce Springsteen, ma anche Chuck Berry, Robert Johnson, Muddy Waters, Sam and Dave, Aretha Franklin, Wilson Pickett, diventano le principali ispirazioni per la scrittura delle canzoni tanto che a 19 anni si trasferisce a Londra dove vive per un paio di anni continuando a esibirsi con diversi gruppi come cantante chitarrista. Quando torna a Roma, riprende lo studio della chitarra diplomandosi alla scuola fonderia delle arti e fonda il gruppo dr Mike and the Tank Top Two, che diventerà successivamente Claudio Serrano and the Wops con cui suona regolarmente in locali della scena romana. Nel 2017 registra e produce il suo primo ep con il nome di Bellevue Hills Street che viene nel 2018 con la casa discografica Reheoo Music inc.

    Nel 2025, firma con l’etichetta Up Music con la quale il singolo “Lungo il fiume”, un brano dal sound country molto accattivante che segna una nuova fase della sua carriera musicale.

    “Lungo il fiume” è il nuovo singolo di Claudio Serrano disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 29 agosto 2025 e in rotazione radiofonica dal 5 settembre.

     

     

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  • “Scogli” è il nuovo singolo di Meron

    Da venerdì 5 settembre 2025 sarà in rotazione radiofonica “SCOGLI”, il nuovo singolo di MERON già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 22 agosto.

    “Scogli” è un brano dal sound britpop che racconta il processo di accettazione nel superare la fine di una storia, un conflitto interiore tra illusione e disillusione, tra incanto e realtà. Gli scogli assumono infatti varie funzioni, tra cui quella di proteggere dai rimpianti e di separare la vita desiderata accanto all’altra persona, che continua a scorrere tra i pensieri, dalla vita sulla riva, ovvero l’inizio di un nuovo amore, che però non potrà veramente svilupparsi senza il superamento di questa fase.

     

    Spiega l’artista a proposito della nuova release: “Il brano è molto simile a Gazza ladra. La differenza è che nell’altro brano, la fase di accettazione per la perdita della persona amata era stata superate, qui no invece. Sono ancora dentro quella fase, per questo motivo il brano ha impiegato 3 anni prima di uscire”.

    Il visual video di “Scogli” è stato girato dal regista Simone Testo e rappresenta il protagonista che si affaccia alla finestra di una casa distrutta e abbandonata, cercando di non affogare in tutto ciò che sente intorno.

    Guarda il visual video di “Scogli” su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=o8w-h1oZ7GU

     

     

    Biografia

    Meron, classe 1997, nasce a Bologna e vive con sua madre fino all’età di 3 anni. Cresciuto in un paese della provincia di Rimini, inizia a scrivere canzoni all’età di 8 anni, e così la musica diventa la sua fedele compagna. A Carpi, dove in seguito si trasferisce, studia pianoforte e canto, prendendo parte a diversi progetti musicali della zona modenese. Nel 2017 tenta Area Sanremo, arrivando fino alla tappa delle semifinali. Dopo anni passati a suonare in vari locali e a studiare, nel novembre 2023 pubblica il suo primo singolo del nuovo progetto in corso, “Colori dell’ombra”, e successivamente “Gazza ladra”, “Nuove regole”, “Bella domanda” e “Umani giorni”.

     

    “Scogli” è il nuovo singolo di Meron disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 22 agosto 2025 e in rotazione radiofonica da venerdì 5 settembre.

     

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