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  • Non solo spiaggia: i LOVID & Wlady portano il tormentone estivo tra neve, club e immaginario latino

    Courmayeur, uno skipass al collo, un Moët ghiacciato, una funivia al Sestriere, doposcì neri, stories con filtro oro e una notte in cui il bianco della neve diventa il perfetto dancefloor per brindare ai beach party e alle destinazioni tropicali con un mojito frozen tra le mani. “Sotto Zero”, il nuovo singolo dei LOVID & Wlady, porta la canzone estiva fuori dalla spiaggia e la riscrive ad alta quota, tra après-ski, richiami latini e un ritornello che si imprime nella mente come un riverbero sulla pista.

    Da una parte c’è il freddo scintillante della montagna, dall’altra il richiamo del caldo, del mare, l’abbronzatura e quella necessità di calore che, nel brano, non riguarda soltanto il clima. “Sotto Zero” sceglie infatti di non appartenere a una sola stagione, fondendo due scenari opposti per farli convivere dentro la stessa notte, con la naturalezza di una traccia pensata per club, radio e playlist.

    Il risultato è una canzone che non cerca di incasellarsi in una stagione specifica facendo leva sui suoi codici più consumati, ma li sposta, li contamina, li estrae dal loro ambiente abituale. Al centro non c’è la consueta fuga al mare, bensì una geografia del tempo libero che intreccia neve e tropici, champagne ghiacciato e mojito frozen, funivia e jet ski, Super-G e beach club. Una sequenza rapida di immagini da cartolina luxury-pop, tra ostentazione e fantasia di attraversare luoghi antitetici senza fermarsi davvero in nessuno.

    Il ritornello racchiude l’intero senso del brano: «Sotto il sole o sotto zero basta che mi ami davvero». Poche parole, una formula chiara, una struttura ad alta memorabilità. La temperatura cambia, il paesaggio si sposta, il contesto muta continuamente, ma ciò che rimane è il desiderio di vivere tutto senza dover scegliere. Il brano racconta una relazione leggera in superficie ma intensa nel sottotesto: due persone che non vogliono limitarsi a un solo scenario, a un solo clima, a una sola versione della notte, ma cercano una complicità capace di funzionare ovunque, dalla montagna al mare, dalla neve alla pista da ballo. In poche parole: il luogo cambia, ma ciò che conta è ritrovarsi.

    A firmare il pezzo sono i LOVID, duo formato dai fratelli Luca e Silvia, insieme a Wlady, DJ, producer e autore che negli anni ha attraversato dance, pop, rap e mainstream, legando il proprio nome a produzioni che hanno segnato la musica italiana degli ultimi anni. “Sotto Zero” nasce proprio dall’incontro tra due identità diverse: da una parte la vocazione solare dei LOVID, legata a un’idea di musica come evasione, movimento e reazione al pessimismo; dall’altra l’esperienza di Wlady, che veste la traccia con un abito sonoro immediato, radiofonico e contemporaneo, cucito per valorizzarne la spinta pop senza raffreddarne l’energia da club.

    La presenza di Wlady porta sul beat un’abilità e una credibilità maturate all’interno di un percorso iniziato nei primi anni Novanta e passato dagli scratch con gli Articolo 31 a produzioni e collaborazioni entrate stabilmente nel repertorio pop e dance italiano. Il suo nome è legato, tra gli altri lavori, a “Maria Salvador” di J-Ax, brano certificato multiplatino, e a “Disco Paradise” di Articolo 31, Fedez e Annalisa, confermando la sua capacità di attraversare generazioni, linguaggi e pubblici diversi.

    I LOVID, invece, aggiungono a “Sotto Zero” una dimensione familiare, istintiva e festiva. Il duo nasce nel 2020 dall’unione artistica di Luca e Silvia Lotti: lui con un passato nell’ambiente musicale underground dell’elettronica, lei pallavolista professionista fin dall’età di 17 anni, abituata alla disciplina, alla pressione e alla competizione. Due esperienze diverse che trovano nella musica un punto comune: dar vita a brani diretti, luminosi, creati per generare energia e trasformare esperienze vissute in canzoni dal respiro pop, dance e tropical house.

    Con una release che supera l’idea di stagione senza rinunciare all’immediatezza della canzone estiva, i LOVID & Wlady firmano una traccia nata per muoversi tra club, radio e playlist senza ricalcare la solita immagine dell’estate. Una canzone che non chiede di scegliere tra costume o tuta da sci, mojito o champagne ghiacciato, beach party o après-ski: mette tutto nello stesso beat e lascia che sia la notte a decidere la temperatura.

  • MR&MRS reinventano il pop latino con “Notte Tropicana”

    MR&MRS presentano “Notte Tropicana”

    Guarda qui il video

    https://youtu.be/mNmL7dCuzos?si=nR06bolklFi1rBWB

    IL BRANO

    Notte Tropicana è il nuovo singolo di MR&MRS, disponibile dall’8 maggio: un brano estivo, energico e coinvolgente, capace di catturare fin dal primo ascolto grazie a un sound fresco e internazionale.

    Il cuore del brano è il contrasto inconfondibile tra la voce melodica e avvolgente di Giuliette Kris e il flow diretto e incisivo di El Ruben: due energie che non si scontrano, ma si bilanciano e si completano. Attorno a loro, arrangiamenti curati nei minimi dettagli con richiami al suono messicano, sfumature arabeggianti e ritmi latini pulsanti — un riflesso sonoro delle radici internazionali del duo che fonde pop, dance e urban in uno stile assolutamente riconoscibile.

    Il testo celebra l’unione tra popoli e culture, rappresentata simbolicamente da un viaggio che va da Milano a Cancún, sotto la stessa luna. Un inno alla condivisione, alla libertà e al piacere di vivere il momento, immersi in una notte tropicana che sembra non finire mai, tra cieli stellati e il profumo dell’oceano.

    IL VIDEO

    Il videoclip ufficiale, girato in Marocco, accompagna il singolo con immagini suggestive tra deserto e città. Il protagonista parte dal silenzio delle dune e si ritrova nel vibrante labirinto della medina — vicoli carichi di colori, profumi e culture diverse — dove un incontro onirico lo conduce verso la ninfa dei suoi desideri, apparsa come un miraggio. Un viaggio visivo tra culture e desiderio, disponibile sui canali social ufficiali di MR&MRS.

    MR&MRS

    Il progetto MR&MRS nasce dall’incontro artistico e personale tra El Ruben e Giuliette Kris. El Ruben, rapper e performer, ha fatto parte del progetto I.C.T., raggiungendo le classifiche europee con il brano

    Lasciati tentati e collaborando con importanti nomi della scena musicale italiana. Giuliette Kris, cantautrice dalle influenze jazz e soul, vive in Italia dal 2012 e coltiva la sua passione per il canto sin dall’infanzia.

    Nel 2024 il duo ha pubblicato i singoli Señorita Flamenco, Milano, Tetto del Mondo e Andalusia. Nel 2025 ha raggiunto la semifinale del San Marino Song Contest con il brano Altalena e si è distinto anche a Una Voce per l’Europa, dove è stato finalista nel 2021 e nel 2023. Le produzioni sono firmate da DJ Caput Mundi e, sempre dal 2025, il duo collabora con Aphrodite Records Label.

    Con Notte Tropicana, MR&MRS confermano la loro identità artistica internazionale e la capacità di creare

    SOCIAL MEDIA & STREAMING

    YouTube    MR&MRS Musica   —   https://youtube.com/@mrmrsmusica

    Spotify   MR&MRS – Artista   — https://open.spotify.com/intl-it/artist/7MuIa0PA1xdxZzNUHcJvyt

    Instagram   @mrmrsmusica   —  https://instagram.com/mrmrsmusica  

    TikTok   @mrmrsmusica   —  https://tiktok.com/@mrmrsmusica


  • Lo spirito del pianeta dal 18 giugno al 4 luglio 2026 C/O Gerundium Casirate D’Adda (BG) Dal 30 luglio al 16 agosto ad Albino – Viale Bachelet

    Lo spirito del pianeta

    dal 18 giugno al 4 luglio 2026

    C/O Gerundium Casirate D’Adda (BG)

    Dal 30 luglio al 16 agosto

    ad Albino – Viale Bachelet

     

    INGRESSO LIBERO TUTTI I GIORNI
    Un inno alla positività e al “noi”

    Per informazioni: www.lospiritodelpianeta.it

     

    APERTURA ALLE 19 DA LUNEDI’ A VENERDI’

    SABATO E DOMENICA DALLE 12.00


    Promosso da Ivano Carcano e Simayiai Maasailady, il festival rilancia un messaggio attuale: cambiare prospettiva e riscoprire il valore della comunità. “Non tanti io, ma un grande noi” è il filo conduttore di un evento che da oltre venticinque anni favorisce l’incontro tra culture.

    Il programma propone oltre 400 eventi gratuiti tra concerti, danze tradizionali, riti ancestrali, conferenze e laboratori. Protagonisti saranno gruppi e comunità da tutto il mondo: dagli Indios dell’Amazzonia con cerimonie di purificazione, ai Masai con le danze della savana, fino ai Maori che guideranno il pubblico nella potente esperienza collettiva della Haka. Presenti anche gruppi Maya e Aztechi, Indiani d’America, artisti dal Congo e monaci tibetani impegnati nella creazione del Mandala.

    Grande spazio all’area olistica ampliata, con pratiche di meditazione, trattamenti energetici, incontri spirituali e percorsi di riequilibrio corpo-mente. Uno spazio pensato per chi desidera rallentare, ritrovare sé stesso e riconnettersi con la propria dimensione interiore.

    Completano l’esperienza il mercato artigianale internazionale, i laboratori interattivi e le attività dedicate alle famiglie e ai bambini

    -Percorso: (IL RISVEGLIO DEI SENSI)

    -Oltre ai gruppi che si presenteranno ogni sera, decine di attività e piccoli concerti ogni giorno (circa 400  eventi), accompagneranno il festival, Conferenze, seminari, laboratori, piccoli spettacoli e molto altro.

    -11 Ristoranti da tutto il mondo, 4.000 mq coperti e pavimentati

    -70 espositori da tutto il pianeta

    -quasi l’80 % dei rifiuti prodotti saranno riciclati

    -Villaggio tradizionale presso il fuoco: Aztechi e Maya, Tibet, Tuareg, Qashqai Iran, rievocatori Camuni

    tepee indiani d’America, Villaggio dello Spirito con molti artigiani locali, Area olistica

     

    Vi aspettiamo a conoscere un’energia unica, grazie agli indigeni di tutto il mondo, un ambiente naturale unico, ed alle genti di BERGAMO.

    150 i volontari che vi riceveranno e vi daranno la possibilità di ascoltare ciò che non ricordavate

    Lo Spirito del Pianeta 2026 si conferma così come un grande evento di incontro, capace di unire culture, spiritualità e partecipazione in un’unica esperienza condivisa.

  • Federico Di Battista: il 5 giugno esce il disco d’esordio “Video Pixelati”

    Dal 5 giugno 2026 sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale “VIDEO PIXELATI”, il primo disco di FEDERICO DI BATTISTA per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    L’album “Video Pixelati” nasce come un viaggio interiore, un percorso che spinge l’artista a confrontarsi con sé stesso in modo diretto e senza filtri. Ogni traccia rappresenta una tappa di questa esplorazione personale, in cui ricordi, emozioni e dubbi emergono con chiarezza. Attraverso immagini di viaggi reali e simbolici, il lavoro racconta luoghi attraversati non solo fisicamente ma anche emotivamente. Le esperienze vissute diventano materia narrativa: incontri, distacchi, cambiamenti improvvisi e attimi sospesi nel tempo si intrecciano, dando forma a un racconto coerente.

    Non mancano momenti di riflessione più intima, in cui il ritmo rallenta e lascia spazio a pensieri introspettivi. In questi passaggi l’artista si mette a nudo, interrogandosi sul proprio percorso, sulle scelte compiute e su ciò che resta dopo ogni esperienza.

    Spiega l’artista a proposito del disco: “Questo album è un viaggio dentro di me. Mi ha portato a guardarmi in modo diretto e sincero. Ogni canzone racconta un pezzo di quello che ho vissuto, tra emozioni, ricordi e domande. Parlo di posti, ma anche di sensazioni, di incontri e cambiamenti che mi hanno segnato. Nei momenti più tranquilli mi fermo a pensare a chi sono e a cosa mi resta. È una storia semplice della mia crescita, tra il vivere e il capire me stesso”.

    “VIDEO PIXELATI” TRACKLIST

    1)È sempre così

    2)È già domani

    3)Chi sogna di più

    4)Innamorarmi di me

    5)Video Pixelati

    6)Mi hai amato già

    7)Ho provato a farti ridere

    8)Non so come si cresce

    9)Aiko

    10)Devo andare

    FEDERICO DI BATTISTA | BIOGRAFIA

    Artista romano classe ’95, Federico Di Battista muove presto i suoi passi nella musica. All’età di 10 anni prende parte del coro di voci bianche diretto da Paolo Lucci prendendo parte agli spettacoli “Pollicino” ed “Il Gatto Con Gli Stivali” e inizia le prime lezioni di canto privato. Appena maggiorenne si trasferisce in Irlanda dove amplierà la sua cultura musicale in varie scuole nella città di Cork. Nel 2016 è tra i coristi del programma “The Voice Of Ireland”. Nel 2019 decide di trasferirsi a Barcellona dove vive tutt’ora. Nel 2020 pubblica il suo primo singolo “Moltissime Cose Di Noi”, prodotto da Adelmo Musso. Nel 2021 conosce Marco Canigiula e la realtà di Cantieri Sonori con la quale scrive il singolo “Il Primo Uomo Sulla Luna”. Nel 2022 produce, concretizza la collaborazione con Marco Canigiula e danno vita, insieme, ad una serie di singoli. Nel 2023 conosce, a Barcellona, il musicista e produttore Pierfrancesco Ceregioli, con cui inizia a produrre il suo primo album da solista in uscita nel 2026.

     

    “Video Pixelati” è il disco d’esordio di Federico Di Battista disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale dal 5 giugno 2026.

     

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  • JaydeeQ: il 5 giugno esce l’album d’esordio omonimo

    Da venerdì 5 giugno 2026 sarà disponibile in vinile l’album d’esordio omonimo dei JaydeeQ pubblicato da Overdub Recordings e Cime Sonore.

    L’album omonimo si presenta come un lavoro eclettico e stratificato, un viaggio che attraversa le diverse anime della musica elettronica alternativa contemporanea. Il disco è caratterizzato da una forte impronta autorale. Il filo conduttore è l’uso della voce, spesso processata e integrata nel mix come uno strumento sintetico aggiunto, e una costante tensione tra melodia pop e sperimentazione sonora. La produzione oscilla con disinvoltura tra momenti di estrema pulizia cristallina e passaggi di saturazione e distorsione intenzionale. Le influenze si muovono nel territorio dell’Indietronica, tra energia Dance-Punk, suggestioni Industrial e Dark-Electro e aperture più sperimentali tra Art-Pop e IDM, con un sound design astratto e ricco di dettagli. Il lavoro segue un percorso emotivo che attraversa fasi più energiche e viscerali fino a una chiusura più matura e riflessiva.

     

     

    Spiega la band a proposito del disco: “Noi amiamo il clubbing, ma la sua staticità ci annoia. Partecipare al rito collettivo di ballare guardando una persona che riproduce set preconfezionati premendo play e sync davanti a uno schermo retroilluminato ci ha stufato. Perché manca quella scarica di adrenalina live del rock e del punk (qualsiasi cosa questi due termini vogliano dire). Per questo abbiamo deciso di cominciare a lavorare con l’elettronica, per colmare un vuoto: la mancanza di vita sul palco durante le serate di elettronica.  Inizialmente era più che altro un gioco ma col tempo ci siamo resi conto che quasi senza volerlo avevamo creato un progetto e stava nascendo un album.  JaydeeQ è nato così, generato e non creato. Ma appena ci siamo resi conto delle potenzialità che avevamo in mano ci siamo messi a lavorare a testa bassa.  Non abbiamo utilizzato una sola tecnica compositiva. Alcuni brani sono nati da improvvisazione e interplay. Altri invece sono stati scritti da uno di noi in solitaria e poi sottoposti agli altri solo in un secondo momento per definire l’arrangiamento definitivo. In alcuni casi abbiamo addirittura registrato sui nostri computer in autonomia cose a caso e poi abbiamo assemblato tutto in un secondo tempo dandogli una coerenza ed una forma. Quasi come nel processo dadaista del cadavere squisito.

    JaydeeQ è il risultato di tutto questo. C’è dentro lavoro e spontaneismo, l’io di ognuno di noi tre, l’improvvisazione e il labor limae”.

    Tracklist (vinile)

    Lato A

    A1. Dream

    A2. Green Flamingo

    A3. Moonatic

    A4. Alien Song

    Lato B

    B1. ONS

    B2. Toulouse

    B3. Than Today

    B4. Talk to Your Father and Lie

    Biografia

    JaydeeQ è un progetto elettronico nato nel 2025 dall’incontro tra Salvatore Marano (synths e keys), Jacopo Trivero (synths e voce) e Diego Lacaille (drum pads). Il trio si distingue per un approccio fuori dagli schemi: nessun DJ set, ma performance costruite esclusivamente con strumenti suonati in tempo reale, riportando al centro la dimensione fisica e performativa dell’elettronica.

    Il sound di JaydeeQ attraversa territori che spaziano dal new rave all’electro punk, dalla psytrance all’EBM e IDM, fino a suggestioni post new wave, electro-industrial e kraut rock. Un’identità sonora stratificata che unisce energia clubbing e ricerca timbrica.

    Il progetto prende forma all’interno di Cime Sonore, collettivo creativo radicato in Val Varaita, e si sviluppa negli spazi de La Bucaniera, hub dedicato alla produzione musicale e alle residenze artistiche. Proprio qui nasce il primo album, frutto di dodici mesi di lavoro tra studio e club, in uscita il 5 giugno 2026 per Overdub Recordings.

    Il singolo d’esordio, “Alien Song”, disponibile in digitale dal 31 marzo, vede la collaborazione di PirATK, che contribuisce con synth e drum machine, ampliando ulteriormente la palette sonora del progetto.

    Tra le principali influenze figurano David Bowie (periodo Low), The Prodigy, Underworld, The Chemical Brothers e Kraftwerk, insieme a riferimenti colti come Johann Sebastian Bach e Luciano Berio.

    Oltre alla dimensione discografica, JaydeeQ guarda ad un percorso multidisciplinare: colonne sonore, collaborazioni con teatro, danza e arti visive. Anche l’attività live segue questa direzione, privilegiando pochi appuntamenti selezionati, pensati come esperienze immersive tra club, festival e contesti artistici.

    “JaydeeQ” è l’album d’esordio omonimo dei JaydeeQ pubblicato da Overdub Recordings e Cime Sonore, disponibile in vinile da venerdì 5 giugno 2026.

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  • TEMPLE FACTORY presentano il nuovo disco… A MATTER OF FEELINGS   la recensione

    TEMPLE FACTORY presentano il nuovo disco… A MATTER OF FEELINGS la recensione

    TEMPLE FACTORY

    presentano

    A MATTER OF FEELINGS

    © 2026 La Buca Recording Club  |  ℗ 2026 Temple Factory

    Tracklist: Forty Days / Don’t Stress Me Out / Rebel / Million Stars / Passenger / Melody for Death / Come Back Home / I Wish My Love Could Grow / Drug Dose / Time Is Over

    Streaming: https://open.spotify.com/album/4xzqglORyCBsVrWbQqxPsJ

    C’è un filo di onestà che percorre “A Matter of Feelings” dall’inizio alla fine, e non è una cosa scontata. I Temple Factory, band bresciana alla seconda prova su lunga distanza, non cercano di sembrare qualcosa che non sono: fanno rock indipendente, cantano in inglese, parlano di ciò che conoscono. E il risultato, registrato presso La Buca Recording Club con la produzione di Simone Piccinelli, è un disco che convince proprio per questa mancanza di artifici.

    La formazione rinnovata — con Andrea Zuelli passato dalla chitarra alla voce e Mattia Gobbi entrato a rinforzare le chitarre — ha dato al suono una dimensione nuova rispetto al debutto “It’s Time”. I brani respirano meglio, gli arrangiamenti sono più ariosi, e si sente che la band ha trovato un equilibrio interno che prima mancava. Roberto Pedrotti alla batteria e Stefano Sina al basso formano una sezione ritmica solida su cui Montini e Gobbi costruiscono con gusto.

    Tra i brani che restano impressi si segnala “Rebel”, con la sua energia liberatoria e il ritornello che non chiede permesso, e “Come Back Home”, forse il momento più radiofonico del disco. Ma è nell’insieme che “A Matter of Feelings” funziona meglio: un lavoro coerente, sincero, che merita attenzione.

  • Rome Chamber Music Festival 2026: 18–21 giugno al Teatro Argentina, da Vivaldi ai R.E.M. con Mike Mills e Chuck Leavell tra gli ospiti internazionali


    ROME CHAMBER MUSIC FESTIVAL 2026:
    DAL 18 AL 21 GIUGNO, LO STORICO TEATRO ARGENTINA DIVENTA IL CROCEVIA DI SUONI SENZA CONFINI: DA VIVALDI AI R.E.M., QUATTRO SERATE TRA CAPOLAVORI, CONTAMINAZIONI E GRANDI OSPITI INTERNAZIONALI 

    Ospiti d’onore Mike Mills dei R.E.M. e Chuck Leavell de The Allman Brothers Band e The Rolling Stones!


    Roma si prepara a vivere un’esperienza musicale unica: il Rome Chamber Music Festival torna trionfante per la sua 23ª stagione, dal 18 al 21 giugno 2026, nello storico Teatro Argentina, ormai consacrato come la casa ufficiale della rassegna. Fondato nel 2003 dal violinista Robert McDuffie, già vincitore di un Emmy Award e nominato ai Grammy, nonché fondatore del Center for Strings presso la Mercer University di Macon in Georgia, il Festival si conferma uno degli appuntamenti più attesi del panorama musicale internazionale, capace di fondere tradizione e innovazione in un dialogo artistico senza precedenti.

    Fin dalla sua nascita, il RCMF ha conquistato pubblico e critica grazie a una proposta distintiva: unire l’eleganza della musica da camera alla vitalità delle sonorità contemporanee. Una visione che oggi trova la sua massima espressione in una stagione che promette di superare ogni aspettativa, intrecciando il rigore dei grandi compositori europei con l’anima vibrante della musica americana e l’energia iconica del rock.

    Il Teatro Argentina, uno dei luoghi più affascinanti e prestigiosi della Capitale, diventa ancora una volta il palcoscenico ideale per questo incontro tra epoche e linguaggi. Qui, la bellezza architettonica si fonde con una programmazione audace, capace di attraversare i secoli e abbattere ogni barriera stilistica.

    Quattro serate, quattro viaggi sonori distinti ma profondamente connessi. Si parte il 18 giugno con un percorso che dal Barocco luminoso di Antonio Vivaldi e Georg Friedrich Händel conduce all’intensità emotiva di Samuel Barber. Il 19 giugno è dedicato alla voce e alla melodia, con atmosfere che spaziano dal calore di Heitor Villa-Lobos al lirismo avvolgente di Johannes Brahms. Il 20 giugno, energia e contaminazione dominano la scena, con le suggestioni di Béla Bartók e le pulsazioni jazz di George Gershwin.

    Gran finale il 21 giugno, in una serata destinata a lasciare il segno: la musica da camera incontra il rock and roll in un’esplosione di suono e libertà creativa. Protagonisti d’eccezione Mike Mills, membro fondatore dei R.E.M., e Chuck Leavell, storico tastierista dei Rolling Stones e degli Allman Brothers Band. Un incontro straordinario che incarna perfettamente lo spirito del Festival: abbattere i confini, sorprendere, emozionare.

    Accanto ai grandi nomi, il Rome Chamber Music Festival continua ad investire nel futuro, affiancando artisti affermati e giovani talenti provenienti dai suoi Programmi per Giovani Artisti. Un laboratorio vivo di idee e collaborazioni, sostenuto da una fondazione no profit attiva tra Italia e Stati Uniti, che promuove la crescita delle nuove generazioni attraverso audizioni, formazione e masterclass.
    Più di un festival, un’esperienza immersiva dove la musica diventa linguaggio universale e spazio di incontro. A Roma, per quattro giorni, il passato dialoga con il presente e il futuro prende forma sul palcoscenico. 

    Radio Roma Official Media Partner
    Info e biglietti: https://romechamberfestival.org/
    RCMF è sui social – facebook.com/romechamberfestival / instagram.com/romechamberfestival/

  • ¡Gracia! di Luca Falomi, Anaïs Drago e Fausto Beccalossi in uscita giovedì 28 maggio 2026 per Artesuono

    Si chiama “¡Gracia!” il primo album del trio composto dal chitarrista Luca Falomi, dalla violinista Anaïs Drago e dal fisarmonicista Fausto Beccalossi, in uscita giovedì 28 Maggio 2026 su cd e digitale per l’etichetta Artesuono. Dopo un tour ad aprile in Sudafrica, il trio presenterà “¡Gracia!”  il 16 luglio al Trentino Jazz Festival.

     

    Sul piano poetico, il progetto trae ispirazione dalla figura di Federico García Lorca, che visse nel fervore culturale delle avanguardie del primo Novecento, un’epoca in cui musica, poesia e arti visive dialogavano in modo visionario e rivoluzionario. Il repertorio del trio comprende brani originali e improvvisazioni ispirate a tematiche surrealiste e oniriche, evocando paesaggi sonori sospesi tra realtà e immaginazione.

     

    Pur provenendo da percorsi musicali diversi, che spaziano dalla classica al jazz, fino alle diverse tradizioni popolari, Luca Falomi, Anaïs Drago e Fausto Beccalossi danno vita a un suono originale, radicato e contemporaneo. La chitarra si apre a linguaggi moderni e si fonde con le ricerche timbriche di violino e fisarmonica. Il risultato è un linguaggio musicale personale, in cui melodia e improvvisazione si fondono in un equilibrio di intensità e spontaneità.

     

    Registrato e prodotto da Stefano Amerio, che ne ha curato magistralmente anche il missaggio, “¡Gracia!”  è un album composto di nove tracce originali più due tributi a Federico García Lorca:La Tarara, composizione di Lorca ispirata alla tradizione andalusa a cui era profondamente legato, e una citazione di Manuel de Falla, compositore e grande amico del poeta. Le due tracce non costituiscono un tributo filologico, ma una risonanza ideale che attraversa la scrittura musicale del gruppo.

     

    In ogni brano emergono diversi idiomi musicali, dal contrappunto tipico Barocco all’uso di battimenti melodici novecenteschi, che generano tensioni spesso risolte in ampi spazi armonici e intrecci melodici. “¡Gracia!” è un mosaico di melodie che si intrecciano, scambiano e solidificano come una catena perpetua.

    La copertina del disco è un’opera di Emilio Tadini del 1958, dal titolo “Composizione”, gentilmente concessa dall’Archivio Emilio Tadini, presso Casa Museo Spazio Tadini di Milano. Emilio Tadini è stato un pittore, scrittore e intellettuale legato all’arte contemporanea e alla riflessione del linguaggio. La sua opera unisce immagine e narrazione, esplorando il rapporto tra realtà, memoria e rappresentazione.

     

    Il progetto nasce nel gennaio 2025 e debutta al Teatro Modena di Genova in occasione della rassegna “Jazz&Breakfast” curata da Associazione Esperanto e Teatro Nazionale di Genova. Il trio si esibisce in anteprima al Nuoro Jazz Festival 2025 e nell’ottobre dello stesso anno entra in studio di registrazione. Ad aprile 2026 intraprende un tour di sette date in Sudafrica per presentare in anteprima l’album di prossima pubblicazione.

     

    FORMAZIONE

    Anaïs Drago, violino

    Luca Falomi, chitarra

    Fausto Beccalossi, fisarmonica

     

    TRACKLIST

    01. Comenzar                                      L. Falomi              

    02. Duende                                          L. Falomi              

    03. Olvidar                                           A. Drago               

    04. Serenata Sentimentale                M. De Falla          

    05. Stefany                                           F. Beccalossi        

    06. Juguete Prohibido                        A. Drago / F. Beccalossi

    07. Cutting Wind                                 L. Falomi

    08. La tredicesima ora                       L. Falomi

    09. Il reale è il riflesso                        A. Drago

    10. Sogno                                             F. Beccalossi

    11. La Tarara                                        Trad. F. G. Lorca

     

    CREDITS

    Artesuono ART255

    Prodotto da Stefano Amerio

    Registrato, mixato e masterizzato da Stefano Amerio.

    Artesuono recording studios  – Cavalicco (Udine) – Italy

    Grafica di Elisa Caldana

    Foto di Luca D’Agostino

    Immagine di copertina di Emilio Tandini

    Con il contributo di NuovoImaie

  • Edoardo Liberati Synthetics Trio – Fading Corners Da venerdì 29 maggio 2026, disponibile questo nuovo disco in formato fisico e in digitale


    Consegnato alle stampe dall’etichetta indipendente Wow Records, presente anche sulle piattaforme digitali da venerdì 29 maggio, Fading Corners è il nuovo disco firmato Edoardo Liberati Synthetics Trio, brillante formazione diretta dal talentuoso chitarrista jazz e compositore Edoardo Liberati e completata da una valente sezione ritmica costituita da Riccardo Gola al contrabbasso e Riccardo Marchese alla batteria.
    Il CD consta di otto brani, sette sono composizioni originali frutto della creatività di Liberati (Future Memories, Fading Corners, Sombras Do Fago, Lost Baggage, Lonely Whale Song, Anywhere But Here e Uncertain), mentre Love Me Tender (Elvis Presley) completa la setlist, brano arrangiato dal chitarrista.
    L’intenzione in “Fading Corners”, terzo disco da leader di Edoardo Liberati, è quella di proporre un repertorio interamente originale, assimilabile al jazz contemporaneo e ispirato all’estetica musicale di straordinari artisti come Gilad Hekselman, Lage Lund, Brad Mehldau e Kurt Rosenwinkel.
    Liberati spiega così la sinossi del suo lavoro: «Rispetto al mio primo lavoro da leader, Everyday Life (GleAM Records, uscito nel 2022) ho voluto proseguire la direzione intrapresa con il disco Turning Point (WowRecords, pubblicato nel 2024), quindi ho fortemente voluto fare un nuovo disco in formazione trio. Ho voluto scrivere una serie di brani, tra il 2024 e la fine del 2025, che potessero continuare il filone intrapreso in precedenza, ovvero quello della ricerca melodica e della cantabilità (obiettivo primario della mia musica), della sperimentazione con nuove forme compositive e dell’evoluzione di materiale ritmico. L’altro motivo è dettato dal legame che ho con i musicisti che hanno partecipato, infatti ho condiviso tantissime esperienze con Riccardo Gola e Riccardo Marchese, per cui volevo fortemente che loro fossero gli unici musicisti del disco, senza l’aggiunta di nessun altro elemento. Ho conosciuto entrambi durante gli studi di biennio a Siena Jazz e abbiamo cominciato a collaborare con varie formazioni, su vari progetti. Il disco ricerca l’interplay e la relazione tra gli elementi, nella massima misura possibile, attraverso le forme e le caratteristiche di ciascun brano. Altro parametro e obiettivo centrale, per me, è che ogni brano abbia una sua forte identità. Ogni composizione deve sorprendere l’ascoltatore con delle novità. Sono infatti un grande fan di quei dischi che variano molto, da brano a brano, presentano novità, cambio di strumenti, nuovi colori, nuove forme, nuovi mood. Ovviamente, il tutto sempre all’interno di un’idea e una poetica coerente».
  • Dal 19 al 27 giugno la XXXIV edizione del festival Lago d’Iseo Jazz con Denitto, Falzone, Mariani, Angeleri, Intra, Canale e Birro

    Sette concerti tra Iseo, Predore e Palazzolo sull’Oglio con la presenza di alcuni dei più noti jazzisti italiani e di giovani talenti in ascesa. Il live inaugurale venerdì 19 giugno a Iseo con il gruppo del sassofonista Gianni Denitto. Ingresso libero a tutti gli eventi


    Il festival Lago d’Iseo Jazz-La Casa del Jazz Italiano vara la XXXIV edizione che, oltre alla sede storica di Iseo (Bs) e a quella, ormai perfettamente integrata nella rassegna, di Palazzolo sull’Oglio (Bs), si sposta anche a Predore, sulla sponda bergamasca del Sebino, grazie alla collaborazione con l’Accademia Tadini di Lovere, mantenendo il patrocinio di MIDJ, l’associazione che raggruppa i musicisti italiani di Jazz, oltre alla pluriennale collaborazione con Rai Radio Tre quale media partner dell’iniziativa, che darà vita alla consueta e apprezzatissima trasmissione dedicata all’antologia del festival.
    La manifestazione pone come sempre la musica al primo posto e lo fa in splendidi contesti ambientali: sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea di Iseo, con tre chiese una di fronte all’altra; nel Parco delle Tre Ville di Palazzolo sull’Oglio, luogo altamente suggestivo e di grande impatto naturalistico; nel bellissimo auditorium costruito nella Chiesa di San Giovanni Battista a Predore e nella superba ambientazione del grande prato-solarium del Sassabenek, di nuovo a Iseo. Da quest’anno, la parte organizzativa viene assunta, oltre che dallo Sviluppo Turistico Lago D’Iseo, anche dall’associazione culturale Secondo Maggio, da trentadue anni promoter a Milano della prestigiosa rassegna Atelier Musicale.
    I concerti della XXXIV edizione, come sempre aperti da un’agile guida all’ascolto che integra culturalmente la proposta musicale, presentano la consueta ed equilibrata presenza tra grandi personalità della scena jazzistica nazionale e talenti emergenti, progetti speciali e una grande varietà stilistica. Due appuntamenti sono legati al centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane: il primo, con protagonista il quintetto di Marco Mariani, unisce diverse generazioni di musicisti, tutti legati dalla comune esperienza ai milanesi Civici Corsi di Jazz, per esplorare la musica del famoso quintetto davisiano degli anni Sessanta. Il secondo prevede un progetto speciale di un grande “musicista per musicisti” quale Paolo Birro, che in piano solo esplorerà composizioni che fanno parte di tutto l’arco creativo del sassofonista americano. L’esperienza policulturale di Gianni Denitto entrerà in gioco nel concerto di apertura, in cui il suo gruppo di giovani musicisti suonerà pagine di grande varietà e brillantezza compositiva, mentre al mondo contemporaneo si indirizza la Freak Machine di uno dei maggiori trombettisti e autori del jazz europeo: Giovanni Falzone. Due singolari concerti saranno poi quelli di Claudio Angeleri, pianista e compositore di grande fama, che porterà il mondo del pop all’interno di un linguaggio modern mainstream, e della pianista Eugenia Canale, di formazione classica e jazzistica, che eseguirà i principali temi della Turandot pucciniana rivestendoli del linguaggio di vari stili del jazz. Infine, dopo aver festeggiato i suoi novant’anni la scorsa estate proprio su uno dei palchi del festival, Enrico Intra tornerà di nuovo protagonista, duettando con nuovi e formidabili talenti del jazz italiano con cui recentemente ha inciso un album per l’etichetta Alfamusic.

    L’incontro di stili e generazioni diverse e l’assoluta varietà di proposte rappresentano, nel loro insieme, un cartellone unico, che si può ascoltare solo sulle sponde del Sebino. Conosciamo meglio più da vicino il programma e i protagonisti. Con il gruppo del sassofonista Gianni Denitto, autore del disco The Shadow Line (classificato tra i 100 migliori album jazz del 2025 dalla rivista Jazzit), prende il via venerdì 19 giugno a Iseo, sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea, la nuova edizione del festival. La proposta di Denitto trae ispirazione dall’omonimo romanzo scritto nel 1917 da Joseph Conrad: la musica è stata, infatti, composta pensando a un viaggio simbolico che attraversa le tappe dell’esperienza umana, tra grandezza e miseria. Come nel testo di Conrad, la “linea d’ombra” rappresenta un limite da sfidare e superare: il passaggio dalla giovinezza alla consapevolezza, ma anche il coraggio di oltrepassare i confini di ciò che ci definisce, per entrare in una dimensione nuova e trasformativa. Per realizzare questo progetto, Denitto ha scelto alcune delle migliori promesse del jazz italiano, a cui ha affidato arrangiamenti articolati e brillanti, in una linea decisamente legata al mainstream contemporaneo. Sassofonista di formazione classica e jazz, Denitto ha sviluppato nel tempo un fecondo rapporto con la musica elettronica, trovando una singolare sintesi con il suono acustico. Ha poi collaborato con musicisti di diverse tradizioni culturali, dall’Africa all’India, portando nel suo linguaggio spunti provenienti da un vasto universo sonoro, svolgendo nel contempo attività di insegnamento in accademie e conservatori di varie parti del mondo. Come strumentista, ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica della Rai per la sua competenza nella musica eurocolta, mentre nel jazz è stato al fianco di artisti rilevanti quali Billy Cobham, Francesco Cafiso, Fabrizio Bosso, Miroslav Vitous, Flavio Boltro e Tullio De Piscopo (ma non solo), esibendosi in numerosi festival italiani e internazionali. Attualmente è vicepresidente di MIDJ e la sua presenza a Lago D’Iseo Jazz risponde alla duplice esigenza di portare nel nostro festival artisti riconosciuti e giovani talenti emergenti.
    Il giorno dopo, sabato 20 giugno, sempre a Iseo (Bs) e sempre sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea, sarà la volta del nuovo, entusiasmante trio del trombettista Giovanni Falzone. Con la Freak Machine il musicista siciliano propone un jazz nel quale si utilizzano materiali provenienti da un vasto universo sonoro che comprende il punk, il funky, il rock, la musica eurocolta contemporanea e l’elettronica per realizzare una serie di brani, più o meno strutturati, che favoriscono l’improvvisazione aperta e legata al dialogo collettivo del trio. Il progetto nasconde anche la più profonda riflessione sul rapporto dell’uomo odierno con la tecnologia, come del resto alcuni pezzi in repertorio ben evidenziano, a partire da L’uomo robot. La varietà di colori messi in gioco da Falzone, compreso un utilizzo straniante della voce, le qualità di superbo improvvisatore e di eccellente strumentista del leader, la competenza e la sensibilità dei suoi partner, con i quali lavora in maniera empatica, fanno della Freak Machine un gruppo dall’eccellente interplay e dalle sorprendenti traiettorie sonore. Del resto, Andrea Bruzzone, classe 1988, è musicista di esperienza, che vanta collaborazioni in vari contesti jazzistici, dal piccolo gruppo alla big band (anche con Fabrizio Bosso, Roberto Cecchetto, Alberto Mandarini e Pino Jodice) e la vittoria nella International Percussion Competition del 2015. Giuseppe La Grutta, nato nel 1996, spazia invece dal funk al soul e al rock classico e con la sua band ha aperto quattro concerti-evento di Elio e le Storie Tese tra il 2022 e il 2025. Giovanni Falzone è, come noto, uno dei più creativi e completi jazzisti italiani, con una formazione sia classica sia jazz: nel primo ambito ha avuto un percorso orchestrale di altissimo livello, diretto da bacchette quali Riccardo Chailly, Giuseppe Sinopoli e Carlo Maria Giulini. Nel jazz vanta una carriera di leader che lo ha portato a incidere una ventina di dischi e a vincere premi importanti tra cui il Django d’Or e, in varie categorie, diversi Top Jazz della rivista Musica Jazz. Ha collaborato con grandi artisti italiani e internazionali, da Giorgio Gaslini a Kenny Werner, da Enrico Pieranunzi a Jim Black, da Rita Marcotulli a Jeff Ballard, per citarne solo alcuni, suonando nei più prestigiosi festival nazionali e internazionali. Docente richiestissimo, alterna l’attività di insegnamento a quella di solista e compositore e in questo concerto ci proporrà una musica al di fuori dagli abituali schemi e dall’inusuale scenografia sonora.
    Giovedì 25 giugno, il lido Sassabanek di Iseo (Bs) ospiterà due concerti: quello del quintetto del trombettista Marco Mariani e quello del sestetto del pianista Claudio Angeleri. Quest’anno, come detto, ricorre il centenario della nascita di Miles Davis, figura chiave nella storia del Jazz e della musica del Novecento, che vide la luce ad Alton, nell’Illinois, il 26 maggio del 1926. A questo straordinario artista dedica il suo nuovo progetto Marco Mariani, che nel suo percorso musicale ha già realizzato programmi originali anche su altre grandi personalità della tromba e della composizione jazz. La novità di questo tributo a Davis è dovuta al fatto che i riferimenti sono i brani registrati con lo storico quintetto degli anni Sessanta, quello con Shorter, Hancock, Carter e Williams, formazione iconica della storia jazzistica che portò la concezione modale a un punto estremo di realizzazione e, quindi, la proposta di Mariani farà rivivere, con la sensibilità contemporanea, pagine importanti ma poco esplorate. Marco Mariani si è diplomato sia in tromba classica sia in tromba Jazz ed è solista della Civica Jazz Band di Enrico Intra, della Artchipel Orchestra di Ferdinando Faraò, della Montecarlo Night di Nick The Nightfly e della Swing Band di Paolo Tomelleri, oltre a dirigere da anni il Bocconi Jazz Business Unit dell’Università Bocconi. Docente apprezzato ai Civici Corsi di Jazz (di cui fu studente), ha scritto con Emilio Soana tre metodi didattici per tromba jazz ed è musicista che unisce alla profonda conoscenza del moderno trombettismo jazzistico la predilezione per il Miles Davis elettrico quanto per l’improvvisazione radicale nell’ambito della noise music. Anche i musicisti con cui si presenta a Iseo sono tutti legati ai Civici Corsi di Jazz di Milano, a cominciare da Rudi Manzoli, prima studente e oggi docente della prestigiosa scuola milanese, tenorista di esperienza e vasta conoscenza linguistica, mentre diplomati dei Civici sono la contrabbassista Margherita Carbonell, anch’essa con la doppia preparazione classica e jazzistica, già partner di Enrico Intra in ambito concertistico e discografico, e il batterista Daniele Delfino, una nuova realtà del drumming italiano. In fase di diploma al biennio di specializzazione è invece il pianista Samuele Lindo.
    Poi sarà la volta del sestetto del pianista e compositore Claudio Angeleri, affiancato da Paola Milzani (voce ), Gabriele Comeglio (sassofoni), Michele Gentilini (chitarra), Marco Esposito (basso elettrico) e Matteo Milesi (batteria). Per Lago D’Iseo Jazz, il musicista bergamasco presenterà un progetto nato nel 2001 e coronato da grande successo: From Be to Pops nasce dall’idea di portare nel jazz di impronta contemporary mainstream una serie di brani provenienti dalla canzone italiana, da quel pop che è il corrispondente nazionale dei grandi evergreen americani. In sostanza, un concerto che ha in programma celebri canzoni scritte da autori quali Gino Paoli, Fabio Concato, Bruno Martino, Pino Donaggio, Roby Facchinetti e Carlo Alberto Rossi e rese celebri da grandi interpreti nazionali e internazionali tra cui Mina, Ornella Vanoni, Joao Gilberto, Gilberto Gil ed Elvis Presley. Si tratta di melodie straordinarie, diventate degli evergreen che hanno attraversato i generi giungendo anche al jazz, grazie alle versioni di Michel Petrucciani, Toots Thielemans, Mike Stern, Chet Baker e molti altri. Gli arrangiamenti mantengono fede alla riconoscibilità delle linee melodiche, pur introducendo elementi originali caratteristici della penna di Claudio Angeleri, ora più pop e funk, ora più bebop e bluesy. Panista, compositore, docente e organizzatore, Angeleri è una delle personalità più versatili della scena del jazz nazionale e guarda alla tradizione moderna del jazz per attualizzarla, grazie alle sue qualità compositive e di arrangiatore. Per questo concerto propone il suo gruppo più longevo, con il sassofonista Gabriele Comeglio, polistrumentista di alto livello e anche arrangiatore attivo sia nell’ambito jazz sia in quello pop (tra gli altri, ha arrangiato anche per Mina); c’è poi la versatile cantante bresciana Paola Milzani, che spazia con personalità dal jazz alla musica classica, dal pop al gospel, quindi il bassista elettrico Marco Esposito, da sempre partner di Angeleri. Infine, ci sono il raffinato batterista Matteo Milesi e, come nuovo innesto, Michele Gentilini alla chitarra, che porta colori rock e funk all’interno del suo linguaggio. Il concerto propone, quindi, una musica di grande effetto, che unisce la riconoscibilità di pezzi da tutti amati al jazz di matrice contemporanea, ma radicato nella storia moderna di questa musica.
    Venerdì 26 giugno il festival si sposterà a Predore (Bg) per il concerto dell’Enrico Intra Group all’auditorium civico San Giovanni Battista. Dopo aver festeggiato il traguardo dei novant’anni nella scorsa edizione del festival, di cui è testimonial musicale, Enrico Intra continua a stupirci per la sua vitalità straordinaria e per l’attenzione che rivolge alle nuove generazioni di musicisti. Questa volta, nell’inedita e splendida cornice dell’auditorium di Predore, presenta il suo ultimo progetto, che ha appena visto la luce in un disco dell’etichetta romana Alfamusic, titolato come questo concerto: IN-TRA In Duo. Si tratta di un insieme di duetti, ma non solo, realizzati con alcuni giovani jazzisti italiani di grande talento, all’insegna del dialogo generazionale tipico del festival, e in particolare di questa edizione, qui fondato sulla musica del pianista e compositore milanese, attualissima nelle forme e originale nel suo rapporto con la musica europea contemporanea. L’attenzione al suono e la presenza di cellule ritmiche o melodiche alla base delle composizioni caratterizzano le pagine del carismatico Maestro, fornendo un materiale insolito e di grande stimolo per realizzare improvvisazioni fuori dagli schemi, basate su un forte interplay che richiede creatività e capacità di trovare singolari strade espressive. Il talento dei giovani artisti al suo fianco è ben evidente nella musica del Cd, che mette in luce la maturità con cui si muovono su un terreno inusuale, dialogando con coerenza e spregiudicatezza con il pianoforte. Se di Intra conosciamo tutti lo straordinario e variegato percorso artistico, che fa di lui una delle più significative voci del jazz europeo fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso, occorre sottolineare le qualità dei suoi partner, a cominciare dalla versatilità della cantante Lucia Filaci, la cui voce spazia con facilità su tutti i registri, e dalla padronanza tecnica e sensibilità espressiva di Arabella Rustico al contrabbasso. Quindi la tromba di Giacomo Serino si distingue per la modernità del linguaggio, il sassofono di Vittorio Cuculo per la conoscenza profonda della storia e la batteria di Daniel Besthorn per il senso del colore. Dopo il trionfale debutto lo scorso dicembre alla Casa del Jazz di Roma e l’invito al festival Jazz e Donna di Lucca, il gruppo ha nella rassegna iseana un’altra tappa fondamentale del suo percorso artistico.
    La XXXIV edizione del festival si concluderà sabato 27 giugno a Palazzolo sull’Oglio con due concerti nella bellissima cornice del Parco delle Tre Ville che vedranno impegnati, rispettivamente, Paolo Birro in piano solo e il quartetto di Eugenia Canale. Per il centenario della nascita di John Coltrane, gli organizzatori di Lago D’Iseo Jazz hanno commissionato a Paolo Birro un omaggio dedicato alle composizioni del sassofonista afroamericano, una delle più rilevanti personalità dell’intera storia del jazz. Pensando al dedicatario, un percorso in piano solo potrà sembrare strano, eppure, svincolato dal suono del sassofono, il mondo musicale coltraniano ci apparirà in una veste differente, aperto a nuove suggestioni, in grado di evidenziare le qualità compositive del musicista di Hamlet, North Carolina, la città dove nacque il 23 settembre di un secolo fa. Il mondo compositivo di Coltrane verrà affrontato attraverso la tipologia dei brani: ci saranno pezzi legati alla più ampia ricerca armonica, quelli di carattere tonale-modale, altri che guardano alla musica extraoccidentale fino alle pagine dell’ultimo periodo, quello aperto alle linee espressive più radicali degli anni Sessanta. Questa è una vera novità, perché è rarissimo che l’universo coltraniano sia affrontato a tutto tondo: per realizzare un simile progetto occorreva un musicista di grande cultura e profondità espressiva, un artista senza pregiudizi, capace di portare nel suo linguaggio spunti provenienti da tutta la storia di Coltrane, cogliendo però con precisione i legami tra le varie fasi del suo cammino artistico. “Musicista per musicisti”, Paolo Birro si è diplomato prima in piano classico (nel 1987), poi in pianoforte jazz, quando già era una figura di primo piano della scena nazionale. Pianista essenziale, sa trasmettere emozioni attraverso un modo di suonare che va sempre al cuore della musica, come ben sanno i grandi musicisti che lo hanno voluto al loro fianco, da Enrico Rava a Lee Konitz, da Pietro Tonolo a Claudio Fasoli e, ancora, Buddy De Franco, Bobby Watson, Mauro Negri, Johnny Griffin, Sandro Gibellini e tanti altri. Birro ha suonato in numerosi festival e rassegne in Italia e all’estero e come didatta ha insegnato nelle più prestigiose istituzioni didattiche italiane. Attualmente è docente al Conservatorio di Vicenza.
    Infine spazio alla pianista e compositrice Eugenia Canale e al suo Rebus Quartet, completato da Guido Bombardieri (sassofono e clarinetto), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso) e Roberto Paglieri (batteria). Turandot, l’ultima opera di Giacomo Puccini, che come tutti sappiamo il Maestro non terminò, è al centro della musica di questa formazione, che ha pubblicato per l’etichetta Abeat la sua versione per quartetto jazz di alcune arie del capolavoro pucciniano, tra cui la celeberrima Nessun dorma. Lo sguardo dei jazzisti all’opera non è nuovo, ma qui l’originalità risiede nell’aver elaborato le arie seguendo parte dell’articolato percorso storico del jazz, quindi riproponendole attraverso rimandi a stili quali il Bebop, il New Orleans, la libera improvvisazione, il funky-blues e altri ancora. Una varietà ottenuta agendo sulla componente ritmica e timbrica dei pezzi e lasciando inalterata, e riconoscibile, la parte armonica e quella melodica, a dimostrazione della modernità della concezione musicale di Puccini. L’occasione di ascoltare questa versione jazzistica di un capolavoro della storia del melodramma è, quindi, un evento importante. Eugenia Canale, pianista di doppia formazione (classica e jazzistica), è uno dei nuovi volti del jazz italiano al femminile e svolge attività sia in ambito eurocolto, soprattutto nella dimensione cameristica, sia in quello jazzistico. Dotata di sicura tecnica, di un linguaggio elegante e comunicativo e di uno swing coinvolgente, si è circondata di musicisti di assoluta esperienza, a cominciare da Guido Bombardieri, eclettico clarinettista e sassofonista, la cui lunga carriera lo ha visto al fianco di musicisti italiani e internazionali di primissimo piano. Tito Mangialajo Rantzer è un contrabbassista molto richiesto, soprattutto dagli esponenti della scena jazzistica più legata alla libera improvvisazione, ma vanta una solida esperienza in tutti gli stili del jazz. Infine, Roberto Paglieri è un batterista funzionale, dallo swing leggero ed efficace, che è stato al fianco di Franco Cerri nell’ultimo periodo di attività del grande chitarrista, di cui quest’anno si ricordano i cento anni dalla nascita.

    LAGO D’ISEO JAZZ-LA CASA DEL JAZZ ITALIANO
    DAL 19 AL 27 GIUGNO 2026 – Il programma della XXXIV edizione
    Venerdì 19 giugno 
    Iseo (Bs), sagrato della Pieve di Sant’Andrea, ore 21
    Gianni Denitto
    The Shadow Line
    Gianni Denitto (sassofoni), Matilde Gori (tromba), Didier Yon (trombone), Alessandro Rosin (contrabbasso, Gabriele Peretti (batteria)

    Sabato 20 giugno 
    Iseo (Bs), sagrato della Pieve di Sant’Andrea, ore 21
    Giovanni Falzone Freak Machine 
    Giovanni Falzone (tromba, voce, elettronica), Giuseppe La Grutta (basso elettrico), Andrea Bruzzone (batteria)

    Giovedì 25 giugno
    Iseo (Bs), lido di Sassabanek, ore 21
    Marco Mariani Quintetto
    Cento anni di Miles Davis – La musica del secondo quintetto
    Marco Mariani (tromba), Rudi Manzoli (sax tenore), Samuele Lindo (pianoforte e tastiere),
    Margherita Carbonell (contrabbasso), Daniele Delfino (batteria)

    Claudio Angeleri Sestetto
    From Be to Pops
    Claudio Angeleri (pianoforte), Paola Milzani (voce ), Gabriele Comeglio (sassofoni),
    Michele Gentilini (chitarra), Marco Esposito (basso elettrico), Matteo Milesi (batteria)

    Venerdì 26 giugno
    Predore (Bg), auditorium civico San Giovanni Battista, ore 21
    Enrico Intra Group
    IN-TRA In Duo
    Enrico Intra (pianoforte), Lucia Filaci (voce), Giacomo Serino (tromba), Vittorio Cuculo (sassofoni), Arabella Rustico (contrabbasso), Daniel Besthorn (batteria)

    Sabato 27 giugno
    Palazzolo sull’Oglio (Bs), Parco delle Tre Ville, ore 21
    Eugenia Canale Rebus Quartet
    Turandot
    Eugenia Canale (pianoforte), Guido Bombardieri (sassofono e clarinetto), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso), Roberto Paglieri (batteria)

    Paolo Birro piano solo
    Tributo a John Coltrane nel centenario della nascita (progetto speciale del festival)
    Paolo Birro (pianoforte)

    Tutti i concerti sono a ingresso libero.
    Direzione artistica e introduzione ai concerti: Maurizio Franco.
    Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio – Sviluppo Turistico Lago D’Iseo Sassabanek.
    Amplificazione e luci: CDpM Sound and Light.
    Lago d’Iseo Jazz utilizza pianoforti San Michele e batterie Le Soprano.
    Media partner: Rai Radio Tre.
    Con il patrocinio di MIDJ, Musicisti Italiani di Jazz