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  • “Pazza +” è il nuovo singolo di Lucy Love

    Dal 16 gennaio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Pazza +”, il nuovo singolo di Lucy Love.

    “Pazza +” è una confessione, un ultimo respiro all’interno di una relazione ormai esausta, giunta al punto in cui ogni tentativo di salvataggio si è trasformato in un modo per autodistruggersi. È il racconto della fine di un amore che ha consumato ogni cosa: la fiducia, il corpo, la mente e la voce.

    Il brano descrive quel preciso istante in cui si realizza che non c’è più nulla da riparare, poiché ciò che un tempo era vivo è ormai solo un riflesso, un fantasma del passato. La narrazione esplora il conflitto tra lucidità e follia, tra la paura di lasciarsi andare e l’istinto di sopravvivenza. La composizione si muove come un “valzer tossico”: una danza lenta e fatale tra due persone che si amano e si feriscono, cercandosi e respingendosi, incapaci di fermarsi pur sapendo che ogni passo è un colpo al cuore.

    “Pazza +” non rappresenta una resa, bensì una rinascita. È la voce di chi, dopo aver toccato il fondo di un amore malato, sceglie di ritrovare se stessa. Nel brano convivono dolore e liberazione, malinconia e la pace che sopraggiunge quando si smette finalmente di lottare per qualcosa che non può più essere salvato.

    In ultima analisi, è una canzone dedicata a chi ha amato troppo e a chi ha tentato di tenere in vita un legame morente, trovando infine il coraggio di dire basta per la propria salvezza.

    Commenta l’artista sul nuovo progetto: “Avevo toccato il fondo e avevo scavato anche oltre, ma dopo il dolore c’è la liberazione! Resta la malinconia, sì, ma quella di un’illusione mai manifestata nella realtà dei fatti concreti, vissuti in tanti anni insieme. La pace arriva quando smetti di lottare e di cercare di comprendere qualcosa, o qualcuno, che non vuole essere né compreso né salvato. ‘PAZZA +’ (come dice il titolo) è nata dopo aver speso anima, cuore, sangue, chili, soldi e anche un bel po’ di neuroni per chi non mi ha mai vista davvero, ma mi ha solo usata per sua comodità e capriccio. A volte la libertà comincia proprio da una follia ben indirizzata! Alla fine ho smesso di inseguire fantasmi e ho ricominciato a ridere, ritrovando in primis l’affetto e la premura per me stessa.”

    Biografia

    LUCY è una cantautrice, performer e direttrice artistica nata a Vicenza e con base a Milano. È un’artista totale: scrive, compone, dirige, costruisce estetiche, narrazioni e visioni. Ogni parte del suo progetto – dai testi ai visual – nasce da una sensibilità radicale e da un immaginario fortemente cinematografico.

    La sua storia parte da un dettaglio quasi mistico: sono state le suore del suo istituto a farla cantare per la prima volta, intuendo in lei una voce troppo grande per restare nascosta. Da bambina suona la tastiera, prende lezioni di canto, disegna, crea. L’adolescenza la ferisce, ma è proprio attraverso quelle ferite che la musica torna: diventa la sua autoterapia, il linguaggio che la salva e l’arma con cui si ricostruisce.

    Il progetto LUCY vive in una dualità profonda: Lucy Love e Lucy Hate, due nature emotive, due colori dell’anima, due modi opposti e complementari di reagire al mondo. Lucy Hate è la parte oscura, sacrilega, carnale. È la pelle che si indurisce, la voce che graffia, l’estetica che spaventa e seduce. Le sue influenze arrivano dall’estremo e dal disturbante: Marilyn Manson, l’elettronica abrasiva, il pop alienato di Poppy, l’immaginario inquieto di Cronenberg, Kubrick, Lars von Trier e Ryan Murphy, fino ai film horror che hanno costruito la sua fascinazione per il grottesco e per il corpo come simbolo emotivo. Da questa parte nasce “H2ODIO”, il suo primo EP: un viaggio nelle ferite, nella rabbia e nella corazza metallica che si costruisce quando nessuno ti protegge. Lucy Love invece è luce. È l’anima che rimane morbida anche quando la vita picchia forte. È malinconica, pop, emotiva, vulnerabile ma senza vergogna. Le sue influenze includono Lana Del Rey, Miley Cyrus, Lady Gaga, Allie X ed Elton John: melodie che restano, emozioni nude, romanticismo realistico e libertà creativa. Lucy Love è la voce della guarigione, della crescita e dell’identità che finalmente si dichiara senza paura.

    Il progetto LUCY si muove tra pop contemporaneo ed estetica cinematica, tra viscerale e melodico, tra ferocia emotiva e delicatezza. Il suo pubblico ideale raccoglie giovani adulti dai 18 ai 40 anni: persone sensibili e creative che vivono la musica come un rifugio e una rivelazione.

    Lavora in modo indipendente, curando la visione artistica e collaborando con professionisti esterni per finalizzare musica e contenuti visivi. Sta attualmente costruendo un team basato su fiducia, coerenza e visione condivisa.

    La missione di Lucy è raccontare la vulnerabilità che diventa forza e la sensibilità come superpotere, per far sentire meno sole le persone che vivono intensamente.

    Nei prossimi anni punta a consolidare il percorso discografico con un nuovo EP di Lucy Love, portando il progetto su palchi sempre più importanti. L’obiettivo a lungo termine è diventare una voce riconoscibile, autentica e poliedrica del pop contemporaneo italiano.

    Lucy è questo: petali e ferro, luce e ombra, fiamme e arcobaleni. Una metamorfosi continua, un dualismo che coesiste nel suo equilibrio.

    Con il nuovo singolo “Pazza +”, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 16 gennaio 2026, Lucy inaugura la nuova era Love: un pop diretto e sincero che parla di fragilità, ipersensibilità e rinascita. È un inno dedicato a chi si è sentito “troppo”, “strano” o “sbagliato” e ha imparato a trasformare tutto questo in coraggio.

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  • Dreaming San Marino Song Contest: oltre 800 iscritti da 40 Paesi, al via l’ultima fase dei casting

    Dal 27 al 31 gennaio 2026 si terrà l’ultima fase di Casting per “Dreaming San Marino Song Contest”, il primo step dedicato agli artisti emergenti verso la finale del “San Marino Song Contest” che a sua volta decreta il rappresentante della Repubblica di San Marino per l’Eurovision Song Contest. Al momento sono state registrate oltre 800 iscrizioni da 40 Paesi del mondo. Attese a San Marino migliaia di persone. Nelle precedenti edizioni del contest hanno trionfato band emergenti come i Piqued Jacks e i Megara che hanno rappresentato la Repubblica di San Marino all’Eurovision Song Contest.

    Dreaming San Marino Song Contest si consolida come un punto di riferimento nel panorama musicale internazionale, registrando numeri straordinari per questa nuova edizione: sono già oltre 800 gli artisti iscritti, in rappresentanza di ben 40 nazioni.

    Il successo della competizione è testimoniato da una partecipazione globale che parte dall’Afghanistan e attraversa l’Europa con Albania, Austria, Belgio e Estonia. Il richiamo dell’evento ha raggiunto anche il Bahrain, il Canada e la Costa d’Avorio, coinvolgendo talenti provenienti da Filippine, Francia, Germania e dalla piccola isola di Grenada.

    Il viaggio musicale prosegue toccando Irlanda, Italia, Kazakistan, Libano e Lussemburgo, estendendosi fino al Messico e ai paesi del Nord Europa come Norvegia e Svezia. A questi si aggiungono Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Puerto Rico.

    Infine, il quadro delle adesioni si completa con il Regno Unito, la Repubblica Ceca, la Romania e una nutrita delegazione dell’area balcanica e mediterranea che include San Marino, Serbia, Slovenia e Spagna, oltre a Stati Uniti, Svizzera, Thailandia, Turchia e Ucraina.

    Negli anni, il contest ha saputo trasformare artisti emergenti in rappresentanti internazionali della Repubblica di San Marino, come dimostrato dalle esperienze dei Piqued Jacks e dei Megara. Un percorso che continua a valorizzare il talento artistico sammarinese e globale attraverso una selezione rigorosa e formativa.

    L’ultima sessione di Casting avrà luogo presso il San Marino Outlet Experience dal 27 al 31 gennaio 2026.

    Per partecipare a “Dreaming San Marino Song Contest” gli artisti devono aver compiuto i 16 anni d’età entro il 30 settembre 2025, possono partecipare come singoli o in gruppo. L’iscrizione è gratuita per la verifica di idoneità online che consiste nella valutazione delle capacità interpretative ed esecutive dei concorrenti. Sarà possibile iscriversi fino al 20 gennaio 2026.

    Per le iscrizioni è necessario accedere al sito ufficiale di Dreaming San Marino Song Contest: https://dreamingsanmarinosongcontest.com/iscrizioni/

    Il regolamento della manifestazione completo è disponibile sul sito ufficiale del Festival: https://dreamingsanmarinosongcontest.com/regolamento/

    Superata la fase di “Casting”, il percorso di selezione del Contest entra nel vivo con lo Stage & Live Academy (LA), un’importante fase di preparazione e valutazione che prenderà il via nel mese di febbraio 2026 il 13-14-15.

    L’Academy è finalizzata a preparare i partecipanti per l’esibizione cruciale davanti alla Giuria di esperti. L’intero programma sarà diviso in 8 sessioni (LA), ciascuna composta da circa 30 concorrenti.

    L’obiettivo è selezionare i migliori: da ognuna delle 8 sessioni, 5 concorrenti otterranno il pass per le semifinali. Questo porterà ad avere un totale di 40 artisti ammessi alle due Semifinali (20 per ciascuna Semifinale).

    Il calendario dettagliato di tutte le sessioni sarà deciso da Media Evolution (ME) e verrà tempestivamente comunicato ai concorrenti tramite pubblicazione sul Sito ufficiale del “Dreaming San Marino Song Contest”, nella sezione dedicata “Stage & Live Academy”.

    Il San Marino Song Contest svela le novità della sua nuova edizione.

     
    Due semifinali in diretta su San Marino RTV canale unico 550
    , ciascuna con 20 concorrenti provenienti da “Dreaming San Marino Song Contest”, e la finalissima prevista a marzo 2026 in diretta sempre su San Marino RTV con 10 concorrenti finalisti emergenti e 10 big in gara.

    Denny Montesi, amministratore unico di Media Evolution, è stato nominato Head of Delegation per l’Eurovision Song Contest. Sarà affiancato da Valentina Monetta, artista sammarinese che ha rappresentato San Marino all’Eurovision quattro volte, in veste di Ambassador. La coppia sarà responsabile di guidare la delegazione sammarinese all’Eurovision Song Contest e di promuovere il talento artistico della Repubblica di San Marino a livello internazionale.

    SAN MARINO SONG CONTEST
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  • La musica come il calcio: non basta allenarsi, serve essere convocati

    C’è un momento, nella carriera di ogni talento, in cui l’allenamento non basta più. Ti alleni, cresci, migliori. Ma a volte, il campo resta chiuso. La panchina diventa inattività contrattuale, l’attesa si prolunga, il dialogo si interrompe. È da qui che nasce “Champions League” (Daylite Records/3Esse Srl), il nuovo singolo di Connor Las Americas: un racconto disilluso che adotta il linguaggio calcistico per parlare di industria musicale, potere decisionale e occasioni negate.

    Nel brano, l’allenatore diventa il discografico, il giocatore l’artista.
    Non c’è rabbia, non ci sono scontri né attacchi frontali. Solo una domanda, che attraversa tutto il testo:

    «se mi alleno bene, perché non mi fai giocare mai?»

    Negli ultimi anni, l’industria musicale italiana ha accelerato tempi e aspettative: contratti sempre più precoci, percorsi compressi, dinamiche decisionali sempre più rapide. L’accesso al “campo” passa spesso da scelte standardizzate, formati predefiniti, traiettorie obbligate che non sempre tengono conto della maturazione artistica o della visione individuale. In questo contesto, molti progetti restano in stand-by: firmati, ma non realmente messi nelle condizioni di esprimersi.

    A rendere questo equilibrio ancora più fragile è la mole crescente di artisti che ogni anno affacciano sul mercato: un bacino amplissimo di talenti, percorsi e aspirazioni che competono per uno spazio sempre più ristretto. In un sistema saturo, il sogno diventa una leva potentissima – perché muove sacrifici, attese, rinunce – ma anche estremamente delicata. Vale nello sport come nell’arte: la promessa di un accesso possibile al campo, al palco, alla visibilità, può sostenere un percorso o incrinarlo, soprattutto quando resta rinviata troppo a lungo; una convocazione rimandata indefinitamente.

    A questa pressione strutturale si aggiunge un altro elemento, meno visibile ma decisivo: la distanza tra chi prende decisioni e i percorsi artistici che dovrebbe accompagnare. In molti casi, alla firma non segue un reale lavoro di sviluppo, mediazione o lettura del progetto nel tempo. Mancano spesso figure capaci di tradurre il potenziale in direzione, di gestire le fasi di attesa, di sostenere la crescita senza forzarla dentro traiettorie standard. Il risultato non è il fallimento immediato, ma una sospensione prolungata, che lascia l’artista formalmente dentro il sistema ma, di fatto, fuori dal campo.

    “Champions League” parla proprio di questa condizione, quella di chi viene messo sotto contratto troppo presto, senza un reale allineamento di visione, e si ritrova bloccato, invisibile, costretto a guardare la partita dalle tribune.

    Connor non invoca protezioni, non infanga la maglia. Chiede spazio. Anche solo cinque minuti nel recupero. Il tempo necessario per dimostrare il proprio valore. Al mister, ma soprattutto a un pubblico che non ha ancora avuto modo di vederlo giocare.

    Le tribune che “non fanno bene”, la richiesta di essere “messo sul mercato”, il rispetto per la squadra nonostante tutto, il sogno infantile della Champions League citati nel testo, restano intatti anche quando la carriera si inceppa.

    L’artista mette in forma canzone la sua vocazione: una vocazione che non si spegne, nemmeno durante e dopo l’esclusione.

    Rimasto artisticamente bloccato per quasi quattro anni dopo un contratto discografico firmato nel 2020, a causa di un conflitto profondo sulla direzione artistica e sull’unica strada che gli veniva concessa — quella di un talent show che non sentiva propria — Connor Las Americas ha attraversato un lungo contenzioso legale, concluso con la riconquista della sua libertà creativa. “Champions League” è il primo brano che segna questo ritorno.

    Scritto a quattro mani con Francesco Mattia Pisapia e prodotto da effemmepi, il singolo non vuol essere una resa dei conti, né una richiesta di indulgenza, ma una presa di parola consapevole su ciò che accade quando il talento resta in panchina, anche a fronte di aspettative e prospettive iniziali che sembravano già tracciate. Il racconto, spogliato da polemiche sterili, di cosa resta, dentro un artista, quando il sogno è ancora lì, ma l’accesso è negato.

    «Ci tenevo a raccontare cosa succede quando sei dentro un sistema, ma non ti è permesso agire – dichiara Connor Las Americas -. Nel calcio come nella musica, la panchina non è solo attesa o esclusione: è un tempo che passa senza possibilità di mettersi alla prova. Con questo brano non cerco colpevoli, ma rivendico il diritto di ogni talento di misurarsi con il proprio pubblico, anche solo per cinque minuti di recupero.»

    Oggi Connor sceglie di ripartire da Daylite Records, una realtà allineata ai suoi valori: un cambio di squadra, non una fuga. Un nuovo inizio, dopo una lunga attesa.

    “Champions League” parla di musica, ma riguarda anche il lavoro, il merito, il tempo sospeso di un’intera generazione che si allena senza sapere quando — o se — arriverà la convocazione.

  • “Certe sere” è il nuovo singolo dei The Kollege

    Dal 16 gennaio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme di streaming digitale e in rotazione radiofonica “CERTE SERE”, il nuovo singolo dei The Kollege.

    “CERTE SERE” è un brano che racconta una relazione giunta al termine, osservata attraverso gli occhi di chi continua a sperare che non sia ancora tutto perduto. È una canzone profondamente malinconica, capace di evocare le atmosfere delle sere d’estate al tramonto: quei momenti in cui i pensieri si fanno più densi, le lacrime scendono silenziose e l’attesa di un treno in stazione porta con sé tutta l’amarezza per ciò che è stato e non tornerà più.

    Dal punto di vista sonoro, “CERTE SERE” si muove con naturalezza nei territori dell’Indie Rock, genere che unisce profondamente i tre membri della band.

    Commenta la band a proposito del brano: “CERTE SERE è nata quasi per caso, ma abbiamo capito immediatamente che era il brano giusto da pubblicare in questo momento del nostro percorso, specialmente dopo tutto quello che abbiamo vissuto negli ultimi mesi. In questa canzone confluisce una passione comune che ci ha permesso di dare vita a un sound capace di unire i nostri riferimenti musicali a un’impronta che sentiamo fortemente personale e identitaria. Proprio per questa sua natura così autentica, non abbiamo avuto dubbi: doveva essere questo il nostro prossimo singolo.”

    Biografia

    I The Kollege nascono nel 2022 da un’idea dei fratelli Alessandro (voce e chitarra) e Lorenzo (batteria), rispettivamente di 17 e 19 anni. Entrambi polistrumentisti, crescono in una famiglia di musicisti e iniziano a viaggiare per l’Italia e l’Europa come artisti di strada fin da piccoli, esibendosi in festival internazionali con i genitori già a 7 e 9 anni.

    Nel 2023 il progetto si completa con l’ingresso di Paolo (basso), amico d’infanzia di 16 anni, anch’egli polistrumentista proveniente da una famiglia di artisti. L’anno successivo i The Kollege iniziano a esibirsi dal vivo come trio, proponendo un set originale ricco di influenze: il rock è il fulcro del sound, contaminato da funk, blues e rap.

    La loro proposta non è solo musicale, ma porta con sé messaggi di positività, sensibilità e speranza. I ragazzi sono carichi di energia, pronti a ribellarsi e guidati dalla convinzione che la musica possa ancora cambiare le cose.

    Dopo aver rilasciato i primi brani originali nel 2024, nel maggio 2025 pubblicano l’album di debutto, completamente autoprodotto, scritto e arrangiato da loro: “SENSIBILITY”. All’interno del disco spiccano tracce come “FUCK THE FAME”, “ALL IN ALL” e “MARY”, tre pezzi capaci di far emergere la vera anima della band.

    Le influenze dei The Kollege spaziano dai Led Zeppelin ai The Police, passando per i Red Hot Chili Peppers, il John Mayer Trio e i Pink Floyd. Curiosi e in costante ricerca del sound perfetto, i tre ragazzi ascoltano e sperimentano ogni genere musicale.

    Il loro target è dichiaratamente giovane: i The Kollege vogliono riportare al centro la bellezza della musica suonata. Sono convinti che le nuove generazioni possano amare il loro genere, devono solo avere l’occasione di scoprirlo e tornare a vivere l’esperienza dei concerti. L’obiettivo è chiaro: spostare gli equilibri. Consapevoli che la vera arte muove le masse, i The Kollege puntano in alto con l’umiltà di chi sa quanto impegno serva per riuscirci, ma con la forza di chi non ha mai smesso di sognare in grande.

    “CERTE SERE” è il nuovo singolo dei The Kollege disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal e in rotazione radiofonica dal 16 gennaio 2026.

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  • Cenere: il 16 gennaio esce l’EP “Game(L)over”

    Dal 16 gennaio 2026 sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale e nei formati fisici cd e vinile “Game(L)over” (Overdub Recording / distribuzione ADA Music Italy), il nuovo EP di CENERE.

    L’EP “Game(L)over” descrive le dinamiche invisibili delle relazioni: connessioni che si accendono e disconnessioni che lasciano un vuoto interiore. Cinque brani che raccontano la necessità di ascoltarsi.

    Dal disorientamento scioccante di LOVE BOMBING alla consapevolezza di IO-TU, passando per il raccoglimento di ISOLE alla tensione di CAMERA DELLA RABBIA e l’impotenza comunicativa di QUANDO: ogni traccia è un frammento emotivo, un invito a trasformare il dolore in consapevolezza, liberandolo attraverso un percorso di crescita interiore. Un viaggio che insegna a coltivare l’intelligenza emotiva: accogliere le differenze, rispettare i limiti e le fragilità degli altri, senza rancore.

    Spiega l’artista a proposito della nuova release: “Con Game (L)over mi sono letteralmente messa a nudo, ogni canzone parla di uno stato d’animo che ho attraversato, parla delle mie fragilità, delle mie paure e del dolore che ho provato durante o alla fine di una relazione: rabbia, malinconia, freddezza, fino ad arrivare alla consapevolezza e alla accettazione di una fine necessaria che fa parte del nostro percorso di evoluzione emotiva. La grafica a pixel dell’EP richiama il design di una schermata finale di un videogame vintage. Perché l’amore per me è un “gioco” a livelli e noi, solo noi siamo sempre il mostro finale da combattere. Possiamo decidere di rimanere vittime di noi stessi per tutta la vita o di approfondire le dinamiche relazionali che dominano i nostri incontri e determinano la qualità dei nostri rapporti”.

     

    “GAME (L)OVER” TRACKLIST  

    01.Love bombing

    02.Io tu

    03.Isole

    04.Camera della rabbia

    05.Quando

    “Game (L)over” è già disponibile in presave

    https://ada.lnk.to/gamelover

     

    Giovedì 22 gennaio alle ore 21:00 al Gallery16 (via Nazario Sauro 16/A, Bologna), si terrà il release party di “Game (L)over”. A chiudere la serata sarà il dj set di Laura Gramuglia, speaker, dj, autrice e operatrice culturale. Già conduttrice di Radio Deejay e Radio Capital, è attiva nel collettivo Equaly ed è direttrice artistica del Festival La città delle donne. Nel giugno scorso ha pubblicato per EDT il libro “Contro il matrimonio”.

    “Ho scelto di presentare questo lavoro al Gallery16 perché è un luogo a cui sono profondamente legata. La mia prima data come Cenere è stata presentata proprio in questo spazio. Il Gallery16 non è solo un locale: è un punto di incontro e condivisione che dà voce alla creatività in tutte le sue forme: concerti live, esposizioni, presentazioni di libri, stand-up comedy e una selezione unica di vinili e merchandising. Un ambiente intimo e accogliente, perfetto per condividere questi nuovi pezzi di cuore, pezzi come i pixel di quel gioco chiamato amore, che si spengono e si accendono dentro di noi come le emozioni e gli interrogativi a cui dovremo rendere conto, nella speranza di raggiungere una nuova consapevolezza emotiva”, commenta Cenere.

    Biografia

    Sarah Fornito in arte CENERE voce storica e potente del panorama rock Bolognese, in attività da oltre 25 anni.

    Nel 2002 fonda le Diva Scarlet, con cui ha pubblicato due album di grande impatto: Apparenze (2004 Mescal/Sony,) e Non+Silenzio (2009), prodotto con la collaborazione di Giulio Ragno Favero (Il Teatro Degli Orrori).

    Con Diva Scarlet ha calcato diversi palchi tra Italia e Europa, condividendo la scena con Afterhours, Litfiba, Verdena, Zucchero, Marlene Kuntz e molti altri. Nel 2009 conquista il palco del Primo Maggio a Roma.

    Nel 2013 ha dato vita al progetto Decana, affiancata da Cecilia Bernardi, pubblicando l’omonimo album prodotto da Umberto Maria Giardini (Moltheni), segnando una nuova fase di ricerca sonora e maturità artistica.

    Nel 2020, Sarah dà vita al progetto Cenere, grazie all’incontro artistico con la violinista compositrice Rebecca Dallolio. Il linguaggio musicale è incisivo e i testi di forte impatto ricevono infatti numerosi riconoscimenti: il singolo “Che differenza fa?” vince il premio Suoni d’Ambiente di Radio Città Fujiko come miglior brano a tematica ambientale. “A testa in giù” un energico grido che dà sfogo al senso di claustrofobia subito durante la crisi pandemica. “Chi lo decide chi siamo?” si aggiudica il Premio Amnesty International e il Premio MEI nel contest Voci per la libertà e riceve la Targa di Miglior Testo al festival di cinematografia sociale Tulipani di Seta nera.

    Dopo i singoli “Isole” e “Love Bombing”, “Game(L)over” è il nuovo EP di Cenere pubblicato da Overdub Recordings e distribuito da ADA Music Italy disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale e nei formati fisici cd e vinile dal 16 gennaio 2026.

     

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  • Tra Rio De Janeiro e Firenze nasce un progetto che osserva le relazioni senza semplificarle: “Briciole di te” di Ilema

    Il debutto discografico di Ilema, nome d’arte di Ilenia Mancini, è l’approdo di un lungo percorso antropologico e geografico. “Briciole di te”, il suo nuovo singolo, nasce tra il Brasile e l’Italia e segna l’inizio ufficiale del suo progetto discografico, arrangiato da Marco Falagiani – Premio Oscar per Mediterraneo, produttore storico della canzone italiana e collaboratore, tra gli altri, di Mia Martini e Aleandro Baldi.

    Scritto a Rio de Janeiro, in un periodo di forte isolamento e ridefinizione personale, “Briciole di te” porta all’attenzione una dinamica relazionale sempre più diffusa: la presenza intermittente, fatta di promesse minime e di un coinvolgimento mai dichiarato, oggi spesso definita con il termine breadcrumbing. Questa condizione prende forma attraverso l’immagine immediata e insistita delle “briciole”, che diventa la misura narrativa di un legame sbilanciato, più che una metafora sentimentale.

    Nel testo non compare mai una definizione reciproca del rapporto. L’asimmetria tra i partner appare anche sul piano grammaticale: «io amante, tu niente di più». Una frase tronca, che non si completa, come non si completa il legame che racconta. Ilema non prende posizione, non giudica, non corregge. Si limita a registrare, in forma canzone, una dinamica, evitando aggiustamenti.

    Se il Brasile è stato il luogo della scrittura, è Firenze, nell’incontro con Falagiani nel novembre 2024, ad aver dato al brano una direzione definitiva. La produzione sceglie una linea essenziale, priva di sovrastrutture, che valorizza una vocalità non addestrata ai codici del pop contemporaneo. Un’impostazione che fa della semplicità formale e della ripetizione testuale un elemento strutturale, coerente con il senso di stallo raccontato dal brano.

    «“Briciole di te” nasce da una presa di coscienza molto netta – dichiara Ilema -. Rendersi conto di quanto spesso si accettino legami fatti di assenze, di mezze parole, di presenze minime scambiate per amore. Scriverla è stato un modo per accorgermi e consapevolizzare quella dinamica e, allo stesso tempo, per prenderne le distanze».

    Il percorso personale e professionale di Ilenia Mancini attraversa contesti geografici e linguaggi diversi. Dopo gli studi e le prime esperienze formative tra Firenze e Londra, ha vissuto a lungo in Medio Oriente, approfondendo lo studio della lingua araba e delle pratiche corporee orientali. In Brasile, a Rio de Janeiro, ha dato vita al progetto Tao Batuque nella favela della Mangueira, un’iniziativa educativa che unisce yoga, percussioni e lavoro con i bambini del quartiere, attirando l’attenzione dei media locali e internazionali.

    Parallelamente alla musica, Ilema si è formata come terapeuta in medicina cinese ed è autrice del saggio “Come trattare la voce con la medicina cinese”, testo adottato in ambito medico e sanitario. Un background che entra nel progetto musicale come metodo, in quanto la voce viene trattata come strumento di equilibrio, controllo e misura, più che come veicolo di esperienze ed emozioni personali.

    L’arrangiamento di “Briciole di te” è firmato da Marco Falagiani, affiancato da Valentina Galasso e Marta Maddalena Di Stefano. Il mastering è a cura di Marzio Benelli, nome di riferimento della discografia toscana e nazionale. Il progetto sarà completato nelle prossime settimane dall’uscita del videoclip ufficiale.

    Con “Briciole di te”, Ilema debutta nel panorama musicale italiano con un brano che anziché cercare adesione o immedesimazione, richiama all’attenzione. La sua scrittura nasce fuori dal mercato nazionale e vi rientra senza adattarsi, affidandosi a una produzione che accompagna, senza guidare. Il singolo è il primo capitolo di un progetto che sceglie il tempo lungo, dando forma al proprio percorso senza accelerazioni.

  • Clarissa Colucci – Echoes from Home. Da venerdì 9 gennaio 2026, disponibile questo nuovo album in copia fisica e in formato digitale


    Consegnato alle stampe dall’etichetta indipendente Wow Records, disponibile in formato fisico e sulle piattaforme digitali a partire da venerdì 9 gennaioEchoes from Home è la nuova fatica discografica della cantante e compositrice Clarissa Colucci, intraprendente musicista accompagnata in questo progetto da cinque talentuosi compagni di note: Matteo Serra (clarinetto), Canio Coscia (sax tenore), Lorenzo Mazzocchetti (pianoforte), Sergio Mariotti (contrabbasso) e Federico Negri (batteria).
    La tracklist del CD consta di sei brani originali (testo e musica) frutto della fervida creatività compositiva dell’autrice dell’album, eccezion fatta per Send in the Clowns (Stephen Sondheim), concepiti nel segno di una profonda indagine introspettiva attraverso cui si vivono sensazioni e si manifestano stati d’animo contrastanti. Il tutto, in solco contemporary jazz, impreziosito da un elogiabile spirito di ricerca, soprattutto sotto l’aspetto melodico, armonico, ritmico e delle sonorità, da cui emerge un clima di sospensione emotiva.
    Clarissa Colucci racconta così la genesi e descrive il mood di “Echoes from Home”: «Un viaggio che non segue mappe, ma strade interiori fatte di curve, attese e ritorni. Ogni brano è un frammento di questo cammino: momenti di approdo e pace, altri di lotta e smarrimento. È la storia di un andare e tornare, di una ricerca senza fine tra echi lontani e silenzi interiori».

  • “Lasting but can’t” è il nuovo singolo di Camillacosì

    Dal 9 gennaio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Lating but can’t”, il nuovo singolo di Camillacosì prodotto da Riccardo Biagetti disponibile sulle piattaforme digitali di streaming.

     

     

    “Lasting But Can’t” è un brano che porta con sé la voglia di concentrarsi sul presente, l’urgenza di cogliere il momento e di non restare immobili in ciò che non ci rappresenta più. Il brano è uno slancio al cambiamento e al lasciare andare tutto ciò che, per via della nostra crescita ed evoluzione, smette di appartenerci e di “raccontare di noi”: abitudini, oggetti, luoghi, pensieri e identità che oggi non ci rispecchiano più.

    Attraverso immagini fluide e sospese, come l’acqua di un fiume in cui scorrono pensieri e possibilità, la canzone parla del bisogno di staccarsi dalla staticità e dal rumore di fondo che ci “richiama” a un punto di partenza sicuro, ma non più rappresentativo, per scegliere invece il movimento, il cambiamento e la danza come atto liberatorio e simbolo di vita.

    Il ritornello diventa un invito condiviso, rivolto a se stessi ma anche all’altro: “let’s dance” non è solo un gesto fisico, ma una presa di posizione, un modo per affermare che nulla è davvero permanente e che proprio per questo vale la pena viverlo fino in fondo.

    Il brano si muove in un pop-soul contemporaneo, con un sound leggero ma incalzante, capace di trasmettere urgenza, libertà e il desiderio di vivere appieno, impedendo che il “non scegliere” diventi, senza accorgersene, la decisione che il tempo prende per noi.

    La produzione di Riccardo Biagetti ha mantenuto la musica semplice e immediata, valorizzando le parole e la voce e creando un equilibrio tra leggerezza, ritmo e introspezione.

     

    Commenta l’artista sul nuovo brano: «Lasting But Can’t è un brano che parla a chiunque senta il bisogno di scrollarsi di dosso qualcosa che non gli appartiene più. È nato dal desiderio di ricordarmi che restare fermi fa più paura che cambiare, e che a volte l’unica cosa da fare è decidere di mettersi in gioco, di essere protagonisti attivi della nostra storia, anche senza sapere esattamente dove la strada ci porterà. Scriverlo è stato un modo per lasciar andare, per invitare me stessa, e chi mi è accanto, a “danzare” invece di dar ascolto alle paure. La collaborazione con Riccardo Biagetti è stata ancora una volta fondamentale: insieme abbiamo dato forma a un brano leggero ma urgente, istintivo, che non voleva spiegare troppo, ma far sentire. Il video è nato in modo semplice e divertente, passando una giornata intera al fiume a cantare, ridere e suonare. È stato bello vedere quante persone si sono fermate ad ascoltare, quante altre abbiamo probabilmente disturbato e come tutto questo sia diventato parte della storia del brano. Lasting But Can’t rappresenta per me un passo avanti: dopo la fiducia raccontata in Bluer Sky, qui c’è il bisogno di agire, di cambiare, di non restare immobili. È un invito a vivere, perché oggi le scelte sono nostre.»

     

    Il videoclip di “Lasting But Can’t” è stato girato lungo un torrente della costa toscana, tra i suoni e i colori della natura. La scelta della location riflette perfettamente il significato del brano: l’acqua che scorre diventa metafora del tempo, del cambiamento e dell’impossibilità di restare fermi.

    Il video è stato realizzato in modo spontaneo e diretto da Camilla e Riccardo nell’arco di una sola giornata, lasciandosi ispirare dal luogo stesso nella scelta di immagini e movimenti. Durante le riprese, tra risate e musica, numerose persone presenti nei pressi del fiume si sono avvicinate incuriosite, creando un’atmosfera viva e partecipata. Nonostante l’apparente quiete del luogo, il set si è riempito di ascoltatori improvvisati.

    Il risultato è un racconto visivo libero, capace di restituire il senso di movimento e di evoluzione che attraversa il brano.

    Guarda il videoclip: https://youtu.be/JllpcQ19yI8

    Biografia

    Camilla Cazzola, in arte Camillacosì, è una cantautrice bolognese classe 1998. Si avvicina alla musica fin da bambina, quando inizia a cantare e a scrivere testi per dare forma alla propria interiorità. La musica diventa presto un linguaggio necessario, uno spazio autentico in cui esprimersi, capace di rompere il silenzio della sua timidezza.

    Il suo progetto artistico prende forma negli ultimi anni di liceo e si consolida nel tempo come un percorso in continua evoluzione, in cui scrittura e voce diventano strumenti per raccontarsi senza filtri. Camilla scrive e canta in italiano e in inglese: l’inglese rappresenta il suo primo linguaggio musicale, influenzato dagli ascolti dell’infanzia, mentre l’italiano arriva più tardi come una scoperta rivelatrice, capace di accogliere appieno la sua interiorità.

    Nel corso degli anni ha studiato canto privatamente e ha completato un percorso di scrittura e cantautorato con Bungaro, un’esperienza che ha segnato un punto di svolta nella definizione della sua identità musicale, aiutandola a spogliarsi di sovrastrutture e a valorizzare la propria sincerità espressiva.

    Le sue principali influenze spaziano da Lucio Dalla, Lucio Battisti, Brunori Sas e Mina, fino ad artisti internazionali come Adele, Damien Rice, Billie Eilish, i Beatles, gli U2, gli Eagles e molti altri. Un ascolto trasversale che alimenta una scrittura libera, emotiva e in costante sperimentazione.

    Attualmente la sua discografia comprende i singoli “Bluer Sky” e “Lasting But Can’t”, che rappresentano due momenti complementari del suo percorso: la fiducia nella ripartenza e l’urgenza del cambiamento.

    La sua musica si rivolge a un pubblico vasto, senza distinzioni di genere o età, a chi cerca autenticità e movimento emotivo. Con i suoi testi, Camillacosì si racconta con semplicità, tra introspezione e leggerezza, condividendo il proprio vissuto con chi ascolta, nello stesso modo in cui la musica ha sempre accompagnato lei. Il suo obiettivo è dedicarsi completamente alla musica, portandola su più palchi possibili e consolidando la propria stabilità artistica nei prossimi anni.

    “Lasting but can’t” è il nuovo singolo di Camillacosì disponibile in rotazione radiofonica dal 9 gennaio 2026.

     

     

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  • “Una di queste sere” è il nuovo singolo di Cardo

    Dal 9 gennaio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Una di queste sere”, il nuovo singolo di Cardo. 

    Una Di Queste Sere” è un brano introspettivo che, attraverso una trama complessa fatta di analisi, domande, ricerca e consapevolezza, fa luce sui desideri e sulla natura inconscia dell’uomo. Dopo una giornata intensa, la speranza è di trovare nella sera serenità e amore: sentimenti difficili da riconoscere, ma sempre presenti.

    Il suono è di natura classica, grazie a pianoforte e archi in primo piano. È presente inoltre un sintetizzatore che modernizza e aggiunge originalità al brano, accompagnato da percussioni incalzanti e, in alcuni passaggi, dal carattere “epico”.

    Commenta l’artista sul nuovo singolo: “Una Di Queste Sere è una di quelle canzoni che nascono davvero nel giro di poco, dalla parte musicale al testo. E’ un brano molto importante per me. Nasce dal desiderio di trovare serenità dopo una giornata intensa, condizione che penso accomuni molte persone.” 

    Il videoclip di “Una Di Queste Sere” è ambientato in un bosco che funge da metafora della realtà. L’elemento principale è un filo rosso, simbolo della trama del destino: un’enorme ragnatela che lega il protagonista a cose, avvenimenti e persone oltre la logica, lo spazio e il tempo.

    Si tratta di un legame misterioso che, pur muovendosi in modalità improbabili, possiede un inizio, una storia e una fine. Il filo è uno solo. Nel video compare inoltre una violoncellista, figura simbolica che funge da guida nel “bosco della vita”.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/0GiEyPs4ahM?si=qkTz_xrBSaAgeyEG

    Biografia

    Simone Cardelli nasce a Imola il 15 giugno 2002. Inizia lo studio del pianoforte a 5 anni, per poi proseguire come autodidatta dai 13 anni in poi. A 18 anni si avvicina alla produzione musicale, sempre da autodidatta, utilizzando principalmente FL Studio. Scrive testi da sempre e proprio in quel periodo inizia a comporre i suoi primi brani, affiancando alla produzione anche alcune lezioni di canto.

    Le sue influenze musicali sono estremamente vaste, frutto dell’ascolto dei generi più disparati. Fin da giovanissimo si appassiona al rock (Mötley Crüe, Nightwish, Manowar, Europe, Pink Floyd, AC/DC, Guns N’ Roses, Queen, Fleetwood Mac, Led Zeppelin, The Rolling Stones, David Bowie, Yngwie Malmsteen, ecc.). Parallelamente, grazie allo studio del pianoforte, coltiva l’interesse per la musica classica e orchestrale (Hans Zimmer, Ennio Morricone, ecc.). Il suo bagaglio si arricchisce poi con il rap (Kanye West, JAY-Z, Lil Wayne, Eminem), il pop (Michael Jackson, Stromae, Rihanna, Beyoncé, Black Eyed Peas) e l’EDM (David Guetta, Skrillex, Avicii, Kygo), senza dimenticare il cantautorato e il rock italiano (Fabrizio De André, Franco Battiato, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Francesco Guccini, Vasco Rossi).

    Attraverso la sua musica, Simone si racconta condividendo sentimenti, dolori e riflessioni sulla società, con l’obiettivo di connettersi con il maggior numero di persone possibile, senza distinzioni di età.

    “Una di queste sere” è il nuovo singolo di Cardo disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 9 gennaio 2026.

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  • “Capirai” è il nuovo singolo di Alice Blasi

    Da venerdì 9 gennaio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “CAPIRAI” (TRP Vibes / Track Records Productions) il nuovo singolo di ALICE BLASI.

    “Capirai” è un brano intimo e introspettivo che si muove tra i silenzi, raccontando l’assenza e custodendo emozioni sospese tra paura e nostalgia. È una canzone che parla d’amore come bisogno profondo di connessione: la ricerca di occhi familiari, di respiri rassicuranti, di un luogo da chiamare casa.

    Nel ritornello, «Capirai se dentro agli occhi tuoi non guardo mai», gli occhi diventano lo specchio di un dolore profondo: custodiscono emozioni troppo grandi e ricordi ancora troppo vivi. Gli stessi occhi che un tempo brillavano di luce ora si fanno scuri, appesantiti dal peso di ciò che è stato. La canzone è una ricerca costante di un appiglio, di una luce lontana, di un respiro capace di salvare. «E nell’alba forse sì, ci affonderei, solitudine dentro agli occhi miei», racconta il desiderio di perdersi, di abitare la solitudine, ma anche la necessità di stringersi forte, di trovare conforto.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “In questo brano ho scelto di condividere una parte profonda di me, di mettermi a nudo e di donare ogni sensazione senza filtri. Ho cercato di raccontare le mie paure, lasciando che fossero anche i silenzi a parlare. Sono profondamente grata per la possibilità di racchiudere tutto questo in una canzone e spero che in queste parole possiate riconoscervi un po’ anche voi. La musica mi ha fatta sentire compresa, capita, accolta. Mi ha abbracciata nei momenti più fragili e mi ha fatto sentire meno sola. Ed è proprio per questo che ho scelto di raccontarmi, di condividere: con la speranza che queste parole possano, a loro volta, abbracciare il cuore di chi le ascolta.” 

    Il brano è già disponibile in presave

    https://found.ee/xBF79eE

    Il videoclip di “Capirai”, diretto da Gianluca Scalia e prodotto da Kemedia, si sviluppa in un’atmosfera ovattata e sospesa. La protagonista vive azioni minime come fossero abissi: esce di casa, entra in ascensore e improvvisamente è già “altrove”, quasi in coma. In una quotidianità che si sfalda, piccoli gesti diventano segnali di disagio evidente: prende una cioccolata, tamburella sul tavolo, si tocca i capelli, osserva ciò che la circonda senza realmente vederlo. Chiude gli occhi per raccogliere le idee: flussi emotivi contrastanti.

    Il percorso si compie infine in sala prove, dove mette in pratica ciò che ha immaginato. L’uscita finale, con il libretto degli appunti lasciato sul leggio, suggella simbolicamente la chiusura di un capitolo.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=Dp0tPlLpyac 

    Biografia

    Alice Blasi, 19 anni, è una giovane cantautrice indie-rock, che ha recentemente conseguito il diploma al liceo classico.  Fin da giovanissima mostra interesse per la musica, un’arte che diventa ben presto una componente fondamentale della sua vita. Il suo approccio musicale inizia con lo studio della chitarra, strumento che continua a coltivare con dedizione guidata dal maestro Edoardo Musumeci.  Due anni fa intraprende anche un percorso vocale con la vocal coach Lilla Costarelli, che le permette di sviluppare le sue potenzialità come interprete

    Un nuovo e significativo passo avanti arriva con l’incontro artistico e umano di Riccardo Samperi, che accompagna Alice nella crescita del suo stile personale e nell’affermazione della sua identità artistica. Grazie a questa collaborazione Alice realizza i suoi primi singoli “Non so più di te”, “Ognuno per le Sue” e “Blu” per l’etichetta TRP vibes.

    “Capirai” è il nuovo singolo di Alice Blasi disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 9 gennaio.

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