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Happy Birthday, Monday Orchestra: grande festa per i vent’anni di attività della big band con Fabrizio Bosso special guest domenica 26 aprile al Blue Note di Milano
Sul palco del jazz club milanese, la formazione diretta da Luca Missiti festeggerà il ventesimo compleanno con un repertorio ideato per l’occasione, eseguendo brani originali composti da alcuni musicisti dell’orchestra. Il trombettista Fabrizio Bosso, nome di punta della scena italiana, sarà il solista ospiteMILANO – Buon compleanno, Monday Orchestra: la big band fondata e diretta da Luca Missiti, una delle formazioni più interessanti della scena jazz italiana, festeggerà i vent’anni di attività domenica 26 aprile al Blue Note di Milano, esibendosi insieme al trombettista Fabrizio Bosso, solista d’eccezione. Sono previsti due set: il primo alle ore 20.30 (ingresso 28-33 euro), il secondo alle ore 22.30 (ingresso 18-23 euro). Prevendita on line sul sito www.bluenote.com.La Monday eseguirà un repertorio ideato per l’occasione, formato da brani originali composti da alcuni membri dell’orchestra e arrangiati dal suo direttore, oltre a una manciata di pezzi scritti da musicisti che hanno collaborato con il collettivo milanese nel corso degli anni. Per questo giorno di festa la big band sarà al gran completo: oltre a Bosso e Missiti, sul palco del Blue Note ci saranno, infatti, Daniele Moretto, Alessandro Bottacchiari, Giancarlo Mariani, Pietro Squecco (trombe), Andrea Andreoli, Carlo Napolitano, Federico Cumar, Alessio Nava (tromboni), Giulio Visibelli, Andrea Ciceri, Tullio Ricci, Rudi Manzoli, Ubaldo Busco (sassofoni), Antonio Vivenzio (pianoforte), Marco Vaggi (contrabbasso) e Francesco Meles (batteria).Afferma Luca Missiti, che oltre a essere il direttore della Monday Orchestra è il coordinatore didattico dei Civici Corsi di Jazz di Milano, nonché docente di arrangiamento, composizione e musica d’insieme: «Siamo molto felici di tornare al Blue Note, proponendo per la prima volta un repertorio originale, basato interamente sulle composizioni di alcuni membri della nostra formazione (Visibelli, Andreoli, Ciceri, Ricci, Vivenzio e Bottacchiari), arrangiate da me. Siamo doppiamente felici di proporre questo repertorio in occasione della festa per i nostri vent’anni e di avere, per un’occasione così importante, un solista incredibile come Fabrizio Bosso, con cui è sempre un piacere collaborare».Nata alla fine del 2006, la Monday Orchestra ha collaborato con jazzisti del calibro di Randy Brecker, Bob Mintzer, Mike Mainieri, Sarah McKenzie, Emanuele Cisi, Gianluigi Trovesi, Tullio De Piscopo, Daniele Scannapieco, Franco Ambrosetti, Pietro Tonolo e Maurizio Giammarco e ha pubblicato cinque album: l’ultimo, intitolato Un Poco Loco – The Music of Bud Powell (con la presenza degli special guest Fabrizio Bosso alla tromba e Rosario Giuliani al sax), è stato presentato la scorsa primavera proprio al Blue Note di Milano. «Tra i momenti più entusiasmanti dei nostri primi vent’anni di attività – ricorda Luca Missiti – non posso non citare la partecipazione al Torino Jazz Festival nel 2015, quando presentammo il disco “Monday Orchestra meets Randy Brecker” e suonammo davanti a 19.000 persone, condividendo il palco con lo stesso Brecker. Particolarmente significativa è stata anche l’esibizione al bFlat Jazz Festival del 2012, a Milano, con due solisti meravigliosi quali Bob Mintzer e, ancora, Randy Brecker». -

Jazz: il trio di Gaetano Liguori dedica a Dario Fo il Concerto per la libertà sabato 18 aprile alla Camera del Lavoro di Milano
MILANO – È in programma sabato 18 aprile alla Camera del Lavoro di Milano il Concerto per la libertà – 25 aprile e dintorni del Gaetano Liguori Trio dedicato a Dario Fo, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. Organizzata e promossa da CGIL Milano e SPI Milano e dall’associazione culturale Secondo Maggio, l’esibizione verrà ospitata nell’auditorium Di Vittorio (corso di Porta Vittoria 43; ore 17.30, ingresso libero fino a esaurimento posti). Condivideranno il palco con il grande pianista (che nel 2013 ha ricevuto l’Ambrogino d’Oro per meriti artistici) il contrabbassista Andrea Grossi e il batterista Massimo Pintori.Il percorso artistico di Gaetano Liguori attraversa l’ultimo mezzo secolo di vita musicale italiana, un periodo nel quale il rapporto tra la sua musica e l’impegno sociale e politico non è mai venuto meno. Dagli anni del Sessantotto e della contestazione giovanile, che lo hanno visto tra i jazzisti in prima fila nel sostenere le rivendicazioni sociali e culturali dell’epoca, fino al Concerto per i Giusti (che realizza da diversi anni), il mondo di Liguori si è infatti contraddistinto per l’attenzione a quanto avveniva intorno alla sua musica, prendendo posizioni chiare nei confronti delle ingiustizie e delle violenze. La sua visione della libertà, diritto di tutti, e il suo sostegno verso chi subisce soprusi e prepotenze sono ancora attuali nel mondo odierno, segnato da crisi drammatiche. Sul piano strettamente musicale, Liguori ha da subito mostrato interesse verso un jazz aperto, spesso radicale nelle sue manifestazioni, in cui talvolta confluivano elementi provenienti dalla musica eurocolta contemporanea, senza dimenticare la sotterranea matrice napoletana che gli arriva dal padre, il grande batterista Lino Liguori.Nel concerto preparato specificamente per la Camera del Lavoro di Milano, Liguori si presenta, come detto, con il contrabbassista Andrea Grossi, nuova significativa realtà del jazz italiano, e con un batterista di grande esperienza quale Massimo Pintori, per proporre i brani che mezzo secolo fa caratterizzavano le sue esibizioni alla Palazzina Liberty (oggi intitolata a Dario Fo e Franca Rame). Proprio per questo motivo, Liguori ha voluto dedicare il live di sabato 18 aprile a Fo, con cui ha collaborato a lungo, eseguendo tra l’altro anche la musica di scena per L’opera dello sghignazzo.Dai concerti di allora, sia quelli in trio (con Roberto Del Piano al basso elettrico e Filippo Monico alla batteria) sia quelli in quintetto, dove al gruppo si aggiungevano Massimo Urbani al sax alto e Danilo Terenzi al trombone, è tratto il repertorio di questa performance, in cui si mantiene intatta la freschezza e l’originalità di una musica che ha segnato un modo di fare jazz in Italia. -
Maurizio Biancani il 17 aprile alla Libreria Birdland di Milano presenta “L’Alchimista del suono. Cinquant’anni di musica al mixer”
Venerdì 17 aprile 2026 alle ore 18:00, Maurizio Biancani presenterà a Milano il libro “L’Alchimista del suono. Cinquant’anni di musica al mixer” edito da Fernandel presso la Libreria Birdland (Via Vettabbia 9). Dialogheranno con l’autore Dario Giovannini (Carosello Records) e Luca De Gennaro (Radio Capital).
“L’ALCHIMISTA DEL SUONO. Cinquant’anni di musica al mixer”, già disponibile in libreria e negli store digitali dal 23 gennaio 2026, è l’autobiografia dello storico sound engineer e produttore musicale, fondatore e anima dello Studio Fonoprint di Bologna. Da dietro al mixer, Maurizio Biancani ha registrato voci e musica di Luca Carboni, Lucio Dalla, Laura Pausini, Pooh, Eros Ramazzotti, Vasco Rossi, Samuele Bersani, Zucchero e molti altri artisti, facendone risaltare la forza e le emozioni. Il libro è un viaggio nella musica italiana dagli anni Settanta ad oggi, ma è anche una riflessione sul mestiere del tecnico del suono, su cosa significhi davvero lavorare dietro le quinte, contribuendo in silenzio a qualcosa di più grande.
Spiega Maurizio Biancani a proposito del libro: «Avere il coraggio di radunare 50 anni di ricordi, come mi faceva notare anche Vasco, parlando del libro, non è una cosa facile, ci vuole coraggio. Significa mettere un punto fermo e riavvolgere il nastro della vita. La verità è che, spinto dai miei amici e da mio figlio, ho sentito il bisogno di fissare su carta tutto quello che da anni raccontavo a parole, per la sensazione che “tutti quei momenti si sarebbero perduti nel tempo come lacrime nella pioggia…”».
SINOSSI
Il libro è un racconto in prima persona, con il punto di vista esclusivo di uno dei principali sound engineer italiani, di alcuni dei capitoli più importanti della musica italiana. Maurizio Biancani è stato il coinquilino di Vasco Rossi quando faceva il dj negli anni Settanta (con il quale ha lavorato a dischi e tournée sin dagli esordi), il socio di Lucio Dalla (ha lavorato con lui a produzioni discografiche, live e studi di registrazione come Fonoprint), ha vinto due Grammy, un Telegatto, ha vissuto in America tra i precursori dell’Italo Disco ed è l’ospite fisso delle sei edizioni del programma “33 italian masters” di Sky Arte.
Queste pagine forniscono un pass “all areas” per il dietro le quinte di dischi e tournée di grandi firme come, ad esempio, Vasco (Siamo solo noi, Bollicine, Gli Spari sopra, Fronte del Palco, rock sotto l’assedio…) Dalla (1983, Bugie, Canzoni…), Pooh (Tropico del nord e Non siamo in pericolo), ma non solo. Biancani con il suo tono gentile, umile, condito dalla spiccata ironia bolognese, permette di accedere a un mondo che ha ancora molti aneddoti da svelare.
Come lava su un ghiacciaio i racconti di Maurizio fondono la monotonia binaria delle procedure discografiche odierne, con un passionale approccio ricco di una pionieristica, e talvolta ingenua, romantica genialità. A fare da sfondo gli usi e costumi degli ultimi 50 anni in tutte le varie e caleidoscopiche ere caratterizzate da nuove correnti artistiche, ma anche da nuovi problemi da risolvere. Come fil rouge invece si potranno apprezzare le grandi capacità relazionali che uno dei principali sound engineer italiani ha dovuto mettere in campo per gestire le sfumature variopinte delle personalità degli artisti italiani.
Nel volume saranno coinvolti alcuni dei protagonisti con i quali Maurizio ha collaborato da Vasco agli Stadio, da Samuele Bersani a Mauro Malavasi, dai Pooh a Celso Valli, Fiorella Mannoia, Ron, Miguel Bosè, Gianni Morandi, Luca Carboni e molti altri.
MAURIZIO BIANCANI | BIOGRAFIA
Maurizio Biancani Nerozzi nasce a Bologna il 5 febbraio 1953. Diplomato in Elettronica Industriale all’ ITIS di Bologna. Fondatore, Socio e Amministratore degli Studi di registrazione Fonoprint di Bologna dal 1976 al 2017. Musicista (tastierista) e Live Engineer dal 1970 al 1977 con alcune fra le maggiori live band emiliane.
Collaborazione in veste di Sound Engineer con il produttore-arrangiatore Mauro Malavasi nelle maggiori produzioni dance italiane negli anni ‘80. Sound Engineer con esperienze di registrazione, mixaggio, programmazione e Sound Design in studi professionali in Italia ed all’estero con i maggiori artisti italiani, tra cui: Lucio Dalla, Vasco Rossi, Luca Carboni, Fiorella Mannoia, Pooh, Eros Ramazzotti, Ennio Morricone, Pino Daniele, Samuele Bersani, Matia Bazar, Mango, Stadio, Franco Battiato.
Sound Engineer in importanti tournée dal vivo in Italia ed all’estero.
Produttore discografico per i seguenti artisti: Vasco Rossi (Bollicine, C’è chi dice no, Cosa succede in città, Va bene va bene così); Steve Rogers Band; Quartiere Latino; Stadio; Dodi Battaglia (Pooh).
Giornalista con collaborazioni a testate specializzate di settore tecnico-musicale.
Novembre 2001 vincitore di due Latin Grammy Awards per l’album “El alma al aire” di Alejandro Sanz nelle categorie: Miglior Album dell’anno e Migliore registrazione dell’anno.
Docente e coordinatore dei Corsi di Formazione Professionale per Sound Engineer negli Studi Fonoprint dal 1987 ad oggi.
Dall’anno 2000 Mastering Engineer presso gli Studi Fonoprint per i più importanti artisti italiani: Vasco Rossi, Lucio Dalla, Ivano Fossati, Luciano Ligabue, Angelo Branduardi, Zucchero, Fiorello, Irene Grandi, Luca Carboni, Lucio Dalla, Laura Pausini, Gianmaria Testa, Il Volo, Mina, Paolo Conte, Zecchino D’oro.
Mastering Surround con i più importanti artisti italiani, tra cui i Dvd Bluray dei Tour di Vasco Rossi, compreso il celeberrimo Modena Park, Film “Famoso” di Sferaebbasta, Film Tintoretto per Sky Arte 2021. Mix e Mastering International Jazz Album The Bari Session (Paul Vertico, John Helliwell Project).
Dal 2021 mix Engineer per il rivoluzionario formato Dolby Atmos per gli interi cataloghi discografici di Vasco Rossi, Lucio Dalla e Zucchero.
Conduttore televisivo dal 2018 al 2023 per le sei Stagioni della serie 33 Giri Italian Masters in onda su Sky Arte.
Nel 2023 partecipa alle cinque puntate della serie tv Netflix “Il Supervissuto” di Vasco Rossi.
Da Marzo 2024 insieme ad Arturo Bertusi (Vasco Rossi art director) si esibisce in locali bolognesi in uno spettacolo di musica e video: “Ascolta, storie di musica”. Attualmente oltre al normale lavoro come Sound e Mastering Engineer organizza Masterclass e Seminari musicali.
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“Where The Wind Blows” è il nuovo singolo di Dario Distasi
Dal 10 aprile 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Where The Wind Blows”, il nuovo singolo di Dario Distasi per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.
“Where The Wind Blows” è un brano che parla di quel momento preciso in cui ci si arrende, ma non per sconfitta, bensì per necessità di libertà. È la voce di chi ha passato troppo tempo a cercare di “andare bene” a qualcun altro, sforzandosi di incastrarsi in forme non sue, fino a capire che il prezzo da pagare era diventato troppo alto.
Il protagonista della canzone arriva a un punto di rottura consapevole: sceglie di smettere di cambiare se stesso pur di compiacere gli altri. È un atto di coraggio estremo, in cui ci si dichiara pronti a veder crollare tutto ciò che si è costruito fino a quel momento, accettando il rischio di ricominciare da zero pur di non tradire la propria natura.
Musicalmente, il pezzo riflette perfettamente questo viaggio interiore. Si muove con grazia in un ambito cantautorale che privilegia l’eleganza e l’equilibrio, partendo in modo intimo per poi esplodere emotivamente nella parte centrale, proprio come uno sfogo liberatorio. La ricerca sonora punta tutto sulla purezza e sull’essenzialità: il dialogo tra chitarra acustica, elettrica e pianoforte crea un’atmosfera autentica, dove la semplicità non è una mancanza, ma il mezzo per arrivare dritti al cuore dell’ascoltatore.
Commenta l’artista sul nuovo singolo: “Scrivendo Where The Wind Blows, ho dovuto suddividere il lavoro in molti più momenti del solito. Era come se avessi trovato un brano che sapevo di dover scrivere da tempo, ma che avevo un po’ paura di scrivere. Per molti versi, ha rappresentato un modo di allontanarsi dal mio stile di songwriting – era uno degli obiettivi ai quali tenevo e non riguarda solo questo brano. Tuttavia, in questo caso ho sentito di aver provato ad affrontare soluzioni e sonorità più classiche del mio solito e che questo mi abbia arricchito molto. Quando ho finito la mia pre-produzione e mi sono trovato a registrare la voce con Francesco Apolloni, mi sono accorto che non era solo la mia sensazione, ma che anche lui sentiva qualcosa di diverso in questo brano.”
Biografia
Dario Distasi (all’anagrafe Dario Di Stasi) è un cantautore e musicista italiano dal respiro internazionale, attivo sulla scena da oltre dieci anni. La sua proposta musicale è un pop senza tempo, capace di unire la complessità tecnica del suo background strumentale a una scrittura essenziale ed evocativa, pensata per emozionare un pubblico trasversale (target “teen+”, dai 15 ai 40 anni e oltre).
Il percorso di Dario inizia come chitarrista, formandosi sotto la guida di maestri del calibro di Nicola Cordisco (jazz), Gianni De Chellis (rock) e William Stravato (fusion). Consegue il diploma in chitarra presso il Modern Musician Institute di Alex Stornello con il massimo dei voti (100/100).
È durante gli anni universitari a Roma, frequentando il Saint Louis College of Music, che matura la consapevolezza che la chitarra non può essere la sua unica voce. Spinto da una naturale predisposizione all’ascolto e dalla passione per le lingue straniere, decide di intraprendere la carriera di cantautore scrivendo esclusivamente in inglese. Inizia così lo studio del canto con Alessandra Piroddi (Conservatorio Santa Cecilia), perfezionandosi poi nel Regno Unito con Jonny Black (The Royal Central School of Speech and Drama) e, al suo rientro in Italia, con Marco Priotti (The Voice).
Dario ha vissuto e operato per cinque anni a Manchester, cuore pulsante del Britpop, esibendosi regolarmente nei locali della scena live britannica e raggiungendo le finali di Open Mic UK. Proprio in questo periodo decide di eliminare lo spazio nel cognome (da Di Stasi a Distasi) per rendere il suo nome d’arte più immediato e memorizzabile per il pubblico anglosassone.
La sua ricerca sonora lo ha portato fino a Nashville (TN), dove ha registrato un EP, consolidando un sound che fonde le influenze della scena alternativa e grunge americana con la raffinatezza della forma canzone europea.
Artista poliedrico e indipendente, Dario cura in completa autoproduzione tutte le parti strumentali e gli arrangiamenti dei suoi brani. Fondamentale è il confronto costante con i produttori del suo progetto solista e della Dario Distasi Band (UK), che gli permette di esplorare nuove soluzioni sonore.
Oltre alla discografia solista, che vanta oltre 100.000 ascolti su Spotify, Dario ha composto le musiche per il docufilm Varchi Attivi, con la partecipazione di Michele Placido. In ambito visivo, la sua collaborazione più prolifica è quella con il regista britannico Mat Johns, con cui ha realizzato diversi videoclip.
La musica di Distasi si è evoluta da sonorità più ruvide verso un pop più vario, aperto e cinematografico. I suoi testi affrontano tematiche universali come l’amore, i sentimenti e le relazioni, invitando l’ascoltatore a una riflessione introspettiva.
Oggi il suo focus principale è il lavoro in studio — dalla scrittura alla promozione — con l’obiettivo di posizionare i propri brani in radio e TV nazionali e, data la natura evocativa delle sue composizioni, all’interno di colonne sonore di rilievo.
“Where The Wind Blows” è il nuovo singolo di Dario Distasi, disponibile in streaming su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica dal 10 aprile 2026.
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“Milano Switch” di Side BBS: quando la forma breve incontra una città senza misura
Milano è una città che vive due vite. Di giorno corre tra uffici, moda e successo. Di notte diventa una giungla di luci al neon, club, eccessi e tentazioni. È proprio in questo switch continuo che nasce “Milano Switch”, il nuovo EP di Side BBS, al secolo Simone De Lucia, per BBS Empire, che racconta il lato oscuro e irresistibile della città che non dorme mai.
Con cinque tracce in appena otto minuti, l’artista di Solaro (MI) racconta il suo viaggio personale dentro e fuori la città, tra ordine e caos, ambizione e perdizione. Le produzioni hard/dark trap, firmate da Raphael Lanotte in collaborazione con l’ingegnere del suono multiplatino Enrico “Penta” Bulla (già per Tony Boy, Rondodasosa, Glocky, dedde, Mambolosco, Nashley, Slings e Waze RRX), guidano l’ascoltatore in un universo parallelo modellato sulla movida milanese: brillante, sensuale e pericolosa.
È un EP pensato per il mondo veloce e iperconnesso in cui viviamo: ogni brano è breve, diretto, creato per parlare a chi oggi scopre la musica su TikTok, Reels o YouTube Shorts. Non a caso, uno dei pezzi più simbolici si chiama “Tic Tocq”, gioco di parole che unisce l’app cinese e il celebre Tocqueville, epicentro della nightlife meneghina che Side BBS attraversa nella sua “oscura imperfezione”.

In una fase in cui l’industria musicale discute sempre più spesso di canzoni accorciate, hook anticipati, brani creati a tavolino per trattenere attenzione nei primi secondi e ascolti sempre più rapidi, “Milano Switch” sceglie di non nascondere questa realtà, di non eluderla, ma di misurarsi con essa. Lo fa senza complessi e, soprattutto, senza svuotare la forma canzone. La durata ridotta delle tracce, infatti, non coincide con una rinuncia alla scrittura o all’immaginario: al contrario, Side BBS lavora per concentrazione, lascia che le immagini arrivino subito, che i riferimenti si imprimano con immediatezza, che i pezzi sembrino quasi lampeggiare come una serie di scene raccolte in una sola notte.
Inoltre, la compattezza dell’EP, in un mercato in cui molti lavori rischiano di disperdersi in identità sfocate, poco chiare, permette all’artista di scegliere la miniatura. Pochi pezzi, nessuna dispersione, ma un’impronta precisa e definita. Ogni pezzo aggiunge un tassello alla stessa costellazione, contribuendo ad una narrazione che, nella sua brevità, sa essere nitida e precisa.
Non un gimmick, dunque, ma lo spaccato di un tempo presente che ha mille volti ma un unico tempo da vivere. I mille volti di una generazione che passa dal cantiere al club, dai social alla strada, dal desiderio di stabilità all’attrazione per tutto ciò che è rapido, saturo, istantaneo, talvolta persino autodistruttivo. Nei testi dell’EP convivono infatti lavoro quotidiano, sonno azzerato, denaro che manca o che viene rincorso, sesso, alcol, clubbing, status, ironia, sfrontatezza, blackout, superstizione, egotrip e disincanto.
La focus track “Nel Prime”, accompagnata dal videoclip ufficiale diretto da Simone “Laci World” Nicolaci, fonde umorismo, autocelebrazione e realtà. Side BBS gioca con la propria immagine, raccontandosi come uno “sciupafemmine” che ha sogni di grandezza, ma sempre con consapevolezza e sarcasmo.
«Milano – dichiara – è come un enorme club: pensi di scegliere la notte, ma è lei che sceglie te. Quando vieni da fuori, ti senti piccolo. Poi la città ti cattura e non puoi più tornare indietro.»
Questa dichiarazione ben sintetizza l’asse dell’intero progetto. “Milano Switch” non prova a raccontare il capoluogo lombardo in termini turistici o cartolineschi, né si limita alla fascinazione più prevedibile per il lusso, la moda o la nightlife. Il disco lavora su un’altra linea: quella di una città che promette possibilità e, nello stesso tempo, impone una trasformazione. Chi la attraversa, soprattutto se arriva dalla provincia, misura immediatamente una distanza. Poi comincia a desiderare di colmarla. È lì che avviene lo “switch”, nel momento in cui lo sguardo cambia, il corpo si adatta, il linguaggio si fa più tagliente e il rapporto con il denaro e con le relazioni si sporca di fretta, prestazione, sopravvivenza.
Dopo gli anni nella scena urban latin e l’exploit del 2018 lo ha reso il primo caso virale italiano su Musical.ly con “Chica Pequeña” – brano capace di totalizzare milioni di ascolti, oltre 80.000 video creati dagli utenti e un picco al n.9 della Viral 50 di Spotify Italia -, Side BBS switcha insieme a questo lavoro, tornando alla trap diretta e senza filtri, raccontando senza retorica la doppia identità di una città che attrae e consuma, affascina e spaventa. È musica che parla a chi la vive e a chi vuole capire cosa si nasconde dietro le luci perfette della capitale economica italiana.
Perché Milano, oggi, è una delle metropoli più raccontate d’Italia, ma spesso anche una delle più semplificate: da un lato il design, la moda, la finanza e gli eventi internazionali; dall’altro la notte, la movida, i club, le code e la selezione all’ingresso. “Milano Switch” arriva nel mezzo di questi due mondi opposti e complementari, prendendo entrambi gli immaginari e piegandoli in chiave personale. Un ritratto non morale, non sociologico, ma istintivo, vissuto, interno alle contraddizioni di chi frequenta una città che non smette mai di cambiare, dove, tra una fermata di metro e una serata in discoteca, si gioca il sogno e la caduta di un’intera generazione. Una città che sembra chiedere continuamente di essere all’altezza di sé stessa.
Nel tempo in cui la musica viene spesso interrogata solo attraverso i numeri, la velocità o la potenziale viralità, questo EP prova a porsi, e a porci, una domanda:
si può parlare il linguaggio di oggi senza appiattirsi su formule prevedibili?
La risposta che Side BBS consegna traccia dopo traccia è cristallina: sì, a patto di avere un’identità riconoscibile, un punto di vista e il coraggio di stare dentro il proprio tempo senza fingersene esterni.

A seguire, tracklist e track by track del disco.
“Milano Switch” – Tracklist:
1. Moskova
2. Milano Switch
3. Nel Prime
4. Tic Tocq
5. No Scuse“Milano Switch” – Track by Track:
Moskova apre il concept nel cuore della nightlife milanese, ma lo fa evitando ogni idealizzazione. C’è il conto da guardare appena svegli, con gli euro che scendono uno dopo l’altro; c’è il sonno quasi inesistente; c’è il passaggio immediato dal post-serata al cantiere, con il timbro sul polso destro che riporta tutto a una concretezza ruvida, lontana da qualunque glamour di maniera. È forse il brano che più di tutti rende visibile il doppio binario su cui si muove Side BBS: da una parte il lavoro, la provincia, la realtà materiale; dall’altra la festa, il reggaeton, le donne, il desiderio di trattenere la notte ancora un po’. Milano, qui, è già tutta dentro un conflitto continuo tra fatica e sballo, disciplina e dispersione.
Milano Switch. La title track è l’epicentro dell’intero progetto. Side BBS racconta il cambiamento che la città produce su chi la guarda arrivando da fuori, o comunque da una distanza iniziale. I grattacieli sembrano irreali, la possibilità di “cambiare strada” appare improvvisamente concreta, la notte apre varchi che il giorno non concede. Ma dentro questa trasformazione si avverte anche un progressivo slittamento: il desiderio di qualcosa di stabile lascia spazio a una dinamica più nervosa, in cui tutto cambia in fretta, comprese le relazioni. Il pezzo lavora bene proprio su questo: Milano non come sfondo di un selfie, ma come direzione che riscrive abitudini, priorità e modo di osservare il mondo.
Con “Nel Prime” Side BBS porta in scena il proprio personaggio più sfacciato. Il brano ha il passo dell’egotrip, ma non manca una componente ironica che lo rende più tagliente di quanto possa sembrare a un primo ascolto. Dentro ci sono provocazione, vanteria, fantasie sproporzionate, immagini volutamente eccessive, riferimenti pop e una scrittura che usa il paradosso come forma di esposizione. La figura del protagonista si allarga fino a sfiorare la caricatura, e proprio lì acquista efficacia: non perché chieda di essere presa alla lettera, ma perché restituisce bene una certa estetica maschile da club, da status esibito, da perenne autoaffermazione. Il videoclip che accompagna la canzone rafforza ulteriormente questo gioco tra personaggio, realtà e rappresentazione.
Tic Tocq è probabilmente il brano che più di tutti incrocia in modo esplicito musica, piattaforme e nightlife. Nel titolo convivono infatti l’universo di TikTok e quello del Tocqueville, uno dei luoghi-simbolo della notte milanese. Il testo procede per fotogrammi: corpi, sesso, alcol, caos, corse contro l’alba, ricordi spezzati, luci che restano addosso più delle persone. A un certo punto Milano viene nominata frontalmente, con Corso Como raccontata come un luogo saturo di droga, prostituzione, confusione, e la città intera restituita come spazio in cui il desiderio e la perdita di controllo si sovrappongono. “Tic Tocq” è forse l’episodio più crudo dell’EP, quello che spinge più avanti la componente notturna e compulsiva del progetto.
La chiusura del lavoro è affidata a “No Scuse”, che sposta il focus sulla fame e sulla ripetizione. È il pezzo dello studio, del “biz”, del pensiero fisso rivolto ai soldi, della richiesta continua di un “bis”, di una corsa che sembra non concludersi mai. Anche qui, però, resta forte il legame con la notte e con una dinamica quasi ciclica: ogni serata viene annunciata come l’ultima, salvo poi essere seguita da un’altra e poi da un’altra ancora. È un finale coerente, perché lascia in sospeso proprio la dinamica più interessante del disco: la sensazione che il meccanismo, una volta entrati dentro, continui a ripetersi fino a diventare stile di vita, abitudine mentale, perfino gabbia.
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“Bazar” è il nuovo singolo di Alberto Conti
Dal 10 aprile 2026 sarà in rotazione radiofonica “Bazar”, il nuovo singolo di Alberto Conti estratto dall’omonimo album disponibile sulle piattaforme digitali dal 9 gennaio.
“Bazar” è un brano pop dal tono leggero e ironico che scatta una fotografia di quelle relazioni un po’ complicate, sospese in un limbo dove non si capisce mai bene cosa si sia l’uno per l’altra.
Il testo racconta la storia di due persone che continuano a sfiorarsi senza mai incontrarsi davvero, quasi come se giocassero a nascondino. Attraverso immagini quotidiane e un pizzico di sarcasmo, emerge una confusione emotiva molto comune: quella sensazione di cercarsi continuamente, ma finire per perdersi proprio nel momento in cui ci si guarda negli occhi.
Il titolo stesso, Bazar, evoca perfettamente l’idea di un luogo caotico e rumoroso, un disordine mentale pieno di stimoli dove è difficile mettere ordine ai sentimenti.
Commenta l’artista a proposito del nuovo singolo: “Bazar parla proprio del momento in cui capisci che ogni scelta ha un prezzo e che, per uscire dall’incantesimo di una storia, bisogna avere il coraggio di fermarsi e guardare le cose per quello che sono. Musicalmente resta leggero, ma sotto quella leggerezza c’è una riflessione su quanto sia difficile interrompere certi incantesimi emotivi”.
Il video del singolo “Bazar” è una versione live acoustic, registrata in presa diretta. Questo arrangiamento più intimo mette al centro la voce, la dinamica e l’interazione spontanea tra i musicisti.
Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/tEhyK_g2W2M?si=jbN_JNKsSDoXv63g
“Oleandri” è un album che parla di relazioni fragili, di promesse non mantenute e di desideri che resistono nonostante tutto. Le canzoni nascono in momenti di attesa, quando qualcosa sta per cambiare ma non si sa ancora in quale direzione.
L’album esplora l’incertezza, la paura e le distanze che crescono, ma anche la speranza che continua a spingere a credere nei sentimenti. Il brano omonimo, “Oleandri”, rappresenta il cuore emotivo del disco: proprio come i fiori che gli danno il nome — bellissimi ma velenosi — il brano simboleggia un amore che appare vivo e promettente, ma che nasconde un lato distruttivo.
L’opera è una raccolta di nove tracce dai testi diretti, capaci di trasformare le fragilità quotidiane in immagini nitide e riconoscibili. La musica alterna momenti delicati a esplosioni emotive, riflettendo la tensione costante tra il desiderio di salvare ciò che amiamo e l’inevitabilità del cambiamento.
Ascolta l’album su Spotify: https://open.spotify.com/album/6lt0IbOIYEB2cWz8889YXA?si=nH4TJbQLRaSmuF9r8jdmLg
Biografia
Alberto Conti (Modena, 15 agosto 2003) è un cantautore e chitarrista che unisce formazione classica e influenze contemporanee. Inizia a suonare la chitarra a otto anni, prosegue gli studi al Liceo Musicale di Modena dove si diploma in Chitarra Classica e si laurea poi in Chitarra Jazz al Conservatorio di Parma.
Nel 2022 partecipa a Italia’s Got Talent, dove si fa conoscere distinguendosi per la qualità della sua esibizione, ottenendo così una splendida accoglienza da parte dei giudici. Nel 2025 avvia il suo percorso discografico in collaborazione col produttore Alex Bagnoli. Assieme a lui ha realizzato i brani che andranno a comporre il suo primo disco, un progetto che unisce ricerca sonora e autenticità espressiva. Nel team creativo è presente anche Marco Baroni, che contribuisce come coautore dei testi, arricchendo ogni canzone di nuove sfumature e profondità narrativa. I suoi attuali artisti di riferimento sono John Mayer, Sam Fender e Jacob Collier.
Le sue canzoni sono scritte per le ragazze e i ragazzi della sua età, ma non nega che gli piacerebbe arrivare al cuore di un pubblico il più ampio possibile. Con la sua musica desidera raccontare la vita di tutti i giorni e le esperienze che vivono i suoi coetanei. Dal vivo, Alberto trova la sua dimensione più naturale: chitarra e voce diventano strumenti diretti per raccontare la sua musica con semplicità e autenticità. Il suo obiettivo, infatti, è quello di costruire una carriera musicale incentrata sulla chitarra e sulla voce, strumenti che desidera mantenere al centro del suo percorso artistico.
A gennaio 2026 esce l’album d’esordio “Oleandri”.
“Bazar” è il quarto singolo di Alberto Conti disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 9 gennaio 2026 e in rotazione radiofonica dal 10 aprile.
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“MangiaMaschi” è il nuovo singolo di AvA
Dal 10 aprile 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e rotazione radiofonica “MangiaMaschi”, il nuovo singolo di AvA per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.
“MangiaMaschi” è un pezzo dark pop dalle forti influenze urban che affronta il tema del potere nelle relazioni con un mix di ironia e provocazione. La canzone ci immerge in un’atmosfera notturna e magnetica, dove la protagonista si muove tra seduzione e vulnerabilità, mantenendo sempre un equilibrio instabile. Attraverso un linguaggio tagliente e sensuale, emerge la figura di una donna pienamente consapevole della propria forza: una persona che sa come attirare e respingere, trasformando il desiderio in un sottile gioco psicologico di controllo e sfida.
Il cuore del brano sta nel suo ritornello ipnotico, capace di ribaltare i ruoli tradizionali per mettere in scena una femminilità potente e volutamente sopra le righe. A livello musicale, la produzione contemporanea unisce suoni scuri e avvolgenti a un’estetica quasi cinematografica, che richiama la sensualità teatrale delle ultime produzioni di Rosalía. In definitiva, il pezzo non è solo il racconto di un conflitto emotivo, ma un vero e proprio manifesto di libertà espressiva che fonde autoironia e pop moderno in modo elegante e diretto.
Commenta l’artista a proposito del brano: «“MangiaMaschi” nasce da una provocazione, quasi da una filastrocca dark che mi divertiva proprio per il suo tono un po’ irriverente. Mi interessava raccontare una femminilità che non chiede il permesso di essere complessa: seduttiva, contraddittoria, a volte spietata ma anche ironica. Nel mio progetto musicale mi piace giocare con queste ambiguità emotive, trasformarle in immagini forti e quasi teatrali. “MangiaMaschi” si inserisce proprio in questa dimensione: è una canzone notturna, un po’ pericolosa, dove il potere dell’attrazione diventa quasi un gioco mentale. In studio l’abbiamo trattata come una piccola scena cinematografica: volevo che il brano avesse quell’atmosfera dark pop, sensuale e magnetica, dove la protagonista sembra brillare ancora di più proprio quando tutto intorno diventa più buio.»
Il videoclip di “MangiaMaschi” traduce in immagini l’oscurità del brano, trasformando il potere seduttivo in un’esperienza visiva quasi ipnotica. Grazie alla regia di Adriano Giotti e alla fotografia profonda di Giuseppe Pignone, lo spettatore viene trascinato nel mondo notturno di AvA, dove la dinamica del gatto col topo diventa un loop psicologico senza via d’uscita. In questo scenario, la protagonista emerge come una figura luminosa e spietata che, proprio quando tutto si fa più cupo, assume il ruolo di una predatrice consapevole e priva di pudore.
La narrazione non segue un percorso lineare, ma si sviluppa attraverso simboli, sguardi e movimenti che suggeriscono un piacere quasi sadico nel controllare chi la circonda. È una metafora cruda della seduzione contemporanea: un gioco circolare fatto di attrazione e allontanamento che, come il mito di Sisifo, sembra destinato a ricominciare all’infinito in una sorta di tortura psicofisica. Se il testo gioca con l’ambiguità e l’ironia, il video estremizza questi concetti con immagini forti e provocatorie, consolidando un’estetica dark pop coerente dove la tensione emotiva e il ribaltamento dei ruoli di potere diventano i veri protagonisti del racconto.
Guarda il video su YouTube: https://youtu.be/3GU0ILwRZ8U
Biografia
AvA è una predatrice: è una donna che ha calpestato i peggiori stereotipi femminili in scarpe da tennis e che si è conquistata una posizione sociale alternando la sua vita diurna lavorativa per trasformarsi, di notte, in un mostro fatto di beat, moombahton e urban pop che hanno infuocato le dancehall.
La musica di AvA è il manifesto della ribalta personale a discapito di una società che ci vorrebbe inermi, disillusi e arresi all’impotenza. È il costume da supereroe nascosto sotto la divisa da lavoro.
È la dimostrazione che chiunque ha il potere di cambiare la propria vita senza dover scendere a compromessi, anche se si è donne. Soprattutto se si è donne.
Il progetto è nato nel 2019 dalle ceneri della band tutta al femminile nota come Calypso Chaos, di cui AvA era la frontwoman, e ha pubblicato il primo disco solista (interamente scritto e prodotto da lei) intitolato “Lo Squalo”, distribuito da Artist First su tutte le piattaforme digitali, che ha totalizzato circa 500mila streaming e decine di migliaia di visualizzazioni su YouTube.
Oltre ai singoli estratti dal disco, complice la pandemia e un clima di totale immobilità, tra il 2020 e il 2021 AvA ha prodotto e pubblicato altri due singoli extra album: “Ti Auguro Ogni Male” e “Canzone Triste”, che a loro volta hanno totalizzato migliaia di streaming e visualizzazioni sui relativi videoclip.
Nel 2025 AvA torna sulla scena urban pop con un nuovo album (sempre interamente scritto e prodotto da lei con la collaborazione di Manuel Finotti) che fa della leggerezza la sua cifra stilistica principale.
Bisogna però fare un distinguo, perché spesso si tende a confondere la leggerezza con la superficialità, quando invece per leggerezza si intende una capacità profonda di accettazione del proprio destino, imparando a “surfare” sulle onde invece che affogarci dentro, godendosi le emozioni nel mentre.
AvA ci invita a “prendere le cose come vengono” e a distaccarsi, in modo anche brutale, da questo vortice nauseabondo in cui si è trasformata l’industria musicale (e non solo), per rimettere al centro la propria sanità mentale e la propria felicità, anche attraversando profondi momenti di disperazione e solitudine.
Il diritto alla lentezza (Vida Lenta Vida Loca), il diritto alla disperazione (Requiem), il diritto alla malinconia (La fine dell’estate, Per Aspera ad Astra), il diritto di godersi la vita nei suoi momenti effimeri e caotici (Formentera, Josè), ma soprattutto il diritto di fallire per ricominciare da capo (Fammi Fallire), sono i punti cardine da cui prendono vita le storie raccontate in questo disco.
Un album dalle sonorità fresche ed eleganti, capace di catapultarci, tra una traccia e l’altra, da spiagge caraibiche a deserti di desolazione.
A questo momento storico intriso di accelerazioni incontrollabili e senso di precarietà continuo, dove solo chi è all’apice della catena alimentare sembra avere qualche chance di sopravvivenza, AvA risponde alla velocità con la lentezza, alla voracità con il piacere effimero e alla felicità ostentata con lacrime vere.
E mentre tutti sgomitano per accaparrarsi dieci minuti di notorietà in un mare pieno di pesci rossi, da bravo squalo bianco, AvA preferisce nuotare invisibile sotto il pelo dell’acqua: discreta… ma imminente.
“MangiaMaschi” è il nuovo singolo di AvA disponibile sulle piattaforme di streaming digitale e in rotazione radiofonica dal 10 aprile 2026 per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.
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“Per sempre” è il nuovo singolo di Varanasi
Da venerdì 10 aprile 2026 sarà in rotazione radiofonica “Per sempre” (Overdub Recordings), il nuovo singolo di Varanasi già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 7 aprile.
“Per sempre” è un brano che esplora il confine tra l’estasi del suono e la crudezza della parola. Ispirato alle atmosfere eteree degli Slowdive, trasforma l’immaginario dream pop in un racconto più lucido e disilluso, che affronta la perdita di sé e la decadenza interiore. La traccia costruisce un paesaggio sonoro avvolgente, tra chitarre eteree, sintetizzatori e un basso pulsante, spingendo oltre i confini dello shoegaze tradizionale e unendo la densità degli anni ’90 a una sensibilità pop contemporanea. Il contrasto tra la luminosità del suono e l’oscurità del testo genera una tensione emotiva costante, sospesa tra incanto e inquietudine.
Spiega la band a proposito del brano: “Con questo brano abbiamo voluto esplorare il contrasto tra la luce dei suoni e l’oscurità delle parole. Al centro del pezzo c’è l’idea del vuoto splendente: una melodia che sembra un sogno, ma che nasconde una visione cruda sulla perdita di sé e sulla ‘fame oscena’ che consuma la propria interiorità. Non cercavamo un rifugio sicuro, ma un modo per far convivere la bellezza del suono con la cupezza del racconto”.
Il videoclip di “Per sempre”, diretto da Giacomo Santini, si ispira al film “Lo specchio” di Andrej Tarkovskij. Attraverso l’uso di elementi primordiali come l’acqua, traduce in immagini la natura stratificata del brano: un viaggio introspettivo e ciclico che restituisce la sospensione tra nostalgia e oblio, con il protagonista alle prese con la propria coscienza.
Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=FaR7SjFfjkw
Biografia
Varanasi nasce nel 2019, dopo la conclusione del percorso decennale dei Japan Suicide, con l’esigenza di costruire un progetto più coerente e in lingua italiana. Tra post-punk, shoegaze e psichedelia, la band attraversa sonorità cupe e malinconiche, mantenendo una tensione costante tra impatto e introspezione. Dall’EP omonimo fino all’album Cattedrali per principianti, il suono si muove tra trasformazione e continuità, dando forma a una nuova identità. Le influenze della band sono: Interpol, Fontaines D.C., Slowdive, Beach House. Il nuovo album in fase di finalizzazione verrà pubblicato da Overdub Recordings.
La band è composta da: Matteo Luciani (basso), Stefano Bellerba (voce e chitarra), Leonardo Mori (tastiere), Saverio Paiella (chitarra), Matteo Bussotti (batteria).
“Per sempre” è il nuovo singolo di Varanasi pubblicato da Overdub Recordings disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 7 aprile e in rotazione radiofonica da venerdì 10 aprile.
