Category: Comunicati

  • RICCARDO BARBA BIG BAND – Un nuovo progetto discografico italiano su Kickstarter. Jazz, rock, classica e swing: diciotto musicisti per un album fuori dagli schemi 


     

    Il compositore e arrangiatore Riccardo Barba ha lanciato su Kickstarter una campagna di raccolta fondi per finanziare il primo album della Riccardo Barba Big Band, un ensemble di diciotto tra i migliori musicisti jazz e classici del Nord Italia. Il progetto fonde con ambizione e coerenza il linguaggio della grande orchestra jazz con le energie del rock, le architetture della musica classica e il respiro dello swing, dando vita a un suono potente, personale e difficilmente catalogabile. 

    Il progetto 

    L’idea nasce da lontano. Riccardo Barba, pianista e compositore bresciano con una formazione che abbraccia il pianoforte classico, la composizione al conservatorio e l’immersione nel jazz, ha sempre portato con sé il sogno di costruire una grande orchestra. “Ho scritto il mio primo pezzo a dieci anni, ancora prima di iniziare le lezioni di pianoforte”, racconta. “Da allora non ho mai smesso di immaginare suoni e organici sempre più grandi.” 

    La svolta arriva durante il Master of Arts in Orchestrazione presso la Arts University Bournemouth: mentre lavorava ai progetti accademici, le idee per la big band si accumulavano con forza crescente. Parallelamente, la fondazione del trio con Nicola Ziliani e Federico Negri aveva già aperto uno spazio di sperimentazione in cui le diverse anime musicali di Barba potevano finalmente convivere. La big band è la logica evoluzione di quel percorso. 

    L’album 

    Il disco raccoglierà composizioni originali scritte da Barba appositamente per valorizzare la potenza dell’ensemble, affiancate da nuovi arrangiamenti di brani iconici del rock (tra cui, in un colpo di scena annunciato con entusiasmo sulla pagina Kickstarter, pezzi degli Oasis e degli Strokes rivisitati con respiro orchestrale e attitudine swing) e da pagine della tradizione jazzistica. Il risultato sarà un lavoro che spazia dai grandi shout chorus ai momenti lirici e cameristici, dalle aperture sinfoniche alle esplosioni elettriche, con le voci di Simona Severini e della giovane cantante irlandese Molly Moran a completare il quadro. 

    Un ensemble di altissimo livello 

    La formazione raccoglie nomi di primo piano della scena jazz e classica italiana. Alla sezione sax figurano Mauro Negri, clarinettista di fama internazionale e vincitore del Top Jazz, Manuel Caliumi, Andrea Pimazzoni, Nicholas Lecchi e Massimiliano Milesi. Tra i tromboni spiccano Valentino Spaggiari, primo trombone della Filarmonica Toscanini, e Alessandro Castelli, collaboratore del Teatro alla Scala insieme a Matteo Del Miglio e Stefano Belotti al trombone basso. Le trombe sono affidate a Michele Tedesco, Mario Careddu, Paolo Malacarne e Francesco Assini. 

    La ritmica comprende il contrabbassista Giulio Corini, tra i bassisti più apprezzati della sua generazione e collaboratore di Enrico Rava e John Abercrombie, il pianista Giovanni Colombo, il vibrafonista e percussionista Olmo Chittò, il chitarrista Matteo Mantovani e il batterista Federico Negri, storico partner di Barba nel trio. 

    La campagna Kickstarter 

    Per realizzare l’album nel modo giusto, senza compromessi artistici e con la giusta remunerazione per tutti i musicisti coinvolti, Riccardo Barba ha scelto Kickstarter come strumento di finanziamento collettivo. I fondi raccolti copriranno i costi di registrazione in studio, i compensi dell’intera orchestra, il mixing e il mastering professionale, la produzione fisica del vinile in edizione limitata e le attività di promozione necessarie a portare la band sui palchi. 

    “Nessuna etichetta, nessuna scorciatoia”, si legge nella pagina del progetto. “Solo un gruppo di musicisti che crede in questo lavoro e le persone che scelgono di sostenerlo.” Chi contribuisce alla campagna non finanzia soltanto un disco: partecipa al lancio di un progetto che Barba intende portare avanti ben oltre la registrazione, con concerti in festival e sale da concerto gia’ nella visione. 

    La campagna e’ attiva su Kickstarter. Per informazioni e per sostenere il progetto:  

    https://www.kickstarter.com/projects/riccardobarbabigband/riccardo-barba-big-band-first-studio-album?ref=project_build 

     

    RICCARDO BARBA BIOGRAFIA

  • “Not Over You” è il nuovo singolo di Stacy B

    Dal 22 maggio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Not over you”, il nuovo singolo di Stacy B per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy. 

    “Not Over You” è una ballad pop contemporanea che racconta il lato più silenzioso e irrisolto della fine di una relazione: quello in cui il distacco è solo apparente, mentre emotivamente tutto resta ancora presente.

    Il brano si sviluppa come un flusso di pensieri intimi, in cui Stacy B mette a nudo il contrasto tra l’immagine esteriore e il vissuto interiore. Tra ricordi, abitudini persistenti e una presenza che riaffiora nei dettagli quotidiani, il testo restituisce una sensazione di sospensione, come se il tempo si fosse fermato.

    La struttura accompagna questa dimensione emotiva con un crescendo graduale, in perfetto equilibrio tra fragilità e intensità. La produzione, essenziale e moderna, valorizza ogni sfumatura dell’interpretazione vocale, distinta per controllo e capacità espressiva.

    “Not Over You” non è solo una canzone sulla fine di un amore, ma sul momento in cui si smette di fingere e si accetta di non essere ancora pronti a lasciar andare.

     

    Commenta l’artista sul nuovo brano: “‘Not Over You’ è uno di quei brani che non puoi scrivere a metà, o sei completamente sincera, o non funziona. Parla di quando pensi di essere andata avanti, ma in realtà sei ancora legata a qualcuno più di quanto vorresti ammettere. Volevo raccontare quel contrasto tra quello che mostri agli altri e quello che vivi davvero dentro, quando fai finta di stare bene ma in realtà sei ancora ferma agli stessi ricordi. È una canzone molto personale, perché nasce proprio da quel momento in cui smetti di nasconderti e accetti che certe emozioni non si possono forzare, puoi solo attraversarle.”

    Biografia

    Stacy B, nome d’arte di Anastasia Battaglia, è una cantautrice e interprete pop che costruisce la propria identità artistica attraverso un linguaggio emotivo diretto e autentico. Attiva nel suo progetto musicale da circa tre anni, ha iniziato a scrivere brani originali dando forma a uno stile personale basato sull’introspezione e sulla connessione emotiva con l’ascoltatore.

    La musica è sempre stata parte integrante della sua vita: canta fin da bambina e ha iniziato a studiare canto all’età di 10 anni. Dopo oltre un decennio di formazione vocale, ha sviluppato una voce riconoscibile, intensa e ricca di sfumature, capace di spaziare tra delicatezza e potenza interpretativa. Parallelamente, lo studio del pianoforte ha contribuito a rafforzare la sua sensibilità musicale e il suo approccio alla scrittura.

    Le influenze di Stacy B affondano nel pop internazionale contemporaneo, con riferimenti ad artisti come Bruno Mars, James Arthur, Olivia Rodrigo, Tate McRae, Adele, Lewis Capaldi ed Ed Sheeran. Il suo stile unisce melodia e racconto emotivo, alternando momenti intimi e vulnerabili ad aperture più intense, in un equilibrio tra pop e sfumature pop-soul.

    Nel suo percorso artistico, Stacy B si avvale della collaborazione di professionisti del settore per la produzione musicale e lo sviluppo del progetto, lavorando in team su sound, immagine e strategia di comunicazione.

    Dopo l’uscita del suo primo singolo “Nothing at All”, ha continuato a sviluppare nuova musica originale, consolidando un’identità coerente e riconoscibile. Tra i brani più rappresentativi del suo percorso spiccano “Nothing at All” e il nuovo singolo “Not Over You”, disponibili su tutte le principali piattaforme digitali come Spotify, Apple Music e SoundCloud.

    Il suo progetto si rivolge a un pubblico giovane, indicativamente tra i 16 e i 30 anni, che si riconosce in un pop emotivo, contemporaneo e fortemente legato all’esperienza personale. Attraverso le sue canzoni, Stacy B racconta relazioni, fragilità, crescita e consapevolezza, con l’obiettivo di creare un legame sincero con chi ascolta e trasformare vissuti personali in emozioni condivise.

    Il suo obiettivo è affermarsi nel panorama pop contemporaneo costruendo un percorso artistico solido e credibile, fino alla realizzazione di un progetto discografico completo.

    A novembre 2025 esce il singolo “Nothing at all”.

    “Not Over You” è il nuovo singolo di Stacy B disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 22 maggio 2026. 

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  • “Own Me Now” è il nuovo singolo dei Rawstrings

    Da venerdì 22 maggio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “OWN ME NOW” (Matilde Dischi), il nuovo singolo dei RAWSTRINGS.

    “Own Me Now” è un brano che racconta un amore sospeso, quasi platonico, che si consuma nell’attesa di un gesto capace di trasformarlo in qualcosa di reale e carnale. Esplora il desiderio quando diventa ossessione: quando crea ricordi mai vissuti, intimità immaginate e una fisicità che esiste soltanto nella mente. Al centro c’è l’impotenza di non riuscire a percepire la reciprocità, un amore che brucia proprio perché non trova risposta.

     

    Spiega la band a proposito del brano: “Own Me Now è il brano più complesso dal punto di vista armonico, dove l’anima della band si spinge oltre i confini del rock. Tra influenze jazz e richiami pop alla Michael Jackson, il pezzo costruisce un equilibrio raffinato tra groove, tensione e melodia. Rappresenta un vero punto di svolta per la nuova formazione: non solo una crescita tecnica, ma un cambio di prospettiva sul sound dei RAWSTRINGS, sempre più ricercato, consapevole e riconoscibile.”

     

    RAWSTRINGS | BIOGRAFIA

    Nati nel cuore ruvido delle periferie milanesi nel 2022, i RAWSTRINGS sono una band che non ha mai avuto paura di cambiare pelle. Dopo diversi cambi di formazione, trovano il loro assetto definitivo un anno fa: cinque teste, un’unica direzione: la musica, vissuta come necessità più che scelta.

    Sul palco portano energia pura: Dan Berardi alla voce, Gabriele “Lele” Giugni e Lorenzo Pace alle chitarre, Davide Parro al basso e Matteo Malgari alla batteria. Ognuno con un background diverso, tutti con lo stesso fuoco addosso. Il risultato? Un sound che non si lascia incasellare, contaminato, istintivo, vivo.

    Il 27 marzo è uscito Non Fare Così, un singolo che apre le porte al loro primo EP e segna un nuovo capitolo del loro percorso. Prima di questo, hanno già lasciato il segno con Take Me, Pardonne Mon Enfant e una reinterpretazione intensa di Ragazzo di Strada dei Corvi.

    Oggi sotto l’etichetta Matilde Dischi, i RAWSTRINGS lavorano spesso con i RecLab Studios di Larsen Premoli, dando forma a un suono sempre più definito e riconoscibile. Di recente, hanno iniziato anche una collaborazione con Anthem Studio, aggiungendo un’estetica visiva fresca e curata alla loro identità.

    Il loro pubblico? Giovane, libero, senza etichette. Gente che vuole vivere la musica senza filtri: ballare, sudare, urlare.

    Nei loro brani convivono storie di riscatto, desiderio, amore, carnalità e disillusione. È musica che graffia ma allo stesso tempo unisce, che parla di sogni ma anche di come a volte si infrangono.

    I RAWSTRINGS non inseguono una meta precisa: vogliono solo suonare, divertirsi e far casino nel modo più autentico possibile.

    Dove li porterà questa strada? Non è dato saperlo. Ma una cosa è certa: non passeranno inosservati.

    “Own Me Now” è il nuovo singolo dei Rawstrings disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 22 maggio.

     

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  • “Unchained Melody” prima di “Ghost”: De Curtis rilegge la canzone nata in un film carcerario e diventata mito romantico

    Prima di diventare, nell’immaginario collettivo, la canzone d’amore di Ghost, “Unchained Melody” raccontava la prigionia. Prima della scena entrata nella memoria del cinema romantico, prima della consacrazione mondiale nella voce dei The Righteous Brothers, prima di diventare una delle melodie più iconiche e celebri del Novecento, quel brano nasceva da un film carcerario del 1955, Unchained, e portava già nel titolo una contraddizione folgorante: una “melodia senza catene” scritta per raccontare un uomo separato dalla donna che ama, mentre il desiderio di tornare da lei si scontra con l’impossibilità di farlo.

    Da questa origine, spesso rimasta in secondo piano rispetto alla fortuna cinematografica planetaria del brano, prende forma la nuova versione di De Curtis, artista, speaker radiofonico e producer con un percorso ventennale legato alla radio, alla dance e alla produzione discografica. Dopo “Cartoline”, progetto autobiografico in cui aveva raccontato un amore nato prima della mediazione digitale, l’artista pistoiese di origine srilankese torna a misurarsi con il tema della distanza, ma questa volta lo fa entrando in una delle canzoni più amate e reinterpretate della storia della musica popolare mondiale.

    Pubblicata da Smilax Publishing e Boing 997 Records, la sua “Unchained Melody” non è un semplice omaggio, né un esercizio di stile su un classico già scolpito nella memoria di più generazioni. È, piuttosto, una ricostruzione totale: un lavoro di arrangiamento, visione sonora e interpretazione che riparte dalla versione resa celebre nel 1965 dai The Righteous Brothers, per portarla dentro un linguaggio contemporaneo senza tradirne la profondità emotiva originaria.

    Per De Curtis, il punto non era “rifare” una canzone famosa, ma domandarsi che cosa resti, oggi, di una melodia che ha attraversato il cinema, la radio, la cultura popolare e l’immaginario sentimentale di milioni di persone, continuando a parlare a epoche diverse ma custodendo la stessa forma di esilio sentimentale: l’attesa di chi ama qualcuno che non può raggiungere.

    Scritta da Alex North e Hy Zaret, “Unchained Melody” viene composta per Unchained, film del 1955 ambientato nel contesto della detenzione. Il testo non contiene mai la parola “unchained”, eppure tutto il brano vive dentro quel desiderio, quello di liberarsi da una distanza, da un tempo che si allunga, da un’assenza che diventa insopportabile. La canzone non parla soltanto di amore, ma di separazione. Non racconta soltanto la nostalgia, ma la fatica di restare legati a qualcuno quando lo spazio, il tempo o la vita rendono impossibile il contatto.

    Nel 1965, la versione dei The Righteous Brothers consegna il brano a una nuova stagione di popolarità. Nel 1990, Ghost lo trasforma definitivamente in un simbolo cinematografico: Patrick Swayze e Demi Moore, la scena del tornio, il confine tra i vivi e i morti, un amore che continua a cercare un varco anche quando amare significa restare accanto senza poter toccare. Da quel momento, “Unchained Melody” smette di appartenere soltanto alla storia della musica e del cinema, diventando una di quelle canzoni che non si ascoltano mai davvero da sole, perché portano con sé immagini, ricordi, stanze, persone.

    De Curtis sceglie di introdursi in questa storia in punta di piedi, da una porta laterale, meno immediata e proprio per questo più interessante: quella della catena invisibile. Se il titolo parla di una melodia senza catene, il centro del brano sembra raccontare esattamente l’opposto. Un amore bloccato, un sentimento che non si consuma nella vicinanza, ma nella sua mancanza. Un desiderio che non può farsi abbraccio e, proprio per questo, diventa voce.

    È qui che la rilettura di De Curtis trova il suo senso più compiuto. In Ghost, il protagonista resta prigioniero sulla terra in forma di spirito: vede la donna che ama, le è vicino, ma non può essere visto, ascoltato, toccato. È una condizione estrema, crudele, che amplifica il senso più segreto della canzone: amare qualcuno e non poterlo raggiungere. Esistere accanto a una persona e restare comunque separati da lei. Vivere dentro una distanza che nessuna volontà riesce a colmare.

    Nella nuova versione, De Curtis lavora su questa impossibilità di contatto senza caricarla di enfasi, scegliendo una forma musicale attuale, ampia, capace di mantenere la linea melodica originale e, al tempo stesso, di farla respirare in una dimensione nuova. L’arrangiamento non cerca di cancellare la memoria del brano, ma di farla riaffiorare con un’altra luce: più vicina al suo percorso di producer, più coerente a una sensibilità sonora contemporanea, più aderente a un ascolto di oggi, abituato a muoversi tra nostalgia, cinema, elettronica, pop e canzoni che hanno superato il tempo per cui erano nate, diventando patrimonio comune.

    La voce e il suono non inseguono la monumentalità dell’originale, ma provano a riportare il testo dentro una zona più intima, dove ogni elemento sembra confrontarsi con il vuoto lasciato dall’assenza. Il tempo che passa lentamente, il bisogno di sapere se l’altro appartenga ancora a quel legame, il desiderio che l’amore trovi una strada per tornare: tutto, in “Unchained Melody”, vive dentro una grammatica semplice e assoluta, ma proprio per questo difficilissima da attraversare senza cadere nella maniera.

    De Curtis sceglie una strada personale: non replica, non forza, non rincorre la citazione. Entra nel brano con rispetto, ma anche con la necessità di dargli una nuova forma, come se quella melodia, dopo avere abitato il carcere, il cinema e la memoria pop, potesse oggi parlare anche di tutte le distanze contemporanee: quelle fisiche, quelle emotive, quelle che separano due persone pur tenendole formalmente vicine, quelle che trasformano l’amore in attesa, controllo, conflitto, domanda.

    In questo senso, “Unchained Melody” arriva dopo “Cartoline” come un passaggio coerente. Se nel precedente progetto De Curtis aveva raccontato l’amore prima degli schermi, quando l’intimità passava dagli sguardi, dai corpi, dalle estati vissute senza filtri digitali, qui allarga il campo e affronta una forma di distanza ancora più radicale: quella in cui il desiderio non può tradursi in contatto, quella in cui l’amore resta vivo proprio perché non riesce a compiersi del tutto.

    «Ho scelto di lavorare su “Unchained Melody” perché è una canzone che appartiene alla memoria di tutti, ma che spesso viene ricordata solo per la sua dimensione romantica – racconta l’artista -. A me interessava tornare alla sua origine, al suo legame con la prigionia, con la distanza che diventa una catena invisibile. Il titolo significa “melodia senza catene”, ma dentro il testo io ho sempre sentito un amore trattenuto, quasi imprigionato dall’impossibilità di raggiungere la persona amata. Anche in Ghost accade questo: lui è lì, vicino a lei, ma non può toccarla, non può farsi vedere, non può tornare davvero. Rifarla a modo mio significava provare a trasformare quel senso di impotenza in suono, mantenendo intatta la forza della melodia, ma vestendola con un arrangiamento che parlasse anche al presente.»

    Con questa rilettura, De Curtis conferma una direzione artistica sempre più definita: partire da materiali istantaneamente identificabili, attraversarli con la propria esperienza di radio, produzione e club culture, e portarli in una forma che non si limiti al consumo immediato, ma provi a riaprire una storia. Dopo anni di lavoro tra microfoni, consolle, format radiofonici e produzioni orientate al clubbing, l’artista continua a spostare il baricentro verso una scrittura sonora più narrativa, in cui il brano non è soltanto una traccia da ascoltare, ma una vicenda da rileggere.

    “Unchained Melody” diventa così un nuovo ponte tra epoche diverse: il cinema del 1955, la consacrazione pop del 1965, il ritorno planetario del 1990, l’ascolto contemporaneo. Una canzone nata per raccontare la prigionia, diventata il simbolo di un amore oltre la morte, oggi approda nel catalogo personale e professionale di un artista che sceglie di confrontarsi con un classico non per appropriarsene, ma per ricordare quanto alcune melodie continuino a cambiare significato ogni volta che qualcuno trova il coraggio di riascoltarle davvero.

    Perché “Unchained Melody” non è soltanto una canzone d’amore: è una canzone sulla distanza, sull’attesa, sulla fedeltà a ciò che continua a chiamarci anche quando sembra irraggiungibile. E forse è proprio per questo che, dopo il carcere, dopo Ghost, dopo centinaia di versioni, continua ancora a parlarci e commuoverci, senza appartenere mai del tutto al passato.

  • Gianni Fiorellino: il 24 giugno in concerto alla Reggia di Caserta

    Mercoledì 24 giugno 2026, alle ore 21:00, una delle cornici storiche più prestigiose al mondo (Patrimonio UNESCO), la Piazza Carlo di Borbone della Reggia di Caserta, ospiterà il concerto di Gianni Fiorellino organizzato da Leone Produzioni di Melania D’Agostino. La serata sarà condotta da Maria Grazia Cucinotta. Ospiti confermati: Federico Zampaglione dei Tiromancino, Franco Ricciardi, Andrea Sannino e Roberto Colella. Si ringrazia il Comune di Caserta e Massimo Vecchione, organizzatore degli eventi alla Reggia di Caserta. Kiss Kiss Italia è la radio partner dell’evento. 

    L’evento che vedrà protagonista Gianni Fiorellino in Piazza Carlo di Borbone alla Reggia di Caserta non si configura come un semplice concerto, ma come un appuntamento monumentale capace di coniugare il prestigio di un sito con la forza della musica contemporanea. Dopo aver fatto tremare lo Stadio Diego Armando Maradona con 17.000 fan e aver conquistato l’Arena Flegrea insieme alla leggenda del rock Mike Terrana, Fiorellino compie un ulteriore salto qualitativo verso un rito collettivo con una produzione mastodontica targata Leone Produzioni.

    La conduzione di Maria Grazia Cucinotta, icona del cinema mondiale, e la presenza di ospiti come Federico Zampaglione dei Tiromancino, Franco Ricciardi, Andrea Sannino e Roberto Colella, assicurano l’eccezionalità della serata, garantendo un richiamo pop capace di attrarre un pubblico trasversale. Il versante sonoro sarà affidato a una formazione d’eccellenza composta da Mariano Barba alla batteria, Pasquale De Angelis al basso e dalle chitarre graffianti di Davide Carusone e Valentino Francavilla. Arricchiranno la narrazione un’orchestra di grandi professionisti e un corpo di ballo di 24 elementi guidato dall’Accademia “Il Dito nell’Occhio”.

    Il valore culturale dell’iniziativa è arricchito dal legame con la storia del territorio acquisendo un profondo significato istituzionale. Non si tratterà solo di un’esperienza sonora, ma di uno spettacolo totale e altamente “televisivo”, arricchito da un’orchestra di grandi musicisti e da un corpo di ballo, ideale per la narrazione visiva dei media e dei social.

    Questa tappa rappresenta infine il coronamento della maturità artistica di Gianni Fiorellino, un artista poliedrico capace di spaziare dalla musica alla letteratura — come dimostra il successo del suo primo libro “Solo se c’è amore”, bestseller su Amazon per sette mesi — e di mantenere una connessione fortissima con le nuove generazioni, testimoniata dai milioni di visualizzazioni sui suoi canali social. 

    Biglietti disponibili su: https://www.ticketone.it/event/gianni-fiorellino-reggia-di-caserta-21022232/   

    Biografia

    Gianni Fiorellino, classe 1982 (con ben 18 album all’attivo), è un cantautore italiano. A 7 anni inizia gli studi di pianoforte, strumento in cui conseguirà in seguito il diploma al Conservatorio. Sin da giovanissimo si esibisce in pubblico nei locali e nei teatri napoletani, ottenendo un successo che, a soli 12 anni, gli consente di incidere E io canto, il suo primo disco.

    Nel 2002 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con la canzone Ricomincerei, classificandosi al quarto posto. Sempre nel 2002 si concede una prestigiosa parentesi jazz come protagonista, in acustico al pianoforte, di un concerto al Festival dei Due Mondi di Spoleto, insieme a musicisti del calibro di Massimo Moriconi al contrabbasso, Alessandro Canini alla batteria, Lino Esposito alle chitarre, il bluesman Roberto Ciotti e l’incantevole voce di Kelly Joyce.

    Nel 2003 torna al Festival di Sanremo presentando il brano Bastava un niente, posizionandosi al 5° posto nella classifica finale.

    Nel 2004 partecipa a Music Farm, il primo reality show musicale di Rai 2, e nello stesso anno incide il suo primo “live” durante un memorabile concerto tenutosi a Napoli in Piazza Diaz.

    Nel 2005 realizza, con la collaborazione di Kevin Hettenne, Dodi Battaglia e Mario Reyes, le dieci tracce che compongono l’album Passion.

    Nel 2006 affronta una lunga e fortunata parentesi teatrale che lo vede protagonista di Masaniello, il musical, per la regia di Tato Russo.

    Nel 2007 incide un duetto con Fiordaliso dal titolo Io muoio, caratterizzato da sperimentazioni pop-melodiche.

    Nel 2008, oltre a partecipare alle fasi di qualificazione per la Bulgaria all’Eurovision Song Contest, incide la sua seconda raccolta intitolata XLMC – Per la mia città, presentata dal vivo il 27 dicembre in un concerto nella centralissima Piazza Dante a Napoli.

    Dopo una pausa personale, torna nel 2015 su etichetta Zeus Records: firma insieme a Vincenzo D’Agostino il disco interamente in napoletano Io mantengo le promesse, che vede la partecipazione di Lele Melotti alla batteria.

    Tra il 2017 e il 2023 intraprende un lungo tour teatrale che registra il tutto esaurito nei più grandi teatri della Campania.

    Il 31 maggio 2024 arriva “l’occasione della vita”: la sua musica riunisce 17.000 persone nel luogo più suggestivo della città, lo Stadio Diego Armando Maradona. L’evento riceve il patrocinio del Comune di Napoli e della Città Metropolitana. Sempre nel 2024 presenta, in collaborazione con Prime Video, il docu-film Aspettami stanotte, patrocinato dal Comune di Sanremo, che supera le 50.000 ore di streaming.

    Nel 2025 registra un sold out all’Arena Flegrea con uno spettacolo rock accompagnato dalla leggenda Mike Terrana. L’evento, patrocinato dal Comune di Napoli e dalla Città Metropolitana, rientra nelle celebrazioni per i 2.500 anni della città.

    Nello stesso periodo pubblica il suo primo libro, Solo se c’è amore, diventato Bestseller Amazon per 7 mesi e presentato al Salone del Libro di Torino. A luglio il volume viene inserito nella rassegna del Circolo Letterario di Sanremo, riscuotendo un notevole successo. Grazie a questo progetto culturale, partecipa all’iniziativa “Io leggo perché”, visitando circa 50 scuole della Regione Campania.

    A settembre è uno dei protagonisti di Napoli Musa Live, il grande concerto in Piazza del Plebiscito per i 2.500 anni della città.

    Il prossimo appuntamento è fissato per il 24 giugno 2026 presso Piazza Carlo di Borbone, Reggia di Caserta. In questa cornice storica, Gianni sarà accompagnato da Maria Grazia Cucinotta, Federico Zampaglione dei Tiromancino, Andrea Sannino, Franco Ricciardi e Roberto Colella. L’artista promette una serata ricca di musica suonata, con uno spettacolo impreziosito da ballerini, grandi musicisti e forti emozioni.

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    Organizzazione: Leone Produzioni di Melania D’Agostino

  • PREMIO CIAMPI 2026   pubblicato il bando di concorso 2026 del Premio Ciampi Città di Livorno scade il 31 luglio la domanda per le iscrizioni La serata finale il 13 novembre al Teatro Goldoni di Livorno


     

    Si aprono ufficialmente le iscrizioni per la ventinovesima edizione del Premio Ciampi. È infatti online il nuovo bando di concorso – scaricabile dal sito ufficiale www.premiociampi.it – aperto ad artisti singoli o costituiti in gruppo. I partecipanti dovranno presentare, entro il 31 luglio, due canzoni di cui siano autori e, facoltativamente, una propria interpretazione di un brano di Piero Ciampi, che verrà valutata separatamente dalla Giuria.

     

    Durante la serata finale di questa edizione, prevista per il 13 novembre presso il Teatro Goldoni di Livorno, verranno consegnati i vari riconoscimenti che da molti anni a questa parte contraddistinguono la manifestazione dedicata al poeta e musicista scomparso prematuramente nel 1980.

    Al tradizionale premio per il vincitore del Concorso Nazionale e a quello per la migliore interpretazione di un brano di Piero Ciampi, si aggiungono anche i Premi Speciali e quelli alla Carriera. Inoltre, in sintonia con le passioni del grande artista livornese, gli organizzatori hanno allargato gli orizzonti e gli interessi, attivando delle sezioni legate ad altre forme espressive: il Premio Valigie Rosse per la poesia, il Premio L’Altrarte per le arti visive e performative ed il Premio Ciampi a Fumetti.

     

    Si rinnova, inoltre, la collaborazione fra il Premio Ciampi e l’Arci, associazione che negli anni ha saputo creare una rete di circoli che, in tutta Italia, propongono musica legata alla ricerca ed all’innovazione. A conferma di questo nuovo ed importante legame l’Arci assegnerà, anche quest’anno, un suo Premio Speciale che verrà consegnato durante la serata finale.

     

    Il Premio Ciampi prosegue il percorso intrapreso trent’anni fa, che ha portato la città di Livorno ad essere un punto di riferimento importante per quanto riguarda non solo la scena musicale nazionale, ma anche quella artistica in generale.

     

    Ricordiamo che il Premio Ciampi è promosso dall’Associazione culturale Premio Ciampi in collaborazione con Arci, Comune di Livorno, Regione Toscana, Fondazione Livorno e Fondazione Teatro Goldoni.

     

    Per informazioni:

    Associazione Culturale Premio Ciampi

    www.premiociampi.it

    tel. 0586426888

  • Esordio letterario tra fantasy e introspezione per Nicole S. Maida. In libreria il primo volume “I ricordi perduti di Lisy. I primi passi”

    È uscito “I ricordi perduti di Lisy. I primi passi” (primo vol., Edizioni &100 Group) di Nicole S. Maida, giovane autrice che si affaccia sul mercato editoriale come una nuova voce narrativa capace di intrecciare immaginazione, emozione e profondità.

    Nel regno incantato di Mairinia, dove le locomotive sfidano il tempo e le piazze raccontano leggende dimenticate, si muove la vita fragile e coraggiosa di Lisy, una giovane donna dal passato misterioso, intrappolata in un presente fatto di debiti, ricordi confusi e piccoli gesti di gentilezza. In un mondo governato da leggi non dette, caste invisibili e “ibridi” costruiti per servire, Lisy trova un inaspettato alleato in Angus, un avventuriero dai modi non sempre legali, la cui presenza si rivelerà decisiva per il suo cammino. Tra lettere senza mittente, pacchi misteriosi e sogni che sembrano appartenere a un’altra vita, Lisy scoprirà che i ricordi non sono solo ciò che si è vissuto, ma anche ciò che si ha il coraggio di scegliere. Un romanzo delicato, visionario e poetico che intreccia fantasy, critica sociale e struggente introspezione.

    “Ho scritto questo libro in un periodo in cui avevo una gran voglia di libertà e avventura, ma soprattutto di ridere e, in effetti, mi sono divertita tanto a scriverlo e a snocciolare un mondo tutto nuovo, perdendomi fra le vie di una realtà alternativa fatta da un mix di magia e scorci di emozioni reali – ha dichiarato l’autrice.

    La mia speranza è che possiate perdervici ed innamorarvene come ho imparato a fare io, pregi e difetti inclusi.

    Ma, soprattutto, che vi possa ricordare che l’importante è essere felici”.

    “L’opera si distingue per una scrittura immersiva e fortemente evocativa, capace di accompagnare il lettore all’interno di un universo narrativo ricco e coerente. Fin dalle prime pagine emerge una chiara attenzione alla costruzione dell’atmosfera, con uno stile descrittivo che privilegia i dettagli e contribuisce a creare una sensazione di continuità – ha commentato la casa editrice.

    Uno degli elementi più interessanti – emersi fin dalle prime valutazioni del nostro comitato editoriale – è proprio l’equilibrio tra dimensione fantastica e riflessione più intima: l’autrice non si limita a raccontare una storia, ma apre tematiche più ampie legate all’identità, al cambiamento e al senso di appartenenza. Questo rende il testo non solo coinvolgente, ma anche capace di lasciare una traccia nel lettore.

    Si percepisce una sensibilità narrativa autentica, che punta a creare connessione emotiva senza forzature.

    Un’opera che, senza dubbio, riesce a unire immaginazione e profondità, offrendo a chi legge un’esperienza completa e coinvolgente.

    Siamo felici di aver supportato l’autrice nel percorso di pubblicazione: è stato un piacere lavorare con lei e accompagnarla nella realizzazione del progetto editoriale”.

    Con questo primo volume, l’autrice apre le porte a un universo narrativo destinato a evolversi e sorprendere, lasciando intravedere un percorso ricco di sviluppi e nuove storie. Un esordio che non è solo un punto di arrivo, ma l’inizio di un viaggio letterario fatto di immaginazione, consapevolezza e desiderio di raccontare. Un invito, per i lettori, a lasciarsi trasportare e a riscoprire, pagina dopo pagina, il valore della libertà, dei sogni e della felicità.

    DATI TECNICI

    Titolo: I ricordi perduti di Lisy. I primi passi

    Autore: Nicole S. Maida

    Editore: Edizioni &100 Group

    Anno edizione: 2025

    Genere: avventura

    Pagine: 436

    Formato: cartaceo, digitale

    Costo: 16,00 Euro

    EAN: 9791281896741

    ASIN: ‎B0FHBDKN6G

    ISBN-13: ‎979-1281896741

    L’AUTRICE

    Nata e cresciuta in un piccolo paese, l’autrice ha attraversato fin dall’infanzia un percorso di vita complesso, trovando nella fantasia un rifugio e uno spazio di libertà. La scrittura l’ha accompagnata sin da bambina, rimanendo una presenza costante anche nei momenti in cui le veniva suggerito di abbandonarla a causa della dislessia.

    Cresciuta in un nucleo familiare essenziale, insieme alla madre e al fratello minore di quattordici anni, ha sviluppato una forte autonomia emotiva e uno sguardo profondo sul mondo. Nel corso degli anni ha viaggiato, studiato e intrapreso un intenso lavoro su sé stessa.

    Fin da giovane ha abbracciato il buddismo, trovando nella disciplina e nell’allenamento una guida concreta e una fonte di equilibrio interiore.

    Questo è il suo primo manoscritto, ma rappresenta solo l’inizio di un percorso narrativo che si preannuncia ricco di storie ancora da raccontare.

    LA CASA EDITRICE

    Fondata dall’Editore Alessandro Gian Maria Ferri, con decine di brand editoriali al suo interno, ciascuno specializzato in tematiche diverse, e tre sedi in tutta Italia, Edizioni &100 Group è attiva in tutta Europa.


  • MaldiMarte: mercoledì 20 maggio in concerto al Detune di Milano

    Mercoledì 20 maggio 2026 i MaldiMarte saranno in concerto al DETUNE di Milano (Via Felice Casati 24). Appuntamento alle ore 20:30 per una serata che vedrà la band portare dal vivo il proprio universo sonoro tra energia, intensità e sonorità alternative.  La line up della serata vedrà Vincenzo Genuardi alla voce, Domenico Mistretta alla chitarra, Giorgio Di Stefano al basso e Dario Giuffrida alla batteria.

     

     

     

    Il brano “Frange” disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale da venerdì 8 maggio per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy, nasce da una riflessione: la realtà non è più un territorio condiviso, ma una costruzione frammentata. In un contesto dominato da social media, flussi informativi continui e narrazioni contrapposte, esistono oggi molteplici versioni del reale. Ognuno tende a riconoscersi nella propria visione, contribuendo a una crescente polarizzazione e a una distanza sempre maggiore tra percezioni diverse dello stesso mondo. Il titolo rimanda a queste “frange”: linee di separazione sottili ma decisive, dove la realtà si divide senza spezzarsi del tutto.

    La copertina, ispirata al Bosone di Higgs, rafforza il concetto: come in fisica il bosone conferisce massa e struttura alla materia, in “Frange” diventa metafora di ciò che dà consistenza a ciò che percepiamo, pur restando invisibile. Musicalmente, la canzone alterna momenti sospesi a passaggi più diretti e graffianti. Le chitarre segnano i punti di rottura, mentre la voce accompagna un percorso che mette in discussione ciò che percepiamo come reale.

     

    Spiega la band a proposito del brano: “Frange è il momento in cui ti rendi conto che non stiamo vivendo la stessa realtà. Oggi esistono molte versioni del mondo, e ognuno tende a restare nella propria. Tutto normale. Come non lo è mai stato.”

     

    Il videoclip di “Frange”, realizzato da Accursio Graffeo, regista, videomaker e colorist italiano con oltre vent’anni di esperienza nel settore audiovisivo, è un viaggio visivo attraverso mondi ispirati all’immaginario cinematografico collettivo. La protagonista, figura universale, attraversa diverse dimensioni passando da una realtà all’altra tramite portali simbolici – porte, tunnel di fuoco, botole – che rappresentano il passaggio tra differenti percezioni del reale. Ogni ambiente è coerente e riconoscibile, ma restituisce solo una possibile versione della realtà. Il punto di svolta arriva nel passaggio dal western ad un futuro neon: qui la musica accelera, l’intensità cresce e la narrazione si spezza, segnando una frattura evidente. Nel finale, la band si muove su una DeLorean mentre la protagonista sfida la gravità in bicicletta, in un’immagine sospesa tra memoria cinematografica e senso di liberazione. Il video è realizzato interamente con intelligenza artificiale, utilizzata come linguaggio espressivo per costruire un universo visivo immersivo e coerente con il tema del brano.

     

    Guarda il videoclip di “Frange” su YouTube

    https://www.youtube.com/watch?v=RPwbrT9zk4U

     

     

     

    MALDIMARTE | BIOGRAFIA

    Il progetto Maldimarte prende forma nel 2019 attorno alla scrittura di Vincenzo Genuardi, autore, compositore e voce della band. Il percorso nasce da un’evoluzione naturale della sua esperienza musicale, sviluppata negli anni tra scrittura, produzione e attività live. Il progetto si muove tra alternative rock e cantautorato contemporaneo, con influenze che spaziano dal rock internazionale degli anni ’90 e 2000 al cantautorato italiano. Tra le principali reference: Radiohead, Nirvana, Lucio Battisti, Fabrizio De André, fino a realtà più contemporanee della scena italiana.

    Vincenzo Genuardi è autore e compositore, oltre che cantante e chitarrista. Il progetto si sviluppa attraverso un approccio pratico alla produzione musicale, integrando strumenti tradizionali e ricerca sonora contemporanea. Brani rappresentativi: A tutti i costi, Respirerò e Carosello.

    Il progetto Maldimarte si configura come una realtà creativa strutturata, che opera come una piccola dimensione discografica autonoma. Alla direzione artistica, insieme a Vincenzo Genuardi, partecipa Roberto Pistolesi e Domenico Mistretta. La produzione tecnica è affidata a Dario Giuffrida, che cura mix e mastering, mentre l’identità visiva del progetto è sviluppata da Michele Ciulla (grafiche) e Anna Pitarresi (fotografia). La dimensione live è stata ulteriormente rafforzata con l’ingresso in formazione di Giorgio Di Stefano al basso e Alessandro Pusateri alla batteria.

    Il progetto si rivolge ad un pubblico trasversale, prevalentemente tra i 20 e i 50 anni, attento alla musica alternativa e al cantautorato contemporaneo.

    La musica dei Maldimarte nasce dall’osservazione del presente, con un linguaggio diretto e stratificato che affronta tematiche sociali, emotive e generazionali. Il progetto indaga le contraddizioni della contemporaneità, con particolare attenzione alla percezione della realtà e alla sua frammentazione.

    L’obiettivo è consolidare una crescita artistica e professionale sostenibile, ampliando la dimensione live e la diffusione del progetto a livello nazionale. Il percorso è orientato a medio termine, con l’intenzione di strutturare una presenza stabile nei prossimi anni, mantenendo una forte coerenza tra produzione musicale e identità visiva.

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  • I Ferrinis e l’amore che non salva: “Brucia Addosso” smonta il mito del restare a ogni costo

    C’è una sottile crudeltà nell’onestà di chi ammette di essere «un casino», per poi restare a guardare l’altro cadere. È la fredda intenzionalità di chi, pur riconoscendo il proprio potenziale distruttivo, trasforma la vicinanza in puro egoismo. Con il nuovo singolo “Brucia Addosso”, i Ferrinis scardinano la retorica dell’amore salvifico per addentrarsi in un territorio ben più scivoloso e vicino al quotidiano di molti: quello della consapevolezza del danno. Non è l’ennesima narrazione di un legame disfunzionale, ma il terreno di gioco in cui vittima e carnefice si scambiano i ruoli sotto la pioggia di un parcheggio, tra il fumo di una sigaretta e il riflesso metallico di un Range Rover.

    Se con i precedenti due lavori Maicol e Mattia Ferrini avevano tracciato i contorni della saturazione sentimentale e della dignità della stasi, qui i due fratelli forlivesi compiono un salto in avanti, senza cercare scuse, fughe, giustificazioni e compromessi. “Brucia Addosso” fotografa l’esatto momento in cui l’amore smette di essere casa, riparo, ascolto e cura per diventare «sale sulle ferite», un elemento che anziché lenire dolori e preoccupazioni li esaspera e ne genera di nuovi. In una scena pop spesso incline a romanticizzare i cuori infranti, i Ferrinis rivendicano una colpa, quella di voler restare in una relazione pur consapevoli che ogni parola farà piangere l’altro, trasformando la musica in un sottofondo malinconico, pieno di ricordi, e le lacrime in sostanze tossiche da cui si diventa dipendenti.

    «Questo inferno brucia addosso, farsi male non è un gioco» è uno dei versi che meglio racchiude l’accezione del brano, evidenziando la rinuncia definitiva a qualsiasi velleità ludica. Resta solo la nuda constatazione di un incendio che consuma i tessuti emotivi, fino a lasciare scoperte le nervature della colpa, della dipendenza e del rimpianto. Non esiste finzione, non c’è nemmeno un conflitto. Il calore del corpo che brucia impatta frontalmente contro il gelo della pioggia incessante, nel tentativo vano di sedare un cuore che richiederebbe ben altro che una tregua passeggera per ricomporsi. I Ferrinis abbandonano le strutture più cinetiche della dance per abbracciare un sound pop arricchito di contrasti termici, lasciandosi alle spalle ogni residuo di leggerezza.

    È la presa di coscienza che la vicinanza, a volte, è l’ostacolo più grande alla guarigione. In questo nuovo assetto stilistico, la voce si fa quasi rassegnata alla propria natura di «overdose», portando a compimento quella maturazione artistica iniziata con brani come “Giganti” e proseguita con la riflessione sulla sovrabbondanza di “Luci Viola”. I Ferrinis smettono di cercare la hit d’evasione per posizionarsi come osservatori di una generazione che spesso confonde l’intensità con l’autodistruzione.

    Il videoclip che accompagna il singolo, diretto da Samuele Apperti, traduce visivamente la trama del testo. La regia sceglie di non sovraccaricare il racconto, lasciando che siano i volti e le atmosfere ad amplificare il senso di una relazione sentimentale da cui pare impossibile disintossicarsi.

    I Ferrinis si confermano così tra i pochi artisti indipendenti capaci di posizionarsi in una fascia di mercato che non si accontenta dell’ascolto distratto, ma chiede un confronto diretto con le proprie zone d’ombra.

    Non c’è redenzione in “Brucia Addosso”, solo la meticolosa descrizione di un incendio che continua a divampare perché nessuno dei due protagonisti ha il coraggio di spegnerlo.

  • “Niente” è il nuovo singolo di Halley

    Da venerdì 22 maggio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “NIENTE”, il nuovo singolo di HALLEY per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

     

     

    “Niente” è un brano che racconta un amore ormai finito, un rimorso che si è dissolto e sentimenti che si sono lentamente spenti. Il contesto, però, mantiene una dimensione positiva: ciò che viene descritto appartiene al passato ed è stato ormai superato. Il ritornello rappresenta il momento più melodico della canzone, in cui l’artista sottolinea questo cambiamento attraverso il verso: “sono solo nei guai, ma ora neanche mi pesano”. Dopo il primo ritornello, il pezzo cambia progressivamente atmosfera, passando da tonalità più profonde e introspettive a sonorità più leggere, capaci di accompagnare e rappresentare il percorso di crescita e miglioramento personale dell’artista.

     

     

    Spiega l’artista a proposito della canzone: «Il brano è nato in realtà in modo abbastanza casuale, non era un brano programmato. Di fatti l’ho scritto in meno di due ore in studio, ma è un testo che considero molto bello proprio perché spontaneo e sincero. “Niente” non è la ricostruzione di una storia, ma è la narrazione di come l’ho vissuta».

     

     

    HALLEY | BIOGRAFIA

    Alessandro Piazza, in arte Halley, nasce a Roma nel 2008, sin da piccolo si contraddistingue per una passione smisurata per la musica, infatti compone le sue prime opere amatoriali già da bambino. La sua svolta arriva all’età di 11 anni, quando per la prima volta incide un brano in sala di registrazione, conoscendo Lorenzo Celata, che da lì in poi diventerà il suo producer. Come raccontato spesso dall’artista la sua passione per la musica è in primis una vocazione personale (da sempre definita “parte di lui”), ma ciò che lo spinge davvero è l’obbiettivo di poter arrivare ad altra gente che si sente come lui, e far provare loro ciò che lui non ha mai provato, ovvero sentirsi capiti. “Halley” definisce i suoi testi come sfogo e consolazione, ha sempre voluto metterci tutte le sue emozioni. Sin dalla tenera età il suo sogno era di fare il cantante, di permettere ad altre persone di avere un supporto emotivo e di sentirsi meglio ascoltando la sua musica.

    Ad oggi, Alessandro, è nel roaster di Red&Blue di Marco Stanzani, e collabora con professionisti di livello come Massimo Calabrese, Marco Lecci e Valerio Calisse.

    Dopo “Blackout”, “Niente” è il nuovo singolo di Halley disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 22 maggio.

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