Category: Comunicati

  • Canta, prega, ama: dal 7 al 17 maggio   riecco Monza Visionaria tra concerti, performance,   workshop, Notturni al roseto e molto altro  

     

    La scoperta e la condivisione del bello, l’incanto della musica, il ruolo del mistero nelle nostre vite: la nuova edizione della manifestazione organizzata dall’associazione culturale Musicamorfosi si ripromette di stimolare il dialogo tra amore e libertà spirituale, trascendendo le barriere culturali, linguistiche e religiose. Tra gli artisti  
    in cartellone spiccano i nomi di Ganna, Levon Eskenian, Bunna, Orchestra Canova, Simone Zanchini, Dandarvanching Enkjargaal , Roberto Olzer e Sarra Douik  

     

     

    MONZA – È la spiritualità il filo conduttore della XIV edizione del festival Monza Visionaria, in programma nel capoluogo della Brianza da giovedì 7 a domenica 17 maggio. Non a caso, il sottotitolo scelto dal direttore creativo Saul Beretta per la nuova stagione è “Canta, prega, ama”, citazione che riecheggia la celebre frase di Sant’Agostino (“Chi canta prega due volte”) per sottolineare l’importanza del mistero e della ritualità della musica, declinata in vari generi, dalla classica al jazz, dal folk al reggae fino al tango, ma non solo. Con un fitto di programma punteggiato di concerti, performance, visite guidate, installazioni di luce e suoni, reading musicali e molto altro, la manifestazione si ripromette di stimolare il dialogo tra amore e libertà spirituale. Il tutto grazie al ruolo delle arti performative, capaci di promuovere armonia, convivenza pacifica e comprensione reciproca tra culture e religioni diverse, e alla scoperta del bello, all’incanto e alla seduzione esercitati dalla musica, ma anche dalla visual art e dalla preghiera. 

    Il festival è organizzato dall’associazione culturale Musicamorfosi in collaborazione con la Reggia di Monza, il contributo del Comune di Monza e Regione Lombardia e il sostegno di una pluralità di partner tra cui il ministero della Cultura, la Fondazione della Comunità Monza e Brianza, Assolombarda, Banco Desio, Acinque, BrianzAcque ed Elli. 

    Monza Visionaria si inserisce nell’ambito del programma Creative Europe dell’Unione Europea, all’interno del più ampio progetto Spiritual Music realizzato dalla rete di partner culturali europei Musicamorfosi (Italia), Taller de Músics (Spagna) e Jazz Festivals & Events (Romania), che nel 2026 promuove la ricerca, la creazione e la divulgazione della musica spirituale contemporanea, con particolare attenzione al dialogo tra tradizione e nuovi linguaggi. 

    La XIV edizione di Monza Visionaria verrà inaugurata giovedì 7 maggio al Capitol Anteo spazioCinema con l’evento Io sono dalla parte di Dio dedicato a Bob Marley, il profeta del reggae, nel 45° anniversario della sua morte: alle ore 19.45 Bunna (voce storia degli Africa Unite), il chitarrista Fabio Merigo (Bluebeaters) e Federico Traversa (voce narrante) daranno vita a un reading musicale in cui si parlerà di amore, redenzione e pace – le tematiche care al grande artista giamaicano – e nel corso del quale verranno riproposti alcuni dei suoi più grandi successi. A seguire (ore 21.30) verrà proiettato “Marley”, il film-documentario di Kevin Macdonald che ripercorre la parabola, unica e inimitabile, dell’autore di capolavori immortali quali “Get up, stand up”, “I shot the Sheriff”, “No woman, no cry” e “Redemption Song”. Il suo impatto sulla storia della musica e il suo ruolo di leader politico e sociale restano ineguagliati, così come il suo messaggio che trascende le barriere culturali, linguistiche e religiose e che riecheggia forte, ancora oggi, in tutto il mondo. 

    Venerdì 8 maggio (ore 21) ci si sposterà nella chiesa di S. Pietro Martire, che ospiterà il concerto intitolato Il mio cuore trema, protagonisti Norayr Gapoyan (duduk), Tatev Hakobyan (kanon) e Levon Eskenian (organo e arrangiamenti), tre dei sensazionali musicisti del Gurdjeff Ensemble, gruppo di culto della etichetta ECM: in programma musiche tradizionali dell’Armenia e capolavori selezionati dal primo repertorio sacro occidentale, in un affascinante dialogo tra Occidente e Oriente attraverso i secoli. A Monza, prima tappa italiana di questo nuovo progetto, i tre musicisti eseguiranno inni sacri, antiche ninne nanne e melodie popolari. La voce del duduk (strumento a fiato in legno, originario dell’Armenia e dell’Azerbaigian), la brillantezza del kanon (strumento a 78 corde della tradizione classica araba, una sorta di cetra trapezoidale) e la risonanza dell’organo riveleranno inedite dimensioni spirituali. 

    Sabato 9 maggio il Teatro di Corte della Reggia di Monza accoglierà tre minilive (ore 18, 19.30 e 21) dell’Orchestra Canova, solista ospite lo strepitoso fisarmonicista Simone Zanchini, che spazia con disinvoltura alla classica al jazz, dal folk al liscio fino ai suoni contemporanei. In questi tre imperdibili appuntamenti, prima e dopo l’ora dell’aperitivo, gli orchestrali diretti da Enrico Pagano e Zanchini eseguiranno alcune delle pagine più note del grande compositore argentino Astor Piazzolla, l’inventore del Nuevo Tango, nume tutelare dell’eterodossia musicale. A ogni concerto è abbinata una degustazione enologica a cura di Confartigianato. 

    La giornata di domenica 10 maggio si aprirà con tre visite guidate (ore 10.30 , 11.15  e 12) e altrettanti set musicali per guardare il cielo stellato della cripta della Cappella Espiatoria Reale con una nuova luce, quella degli occhi della Regina Margherita, rigati di pianto per la scomparsa improvvisa del marito, il Re d’Italia Umberto I di Savoia, ucciso dall’anarchico Gaetano Bresci il 29 luglio 1900. Giulia Valcamonica, direttrice della Cappella Espiatoria Reale, introdurrà gli spettatori alla storia e all’arte che hanno ispirato la nascita del memoriale, mentre Sarra Douik (oud e voce), cantautrice di origine tunisina, tradurrà in musica il cordoglio della Regina da una prospettiva apparentemente lontana 

    Quasi in contemporanea, il Teatro di Corte (ore 10.30, 12, 15.30 e 17.30) ospiterà la fiaba  musicale I vestiti nuovi dell’imperatore, riscrittura dell’omonima opera di Hans Christian Andersen che smaschera le apparenze e la sostanza effimera del potere. Sul palco, insieme all’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano, si esibiranno i giovanissimi  attori Alessio Dongarrà, Tancredi Gadaleta, Ernesto Genovese e Riccardo Giordano. 

    Lunedì 11 maggio nella chiesa di Santa Maria al Carrobiolo i musicisti  Dandarvanching Enkjargaal  (morin khuur e canto armonico), Roberto Olzer (organo) e di nuovo Sarra Douik (oud e voce) daranno vita a un concerto all’insegna del misticismo più puro in cui il morin khuur (il violino da battaglia tradizionale della Mongolia) e l’incredibile voce di Dandarvaanchig Enkhjargal, maestro assoluto del canto diplofonico nonché cantante dei trascinanti Violons Barbares, dialogheranno con l’organo di Roberto Olzer e l’oud di Sarra Douik in un afflato naturale dove ci sarà posto solo per l’amore, la pace e la fratellanza universale, proprio come profetizzava e cantava Bob Marley (nel giorno esatto della sua scomparsa, avvenuta l’11 maggio 1981). 

    Mercoledì 13 maggio, presso l’Orangerie della Reggia di Monza, nell’ambito della mostra Sandokan, la tigre ruggisce ancora,  si svolgerà il laboratorio vocale curato dalla cantante e compositrice ucraina Ganna, ora di stanza a Berlino, nome di spicco della nuova scena jazz (e non solo) internazionale. Il workshop invita a esplorare il folklore del suo Paese d’origine attraverso i canti tradizionali stagionali: i partecipanti impareranno a cantare insieme, scoprendo storie, usanze e rituali legati ai cicli della natura e alla vita della comunità ucraina. Il laboratorio, che inizierà alle ore 20, avrà una durata di due ore circa ed è aperto a chiunque ami cantare (non è richiesta alcuna esperienza specifica). 

    Il giorno successivo, giovedì 14 maggioGanna sarà protagonista di un imperdibile doppio set (ore 19.30 e 21) al Teatro di Corte. Considerata dagli addetti ai lavori una delle musiciste più interessanti e originali del panorama europeo, l’artista ucraina presenterà a Monza – e per la prima volta in Italia – il meglio del suo repertorio, a cominciare dai brani dell’album Utopia, pubblicato lo scorso autunno. Nella sua musica, moderna e coinvolgente, Ganna mescola abilmente echi folk, sonorità dal sapore indie-pop, jazz ed elettronica per condurre gli spettatori in un viaggio rituale e sciamanico dedicato al ciclo della vita. Ganna si è esibita nei principali festival europei (Jazzahead!, WOMEX e Reeperbahn) e ha tenuto numerose tournée, tra cui di recente in Australia, partecipando al Sydney Festival e al WOMAdelaide. 

    Venerdì 15 maggio il festival farà tappa al monastero delle Adoratrici Perpetue del SS. Sacramento, dove (ore 18) sarà di scena la cantautrice tedesca Agnes Verano (arpa e voce) per un concerto intimo e raccolto: le sue canzoni soavi e liriche fondono nostalgia e malinconia, fragilità e bellezza in un’atmosfera tenera e familiare, proprio come il luogo segreto dove si svolgerà la sua esibizione, organizzata in collaborazione con la Delegazione FAI di Monza. 

    Poco dopo (ore 19.30 e alle 21), nella chiesa di S. Maria Maddalena e S. Teresa, ritroveremo Agnes Verano, in duo con il vibrafonista jazz Gabriele Boggio Ferraris, nel doppio set Songs of love and freedom, intenso dialogo in musica tra amore e libertà. In scaletta brani originali e rivisitazioni di canzoni di culto di Bob Dylan, Morrissey, Joni Mitchell e Tim Buckley e una manciata di cover di pezzi (che parlano di amore e libertà spirituale) di Bob Marley, tutte sospese tra nostalgia e malinconia.  

    Sabato 16 maggio (ore 18.30 e 20.30), il Teatro di Corte accoglierà di nuovo l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano, che interpreterà Metamorfosi di Richard Strauss, uno dei capolavori più alti e più desolati che mai siano stati concepiti in musica. L’esecuzione sarà arricchita dal video mapping generativo dell’artista Fabio Volpi: immagini e suoni si intrecceranno in tempo reale, trasformando ogni nota in un’esperienza immersiva unica. Si tratta di un evento speciale e inedito, in sinergia con la rassegna Musique Royale, che unirà la severa bellezza della composizione di Strauss alla forza evocativa della creazione artistica contemporanea. 

    Come di consueto, Monza Visionaria si concluderà con i Notturni, format “made in Musicamorfosi”, polifonia di performance artistiche che animeranno, sabato 16 e domenica 17 maggio fino a mezzanotte, il Teatro di Corte (con il doppio concerto del trio jazz-rock Mopoke alle ore 18.30 e 20.30), il Roseto Niso Fumagalli e la Villa Reale: oltre agli spettacoli di danza e musica ci sarà la possibilità di perdersi tra gli splendidi ambienti della Reggia (fino alle ore 22) in occasione dell’esposizione UR-RA Unity of Religions – Responsibility of Art di Michelangelo Pistoletto e di visitare la mostra dedicata a Sandokan all’Orangerie (fino a mezzanotte). Nel weekend del 16 e del 17 maggio è prevista l’apertura straordinaria della Villa Reale a partire dalle ore 18.30 con la possibilità, grazie a un biglietto unico, di visitare la mostra Sandokan – La tigre ruggisce ancora, di accedere ai meravigliosi ambienti della Reggia e di assistere alle performance dei Notturni.     

    Da segnalare, infine, domenica 17 maggio (ore 11 e 16.30), lo spettacolo Traviata e altre fantasie, organizzato in collaborazione con Fondazione La Società dei Concerti di Milano e Musique Royale, che vedrà in scena il duo composto dai violinisti Liù Pelliciari ed Edoardo Zosi, musicisti di notevole talento: le piccole dimensioni del Teatro di Corte sono il luogo ideale per ascoltare le più belle arie di Verdi, da Rigoletto a Traviata, nelle pregevoli trascrizioni di Antonio Melchiori, che fu primo violino del Teatro alla Scala ai tempi verdiani. Queste trascrizioni restituiscono virtuosismo e delicatezza, valorizzando ogni sfumatura lirica delle celebri melodie di uno dei maggiori operisti e compositori italiani. 

     

    Afferma Arianna Bettinassessora alla Cultura del Comune di Monza«Riteniamo particolarmente significativo sostenere un’iniziativa come Monza Visionaria che, attraverso la musica e le arti performative, invita a riscoprire una dimensione profonda e condivisa dell’esperienza umana, capace di superare confini e differenze a prescindere dal riconoscimento in una fede e dalle origini geografiche. Questa manifestazione si conferma così uno spazio aperto di ascolto, invenzione e riflessione, in cui l’esperienza dell’infinito e dell’eterno, mediata dalla musica, diventa occasione di connessione, consapevolezza e costruzione di relazioni autentiche. In un tempo segnato da frammentazioni e distanze, la nuova edizione del festival offre alla città e al suo pubblico un’opportunità preziosa per ritrovare, attraverso l’arte, un terreno comune di dialogo e di senso, rafforzando il valore della cultura come strumento di coesione e crescita collettiva». 

    Saul Beretta, direttore artistico di Monza Visionaria e mente creativa di Musicamorfosi, dichiara: «Canta, prega, ama è il mantra che proponiamo di vivere in questi dieci giorni di festival e di conservarlo nel cuore per i giorni a venire, come un raggio di luce e di speranza che parte e si irradia da ognuno di noi. “Quando tutto sembra perduto, non abbiamo perduto niente” scriveva John Cage o, come canta Rosalia, “The only way to save us, is divine intervention”. Io credo nel potere della musica, del canto e della forza del pensiero di modificare in meglio le nostre vite. Monza Visionaria prova a dirlo e a farlo». 

    «La nostra azienda – dichiara Annamaria Di Rusciovicepresidente di Acinque – sostiene con convinzione questa manifestazione, ricca di contenuti e valori, che propone occasioni di socializzazione all’insegna dell’eccellenza, dello sguardo visionario e della qualità, sviluppando visibilità e indotto a beneficio del territorio di Monza e Brianza». 

    Per Banco Desio, «sostenere una rassegna come Monza Visionaria significa investire nella vitalità culturale e sociale del territorio in cui siamo profondamente radicati. Crediamo che la musica, l’arte e la bellezza condivisa siano strumenti fondamentali per creare comunità, stimolare dialogo e generare valore. È importante partecipare attivamente alla crescita collettiva, valorizzando le eccellenze locali e offrendo occasioni di incontro che arricchiscano la vita di tutti». 

     

    Calendario completo, modalità di accesso, prevendite e prenotazioni online su www.monzavisionaria.it e www.musicamorfosi.it  

  • Talk, fumetti, incontri con gli autori, laboratori e cinema:  dal 18 al 24 maggio a Garbagnate Milanese è tempo di Libri in Corte


    La biblioteca civica Corte Valenti ospiterà l’undicesima edizione della manifestazione letteraria alla quale parteciperanno, tra gli altri, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, gli scrittori Rosa Teruzzi, Luca Crovi ed Emilio Cozzi e gli sportivi Marcello Cuttitta e Dino Meneghin

    GARBAGNATE MILANESE (Mi) – Torna anche quest’anno, da lunedì 18 a domenica 24 maggio, l’appuntamento con Libri in Corte, la rassegna di Garbagnate Milanese dedicata alla lettura. Come di consueto, la manifestazione, organizzata dall’amministrazione comunale è giunta all’undicesima edizione, si svolgerà principalmente presso la biblioteca Corte Valenti (via Monza 12) e anche in questa occasione porterà a Garbagnate nomi di spicco e personaggi famosi, tra cui gli scrittori Luca Crovi, Rosa Teruzzi ed Emilio Cozzi, gli sportivi Dino Meneghin e Marcello Cuttitta, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e l’attore Ermes Frattini. In programma presentazioni di libri, incontri con gli autori, talk, approfondimenti, laboratori ma non solo.

    Si partirà lunedì 18 maggio (ore 17.30) presso il Centro Vari.Età di via Bolzano 22, dove la psicoterapeuta Susanna Baldi presenterà il saggio Il coraggio di ricordare. Quando la memoria cura, edito da MontaondaL’autrice, che è anche istruttrice di mindfulness e formatrice di lunga esperienza, ritiene che la scelta coraggiosa di raccontare le proprie esperienze dolorose possa permettere al ricordo, se opportunamente elaborato e analizzato, di diventare curativo, aiutando a ricucire le ferite psicologiche lasciate dal trauma. Nel libro, Baldi svela momenti intimi della sua vita di donna, descrive episodi storici, luoghi ed immagini che, insieme, diventano i tasselli di un cammino di consapevolezza personale e, al tempo stesso, di formazione professionale.

    Da non perdere, giovedì 21 maggio, l’evento dedicato ad una grande figura della musica italiana: la proiezione, presso il Cinema Teatro Italia (via Varese 29, ore 20.45, biglietto 5 euro), del biopic Franco Battiato – Il lungo viaggio. Diretto da Renato De Maria, la pellicola narra il percorso di formazione del celebre cantautore (interpretato da Dario Aita), dagli esordi nella sua Sicilia fino all’arrivo nella Milano degli anni Settanta e, infine, al ritorno nella terra d’origine. Il film è anche il racconto di un viaggio interiore, in cui la natura dell’artista si trasforma grazie all’amicizia con la scrittrice svizzera Fleur Jaeggy, al rapporto con la madre e a incontri fondamentali come quelli con il musicista Juri Camisasca e la cantante Giuni Russo, fino allo storico sodalizio con il violinista, compositore e direttore d’orchestra Giusto Pio. Coprodotta da Rai Fiction e Casta Diva Pictures, l’opera celebra la vita e le passioni di uno dei più grandi esponenti della musica italiana. Sarà presente in sala e verrà intervistato per l’occasione da Luca Malini l’attore lombardo Ermes Frattini, che nel film interpreta Juri Camisasca.

    Venerdì 22 maggio Libri in Corte tornerà nella sua sede tradizionale, la biblioteca Corte Valenti, con una serata imperdibile per gli appassionati di sport: il leggendario cestista Dino Meneghin e il celebre rugbista Marcello Cuttitta parteciperanno alla presentazione di Tre cuori e una palla ovale (ed. La Memoria del Mondo) insieme all’autore, lo scrittore e giornalista Raffaele Geminiani (ore 20.30, sala convegni). L’opera è una biografia romanzata dei tre fratelli Cuttitta: Michele, Marcello e Massimo, nati a Latina ma cresciuti in Sudafrica negli anni Settanta e Ottanta, dove scoprirono la passione per il rugby. Rientrati in Italia, i gemelli Marcello e Massimo si affermarono ad alti livelli nello sport: con l’Amatori Milano (poi Milan) vinsero quattro scudetti e una Coppa Italia e in Nazionale si laurearono Campioni d’Europa nel 1997, ottenendo così il primo successo dell’Italia a livello internazionale. Marcello diventò poi allenatore e con 26 mete è tuttora il miglior realizzatore della storia della Nazionale italiana di rugby.

    A seguire, l’ex campionessa di ciclismo Morena Tartagni parlerà con Raffaele Geminiani di Volevo fare la corridora (Ediciclo), biografia scritta da Gianluca Alzati nella quale si raccontano la sua passione per le due ruote e le tante battaglie, sportive e non, di cui è stata protagonista. Prima atleta azzurra a salire sul podio dei Mondiali di ciclismo su strada nel 1968 a Imola, Tartagni ha poi stabilito il record del mondo dei 3 km su pista, ha vinto altre due medaglie d’argento ai Mondiali e ha ottenuto dieci titoli italiani su strada e su pista. In tempi difficili per il ciclismo femminile, ha lottato contro i pregiudizi e, grazie alla sua determinazione, ha collezionato complessivamente ben cento vittorie in carriera. Una volta scesa dal sellino, la campionessa romagnola ha ricoperto importanti ruoli nella Federazione ciclistica italiana ed è stata assessore allo sport e alle politiche giovanili nel comune di Senago (in provincia di Milano). 

    Sabato 23 maggio sarà una giornata ricca di appuntamenti in biblioteca: si comincerà con un laboratorio interattivo (ore 16) rivolto ai più giovani, a partire dai 10 anni di età, con il fumettista Gianfranco Florio, da tempo collaboratore di Disney e autore di strisce su Topolino, Paperinik, Paperino ma non solo. Il workshop (gratuito fino a esaurimento posti) insegnerà ai ragazzi il linguaggio del fumetto, come disegnare un personaggio e alcuni trucchi del mestiere. Per iscrizioni: tel. 0278618700; email: biblioteca@comune.garbagnate-milanese.mi.it.

    Alle 17, in sala convegni, lo scrittore milanese Luca Crovi presenterà Andrea Camilleri. Una storia (Salani editore). L’autore siciliano, diventato celebre a quasi sessant’anni con la creazione del personaggio del commissario Salvo Montalbano, viene qui riscoperto come un uomo poliedrico e dalla storia sorprendente: il racconto della sua vita parte dall’infanzia, quando Camilleri era un bimbo innamorato dei gialli di George Simenon. Poi si parlerà delle sue esperienze professionali come registra teatrale e autore televisivo e, infine, dei suoi incontri con personalità di spicco del secolo scorso, da Luigi Pirandello a Robert Capa, da Papa Giovanni XXIII a Pier Paolo Pasolini, da Leonardo Sciascia a Elvira Sellerio, la sua storica editrice, alla quale è stato legato da un profondo legame di amicizia, andato oltre il semplice rapporto autore-editore.

    Alle 18 sarà la volta della giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva monzese Rosa Teruzzi, che porterà a Garbagnate il suo nuovo giallo intitolato Trappola nella nebbia (Sonzogno). Nell’ultimo capitolo della serie dei “delitti del casello”, una misteriosa figura avvolta nella foschia milanese uccide brutalmente l’ambiziosa pm Mimma Arrigoni che la protagonista, la fioraia-detective Libera Cairati, conosce fin troppo bene. Mentre la polizia arranca, tra appostamenti, bugie e false piste, la Miss Marple del Giambellino scoprirà la verità solo grazie all’aiuto dell’affiatatissima squadra che l’accompagna in tutte le indagini, in una nuova avventura che questa volta la coinvolgerà molto da vicino. L’incontro con l’autrice, a cura di Luca Malini, sarà seguito da un aperitivo.

    A chiudere la giornata, alle ore 20.30, la sala convegni ospiterà Giuseppe Valditara, il ministro dell’Istruzione e del Merito, che discuterà con Raffaele Geminiani del saggio La rivoluzione del buon senso. Per un Paese normale (Guerini e Associati). Partendo da un’attenta analisi storica, Valditara propone una riflessione che auspica il ripristino del fondamentale principio del buon senso: una svolta culturale basata sui principi della centralità della persona, del rispetto, della responsabilità individuale, dell’importanza del lavoro e della consapevolezza della nostra identità. Durante la serata si svolgerà la premiazione dei vincitori delle borse di studio riservate agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado di Garbagnate Milanese.

    Anche l’ultima giornata di Libri in Corte, quella di domenica 24 maggio, si svolgerà tutta in Corte Valenti: alle ore 10 prenderà vita il laboratorio Land art. La natura è arte, curato da Cristina Ursino e finalizzato a stimolare l’osservazione e la creatività. I partecipanti saranno invitati a osservare la natura e a contemplarne la bellezza, facendo una breve passeggiata nel parco adiacente la biblioteca, durante la quale sceglieranno i materiali naturali utili all’opera che poi creeranno insieme. La partecipazione è gratuita fino a esaurimento posti (iscrizioni: tel. 0278618700; email biblioteca@comune.garbagnate-milanese.mi.it). Nel pomeriggio, dalle 16 in poi, Luca Malini dialogherà con tre scrittori del territorio: l’insegnante Cristina Maria Renzi presenterà Un’altra montagna (END Edizioni), raccolta di racconti ambientati nella valdostana Val d’Ayas, ai piedi del massiccio del Monte Rosa, dove si intrecciano passato e presente, esperienze e storie di generazioni diverse che in montagna trovano risposte alle proprie inquietudini, tra paesaggi, silenzi e incontri. Un’altra raccolta di racconti, firmati da Mario Franchi, è il libro intitolato Le tredici farfalle (EurArte), che ruota intorno al tema della gentilezza, di cui la farfalla è un simbolo per la delicatezza con cui vola di fiore in fiore. Infine, il giornalista Corrado Montrasi, esperto di Borsa e trading, introdurrà il pubblico al Galateo della finanza e degli affari.

    L’undicesima edizione di Libri in Corte si concluderà (alle ore 18) con un evento… spaziale: Raffaele Geminiani incontrerà il giornalista e divulgatore scientifico Emilio Cozzi, coautore insieme all’astronauta Luca Parmitano di Camminare tra le stelle (Feltrinelli). Rivolto principalmente ai giovani lettori, il volume è una chiacchierata tra Cozzi e Parmitano, il primo italiano ad aver comandato una missione sulla stazione spaziale internazionale e ad aver compiuto una “passeggiata” extraveicolare. Ma com’è arrivato lassù? E perché si va nello spazio? Come si svolge una giornata-tipo su una navicella spaziale? Stimolato dalle domande di Cozzi, nel libro Parmitano risponde a queste curiosità, raccontando la propria storia e spiegando l’importanza non solo delle missioni nello spazio, ma anche della perseveranza nell’inseguire i propri sogni, grandi o piccoli che siano. A conclusione dell’evento verrà offerto un rinfresco.

    Sarà possibile acquistare le opere presentate nel corso di Libri in Corte presso il bookshop a cura della libreria La Memoria del Mondo di Magenta (Mi)

  • P.M. Mucciolo torna con il giallo “Come l’orso nel presepe” e il personaggio di Oscar Durango

    Aveva giurato che non avrebbe più scritto e, invece, P.M. Mucciolo è tornata con un nuovo romanzo, questa volta un giallo, “Come l’orso nel presepe” (Editore StreetLib) e con lo stesso protagonista de “Il Varco” (2017).  

    Ritroviamo infatti Oscar Durango – Doc, nei suoi dialoghi interiori – in un nuovo ruolo, dopo la brutta disavventura che lo aveva convinto a mollare tutto e cambiare vita.

    Ancora appeso, disilluso, ma non del tutto arreso, in “Come l’orso nel presepe” è un medico di famiglia che lavora in un paese.

    Fa quello per cui lo pagano. Fa troppo, fa poco, forse non fa abbastanza.
    Si lamenta di non avere tempo libero, ma una mattina, chiamato per una visita, in casa del paziente trova gli indizi di un possibile delitto casalingo e di colpo il suo tempo libero diventa l’ultima cosa di cui lamentarsi.

    Da lì in poi il tempo che gli resta tra visite, pazienti che lo ricattano via Whatsapp e scartoffie dovrà usarlo al meglio. Almeno per convincere se stesso, tra mille scrupoli e nessuna prova, che quello che si è messo in testa non sono congetture.

    Perché trovare sangue in cubetti dentro a un congelatore è insolito.
    Ma se il sangue è sangue umano è più che insolito. È inquietante.

    Una caccia in solitario, tra scoperte e intoppi, insidie e avvertimenti, ma anche un viaggio nel suo passato e nei ricordi frammentati, verso la verità e verso se stesso.

    “Ho cominciato a scrivere questo libro partendo dall’incipit di un’altra cosa, dove il protagonista era ancora indefinito – ha dichiarato l’autrice. Ci ho messo dentro Durango e la cosa ha preso vita, anche se non sapeva dove andare.  

    Il consiglio di un amico, giallista vero, confermato e unto sulla fronte, sulla stesura del romanzo, è stato fondamentale. Fatti una scaletta, mi ha detto, non puoi scrivere un giallo senza avere chiara la fine.

    Ecco perché lui è unto sulla fronte. I giallisti non vanno a braccio. Io invece ho continuato come se al posto di scrivere lo stessi leggendo, chiedendomi: chissà come va a finire?

    Non volevo lasciare Oscar Durango e volevo scrivere un giallo. A quel punto potevo scrivere un giallo con Oscar Durango

    Perché la vita è noiosa e le emozioni sono poche.

    Perché il giallo è anche altro ma in forma leggera: fantasia applicata, frammenti di esperienza, inventiva smaccata.

    ‘I messaggi lasciati dai pazienti sono del tutto inverosimili’, mi ha detto qualcuno. Ecco, forse volevo anche questo. Perché i messaggi dei pazienti sono l’unica cosa in cui non ci ho messo fantasia.

    Non volevo parlare dello stato del sistema sanitario, né testimoniare le condizioni in cui lavora il medico di famiglia. Nessuna denuncia sociale.

    Volevo solo divertirmi. E scapricciarmi. E scaricarmi. E riscattarmi. Okay, è stata una catarsi”

    Un medico disarmato e disilluso, una morte sospetta e un dettaglio impossibile da ignorare, insomma: senza prove e senza aiuto, Oscar Durango dovrà scoprire la verità annaspando e improvvisando, come è nel suo stile.

    Con le mosse di uno che ha appena scoperto di essere finito nelle sabbie mobili.

    Dati tecnici

    Autrice: P. M. Mucciolo

    Titolo: Come l’orso nel presepe

    Editore: StreetLib

    Anno di pubblicazione: 2026

    Lunghezza stampa: 366 pagine

    Costo: Formato kindle: 6 €, Copertina flessibile: 15 €

    EAN: 9791224421146

    Biografia

    P.M. Mucciolo nasce sul lago d’Iseo intorno agli anni ’60. È medico da un tempo che preferisce non ricordare ma che ormai si aggira attorno al momento targa e pergamena. Causa inquietudine e molteplici interessi, ha esercitato la professione in forme diverse.

    Ha scritto altri tre romanzi: “Le Ombre Azzurre” (2011), pubblicato in ebook da GeMS, il suo seguito “Abel” (2017), e “Il Varco” (2017), con lo stesso protagonista che torna in “Come l’orso nel presepe” (2026).   


  • Uscito il nuovo libro “L’Uomo dell’Organetto” di Dosolina Rapacchietta

    Dosolina Rapacchietta, autrice di pubblicazioni varie in ambito sanitario e con una formazione in Psicologia Clinica, torna in libreria con “L’Uomo dell’Organetto” per la casa editrice Carabba, un romanzo biografico di profonda risonanza psicologica, che traccia l’evoluzione esistenziale e artistica del Maestro Rapacchietta Fanciullo sullo sfondo storico e culturale dell’Italia dal 1915 a oggi.

    L’opera, nata da una lunga ricerca basata su testimonianze dirette e accesso ad archivi, esplora infatti la neuroplasticità indotta dalla musica, svelando come l’esperienza sonora e l’atto esecutivo rimodellino i circuiti neurali per attivare processi di regolazione emotiva.

    In un legame indissolubile tra memoria, identità della musica folcloristica e paesaggio abruzzese, l’aspetto musicale non è quindi mero sfondo, bensì il motore psicologico del protagonista: l’organetto diventa il suo rifugio catartico e un antidoto melodico contro le atrocità del regime nazifascista. L’adesione alla Resistenza e la successiva prigionia non costituiscono altro che una fase di forzata introspezione da cui è scaturita la sua resilienza, successivamente cristallizzata nella sua musica indelebile e culminata nella carriera di “Seminatore D’Oro” di talenti e di musiche e divulgatore della musica abruzzese con organetto oltreoceano.

    L’arte agisce così quale vettore capace di trasmutare i periodi bui in periodi di luce e l’armonia può lenire i traumi più profondi e riprogrammare il destino.

    Spesso mi chiedono perché ho scritto questo libro – ha dichiarato l’autrice. Perché oggi abbiamo bisogno di storie vere. In un’epoca digitale la vita del Maestro ci riporta alle nostre radici. Il protagonista di questo libro non incarna solo il passato, ma rappresenta la base sicura (secondo la teoria dell’attaccamento) della nostra comunità. Riscoprire le nostre radici attraverso la figura del Maestro significa recuperare quei codici di resilienza e coesione sociale che il mondo digitale tende a ‘smaterializzare’. Senza la memoria del chi siamo stati, il Sé individuale e collettivo rimane orfano di fondamenta.

    Il digitale ci offre connessioni, ma spesso ci priva del ‘contatto’. L’organetto è uno strumento materico: richiede corpo, respiro, fatica e presenza. Riportare l’attenzione su questa figura oggi significa compiere un atto di Mindfulness storica. Ci aiuta a capire che la nostra identità attuale è il risultato di una stratificazione di fatiche, armonie e silenzi che non possono essere sostituiti da un algoritmo.

    Non c’è, del resto, innovazione senza eredità. Capire i processi cognitivi e creativi di chi ci ha preceduto, quel ‘cervello creativo’ che ha saputo superare traumi bellici e povertà, ci fornisce gli strumenti psicologici per affrontare le sfide di domani. Il Maestro Fanciullo Rapacchietta ci insegna che l’armonia è possibile anche nel caos: una lezione fondamentale per le nuove generazioni che devono imparare a integrare la tecnologia con l’umanità più profonda.

    Ho scritto questo libro, insomma, perché credo fermamente che, per non essere ‘algoritmi viventi’, dobbiamo tornare a essere uomini e donne di radice. Solo chi sa da dove viene possiede la forza interiore per decidere dove andare. Inoltre la sua storia può essere la storia di ognuno di noi, che ha dovuto ricominciare da zero quando tutto sembrava perduto”.

    ’L’Uomo dell’Organetto’ è un’indagine sofisticata sul potere catartico dell’arte folcloristica e sull’indistruttibile forza dell’amore e della resilienza individuale di fronte al trauma storico – ha spiegato la casa editrice. Non è soltanto la biografia del Maestro Fanciullo Rapacchietta, ma un viaggio analitico nel cuore della tradizione diatonica abruzzese. Il testo ripercorre la vita di un uomo che ha trasformato il mantice in un prolungamento dell’anima, documentando con rigore storiografico l’evoluzione di uno strumento che ha segnato l’identità di un intero territorio.

    L’opera segue il Maestro nel suo straordinario percorso oltreoceano, in un’epoca di profonda transizione culturale: mentre il panorama musicale mondiale virava verso le sonorità rivoluzionarie del Rock, del Pop e dei primi sintetizzatori Moog, l’artista incantava l’America con il suo talento purissimo. Con il suo organetto, Fanciullo Rapacchietta seppe ammaliare icone del calibro di Frank Sinatra, lasciando il pubblico statunitense affascinato dalla capacità di uno strumento così minuto di generare architetture melodiche di sbalorditiva complessità.

    Attraverso una narrazione che intreccia memoria personale e ricerca d’archivio, l’opera restituisce dignità accademica a una forma d’arte spesso relegata al solo folklore, elevandola a pilastro della cultura musicale internazionale e aprendo uno scenario inedito anche per i non addetti ai lavori, rivelandosi il frutto di una ricerca meticolosa e appassionata.

    Il lettore viene condotto attraverso un racconto di vita vibrante che, come ogni parabola umana, non teme di esplorare luci e ombre, rendendo la narrazione profondamente autentica ed emozionante”.

    Un invito, pagina dopo pagina, a ritornare alle radici come bussola per orientarsi nel presente e a lasciarsi trasportare dal talento di un virtuoso compositore e didatta la cui storia dimostra come la musica possa farsi faro di resilienza.

    È proprio questo il potere delle storie: una narrazione intensa che dona al lettore un orizzonte di speranza. Non si può cambiare il passato, ma si può permettere alla musica di illuminarlo.

    Dettagli

    Autrice: Dosolina Rapacchietta

    Editore: Carabba

    Collana: Universale Carabba

    Anno edizione: aprile 2026

    Pagine: 224 p., Brossura

    EAN: 9788863448733

    Profilo dell’autrice

    Dosolina Rapacchietta, laureata in Scienze Infermieristiche, Psicologia ad indirizzo clinico, abilitata all’esercizio della professione di Psicologo. Master I livello in “Management per le funzioni di coordinamento delle professioni sanitarie”, Master I livello in “Direzione del personale e Sviluppo Risorse Umane”, Qualifica CED/EDP. È stata Coordinatore Infermiere ICI UOC Chirurgia generale, Chirurgia Proctologica, Ortopedia, Endoscopia, Ambulatorio di Cura e Rieducazione Stomizzati e Incontinenti, ASL Teramo. Docenza “elementi di Psicologia” nel corso OSS. Autore di Pubblicazioni varie in ambito sanitario. Autore Article Brain Sciences: “Alexithymia, burnout and hopelessness in a large sample of healthcare workers during the third wave of COVID-19” in Italy. Relatore di convegni in ambito sanitario, correlatore di tesi nelle lauree in Scienze infermieristiche. Coll.re Pediatria territoriale Teramo.

    Vincitrice 2023 premio letterario “Ester Pasqualoni” pubblicazione: Antologia “Il silenzio Uccide” (3° ed.) ASS. “Il Guscio”. Autore libro “Burnout nelle Professioni Sanitarie: strategie di prevenzione e benessere organizzativo”, Zanichelli, 2025.

    La sua formazione in Psicologia Clinica ha fornito gli strumenti analitici per esplorare in modo credibile e profondo i temi della resilienza, del trauma, del cervello creativo e la dinamica psicologica dell’individuo di fronte al potere totalitario.

    Studiosa e sensibile custode della memoria storica, coniuga la competenza nell’analisi dei processi psicologici con una profonda dedizione alla valorizzazione del territorio. La sua scrittura si caratterizza per un equilibrio tra rigore scientifico e trasporto emotivo, rendendo il volume fruibile sia agli esperti del settore musicale che al grande pubblico.

    Attualmente impegnata in un tour di presentazioni che sta toccando i centri nevralgici della cultura diatonica, l’autrice riveste il ruolo di Madrina d’eccezione nelle principali rassegne dedicate all’organetto, facendosi portavoce di un messaggio di continuità tra generazioni. Di recente è stata la Madrina del 2° Festival Civitellese Dell’Organetto.

  • Andrea Ascolese: il 30 aprile tornano in digitale l’album “Ti porterò” e i singoli “Annalisa” e “Sorprendimi”

    Dal 30 aprile 2026, l’album di Andrea Ascolese del 2015 “Ti porterò” e i singoli pubblicati tra 2021 e 2022 “Annalisa” e “Sorprendimi” saranno disponibili su tutte le piattaforme di streaming digitale distribuiti dall’etichetta Gallia Music/iMusician editi da Gallia srl.

    L’attore Andrea Ascolese torna alla musica con l’album “Ti porterò” e i singoli “Annalisa” e “Sorprendimi”, distribuiti dalla label Gallia Music attraverso iMusician. Questo avviene dopo il recente rilascio dell’album “Tommy Tom e l’Orsetto perduto” , tratto dall’omonimo film d’animazione olandese che ha debuttato con successo su Rai Yoyo e ora su RaiPlay, dove l’attore e cantautore presta la voce sia come narratore che come interprete delle canzoni originali. Si aggiunge inoltre la partecipazione alla fortunata serie TV di Rai 1 “La ricetta della felicità” di Giacomo Campiotti.

    “Ti porterò”, l’album pubblicato originariamente nel 2015, rappresenta l’esordio musicale di Andrea Ascolese, artista già ampiamente noto al pubblico per la sua carriera tra cinema e televisione. Quest’opera si configura come un progetto pop d’autore che fonde sapientemente la sua esperienza recitativa con una scrittura intima e riflessiva, traendo origine dallo spettacolo teatrale Change che l’attore ha portato in tour in tutta Italia.

    Il disco esplora temi profondi come il cambiamento di visioni e prospettive, dedicando particolare attenzione al rapporto tra l’identità e il mondo digitale. Nel brano “Selfie”, ad esempio, la critica ai social network si trasforma in un invito a ritrovare l’ascolto autentico di se stessi e degli altri, superando la superficie delle apparenze. Molte delle tracce utilizzano il viaggio come metafora della vita e della scoperta sentimentale, traendo ispirazione da incontri casuali ed esperienze personali, mentre il concetto di rinascita viene celebrato attraverso figure femminili capaci di generare nuova vita e nuovi percorsi.

    La struttura dell’album si articola in otto brani che ne delineano il percorso narrativo. Il viaggio sonoro inizia con “La rete”, seguito da “Selfie” – uno dei singoli di maggior successo – e prosegue con “Via Cipro, 63” e la title track “Ti porterò”. La seconda metà del disco completa l’opera con i brani “Di +”, “Confini”, “Blu” e si conclude con le suggestioni di “Tremori”.

    “Annalisa”, brano pubblicato nell’aprile 2021, è stato descritto da Andrea Ascolese come un vero e proprio inno alla rinascita e alla ripartenza. La canzone si configura come un omaggio alla donna del terzo millennio colta in tutte le sue sfaccettature, da quella di madre e figlia a quella di sorella, amante e lavoratrice. Attraverso gli occhi della protagonista, il testo esplora il simbolismo del generare vita e dell’intraprendere nuovi cammini, facendosi portavoce della forza resiliente dell’universo femminile. Dal punto di vista sonoro, il pezzo vanta la produzione di Max Monti ed è caratterizzato da moderne sonorità electro-pop.

    Sorprendimi”, traccia uscita nel novembre 2021, si configura come un profondo invito alla libertà individuale e alla cultura del rispetto. Il brano promuove l’espressione autentica del proprio modo di essere e della propria sensualità, spronando a superare condizionamenti sociali o pregiudizi. Scritta durante il periodo del lockdown, la canzone esprime il desiderio collettivo di tornare a ballare e celebrare la vita, includendo una dedica speciale ai lavoratori dello spettacolo duramente colpiti dalla pandemia. Dal punto di vista stilistico, l’opera viene descritta come una composizione poetica capace di offrire un coinvolgimento sonoro immediato, con l’obiettivo dichiarato di trasmettere positività all’ascoltatore.

    L’attore e cantautore bolognese ha così commentato l’uscita dei progetti: “La musica rappresenta l’ altra faccia del mio essere attore. Mi ricordo ad esempio sul set,  il grande Gigi Proietti che parlandomi della carriera, mi raccontava che un attore durante il suo lavoro deve cercare di esprimersi provando a incanalare nei progetti giusti e necessari, tutte le sue intuizioni e peculiarità. Ecco, con la carriera di cantautore che procede parallela a quella di attore, sto in effetti seguendo a mio modo questo importante consiglio. Mi  muovo con indipendenza, anche se sono arrivato a collaborare con una Etichetta Discografica romana che mi aiuta con strumenti nella crescita e nella distribuzione della mia musica. Sono infatti molto felice della collaborazione con la Gallia Music di Giancarlo Bornigia che e’ cominciata sul brano Vertigo e continua con la ripubblicazione del mio primo album e dei 2 singoli che hanno continuato il percorso. Ti porterò’ e’ un album dalle influenze pop rock e nasce dalla lunga collaborazione col chitarrista Attilio Costa e in particolare con Marco Rovinelli, il prezioso batterista di Samuele Bersani . ANNALISA e SORPRENDIMI rappresentano il successivo passo musicale con un vestito sonoro moderno ed elettro pop che mi calza a pennello e ha sancito la collaborazione con i musicisti Max Monti e Stefano Dionigi che continua anche oggi. Presto, posso già anticipare che sempre con Gallia Music lanceremo nuovi progetti originali.” 

    Presalva l’ album “TI PORTERO’”  https://music.imusician.pro/a/GLZswian/

    Presalva il singolo “ANNALISA” https://music.imusician.pro/a/Sz_EW3qX/

    Presalva il singolo “SORPRENDIMI” https://music.imusician.pro/a/HO6HFlTz/


     

     BIOGRAFIA

    Andrea Ascolese è un artista bolognese poliedrico che spazia con naturalezza tra i ruoli di attore, cantautore e autore. La sua carriera prende il via a teatro nel 1998 con lo spettacolo “Enzo re” di Roberto Roversi, dove recita al fianco di Lucio Dalla. Il debutto sul grande schermo avviene nel 2000 con il film “Tandem”, a cui seguono importanti ruoli da co-protagonista in pellicole cult come “Febbre da cavallo – La mandrakata” insieme a Gigi Proietti e “Antonio Guerriero di Dio” con Arnoldo Foà.

    Nel corso degli anni, Ascolese ha consolidato il suo profilo internazionale partecipando a produzioni come “Raffaello – Il Principe delle Arti” e “Race for Glory: Audi vs. Lancia”, senza tralasciare la televisione italiana con fiction di successo, tra cui spicca l’ottava stagione de “L’ispettore Coliandro”. Nel 2025 è stato tra i protagonisti della serie di Rai 1 “La ricetta della felicità”, diretta da Giacomo Campiotti e interpretata insieme a Cristiana Capotondi e Lucia Mascino, un progetto che ha conquistato il grande pubblico e raggiungendo, in particolare nella sesta puntata che vede la partecipazione di Andrea nel ruolo di Ettore, quasi tre milioni di spettatori in prima serata.

    Parallelamente all’attività cinematografica e televisiva, Ascolese prosegue il suo percorso nella musica: sempre nel 2025 ha pubblicato un nuovo album contenente le canzoni originali del film d’animazione “Tommy Tom e l’orsetto perduto”. In questo lavoro, dedicato a un pubblico di bambini, l’artista affronta con delicatezza temi fondamentali come l’amicizia e il profondo rispetto per la natura. 

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  • Alla 20a edizione di ..incostieraamalfitana.it, tra gli altri, Christiana Ruggeri di TG2 RAI, il sindaco di Borghetto Santo Spirito, la “Turandot” Maria Pia Garofalo, Benvenuto Minuto già commissario di bordo su Costa Concordia, Carol Lewitt, il cardiochirurgo Massimo Villani

    Dall’8 maggio al 12 settembre prossimi la 20a edizione di  ..incostieraamalfitana .it Festa del Libro in Mediterraneo propone 24 appuntamenti che uniscono letteratura, arti, scenari suggestivi ed identità territoriali di alcuni dei borghi più belli della Costa d’Amalfi, ed alcune realtà di cultura e d’arte di Salerno. Lo sottolinea il direttore organizzativo di ..incostieraamalfitana .it Alfonso Bottone annunciando la presenza al festival, tra gli altri, di Christiana Ruggeri, caporedattore della redazione Scienze e Multimedia del TG2 RAI; del sindaco di Borghetto Santo Spirito Giancarlo Canepa, con la passione per il romanzo; di Benvenuto Minuto, già commissario di bordo sulla nave Costa Concordia; di Carol Lewitt, moglie dell’artista americano Sol Lewitt; della soprano Maria Pia Garofalo, dal set del docufilm “Turandot”; del cardiochirurgo Massimo Villani,  con circa diecimila interventi al cuore; di Gigi Miseferi, attore, cabarettista, imitatore; di Matilde Tursi, attrice, redattrice RAI, conduttrice televisiva; di Niky Marcelli, cronista investigativo, critico di spettacolo; di Gaia Zucchi, attrice, showgirl, amica di Franco Zeffirelli; del pianista e compositore jazz Gaspare Di Lieto; del cantautore Gianni Mauro, membro storico dei Pandemonium, e, dalla tournée nei teatri italiani con Ornella Muti, il direttore d’orchestra Massimo Buonavita. Molto soddisfatto Alfonso Bottone anche per i risultati più che positivi dell’Anteprima umbra dell’edizione 2026 di ..incostieraamalfitana .it, a Collescipoli. Nel borgo ternano, infatti, la due giorni di Cultura di “Chiostro e Inchiostro” anno zero, organizzata in collaborazione con il consorzio di associazioni di Borgo Arti Collescipoli, si è snodata tra “la voce delle arti e l’anima dei libri”. Ed è così che si combinano insieme gli aneddoti di vita del “pandemonium” Gianni Mauro sul palco di Sanremo accanto a Rino Gaetano, Peppe Vissicchio, Pippo Baudo, con il racconto surreale del suo  ultimo libro “Guendalina non si vede e non si sente”. Così come la voce incisiva e travolgente della soprano Laura De Vita, accompagnata al piano dal M° Luigi Solidoro, con il carteggio d’amore tra Duse, la “divina”, e Arrigo Boito, nella narrazione di Stefania Romito, coordinatrice scientifica per la ricorrenza del centenario della morte dell’attrice e della pubblicazione di “Ossi di seppia”, versi senza tempo di quel gran genio di Montale. Ma anche le “storie italiane” della cronaca quotidiana, dal caso Garlasco alle verità sull’omicidio Vannini, nel racconto chiaro e risoluto di Mauro Valentini, scrittore ed opinionista in TV nazionali e regionali. Rivolgendo attenzione all’arte, alla mostra “D’IO” dell’artista Holaf, e alla collettiva “La voce delle Arti” promossa dai Maestri Sandro Bini e Lorenzo Barbaresi. E poi tornando a combinare insieme la soavità de “La poesia, malgrado tutto” di Sonia Giovannetti con la violenza dura della guerra “Oltre” di Angela Torri e Andrea Bavecchi. Così come le sonorità odissee del M° Massimo Buonavita a far da sfondo alle love story, vere o fantasiose, tra le valli e il mare della Costa amalfitana di Greta Garbo, Jacqueline Kennedy e Anna Magnani, con gli “elogi” in versi e in prosa alla terra dei limoni e dei giardini incantati da Quasimodo a Prezzolini, sottolineate dalle voci degli scrittori Andrea Giuli e Alfonso Bottone. Ma anche la Costiera di sirene e janare, principesse e avventurieri, sapori e souvenir, nelle storie avvincenti dello scrittore Gabriele Cavaliere e del giornalista Salvatore Serio. Per finire amalgamando le emozioni “sociali” dei primi vincitori del Premio Borgo Arti Collescipoli, tra l’ironia di Lello Marangio, autore di testi comici per la televisione  e scrittore umorista, sul tema della disabilità, e le riflessioni a cuore aperto sulla violenza sulle donne di Maria Grazia Di Bari, madre di Nicole Lelli, vittima di femminicidio.

  • Il 2 maggio Reggio Calabria celebra Antonino Cedro e i suoi dieci anni di successi

    Il 2 maggio 2026, la cornice del Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria ospiterà un evento speciale per celebrare i dieci anni di attività dello stilista Antonino Cedro. Protagonista della serata sarà una collezione interamente dedicata al mondo del wedding e della lingerie, pensata per una donna determinata e sicura di sé.

    Le creazioni in passerella si distinguono per l’uso di materiali nobili: pizzo chantilly ricamato con perle swarovski e applicazioni di prestigio si affiancano a sete pregiate e frange d’impatto. Non mancheranno gli effetti tattoo realizzati con tulle color carne e modelli “due in uno”, capi versatili capaci di scomporsi e trasformarsi.

    Il vero fulcro della sfilata sarà l’abito di punta, un pezzo unico interamente ricamato a mano con uno strascico di tre metri; un’opera mozzafiato che, più che descritta, va semplicemente ammirata. L’obiettivo dell’iniziativa, oltre a festeggiare questo primo importante traguardo, è valorizzare il talento creativo di Antonino e dare risalto al settore moda-sposa attraverso il messaggio di un giovane imprenditore.

    Nino, come lo chiamano gli amici più cari, è riuscito in questo decennio a imporsi con uno stile capace di far sognare donne dalle fisicità diverse, rendendole sensuali con eleganza e delicatezza, sempre sostenuto dalla propria famiglia e da uno staff di fiducia.

    L’evento, dal titolo “Ten Years of Love”, vedrà la partecipazione di ospiti di rilievo internazionale, tra cui l’attrice Raffaella Di Caprio e l’influencer Isabel Tonelli. Nel corso della sua carriera, sono state numerose le testimonial che hanno indossato le sue creazioni in shooting fotografici e passaggi televisivi: da Stephany Falasconi a Cosima Coppola, passando per Ambra Lombardo, Claudia Conte, la Marchesa Daniela Del Secco D’Aragona, la principessa Giacinta Ruspoli e molte altre.

    Per il futuro, lo stilista ha già in cantiere grandi progetti, con l’intenzione di affacciarsi stabilmente sul mercato estero, in cui è già stato più volte invitato a presentare la sua visione della moda.

  • “Flight” è il nuovo singolo di Kostja

    Dal 1° maggio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Flight”, il nuovo singolo di KOSTJA per Pluma Dischi, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 24 aprile.

     

    “Flight” si presenta come il terzo tassello che anticipa il nuovo progetto discografico di Kostja, intitolato “Drift Migration”. Il titolo dell’album non è casuale: fa riferimento al fenomeno scientifico per cui un uccello migratore devia dalla rotta prestabilita, un’immagine potente che introduce perfettamente i temi del cambiamento e dello smarrimento presenti nel singolo.

    Il cuore narrativo di “Flight” affonda le radici nella letteratura americana, ispirandosi direttamente all’omonimo racconto di John Steinbeck. Ambientata in una California rurale e cruda, la storia segue un giovane protagonista nel momento più drammatico della sua esistenza: quel passaggio all’età adulta che avviene nel modo più violento possibile, attraverso un omicidio. Da qui inizia una fuga disperata verso le montagne, una spoliazione progressiva dove il ragazzo, perdendo ogni bene materiale tra le rocce e le vette, si ritrova solo davanti ai propri inseguitori e al proprio destino.

    Questa evoluzione psicologica si riflette fedelmente nella struttura musicale del pezzo, diviso nettamente in due atti. La prima parte ci accoglie con sonorità sognanti, quasi ludiche, che dipingono la spensieratezza e la semplicità della vita contadina prima della tragedia. Tuttavia, questo equilibrio si spezza nella seconda parte, dove il clima cambia drasticamente per sancire la definitiva perdita dell’innocenza. Qui la musica si fa più tesa e il testo diventa discorsivo, quasi un resoconto intimo del tormento interiore e della fatica fisica tra le asperità delle montagne.

    A chiudere il cerchio è l’artwork di Davide Palombo, che continua il racconto visivo iniziato con i singoli precedenti. In questa immagine, il volatile protagonista della copertina è ormai cresciuto e sorvola un paesaggio roccioso e desolato; una prospettiva dall’alto che sembra osservare con distacco il teatro solitario in cui si consuma la vicenda del brano.

    Commenta l’artista sul nuovo singolo: “Mi sono innamorato di questo racconto sia per la vicenda umana e il percorso del protagonista, che per la descrizione dell’ambientazione: una natura di una bellezza solenne e irraggiungibile, che osserva imperturbabile gli eventi senza intervento né giudizio. Mi ha ricordato certi miei vagabondaggi in montagna”

     

    Biografia

    Kostja è un chitarrista, cantautore e compositore nato a Leningrado e residente a Bologna. Dopo una laurea in Geologia che lo ha portato a esplorare le Alpi italiane, ha deciso di dedicarsi interamente alla musica.

    Nella primavera del 2021 ha pubblicato il suo primo EP autoprodotto, “Be Defenceless”, con Giovanni Miatto al basso, Evita Polidoro alla voce e Anton Sconosciuto alla batteria. Il concept grafico del progetto è incentrato sulle diapositive — uno strumento fotografico in disuso che lo riconnette alla sua infanzia — e sui disegni ad acquerello realizzati dallo stesso Kostja.

    Il suo secondo EP di quattro tracce, intitolato “Negative of a Reverie”, è uscito a gennaio 2024 tramite PLUMA Dischi / IRMA Records.

    “Flight” è il nuovo singolo di Kostja, disponibile in streaming su tutte le piattaforme digitali dal 24 aprile 2026 e in rotazione radiofonica dal 1° maggio.

     

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  • “Tempesta elettrica” è il nuovo singolo di Kilian

    Dal 1° maggio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Tempesta elettrica”, il nuovo singolo di Kilian disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 24 aprile per PLUMA dischi.

    “Tempesta Elettrica” non è solo un brano, ma un’istantanea nitida della schizofrenia che caratterizza la nostra epoca. Viviamo immersi in un flusso costante di stimoli contrastanti: passiamo senza sosta dalla leggerezza di una clip demenziale alla brutalità di una notizia terribile, un paradosso che ci lascia profondamente spaesati. In questo sovraccarico emotivo, finiamo per non sapere più come sentirci o quale sia la strada giusta da percorrere per migliorare le cose.

    Il brano racconta proprio questo smarrimento: la tendenza a continuare a ballare, quasi per inerzia o autodifesa, mentre intorno a noi il mondo si frammenta in fazioni incapaci di comunicare. C’è il ritorno tragico della guerra, ormai quasi trattata come una macabra “moda”, e c’è la sensazione imminente di una catastrofe — la “tempesta elettrica” del titolo — pronta a spazzare via la città e le nostre certezze.

    Musicalmente, il pezzo traduce questa tensione in un pop elettronico dal ritmo serrato. La struttura sonora riflette perfettamente il dualismo del testo: se le strofe trasmettono un senso di attesa e incertezza, il ritornello esplode con la forza d’urto di un evento climatico estremo, sottolineando l’urgenza di una riflessione su un presente che sembra sfuggirci di mano.

    Spiega l’artista a proposito del nuovo singolo: “Tempesta elettrica inizialmente doveva essere un brano leggero, scritto perchè mi andava. Doveva parlare di un semplice flirt perso in un club. Qualcosa si è messo di traverso però, era lo scorso anno e già sentivo lo spettro di quello che oggi viviamo ogni giorno: decisioni pericolose prese da leader mondiali, la noncuranza per le relative conseguenze e la polarizzazione totale delle opinioni. Così da un pezzo leggero si è trasformato in un uno spaccato di realtà. Il flirt nel club c’è lo stesso ma chi sta ballando è confuso e non riesce a lasciarsi andare perchè ci sono troppi pensieri ansiogeni intrusivi.”

     

     

     

    BIO

    Kilian è un artista, produttore e dj.

    Fin da piccolo ha sempre cercato delle modalità espressive per creare il proprio piccolo cosmo.

    Nell’adolescenza scrive e suona in progetti di vario genere, finché non sente l’esigenza di approfondire la composizione e la produzione.

    Si trasferisce a Milano, dove lavora come produttore e direttore artistico per altri artisti; pubblica l’EP “PIOGGIA ULTRA” per Pluma Dischi (2024), seguito da “PIOGGIA ULTRA REMIX”.

    Kilian non ha una formula: la creazione di un brano può partire da alcune intuizioni sonore che vengono manipolate secondo le esigenze emotive riversate sul testo.

    Nei brani vengono mescolati elementi di elettronica, fortemente influenzati dal panorama UK, con strumenti acustici e testi che rimandano al cantautorato italiano.

    Il risultato è una sonorità ibrida, vibrante e dinamica.

    “Tempesta elettrica” è il nuovo singolo di Kilian disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 24 aprile 2026 per PLUMA dischi e in rotazione radiofonica dal 1° maggio.

     

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  • Il fascino della chanson incontra il jazz: fuori “Chansons” del trio Ruggieri–Martegiani–Fidanza

    C’è un momento, tra le luci soffuse di un bistrot immaginario e il respiro caldo di una fisarmonica, in cui il tempo sembra fermarsi. Sono queste le atmosfere che evoca “Chansons”, il nuovo EP ideato, arrangiato e prodotto da Renzo Ruggieri, realizzato insieme alla voce di Alessia Martegiani e al pianoforte di Toni Fidanza.

    Il progetto si muove su un equilibrio raffinato tra memoria e reinterpretazione, dando nuova vita a brani iconici senza tradirne l’anima, attraverso cinque tracce selezionate con cura. Alla base del lavoro c’è una riflessione sulla musicalità della lingua francese, capace di trasformarsi naturalmente in melodia, dove parola e suono diventano emozione pura.

    Fisarmonicista e compositore di caratura internazionale, Renzo Ruggieri vanta oltre 2000 concerti in tutto il mondo e collaborazioni con artisti del calibro di Antonella Ruggiero, Ennio Morricone e Gino Paoli. Docente e innovatore nella didattica della fisarmonica jazz, rappresenta oggi una delle figure più autorevoli del panorama contemporaneo.

    Accanto a lui, Alessia Martegiani, cantante dalla solida formazione jazzistica e vocazione internazionale, si distingue per una vocalità elegante e versatile, capace di attraversare lingue e tradizioni musicali diverse, affermandosi come interprete raffinata e sensibile.

    Al pianoforte, Toni Fidanza completa il trio con profondità e rigore armonico. Pianista, compositore e arrangiatore, è una presenza consolidata nel jazz italiano, con collaborazioni che spaziano da Giorgio Gaslini a Sarah Jane Morris, unendo ricerca musicale e attività concertistica con uno stile elegante e personale.

    Il suono: un jazz da camera intimo e raffinato

    L’impianto musicale di “Chansons” è essenziale ma profondamente espressivo: la fisarmonica di Renzo Ruggieri guida il progetto con intensità e sensibilità, costruendo un dialogo continuo con la voce di Alessia Martegiani e il pianoforte di Toni Fidanza.

    Ne nasce un jazz da camera intimo, dove ogni elemento trova il proprio spazio e l’improvvisazione si integra con naturalezza nel racconto musicale. Il trio costruisce un equilibrio sonoro delicato ma ricco di sfumature, capace di restituire ogni brano con una nuova profondità emotiva.

    I brani: tra amore, memoria e distanza emotiva

    In “Chansons” ogni traccia rappresenta una diversa sfumatura dell’esperienza sentimentale.

    Si apre con “La chanson des vieux amants”, racconto di un amore maturo e resistente, segnato dal tempo ma ancora vivo.

    Con “Indifférence”, unico brano senza testo ma non privo di voce, prende forma una vera prova di virtuosismo del trio: la voce di Alessia Martegiani si muove con precisione estrema in uno scat complesso e veloce, dialogando con fisarmonica e pianoforte in un intreccio tecnico ed espressivo di grande difficoltà, che mette alla prova tutti e tre gli interpreti.

    “La vie en rose” restituisce invece la dimensione dell’amore idealizzato, impreziosita dal sax di Fabrizio Mandolini, ospite del progetto, che aggiunge un timbro caldo e avvolgente.

    Con “Une belle histoire” emerge una narrazione cinematografica, fatta di incontri fugaci ma intensi, mentre “Et maintenant” chiude il percorso con una riflessione esistenziale, costruita su un crescendo emotivo misurato e profondo.

    In un’epoca dominata dal singolo, “Chansons” sceglie la strada opposta: un racconto breve ma coerente, capace di mantenere alta l’attenzione senza disperdere il messaggio. Nel jazz, più che altrove, “il progetto conta quanto il singolo brano” — e questo lavoro ne è la dimostrazione.

    “Chansons” sarà in radio e su tutte le piattaforme digitali dal 22 aprile 2026.

    Con questo lavoro, il trio formato da Renzo Ruggieri, Alessia Martegiani e Toni Fidanza firma un progetto di grande eleganza e maturità, restituendo centralità alla fisarmonica nel linguaggio jazz contemporaneo.


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