IGNOTO Y è il nuovo, atteso EP indipendente di Nuovo Chrisjane, un progetto speculare e coraggioso che ridefinisce radicalmente i confini del crossover in Italia. Cinque tracce interamente scritte, arrangiate e mixate dall’artista e producer classe 2003, capaci di fondere le percussioni spietate e i sub-bass grezzi della Noir Drill con le trame di chitarre distorte, sognanti e malinconiche tipiche del Rock Shoegaze. Il disco si sviluppa come un vero e proprio viaggio cinematografico e claustrofobico, dove la ricerca di una profonda spiritualità fa da contrasto alle dipendenze e alle ombre della vita reale, come il baratro dei casinò online e la cinica, tormentata gestione dei soldi. Nei testi non mancano i riflessi di relazioni distruttive ed ex ragazze, sviscerate senza filtri attraverso la vulnerabilità di brani come PRINCIPESSA FREDDA e RAGAZZA TRISTE, fino a esplodere nella cruda verità della bonus track finale 2000€. Svincolato dalle logiche commerciali e concepito interamente in cameretta, IGNOTO Y dimostra come un immaginario sonoro internazionale e di rottura possa nascere dall’autenticità del proprio percorso indipendente.
Category: Comunicati
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GAIAJAZZ Musica & Impresa • UNOQUATTRO parte sabato 13 giugno e si conclude sabato 11 luglio Artisti di statura nazionale e mondiale ospiti della quattordicesima edizione del festival veneto
Ormai è tutto pronto per UNOQUATTRO, la quattordicesima edizione di GAIAJAZZ Musica & Impresa, palco del progetto D•WORK organizzato e sviluppato dall’Associazione Culturale DOTMOB, che si prefigge l’obiettivo di offrire un contributo sociale, culturale e artistico al pubblico con numerosi appuntamenti che rappresentano i tanti aspetti legati sia alla cultura jazzistica che alla conoscenza del tessuto imprenditoriale e produttivo del territorio.Le luci sull’edizione 2026 di questo festival, artisticamente diretto da Antonio Faraò, uno fra i più grandi pianisti jazz italiani degli ultimi quarant’anni, si accenderanno sabato 13 giugno con “KIND OF…”, “Piano Solo” proprio di Faraò nato come espressione dei suoi quarantacinque anni di carriera. All’apertura dell’evento, l’azienda Tinet offrirà i propri spazi aziendali per lo showcase intitolato Incontro con Tinet, in cui si potranno scoprire i quarantacinque anni della storia di questa realtà aziendale esplorando i temi della sicurezza informatica e delle tecnologie visual. Poi, dalle 19:00 alle 21:00, la degustazione di piatti tipici preparati dal ristorante Melacotogna e i vini del Consorzio Vini Venezia. Alle 21:00, invece, continuerà il formato DOTMOB chiamato D•TALK per presentare le attività del format D•WORK MEET, intervento che precederà tutti i concerti in programma. Ed ecco che alle 21:15, allo Showroom Tinet di Oderzo (provincia di Treviso), parola alla musica appunto con “Kind Of…”, il nuovo e primo disco in “Piano Solo” di Antonio Faraò, che intraprenderà un viaggio fra standard jazz brillantemente riarrangiati e sue composizioni originali. Il tutto nel segno della cantabilità, del senso melodico, della fervida creatività armonica e improvvisativa di un’eccellenza del piano jazz. Costo del biglietto 15 EURO e gratuito per ragazzi e ragazze sotto i 13 anni per tutti i concerti in programmazione.Domenica 14 giugno, alle 14:30, si proseguirà con UNA VTA IN JAZZ, masterclass di interplay diretta da Antonio Faraò aperta a tutti gli strumenti, un’occasione unica per incontrare e conversare in musica con lui. Questa masterclass non sarà una semplice lezione, ma un vero incontro aperto fra artisti e studenti. Uno spazio di dialogo, confronto e musica vissuta dove condividere esperienze, domande e riflessioni sullo studio, sull’improvvisazione e sull’approccio autentico alla musica jazz. La location sarà la Sala Consigliare del Comune di Portobuffolè (provincia di Treviso), in Piazza Vittorio Emanuele II. L’obiettivo principale di questo incontro, il cui costo è di 40 EURO, è quello di trasmettere un’esperienza, di condividere il percorso intrapreso, la musica con cui Faraò è cresciuto ascoltando e studiando, oltre a far passare un concetto fondamentale: la musica non si impara solo sui libri, ma si assorbe, si vive e si suona insieme.Sabato 20, dalle 19:00 alle 21:00, la classica degustazione con piatti e birre del birrificio San Gabriele. Alle 21:15, a Villa Giustiniani Tonon (Busco di Ponte di Piave, provincia di Treviso), il concerto di NAIMA FARAÒ QUARTET. Cantante e compositrice di puro talento, accompagnata da un brillante trio formato da Edoardo Maggioni (tastiere e synth), Andrea Dominoni (basso) e Vincenzo Guerra (batteria e percussioni), la musicista milanese proporrà un interessante repertorio fra alternative soul e new jazz, fondendo una sofisticata esplorazione vocale a uno storytelling dall’alto tasso emozionale.Sabato 27, sempre dalle 19:00 alle 21:00, una deliziosa degustazione di prodotti tipici a cura del ristorante Borgoluce e i vini dell’omonima tenuta. Alle 21:15 il concerto firmato ZE IN THE CLOUDS (aka Giuseppe Vitale, presso la Vineria Borgoluce di Susegana (provincia di Treviso). Affiancato sul palco dagli ottimi Stefano Zambon (basso) ed Edoardo Battaglia (batteria), il talentuoso e intraprendente pianista e tastierista Vitale si presenterà proponendo un crossover che abbraccia elementi rinascimentali fino al post-jazz elettronico.Sabato 4 luglio, la degustazione prevista dalle 19:00 alle 21:00 sarà curata dal ristorante Tavernetta del Tocai e dalla cantina Cà di Rajo. Alle 21:15, sotto le braccia della splendida Bellussera della cantina Cà di Rajo a San Paolo di Piave (provincia di Treviso), il concerto di Max Ionata Hammond Trio. Formazione diretta da uno fra i sassofonisti jazz italiani più acclamati in ambito internazionale, accompagnato da due talenti sempre più in rampa di lancio come Vittorio Solimene (organo Hammond) e Cesare Mangiocavallo (batteria), il musicista abruzzese affronterà un repertorio comprendente brani originali e standard della tradizione jazzistica, in cui lo swing, il groove e l’interplay costituiscono tre elementi fondamentali di questo gruppo.Sabato 11 luglio, l’evento di chiusura della quattordicesima edizione di “GAIAJAZZ Musica & Impresa”. In questa occasione, la degustazione fissata dalle 19:00 alle 21:00, porta la firma del ristorante Melacotogna e della cantina Casa Paladin. Alle 21:15 il live di CLAUDIO FASOLI NEXT 4ET, formazione alla testa di un veterano del sassofono jazz come Fasoli, figura di grande importanza a livello nazionale e internazionale, sul palco insieme ai talentuosi Simone Massaron (chitarra), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso) e Cristiano Calcagnile (batteria e percussioni). Il concerto, a “Casa Paladin” (Annone Veneto, provincia di Venezia), sarà incentrato sulla musica di Fasoli, dove spazi, respiri ed elettronica sono i tratti distintivi e in cui la melodia, l’armonia e la propulsione ritmica impreziosiscono particolarmente lo stile compositivo di questo interessante quartetto.Ancora una volta, come da tradizione e storia, “GAIAJAZZ Musica & Impresa” conferma di essere un contenitore artistico, culturale e sociale di grande qualità, in cui tutte le componenti sono volte a confezionare un evento imperdibile per gli amanti della bellezza in tutte le sue forme.PER ULTERIORI INFORMAZIONI: eventi@dotmob.it – CELLULARE: 335-6802082INFORMATI E PRENOTA: https://linktr.ee/gaiajazz_festival BIGLIETTI ONLINE: https://www.eventbrite.it/o/associazione-culturale-dotmob- 86532576413 ISCRIVITI ALLA MASTERCLASS:SITO WEB: https://dotmob.it/gaiajazz/INSTAGRAM: https://www.instagram.com/gaiajazz_festival/ -

Uscito “Trenta anni”, il romanzo d’esordio di Gianfranco Lanini: un viaggio tra memoria, pandemia e anni Ottanta nato durante il lockdown di Shanghai
È disponibile in libreria e negli store online “Trenta anni”, il romanzo d’esordio di Gianfranco Lanini, pubblicato da Guida Editori nella collana Pagine d’autore.
Protagonista è Gabriele, un professore universitario cinquantenne che conduce una vita serena: un matrimonio felice con Caroline, due figli e un bell’appartamento a Milano. Una sera, di ritorno a Napoli, la sua città natale, mentre rivive i momenti di gloria dell’adolescenza con un suo vecchio amico, rimane sconvolto dalla visione di una foto legata a quel periodo, che lo costringe ad affrontare un passato che non pensava di aver vissuto.
L’arrivo del Covid con le sue restrizioni lo conduce a nuove scoperte: un primo amore che non credeva essere tale, una separazione dolorosa e molte domande senza risposta, in quelle notti tempestate dalle corse disperate delle ambulanze.
L’incontro con un medico, una diagnosi per i suoi vuoti di memoria e altri ricordi sembrano chiudere la finestra che si era aperta sul suo passato e riportare finalmente la serenità nella vita di Gabriele e nel rapporto con sua moglie.
Ma una visita all’anziana madre e una vecchia busta ritrovata in cantina lo portano a dover avventurarsi di nuovo nei meandri della sua memoria.
“Questo libro è nato in una situazione molto particolare, mi auguro irripetibile. Ero appena giunto a Shanghai e le autorità avevano annunciato, a causa del Covid, un lockdown di quattro giorni, che infine divennero due mesi. Le condizioni erano ben diverse da quelle che abbiamo vissuto in Italia, anche il cibo veniva fatto trovare fuori dalla porta, la solitudine era assoluta – ha dichiarato l’autore.
In quel periodo era avvenuta una riunione dei compagni di classe del liceo e in quei momenti di isolamento osservavo sulle chat le foto di quell’incontro e anche altre dei nostri giorni di gloria. È stato così che, mentre riuscivo a ritagliarmi lunghe camminate nei corridoi dell’albergo, quelle foto, quelle avventure si trasformavano in nuovi personaggi, in nuove storie che sarebbero potute accadere trenta anni prima, con la musica che ascoltavo che ne diventava la colonna sonora e che adesso è legata ad ogni capitolo, per fare da sfondo agli avvenimenti o descrivere le emozioni dei personaggi.”
“’Trenta anni’ è un viaggio nel quale si intrecciano passato e presente con un ritmo ben scandito che ti costringe a leggere una pagina dietro l’altra senza interruzione – ha commentato la casa editrice.
Il libro potrebbe essere la sceneggiatura di un film in cui rivivono la spensieratezza degli anni 80 e la tensione della pandemia. Adatto a tutte le fasce di età dagli adolescenti agli adulti, per scoprire un’epoca adesso lontana oppure rivivere con nostalgia la propria gioventù.”
Un romanzo intenso e coinvolgente, insomma, che accompagna il lettore in un percorso emotivo attraverso gli anni Ottanta e l’esperienza della pandemia.
Scheda libro
Titolo: Trenta anni
Autore: Gianfranco Lanini
Editore: Guida
Collana: Pagine d’autore
Data di pubblicazione: dicembre 2025
Pagine: 302
ISBN: 979-1255633044
Prezzo: 18 euro
Biografia
Gianfranco Lanini è nato a Roma ed è cresciuto a Napoli. È un Ingegnere Aeronautico con la passione per musica e per la storia, oltre quella per la scrittura. Ha vissuto a lungo in Nord America e in Estremo Oriente. “Trenta anni” è il suo primo libro.
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“Rompere il silenzio. Storia di Potere”: il debutto letterario di Federica Giorgia Giovanna Macciotta tra distopia e coscienza umana
La scrittrice e artista visiva Federica Giorgia Giovanna Macciotta si è affacciata sul panorama editoriale italiano con “Rompere il silenzio. Storia di Potere” (Editore Youcanprint), un romanzo distopico e profondamente emotivo ambientato in un futuro dominato da sistemi di controllo, manipolazione e dipendenza tecnologica.
Anno 2126: le lenti neurali controllano ogni aspetto della vita. La A-Tech difende la mente umana, mentre la NeuroLink trama per manipolarla.
Amelie Renard è una scienziata che ha scelto di restare autentica in un mondo di filtri. È lei a scoprire che dietro l’apparente normalità delle connessioni si nasconde “Silence”, un programma segreto ideato da Jamie, il visionario e spietato fondatore della NeuroLink. Jamie non vuole solo il profitto: vuole il controllo totale delle coscienze e ha costruito la sua arma più potente attorno al suo pupillo, Cole Jaxon Thorne.
Tra reti neurali, potere industriale e una società che ha smesso di distinguere il reale dal programmato, Amelie dovrà capire fin dove è disposta a spingersi per svelare ciò che Silence nasconde. E soprattutto, chi potrà davvero fidarsi di lei quando la mente di chiunque può essere alterata senza lasciare traccia.
“‘Rompere il Silenzio | Storia di Potere’ non è nato semplicemente dall’idea di scrivere una storia distopica. È nato da una necessità personale, profonda, quasi dolorosa. Dalla sensazione crescente di vivere in un mondo che, lentamente, stava smarrendo la propria anima – ha affermato l’autrice.
Negli anni ho osservato persone cambiare volto davanti al potere, all’interesse, al bisogno di apparire. Ho visto rapporti umani trasformarsi in strategie, sentimenti diventare strumenti di controllo, legami consumarsi nella superficialità e nell’egoismo. Donne capaci di manipolare uomini per convenienza, uomini capaci di manipolare donne per nutrire il proprio ego. Tutti, in modi diversi, alla ricerca di approvazione, dominio, sicurezza, dimenticando spesso il valore più importante: la verità.
Questo romanzo è nato anche dalla rabbia. Una rabbia silenziosa, composta, ma autentica. La rabbia di chi attraversa delusioni che cambiano il modo di guardare il mondo. Di chi scopre che certe persone sanno fingere amore, presenza, protezione, quando in realtà stanno solo cercando qualcosa da prendere. Alcune esperienze della vita insegnano a diventare più forti, ma lasciano anche ferite invisibili. E credo che la scrittura sia stata il mio modo per trasformare quelle ferite in qualcosa di utile, qualcosa che potesse parlare anche agli altri.
Ho voluto raccontare, insomma, la fragilità umana davanti alla sete di potere, in un futuro dominato dalla tecnologia. Nel romanzo, però, la tecnologia non è il vero nemico: è uno specchio che amplifica ciò che siamo, nel bene e nel male. Oggi, infatti, siamo sempre più connessi digitalmente ma sempre più lontani sul piano umano, rischiando di perdere autenticità, sensibilità e relazioni vere”.
Attraverso personaggi come Amelie, Cole e Jamie, il romanzo esplora pagina dopo pagina il conflitto tra umanità e potere, autenticità e dominio, perché la frontiera ultima dell’evoluzione umana non risiede più nell’esplorazione dello spazio fisico, ma nella gestione della propria coscienza.
“Rompere il Silenzio” diventa così un invito a guardarsi dentro. A chiedersi cosa stiamo diventando. E soprattutto a ricordare che nessuna tecnologia, nessun potere e nessuna intelligenza artificiale potranno mai sostituire ciò che nasce da un’anima autentica.
DATI TECNICI
Titolo: Rompere il silenzio. Storia di Potere
Autrice: Federica Giorgia Giovanna Macciotta
Editore: Youcanprint
Data di pubblicazione: marzo 2026
Prezzo: 13,90 Euro
Pagine: 138
ASIN: B0GS7BVZ33
ISBN-13: 979-1224053095
BIOGRAFIA
Federica Giorgia Giovanna Macciotta (Torino, 1993) è una scrittrice e artista visiva italiana la cui ricerca nasce dall’urgenza di trasformare inquietudine, rabbia e osservazione del presente in linguaggio narrativo e materia visiva.
La scrittura rappresenta il nucleo originario del suo percorso artistico e umano.
Accanto alla produzione letteraria, Macciotta sviluppa una ricerca visiva che amplia gli stessi temi sul piano materico. Le sue opere si collocano tra pittura e scultura, configurandosi come superfici tridimensionali attraversate da segni, tensioni e stratificazioni. Paste materiche, cavi elettrici e componenti meccaniche diventano metafore fisiche di connessione, instabilità ed energia trattenuta.
Nella pratica di Macciotta, arte e scrittura non sono discipline separate, ma parti di un’unica indagine sull’essere umano contemporaneo. Entrambe nascono dall’esigenza di rompere il silenzio davanti a una realtà sempre più dominata dalla paura, dal controllo e dalla perdita di identità, trasformando la materia — parola o forma — in uno strumento di denuncia, consapevolezza e relazione.
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La colonna sonora di una vita: la celebre pianista Giulia Vazzoler in libreria con “PER ELISA. Storie di musica e di frontiera”
Pianista di fama internazionale e docente di Conservatorio con la missione di demistificare la musica classica, fondendo il rigore della tradizione con un approccio contemporaneo e accessibile, Giulia Vazzoler arriva in libreria con “PER ELISA. Storie di musica e di frontiera”, pubblicato da Florestano Edizioni e parte di un progetto cross-mediale che lo vedrà fruibile anche sotto forma di disco (Label: AlfaMusic), perché ci sono emozioni che, per essere raccontate, hanno bisogno di una colonna sonora.
Più che un saggio sulla musica per appassionati di musica classica o solo un memoir, è un racconto in cui ogni capitolo nasce dall’incontro tra una composizione per pianoforte — Beethoven, Chopin, Debussy, Brahms, Bach — e un frammento di esistenza. Tutto comincia con “PER ELISA”, simbolo di un’assenza originaria: il padre scomparso quando l’autrice era bambina. Da quella ferita prende avvio un viaggio che attraversa frontiere geografiche e interiori: la Siria in guerra, la Palestina dei muri e dei checkpoint, le città del Golfo Persico, la Florida, l’Africa occidentale.
“C’è un tempo per l’interpretazione e un tempo per la rivelazione. Il mio è arrivato. ‘PER ELISA’ è il mio manifesto personale, che prende la forma ambiziosa di un doppio esordio, discografico ed editoriale.
Nasce da una convinzione profonda: un’artista, oggi, non può più nascondersi dietro al suo strumento – ha dichiarato l’autrice.
Ho scelto di portare la musica fuori dai suoi luoghi sacri, non per profanarla, ma per restituirle la sua funzione originaria: essere la colonna sonora della vita. Per questo la mia musica risuonerà negli ospedali, si mescolerà alla risacca del mare, al fruscio delle foglie in un bosco e all’eleganza di una boutique. La bellezza non va confinata, va liberata.
La mia formazione è stata un voto alla perfezione tecnica, un’immersione totale nella partitura. Un percorso rigoroso che insegna il controllo assoluto, ma che rischia di farci dimenticare il motivo per cui abbiamo iniziato: l’emozione. In questa ricerca della nota impeccabile, della prassi esecutiva filologica, abbiamo smesso di parlare al cuore delle persone.
E allora, per la prima volta, il vero spartito sono io.
In ‘PER ELISA’ c’è tutto: la fame di mondo che mi divorava negli anni del Conservatorio, i viaggi che mi hanno spinta oltre i miei limiti, le missioni umanitarie che mi hanno insegnato il valore del silenzio. Ma ci sono anche le mie fragilità, la mia storia, la mia famiglia, i miei amori.
Non è un semplice progetto di divulgazione. È un invito a sentire. Un’esperienza pensata per arrivare direttamente alla pancia, senza chiedere il permesso alla mente.
La musica classica è diventata un’arte da museo: magnifica, intoccabile e, troppo spesso, senza vita. La mia non lo sarà. ‘PER ELISA’ è il primo passo per restituire alla musica la sua vera natura: un’esperienza viscerale, non un esercizio intellettuale. Non sto ‘svecchiando’ un genere; sto proponendo un nuovo modo di sentirlo, di viverlo: il mio. Portandola fuori dai suoi confini abituali, non la banalizzo, al contrario: le restituisco il suo potere universale”.
“Con questo libro, Florestano Edizioni conferma ancora una volta la propria linea editoriale, fondata su un importante progetto di divulgazione musicale: rendere la conoscenza della musica accessibile a tutti, non soltanto agli addetti ai lavori – ha commentato l’editrice Roberta Magarelli.
Conoscere la storia della musica, i motivi che hanno portato alla composizione di un brano e il contesto che si cela dietro ogni opera, dal Cinquecento ai giorni nostri, può avvicinare molti lettori anche all’ascolto della musica colta. Il libro di Giulia rappresenta pienamente questo progetto e ne incarna con efficacia lo spirito divulgativo”.
La musica si rivela quindi essere un linguaggio universale, capace di costruire ponti tra culture diverse e dare forma a ciò che le parole non riescono a dire. “PER ELISA” è il racconto di una vita attraversata dalla musica e una meditazione sul potere dell’arte di trasformare il dolore in conoscenza.
DATI TECNICI
Autore: Giulia Vazzoler
Editore: Florestano Edizioni
Collana: Echi di musica
Genere: Narrativa moderna
Anno edizione: 2026
In commercio dal: 31 maggio 2026
Pagine: 280 p., Brossura
Prezzo: 20,00 Euro
EAN: 9791282085281
Primo singolo sulle piattaforme digitali dal 2 giugno: https://bfan.link/fur-elise
Titolo: Für Elise (Bagatelle No. 25 in A minor, WoO 59)
Artista: GIULIA VAZZOLER
Compositore: Ludwig van Beethoven
Label: AlfaMusic, 2026.
BIO
Giulia Vazzoler è una pianista di fama internazionale e docente di Conservatorio con una missione chiara: demistificare la musica classica, fondendo il rigore della tradizione con un approccio contemporaneo e accessibile. Attraverso il suo brand “The Italian Pianogirl”, è diventata la pianista classica più influente d’Italia sui social media, dimostrando una straordinaria capacità di connettersi con un pubblico vasto e diversificato.
Figura poliedrica, Giulia arricchisce il suo profilo con esperienze come TEDx speaker, critica musicale, conduttrice radiofonica e volto televisivo. La sua unicità si manifesta anche nelle collaborazioni con prestigiosi brand di lusso e moda, dove coniuga con maestria eleganza artistica e spessore culturale.
La sua carriera concertistica l’ha vista calcare palcoscenici in tutta Europa, negli Stati Uniti, in Medio Oriente e in Africa. Parallelamente, un profondo impegno sociale, maturato in contesti umanitari complessi come campi profughi e zone di guerra, arricchisce il suo profilo artistico con un’inedita sensibilità. Dopo anni di attività itinerante, ha scelto di stabilirsi in Riviera del Brenta. Scrive per la rivista “Musica” e conduce “Al piano di Giulia” in onda su Televenezia. È Veneto Creator per la Regione Veneto.
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“Fantasma” è il nuovo singolo de La Tempesta Gentile
Da venerdì 12 giugno 2026 sarà in rotazione radiofonica “FANTASMA” (Overdub Recordings), il nuovo singolo de LA TEMPESTA GENTILE, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 9 giugno.
“FANTASMA” è un brano che parla del bisogno di allontanarsi dal caos esterno per ritrovare lucidità e contatto con sé stessi. Una presa di distanza volontaria dal rumore continuo della realtà e della comunicazione contemporanea, vissuta non come fuga, ma come necessità di protezione e consapevolezza.
Urlare con il silenzio, l’assenza per agire, l’ombra per risaltare. Questo è FANTASMA, in caps lock, che nella comunicazione digitale è urlo, urgenza, paradossalmente in una parola che indica qualcosa che potrebbe non esserci o comunque mai appieno percepibile. Un tentativo di rendersi impermeabili al mondo esterno, tenersi fuori non per nascondersi, ma per rimanere lucidi.
FANTASMA è una presa di distanza, una dimensione intima, un rifugio personale, un’ansa fuori dalla corrente, dove senza lasciarci trascinare via, possiamo davvero comunicare con noi stessi nella forma più silenziosa ma incisiva: il nostro pensiero.
Spiega la band a proposito della nuova release: “FANTASMA è un piccolo tutorial di 4 minuti su come salvarsi dalla corrente del fiume Tendenza, un fiume sempre in piena con acque profonde e limacciose, che a volte può spazzare via facilmente ogni possibilità di usare il proprio pensiero. Può funzionare ma non garantiamo”.
LA TEMPESTA GENTILE | BIOGRAFIA
La Tempesta Gentile è una band nata nel 2021 a Reggio Emilia, composta da Luca Canei (basso, voce), Giovanni Artioli, (batteria, handpan), ed Ilaria Past (synth, elettronica). La band, dopo i primi anni passati a mettere a fuoco la propria proposta, ha prodotto il proprio album di debutto “LTG”, uscito ad aprile 2024 per Overdub Recordings.
La Tempesta Gentile ha mosso i primi passi con la particolare formazione a duo, nata con l’idea di dare una propria rilettura personale del genere chitarristicamente stratificato per eccellenza, lo shoegaze, con i soli utilizzi del basso, supportato dall’effettistica, e della batteria, a volte alternata ad uno strumento denso di risonanze e riverberi come l’handpan. Dopo l’uscita del primo album, la band ha iniziato ad ampliare ed affinare anche una componente elettronica nel proprio sound, ispirata soprattutto a sonorità trip-hop ed electroclash, diventando stabilmente un power-trio basso-batteria-synth.
Per il 9 giugno è prevista l’uscita del nuovo singolo “FANTASMA”, primo estratto dal secondo album, “Assenza e rumore”, in uscita a settembre 2026, sempre per Overdub Recordings, registrato a Benevento al South Berlin Studio.
“FANTASMA” è il nuovo singolo de La Tempesta Gentile pubblicato da Overdub Recordings disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 9 giugno e in rotazione radiofonica da venerdì 12 giugno.
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Nel nuovo singolo “Dormi”, Numa Nardoni racconta il futuro cancellato dei bambini uccisi da guerre e violenze
Ci sono madri e padri che non possono più dire “buonanotte” ai propri figli, perché una guerra, un bombardamento, una mano assassina, li ha portati via prima che la loro vita potesse davvero cominciare. Immagini strazianti che la cronaca ci consegna con una frequenza così assidua e spietata da rischiare l’assuefazione. Corpi piccoli avvolti in un telo che arrivano sugli schermi, attraversano i notiziari, restano per qualche ora nei feed e poi vengono sostituiti da altre immagini, altre morti, altri nomi.
“Dormi”, il nuovo singolo di Numa Nardoni, terzo estratto dall’EP “La Camera di Plastica”, nasce dal lutto più innaturale, quello dei genitori che sopravvivono ai propri figli. Distribuito da Needa Records, il brano è una ninna nanna funebre dedicata ai bambini uccisi dalle guerre, dagli omicidi e da ogni forma di violenza capace di interrompere una vita prima ancora che possa diventare adulta.
Una canzone sulla violenza cieca e su quella forma estrema di ingiustizia che si consuma quando non c’è stato tempo per i sogni, per la possibilità stessa di diventare. Nel testo, c’è una madre davanti al corpo del figlio, ci sono parole che sembrano dette a voce bassa, quando non resta più niente da fare: «Ti accarezzo, ti piango addosso». Numa Nardoni sceglie di raccontare la tragedia senza distanze, dall’ultimo contatto, dall’ultima carezza, dall’amore che continua quando la vita è già stata interrotta.

Nel disco, interamente prodotto e realizzato dallo stesso Nardoni durante una settimana di malattia e isolamento, “Dormi” è il pezzo in cui la critica alla contemporaneità smette di essere sarcasmo, furore o provocazione e diventa lutto.
Se “Vita decadente” fotografa un mondo allo stremo, “Sbatto” attacca l’ipocrisia dei social network, “Sei anche Michelle” racconta la libertà di espressione identitaria e “Syntheticpunk” porta il caos in una forma cyber e disturbante, “Dormi” scava nell’infanzia violata. È una canzone contro la guerra, ma non solo. È una canzone contro ogni forma di violenza che trasforma un figlio in un corpo da piangere.
«Avevo stupore, magie negli occhi che ora spenti non vedono più» è un verso che racchiude la cancellazione del futuro, dei desideri non ancora formulati, dei giochi non ancora finiti; tutto ciò che un bambino avrebbe potuto diventare e che la violenza ha interrotto senza chiedere permesso.
Proprio per questo “Dormi” non ha bisogno di citare una guerra specifica. Non appartiene a un solo conflitto, a una sola pagina di cronaca, a un solo Paese. Parla di Gaza, dell’Ucraina, dei conflitti dimenticati, delle case violate, dei giovani strappati alla vita da un carnefice che si trova tra le mura domestiche e della brutalità che entra nelle famiglie lasciandole attonite. Non c’è uno specifico rimando geopolitico, ma una carezza che non ha bandiere, colori, religioni o partiti e che, purtroppo, arriva quando tutto è già accaduto.
Il brano è accompagnato dal videoclip ufficiale, nato da un’idea di Numa Nardoni e scritto a quattro mani con Gabriele Corsini, videomaker e autore anche della regia e delle riprese. Girato in due giornate attraversando diverse zone della Toscana e presentato in anteprima nazionale su Sky TG24, il video traduce il testo in un’immagine simbolica centrale: un velo rosso, segno dei piccoli corpi senza vita.
Al centro del video c’è Francesca Nerozzi, attrice protagonista, chiamata a dare volto a tutte le madri e, più in generale, a tutti i genitori costretti a vivere sulla propria pelle il dolore più innaturale. Le sue immagini si alternano a quelle di Numa Nardoni, ripreso mentre canta il brano in luoghi suggestivi della Toscana, in una geografia visiva che allarga la stanza dell’EP e porta il lutto in spazi aperti, ricordando che la violenza non resta mai confinata al luogo in cui avviene.
In un oggi in cui le immagini di guerra e morte scorrono sui telefoni con una velocità che spesso anestetizza lo sguardo, Numa Nardoni sceglie di rallentare, fermandosi su una ninna nanna e trasformando la frase più tenera dell’accudimento — «Dormi, amore» — in un commiato.
«“Dormi” – dichiara – è una canzone nata dal bisogno di denunciare una delle cose più orribili che l’essere umano possa mettere in atto: costringere migliaia di genitori ad assistere alla morte dei propri figli, a toccarla con mano, a portarla addosso per sempre. Non è un brano politico nel senso degli schieramenti. È una canzone contro la ferocia. Contro le guerre, contro la violenza, contro tutto ciò che distrugge i bambini e lascia i genitori vivi dentro qualcosa che non si può nemmeno immaginare. Nel video il velo rosso rappresenta quei piccoli corpi, quelle vite spezzate. Volevamo raccontare il dolore senza spettacolarizzarlo, con rispetto, lasciando che fosse la musica a dire ciò che spesso le parole non riescono più a sostenere.»
Artista fiorentino, cantante e cantautore rock attivo dal 1999, Numa Nardoni porta avanti una scrittura teatrale, spesso abrasiva, capace di muoversi tra rock, punk, elettronica, ironia e denuncia. Ne “La Camera di Plastica” questa cifra trova una forma particolarmente compatta: sette brani nati in isolamento, con una produzione indipendente e un’urgenza espressiva che attraversa il disco dall’inizio alla fine.
Il titolo dell’EP, “La Camera di Plastica”, rimanda alla stanza in cui il lavoro è stato concepito e prodotto, ma anche a una condizione più ampia: una realtà sempre più artificiale, deformata, filtrata da schermi, social, linguaggi prefabbricati e relazioni impoverite. Dentro questa camera, Numa osserva il presente senza cercare di alleggerirlo, edulcorarlo o adattarlo alla forma canzone. Lo prende per quello che è: disordinato, feroce, instabile, a tratti grottesco.
“Dormi” non offre una via d’uscita e non consegna una morale. Resta davanti a una scena e chiede di non distogliere lo sguardo. In un momento storico in cui la morte dei bambini rischia di diventare una notizia tra le altre, il brano riporta quella morte dentro una forma che pretende attenzione, rispetto, tempo.
Una canzone può non cambiare il corso degli eventi. Può però impedire, almeno per qualche minuto, che una tragedia venga archiviata come l’ennesima notizia da scorrere e dimenticare.
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Musica, danze, fiabe, passeggiate e meraviglie con i Notturni a Villa Arconati il 19 e il 20 giugno in compagnia di Mary Poppins, Mozart e Pierino e il lupo
La “piccola Versailles” alle porte di Milano si animerà con due giorni di mirabilia: spettacoli, danze, musica dal vivo, visite e passeggiate alla scoperta di una delle più belle e maestose ville di delizia lombarde e del suo magnifico GiardinoMILANO – Per il secondo anno consecutivo, la magnifica Villa Arconati di Castellazzo di Bollate, la “piccola Versailles lombarda”, ospiterà i Notturni, l’evento site-specific organizzato dall’associazione culturale Musicamorfosi, maratona di performance no-stop in cui musica dal vivo, suoni e danze si intrecceranno, venerdì 19 e sabato 20 giugno, in un’elettrizzante esperienza caleidoscopica. Una doppia (e magica) serata da vivere nel Giardino – e non solo – di una delle più belle e maestose ville di delizia del Milanese, dove Mary Poppins, Pierino e il Lupo e Wolfgang Amadeus Mozart diventeranno personaggi in carne ed ossa, pronti a dischiudere le porte di un mondo di scoperte e meraviglie.Due serate nel corso delle quali l’incanto e lo stupore andranno di pari passo con la divulgazione culturale e con la possibilità di vivere la grande musica classica in un ambiente straordinario e avvolgente. Liberi di vagare, ascoltare, danzare e perdersi in un tempo sospeso, gli spettatori potranno danzare a ritmo di swing, rivivere la celebre fiaba di Prokofev, esplorare i magnifici e monumentali spazi di Villa Arconati grazie alle visite guidate (in programma alle ore 18.45 e alle 19.45 e organizzate dalla Fondazione Augusto Rancilio) e avvicinarsi ai segreti del grande compositore austriaco con una passeggiata musicale (dalle ore 19), intitolata “Alla scoperta di Mozart nei Giardini”, a cura di Martino Dondi, direttore di coro e d’orchestra e brillante divulgatore musicale. Subito dopo e per tutta la serata spazio a “Mary Poppins Swing”, ciclo di performance danzate, soliste e collettive, dalla finestre e negli spazi aperti della Villa. In programma anche lezioni di Swing, con gli insegnanti della Swinguys Accademy, e dj set.Intorno alle 20.15 saranno di scena l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano e la soprano Barbara Massaro, che eseguiranno tre famosissime arie di Mozart tratte da Le Nozze di Figaro e Don GiovanniAlcune composizioni del geniale compositore salisburghese (la Sonata K 545 e il celebre Rondò alla Turca) animeranno anche lo splendido Giardino alla francese, luogo di attrazione e d’incontro tra natura e architettura, cultura e svago, passato e presente: i protagonisti saranno la violinista Martina Cicciò, il clavicembalista Lorenzo Zandonella Callgher e la danzatrice Clelia Fumanelli nella parte di Costanza, la moglie di Mozart.Infine, lo splendido Teatro di Diana accoglierà, alle ore 21 e 21.45, lo spettacolo intitolato “Pierino, il lupo e Cappuccetto rosso”: Nicoletta Tiberini (voce recitante) e l’Orchestra Canova interpreteranno la celeberrima fiaba di Sergej Prokofev e un originale brano rap di Cappuccetto Rosso con le parole di Roberto Piumini e la musica di Giovanni Bataloni.Organizzati da Fondazione Augusto Rancilio, in partenariato con il comune di Bollate e in collaborazione con Musicamorfosi e con il contributo di Fondazione CARIPLO – progetto MIRABILIA, i Notturni a Villa Arconati costituiscono una sorta di anteprima del Festival di Villa Arconati, al via il prossimo 2 luglio con il concerto dei Gipsy Kings.Prevendita online (fino al giorno prima dell’evento): www.villaarconati-far.it Ingresso: biglietto intero 15 euro; con passeggiata guidata 25 euro.In biglietteria (il giorno dell’evento): biglietto intero 20 euro; con passeggiata guidata 30 euro.Omaggio: bambini fino ai 10 anni e accompagnatori di persone diversamente abili. -
SHAZA “BRUCIA PIANO” Dal 5 giugno in radio
Dal 5 giugno sarà disponibile “Brucia Piano” (Greys Company), il nuovo singolo di Shaza, cantautrice e polistrumentista italiana, primo tassello del suo nuovo progetto discografico.
“Brucia Piano” è un brano intimo e autentico che racconta il lento consumarsi delle emozioni all’interno di una relazione che cambia. Nato tra notti insonni, pensieri ricorrenti e silenzi difficili da colmare, il singolo trasforma sentimenti profondi in immagini evocative, sospese tra nostalgia, fragilità e desiderio di restare.
«È una canzone nata in un periodo in cui avevo molte cose dentro che non riuscivo a esprimere. Non è un’esplosione improvvisa, ma il rumore silenzioso di qualcosa che si consuma poco alla volta. Racconta la distanza che può nascere anche tra persone che si amano, il peso delle parole non dette e la paura di perdere qualcosa mentre la si sta ancora vivendo», racconta Shaza.
Con una scrittura diretta e senza filtri, l’artista restituisce una malinconia delicata e universale, lasciando spazio all’immedesimazione di chi ascolta.
«Vorrei che questa canzone fosse percepita come uno spazio in cui riconoscersi. Se anche una sola persona riuscirà a ritrovare se stessa in queste parole, allora avrà già raggiunto il suo scopo».
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Hot Jazz, canzone d’autore e suoni eterei al Volvo Studio Milano dal 10 giugno all’1 luglio
“E la chiamano estate…” è una minirassegna raffinata e intrigante con i Dixie Blues Blowers di Mauro L. Porro e i progetti “Ritratto italiano”a cura di Elena Tavernini, Francesco Baiguera e Massimiliano Milesi e “Março” con il trio composto da Marta Frigo, Sofia Zavaglia e Martina CampiMILANO – Tre concerti che più diversi non potrebbero essere e che dimostrano, ancora una volta, la varietà e la ricchezza della musica jazz tra rispetto della tradizione e felici contaminazioni, contemporanee e non: il tutto in programma negli spazi esterni del Volvo Studio Milano, in viale della Liberazione ang. via Melchiorre Gioia, per una minirassegna sfiziosa e intrigante intitolata E la chiamano estate…, organizzata dall’associazione culturale Musicamorfosi e destinata a orecchie curiose e palati esigenti (inizio live ore 19, ingresso con registrazione su (inizio live ore 19, ingresso con registrazione su www.volvocars.com/it/l/
studios/milano/eventi/ ; prima consumazione 10 euro).Si parte mercoledì 10 giugno con i Dixie Blues Blowers di Mauro L. Porro, formazione che propone con un approccio filologicamente impeccabile l’hot jazz dei ruggenti anni Venti del Novecento nei suoi numerosi stili (Dixieland, Chicago, New Orleans, New York e così via): il quartetto composto da Porro (cornetta, sax soprano, voce), Pasquale Gravela (cornetta, voce), Martino Pellegrini (banjo, voce) e Lorenzo Poletti (tuba) eseguirà in modo brillante brani noti e meno noti di un periodo storico – e di un’epoca musicale – irripetibile, grazie alle minuziose trascrizioni dai dischi a 78 giri e alla libera improvvisazione.
Si proseguirà mercoledì 24 giugno con Ritratto italiano, progetto a cura di Elena Tavernini (voce), Francesco Baiguera (chitarra) e Massimiliano Milesi (sax tenore). I tre musicisti proporranno un inedito viaggio nella canzone italiana degli anni Sessanta, un omaggio a grandi autori come Umberto Bindi, Gino Paoli e Luigi Tenco, ispirandosi alle mitiche interpreti dell’epoca come Mina, Milva e Ornella Vanoni. Le atmosfere sognanti e le trame ritmiche degli arrangiamenti del trio donano nuova vita ad un repertorio intramontabile, reinterpretato con uno stile elegante e coinvolgente. Il progetto si sviluppa attraverso un dialogo continuo tra voce, chitarra e sax: ogni strumento contribuisce a creare una tessitura ricca e raffinata, valorizzando la profondità emotiva delle canzoni e facendo rivivere un passato condiviso che rappresenta un’importante radice culturale della musica italiana.
Infine, mercoledì 1 luglio sarà la volta di Março e del trio formato da Marta Frigo (voce, chitarra, percussioni), Sofia Zavaglia (voce, chitarra, percussioni) e Martina Campi (flauto, fisarmonica, percussioni, chitarra). Março è uno spazio intimo in cui voci e chitarre si intrecciano con naturalezza tra suoni eterei e vibrazioni della terra, in un dialogo delicato tra jazz, pop e world music fatto di composizioni originali e arrangiamenti acustici che respirano insieme e che trascinano il pubblico in una dimensione sospesa e sognante. Le due voci si muovono tra armonie e contrappunti, ora fondendosi ora rincorrendosi, sostenute da chitarre ariose e da piccoli elementi ritmici e melodici che affiorano con grazia nei brani originali del trio e nelle cover (da Leyla McCalla a Emiliana Torrini).
Volvo Studio Milano: una piattaforma culturale in continua evoluzione
Volvo Studio Milano è oggi un punto di riferimento riconosciuto e apprezzato dal pubblico per la produzione e la diffusione della Cultura in città. Lo spazio è concepito come ambiente tipicamente scandinavo e le attività che vi si svolgono raccontano il marchio Volvo e i suoi valori da un punto di vista carico di suggestioni. Attraverso il coinvolgimento di realtà diverse, anche lontane, e sulla base di una reale condivisione di valori si sviluppano proposte artistiche che conducono il pubblico in un evocativo viaggio verso il futuro in cui si proiettano gli scenari della mobilità di domani. Sicurezza e Sostenibilità sono i valori cardine del marchio Volvo. “For Life. Dare alle persone la libertà di muoversi in modo autonomo, sostenibile e sicuro”: questo obiettivo si riflette nell’ambizione di Volvo Cars di diventare un produttore con una gamma di auto completamente elettrica e nel suo impegno per una continua riduzione dell’impronta di carbonio, con l’ambizione di raggiungere emissioni di gas serra net-zero entro il 2040.Per approfondire l’attività di Volvo Studio Milano: www.volvocars.com/it/l/
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