Author: master

  • La casa come luogo di paura: gli Psychos firmano “Twisted Youth Freeway”, concept album sulla violenza domestica

    Immaginare la propria camera da letto come una trincea è il primo sintomo di un’infanzia violata. Quando le mura domestiche smettono di proteggere e l’ultimatum paterno risuona come una condanna alla clandestinità stradale – «Puoi restare qui e vivere secondo le mie regole, oppure andartene da qui e cercare di restare vivo» – la fuga cessa di essere una ribellione adolescenziale e diventa l’unica strategia per non soccombere. Non è la sinossi di un thriller psicologico, né il canovaccio di un noir scandinavo, ma la soglia d’ingresso di “Twisted Youth Freeway”, il nuovo album degli Psychos distribuito da Corallo Records per Lotus Music Production.

    Anticipato dal singolo omonimo e tenuto a battesimo in un’anteprima live al Circolo Arci di Ravacciano a Siena, il disco sviluppa un discorso compiuto e spietato, in cui ogni traccia contribuisce a definire il racconto della violenza domestica, trasformando la struttura del progressive rock in una necessità di pura sopravvivenza.

    La band senese, guidata dalla mente produttiva e artistica di Andy Romi, mette a punto un’operazione speculare a quella che i grandi maestri del rock classico compivano sulla complessità psicologica del loro tempo. Muovendosi in direzione contraria rispetto alle logiche dei formati dominanti delle piattaforme digitali, gli Psychos scelgono di non mitigare l’impatto crudo e drammaticamente reale dell’opera. Al contrario, seguono la parabola lineare di un ragazzo costretto a farsi fantasma, analizzando l’eco d’ombra in cui l’abuso si consuma nell’omertà del focolare e la strada diventa l’unico perimetro di libertà possibile.

    Il disco, registrato e curato interamente da Andy Romi presso lo Psychotic Studio attraverso i rigidi standard professionali Pro Tools, unisce la geologia di una sezione ritmica ispirata alla scuola dei Black Sabbath alla complessità narrativa del progressive più oscuro. La scelta della lingua inglese, inoltre risponde a un preciso bisogno di universalità: il dramma della latitanza forzata non ha passaporto. Un’opera coraggiosa, capace di riconsegnare alla musica d’autore la sua prerogativa più nobile: profanare il silenzio e costringere le coscienze all’ascolto.

    L’uscita dell’album è accompagnata dal videoclip ufficiale di “Where Do I Belong”, affidato nuovamente alla regia di Gina Merulla e interpretato dagli attori della compagnia del Teatro Hamlet di Roma, già al centro del video della title track “Twisted Youth Freeway”. Anche sul piano visivo, infatti, il progetto mantiene una forte continuità, non limitandosi semplicemente a replicare la squadra di lavoro del precedente singolo, ma riutilizzandone consapevolmente le medesime location capitoline, sottolineando la volontà della band di tracciare un racconto unitario, un legame indissolubile tra i dieci capitoli del disco.

    Se la title-track immortalava la fuga dalle mura domestiche, “Where Do I Belong” si focalizza sul momento in cui il protagonista recupera i frammenti della propria identità di fronte al riflesso di una tragedia, quella della morte del suo migliore amico per overdose. Il lutto diventa così lo spartiacque di una giovinezza smarrita, un baratro psicologico che costringe a una scelta: cedere alla disperazione o rimettersi in cammino. Dal perimetro di quel vuoto e dall’assenza di un obiettivo, il ragazzo affronta un pellegrinaggio a piedi di centinaia di chilometri, un viaggio catartico in cui l’asfalto diventa, a tutti gli effetti, l’unico spazio di elaborazione possibile.

    E nel silenzio della strada, interrotto dall’incontro inaspettato con una solidarietà umana priva di giudizi, il protagonista ritrova la motivazione e l’orientamento necessari a ricomporre la propria identità e la possibilità di ridefinire il proprio posto nel mondo.

    A seguire, tracklist e track by track del disco.

    “Twisted Youth Freeway” – Tracklist:

    1. Intro-Children
    2. Mother
    3. Spit Your Blood Out
    4. Until It’s Dark
    5. Twisted Youth Freeway
    6. Run For Life
    7. No Presents For Christmas
    8. No Safe Place In Tomorrow
    9. Where Do I Belong
    10. Fight To Survive

    “Twisted Youth Freeway” – Track by track:

    Intro-Children. Un’apertura dalle frequenze disturbate che riproducono i suoni di un’infanzia violata, una soglia d’ingresso cupa che introduce l’ascoltatore nel perimetro psicologico del trauma domestico.

    Mother. Il primo grande snodo concettuale. Il grido disperato rivolto a una madre incapace di vedere o di credere al dolore del proprio figlio. Un’invocazione struggente che si infrange contro il silenzio materno, vissuto come la prima vera forma di esilio e abbandono.

    Spit Your Blood Out. La discesa negli inferi cittadini. La casa si configura definitivamente come un inferno quotidiano guidato dalla paura di essere picchiati. La strada e gli eccessi diventano l’unico anestetico possibile per un cervello che cerca aiuto ed empatia in un vuoto di umanità.

    Until It’s Dark. La fuga prende la forma di un rituale autodistruttivo. La notte, l’alcol e i rave non sono edonismo, ma l’esigenza di indossare i panni di un altro, camminando per far tacere i pensieri fino a quando non torna il buio.

    Twisted Youth Freeway. Al compimento della maggiore età, l’autostrada della gioventù deviata diventa l’unica via d’uscita. Il brano racconta una colluttazione in una stazione ferroviaria la mattina della fuga, dove il corpo impara a rimettersi in piedi da solo contro le minacce di morte paterne.

    Run For Life. La sopravvivenza, in questo pezzo, diventa animale. Il protagonista si rifugia nei boschi, adottando lo stato di natura come unica legge. La solitudine della foresta e il legame simbiotico con due cani diventano l’unico vero nucleo familiare, un branco primordiale che protegge e salva.

    No Presents For Christmas. Il crollo delle ipocrisie stagionali. Il Natale si spoglia delle luci per mostrare il compleanno della solitudine. Un contrasto spietato tra chi taglia i nastri rossi dei regali e chi, nel silenzio di una stanza vuota, decide ferirsi oscillando tra il desiderio di farla finita e quello di capire se nel proprio dolore esista ancora una traccia di vita.

    No Safe Place In Tomorrow. Le ossa rotte e l’anima lacerata si scontrano con il muro del futuro. Il domani non offre alcun riparo sicuro di fronte al peso di un passato abusivo. La traccia evoca l’istinto primordiale di arrendersi, vedendo nella fine l’unica via d’uscita rimasta.

    Where Do I Belong. Un pellegrinaggio solitario attraverso il silenzio dei cimiteri. Una ricerca di risposte esistenziali, dove il contatto con la morte paradossalmente ripulisce il dolore, permettendo di ritrovare un briciolo di pace e di fiducia nel genere umano.

    Fight To Survive. La resa dei conti con il destino. Il ragazzo diventato uomo si ritrova a sua volta padre, determinato a spezzare la catena della violenza transgenerazionale. Una dichiarazione di guerra per difendere il proprio figlio, consapevoli che la libertà, che nel linguaggio comune non ha prezzo, ha in realtà un costo altissimo.

  • Il ritorno di Giovanni Segreti Bruno: una boccata d’aria fresca con “Scacciapensieri”

    Dal 5 giugno 2026 è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “SCACCIAPENSIERI”, il nuovo singolo di Giovanni Segreti Bruno co prodotto da Joseba Label e The Saifam Group e distribuito da Virgin Music Italia. L’artista sarà ospite della finale del Loop Fest giovedì 4 giugno a Cosenza e presenterà in anteprima il nuovo singolo.

    “Scacciapensieri” è un viaggio tra elettronica e tradizione mediterranea, dove la tarantella calabrese incontra beat pulsanti, chitarre classiche e atmosfere urban dal respiro internazionale. Questo brano, magnetico e viscerale, racconta un amore improvviso capace di salvarti dal rumore dei pensieri e di riportarti a ballare anche nel caos. Caratterizzato da forti vibrazioni notturne ed estive, il pezzo si adatta perfettamente a contesti musicali legati all’indie italiano, all’alternative pop e al folk elettronico.

    Il pezzo è stato scritto da Giovanni Segreti Bruno e Luca Napolitano, che ha curato gli arrangiamenti con Vinz Turner. La direzione artistica è affidata a Gianni Testa.

    Commenta l’artista a proposito del nuovo brano: “Con Scacciapensieri volevo raccontare la vita come una tarantella: una danza che nasce dal dolore ma che, proprio attraverso il movimento, riesce a trasformarlo. Mi affascina questa idea che il dolore, l’angoscia, le inquietudini possano essere attraversati ballandoci dentro. Un po’ come succede nella vita: è piena di strappi, di fatica, di pensieri che ci rincorrono, ma se troviamo il ritmo giusto per abitarli diventano più leggeri, più umani, forse persino più facili da sostenere. Scacciapensieri nasce proprio da lì: dal desiderio di fare spazio al dolore senza subirlo, trasformandolo in energia, in danza, in liberazione.” 

     

    Il videoclip di “Scacciapensieri” nasce dal lavoro di squadra tra Giovanni Segreti Bruno e il team di Frametank, che hanno curato in sinergia ogni dettaglio del racconto visivo. Il progetto vede la partecipazione delle ballerine di flamenco Gaia Parroni ed Eliana Tomassi, guidate dalle coreografie di Francesco De Simone, il cui intervento conferisce al movimento una forza scenica intensa e raffinata. A completare questo dialogo tra musica e immagine è il contributo chitarristico di Andrea Principato, il cui tocco elegante si integra con la struttura del brano.

    L’obiettivo dell’opera visiva è costruire una narrazione fondata su eleganza, sguardi ed energia, capace di muoversi tra delicatezza e visceralità. Nel video convivono e si contrappongono tensioni speculari — la grazia e il fuoco, il silenzio e il movimento — che riflettono fedelmente l’essenza e il nucleo centrale del brano stesso.

    Guarda il videoclip su YouTube

    Biografia

    Giovanni Segreti Bruno è un cantautore calabrese. Vincitore di Area Sanremo 2018 e del Premio Amnesty International Emergenti 2025. Ha aperto i concerti di Mahmood, Gaia, Brunori Sas, Clementino, Nesli e Daniele Silvestri. Il suo brano “Ti voglio bene” fa parte della colonna sonora del film “Mamma qui comando io” di Federico Moccia. Dopo l’EP “Nella mia stanza nascono i fiori”, vincitore del bando Nuovo IMAIE, nel gennaio 2025 pubblica il suo primo album “DRAMA KING”, cofinanziato da LazioSound, che include le collaborazioni con Petra Magoni, Luca Napolitano e Karma B.

    Frequenta il corso “Canzone” presso l’Officina Pasolini a Roma, un percorso formativo che vede tra le sue figure di riferimento Tosca, Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Giovanni Truppi. Attualmente è al lavoro su “MUSCIARÌA”, il suo nuovo progetto discografico.

    L’artista ha già calcato scenari prestigiosi come l’Oceania Theater di Brooklyn, Piazza Colombo a Sanremo, il palco centrale del MEI di Faenza e gli appuntamenti di Spaghetti Unplugged, confermando una presenza solida e riconosciuta nel panorama musicale contemporaneo.

    Giovanni Segreti Bruno è inoltre attivo come autore: diversi artisti come Anggun, Lorenzo Licitra e Roccuzzo hanno scelto di interpretare i brani da lui firmati, a conferma del crescente riconoscimento della sua penna e della solidità del suo linguaggio autoriale.

  • “Restiamo qui” è il nuovo singolo di Rocket B

    Dal 19 giugno 2026 sarà disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali “Restiamo qui”, il nuovo singolo di Rocket B (Up Music/Il Branco Publishing). 

    “Rocket B” è una canzone house/rap/dance. Il brano racconta di quella forza immensa che scaturisce, dentro il cuore di ogni persona, proprio quando sembra tutto finito: nell’oscurità che rischia di prendere il sopravvento, si può riaccendere quella luce splendente soltanto quando si sta insieme.

    Racconta l’artista a proposito della canzone: “Non è stato facile uscire dal tipo di musica e dal formato di canzoni a cui ero abituato. Spero possiate apprezzare l’impegno, la passione e l’energia che abbiamo messo tutti quanti nella realizzazione di questo bellissimo brano”.

    Il videoclip riflette perfettamente l’atmosfera creata dal pezzo: ambientato in una cornice che ricorda una galleria, il video è un’esplosione psichedelica di luci e colori avvolgenti. Al centro della scena troviamo un ragazzo che, ballando, compie un viaggio catartico per riappropriarsi della propria autostima e della forza perdute negli anni. Tutto ciò diventa lo strumento per cercare quella fiamma interiore che non si è mai spenta, per sconfiggere l’isolamento e sentirsi, finalmente, parte integrante di qualcosa di più grande: la musica stessa.

    Guarda il videoclip: https://youtu.be/MQkHyDJWEts?is=bWOnqrgfjRL6GI4A

    Biografia

    Rocket B, nome d’arte di Michele Arriu, fin da piccolo ha sempre fatto beatbox. Con il compimento dei 18 anni, la sofferenza dovuta alla perdita di amori e amicizie per cause di forza maggiore lo porta a cercare uno sfogo nella musica. Inizia così a scrivere sui beat trovati su YouTube, fino a studiare produzione musicale per creare da solo le proprie sonorità. Ha sempre amato il gioco di squadra, tanto che oggi sta lavorando a un album dedicato alla “Tribù”, un progetto nato per richiamare spiritualità, connessione ed energia tra le persone. Le sue influenze nel rap spaziano tra Gemitaiz, MadMan, Salmo, Marracash e Noyz Narcos: artisti capaci di unire introspezione, tecnica e impatto emotivo. Per quanto riguarda la musica house ed elettronica, ama le sonorità tribali e spirituali, ricche di tamburi, conga e darbouka, ispirandosi a tracce come “Morenita” e alle vibrazioni di Hvmza. Allo stesso tempo apprezza anche sonorità techno più dure e ipnotiche, come quelle di Charlotte de Witte. Suona a livello amatoriale la tastiera e si è formato musicalmente anche tramite un corso da producer e mix&master. Ultimamente propone musica adatta a tutte le età, con sonorità soft, coinvolgenti e ballabili, cercando di raggiungere un pubblico il più ampio possibile. Naturalmente, i gusti restano soggettivi, ma l’obiettivo è creare vibrazioni capaci di unire le persone. Attraverso la sua musica vuole raccontare l’unione, la speranza e la forza di rialzarsi dopo la sofferenza che negli ultimi anni ha segnato molte vite. Il messaggio è semplice: non bisogna mai mollare, perché spesso la vera forza si trova proprio dove non si pensava di poterla trovare. Il suo obiettivo è diventare completamente autonomo, autoprodursi e portare un nuovo stile musicale che possa trasmettere spensieratezza, energia positiva e connessione tra le persone. Trasformare questa passione in un lavoro sarebbe il traguardo più bello da raggiungere.

    “Restiamo qui” è il nuovo singolo di Rocket B, disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali dal 19 giugno 2026.

    Instagram | TikTok

  • “City girl” è il nuovo singolo di Dario Distasi

    Dal 19 giugno 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “City girl”, il nuovo singolo di Dario Distasi per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “City girl” è un brano che racconta, tra errori e attrazione (non necessariamente in quest’ordine), la vita attraverso porte socchiuse e treni persi o presi al volo; spiragli che si aprono brevemente in momenti sbagliati o, forse, semplicemente inevitabili. Un brano che scava nei dubbi quotidiani con un sound asciutto e minimalista. Pop nell’anima ma aperto all’elettronica, il pezzo usa la chitarra acustica per dare colore al tema principale, puntando dritto all’impatto emotivo e sonoro.

    Commenta l’artista sul nuovo singolo: “City Girl è un brano che definirei istintivo e libero da freni. Come una brezza estiva, spazza via d’un tratto dubbi ed esitazioni; è nato giocando con suoni e ritmi, ed è proprio per questo che conserva una profonda leggerezza. Amo lanciarmi delle sfide quando scrivo… In questo caso mi sono scoperto completamente nuovo e inaspettato, che è esattamente ciò che stavo cercando.”

    Il videoclip di City Girl, diretto da Diego Mercadante, è ambientato durante una festa. Qui, due invitati scoprono un’attrazione reciproca alla quale diventa sempre più difficile resistere, nonostante la fede al dito di lui. Le immagini riflettono perfettamente il senso del testo: la lotta interiore di chi tenta di arginare una tentazione proprio mentre si sforza di rimettere ordine nella propria vita, consapevole che non sarà affatto semplice.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/F7PIvJoNBNs

    Biografia

    Dario Distasi (all’anagrafe Dario Di Stasi) è un cantautore e musicista italiano dal respiro internazionale, attivo come solista sulla scena da oltre dieci anni. La sua proposta musicale è un pop senza tempo, capace di unire la complessità tecnica del suo background strumentale a una scrittura essenziale ed evocativa, pensata per emozionare un pubblico trasversale che spazia dai 15 ai 40 anni e oltre.

    Il percorso di Dario inizia come chitarrista, formandosi sotto la guida di maestri del calibro di Nicola Cordisco per il jazz, Gianni De Chellis per il rock e William Stravato per la fusion. Consegue il diploma in chitarra presso il Modern Musician Institute di Alex Stornello con il massimo dei voti. Nelle band di cui ha fatto parte in passato, Dario si è sempre distinto come l’autore principale di musiche e testi.

    È durante gli anni universitari a Roma, frequentando il Saint Louis College of Music, che matura la consapevolezza che la chitarra non può essere la sua unica voce. Spinto da una naturale predisposizione all’ascolto e dalla passione per le lingue straniere, decide di intraprendere la carriera di cantautore scrivendo esclusivamente in inglese fin da subito. Inizia così lo studio del canto con Alessandra Piroddi al Conservatorio Santa Cecilia, perfezionandosi poi nel Regno Unito con Jonny Black presso la The Royal Central School of Speech and Drama e, al suo rientro in Italia, con Marco Priotti di The Voice.

    Dario ha vissuto e operato per cinque anni a Manchester, cuore pulsante del Britpop e città degli Oasis, esibendosi regolarmente nei locali della scena live britannica e raggiungendo le finali di Open Mic UK. Proprio in questo periodo decide di eliminare lo spazio nel cognome per rendere il suo nome d’arte più immediato e memorizzabile per il pubblico anglosassone.

    La sua ricerca sonora lo ha portato fino a Nashville, dove ha registrato un EP, consolidando un sound in cui le influenze iniziali del Britpop inglese e della scena alternative, hard-rock e grunge americana vanno a sommarsi all’ispirazione di un fiume di grandi songwriters europei. Nonostante i suoi ascolti da chitarrista attraversino il rock, la fusion, il progressive e l’hard & heavy, il suo vero amore resta la forma canzone.

    Artista poliedrico e indipendente, Dario cura in completa autoproduzione tutte le parti strumentali e gli arrangamenti dei suoi brani. Fondamentale è il confronto costante con i produttori del suo progetto solista e della Dario Distasi Band (UK), che gli permette di esplorare nuove soluzioni sonore.

    La sua musica si è evoluta nel tempo da sonorità più ruvide verso un pop più vario, aperto e cinematografico. I suoi testi affrontano tematiche universali come l’amore, i sentimenti e le relazioni, invitando l’ascoltatore a una riflessione introspettiva.

    Oltre alla discografia solista, che vanta oltre 100.000 ascolti complessivi su Spotify, YouTube e altre piattaforme digitali, Dario ha composto le musiche per il docufilm Varchi Attivi, con la partecipazione di Michele Placido. In ambito visivo, la sua collaborazione più prolifica è quella con il regista britannico Mat Johns, con cui ha realizzato diversi videoclip.

    Oggi il suo focus principale è il lavoro in studio, dalla scrittura alla promozione, con l’obiettivo di posizionare i propri brani in radio e TV nazionali e all’interno di colonne sonore di rilievo.

    “City girl” è il nuovo singolo di Dario Distasi per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy  disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 19 giugno 2026.

    Instagram  |  Facebook

  • “Parlami” è il nuovo singolo di Lemuri Il Visionario

    Da venerdì 19 giugno 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “PARLAMI” (Azzurra Music), il nuovo singolo di LEMURI IL VISIONARIO.

    “Parlami” è un brano che racconta la sensazione di profondo isolamento e solitudine che si può provare vivendo nella realtà, quasi distopica, delle metropoli contemporanee. La canzone vuole essere il grido d’aiuto di chiunque si trovi a vivere circondato da una società fatta di maschere da indossare in ogni occasione, ma priva di una reale empatia nei confronti degli altri.

    Spiega l’artista a proposito del brano: «“Parlami” è un brano che nasce durante la mia residenza a Milano. Ho adorato i dieci anni vissuti lì ma nel primo periodo ho sofferto di attacchi di panico. Provenivo da una realtà di provincia e a volte il caos che mi circondava mi faceva sentire “disperso in mezzo a milioni di noi”. Così ho scritto di getto il testo della canzone che poi è diventata uno dei punti centrali dello spettacolo musicale “Sarò diverso” che debutterà in una versione completamente rinnovata il 2 dicembre di quest’anno al teatro Ghione di Roma».

     

    Guarda il lyric video su YouTube https://www.youtube.com/watch?v=rsIm5civ4tk

     

    LEMURI IL VISIONARIO | BIOGRAFIA

    Vittorio Centrone in arte Lemuri il Visionario è un cantautore e artista italiano. Dopo un passato come componente del gruppo rock pordenonese Futuritmi, debutta come solista con il CD “Il Porto dei Santi”, e nel 2003 partecipa come autore al Festival di Sanremo con il brano “Chi sei non lo so” eseguito da Verdiana. È la voce maschile del progetto Haiducii nel brano dance “Dragostea Din Tei“. Successivamente, crea l’opera “Lemuri il Visionario” che narra la storia di un bizzarro musicista sognatore. A seguito dell’uscita di un libro illustrato, la storia diventa un’opera rock. In scena Vittorio, che interpreta il protagonista, interagisce con i disegni animati del fumettista Giulio De Vita. Lo spettacolo viene rappresentato in Italia, Stati Uniti, Canada e Francia dove viene inserito anche nel programma del prestigioso festival francese del fumetto di Angoulême. Nel 2020 partecipa alla manifestazione Musicultura a Macerata, vincendo il premio dedicato alla miglior performance. alla fine dello stesso anno nasce la collaborazione con l’etichetta indipendente Vrec Music Label.

    Il nuovo disco, in formato CD e vinile, dal titolo “Viaggio al centro di un cuore blu” esce il 23 aprile 2021 anticipato dal singolo “Niente da dire”.

    Nel 2021 Lemuri vince anche il premio di Rock Targato Italia inserendo un brano nella relativa compilation.

    A luglio 2022 Lemuri è uno dei dieci finalisti del concorso “L’artista che non c’era” storico premio assegnato dalla rivista dedicata alla canzone d’autore “L’isola che non c’era” di Milano.

    Nel 2023 esce il suo nuovo singolo “La strada degli spiriti” con l’etichetta Terzo Millennio.

    Nel 2024 è finalista nella quarta edizione del talent televisivo di Rai 1 The Voice Senior nel team di Loredana Bertè.

    Nel 2025 è in tour in molte città italiane ed è fortunato testimonial per l’elezione di Pordenone capitale della cultura 2027. Per celebrare l’evento si esibisce al teatro Verdi di fronte al ministro Alessandro Giuli e varie altre istituzioni.

    Nel 2026 inizia la collaborazione con l’etichetta Azzurra Music e con l’ufficio stampa Red&Blue di Marco Stanzani. 

    “Parlami” è il nuovo singolo di Lemuri Il Visionario disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 19 giugno.

     

    Instagram | TikTok | Facebook | YouTube

  • “Sbaglio spesso” è il nuovo singolo dei Calanco

    Da venerdì 19 giugno 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Sbaglio spesso” (Overdub Recordings) il nuovo singolo dei CALANCO.

    “Sbaglio Spesso” è un brano che racconta le dinamiche tossiche e contraddittorie di una dipendenza affettiva, in cui il benessere emotivo si confonde progressivamente con l’alienazione e l’abbandono. Una condizione sospesa, descritta con immagini forti e dirette, che restituiscono il senso di smarrimento vissuto dal protagonista.

    Dal punto di vista musicale e testuale, la canzone si sviluppa attraverso continui contrasti. Il ritornello presenta un’impronta più immediata e leggera, mentre le strofe, sostenute da frequenti stacchi strumentali, accompagnano un percorso di progressiva consapevolezza. Il protagonista si confronta con le conseguenze di un legame che continua a difendere nonostante appartenga ormai più all’immaginazione che alla realtà. La conclusione evidenzia l’incapacità di elaborare completamente la fine del rapporto, lasciando emergere un persistente senso di isolamento e la difficoltà di liberarsi dai ricordi di una relazione ormai conclusa.

    Spiega la band a proposito del nuovo brano: “Con ‘sbaglio spesso’ volevamo scattare una fotografia nitida di quel momento esatto in cui ti rendi conto che una determinata situazione ti sta distruggendo, ma decidi comunque di rimanerci dentro, quasi anestetizzato. L’immagine del cane abbandonato in tangenziale serve proprio a raccontare questo contrasto: quel mix di speranza nell’attesa di un ritorno e di orgoglio feroce che ti spinge a mordere chiunque provi a salvarti, pur di non ammettere di quanto tu abbia disperatamente bisogno di aiuto. È un brano che parla di negazione di sé stessi e dell’impossibilità di ripulirsi da quello che un rapporto ti lascia addosso”.

     

     

    Il videoclip di “Sbaglio Spesso”, diretto da Giulia Monaldi, è un lyrics video costruito come un unico piano sequenza senza interruzioni. Le immagini seguono la lenta discesa di un ragazzo che attraversa strade deserte e abitazioni segnate dal tempo, fino a raggiungere un luogo in cui la vegetazione ha progressivamente riconquistato gli spazi creati dall’uomo. Le parole del brano occupano l’intero schermo, sovrapponendosi alle immagini e riducendo progressivamente lo spazio visivo del protagonista. Il movimento continuo della camera accompagna il percorso trasformando il paesaggio in una dimensione interiore, che richiama il flusso dei pensieri e delle emozioni del protagonista. Il fuoco dell’immagine entra ed esce costantemente, alternando momenti di nitidezza a passaggi più sfocati e instabili. Una scelta visiva che riflette il contrasto presente nella canzone e il progressivo smarrimento emotivo raccontato dal testo.

     

    Guarda il videoclip di “Sbaglio spesso” su YouTube

    https://www.youtube.com/watch?v=eP3FBgH2kuw

     

     

    CALANCO | BIOGRAFIA

    I CALANCO nascono nella primavera del 2023 dall’amicizia di Edoardo Marcelli (basso e voce), Francesco Menghini (chitarra) e Federico Rampa (batteria), tutti originari dell’entroterra di Rimini. Fatto tesoro dei loro vari precedenti progetti in cui hanno sperimentato post rock, cantautorato, grunge ed elettronica, decidono di unirsi in jam session per tornare a esplorare le radici minimaliste del rock. Dopo pochi mesi, presentano i primi 9 inediti in una data zero al Maledette Malelingue Festival a Novafeltria (festival in onore di Ivan Graziani al quale hanno partecipato fra gli altri Cristina Donà, Lucio Corsi, Fede Poggipollini, Andy dei Bluvertigo, etc), raccogliendo molti consensi. A Giugno 2024 vincono il Rock è Tratto contest, guadagnandosi un posto sul palco di “Rock è Tratto” insieme a Emma Nolde e Tropea. Durante il 2025, tra un concerto e l’altro, incidono il disco “Solchi” che uscirà per Overdub Recordings su tutte le piattaforme a partire da Settembre 2026. Ad anticipare l’uscita del disco ci saranno due singoli a Maggio e Giugno 2026, un piccolo assaggio prima della portata principale in autunno. Con questo primo lavoro in studio i CALANCO vogliono portare la propria musica sui palchi e arrivare a quante più persone possibile nella dimensione live, quella per cui credono valga la pena esistere.

    Dopo l’uscita di “Domenike”, “Sbaglio spesso” è il nuovo singolo dei Calanco pubblicato da Overdub Recordings disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 19 giugno 2026.

    Instagram

  • “Prima pioggia” è il nuovo singolo di Samuele CYMA

    Dal 19 giugno 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Prima pioggia”, il nuovo singolo di Samuele CYMA per PLUMA Dischi.

    “Prima pioggia” è un brano dalle sonorità acustiche e alternative, caratterizzato da una struttura e da giri di accordi che richiamano il b-side di “Dissolvimi”. La traccia si distingue per la crudezza della voce, priva di effetti, e per la forte presenza del sassofono baritono di Federico D’Angelo, autore di un assolo centrale che si intreccia con i riff di chitarra. L’arrangiamento si completa con le batterie spezzate di Giovanni Iacovella e un synth avvolgente, culminando in un finale dalle sonorità rock-grunge. Dal punto di vista stilistico, il pezzo unisce armonie di stampo jazz — visibili nella polifonia tra fiati e corde — a una struttura ciclica. Il testo affronta i temi della resistenza e della liberazione, focalizzandosi sul conflitto e sulla denuncia dei confini geopolitici artificiali (simboleggiati dal verso “compasso sulla sabbia non ha diritto ma solo sangue”), con un riferimento specifico al genocidio del popolo palestinese e alla forza dei legami umani contro l’oppressione.

    Commenta l’artista a proposito del brano: “Questa canzone è per me un manifesto di resistenza e liberazione che denuncia la violenza dei confini artificiali e il genocidio palestinese. Attraverso la metafora della pioggia nel deserto, racconto di un legame d’amore così forte da sconfiggere ogni oppressore.” 

    Biografia

    Samuele Cima, in arte Samuele CYMA, è un producer, songwriter e sound artist romano, diplomato in chitarra jazz al Conservatorio Saint Louis di Roma. L’ampio spettro delle sue influenze musicali — dal jazz contemporaneo alla musica corale, dal post-rock all’elettroacustica di metà Novecento — viene condensato attraverso una dettagliata cura per il sound design e una particolare predilezione per la sperimentazione sonora. Il risultato è una musica introspettiva, delicata e sospesa, al confine tra l’elettronica astratta e il songwriting più trasversale: una poetica in cui è centrale l’estrema fluidità di generi, stili e suoni.

    A marzo 2026 pubblica il brano “Dissolvimi” e a maggio 2026 “Dissolvimi”

    “Prima pioggia” è il nuovo singolo di Samuele CYMA disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 19 giugno 2026.

    Instagram | Spotify 

  • “Amore in E.R.” è il nuovo singolo di Alberto Bertoli e Mirko Casadei

    Dal 12 giugno 2026 è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e dal 19 giugno in rotazione radiofonica “Amore in E.R.”, il nuovo singolo di Alberto Bertoli e Mirko Casadei per Nar International – Ada/Warner Music Italy.

    L’amore in E.R.” non è una semplice collaborazione, ma l’incontro artistico definitivo tra due pilastri della musica emiliano-romagnola: Alberto Bertoli e Mirko Casadei. Il brano nasce dalla volontà comune di celebrare un’identità territoriale che è, prima di tutto, un’attitudine dell’anima. Scritto a quattro mani da Bertoli insieme a Emanuele Dabbono — autore tra i più raffinati e profondi della scena nazionale — il singolo vede in Mirko Casadei il partner ideale, capace di portare in dote non solo il prestigio di una dinastia che ha fatto la storia del folk italiano, ma anche quella carica vitale e solare che è il marchio di fabbrica della Romagna.

    Il tema portante della canzone è il superamento dei confini attraverso l’amore, che può essere per un amico, per una donna o, perché no, per una terra. Quel “trattino” che separa graficamente l’Emilia dalla Romagna diventa qui il punto di fusione, un ponte che unisce due storie, due modi di intendere la vita e la musica. Alberto Bertoli infonde nel pezzo la sua anima rock e la sua profondità riflessiva, mentre Mirko Casadei esplode con l’allegria e la forza del suo pop-folk, creando un equilibrio perfetto che profuma di festa, di asfalto e di radici profonde.

    Il sound è un mix travolgente e contemporaneo: una sezione ritmica solida e chitarre di matrice rock che si intrecciano con i colori tipici della tradizione Casadei, rendendo il brano una potenziale hit radiofonica capace di unire le generazioni. Il testo non rinuncia allo spessore, arricchendosi di riferimenti autobiografici e suggestioni letterarie che raccontano il passato per dare un senso al presente.

    Con “L’amore in E.R.”, Bertoli e Casadei mettono al centro del villaggio il senso di appartenenza, trasformando la loro amicizia personale in un inno collettivo. È la fotografia di una terra che sa lavorare e riflettere, ma che non dimentica mai di ballare, restituendo un’emozione così veritiera da far sentire chiunque — emiliano, romagnolo o di passaggio — parte di una grande, unica famiglia.

    Spiega Alberto Bertoli a proposito del brano: “Ho scritto questo brano insieme a Emanuele Dabbono, uno dei migliori autori presenti oggi nella musica italiana, dotato di una sensibilità fuori dal comune, con l’idea precisa di far incontrare i due volti della mia terra. Volevo dare un senso profondo a quel trattino che divide Emilia e Romagna, che sulla carta le separa ma nella realtà le fonde in un’anima sola. Per farlo, ho coinvolto il mio grande amico Mirko Casadei, che incarna perfettamente lo spirito romagnolo. ‘L’amore in E.R.’ è un viaggio che attraversa le nostre storie, passando dal passato a riferimenti più personali, cercando di unire la mia parte più riflessiva alla carica vitale del pop-folk di Mirko.” 

    Biografia

    ALBERTO BERTOLI

    Un percorso artistico solido, radicato nella grande tradizione cantautorale italiana e proiettato verso le sonorità del rock internazionale. Alberto Bertoli porta avanti da anni un progetto musicale guidato da un’urgenza comunicativa autentica, dove la musica diventa il linguaggio naturale per esplorare la realtà, porre domande e accorciare le distanze con chi ascolta.

    Autodidatta per vocazione, Bertoli ha sviluppato una sensibilità artistica unica partendo dallo studio della chitarra e del pianoforte. Le sue radici affondano nell’eredità dei grandi cantautori e nella figura del padre, intrecciandosi con l’energia del rock italiano e internazionale. Nel suo DNA musicale convivono pilastri come Bruce Springsteen, gli Aerosmith e i Beatles, ma lo sguardo è costantemente rivolto al presente, con influenze contemporanee che vanno dagli Imagine Dragons a Benson Boone, fino alle atmosfere di Jack Savoretti.

    Il suo sound, capace di unire la forza del rock alla profondità della parola, parla a un pubblico trasversale — principalmente dai 30-35 anni in su — che nella musica cerca verità, contenuto ed empatia. Nei suoi brani, Alberto racconta storie che appartengono a tutti, con l’obiettivo profondo di restituire un’emozione così autentica da far sentire le persone meno sole.

    Il nucleo della sua discografia trova un punto di riferimento in tre brani manifesto: “Matto del Bar”, “A un metro da me” e “Amore mio”.

    Ad accompagnarlo in questo percorso di crescita continua, improntato sull’onestà intellettuale e artistica, c’è un team consolidato: l’etichetta NAR International, la produzione artistica di Valerio Carboni, la sua storica band e lo storico management curato da Ferdinando Bruno. Per Alberto Bertoli la musica non è una corsa contro il tempo, ma un viaggio di condivisione e ricerca costante.

    Facebook | Instagram | TikTok  | YouTube

    MIRKO CASADEI

    Tradizione, evoluzione e una travolgente energia live. Mirko Casadei, alla guida della POPular Folk Orchestra, porta avanti un progetto artistico unico nel suo genere, capace di rivoluzionare le radici del folk italiano per proiettarle nella contemporaneità. Quello della dinastia Casadei è un viaggio generazionale che oggi si rinnova profondamente, trovando un linguaggio fresco e trasversale in grado di unire il pubblico di ogni età.

    Il cuore pulsante della proposta artistica di Mirko Casadei risiede nella capacità di far dialogare la tradizione romagnola con mondi sonori differenti, dando vita a contaminazioni inedite. Il sound dell’orchestra si apre così al pop, ai ritmi del mondo e a venature rock, trasformando ogni concerto in una grande festa collettiva dove la musica diventa sinonimo di condivisione, divertimento e cultura popolare accessibile a tutti.

    La POPular Folk Orchestra è una macchina da live impeccabile, composta da musicisti di grande talento capaci di reinterpretare un repertorio storico immenso, affiancandolo a composizioni originali nate dall’urgenza di raccontare l’Italia di oggi attraverso il ritmo della terra e l’energia del pop moderno.

    Con uno sguardo costantemente rivolto al futuro e solide radici nel passato, il progetto di Mirko Casadei si conferma un punto di riferimento insostituibile nel panorama della musica live italiana, dimostrando come il folk possa essere una materia viva, pulsante e incredibilmente attuale.

    Instagram | Facebook | TikTok

  • “Una Voce per l’Europa” e “Gran Galà dei Festival”: dal 19 al 21 giugno Ferrara accoglie artisti da tutta Italia

    Dal 19 al 21 giugno 2026, la Sala Estense di Ferrara ospita le fasi di casting e semifinali dal vivo e online di “Una Voce per L’Europa – Italia” e “Gran Galà dei Festival”. La finale è prevista domenica 5 settembre 2026 nel Cortile del Castello di Ferrara. Consolidato lo storico accordo internazionale tra Italia e Canada per il lancio dei giovani artisti con il progetto “Sing for Italy”.

    Dopo il successo della giornata inaugurale di aprile dedicata al giornalismo musicale, il Festival delle Manifestazioni di Ferrara 2026 entra nel vivo della musica e della danza. Dal 19 al 21 giugno, la città estense tornerà a essere il centro della scena artistica e dei giovani talenti con le attese fasi di selezione e le semifinali di due storici concorsi: la 58ª edizione di “Una Voce per l’Europa – Italia” e la 15ª edizione del “Gran Galà dei Festival”.

    L’intero progetto culturale multidisciplinare è promosso e organizzato da Nove Eventi S.r.l., in collaborazione con il Comune di Ferrara.

    Le attività del Festival si articoleranno in due momenti principali presso la prestigiosa cornice di Ferrara:

    • 19 e 20 giugno (Selezioni a porte chiuse): Nelle fasce orarie 09:00 – 13:00 e 15:00 – 18:00, la Sala Estense ospiterà le audizioni dei concorrenti. Le esibizioni si terranno sia in presenza sia online davanti a una giuria qualificata di professionisti del settore musicale, discografico e della danza (senza pubblico).
    • 21 giugno (Le Semifinali): La giornata culminerà in un grande appuntamento serale sempre presso la Sala Estense. Sul palco saliranno i concorrenti che avranno superato le selezioni dei giorni precedenti, affiancati da ospiti speciali, per contendersi il pass per l’ultimo atto del festival.

    “Una Voce per l’Europa” è lo storico festival canoro nato nel 1968 e dedicato alla scoperta di giovani interpreti e autori (solisti, duo e band) dai 14 anni in su. Durante la gara, i talenti presenteranno brani editi o inediti (in lingua italiana o straniera) della durata massima di 3 minuti, divisi in due categorie: EDV, cantanti con esibizione dal vivo, e ESB, cantanti con esibizione su base musicale.

    “Gran Galà dei Festival” è un grande progetto di rete che unisce concorsi e festival nazionali e internazionali. A Ferrara si sfideranno i talenti selezionati per le categorie: Ballo e Musicisti e Strumentisti.

    I semifinalisti che supereranno con successo la serata del 21 giugno accederanno alla finale del 5 settembre nella splendida cornice del Cortile del Castello di Ferrara.

    Grande novità e valore aggiunto di questa edizione è il consolidamento dell’accordo ufficiale siglato tra Nove Eventi S.r.l. e l’organizzazione canadese C.H.I.A. – Celebrating Heritage In the Arts per il lancio internazionale del progetto “Sing for Italy – A Cultural Heritage Experience”.

    Questa sinergia crea un vero e proprio ponte musicale tra due continenti: i migliori artisti emergenti selezionati durante la kermesse di Ferrara avranno l’opportunità di volare a Toronto per esibirsi come ospiti speciali nell’edizione 2026 di Sing for Italy. Ad inaugurare ufficialmente questo gemellaggio è Enrico de Marco, vincitore dell’edizione 2025 di Una Voce per l’Europa, che rappresenterà l’Italia a Toronto proprio nel mese di giugno 2026.

    Il progetto prevede una totale reciprocità culturale: durante l’evento canadese di giugno a Toronto verrà annunciato un vincitore (scelto tra cantautori e solisti residenti in Nord America con almeno il 25% di origini italiane), il quale ricambierà la visita partecipando come ospite speciale all’edizione successiva di Una Voce per l’Europa in Italia, esibendosi su palcoscenici di grande prestigio come Piazza Castello a Ferrara o il Teatro Ariston di Sanremo.

    COMUNE DI FERRARA

    SITO UFFICIALE 

    FONDAZIONE TEATRO COMUNE DI FERRARA

    SITO UFFICIALE 

    NOVE EVENTI SRL

    SITO UFFICIALE | FACEBOOK

  • Dal palco alla scrittura: Cecilia’s pubblica “Mille lingue” dopo l’esperienza live con Briga

    Dopo aver calcato il palco del “Sentimenti Club Tour” di Briga nelle tappe di Napoli, Roma e Milano, Cecilia’s apre un nuovo capitolo del suo percorso artistico con “Mille lingue”. Il singolo, disponibile su tutte le piattaforme digitali e accompagnato dall’uscita simultanea del video social ufficiale, segna un passaggio più definito nella traiettoria della giovane artista: una voce che arriva alla nuova release dopo essersi confrontata con pubblici diversi e con una dimensione live capace di mettere subito alla prova identità, scrittura e presenza scenica.

    Per Cecilia’s, l’esperienza accanto a Briga non è stata soltanto una parentesi live. Napoli, Roma e Milano hanno rappresentato un banco di prova concreto: tre città, tre contesti in cui portare le proprie canzoni davanti a persone che, in molti casi, la ascoltavano per la prima volta. E oggi, in un momento in cui molti progetti emergenti nascono e crescono quasi interamente online, Cecilia’s arriva a “Mille lingue” dopo un confronto reale con il palco, con l’attesa del pubblico e con la necessità, immediata e non rimandabile, di farsi riconoscere subito, mentre la performance accade. Una consapevolezza acquisita e maturata davanti a chi ascolta, non soltanto nello spazio protetto dello studio.

    “Mille lingue” nasce dal bisogno di portare allo scoperto emozioni rimaste a lungo trattenute e racconta un amore fondato sulla comprensione, sulla libertà e sulla possibilità di restare fedeli a sé stessi anche dentro una nuova stagione sentimentale. Il verso «So che posso parlarti in mille lingue e rimarresti l’unico a capirle» riassume non solo l’accezione, ma anche la dimensione del brano, quella in cui sentirsi capiti non significa semplificarsi, ma poter essere accolti anche nei cambiamenti, nelle contraddizioni, nelle parti di sé meno facili da ammettere e gestire.

    Un brano fondato su un paradosso più attuale e contemporaneo di quanto il titolo lasci immaginare. In mezzo a una comunicazione continua, fatta di messaggi, notifiche, risposte istantanee e parole che sempre più spesso si consumano in pochi secondi, la vera vicinanza non coincide mai con il parlare di più, ma con il saper riconoscere l’altro anche quando fatica a spiegarsi, quando attraversa momenti complessi senza trovare un modo per esprimerli. La canzone vive così nel contrasto tra l’esterno – un mondo veloce, saturo, connesso – e l’interno – una relazione in cui si può parlare in modi diversi e sentirsi comunque compresi.

    Lo skyline della città, un cellulare che perde segnale, la televisione spenta, l’aeroporto, il vento in faccia durante un viaggio sono i dettagli che colorano una ripartenza possibile, un amore che non sottrae spazio al singolo, non spegne la sua energia e non gli chiede di diventare più piccolo per essere accettato dall’altro – «Con te posso essere chi voglio, non perderò colore».

    Il telefono che non prende e la televisione spenta aprono una lettura più ampia di “Mille lingue”. Per una sera, le notifiche non arrivano, i post scorrono altrove e due persone possono ritrovarsi senza dover competere con tutto ciò che normalmente interrompe, distrae e consuma l’attenzione. Cecilia’s racconta dunque l’unica forma di intimità possibile, quella che nasce quando la connessione tecnica si interrompe e rimane soltanto la possibilità di capirsi davvero.

    «Sono particolarmente legata a questo pezzo perché penso sia il primo in cui metto a nudo le mie emozioni senza freni – racconta -. Per me rappresenta un singolo di rinascita, ma sempre coerente con il mio percorso. Sentivo l’esigenza di trasmettere quel senso di libertà che si vive quando ci si innamora e ci si rende conto che la persona accanto è quella giusta.»

    La parola rinascita, molto abusata negli ultimi anni, soprattutto nel linguaggio musicale, viene spesso utilizzata per dire tutto e il suo contrario. Nel caso di “Mille lingue”, però, non indica un nuovo inizio generico, né una trasformazione studiata a tavolino. Per Cecilia’s significa arrivare a un brano in cui il sentimento non viene filtrato, ma espresso e cantato con meno difese rispetto al passato. La canzone non cancella ciò che è venuto prima e non annuncia una svolta improvvisa. Segna, più semplicemente, il momento in cui l’artista riconosce per la prima volta di essersi raccontata davvero, affidando a scrittura e interpretazione una parte di sé che fino a questo momento era rimasta più in ombra.

    L’idea alla base è semplice, e proprio per questo tutt’altro che banale: esiste una persona con cui non serve ridursi, né rendersi meno complessi per essere capiti. Qualcuno che rimane accanto anche quando non troviamo subito le parole giuste, quando cambiano il tono e l’umore, quando fatichiamo a esprimere quello che proviamo. La canzone attraversa l’amore senza trasformarlo in una promessa enorme, rendendolo esattamente quello che è: il luogo in cui possiamo smettere, almeno per un momento, di tradurci per essere compresi.

    Il video social che accompagna il brano, girato ad Alessandria sotto la direzione di Gabriele Sagone, rafforza il progetto come capitolo unitario: non soltanto una nuova release, ma una presentazione più completa della direzione che Cecilia’s sta dando al proprio percorso.

    Dopo Napoli, Roma e Milano accanto a Briga, Cecilia’s non usa “Mille lingue” per capitalizzare semplicemente un’esperienza live, né per aggiungere una nota biografica al proprio curriculum artistico. Il brano dà un seguito concreto a quel primo confronto con il pubblico e ci ricorda che l’amore è rispetto, comprensione, libertà, riconoscimento. Non il bisogno di essere scelti nonostante le proprie parti più difficili, ma la possibilità di non doverle tradurre ogni volta per renderle – e rendersi – accettabili.