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  • “Flight” è il nuovo singolo di Kostja

    Dal 1° maggio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Flight”, il nuovo singolo di KOSTJA per Pluma Dischi, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 24 aprile.

     

    “Flight” si presenta come il terzo tassello che anticipa il nuovo progetto discografico di Kostja, intitolato “Drift Migration”. Il titolo dell’album non è casuale: fa riferimento al fenomeno scientifico per cui un uccello migratore devia dalla rotta prestabilita, un’immagine potente che introduce perfettamente i temi del cambiamento e dello smarrimento presenti nel singolo.

    Il cuore narrativo di “Flight” affonda le radici nella letteratura americana, ispirandosi direttamente all’omonimo racconto di John Steinbeck. Ambientata in una California rurale e cruda, la storia segue un giovane protagonista nel momento più drammatico della sua esistenza: quel passaggio all’età adulta che avviene nel modo più violento possibile, attraverso un omicidio. Da qui inizia una fuga disperata verso le montagne, una spoliazione progressiva dove il ragazzo, perdendo ogni bene materiale tra le rocce e le vette, si ritrova solo davanti ai propri inseguitori e al proprio destino.

    Questa evoluzione psicologica si riflette fedelmente nella struttura musicale del pezzo, diviso nettamente in due atti. La prima parte ci accoglie con sonorità sognanti, quasi ludiche, che dipingono la spensieratezza e la semplicità della vita contadina prima della tragedia. Tuttavia, questo equilibrio si spezza nella seconda parte, dove il clima cambia drasticamente per sancire la definitiva perdita dell’innocenza. Qui la musica si fa più tesa e il testo diventa discorsivo, quasi un resoconto intimo del tormento interiore e della fatica fisica tra le asperità delle montagne.

    A chiudere il cerchio è l’artwork di Davide Palombo, che continua il racconto visivo iniziato con i singoli precedenti. In questa immagine, il volatile protagonista della copertina è ormai cresciuto e sorvola un paesaggio roccioso e desolato; una prospettiva dall’alto che sembra osservare con distacco il teatro solitario in cui si consuma la vicenda del brano.

    Commenta l’artista sul nuovo singolo: “Mi sono innamorato di questo racconto sia per la vicenda umana e il percorso del protagonista, che per la descrizione dell’ambientazione: una natura di una bellezza solenne e irraggiungibile, che osserva imperturbabile gli eventi senza intervento né giudizio. Mi ha ricordato certi miei vagabondaggi in montagna”

     

    Biografia

    Kostja è un chitarrista, cantautore e compositore nato a Leningrado e residente a Bologna. Dopo una laurea in Geologia che lo ha portato a esplorare le Alpi italiane, ha deciso di dedicarsi interamente alla musica.

    Nella primavera del 2021 ha pubblicato il suo primo EP autoprodotto, “Be Defenceless”, con Giovanni Miatto al basso, Evita Polidoro alla voce e Anton Sconosciuto alla batteria. Il concept grafico del progetto è incentrato sulle diapositive — uno strumento fotografico in disuso che lo riconnette alla sua infanzia — e sui disegni ad acquerello realizzati dallo stesso Kostja.

    Il suo secondo EP di quattro tracce, intitolato “Negative of a Reverie”, è uscito a gennaio 2024 tramite PLUMA Dischi / IRMA Records.

    “Flight” è il nuovo singolo di Kostja, disponibile in streaming su tutte le piattaforme digitali dal 24 aprile 2026 e in rotazione radiofonica dal 1° maggio.

     

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  • “Tempesta elettrica” è il nuovo singolo di Kilian

    Dal 1° maggio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Tempesta elettrica”, il nuovo singolo di Kilian disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 24 aprile per PLUMA dischi.

    “Tempesta Elettrica” non è solo un brano, ma un’istantanea nitida della schizofrenia che caratterizza la nostra epoca. Viviamo immersi in un flusso costante di stimoli contrastanti: passiamo senza sosta dalla leggerezza di una clip demenziale alla brutalità di una notizia terribile, un paradosso che ci lascia profondamente spaesati. In questo sovraccarico emotivo, finiamo per non sapere più come sentirci o quale sia la strada giusta da percorrere per migliorare le cose.

    Il brano racconta proprio questo smarrimento: la tendenza a continuare a ballare, quasi per inerzia o autodifesa, mentre intorno a noi il mondo si frammenta in fazioni incapaci di comunicare. C’è il ritorno tragico della guerra, ormai quasi trattata come una macabra “moda”, e c’è la sensazione imminente di una catastrofe — la “tempesta elettrica” del titolo — pronta a spazzare via la città e le nostre certezze.

    Musicalmente, il pezzo traduce questa tensione in un pop elettronico dal ritmo serrato. La struttura sonora riflette perfettamente il dualismo del testo: se le strofe trasmettono un senso di attesa e incertezza, il ritornello esplode con la forza d’urto di un evento climatico estremo, sottolineando l’urgenza di una riflessione su un presente che sembra sfuggirci di mano.

    Spiega l’artista a proposito del nuovo singolo: “Tempesta elettrica inizialmente doveva essere un brano leggero, scritto perchè mi andava. Doveva parlare di un semplice flirt perso in un club. Qualcosa si è messo di traverso però, era lo scorso anno e già sentivo lo spettro di quello che oggi viviamo ogni giorno: decisioni pericolose prese da leader mondiali, la noncuranza per le relative conseguenze e la polarizzazione totale delle opinioni. Così da un pezzo leggero si è trasformato in un uno spaccato di realtà. Il flirt nel club c’è lo stesso ma chi sta ballando è confuso e non riesce a lasciarsi andare perchè ci sono troppi pensieri ansiogeni intrusivi.”

     

     

     

    BIO

    Kilian è un artista, produttore e dj.

    Fin da piccolo ha sempre cercato delle modalità espressive per creare il proprio piccolo cosmo.

    Nell’adolescenza scrive e suona in progetti di vario genere, finché non sente l’esigenza di approfondire la composizione e la produzione.

    Si trasferisce a Milano, dove lavora come produttore e direttore artistico per altri artisti; pubblica l’EP “PIOGGIA ULTRA” per Pluma Dischi (2024), seguito da “PIOGGIA ULTRA REMIX”.

    Kilian non ha una formula: la creazione di un brano può partire da alcune intuizioni sonore che vengono manipolate secondo le esigenze emotive riversate sul testo.

    Nei brani vengono mescolati elementi di elettronica, fortemente influenzati dal panorama UK, con strumenti acustici e testi che rimandano al cantautorato italiano.

    Il risultato è una sonorità ibrida, vibrante e dinamica.

    “Tempesta elettrica” è il nuovo singolo di Kilian disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 24 aprile 2026 per PLUMA dischi e in rotazione radiofonica dal 1° maggio.

     

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  • Il fascino della chanson incontra il jazz: fuori “Chansons” del trio Ruggieri–Martegiani–Fidanza

    C’è un momento, tra le luci soffuse di un bistrot immaginario e il respiro caldo di una fisarmonica, in cui il tempo sembra fermarsi. Sono queste le atmosfere che evoca “Chansons”, il nuovo EP ideato, arrangiato e prodotto da Renzo Ruggieri, realizzato insieme alla voce di Alessia Martegiani e al pianoforte di Toni Fidanza.

    Il progetto si muove su un equilibrio raffinato tra memoria e reinterpretazione, dando nuova vita a brani iconici senza tradirne l’anima, attraverso cinque tracce selezionate con cura. Alla base del lavoro c’è una riflessione sulla musicalità della lingua francese, capace di trasformarsi naturalmente in melodia, dove parola e suono diventano emozione pura.

    Fisarmonicista e compositore di caratura internazionale, Renzo Ruggieri vanta oltre 2000 concerti in tutto il mondo e collaborazioni con artisti del calibro di Antonella Ruggiero, Ennio Morricone e Gino Paoli. Docente e innovatore nella didattica della fisarmonica jazz, rappresenta oggi una delle figure più autorevoli del panorama contemporaneo.

    Accanto a lui, Alessia Martegiani, cantante dalla solida formazione jazzistica e vocazione internazionale, si distingue per una vocalità elegante e versatile, capace di attraversare lingue e tradizioni musicali diverse, affermandosi come interprete raffinata e sensibile.

    Al pianoforte, Toni Fidanza completa il trio con profondità e rigore armonico. Pianista, compositore e arrangiatore, è una presenza consolidata nel jazz italiano, con collaborazioni che spaziano da Giorgio Gaslini a Sarah Jane Morris, unendo ricerca musicale e attività concertistica con uno stile elegante e personale.

    Il suono: un jazz da camera intimo e raffinato

    L’impianto musicale di “Chansons” è essenziale ma profondamente espressivo: la fisarmonica di Renzo Ruggieri guida il progetto con intensità e sensibilità, costruendo un dialogo continuo con la voce di Alessia Martegiani e il pianoforte di Toni Fidanza.

    Ne nasce un jazz da camera intimo, dove ogni elemento trova il proprio spazio e l’improvvisazione si integra con naturalezza nel racconto musicale. Il trio costruisce un equilibrio sonoro delicato ma ricco di sfumature, capace di restituire ogni brano con una nuova profondità emotiva.

    I brani: tra amore, memoria e distanza emotiva

    In “Chansons” ogni traccia rappresenta una diversa sfumatura dell’esperienza sentimentale.

    Si apre con “La chanson des vieux amants”, racconto di un amore maturo e resistente, segnato dal tempo ma ancora vivo.

    Con “Indifférence”, unico brano senza testo ma non privo di voce, prende forma una vera prova di virtuosismo del trio: la voce di Alessia Martegiani si muove con precisione estrema in uno scat complesso e veloce, dialogando con fisarmonica e pianoforte in un intreccio tecnico ed espressivo di grande difficoltà, che mette alla prova tutti e tre gli interpreti.

    “La vie en rose” restituisce invece la dimensione dell’amore idealizzato, impreziosita dal sax di Fabrizio Mandolini, ospite del progetto, che aggiunge un timbro caldo e avvolgente.

    Con “Une belle histoire” emerge una narrazione cinematografica, fatta di incontri fugaci ma intensi, mentre “Et maintenant” chiude il percorso con una riflessione esistenziale, costruita su un crescendo emotivo misurato e profondo.

    In un’epoca dominata dal singolo, “Chansons” sceglie la strada opposta: un racconto breve ma coerente, capace di mantenere alta l’attenzione senza disperdere il messaggio. Nel jazz, più che altrove, “il progetto conta quanto il singolo brano” — e questo lavoro ne è la dimostrazione.

    “Chansons” sarà in radio e su tutte le piattaforme digitali dal 22 aprile 2026.

    Con questo lavoro, il trio formato da Renzo Ruggieri, Alessia Martegiani e Toni Fidanza firma un progetto di grande eleganza e maturità, restituendo centralità alla fisarmonica nel linguaggio jazz contemporaneo.


    Segui gli artisti

    Renzo Ruggieri

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    Alessia Martegiani

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    Toni Fidanza

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  • Valerio Marino – Under My Skin (A Frank Sinatra Songbook) Da venerdì 17 aprile 2026, disponibile questo disco in copia fisica e in formato digitale


    Consegnato alle stampe dall’etichetta indipendente Wow Records, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico da venerdì 17 aprileUnder My Skin (A Frank Sinatra Songbook) è il nuovo album del sopraffino cantante jazz Valerio Marino, affiancato in questo lavoro da un brillante quartetto composto da Francesco Angeli (flauto e sax), Massimo Pucciarini (pianoforte), Marco Marino (contrabbasso) e Alberto Argirò (batteria).
    I brani presenti nel CD sono undici: Come Fly with Me (Jimmy Van Heusen – Sammy Cahn), Fly Me to The Moon (Bart Howard), The Lady Is a Tramp (Richard Rodgers – Lorenz Hart, adattamento del testo di Valerio Marino), Bewitched, Bothered and Bewildered (Richard Rodgers – Lorenz Hart), I’ve Got You Under My Skin (Cole Porter), Night and Day (Cole Porter), All The Way (Jimmy Van Heusen – Sammy Cahn), You Make Me Feel So Young (Joseph Myrow – Mack Gordon), I Get a Kick Out of You (Cole Porter), One For My Baby (Harold Arlen – Johnny Mercer) e The Best is Yet to Come (Cy Coleman – Carolyn Leigh).
    “Under My Skin – A Frank Sinatra Songbook” è un chiarissimo e amorevole tributo a uno fra i più grandi crooner della storia: Frank Sinatra. Valerio Marino, attraverso questa nuova creatura discografica, (ri)legge undici pagine di straordinaria importanza appartenenti al Songbook di Sinatra, concependo questa rilettura per quintetto, cercando di valorizzarne al massimo gli aspetti legati alla composizione e all’espressività. Il tutto impreziosito da due caratteristiche fondamentali: l’intensità e l’autenticità dell’interpretazione vocale.
    Valerio Marino descrive così i tratti distintivi del suo disco: «Fin dal titolo scelto, un omaggio esplicito a una delle più note signature songs di Sinatra, questo album è una dichiarazione d’amore per un universo musicale che, grazie a mio padre, ho incontrato nella mia prima adolescenza e che ha alimentato negli anni la mia passione per la musica. Melodie, racconti, arrangiamenti, immagini, grafica e perfino le note di copertina dei dischi di Sinatra: tutto questo ha esercitato fin da subito una grande attrazione e ha nutrito la mia curiosità.
    Dopo l’esperienza nella musica pop, ho voluto ripartire proprio da quell’artista che, forse prima di tutti gli altri, penso anche a Ella FitzgeraldNat King Cole e Miles Davis, ha esplorato il confine tra jazz e pop, indicando la direzione in cui anche io, nella mia dimensione, sento di poter dire qualcosa di personale.
    Mi piace riportare una frase che il produttore, Marco Marino, ha scritto per le note di copertina: «Questo album è un tributo professionale all’arte di The Voice (soprannome di Frank Sinatra, ndr), ma prima ancora è un gesto d’affetto verso la nostra storia musicale. È la prova che la grande musica non invecchia: si fa semplicemente più intima».
  • Riecco il Jazz Mood Day, il festival diffuso che propone in tutta Italia lezioni-concerto,  laboratori corali, jam session, documentari e molto altro


    In tutto il mondo il 30 aprile si festeggia l’International Jazz Day. In Italia, in aprile e in maggio, è in programma una manifestazione capillare che si pone l’obiettivo di far conoscere, con una serie di iniziative e di eventi, il jazz e le sue pratiche soprattutto nel mondo della scuola con un approccio multidisciplinare, esperienziale e inclusivo

    MILANO – Lezioni-concerto, jam session, incontri, workshop, eventi nelle scuole ma non solo: torna anche quest’anno il Jazz Mood Day, il festival diffuso – con una forte vocazione didattica e divulgativa – che nei mesi di aprile e maggio promuove, in tutta Italia, le buone pratiche legate al jazz e all’improvvisazione. Tutto è nato sei anni fa da un’idea di Claudio Angeleri, jazzista, didatta, presidente del CDpM, il Centro Didattico Produzione Musica di Bergamo, e dell’ANSJ, l’Associazione nazionale scuole jazz e musiche audiotattili, e da Angelo Bardini, direttore artistico del Piacenza Jazz Club e del Piacenza Jazz Fest: partita dalle realtà di Bergamo e Piacenza, nel corso degli anni la manifestazione si è estesa rapidamente, grazie all’impegno delle scuole di musica del terzo settore riunite nell’ANSJ, alla collaborazione con la rete nazionale di 63 scuole pubbliche Jazz Mood Schools e con il circuito delle biblioteche scolastiche Bibloh!, al patrocinio della Federazione Il Jazz Italiano e al sostegno di diverse amministrazioni locali, e oggi coinvolge undici regioni italiane: Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Campania, Calabria e Sicilia.

    Nato su “impulso” dell’International Jazz Day, la giornata (quella del 30 aprile) in cui in tutto il mondo si celebra il jazz come patrimonio immateriale dell’umanità, in quanto arte capace di promuovere la pace, il dialogo tra le culture, la libertà di espressione e il rispetto dei diritti umani, il Jazz Mood Day è quindi andato oltre questa importante ricorrenza, affermandosi e consolidandosi come un momento prezioso per il jazz italiano, per i suoi protagonisti (musicisti, docenti, organizzatori ma non solo) e, più in generale, per la didattica musicale. Accanto a un ricco palinsesto di iniziative (laboratori corali e di body percussion, lezioni-concerto e percorsi dedicati all’improvvisazione), gli oltre 6.000 studenti coinvolti vengono, infatti, avvicinati al jazz sulla base di solidi criteri pedagogici, sostenuti dal supporto scientifico del paradigma audiotattile, che intreccia la musica con il mondo delle fiabe (curate da Roberto Piumini, Claudio Comini e Giovanni Guerretti), con l’universo dei cartoon (sviluppato da Claudio Angeleri, Gabriele Comeglio e Paola Milzani), dell’animazione, della corporeità e del fare squadra in contesti orchestrali. Sono previsti inoltre percorsi che integrano movimento, illustrazione e videoproiezione (con il contributo di Mauro Mozzani, Gianni Satta e Loris Leo Lari). Un approccio, dunque, che favorisce un apprendimento esperienziale inclusivo, capace di connettere immaginazione, percezione e azione, rendendo il jazz accessibile e significativo già a partire dalla scuola dell’infanzia e primaria fino ai licei.

    Nei mesi di aprile e maggio sono, inoltre, previsti i concerti delle orchestre scolastiche – tra cui L’Orchestra Jazz Che Vorrei de L’Aquila – impegnate in arrangiamenti originali curati dai docenti, con il supporto di insegnanti e musicisti delle scuole di musica che spesso si uniscono agli ensemble in qualità di solisti e arrangiatori. Tra questi ultimi figurano alcuni tra i più noti jazzisti italiani come Emanuele Parrini, Walter Donatiello, Diego Borotti, Monica Fabbrini, Francesco Scaramuzzino, Tiziano Tononi, Guido Bombardieri, Margherita Carbonell, Emiliano Vernizzi, Claudio Vignali, Ruben Bellavia, Andrea Rubini, Michele Calgaro, Ettore Martin e molti altri. Non mancano, infine, iniziative ed eventi mirati a valorizzare i talenti del jazz italiano: nel fitto calendario di appuntamenti del festival Jazz Mood Day spiccano il concerto di giovedì 30 aprile in programma all’auditorium Modernissimo di Nembro (Bg) con la presenza di ben 106 musicisti, le jam session del Piacenza Jazz Festival, i workshop al Conservatorio Giuseppe Nicolini, il ricco programma del festival emiliano con artisti di primo piano della scena nazionale e internazionale (sabato 18 aprile si esibirà il duo composto dal chitarrista  Paolo Angeli e dal violoncellista Redi Hasa) e l’esibizione dei vincitori (il chitarrista Carlo Alberto Proto tra i solisti e Irene Marcozzi tra i cantanti) del Concorso Chicco Bettinardi 2025 venerdì 24 aprile al Milestone Live Club di Piacenza. Sempre nella giornata del 24 aprile, l’IC Arcene di Lurano (Bg) ospiterà il CDpM Tentet, una masterclass a cura di Gianluigi Trovesi e Claudio Angeleri, mentre il 29 aprile è in programma una lezione-concerto all’IC Leonardo da Vinci di Mestre. Non solo: il sassofonista Andrea Polinelli presenterà lunedì 27 aprile al CDpM  di Curno (Bg) il docufilm La cantina, altri appunti sul jazz, di cui ha curato la regia e la colonna sonora: un affresco su come è nato e si è sviluppato il jazz a Bologna, contribuendo all’evoluzione del mondo musicale italiano nella seconda metà del ‘900. Nel documentario spiccano le testimonianze di Pupi Avati, Giorgio Alberti, Franco D’Andrea, Lucio Dalla, Claudio Fasoli, Piero Odorici e Amedeo Tommasi. Alla fine della proiezione è in programma il concerto del quartetto di Andrea Polinelli.

    Afferma Angelo Bardini, direttore artistico del Piacenza Jazz Club e del Piacenza Jazz Fest«Crediamo da sempre nell’importanza della formazione dei giovani e della didattica musicale e non è un caso che una parte significativa del budget del Piacenza Jazz Fest sia destinato alle iniziative rivolte alle scuole pubbliche della rete Jazz Mood Schools». Gli fa  eco Claudio Angeleri, presidente del CDpM, il Centro Didattico Produzione Musica di Bergamo, e dell’ANSJ, Associazione nazionale scuole jazz e musiche audiotattili: «Il Jazz Mood Day prende vita anche quest’anno grazie a un lavoro che viene da lontano e che mette in relazione scuole di musica, associazioni, biblioteche, istituti pubblici – dall’infanzia fino ai Conservatori – insegnanti e musicisti straordinari e un’enorme passione per la musica. Mi piace sottolineare, inoltre, che questa manifestazione contribuisce a formare nuovo pubblico, nuovi musicisti e nuova musica, il tutto nel segno dell’improvvisazione. Non è poco in un Paese smemorato nei confronti del merito come l’Italia».

    On line: www.ansj.it 

  • Raffaella Foresta torna con un romance intenso: “Quando cadono le maschere”

    Ama definirsi un’autrice di emozioni e proprio in questa veste Raffaella Foresta si riaffaccia sul panorama editoriale con il suo nuovo libro “Quando cadono le maschere”, in uscita il 31 marzo in esclusiva su Amazon e Kindle Unlimited. Un romance intriso di tensione emotiva, segreti, desiderio e scelte che cambiano il destino.

    Ana Beltrán ha tutto ciò che il mondo desidera. Ricchezza. Potere. Un cognome che apre ogni porta.

    Ma dietro la perfezione che mostra al mondo si nasconde una donna che ha imparato presto una cosa:

    le persone non amano chi sei davvero. Amano la maschera che indossi.

    Quando una serie di minacce sconvolge la sua vita, Ana è costretta ad accettare qualcosa che non ha mai voluto: una guardia del corpo.

    Lucas Ortega. Freddo. Controllato. Pericolosamente bravo nel suo lavoro. Un uomo che vive di regole, distanza e disciplina.

    Proteggerla è il suo incarico. Avvicinarsi a lei è l’unica cosa che non dovrebbe fare.

    Tra sguardi che durano troppo a lungo, segreti che vengono alla luce e un pericolo che si stringe sempre di più intorno a loro, la linea tra protezione e desiderio diventa sempre più sottile.

    Perché alcune verità fanno paura. E quando cadono le maschere… non resta più nulla dietro cui nascondersi.

    “Ho scritto Quando cadono le maschere perché sentivo il bisogno di raccontare cosa succede quando smettiamo di proteggerci dietro ciò che mostriamo al mondo – ha dichiarato l’autrice.

    Viviamo tutti indossando delle maschere: per apparire forti, per non deludere, per non farci ferire.

    Ana è questo. È il controllo, la perfezione, l’apparenza. Ma sotto quella maschera c’è una donna che ha paura, che si sente sola, che ha imparato a non fidarsi.

    E poi arriva Lucas. Lui non le chiede di essere perfetta. Le chiede di essere vera.

    Queste pagine sono nate perché credo profondamente che l’amore più potente non sia quello che ci salva, ma quello che ci mette a nudo. Quello che ci costringe a guardarci davvero. Quello che ci fa crollare… per poi ricostruirci. Non c’è nulla di più coraggioso che lasciarsi vedere per ciò che si è, senza difese“.

    In queste pagine il pericolo avvicina due anime opposte, i sentimenti nascono quando meno dovrebbero e l’amore arriva proprio nel momento in cui tutto sembra perduto. Ne nasce un romance intenso e coinvolgente, capace di ricordarci come, anche nelle situazioni più difficili, il cuore sappia sempre trovare la sua strada.

    DATI TECNICI

    Autore: Raffaella Foresta

    Titolo: Quando cadono le maschere

    Uscita: 31 marzo 2026 in esclusiva su Amazon e Kindle Unlimited

    Costo: 3.99 e-book; 16.99 copertina flessibile; 21.99 copertina rigida

    Numero pagine: 370

    Progetto grafico a cura di: NZGraphics

    Editing a cura di: Francesca Angilletta

    BIOGRAFIA

    Nata in Calabria e romana d’adozione, Raffaella Foresta vive la sua vita tra l’Italia e la Spagna, lasciandosi ispirare dai luoghi e dalle storie che incontra.

    La passione per la scrittura la accompagna da sempre: a soli dieci anni si classifica seconda in un concorso letterario promosso dalla Regione Calabria, e durante il liceo il suo talento viene riconosciuto nella manifestazione letteraria del Liceo Classico Amedeo di Savoia di Tivoli. La sua opera teatrale Quel muro in penombra, scritta a quattro mani, viene selezionata e recensita da Vincenzo Cerami, entrando in una prestigiosa pubblicazione.

    Nonostante gli studi in Sociologia presso La Sapienza di Roma, il destino la porta su un altro percorso professionale, che scopre e abbraccia con la stessa passione della scrittura. Creativa a 360°, ama dare forma alla bellezza con le mani, creando fiori da qualsiasi materiale e intrecciando perline in piccoli gioielli unici.

    Ama gli animali, viaggiare e trovare sempre un motivo per sorridere. Nei suoi romanzi racconta di emozioni intense, sentimenti autentici e storie che sanno toccare il cuore, perché crede che l’amore, nelle sue infinite sfumature, sia il filo che tiene uniti i destini.

    Altre pubblicazioni: El Hilo che ci lega, El Hilo senza fine.

    www.raffaellaforesta.com   IG raffaella_foresta  FB raffaella foresta  Tik Tok raffaella_foresta

  • “Il rito del jazz”: dal 5 al 26 maggio quattro appuntamenti alla Cascina Cuccagna di Milano

     
    Sul palco del Cuccagna Jazz Club spazio al gruppo di Raffaele Garramone, al quartetto di Raffaele Fiengo, al Macade Trio e a Happy Birthday Miles, concerto-omaggio al grande Miles Davis nel centenario della nascita 

    MILANO – Settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno, Il rito del jazz, la rassegna organizzata alla Cascina Cuccagna di Milano dall’associazione culturale Musicamorfosi, un posto a Milano e Cascina Cuccagna con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano e in collaborazione con Nuovo Imaie, propone appuntamenti di qualità con la musica dal vivo, con un’attenzione particolare ai nuovi talenti della scena italiana. Come sempre, la formula è quella collaudata e apprezzata dal pubblico: doppio set all’ora dell’aperitivo e dopocena (cioè alle 19.30 e alle 21.30) con ingresso libero (prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it).
    Il primo concerto del mese è in programma martedì 5 maggio, quando sul palco del Cuccagna Jazz Club si esibirà il Raffaele Garramone Trio. Pianista versatile, a suo agio anche in altri ambiti come il pop, il funk e il R’n’B, classe 2001, Garramone guida una formazione completata da Giovanni Pagliara alla batteria e Christian Scaffidi al basso elettrico che reinterpreta il jazz con eleganza e complicità musicale. Ispirato all’estetismo lirico di Bill Evans e al groove di Red Garland, il trio crea atmosfere intime e coinvolgenti. In scaletta anche alcune composizioni originali.
    La settimana successiva, martedì 12 maggio, riflettori puntati sul Raffaele Fiengo Quartet. Vincitore come solista del concorso Palco Aperto JAZZMI (nel 2018) riservato ai nuovi talenti e del Premio Nazionale delle Arti (nel 2021), il sassofonista Raffaele Fiengo si è messo in luce anche nel corso della rassegna Prodjgi organizzata da Musicamorfosi, inaugurandola prima dell’esibizione del trio del pianista americano Ethan Iverson. Alla Cascina Cuccagna presenterà Recall, il suo recente esordio discografico, realizzato con Max Cameroni al pianoforte, Enrico Palmieri al contrabbasso e Antonio Marmora alla batteria. L’album nasce dalla volontà del leader di conciliare mondi solo in apparenza lontani: nella sua musica si incontrano, infatti, elementi del jazz newyorkese contemporaneo, il Novecento europeo, con richiami a compositori come Bartók, Honegger e Rautavaara ed influenze dalla musica minimalista. Il risultato è un viaggio sonoro dinamico e ricco di sfumature, dove tradizione, innovazione, struttura e libertà si incontrano in un progetto originale, di grande compattezza ed energia. Il concerto è realizzato con il sostegno di Nuovo Imaie.
    Martedì 19 maggio sarà la volta del Macade Trio, formazione che unisce tre giovani musicisti dal retaggio classico che successivamente si sono dedicati allo studio del jazz per esternare al meglio la propria espressività: Matteo Maranzana (pianoforte), Margherita Carbonell (contrabbasso) e Daniele Delfino (batteria). I tre, che si sono conosciuti tra le aule dei Corsi Civici di Jazz di Milano, propongono composizioni originali che rispecchiano l’estetica del jazz moderno, ponendo uno sguardo anche verso sonorità più classicheggianti. Il gruppo ha creato uno spettro di timbri che spazia da delicati sussurri a fragorosi crescendo, tessendo così un arazzo sonoro intricato e coinvolgente allo stesso tempo. Nell’album d’esordio del trio, intitolato Dialoghi e alla cui realizzazione hanno collaborato il sassofonista Claudio Fasoli, il trombettista Marco Mariani e la vocalist Marta Frigo, la tradizione jazzistica si intreccia con la raffinatezza della musica classica.
    L’ultimo appuntamento del mese, martedì 26 maggio, è Happy Birthday Miles: nel centenario della nascita del grande trombettista americano Miles Davis (avvenuta il 26 maggio 1926), Michele Zanasi (chitarra), Federico Valdemarca (contrabbasso) e Paolo Inserra (batteria), esploreranno l’universo creativo del suo secondo quintetto, uno dei momenti più rivoluzionari della storia del jazz. Il gruppo proporrà una rilettura attuale di quel repertorio: brani leggendari degli anni Sessanta che diventano terreno di dialogo, libertà e ascolto reciproco. Il trio costruisce un suono essenziale ma dinamico, dove la tradizione incontra una sensibilità moderna. Un omaggio rispettoso, ma soprattutto vivo.

    CUCCAGNA JAZZ CLUB – IL RITO DEL JAZZ
    Un posto a Milano, Cascina Cuccagna, via Cuccagna 2/4, Milano.
    Ingresso libero. Informazioni e prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it

    I CONCERTI DI MAGGIO 2026
    Martedì 5 maggio, ore 19.30 e 21.30
    RAFFAELE GARRAMONE TRIO
    Raffaele Garramone, pianoforte
    Giovanni Pagliara, batteria
    Christian Scaffidi, basso elettrico

    Martedì 12 maggio, ore 19.30 e 21.30
    RAFFAELE FIENGO QUARTET
    Raffaele Fiengo, sax
    Max Cameroni, pianoforte
    Enrico Palmieri, contrabbasso
    Antonio Marmora, batteria

    Martedì 19 maggio, ore 19.30 e 21.30
    MACADE TRIO
    Matteo Maranzana, pianoforte
    Margherita Carbonell, contrabbasso
    Daniele Delfino, batteria

    Martedì 26 maggio, ore 19.30 e 21.30
    HAPPY BIRTHDAY MILES
    Paolo Inserra, batteria
    Michele Zanasi, chitarra
    Federico Valdemarca, contrabbasso
  • GBIM JAZZ Experience: atmosfere ambient e sonorità elettroacustiche  con il trio Anodic Breath in scena giovedì 7 maggio a Milano

     
    Musica, design e cultura d’impresa si intrecciano nel nuovo format organizzato da Gruppobea e Imola Ceramica: i protagonisti del terzo appuntamento sono Vijaya (pianoforte e voce), Ludovico Elia (tromba, effetti) e Myra (sound design, elettronica)

    MILANO – È in programma giovedì 7 maggio, a Milano, il terzo evento del format GBIM JAZZ Experience, il concept ideato e promosso da Gruppobea e Imola Ceramica nel quale il mondo del design e della musica jazz si fondono, dando vita ad un evento culturale che intende investigare nuove architetture sensoriali all’insegna della creatività. Il tutto intrecciando architettura, suoni contemporanei e cultura d’impresa. L’iniziativa è nata dall’incontro tra la solidità della sinergia commerciale tra Imola Ceramica e Gruppobea e la visione artistica di Antonio Ribatti, instancabile tessitore di relazioni culturali e artefice di stagioni musicali di rilievo nazionale (tra cui l’AHUM Milano Jazz Festival).

    Come i primi due, anche il terzo appuntamento della rassegna GBIM JAZZ Experience sarà ospitato da Pro.Space, lo spazio di Imola Ceramica dedicato ai professionisti del design, dell’architettura e dell’edilizia: nello showroom di via Voghera 6 (zona Porta Genova) si esibirà il trio Anodic Breath (Vijaya, pianoforte e voce; Ludovico Elia, tromba, effetti; Myra: sound design, elettronica), il cui sound è un mix di sonorità elettroniche e ambient. Il concerto inizierà alle ore 19: l’ingresso è libero, ma per partecipare occorre prenotarsi inviando una email a direzione@ahumjazzfestival.com (posti limitati, i più veloci riceveranno conferma sempre via email).

    Come detto, Anodic Breath è un trio elettroacustico ambient. La tromba di Ludovico Elia attinge a una matrice classica, lavorando su dinamiche e timbro; Vijaya Trentin costruisce campi armonici e organizza lo spazio sonoro tra evocazioni jazz e reminiscenze cinematografiche; Myra innesta texture elettroniche ed elaborazioni digitali. Muovendosi tra composizione e improvvisazione, il gruppo sviluppa paesaggi sonori lenti e immersivi, pensati per un ascolto profondo e attento.

    Vijaya è pianista, cantante e compositrice. La sua ricerca attraversa il jazz, la scrittura cantautorale e il pop contemporaneo. Nel 2023 pubblica Chrysalis, il suo primo album in trio jazz, e presenta al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano un omaggio a Chick Corea (Children’s Song). Dal 2024 porta la sua musica in rassegne e contesti di rilievo, tra cui la Casa del Jazz di Roma e la manifestazione Piano City Palermo. È attualmente impegnata nella promozione del nuovo album indie-pop Acqva e nello sviluppo del progetto strumentale Del mare.

    Ludovico Elia è architetto e musicista formato in Conservatorio, specializzato in tromba rinascimentale e barocca. Collabora stabilmente con istituzioni di rilievo nel panorama della musica antica. La sua identità artistica si definisce nella sinergia tra spazio fisico e spazio sonoro. Negli ultimi anni la sua ricerca si è estesa al jazz e alla musica elettronica, dando vita a progetti ibridi e contemporanei.

    Myra è DJ e performer. Il suo sound nasce dalla raccolta di suoni e memorie, trasformati in narrazioni che prendono vita sul dancefloor. Texture acid, echi disco, flussi progressive e accenti rock si fondono in percorsi ibridi, liberi da confini di genere. I suoi DJ set sono modellati dallo spazio e dal contesto, in un dialogo costante tra presenza, suono e pubblico.

    GBIM JAZZ Experience si concluderà giovedì 16 luglio presso la sede del Gruppobea di via Toffetti, sempre a Milano, con l’esibizione della formazione vincitrice della prima edizione della rassegna. Il gruppo vincitore sarà scelto da una giuria composta da esperti del settore dell’architettura e del design, tra cui Laura Galloni, docente del Politecnico di Milano. Oltre a eseguire i brani dal proprio repertorio, le formazioni selezionate sono state invitate a presentare una composizione inedita, appositamente ideata e dedicata ad una collezione di Imola Ceramica. Tutti i partecipanti saranno premiati con registrazioni che entreranno a far parte di una compilation digitale disponibile su Spotify e YouTube.

    Da segnalare, infine, che GBIM JAZZ Experience vede la collaborazione di Delabeat, producer e pianista jazz italo-francese attivo tra Milano e Parigi e distribuito da JE Entertainment. Delabeat realizzerà una reinterpretazione in chiave urban, acid jazz e house della composizione inedita della band vincitrice dedicata alla collezione Imola.

     
    GBIM JAZZ EXPERIENCE – PRIMA EDIZIONE
    Milano, dal 12 marzo al 16 luglio 2026

    Giovedì 12 marzo 2026, ore 19:00
    DJANGOBOP VIBES – Bebop e swing manouche
    Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra), Jimmy Straniero (contrabbasso).

    Giovedì 9 aprile 2026, ore 19:00
    MARTHA J. & CHEBAT – Folk e jazz song
    Martha J. (voce), Francesco Chebat (fender rhodes).

    Giovedì 7 maggio 2026, ore 19:00
    ANODIC BREATH – Jazz elettroacustico ambient
    Vijaya Trentin (piano, voce), Ludovico Elia (tromba, effetti), Myra (sound design, elettronica).

    Giovedì 16 luglio 2026, ore 20:00
     
    FINALE E PREMIAZIONE

  • Swing, canzone francese e nuovi progetti: ripartono giovedì 23 aprile dal MaMu di Milano i live della vocalist Elena Andreoli 

    Dopo la fortunata tournée giapponese, la cantante e autrice jazz Elena Andreoli torna a calcare i palchi lombardi tra Milano, Merate e Buccinasco. 

    Tra le novità 

    il progetto “La vie en rose” dedicato a Edith Piaf, la più grande cantautrice d’Oltralpe  

     
     MILANO – Il viaggio musicale della vocalist e autrice jazz Elena Andreoli non si ferma: dopo il successo della recentissima tournée in Giappone (con tre concerti sold-out fatti registrare a inizio aprile a Yokohama, Tokyo e Osaka), l’artista milanese torna sui palchi italiani con una serie di appuntamenti che intrecciano jazz, swing, e chanson française.

    Il primo dei prossimi live è in programma giovedì 23 aprile al MaMu, il Magazzino Musica di Milano (ore 20.30, ingresso a offerta libera; via Soave 3, zona Porta Romana): in questa occasione, Elena Andreoli e il clarinettista Paolo Tomelleri, tra i più noti esponenti del jazz italiano, presenteranno l’album Beautiful Love, un’immersione nella Golden Era dello swing, con un omaggio a brani intramontabili in cui il repertorio delle Big Band respira di nuova vita, avvalendosi dell’energia e dell’interplay di musicisti talentuosi e affiatati come Stefano Pennini (pianoforte), Davide Parisi (chitarra e ukulele), Raffaele Romano (contrabbasso) e Alberto Traverso (batteria) .
     Elena Andreoli presenta così il suo progetto discografico: «Beautiful Love non è un omaggio al passato, ma il manifesto di un jazz contemporaneo, fresco e potente. Nella scelta dei brani che compongono il mio album d’esordio e che propongo nei live ho privilegiato gli standard meno conosciuti e meno sfruttati, dando particolare importanza alle parole delle canzoni. Il dialogo con Paolo Tomelleri si compone di due lingue diverse ma complementari: le parole e le note»
    Al MaMu, per la prima volta, verranno presentati (e venduti) al pubblico italiano i vinili fiammati in edizione limitata di Beautiful Love: si tratta di pezzi unici, realizzati appositamente per il mercato giapponese, vere gemme grafiche destinate ai rare-grooves hunters e agli appassionati di rarità.
    Tre giorni dopo, domenica 26 aprile, il quartetto di Elena Andreoli (con Stefano Pennini al pianoforte, Raffaele Romano al contrabbasso e Alberto Traverso alla batteria) sarà di scena al Brut di Merate (Lc) in occasione del BrutLand Festival: in scaletta brani noti e meno noti dello Swing americano e di quello italiano e alcuni evergreen della canzone italiana, tra cui Conosci mio cugina e Volare. L’appuntamento è in via Natale Basilico 1 alle ore 18.45 (ingresso 10 euro).
    Subito dopo, Elena volerà a Parigi per sviluppare nuovi progetti Oltralpe, ampliando così il respiro europeo della sua ricerca musicale: «Il lavoro che sto portando avanti nella capitale francese nasce da un interesse per la chanson française come spazio di incontro con il jazz. Non è un’operazione di repertorio, ma un modo per lavorare sul suono, sul tempo e sulla lingua francese in una dimensione condivisa».
    Dalla Francia di nuovo tappa a Milano: sabato 9 maggio l’Après-Coup (via della Braida 1, zona Porta Romana) sarà la cornice del debutto di La vie en rose in cui Andreoli presenta una formazione inedita: un trio che la vede affiancata da Tazio Forte alla fisarmonica e Andrea Aloisi al violino. Il repertorio spazierà dai grandi classici dello swing alla chanson française (con un’attenzione particolare a Edith Piaf, la più grande cantautrice transalpina di tutti i tempi) per un concerto ricco di passione, dove la voce di Andreoli, calda e sensuale, troverà il suo naturale luogo d’elezione (inizio live ore 21, ingresso libero).
    Infine, giovedì 14 maggio Elena Andreoli Sextet & Paolo Tomelleri si esibiranno al Bonaventura Music Club di Buccinasco (Mi), locale di riferimento per gli appassionati di jazz: i musicisti della band torneranno a sprigionare quell’elettricità che ha reso il loro sodalizio così speciale e che ha dato vita al fortunato progetto Beautiful Love. Come ha sottolineato di recente il critico musicale Raffaello Carabini, Andreoli e Tomelleri «tornano ai brani del periodo dello swing, più o meno il primo quarto del XX secolo, per rimetterli in circolo con passo leggero, quasi senza pretese se non quella di valorizzare la vocalità sinuosa di lei. Scelta che permette di arrivare più a fondo nel cuore di quel sound, senza la sterile pretesa di reinventare, bensì con una naturalezza che è una scelta di campo: pochi virtuosismi, niente sovrastrutture, un filo elegante di modernità. Andreoli canta come chi conosce il peso delle parole e ricorda certe interpreti dei sixties, mentre a Tomelleri basta un attacco di clarinetto per farci capire la sua ricca identità. Gli accompagnatori – Stefano Pennini al piano, Davide Parisi alla chitarra, Raffaele Romano al contrabbasso e Alberto Traverso alla batteria – costruiscono un terreno morbido su cui voce e clarinetto possono dialogare come due attori che si conoscono da sempre». Anche al Bonaventura Music Club saranno disponibili i vinili dell’album Beautiful Love.
  • IANEZ “Cattivi Praticanti” dal 17 Aprile l’album che mette a nudo le crepe del presente

    In uscita su tutte le piattaforme digitali, il primo lavoro in studio del cantautore accompagnato dal videoclip della title track, ideato e realizzato dallo stesso artista.

    Il 17 aprile esce “Cattivi Praticanti”, il primo album del cantautore abruzzese Ianez. Un disco che si configura come una mappa delle fratture sociali, politiche ed emotive del presente, osservate con uno sguardo lucido e disincantato. In contemporanea è disponibile anche il videoclip della title track che racconta il cortocircuito tra lavoro, identità e consumo.

    Prodotto e masterizzato da Satellite Rec di Fabio Tumini, il progetto si muove in un territorio ibrido dove cantautorato, elettronica, rock e spoken word convivono in equilibrio. La tracklist include i singoli pubblicati negli ultimi anni, qui ripensati e rimasterizzati, insieme all’inedito che dà il titolo al disco.

    “Cattivi Praticanti” attraversa le contraddizioni del dibattito contemporaneo, mettendo a fuoco l’ipocrisia diffusa e la superficialità del moralismo. Brani più diretti, che colpiscono l’opinionismo compulsivo e la ritualità dei social, si alternano a momenti più intimi come “Minerva” e “L’addio”, dove la tensione lascia spazio a una malinconia lucida e a una riflessione sulle dipendenze affettive.

    La title track immagina un punto di rottura: quello in cui i ‘randagi’ smettono di essere definiti ‘risorse’ e prendono coscienza della propria condizione. Il videoclip, firmato dallo stesso Ianez, utilizza un’animazione volutamente artificiale per trasformare i corpi in simboli intercambiabili, restituendo il rumore di fondo di un sistema ormai interiorizzato.