PIACENZA – Il concerto del gruppo guidato dal trombettista Avishai Cohen, previsto sabato 7 marzo nell’ambito del Piacenza Jazz Fest, è stato annullato per cause legate alle attuali difficoltà nei collegamenti aerei da e per il Medio Oriente, indipendenti dall’artista e dall’organizzazione del festival. In segno di vicinanza al musicista israeliano, impossibilitato a raggiungere l’Italia, il sestetto della vocalist Elena Andreoli e del clarinettista Paolo Tomelleri ha dato la propria immediata disponibilità a salire sul palco del Milestone Live Club di Piacenza, permettendo così al pubblico di non rinunciare a una serata di grande jazz dal vivo. Con Elena Andreoli e Paolo Tomelleri si esibiranno Stefano Pennini al pianoforte, Carlo Bavetta al contrabbasso, Davide Parisi alla chitarra e all’ukulele e Alberto Traverso alla batteria e ai cori. Tutto giocato sul dialogo tra voce e clarinetto, all’insegna dello swing, dell’eleganza e dell’interplay, il live inizierà alle ore 21.15 (via E. Parmense 27, ingresso 12-15 euro, biglietti in vendita la sera stessa a partire dalle ore 20.30).
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Piacenza Jazz Fest: un’esplosione di energia e swing con il sestetto di Elena Andreoli e Paolo Tomelleri sabato 7 marzo al Milestone Live Club
PIACENZA – Il concerto del gruppo guidato dal trombettista Avishai Cohen, previsto sabato 7 marzo nell’ambito del Piacenza Jazz Fest, è stato annullato per cause legate alle attuali difficoltà nei collegamenti aerei da e per il Medio Oriente, indipendenti dall’artista e dall’organizzazione del festival. In segno di vicinanza al musicista israeliano, impossibilitato a raggiungere l’Italia, il sestetto della vocalist Elena Andreoli e del clarinettista Paolo Tomelleri ha dato la propria immediata disponibilità a salire sul palco del Milestone Live Club di Piacenza, permettendo così al pubblico di non rinunciare a una serata di grande jazz dal vivo. Con Elena Andreoli e Paolo Tomelleri si esibiranno Stefano Pennini al pianoforte, Carlo Bavetta al contrabbasso, Davide Parisi alla chitarra e all’ukulele e Alberto Traverso alla batteria e ai cori. Tutto giocato sul dialogo tra voce e clarinetto, all’insegna dello swing, dell’eleganza e dell’interplay, il live inizierà alle ore 21.15 (via E. Parmense 27, ingresso 12-15 euro, biglietti in vendita la sera stessa a partire dalle ore 20.30).A Piacenza, il sestetto proporrà alcuni brani tratti dall’album Beautiful Love di Elena Andreoli e Paolo Tomelleri, presentato con un concerto sold-out al Teatro degli Arcimboldi di Milano durante l’ultima edizione del festival JAZZMI: un percorso nella Golden Era dello swing, con un’attenzione particolare ai brani intramontabili di Duke Ellington e Irving Berlin. Non mancheranno neppure alcuni standard rivisitati con arrangiamenti moderni e brillanti. Il risultato? Il repertorio classico è stato rivestito di nuove geometrie sonore, rendendo i pezzi originali più audaci e dinamici. Spiega Elena Andreoli, autrice jazz e cantante capace di mescolare in modo personale e convincente swing, blues, ragtime, bebop ed early jazz: «Beautiful Love non vuole essere solo un omaggio al passato, ma anche il manifesto di un jazz contemporaneo, fresco e potente. Abbiamo rielaborato il jazz e lo swing degli anni Venti e Trenta con energia e libertà, pur nel rispetto della tradizione. Nella scelta dei brani che compongono il mio album d’esordio e che propongo nei live ho privilegiato gli standard meno conosciuti e meno sfruttati».La collaborazione tra Paolo Tomelleri, figura storica della scena italiana (nel corso della sua carriera ha lavorato con grandi jazzisti internazionali come Clark Terry, Tony Scott, Joe Venuti, Jimmy McPartland, Phil Woods, Bill Coleman, Red Mitchell, Bud Freeman e con grandi nomi della musica leggera italiana come Enzo Jannacci, Ornella Vanoni, Giorgio Gaber, Adriano Celentano e Luigi Tenco) ed Elena Andreoli, che vanta collaborazioni con Giorgio Gaslini, Bruno Martino, Antonio Faraò, Sergio Fanni e Michele Bozza, è sempre più stretta: «La nostra sintonia e la nostra affinità artistica sono sempre più profonde – afferma Elena – È bello confrontarci, studiare insieme nuovi arrangiamenti e riflettere sulla direzione sonora da prendere. Il tutto rimanendo fedeli alla nostra idea di jazz, che vuole essere raffinato, coinvolgente e divertente al tempo stesso».Per quanto riguarda i prossimi impegni, Elena sarà protagonista al festival Dolomiti Ski Jazz, la manifestazione che da trent’anni porta la musica in alta quota, sulle Dolomiti trentine delle valli di Fiemme, Cembra e Fassa. Qui Elena si esibirà con il Trio Manouche in un omaggio al grande Django Reinhardt, insieme ai chitarristi Yann Maréchal e Davide Parisi, lunedì 9 marzo (ore 14) al Rifugio Fuciade, al Passo S. Pellegrino, in Val di Fassa, e martedì 10 (sempre alle ore 14) allo Chalet Caserina, in località Pampeago-Tesero, in Val di Fiemme. Il mese successivo, inoltre, Andreoli volerà in Giappone per la prima tournée internazionale di Beautiful Love. Tre le date in programma: il 7 aprile a Yokohama, l’8 a Tokyo e il 10 a Osaka.Non solo: con il trombonista e compositore Andrea Andreoli, jazzista di grande talento, la vocalist milanese sta lavorando a un album di inediti che vedrà la luce nei prossimi mesi. Proprio con lui e con il batterista Alberto Traverso Elena ha firmato, come autrice, il brano Girl in the Mirror che interpreta nella commedia Stella gemella del regista Luca Lucini (con Margherita Buy e Laura Morante), presto sul grande schermo. Da segnalare, infine, che un altro disco di standard, sempre con Paolo Tomelleri, è in fase di preparazione.Sito di Elena Andreoli: jazz.elena-andreoli.it -

Risuona il quarto movimento della “sinfonia urbana” dei Monza Music Meetings: dal 15 al 29 marzo torna la rassegna con concerti, spettacoli e conversazioni culturali
Con l’organista e compositore francese Thierry Escaich, la performer statunitense Zosha Warpeha, l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano e prestigiosi solisti, oltre a protagonisti del dibattito culturale come Cecilia Balestra, Stefano Jacoviello e Ambra Redaelli, la quarta edizione dei Monza Music Meetings intreccia grandi concerti, conferenze, progetti per l’infanzia e le scuole ed esperienze immersive nei luoghi simbolo della città, dalla Reggia al Duomo. La rassegna, ideata dall’Orchestra Canova con l’Accademia Chigiana di Siena e l’associazione Musicamorfosi, si conferma come uno degli appuntamenti più dinamici della primavera musicale lombardaMONZA – Torna la rassegna Monza Music Meetings con un fitto programma di concerti, spettacoli e incontri che dal 15 al 29 marzo animeranno il capoluogo della Brianza. Progettata e organizzata dall’Orchestra Canova insieme all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e all’associazione culturale Musicamorfosi, in collaborazione con il Comune di Monza, la manifestazione, giunta alla quarta edizione, si rivolge a pubblici differenti per età, competenze e sensibilità, dai bambini agli adulti, dai melomani più smaliziati ai semplici curiosi, con un’offerta di proposte articolate e diversificate.La nuova edizione approfondisce, in particolare, il rapporto tra musica, comunità e trasformazione, esplorando il suono come strumento di relazione, consapevolezza e rigenerazione culturale. Il programma intreccia proposte dedicate all’infanzia e alle scuole, appuntamenti concertistici di rilievo, esperienze immersive e interventi musicali diffusi nello spazio urbano, coinvolgendo luoghi simbolici della città: dalla Reggia al Duomo, dagli istituti culturali alle vie e negozi del centro storico. Dal repertorio antico alla creazione contemporanea, dalla musica sacra alla sperimentazione, i Monza Music Meetings mettono in dialogo tradizione e attualità, artisti affermati e nuove generazioni, promuovendo una visione della musica come pratica viva, capace di interrogare il presente, attivare il territorio e generare nuove forme di ascolto e partecipazione.Il tutto grazie al contributo del Comune di Monza, Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e Regione Lombardia, il supporto di Acinque, BrianzAcque, Banco Desio ed Elli e la collaborazione di una pluralità di partner tra cui l’associazione musicale Rina Sala Gallo di Monza, l’associazione culturale Novaluna, il Sistema Carrobiolo, il Carlo Alberto District e la Cappella Musicale del Duomo di Monza.Nello spirito stesso dell’incontro, motivo propulsore della rassegna, la città di Monza è protagonista della manifestazione nella sua totalità. A partire dal suo Duomo che, lunedì 16 marzo (ore 21, ingresso libero con libera donazione), ospiterà il concerto intitolato Cantus in Memoriam Benjamin Britten con l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano, il baritono Giacomo Nanni, la violista Maria Cecilia Villani e l’oboista Daniele Arzuffi. L’evento è dedicato a quattro grandi compositori come Benjamin Britten (di cui ricorrono i 50 anni dalla morte), John Dowland, Arvo Pärt e Johann Sebastian Bach in un percorso che attraversa quattro secoli, dal Rinascimento inglese al minimalismo contemporaneo fino alla scoperta delle emozioni più intime e profonde della musica strumentale e vocale. Apre Flow my Tears di John Dowland (1596), celebre pavana nella trascrizione per orchestra da camera a cura di Enrico Pagano. Segue Lachrymae, op. 48 di Benjamin Britten (1950), variazioni per viola e archi sul tema di Dowland, ponte tra Rinascimento e modernità, a cui risponde Arvo Pärt con il Cantus in Memoriam Benjamin Britten (1977). Chiude Ich habe genug, BWV 82 di J.S. Bach, cantata per basso, oboe e archi composta nel 1727 ed eseguita in occasione della Festa per la purificazione di Maria: un percorso meditativo sull’immagine della morte e sul significato che questa assume per il credente.Sempre nel Duomo l’evento centrale di questa nuova edizione, a cura dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena: il concerto, in programma mercoledì 25 marzo (ore 21, ingresso libero con offerta libera a favore del progetto Sinfonia territoriale presso la Fondazione della Comunità di Monza e della Brianza), intitolato Notre Dame di Monza. Protagonista sarà il celebre compositore, organista e improvvisatore francese Thierry Escaich, docente di composizione e improvvisazione al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi, organista titolare della Cattedrale di Notre-Dame e figura di riferimento assoluto della scena musicale contemporanea europea. Dal 2025 Escaich è docente del corso estivo di alto perfezionamento in organo dell’Accademia Musicale Chigiana – L’improvvisazione all’organo tra tradizione e creazione – restituendo vita, dopo oltre vent’anni di assenza, a uno storico insegnamento che nel Novecento ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per la scuola organistica internazionale. La sua presenza a Monza si inserisce, dunque, idealmente in un progetto artistico e formativo di ampio respiro, che intreccia alta formazione, creazione contemporanea e valorizzazione del patrimonio organistico europeo. Il concerto si configura come un ponte ideale tra la grande tradizione organistica francese e la storia spirituale e civile custodita dal Duomo di Monza. Se Notre-Dame è simbolo universale di memoria, resilienza e rinascita, il Duomo monzese custodisce la Corona Ferrea, emblema del potere imperiale e della storia europea, con cui fu incoronato anche Napoleone Bonaparte. In questo dialogo tra luoghi-simbolo, l’organo diventa voce di una continuità culturale che attraversa i secoli, mettendo in risonanza Parigi e Monza, la dimensione sacra e quella civile, la tradizione e l’improvvisazione contemporanea. L’appuntamento rappresenta così uno dei momenti più significativi del respiro europeo che caratterizza la progettazione culturale dei Monza Music Meetings. L’indagine su “lo spazio della musica” trova nell’organo – strumento monumentale e comunitario per eccellenza, al tempo stesso arcaico e contemporaneo – una sintesi particolarmente intensa, capace di connettere architettura, storia e creazione sonora. L’iniziativa è sviluppata nell’ambito del progetto Spiritual Music di Musicamorfosi cofinanziato dall’Unione Europea.
Quindi gli appuntamenti al Teatro di Corte della Reggia di Monza, all’interno delle rassegne Musique Royale e Teatrino Piccino. Si parte domenica 15 marzo (ore 11 e 16.30; ingresso 5-8-10 euro), con replica il giorno successivo per le scuole con lo spettacolo Differenzio e Ricicletta, indicata in particolare per i bambini dai sei agli undici anni di età. Tutto può avere una seconda vita, tutti hanno diritto a una seconda opportunità. E così Differenzio e Ricicletta, due nobili decaduti vissuti da sempre nello sfarzo e nello spreco, decidono di viaggiare con il loro cassonetto, trasformato in forziere, per promuovere la cultura del riuso. Attraverso canzoni e giochi a premi i due personaggi incoraggiano a differenziare e riciclare gli scarti delle nostre città con maggiore consapevolezza.Venerdì 20 marzo riflettori puntati sulla compositrice e performer statunitense Zosha Warpeha, in scena al Teatro di Corte della Reggia di Monza (ore 21, ingresso 10-15 euro), i cui lavori sono in bilico tra improvvisazione contemporanea e tradizioni folk. Nella sue composizioni che esplorano le trasformazioni del tempo e della tonalità, Warpeha utilizza strumenti a corda con arco (come l’Hardanger d’amore, strettamente imparentato con il violino norvegese Hardanger) e la propria voce. I suoi progetti più recenti sono influenzati dalle forme cicliche, dall’elasticità ritmica e dal folklore nordico.Sabato 21 marzo, sempre al Teatro di Corte, in occasione dell’International Early Music Day, doppio appuntamento con Happy Bachday! (ore 17.30 e 20, ingresso 10-15 euro), protagonisti i solisti Donatella Gibboni (violino), Tommaso Maria Maggiolini (flauto) e Nicolò Pellizzari (clavicembalo) e l’Orchestra Canova, che eseguiranno concerti per soli e orchestra di J. S. Bach e A. Vivaldi. Il Teatro di Corte offre anche in questa occasione la cornice perfetta per apprezzare l’ingegneria e lo sfarzo della musica barocca. Il giorno prima, venerdì 20 marzo, Happy Bachday! andrà in scena per le scuole (alle ore 10 e alle ore 12).Il Teatro di Corte vedrà infine esibirsi, domenica 22 marzo (ore 11 e 16.30, ingresso 10-15 euro), i chitarristi Giulio Tampalini e Daniele Fabio: Twelve Strings è l’incontro di due vulcanici musicisti che presenteranno un coinvolgente programma tra antico e contemporaneo, tra classica e canzoni popolari. Il concerto è realizzato in collaborazione con La Società dei Concerti di Milano.Sabato 28 marzo, il salotto di Monza – e in particolare le botteghe dei commercianti del Carlo Alberto District – sarà animato da intermezzi musicali diffusi: shopping e cultura andranno a braccetto, nelle vie del centro, per tutta la giornata inaugurando anche un nuovo spazio cittadino di accoglienza, l’Ostello del Carrobiolo. Infine, domenica 29, nell’ultima giornata dei Monza Music Meetings, un accogliente lounge bar e pasticceria nel cuore della città ospiterà la conversazione culturale Note ribelli (ore 11, ingresso libero), con la presenza di Cecilia Balestra (direttrice di Milano Musica), Stefano Jacoviello (responsabile progetti culturali e media dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena) e Ambra Redaelli (presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Milano). I relatori si confronteranno soprattutto su ciò che sta “dietro” la musica: la visione, la missione, gli obiettivi e le strategie che gli operatori culturali mettono in campo. Al centro della conversazione, moderata da Marianna Musacchio (responsabile comunicazione di Musicamorfosi), l’idea di una “resistenza gentile” che passa attraverso l’educazione all’ascolto, intesa come pratica consapevole e condivisa per contribuire alla costruzione di una società più attenta, inclusiva e coesa.Afferma Arianna Bettin, assessora alla Cultura del Comune di Monza: «La quarta edizione dei Monza Music Meetings conferma la sua altissima qualità e l’apertura internazionale, con ospiti d’eccezione e nel segno della sperimentazione nella riscoperta della musica classica e da camera. Siamo pronti ad aprire il ricco anno concertistico monzese facendo risuonare alcuni dei luoghi più simbolici e belli del nostro territorio. Monza non intende solo proporsi come città in cui si fa e si ascolta musica, ma anche dove si accoglie la musica: è con questo spirito che ci accingiamo ad ospitare tanti straordinari artisti da oggi, con Monza Music Meetings, al concorso Rina Sala Gallo, all’interno del calendario di MusicAmonza 2026».Le fa eco Annamaria Di Ruscio, vicepresidente di Acinque, storico punto di riferimento nelle forniture e nei servizi legati all’energia: «Sosteniamo con convinzione il progetto dei Monza Music Meetings che declina la suggestione delle sette note in grandi concerti, rendez-vous, esibizioni e progetti che coinvolgono le scuole e le comunità. La quarta edizione riafferma lo spessore di una manifestazione già stabilmente inserita fra gli appuntamenti più significativi della regione e del territorio, cui porta valore attraverso una proposta articolata e carica di suggestioni che coinvolge i luoghi chiave di Monza. La nostra azienda vuole concorrere alle occasioni di socializzazione per le comunità locali e allo sviluppo del marketing territoriale che genera visibilità e indotto attraverso una proposta di eccellenza e di qualità».Programma completo e modalità di accesso: www.musicamorfosi.it -

Il trio Freak Machine di Giovanni Falzone, i Munedaiko e il collettivo Sugarino Project in Manga Mozart venerdì 6 marzo al Conservatorio G. Verdi di Milano
L’evento-clou della rassegna Piano Olimpico è un viaggio mozartiano in un luogo sconosciuto allo stesso Mozart: i temi del grande compositore austriaco verranno riletti tra jazz e tamburi sacri giapponesi e rilanciati in maniera nuova e al tempo stesso riconoscibile, evidenziando l’anima, il “manga di Mozart”MILANO – Piano Olimpico è il fitto cartellone di eventi (concerti di classica, jazz e world music, spettacoli di danza, laboratori musicali ma non solo) organizzato in occasione di Milano Cortina 2026 dall’Orchestra da Camera Canova, dall’associazione culturale Musicamorfosi e da DANCEHAUSpiù, il centro nazionale di produzione della danza, in collaborazione con Fondazione La Società dei Concerti di Milano e con il contributo di Regione Lombardia. Parte integrante del palinsesto di appuntamenti denominato Giochi della Cultura che ha animato e animerà il capoluogo lombardo e la Valtellina durante e dopo le Olimpiadi invernali, Piano Olimpico farà tappa venerdì 6 marzo nella Sala Verdi del Conservatorio G. Verdi di Milano con il concerto intitolato Manga Mozart. I protagonisti saranno il trio jazz Freak Machine di Giovanni Falzone (con Giuseppe La Grutta al basso elettrico e Riccardo Tosi alla batteria), i Munedaiko, trio di tamburi sacri giapponesi (formato da Mugen, Naomitsu e Tokinari Yahiro), e la sezione fiati del collettivo monzese Sugarino Project.Più di un concerto, Manga Mozart è un vero e proprio show in cui si staglia al centro la figura del grande compositore austriaco. Un viaggio mozartiano in un luogo sconosciuto allo stesso Mozart: i suoi temi verranno riletti e rilanciati in maniera nuova e al tempo stesso riconoscibile. Veri nuovi standard che evidenziano l’anima, il “manga di Mozart”, svincolato da ogni convenzione e da ogni legame con il già sentito. Un cammino di scoperta per tutti, non solo per gli ascoltatori ma anche per gli stessi musicisti, che si cimentano nella costruzione dell’inaspettato e dell’inaudito.Il trio Freak Machine di Giovanni Falzone è una formazione sulla quale aleggia lo spirito vibrante e rivoluzionario di Jimi Hendrix e la libertà creativa di W.A. Mozart. Trombettista e compositore di formazione classica, prima di dedicarsi completamente al jazz Falzone ha collaborato con diversi enti lirici e sinfonici e ha fatto parte dell’Orchestra Sinfonica G. Verdi di Milano (suonando con direttori e solisti di fama internazionale come Giuseppe Sinopoli, Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini, Riccardo Chailly, Luciano Berio, Martha Argerich e molti altri). Come jazzista ha fatto incetta di premi in Italia e all’estero, diventando velocemente uno dei nomi di punta della scena nazionale e internazionale.Il trio Munedaiko si dedica allo studio e alla pratica del Taiko, il tamburo tradizionale giapponese, e alla creazione di spettacoli innovativi e coinvolgenti, esplorando nuove forme di espressione nel campo delle arti performative. Fondato nel 2014, il gruppo si è affermato come un punto di riferimento della cultura giapponese nel panorama artistico italiano ed europeo grazie alla sua capacità di coniugare tradizione e modernità. Attraverso l’arte, la cultura e l’allenamento del corpo, la missione dei Munedaiko è quella di approfondire l’armonia dello spirito in risonanza con la mente e con lo stato d’animo di ogni essere umano. L’obiettivo del trio è far conoscere il potere espressivo di questi affascinanti strumenti che fanno rivivere, a chi li ascolta, frammenti dell’antico Giappone.Sugarino Project è un contenitore di progetti jazz fondato da tre giovani musicisti (il batterista Alessandro Bazzoli, il contrabbassista Samuele Frisenda e il sassofonista Edoardo Viganò, che nel 2024 si è aggiudicato, in duo insieme al pianista Andrea Servidio, il Premio del Conservatorio del Conservatorio G. Verdi di Milano nella categoria Jazz) e animato dall’entusiasmo di una ventina di giovani strumentisti, provenienti dal liceo musicale B. Zucchi di Monza e da vari Conservatori del nord Italia. Presentandosi di volta in volta con formazioni che vanno dal trio alla big band, l’associazione culturale Sugarino Project promuove la bellezza e il valore culturale della musica jazz, organizzando jam session, workshop, concerti e spettacoli in cui il jazz dialoga con le altre arti, sceniche e non.Il concerto Manga Mozart inizierà alle ore 20.45 (ingresso 25 euro; prevendita online su www.vivaticket.com/it/ticket/manga-mozart/291721 ). Sono previste delle riduzioni riservate agli amici di Musicamorfosi (15 euro), agli under 30 (5 euro) e agli abbonati Soconcerti (15 euro; info@soconcerti.it; tel. 0266984134).Maggiori info online su: www.musicamorfosi.it -

Il Trombone Summit di Francesca Petrolo chiude la XXXI edizione dell’Atelier Musicale con un omaggio a Jay Jay Johnson e Marcello Rosa sabato 7 marzo alla Camera del Lavoro di Milano
I trombonisti Francesca Petrolo, Danilo Moccia e Roberto Rossi, insieme a Marcello Tonolo (pianoforte), Matteo Idà (contrabbasso) e Giacomo Nanni (batteria), sono i protagonisti dell’ultimo concerto stagionaledella rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo MaggioMILANO – Un grande successo artistico e di pubblico ha caratterizzato la XXXI edizione dell’Atelier Musicale, la rassegna di jazz e classica contemporanea organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio che, nel corso degli anni, è diventata un punto di incontro unico per gli appassionati milanesi di musica.Il concerto conclusivo della stagione è in programma sabato 7 marzo nell’auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro del capoluogo lombardo (inizio live ore 17.30; ingresso 10 euro). Si tratta di un’altra prima assoluta che ha come protagonista il Trombone Summit di Francesca Petrolo, omaggio a due grandi personalità della storia dello strumento nel jazz: l’afroamericano Jay Jay Johnson e l’italiano Marcello Rosa. Il primo ha portato in modo impareggiabile il trombone nell’ambito del Bebop e ha poi proseguito la sua carriera di strumentista e compositore in una formazione leggendaria come il quintetto diretto con un altro trombonista di valore, Kay Winding, dedicandosi infine anche alla musica per film e serial televisivi, tra cui Starsky & Hutch. Stilista di valore assoluto, ha influenzato legioni di trombonisti.Marcello Rosa fa, invece, parte del gruppo di grandi specialisti italiani dello strumento e nella sua carriera ha potuto suonare, durante le loro tournée nel nostro Paese, con orchestre del calibro di quelle di Ellington, Hampton e Hines, diventando un protagonista del jazz mainstream, nel quale univa la sua competenza per gli stili delle origini a quella per le espressioni più moderne. Anch’egli, come Johnson, è stato brillante compositore e arrangiatore.Francesca Petrolo è una delle migliori esponenti del jazz al femminile italiano, ha fatto parte per quasi trent’anni della Civica Jazz Band di Enrico Intra, suona con l’Artchipel Orchestra, ha collaborato con l’ensemble di tromboni di Marcello Rosa e ha diretto gruppi rilevanti, come il FreeDa Quartet, con cui ha presentato in prima assoluta all’Atelier Musicale, nel 2013, un progetto su Artemisia Gentileschi.Per questa occasione Petrolo ha riunito un Trombone Summit in cui sono presenti due fuoriclasse internazionali dello strumento: Danilo Moccia, svizzero di Locarno, dalla prestigiosa carriera con tanti protagonisti del jazz europeo, autore degli adattamenti e degli arrangiamenti dei brani del repertorio, tutti scritti dai due dedicatari, e Roberto Rossi, uno dei più completi trombonisti oggi attivi, dal lungo e articolato percorso artistico in cui spiccano i lavori orchestrali con la Civica Jazz Band e la Lydian Sound Orchestra di Riccardo Brazzale. La sezione ritmica è invece formata da due giovanissimi talenti (il contrabbassista Matteo Idà e il batterista Giacomo Nanni) cui farà da guida il pianoforte di Marcello Tonolo, strumentista e compositore che ha suonato al fianco di molte grandi personalità del jazz nazionale e internazionale.Un concerto, quello di sabato 7 marzo, che mette il trombone e due suoi grandi protagonisti in primissimo piano, nel segno dell’originalità di programmazione che anche in questa XXXI edizione ha contraddistinto le proposte della rassegna ospitata da sempre nell’auditorium della Camera del Lavoro di Milano.Atelier Musicale – XXXI edizioneSabato 7 marzo 2026, ore 17.30Francesca Petrolo Trombone SummitPer Jay Jay Johnson e Marcello RosaFrancesca Petrolo, Roberto Rossi, Danilo Moccia (tromboni), Marcello Tonolo (pianoforte), Matteo Idà (contrabbasso), Giacomo Nanni (batteria).ProgrammaJ.J. Johnson: Blues for Trombones;M. Rosa: The Sinner;J.J. Johnson: Lament;M. Rosa: Blue Camel;J.J. Johnson: Flat Black;M. Rosa: 14 Febbraio;(arrangiamento di D. Moccia);J.J. Johnson: Mohawk;M. Rosa: Rosco.Gli arrangiamenti originali di Johnson e Rosa sono stati adattati a questo organico da Danilo Moccia.Prima esecuzione assoluta.Introduce Maurizio Franco.Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.Inizio concerti: ore 17.30.Ingresso: 10 euro.On line: www.secondomaggio.orgPer informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.itDirezione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra. -

Valentina Mattarozzi – Duetz Da domenica 8 marzo 2026, disponibile questo album in vinile e in digitale
Pubblicato dalla nota etichetta discografica Azzurra Music, disponibile in vinile e gradualmente su tutte le piattaforme streaming da domenica 8 marzo, Duetz è il nuovo lavoro della fine cantante jazz e compositrice Valentina Mattarozzi.La tracklist è formata da otto brani, di cui sette sono brillanti (ri)letture di alcuni intramontabili standard jazz, mentre When She Remembers è l’unico brano originale figlio dell’ispirata vena compositiva della jazzista bolognese.“Duetz” è un chiaro e caloroso omaggio alla tradizione jazzistica, concepito con il proverbiale gusto e con la profonda sensibilità interpretativa che caratterizzano lo stile di Valentina Mattarozzi. Ma la peculiarità più marcata è frutto della brillante idea di farsi affiancare rigorosamente in duo, in ogni singolo brano, da musicisti diversi, tutti jazzisti di caratura nazionale stimati anche all’estero: The Very Thought Of You (Ray Noble) con Teo Ciavarella al pianoforte e alle tastiere, A Night in Tunisia (Frank Paparelli – Dizzy Gillespie) con Lele Barbieri alla batteria, Round Midnight (Thelonious Monk) con Daniele Scannapieco al sax tenore, All The Things You Are (Oscar Hammerstein II – Jerome Kern) insieme a Felice Del Gaudio al contrabbasso. Poi, When She Remembers assieme a Giampiero Martirani alla chitarra, Misty (Errol Garner) condiviso con Giovanni Perin al vibrafono, Come Rain or Come Shine (Johnny Mercer – Harold Arlen) al fianco di Checco Coniglio al trombone e infine The Look of Love (Hal David – Burt Bacharach) con Massimo Tagliata alla fisarmonica.Valentina Mattarozzi si racconta e si descrive così attraverso la sua nuova creatura: «Duetz è un album sperimentale basato su duetti insoliti tra voce e strumenti (spesso privi di armonia propria, solo ritmici o melodici). L’opera comprende otto tracce: sette standard jazz e un inedito in inglese: When She Remembers. Il progetto nasce dopo l’ascolto di Strange Fruit (brano di chiusura di I am Billie), interpretata da me e dal flicorno di Fulvio Chiara. Quell’accoppiata timbrica, così “nuda” e potente, mi ha acceso l’idea di un intero album basato su duetti non convenzionali. L’esperimento l’ho chiamato “Duetz”, che fonde le parole duet e jazz in un gioco sonoro. Tutto l’album è dedicato a Teo Ciavarella (scomparso prematuramente, ndr). Ho seguito il suo consiglio di cantare “come se fossi nell’aldilà”. Il risultato è una raccolta di otto brani che funzionano come quadri indipendenti, dove il senso di perdita si trasforma in energia creativa. È un disco intimo e coraggioso, che preferisce l’emozione pura e l’energia spirituale rispetto alla perfezione tecnica». -

Pellegrina Pibigas in finale al San Marino Song Contest 2026 con il brano “Il Giorno Che”
Venerdì 6 marzo 2026 alle ore 20:30 presso il Teatro Nuovo di Dogana (San Marino), il duo mascherato PELLEGRINA PIBIGAS si esibirà nella finalissima del SAN MARINO SONG CONTEST 2026 con il brano “IL GIORNO CHE”.
Il progetto è tra i cinque finalisti selezionati nella prima semifinale della manifestazione organizzata da San Marino RTV. Il San Marino Song Contest è la manifestazione musicale che seleziona il rappresentante della Repubblica di San Marino all’Eurovision Song Contest. La serata finale è condotta da Simona Ventura.
Il duo femminile italiano esordisce con “IL GIORNO CHE”, un brano che usa la suggestione della fantascienza: non per descrivere altri mondi, ma per far tremare questo. Elettricità sospesa, atmosfere che sanno di piazze antiche e frequenze sconosciute, una voce che racconta da dentro il sogno senza cercare la via d’uscita. Non è un racconto di invasioni. È qualcosa di più sottile e inquietante: la sensazione di assistere a un evento enorme senza riuscire a darle un nome. Il tipo di canzone che ti lascia con una domanda aperta e nessuna voglia di risponderle.
C’è un momento preciso in cui la realtà smette di obbedire alle sue stesse regole. Le pietre si ammorbidiscono per il calore, le ombre prendono vita propria, il cielo cambia lingua. È lì che vive PELLEGRINA PIBIGAS.
ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY
https://open.spotify.com/intl-it/album/2Ul2apZEtZYh8Rof84fn2W?si=683Q6kU3Rh2fa5uOQGY5nA
Biografia
Pellegrina Pibigas, giunge sulla scena musicale italiana con un sound che è un cortocircuito di pop, rock e mistero. Dimenticando le convenzioni: la loro musica è accompagnata da un’identità visiva unica e inconfondibile. L’Enigma Visivo, umane travisate da animali da affezione e da consumo.
Il duo è composto da Neon e Freon, due cantanti/musiciste (una al basso, l’altra ai synth) che hanno scelto l’anonimato come manifesto artistico.
Pellegrina Pibigas trasforma la performance in un rito enigmatico, ipnotico e coinvolgente. La scelta non è solo estetica, ma focalizza l’attenzione sull’intensità della musica e sulla potenza dei testi in lingua italiana. Pop Rock d’Autore e Armonie Vocali originali.
Il loro sound è un mix intrigante garantito dal basso di Freon, e atmosfere rarefatte create dai synth suonati da Neon, il tutto legato da armonizzazioni vocali.
Con il brano “Il giorno che” sono giunte alla finale del San Marino Song Contest 2026 per contendersi l’accesso all’Eurofestival 2026.
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Serena Di Palma risveglia la leggenda: “Bella Mbriana” diventa musica
“Bella Mbriana” è il nuovo singolo di Serena Di Palma disponibile dal 13 febbraio, prodotto da Joseba Publishing e distribuito da Altafonte. Il brano è accompagnato dal videoclip in uscita il 18 febbraio per la regia di Marko Carbone.
Con “Bella Mbriana“, Serena Di Palma trasforma l’antica leggenda napoletana dello spirito benevolo, simbolo di accoglienza e protezione, in una potente riflessione sulla realtà contemporanea. Il brano esplora il contrasto tra questo simbolo di ospitalità e le tragiche vicende di chi cerca rifugio, trovando invece la morte.
Composto da Serena Di Palma insieme ad Andy dei Bluvertigo e prodotto da Vinz Turner con la supervisione artistica di Gianni Testa, “Bella Mbriana” fonde magistralmente sonorità della musica napoletana con influenze dal pop moderno e dalla world music, creando un’atmosfera intensa e coinvolgente che tocca le corde più profonde dell’anima.
L’artista racconta: “Questo brano è nato da una riflessione sui fatti di cronaca dei naufragi in mare, non riesco a vivere serenamente se penso che per sognare le mie stesse opportunità qualcuno debba mettere in pericolo la propria vita e spesso perderla. Ho immaginato di trovarmi lì sul posto, di vivere la scena in prima fila e le parole sono venute fuori da sole. Spero che proprio le mie parole possano richiamare l’attenzione e la riflessione su un argomento così delicato.”
Attraverso “Bella Mbriana”, Serena Di Palma offre un invito sincero alla consapevolezza e alla riflessione, unendo la forza delle tradizioni a una sensibilità profondamente attuale.
Serena Di Palma BIOGRAFIA
Testo della canzone Bella Mbriana di Serena Di Palma -

“Mi siederò qui” è il nuovo singolo di Marco Sciorio
Da venerdì 6 marzo 2026 sarà in rotazione radiofonica “Mi siederò qui” (Maionese Project), il nuovo singolo di Marco Sciorio, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 20 febbraio.
“Mi siederò qui” è un brano che affronta il tema del rapporto con le proprie origini, raccontando la terra natale come una presenza viva e ambivalente. Non è soltanto un luogo fisico, ma uno spazio emotivo che protegge e allo stesso tempo può diventare un limite, soprattutto quando cresce il bisogno di partire e costruire altrove la propria identità. Il brano mette in luce la tensione tra il desiderio di emancipazione e la paura di perdere il senso di appartenenza. Da un lato c’è la spinta verso il mondo, dall’altro il timore di non riconoscersi più nel luogo da cui si proviene.
Nel testo emerge la consapevolezza che la giovinezza sia una stagione breve e instabile, tanto da far nascere nostalgia mentre la si sta ancora attraversando. Il finale amplia lo sguardo: il viaggio, per quanto lungo, resta circolare. Tornare non è una sconfitta, ma una forma di riconciliazione con le proprie radici.
Spiega l’artista a proposito del brano: “C’è stato un momento preciso, tornato da alcuni viaggi, in cui ho guardato la mia città e mi sono sentito un estraneo. Estraneo dalla terra e dalle persone che ci abitano. Avevo gli occhi ancora pieni di mondo, di sensazioni nuove. Mi siederò qui parla di questa frattura: la voglia di scappare per inseguire quella libertà di vivere mille vite diverse, contro la forza che ti riporta indietro. Scrivere questo pezzo è stato il mio modo per esorcizzare la paura di non ritrovare la strada, ma anche per accettare che quella malinconia, quella nostalgia di un futuro che non è ancora accaduto, è il prezzo da pagare per chi vuole guardare oltre l’orizzonte”.
Biografia
Marco inizia a suonare all’età di cinque anni, ma il progetto Marco Sciorio prende forma nella sua veste attuale nel 2023, con la pubblicazione del primo singolo “Cage”. Dopo un lungo percorso di studio, sceglie di assumere il pieno controllo della propria espressione artistica, producendo e mixando autonomamente i suoi brani per tradurre senza filtri la propria visione musicale.
Il suo sound nasce dall’incontro tra cantautorato contemporaneo ed elettronica emotiva. Nella scena italiana guarda alla nuova ondata alternativa con riferimenti come Faccianuvola, Andrea Laszlo De Simone, Venerus e Post Nebbia, mentre a livello internazionale si ispira alle atmosfere stratificate di Moderat, The Blaze, Apparat e French 79. A queste influenze si affiancano la malinconia “slacker” di Mac DeMarco e le suggestioni ambient e lo-fi, oltre all’impronta di band iconiche come Radiohead, Pink Floyd e King Crimson.
Polistrumentista di formazione prevalentemente autodidatta, nel tempo impara a suonare chitarra, tastiere e sax, approfondendo lo studio del basso elettrico durante il percorso scolastico liceale. Questa base teorica e armonica diventa oggi uno strumento fondamentale nella sua attività di produttore.
Recentemente il progetto è entrato a far parte di Maionese Project, sotto la guida di Davide Maggioni, che affianca l’artista nella pubblicazione e distribuzione dei brani. Marco mantiene però una forte autonomia creativa, curando personalmente produzione musicale, immaginario grafico ed estetica del progetto.
La sua musica si rivolge a un pubblico trasversale, un “target emotivo” più che anagrafico: ascoltatori che attraversano fasi di cambiamento, incertezza e ricerca identitaria. I testi esplorano fragilità, smarrimento e desiderio di appartenenza, alternando atmosfere cupe e aperture luminose in un equilibrio tra inquietudine e conforto.
L’obiettivo non è la notorietà fine a sé stessa, ma la costruzione di una fanbase autentica e partecipe: una comunità che si riconosca nelle storie raccontate e nella dimensione introspettiva del progetto.
“Mi siederò qui” è il nuovo singolo di Marco Sciorio disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 20 febbraio e in rotazione radiofonica da venerdì 6 marzo 2026.
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“Noir” è il nuovo singolo di Chinò e il mare
Da venerdì 6 marzo 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming ed in rotazione radiofonica “Noir” (Maionese Project), il nuovo singolo di Chinò e il mare.
“Noir” è un brano che parla di quel che resta nel silenzio dopo un’esplosione: la voglia di trovare la forza per ciò che conta, anche se tutto intorno è ormai cinicamente cambiato. Un flusso di pensieri che tiene insieme rabbia e dolcezza, chitarre sporche e ambienti onirici. Il brano prende il nome da Victor Noir, simbolo di protesta e del desiderio di cambiare il mondo, anche a costo di perdere tutto.
Spiega l’artista a proposito del brano: “Abbiamo composto Noir, la parte musicale, nell’in-coscienza, seguendo un flusso di improvvisazione a partire da una linea di basso. Come un sogno che realizzi di aver fatto solo quando è terminato. Le parole che abbiamo cucito dopo volevano raccontare similmente un viaggio onirico che non riesci più a ricordare se non per immagini sparse, ma che ti lascia un forte sentimento nell’animo: la voglia di tenerti stretto all’essenziale, di non farlo cambiare – di non lasciarti cambiare – nel caos dell’esistenza in cui ci risvegliamo”.
Biografia
Chinò e il mare è una band e porta il nome di una fiaba. Nasce nel 2022 componendo versi e canzoni negli studi assemblati tra le mura domestiche e i portici di Bologna. Da allora suonano live su palchi di festival locali, caffè culturali e spazi autogestiti.
Nel luglio 2024 pubblicano In Balìa, il loro EP di debutto autoprodotto. L’uscita attira l’attenzione di diverse testate che dedicano al trio menzioni e recensioni entusiaste.
A dicembre 25 pubblicano un nuovo singolo, Miele. Chinò e il mare esplora nuove radici dell’indie, con tensioni post-rock, suggestioni elettroniche e armonie attraversate da accordi estesi di matrice jazz. I loro versi, in italiano, evocando alberi, paesaggi e nostalgie, raccontano di storie di mare, del tempo che scorre e porta via tutto, della difficoltà delle parole ad esprimere ciò che siamo e non siamo.
“Noir” è il nuovo singolo di Chinò e il mare disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 6 marzo 2026.
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Don Pasquale Ferone consolida la sua identità artistica con un nuovo singolo acustico
C’è un momento della giornata in cui il rumore si abbassa e resta solo ciò che conta davvero. Una strada da percorrere, una scelta da compiere, una mano da afferrare. È da questa immagine concreta e quotidiana che prende forma “Il tuo riparo”, il nuovo brano di Don Pasquale Ferone, disponibile su tutte le piattaforme di distribuzione dal 20 Febbraio.
Il titolo racchiude una distinzione profonda. Riparo non è un luogo chiuso, non è un rifugio statico dove isolarsi: è una protezione che accompagna mentre si vive, mentre si attraversano difficoltà, dubbi e fragilità. È l’immagine di una presenza che custodisce lungo il percorso, giorno dopo giorno. Una visione coerente con l’idea cristiana di essere nel mondo senza lasciarsi assorbire dal mondo.
Il testo si fonda su una responsabilità personale e consapevole:
“La tua scelta quotidiana tu farai, per lottare contro il male; chiedi sempre la Sua mano su di te e la pace gusterai.”
Qui emerge il cuore del brano: la fede come decisione concreta, rinnovata ogni giorno. Non un automatismo, ma un atto libero. Il verbo gustare riferito alla pace rende l’esperienza spirituale tangibile, quasi fisica. La promessa non è astratta, ma vissuta.
Nel ritornello si concentra il messaggio centrale:
“Conviene camminare insieme a Lui e sarà il tuo riparo.”
La parola conviene sorprende per il suo realismo: seguire il Signore non è solo un atto di devozione, ma la scelta più sensata. Il riparo diventa così simbolo di una protezione dinamica, che non elimina la tristezza ma la attraversa insieme a chi crede.
Anche nei passaggi più delicati, come “Nonostante la tristezza ti circondi…”, il brano mantiene una linea di fiducia. La tristezza può avvolgere, ma non definire. L’amore divino è descritto come una forza che circonda la vita e la sostiene.
Dal punto di vista musicale, “Il tuo riparo” è un brano totalmente unplugged: solo voce e chitarra. Una scelta radicale di essenzialità. La chitarra acustica costruisce un accompagnamento sobrio, lineare, senza virtuosismi, lasciando spazio alla parola. La voce di Don Pasquale Ferone è centrale, limpida, pastorale nel timbro e nell’intenzione. L’assenza di sovrastrutture rende l’ascolto intimo, quasi confidenziale.
Come per tutti i brani di Don Pasquale Ferone, anche per questo singolo è già disponibile il videoclip ufficiale su YouTube, che accompagna visivamente il messaggio spirituale del testo.