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  • Andrea Ascolese è la voce protagonista di “Tommy Tom e l’Orsetto perduto”

    Dopo il debutto Tv di sabato 24 gennaio in prima serata su Rai Yoyo, il film approda su RaiPlay. Disponibile su tutte le piattaforme digitali anche l’ album con la colonna sonora originale.

     

    Tommy Tom e l’Orsetto perduto” è un film d’animazione di origine olandese dedicato ai piccolissimi (dai 3 anni in su). È un’opera concepita per rispettare i bisogni dei bambini: saltare, muoversi, giocare e divertirsi. La passione per il cinema, infatti, si trasmette sin da piccoli, condividendo con genitori e nonni un’esperienza speciale.

    Questo film è stato pensato proprio per accogliere i bambini nella loro prima esperienza cinematografica e televisiva. Insieme al protagonista, un simpatico gatto rosso, i piccoli spettatori possono fare ciò che più amano: parlare, cantare, applaudire e interagire. A questa età è difficile stare fermi a lungo, ma con Tommy Tom non è necessario: la partecipazione attiva è, anzi, parte integrante del divertimento. Per i genitori, rappresenta un’occasione preziosa per trascorrere tempo di qualità con i propri figli.

    La versione italiana del film, diretto da Joost Van Den Bosch ed Erik Verkerk, vede la partecipazione dell’attore e cantautore Andrea Ascolese, che presta la voce sia come narratore della storia che come interprete delle canzoni originali.

    Dopo il debutto al Marché du Film di Cannes 2024 e le selezioni al Mill Valley Film Festival in California e al Giffoni Film Festival, la pellicola è stata presentata in anteprima internazionale al Cinema Odeon di Bologna per la rassegna Future Film Kids. In seguito, il tour nelle sale ha toccato le principali città italiane, tra cui Torino, Milano, Brescia, Reggio Emilia, Prato e Perugia.

    Dal 24 gennaio 2026, dopo il successo televisivo su Rai Yoyo, il film è disponibile in streaming su RaiPlay: https://www.raiplay.it/programmi/tommytomelorsettoperduto

     

    Ascolta l’ Album con le canzoni del film: https://open.spotify.com/intl-it/album/6F51eiYYvzfPxnNrjKtrrH

     

     

    • Sinossi

    In “Tommy Tom e l’orsetto perduto”, il protagonista fa una scoperta sconcertante: Orso, il suo peluche preferito per la nanna, è scomparso. Fortunatamente, la sua amica Gattopolina è pronta ad aiutarlo. Insieme partono per un’avventura emozionante: un normale letto diventa un tappeto elastico e il filo del bucato si trasforma in una corda per acrobati. Esplorando prati e spiagge, incontreranno nuovi amici animali e scopriranno che, collaborando, ogni sfida può essere superata.

    L’attore bolognese ha così commentato la sua partecipazione al progetto:Mi sono sentito come un padre che prende per mano i bimbi per raccontare loro le avventure di questo simpatico gattone arancione. Trovo fondamentale il messaggio del film: il rispetto per i ritmi della natura, l’amore per gli animali e il valore dell’amicizia per raggiungere uno scopo comune. Considero questi progetti educativi necessari per il percorso culturale delle nuove generazioni. Per molti bambini, questo sarà il primo ricordo legato al cinema.”

    Biografia

    Attore, cantautore e autore, Andrea Ascolese esordisce a teatro nel 1998 in “Enzo re” di Roberto Roversi, al fianco di Lucio Dalla. Il debutto sul grande schermo arriva nel 2000 con “Tandem”, seguito da ruoli da co-protagonista in “Febbre da cavallo – La mandrakata” con Gigi Proietti e “Antonio Guerriero di Dio” con Arnoldo Foà e in “ Tutto Liscio “ con Ivano Marescotti.

    Negli anni ha spaziato tra cinema internazionale (“Raffaello – Il Principe delle Arti”, “Race for Glory: Audi vs. Lancia”) e fiction Rai di successo come “L’ispettore Coliandro 8”. Nel 2025 è nel cast della serie Rai “La Ricetta della Felicità” con Cristiana Capotondi, in particolare nella sesta puntata che ha conquistato il prime time con quasi 3 milioni di spettatori.

     

     

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  • Quando un Direttore d’Orchestra di Sanremo punta sull’underground: Amasu e l’anatomia di un addio tra pop d’autore e credibilità on-stage

    Esiste una fetta di artisti che ha smesso di citofonare ai talent show per farsi ascoltare e ha ricominciato a macinare chilometri. È il sottobosco creativo di cui fa parte Amasu, al secolo Angelo Masullo, classe ’98 da Montesano Scalo (SA), che con il nuovo singolo “Come Nuvole” (Otherside) mette a segno un paradosso sempre più tipico della nuova discografia fluida: un progetto totalmente indipendente capace di scardinare le gerarchie di una discografia che spesso appare blindata, attirando l’attenzione dell’alta accademia sanremese.

    A scommettere sul talento del cantautore salernitano è stato infatti il Maestro Enzo Campagnoli (già bacchetta al Festival 19 volte per artisti come Elisa, Lazza, Orietta Berti, Dargen D’Amico e molti altri), che dopo averlo visto dal vivo ha deciso di portarlo in studio, certificando un’urgenza espressiva che prescinde dalle logiche degli algoritmi.

    La sua non è una storia di viralità programmata, ma di bozze trasformate in canzoni, figlie di un percorso che si nutre soprattutto di polvere e palchi. In un’estate trascorsa a costruire un tour senza l’appoggio di booking strutturati, il cantautore salernitano ha conquistato spazi di rilievo come il Meeting del Mare, aprendo i set di pesi massimi del nuovo scenario italiano come l’eleganza jazz di Marco Castello e l’avanguardia partenopea de La Niña.

    Amasu rappresenta quel segmento di artisti che sta riscrivendo le regole del gioco: professionalità da major, attitudine indie e una credibilità costruita on-stage, lontano dal dogma dell’hype obbligato. Il suo percorso è la prova che il merito, a volte, riesce ancora a farsi strada nella saturazione dei cataloghi digitali e nel bulimico affollamento delle release settimanali.

    «Non scrivo per riempire un vuoto editoriale – racconta -, ma per trasformare il mio vissuto in qualcosa in cui le persone possano identificarsi, sentendosi meno sole. “Come Nuvole”, per me, rappresenta il momento in cui la musica è diventata l’unico respiratore possibile.»

    Il brano è una collisione tra pop, introspezione e urgenza quasi catartica, una lettera d’addio che chiude il cerchio aperto con il precedente singolo, “Parte di me”. La cronaca di una caduta e di una risalita, supportata visivamente da un’estetica curata personalmente dall’artista, dal fotografo e videomaker Federico Gonnella e dalla presenza nel visual video ufficiale di Marina Monaco, a testimonianza di una visione cross-mediale che unisce il mondo dei social alla sostanza del live.

    Concepito nel 2019 ma giunto a una maturazione espressiva solo nell’ultimo anno, “Come Nuvole” si muove su un crinale sottile, dove l’istantaneità del pop incontra la sensibilità malinconica dell’alternative indie. La produzione, curata da un team che include lo stesso Masullo insieme a Gabriele Marmondi e Ludovico Rebecchi del Londi Studio, riflette questa dicotomia: un arrangiamento che invita all’ascolto immediato, ma che cela nelle trame del testo le ombre di un momento di isolamento profondo.

    «È una delle canzoni più difficili che io abbia mai scritto – conclude -. È nata da una sofferenza che mi ha tolto il fiato, dal senso di abbandono. Scriverla ha fatto sì che quel buio si trasformasse in qualcosa capace di farmi sentire di nuovo vivo.»

    L’obiettivo di Amasu è chiaro: far sentire chi ascolta meno solo nelle proprie ferite, nelle proprie paure. La sua proposta si fa carico di una missione, quella di scardinare il silenzio, facendo sì che un crollo personale diventi un racconto in cui l’ascoltatore possa specchiarsi e identificarsi. Non ci sono filtri, ma l’esigenza di parlare a una generazione che spesso non trova le parole per descrivere quel senso di smarrimento. La musica, qui, torna a essere un rifugio dove mostrare i propri graffi non è più un limite, ma l’unico modo per capire di essere ancora vivi.

    Con questa release, il cantautore salernitano si conferma come una delle voci più interessanti della nuova scuola campana, rivendicando il diritto all’errore e alla verità di chi ha scelto la strada più lunga per arrivare esattamente dove doveva essere. Restando fedele a una scrittura che non teme i propri lividi, ha trasformato la propria assenza di barriere nella sua più grande forza d’urto.

  • “IL MIO CANTO LIBERO”: l’Arte che ispira l’Università

    Al centro dell’evento, in arrivo prossimamente all’Università’ Roma Tre, la visione di un lavoro di video performance delle artiste Teresa e Rossana Coratella. Seguirà convegno e dibattito sul tema.

    In occasione della Giornata Mondiale della Vita, l’Associazione Aci&Galatea – Roma, in collaborazione con il Centro Studi, Ricerca e Formazione in ambito didattico e pedagogico sociale e speciale (CeStReF), Dipartimento di Scienze della Formazione, Università Roma Tre, promuovono un Convegno dal titolo “Il mio canto libero”, che prende nome ed ispirazione dalla video performance delle artiste Teresa e Rossana Coratella, che verrà proiettato in aula all’inizio dell’incontro e sarà seguito da un nutrito e variegato dibattito di approfondimento. L’iniziativa è patrocinata dal Municipio I Roma Centro.

    L’appuntamento, ad ingresso libero, è per lunedì 2 febbraio a partire dalle ore 15.00 presso l’Università Roma Tre – Aula Lea Garofalo (ex P1) I ° piano, a Via del Castro Pretorio, 20 (Metro Castro Pretorio).

    L’opera visiva “Il mio canto libero” propone allo spettatore una narrazione poetica intensa, che celebra la donna come generatrice e trasformatrice del mondo. E lo fa avvalendosi di un chiaro linguaggio simbolico capace di intrecciare corpo, memoria e rinascita. In un tempo storico che spesso tenta di semplificare o addirittura negare la complessità del femminile, questo lavoro si configura come spazio di bellezza, resistenza e rigenerazione, restituendo centralità alla presenza femminile e alla sua forza originaria. Attraverso il linguaggio artistico, Teresa e Rossana Coratella danno voce al femminile nella sua essenza più profonda: colei che dona la vita, accoglie, nutre e trasforma il mondo, promuovendo rispetto, ammirazione e gratitudine verso tutte le donne che, con amore e dedizione, contribuiscono a plasmare il nostro domani. Questo lavoro, ispirato alla celebre canzone di Lucio Battisti, vede le artiste esplorare e reinterpretare i temi contrapposti di libertà e prigionia, concentrandosi specificamente sulla condizione femminile nella società odierna. In un’epoca in cui permangono disparità e stereotipi, diviene cruciale riaffermare l’importanza della parità di genere. Le artiste veicolano un messaggio significativo: la donna, vista come origine di ogni cosa, ha l’opportunità di riscoprire la sua essenza autentica e di riconnettersi con le sue origini, che simboleggiano le radici dell’intera umanità, generata dalla madre terra. L’obiettivo è quello di sensibilizzare le persone e incoraggiare tutte le donne a riprendere possesso della propria identità e della propria voce. Mediante l’uso di immagini suggestive e di una narrazione evocativa, Rossana e Teresa Coratella guidano il fruitore in un percorso che esalta la potenza, la fragilità e la capacità di recupero delle figure femminili.

    L’iniziativa è organizzata insieme alla Prof.ssa Gabriella Aleandri, Ordinaria di Pedagogia generale e sociale, nonché Direttrice del Master in Arteterapia e del CeStReF (Dipartimento di Scienze della Formazione, Università Roma Tre), che introdurrà e modererà la conferenza. Scopo dell’happpening è riconoscere centralità e complessità alla Donna, valorizzando la maternità come atto creativo, simbolico e culturale, nonché come spazio di libertà e autodeterminazione. Questo convegno si propone, inoltre, di favorire il dialogo tra arte, cultura, università e società, coinvolgendo il pubblico in una riflessione estetica e di partecipazione sociale, con uno spazio condiviso di memoria e rinascita.

    La conferenza  avrà inizio dopo la proiezione della video art “Il mio canto libero”, e al  dibattito di approfondimento parteciperanno esponenti del mondo accademico, sindacale e dell’associazionismo femminile.

    Porterà i Saluti istituzionali la Prof.ssa Paola Perucchini, Direttrice del Dipartimento di Scienze della Formazione, Università Roma Tre.

    Interverranno numerose ed autorevoli voci: Cristina Costarelli, Presidente ANP Lazio; Lucia de Grimani, Presidente CNA Impresa Donna Roma e Lazio; Michela Di Biase, DeputataCapogruppo PD in Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza.  E poi ancora: Emanuela Droghei, Consigliera Regionale del Lazio – Vice Presidente Commissione Speciale PNRR; Caterina Scavuzzo, Delegata alle Pari Opportunità Cisl Roma; Claudia Santoloce, Assessora alle Politiche Sociali e alle Pari Opportunità del Municipio I Roma Centro; Vittoria Tola, Coordinamento Nazionale UDI Unione Donne in Italia.                              

    Durante il tavolo di confronto si terrà un reading poetico a cura del poeta e critico letterario Plinio Perilli, con la partecipazione delle poetesse Lucianna Argentino, Patrizia Chianese, Rossana Coratella, Carolina Lombardi, Camelia Mirescu.

    Un appuntamento da non perdere, che unisce arte, parola e impegno civile e che celebra la vita e il femminile come risorsa imprescindibile per il presente e il futuro.

    Per la Giornata sarà realizzato un annullo filatelico da Poste Italiane.

     

    CHI SONO TERESA E ROSSANA CORATELLA

    Teresa Coratella, romana, si diploma a Liceo Artistico e prosegue i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Roma. Si trasferisce in seguito a Bruxelles con una borsa di studio e approfondisce le sue ricerche artistiche. Conosce, incontra e frequenta l’atelier del maestro Olivier Strebelle, artista del movimento Cobra. Nel 2019 consegue un Master In Arteterapia per approfondire la sua attività artistica, andando alla ricerca del segno autentico, libero e liberatorio del proprio Io. Artista poliedrica immersa nel contemporaneo, come pittrice è definita colorista e gestuale, caratterizzata una spiccata sensibilità materica che punta a trasformare la “bellezza in verità” attraverso luce e movimento. Integra l’arte con la riflessione civile e l’arteterapia. Intensa la sua attività di video performance, che pratica sempre con la sorella Rossana.

    Rossana Coratella, anche lei romana, è un’apprezzata poetessa con diverse pubblicazioni e attestati di merito al suo attivo, nota per l’integrazione tra la parola poetica e le arti visive in progetti di stampo socio-educativo. La sua produzione si distingue per l’impegno civile e la collaborazione con altre artiste, tra cui spesso la sorella Teresa. Si è formata presso la Sapienza Università di Roma, e la sua figura professionale si divide tra la vocazione letteraria e la videoperformance. È molto attiva in iniziative legate ai diritti civili ed ha contribuito in carriera a progetti socio-educativi di spessore, come nel 2016 alla creazione della “Scuola Museo” presso l’Istituto Comprensivo Guicciardini di Roma, museo permanente che unisce arte e poesia.

    IL MIO CANTO LIBERO di Rossana e Teresa Coratella #ilmiocantoliberodonne

    https://www.youtube.com/watch?v=XV9yTbGxCxk

  • Francesco Cavestri: il 3 febbraio in concerto a Stoccarda

    Prosegue il tour internazionale del pianista e compositore jazz italiano Francesco Cavestri (classe 2003), tra i più interessanti talenti della nuova generazione europea, con una serie di appuntamenti di particolare rilievo in Germania.

     

    Il 3 febbraio 2026 Francesco Cavestri sarà in concerto a Stoccarda, dove Steinway & Sons lo ha invitato a eseguire uno Spiriocast mondiale, uno degli appuntamenti più esclusivi nel panorama pianistico internazionale. Il concerto si terrà all’interno dello Steinway Showroom di Stoccarda e verrà replicato in tempo reale su tutti i pianoforti Steinway Spirio nel mondo, grazie all’innovativa tecnologia che consente la riproduzione fedele e sincronizzata della performance.

    Un onore e un riconoscimento riservato a pochissimi pianisti a livello globale, che sottolinea l’ingresso di Cavestri nel prestigioso roster ufficiale degli Steinway Artists. Lo Spiriocast rappresenta una delle forme più avanzate di esperienza concertistica contemporanea: grazie alla tecnologia Spirio, l’esecuzione viene trasmessa con estrema fedeltà — dal tocco alle sfumature dinamiche — su tutti i pianoforti del mondo dotati di questa tecnologia, trasformando il concerto in un evento condiviso e simultaneo su scala internazionale. In Italia, l’evento sarà presentato in diretta anche presso la sede di Steinway & Sons di Milano, rafforzando il legame tra la dimensione internazionale dello Spiriocast e il pubblico italiano.

    Il programma ideato per Stoccarda si sviluppa come un racconto musicale coerente, in cui le composizioni originali di Cavestri dialogano con materiali provenienti da mondi solo apparentemente distanti. Il lirismo del suo pianismo si intreccia con l’immaginario della musica per il cinema italiano, evocando la dimensione onirica e memoriale di autori come Nino Rota, mentre incursioni nel rock e nell’elettronica contemporanea vengono rilette in chiave acustica, rivelando nuove prospettive timbriche e narrative.

    Un momento centrale del concerto è dedicato a un omaggio alla città ospitante, attraverso il tributo a Wolfgang Dauner, figura chiave del jazz e della fusion europea, nato proprio a Stoccarda, città dove ha anche trascorso la vita e la carriera. Un riferimento non solo geografico, ma simbolico, che richiama una tradizione di sperimentazione e apertura ai linguaggi contemporanei, affine alla visione artistica di Cavestri.

    Con questo Spiriocast mondiale, Francesco Cavestri porta il pianoforte al centro di un dialogo tra tradizione e innovazione, tra scrittura e improvvisazione, tra performance dal vivo e tecnologia, consolidando il suo ruolo tra i protagonisti più interessanti della nuova scena jazz europea.

    Il tour tedesco proseguirà nelle settimane successive con due ulteriori tappe ad Amburgo e Colonia il 25 e 26 marzo 2026. In queste città Francesco Cavestri si esibirà in solo piano e in trio, adattando il format ai diversi contesti concertistici. Con questa serie di concerti in Germania, l’artista consolida la propria presenza sulla scena internazionale, portando una visione personale del jazz europeo, capace di coniugare tradizione, ricerca e narrazione contemporanea.

     

     

    Biografia

    Francesco Cavestri (nato nel 2003) è un pianista, compositore e divulgatore musicale italiano. Inizia lo studio del pianoforte all’età di quattro anni e si diploma con il massimo dei voti in Pianoforte Jazz presso il Conservatorio di Bologna a soli vent’anni. Negli Stati Uniti studia al Berklee College of Music di Boston, dove ottiene due borse di studio dalla The New School for Jazz and Contemporary Music, per poi entrare nella vivace scena musicale di New York.

    La sua discografia comprende tre album. Il disco d’esordio, Early17 (2022), raccoglie nove composizioni originali scritte e registrate quando aveva appena diciassette anni e include una collaborazione speciale con il celebre trombettista Fabrizio Bosso. Il secondo album, IKI – Bellezza Ispiratrice (“IKI – Inspiring Beauty”), è uscito il 19 gennaio 2024, distribuito da Universal Music Italia, e vede la partecipazione di uno dei più importanti jazzisti italiani, Paolo Fresu. Il terzo album, Una Morte da Mediano, pubblicato il 16 febbraio 2024, presenta una colonna sonora originale composta da Cavestri per un progetto di Rai Play Sound.

    Gli album sono stati presentati attraverso un tour nazionale a partire dalla primavera del 2024, con un concerto inaugurale al Blue Note Milano il 14 aprile 2024, andato sold out con largo anticipo. Cavestri si è esibito in numerosi festival e club jazz tra i più prestigiosi in Italia e nel mondo, tra cui l’Alexanderplatz Jazz Club (Roma), la Cantina Bentivoglio (Bologna), il Wally’s Jazz Club (Boston), lo Smalls Jazz Club (New York), la Casa del Jazz (Roma), il festival Time in Jazz (Berchidda) e il JazzMi Festival, dove ha partecipato a due eventi alla Triennale Milano (un concerto in trio al Teatro Triennale e un workshop presso la Sala Agorà). Nel gennaio 2024 ha ricevuto un importante riconoscimento dalla rivista Musica Jazz, venendo nominato il più giovane tra i “Nuovi Talenti dell’Anno 2023”, titolo ottenuto per il secondo anno consecutivo anche nel 2025.

    In qualità di educatore musicale e ambasciatore culturale, Cavestri collabora con l’associazione Il Jazz Va a Scuola, organizzando lecture-concert, workshop e masterclass in teatri, scuole e festival, spesso insieme ad artisti di primo piano. Il 30 aprile 2024, in occasione dell’International Jazz Day UNESCO, ha ricevuto l’IJVAS Award per giovani divulgatori e compositori presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, accanto a icone del jazz come Stefano Bollani.

    Nel settembre 2024 ha avviato la collaborazione con Steinway & Sons Italia, venendo poi ufficialmente nominato Steinway Artist, entrando a far parte di una ristretta cerchia di pianisti di fama mondiale. Il 31 ottobre 2024 si è esibito al Teatro Triennale di Milano per il JazzMi Festival insieme al rapper Willie Peyote: il concerto ha registrato il tutto esaurito con oltre un mese di anticipo e ha visto la prima esecuzione del loro singolo inedito Entropia, pubblicato poi il 21 gennaio 2025.

    Nell’aprile 2025 è stato inserito nella lista Top 100 Under 30 di Forbes Italia, primo musicista jazz a entrare nella selezione dei giovani italiani più talentuosi e influenti dell’anno. Durante l’estate 2025 il suo tour ha toccato tappe internazionali come Monaco di Baviera e luoghi simbolo come Portrait Milano. Il 23 settembre 2025 è tornato al Blue Note Milano per un nuovo sold out, ospitando Malika Ayane come sorpresa speciale.

    Il 9 novembre 2025 si è esibito per il Bologna Jazz Festival in un duo storico con Enrico Intra (classe 1935). Dal 10 gennaio 2026 avvia un tour internazionale con partenza dalla Steinway Hall di Dubai, che proseguirà in tutta Europa e oltre.

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  • “Muoviti” è il nuovo singolo de Il Socio Unico

    Dal 30 gennaio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Muoviti”, il nuovo singolo de Il Socio Unico (Maionese Project) disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 28 gennaio.

    Muoviti” è un brano intenso e pulsante, ispirato a “L’arte di conoscere se stessi” di Arthur Schopenhauer, che si trasforma in un vero e proprio dialogo tra due poli dell’animo umano: da un lato la voce della misantropia, dell’introspezione e della fuga dal mondo; dall’altro, la voce dell’autore che reagisce e invita al risveglio, al movimento, al non lasciarsi inghiottire dall’oblio.

    Musicalmente, il brano si sviluppa come un crescendo emotivo: parte con una strofa intima e sospesa, quasi un sussurro tra chitarra e voce, che restituisce il senso di isolamento e introspezione. L’ambiente sonoro iniziale rappresenta la distanza del protagonista dal mondo, un rumore di fondo da cui si è escluso.

    Progressivamente, il ritmo incalza: batteria, basso e chitarre entrano con decisione, mentre la voce si fa più graffiata e rabbiosa, come se l’inquietudine interiore trovasse sfogo nella parola e nel suono. Nel ritornello esplosivo, il messaggio prende corpo: “Muoviti, muoviti, stoppati con le domande. Muoviti, muoviti anche se non serve a niente.”

    È un grido di ribellione alla paralisi mentale e spirituale, un invito a vivere anche senza un perché, a ritrovare nel gesto e nel movimento quel senso che la sola mente spesso non sa dare. L’atmosfera diventa ballabile e liberatoria, con sonorità di ispirazione anni ’80: synth, linee di basso galoppanti e voci intrecciate in cori energici che rompono il peso dell’introspezione.

    Nello special, il brano torna in una dimensione più fragile e riflessiva: la voce si fa calma, quasi confessoria, come un ritorno momentaneo alla vulnerabilità del pensiero schopenhaueriano. Ma è solo una pausa: dopo un silenzio improvviso, il ritmo esplode di nuovo, trascinando l’ascoltatore verso la catarsi finale.

    L’ultima sequenza, scandita dal mantra “Muoviti, muoviti”, è una liberazione collettiva e individuale. Il taglio netto e silenzioso finale sulla parola “Fermati” rappresenta un gesto teatrale e simbolico che riporta tutto all’origine: la quiete dopo l’uragano, come se il movimento stesso trovasse senso solo nel suo opposto.

    Commenta la band a proposito del brano: “Il nostro singolo ‘Muoviti’ è una riflessione sull’immobilità interiore e sulla tentazione di chiudersi nel proprio mondo per difendersi dal dolore o dall’incomprensione. È un dialogo con la parte più oscura di noi stessi — e con quella di Schopenhauer, autore de ‘L’arte di conoscere se stessi’, che ha ispirato il brano — a cui abbiamo scelto di rispondere con energia, ritmo e movimento. È un inno al gesto vitale: muoversi, anche quando sembra inutile, può essere l’unico modo per salvarsi.”

    Biografia

    In legge, il Socio Unico «…è un soggetto giuridico autonomo e distinto dalla persona fisica…».

    In musica, “Il Socio Unico” nasce da un’idea di Luca Collodoro (musicista e frontman) il quale, dopo aver maturato diverse esperienze nella scena musicale italiana e londinese, decide di assumersi la piena responsabilità del proprio futuro artistico, coinvolgendo nell’avventura altri due soci unici: Roberto La Monica e Andrea Farina. Una band dal suono netto e sincero che non scende a compromessi e va dritta al punto. Proprio come accade spesso nella vita: quando tutto sembra precipitare, l’unico appiglio è fare affidamento sulla forza che scopriamo di avere solo dopo aver accettato la condizione di essere soli. In quello stesso istante realizziamo di essere soci unici. Ognuno è il Socio Unico della propria vita.

    Le sonorità della band sono la perfetta colonna sonora per le nostre emozioni: dure e graffianti, ma allo stesso tempo morbide e intense. Sentimenti contrastanti che vale la pena di affrontare per uscire dalla propria comfort zone e diventare padroni della propria esistenza.

    Il primo singolo, uscito a giugno 2024, è “Sentinella Immobile” (Needa Records, distribuito da Virgin/Universal Music Group). Il brano fa parte di una più ampia raccolta di canzoni registrate presso lo Zen Arcade di Cesare Basile, con la produzione artistica di Giusi Jp Passalacqua, il fonico di sala Sebastiano D’Amico, la produzione de Il Socio Unico e Guido Andreani, e il mastering di Alessandro “Gengy” Di Guglielmo allo Zenith Area di Monza. Alle registrazioni e alla stesura dei brani ha partecipato anche Giusto Correnti (già batterista di Dimartino, La Rappresentante di Lista, Le Luci della Centrale Elettrica, Nicolò Carnesi).

    A novembre 2024 esce il secondo singolo, “Non Tornare Mai”, che segna la firma con Matilde Dischi, il manager Davide Maggioni e la distribuzione Artist First. Il brano è accompagnato da due videoclip diretti da Eleonora Trebastoni, Biagio Cilia e con la fotografia di Rosario Lo Forte. I due lavori esplorano la stessa emozione da angolazioni opposte: “Outside” si concentra sulla rappresentazione simbolica vista dall’esterno, mentre “Inside” offre un viaggio interiore nei pensieri intimi del protagonista.

    Il percorso prosegue con il terzo singolo “Come un Re”, il cui videoclip vede come protagonista il noto attore Alessandro Cremona. A luglio 2025 esce il quarto singolo, “Ti Porto a Nuotare”, caratterizzato da un sound rock’n’roll “sbagliato” e chitarre frizzanti di matrice anni ’80. Il videoclip, realizzato in totale indipendenza dalla band (regia, montaggio e sceneggiatura) con il supporto delle riprese FPV di Robert Hubbard, ha superato le 20.000 visualizzazioni.

    Il 27 dicembre 2025, a un anno esatto dall’inizio del percorso, la band celebra i propri traguardi con una speciale versione acustica di “Non Tornare Mai”.

    “Muoviti” è il nuovo singolo de Il Socio Unico disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 28 gennaio 2026 e in rotazione radiofonica dal 30 gennaio.

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  • Il sarto della musica italiana Radiosuoff racconta Bari come non l’abbiamo mai vista

    Una città di mare sotto la neve. Bari trasformata in un paesaggio invernale che non le appartiene, una distesa bianca che interrompe l’abitudine e si fa spazio tra i palazzi della costa. Sotto questa coltre inedita, Radiosuoff, all’anagrafe Luca Laruccia, firma il suo atto di riappropriazione artistica con il singolo “Fuori Nevica”.

    Laruccia, l’artigiano delle parole che la critica ha ribattezzato il sarto della musica italiana per la sua capacità di modellare successi per terzi e per la sua sapiente scrittura, decide di riprendersi la propria voce dopo anni passati all’ombra dei grandi palchi nazionali.

    L’artista sveste i panni del chitarrista d’eccezione — già al fianco di giganti come Francesco Renga, Giusy Ferreri, Irene Grandi e star internazionali del calibro di LP e Dotan — per tornare al centro della scena con un brano che, anche grazie alla produzione del Maestro Marco Falagiani e alla co-produzione di Lavù, segna un banco di prova cruciale: l’unione tra una melodia immediata, quasi epidermica, e una narrazione intima e tersa, che recupera la tenerezza dei legami più puri.

    Tutto il racconto gravita attorno a un’immagine tanto ancestrale quanto inusuale: una Bari sommersa dalla neve. Un’idea nata anni fa e oggi cristallizzata in una produzione che fluttua tra il ricordo e la riappropriazione di sé.

    «Questo brano – dichiara Radiosuoff – rappresenta per me una nuova sfida: portare una musica orecchiabile ma con un testo che racconti davvero una storia. Con “Fuori nevica” vorrei trasmettere un messaggio che sembra smarrito: l’amore vissuto con estrema dolcezza, che sia quello tra due amanti o il legame indissolubile tra un padre e un figlio.»

    Questa dedizione alla parola, che lo ha portato a firmare numerosi brani per i circuiti dei grandi festival nazionali, è racchiusa nello pseudonimo scelto: Radiosuoff. Un nome che sottolinea la volontà di silenziare il rumore di fondo e le sovrastrutture, per lasciare che a parlare sia solo la composizione nella sua forma più pura. Un approccio che gli ha permesso di perfezionarsi negli anni come cantautore, raccogliendo risultati importanti con singoli come “Scrivimi”, “Acqua Minerale” e “Amore Discount”.

    La componente visiva di “Fuori Nevica” è destinata a generare un forte impatto, non solo per l’estetica raffinata ma per il suo valore simbolico. Scritto e ideato dallo stesso Radiosuoff e realizzato dal regista Gianluca Giannini attraverso un uso pionieristico e autoriale dell’Intelligenza Artificiale, il videoclip ufficiale trasforma il capoluogo pugliese in un paesaggio onirico e ovattato.

    In questa tela digitale, un non-luogo innevato che sovverte i lineamenti geografici della città, si muove il piccolo Mattia, figlio di Luca. Accanto a lui, a caricare l’opera di ulteriore umanità, la presenza di un’icona del calcio come Igor Protti. L’eroe della Curva Nord, simbolo di una comunità intera, presta il volto a un progetto che mescola vita vissuta e suggestione algoritmica in un momento personale delicatissimo.

    «Ho voluto fortemente un cameo di Igor Protti, eroe indiscusso della città che oggi sta combattendo una battaglia personale difficile – confida Laruccia -. Vedere Bari sotto la neve, seppur con il supporto dell’IA, restituisce un realismo tale da creare scalpore, un’emozione che spero arrivi dritta allo spettatore.»

    Tra riflessi di luce e fiocchi che cadono su una vita che «rotola e si scopre sempre un po’ più scomoda», Radiosuoff dimostra che la vera maestria non sta solo nel saper suonare sui palchi più prestigiosi, ma nel saper attendere il momento giusto per raccontarsi. “Fuori nevica” è il perfetto come back di un artista che ha smesso di stare in ombra per illuminare, con la propria voce, quel sentimento chiamato amore che, alla fine, avrà la forza di sciogliere anche la neve più ostinata.

  • “COSE SILENZIOSE” è il nuovo album di Campi

    Dal 30 gennaio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming “COSE SILENZIOSE”, il nuovo album di Campi realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.

    “COSE SILENZIOSE” è un album che attraversa un presente incerto, fragile e accelerato, e si interroga su come reinventarsi per restare umani. Le canzoni si muovono come piccole forme di resistenza quotidiana, cercando di custodire legami, domande e sogni messi alla prova da un mondo conflittuale che corre veloce e spesso disorienta, proprio quando il rumore di fondo rischia di prendere il sopravvento.

    Commenta l’artista a proposito dell’album: “COSE SILENZIOSE nasce dal bisogno di rallentare e di ascoltare cosa resta quando il rumore del mondo si abbassa. È un disco che parla di fragilità da proteggere, di attenzione e di legami che resistono, anche mentre tutto sembra consumarsi in fretta. Ho provato a raccontare il mio sentire e a osservare il tempo che stiamo vivendo senza dare risposte facili, tenendo insieme intimo e collettivo, paure personali e condivise. Credo che oggi restare umani significhi compiere gesti silenziosi, ma capaci di tenere insieme le persone.”

    TRACKLIST:

    1. TUTTO A POSTO
    2. RIPARARE
    3. COSE SILENZIOSE
    4. MENTRE BOLLIVA LA PASTA
    5. GIRASOLI BIANCHI
    6. RIDERE CON ME
    7. RITMO ARTIFICIALE
    8. SCOMPARIRE
    9. OUTRO


    Biografia

    Andrea Campi, in arte CAMPI, è un cantautore bolognese. Dopo aver intrapreso lo studio della chitarra, del canto e della scrittura, ha conseguito la laurea in Lettere Moderne con una tesi sull’onomatopea nei testi della canzone italiana.

    Il suo album d’esordio, “Un Ballo Di Altalene”, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti di settore, tra cui il primo premio assoluto SIAE e il premio per il miglior testo al “Proscenium Festival” di Assisi. A questi si sono aggiunti il primo premio al “Festival Via Emilia”, il premio NUOVO IMAIE a “L’artista che non c’era” e la vittoria al concorso “Zocca Paese della Musica”, grazie al quale, nel giugno 2024, ha avuto l’onore di aprire il concerto di Vasco Rossi allo Stadio San Siro.

    Nel 2025, Campi è tra i vincitori del bando SIAE “Per chi crea” e pubblica i singoli “TUTTO A POSTO” e “RIPARARE”, brani che anticipano un nuovo capitolo del suo percorso artistico. Durante l’estate prosegue un’intensa attività live partecipando a numerosi festival, esibendosi in apertura ad artisti di rilievo come Michele Bravi in occasione di “Rimini in Musica”.

    Il suo stile indie-pop fonde sapori vintage a un sound contemporaneo, mantenendo i testi sempre in primo piano, quasi a volerli far galleggiare su una struttura sonora ricercata.

    “COSE SILENZIOSE” è il nuovo album di Campi disponibile sulle piattaforme di streaming digitale dal 30 gennaio 2026 realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.                                                                                       

     

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  • Dopo le collaborazioni con Ennio Morricone, Mike Patton e Disney, il “Duca dell’Hammond” Enri Zavalloni entra nella club culture

    La finestra è appannata, fuori è inverno, ma dentro, il tempo rallenta. Neon viola e blu tagliano il vetro come un’insegna che non vuole farsi dimenticare; una drum machine scandisce il passo, i synth scivolano morbidi, l’atmosfera si fa densa, elegante, immersiva. “Sexy Things” di Enri Zavalloni prende forma in questo spazio.

    L’artista che per trent’anni ha fatto dialogare l’organo Hammond con il cinema internazionale – da Netflix alla Marvel – e il jazz-funk più colto, decide di abitare il presente con un brano, edito per Watt Musik, che simboleggia l’approdo di una ricerca. Una ricerca che unisce l’artigianalità del suono analogico alle estetiche digitali della Vaporwave, mantenendo intatta un’identità musicale costruita nel tempo. Nel suo percorso, l’organo Hammond non è mai stato uno strumento tra gli altri. È diventato una firma, un centro di gravità stilistico che Zavalloni ha portato dal jazz-funk alle colonne sonore, dalle collaborazioni internazionali alle produzioni d’autore. Una riconoscibilità che gli è valsa l’appellativo di “Duca dell’Hammond” come espressione di una coerenza sonora precisa.

    “Sexy Things” è un brano a bassa verbosità – poche parole, voci da pista come materia timbrica – che lavora su immaginario, ritmo, sensualità del suono: la sensazione di una fredda notte d’inverno che diventa avvolgente, luminosa e digitale.

    Nella bozza di questo immaginario c’è il camino, certo, ma l’iconografia viene spostata: il calore non passa dai cliché delle feste né da gelide distese innevate, bensì da un’euforia patinata, intrisa di Vaporwave e Chillwave. Una risposta percettiva a mezz’aria tra intimità fisica e desiderio sintetico, dove il passato cessa di essere un riverbero e diventa superficie, colore, texture. È qui che “Sexy Things” intercetta un modo contemporaneo di vivere e abitare l’inverno – più sensoriale, meno rituale – e lo traduce in suono.

    La produzione si muove tra synth pad ampi, riverberi e delay “sognanti”, e un’ossatura ritmica che guarda con rispetto alla Roland TR-808: una citazione tecnica dichiarata, che inserisce il brano dentro una genealogia precisa. Il riferimento visivo è quello dei film notturni e neo-noir – l’eco di Drive e Blade Runner è esplicita nell’immaginario -, ma l’effetto non è freddo: è velluto, è luce artificiale che scalda. In maniera naturale.

    “Sexy Things” è un pezzo pensato per stare bene dove conta l’atmosfera: serie e film con estetica anni ’80, spot che cercano una sensualità sofisticata e “dreamy”, documentari e videogiochi in area retro-futurista. In altre parole: la canzone è già un set, già una palette, già un mood narrativo pronto da agganciare.

    «Con “Sexy Things” – dichiara Zavalloni – ho cercato una dimensione più raccolta. Volevo un suono che fosse in grado di costruire una situazione, più che raccontarla, e che lasciasse spazio alle sensazioni. Dove l’elettronica non serve a ballare, ma a sentire. È il mio modo di tradurre la sensualità di un momento in una grammatica che sia contemporanea, ma che conservi l’anima dei miei strumenti.»

    Lì dove la musica incontra l’atmosfera, “Sexy Things” trova la sua collocazione naturale. Non è un brano da consumo rapido, ma un’atmosfera da attraversare. Enri Zavalloni lavora sul clima, su una scrittura che privilegia la percezione, le sensazioni e la definizione dello spazio come esperienza sensoriale.

  • Antonio Monforte: “Sant’Agata” è il nuovo singolo dedicato alla Santa Patrona di Catania

    Da venerdì 23 gennaio 2026 è disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “SANT’AGATA” (TRP Vibes / Track Records Productions) il nuovo singolo di ANTONIO MONFORTE.

    “Sant’Agata” è un brano che racconta una delle tre feste religiose più importanti al mondo da una prospettiva intima e spirituale. La canzone descrive il legame profondo tra il devoto e la Santa: l’attesa che si rinnova ogni anno, la preparazione, l’incontro. La passeggiata per la città si trasforma così in un cammino spirituale e introspettivo, che culmina nel ritorno a casa, carico di significato e raccoglimento.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Sant’Agata è una canzone che nasce dal desiderio di raccontare, attraverso uno sguardo intimo, religioso e introspettivo, una delle tre feste religiose più importanti al mondo, vissuta dal punto di vista di una persona alla ricerca della pace interiore. È una profonda riflessione che trova la sua espressione più autentica nella solitudine e nel cammino solitario.

    Ho condiviso una prima versione del brano, chitarra e voce registrata semplicemente al telefono, con Riccardo Samperi, che ha subito creduto nel progetto. Grazie alla sua maestria, la canzone ha preso forma, trovando il suono e l’arrangiamento più adatti a esprimerne l’anima profonda”.

    Il videoclip ufficiale di “Sant’Agata”, girato a Catania dal regista Rosario D’Aquino, nasce da un’idea di Antonio Monforte e Riccardo Samperi. La sceneggiatura intreccia i momenti più intensi e toccanti della festa della Santa Patrona con due storie parallele, ambientate in contesti diversi ma unite da un profondo senso religioso e intimo della celebrazione.

    Da un lato c’è il cammino di Antonio Monforte, che esce di casa e attraversa la città a piedi, di sera, fino a raggiungere il mare; dall’altro, una devota che si prepara ad indossare il sacco per percorrere il centro storico, immersa nel barocco dei monumenti e delle chiese. Entrambi affrontano un viaggio che è più spirituale che folkloristico: Antonio vive la festa in modo introspettivo e solitario, fatto di meditazione e preghiera, mentre la devota si abbandona ad un percorso di fede profonda e partecipata.

    Il racconto si sviluppa come un lungo viaggio di tre giorni, seguendo Sant’Agata in processione per le strade di Catania fino all’alba dell’ultimo giorno, quando la Santa viene riaccompagnata in cattedrale. È il momento del saluto finale, che non è un addio ma un arrivederci, prima del ritorno di tutti alle proprie case. I devoti sono interpretati da due veri fedeli, Martina Denaro e Giuseppe Caruso; nel videoclip è presente anche il pittore catanese Nunzio Papotto e il musicista Francesco Messina.

     

    Biografia

    Antonio Monforte è un cantautore, autore, compositore, chitarrista e insegnante di chitarra moderna.

    Inizia giovanissimo il suo percorso artistico, avvertendo fin da subito l’esigenza di esprimersi attraverso il cantautorato e di raccontare storie in musica. La sua formazione e la sua scrittura sono fortemente influenzate dal cantautorato italiano e dalla musica pop-rock degli anni ’70, con un riferimento particolare ad artisti come Bob Dylan. Chitarrista e cantante, porta avanti il proprio progetto cantautorale senza una band fissa, privilegiando una dimensione essenziale e autentica.

    Dopo una lunga carriera come musicista e chitarrista, maturata collaborando con numerose realtà musicali in tutta la Sicilia, avvia nel 2002 un percorso in lingua siciliana con Catania è sulu ccà, brano dedicato alla sua città. Da qui nasce un progetto in dialetto siciliano che lo porta, negli anni successivi, alla pubblicazione di Sugnu pazzu, canzone scelta come colonna sonora del cortometraggio Desiderio in amore, vincitore del Premio “Peppone D’oro” al Festival di Brescello 2005 e finalista al Premio Massimo Troisi.

    Nell’estate del 2008 vince il Premio Rosa Balistreri, nell’ambito della terza rassegna organizzata dall’Assessorato alla Cultura di San Giovanni La Punta (CT), con il brano Generosa e impotente, dedicato alla Sicilia e in particolare a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, brano nel quale canta anche Faisal Taher cantante palestinese ex voce dei Kunserto. Nel 2009 partecipa al X Festival della Nuova Canzone Siciliana, condotto da Salvo La Rosa, con Aspetta l’amuri. Nel 2010 vince il Linguarock Festival e il Telethon Music Festival; nello stesso anno partecipa per la seconda volta consecutiva all’XI Festival della Nuova Canzone Siciliana con Vota Babbacallo e pubblica il CD Semu Siciliani. Nel 2013 riceve il Premio Ara di Giove.

    Nel 2014 torna sulle scene con U Santu, primo singolo estratto dall’album Fuoco Nero, pubblicato a giugno dello stesso anno. Il disco è accompagnato dall’omonimo racconto scritto da Monforte ed edito da Algra Editore, segnando il suo esordio anche come scrittore.

    Nel 2017 pubblica Cuore Tradito, un progetto essenziale registrato interamente chitarra e voce, nato con l’intento di valorizzare le canzoni nella loro forma più pura. I brani affrontano temi attuali, problematiche esistenziali e storie di vita quotidiana in cui è facile riconoscersi. Nello stesso anno realizza i singoli Buonanotte e Natali, pubblicati in occasione delle festività natalizie e accompagnati da due videoclip.

    Nel 2019 nasce Cento Passi, canzone dedicata a Peppino Impastato, eseguita a Cinisi in occasione del quarantesimo anniversario della sua morte. Nel 2021 pubblica un cartone animato ispirato alla favola di Re Artù, arricchito da musiche originali inedite e due canzoni per bambini. A giugno dello stesso anno esce il videoclip Mizzica Pizzica, singolo estivo che valorizza le bellezze della Sicilia e affronta tematiche legate alla tutela dell’ambiente.

    Il 2022 segna l’uscita dell’album Bedda, composto da otto canzoni dedicate alla Sicilia e a figure emblematiche della cultura e dell’impegno civile dell’isola, come Peppino Impastato, Pippo Fava e Rosa Balistreri. Nello stesso anno, in occasione delle festività natalizie, pubblica il singolo Cetti Festi, una riflessione intima sullo stato d’animo di chi vive le ricorrenze con il pensiero rivolto alle persone care che non ci sono più, accompagnato da un videoclip diretto dal regista Rosario D’Aquino.

    Con la sua musica, Antonio Monforte mira a raccontare la vita di tutti i giorni, la sua terra e i personaggi che ne hanno segnato la storia. Tra i brani più rappresentativi del suo repertorio figurano Sugnu pazzu, Rosa e Cento Passi.

    “Sant’Agata” è il nuovo singolo di Antonio Monforte disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 23 gennaio. 

    Antonio Monforte Sito Web | Linktree | TRP Sito Web

  • Piano Olimpico: il concerto Piazzolla loves Gershwin lunedì 2 febbraio al Volvo Studio Milano


    Tango e jazz: alcuni dei brani più famosi dei due grandi compositori americani si mescoleranno nella performance che vedrà protagonisti l’Orchestra Canova, la cantante Paola Fernandez Dell’Erba e il fisarmonicista Nadio Marenco. 

    Ingresso libero al concerto con prenotazione online

    MILANO – Piano Olimpico, il fitto programma di eventi (concerti di classica, jazz e world music, spettacoli di danza, laboratori musicali ma non solo) organizzato dall’Orchestra da Camera Canova, dall’associazione culturale Musicamorfosi e da DANCEHAUSpiù, il centro nazionale di produzione della danza, che concorre alla formazione del palinsesto di appuntamenti denominato Giochi della Cultura che animerà Milano e la Valtellina prima, durante e dopo i Giochi Olimpici invernali, farà di nuovo tappa nel capoluogo lombardo: lunedì 2 febbraio, il Volvo Studio Milano (viale della Liberazione angolo via Melchiorre Gioia, ore 19.30, ingresso libero con prenotazione online su https://tinyurl.com/369xnk3h) ospiterà il concerto intitolato Piazzolla loves Gershwin, protagonisti l’Orchestra da Camera Canova, la cantante argentina Paola Fernandez Dell’Erba e il fisarmonicista Nadio Marenco. Alla base della performance (si tratta di una produzione originale di Musicamorfosi), l’incontro immaginario, nelle strade di New York, tra Astor Piazzolla e George Gershwin, che come pochi altri hanno saputo raccontare la bellezza e la profondità di due città apparentemente lontane come Buenos Aires e la Grande Mela. Con gli arrangiamenti originali di Julian Caeiro e Hernan Fassa, i musicisti eseguiranno sensazionali tanghi a cavallo tra grande classica e jazz e rivisiteranno alcuni dei brani più famosi (da Adios Nonino a Summertime) dei due grandissimi compositori del Novecento.

    Fondata da Enrico Pagano nel 2014, l’Orchestra da Camera Canova si è velocemente fatta notare a livello nazionale come uno dei più interessanti complessi giovanili in circolazione. Nata come una vera e propria start-up di ventenni, la Canova è stata capace di autocostituirsi e trasformarsi in pochi anni in un’orchestra invitata presso le più importanti istituzioni italiane. Dal 2021 è in residenza presso l’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, presso la quale proseguirà la sua residenza fino al 2027. Nel corso degli anni  la Canova ha collaborato con l’Arena di Verona (2020), il Teatro Comunale di Ferrara (2020), il Teatro Sociale di Mantova (2018), Ravenna Musica – Teatro Alighieri di Ravenna (2021), il Teatro Fraschini di Pavia (2023, 2024), il Teatro Dal Verme di Milano (2023), il Teatro Sociale di Como (2024), l’Accademia Chigiana di Siena (2024), il Festival Internazionale di Sintra – Portogallo (2023) e il Teatro dell’Opera di Roma (2024). Con la Canova si sono esibiti artisti come Alessandro Baricco, Leonora Armellini, Gloria Campaner, Erica Piccotti, Vittorio Prato, Tommaso Lonquich, Thomas Hobbs, Mirko Guadagnini e molti altri.
    Dall’autunno del 2023, per volontà dell’assessorato alla Cultura della Regione Lombardia, la formazione diretta da Enrico Pagano è stata chiamata a coordinare e programmare l’offerta di musica classica presso il Teatro di Corte e gli spazi al chiuso e all’aperto della Villa Reale di Monza. La Canova ha quindi iniziato una nuova fase del suo percorso artistico, indipendente dagli inviti di realtà terze e nella quale ha, per la prima volta, realizzato una propria programmazione autonoma. Parallelamente alla sua presenza e al suo ruolo nella Reggia di Monza, l’orchestra continua a muoversi sul territorio delle città di Milano e Varese, presso le quali continua a esportare diverse produzioni.

    La cantante argentina Paola Fernandez Dell’Erba, da tempo residente in Italia, ha svolto nel corso della sua carriera un’approfondita ricerca etnomusicologica della musica sudamericana e del tango tradizionale. Come interprete di tango si è esibita in numerose città argentine ed europee e ha condiviso esperienze e progetti con musicisti e ballerini del calibro di Sexteto Mayor, Miguel Angel Zotto, Los Hermanos Macana, Tangoseis, Tango Tinto, Jorge Bosso, Giovanni Falzone, Nuevos Aires, Orchestra d’archi italiana di Mario Brunello e Amores Tangos. Ha inoltre collaborato con musicisti quali Franco Finocchiaro, Piercarlo Sacco, Paolo Alderighi, Ferdinando Faraò, Javier Pérez Forte, Felice Clemente, Francesco D’Auria ma non solo.

    Fuoriclasse della fisarmonica, Nadio Marenco spazia dal tango alla musica classica, dal jazz al folk fino agli indiavolati ritmi balcanici che affronta con il Rhapsodija Trio di cui è parte integrante dal 2010. Tra le sue tante collaborazioni spiccano quelle con il jazzista Gianni Coscia, il soprano islandese Halla Margret Arnadottir, il Manasco Quintet, l’Ensemble Oblivion, la Fisorchestra Pattacini  e quelle con personaggi quali Bruno Gambarotta, Cochi e Renato, Iva Zanicchi e Memo Remigi. Con il chitarrista Alessio Nebiolo forma un duo stabile che esegue un repertorio orientato alla musica del Novecento, con particolare riferimento ad Astor Piazzolla.

    Il calendario completo di Piano Olimpico è on line qui: www.musicamorfosi.it