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  • “Memoria” è il nuovo singolo di Ralph

    Dal 29 maggio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Memoria”, il nuovo singolo di Ralph (Up Music / Il Branco Publishing SRL). 

    “Memoria” è un brano intenso e malinconico che racconta un amore consumato tra dipendenza emotiva e l’illusione di un sentimento perfetto. Tra immagini evocative e momenti di vita quotidiana, il protagonista si muove all’interno di una relazione che lo svuota, pur restando incapace di liberarsene.

    Anche quando tutto finisce, ciò che resta è indelebile: un ricordo che continua a vivere, impossibile da cancellare. Il brano esplora così il legame tra amore e memoria, mettendo in luce quanto alcune persone lascino segni profondi e permanenti dentro di noi.

    Con sonorità che richiamano il pop e l’R&B, “Memoria” si distingue per la sua forte componente emotiva e per un’interpretazione autentica, capace di parlare a un pubblico ampio e trasversale.

    Nel videoclip, “Memoria” diventa uno sfogo intimo in cui ogni parola cantata richiama un ricordo che riaffiora. Tra rabbia, dolore e consapevolezza, prende forma l’idea che alcune relazioni non finiscono davvero, ma si trasformano in qualcosa che resta dentro. Anche andando avanti, certi amori rimangono impressi: non salvano, non distruggono, ma continuano a lasciare il segno.

    Guarda qui il videoclip: YouTube

    Biografia

    Ralph, artista emergente italiano con origini filippine, ha avviato il proprio percorso musicale da circa un anno, costruendo un’identità influenzata dalle sonorità che lo hanno accompagnato fin dall’infanzia. Cresciuto ascoltando ballad, elemento centrale della tradizione musicale filippina, ha ampliato nel tempo il proprio stile verso il pop anni ’90 e l’R&B dei primi anni 2000. Tra le sue principali influenze figurano artisti come Boyz II Men, Guy Sebastian e Usher, punti di riferimento per sensibilità vocale ed espressiva. Pur senza una formazione accademica, Ralph ha sviluppato il proprio percorso in modo autonomo, guidato dalla volontà di migliorarsi e raccontarsi attraverso la musica. “Memoria” rappresenta il suo debutto discografico ufficiale, realizzato con il supporto del team di Up Music. La sua musica si rivolge a un pubblico senza limiti di età o genere, parlando a chiunque si riconosca nelle emozioni e nelle storie raccontate. Il suo obiettivo è condividere il proprio mondo interiore e creare un legame autentico con chi ascolta.

    “Memoria” è il nuovo singolo di Ralph disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 29 maggio 2026. 

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  • “Colpa del Sole” di DJ Jad, Wlady e Shorty Shok è la canzone che racconta cosa succede alle coppie quando sale la temperatura

    Esce venerdì 29 maggio “Colpa del Sole”, il nuovo singolo di DJ Jad, Shorty Shok e Wlady, una collaborazione nata in studio in modo spontaneo, dopo anni di incroci, intenzioni rimandate e la volontà di mettere insieme tre identità artistiche diverse dentro una canzone che racconta l’estate senza aderire alla sua immagine più patinata.

    Il brano è stato presentato in anteprima nazionale il 26 maggio allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, in occasione de “La Notte dei Leoni”, serata di sport, intrattenimento e solidarietà con le leggende del calcio e volti noti del mondo dello spettacolo. L’appuntamento ha sostenuto la ricostruzione del teatro del carcere minorile di Nisida e le attività della Fondazione Santobono Pausilipon, con un messaggio rivolto in particolare ai giovani, tra inclusione, legalità e contrasto alla violenza.

    Qui la stagione calda non è la solita fotografia da spiaggia, aperitivo e libertà senza conseguenze. È una temperatura che sale anche dentro i rapporti, un accumulo di desiderio, stanchezza, attrazione, nervosismo, aspettative sociali e piccoli cedimenti quotidiani. Il sole diventa il grande alibi di tutto ciò che sfugge di mano: spoglia, confonde, espone, manda in crisi le coppie, altera le distanze, rende più nitido e visibile quello che durante il resto dell’anno rimane coperto, schermato dalla routine e tenuto sotto controllo.

    Mentre ogni estate si riempie di brani pensati per accompagnare la stagione più consumata dell’anno, chiedendo alla musica di diventare colonna sonora, ritornello e corsa al tormentone, “Colpa del Sole” sceglie un’altra angolazione, raccontando il caldo come una condizione che abbassa le difese facendo saltare ogni filtro, il divertimento come territorio pieno di inciampi e la leggerezza come forma intelligente di lettura del presente.

    Il ritornello, «Colpa del sole che ti fa spogliare e manda in crisi quelle coppie innamorate», fotografa un’estate ironica, fisica, un po’ scombinata, dove l’attrazione convive con il caos, la voglia di evasione con i rapporti che si complicano, la promessa di libertà con la sensazione che basti davvero poco per perdere equilibrio.

    Con un testo ironico, pieno di dettagli e frasi che sembrano nate per restare addosso, “Colpa del Sole” mette in fila una serie di elementi — il mare, l’alta marea, le coppie in crisi, le zanzare, il tiramisù, Santa Claus che manca già sotto il sole — e li trasforma in una piccola commedia sentimentale estiva, dove tutto sembra sorridere ma niente è davvero innocuo.

    «L’amore non finisce, ha solo finito i giga» è una delle immagini più efficaci del brano: una battuta che intercetta il modo in cui oggi anche i sentimenti sembrano passare attraverso connessione, disponibilità immediata, notifiche, attese, risposte, assenze. Una frase in un pezzo, certo, ma anche la fotografia di relazioni sempre accese eppure spesso instabili, condizionate dalla reperibilità continua e da quel bisogno di conferme immediate che spesso finisce per complicare anche ciò che sembrava semplice.

    Alla base di “Colpa del Sole” c’è l’incontro tra tre percorsi diversi ma comunicanti.

    DJ Jad, nome centrale nella storia del rap italiano e membro fondatore degli Articolo 31, porta con sé un background che attraversa oltre trent’anni di musica, dagli esordi dell’hip hop nel Belpaese alla stagione dei grandi successi nazionali, fino al ritorno del duo sul palco del Festival di Sanremo nel 2023. La sua figura appartiene a quella generazione di artisti che ha contribuito a portare il rap fuori dalle nicchie, rendendolo un linguaggio popolare, capace di parlare a pubblici molto diversi senza perdere la propria matrice.

    Accanto a lui c’è Wlady, suo fratello minore, DJ e producer dalla lunga esperienza, già presente nella storia degli Articolo 31 con scratch e collaborazioni, poi autore di un percorso che lo ha portato a firmare produzioni di grande impatto commerciale. Nel suo curriculum convivono club culture, pop, dance, rap e mainstream: da “Maria Salvador” di J-Ax, brano certificato multiplatino, fino a “Disco Paradise” con Articolo 31, Fedez e Annalisa, tra i successi più rilevanti degli ultimi anni.

    Il terzo asse del progetto è Shorty Shok, artista, autore e produttore classe 1992, fondatore del Nibiru Studio. Cresciuto tra rap, pop punk, reggaeton e scrittura melodica, nel corso degli anni ha lavorato come autore, producer e vocal producer accanto a nomi importanti della scena italiana, da Vegas Jones a Grido, J-Ax, Gemelli DiVersi e Mondo Marcio, affinando una cifra che connette immediatezza, produzione contemporanea e attenzione alla voce.

    “Colpa del Sole” nasce proprio da questo punto di contatto: il bagaglio di chi ha attraversato stagioni decisive della musica italiana, la competenza produttiva di chi sa leggere il linguaggio pop senza appiattirlo, e lo sguardo di una generazione abituata a muoversi tra generi, formati e immaginari differenti.

    «Era da tanto tempo che dicevamo di volerci beccare in studio, poi finalmente è successo in modo molto naturale – raccontano gli artisti -. Ci siamo trovati, abbiamo iniziato a confrontarci sulle sensazioni legate all’estate, e da lì è nata “Colpa del Sole”. Fin da subito ci interessava raccontare il lato meno patinato della bella stagione, quello fatto di caldo insopportabile, aspettative sociali e rapporti che sotto il sole sembrano complicarsi ancora di più, però con leggerezza e ironia.»

    Il brano lavora su una contraddizione specifica, quella per cui l’estate viene narrata da anni come il tempo del piacere, della spensieratezza obbligatoria, ma nella vita reale è spesso anche il momento in cui tutto si accentua. Le coppie litigano di più, le assenze pesano di più, il corpo viene esposto di più, il confronto sociale aumenta, il desiderio si confonde con il bisogno di fuga. “Colpa del Sole” trasforma questa dicotomia in una canzone dalla scrittura brillante e dal sound pensato per entrare sottopelle senza rinunciare al dettaglio.

    «Per noi rappresenta qualcosa di molto vero e spontaneo – concludono DJ Jad, Shorty Shok e Wlady -. È una canzone che usa leggerezza e ironia per raccontare sensazioni reali, quelle piccole contraddizioni che spesso ci portiamo dietro, soprattutto d’estate.»

    Il videoclip ufficiale, in uscita nel corso delle prossime settimane, vedrà la partecipazione di cameo importanti dal mondo dello spettacolo. La clip accompagnerà il progetto in una seconda fase, ampliandone l’immaginario visivo e rafforzando il carattere corale della release.

    Il brano sarà inoltre accompagnato da un tour, le cui date verranno annunciate nel corso delle prossime settimane attraverso i canali social ufficiali degli artisti. Un ulteriore sviluppo live per una release pensata non solo come singolo estivo, ma come progetto capace di proseguire il proprio racconto anche sul palco, nel contatto diretto con il pubblico.

    Con “Colpa del Sole”, DJ Jad, Shorty Shok e Wlady firmano una canzone estiva che non cerca la perfezione della stagione, ma il suo lato più disordinato e ironico: quello in cui il caldo diventa una scusa, il desiderio un incidente felice, l’amore una connessione che ogni tanto salta, e il sole il colpevole ideale di tutto ciò che non riusciamo più a controllare.

  • “Delinquente” è il nuovo singolo di Digaonthemic feat. Nez Brown

    Da venerdì 29 maggio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Delinquente”, il nuovo singolo di Digaonthemic feat. NEZ BROWN già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 22 maggio.

    “Delinquente” è un brano che racconta le contraddizioni della società contemporanea, tra le illusioni dei social, la ricerca dell’apparenza e la perdita di autenticità. Il pezzo mette in luce un sistema musicale che spesso premia personaggi costruiti più del talento autentico.

    Dal punto di vista sonoro, il brano unisce hip hop e influenze dancehall, mantenendo un’attitudine urban diretta ed energica. Arricchito dal featuring di NEZ BROWN e dalla produzione di JAMES CELLA, il pezzo lancia un messaggio chiaro attraverso un ritornello che diventa manifesto: “Il mercato vuole che tu faccia il delinquente…”. Una frase provocatoria che sintetizza la pressione di un sistema sempre più legato all’immagine e agli eccessi.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Delinquente è uno dei primi brani che ho scritto: metriche e melodie sono nate senza alcuna strumentale, il pezzo suonava già nella mia testa. Volevo raccontare quello che vedo ogni giorno: un mondo in cui spesso conta più l’immagine della sostanza. Sui social e nella musica sembra quasi che tu debba diventare un personaggio per esistere, anche a costo di snaturarti. Questo brano nasce proprio da questa riflessione: oggi”.

    Il videoclip ufficiale di “Delinquente” traduce in immagini la pressione sociale e l’ossessione per l’apparenza raccontate nel brano. La direzione artistica e la regia è stata curata da Andrea Digati, le riprese sono di Luca Liessi (James Cella) e il montaggio di Andrea Digati e Luca Liessi. Girato presso l’Old School Garage USA Car Club di Luca Bortoletti, il videoclip vede anche la partecipazione della fire performer Sary DèVils, contribuendo a rafforzarne ulteriormente l’impatto visivo. Le riprese aeree sono state realizzate da Leandro Schizzi. Il video alterna atmosfere urban e suggestioni cinematografiche, costruendo un immaginario intenso e riconoscibile. Tra fuoco, auto americane d’epoca e ambientazioni che richiamano le prigioni di Alcatraz, il videoclip diventa la metafora di una generazione sempre più intrappolata nei meccanismi dei social network e dell’apparenza. Il fuoco rappresenta il rischio, l’adrenalina e il fascino della visibilità; le auto evocano velocità, lusso e desiderio. Elementi che si intrecciano in una narrazione dal forte impatto estetico, costruita sul contrasto tra autenticità e identità costruita.

    Guarda il videoclip di “Delinquente” su YouTube

    https://www.youtube.com/watch?v=fmoi2MP4lFY

     

     

     

    DIGAONTHEMIC | BIOGRAFIA

    Digaonthemic è un artista italiano nato a Torino il 26 novembre 1990. Inizia a fare musica scrivendo il suo primo testo per un amico in coma. Al suo risveglio forma con lui un gruppo, dedicando il nome al suo migliore amico scomparso qualche anno prima, la musica diventa una necessità. Attivo dal 2011, pubblica i primi progetti insieme ai The Fox, collettivo trevigiano con cui realizza quattro album, la musica negli anni gli ha fatto da padre. Nel tempo evolve in un percorso solista, costruendo uno stile riconoscibile che unisce Rap e Cantautorato con influenze indie e Reggae.

    Il suo sound mescola ritmo, melodia e storytelling, mantenendo un equilibrio tra immediatezza e contenuto.

    Tra i brani più rappresentativi: OCCHI GRANDI, DARLING, RAFIKI e MARACUJA, tracce che sintetizzano la sua visione tra vibrazioni estive, vita vera, contaminazioni culturali e identità narrativa.

    Il progetto si sviluppa con collaboratori, ma la direzione resta autonoma, Digaonthemic cura in prima persona musica e immagine, dai brani ai video, consolidando un percorso indipendente e coerente. La sua musica è un punto di incontro tra esperienza personale e visione contemporanea: un racconto diretto, capace di connettere mondi e linguaggi diversi.

    “Delinquente” è il nuovo singolo di Digaonthemic feat. Nez Brown disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 22 maggio e in rotazione radiofonica da venerdì 29 maggio.

     

     

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  • “Adesso buona fortuna” è il nuovo singolo di Larossi

    Dal 29 maggio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Adesso buona fortuna”, il nuovo singolo di Larossi (Maionese Project) disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 15 maggio.

    “Adesso buona fortuna” è un brano in cui Larossi si muove su un equilibrio sottile tra altruismo e disincanto, rivelandosi, in definitiva, una canzone sui rapporti che non bastano e sulla capacità di riconoscere il momento esatto in cui scegliere sé stessi: un messaggio che parte da una storia intima e personale, ma capace di parlare a chiunque.

    L’artista racconta un legame fatto di tentativi e di ricostruzioni fragili, «come puzzle fatti male senza istruzioni», in cui il sentimento non basta a garantire la tenuta del rapporto. Il brano si apre così a una lettura universale: diventa il racconto di tutte quelle situazioni in cui, nonostante la bellezza e l’intensità, gli incastri semplicemente non funzionano. È qui che emerge il tema centrale della libertà: lasciare andare, anche quando tutto sembrava “giusto”, diventa una forma necessaria di rispetto verso sé stessi.

    Il fulcro del pezzo si sviluppa in una progressione particolarmente efficace nel ritornello: «Ti ho dato una rosa, mi hai reso le spine», «Ti ho dato il sole, mi hai reso un’ustione», «Ti ho dato una stella, ma senza cadere», fino al culmine simbolico di «Ti ho dato la luna». Un crescendo che misura un dare sempre più totale e, al tempo stesso, il divario inevitabile con un ricevere che rimane imperfetto e disallineato.

    Il brano suggerisce che, pur dando tutto, si può finire per ricevere solo dolore. Dietro l’apparente leggerezza del titolo si nasconde infatti un’ironia tagliente: quello di Larossi non è un augurio sereno, ma una resa consapevole; un «adesso arrangiati» che segna la fine definitiva del “noi”.

    Commenta l’artista a proposito del brano: “Adesso Buona fortuna racconta una relazione che nasce in una dimensione privata ma che, in realtà, parla a tutti. È il racconto di quei rapporti profondi e autentici che, nonostante la loro bellezza, non trovano mai gli incastri giusti. Il ‘Adesso Buona Fortuna’ del ritornello è volutamente ironico, non è un vero augurio ma un modo per dire ‘adesso arrangiati’, ed è proprio questa ambiguità a rappresentarmi di più. Dentro c’è l’idea che anche se i sentimenti sono forti, a volte lasciare andare è l’unico modo per restare fedeli a sé stessi e alla propria libertà.”

    Biografia

    Larossi, nome d’arte di Barbara Rossi, è una cantautrice toscana e una delle penne più interessanti del panorama indie italiano. La sua scrittura si distingue per autenticità e immediatezza, capace di raccontare emozioni e dinamiche umane con uno sguardo lucido, ironico e profondamente contemporaneo.

    Il suo percorso artistico si è consolidato rapidamente anche grazie all’attività dal vivo: nel 2026 ha calcato palchi prestigiosi come l’Arci Bellezza di Milano, l’Off Topic di Torino e il Locomotiv Club di Bologna, confermando una presenza scenica solida e sempre più riconoscibile. In precedenza, ha aperto il concerto di Rose Villain e ha raggiunto la finale di Area Sanremo, tappe significative di una crescita costante e ambiziosa.

    La sua musica sta trovando sempre più spazio e attenzione, con brani che definiscono un’identità artistica precisa e in continua evoluzione. L’ultimo singolo, «Adesso buona fortuna», ne è la chiara dimostrazione: un brano che, fin dalla sua uscita, sta ottenendo un ottimo riscontro di pubblico e critica, confermando Larossi come una delle voci in più forte ascesa della scena attuale.

    “Adesso buona fortuna” è il nuovo singolo di Larossi disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 15 maggio 2026 e in rotazione radiofonica dal  29 maggio.

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  • “Someone’s Ready” è il nuovo singolo degli U-MAN

    Da venerdì 29 maggio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Someone’s Ready”, il nuovo singolo degli U-MAN per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

     

    “Someone’s Ready” è un brano che racconta la rinascita personale, il coraggio di rialzarsi e la volontà di tornare a inseguire ciò che sembrava ormai perduto. La canzone fotografa il momento in cui si supera la paura e si sceglie di credere nuovamente in se stessi, lasciandosi alle spalle silenzi, insicurezze e occasioni mancate.

    Dal punto di vista sonoro, il pezzo è caratterizzato da un sound pop rock energico, tra chitarre pulsanti, ritmo incalzante e un crescendo emotivo che accompagna il senso di liberazione espresso dal testo. Le sonorità sostengono un messaggio di riscatto e consapevolezza, trasformando la fragilità in una nuova forza interiore.

    Il singolo racconta quel momento decisivo in cui si comprende che non è mai troppo tardi per ripartire e riprendersi i propri sogni. Un messaggio diretto e vitale dedicato a chi sceglie di smettere di aspettare il momento giusto e trovare finalmente il coraggio di agire.

     

    Spiega il gruppo a proposito del brano: «“Someone’s Ready” è il primo singolo che abbiamo scelto di far uscire perché rappresenta esattamente il punto in cui tutto cambia. È il brano che segna uno spartiacque tra ciò che siamo stati e ciò che stiamo diventando, tra il restare fermi e il decidere finalmente di provarci davvero.

    Dentro questa canzone c’è il senso di un nuovo inizio: la paura, il dubbio, ma anche il coraggio di fare il primo passo senza sapere cosa succederà dopo. Musicalmente guarda avanti, pur portandosi dietro tutto quello che è venuto prima. Per questo abbiamo voluto iniziare da qui: perché “Someone’s Ready” racconta il momento in cui si smette di aspettare e si sceglie di tentare».

     

    U-MAN | BIOGRAFIA

    Gli U-MAN sono una band composta da Jacopo Di Giuseppe (voce), Luca Fareri (batteria), Sebastian Marino (tastiere), Alessandro Borgo Caratti (chitarra) e Fabio Penna (basso). Cinque amici d’infanzia, legati dalla stessa passione per la musica, quindici anni fa decisero di trasformare i loro sogni in una band pop rock. Tra sale prove improvvisate, notti passate a scrivere testi e melodie, e l’energia di chi crede davvero in qualcosa, nacquero decine di canzoni che raccontavano la loro amicizia, le paure e le speranze di una generazione.

    Poi la vita li portò lontano: lavori, scelte diverse, città diverse. La band si fermò, lasciando quelle canzoni chiuse in vecchi demo e ricordi mai dimenticati. Ognuno prese la propria strada, convinto che quel capitolo fosse ormai finito. Ma il destino aveva altri piani. Circa un anno fa, quasi per caso, i cinque si sono ritrovati. Bastarono poche note, qualche vecchia registrazione e la stessa complicità di sempre per capire che quella storia non era davvero finita. Così hanno deciso di riformare la band originale, riportare in vita quei brani e dare finalmente voce a un progetto rimasto sospeso nel tempo. Oggi, con la maturità di chi ha vissuto esperienze diverse ma con lo stesso fuoco di allora, tornano insieme con un obiettivo chiaro: far uscire la loro musica e tentare, ancora una volta, la scalata al successo.

    “Someone’s Ready” è il nuovo singolo degli U-MAN disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 29 maggio.

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  • Il 6 volte Grammy Awards Daniel Ho arriva al Monopolele, il festival italiano di ukulele premiato come migliore al mondo

    Dal 28 maggio al 1° giugno 2026, Monopoli torna ad accogliere un festival che in quattro edizioni ha già ottenuto un riconoscimento internazionale, richiamato pubblico da oltre venti Paesi e generato ricadute economiche dirette superiori ai 100 mila euro per edizione. Nato nel 2022 da un’idea di Mauro Minenna e Salvo McGraffio, il Monopolele – Mediterranean Ukulele Fest ha ricevuto nel 2025 agli Ukies — il riconoscimento più autorevole della comunità globale dell’ukulele — il premio della giuria come Best Festival mondiale. Un risultato che conferma la traiettoria sempre più solida di un appuntamento — sostenuto da Regione Puglia, Grandi Eventi 2026 e dal Comune di Monopoli — ormai capace di produrre attenzione mediatica, movimento turistico, permanenza sul territorio e una rete culturale che da Monopoli si estende ben oltre i confini italiani.

    I numeri aiutano a comprendere la portata del fenomeno meglio di qualsiasi definizione. Nelle ultime due edizioni, circa due terzi del pubblico è arrivato dall’estero, con presenze rilevate da Germania, Francia, Irlanda, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Stati Uniti, Australia e altri Paesi; la permanenza media dei visitatori stranieri supera le cinque notti, l’85% dichiara l’intenzione di tornare l’anno successivo, mentre il ritorno economico diretto generato dal festival nel 2024 e nel 2025 ha superato i 100 mila euro per edizione, distribuendosi tra strutture ricettive, ristorazione, service e fornitori del territorio. In una fase in cui la destagionalizzazione viene spesso richiamata solo in termini generici, Monopolele porta con sé un caso concreto, già leggibile nelle presenze e nelle ricadute locali.

    Il profilo del festival, però, oltre alla capacità di attirare turismo culturale internazionale in Puglia in un momento strategico per l’avvio della stagione estiva, si definisce soprattutto nel modo in cui ha saputo trasformare un immaginario considerato laterale, quasi marginale, in una piattaforma culturale definita, coerente e pubblicamente accessibile.

    Per cinque giorni la città vecchia di Monopoli, il porto antico, le chiese, i chiostri e gli spazi aperti diventano luoghi di concerti, workshop, performance spontanee e jam session notturne, in una formula che mantiene gratuito l’accesso agli eventi principali e che, proprio per questo, allarga il pubblico invece di selezionarlo per soglia economica. La scelta della gratuità, mai messa in discussione fin dalla prima edizione, appartiene alla struttura stessa del festival ed è uno dei tratti più riconoscibili di una manifestazione pensata per fare della partecipazione un elemento costitutivo.

    Sul piano artistico, il cartellone 2026 riunirà nomi di primo piano della scena internazionale. Daniel Ho (Hawaii), sei volte vincitore del Grammy Award, porterà a Monopoli una delle voci più autorevoli della tradizione hawaiana contemporanea; Gaute Søderholm (Norwegian Uke) è il primo musicista ad aver conseguito una laurea in musica folk norvegese con l’ukulele come strumento principale; la francese Jane For Tea unisce chanson e pop acustico con misura e personalità; il duo olandese Sage & Zaza crea un elegante dialogo tra jazz vintage e suggestioni hawaiane; il britannico Arlo Anwin lavora sul suono attraverso loop station e field recordings; il trio slovacco Paper Moon Trio, tutto al femminile, riporta in vita le armonie vocali degli anni Venti e Trenta con arrangiamenti originali. A questi si affiancano Four String Boy, la londinese Ukulele Ska Collective e la pluripremiata Erica Mou nel gran finale di Piazza XX Settembre.

    Una presenza di rilievo particolare attraversa la serie di concerti Sound Embraces in programma nel pomeriggio dal sabato al lunedì: quella del contrabbassista e compositore Paolo Damiani, figura centrale del jazz europeo, già direttore artistico dell’Orchestra Nazionale Francese di Jazz e tra i fondatori dell’Italian Instabile Orchestra, con collaborazioni che toccano Pat Metheny, Enrico Rava, Paolo Fresu e Cecil Taylor. Al Monopolele, Damiani porterà il suo contrabbasso in dialogo diretto con i virtuosi dell’ukulele in concerti che si annunciano come uno degli incontri più imprevedibili del festival. La distanza tra i due strumenti, e tra gli immaginari che portano con sé, è proprio il punto da cui questi incontri prendono forma.

    Il programma 2026 aggiunge a questa impostazione un elemento di rilievo ulteriore. Venerdì 29 maggio, al Sagrato della Cattedrale, circa cento giovani musicisti provenienti dagli istituti di Monopoli, Bari e Sulmona si esibiranno insieme all’orchestra giovanile cubana Son de Sol, che tornerà poi nel gran finale di Piazza XX Settembre accanto a Erica Mou e agli altri artisti della serata conclusiva. È uno dei passaggi più significativi dell’edizione 2026: un incontro che mette in relazione formazione, scambio culturale e dimensione pubblica della musica, in un tempo storico in cui i rapporti tra territori e comunità chiedono spesso di essere raccontati con meno astrazione e maggiore aderenza ai fatti.

    Lunedì pomeriggio, nella Chiesa di Sant’Angelo, il festival ospita “Specchi”, progetto di danza e ukulele con ragazzi e adulti con disabilità accompagnati da Daniel Ho. Il suo rilievo si coglie anche nel contesto che lo accoglie: un festival che presta gli strumenti nei workshop per principianti assoluti, che rende gli spazi pubblici luoghi di partecipazione e che mette professionisti e amatori nelle condizioni di condividere gli stessi momenti sonori. “Specchi” rende percepibile questa impostazione in forma immediata, con un forte impatto umano destinato a farsi ricordare ben oltre la cornice della cinque giorni.

    Alle serate principali si affianca una novità: quattro jam session notturne consecutive all’aperto, dal giovedì alla domenica, condotte da ensemble internazionali invitati: la Ukulele Big Band di Ankara, Ukulele Tuesday di Dublino e un gruppo proveniente da Galway. Una formula che gli organizzatori definiscono “una rarità assoluta nel panorama mondiale di settore”, che rafforza il carattere immersivo di un festival capace di vivere fino a notte inoltrata e di fare della città un organismo musicale continuo.

    Un elemento che distingue Monopolele da qualsiasi altro festival di settore sono le street performance: sei sessioni distribuite nelle tre giornate centrali del festival, in tre luoghi iconici del centro storico — Largo Garibaldi, Piazza Garibaldi, Largo Castello — in cui chi sale sul palco trova uno spazio amplificato e un pubblico che, di giorno in giorno, si allarga. Non un open mic tradizionale, ma una semina musicale continua che trasforma la città intera in palcoscenico e azzera la distanza tra chi suona e chi ascolta. Nei festival di ukulele, questo format esiste spesso in forma ridotta e marginale, ma a Monopoli diventa struttura portante del programma, con sei slot da novanta minuti che nei giorni del festival animano angoli della città che normalmente non ospitano musica amplificata.

    Anche la dimensione digitale contribuisce a confermare la portata raggiunta dalla rassegna. Attorno al festival si è consolidata in quattro anni una community internazionale attiva e fortemente organica, alimentata non soltanto dai canali ufficiali ma anche dalla partecipazione diretta degli artisti ospiti e delle community tematiche globali. La pagina Facebook supera i 12 mila follower, e i reels pubblicati negli ultimi mesi hanno totalizzato quasi un milione di visualizzazioni complessive, con il contenuto più visto oltre le 643 mila views.

    Per questo il Monopolele 2026 acquista una rilevanza che supera il perimetro del festival: perché da Monopoli prende forma un caso italiano in cui musica, apertura, reputazione internazionale e impatto sul territorio convergono in modo ormai troppo chiaro per essere ricondotto al solo calendario degli eventi.

  • A Minori dal 28 al 30 maggio ..incostieraamalfitana.it, con tanti contenuti e sorprese – Annamaria Bovio tra gli Autori piu’ attesi

    La 20a edizione di ..incostieraamalfitana .it Festa del Libro in Mediterraneo, dal 28 al 30 maggio prossimi, sposta l’attenzione verso il mondo dell’infanzia con “…minori di chi?”. Tre giorni che, come spiega Alfonso Bottone, direttore organizzativo della kermesse culturale, “intendono avvicinare i più piccoli, ma anche i ragazzi, al piacere di ascoltare, leggere, giocare, riscoprire, confrontarsi, aiutare. Leggere un libro e/o ascoltare una favola; giocare con il mondo di Walt Disney e Topolino; riscoprire i giochi “meno tecnologici” dei propri genitori; confrontarsi con le criticità del quotidiano come lo scempio ambientale; aiutare i più grandi, attraverso la solidarietà, a venire incontro ai bisogni di chi soffre. Qui sta il senso della nostra proposta, con il supporto del Comune e della Pro Loco di Minori”. Si comincia Giovedì 28 maggio presso l’atrio dell’Istituto Comprensivo “Roberto Rossellini”, sezione di Minori: alle ore 10.00 le “Favole a scuola” con Annalisa Siano e “Le avventure di Siora e il ladro di cervelli”, e con Antonella Alari Esposito e “Colibrì e i fantastici quattro” (Il quaderno). Nella stessa occasione sarà inaugurato il pannello in ceramica realizzato dalla classe IV D, vincitrice del concorso “Favolando 2025”, in collaborazione con la Inner Wheel Club di Costiera Amalfitana, e con il supporto del ceramista Vittorio Ruocco. Ricchissimo e variegato il programma di Venerdì 29 maggio presso l’Aula consiliare del Comune di Minori: alle ore 18.00 l’Associazione Papersera, con Alfonso Torino, giocherà con i più piccoli per festeggiare “Walt Disney…un mondo di fantasia“, quiz con i cartoni animati e i fumetti più famosi della Walt Disney che regalano copie del settimanale “Topolino”. A seguire la premiazione dei vincitori del Contest poetico-fotografico “Verde Poesia!”, promosso dall’Associazione Impronte Poetiche. Il sodalizio salernitano nel pomeriggio sarà protagonista sul Lungomare di Minori di una “Guerrilla poetica”, sotto la guida di Maria Concetta Dragonetto e Felicia Ascolese. L’edizione 2026 di ..incostieraamalfitana .it consegnerà poi uno dei Premi MarediCosta speciale del ventennale a Matilde Tursi, curatrice RAI e attrice cosentina, ideatrice di “In viaggio con Matilde”, un progetto didattico-teatrale con l’obiettivo di avvicinare i più piccoli alla letteratura d’infanzia. Si chiude Sabato 30 maggio: alle 17.00 sul campetto sportivo “Leo Lieto”, con Raffaele Ferraioli e “Il Bello delle Cose Semplici“, bambini e ragazzi si potranno divertire con i giochi di legno e i sogni riciclati dei propri genitori e dei loro nonni. Alle 19.00, infine, alla Bibliomediateca “Angela Maria Lembo”, in “Antonio il piccolo Superman contro la SMA” di Annamaria Bovio un bambino affetto da “atrofia muscolare spinale” ci racconta la sua storia con occhi puri e parole piene di luce. Ma non solo il racconto di una malattia, è infatti anche il viaggio di un piccolo grande eroe che insegna a tutti cosa significa essere forti, sorridere nonostante tutto, e credere in un domani migliore. Un libro che farà ridere, piangere, e infine sperare. Perchè dentro ogni pagina c`è una verità semplice e potente: la vita è una sfida, ma vale la pena viverla con il cuore di un bambino. Con l’acquisto di questo libro si donerà ad Antonio qualcosa di prezioso: la speranza. Ogni euro raccolto è un passo in più verso quel sogno che custodisce nel cuore: imparare a camminare. Alla scrittrice pugliese Pasquale Caiazza, titolare dell’azienda Otowell Acustica & Farmadpiu srl, partner di ..incostieraamalfitana .it, consegnerà il Premio Otowell…con Te per la solidarietà.

    Per saperne di più consultare la pagina facebook @incostieraamalfitana.it o su Instagram incostieraamalfitana.it

  • “Video Pixelati” è il nuovo singolo di Federico Di Battista

    Da venerdì 29 maggio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “VIDEO PIXELATI”, il nuovo singolo di FEDERICO DI BATTISTA per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy. 

    “Video Pixelati” è il brano che dà il nome all’album d’esordio in uscita il 5 giugno. Nel pezzo è racchiuso un dialogo che l’artista immagina con il bambino che è stato, spiegandogli che tutto ciò che verrà va compreso e accettato. È un conforto, ma anche un invito a guardare avanti nonostante i momenti difficili, continuando magari a credere nei propri sogni. Un album rappresenta un sogno raggiunto ed è anche per questo che prende il nome da questa canzone. 

    Spiega l’artista a proposito del brano: “È una canzone molto importante per me, perché è un testo che mi ha permesso di guardare indietro, a qualche anno fa, quando non sapevo nulla della vita. È nata riguardando dei video sul computer, osservando quel bambino spensierato. È una canzone molto personale, ma che secondo me trasmette un messaggio chiaro”. 

    FEDERICO DI BATTISTA | BIOGRAFIA

    Artista romano classe ’95, Federico muove presto i suoi passi nella musica. All’età di 10 anni prende parte del coro di voci bianche diretto da Paolo Lucci prendendo parte agli spettacoli “Pollicino” ed “Il Gatto Con Gli Stivali” e inizia le prime lezioni di canto privato. Appena maggiorenne si trasferisce in Irlanda dove amplierà la sua cultura musicale in varie scuole nella città di Cork. Nel 2016 è tra i coristi del programma “The Voice Of Ireland”. Nel 2019 decide di trasferirsi a Barcellona dove vive tutt’ora. Nel 2020 pubblica il suo primo singolo “Moltissime Cose Di Noi”, prodotto da Adelmo Musso. Nel 2021 conosce Marco Canigiula e la realtà di Cantieri Sonori con la quale scrive il singolo “Il Primo Uomo Sulla Luna”. Nel 2022 produce, concretizza la collaborazione con Marco Canigiula e danno vita, insieme, ad una serie di singoli. Nel 2023 conosce, a Barcellona, il musicista e produttore Pierfrancesco Ceregioli, con cui inizia a produrre il suo primo album da solista in uscita il 5 giugno 2026.

    Dopo “È sempre così”, “Video Pixelati” è il nuovo singolo di Federico Di Battista disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 29 maggio.

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  • Stefano Metteo pubblica “Bocca”: il giovane talento del 2003 pronto a conquistare il pop italiano

    Il giovane cantautore Stefano Metteo, classe 2003, annuncia l’uscita del suo nuovo singolo “Bocca”, disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire dal 22 maggio.

    La musica rappresenta da sempre il cuore pulsante del percorso artistico di Stefano: un legame nato fin dall’infanzia e consolidato negli anni attraverso lo studio del canto, la scrittura e la composizione. Autodidatta al pianoforte e alla chitarra, ha sviluppato uno stile personale che unisce introspezione e sonorità contemporanee.

    Nel corso della sua crescita artistica, Stefano ha partecipato a importanti contest musicali come il Tour Music Fest (semifinalista), Je So’ Pazzo (finalista) e Nokep Generation (semifinalista), esperienze che hanno contribuito a definire la sua identità musicale.

    Dopo la pubblicazione dei brani Celeste, Vegas Vegas Vegas e Paranoie, il 2026 segna una nuova fase della sua carriera con la firma del contratto con Mediterranean Label.

    Bocca è il primo di una serie di nuovi progetti discografici: un brano intenso e viscerale che esplora dinamiche emotive complesse, tra attrazione, vulnerabilità e conflitto interiore. Il testo, diretto e carico di immagini evocative, si muove tra desiderio e consapevolezza, dando voce a una narrazione autentica e contemporanea.

    Con questa uscita, Stefano Metteo conferma la sua volontà di affermarsi come una delle nuove voci più interessanti del panorama musicale emergente italiano.

    Data di uscita: 22 maggio
    Titolo: Bocca
    Artista: Stefano Metteo
    Etichetta: Mediterranean Label

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  • Una voce croata in italiano contro la violenza sulle donne: Nika Komadina pubblica “Donna Viva”

    «Raccogliendo quel che resta della sola volontà
    di tornare donna viva, con la propria dignità.
    »

    Una donna fugge da un amore trasfigurato in terrore, raccoglie quel che rimane di sé e prova a tornare viva. Non vincente, non invincibile. Viva. Con la propria dignità ancora addosso, anche quando tutto sembra aver tentato di strappargliela. “Donna Viva”, il nuovo singolo della cantante italo-croata Nika Komadina, scritto da Rodolfo Vitale, prodotto da kavakava e pubblicato in Croazia nel 2024, nasce da una storia di violenza, paura e allontanamento. Racconta una donna che prova a salvarsi, a ricominciare dal proprio coraggio e a non lasciare che l’umiliazione diventi l’ultima parola sulla propria vita. Il brano arriva ora in Italia insieme al profilo di un’artista già riconosciuta oltre Adriatico: nata da madre italiana e padre croato, Nika Komadina è cresciuta in una doppia appartenenza culturale, sviluppando il proprio percorso tra Croazia, Italia e una formazione internazionale che attraversa musica, performance e professione medica.

    La traccia affronta il tema della violenza di genere collocandolo dentro una storia, in un corpo, nel preciso istante cui una donna comprende che l’amore non può coincidere con l’umiliazione, la paura, l’annullamento.

    In un Paese come l’Italia, in cui il dibattito su abusi e femminicidi continua a occupare cronaca, politica, scuola, cultura e informazione, “Donna Viva” arriva senza cercare immagini forti a tutti i costi: parla di chi trova la forza di andare via, dopo gli insulti, gli schiaffi, le grida, dopo una relazione in cui l’amore è stato usato come luogo di controllo e subordinazione. La parola chiave, nel brano, non è vendetta. È dignità.

    Il testo attraversa le maglie di una libertà fittizia che nasconde il perimetro del controllo, il miraggio di una libertà che funge da paravento alla coercizione, fino ad arrivare alla necessità di allontanarsi da «quel mostro che ha tradito tutto quanto il nostro amore», spostando la narrazione dal trauma alla possibilità, dolorosa ma necessaria, di riprendere possesso di sé.

    “Donna Viva”, infatti, non è la fotografia di una vittima, ma di una persona che vuole restare nel mondo, riprendere parola, non farsi definire dagli abusi subiti. Essere viva, in questo brano, significa sottrarsi a ciò che spegne, rifiutare la normalizzazione della violenza, riconoscere che la dignità non è una concessione, ma una soglia da difendere anche quando la paura toglie il respiro.

    Nika Komadina porta in questa interpretazione un bagaglio che rende il progetto ancora più rilevante per il mercato italiano: un background transfrontaliero e una vocalità densa, capace di muoversi tra le trame della scuderia R&B contemporanea. L’artista, nata e cresciuta in Croazia, riflette la propria parte italiana nella lingua, nel fraseggio e nella naturalezza con cui abita la canzone, mentre la radice croata rafforza una traiettoria già avviata con autorevolezza. Premiata e seguita con attenzione dalla stampa locale, ha collezionato pubblicazioni che ne testimoniano la versatilità espressiva e la solidità di un percorso artistico ormai articolato.

    La sua figura che non arriva nel nostro Paese come una debuttante, ma come un’artista già strutturata, capace di abitare più territori, più lingue e più registri. Parla croato, italiano, inglese e tedesco, ha una formazione musicale che comprende pianoforte, violino e canto solistico, ha perfezionato la dimensione scenica attraverso recitazione, musical theater e film, frequentando anche un’accademia estiva a Broadway, New York. Da bambina si è esibita in numerosi musical in Svizzera, portando sul palco una familiarità precoce con il corpo, la voce e la disciplina della performance live.

    Accanto alla musica, Nika Komadina ha consolidato anche una carriera medica di alto livello: è dottoressa in medicina dentale e magistrata in chirurgia e implantologia. Un elemento che, nel suo caso, non funziona come semplice curiosità biografica, ma come parte di un’identità complessa, fondata su precisione, studio, metodo e sensibilità. Nella sua storia confluiscono scienza e arte, cura del dettaglio e urgenza del canto, professionalità di una carriera medica internazionale e la scelta sempre più chiara di investire nella musica come luogo centrale della propria vocazione. In poche parole, rigore analitico trasposto in urgenza espressiva.

    Negli ultimi anni, Nika ha collaborato con importanti autori della scena croata, tra cui Dragan Brajović Braja, Dejan Kostić e Bane Opačić, consolidando un posizionamento artistico che le ha permesso di imporsi progressivamente nel circuito balcanico. È vincitrice del primo premio della giuria professionale al Marko Polo Fest con i brani “Namjerno” e “Jedino ljubav pokreće nas” per due anni consecutivi, mentre il singolo “Bolje bolje” ha segnato un ulteriore passaggio nella definizione della sua identità musicale, confermandone la capacità di unire intensità interpretativa, scrittura pop e una linea estetica altamente distintiva.

    Con “Donna Viva”, però, non punta soltanto sulla voce, sulla produzione o sulla dimensione internazionale del progetto: sceglie un tema che riguarda la vita concreta di ancora troppe donne e lo porta in una forma musicale accessibile, diretta, emotivamente carica, senza cedere alla semplificazione. La violenza non viene descritta come evento isolato, ma come progressiva perdita di speranza dentro una relazione che avrebbe dovuto proteggere e invece consuma, inganna, imprigiona. Da qui nasce la necessità della fuga come atto vitale: il tempo di allontanarsi, di raccogliere la propria dignità, di tornare a esistere.

    «Ho cantato questo brano perché, come donna, mi sento coinvolta e vicina a tutte quelle donne, purtroppo troppe, che subiscono violenze fisiche e morali, ogni giorno, in ogni parte del mondo – afferma Nika Komadina -. Voglio dare voce a tutto questo con tutta la forza che ho, perché la situazione si fa sempre più drammatica e nessuna persona, nessun potere, può togliere a una donna la sua libertà e la sua dignità. Anche quando le difficoltà e la paura sembrano spezzare il respiro, non bisogna mai gettarsi via. L’amore, se è davvero tale, si fonda sul rispetto, non sull’umiliazione.»

    Il videoclip ufficiale che accompagna il pezzo amplifica la dimensione narrativa del brano, rendendo in immagini la dicotomia tra fragilità e resistenza, tra l’oscurità dell’abuso e la volontà di tornare alla luce. Nika Komadina interpreta il pezzo con una vocalità che non cerca solo tecnica, plauso e potenza, ma partecipazione: il canto segue il peso delle parole, ne accompagna l’eco, ne sostiene la salita, fino a trasformare il ritornello in un rito catartico, una vera e propria epifania di liberazione.

    Per il pubblico italiano, “Donna Viva” rappresenta anche l’ingresso di una nuova voce femminile in grado di unire radici adriatiche, formazione internazionale e una scrittura pop rock orientata a temi sociali. Il debutto italiano della Komadina non è una semplice operazione di lancio su un nuovo mercato, ma l’apertura di una traiettoria che attraversa due sponde, due lingue, due identità, portando al centro una domanda che riguarda tutti, a prescindere dalla provenienza geografica, dalla classe sociale, dall’orientamento politico e religioso:

    quante volte la musica può ancora servire a far luce su ciò che la cronaca racconta ogni giorno, ma che rischia di diventare indistinto, e a volte perfino tollerato, proprio perché reiterato?

    “Donna Viva” risponde scegliendo la via più diretta: una canzone in italiano, una voce croata con sangue italiano, una storia di violenza e rinascita che non chiede compassione, ma ascolto, riflessione e consapevolezza.