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  • “Forse è meglio stare male” è il nuovo singolo di Ruben Coco

    Da venerdì 6 febbraio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Forse è meglio stare male” (Maionese Project) il nuovo singolo di RUBEN COCO, già disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale dal 30 gennaio.

    “Forse è meglio stare male” è un brano che affronta la tematica del distacco e della solitudine. Una “migrazione” mentale e fisica grazie alla quale ritrovare se stessi in una città dalle dinamiche completamente nuove.

     

    Spiega il cantautore e autore abruzzese a proposito del brano: “È una canzone che parla di distanze: quelle che misuri con i chilometri e quelle che senti addosso anche quando non ti muovi. È il mio modo di raccontare quel momento in cui non ti riconosci più, ma continui a cercarti.”

     

    RUBEN COCO | BIOGRAFIA

    Ruben Coco canta da sempre e scrive musica dal 2015. Pubblica nel 2018 i suoi primi singoli “E invece io” e “Non sei più con me” seguiti l’anno successivo da “Io e te”, tutti e tre brani “auto prodotti”. Nel 2022 entra in studio con Luigi Tarquini (Etrusko) e Federico Fontana (Phonez) per la produzione del suo primo disco, una serie di storie-canzoni autobiografiche e universali. Il primo singolo nato dalla collaborazione con i due producer è “Perché non ci riesco”, uscito nel Gennaio del 2023. “Anche se non conviene” è il titolo del suo secondo singolo, il primo dopo la firma con l’etichetta LaPop. È presente su tutte le piattaforme streaming con il suo Ep “Nel frattempo”. Attualmente in studio per la realizzazione del suo disco di cui “Forse è meglio stare male” è il primo singolo estratto e pubblicato con Matilde Dischi.

    “Forse è meglio stare male” è il nuovo singolo di Ruben Coco disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 gennaio e in rotazione radiofonica da venerdì 6 febbraio.

     

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  • “Mai più” è il nuovo singolo di Michee

    Dal 6 febbraio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Mai più”, il nuovo singolo di Michee che anticipa l’uscita del nuovo album di inediti.

    “Mai più” è un brano che mette a nudo la cruda realtà dei conflitti moderni, spesso confusi con memorie storiche sbiadite. Attraverso la testimonianza di Michee, che ha vissuto in prima persona l’orrore dei bombardamenti, il racconto trasforma il concetto di “Mai più” da semplice dichiarazione d’intenti a un imperativo umanitario. Il fulcro del messaggio è una critica aperta alla memoria corta dell’umanità e all’inutilità della sofferenza bellica, ponendo al centro del dibattito pubblico una domanda cruciale: “perché il mondo continua a ripetere gli stessi tragici errori nonostante le lezioni del passato?”

    Commenta l’artista a proposito del nuovo singolo:«Mai più» non è politica, è un grido umano. Un grido contro errori che tornano sempre, contro guerre che fanno soffrire il mondo senza motivo, contro una domanda che non smette di bruciare: perché dimentichiamo, ogni volta, le promesse fatte a noi stessi?”

    Il videoclip di “Mai più”, girato negli studi di TVOberwallis, montato ed elaborato da Dieter Zuber, è un viaggio viscerale nella memoria e nel dolore. Le sequenze catturano l’essenza della sofferenza umana causata dai conflitti: attraverso una narrazione visiva potente e un sound design immersivo, Michee trasforma il trauma in arte. Il video ci ricorda che dietro ogni statistica di guerra batte un cuore e resta una ferita che non si rimargina. Non è solo la cronaca di ciò che è stato, ma un monito urgente sulla nostra cronica incapacità di imparare dal passato.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=NPBtjG5Gq7k

    Biografia

    Michee nasce a Zurigo, ma ha origini lucane. All’età di sei anni il nonno gli regala una fisarmonica: è l’inizio della sua passione per la musica. Dopo anni tra piano bar e orchestre, continua a scrivere canzoni che per molto tempo rimangono nel cassetto. Dopo aver composto brani per Billy Todzo, Larry Woodley e Dhenibe, arriva finalmente l’esordio come solista con i singoli Voglia Di Te, Elettrica, Tu Ce Faci e Quante Vite Costa.

    Nel 2021 l’Espresso ha pubblicato un articolo con l’anteprima del video Tu Ce Faci, mentre Wonderland Magazine ha lanciato in anteprima il video di Pennies, una ballata in inglese. La prima radio nazionale svizzera, SRF 1, gli ha dedicato una puntata della trasmissione Swissmade, con un’intervista e la presentazione dei suoi brani. L’obiettivo di Michee è raggiungere il maggior numero di persone con la sua musica, trasmettendo emozioni autentiche.

    “Mai più” è il nuovo singolo di Michee disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in radio dal 6 febbraio 2026.

     

     

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  • “Malua” è il nuovo singolo dei Sinedades

    Dal 6 febbraio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Malua”, il nuovo singolo dei Sinedades. Il brano, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 Gennaio, anticipa l’uscita del terzo album di inediti del duo per Blackcandy Produzioni.

    Malua” segna una nuova tappa nel percorso dei Sinedades, portando la loro poetica verso una dimensione intima, notturna e sensoriale. Il brano sceglie la via della sottrazione: un tempo lento, arpeggi sospesi e una voce narrativa registrata in Presa Diretta, senza sovraincisioni, per preservare la verità e l’energia irripetibile dell’istante.

    Il brano è una canzone aperta, carica di suggestioni cinematografiche e oniriche. Malua è al contempo persona, simbolo e stato dell’essere; viene descritta come “luna piena” e “foglia intera”, figure che vivono di luce propria e diventano specchio di un dialogo interiore. La narrazione esplora un’intimità fatta di vicinanza immaginata e desiderio contenuto, dove l’attrazione convive con un rispetto profondo che sa custodire la giusta distanza.

    Attraverso questo paesaggio sensoriale sospeso tra sogno e realtà, il duo italo-sudamericano trasforma la relazione con l’altro in un confronto silenzioso con il proprio io. Con “Malua”, i Sinedades confermano una ricerca stilistica basata sull’essenzialità, unendo delicatezza e corporeità in un universo musicale profondamente emotivo.

    Commenta il duo a proposito del nuovo singolo: Malua nasce come una canzone dedicata a una presenza che, in qualche modo, riflette una dimensione a cui aspiro.: piena, centrata e consapevole della propria identità e indipendenza. Nel rapporto con l’altro c’è sempre lo specchio del rapporto con se stessi, e Malua abita proprio quello spazio: tra desiderio e distanza, attrazione e fragilità, attesa e intimità. Cantarla ci riconnette con la nostra essenza: un sound acustico, intimo e fragile. Sono pochi accordi, ma scelti con molta cura, e per noi rappresentano una vera rivendicazione della semplicità.”

    Il videoclip di “Malua” è stato girato al General Recording Studio di Blackcandy Produzioni, lo stesso luogo in cui i Sinedades hanno registrato l’intero disco. Il video fa parte di una serie di riprese live che documentano il processo creativo del duo: ogni brano è registrato e filmato in Presa Diretta, senza sovraincisioni né correzioni, mantenendo tutte le sfumature e le piccole imprecisioni tipiche delle performance reali.

    Lo studio diventa così il centro visivo e sonoro del progetto: uno spazio intimo e autentico, in cui voce e chitarra vengono catturate esattamente così come nascono, senza artifici. L’estetica del video rispecchia quella del disco: suoni naturali, esecuzioni vive e Verità Musicale.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=cXRrqoeTFX4&feature=youtu.be

    Biografia

    Sinedades è un progetto musicale italo-sudamericano nato nel 2015 dalla cantante italiana Erika Boschi e dal chitarrista argentino Agustín Cornejo.

    Ispirati dal Tropicalismo degli anni ’70, viaggiano liberamente tra lingue, scrittura e tradizione, fondendo sonorità latinoamericane con sensibilità mediterranea per costruire un universo musicale personale e profondamente emotivo. Da un punto di vista filosofico, il duo esprime idee e valori umani e sociali, difendendo una visione artistica in cui bellezza e fragilità diventano forme di resistenza e Connessione Emotiva.

    Musicalmente, i Sinedades sono innamorati della musica popolare brasiliana, della Nueva Canción Latinoamericana e della tradizione musicale italiana. Il loro lavoro trova un equilibrio tra eleganza mediterranea e ritmi afro-latini, creando una proposta che unisce radici, modernità e Diversità Sonora.

    Più che una band, Sinedades è un progetto culturale e poetico che celebra l’imperfezione umana e la bellezza dello spontaneo, entrando in risonanza con un pubblico ampio che cerca emozione e autenticità nell’era digitale. Attraverso musica, scrittura, viaggi e un linguaggio visivo fatto di fotografia e video, il duo costruisce ponti tra culture e persone, fondendo arte, emozione e pensiero in un’Esperienza Poetica Condivisa.

    Sinedades sono autori, interpreti, produttori musicali e creatori audiovisivi, oltre a essere ideatori e organizzatori del Firenze World Music Festival, un evento che unisce Italia e Sudamerica attraverso musica e collaborazioni artistiche. Con oltre 700 concerti alle spalle e due dischi pubblicati, stanno attualmente lavorando al loro Terzo Album (in uscita a Febbraio 2026) e a un Tour Internazionale tra Europa e America Latina.

    “Malua” è il nuovo singolo dei Sinedades disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 gennaio 2026 e in radio dal 6 febbraio.

     

     

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  • “Con relax” è il nuovo singolo di Joline Terranova

    Da venerdì 6 febbraio 2026 sarà in rotazione radiofonica “CON RELAX”, il nuovo singolo di JOLINE TERRANOVA, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 gennaio.

     

    “Con Relax” è un brano dalle sonorità R&B e pop-rock, arricchite da elementi elettronici, che racconta la frenesia della vita contemporanea e la pressione costante del dover essere sempre all’altezza, tra notifiche, impegni ed aspettative. Il desiderio di rallentare diventa così un invito a prendersi una pausa, ritrovare sé stessi e restituire valore alla pace interiore.

     

     

    Spiega l’artista a proposito del brano: «Questo brano si inserisce nel mio progetto musicale come un momento di respiro e calma che apre spazio all’ascolto di sé stessi, mantenendo le sonorità intense degli altri miei brani. Il brano celebra il valore del rallentare, del fermarsi in un mondo che corre, con la libertà di scegliere il proprio ritmo di vita quotidiana. A tal proposito questo brano è nato tutto d’un fiato. Una sera, durante una discussione tra me e mio marito, in cui non trovavamo un accordo comune sul pensiero che avevo espresso, vista la sua eccessiva precisione nel fare le cose, io gli dissi: “Relax, relax, relax, prendi la vita con relax”, e da lì iniziai a scrivere il brano in poche ore, ed eccolo qui. Un altro aneddoto che mi ha fatto tanto ridere è che in studio Andrea e Francesco Muratore, co-autori, mi dissero di provare a fare una cosa con la voce ed io risposi che era una cosa impossibile, ma ci provai lo stesso e la feci nello stesso momento. Questa cosa ci fece ridere un bel po’ quel giorno, anche perché voi non lo sapete, ma sono conosciuta come la signora “non si può fare”, ahahahah, e dopo due secondi riesco a fare ciò che non penso di saper fare».

     

     

    Il videoclip di “Con Relax” è stato girato presso il Limen Wellness Hotel di Campofelice di Roccella, in provincia di Palermo. Le riprese e il montaggio sono a cura di Plances Film, con la regia di Joline Terranova e Nico Bellone, e la partecipazione di comparse e attori.

    Il video alterna immagini di frenesia quotidiana a sequenze ambientate in un centro benessere, dove vapori, acqua e luci calde segnano un netto cambio di ritmo. Piscina e momenti di pausa diventano elementi visivi centrali, accompagnando lo sviluppo del brano e sottolineandone il messaggio: rallentare, prendersi spazio e ristabilire un equilibrio personale come gesto consapevole nel presente.

     

    Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=vbZRPzq9HT4

     

    Biografia

    Maria Grazia Terranova, in arte Joline, deve la sua cultura pop agli ascolti che faceva fin da bambina. Quando è riuscita a creare la propria band, Joline ha ripescato la musica che l’ha formata, da Battisti a Lennon, senza disdegnare il beat dei complessi anni ’60/’70 non solo italiani, adeguandosi ai tempi con sonorità moderne e sposando anche le ballade acoustic version. Grazie a queste molteplici esperienze canore, oggi Joline spazia dal pop al rock, dal reggae al soul fino alla disco, quindi non resta altro che ascoltarla in uno dei suoi live, dove rende al massimo grazie alle sue naturali doti vocali. Dopo anni di ascolti e interpretazioni, Joline decide di comporre testi e musica, diventando anche cantautrice e trattando temi intimistici che fanno parte del suo vissuto e in primis delle sue emozioni, lasciando con umiltà a voi ogni giudizio.

    L’eccellente formazione musicale di Joline si deve ai suoi studi accademici e all’accesso all’Accademia “Area Sanremo”. Specializzata in musica impattante, annovera nel suo percorso artistico esperienze in studio che le hanno dato la possibilità di essere notata da importanti produttori, tra cui Piero Cassano dei Matia Bazar, e convocata nelle sedi di alcune importanti etichette discografiche italiane come Sony Music e Warner Music.

    Grazie al suo talento, Joline ha avuto l’occasione di fare provini per artisti italiani e direttori d’orchestra come Beppe Vessicchio, Fio Zanotti e Mauro Mengali (famoso cantante degli Oro), con cui ha collaborato insieme a Rory Di Benedetto (autore/compositore di artisti come Marco Mengoni, Lorenzo Fragola, Anna Tatangelo ecc. e recentemente giudice alle sfide di Amici di Maria De Filippi e auditore di X Factor) per la realizzazione di un brano inedito nell’anno 2013, classificatosi tra i 60 semifinalisti per Sanremo Giovani 2014.

    Joline ha partecipato a programmi televisivi importanti come The Voice of Italy su Rai Due nell’anno 2013 (con Riccardo Cocciante, Raffaella Carrà, Piero Pelù e Noemi) ed è stata finalista in coppia con Fausto Leali al programma I Raccomandati su Rai Uno, condotto da Pupo, nel 2011.

    Attualmente Joline continua la sua gavetta esibendosi in pubblico e rigorosamente live. È impegnata durante il 2025 in collaborazioni insieme a Fausto Leali per concerti in Sicilia. Da qualche anno è diventata autrice di testi e musica insieme ad Andrea Muratore e Francesco Muratore, anche arrangiatori e produttori esecutivi insieme alla stessa Joline del singolo pubblicato e già presente sulle principali piattaforme digitali (tra cui iTunes, YouTube, Instagram, Facebook, TikTok, Spotify ecc.).

    Attualmente è in studio per nuove composizioni ispirate ad accadimenti ed emozioni vissute in prima persona e non. Le sue nuove composizioni aprono le porte a suoni ricchi di contaminazioni, attingendo dalla musica pop, soul e R&B.

     

    “Con relax” è il nuovo singolo di Joline Terranova disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 gennaio e in rotazione radiofonica da venerdì 6 febbraio 2026.

     

     

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  • “A Gambler’s Demise” è il nuovo album degli State Of Neptune

    Da venerdì 6 febbraio 2026 sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale, cd e vinile “A Gambler’s Demise” (Overdub Recordings), il nuovo disco degli State Of Neptune.

    “A Gambler’s Demise” è un disco che ruota attorno al tema della consapevolezza e al rapporto dell’essere umano con la sofferenza. Un interrogativo antico quanto la storia: se il dolore è inevitabile, che uso possiamo farne? Nel corso dei secoli, concetti come caso, fortuna, destino e divinità sono nati dal tentativo di dare un senso a questa domanda. L’album si confronta apertamente con l’idea della “scommessa” come risposta esistenziale: affidarsi ad una promessa futura, delegando altrove il significato della propria vita. Il lavoro discografico mette però in discussione ciò che si perde in questo affidamento: la possibilità di scegliere nel presente un percorso autonomo, libero da dogmi e imposizioni. La fine dell’azzardo diventa così il simbolo di un cambio di prospettiva, che rimette al centro l’essere umano, le relazioni, la natura e il valore delle cose semplici. L’album invita a riconoscere e celebrare il qui e ora, rivendicando il senso dell’esistenza come esperienza concreta e condivisa, senza rimandarla ad una promessa astratta di salvezza futura.

    Spiega la band a proposito del nuovo album: «“A Gambler’s Demise” è per noi un nuovo inizio e una fine, come da titolo. Non una fine della vita della band, beninteso, quanto più di un lungo e densissimo primo ciclo di vita, con tutte le storie e le esperienze che ha portato con sé. Il cammino della nostra band ha avuto un incipit atipico: il primo disco “Pulp Of Stones” (2022) è stato scritto e inciso solo da Frallo (chitarra/voce) e Manfredi (batteria). Elia ancora non lo si conosceva, ma sarebbe entrato nella band più o meno alla vigilia di quella pubblicazione. Da lì in poi, tutti e tre insieme, abbiamo vissuto tantissime esperienze e momenti bellissimi come band, ed abbiamo scritto tantissimo. “A Gambler’s Demise” racconta di questi anni insieme: delle nuove amicizie che abbiamo vissuto, delle fasi difficili che ognuno di noi ha attraversato personalmente e collettivamente, di nuove rivelazioni che abbiamo avuto sulla vita e sul senso di essere in una band, delle nostre opinioni su ciò che accade nel mondo e su quello che vorremmo accadesse, e infine, sul senso profondo di connessione alla vita che proviamo quando siamo con le persone a cui vogliamo bene, quando suoniamo in sala o su un palco, o quando ci troviamo di fronte alla bellezza della natura, della storia della nostra terra e del mondo. Sappiamo già dove vogliamo andare come band e cosa verrà dopo questo disco, e, proprio per questo, esso rappresenta simultaneamente una chiusura e un’apertura: musicalmente si connette a quello che abbiamo già seminato in passato, lo espande, lo arricchisce di tante nuove sperimentazioni e, infine, guarda più in là a quello che sboccerà nel futuro prossimo».

     

     

    “A GAMBLER’S DEMISE” TRACKLIST

    1.Now I Remember My Face Again

    2.Killersplinter

    3.Friendlywords

    4.Pool Of Consciousness

    5.Breathoftheworld

    6.Stone Lady

    7.A Gambler’s Demise

     

    Biografia

    Gli State Of Neptune sono un power trio di Palermo. Amano i suoni grossi e saturi e saturarsi le orecchie quando suonano dal vivo. Sentono la loro musica come un tributo all’isola in cui sono nati, tra mare e montagna, isolazionismo e accoglienza, attaccamento e migrazione. Hanno iniziato il loro percorso nel 2022 con l’album “Pulp Of Stones”, con brani per loro fondativi come Fury ed Endolith. Si ispirano a tutti i generi che amano, dal punk allo stoner, passando per il post-metal e l’alternative (alcuni nomi importanti per loro: Slint, Boris, Kyuss, QOTSA, Tool, Gilla Band, Nine Inch Nails).

    Anticipato dai singoli “Killersplinter” e “Now I Remember My Face Again”, “A Gambler’s Demise” è il nuovo album degli State Of Neptune pubblicato da Overdub Recordings disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale, cd e vinile da venerdì 6 febbraio 2026.

     

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  • Dreaming San Marino Song Contest: dal 12 al 15 febbraio al via Stage & Live Academy (LA), 27 nazioni qualificate, 240 artisti in gara

    Dal 12 al 15 febbraio 2026 si terrà lo Stage & Live Academy (LA) del Dreaming San Marino Song Contest, fase centrale del percorso di selezione che segue la fase di “Casting” e che sarà dedicata alla preparazione e alla valutazione degli artisti ammessi.

     

    Allo Stage & Live Academy (LA) accedono 27 nazioni, per un totale di 240 artisti. Un risultato che Media Evolution accoglie con soddisfazione, evidenziando la qualità delle proposte selezionate e la significativa presenza di artisti internazionali.

    “La qualificazione di 27 nazioni e 240 artisti alla fase Stage & Live Academy conferma la solidità e l’attrattività internazionale del progetto. La qualità artistica emersa e la varietà delle provenienze rappresentano una fotografia autentica della musica contemporanea, capace di attraversare confini e linguaggi.

    San Marino si prepara ad accogliere una comunità artistica globale presso la Sala Polivalente – Auditorium Little Tony di Serravalle, trasformandosi in un punto di incontro tra culture, professionisti e nuove visioni musicali. Un risultato che testimonia una presenza reale e credibile sul territorio mondiale, costruita attraverso la competenza e la costanza”, dichiara Media Evolution.

    Le nazioni qualificate alla fase dello Stage & Live Academy (LA) sono: Albania, Austria, Belgio, Croazia, Estonia, Francia, Germania, Irlanda, Israele, Italia, Lituania, Messico, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, San Marino, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina.

     

    L’Academy è finalizzata a preparare i partecipanti per l’esibizione cruciale davanti alla Giuria di esperti. L’intero programma sarà diviso in 8 sessioni (LA), ciascuna composta da 30 concorrenti.

    L’obiettivo è selezionare i migliori: da ognuna delle 8 sessioni, 5 concorrenti otterranno il pass per le semifinali. Questo porterà ad avere un totale di 40 artisti ammessi alle due Semifinali (20 per ciascuna Semifinale).

    Il calendario dettagliato di tutte le sessioni sarà deciso da Media Evolution (ME) e verrà tempestivamente comunicato ai concorrenti tramite pubblicazione sul Sito ufficiale del “Dreaming San Marino Song Contest”, nella sezione dedicata “Stage & Live Academy”.

    Il San Marino Song Contest svela le novità della sua nuova edizione.

     
    Le semifinali saranno trasmesse il 4 e 5 marzo su San Marino RTV canale unico 550
    , ciascuna con 20 concorrenti provenienti da “Dreaming San Marino Song Contest”, e la Finalissima il 6 marzo 2026, con la conduzione di Simona Ventura in diretta sempre su San Marino RTV con 10 concorrenti finalisti emergenti e 10 big in gara.

    Denny Montesi, amministratore unico di Media Evolution, è stato nominato Head of Delegation per l’Eurovision Song Contest. Sarà affiancato da Valentina Monetta, artista sammarinese che ha rappresentato San Marino all’Eurovision quattro volte, in veste di Ambassador. La coppia sarà responsabile di guidare la delegazione sammarinese all’Eurovision Song Contest e di promuovere il talento artistico della Repubblica di San Marino a livello internazionale.

    SAN MARINO SONG CONTEST
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  • Dalla cattedra al microfono: il rapper e insegnante di storia Rigo torna con un concept album che ridefinisce i confini del conscious rap italiano

    C’è un luogo in cui le storie nascono, si sviluppano, magari si interrompono, ma non si esauriscono mai del tutto perché scelgono di sostare. Un luogo in cui i saluti non sono mai definitivi e i ritorni non sono mai casuali: Rigo lo chiama “Al Porto” (Watt Musik), un’opera di 11 tracce che prende forma tra banchine e moli, dove i venti non si limitano a soffiare ma invertono la rotta dei pensieri. Un punto di raccolta per esistenze ordinarie, per vite che si sfiorano senza incrociarsi davvero. Per pensieri che restano ancorati alla linea di costa, o forse solo ormeggiati a ridosso del tempo che scorre, come le barche prima della partenza.

    Rigo, insegnante di storia per vocazione e rapper per necessità espressiva, architetta un disco che è, a tutti gli effetti, un’analisi antropologica delle solitudini e delle inerzie contemporanee. Il porto, scenario fisico e simbolico del progetto, smette di essere una semplice cornice paesaggistica per farsi avamposto critico: uno spazio dove le vite si affacciano senza spiegarsi, dove le storie non hanno nulla di sensazionale ma esistono, semplicemente. Una dimensione in cui il rap recupera la sua missione originaria di narrazione del reale, depurandosi da ogni cliché di genere per farsi lingua affilata, consapevole e profondamente radicata nel tessuto sociale del Paese.

    Il disco si articola come una sequenza di “storie di bordo” che sono, in realtà, riflessioni sulla nostra collocazione nel mondo. Rigo non inventa né costruisce personaggi. Osserva le persone.

    C’è Sergio, il vedovo che guarda indietro e fa i conti con le parole non dette.
    C’è il ragazzo che promette di non tornare e poi torna.
    C’è la surfista che cerca nell’alba la sua onda.
    C’è il prete che interroga la propria fede, e con lui il dubbio laico di chi si specchia nella crisi delle istituzioni morali.
    C’è il pescatore che ha rinunciato all’arte per restare ancorato al lavoro.
    C’è una coppia che attraversa il dolore per ritrovarsi.

    Non parlano tra loro. Ma si riconoscono nell’ombra che proiettano sulla banchina. E nello sguardo lungo che rivolgono all’orizzonte.

    Rigo annota, senza giudicare. La sua scrittura analitica evita l’emozionalismo per privilegiare la verità del racconto. Una verità laterale, capace di illuminare gli angoli meno battuti della quotidianità. Il suo rap non guarda alla società con cinismo, ma con occhio storiografico, rintracciando nelle piccole liturgie quotidiane di un pescatore o nella solitudine di una surfista i segni di una dignità ferma, stanziale, che non teme la marea e, per questo, persiste.

    La title track, architrave di tutto il progetto, diventa una cerniera tra ciò che siamo e ciò che abbiamo il coraggio di dire, erigendo il mare a tribunale silenzioso che accoglie le nostre omissioni. Un mare che a volte accoglie, a volte respinge, a volte restituisce ciò che sembrava perduto, lasciando che siano i silenzi tra un’onda e l’altra a suggerire la direzione.

    “Al Porto” riesce a far convivere la metrica del beat con il rigore dell’analisi storica, suonando ritmicamente moderno e intellettualmente antico, senza averne paura.

    Se in “Temporale Estivo” — brano apripista che ha già segnato una linea di demarcazione nel racconto della genitorialità — il clima era pedagogico, nell’album questa visione si espande a ogni ambito dell’esistenza. Rigo, pur non confezionando soluzioni ottimizzate o messaggi rassicuranti, muove una proposta profondamente positiva, fondata sull’idea che la conoscenza di sé e della propria storia sia l’unico equipaggiamento possibile per navigare l’incertezza.

    Un pezzo come “33 Giri” evienzia i nervi scoperti di un discorso che rivendica la necessità di applicare il pensiero critico. Nella vita, come su un beat.

    Il maestrale che porta via un figlio, il garbino che ne annuncia un altro, sono i segnali di una natura che scandisce il tempo come un metronomo silenzioso. In “Incipit“, l’artista cesenate mette in chiaro le coordinate del viaggio della vita: dalle morti del Serapeo fino alla stanza che contiene il cosmo, l’invito è quello di leggere le “istruzioni per l’uso” prima di provare a definire cosa significhi essere umani. Una storiografia applicata al flow, in cui il naufragio non è mai fine a sé stesso, ma funge da tessuto connettivo tra le epoche.

    Ne “Il marinaio e la sua sposa“, in feat. con Iam Elle, l’odore di pescato e l’aurora che sovrasta il fronte non sono suggestioni romanticizzate, ma simboli dei pesi effettivi di una stiva che trattiene vite scisse tra il mare e il mutuo a tasso fisso. La solitudine di chi vive “l’orizzonte al contrario” si specchia in quella di “Naufragio” (feat. Slat e Iam Elle), dove il mare accoglie per non annegare l’identità. Qui, Rigo smaschera l’indifferenza di uno spoken world che separa l’umanità per giorni della settimana, richiamando l’archè di Talete per trovare un rifugio, una domus, contro le anime inquiete sulle sponde del Lete.

    Infine, con “Segni d’arena“, il disco raggiunge la sua consapevolezza più alta: l’arte della voce come unico segno permanente contro l’afonia del tempo. Non c’è spazio per compiacersi, solo per una grafia che è simbolo di movimento, un’essenza di prosodia che resiste anche quando l’onda cancella la battigia. La narrazione si chiude così in un eterno ritorno: dalla madre da cui si esce “individuati ed emancipati” fino al carro d’Apollo, ricordandoci che la vita, proprio come il mare, può avere alti e bassi, ma alla fine è una marea che ci consola per gravità.

    Laddove la società premia l’evasione, “Al Porto” impone una contrapposizione: quella di chi sceglie di raccontare la permanenza. Rigo dimostra che il rap può e deve essere un veicolo di complessità, uno strumento per tradurre il disordine del presente in una forma dotata di senso e dignità. È un album progettato per un ascolto stratificato, capace di attrarre l’attenzione di chi cerca nella musica non solo un sottofondo, ma un interlocutore.

    Al termine di questo viaggio tra moli e maree, non resta solo il suono di una brezza che sussurra al domani, ma la solida consapevolezza che la musica, quando è sorretta da una necessità espressiva, possiede ancora il potere di trasformare la cronaca di una vita nell’epica di una società intera.

    Rigo sceglie di restare sulle persone, sui legami, sui vissuti che non si archiviano. E da lì, continua a osservare.

    “Al Porto” – Tracklist:

    1. Incipit
    2. 33 Giri
    3. Amor In
    4. Il Marinaio e la sua Sposa (feat. Iam Elle)
    5. Prima Era
    6. Naufragio (feat. Slat e Iam Elle)
    7. Al Porto
    8. Segni d’Arena
    9. Mare d’Inverno
    10. Esco Vago Torno
    11. Temporale Estivo (feat. Paco)

  • “A mio agio con te” è il nuovo singolo di Gemini

    Da venerdì 30 gennaio 2026 è in rotazione radiofonica “A MIO AGIO CON TE” (FDAM), il nuovo singolo di GEMINI, estratto dal disco “UNIVERSI”, già disponibile dal 21 novembre su tutte le piattaforme di streaming digitale e in formato fisico.

    Il brano “A mio agio con te” racconta la leggerezza e la serenità che si provano quando ci si sente davvero “a casa” accanto a qualcuno: un’emozione di pace che nasce dalla semplice presenza dell’altro e dalla possibilità di essere se stessi, senza maschere né paure. La canzone non segue la retorica romantica dei grandi drammi sentimentali, ma descrive invece l’amore come una connessione autentica e quotidiana: è fatto di gesti sinceri, silenzi compresi, respiri condivisi e piccole vittorie personali. È l’amore che non chiede spettacolo, ma che si costruisce nella fiducia e nel rispetto reciproco.

    La scelta di un tono morbido e una scrittura gentile rende il pezzo un vero e proprio inno alla semplicità e all’autenticità dell’amore quotidiano.

    «“A mio agio con te” è una canzone a cui sono legato in modo speciale. È nata con un destino preciso: Sanremo. Quando Giordano Spagnol ci ha fatto ascoltare il primo provino, io e il mio produttore Gerolamo Sacco ci siamo guardati negli occhi e abbiamo avuto la stessa identica sensazione: questa è una canzone da Festival. Aveva dentro quella magia rara, elegante e senza tempo, che non ha bisogno di urlare per farsi ascoltare», dichiara Gemini.

    Il videoclip di “A mio agio con te” traduce in immagini il cuore emotivo del brano, raccontando la sensazione di sentirsi finalmente nel posto giusto, accanto alla persona giusta. Un racconto visivo intimo e delicato, che descrive un amore fatto di presenza, ascolto e sintonia, lontano da eccessi e dichiarazioni plateali, dove non serve dimostrare nulla: basta esserci, e tutto trova il suo equilibrio. Girato nella cornice elegante e senza tempo del Teatro Comunale di Fiuggi, il video si sviluppa su due piani narrativi che dialogano tra loro. In uno, Gemini e la ballerina Emanuela Micallo si trovano insieme nei palchi sopraelevati del teatro, uno spazio sospeso e quasi segreto che diventa metafora di un luogo emotivo protetto, dove l’amore può esistere lontano dal rumore del mondo. Nell’altra ambientazione, Gemini è seduto in platea e osserva Emanuela danzare sul palco. I movimenti, coreografati da Luigi Liccardo dell’Ateneo della Danza di Napoli, diventano linguaggio dell’anima: ogni gesto racconta ciò che spesso non si riesce a dire a parole. Guardandola danzare, Gemini trova una pace profonda, come se quei movimenti dessero forma ai suoi sentimenti.

     

    Guarda il videoclip di “A mio agio con te” su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=qxdfKRtS70w

     

    Con l’album “UNIVERSI”, Gemini raccoglie tutto il suo percorso: un mosaico di esperienze, collaborazioni e ricerca personale che lo confermano come una delle voci contemporanee più sincere e visionarie della nuova scena cantautorale italiana. Il disco è un viaggio attraverso l’amore in tutte le sue forme: quello che arriva all’improvviso e può cambiare la vita, quello che fa correre più veloce di ogni limite, quello che sa di mare, di sogni e di vertigini. Ogni canzone è una fotografia diversa dello stesso sentimento, capace di accendere ricordi e nuove speranze. Dalla leggerezza di un “Ti vengo a prendere” fino alla profondità degli “Universi” che si incontrano, il disco intreccia intimità e immaginazione, realtà e sogno. È un racconto sincero, profondo, che lascia spazio a chi ascolta di ritrovarsi dentro ogni parola e ogni melodia.

     

    Spiega il cantautore a proposito del disco: “Ho scritto queste canzoni insieme alla mia squadra di lavoro nei momenti in cui avevo bisogno di dare un nome a ciò che sentivo. Parlano d’amore, ma non solo come emozione romantica: l’amore che salva, che ferisce, che ti fa crescere e che a volte ti spinge a guardare oltre il cielo. Questo album è il mio modo di mettere ordine tra i ricordi, le paure e i sogni, e trasformarli in musica. Non cerco risposte, ma connessioni: se anche solo una persona si riconoscerà in queste parole, allora avrò raggiunto il senso di tutto”.

     

    Biografia

    Gemini è un cantautore italiano capace di coniugare la profondità della scrittura d’autore con sonorità contemporanee, dando vita a canzoni autentiche che raccontano emozioni quotidiane, sogni e fragilità. La sua cifra stilistica si distingue per intensità narrativa, originalità melodica e una forte attitudine da performer.

    Debutta nel 2013 con l’EP Fuori di testa, prodotto da Ettore Diliberto in collaborazione con Alberto Radius, scalando le classifiche Mondadori e Sorrisi & Canzoni. L’anno seguente pubblica Chissà che sarà, registrato nei leggendari Abbey Road Studios di Londra sotto la supervisione di Simon Gibson (già al fianco di Beatles, U2, Paul McCartney).

    Nel 2017, il brano vince il primo contest nazionale organizzato dalla rivista britannica Classic Rock, distinguendosi tra centinaia di proposte italiane.

    Nel corso degli anni si esibisce in prestigiose rassegne come Emilia Live e La Notte delle Chitarre, condividendo il palco con grandi nomi della musica italiana. Collabora con artisti del calibro di Mario Schilirò (Zucchero), Alberto Rocchetti (Vasco Rossi) e molti altri.

    Nel 2019 pubblica La superficie, entrato nella classifica Indie Music Like e accompagnato da un videoclip con Ricky Memphis. Nello stesso anno esce La mia canzone, con la partecipazione straordinaria di Alessandro Haber nel videoclip.

    Il 2021 lo vede in apertura ai concerti di Anna Tatangelo, Ron e James Senese, oltre a un live in collaborazione con l’attore Leonardo Bocci. Pubblica il singolo Come si fa, presentato alla Milano Music Week, e partecipa a programmi televisivi su Rai 1 (The Band con Carlo Conti), Canale 9 (Don’t Forget The Lyrics) e Rai 2 (Viva il Videobox di Fiorello).

    Nel 2022 vince il Premio Mia Martini nella categoria Emergenti con il brano Sapore d’estate. L’anno successivo partecipa al Premio Ravera e pubblica La volta buona, presentato in diretta su Rai 1 nel programma di Caterina Balivo.

    Nel 2024 si aggiudica il Vertical Music Award a Casa Sanremo per il videoclip di La volta buona. Ad aprile pubblica Questo strano viaggio, prodotto da Danilo Cherni e Maurizio Perfetto, musicisti storici di Antonello Venditti. A giugno rende omaggio a Rino Gaetano con una personale rivisitazione di Mio fratello è figlio unico, seguita a novembre da una versione moderna dell’Inno d’Italia, girata in Piazza del Campidoglio con il coro Le Dolci Note.

    Nel 2025 è protagonista del programma Bellissima Italia su Rai 2 e ospite nei format Sogni di gloria (Rai Radio 2), Videobox e Vertical Music durante il Festival di Sanremo.

    È ospite al Festival dello Spettacolo a Milano organizzato da TV Sorrisi e Canzoni e presenta il brano “Corri”

    Il nuovo album “Universi” è disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire dal 21/11/2025 e il singolo che dà il nome all’album è in classifica italiana indipendenti e in distribuzione video su tutte le Tv nazionali.

    Dopo “Ti vengo a prendere”, “Corri” e “Universi”, “A mio agio con te” è il nuovo singolo di Gemini disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 21 novembre e in rotazione radiofonica da venerdì 30 gennaio, estratto dal disco “Universi”.

     

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  • Uscito il nuovo libro di Giusi Arimatea “Mina come la cantante” (Apalós): un romanzo di donne, memoria e resilienza

    Ci sono storie che non chiedono di essere solo lette, ma ascoltate. Storie in cui il dolore attraversa il sangue, la memoria si accende al suono di un vinile e una città diventa corpo vivo.

    Dal 16 gennaio, il nuovo romanzo di Giusi Arimatea “Mina come la cantante” (Apalós, Collana Biblioteca Apalós, 11) arriva in libreria come un viaggio intimo e necessario, capace di intrecciare destino, maternità esplorata nelle sue forme più diverse e amicizia femminile sullo sfondo di una Messina emotiva e pulsante, sospesa tra passato e consapevolezza.

    Mina ha sessantacinque anni quando decide di fermarsi per “rimettere insieme i pezzi” della sua vita. Attraverso un lungo flashback che parte dalla Messina degli anni ’60, la protagonista ripercorre un’esistenza segnata da un destino inteso per troppo tempo come una condanna: il peso di un lutto familiare taciuto (la morte del fratellino Vituzzo) e la malattia mentale della madre Angela. Tra il lavoro in un panificio, gli studi di dattilografia e l’impiego presso un prestigioso studio legale, Mina attraversa i decenni cercando di sfuggire alla “pazzia ereditaria” e alla solitudine, fino a trovare una nuova forma di redenzione attraverso la maternità e il legame indissolubile con l’amica di sempre, Costanza.

    “Giusi Arimatea firma un romanzo intenso che scava nelle complessità dell’animo umano con una prosa misurata e profonda – ha dichiarato la casa editrice Apalós.

    In quest’opera, l’autrice esplora la resilienza delle donne siciliane, intrecciando la storia personale della protagonista con i grandi eventi della cronaca italiana (dagli anni di piombo alla Prima Repubblica)”.

    Grazie a una narrazione corale e generazionale, “Mina come la cantante” diventa così un libro che parla a chi ha vissuto gli anni ’70 e ’80, ma anche alle nuove generazioni che si interrogano sui legami familiari.

    Dati Tecnici

    Titolo: Mina come la cantante

    Autrice: Giusi Arimatea

    Editore: Apalós (Collana: Biblioteca Apalós, 11)

    Distribuzione: Messaggerie Libri

    ISBN: 979-12-81976-15-3

    Genere: Narrativa contemporanea / Romanzo di formazione e introspezione

    Uscita: 16 gennaio 2026

    Nota biografica autrice

    Giusi Arimatea (Messina, 1974) ha consolidato negli anni una solida reputazione nel mondo del giornalismo culturale. È iscritta all’Ordine dei Giornalisti e collabora attivamente con diverse testate, occupandosi prevalentemente di recensioni teatrali, interviste ad artisti e approfondimenti letterari. La sua scrittura è nota per essere analitica e al tempo stesso capace di coinvolgere emotivamente il lettore.

    Come autrice, ha pubblicato diverse opere che spaziano dalla narrativa alla saggistica legata al mondo dello spettacolo.

    Per la narrativa ha esplorato le dinamiche umane e sociali attraverso romanzi e racconti che spesso traggono ispirazione dalle atmosfere mediterranee; per il teatro, oltre alla critica, si è dedicata alla drammaturgia, scrivendo testi destinati alla messa in scena, confermando la sua versatilità nel maneggiare la parola scritta per diverse finalità espressive.

    La Arimatea è molto attiva nell’organizzazione e nella promozione di eventi culturali in Sicilia. Ha curato rassegne letterarie e collabora spesso con istituzioni teatrali (come il Teatro Vittorio Emanuele di Messina) e festival di respiro nazionale. La sua attività non si limita alla produzione di contenuti, ma si estende alla direzione artistica e al coordinamento editoriale.

  • *Libertà in tempo di fratture: pensare oltre l’ordine globale in crisi*

    Presentazione del nuovo Annuario Malacoda 2025
    Venerdì 30 gennaio 2026, ore 17.30 – Roma, Teatro Porta Portese

    Roma, 27 gennaio 2026 – In un tempo segnato da nuove fragilità, conflitti aperti e trasformazioni profonde, la parola libertà torna a imporsi come questione centrale del dibattito pubblico. Non come formula astratta o parola d’ordine, ma come pratica concreta, terreno di tensione, responsabilità condivisa.

    È a questa sfida che risponde l’Annuario Malacoda 2025, pubblicato da Castelvecchi, che verrà presentato venerdì 30 gennaio 2026 alle ore 17.30, presso il Teatro Porta Portese di Roma. Un volume corale che propone una riflessione plurale e rigorosa su uno dei concetti più controversi e decisivi del nostro presente.

    L’incontro di presentazione inizierà con i saluti del Presidente di Malacoda, Alberto Improda, sarà arricchito con letture di Tonino Tosto e con l’introduzione di Francesco Muzzioli.

    Interverranno: Giacomo Marramao, Emanuela Fornari, Luigi Mantuano, Louis Hassan Faye, Massimiliano Garri, Antonio Scuderi, Serena Sorrentino, Paolo Marcesini, Marcello Carlino, Paolo Verri, Michele Fianco, Lorenzo Canova, Ettore De Conciliis.

    Le conclusioni saranno affidate a Pietro Folena.

    L’Annuario Malacoda 2025 si articola in più sezioni tematiche che attraversano filosofia, politica, cultura, arte e scuola, offrendo uno sguardo critico sulle forme contemporanee della libertà e sulle nuove sfide che ne ridefiniscono il senso.

    Il volume si apre con l’editoriale di Pietro Folena, “Sono nato per conoscerti”, e include un’intervista a cura di Zaira Belfiore a Vladimir Luxuria, dal titolo “Libertà non è un privilegio: è la nostra misura umana”.

    Nella sezione Riflessioni trovano spazio i contributi, tra gli altri, di Giacomo Marramao, Emanuela Fornari, Paolo Ercolani, Luigi Mantuano, Anita Falcetta, Louis Hassan Faye, Francesco Muzzioli.

    La sezione Nuove sfide raccoglie gli interventi di Anna Ascani, Alberto Improda, Alessandro Alfieri, Massimiliano Garri, Antonio Scuderi, Serena Sorrentino, Max Bugani.

    La sezione Cultura, arte, scuola ospita i contributi di Mara Fiorentini, Paolo Marcesini, Daniele Macheda, Antonio Augenti, Marcello Carlino, Paolo Verri, Lorenzo Canova, Michele Fianco.

    La copertina del volume è firmata da Ettore De Conciliis, con l’opera “Aneliti”, immagine simbolica di una libertà intesa come movimento, ricerca, incontro.

    Pensare la libertà, oggi, significa sottrarla alla semplificazione e restituirla alla complessità del reale. Significa farne una chiave di lettura del presente e una bussola per il futuro.

    L’Annuario Malacoda 2025 invita a farlo insieme, con rigore critico e sguardo lungo.