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  • SHAZA “BRUCIA PIANO” Dal 5 giugno in radio


     

    Dal 5 giugno sarà disponibile “Brucia Piano” (Greys Company), il nuovo singolo di Shaza, cantautrice e polistrumentista italiana, primo tassello del suo nuovo progetto discografico.

    “Brucia Piano” è un brano intimo e autentico che racconta il lento consumarsi delle emozioni all’interno di una relazione che cambia. Nato tra notti insonni, pensieri ricorrenti e silenzi difficili da colmare, il singolo trasforma sentimenti profondi in immagini evocative, sospese tra nostalgia, fragilità e desiderio di restare.

    «È una canzone nata in un periodo in cui avevo molte cose dentro che non riuscivo a esprimere. Non è un’esplosione improvvisa, ma il rumore silenzioso di qualcosa che si consuma poco alla volta. Racconta la distanza che può nascere anche tra persone che si amano, il peso delle parole non dette e la paura di perdere qualcosa mentre la si sta ancora vivendo», racconta Shaza.

    Con una scrittura diretta e senza filtri, l’artista restituisce una malinconia delicata e universale, lasciando spazio all’immedesimazione di chi ascolta.

    «Vorrei che questa canzone fosse percepita come uno spazio in cui riconoscersi. Se anche una sola persona riuscirà a ritrovare se stessa in queste parole, allora avrà già raggiunto il suo scopo».

    SHAZA BIOGRAFIA

  • Hot Jazz, canzone d’autore e suoni eterei al Volvo Studio Milano dal 10 giugno all’1 luglio


    “E la chiamano estate…” è una minirassegna raffinata e intrigante con i Dixie Blues Blowers di Mauro L. Porro e i progetti “Ritratto italiano” 
     a cura di Elena Tavernini, Francesco Baiguera e Massimiliano Milesi e “Março” con il trio composto da Marta Frigo, Sofia Zavaglia e Martina Campi

     

    MILANO – Tre concerti che più diversi non potrebbero essere e che  dimostrano, ancora una volta, la varietà e la ricchezza della musica jazz tra rispetto della tradizione e felici contaminazioni, contemporanee e non: il tutto in programma negli spazi esterni del Volvo Studio Milano, in viale della Liberazione ang. via Melchiorre Gioia, per una minirassegna sfiziosa e intrigante intitolata E la chiamano estate…, organizzata dall’associazione culturale Musicamorfosi e destinata a orecchie curiose e palati esigenti (inizio live ore 19, ingresso con registrazione su (inizio live ore 19, ingresso con registrazione su www.volvocars.com/it/l/studios/milano/eventi/; prima consumazione 10 euro).

    Si parte mercoledì 10 giugno con i Dixie Blues Blowers di Mauro L. Porro, formazione che propone con un approccio filologicamente impeccabile l’hot jazz dei ruggenti anni Venti del Novecento nei suoi numerosi stili (Dixieland, Chicago, New Orleans, New York e così via): il quartetto composto da Porro (cornetta, sax soprano, voce), Pasquale Gravela (cornetta, voce), Martino Pellegrini (banjo, voce) e Lorenzo Poletti (tuba) eseguirà in modo brillante brani noti e meno noti di un periodo storico – e di un’epoca musicale – irripetibile, grazie alle minuziose trascrizioni dai dischi a 78 giri e alla libera improvvisazione.

    Si proseguirà mercoledì 24 giugno con Ritratto italiano, progetto a cura di Elena Tavernini (voce), Francesco Baiguera (chitarra) e Massimiliano Milesi (sax tenore). I tre musicisti proporranno un inedito viaggio nella canzone italiana degli anni Sessanta, un omaggio a grandi autori come Umberto Bindi, Gino Paoli e Luigi Tenco, ispirandosi alle mitiche interpreti dell’epoca come Mina, Milva e Ornella Vanoni. Le atmosfere sognanti e le trame ritmiche degli arrangiamenti del trio donano nuova vita ad un repertorio intramontabile, reinterpretato con uno stile elegante e coinvolgente. Il progetto si sviluppa attraverso un dialogo continuo tra voce, chitarra e sax: ogni strumento contribuisce a creare una tessitura ricca e raffinata, valorizzando la profondità emotiva delle canzoni e facendo rivivere un passato condiviso che rappresenta un’importante radice culturale della musica italiana.

    Infine, mercoledì 1 luglio sarà la volta di Março e del trio formato da Marta Frigo (voce, chitarra, percussioni), Sofia Zavaglia (voce, chitarra, percussioni) e Martina Campi (flauto, fisarmonica, percussioni, chitarra). Março è uno spazio intimo in cui voci e chitarre si intrecciano con naturalezza tra suoni eterei e vibrazioni della terra, in un dialogo delicato tra jazz, pop e world music fatto di composizioni originali e arrangiamenti acustici che respirano insieme e che trascinano il pubblico in una dimensione sospesa e sognante. Le due voci si muovono tra armonie e contrappunti, ora fondendosi ora rincorrendosi, sostenute da chitarre ariose e da piccoli elementi ritmici e melodici che affiorano con grazia nei brani originali del trio e nelle cover (da Leyla McCalla a Emiliana Torrini).

    Volvo Studio Milano: una piattaforma culturale in continua evoluzione
    Volvo Studio Milano è oggi un punto di riferimento riconosciuto e apprezzato dal pubblico per la produzione e la diffusione della Cultura in città. Lo spazio è concepito come ambiente tipicamente scandinavo e le attività che vi si svolgono raccontano il marchio Volvo e i suoi valori da un punto di vista carico di suggestioni. Attraverso il coinvolgimento di realtà diverse, anche lontane, e sulla base di una reale condivisione di valori si sviluppano proposte artistiche che conducono il pubblico in un evocativo viaggio verso il futuro in cui si proiettano gli scenari della mobilità di domani. Sicurezza e Sostenibilità sono i valori cardine del marchio Volvo. “For Life. Dare alle persone la libertà di muoversi in modo autonomo, sostenibile e sicuro”: questo obiettivo si riflette nell’ambizione di Volvo Cars di diventare un produttore con una gamma di auto completamente elettrica e nel suo impegno per una continua riduzione dell’impronta di carbonio, con l’ambizione di raggiungere emissioni di gas serra net-zero entro il 2040.

    Per approfondire l’attività di Volvo Studio Milano: www.volvocars.com/it/l/studios/milano/news

  • Onde musicali sul Lago d’Iseo a tutto tango:  il Quartetto Neuma omaggia Astor Piazzolla  venerdì 19 giugno a Marone (Bs)


    L’ensemble composto da Giacomo Barone (flauto), Tommaso Gasparoni (oboe), Nicolò Andriolo (clarinetto) e Matteo Dal Toso (fagotto), insieme al fisarmonicista Marcello Grandesso, darà vita allo spettacolo Estaciones Porteñas, eseguendo alcune delle pagine più note del grande compositore argentino ma non solo. Inizio live ore 21, ingresso libero

    ISEO (BS) –  Ha preso il via il 29 maggio scorso con un concerto lirico dei migliori allievi dell’Accademia Verdiana Carlo Bergonzi di Busseto la nona edizione di Onde musicali sul Lago d’Iseo, il festival organizzato dall’Associazione Luigi Tadini di Lovere in collaborazione con Visit Lake Iseo, l’ente di promozione turistica del Lago d’Iseo, che dal 2017 anima nei mesi estivi (ma non solo) i luoghi più suggestivi delle due sponde del Sebino e di alcune località limitrofe con il coinvolgimento di una ventina di Comuni delle province di Bergamo e Brescia.
    Anche quest’anno il cartellone è ricco: oltre 200 artisti si esibiranno in 66 appuntamenti fino al 5 settembre tra concerti di lirica, cameristica, sacra, antica, jazz, tango e crossover, ma anche spettacoli e concorsi musicali, con la partecipazione di artisti affermati, vincitori di concorsi internazionali e giovani talenti provenienti dai Conservatori italiani e dalle Accademie estere. Molti eventi verranno ospitati in splendidi luoghi d’arte e suggestivi contesti naturalistici, offrendo un’occasione imperdibile per (ri)scoprire il fascino e la bellezza di questo angolo di Lombardia.

    Il prossimo appuntamento di rilievo del festival è in programma venerdì 19 giugno presso la Cittadella della Musica e dell’Arte di Marone (Bs) alle ore 21 ed è ancora nel segno del tango: il quartetto di fiati Neuma (Giacomo Barone al flauto, Tommaso Gasparoni all’oboe, Nicolò Andriolo al clarinetto e Matteo Dal Toso al fagotto) darà infatti vita con il fisarmonicista Marcello Grandesso allo spettacolo Estaciones Porteñas, eseguendo alcune delle pagine più note di Piazzolla (le quattro Estaciones PorteñasOblivionAdiós Nonino, Café 1930 e Nightclub 1960) e omaggiando anche uno dei suoi più illustri allievi, il fisarmonicista francese Richard Galliano, con l’esecuzione del suo Tango pour Claude. Attivo a livello nazionale e internazionale con un vastissimo repertorio che spazia dal classicismo viennese alla musica da film del Novecento italiano ma non solo, Neuma è un ensemble ad assetto variabile che si basa prevalentemente sull’impiego dei fiati, dal trio d’ance al quintetto classico. Dal 2023 è iniziata la collaborazione con il fisarmonicista Marcello Grandesso, diplomatosi al Conservatorio di Vicenza e vincitore del primo premio assoluto al Concorso internazionale di musica per i giovani di Stresa. I cinque musicisti hanno ideato il progetto Astor, incentrato sulla rilettura delle musiche dell’inventore del Nuevo Tango in una strumentazione classica per quartetto di legni e fisarmonica, che regala all’interpretazione nuove sfumature sonore.

    Fra i numerosi eventi in programma da segnalare, sabato 27 giugno, la prima delle due serate speciali del festival: nel suggestivo contesto della Rocca Martinengo di Monte Isola (Bs) andrà in scena il concerto Il Classico incontra il Jazz, protagonisti il chitarrista Claudio Piastra, il pianista Andrea Servidio, il contrabbassista Luca Garlaschelli e il batterista Massimo Melillo (ore 21ingresso 80 euro, inclusi il parcheggio, il trasporto sull’isola con imbarcazione privata dal porto commerciale di Sale Marasino e brindisi). All’ombra dell’affascinante castello di origine trecentesca, oggi proprietà privata, che si erge su uno sperone roccioso sopra il golfo di Sensole, il quartetto si esibirà in celebri brani di Ennio Morricone (Tema di Jill da C’era una volta il West e Gabriel’s Oboe da Mission), Astor Piazzolla (Oblivion), Paul Desmond (Take Five) e Claude Bolling (Concerto per chitarra classica e jazz piano trio). Considerato dalla critica internazionale uno dei più autorevoli chitarristi italiani in ambito classico, Claudio Piastra svolge un’intensa attività concertistica come solista e con orchestre  prestigiose. Nel 2020 ha vinto il Premio Internazionale Astor Piazzolla e attualmente insegna Musica da Camera, oltre a tenere masterclass in Italia e all’estero. Il contrabbassista Luca Garlaschelli è un nome di primo piano della scena jazz italiana: tra le sue collaborazioni spiccano quelle con Tullio De Piscopo, Paolo Fresu, Tiziana Ghiglioni, Umberto Petrin, Enrico Rava, Gaetano Liguori, Franco Cerri, Enrico Intra, Gianni Coscia, Bruno De Filippi, Renato Sellani e Gabriele Mirabassi, solo per citarne alcune. Ha inoltre condiviso il palco a lungo con l’attore Moni Ovadia. Il batterista jazz Massimo Melillo, diplomatosi con il massimo dei voti al Conservatorio di Torino, si è perfezionato alla marimba e sul repertorio orchestrale presso l’Accademia Internazionale della Musica di Milano. Ha collaborato con importanti istituzioni sinfoniche e liriche italiane, tra cui Orchestra RAI, Teatro Regio di Torino, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro la Comunale di Bologna e Teatro dell’Opera di Roma. Infine, Andrea Servidio è un giovane pianista e compositore, apprezzato per la sua versatilità: sa spaziare con disinvoltura dalla classica al jazz fino al pop e ha suonato con nomi di spicco del jazz italiano e internazionale (tra cui Emanuele Cisi, Elliot Mason e Giovanni Falzone). Nel 2024 ha vinto il Primo Premio del Conservatorio di Milano nella categoria Jazz.
    Da ricordare, inoltre, che quest’anno ricorre un compleanno importante, il centenario della Motonave Capitanio 1926, il battello più antico del Lago d’Iseo, patrimonio e memoria storica della navigazione lacustre: la ricorrenza verrà festeggiata con sette concerti in programma dal 4 giugno al 5 settembre tra Lovere, Marone, Iseo, Predore, Paratico, Pisogne e Castro e ospitati a bordo dello splendida e storica imbarcazione.

    Onde musicali sul Lago d’Iseo è reso possibile grazie al contributo di Regione Lombardia, al supporto straordinario della Fondazione della Comunità Bergamasca e al sostegno degli sponsor Navigazione Lago d’Iseo, Rotary Club Lovere-Iseo-Breno, Comisa, Bertoni antinfortunistica industriale, Gfelti, Antica Fratta Franciacorta e Lions Club Lovere). Come sempre, tutti  gli eventi del festival sono a ingresso libero, ad eccezione di tre concerti specialiil primo è quello del 27 giugno alla Rocca Martinengo di Monte Isola, mentre gli altri due andranno in scena sull’Isola di Loreto il 5 settembre, a chiusura della rassegna.

    Programma completo del festival, biglietti e aggiornamenti on line qui: visitlakeiseo.info
  • NORA LUX E IL CICLO DEL FEMMINILE: IL PROGETTO “LE ERETICHE, SANTE E PROFETESSE”

    Il prossimo 20 giugno a Roma, alle ore 17.00, presso il Palazzo di Giustizia in Piazza Cavour nel rione Prati, l’evento inaugurale del progetto “Le Eretiche, Sante e Profetesse” dell’Artista Nora Lux si pone come un’urgenza ontologica nel panorama della cultura contemporanea, un atto di risignificazione che trasforma la performance in un’interpellanza radicale verso i fondamenti della giustizia universale. Non si tratta di una mera rievocazione, ma di un intervento site-specific di portata internazionale, che sfida secoli di storiografia maschile proprio nel tempio della legge codificata. La scelta del Solstizio d’Estate e del Palazzo di Giustizia di Roma non è puramente estetica, bensì una mossa strategica di comunicazione simbolica: nel momento di massima luce solare, l’azione rituale penetra l’oscurità delle sentenze storiche per rivendicare la libertà di pensiero e l’autodeterminazione dell’essere.

    La nota artista visuale e transmediale Nora Lux presenterà in questa occasione la tappa inaugurale del suo nuovo ciclo monumentale, intitolata “LE ERETICHE”.  L’azione avrà quindi luogo nella cornice ieratica di Piazza Cavour, dinanzi al Palazzo di Giustizia, in perfetta coincidenza con il Solstizio d’Estate, e attraverso un linguaggio che fonde corpo, rito e installazione, la performance interrogherà l’istituzione giudiziaria sulla natura del “diritto alla scelta”, riaprendo un processo poetico e filosofico che lega l’attualità della libertà individuale alla profondità millenaria della ricerca di Nora Lux.

    Il baricentro speculativo del progetto risiede nella riscoperta del termine greco hairetikos, ovvero “colui che sceglie”. Nora Lux opera una trasformazione filosofica decisiva: l’eresia smette di essere un marchio d’infamia per divenire un manifesto di autodeterminazione spirituale. In un ribaltamento sistematico della storiografia tradizionale, che ha storicamente silenziato il dissenso femminile, il progetto si configura come un viaggio visivo ed emotivo attraverso sette figure femminili di cui le prime tre hanno osato deviare dal dogma. Questa azione non celebra la vittima, ma la potenza del pensiero non allineato, materializzando a Roma un nuovo paradigma dove l’atto di scegliere è l’unica vera forma di conoscenza sacra.

    L’utilizzo del Palazzo di Giustizia come scenario metafisico crea una frizione feconda tra l’ortodossia del potere e la fluidità del rito. L’imponente architettura giudiziaria diventa il fondale per un’azione dedicata a chi è stato condannato per non essersi piegato alla legge dell’uomo. I giardini di Piazza Cavour si trasformeranno così in uno spazio di connessione tra il “Corpo Terra Acqua” e l’ideale di giustizia intesa come equilibrio cosmico.

    La performance “LE ERETICHE” di Nora Lux, oltre alla Artista protagonista, sarà composta da figure centrali, corrispondenti a tre eretiche medievali che hanno pagato con la vita il proprio diritto alla scelta, Margherita PoreteGiovanna d’Arco e Guglielma di Milano, interpretate rispettivamente dalle attrici Stefania MorraAlberta Perini e Ottavia Dominici, le quali daranno corpo e voce a queste figure, agendo come veicoli di una memoria mai sopita. Sotto la luce del fuoco solstiziale, Nora Lux presenterà simboli inediti che fungeranno da archetipi di trasformazione, facendo diventare la performance un rito di sintonizzazione collettiva.

    L’originalità di Nora Lux risiede nella sua capacità di far convergere la ricerca accademica – attingendo agli studi di Carl Gustav Jung sugli archetipi, di Marija Gimbutas sul matriarcato e di Erich Neumann – con una pratica alchemica e sciamanica vissuta sulla pelle. L’opera non è solo visuale, ma transmediale, integrando video, installazione e sonorità ancestrali.

    I segni creati dall’artista richiamano le miniature circolari di Ildegarda di Bingen, dove la geometria medievale esprimeva l’ordine del cosmo. Questi “segni di trasformazione” agiscono come ponti teologici tra il microcosmo umano e il macrocosmo universale. La narrazione si snoda attraverso le cinque fasi della trasmutazione alchemica: nero, verde, bianco, oro e rosso. Questo percorso non è solo dell’Artista, ma dello spettatore, invitato a subire una metamorfosi interiore attraverso la visione. Infine, il cosmo è rappresentato come una serie di cerchi concentrici (fuoco, aria, acqua, terra, etere), elementi che Nora Lux manipola per restituire una percezione sacra del femminile.

    CHI E’ NORA LUX

    Profilo dell’Artista: vent’anni di Ricerca

    Nora Lux incarna la figura dell’artista-ricercatrice. Il suo percorso inizia con rigorose opere in pellicola bianco e nero, utilizzando l’autoscatto come strumento di indagine psichica nelle vie sacre e negli ipogei etruschi. La performance attuale è lo sviluppo naturale di quegli autoscatti: il corpo di Nora Lux non si limita più a specchiarsi nell’obiettivo, ma decide di sfuggire alla vocazione dello specchio per diventare parte degli elementi naturali.

    La sua carriera è segnata da collaborazioni di prestigio, come quella con Roberto Laneri, maestro del canto armonico, che sottolinea la dimensione sciamanica della sua arte. Tra i suoi riferimenti totemici spiccano il corvo (Nigredo), il pavone (Albedo) e l’aquila (Rubedo), figure centrali in lavori come Vitriolum e il serpente in  Unus Mundus.

    Un elemento distintivo è la presenza di Ygea, il serpente che l’artista alleva da sei anni: richiamando le antiche statuette minoiche delle Dee sacerdotesse guaritrici, Lux trasforma un animale storicamente demonizzato in un emblema di ciclicità vitale e potere oracolare.

    Evoluzione del Progetto: una nuova mappatura della memoria europea

    “Le Eretiche, Sante e Profetesse” è un’opera itinerante concepita per costruire una nuova geografia dello spirito attraverso l’Europa. Il progetto mira a risvegliare la memoria dei luoghi – castelli, dimore storiche e piazze – creando un dialogo profondo tra l’architettura e la narrazione del femminile sacro.

    Primi sviluppi futuri

    • Palermo (14 luglio):La seconda tappa si terrà a Piazza Villena (Quattro Canti), dedicata alla figura di Santa Rosalia a cura di Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona
    • Il Ciclo dei Sette Doni:Il percorso proseguirà includendo le visioni di Caterina da SienaTeresa d’Avila e Ildegarda di Bingen.
    • Sette Figure, Sette Visioni:L’intero ciclo sarà una riflessione sui “sette doni dello spirito”, intesi come strumenti di liberazione e conoscenza.

    L’invito rivolto alla stampa e alle istituzioni è quello di partecipare non a una semplice performance, ma a un atto di giustizia poetica volto a restituire al presente la forza di un pensiero che non ha mai smesso di brillare.

    Dettagli Evento Roma

    • Titolo:LE ERETICHE di Nora Lux  (Inizio del ciclo “Le Eretiche, Sante e Profetesse”)
    • Data e Ora:20 giugno 2026, ore 17.00
    • Location:Piazza Cavour (Spazio antistante il Palazzo di Giustizia), Roma
    • Altre interpreti:Stefania Morra, Alberta Perini, Ottavia Dominici

    Missione dell’Artista: Nora Lux propone un’arte che non intende fermare o dominare il tempo, ma lasciarlo scorrere, creando su di esso un dialogo sacro. La sua missione è il superamento delle categorie mentali inadeguate attraverso la creazione di nuovi paradigmi inclusivi, dove la performance diviene rito di sintonizzazione con l’inconscio collettivo.

  • “Inni generazionali”, il nuovo album di Tommaso Imperiali

    Dal 5 giugno 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in vinile “Inni generazionali”, il nuovo album di Tommaso Imperiali per Altavibe Music distribuito da The Saifam Group.

    “Inni generazionali”, il nuovo album di Tommaso Imperiali, raccoglie otto tracce scritte negli ultimi tre anni (3 brani sono già presenti nel primo EP “Meccanismi di difesa”, pubblicato nel 2023) che alternano ballad e rock ‘n’ roll, esito di un processo di oltre tre anni di scrittura e di numerosissimi concerti. Filo conduttore del lavoro è il rapporto con il tempo: un passato ingombrante con cui fare i conti, un presente che sembra sfuggire e un futuro che offre sempre meno certezze.

    Il vissuto di un ragazzo diventa così una voce collettiva, capace di dare forma alle paure e ai sogni di una generazione. Nei brani si nascondono le ansie dei ventenni, ma anche e soprattutto i loro antidoti: le amicizie, le canzoni, le rock ‘n’ roll band. Lo stile di Imperiali mescola una scrittura cantautorale a un sound rock di ispirazione americana, che prende le mosse da una tradizione che, partendo da Springsteen – dichiarato punto di riferimento di Tommaso –, arriva a nomi contemporanei come Sam Fender e Zach Bryan.

    La produzione dei brani è affidata a Lorenzo Cazzaniga, con la partecipazione straordinaria di Elio Rivagli alla batteria su due tracce. I testi sono interamente firmati da Tommaso Imperiali, a eccezione di un brano co-firmato da Daketo, chitarrista e cantautore che dal 2022 accompagna Imperiali in tutta l’attività live.

    Le foto e l’artwork del vinile sono stati realizzati da Giada Garattoni, fotografa e videomaker bolognese che da anni collabora con Tommaso e che ha curato anche i videoclip di ben 5 brani dell’album (Raccogli, Qualcuno ha visto Elvis, Inni generazionali, Ragazzini viziati, Le lune di Giove). 


    Spiega l’artista a proposito dell’album: «Se qualcuno mi chiedesse quali sono i miei “inni generazionali”, risponderei senza dubbio le canzoni di Springsteen e Dylan o, in Italia, di Guccini e De Gregori. Poi però mi fermo a pensare e mi accorgo che sono gli inni dei nostri genitori, se non dei nostri nonni: forse c’è un problema.

    Quest’album per me rappresenta un po’ il riassunto di questi ultimi anni. Ho un grande difetto: non riesco quasi mai a godermi i momenti migliori per la paura che debbano finire, e penso che fissarli su un vinile sia il modo migliore per provare a tenerli vivi.

    Anche se sul disco ci sono la mia faccia e il mio nome, senza la mia band tutto questo non sarebbe mai stato possibile. Suono con loro da quando avevamo 15 anni e, proprio per questo, nei crediti ufficiali del vinile troverete sia chi ha suonato, sia chi “non ha suonato, ma è come se l’avesse fatto”: non ho dubbi nel dire che la parte più bella di tutto questo viaggio sia il fatto condividere ogni passo e ogni palco con i miei migliori amici»

    Pre-ordina l’album: https://saifam.lnk.to/tommasoimperiali_innigenerazionali_vinilenero 

    TRACKLIST:

    Lato A

    Raccogli

    Qualcuno Ha Visto Elvis

    Inni Generazionali

    Ragazzini Viziati

    Lato B

    Le lune di Giove 

    Tom Waits

    Cosa vi siete persi

    I Motivi degli altri

    Biografia

    Tommaso Imperiali è un cantautore comasco classe 1999.

    Nel 2015 inizia a suonare con la band Five Quarters, come cantante e chitarrista. L’energia dei live e il sound caratteristico permettono alla band di diventare una delle realtà più seguite della scena musicale comasca. Con all’attivo oltre 150 concerti e la partecipazione a diversi concorsi (nel 2018 la band vince Obiettivo Bluesin ed è sul main stage del Pistoia Blues Festival, nel 2019 supera le audizioni di X Factor), nel 2021 i Five Quarters pubblicano l’album Storie nuove, che segna l’esordio alla voce di Tommaso e il passaggio all’italiano nella scrittura dei testi.

    Dal 2022 inizia la carriera solista, lavorando con il produttore Lorenzo Cazzaniga (Alari Park Studios). Nello stesso anno partecipa ad Area Sanremo, entrando tra i finalisti. A settembre 2023, insieme a Daketo, vince il contest nazionale Cover Me (dedicato a Bruce Springsteen) con la cover di The Wrestler.

    A ottobre pubblica Meccanismi di difesa, LP di otto tracce che coniuga una scrittura cantautorale a un sound da rock band nello stile di Sam Fender, The Wallflowers e Train.

    Dal 2025 è sotto contratto con l’etichetta Altavibe, con cui ha pubblicato cinque singoli: Le lune di Giove, Ragazzini viziati, Inni generazionali, Qualcuno ha visto Elvis e Raccogli.

    Tra il 2025 e il 2026 è impegnato in una ricca attività live (in duo con Daketo e con la band) con oltre 30 concerti tra la Lombardia e il Nord Italia. Tra i live spiccano l’apertura a Davide Van De Sfroos al Lake Sound Park di Como, il concerto in Piazza SS. Annunziata a Firenze, il live al Teatro Sociale di Como e la serata conclusiva del Milano Film Fest.

    Attivo anche come compositore di musiche per il teatro, dal 2023 collabora stabilmente con la compagnia Dimore Creative. Tra i suoi principali progetti teatrali spicca Ecologia Capitalista, una produzione Dimore Creative scritta e interpretata da Pietro Cerchiello, con la regia di Ariele Celeste Soresina. Lo spettacolo, che vanta oltre 70 repliche tra l’Italia e la Svizzera, vede Tommaso Imperiali salire sul palco nel duplice ruolo di musicista e attore al fianco di Cerchiello, in uno spettacolo che intreccia musica, narrazione e stand-up comedy.

    Sempre con la produzione di Dimore Creative, Imperiali ha firmato le musiche e curato la supervisione a regia e drammaturgia di Concerto per uno sconosciuto, spettacolo ideato e interpretato da Pietro Cerchiello che ha vinto il Premio Scenario 2026 per la sfida artistica ed è in tournée da gennaio 2026. La pièce porta in scena l’avventuroso cammino di un ragazzo sui sentieri della Lapponia, scandito dalla musica eseguita dal vivo da Daketo alla chitarra e Giacomo Tamburini al sax.

    Il suo percorso artistico lo vede inoltre impegnato nell’Aiace di Sofocle, una produzione del Teatro Pubblico Ligure di Imperia con la regia di Sergio Maifredi. In questo allestimento, che debutterà ad agosto 2026 nella prestigiosa cornice del Festival di Tindari, Imperiali compone le musiche insieme a Edmondo Romano e sale sul palco come attore e musicista all’interno di un cast che comprende Mino Manni, Mariella Speranza, Pietro Cerchiello e Alessandro Persichella.

    A completare il suo profilo si aggiunge, infine, una collaborazione stabile con la realtà bolognese Officina Roversi.

  • “Triste” è il nuovo singolo di Lingue

    Da venerdì 5 giugno 2026 è in rotazione radiofonica “TRISTE” (Matilde Dischi) il nuovo singolo di LINGUE, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 1° giugno.

    Il brano “Triste” racconta cosa significa inseguire un sogno che sembra sempre un passo più avanti, troppo grande, quasi irraggiungibile. Parla della fatica, della sensazione di non essere mai abbastanza pronti, ma anche di quell’adrenalina che continua a spingerti avanti nonostante tutto.

    Il pezzo vive di contrasti: da una parte la tristezza che resta addosso, dall’altra un suono pieno di energia e movimento. È una canzone sulla fragilità, ma anche sulla forza di continuare a crederci, trasformando il dolore in qualcosa che alimenta il desiderio di andare avanti.

    Spiega il gruppo a proposito del brano: “Triste è una delle prime canzoni scritte nel percorso che ci ha poi portato a realizzare l’album che uscirà dopo l’estate. È nata nello studio in cui registriamo e che abbiamo scelto di usare per autoprodurre il disco. Il brano è nato soprattutto da un riff di chitarra: come in altre canzoni presenti nell’album, abbiamo lavorato molto sul cantato e sulla voce, costruendo spesso le melodie vocali sopra riff che avevamo scritto in precedenza. È una canzone a cui siamo legati anche pensando alla dimensione live, perché vorremmo che diventasse uno dei momenti centrali dei prossimi concerti. Suonarla ci dà tantissima energia e crediamo che dal vivo possa essere un pezzo capace di coinvolgere davvero le persone sotto al palco.”

     

    LINGUE | BIOGRAFIA

    Lingue è una band abruzzese nata nel 2017, oggi formata da Federico Vittorini, Marco Fontana e Valerio Giuliani. Sin dagli esordi, Lingue si distingue per una spiccata necessità comunicativa. Il debutto avviene nel 2017 con l’EP Neve, seguito da oltre cento date in tutta Italia dove la band ha modo di conoscere Marco Diniz Di Nardo (Management del dolore post operatorio) che sarà il Co-produttore del disco Umani (2020) e i ragazzi di Pioggia Rossa Dischi che hanno curato la pubblicazione del disco. Uscita che però viene penalizzata dalla pandemia, segnando un periodo di svolta nel gruppo. Durante il loro percorso, Lingue calca importanti palchi di club di rilievo della scena underground italiana, tra cui Serraglio, Mood Social Club, Le Mura e molti altri, e all’attivo ha numerose aperture a band come MaDeDoPo, Ex-Otago, Lo Stato Sociale, Pop X, Le mandorle ecc. Appaiono con anteprime ed articoli su Rolling Stone, Rumore e altre riviste e webzine di settore.  In ultimo vincono Arezzo Wave Abruzzo e arrivano alle fasi finali del premio Buscaglione e di Musica contro le mafie.

    Oggi la band è in studio per ultimare il nuovo disco che rappresenta l’insieme di esperienze personali, storie condivise e il forte legame di amicizia che li unisce. L’uscita è programmata per il 2026. Sarà l’album più rappresentativo di Lingue in quanto è stato curato in modo maniacale a partire dai suoni fino ad arrivare all’immagine complessiva per creare un universo coerente, dove la forza comunicativa della musica si fonda con l’estetica visiva.

    Durante i live, ai tre membri si affiancano due turnisti, musicisti che non solo completano il suono della band sul palco, ma sono parte integrante della propria quotidianità. Il sound della band è un mix tra indie rock, rock, indie pop e alternative, con influenze elettroniche che arricchiscono e definiscono la spina dorsale dei loro brani.

    “Triste” è il nuovo singolo di Lingue disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 1° giugno e in rotazione radiofonica da venerdì 5 giugno.

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  • QUANDO LA MUSICA DIVENTA UN INTERRUTTORE CHE SALVA LA VITA: IN LIBRERIA PER MURSIA “ALLA RISCOSSA STUPIDI”, IL ROMANZO AUTOBIOGRAFICO DI FABIO ZUFFANTI CHE RACCONTA LE FERITE DEL BULLISMO E LA FORZA DEL RISCATTO

    In libreria Alla riscossa stupidi (Mursia, pag. 224, Euro 18,00), il libro autobiografico di Fabio Zuffanti. Un romanzo di formazione potente che attraversa il cuore fragile e incandescente della preadolescenza. In Alla riscossa stupidi, Fabio Zuffanti, musicista e autore tra le voci più originali della scena culturale italiana, racconta la sua storia. I genitori di origine siciliana lo chiamano Fabbio, ha dieci anni ed è ultimo di tre fratelli. È un bambino sognatore e vulnerabile che affronta il momento più difficile della crescita: le scuole medie.

    Siamo a Genova, nella Cornigliano operaia della fine dei Settanta, tra lo smog, l’ombra del terrorismo, gli scioperi e l’eroina. In questo paesaggio duro, Fabbio diventa il bersaglio di Vincenzo, compagno inquieto che trasforma ogni giorno in un rituale di umiliazione. Nessuno sembra vedere, nessuno interviene. Il ragazzo impara a rimpicciolirsi, a dubitare di sé, a vergognarsi della propria fragilità.

    Ma proprio quando tutto sembra franare, arriva una luce che riaccende la vita: la musica, una dimensione dove il dolore si scioglie e la paura diventa sopportabile.

    «C’era sempre una canzone nella mia testa. Anche adesso, anche qui. La musica si insinuava tra i battiti del cuore, li sincronizzava, li accompagnava come un amico invisibile.»

    Le cassette, il radioregistratore, le prime canzoni inventate, le sigle dei cartoni, i Pooh, i Rockets, e poi l’incontro folgorante con Franco Battiato, che apre una fenditura nella realtà e offre a Fabio una via di fuga, un modo per respirare, per immaginare un altrove possibile.

    «In quell’istante era scattato qualcosa. Un interruttore dentro la testa. Clic. […] Esisteva soltanto quella certezza nuova, piantata come un chiodo: potevo scegliere.»

    Tra paura, amicizie incerte, videogiochi, robot giapponesi, estati a Miramare di Rimini, una famiglia che si sgretola in silenzi e depressione e un’inaspettata decisione finale, Alla riscossa stupidi è il racconto sincero e commovente di un’età di passaggio: il momento in cui si smette di essere bambini e si impara, spesso da soli, a diventare sé stessi.

    Una storia di riscatto, di resistenza emotiva, di musica come salvezza, che lascia ai giovani di oggi un messaggio potente: anche dalle ferite si può rinascere.

    Zuffanti incontrerà i lettori in un vero e proprio tour di presentazioni e firmacopie:

    25 giugno – Lavagna (GE), Libreria Fieschi, ore 18,00

    18 ottobre – Villorba (TV), Libreria Lovat, ore 11,00

    queste le prossime date calendarizzate.

     

    Fabio Zuffanti ama abbracciare gli alberi. Nel resto del tempo fa musica e scrive per «Rolling Stone», «Rockol», «La Stampa» e altre testate. Ha pubblicato una quadrilogia di saggi su Franco Battiato e curato l’autobiografia di Angelo Branduardi. Alla riscossa stupidi è il suo secondo romanzo.


  • “Summer is magic” è il nuovo singolo di Cristian Marchi feat. Solea

    Dal 5 giugno 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Summer is magic”, il nuovo singolo di Cristian Marchi feat. Solea.

    “Summer Is Magic” di Cristian Marchi feat. Solea è una summer dance anthem che cattura quell’istante in cui attrazione, libertà ed euforia si fondono in una notte che sembra non finire mai. Scritta e prodotta tra Italia e Canada, la traccia non si limita a raccontare l’estate, ma trasforma un momento fugace in un ricordo destinato a restare. Tra tensione emotiva, desiderio ed energia dance, il brano unisce immediatezza pop e anima club, con un hook pensato per colpire fin dal primo ascolto.

    Il progetto prende vita attraverso quattro versioni, ognuna caratterizzata da una propria identità: la Original esalta il lato pop-dance del brano, mentre la Club Mix è costruita appositamente per il dancefloor e i momenti di massima energia. Si aggiungono poi la Cinematic Version, pensata con il respiro emozionale di una vera colonna sonora, e la Piano & Strings by Fatjon Zefi, una reinterpretazione essenziale e intensa che mette a nudo l’anima più autentica del pezzo.

    Così l’artista commenta il nuovo singolo: Volevo creare qualcosa che restasse. Non una canzone per l’estate, ma una canzone sull’estate, su quella notte specifica in cui attrazione, libertà ed euforia si fondono e non riesci più a distinguerle. Con Solea ci siamo trovati subito, lei dal Canada, io dall’Italia, e l’obiettivo era chiaro fin dall’inizio: catturare quell’istante esatto prima che sparisse. Summer Is Magic parla di quel momento in cui sai che stai vivendo qualcosa che ricorderai, anche mentre sta ancora succedendo. L’ho declinato in quattro versioni perché un’idea così meritava di essere esplorata fino in fondo. La Original è quella che ti aggancia subito: pop dance, diretta, pensata per colpirti al primo ascolto. La Club Mix è la mia firma. Chi mi conosce sa cosa aspettarsi quando salgo in consolle. La Cinematic è forse quella a cui tengo di più — volevo che il brano respirasse davvero, che avesse il peso di qualcosa che rimane. E poi c’è la Piano & Strings di Fatjon Zefi, che ha fatto una cosa straordinaria: ha tolto tutto e ha lasciato solo l’anima del brano. Sentirla per la prima volta mi ha detto che avevamo scritto qualcosa di vero. Questo progetto racconta dove sono arrivato.”

     

    Guarda il lyric video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=UvZBaJ969e0 

     

     

    Biografia

    Con il suo stile distintivo, Cristian Marchi, nato a Mantova il 31 marzo del 1976, ha consolidato la sua posizione tra i DJ e produttori italiani più seguiti e riconosciuti. Con un approccio unico che fonde ritmo e melodia in un’identità sonora inconfondibile, le sue produzioni hanno conquistato milioni di ascoltatori e le piste dei club più prestigiosi d’Europa, Asia e Australia. Dalla radio ai main stage internazionali, Cristian ha costruito una carriera fondata su coerenza, autenticità e continua evoluzione.

    I suoi singoli “Love Sex American Express”, “We Are Perfect”, “Feel The Love”, “I Got You”, “Let’s Fuck”, “I Got My Eye On You” e molti altri hanno segnato un’epoca, mentre le più recenti produzioni come “Fast Cars & Superstars” e “Motivation” hanno superato decine di milioni di streaming, diventando virali su TikTok e riconfermandone la capacità di connettere generazioni diverse attraverso la musica.

    Nel 2023 ha fondato la sua etichetta indipendente CM Music, punto di riferimento per le sue nuove produzioni originali e importanti cover. La visione è chiara: riportare al centro il valore del sound marchiato Cristian Marchi, un mix di energia, eleganza e immediatezza capace di unire club culture e gusto contemporaneo.

    Protagonista nei club e festival italiani e internazionali, Cristian continua a portare il suo sound in tour, con date che spaziano da Milano a Mykonos, da Dubai a Sharm el-Sheikh e dall’Albania a Palma de Mallorca. La sua presenza sui social, seguita da una community globale, è il prolungamento naturale della sua energia in console: reale, coinvolgente e sempre riconoscibile.

    “Summer is magic” è il nuovo singolo di Cristian Marchi feat. Solea disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 5 giugno 2026.

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  • Don Pasquale Ferone e la forza della fede quotidiana nel nuovo brano “Cose Nuove”

    Ci sono canzoni che sembrano nascere dal frastuono del mondo e altre che, invece, prendono forma nel silenzio. È proprio in quello spazio intimo e profondo, dove i pensieri si fermano e il cuore torna ad ascoltare, che prende vita “Cose Nuove”, il nuovo brano di Don Pasquale Ferone, una composizione spirituale che invita l’ascoltatore a riscoprire la fiducia, la speranza e la presenza costante di Dio nella propria esistenza.

    Con uno stile semplice ma profondamente evocativo, Don Pasquale costruisce una riflessione che parla direttamente all’anima, ricordando come anche nei momenti più difficili il Signore continui ad operare nella vita di ciascuno, rinnovandola attraverso la Sua grazia.

    Il cuore del brano è racchiuso in questo concetto: avere una fiducia incondizionata nel Signore significa riconoscere che, persino quando il male sembra circondarci, Dio continua a compiere “cose nuove”, trasformando il dolore in speranza, la paura in coraggio e la stanchezza in nuova forza interiore.

    Il testo si sviluppa come una preghiera cantata, un dialogo diretto con chi sta attraversando momenti di difficoltà. Le parole invitano a non lasciarsi sopraffare dalle prove della vita e a mantenere viva la certezza che l’amore di Dio non abbandona mai chi si affida a Lui.

    Particolarmente significativa è la frase:

    “Quando il male ti circonda non tremare, lotta sempre insieme a Lui.”

    Un passaggio che racchiude l’intero messaggio del brano: occorre affrontare  le difficoltà con la consapevolezza di non essere soli. La fede diventa così una forza concreta, capace di sostenere il credente anche nei momenti più bui e di accompagnarlo verso una rinascita spirituale.

    Dal punto di vista musicale, “Cose Nuove” mantiene la cifra stilistica che caratterizza molte delle opere di Don Pasquale Ferone: un arrangiamento essenziale ma efficace, dove le chitarre accompagnano dolcemente la linea melodica,

    L’atmosfera generale è rassicurante, luminosa e profondamente meditativa. La voce di Don Pasquale si muove con naturalezza all’interno dell’arrangiamento, trasmettendo autenticità e partecipazione, elementi fondamentali per un brano che punta più alla condivisione di un messaggio che all’esibizione tecnica.

    Con “Cose Nuove”, Don Pasquale Ferone firma un brano che parla di fede vissuta, di speranza concreta e della capacità di Dio di rinnovare continuamente il cuore umano. Un invito ad accogliere ogni giorno come un dono e a non perdere mai la fiducia nell’Amore che sostiene e accompagna il cammino di ciascuno.

    “Cose Nuove” è disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 29 Maggio 2026.

    Don Pasquale Ferone BIOGRAFIA

  • “Strega” feat. Flow: il nuovo singolo di Anastasia Anniemore24 dal 5 giugno in radio

    Dal 5 giugno 2026 sarà in rotazione radiofonica “Strega” feat. Flow, il nuovo singolo di Anastasia Anniemore24 estratto dall’EP “Un bacio di fortuna”, primo capitolo del progetto “30 brani per 30 voci”.

    “Strega” è un brano che analizza la figura della strega non come stereotipo negativo, ma come simbolo di un ancestrale e magnetico potere femminile. Il brano celebra il “soft power”: una forza fatta di intuizione e illogicità apparente che, sottraendosi al controllo razionale maschile, è stata storicamente etichettata come pericolosa o demoniaca.

    L’immaginario della canzone attinge al fascino enigmatico delle sirene e delle femme fatale, trasformando il termine “strega” nella spiegazione rassicurante che il mondo usa per giustificare un’attrazione a cui non sa resistere. La collaborazione con Flow arricchisce il progetto: la sua voce e la sua presenza nel video incarnano perfettamente questo equilibrio tra vulnerabilità e mistero.

    Dal punto di vista sonoro, il pezzo fonde una base moderna con una scrittura cantautorale sensuale e raffinata. La voce, morbida ma decisa, guida l’ascoltatore attraverso atmosfere sospese e aperture intense, culminando in un ritornello che diventa il fulcro del racconto. In definitiva, Strega non descrive un mostro, ma dà un nome a quella forza femminile profonda che, ancora oggi, scardina gli schemi di potere tradizionali.

    Spiega l’artista a proposito del nuovo singolo: “Strega è uno dei brani che ho scritto prima di conoscere i cantanti con cui avrei lavorato: come autrice e produttrice mi sono concentrata solo sulla storia, sul testo e sul mood senza pensare ad una voce precisa. Questa fase di talent scouting è stata affascinante ma anche molto complessa: grazie ai contatti nati lungo il percorso ho capito meglio le difficoltà dei cantanti nella scena pop italiana, le dinamiche del repertorio, le tendenze, i pregi e i difetti di questo mondo.​ Il profilo di Flow mi ha colpito subito: cantante siciliana bellissima e grintosa, con occhi da strega e una chioma di ricci inconfondibile, una vera streghetta con un timbro vellutato e pieno. Essere così lontane geograficamente ha reso l’organizzazione complicata; io cercavo di coordinare tutto ma ho presto capito che Flow segue i suoi tempi e le sue lune, che il risultato sarebbe arrivato quando lei si fosse davvero sentita pronta. Quando ha registrato la sua interpretazione ha dato a Strega l’energia e il carattere che cercavo. Fabio Vaccaro da Brescia ha fatto brillare la sua voce nel mix e, nonostante le difficoltà di una produzione gestita interamente a distanza, ne è valsa la pena: oggi sento che Strega porta con sé proprio quella forza femminile istintiva che avevo immaginato mentre la scrivevo. Per me è un brano in cui tante donne possono riconoscersi e ogni volta che lo riascolto ho la sensazione che Flow stia dando voce a una parte segreta anche di me stessa.”

    “Un bacio di fortuna” (2026) è il primo EP nato dall’ambizioso progetto di Anastasia Anniemore24: 30 inediti in italiano scritti e musicati da lei, affidati a 30 voci diverse della scena nazionale per proporre una nuova idea di canzone d’autore, radicata nella tradizione ma aperta a sonorità moderne e internazionali.

    In questo volume si incontrano cinque interpreti provenienti da varie regioni – Sakuna, Chiara Marzaroli, Chiara Giovanelli, Flow e Domenico Protino – che diventano portavoce dell’autrice in altrettanti brani: “Tu provieni da Marte”, “Sognare la luce”, “Viaggio”, “Strega” e “Samarra”. I pezzi attraversano il synth-pop elettronico da club, la ballata intimista e il racconto simbolico, mostrando come la scrittura di Anastasia cerchi un equilibrio tra italianità, sperimentazione sonora e profondità emotiva condivisa con i suoi interpreti.

    Il titolo “Un bacio di fortuna” richiama l’idea di un incontro tra destino, caso e scelte creative: ogni voce è come un bacio affidato alla sorte, un’unione irripetibile tra testo, interprete e arrangiamento che può cambiare la vita di un brano e di chi lo ascolta. Questo EP rappresenta il primo capitolo di un percorso previsto in più volumi da cinque brani ciascuno: una serie di uscite pensate per presentare, passo dopo passo, l’universo di storie e sonorità che compongono il progetto “30 brani per 30 voci”.

    Ascolta l’ep “Un bacio di fortuna” su Spotify: https://open.spotify.com/album/68Kya8Fw2mdXyEeOyNxW1l?si=7Lwr_nUPSRiH9JSGUhI0kw

    BIO

    Anastasia Anniemore24 è un’autrice, produttrice e artista italo-bielorussa che pone al centro del suo lavoro la parola e l’emozione, grazie a una formazione in giornalismo televisivo e a una lunga esperienza tra scrittura, comunicazione e attività commerciale. Dopo gli studi alla Facoltà di Giornalismo dell’Università Statale di Minsk e un inizio di carriera nella redazione musicale televisiva, la situazione politica del suo Paese la spinge a trasferirsi in Italia. Qui ricomincia da zero, lavorando per anni in altri settori prima di tornare alla sua vera vocazione: la scrittura e l’attività creativa visiva e musicale.

    In Italia inizia a scrivere poesie in russo e, successivamente, canzoni, costruendo melodie intorno alle parole e scoprendo nel testo il fulcro del suo processo creativo. Lo studio del pianoforte fin dall’infanzia, unito a una profonda passione per la lingua italiana, le permette di mettersi alla prova scrivendo direttamente in italiano, convinta che anche i generi più sperimentali – come il pop elettronico, la club music o l’ambient – possano restituire centralità al significato dei testi. Il suo primo singolo, “Quest’autunno”, ha segnato il debutto in questo percorso, ottenendo passaggi radiofonici in Italia e Svizzera.

    La sua scrittura nasce dall’incontro tra la tradizione della canzone italiana e un orizzonte sonoro vastissimo. Tra i riferimenti storici cita Mina, Mia Martini, Pino Daniele, Zucchero, Lucio Dalla e i Matia Bazar; accanto a loro convivono Björk, Cher, Freddie Mercury, Jimi Hendrix, Cyndi Lauper, Pink, i Pink Floyd e l’Alan Parsons Project. Il suo bagaglio include il jazz (Miles Davis, Billie Holiday, Chet Baker), la musica classica (da Bach e Chopin fino a Čajkovskij, Rachmaninov e Šostakovič) e la moderna neoclassica di Federico Albanese, Sofiane Pamart e il suo autore di riferimento, Max Richter.

    Dall’esperienza del primo singolo prende vita l’ambizioso progetto “30 brani per 30 voci / Un bacio di fortuna”, a cui Anastasia lavora ininterrottamente da febbraio 2025. In poco più di un anno concepisce, scrive e produce 30 brani originali in italiano, affidandoli a 30 interpreti diversi. Il cast coinvolge artisti nazionali e internazionali, inclusi talenti che non avevano mai inciso in lingua italiana o che avevano pubblicato solo in inglese. Il progetto è completato da un libro omonimo che raccoglie le liriche e le storie di tutti gli artisti coinvolti.

    I cantanti – 27 italiani e 3 stranieri – sono stati selezionati principalmente via social, cercando la timbrica perfetta per il carattere di ogni brano. Per la produzione musicale, Anastasia ha coinvolto tre studi differenti: Fabio Vaccaro, Mikor Studio e Giovanni Ferranti Music. L’identità visiva è invece curata da Lucilla Dosa (cover art) e Paolo Stefanelli (logo e grafica).

    Trasformatasi in una vera e propria etichetta indipendente “tutto in uno”, Anastasia segue ogni fase: dal talent scouting agli arrangiamenti, fino agli aspetti legali e video. Il progetto discografico si articola in sei volumi da cinque brani ciascuno. La sua proposta si rivolge a un pubblico trasversale (25-55 anni), con tracce che spaziano tra synth-pop, dance e atmosfere intime, affrontando temi universali come la solitudine, la ricerca di senso e la forza interiore in una sorta di “psicologia musicale”.

    L’obiettivo di Anastasia è posizionarsi come autrice per altri artisti e proseguire il proprio percorso di produttrice, con il sogno di vedere la lingua italiana dialogare sempre più alla pari con le grandi scene del pop mondiale.

    “Strega” è il nuovo singolo di Anastasia Anniemore24 (feat. FLOW), disponibile in rotazione radiofonica dal 5 giugno 2026. Il brano è il singolo estratto da “Un bacio di fortuna”, primo EP del più ampio progetto dell’autrice intitolato “30 brani per 30 voci”.

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