Ci sono brani che non si limitano a far ballare, ma accendono la memoria, rievocano un’epoca e riportano alla superficie quel modo autentico di vivere la musica che appartiene a chi ha respirato gli anni d’oro della dance. “Hypnosis” (Red Owl Record), il nuovo singolo di DJ Snabba, nasce esattamente con questa ambizione: raccontare in tre minuti e mezzo l’energia, la libertà e la vibrazione sonora che hanno segnato gli anni ’90 e 2000.
Con i suoi 142 BPM, una cassa pulsante, sintetizzatori incandescenti e una melodia che richiama i club storici e le notti davanti a MTV, Hypnosis ti trascina dritto in quel luogo della mente dove abitano i ricordi più vivi — e ti spinge a fare una sola cosa: alzare il volume e lasciarti andare.
“Siamo contaminati da mille generi e sottogeneri, e non è stato semplice ricreare quel mondo. Ma volevo dimostrare che la dance non è morta: vive dentro noi DJ e producer che abbiamo vissuto quell’epoca.”
Il brano è anche un atto di protesta artistica: una risposta a chi sostiene che la dance sia finita, e allo stesso tempo un omaggio a MTV, canale che ha formato un’intera generazione mescolando musica, immaginario visivo e cultura giovanile.
(E sì: come anticipa l’artista, anche il videoclip arriverà presto.)
Ma Hypnosis non è solo nostalgia: è un ponte tra passato e presente, un pezzo che vuole lasciare il segno oggi, parlando sia alla generazione che quegli anni li ha vissuti sulla pelle, sia a chi oggi riscopre quei suoni, quella moda, quella libertà creativa che hanno caratterizzato un’epoca irripetibile.
“Hypnosis” sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 5 dicembre.
Al centro c’è un tema universale: la fiducia. Aprire il cuore all’amore del Signore significa ritrovare pace, protezione e quella forza silenziosa che permette di andare avanti. Il brano diventa così un invito a non lasciarsi affondare dal buio, ma a sollevare lo sguardo, verso quella luce che non si spegne mai.
Nel testo, Naba personifica la musica come una figura femminile sfuggente, un amore tossico che domina e consuma: “Lei non sapeva nemmeno che io esistessi, eppure ce l’avevo con lei lo stesso”. Questa metafora si intreccia con versi dove emerge la parte più vulnerabile dell’artista come “Sei tu che mi uccidi e poi mi resisti”, emblema di un sentimento che sopravvive anche quando fa male.
Simbolo del bianco, dell’acqua e della rinascita, l’Albedo rappresenta la seconda fase del processo alchemico, quella della purificazione.
Il brano è un’esplosione di pop e dance contemporanei, un mix di ritmo pulsante, bassi caldi e synth brillanti che restituiscono un’atmosfera internazionale, ma sempre con un tocco di stile italiano. La voce di Alis, carismatica e avvolgente, alterna inglese e italiano con naturalezza, diventando il ponte tra due mondi culturali che convivono in lei.



Dal punto di vista musicale, “Vivere in una scacchiera” si muove tra atmosfere pop moderne e una produzione dal respiro intimo ma incisivo. Il ritmo incalzante, sorretto da una batteria pulsante e da linee di chitarra avvolgenti, crea un equilibrio perfetto tra tensione e malinconia, mentre la voce di MettFOUR emerge limpida e sincera, guidando l’ascoltatore dentro un percorso emotivo che non lascia indifferenti.