Category: Comunicati

  • “Ostaggio” è il nuovo singolo di Ibrido

    Da venerdì 2 maggio 2025 sarà in rotazione radiofonica “OSTAGGIO”, il nuovo singolo di Ibrido prodotto da George Macciò, già disponibile sulle piattaforme digitali dal 25 aprile.

    “Ostaggio” è un brano introspettivo, uno sfogo di Ibrido che racconta un momento di smarrimento interiore. Il messaggio dell’inciso è chiaro “Mi sento ostaggio ma tu non sei in zona, qua fuori è buio e la notte è bastarda. Non so se capita anche a te, Lucifero sa cosa ti manca”.

    Il testo fa anche riferimento a Dio come unico appiglio, l’unica certezza in un mondo che sembra voltarti le spalle, in un’epoca in cui le persone non sono più una garanzia.

    Le strofe alternano sonorità pop/rock con accenti rap, mentre nei ritornelli emerge una vena decisamente più pop, il tutto con un’impronta che richiama il cantautorato italiano contemporaneo.

     

    Spiega l’artista a proposito del brano:Questo brano racconta una fase della mia vita in cui mi sono trovato a confrontarmi con una grande solitudine e smarrimento. Ho imparato a non dipendere dalle persone, a non farne una garanzia. L’essere umano verrà meno, inevitabilmente. Quando ti ritrovi in un baratro che conosci solo tu e Dio, dove nessun altro può entrare, ti rendi conto che tutto ciò su cui facevi affidamento prima non era un supporto concreto. Da quel momento ho capito che l’unico vero appiglio era la fede. Ostaggio è il racconto di questa lotta, del momento in cui ho scelto di smettere di combattere da solo”.

    Il videoclip di “Ostaggio” nasce da un’idea di Ibrido, ispirato ai film di James Bond. L’artista ha scelto di utilizzare il titolo del brano per creare una trama tipica dei film d’azione. Le location, varie e suggestive, comprendono riprese notturne tra la provincia di Piacenza e il Pavese. Il progetto si è rivelato impegnativo, con quasi 25 ore di lavoro sul set e la partecipazione di una quindicina di attori e comparse. Diverse scene sono state girate in un ex ospedale abbandonato, oggi trasformato in un campo di Softair.

    La trama ruota attorno al rapimento di una ragazza per un regolamento di conti. Ibrido, che interpreta il protagonista, dovrà cercare di salvarla scontrandosi con una banda di criminali armati, facendo irruzione nella loro base operativa.

    Le scene di combattimento sono state coreografate e supervisionate da Alessio Bernazzani, maestro di Ju-Jitsu 3º dan, mentre il montaggio e le riprese sono stati curati dal videomaker Nicholas Monteleone.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=VoX3eMOVhb4

     

     

    Biografia

    Ibrido – all’anagrafe Michael Sacchi – nasce a Piacenza il 30 ottobre 1993. Le tensioni familiari, il trasferimento e le ferite adolescenziali lo guidano verso la musica, trasformandola in un linguaggio attraverso cui elaborare il caos del passato e affrontare i propri conflitti interiori.

    I testi profondi e malinconici lasciano trasparire le ansie e il senso di inadeguatezza che fanno parte del suo quotidiano, creando un legame con tanti ragazzi e ragazze della società odierna.

    Il suo stile musicale combina la struttura melodica del pop con elementi e incursioni tipiche del rap. Si affaccia al mondo della musica nel 2008 con le prime band, arrivando a esibirsi negli anni su grandi palchi e facendo da spalla ad artisti, tra cui Finley e Nomadi. Ha raggiunto le finali di Coppa Italia a Cinecittà World e ha partecipato, nel 2017, a One Shot Game di Honiro Label.

    All’inizio del 2021 dà un taglio col passato e inizia un progetto solista con lo pseudonimo attuale, Ibrido. Nello stesso anno esce Testa Altrove, singolo prodotto al Ninety Studio di Tom Beaver, mentre nel 2022 si esibisce al festival di San Marino con il singolo “Rifacciamo le 6”.

    Il 2023 è un anno ricco di produttività: ha inizio una serie di date, dal festival di Ricaldone in memoria di Luigi Tenco (in apertura a Morgan), proseguendo poi a Rimini e Riccione con diversi festival ed eventi nazionali, tra cui RIM in Music e l’esibizione a Sanremo Rock, a settembre, sul palco dell’Ariston.

    Nel 2024 partecipa alle selezioni della prima edizione di “Zocca, paese della musica”, arrivando in finale; a luglio dello stesso anno si esibisce sul palco del Trentino Music Fest prima di Fabrizio Moro e Il Tre.  Attualmente, Ibrido è al lavoro su nuovi progetti.

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  • “Don Chisciotte” è il nuovo singolo di Larossi

    Dal 29 aprile 2025 è disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale “DON CHISCIOTTE”, il nuovo singolo di LAROSSI.

    “Don Chisciotte” è un brano che racconta la lotta interiore tra nostalgia e voglia di rinascita. Con una scrittura cruda e poetica, Larossi trasforma dettagli quotidiani in simboli universali: le tazze rotte, le luci fioche dei lampioni, le notti insonni sul divano diventano frammenti di una storia che tutti, almeno una volta, hanno vissuto sulla propria pelle. In questo pezzo, la cantautrice abbandona l’armatura, rifiutando di combattere battaglie ormai perse: “No, non sarò come Don Chisciotte”. Non c’è spazio per illusioni romantiche o guerre senza senso, ma una consapevolezza profonda di chi sceglie di lasciar andare e ricominciare, di chi ha imparato che la vera forza sta nel dire basta. Tra immagini evocative e melodie avvolgenti, l’artista dipinge un viaggio emotivo sincero, dove il passato non è più un peso, ma il trampolino per un nuovo inizio. “Vaffanculo, arrivo”, canta con determinazione, trasformando la sua storia personale in un inno alla libertà di essere sé stessi.

    Spiega l’artista a proposito del brano: «“Don Chisciotte” è questo: un addio senza rimpianti, un passo avanti senza voltarsi indietro. È la consapevolezza che non tutte le guerre meritano di essere combattute e che, a volte, smettere di lottare significa ricominciare a vivere».

     

    Biografia

    Larossi (nome d’arte di Barbara Rossi) è una cantautrice toscana che si distingue nel panorama musicale italiano per la sua proposta autentica e priva di etichette. La sua musica fonde rock, indie e altre influenze sonore, creando un linguaggio unico e personale che trascende ogni genere definito. Laureata in Etnomusicologia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, Larossi esplora nei suoi testi temi sociali e psicologici, offrendo una riflessione profonda sulla condizione umana e sulla società contemporanea.

    Dal 2023 ha dato il via al suo progetto solista, pubblicando singoli come “Mani sudate”, “Cozza vuota” e “Solo 5 minuti”, che hanno suscitato un ampio riscontro. Il quarto singolo, “Don Chisciotte”, segna un’ulteriore evoluzione nel suo percorso artistico.

    Nel 2024, Larossi ha continuato a consolidare la sua carriera dal vivo, con numerosi concerti, tra cui quello in apertura a Rose Villain al Moonland Festival. La sua presenza scenica e la sua capacità di comunicare attraverso la musica la rendono una delle voci più genuine e promettenti della scena musicale italiana.

    La sua penna è il cuore del suo percorso artistico: ogni canzone è un atto di narrazione intima e potente. Con una scrittura che esplora la psicologia umana, le sue parole risuonano come confessioni sincere, dando voce alle sfide e alle emozioni universali che accomunano ogni ascoltatore.

    “Don Chisciotte” è il nuovo singolo di Larossi disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale dal 29 aprile 2025.

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  • “Fuori” è il nuovo singolo de LaFabbrica

    Da venerdì 2 maggio 2025 sarà in rotazione radiofonica “FUORI” (Overdub Recordings), il nuovo singolo de LAFABBRICA, già disponibile sulle piattaforme digitali dal 29 aprile.

    “Fuori” è un brano che riflette sull’egoismo dei tempi moderni, in cui ciascuno è sovraesposto alle informazioni e, pur essendo consapevole dello stato delle cose, sceglie comunque di pensare solo a sé stesso. 

    Spiega la band a proposito del brano: “L’egoismo dei nostri giorni, l’ingorda ricerca di informazioni genera un apparente stato di consapevolezza ed indefinito disinteresse. Il mondo finisce fuori dai confini dei nostri schermi, fuori io non vedo niente”. 

    Biografia

    LaFabbrica nasce nel 2017 a Napoli, nel quartiere Bagnoli, per volontà di Adriano Caligiuri al basso (Mamasan, Nicole Has Cage) e dei fratelli Carmine De Majo alla chitarra (Dawnless) e Gianluca De Majo alla voce (Nicole Has Cage), con l’intento di dare vita al materiale inedito accumulato nel tempo.

    LaFabbrica è l’incontro di musicisti ed esperienze legate all’area flegrea dove i resti dell’“Archeologia Industriale” dell’ex fabbrica Italsider “violentano” il territorio di uno dei golfi più belli al mondo.  Il progetto rappresenta la voglia di riscatto dalla schiavitù del lavoro in un mondo che globalizza e consuma senza lasciare scampo ai deboli e a chi non si conforma alla massa.

    LaFabbrica è l’amore per il rock nella sua forma più viscerale, per la libertà che veicola la musica, per l’arte come ancora di salvezza in un mondo alla deriva.

    La band avvia delle sessioni di registrazione di alcuni brani in versione demo sotto la produzione di Diego Abbate (Mamasan,Foja) senza ancora avere un batterista come parte integrante del progetto. Nel corso delle riprese vengono aggiunti alla formazione Diego Abbate alla chitarra ed Umberto Dell’Anno (Metharia,Cabo) alla batteria.

    La band al completo procede alla stesura di nuovi brani ed avvia le registrazioni del primo LP per Materia Principale, nello studio dell’etichetta che ha dato i natali ad album indie della scena napoletana quali ‘Na Storia Nova’ dei Foja e ‘Something about Mary Quant’ dei TheCollettivo. Anticipato dai singoli “Lava” e “Sogno”, nel 2020 LaFabbrica pubblica il disco di debutto “Dieci Piccole Canzoni Urbane” che frutta al gruppo buone recensioni da parte di magazine musicali ed addetti ai lavori. L’emergenza sanitaria del periodo successivo non consente grandi spazi per le esibizioni dal vivo, la band si concentra quindi sulla stesura di nuovo materiale inedito e decide di entrare in studio per la produzione dell’EP “Terra Bruciata Volume Uno”, pubblicato nel 2022 e preceduto dal singolo “Il Mulo”.

    Dopo la breve ripresa dell’attività live, la band entra a far parte del roster di Overdub Recording ed inizia la produzione del secondo LP “Barriere”.

     

    “Fuori” è il nuovo singolo de LaFabbrica pubblicato da Overdub Recordings, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 29 aprile 2025 e in rotazione radiofonica da venerdì 2 maggio.

     

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  • Uscito in audiolibro “Passi di morte” di Maria Masella, il 26° capitolo della serie “Le indagini del commissario Antonio Mariani”

    In uscita dall’1 aprile in audiolibro per il Narratore il ventiseiesimo capitolo della serie sul commissario Antonio Mariani nata dalla penna di Maria Masella, candidata al Premio Strega nel 2024, dal titolo Passi di Morte.

    Con la voce narrante di Riccardo Ricobello, il commissario Mariani riceve una telefonata dalla commissaria Nicoli che gli chiede informazioni sul suicidio di Biagio Ferrero, un caro amico di suo marito Luca.

    Mariani non ne sa molto perché aveva delegato tutto all’ispettore Lorenza Petri, ma comincia a raccogliere informazioni: Ferrero si era “tuffato”, come ha riferito una testimone, in una voragine causata dalle piogge dei mesi precedenti, voragine in cui era precipitata una donna. Quando riceve una chiamata per un uomo ucciso nella zona di Campomorone fatica a essere lucido e segue la pista più semplice indicata dalla vicina di Claudio Alvari, la vittima: l’omosessualità. Presto non ne è più convinto ma ormai il PM e il questore vogliono trascurare altre ipotesi e lo ostacolano quando cerca di approfondire le indagini sull’omicidio. Nelle pause continua a lavorare sulla morte di Ferrero, anche se i casi di suicidio sono per lui dolorosi.

    Sono giorni difficili perché la Petri è di pessimo umore e sua moglie Francesca è fredda, distante e Antonio non riesce a capirne il motivo. Ma deve accantonare la sua vita privata perché c’è un nuovo omicidio.

    “Il personaggio di Antonio Mariani è nato per caso, doveva essere un romanzo soltanto e poi mi sono ‘innamorata’ – ha dichiarato la scrittrice Maria Masella. Storia dopo storia ho scoperto dettagli del suo passato; un esempio? Ho scoperto che era navigante quando ho scritto il prequel (Primo) e ne avevo già sei o sette alle spalle. Cosa mi sorprende? Che in ogni storia mi racconti qualcosa che ancora non sapevo. Come capita con vecchi amici: si crede di conoscerli al centouno per cento e ogni volta che li ritroviamo c’è quel dettaglio… Le persone non sono sempre identiche; quindi, i personaggi non devono restare sempre uguali”.

    “Siamo stati molto felici di poter realizzare e dar vita, attraverso la produzione in Audiolibro, con la lettura di Francesco Carlo Zanetti prima e di Riccardo Ricobello dal 16° capitolo ad oggi, a questa fortunata serie del commissario Antonio Mariani – ha aggiunto l’editrice Cristiana Giacometti.

    Si tratta di un personaggio molto amato da tantissime lettrici e altrettanti lettori. Già 15 anni fa ricevemmo le prime richieste dal pubblico dei nostri ascoltatori di poter ascoltare le sue indagini, che si svolgono a Genova e nel territorio limitrofo. Grazie alla preziosa collaborazione dei Fratelli Frilli Editori dal 2023 finalmente sono disponibili anche per il grande pubblico delle ascoltatrici e ascoltatori ben 26 romanzi, pubblicati dalla nostra casa editrice il Narratore. Sono storie che, indagine dopo indagine, la virtuosa penna di Maria Masella ci regala sviluppando nuovi intrecci narrativi sorprendenti nell’evoluzione dei personaggi e del protagonista che oramai è diventato un amico per tutti noi”.

    Uscito, infatti, nella versione cartacea nel 2024 con Fratelli Frilli Editori, oggi in audiolibro l’opera è disponibile in tutte le piattaforme in subscription tra le più importanti Audible, Storytel, Bookbeat, Voxa e “ à la carte” su ilnarratore.com e Google Play Audiolibri.

    Dati tecnici Audiolibro

    lettura di: Riccardo Ricobello

    durata: 9h 09’ 15”

    codice ISBN: 9788868165772 Audiolibro

    Copyright audio: il Narratore S.r.l., 2024

    Prezzo: € 9,99

    Disponibile in tutte le piattaforme in subscription tra le più importanti Audible, Storytel, Bookbeat, Voxa e “ à la carte” su ilnarratore.com e Google Play Audiolibri

    Cover art Stefano Zattera

    Copyright audio: il Narratore S.r.l., 2025

    Copyright a stampa: Fratelli Frilli Editori, 2024

    Biografia

    https://www.ilnarratore.com/it/schede-biografiche/masella-maria/

    Maria Masella è nata a Genova. Ha partecipato varie volte al Mystfest di Cattolica ed è stata premiata in due edizioni (1987 e 1988). Ha pubblicato una raccolta di racconti – Non son chi fui – con Solfanelli e un’altra – Trappole – con la Clessidra. Sempre con la Clessidra è uscito nel 1999 il romanzo poliziesco Per sapere la verità. La Giuria del XXVIII Premio “Gran Giallo Città di Cattolica” (edizione 2001) ha segnalato un suo racconto, La parabola dei ciechi, inserito successivamente nell’antologia Liguria in giallo e nero (Fratelli Frilli Editori, 2006). Ha scritto articoli e racconti sulla rivista “Marea”. Per Fratelli Frilli Editori ha pubblicato Morte a domicilio (2002), Il dubbio (2004), La segreta causa (2005), Il cartomante di via Venti (2005), Giorni contati (2006), Mariani. Il caso cuorenero (2006), Io so L’enigma di Mariani (2007), Primo (2008), Ultima chiamata per Mariani (2009), Mariani e il caso irrisolto (2010), Recita per Mariani (2011), Per sapere la verità (2012), Celtique (2012, terzo classificato al Premio Azzeccagarbugli 2013), Mariani allo specchio (2013), Mariani e le mezze verità (2014), Mariani e le porte chiuse (2015), Testimone. Sette indagini per Antonio Mariani (2016), Mariani e il peso della colpa (2016), Mariani e la cagna (2017), Mariani e le parole taciute (2018), Matematiche certezze (2019 scritto a quattro mani con lo scrittore Rocco Ballacchino), Mariani e le giuste scelte (2019), Mariani e le ferite del passato (2020), Tempesta su Mariani (2021), Mariani e il secondo colpo (2022), Nessun ricordo muore (2017), Vittime e delitti (2018), Le porte della notte (2019) e Un posto per morire (2021), questi ultimi quattro con protagonista la coppia Teresa Maritano e Marco Ardini. Per Corbaccio ha pubblicato Belle sceme! (2009). Per Rizzoli, nella collana youfeel, sono usciti: Il cliente (2014), La preda (2014) e Il tesoro del melograno (2016), per Castelvecchi il romanzo Tracce di Ada (2021). Morte a domicilio e Il dubbio sono stati pubblicati in Germania dalla Goldmann. Nel 2015 le è stato conferito il premio “La Vie en Rose”. 2018, terza classificata alla prima edizione del Premio EWWA. Premio Tigulliana, 2019. Premio alla carriera La Quercia del Myr, 2020.

  • “Figlie del silenzio”: il nuovo romanzo di Francesca Silvestri riscopre una storia femminile dimenticata

    Dopo l’esordio in narrativa avvenuto nel 2022, la giornalista ed editor Francesca Silvestri torna in libreria il 28 marzo con il romanzo Figlie del silenzio, sempre per Les Flâneurs Edizioni nella collana Montparnasse.

    Perché una donna finisce nell’oblio della memoria familiare? Che significato può avere il silenzio su una vicenda biografica, quella di Alaide, che ha attraversato tre generazioni di donne?

    A queste domande cerca di dare una risposta Matilde, giovane archivista e sua discendente, che si mette quasi per caso sulle sue tracce, scoprendo una donna e poi un’artista profondamente inquieta che ha attraversato, con lucidità e dolorosa consapevolezza, la difficile condizione femminile del primo Novecento, portando alla luce vicende rimaste sepolte per anni nel silenzio, dietro le sbarre dei conventi o dei manicomi.

    La storia di Alaide Fabbrini, la protagonista di Figlie del silenzio, mi è stata raccontata diversi anni fa e mi ha subito molto incuriosito. Era piena di lacune e di ‘si dice’, ‘sembra’, ‘forse’ e altre incertezze a cui ho cercato di dare un senso attraverso la scrittura – ha spiegato l’autrice.

    Era una donna, si dice molto bella, vissuta a cavallo tra due secoli (nata nel 1898 e morta nel 1929), scomparsa prematuramente e in circostanze poco chiare a soli 31 anni, subito dopo aver avuto il suo primo figlio. Ma la cosa che mi ha più intrigato è che di questa donna si erano inspiegabilmente perse le tracce, nella propria famiglia, con la morte dell’ultima delle sue pronipoti. Una storia strana e confusa che però, forse proprio perché oscura, mi ha coinvolto fin dall’inizio e mi ha portato a indagare e ad approfondire tematiche importanti, come la malattia mentale all’inizio del Novecento, ovviamente molto prima della legge Basaglia, e la facilità con cui le donne spesso venivano rinchiuse in manicomio o in convento per la loro stravaganza, cioè per una personalità che difficilmente rientrava in certi stereotipi. Fin qui la storia vera o presunta, perché a volte si scendeva addirittura nella deriva del pettegolezzo, basata sulle poche informazioni di chi ancora la ricordava. I documenti e le foto che ho ritrovato non dicevano di più, spesso il suo volto rimaneva nascosto dai capelli o dai cappelli o da altre persone. Era come se mi sfuggisse, volesse restare nell’ombra. Più andavo avanti nella ricerca, più annotavo tutto e cercavo di rimettere in fila i pezzi di una vicenda che non poteva essere ricostruita del tutto, ma questo l’ho capito molto tempo dopo. Così, da un certo punto in poi, ho deciso di abbandonare la storia reale e mi sono lasciata andare, trasformando la vicenda biografica di Alaide in romanzo. Solo in questo modo si sarebbe potuto far luce. Un lavoro di lenta emersione dall’oblio (della storia e della ricerca)”.

    “Con grande convinzione abbiamo accolto nella collana Montparnasse il nuovo romanzo di Francesca Silvestri, Figlie del silenzio – ha commentato l’editore Alessio Rega. Dopo l’esordio con L’arrocco, un’opera densa e stratificata capace di intrecciare le trame della memoria individuale e collettiva su scala internazionale, Francesca torna con una narrazione più intima, ma non per questo meno potente. La collana Montparnasse nasce proprio per ospitare voci capaci di restituire, attraverso la letteratura, uno sguardo lucido e profondo sul presente, e Figlie del silenzio si inserisce perfettamente in questa linea editoriale: un romanzo che fa della ricerca storica un gesto politico e poetico insieme.

    Pubblicando questa storia vogliamo contribuire, infatti, a rompere il silenzio che per troppo tempo ha avvolto le vite scomode delle donne — quelle lasciate indietro, dimenticate o taciute. Attraverso la figura di Alaide, artista inquieta e fragile, e lo sguardo di Matilde che ne ricostruisce la storia, Francesca Silvestri ci invita a riflettere su una memoria femminile collettiva da custodire e riscattare”.

    Come ha saputo bene scorgere la scrittrice Titti Marrone, “questo romanzo ha un po’ l’andamento della storia di famiglia, un po’ di una sorta di mistero – o giallo – che lascia affiorare via via tematiche importanti quali l’oppressione delle donne vista attraverso l’angolazione della classificazione sbrigativa di ‘isteria’ usata per metterne a tacere spirito critico, opposizione all’omologazione e creatività. Il tutto, con una scrittura piana, luminosa, capace di spalancare varchi al piacere della lettura e districare i nodi di una storia segreta, con un’abile tecnica di graduale svelamento che non lascia mai intuire il passaggio successivo e tiene chi legge con il fiato sospeso fino all’ultima pagina”.

    Passaggi oscuri nella vita di Alaide che nemmeno i diari lasciano intuire, pagine strappate, aspetti che non tornano, cicatrici e fratture rimaste aperte sono, infatti, i coprotagonisti di questo libro.

    L’esistenza dolorosa “di prima” e quella che si è reinventata, consapevolmente, nell’arte ha un significato ben preciso. Lo scoprirà Matilde insieme al lettore in un finale imprevedibile che avrà molto a che fare anche con la sua storia personale.

    L’autrice per presentare l’opera sarà il 6 maggio presso Unilibera Valdicornia – Venturina (LI), il 9 a Corciano (Pg), il 17 al Salone del libro di Torino, il 24 a Tuoro sul Trasimeno (Pg) e il 6 giugno presso il Centro culturale Qui Perugia.

    DATI TECNICI

    Titolo: Figlie del silenzio

    Autore: Francesca Silvestri

    Editore: Les Flâneurs Edizioni

    Collana: Montparnasse

    Genere: Narrativa

    In commercio dal: 28 marzo 2025

    Pagine: 184 p., Brossura

    Prezzo: Euro 16,00

    EAN: 9791254511985

    BIOGRAFIA

    Francesca Silvestri è editor e giornalista. Nel 1996 ha fondato la casa editrice ali&no, di cui è attualmente direttrice editoriale, e nel 2020 il Premio Letterario Nazionale Clara Sereni, scrittrice con cui aveva a lungo collaborato, ricevendo la Medaglia del Presidente della Repubblica. Utilizza la scrittura in ambiti educativi e terapeutici, collabora con il blog Arufabetto e la rivista Noidonne. È autrice di racconti e curatrice di volumi, tra cui Il tavolo della memoria familiare. Intervista a Clara Sereni (ali&no, 2024). Ha esordito in narrativa con il romanzo L’arrocco (Les Flâneurs, 2022).


  • FRANCESCO CAVESTRI TRA I FORBES UNDER 30 ATTESO ALL’INTERNATIONAL JAZZ DAY DI ROMA E A PIANO CITY MILANO 2025

    Il giovane pianista e produttore Francesco Cavestri è stato inserito tra i Forbes Under 30 Italia per il suo impatto nel mondo musicale. Prossimi appuntamenti live all’International Jazz Day di Roma il 30 aprile e a Piano City Milano dal 23 al 25 maggio 2025.

     

    Francesco Cavestri è stato inserito nella prestigiosa classifica Forbes Under 30, redatta ogni anno da Forbes Italia per premiare i giovani under 30 che si sono distinti per il loro impatto nel proprio settore. È il primo musicista jazz di sempre a essere incluso in questa rinomata selezione.

    Cavestri è stato premiato nella categoria Entertainment, accanto a nomi di spicco come Celeste Dalla Porta (interprete di “Parthenope” di Paolo Sorrentino), Deva Cassel (protagonista de “Il Gattopardo”) e Olly (vincitore di Sanremo 2025). Un riconoscimento che lo colloca tra le personalità che hanno segnato con il loro talento e la loro visione il panorama culturale e dello spettacolo italiano nell’ultimo anno.

    Qui la classifica completa: https://forbes.it/classifiche-forbes/under-30/under-30-2025-entertainment/

    Tra i prossimi appuntamenti di Francesco Cavestri: l’International Jazz Day a Roma e Piano City Milano.

    Il 30 aprile 2025, in occasione dell’International Jazz Day indetto ogni anno dall’UNESCO, Francesco Cavestri sarà ospite speciale del concerto di Paolo Fresu e del suo Devil Quartet all’Auditorium Parco della Musica di Roma, uno dei luoghi simbolo del panorama musicale internazionale. Dopo il successo dell’edizione 2024, l’associazione Il Jazz Va a Scuola ha confermato l’evento per il secondo anno consecutivo, celebrando la giornata mondiale dedicata al jazz e alle musiche improvvisate. In questa occasione, Cavestri eseguirà insieme a Paolo Fresu il brano “IKI – Bellezza Ispiratrice”, tratto dall’omonimo album realizzato a quattro mani con il Maestro.

    Link per l’ascolto del brano su Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/album/0DztK0UzwF3ANZikMd6ATM

    Successivamente, Cavestri sarà tra i protagonisti della XV edizione di Piano City Milano, in programma dal 23 al 25 maggio 2025. Il festival, che trasformerà nuovamente la città in un’enorme sala da concerto a cielo aperto, vedrà Cavestri esibirsi in diverse occasioni di prestigio di cui daremo presto informativa.

  • Contro la dittatura dello skip, per la libertà espressiva: nasce “BoicottIAmo lo Streaming”

    Nel cuore dell’hinterland napoletano, in una città che ha sempre fatto della musica una forma di resistenza culturale e sociale, sabato 10 maggio prenderà vita il primo evento italiano che mette in discussione l’egemonia delle piattaforme di streaming. “BoicottIAmo lo Streaming” è un titolo provocatorio, ma anche un punto di rottura: ripensare il rapporto tra artista, pubblico e tecnologia, in un momento in cui i numeri contano più della sostanza e il valore creativo viene misurato a colpi di skip.

    Organizzato da Artisti Adesso, l’accademia fondata da Gabriele Aprile che ha già formato centinaia di cantanti, musicisti e creator in cerca di un modello sostenibile e indipendente, l’evento nasce come risposta concreta a un sistema musicale che sembra premiare più l’adattabilità agli algoritmi che l’identità e l’urgenza espressiva. Non un semplice talk, né un altro workshop su come “funzionare meglio su Spotify”: BoicottIAmo lo Streaming è un laboratorio esperienziale dove l’Intelligenza Artificiale diventa un alleato e non un nemico, e dove si torna a parlare di connessioni effettive, di creatività condivisa e di strategie a lungo termine.

    Dalle 15:30 fino a tarda sera, il CAM di Casoria (NA) ospiterà confronti, live performance e momenti di networking. Tra i relatori:

    – Gabriele Aprile, cantautore e digital strategist, con l’intervento “L’AI e il futuro della musica”

    – Ælba & Mel, duo indipendente impegnato nella costruzione di un nuovo modello di carriera musicale

    – Andrea De Luca, che presenterà il caso studio di un artista interamente generato con l’AI

    – Evrint Bless, esperto di strategie musicali alternative, con un panel su come ritrovare autonomia, uscendo dalle logiche penalizzanti delle piattaforme digitali

    Quattro voci diverse, unite da una visione: restituire agli artisti il controllo del proprio percorso.

    La giornata si concluderà con il live “Camera Indie”, uno showcase di talenti indipendenti che stanno costruendo il proprio pubblico al di là degli algoritmi.

    “BoicottIAmo lo Streaming” non è un invito all’isolamento, ma una spinta alla consapevolezza. Pubblicare musica senza una direzione, inseguire i trend e misurare il proprio valore in stream rischia di diventare una trappola che confonde le priorità. Una trappola difficile da riconoscere, e ancora più difficile da spezzare.

    L’Intelligenza Artificiale – spesso vista come un pericolo – sarà invece protagonista come alleato per sviluppare contenuti visivi, concept narrativi e asset promozionali capaci di attirare attenzione reale, non effimera.

    «Non è un boicottaggio delle piattaforme, ma del loro potere assoluto – spiega Gabriele Aprile -. L’obiettivo è ridare agli artisti la possibilità di scegliere, di sperimentare, di parlare a un pubblico vero senza piegarsi alle logiche dell’industria. La tecnologia ci ha tolto qualcosa, ma oggi può anche restituircelo.»

    Informazioni pratiche:

    📍 CAM | Casoria Contemporary Art Museum – Via Calore snc, Casoria (Napoli)
    🗓️ Sabato 10 maggio 2025 – Dalle 15:00 alle 23:00
    🎟️ Biglietti a partire da 47€, con opzioni avanzate per mentorship, produzioni AI e strategie personalizzate
    🌐 Info e ticket: www.boicottiamolostreaming.com

    L’evento è aperto a tutti gli artisti, producer, content creator e addetti ai lavori che vogliono immaginare un modo nuovo – più libero, più diretto, più consapevole: per fare musica fuori dalle metriche, dentro le relazioni. Iniziando da oggi.

  • Con l’album “Twins”, i Ferrinis trasformano la vita quotidiana in un racconto a quattro mani

    «Siamo in fissa con la nostra storia, ogni sequenza è scritta da noi due»: bastano questi versi per inquadrare l’anima di “Twins”, il nuovo album del duo di fratelli forlivesi Ferrinis, una fotografia nitida della loro generazione dal taglio cinematografico.

    Dieci tracce che somigliano a episodi di un film scritto insieme – anche quando i protagonisti sembrano andare in direzioni opposte. Nessuna scorciatoia: solo relazioni imperfette, assenze come altalene di sensazioni, desideri che si contraddicono, notti che iniziano con un bacio e finiscono con un addio.

    Nel pieno di una stagione musicale sempre più improntata alla viralità e all’effimero, “Twins” sceglie un’altra strada. L’album tiene insieme i fili di una narrazione coerente, tanto nel linguaggio quanto nelle immagini: ogni brano è un frammento scritto a quattro mani, con la precisione di chi conosce bene le proprie fragilità e ha scelto di trasformarle in canzoni.

    Perché “Twins” non è solo una somma di storie, ma una voce che si fa in due. Non un punto di vista doppio, ma uno solo, condiviso. Nei brani, i Ferrinis portano il loro sguardo tra i chiaroscuri dell’amore, mettendo in scena legami sbagliati al momento giusto, addii mai risolti e ritorni che sembrano sogni.

    Non spiegano: mostrano. E lo fanno con istantanee che arrivano prima delle parole. Rapporti che si sfiorano, si consumano, a volte si salvano. L’amore, qui, non viene raccontato: viene ripreso nei dettagli, come se lo vedessimo da dietro una finestra.

    Ed è proprio da quella finestra che inizia “Twins”: con l’inedito “Il Nostro Film”, un’apertura che imposta subito lo sguardo. «Ricominciamo a scrivere il nostro film, tra momenti indelebili ed errori cancellabili». Le relazioni diventano un set da cui fuggire o in cui ritrovarsi, un piano sequenza interrotto che cerca ancora un finale. Una storia che si può riscrivere – anche quando sembra troppo tardi – se si ha il coraggio di farlo insieme.

    Ogni traccia è uno scorcio da cui si entra e si esce con angolature diverse. C’è il disincanto di “Coca e Malibù”, dove il vuoto è mascherato dallo scintillio dei social «Brillano i diamanti ma non brilla il mondo. Vuoto, vuoto, vuoto, tutto il resto dentro». E c’è la sensualità di “Labbra al Curry”, tra viaggi improvvisi, corpi che si sfiorano e sapori che restano addosso.

    Poi arrivano le promesse a metà voce. Quelle che si fanno guardando l’alba, quando tutto sembra possibile ma niente è davvero certo. “Aspettami” è una canzone che non parla esclusivamente di chi si allontana da qualcuno, ma anche di chi parte senza perdere il legame con ciò che è stato. «Aspettami dove sorge il sole, dopo una notte da ricordare, con una storia da raccontare». Non è solo un appello all’altro, ma a se stessi. Un modo per dire che si può cambiare città, paese, vita, ma restare fedeli a ciò che ci ha formati. Per non dimenticare chi eravamo, anche quando il futuro corre più veloce di noi.

    Una tracklist attraversata da ritorni imprevisti, notti che si riaccendono e frasi lasciate in sospeso. Con una scrittura fatta di slanci diretti e riferimenti pop – «Far l’amore è come un luna park» (da “Caldo Atomico”) – i Ferrinis incorniciano frammenti di relazione senza ingabbiarli, lasciando che parlino da soli. C’è leggerezza, ma anche tagli netti. Ci sono cliché che si rompono, e verità che affiorano proprio quando smetti di cercarle. Il loro è un mondo pieno di contrasti: iconico e quotidiano, fragile e diretto, personale ma condivisibile.

    E quando l’istinto prende il sopravvento sulla ragione, lo fa senza chiedere permesso. In “Lussuria e Desiderio”, la voce si fa corpo, e il corpo si fa dubbio. Attrazione e distanza si mescolano senza trovare tregua, come se ogni gesto fosse destinato a non durare: «Vorrei restare ma non riesco a trattenermi, non riesco a difendermi». In “Rollercoaster”, tutto rota attorno ai saliscendi emotivi di una relazione instabile. “Poche Ore”, raccoglie quello che resta quando il tempo si accorcia. “Aspettavo Questa Notte” è una corsa a perdifiato verso qualcosa che, forse, non tornerà più.

    Una progressione che rivela uno dei tratti più riconoscibili del disco: non c’è una linea narrativa unica, ma un intreccio continuo tra momenti sparsi e connessioni che riaffiorano. Una dicotomia che diventa stile, tra passato e presente, velocità e nostalgia.

    In “Senza Lieto Fine”, la chiusura dell’album, tutto si stringe in un epilogo sospeso, con un tono quasi elegiaco: «Come una melodia senza lieto fine, mi sa solo consumare. Niente mi può dare pace». Maicol e Mattia Ferrini immortalano l’esatto punto in cui qualcosa si spezza. Senza consolazioni, ma raccontando la verità di molti capolinea sentimentali contemporanei: quelli che non arrivano mai davvero. Una finale che non chiude, ma rilancia. Come se l’ultima scena non fosse ancora stata scritta.

    Perché certe assenze fanno più rumore di qualsiasi presenza.

    E se ciò accade, è perché continuano a parlarci anche quando tutto tace. Con “Twins”, Maicol e Mattia non cercano l’effetto immediato, ma lasciano spazio a ciò che torna. A ciò che resta.

    «Volevamo fare un disco che non avesse bisogno di essere spiegato – dichiarano -. “Twins” è nato come una finestra sul nostro mondo. È un album fatto di errori, ritorni, notti che sembrano infinite e frasi che ci siamo detti davvero. Ogni pezzo è un ricordo, una voce che ti risuona in testa quando meno te lo aspetti. Abbiamo scritto cercando la verità, anche quando fa male. Non volevamo dare risposte, ma fare spazio alle domande. A quello che succede quando pensi che sia tutto finito e invece no. La musica ti ci riporta, anche quando non vuoi.»

    In un’epoca in cui tutto è istantaneo, “Twins” prende tempo. Tra notti che sembrano durare due ore e rapporti che implodono prima di definirsi, i Ferrinis scelgono un linguaggio fatto di frasi concrete, immagini forti, emozioni riconoscibili.

    La contemporaneità che raccontano è quella in cui vivere ogni giorno «come fosse l’ultimo» (da “Poche ore”) significa anche perdere il senso del costruire, del fermarsi, del capire. In questo, il disco si inserisce in una riflessione più ampia: sulla fragilità della presenza, sulla permanenza del ricordo, sulla difficoltà di distinguere ciò che è passato da ciò che ancora abita dentro.

    Un disco che ha il passo del presente, ma guarda lontano.  “Twins” è il risultato di un’identità che non cerca mai una definizione netta. I Ferrinis non somigliano a nessuno, perché il loro sguardo è interno: si muove tra scene di vita, pensieri lasciati a metà, e ritornelli che sembrano messaggi vocali mai inviati.

    Con “Twins”, aprono un nuovo capitolo, in cui l’equilibrio tra immaginario pop e scrittura personale diventa cifra narrativa. E mentre tutto si consuma in poche ore, loro lo scrivono, lo cantano, lo mettono in scena. Senza pretese, ma con la voglia di dire: questa storia, forse, l’hai vissuta anche tu.

    Perché come affermano i due fratelli in conclusione, «Non importa se la storia è finita: ciò che ti rimane dentro, a volte, è più forte di quello che vivi davvero».

    “Twins” – Tracklist:

    1. Il Nostro Film
    2. Rollercoaster
    3. Lussuria e Desiderio
    4. Poche Ore
    5. Aspettami
    6. Aspettavo Questa Notte
    7. Caldo Atomico
    8. Coca e Malibù
    9. Labbra al Curry
    10. Senza Lieto Fine

  • FRANCESCA MIOLA IL SINGOLO “IMPERFETTA FELICITÀ” IN DUETTO CON MARIO VENUTI IN RADIO DAL 25 APRILE ANTICIPA “IL TEMPO, IL TRAFFICO E NOI” IL PRIMO ALBUM IN USCITA IL 9 MAGGIO

    Arriva il 9 maggio “Il tempo, il traffico e noi” (Dischi dei Sognatori/Artist First)  l’atteso album d’esordio di Francesca Miola, cantautrice raffinata e intensa, che con questo progetto conferma un percorso artistico all’insegna dell’eleganza e della profondità espressiva.
     
    Anticipato in radio da venerdì 25 aprile dal singolo Imperfetta felicità, interpretato in duetto con Mario Venuti, il disco è un viaggio sonoro che attraversa emozioni, silenzi e frenesie quotidiane, fotografando i contrasti della vita contemporanea.
     
    Prodotto da Tony Canto con la direzione artistica di Kaballà, l’album si distingue per arrangiamenti ricercati e una scrittura capace di toccare corde intime e universali. Accanto a Francesca Miola, autori del calibro di Marco RettaniZibba, lo stessoVenuti e i due produttori arricchiscono un progetto che fonde canzone d’autore, pop sofisticato e atmosfere senza tempo.
     
    “Il tempo, il traffico e noi” è molto più di un disco d’esordio: è la testimonianza di un’identità artistica che si afferma con forza e delicatezza, tra pause, deviazioni e nuove partenze.
     
    Un racconto musicale che accompagna l’ascoltatore tra il fluire del tempo e l’immobilità del traffico, dove – in mezzo al rumore del mondo – restiamo solo noi e lamusica che ci racconta.
    Nel disco, oltre al duetto con Mario Venuti, trovano spazio anche le collaborazioni con le voci di Matteo Faustini e Antonio Maggio.

  • “Umani giorni” è il nuovo singolo di Meron

    Da venerdì 25 aprile 2025 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “UMANI GIORNI”, il nuovo singolo di MERON.

    “Umani giorni” è un brano che racconta la fine di una storia d’amore che per l’artista non sembrava mai iniziata, perché nata come un gioco dominato dalla fisicità. Col passare del tempo, il peso della perdita si è fatto sentire, conducendolo in una profonda fase di depressione. Nella canzone, Meron descrive la speranza residua come quei momenti umani che riusciva a scorgere attraverso i gesti della partner, gesti che lei, per varie ragioni, non riusciva a comprendere fino in fondo.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Umani giorni è una ballata struggente, caratterizzata prevalentemente da archi, piano e orchestra. Il testo è nato in pochissimo tempo come la musica, mentre trovare il vestito adatto per l’arrangiamento è stato molto più complesso poiché serviva un sound adatto a richiamare quello stato di depressione descritto nel brano, poiché è la prima volta che provo a trattare in maniera così ampia e profonda questo tema. Che poi tutto sfocia nella speranza di un futuro migliore immaginato, che non sai se senza quell’amore potrà ritornare”. 

    Guarda il visual video su YouTube:  https://www.youtube.com/watch?v=duPr9pVNFiU

    Biografia

    Meron, classe 1997, nasce a Bologna e vive con sua madre fino all’età di 3 anni. Cresciuto in un paese della provincia di Rimini, inizia a scrivere canzoni all’età di 8 anni, e così la musica diventa la sua fedele compagna. A Carpi, dove in seguito si trasferisce, studia pianoforte e canto, prendendo parte a diversi progetti musicali della zona modenese. Nel 2017 tenta Area Sanremo, arrivando fino alla tappa delle semifinali. Dopo anni passati a suonare in vari locali e a studiare, nel novembre 2023 pubblica il suo primo singolo del nuovo progetto in corso, “Colori dell’ombra”, e successivamente “Gazza ladra”, “Nuove regole” e “Bella domanda”.

    “Umani giorni” è il nuovo singolo di Meron disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 25 aprile 2025.

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